CIVES CITTÀ VIVE, EQUE E SANE APRILE 2015

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1 CIVES CITTÀ VIVE, EQUE E SANE APRILE 2015 PROGETTARE IN COMUNE Ambiente urbano e ciclo dei rifiuti Dott. P. Parente Dott. A. Poscia Università Cattolica del Sacro Cuore

2 Il ciclo dei Rifiuti I Rifiuti Solidi Urbani Dimensioni del Problema

3 Definizione di rifiuto L art. 183 del D.lgs. n.152/06 e ss.mm.ii. definisce, riprendendo quanto indicato nella direttiva comunitaria 98/2008/CE: Qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi o abbia deciso o abbia l obbligo di disfarsi; La definizione di rifiuto rimane quindi fondata, come con il precedente D.Lgs. 22/1997 (Decreto Ronchi), sul concetto del disfarsi, che costituisce la condizione necessaria e sufficiente perché un oggetto, un bene o un materiale sia classificato come rifiuto e, successivamente, codificato sulla base del vigente elenco europeo dei rifiuti (CER). Tale concetto è stato sancito anche dalla Corte di Giustizia delle Comunità Europee, dove è stato specificato che "l ambito di applicazione della nozione di rifiuto dipende dal significato del termine disfarsi" (Corte di Giustizia, sentenza 18 aprile 2002, causa C-9/00).

4 Rifiuti Solidi Urbani (RSU) Premesse Fattori evolutivi ed inconvenienti: nascita del problema rifiuti sviluppo industriale notevole urbanizzazione crescita dei consumi modifica composizione merceologica Classificazione media del RSU capacità depurativa dei suoli vetro 7% legno 5% tessili 5% metalli 3% organico 28% plastica 11% Composizione media RSU, 2007; ISPRA, altro 18% carta e cartone 23%

5 Rifiuti indicatore di ricchezza

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7 Andamento produzione dei rifiuti

8 Rifiuti andamento pro-capite

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10 Gestione dei rifiuti

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13 La situazione in Italia

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15 Provincie virtuose

16 Andamento nei comuni (per dimensione)

17 Che cosa raccogliamo

18 Conai e imballaggi

19 Figura 3.12 Ubicazione degli impianti di compostaggio e digestione anaerobica con un quantitativo trattato maggiore di t/a, per comune, anno 2013

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23 2013 ancora il 42% dei RU viene avviato a smaltimento senza alcuna forma di trattamento preliminare, nonostante il divieto imposto dall art. 7 del d.lgs. n. 36/2003

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28 3 problemi Export Salute Costo/Risorsa

29 Rifiuti Speciali

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32 I Rifiuti Solidi Urbani Criticità e Risultati Dr. Umberto Moscato 32

33 Strategia ambientale Europea in materia di Gestione dei Rifiuti Direttiva 75/442/CEE del Consiglio, relativa ai rifiuti principi: le 3 R 1 - Ridurre la quantità di taluni rifiuti 2 - Riutilizzare o Riciclare i rifiuti 3 - Recuperare le materie prime e/o l energia Obiettivi della normativa europea Gli Stati membri adottano le misure necessarie per assicurare che i rifiuti verranno smaltiti senza pericolo per la salute dell'uomo e senza recare pregiudizio all'ambiente e, in particolare, 1 - senza creare rischi per l'acqua, l'aria, il suolo e per la fauna e la flora 2 - senza causare inconvenienti da rumori od odori 3 - senza danneggiare la natura e il paesaggio 33

34 VI Programma di azione per l Ambiente l della Comunità Europea: ll Nostro Futuro, La Nostra Scelta, Il sesto programma di azione per l'ambiente si concentra su quattro settori d'intervento prioritari: 1.cambiamento climatico, 2.biodiversità, 3.ambiente e salute e 4.gestione sostenibile delle risorse e dei rifiuti. L'obiettivo è garantire che il consumo di risorse rinnovabili e non rinnovabili non superi la capacità di carico dell'ambiente Dissociando la crescita economica dall'uso delle risorse, migliorando l'efficienza di queste ultime e diminuendo la produzione di rifiuti. Per i rifiuti, l'obiettivo specifico è ridurre la quantità finale del 20 % entro il 2010 e del 50 % entro il 2050.

35 Strategia ambientale Europea in materia di Gestione dei Rifiuti Obiettivi della normativa europea Comunicazione Commissione Europea COM 96/399 del DIRETTIVA 2008/98/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 19 novembre 2008 relativa ai rifiuti e che abroga alcune direttive Soluzione migliore prevention *; preparing for reuse; recycling *; other recovery *, notably energy recovery; disposal. Soluzione peggiore 35

36 LA PREVENZIONE DELLA PRODUZIONE DEI RIFIUTI La Direttiva 2008/98/CE, all articolo 29 introduce i Programmi di prevenzione dei rifiuti. La Commissione europea ha predisposto le Linee Guida, pubblicate il 25 ottobre 2012, per orientare e sostenere gli Stati membri nello sviluppo dei programmi di prevenzione di rifiuti. Nel 2014 la Commissione e l Agenzia europea per l ambiente, intendono valutare e confrontare i programmi nazionali di prevenzione dei rifiuti adottati dagli stati membri Con decreto direttoriale del 7 ottobre 2013, il MATTM ha adottato il Programma Nazionale di Prevenzione dei Rifiuti per dissociare la crescita economica dagli impatti ambientali connessi alla produzione dei rifiuti vs 2010: Riduzione del 5% della produzione di rifiuti urbani per unità di Pil (sarà considerato anche l andamento dell indicatore Rifiuti urbani/consumo delle famiglie); Riduzione del 10% della produzione di rifiuti speciali pericolosi per unità di Pil; Riduzione del 5% della produzione di rifiuti speciali non pericolosi per unità di Pil.

37 La situazione in Italia OBIETTIVO prevenzione ( produzione) raccolta differenziata recupero-riciclaggio imballaggi smaltimento GIUDIZIO insufficiente sufficiente (buono / insuff. differenze territoriali) buono insufficiente (trend in miglioramento) 37

38 Considerazioni e prospettive Criticità: incremento produttivo legislazione scarsamente applicata strategie nazionali non univoche potenzialità preventive e di riciclaggio non adeguatamente sfruttate Progressi: discariche ed inceneritori sono meno inquinanti nuove tecnologie di trattamento dei rifiuti pericolosi graduale scomparsa di sostanze pericolose da veicoli e apparecchiature costante calo sostanze pericolose da inceneritori Dr. Umberto Moscato 38

39 PROBLEMA sacchi di spazzatura, immondizie sparse, discariche di rifiuti tossici comportamenti devianti OPPORTUNITÀ recupero energia riciclaggio rifiuti occupazionali impatto ambientale Dr. Umberto Moscato 39

40 Esiste un Rischio da Rifiuti?? 40

41 Rifiuti Solidi Urbani (RSU) Premesse Componenti più rilevanti dell impatto ambientale da RSU inquinamento atmosferico inquinamento idrico degrado geologico smaltimento RSU 41

42 Rifiuti Solidi Urbani Possibili Vie di Contaminazione 42

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44 Inquinamento e Prevenzione dell Aria: Effetti sul Mesoclima Dr. Umberto Moscato 44

45 Vie di Contaminazione: Aria Dr. Umberto Moscato 45

46 Vie di Contaminazione Aria - Acqua Dr. Umberto Moscato 46

47 Dr. Umberto Moscato 47

48 Premesse Aspetti volatili IGIENICO-SANITARI - Infettivi Tossici, Cronico-degenerativi Allergici Fisico-traumatici Putrefattivi, umidità terreno piccoli rettili artropodi pascolo roditori carnivori erbivori carne, latte vegetali UOMO Lavoratori del settore: settore addetti a pulizia stradale, raccolta, trasformazione, riutilizzo, smaltimento Popolazione: Popolazione generale; residente in prossimità di impianti di smaltimento - Infettivi: batterico, virale, micotico, parassitario - Tossici, Cronico-degenerativi: cancerogeno, teratogeno - Allergici: ipersensibilizzazione - Fisico-traumatici: lesioni, ustioni, danni da rumore - Putrefattivi, umidità terreno 48

49 I Rifiuti Speciali Pericolosi Tossici e Nocivi Si intendono con tale nome tutti i rifiuti che contengono o sono contaminati da diversi composti in quantità e\o o concentrazione tale da presentare un pericolo per la salute e l ambiente. l Tali composti sono infiammabili esplosivi reattivi a temperatura ambiente corrosivi tossici infettivi carcinogenetici non biodegradabili potenzialmente letali o irritanti C. Melino, A.Messineo, S. Rubino, A. Allocca. L Ospedale: Igiene, Prevenzione e Sicurezza. S.E.U. III Ed Esempi: Arsenico, Mercurio, Cadmio, Tallio, Berillio, Cromo esavalente, Piombo, Antimonio, Fenoli, Cianuri ed Isocianati Composti organoalogenati esclusi polimeri inerti Solventi Clorurati Solventi organici Biocidi e sostanze fitofarmaceutiche Prodotti a base di catrame Composti farmaceutici Perossidi, clorati, perclorati ed azoturi Eteri Amianto, Selenio,Telluri Composti Policiclici Metalli carbonili, Composti del Rame solubili Policlorodifenili, policlorotrifrenili e loro miscele

50 I Rifiuti Radioattivi D. Legsl. 12\3\ n. 230 e successive modifiche Gli impieghi limitati di radionuclidi e rifiuti è dovuto a: rifiuti solidi (vetreria, carta, stoviglie, lenzuola, ecc..) rifiuti liquidi (liquidi di lavaggio, deiezioni) Radioisotopi utilizzati in Servizi di Medicina Nucleare Tecnezio 99m Laboratori RIA P 32, S 35, Ca 45, Cr 51, Mg 54, Ga 67, In 118m, I 131 H3, C 14 e I 125 Fe 59, Co 57 Terapia Metabolica I 131 Si ricordi che il paziente trattato con I 131 dismette lo Iodio in ambiente entro 24 ore nella misura del % (deiezioni urinarie, stoviglie, bicchieri, fazzoletti, ecc..) 50

51 Effetti sulla Salute Studi sugli effetti avversi alla salute da parte dei rifiuti pericolosi sono controversi L esposizione è chiarita dalla presenza della malattia ed è spesso mal- classificata I dati storici non sono sempre disponibili La miscela di sostanze chimiche non sempre agisce in modo uniforme ed omogeneo sulla popolazione La popolazione esposta è spesso piccola od incompletamente determinata Le risorse per gli studi sono molto limitati Gli end-point da studiare sono incerti 51

52 A: indica presenza di rifiuti potenzialmente molto pericolosi o pericolosi non visibili (sommersi); B: indica presenza di rifiuti pericolosi; C: indica presenza di rifiuti speciali di origine industriale con pericolo di rilascio di sostanze pericolose; D: indica presenza di rifiuti non pericolosi con pericolo di rilascio di sostanze pericolose; E: indica presenza di rifiuti non pericolosi in situazioni non controllate; F: indica presenza di rifiuti non pericolosi in situazioni controllate.

53 Porta 2009

54 Porta 2009

55 Porta 2009

56 Mattiello A et al., 2013

57 Epidemiologia Rifiuti Ambiente Salute nel Lazio - ERAS Lazio L obiettivo del progetto è stato di verificare l associazione tra la residenza nei pressi di nove discariche per rifiuti urbani (RU) presenti nel Lazio e l aumento del rischio di mortalità e ospedalizzazione. A tal fine è stato condotto uno studio di coorte sui residenti entro 5 km dalle suddette 9 discariche per RU nel periodo La metodologia di studio ha previsto l integrazione di dati ambientali e socio-demografici su base geografica, per la valutazione dell esposizione della popolazione residente nelle aree circostanti gli impianti per il trattamento dei rifiuti regionali. Per ogni impianto sono state create mappe con la relativa localizzazione geografica, compresi i comuni interessati, le impronte al suolo delle concentrazioni degli inquinanti emessi dagli impianti stessi (stimate attraverso modelli di dispersione elaborati da ARPA Lazio) e la popolazione residente georeferenziata.

58 la stima dell'esposizione media annuale individuale a H2S (discarica) è risultata pari a 0,02 microgr/m3 (SD 0,02), ad SOX (raffineria) è risultata pari a 1,67 microgr/m3 (SD 0,92) e al PM10 (inceneritore) e risultata pari a 0,02 ng/m3 (SD 0,02).

59 Mortalità e ospedalizzazione nei residenti intorno alle 9 discariche laziali Lo studio epidemiologico di coloro che risiedono entro i cinque km dagli impianti di discarica del Lazio ha coinvolto soggetti, dei quali (11%) residenti entro 2 km dai siti. L analisi dei dati ha evidenziato un quadro di mortalità e morbosità relativamente sovrapponibile a quello regionale. Fanno eccezione le malattie dell apparato urinario (uomini) che sono aumentate tra i residenti nell area più prossima agli impianti. Per le patologie tumorali, si osserva tra le donne un eccesso di tumore della vescica e tra gli uomini un eccesso di tumore del colon retto nelle zone più prossime.

60 Idrogeno solforato (H2S) confronti di mortalità interni alla coorte per valutare l effetto della distanza e della concentrazione di Idrogeno solforato (H2S), considerato tracciante dell impatto degli impianti, non hanno mostrato variazioni di eccessivo rilievo. Alcuni effetti sanitari, tuttavia, sono stati riscontrati analizzando le ospedalizzazioni. Tra gli uomini residenti in zone a più alte concentrazioni di H2S risultano livelli di ospedalizzazione più elevati per malattie del sistema respiratorio (+26%) e tumore della vescica (+59%) rispetto a coloro che risiedono in aree a basso impatto potenziale. Tra le donne più esposte si sono osservati livelli ospedalizzazione più elevati per asma (+62%) e malattie del sistema urinario (+27%).

61 Un caso specifico: Area complessa Malagrotta Il territorio di Malagrotta è caratterizzato da un elevata concentrazione di impianti industriali, quali la raffineria di Roma, il gassificatore, l impianto di incenerimento dei rifiuti ospedalieri dell AMA, e il complesso impiantistico di Malagrotta un impianto di discarica per rifiuti urbani al quale sono connessi due impianti per il Trattamento Meccanico Biologico dei rifiuti e cave per l estrazione di materiali da costruzione.

62 Un caso specifico: Area complessa Malagrotta Lo studio epidemiologico ha messo in evidenza tra le persone residenti entro 7 km dalla discarica di Malagrotta, un quadro di mortalità tra le persone più esposte in gran parte paragonabile con quello osservato nella popolazione di riferimento. Fanno eccezione le patologie del sistema circolatorio (donne) e dell apparato respiratorio (uomini) che sono aumentate tra i residenti nell area più prossima agli impianti. Per le patologie tumorali, si osserva tra le donne un eccesso di tumore della laringe e della mammella nelle zone più prossime. Rispetto a coloro che abitano lontano dagli impianti dell area, i residenti più prossimi ricorrono più frequentemente alle cure ospedaliere, in particolare per malattie circolatorie, urinarie e dell apparato digerente.

63 Un caso specifico: Area complessa Malagrotta Per quanto riguarda i risultati relativi alla valutazione dell impatto potenziale definito dall impronta dei diversi impianti, si è riscontrata nelle donne più esposte ad H2S (impronta discarica) e SOX (impronta raffineria) una maggiore frequenza (circa il 35% in più rispetto al riferimento) di tumori della laringe e della vescica. Limitatamente ai ricoveri, si è osservata un associazione tra H2S e malattie del sistema circolatorio (donne). L SOX (impronta raffineria) è risultato associato a malattie dell apparato respiratorio (uomini) e a tumore della laringe tra le donne. L esposizione a PM10 (impronta inceneritore) è risultata associata prevalentemente a patologie dell apparato respiratorio, a tumore del pancreas (uomini), a tumore della laringe, del fegato e della mammella (donne). Alcune delle associazioni emerse, considerando la distanza dagli impianti o la concentrazione stimata degli inquinanti scelti come traccianti (H2S, SOX e PM10), sono basate su pochi casi ma sono coerenti per le diverse analisi effettuate (mortalità e ricoveri) e sono potenzialmente attribuibili all inquinamento prodotto nei passati decenni dagli impianti industriali presenti nell area.

64 Tra le principali cause di mortalità i tumori (38% gli uomini, 29% nelle donne) e le malattie cardiovascolari (41% nelle donne, 33% negli uomini). Complessivamente comunque si osserva una mortalità inferiore all atteso regionale dello stesso periodo. Valori di SMR (Rapporti Standardizzati di Mortalità) che indicano un eccesso significativo di mortalità rispetto alla regione si riscontrano soltanto nelle donne per le cause infettive (epatite virale) e per malattie dell apparato respiratorio. Per quanto riguarda invece i ricoveri per acuti dei residenti, essi si mostrano in costante calo a partire dall anno 2007, sia in numero assoluto sia come tasso: nel 2010 si sono infatti registrati circa ricoveri in meno rispetto al picco avuto nel 2005 (circa ), con un netto decremento tra il 2009 ed il 2010.

65 Effetti sulla salute - lavoratori Epidemiologia Rifiuti Ambiente Salute nel Lazio - ERAS Lazio valutazione epidemiologica dello stato di salute dei lavoratori addetti alla raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti urbani a Roma. coorte composta dai 6839 (18.6% donne) addetti in servizio al 1/1/1994, o successivamente assunti fino al 31/12/2009 (fine follow-up), con un periodo di impiego di almeno cinque anni, mortalità generale e ricorso alle cure ospedaliere in generale sovrapponibile a quello della popolazione del Lazio nello stesso periodo. Gli addetti alla raccolta e gli autisti presentano una frequenza di ospedalizzazioni per cause naturali maggiore rispetto al riferimento, nessuna alterazione, né di mortalità, né di ospedalizzazioni è stata riscontrata per i soggetti addetti al trattamento di RSU in discarica (Narduzzi S et al., 2013.). riscontrati aumenti per malattie respiratorie, gastrointestinali e per infortuni tra le donne addette alla raccolta dei rifiuti. (dovuto probabilmente alla tipologia di mansione svolta, ossia la raccolta dei RU)

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67 Sindrome N.I.M.B.Y. (Not In My Back Yard, non nel mio cortile). Premesse 351 projects identified in the Project No Project inventory could produce a $1.1 trillion short-term boost to the economy and create 1.9 million jobs annually. Moreover, Pociask and Fuhr estimate that, in aggregate, each year the operation of these projects could generate $145 billion in economic benefits and involve 791,000 jobs.

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69 I rifiuti in Italia e nel Mondo Un problema rapidamente risolvibile

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76 Novembre 2014

77 Novembre 2014

78 L Ecomafia ed i Rifiuti un quadro complesso

79 Fonte: M. Scalvi, Arte di ascoltare e mondi possibili, Bruno Mondadori 2003

80 Un Gioco.un gioco?! Fonte: M. Scalvi, Arte di ascoltare e mondi possibili, Bruno Mondadori 2003

81 L Ecomafia Settore della mafia che gestisce attività altamente dannose per l ambiente come l abusivismo l edilizio e lo smaltimento clandestino di rifiuti tossici Vocabolario della Lingua Italiana, Zingarelli, 1999 Sono definite ecomafie le associazioni criminali dedite al traffico e smaltimento illegale di rifiuti e all abusivismo abusivismo edilizio di larga scala. Anche attività quali l'escavazione abusiva, il traffico di animali esotici, il saccheggio dei beni archeologici e l'allevamento di animali da combattimento possono essere considerate in questo modo

82 I Rifiuti e l Ecomafial L attività dell ecomafia ecomafia e delle strutture imprenditoriali private o pubbliche deviate comportano rilevanti fenomeni di distorsione del mercato,, da combattere con decisione in quanto si è all inizio del decollo industriale della gestione del rifiuto Il salto di qualità delle organizzazioni mafiose sta nel fatto che l interesse l riguarda non più solo l attivitl attività finale di smaltimento,, ma si sta estendendo al controllo degli appalti ed alle scelte della pubblica amministrazione (Commissione Parlamentare d Inchiesta d sul Ciclo dei Rifiuti)

83 ma Ecomafia ed Imprenditori Il rapporto tra le organizzazioni criminali ed il mondo imprenditoriale non è più fondato sull estorsione e sul ricatto, ma si sta evolvendo a causa del tentativo da parte dei primi di creare un rapporto di tipo simbiotico con i secondi, al fine di poter trarre un vantaggio comune.. Direzione Investigativa Antimafia, Rapporto Bicamerale 2005

84 Le Infrazioni Le Infrazioni maggiormente accertate (.o( le uniche possibili...) sono: Ricettazione di rifiuti tossici o pericolosi Traffico illecito di rifiuti (Art. 53 bis Decreto Ronchi e Art. 260 Codice dell Ambiente) Invasione di terreni abusiva Istituzione e gestione di discarica abusiva Falso nell accettazione di bolle di accompagnamento o giro-bolle Truffa allo Stato od alla UE Avvelenamento colposo di acque pubbliche ecc...

85 Operazioni Anti Ecomafia Greenland 2002 Re Mida 2003 Eldorado 2003 Pinocchio 2004 Rudolf 2004 Terra Mia 2004 Giro d Italiad 2005 Green Caserta 2006 Smalto Messina 2006 Arcangelo Catania 2006 Munda Mundis Gela 2007 Arcobaleno Pesaro 2007 Ombre Cinesi Genova 2007 Sabbie Mobili Roma 2007 Olio Contaminato con PCB Firenze/Livorno 2007 Traversine al Creosoto Orvieto 2007 Rifiuti Pericolosi sparsi sul terreno Foggia 2007 Rifiuti Pericolosi sversati nel Sarno Nocera Inferiore 2007 Traffico illecito di rifiuti (Art. 53 bis della Ronchi), ripreso qui successivamente (Art. 260 del Codice dell Ambiente) 2007 (Coinvolto Ispettore ARPA) Giudizio Finale Napoli 2009 Regi Lagni Santa M. Capua Vetere 2009 Leucopetra Reggio Calabria 2009 Golden Rubbish Napoli-Grosseto 2009 Laguna de Cerdos Perugia 2009 Replay Busto Arsizio (VA) 2009 Serenissima Padova 2009 Spartacus Santa M. Capua Vetere 2010 Sentenza per il Clan dei Casalesi Dati da: Comando Generale dell Arma dei Carabinieri e Nucleo Operativo Ecologico, Corpo Forestale dello Stato, Comando Generale della Guardia di Finanza, Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato

86 Il Quadro delle Illegalità Ambientali in Italia: Totale Nazionale Infrazioni Accertate Dati da: Comando Generale dell Arma dei Carabinieri e Nucleo Operativo Ecologico, Corpo Forestale dello Stato, Comando Generale della Guardia di Finanza, Capitaneria di Porto, Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato Dr. Umberto Moscato

87 Il Quadro delle Illegalità Ambientali in Italia. Le Regioni Italiane : Le Le Infrazioni Accertate 2012 I talia Nord- Orient ale 9% I t alia Nord- Occident ale 10% I t alia Mer idionale 39% I t alia Cent rale 26% I t alia I nsulare 13, 7% Dati da: Comando Generale dell Arma dei Carabinieri e Nucleo Operativo Ecologico, Corpo Forestale dello Stato, Comando Generale della Guardia di Finanza, Capitaneria di Porto, Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato

88 UN PROBLEMA CHE NON ACCENNA A RIDURSI le aziende coinvolte; le persone denunciate; 3. Solo nel 2010, sono state sequestrate oltre 2 milioni di tonnellate di rifiuti speciali e pericolosi trattati illegalmente. 4. A partire dal 2010 la competenza ad indagare è passata alle Direzioni distrettuali antimafia (Dda), raddoppiando così i termini della prescrizione.

89 UN PROBLEMA ITALIANO NORD: Procura di Brescia, 30 novembre Operazione Fiori d acciaio : dieci arresti, tra cui quello del vice presidente del consiglio regionale della Lombardia. Una tangente da euro per aggirare o alleggerire i controlli. Corruzione e sequestro della cava di Cappella Cantone (Cremona) destinata a una discarica di amianto, oltre a un impianto per il trattamento di rifiuti a Calcinate (Bergamo) e a due cantieri della Brebemi. Siti nei quali, secondo gli inquirenti, venivano smaltiti illecitamente rifiuti speciali. SUD: Dda di Napoli, 30 gennaio I carabinieri di Castello di Cisterna notificano 14 arresti e 11 divieti di dimora per associazione a delinquere, realizzazione di discariche non autorizzate, gestione illecita di rifiuti, frode, truffa, intestazione fittizia di beni, con l aggravante di aver favorito un clan camorristico.

90 UN PROBLEMA ITALIANO CENTRO: febbraio 2011 operazione Eurot a Firenze. Un traffico di pezze e stracci che partiva da Prato e giungeva ad Ercolano (Napoli); giugno 2011 e ancora NORD Torino, indagine Freon : traffico di rifiuti elettrici e rottami auto che dalla Liguria al Piemonte finivano in Nigeria. Ricorrono spesso paesi stranieri dove smistare gli scarti che qui è impossibile piazzare. Sono 22 le nazioni coinvolte negli ultimi dieci anni nei traffici illeciti di rifiuti made in italy: 10 in Europa, 5 in Asia, 7 in Africa. ISOLE: Sicilia: il 4 dicembre 2011 i carabinieri del Noe e la Procura di Barcellona Pozzo di Goto scovano un traffico illegale di spazzatura tra l isola e il Senegal, gestito da un impresa collusa coi clan e già sequestrata dalla Dda di Messina nell operazione Gotha.

91 ACCENNI DI SOLUZIONI RECENTI Attualmente il quadro normativo dei reati ambientali è contenuto nel Codice dell ambiente (d.lgs. n. 152 del 2006). La Camera dei deputati ha approvato la proposta di legge Micillo-Realacci- Pellegrino che conferma quanto previsto nel Codice dell ambiente, aggiungendo però altre fattispecie delittuose da inserire in un nuovo Titolo (VI bis) del Codice Penale intitolato Dei delitti contro l ambiente.

92 TESTO UNIFICATO SUI DELITTI AMBIENTALI Nuovi reati: Quattro i delitti introdotti nel codice penale. 1)Disastro ambientale: punisce con il carcere da 5 a 15 anni chi altera gravemente o irreversibilmente l ecosistema o compromette la pubblica incolumità. 2)Inquinamento ambientale: prevede la reclusione da 2 a 6 anni (e la multa da 10mila e 100mila euro) per chi deteriora in modo rilevante la biodiversità o l ecosistema o la qualità del suolo, delle acque o dell aria. Se non vi è dolo ma colpa, le pene sono diminuite da un terzo alla metà. Scattano invece aumenti di pene per i due delitti se commessi in aree vincolate o a danno di specie protette. 3)Traffico e abbandono di materiale di alta radioattività: colpisce con la pena del carcere da 2 a 6 anni (e multa da 10mila a 50mila euro) chi commercia e trasporta materiale radioattivo o chi se ne disfa illegittimamente. 4)Impedimento del controllo: chi nega o ostacola l accesso o intralcia i controlli ambientali rischia la reclusione da 6 mesi a 3 anni.

93 TESTO UNIFICATO SUI DELITTI AMBIENTALI Aggravante ecomafiosa. In presenza di associazioni mafiose finalizzate a commettere i delitti contro l ambiente o a controllare concessioni e appalti in materia ambientale scattano le aggravanti. Aggravanti, peraltro, sono previste anche in caso di semplice associazione a delinquere e se vi è partecipazione di pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio. Sconti di pena. Pene ridotte da metà a due terzi nel caso di ravvedimento operoso: Ossia se l imputato evita conseguenze ulteriori, aiuta i magistrati a individuare colpevoli o provvede alla bonifica e al ripristino. Raddoppio prescrizione. Per i delitti ambientali i termini di prescrizione raddoppiano. Se poi si interrompe il processo per dar corso al ravvedimento operoso, la prescrizione è sospesa. Obbligo di confisca. In caso di condanna o patteggiamento della pena è sempre ordinata la confisca dei beni che costituiscono il prodotto o il profitto del reato e delle cose servite a commetterlo o comunque di beni di valore equivalente nella disponibilità (anche indiretta o per interposta persona) del condannato.

94 TESTO UNIFICATO SUI DELITTI AMBIENTALI Condanna al ripristino. Il giudice, in caso di condanna o patteggiamento della pena, ordina il recupero e dove tecnicamente possibile il ripristino dello stato dei luoghi a carico del condannato. Giustizia riparativa. In assenza di danno o pericolo si rafforza per le violazioni amministrative e le ipotesi contravvenzionali previste dal codice dell ambiente l applicazione della giustizia riparativa puntando alla regolarizzazione attraverso l adempimento a specifiche prescrizioni. In caso di adempimento il reato si estingue. Coordinamento indagini. In presenza dei delitti contro l ambiente ( reati spia ), il pm che indaga dovrà darne notizia al procuratore nazionale antimafia.

95 Reati ambientali. Le novità introdotte dal Senato Lavori in corso per il testo di legge in materia di reati ambientali. Il Senato ha infatti approvato, il 4 marzo scorso, il ddl n. 1345, recante disposizioni in materia di delitti contro l ambiente. Il testo, già approvato dalla Camera, è stato modificato, per cui torna dai deputati per l approvazione definitiva. Il ddl si propone di conseguire un salto di qualità nell azione di prevenzione e repressione dei delitti contro l ambiente attraverso l introduzione nel codice penale di quattro nuovi reati: il delitto di inquinamento ambientale; il delitto di disastro ambientale; il delitto di traffico ed abbandono di materiale di alta radioattività il delitto di impedimento del controllo. I termini di prescrizione per i reati ambientali sono raddoppiati.

96 I Meccanismi I clan appartenenti all Ecomafia hanno costituito cicli Scavano una discarica abusiva Il materiale di scavo serve per costruire abusivamente Nello scavo si pongono i rifiuti anche tossico-nocivi che possono inquinare falde idriche Lasciati lìl nel tempo costituiscono ulteriore materiale di costruzione o rappresentano la base per costruire sopra nuovi edifici abusivi Si propongono come Enti per la Bonifica Trasferiscono il materiale in un nuovo scavo E si re-inizia inizia.

97 Le Perdite di Rifiuti Produzione Rifiuti Speciali Dispersione o Miscelazione con innocui Stoccaggio Stoccaggio Conferimento Finale Certificato

98 Perchè l Ecomafia perde..i rifiuti! Consideriamo quindi I prezzi praticati nei centri di stoccaggio è inferiore a quelli di smaltimento L affidamento ad una di queste strutture elimina la responsabilità del produttore esattamente come la consegna a smaltimento Gli illeciti riscontrati secondo l art. l 53 bis e 260 post sono caratterizzati proprio da una serie infinita di pre-trattamenti e riutilizzi mai effettuati e di miscelazioni illecite (urbani con speciali) Innumerevoli sono i capannoni di stoccaggio in cui il rifiuto speciale è stato lasciato poiché la ditta è.... improvvisamente fallita..indovinate.indovinate chi deve intervenire per la bonifica del sito??!!

99 Il Sistema per i Rifiuti: alcuni spunti di Fantasia italiana Smaltitore Finale Discariche illecite, cave, terreni dismessi, ecc Trasportatori La pesa del rifiuto, la bolla che cammina (e che giunge a smaltimento illecito) Intermediatori I falsi uffici : l automobile Titolari di stoccaggio Miscelazione abusiva, giro bolla, recupero nel compost,, ecc.. Consulenti tecnici Codice CER inventati Produttori di rifiuti e Amministratori Mancato controllo dopo il conferimento

100 L Ecomafia Armi Criminalità Organizzata Prostituzione Droga Traffici Illeciti Edilizia Abusiva Traffico Umano Smaltimento Abusivo Rifiuti Business Economico - Imprenditoria Ecomafiosa Controllo della Società Inefficienza Amministrativa Coinvolgimento Pubblica Amministrazione Induzione di consenso nella Comunità Condizionamento Appalti Riciclaggio Denaro Legislazione Inefficace

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