ORGANISMO UNITARIO DELL AVVOCATURA ITALIANA. Rassegna Stampa. 6 novembre Responsabile: Claudio Rao (tel. 06/

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1 Ufficio stampa Rassegna Stampa 6 novembre 2014 Responsabile: Claudio Rao (tel. 06/

2 SOMMARIO PAG. 3 RIFORMA GIUSTIZIA: Giustizia, la riforma non decolla (Il Sole 24 Ore) PAG. 5 RIFORMA GIUSTIZIA: Le misure in ritardo (Il Sole 24 Ore) PAG. 7 RIFORMA GIUSTIZIA: Responsabilità civile, scontro nella maggioranza (La Repubblica) PAG. 8 RIFORMA GIUSTIZIA: Responsabilità delle toghe duello tra Ncd e il governo (Il Messaggero) PAG. 9 TEMPI GIUSTIZIA: Sono i processi infiniti al Sud che paralizzano la giustizia (Libero) PAG. 11 TEMPI GIUSTIZIA: Giustizia lenta, soprattutto in Sicilia (Quotidiano di Sicilia) PAG. 13 CONSULTA: Consulta, sì 5 Stelle al Pd. Ma sullo sblocca Italia rissa al Senato (e fuori) (Il Corriere della Sera) PAG. 15 CONSULTA: Consulta, sale Sciarra: sì di M5S. Terna rosa per Forza Italia (Il Messaggero) PAG. 16 CONSULTA: Paralisi Consulta, Sciarra favorita grillini appesi al verdetto del web (Il Mattino) PAG. 17 PROFESSIONI: Il Notariato si mobilita per la competitività (Il Sole 24 Ore) PAG. 19 PROFESSIONI: Atti notarili informatici nel 2015 (Italia Oggi) PAG. 21 PROFESSIONI: Mistretta: anche nel 2014 i redditi vanno giù (-6%) (Italia Oggi) PAG. 23 PROFESSIONI: A confronto con il ministro della giustizia Orlando (Italia Oggi) PAG. 24 PROFESSIONI: Per le Stp tassazione con l'ires (Il Sole 24 Ore) PAG. 26 MINORI: L'affido-adozione cerca tempi rapidi (Il Sole 24 Ore) PAG. 27 CSM: Csm, risolto il nodo-pensioni a 70 anni (Il Sole 24 Ore) PAG. 28 INTERNET: Piano del governo su tribunali, scuole e Asl in rete (La Repubblica) PAG. 30 FISCO: Riforma fiscale, il governo accelera. Sull elusione mano più leggera (Il Messaggero) PAG. 32 FISCO: Pos, sanzioni se inadempienti (Italia Oggi) PAG. 34 FISCO: Sul Pos spuntano bonus e sanzioni (Il Sole 24 Ore) PAG. 36 FISCO: Catasto, arriva l'ok al primo decreto (Il Sole 24 Ore) PAG. 38 DIRITTO SOCIETARIO: Srl e controlli, opzione «libera» (Il Sole 24 Ore) PAG. 40 UNIVERSITA : Scuole dì specializzazione pubblicate le graduatorie (La Gazzetta del Mezzogiorno) PAG. 41 GEOGRAFIA GIUDIZIARIA: Tribunale, la riapertura è un bluff (Il Tirreno Piombino) PAG. 43 GEOGRAFIA GIUDIZIARIA: Tribunale di Bassano, un danno per tutto il Paese (bassanonet.it) 2

3 IL SOLE 24 ORE Il ritardo. Cinque dei sei provvedimenti della «rivoluzione» del governo non sono neanche arrivati in Parlamento - «Scomparsa» la prescrizione Giustizia, la riforma non decolla Del pacchetto varato ad agosto solo l'arretrato civile diventa legge - Al palo sei ddl ROMA. In principio furono le «12 linee guida», tante quante le fette della torta che da fine giugno campeggia sul sito del ministero della Giustizia sotto il titolo «Riforma». Poi divenne un pacchetto di 7 provvedimenti - un decreto legge e 6 ddl - per «rivoluzionare» il sistema. Riforme già belle e fatte, a sentire il governo in questi mesi: «Abbiamo approvato il falso in bilancio!», «Abbiamo riformato la giustizia civile!», «Abbiamo introdotto l'autoriciclaggio!» e via dicendo. Oggi, di quel pacchetto, soltanto il decreto sull'arretrato civile diventa legge (con fiducia), mentre gli altri 6 ddl restano al palo. Di più: ben 5 sono ancora invisibili. Altro che operativi. Fatta eccezione per la responsabilità civile dei magistrati e per la norma sull'autoriciclaggio - estrapolata dal ddl sulla criminalità economica e diventata un emendamento al ddl sul rientro dei capitali dall'estero - i testi non sono neppure arrivati in Parlamento. E in alcuni casi, come la delega sul processo penale contenente l'attesa riforma della prescrizione, vengono dati addirittura per dispersi. Eppure sono trascorsi oltre due mesi da quando, il 29 agosto, il Consiglio dei ministri ha varato il pacchetto, peraltro con due mesi di ritardo rispetto al cronoprogramma di Matteo Renzi, secondo cui il mese della riforma della giustizia avrebbe dovuto essere giugno. A quell'appuntamento, infatti, il governo arrivò a mani vuote ma con le slide sugli ormai famosi 12 punti, spiegando però che voleva «aprire» la riforma alla consultazione popolare, tant'è che le «linee guida» furono pubblicate online sui siti di palazzo Chigi e di via Arenula. Ma tant'è. Il 29 agosto finalmente il varo: un decreto legge per dimezzare in un anno l'arretrato civile, e 6 ddl, appunto, di cui 4 di delega al governo (processo civile e penale; estradizioni, magistratura onoraria) e due ordinari (responsabilità civile dei giudici e criminalità economica. In più di un caso l'approvazione avvenne «salvo intese» e questo spiega, in parte, il ritardo e la continua riscrittura dei testi. Ad oggi ne mancano all'appello 5 su 6. Un ritardo inspiegabile, che ha finito per frenare il lavoro delle Camere sugli stessi temi. Così è avvenuto per la prescrizione: la commissione Giustizia di Montecitorio aveva 3

4 cominciato a lavorare alla riforma ben prima dell'estate ma è stata bloccata (e poi rallentata), prima dagli annunci del governo e, poi, dalla notizia dell'approvazione di un testo governativo che, però, oggi sembra desaparecido. Idem per la riforma dell'anticorruzione il cui esame era cominciato al Senato ma è stato bloccato. Qual è, dunque, lo stato dell'arte? Il ddl sulla responsabilità civile è da poco giunto al Senato ed è stato trasformato in emendamento al testo già in esame avanzato. L'Italia è sotto procedura di infrazione europea, per cui ora il tempo stringe ma, visto lo scontro con l'opposizione (e nella maggioranza), non si esclude il ricorso a un decreto legge. Il ddl sulla «criminalità economica», più volte scritto e riscritto, è arrivato al Quirinale solo lunedì sera e contiene - oltre a falso in bilancio e misure di prevenzione contro la criminalità mafiosa - anche la norma sull'autoriciclaggio, ma nel testo precedente a quello che nel frattempo governo e maggioranza hanno presentato come emendamento al ddl sul rientro dei capitali dall'estero. Nel provvedimento, invece, non c'è la modifica (data per invece approvata al Cdm di agosto) della concussione, con l'inserimento dell'incaricato di pubblico servizio tra gli autori del reato. È già passato al vaglio del Colle il ddl delega su rogatorie e estradizioni (riforma del libro XI Cpp), che però è parcheggiato a Palazzo Chigi per un problema di copertura finanziaria, mentre nulla si sa - benché se ne sia scritto moltissimo - sull'ambizioso ddl delega per la riforma complessiva del processo civile né di quello - sempre una delega - sulla riforma della magistratura onoraria. Ma se in questi casi sono circolate varie bozze, nulla si è visto sulla delega sul processo penale, che dovrebbe contenere la pluriannunciata riforma della prescrizione, passaggio essenziale per rendere più efficace la lotta giudiziaria al malaffare, e su cui siamo stati messi in mora da anni sia dall'ocse che dall'europa. A conti fatti, rispetto alle scadenze fissate, la riforma del governo è in ritardo di quattro mesi (se basteranno). E finora ha prodotto solo il risultato di rallentare i lavori parlamentari sulle stesse materie oggetto della riforma. Donatella Stasio 4

5 IL SOLE 24 ORE Le misure in ritardo PROCESSO CIVILE Tempi certi per i processi Ancora atteso il disegno di legge delega con cui il governo intende prevedere un meccanismo processuale per dare maggiore prevedibilità oltre che all'esito anche alla durata del processo. La delega dovrebbe prevedere l'istituzione del tribunale per le famiglie e il potenziamento del tribunale delle imprese, con l'attribuzione delle controversie sulla concorrenza sleale CRIMINALITÀ Ripristino falso in bilancio Con un disegno di legge ancora da presentare (è arrivato al Quirinale solo lunedì) dovrebbe essere restituita severità soprattutto alla fattispecie base di falsità in comunicazioni sociali con innalzamento delle sanzioni e la cancellazione, per ogni fattispecie, delle soglie di rilevanza penale. La norma che istituisce il reato di autoriciclaggio, prevista in un ddl, è diventata un emendamento al ddl sul rientro dei capitali dall'estero PROCESSO PENALE Prescrizione congelata Attraverso un disegno di legge delega era atteso il blocco della prescrizione di 2 anni in caso di appello di sentenza di condanna e di 1 anno in caso di ricorso in Cassazione. Previste anche condotte riparatorie: la realizzazione di condotte che riparano al danno provocato può condurre all'estinzione del reato. Obiettivo rivedere anche il processo penale (con intercettazioni), ordinamento penitenziario e condizioni di procedibilità RESPONSABILITÀ Filtro cancellato Annunciato come un disegno di legge, le proposte del governo in materia di responsabilità civile dei giudici sono confluite in un emendamento al ddl sulla responsabilità dei magistrati già in discussione al Senato. Cade la necessità di un filtro preventivo. Il cittadino non potrà mai agire direttamente contro il magistrato. Sarà lo Stato a pagare in caso di condanna, ma potrà poi rivalersi fino alla metà dello stipendio annuale del magistrato 5

6 ESTRADIZIONE Trasmissione diretta Con un disegno di legge delega (già passato al vaglio del Colle, ma fermo a Palazzo Chigi) è prevista la valorizzazione del sistema di trasmissione diretta delle rogatorie all'autorità giudiziaria, con la trattazione immediata di quelle più urgenti. Altro obiettivo, limitare il diritto di veto da parte del ministero della Giustizia a favore di forme di comunicazione più immediate tra magistrature Le garanzie dell'estradando poi sono affidate anche all'azione del Procuratore generale GIUDICI ONORARI Statuto unico e indennità Sempre con un disegno di legge delega doveva essere stabilito lo statuto della magistratura onoraria, applicabile ai giudici di pace, ai giudici onorari di tribunale e ai vice procuratori onorari, attribuendo ai primi due le medesime competenze collocandoli nel medesimo ufficio, rappresentato dall'attuale articolazione giudiziaria del giudice di pace. Introduzione, poi, di un regime di indennità tale da rendere compatibile l'esercizio della funzione con altra professione 6

7 LA REPUBBLICA Responsabilità civile, scontro nella maggioranza L`Ndc dice no a un emendamento del governo ROMA. Nuovo scontro all`interno della maggioranza in commissione Giustizia del Senato sulla responsabilità civile dei magistrati. A spaccare il governo, sostanzialmente il Partito democratico e il Nuovo Centrodestra di Angelino Alleno, è la previsione contenuta in un emendamento presentato dallo stesso esecutivo secondo il quale il giudice per discostarsi dai precedenti delle Sezioni Unite della Cassazione non deve necessariamente esprimere una motivazione. L`Ncd sostiene invece il contrario, che per discostarsi dal parere della Cassazione si debba dare almeno una motivazione. Per il capogruppo del Pd in commissione, Giuseppe Lurnia, invece «l`interpretazione motivata e fondata non può essere causa di responsabilità civile visto che non siamo in un Paese che basala sue sentenze sui precedenti e che tutte le sentenze sono motivate e soggette alla legge». Il voto sul ddl ieri è proseguito in seduta notturna della commissione di Palazzo Madama. 7

8 IL MESSAGGERO Responsabilità delle toghe duello tra Ncd e il governo LA RIFORMA ROMA Il tema della responsabilità civile dei magistrati divide governo e Ncd. Le distanze emergono in commissione Giustizia, al Senato, dove da mesi è stallo sul ddl presentato dal socialista Enrico Buemi. Il nodo del contendere è l`obbligo, o meno, per i giudici di motivare quando decidono di discostarsi dall`interpretazione delle Sezioni Unite della Cassazione. Il relatore Enrico Buemi, nel suo testo, aveva introdotto tale obbligo tra i casi di responsabilità civile dei magistrato. Il governo, con il suo successivo emendamento, l`aveva tolto. Buemi lo vorrebbe reintrodurre con un subemendamento che, però, ha avuto il parere contrario dell`esecutivo. A fare sponda alla tesi del relatore è Ncd: «riteniamo indispensabile che, se ci si discosta dall`interpretazione delle Sezioni unite della Cassazione, si debba almeno dare una motivazione», insiste il senatore Carlo Giovanardi. Ma per il capogruppo Pd in Commissione, Giuseppe Lumia, prevedere la responsabilità sull`interpretazione di una norma «significa andare contro la Carta e verso una decisione gerarchica e conformista della magistratura». Il Guardasigilli Andrea Orlando, preoccupato del fatto che «le modalità di censura inducano «un conformismo nell`attività del magistrato», confida in una soluzione veloce (il provvedimento è stato già calendarizzato in aula) anche per evitare di dover far ricorso a un decreto legge. 8

9 LIBERO Sono i processi infiniti al Sud che paralizzano la giustizia Al Nord tempi poco più lunghi della media europea, ma in Meridione esplodono (fino ai giorni di Messina). A Napoli 250mi1a cause per sinistri stradali, a Milano In Italia ci sono più di 1 milione e 200mila processi civili pendenti, e per la maggior parte si tratta di cause aperte nel distretto di Napoli. Già, la situazione della giustizia civile non è omogenea, anzi. Il grosso dei tribunali ingolfati e congestionati si trova al Sud. Non che al di sopra della linea gotica la situazione sia rosea, ovvio. Ma il quadro generale è la fotografia di un Paese spaccato in due. Lo dicono i dati del ministero della Giustizia presentati (tra l`altro) lo scorso fine settimana nel corso del XIII Congresso di Radicali Italiani: tra Nord e Sud la differenza è tangibile. Basta guardare alla durata media dei processi: se le regioni settentrionali non si distanziano molto dalla media Ocse, nel meridione la situazione è davvero al limite. Parliamo sempre di giustizia civile, ossia di quelle cause che vanno dal divorzio, alle beghe condominiali, fino ai sinistri stradali. Appunto: in Europa servono in media 515 giorni per dirimere una causa civile, e nei distretti di Trento e Torino quasi giorni ai giudici trentini, 666 a quelli piemontesi. Anche in Lombardia la magistratura civile lavora a ritmi europei: a Milano la media si assesta a 739 giorni, a Brescia ne servono qualcuno in più (818), ma tutto sommato numeri non allarmanti. A rallentare la media nazionale sono i tribunali del Sud. Con l`unica eccezione del foro di Palermo - va detto - che con 940 giorni di media è a metà classifica. Al distretto di Potenza, invece, servono giorni per porre fine a un procedimento civile, a Salerno Ma il top - in negativo, s`intende - è Messina, che con all`attivo una media pari a giorni si garantisce una durata più che tripla rispetto a quella di Trento. Così, a Roma i processi civili durano un terzo di più che a Milano, e tanti saluti al sistema giustizia nazionale. E dire che i primi interventi per ridurre il ritmo dell`aumento degli arretrati sono cominciati negli anni Novanta. Ma non sembra abbiano sortito effetti particolari, visto che, nonostante le decine di tentativi operati per ridurre il carico dei tribunali, dal 2009 al 2013 la mole di processi pendenti è complessivamente diminuita appena del 9,8%. 9

10 E spulciando fra dati e relazioni, emergono situazioni solo apparentemente "folcloristiche", ma in realtà riflesso della drammatica situazione dei nostri tribunali. Per dire: al31 dicembre 2012 pendevano davanti alla magistratura civile di tutta Italia qualcosa come cause per risarcimenti danni dovuti alla circolazione stradale. Di queste, ben (circa il 60% del dato nazionale!) riguardano il distretto di Napoli. Un numero impressionante al quale seguono, a enorme distanza, Roma ( fascicoli aperti) e Salerno (29.049). In questa particolare classifica spiccano ancora quasi tutte le città del Sud: Bari (con cause pendenti), Lecce (con ) e Catanzaro (con ). Mentre salendo al Nord i numeri cambiano. Trento e Trieste, è la prima cosa che balza all`occhio, non registrano nemmeno un migliaio di casi in due: 255 sinistri la prima, 517 la seconda. Ma non sono solo i piccoli capoluoghi a contare pochi casi pendenti per risarcimento da incidente stradale: a Milano, a fine 2012, erano "appena" 5.190, numero addirittura 35 (trentacinque!) volte più piccolo di quello rilevato nello stesso periodo a Napoli. E ancora: a Torino si è toccata quota processi, a Brescia 1.504, a Venezia Praticamente niente di fonte al dilagante dato partenopeo. Intendiamoci: che anche in tema di giustizia civile l`italia sia il fanalino di coda dei Paesi occidentali non è una grossa novità. Che la situazione generale sia da sempre più difficile al Sud neppure: è istintivamente intuibile, e non è questa la sede per elencarne le tantissime ragioni. Ma che nel tempo sia diventato così ampio il divario tra la situazione di Napoli e quella di Trento, giusto per prendere i due estremi, ecco, questo - al di là dei luoghi comuni lascia poco spazio ai dubbi: regione che vai, giustizia civile che trovi. CLAUDIA OSMETTI 10

11 QUOTIDIANO DI SICILIA Giustizia lenta, soprattutto in Sicilia PALERMO - La Sicilia è tra le regioni italiane con il sistema giudiziario più lento. Il dato emerge dal recente rapporto elaborato dal Fondo monetario internazionale dedicato al sistema processuale italiano e alla sua stretta correlazione con la crescita economica. Secondo il Rapporto sull Italia,, che analizza il periodo 2006/2012, dal titolo Judicial Reforms for Growth, il sistema giudiziario italiano è tra i peggiori tra i paesi Osce sia in riferimento all arretrato sia tenendo conto della durata media dei processi. In particolare, l Italia non rispetta il principio di durata ragionevole del processo sancito dall art. 6 della Convenzione europea dei diritti umani e per questo ha subito il numero maggiori di condanne da parte della Corte europea. La cartina presente nella pagina rappresenta il divario tra Nord e Sud, dove la Sicilia si colloca tra le regioni con un sistema giudiziario tra i più lenti. Sulle difficoltà del sistema giudiziario italiano è anche intervenuta la Banca Mondiale che nel suo rapporto Doing Business, espressamente menzionato nello studio del FMI, colloca l Italia al 160 posto con una durata media di una controversia commerciale fino al completamento delle procedure di recupero del credito di giorni ed un costo pari al 29,9% del valore della controversia. Appare utile ricordare che l indagine della Banca Mondiale, dimostra che tra i tredici tribunali italiani esaminati Palermo si colloca al 9 posto. In particolare, si evidenzia che presso il tribunale di Palermo per una controversia commerciale sono necessari 40 giorni per la notificazione del giudizio, 798 giorni per lo svolgimento del giudizio e l ottenimento di una sentenza, 527 giorni per l esecuzione della sentenza stessa per un dato complessivo di giorni. Nello studio elaborato dal FMI si evidenzia tra le varie regioni italiane una correlazione statistica tra l efficienza del sistema giudiziario e la produttività del sistema economico. Nel dettaglio la produttività del sistema industriale è il 44% più alta nelle prime tre regioni con il sistema giudiziario più efficiente. Il ministro della Giustizia Andrea Orlando nei mesi scorsi ha presentato diversi provvedimenti di riforma della 11

12 giustizia che, ancora, in gran parte sono oggetto del dibattito parlamentare, tra questi occorre menzionare: il processo civile veloce, decreto-legge sulle misure urgenti di degiurisdizionalizzazione ed altri interventi per la definizione dell arretrato in materia di processo civile. Il provvedimento prevede tra l altro l introduzione dell istituto della negoziazione assistita, ovvero la conciliazione con l assistenza degli avvocati e novità in materia di arbitrato, separazione e divorzio, compensazione delle spese, rito sommario e procedimento esecutivo ; l introduzione della responsabilità civile dei magistrati, disegno di legge di riforma della disciplina che prevede l ampliamento dell area di responsabilità, il superamento del filtro, la certezza della rivalsa nei confronti del magistrato e il coordinamento con la responsabilità disciplinare; l efficienza del processo civile, disegno di legge delega con l obiettivo di migliorare efficienza e qualità della giustizia, dando maggiore organicità alla competenza del tribunale delle imprese, istituendo sezioni specializzate per la famiglia e la persona. Il Fmi ha esaminato la riforma del Governo Renzi e ha raccomandato un uso più ampio della mediazione Il Fondo monetario internazionale non tralascia l'analisi della riforma della giustizia presentata dal Governo Renzi. Nelle conclusioni il Fmi raccomanda un uso più ampio della mediazione. Secondo il prestigioso istituto di Washington vi è spazio per miglioramenti significativi in termini di efficienza del sistema giudiziario italiano, con importanti e potenziai effetti macroeconomici. La riforma deve essere strutturale, globale e dovrebbe avere il necessario supporto istituzionale. Esso dovrebbe anche avere il coinvolgimento di tutte le parti interessate, in particolare giudici e avvocati. Secondo il Fmi la strategia dovrebbe seguire un approccio in quattro punti: ridurre l arretrato; promuovere un più ampio uso delle procedure di risoluzione delle controversie alternativi, quali la mediazione; razionalizzare il sistema di ricorso, compresa la revisione da parte della Corte Suprema di Cassazione e il ruolo degli avvocati in questo contesto; e concentrandosi sulla gestione e la responsabilità tribunali. Tale pacchetto di riforme completo, se presi insieme ed efficacemente attuato, potrebbe contribuire a ridurre la disoccupazione e sollevare il potenziale di crescita, aumentando gli investimenti. Pierangelo Bonanno 12

13 IL CORRIERE DELLA SERA Consulta, sì 5 Stelle al Pd. Ma sullo sblocca Italia rissa al Senato (e fuori) Dai democratici accuse di squadrismo. Passa la fiducia sul decreto La pietra angolare della filosofia politica a Cinque Stelle, forse, ha un nome e un cognome: Silvana Sciarra. Il nominativo della professoressa, candidata dal Pd alla Corte costituzionale, ha già avuto un primo riscontro: ha ricevuto il placet dell`assemblea di deputati e senatori. E da ieri (fino a oggi a mezzogiorno) sul blog di Beppe Grillo è in corso la votazione degli attivisti per decidere se Sciarra sarà sostenuta in Aula dal Movimento. Una svolta. Dopo gli abboccamenti sulla legge elettorale di questa estate, i Cinque Stelle sono a un passo dalla prima intesa «politica» con il Pd di alto profilo. Equilibri fragili in vista del voto di oggi in Parlamento, il ventunesimo tentativo per stabilire i due nuovi membri della Corte (e anche uno per il Csm). Sull`asse con i dem, i fedelissimi frenano. «È in linea con quanto abbiamo sempre detto - spiega Vito Crimi -: se c`è un nome valido, slegato dalle logiche dei partiti, siamo pronti a sostenerlo». L`esito del voto sul blog, però, è tutt`altro che scontato. I militanti, nei commenti, sembrano tiepidi. E c`è anche chi, come il deputato Andrea Colletti, ha manifestato la scelta di non sostenere Sciarra. «Votando per il solo candidato del Pd, permettiamo a questa gente di applicare la teoria dei due forni» scrive Colletti su Facebook. Contrario anche Paolo Becchi, che twitta: «Voterò no convinto nel merito e nel metodo». La maggioranza dei parlamentari però vede nell`elezione della Corte «l`occasione per cogliere un risultato importante» e «dare slancio all`azione per i prossimi mesi». «Aspettiamo i risultati - dice Sebastiano Barbanti - se questo metodo diventerà un volano per i prossimi mesi su altre tematiche, non posso che essere contento». Intanto, circolano con insistenza indiscrezioni sulla presunta tema di nomi sostenuti da Forza Italia: la professoressa di Diritto romano Maria Pia Baccarí, la docente di Diritto internazionale Stefania Bariatti e la penalista Marzia Ferraioli. «Sono voci di corridoio. Il metodo a 5 stelle si attiva solo con l`ufficialità dei nomi» dribbla Danilo Toninelli. E aggiunge: «A titolo personale, dopo una verifica, sono piuttosto scettico. Rispetto a Sandulli non hanno un profilo alto e indipendente». E sulla chance di elezione al Csm per Alessio Zaccaria è lapidario: «Se lo votano, non è uno scambio di poltrone». A inasprire il clima, la bagarre in Aula. Protestano i Cinque Stelle prima del voto di fiducia sul decreto sblocca Italia. 13

14 I senatori, con le mani in alto sporche d`inchiostro, circondano i banchi del governo. Il senatore pd Francesco Scalia insorge e bolla l`ostruzionismo come «squadrismo». Il presidente di turno Roberto Calderoli fa votare i senatori dai loro scranni e deferisce nove parlamentari M5S. Alla fine lo sblocca Italia diventa legge con 157 voti favorevoli e no contrari e nessun astenuto. La bagarre prosegue fuori dai palazzi. La dem Camilla Fabbri denuncia: «Siamo stati accerchiati da una ventina» di pentastellati. Per allontanarli, secondo la versione della senatrice pd, sono intervenuti i carabinieri. Emanuele Buzzi 14

15 15 IL MESSAGGERO Consulta, sale Sciarra: sì di M5S. Terna rosa per Forza Italia ROMA Il voto di oggi per eleggere due giudici della Consulta resta ancora un`incognita. All`indecisione forzista nel presentare un proprio candidato, ieri si è aggiunta la consultazione on line del M5S, lanciata da Beppe Grillo dal suo blog: «Volete che il M5S voti la professoressa Silvana Sciarra alla Corte costituzionale?». Termine per votare in rete, le 12 di oggi, ossia a un soffio dallo scrutinio segreto delle aule parlamentari riunite in seduta congiunta. Sciarra, ha precisato il leader penta stellato, «ha i requisiti formali richiesti (a differenza di Violante), è sconosciuta alle procure e, a differenza di Violante, Bruno, Vitali, Catricalà, Legnini, Fanfani, Balduzzi e Leone, non ha precedenti esperienze politiche». CARTE SPARIGLIATE. Un`apertura al Pd che potrebbe sparigliare le carte del Patto del Nazareno, ma che non è esente da rischi per i democratici. Anche perché, nel Movimento, non mancano le voci dissonanti, nonostante l`ok dato dai gruppi parlamentari «Siamo contro l`euro e mandiamo una eurista alla Consulta?», ha immediatamente rilevato Paolo Becchi, ideologo del M5S, contrario a sostenere qualsiasi candidato di altri partiti. E il deputato Andrea Colletti: «Voterò contro la possibilità di votare solo per Sciarra alla Corte costituzionale, perché permettiamo a questa gente di applicare la teoria dei due forni». In effetti, il supporto dei grillini (che in cambio otterrebbero l`elezione di Alessio Zaccaria al Csm) all`elezione di Sciarra, garantirebbe al Pd una posizione del Pd nel dialogo con Forza Italia sulle riforme, a cominciare dall`italicum. L`ATTESA. «L`indecisione di Forza Italia sta impedendo che la vicenda si sblocchi», hanno rimarcato fonti del governo. I democratici, dunque, attendono l`esito del voto della base grillina, ma anche che Forza Italia risolva i dissidi interni. Silvio Berlusconi, a questo punto, ha demandato la scelta dei nomi ai capigruppo Paolo Romani e Renato Brunetta. Che ieri hanno fatto filtrare una terna di candidature possibili, rigorosamente femminili: a Marzia Ferraioli, si sono aggiunte Maria Pia Baccari e Stefania Bariatti. In serata, però, ancora non era stata comunicata alcuna scelta definitiva. «Di certo stanotte dobbiamo stabilire che nome votare, altrimenti rischiamo che Pd e M5S eleggano i loro candidati», spiegava spazientite ieri le fonti azzurre, consapevoli che così si aprirebbe una crepa nel Patto del Nazareno. E se Berlusconi è convinto che i grillini non saranno mai un interlocutore affidabile per il presidente del Consiglio Matteo Renzi, anche nel Pd serpeggia il dubbio che l`apertura di Grillo sia costruita ad arte per far affossare Sciarra dalla rete. Con il rischio concreto, oggi, di tornare a votare scheda bianca. Sonia Oranges

16 IL MATTINO Paralisi Consulta, Sciarra favorita grillini appesi al verdetto del web ROMA. Il voto di oggi per eleggere due giudici della Consulta resta ancora un`incognita. All`indecisione forzista nel presentare un proprio candidato, ieri si è aggiuntala consultazione on line del M5S, lanciata da Beppe Grillo dà suo blog: «Volete che il M5S voti la professoressa Silvana Sciarra alla Corte costituzionale?» Termine per votare in rete, le 12 di oggi, ossia a un soffio dallo scrutinio segreto delle aule parlamentari riunite in seduta congiunta. Sciarra, ha precisato il leader penta stellato, «hai requisiti formali richiesti (a differenza di Violante), è sconosciuta alle procure e, a differenza di Violante, Bruno, Vitali, Catricalà, Legnini, Fanfani, Balduzzi e Leone, non ha precedenti esperienze politiche». Un`apertura à Pd che potrebbe sparigliare le carte del Patto del Nazareno, ma che non è esente da rischi per i democratici. Anche perché, nel Movimento, non mancano le voci dissonanti, nonostante ok dato dai gruppi parlamentari «Siamo contro l`euro e mandiamo una eurista alla Consulta?», ha immediatamente rilevato Paolo Becchi, ideologo del M5S, contrario a sostenere qualsiasi candidato di altri partiti. E il deputato Andrea Colletti: «Voterò contro la possibilità di votare solo per Sciarra alla Corte costituzionale, perché permettiamo a questa gente di applicare la teoria dei due forni». In effetti, il supporto dei grillini (che in cambio otterrebbero l`elezione di Alessio Zaccaria al Csm) all`elezione di Sciarra, garantirebbe à Pd una posizione del Pd nel dialogo con Forza Italia sulle riforme, a cominciare dall`italicum. «L`indecisione di Forza Italia sta impedendo che la vicenda si sblocchi», hanno rimarcato fonti del governo. I democratici, dunque, attendono l`esito del voto della base grillina, ma anche che Forza Italia risolva i dissidi interni. Silvio Berlusconi, a questo punto, ha demandato la scelta dei nomi ai capigruppo Paolo Romani e Renato Brunetta. Che ieri hanno fatto filtrare una terna di candidature possibili, rigorosamente femminili: a Marzia Ferraioli, si sono aggiunte Maria Pia Baccari e Stefania Bariatti. In serata, però, ancora non era stata comunicata alcuna scelta definitiva. «Di certo stanotte dobbiamo stabilire che nome votare, altrimenti rischiamo che Pd e M5S eleggano i loro candidati», spiegava spazientite ieri le fonti azzurre, consapevoli che così si aprirebbe una crepa nel Patto del Nazareno. E se Berlusconi è convinto che i grillini non saranno mai un interlocutore affidabile per il presidente del Consiglio Matteo Renzi, anche nel Pd serpeggia il dubbio che l`apertura di Grillo sia costruita ad arte per far affossare Sciarra dalla rete. Con il rischio concreto, oggi, di tornare a votare scheda bianca. Sonia Oranges 16

17 IL SOLE 24 ORE Il Notariato si mobilita per la competitività «Il contributo del Notariato per la competitività del Paese». È questo il titolo del XLIX Congresso della categoria che si svolgerà a Roma oggi e domani. Il tema della competitività è evidentemente di grande e costante attualità, ma la scelta dei notai di porlo al centro della propria assemblea è dettata anche dall'esigenza di rimarcare i risultati che su questo fronte sono già stati raggiunti. «La sicurezza giuridica dei flussi finanziari e di controllo della ricchezza è elemento fondamentale per attrarre investimenti esteri e rilanciare la competitività spiega il presidente del Consiglio nazionale del Notariato, Maurizio D'Errico. Ebbene, secondo il rapporto Doing Business 2015 l'italia ha recuperato 44 posizioni rispetto al ranking pubblicato lo scorso anno nella sezione starting a business. Per la seconda volta in soli due anni, nella classifica sulla competitività internazionale, in particolare, le sezioni dell'immobiliare e impresa in cui il notariato è coinvolto vedono migliorare la posizione dell'italia». Dal rapporto Doing Business 2015 emerge infatti che il trasferimento della proprietà immobiliare in Italia è meno costoso, prevede un minor numero di procedure e tempi più rapidi rispetto a gran parte dei paesi Ocse ad alto reddito. L'Italia (41) è posizionata meglio, tra l'altro, di Australia (53), Canada (55), Paesi Bassi (58), Spagna (66), Regno Unito (68), Giappone (73), Germania (89) e Francia (126). Cos'è accaduto? «Che in campo immobiliare chiarisce D'Errico da settembre 2012 è stato completato il processo di informatizzazione delle procedure di pubblicità immobiliare: i notai trasmettono per via telematica gli atti ai pubblici registri immobiliari consentendo l'aggiornamento dei dati in tempo reale. A gennaio 2013, inoltre, il notariato ha messo a punto il sistema che consente la stipula dell'atto pubblico informatico e la sua conservazione, nel settore dei contratti pubblici di appalto». Il notariato ha anche lanciato il progetto aste telematiche notarili (RAN). «E per la prima volta sottolinea il presidente del Consiglio nazionale in Italia si può partecipare ad un'asta giudiziaria via web (attraverso gli studi notarili) con rilanci da parte di cittadini che si trovano a centinaia di km dalla sede del Tribunale titolare 17

18 della procedura. Da fine 2013, attraverso la RAN, sono stati aggiudicati in tre turni d'asta (novembre 2013, aprile 2014, luglio 2014), il 51% dei lotti immobiliari residenziali appartenenti al patrimonio ex SCIP posto in asta dall'inail». Anche in ambito societario le cose vanno bene. Per quanto riguarda la costituzione societaria, l'italia sempre nel Doing Business 2015 ha una posizione pari a quella degli Usa (46) e migliore di quella di Svizzera (69), Spagna (74), Giappone (83) e Germania (114). «Il collegamento telematico del notariato conclude D'Errico al registro delle imprese è un esempio felice della digitalizzazione italiana. Da settembre è in vigore la disciplina sull'impresa in un giorno che per gli atti societari, Spa escluse, prevede l'iscrizione immediata dell'atto notarile senza una duplicazione dei controlli da parte delle Camere di commercio, riconoscendo il valore della verifica della legalità affidata a monte al notaio». Marco Bellinazzo 18

19 19 ITALIA OGGI Il presidente del Cnn, Maurizio D'Errico, anticipa le nuove sfide per la professione Atti notarili informatici nel 2015 Atti notarili totalmente informatici entro la metà del Attraverso un sistema sicuro grafometrico che sarà offerto ai cittadini. È uno dei prossimi obiettivi del Consiglio nazionale del notariato, che sta puntando tutto sulla digitalizzazione, come testimonia anche l'avvio della sperimentazione delle aste telematiche, che ha permesso un forte incremento delle aggiudicazioni. Lo annuncia il presidente del Cnn, Maurizio D'Errico, in occasione del 49 Congresso nazionale di categoria. Domanda. Presidente, il tema centrale del congresso è il «contributo del Notariato per la competitività del paese». Qual è il contributo fornito dal Notariato in tema di competitività? Risposta. Secondo il rapporto Doing Business 2015 l'italia ha recuperato ben 44 posizioni rispetto all'anno precedente nella sezione «starting a business». Questo è stato possibile grazie al dialogo instaurato con la Banca mondiale per far comprendere gli effetti della compiuta digitalizzazione di alcune procedure come la trasmissione telematica degli atti notarili relativi alla costituzione societaria e l'eliminazione del vincolo minimo del capitale della srl. Oggi in Italia è possibile costituire una impresa in un giorno e sotto questo profilo siamo ormai allo stesso livello degli Stati Uniti e facciamo meglio di Svizzera, Spagna, Lussemburgo, Giappone, Austria e Germania. Anche nella sezione «registering property» la posizione del nostro paese è particolarmente lusinghiera, grazie alla sinergia tra il sistema notariato, che garantisce certezza giuridica, ed i pubblici registri, i quali dialogano anch'essi in via telematica. Sono più di 20 anni che lavoriamo alla digitalizzazione delle procedure garantendo la certezza dei dati inseriti nei pubblici registri, ora stiamo sperimentando le aste telematiche per velocizzare le dismissioni immobiliari permettendo ai cittadini di partecipare anche da una città diversa da quella in cui è in vendita l'immobile. Già dalle prime aste abbiamo riscontrato risultati in continua crescita: nel 2014 le aggiudicazioni sono salite al 44% rispetto al 18% dell'ultimo semestre D. In che modo il governo può agevolare questo compito alla professione? R. Dal Governo ci attendiamo disponibilità a un dialogo senza pregiudizi, che sappia valorizzare ulteriormente la natura di pubblico ufficiale e la posizione del notaio

20 quale terzo imparziale, a garanzia degli interessi delle parti e dell'interesse generale; nel mondo assistiamo a grande attenzione dei Paesi emergenti per il notariato e la sicurezza giuridica. D. Quali i prossimi obiettivi della categoria? R. Abbiamo recentemente visto tradurre in legge proposte del notariato volte a rilanciare il mercato immobiliare: è l'esempio del rent to buy che consente di comprare casa «in progress», senza la necessità di accendere un mutuo e con le garanzie dell'atto pubblico. Siamo in attesa del decreto attuativo sul deposito del prezzo, un'ulteriore garanzia per le parti deboli di una contrattazione. Continuiamo inoltre a lavorare sui sistemi tecnologici: in particolare pensiamo di poter offrire, entro metà 2015, ai cittadini un sistema sicuro grafometrico per rendere gli atti totalmente informatici. Nel corso del congresso inoltre presenteremo in anteprima una serie di collaborazioni con le istituzioni per supportare le imprese italiane all'estero e favorire gli investimenti stranieri. D. Come valutate il pacchetto di riforma della giustizia che sta varando il ministro Orlando? Quali le criticità? R. Il governo, e più direttamente il ministro della Giustizia, è impegnato a ridare efficienza al sistema giustizia, con una evidente ricaduta positiva in termini di competitività per il sistema paese. Il cammino di riforma è appena all'inizio, ma aver preservato la distinzione di ruolo e le competenze del notaio rispetto alle altre professioni è un fatto determinante per continuare a garantire l'esercizio imparziale ed efficace della funzione pubblica. Infine presenteremo alcune proposte, nel settore della giustizia preventiva, volte a favorire ulteriormente la prevenzione e la degiurisdizionalizzazione del processo D. Che impatto sta avendo sulla professione l'aumento della pianta organica introdotto dal Governo Monti? R. Ogni anno viene bandito un nuovo concorso pubblico. Nonostante la crisi economica in atto, che è probabilmente anche alla base di un certo calo delle vocazioni al Notariato da parte dei giovani laureati, abbiamo sempre incentivato l'ingresso di nuove leve e vogliamo continuare a farlo. Il concorso pubblico, gestito dal Ministero della giustizia, è la prima dimostrazione che nel notariato vale il principio dell'«ascensore sociale» se si considera che circa l'83% dei notai non è figlio di notai. La crisi del paese sta colpendo chiunque: negli ultimi cinque anni l'attività degli studi notarili ha subito un calo di oltre il 50%. Gabriele Ventura 20

21 ITALIA OGGI Mistretta: anche nel 2014 i redditi vanno giù (-6%) In vista dei nuovi notai (previsti dal Governo Monti in aggiunta ai 5 mila attuali in servizio) potrebbe porsi il problema dell'equilibrio dei conti. La cassa, infatti, eroga pensioni uguali per tutti indipendentemente da quanto il notaio ha versato di contributi durante l'intera vita (solitamente versa molto di più di quello che prenderà come pensione). Il punto è che fino a qualche anno fa i notai avevano redditi altissimi ed erano pochi. Quindi il sistema non aveva problemi: era in equilibrio per definizione. Ma ora? Domanda. Presidente Mario Mistretta, considerando la prospettiva di un maggior numero di notai in esercizio e con redditi più bassi (sia perché c'è la crisi sia perché c'è maggiore concorrenza), la Cassa potrebbe aumentare oppure abbassare le pensioni? Risposta. Il sistema previdenziale del nostro ente, come rilevato dall'ultimo bilancio chiuso al 2013 e dall'ultimo bilancio tecnico attuariale a 50 anni, è ad oggi in perfetto equilibrio. Chiaramente la Cassa nazionale del notariato è una cassa «matura» con un rapporto tra attivi e pensionati a oggi in equilibrio; ma bisogna guardare al futuro al fine di anticipare eventuali effetti negativi che potrebbero verificarsi a lungo termine. È importante, pertanto, anticipare gli eventi, in un mercato che cambia sempre più velocemente, cercando di adeguare il sistema previdenziale del notariato alle nuove realtà economiche e sociali. «Resilienza» è la capacità di fronteggiare efficacemente le contrarietà, di dare nuovo slancio alla propria esistenza, senza perdere la propria identità: questa deve essere la principale caratteristica del notariato del domani. Con questa ottica già da qualche anno la governance della cassa del notariato ha adottando opportuni provvedimenti, pienamente condivisi dalla categoria che tiene a mantenere la certezza di sostenibilità ma anche a conservare la sua autonomia. Mi riferisco al blocco della perequazione delle pensioni e alla dilazione nella corresponsione dell'indennità di cessazione per i notai che anticipano la data del pensionamento, già 21

22 adottate e ancora in vigore. D. La crisi persiste: il repertorio dei notai segue a ruota? Se sì in che percentuale è stato registrato un calo? R. La perdita repertoriale iniziata nel 2007, purtroppo sta proseguendo anche nell'esercizio corrente. Le proiezioni 2014 del repertorio notarile in termini reali rilevano una contrazione del 6 per cento circa rispetto all'esercizio precedente, che va ad aggiungersi a quanto già maturato negli anni scorsi (circa il 48%), contenendo parzialmente gli effetti rivalutativi derivanti all'applicazione dei parametri contributivi introdotti dal dm n. 265/12. D. Cosa ne pensa dell'aumento della tassazione delle rendite al 26%? R. Il nuovo ddl Stabilità evidenzia una variazione dell'aliquota fiscale per i soli fondi di previdenza complementare che vedranno aumentare la loro imposizione dall'11,50 al 20%. Ad oggi nulla è stato detto relativamente alle Casse di previdenza. Siamo fiduciosi che il Governo tenga fede a quanto già riportato nelle precedenti norme, da un lato assicurando quell'equilibrio fiscale tra il primo ed il secondo pilastro della struttura previdenziale italiana, dall'altro considerando che le casse di previdenza dei professionisti sono già vessate da una tassazione pesante su tutti i fronti, nonostante esercitino una previdenza obbligatoria che toglie il relativo carico allo Stato. La fiscalità è un tema importante per la previdenza italiana, anche alla luce di quanto diversamente avviene in Europa per le corrispondenti istituzioni previdenziali. di Ignazio Marino 22

23 ITALIA OGGI A confronto con il ministro della giustizia Orlando Il 49 Congresso del Notariato, oggi e domani a Roma, è dedicato al tema «Il contributo del Notariato per la competitività del Paese». Oggi, nella sessione aperta al pubblico, sono previsti gli interventi dei ministri della giustizia, Andrea Orlando, e per i rapporti con il parlamento, Maria Elena Boschi. Al centro dei lavori congressuali, il tema della competitività del Paese e il contributo che il notariato può dare, in termini di «sicurezza giuridica» delle transazioni economiche, per il rilancio economico. Al tema competitività sarà dedicata la tavola rotonda alla quale parteciperanno Alberto Baban (Piccola industria di Confindustria); Edoardo Battisti (Ministero dello sviluppo economico; Arturo Bris (IMD Business School di Losanna); Riccardo M. Monti (Ice - Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane; un rappresentante del Consiglio nazionale del Notariato. 23

24 IL SOLE 24 ORE Per le Stp tassazione con l'ires MILANO - Stralciata dal decreto semplificazioni, la disciplina fiscale delle società tra professionisti (Stp) resta affidata alle Entrate. Che confermano la linea secondo cui le Stp producono reddito d'impresa, e non di lavoro autonomo. Il chiarimento datato 16 ottobre è contenuto nella consulenza giuridica /2014, elaborata dalla Direzione centrale normativa in risposta a un'istanza dell'ordine dei commercialisti di Trento. La soluzione dell'agenzia va nella direzione opposta rispetto a quella ipotizzata nelle bozze preliminari del decreto, secondo cui le Stp avrebbero dovuto produrre redditi di lavoro autonomo. Una soluzione gradita ad alcune categorie professionali, ma poi non inserita nella versione finale del decreto, varato dal Consiglio dei ministri la scorsa settimana. Il chiarimento Nella risposta, le Entrate ripercorrono la normativa in tema di Stp, osservando che le società professionali non costituiscono un genere autonomo con causa propria, ma appartengono alle società tipiche disciplinate dai titoli V e VI del libro V del Codice civile, e pertanto sono soggette alla disciplina legale del modello societario prescelto, salve le sole deroghe e integrazioni previste dalla disciplina generale contenuta nell'articolo 10 della 183/2011 e nel regolamento attuativo, il Dm Giustizia 34 dell'8 febbraio Ma il punto è che né la legge, né il regolamento dicono nulla sul trattamento fiscale dei redditi prodotti dalle Stp. Da qui la conclusione dell'agenzia: il reddito complessivo delle Stp è tassato come reddito d'impresa in base agli articoli 6, ultimo comma, e 81 del Tuir. In questo quadro, l'esercizio dell'attività professionale non ha alcuna rilevanza, ma è determinante il fatto che la società opera con una veste giuridica societaria. Quindi la società professionale in forma di società di capitali è soggetta a Ires mentre quella in forma di società di persone escluse solo le società semplici sconta l'irpef con le regole del reddito d'impresa, da qualsiasi fonte provenga (regola dell'assorbenza del reddito d'impresa). Una presa di posizione che vale anche ai fini dell'applicazione dell'irap, per la quale il valore della produzione dovrà essere calcolato secondo le regole valide per gli imprenditori commerciali (articoli 5 e 5-bis del Dlgs 446/97) al posto di quelle per i lavoratori autonomi (articolo 8). 24

25 Il fatto che le Stp producano reddito d'impresa fa sì che i compensi per le loro prestazioni professionali non debbano essere sottoposti alla ritenuta d'acconto (articolo 25, Dpr 600/1973). Ma il vantaggio, secondo diversi osservatori, non compensa il passaggio dal regime di cassa (tipico dei professionisti) a quello di competenza (proprio delle società). Il timore è quello che la Stp in un periodo di crisi economica come quello attuale si possa trovare spesso ad anticipare le imposte su prestazioni fatturate, ma non ancora incassate. Il precedente Il chiarimento delle Entrate è identico a quello reso prima dell'estate con la consulenza giuridica /2014 in risposta a una Srl costituita per svolgere le attività di dottore commercialista, esperto contabile, revisore legale e consulente del lavoro. Tra la prima e la seconda risposta, però, c'è stato l'esame parlamentare del Dlgs semplificazioni, con l'inserimento e poi lo stralcio della norma che avrebbe dovuto far rientrare le Stp nel l'alveo del lavoro autonomo. Una norma che peraltro era già inserita nel Ddl sulle semplificazioni varato dal Governo Letta nel 2013 e poi confluito per buona parte nel primo provvedimento attuativo della delega. In attesa che arrivi la legge a disciplinare la questione, restano due punti fermi: la linea delle Entrate, che pare ormai attestata sul reddito d'impresa, e lo scarsissimo appeal delle Stp tra i professionisti (sia per l'incertezza sul l'inquadramento fiscale, sia per la limitata convenienza del regime tributario). 25

26 IL SOLE 24 ORE Senato. Il Ddl presto in Aula A Milano settimana di informazione L'affido-adozione cerca tempi rapidi La riforma dell'affido familiare, che vuole permettere l'adozione dei minori da parte delle famiglie affidatarie da oltre due anni, verrà al più presto calendarizzata per l'approvazione definitiva in Aula al Senato (ieri il si in Commissione al testo completo). Il provvedimento - cheannullail divieto del passaggio da affido ad adozione dovrà poi passare alla Camera. Il Ddl , presentato il 18 dicembre 2013, nasce dalla constatazione che oltre il 60% dei minori resta in affido per periodi ben oltre il biennio, mentre «il timore originario (la legge vigente è del 1983, ndr) che l'affido venisse vissuto dalle famiglie come una scorciatoia per l'adozione si è via via affievolito», come spiega la relatrice del Pd, Rosanna Filippin. «Non essendoci previsioni di spesa non deve necessariamente attendere», aggiunge Filippin. E si tratta di un testo condiviso, quindi ha buone chance di procedere nel cammino parlamentare. La riforma dell'affido vuoi consentire ai bambini di non cambiare famiglia, tutelando la continuità delle relazioni positive socio-affettive consolidatesi durante l'affidamento «lungo». Continuità di relazioni che va attestata dall'obbligatorio parere dei servizi sociali; l'affidatario potrà presentare all'autorità affidante memorie nell'interesse del minore. Un ruolo importante viene inoltre riconosciuto alle associazioni delle famiglie affidata rie, che potranno collaborare alla formazione e al sostegno delle nuove famiglie affidatarie. Un compito che, peraltro, già la prossima settimana vedrà a Milano la associazioni protagoniste di una serie di incontri e labora tori, anche nelle scuole, per illustrare come si diventa genitori affidatari. L'iniziativa è promossa dal Tavolo cittadino dell'affido, che coinvolge 18 tra enti ed associazioni, coordinato dal Comune. A Milano il fenomeno degli affidi familiari è del resto in crescita: quest'anno coinvolge 340 minori e nelle comunità educative ce ne sono altri 70 pronti per entrare in una nuova famiglia. En.Br. 26

27 IL SOLE 24 ORE Csm, risolto il nodo-pensioni a 70 anni Ripartono le nomine dei vertici di 15 uffici giudiziari, a cominciare dalla procura di Palermo, che erano state bloccate da una questione interpretativa della norma che ha riportato a 70 anni l'età della pensione per i magistrati. Il plenum del Csm ha sciolto il nodo, stabilendo che la norma non si applica retroattivamente ai concorsi banditi prima della riforma. La decisione ha spaccato i consiglieri: 14 i voti a favore, mentre nove sono andati alla proposta che arrivava alla conclusione opposta che avrebbe comportato l'esclusione dai concorsi già banditi dei magistrati vicini ai 70 anni che per questa ragione non avrebbero potuto garantire tre anni di permanenza nell'ufficio. 27

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