D.Lgs 81/08. Impianti elettrici di messa a terra e delle scariche atmosferiche nel settore edile. venerdì 24 gennaio 2014 ATTREZZATURE DI LAVORO

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1 BRESCIA 25/01/2014 DIREZIONE REGIONALE LOMBARDIA Ricerca, Certificazione e Verifica Dipartimento di Milano Impianti elettrici di messa a terra e delle scariche atmosferiche nel settore edile Dott. Ing. Iuri Mazzarelli Responsabile Impianti elettrici e membro GLAT Macchine INAIL Dipartimento di MILANO ATTREZZATURE DI LAVORO Testo Unico DIRETTIVE SOCIALI Direttiva quadro 89/391/CE Obiettivi sociali D.Lgs 81/08 TITOLO III: 1

2 Impianti elettrici Impianti elettrici Articolo 80 D.Lgs 81/08 - Obblighi del datore di lavoro 1. Il datore di lavoro prende le misure necessarie affinché i lavoratori siano salvaguardati dai tutti i rischi di natura elettrica..ed, in particolare, da quelli derivanti da: a) contatti elettrici diretti; b) contatti elettrici indiretti; c) innesco e propagazione di incendi e di ustioni dovuti a sovratemperature pericolose, archi elettrici e radiazioni; d) innesco di esplosioni; e) fulminazione diretta ed indiretta; f) sovratensioni; g) altre condizioni di guasto ragionevolmente prevedibili (es. sovracorrenti) 2..il datore di lavoro esegue una valutazione dei rischi., tenendo in considerazione: a) le condizioni e le caratteristiche specifiche del lavoro, ivi comprese eventuali interferenze; b) i rischi presenti nell ambiente di lavoro; c) tutte le condizioni di esercizio prevedibili. 2

3 Impianti elettrici Impianti elettrici Linea Guida CEI 64-17: cantieri edili 3

4 Impianti elettrici Impianti elettrici 4

5 Impianti elettrici TECNICO QUALIFICATO e con provata esperienza La norma precisa che per i cantieri deve essere prevista una frequenza di verifica maggiore (es. 2 anni) Impianti elettrici 5

6 Impianti elettrici Impianti elettrici ART.5 D.M. 37/08 Non c è obbligo di progetto per i cantieri; schemi rilasciati da installatore 6

7 Impianti elettrici INAIL Impianti elettrici 7

8 ESECUZIONE MT e BT REGOLE GENERALI - CEI 64-8 DA PARTE 1 A PARTE 6 Siapplicaatuttiiluoghidicantiere REGOLE PARTICOLARI - CEI 64-8 PARTE 7 SEZIONE 704 lavori di costruzione di nuovi edifici; lavori di riparazione, trasformazione, ampliamento o demolizione di edifici esistenti; opere pubbliche; lavori di movimentazione di terra; lavori simili (manutenzione in banchine, per costruzione di teleferiche, ecc.). Non si applica agli impianti nei luoghi di servizio dei cantieri (locali di produzione e distribuzione energia, uffici, spogliatoi, sale di riunione, spacci, ristoranti, dormitori, servizi igienici ecc.) LINEA GUIDA CEI IMPIANTI MT - CEI 11-1 e Guida CEI ESECUZIONE MT o BT REGOLE PARTICOLARI - CEI 64-8 PARTE 7 SEZIONE 704 REGOLE GENERALI - CEI 64-8 DA PARTE 1 A PARTE 6 Impianto fisso QUADRI ASC - IP44 CEI 17-13/4 Sezionamento (con lucchetto o quadro chiuso a chiave), comando, protezioni (sovracorrenti e differenziale, prese a spina) Senza protezione da sovraccarico Impianto movibile o trasportabile Alimentazioni dirette e quadri ASC mobili CEI EN Prese a spina IP44/IP67 Lampade mobili IP44 GRU Spine e cavi dell apparecchio utilizzatore Apparecchi utilizzatori Magneto termico 10/20In kw o sottostazione MT/BT o GE indipendente o con presa da impianto esistente (sistema TN-S o TT, il sistema IT è sconsigliato) -UL 25 Volt c.a. e 60 Volt in c.c. - in sistemi TN e IT tempi eliminazione guasti molto ridotti - per contatti diretti mediante isolamento e involucri o barriere - Per contatti indiretti interruzione automatica con differenziale 30mA fino a In=32A, classe II almeno IPX4 e separazione elettrica e/o SELV 8

9 Impianti elettrici Si ricorda che tutti i manufatti metallici di cantiere (recinzioni, ponteggi, tettoie, ecc.) che non siano definite né masse né masse estranee non devono essere collegati all impianto di terra. Non sono da considerare masse estranee i manufatti metallici (recinzioni, ponteggi, tettoie ecc.) che risultano isolate da terra o che presentino un valore di resistenza verso terra maggiore di 200Ω. ESEMPI DI POSA 9

10 POSA DEI CAVI POSA DEI CAVI fissa non è ammesso il sostegno a mezzo di legacci in filo di ferro 10

11 AVVOLGICAVI e CORDONI Gli avvolgicavo devono essere di tipo industriale (CEI EN 61316) e devono: incorporare un protettore termico o di corrente che protegga il cavo da surriscaldamenti dannosi, sia con cavo avvolto che con cavo svolto; il cavo deve essere di tipo H07RN-F con sezione minima di 2,5 mm2 per avvolgicavo da 16A, 6 mm2 per avvolgicavo da 32A, e 16 mm2 per avvolgicavo da 63A; riportare il nome o marchio del costruttore, la tensione nominale, e le massime potenze prelevabili a cavo avvolto e a cavo svolto. I cordoni prolungatori debbono essere equipaggiati con prese a spina di tipo industriale e, come affermato per le prese ad uso mobile, è opportuno che abbiano grado di protezione IP67, il cavo deve essere del tipo H07RN-F o equivalente, la sezione minima deve essere di 2,5 mm2 per prolunghe con prese da 16A, di 6 mm2 per prese da 32A, e di 16 mm2 per prese da 63A V 2% Distanze da linee aeree Articolo 83 - Lavori in prossimità di parti attive 1. Non possono essere eseguiti lavori non elettrici in vicinanza di linee elettriche o di impianti elettrici con parti attive non protette, o che per circostanze particolari si debbano ritenere non sufficientemente protette, e comunque a distanze inferiori ai limiti di cui alla tabella 1 dell ALLEGATO IX, salvo che vengano adottate disposizioni organizzative e procedurali idonee a proteggere i lavoratori dai conseguenti rischi. 11

12 Luoghi conduttori ristretti - LCR Un luogo conduttore ristretto è un luogo, essenzialmente delimitato da superfici metalliche o altre parti conduttrici (non isolanti: es. il terreno) circostanti nel quale è probabile che una persona possa venire in contatto con tali superfici attraverso un ampia parte del suo corpo, ed è limitata la possibilità di interrompere tale contatto. piccole cisterne metalliche, interno di tubazioni metalliche, cunicoli umidi, scavi ristretti nel terreno e tralicci Trasformatore di isolamento per Separazione elettrica fuori da LCR Utensili portatili e di apparecchi di misura trasportabili o mobili SELV (24V) oppure separazione elettrica Lampade portatili (CEI EN ) SELV (24V) Componenti elettrici fissi Interr. Aut. Alim.+ EQS per il LCR oppure SELV (24V) oppure Separazione elettrica oppure Classe II + differenziale 30mA Manutenzione Art. 80 D.Lgs 81/08. c. 3 - A seguito della valutazione del rischio elettrico il datore di lavoro adotta le misure tecniche ed organizzative necessarie a predisporre le procedure di uso e manutenzioneatteagarantire i nel tempo la permanenza del livello di sicurezza raggiunto con l adozione delle misure di tutela. c. 3-bis - Il datore di lavoro prende, altresì, le misure necessarie affinché le procedure di uso e manutenzione di cui al comma 3 siano predisposte ed attuate tenendo conto delle disposizioni legislative vigenti, delle indicazioni contenute nei manuali d'uso e manutenzione delle apparecchiature ricadenti nelle direttive specifiche di prodotto e di quelle indicate nelle pertinenti norme tecniche.22 Nel DM 37/08 art. 8 si specifica l obbligo del proprietario dell impianto di adottare le misure necessarie per conservarne le caratteristiche di sicurezza previste dalla normativa vigente in materia. 12

13 Scariche atmosferiche Art. 84 c. 1 D.Lgs 81/08 PROTEZIONE DAI FULMINI Il datore di lavoro provvede affinché gli edifici, gli impianti, le strutture, le attrezzature, siano protetti dagli effetti dei fulmini realizzati secondo le norme tecniche. Scariche atmosferiche 13

14 Scariche atmosferiche Scariche atmosferiche 14

15 PONTEGGI EQS con masse estranee al contorno Non servono ponticelli su elementi del ponteggio Calate ogni 20 metri (almeno 2) in corda di rame da 50mm 2 o tondino acciaio zincato diametro 10 mm Almeno due dispersori picchetto 2,5 m o conduttore orizzontale 5 m GRU 15

16 BRESCIA 25/01/2014 DIREZIONE REGIONALE LOMBARDIA Ricerca, Certificazione e Verifica Dipartimento di Milano MACCHINE PER IL SOLLEVAMENTO DI PERSONE E COSE IN CANTIERE PIATTAFORME DI LAVORO ELEVABILI e PLAC (PIATTAFORME DI LAVORO AUTOSOLLEVANTI SU COLONNE) Dott. Ing. Iuri Mazzarelli Responsabile Impianti elettrici e membro GLAT Macchine INAIL Dipartimento di MILANO PIATTAFORME ELEVABILI 16

17 PIATTAFORME ELEVABILI PIATTAFORME ELEVABILI EN 280 UNI EN

18 PIATTAFORME ELEVABILI PIATTAFORME ELEVABILI UNI EN

19 PIATTAFORME ELEVABILI PIATTAFORME ELEVABILI 19

20 PIATTAFORME ELEVABILI PIATTAFORME ELEVABILI Limitazione carico e/o momento 20

21 PIATTAFORME ELEVABILI PIATTAFORME ELEVABILI 21

22 PIATTAFORME ELEVABILI LE MANOVRE PIATTAFORME ELEVABILI 22

23 PIATTAFORME ELEVABILI PIATTAFORME ELEVABILI ISPEZIONI QUOTIDIANE 23

24 PIATTAFORME ELEVABILI ISPEZIONI QUOTIDIANE PIATTAFORME ELEVABILI ISPEZIONE ACCURATA STRUTTURALE 24

25 PIATTAFORME ELEVABILI ISPEZIONE ACCURATA STRUTTURALE PLAC 25

26 PLAC EN EC:2010 PLAC Superficie utile piatt. Rullo di contrasto Estensioni piatt. guide Parapetti 1.1m Quadro elettrico con comandi vert. ed emergenza diagramma di carico Regolatore velocità paracadute freno Ammortizzatori e paracadute* Colonna a lungh. variabile ancoraggio Piattaforma di lavoro * motoriduttori ridondanti e limitatore velocità Protezione colonna ed antiintrappolamento Fissaggi alla struttura tt Comandi or. trave stabilizz. colonna ammortizzatore Dispositivo di frenatura stabilizzatori Livellamento, arresto stabilizzatori e valvole non ritorno (chassis) basamento 26

27 PLAC Movimenti - Comandi Non deve essere possibile azionare simultaneamente i comandi di trasferimento per il movimento verticale ed il movimento orizzontale. Il dispositivo di comando del movimento verticale normale deve essere posto soltanto sulla piattaforma di lavoro, mentre quello del movimento orizzontale dello chassis della PLAC non deve essere posto sulla piattaforma. Se il movimento può essere comandato da postazioni diverse, i comandi devono essere asserviti cosicché il comando sia possibile da una sola postazione pre-selezionata. Le piattaforme devono essere dotate di comandi manuali (comando uomo presente e azione mantenuta) cosicché tutti i movimenti della piattaforma siano possibili soltanto mentre il comando viene azionato. I comandi di arresto di emergenza devono essere montati sulla piattaforma PLAC Protezione di eventuali punti di intrappolamento EN 953 EN 349 e/o avvisatore acustico che si attiva a meno di 2.5 m da chassis CHASSIS 27

28 PLAC Protezione verso muri parapetti PLAC PLAC Sistema frenante e di emergenza azionato automaticamente: a) nel caso di interruzione dell'alimentazione elettrica di rete; b) nel caso di interruzione dell'alimentazione ai circuiti di comando. Se vengono usate due o più colonne, si deve prevedere una funzione frenante per ciascuna colonna. I sistemi frenanti devono essere costituiti almeno da un freno elettro-meccanico (del tipo a frizione) o da un freno idro-meccanico; I freni devono essere in grado da soli di arrestare la piattaforma, che si muove alla velocità nominale e con 1,25 volte il carico nominale con una decelerazione compresa tra 0,2 g e 1,0 g. I freni devono essere in grado di arrestare la macchina con il carico nominale, che si muove alla velocità di intervento del regolatore automatico di eccesso di velocità. Dispositivo ad azione mantenuta di elevazione e abbassamento di emergenza (l abbassamento deve essere manuale ed esclude temporaneamente il sistema frenante, ma non il paracadute e il limitatore di velocità) 28

29 PLAC Movimenti e stabilità In caso di mancanza di alimentazione di energia, non si deve verificare alcun movimento involontario. Si devono prevedere mezzi per prevenire l'instabilità della PLAC in caso di guasto di uno qualsiasi dei pneumatici e per guasto di un rullo di guida. Regolatori di eccesso di velocità attivato dal pignone del paracadute e dispositivo di sicurezza elettrico che interrompe l alimentazione al circuito di comando Rilevatore e e indicatore del sovraccarico e del momento, con isolamento dei comandi (1.1 valore nominale) e segnale ottico/acustico; in alternativa si può fare il calcolo per stabilità rinforzata PLAC Movimenti Fine corsa a sicurezza positiva e comandi indipendenti 29

30 BRESCIA 25/01/2014 DIREZIONE REGIONALE LOMBARDIA Ricerca, Certificazione e Verifica Dipartimento di Milano MACCHINE PER IL SOLLEVAMENTO DI PERSONE E COSE IN CANTIERE GRU EDILI Dott. Ing. Iuri Mazzarelli Responsabile Impianti elettrici e membro GLAT Macchine INAIL Dipartimento di MILANO MACCHINE DA CANTIERE GRU EDILI EN

31 GRU EDILI GRU EDILI PARTI COSTRUTTIVE PRINCIPALI cuspide braccio gancio Controbraccio e contrappeso Gruppo di rotazione ed eventuale cabina ISO torre Quadro elettr. Motori rotazione Carro di base 31

32 GRU EDILI DISPOSITIVI DI SICUREZZA GRU EDILI 32

33 GRU EDILI GRU EDILI 33

34 GRU EDILI GRU EDILI 34

35 GRU EDILI Limitatore di momento massimo Questo limitatore (due microinterruttori uno sul sollevamento ed uno sulla traslazione) impedisce al gruista, operando con sbracci compresi tra A e D, il sollevamento di carichi superiori a quelli indicati dal tratto di iperbole (AD). Il suo funzionamento consiste nel fatto che, quando il momento del carico rispetto all asse della torre supera il valore ammesso lo sforzo di trazione dei tiranti implica un deformazione di una lamina che, attraverso delle viti di regolazione agisce su dei micro-interruttori aprendo il circuito di comando. A B C D GRU EDILI UNI ISO

36 GRU EDILI MODALITA DI INSTALLAZIONE Scelta preliminare del luogo e definizione dell area di manovra della gru E effettuata in considerazione di: Struttura da realizzare Definizione delle aree di lavoro e delle vie di circolazione Interferenze impianti con strutture esistenti, altre Luoghi di stoccaggio di materiale Natura del terreno dove va posizionata la gru e gli stabilizzatori macchine - Resistenza specifica del terreno di almeno 2 kg/cm 2 - presenza di canalizzazioni, fognature, condutture, tubazioni - Aumentare superfici di appoggio con elementi ripartitori (basette) o GRU EDILI 36

37 GRU EDILI (2:1 per terreni meno compatti) GARANTIRE L ORIZZONTALITA GRU EDILI 37

38 GRU EDILI DISTANZE PER PASSAGGI Passaggio del braccio su aree pubbliche evitare di passare col carico su tali aree Quando comunque il passaggio è inevitabile, la zona interessata deve essere transennata e chiusa al traffico veicolare e pedonale. GRU EDILI 38

39 GRU EDILI GRU EDILI 39

40 GRU EDILI GRU EDILI 40

41 GRU EDILI GRU EDILI EN RITIRATA NEL 2013 UNI ISO 23814:2012 Requisiti relativi alle competenze per ispettori di gru 41

42 GRU EDILI Campo di applicazione D.Lgs 17/2010 a) macchine; b) attrezzature intercambiabili; c) componenti di sicurezza; d) accessori di sollevamento; e) catene, funi e cinghie; f) dispositivi amovibili di trasmissione meccanica; g) quasi-macchine. DEFINIZIONE - Art.2...si intende per: macchina uno dei prodotti elencati all articolo articolo 1, comma 1, lettere da a) ad f). DIR. 98/37/CEE a) macchine; b) attrezzature intercambiabili c) componenti di sicurezza; 42

43 GRU EDILI UNI EN :2008 catene accettazione UNI ISO 4309:2011 funi: Verifica e scarto UNI ISO :1987 funi - scelta GRU EDILI 43

44 GRU EDILI GRU EDILI 44

45 BRESCIA 25/01/2014 DIREZIONE REGIONALE LOMBARDIA Ricerca, Certificazione e Verifica Dipartimento di Milano MACCHINE PER IL SOLLEVAMENTO DI PERSONE E COSE IN CANTIERE ESCAVATORI Dott. Ing. Iuri Mazzarelli Responsabile Impianti elettrici e membro GLAT Macchine INAIL Dipartimento di MILANO MACCHINE DA CANTIERE ESCAVATORI / /2007 SOLLEVAMENTO TERRA MOVIMENTAZIONE CARICHI (AUTOGRU) Circolare del Ministero del lavoro n. 50 del SONO APPARECCHI DI SOLLEVAMENTO SOGGETTI A VERIFICA Il manuale d uso deve riportare una descrizione della configurazione dell escavatore richiesta per le operazioni di movimentazione dei carichi e ammetterne questo uso Prospetto portate disponibile presso posto operatore DISPOSITIVO AGGANCIAMENTO DEL CARICO con portata doppia rispetto alla capacità di sollevamento per quelli con portata maggiore o uguale a 1000 Kg o momento ribaltante maggiore di Nm AVVISATORE ACUSTICO O VISIVO per raggiungimento del limite di carico o momento (È disattivabile in funzione escavatore ma con pulsante in zona conforto) Un dispositivo di controllo dell abbassamento del braccio conforme a ISO

46 ESCAVATORI / /2007 AMMESSI ALLA MOVIMENTAZIONE DAL FABBRICANTE E COMMERCIALIZZATI SENZA DISPOSITIVO DI AGGANCIAMENTO DEL CARICO E/O DISP. SICUREZZA CIRCOLARE ISPESL n 1088 del 05/02/2003 Dichiarazione dell installatore che attesti: a) di aver proceduto all installazione dei dispositivi di agganciamento del carico (p.to EN 474-5) e/o dei dispositivi di sicurezza del carico (p.to EN 474-5) secondo le istruzioni fornite dal costruttore ai sensi dell art. 2 comma 6 del DPR 459/96; b) di avere effettuato, all atto della prima messa in servizio, le prove prescritte dal costruttore per verificare l idoneità all impiego secondo quanto previsto al punto dell Allegato I allo stesso DPR 459/96; c) di aver utilizzato i dispositivi di agganciamento del carico e i dispositivi di sicurezza del carico forniti (previsti) dal costruttore. MACCHINE DA CANTIERE ESCAVATORI POST 02/2007 SOLLEVAMENTO TERRA MOVIMENTAZIONE CARICHI Circolare del Ministero del lavoro n. 50 del SONO APPARECCHI DI SOLLEVAMENTO SOGGETTI A VERIFICA Il manuale d uso deve riportare una descrizione della configurazione dell escavatore richiesta per le operazioni di movimentazione dei carichi e ammetterne questo uso Prospetto portate disponibile presso posto operatore per quelli con portata maggiore o uguale a 1000Kg o momento ribaltante maggiore di Nm AVVISATORE ACUSTICO O VISIVO per raggiungimento del limite di carico o momento (È disattivabile in funzione escavatore ma con pulsante in zona conforto) Un dispositivo di BLOCCO dell abbassamento del braccio conforme a ISO

47 BRESCIA 25/01/2014 DIREZIONE REGIONALE LOMBARDIA Ricerca, Certificazione e Verifica Dipartimento di Milano MACCHINE PER IL SOLLEVAMENTO DI PERSONE E COSE IN CANTIERE CARRELLI SEMOVENTI A BRACCIO TELESCOPICO AUTOGRU SEMOVENTI PLE DERIVATE Dott. Ing. Iuri Mazzarelli Responsabile Impianti elettrici e membro GLAT Macchine INAIL Dipartimento di MILANO CARRELLO SEMOVENTE A BRACCIO TELESCOPICO EN EN

48 CARRELLO SEMOVENTE A BRACCIO TELESCOPICO FISSO (EN ) rot. Max 5 ROTATIVO rot. Max > 5 Poiché i carrelli semoventi a braccio telescopico non rientravano in precedenti regimi di verifica, l articolo dell allegato I al D.M. 11 aprile 2011 prescrive che, qualora tali attrezzature alla data di entrata in vigore del suddetto D.M. risultassero già messe in servizio, la richiesta di prima verifica periodica costituisce per il datore di lavoro adempimento anche all obbligo di comunicazione di messa in servizio; pertanto il datore di lavoro che possiede un carrello semovente a braccio telescopico messo in servizio almeno 10 mesi prima del 23 maggio 2012 dovrà provvedere immediatamente alla richiesta di prima verifica periodica al Dipartimento INAIL competente per territorio. CARRELLO SEMOVENTE A BRACCIO TELESCOPICO FISSO O ROTATIVO 48

49 CARRELLO SEMOVENTE A BRACCIO TELESCOPICO FISSO (EN 1459) La EN 1459 NON tratta il sollevamento persone con alcun tipo di accessorio, in particolare piattaforme di lavoro e non tratta i macchinari con elementi di sospensione del carico a lunghezza variabile (catene, corde, ecc.) dai quali il carico può oscillare liberamente in tutte le direzioni Sono carrelli elevatori, con e senza stabilizzatori, a contrappeso dotati di uno o più bracci snodati, telescopici o meno, non girevoli, secondo quanto definito al punto della ISO 5053:1987, utilizzati per impilare carichi. ACCESSORI: FORCHE ED ESTENSIONI, SPREADER, PINZE, BENNE CARRELLO SEMOVENTE A BRACCIO TELESCOPICO FISSO si percorrono le salite/discese con il carico rivolto a valle; siinclinainavantiilgruppodisollevamentocon il carico sollevato; si percorrono pavimenti irregolari (superfici disuniformi o in pendenza o terreno morbido); 49

50 CARRELLO SEMOVENTE A BRACCIO TELESCOPICO FISSO (EN 1459) Velocità massima di discesa del carico La massima velocità di discesa del carico ammissibile deve essere tale che persino con un carico massimo la stabilità del carrello non deve essere compromessa in caso di movimenti involontari o di un improvviso arresto del sistema di discesa CARRELLO SEMOVENTE A BRACCIO TELESCOPICO FISSO (EN 1459) 50

51 CARRELLO SEMOVENTE A BRACCIO TELESCOPICO FISSO (EN 1459) si sovraccarica il carrello CARRELLO SEMOVENTE A BRACCIO TELESCOPICO 51

52 CARRELLO SEMOVENTE A BRACCIO TELESCOPICO FISSO (EN 1459) dispositivo per impedire l'oscillazione dell'assale posteriore e migliorare la stabilità del carrello durante le operazioni di impilamento e prelievo dalla catasta; sostegni meccanici estensibili utilizzati per migliorare la stabilità del carrello nel funzionamento da fermo; dispositivo per il livellamento laterale avente lo scopo solitamente di regolare il telaio rispetto alla linea orizzontale, quando il carrello si trova su una rampa inclinata e di assicurare che il braccio operi in un piano verticale; dispositivo limitatore delle prestazioni oltre le posizioni prescritte per la traslazione; dispositivo limitatore delle prestazioni e/o impedimento alla marcia se i sistemi passivi non sono correttamente in posizione; dispositivi di blocco del sollevamento a determinate quote del braccio. Fine corsa per movimenti limitati dal fabbricante CARRELLO SEMOVENTE A BRACCIO TELESCOPICO MOVIMENTI Allarme acustico udibile durante l utilizzo Dispositivo che impedisce l avviamento del motore a marcia inserita Dispositivi per impedire il movimento motorizzato del carrello quando l operatore lascia il posto di guida (fino a marzo 2012 è accettata t l adozione del freno di stazionamento ISO 6292; dopo tale data lo stato dell arte prevede un dispositivo di rilevazione dell operatore al posto di guida) Cinture di sicurezza RIBALTAMENTO CADUTA DEL CARICO Dispositivo di allarme di sicurezza della stabilità longitudinale (allarme acustico e/o visivo) da OTTOBRE 2010 deve essere un dispositivo limitatore di blocco del carico e/o momento Struttura contro il ribaltamento ROPS Struttura contro caduta di oggetti FOPS Struttura contro rovesciamento laterale TOPS Livella a bolla Valvole di blocco dei martinetti Tetto di protezione Dispositivi per impedire lo spostamento laterale dei bracci di forca sulla piastra portante (arresti meccanici) Tetto di protezione/cabina Tenuta del carico (perdita idraulica) Velocità massima di discesa del carico Valvole limitatrici della pressione Interruzione dell'energia motrice o guasto nel circuito idraulico 52

53 ATTREZZATURE INTERCAMBIABILI Art. c. 2 lettera b) D.Lgs 17/2010 «attrezzatura intercambiabile»: dispositivo che, dopo la messa in servizio di una macchina, è assemblato alla macchina dall'operatore stesso al fine di modificarne la funzione o apportare una nuova funzione, nella misura in cui tale attrezzatura non è un utensile; Sollevamento cose Sollevamento persone AUTOGRU (gru mobile e/o caricatrice) PIATTAFORMA ELEVABILE ALLEGATO IV DELLA DIRETTIVA CARRELLO SEMOVENTE A BRACCIO TELESCOPICO CIRCOLARE M.L. 30 DEL 24/12/2012 IL FABBRICANTE DELL INTERCAMBIABILE (PUO ESSERE ANCHE L UTILIZZATORE) DEVE EFFETTUARE UNA PROCEDURA DI VALUTAZIONE DELLA CONFORMITA RISPETTANDO TUTTI I RES PERTINENTI IL TIPO DI MACCHINA IN ESAME CIO NON SI APPLICA QUALORA L INTERCAMBIABILE E STATO GIA INSERITO DAL FABBRICANTE ORIGINARIO NELLA DICHIARAZIONE CE DEL TELESCOPICO IN ESAME 53

54 RES ALLEGATO I 3. REQUISITI ESSENZIALI SUPPLEMENTARI DI SICUREZZA E DI TUTELA DELLA SALUTE PER OVVIARE AI PERICOLI DOVUTI ALLA MOBILITÀ DELLE MACCHINE 4. REQUISITI ESSENZIALI SUPPLEMENTARI DI SICUREZZA E DI TUTELA DELLA SALUTE PER PREVENIRE I PERICOLI DOVUTI AD OPERAZIONI DI SOLLEVAMENTO 6. REQUISITI ESSENZIALI SUPPLEMENTARI DI SICUREZZA E DI TUTELA DELLA SALUTE PER LE MACCHINE CHE PRESENTANO PARTICOLARI PERICOLI DOVUTI AL SOLLEVAMENTO DI PERSONE GRU CARICATRICI, AUTOGRU E GRU MOBILI USO SOLO STABILIZZATO EN (GRU CARICATRICI) USO SU GOMME E/O STABILIZZATORI EN (GRU MOBILI) EX

55 AUTOGRU E GRU MOBILI Macchina semovente a cingoli oruote avente una struttura superiore capace di una rotazione non inferiore a360 che solleva, ruota escarica il materiale per mezzo di un organo di presa (normalmente polipo opinza idraulica) montata su un cinematismo a braccio articolato o su un braccio telescopico senza che il telaio od il carro si sposti durante il ciclo operativo della macchina Sono gru tutte le macchine destinate al sollevamento ciclico ed alla manovra di carichi sospesi tramite ganci ed altri dispositivi di trattenuta del carico costruiti o in un esemplare unico oin serie ovvero mediante componenti prefabbricati (CEN/TC ) 1988) GRU MOBILI Girofaro arancione posto sul tetto della cabina per una maggiore visibilità della macchina in fase di lavoro (è obbligatorio per questo tipo di macchine) Accumulatori a carica di azoto Accumulatori a carica di azoto Vengono installati per aumentare la fluidità dei movimenti ed il comfort per l operatore. Sulla ralla è installato anche un dispositivo di blocco della rotazione (fasi di trasporto) Sono di tipo oleodinamico, la cui stabilità è garantita dalla valvola di blocco applicata direttamente su ciascun cilindro di azionamento dello stabilizzatore. 55

56 GRU MOBILI GRU MOBILI 56

57 GRU MOBILI GRU MOBILI 57

58 GRU MOBILI GRU MOBILI 58

59 GRU MOBILI GRU MOBILI 59

60 GRU MOBILI Limitatore di momento Data la variabilità dei diagrammi di carico il limitatore è costituito da un vero e proprio elaboratore elettronico che può essere: manuale, nel qual caso l operatore prima di iniziare il lavoro deve inserire il programma relativo al tipo di sollevamento da effettuare (ad es. soll. laterale o posteriore, su stabilizzatori o su pneumatici); semiautomatico, che danno all operatore precise indicazioni su quale programma utilizzare; automatici eauto programmati. GRU MOBILI 60

61 BRESCIA 25/01/2014 DIREZIONE REGIONALE LOMBARDIA Ricerca, Certificazione e Verifica Dipartimento di Milano MACCHINE PER IL SOLLEVAMENTO DI PERSONE E COSE IN CANTIERE GRU SU AUTOCARRO (GRU CARICATRICI) Dott. Ing. Iuri Mazzarelli Responsabile Impianti elettrici e membro GLAT Macchine INAIL Dipartimento di MILANO GRU SU AUTOCARRO EN

62 GRU SU AUTOCARRO EN Stabilità La stabilità della gru per autocarro installata su un veicolo deve essere tale che l'unità operativa non ribalti alle condizioni di lavoro previste. La verifica della stabilità deve essere effettuata mediante carico di prova CONFORME AD EN ANTE DIR. 2006/42/CE - DICHIARAZIONE CE GRU IIA - DICHIARAZIONE ALLESTIMENTO E PROVE (ALL. I DPR 459/96) - DICHIARAZIONE CE GRU IIB - DICHIARAZIONE CE GRU SU AUTOCARRO IIA POST DIR. 2006/42/CE - DICHIARAZIONE CE GRU SU AUTOCARRO ATTENZIONE AI TRASBORDI GRU SU AUTOCARRO EN

63 Stabilizzatori EN 12999:5.4.1 Indicatore di livellamento GRU SU AUTOCARRO EN Rischio meccanico Per caduta dei carichi, collisioni, ribaltamento macchina causati da: Mancanza di stabilità Carico incontrollato, sovraccarico, superamento della soglia di rovesciamento Perdita di stabilità/ribaltamento della macchina 63

64 GRU SU AUTOCARRO Perdita di stabilità - Valvole di massima Tutti i circuiti di sostegno del carico devono essere attrezzati con mezzi automatici (per esempio valvole massima) che limitano la pressione ad un valore massimo corrispondente al 25% sopra la pressione massima di lavoro o devono essere progettati in modo da resistere alla pressione massima che può verificarsi alle condizioni operative previste. Il valore minimo di taratura sulle valvole limitatrici di pressione, ad eccezione di gru per la movimentazione di legname (vedere e ) deve essere tale da impedire qualsiasi movimento incontrollato con carichi fino a 1,3 volte il carico nominale. Valvola di massima generale Tutte le gru per autocarro devono essere provviste di una o più valvole di massima generali. La valvola di massima generale deve operare tra il 100% e il 110% del carico nominale con la gru che si muove entro le accelerazioni di lavoro di progetto. GRU SU AUTOCARRO Capacità nominale 1000 kg oppure Momento di sollevamento massimo netto dovuto al carico Nm Capacità nominale < 1000 kg oppure Momento di sollevamento massimo netto dovuto al carico < Nm Limitatore di carico o momento (rientri ammessi) Limitatore carico o momento o valvola di massima e di massima generale (rientri ammessi) e indicatore a doppio suono (90% avvicinamento 100+ % sovraccarico ) 64

65 GRU SU AUTOCARRO EN Limitatori di prestazione Limitatori di movimento I limiti per i movimenti di rotazione, salita/discesa e sfilo tl telescopico devono essere determinati dalla corsa del cilindro o da arresti idonei. Limitatori di velocità Nel movimento di rotazione, salita/discesa e sfilo tl telescopico devono essere inseriti limitatori di velocità Ricerca, Certificazione i e Verifica Dott. Ing. Iuri Mazzarelli Dipartimento di MILANO 65

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