EDILIZIA RESIDENZIALE SOCIALE Relazione

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "EDILIZIA RESIDENZIALE SOCIALE Relazione"

Transcript

1 EDILIZIA RESIDENZIALE SOCIALE Relazione

2 SINDACO SEGRETARIO GENERALE ASSESSORE Roberto Balzani Margherita Campidelli Paolo Rava DIRIGENTE SERVIZIO PIANIFICAZIONE URBANISTICA E SVILUPPO ECONOMICO Ercole Canestrini PIANIFICAZIONE URBANISTICA PROGETTISTI Mara Rubino (Coordinatrice) Mirco Milandri Lorella Minoccheri Antonio Randazzo Gioia Sambenedetto Antonella Simoncelli Valerio Zoli COLLABORATORE Filippo Savini RIQUALIFICAZIONE URBANA PROGETTISTI Stefano Bazzocchi Chiara Atanasi Brilli Maurizio Baietta Pasquale Ricciato GESTIONE STRUMENTI ATTUATIVI Massimo Visani Chiara Bernabini SUPPORTO GIURIDICO Elisabetta Pirotti Daniela Giulianini SITL Paolo Maestri Monica Gabbarrini CONSULENZA ESTERNA VALSAT Gecosistema S.r.l. ADOZIONE CONTRODEDUZIONE - APPROVAZIONE DELIBERA DI C.C. DELIBERA DI C.C. n del n del

3 SOMMARIO PREMESSA DEFINIZIONI LA RESIDENZA SOCIALE IL QUADRO LEGISLATIVO RIFERIMENTI NAZIONALI RIFERIMENTI REGIONALI APPROFONDIMENTI SULLA LR 6/2009 SINTESI DEFINIZIONE DI ALLOGGIO SOCIALE CARATTERISTICHE E REQUISITI OGGETTIVI DELL ALLOGGIO SOCIALE TIPOLOGIE DI EDILIZIA RESIDENZIALE SOCIALE SOGGETTI ATTUATORI REQUISITI DEGLI ASSEGNATARI DI ALLOGGI ERS CONVENZIONE LO STATO D ATTUAZIONE NEL COMUNE DI FORLÌ LA PROGRAMMAZIONE DI EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA E DI EDILIZIA CONVENZIONATA NELLA PIANIFICAZIONE URBANISTICA VIGENTE LE POLITICHE ABITATIVE PER LA CASA IN ATTO NEL COMUNE DI FORLÌ... 8 Edilizia residenziale pubblica a canone sociale (Case popolari)... 9 Edilizia residenziale pubblica a canone calmierato... 9 Agenzia per gli affitti Contributi per l affitto a sostegno delle locazioni private (fondo regionale e comunale) LE OPPORTUNITÀ INNOVATIVE INTRODOTTE DALLA LR N. 6/ LA PROPOSTA NORMATIVA NEL POC

4 PREMESSA DEFINIZIONI Le tipologie dell Edilizia Residenziale Sociale sono definite dalla legislazione specifica in materia e si articolano in sintesi in: ERP Si tratta di alloggi dati in locazione permanente in regime di Edilizia Residenziale Pubblica (case popolari). ERS Si tratta di alloggi dati in: - locazione permanente - locazione a termine articolata a sua volta in locazione a breve termine (min. 10 anni) e locazione a lungo termine (minimo 25 anni) - alloggi in proprietà in regime di edilizia agevolata, sostenuta da contributo pubblico. 1. LA RESIDENZA SOCIALE La residenza sociale va intesa come servizio di interesse generale finalizzato alla integrazione e coesione sociale e di qualità dei tessuti urbani. Storicamente, a partire dagli anni 60, dal Piano Fanfani alla Legge 167/62, le politiche abitative si sono concentrate in primo luogo sull obiettivo di dare una casa in proprietà a quelle fasce sociali che non avevano la disponibilità economica per accedere all offerta del libero mercato, ma che potevano disporre comunque di una capacità di investimento diluita nel tempo, considerando marginale e residuale la domanda di residenza sociale in affitto che era rivolta esclusivamente alle fasce sociali deboli o debolissime. Gli anni 70 sono stati caratterizzati da innovative leggi sulla casa dall 865/71 alla 457/78 - le cui ricadute in termini di finanziamento e di attuazione hanno percorso tutti gli anni 80, generando però troppo spesso interventi significativi dal punto di vista quantitativo, ma meno attenti alla qualità degli insediamenti e alla qualità del vivere dei suoi abitanti. Negli anni 90 le politiche abitative fondate sul finanziamento pubblico si sono sostanzialmente fermate, traducendosi nella realtà in una diminuzione del 95% dell offerta abitativa pubblica, con netto calo degli interventi destinati all edilizia residenziale sovvenzionata ed un graduale esaurimento degli interventi di edilizia convenzionata e agevolata. Quello che appare evidente oggi, anche nella realtà del nostro territorio, quale effetto delle scelte degli anni 90, è che la questione abitativa si presenta non solo sotto forma di emergenza abitativa, ma anche sotto forma di richiesta diffusa, in quanto proveniente da strati sociali non esattamente definibili quali ceti a basso reddito (ma appartenenti in effetti al cosiddetto ceto medio-basso ). Infatti attualmente molti settori sociali, un tempo ben oltre la soglia di crisi economica, ricadono oggi in situazione di maggiore precarietà, che rende gravoso e spesso impossibile l accedere a finanziamenti da parte degli istituti di credito e conseguentemente l accedere al mercato della casa. In questo contesto è maggiormente necessario creare le condizioni per estendere e promuovere il mercato dell affitto pubblico e privato, anche in considerazione della.crescente domanda sociale di mobilità legata a trasferimenti di sede di lavoro, o ad esigenze di studio. 2. IL QUADRO LEGISLATIVO 2.1 RIFERIMENTI NAZIONALI A livello nazionale i principali riferimenti legislativi sono: - L. 244 del 24 dicembre 2007 Art. 1 c. 258 e 259 2

5 Tali commi introducono disposizioni dal carattere innovativo; entrambi ruotano intorno alla cosiddetta Urbanistica perequata, consentendo ai comuni di condizionare le trasformazioni, in ambiti preventivamente individuati, a favore di impegni per il concorso alla realizzazione di Edilizia Sociale da parte delle proprietà in una logica contrattuale. Sostanzialmente l edilizia residenziale sociale viene confermata come nuovo standard urbanistico. - Decreto interministeriale 22 aprile 2008 G.U. 146 del Il decreto contiene la definizione di alloggio sociale - L. 133 del 6 agosto 2008 art. 11 Piano Casa - Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del G.U Piano Nazionale di edilizia abitativa 2.2 RIFERIMENTI REGIONALI A livello regionale i principali riferimenti legislativi sono: - L.R. 24/01 Disciplina generale dell intervento pubblico nel settore abitativo - L.R. 20/00 Disciplina generale sulla tutela e l uso del territorio, modificata e integrata con L.R. 6/09 - Governo e riqualificazione solidale del territorio. 2.3 APPROFONDIMENTI SULLA LR 6/2009 SINTESI La LR 6/2009 rappresenta la norma di riferimento per la pianificazione comunale nell approccio all edilizia residenziale sociale, e merita pertanto alcuni approfondimenti, in termine di innovazione, quote, modalità di concorso degli operatori. Innovazione La legge persegue i principi di solidarietà e coesione sociale dell art. 42, secondo comma della Costituzione. La nuova legge pone l esigenza di incardinare le politiche abitative per le fasce sociali deboli ed a basso reddito nell ambito della pianificazione urbanistica, facendole divenire: uno degli obiettivi fondamentali della pianificazione uno dei principali oneri che si impongono agli operatori per contribuire ai costi di sviluppo della città di qualità, integrata e solidale Quote La legge stabilisce (Art. A-6bis primo e secondo comma) che il fabbisogno di edilizia residenziale sociale, articolato nelle diverse esigenze abitative, è pari al 20% del dimensionamento complessivo della nuova capacità insediativa introdotta dal PSC. Questa quota: è riducibile per i Comuni montani con meno di 5000 abitanti e può essere ridefinita dal PTCP o, in prima applicazione nelle more della modifica al PTCP, con accordi territoriali tra Regione, Provincia e Comuni interessati, che debbano avviare l iter del PSC (art. A6bis terzo comma). La L.R. 6/09 individua delle misure transitorie in relazione all entrata in vigore di tali obblighi. Stabilisce pertanto al comma 4 dell art. 64 Norme transitorie della LR 6/2009 testualmente che gli art. A6bis e A6ter dell allegato alla Legge Regionale n. 20 del 2000 introdotti dall art. 46 della presente legge, non trovano applicazione per i PSC adottati in data antecedente all entrata in vigore della presente legge e per i relativi strumenti attuativi. Modalità di concorso degli operatori Gli operatori sono chiamati a concorrere alla realizzazione di detta quota di residenza avente le caratteristiche di ERS ed in misura pari al 20% della nuova capacità insediativa complessiva di PSC, con le seguenti modalità: per i nuovi insediamenti residenziali di PSC, con la cessione del 20% delle aree di intervento (del 10% per i Comuni montani con meno di 5000 abitanti) 3

6 Per i nuovi insediamenti produttivi e per interventi di riqualificazione, con un contributo definito in forma negoziale (art. 18 LR n. 20/2000). Modalità di realizzazione dell E.R.S. La realizzazione di detta quota può avvenire secondo le seguenti modalità: direttamente dal Comune, con risorse proprie o con trasferimenti di risorse regionali o statali, o con altre forme di finanziamento (es. finanza di progetto) da parte degli operatori che attuano l intervento urbanistico, attraverso la stipula di apposita convenzione mediante conferimento da parte del Comune delle aree in diritto di superficie agli operatori del settore (ACER, Cooperative di costruzione ed Imprese di costruzione operanti nel settore dell edilizia sociale) e per le modalità di intervento previste dalla L.R. n. 24 del 2001 mediante Housing sociale. 2.3 DEFINIZIONE DI ALLOGGIO SOCIALE Il Decreto Interministeriale 22 Aprile 2008) così definisce l alloggio sociale: E' definito alloggio sociale l'unità immobiliare adibita ad uso residenziale in locazione permanente che svolge la funzione di interesse generale - nella salvaguardia della coesione sociale - di ridurre il disagio abitativo di individui e nuclei familiari svantaggiati, che non sono in grado di accedere alla locazione di alloggi nel libero mercato. L'alloggio sociale si configura come elemento essenziale del sistema di edilizia residenziale sociale costituito dall'insieme dei servizi abitativi finalizzati al soddisfacimento delle esigenze primarie. Rientrano nella definizione di cui al comma precedente gli alloggi realizzati o recuperati da operatori pubblici e privati, con il ricorso a contributi o agevolazioni pubbliche quali esenzioni fiscali, assegnazione di aree od immobili, fondi di garanzia, agevolazioni di tipo urbanistico destinati alla locazione temporanea per almeno otto anni ed anche alla proprietà. Il servizio di Edilizia Residenziale Sociale viene erogato da operatori pubblici e privati prioritariamente tramite l'offerta di alloggi in locazione alla quale va destinata la prevalenza delle risorse disponibili, nonché il sostegno all'accesso alla proprietà della casa, perseguendo l'integrazione di diverse fasce sociali e concorrendo al miglioramento delle condizioni di vita dei destinatari. L'alloggio sociale, in quanto servizio di interesse economico generale, costituisce standard urbanistico aggiuntivo da assicurare mediante cessione gratuita di aree o di alloggi, sulla base e con le modalità stabilite dalle normative regionali. 2.4 CARATTERISTICHE E REQUISITI OGGETTIVI DELL ALLOGGIO SOCIALE In relazione alla caratteristiche proprie dell alloggio, il sopracitato decreto stabilisce altresì che: L'alloggio sociale deve essere adeguato, salubre, sicuro e costruito o recuperato nel rispetto delle caratteristiche tecnico costruttive indicate agli art. 16 e 43 della legge 5 agosto 1978, n L'alloggio sociale deve essere costruito secondo principi di sostenibilità ambientale e di risparmio energetico, utilizzando, ove possibile, fonti energetiche alternative. (Tratto dal Decreto interministeriale 22 Aprile 2008). La superficie utile massima degli alloggi non può superare i 95 mq., oltre a 18 mq. per autorimessa o posto macchina coperto; l'altezza netta delle abitazioni e dei loro vani accessori, misurata tra pavimento e soffitto, non può essere inferiore a m. 2,70 per gli ambienti abitativi e, per i vani accessori, non inferiore a m. 2,40. La superficie complessiva dell'alloggio è così definita: SC = Su + SNR + SP dove: Su è la superficie utile abitabile di pavimento dell'alloggio, al netto di sguinci, vani di porte e finestre. Sono escluse tutte le opere murarie quali muri perimetrali, muri interni, pilastri ecc.. 4

7 Sono compresi nella Su tutti i locali, anche accessori, che compongono l'alloggio, anche se non hanno le caratteristiche per essere abitabili (bagni anche non finestrati, sgabuzzini, ingressi, disimpegni, armadi a muro, ecc.). SNR è la superficie non residenziale di pertinenza dell'alloggio. Fanno parte di essa le superfici ad uso esclusivo dell'alloggio quali logge, balconi, cantine, soffitte, portici, lavanderie, locali tecnici ecc., e le superfici attribuite all'alloggio in funzione della loro accessibilità e del loro utilizzo comune e non esclusivo quali ad esempio sale condominiali, soffitte e sottotetti, lavanderie, locali tecnici e/o per impianti, androni, porticati, vani ascensore e scale condominiali calcolate una sola volta in proiezione orizzontale, ecc. La superficie non residenziale complessiva non può eccedere il 60% della Su. SP (superficie a parcheggio) sono le autorimesse o i posti auto coperti ad uso esclusivo dell'alloggio, la cui superficie, in aggiunta alla SNR prevista al precedente punto, non può eccedere i 18 mq. E' ammessa deroga al parametro dimensionale di cui al precedente punto nel caso di interventi di recupero o realizzazione di alloggi in edifici esistenti, per i quali sia dimostrata l'impossibilità di rispettare il prescritto rapporto tra superficie complessiva e superficie utile. 2.5 TIPOLOGIE DI EDILIZIA RESIDENZIALE SOCIALE L edilizia residenziale sociale comprende varie tipologie di abitazione, distinte per modalità di assegnazione: Locazione permanente in regime di edilizia residenziale pubblica: Si intendono quegli alloggi di proprietà pubblica realizzati e/o recuperati dallo Stato, dai Comuni, dagli altri Enti Pubblici destinati senza alcun limite di tempo alla locazione con canone commisurato al valore dell'immobile e al reddito del nucleo assegnatario (case popolari). Locazione permanente: Si intendono quegli alloggi destinati senza limiti di tempo alla locazione o all'assegnazione in godimento. Qualora l intervento usufruisca di finanziamenti agevolati, il canone massimo è disciplinato dalla specifica legislazione nazionale e/o regionale vigente. Locazione a termine: Si intendono quegli alloggi destinati sia alla locazione per un periodo a 8 anni sia destinati alla locazione per un periodo non inferiore ai 25 anni. Qualora sia previsto il contributo pubblico la durata della locazione è stabilita di norma nei bandi regionali e/o nazionali in conformità alla legislazione vigente in materia. Alla scadenza del periodo locativo previsto dalla convenzione, stipulata tra Comune e soggetto attuatore, il contratto è risolto di diritto e gli alloggi possono essere ceduti in proprietà anche per singole unità immobiliari. La convenzione può prevedere l'acquisto differito dell'abitazione da parte del conduttore, al termine del periodo di locazione. Qualora l intervento usufruisca di finanziamenti agevolati, il canone massimo è disciplinato dalla specifica legislazione nazionale e/o regionale vigente. Alloggi in proprietà: Si intendono quegli alloggi anche sostenuti da contributo pubblico realizzati, acquistati, recuperati e autocostruiti da soggetti privati, finalizzati prioritariamente a determinate categorie sociali: coppie di giovani, lavoratori in mobilità, famiglie monoreddito con minori a carico ecc. Tutti gli alloggi, ad esclusione di quelli in locazione permanente in regime di Edilizia Residenziale Pubblica (case popolari) sono soggetti a convenzione. 5

8 2.6 SOGGETTI ATTUATORI I soggetti attuatori abilitati ad operare nel campo dell edilizia residenziale sociale sono individuati in base alle tipologie dell'edilizia Residenziale Sociale, ai sensi della L.R. 24/01 e succ. modifiche ed integrazioni agli artt. 14 e 19 e come previsto dalla legislazione nazionale vigente. In particolare: - per la locazione permanente in regime di Edilizia Residenziale Pubblica: Comuni e forme associative tra Comuni; - per la locazione permanente: Cooperative di abitazione a proprietà indivisa; società di scopo (art. 41 L.R. 24/01); operatori privati e organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS); Aziende Regionali per il diritto allo studio universitario; - per la locazione a termine e alloggi in proprietà: Cooperative d'abitazione e loro consorzi, imprese di costruzione e loro Consorzi, comprese le cooperative di produzione e lavoro. Singoli cittadini per il recupero, l'acquisto, la costruzione della propria abitazione principale anche attraverso interventi di autocostruzione; nonché gli altri soggetti privati che presentano i requisiti di cui all art. 19 della L.R. 24/2001 e s.m.i REQUISITI DEGLI ASSEGNATARI DI ALLOGGI ERS Possono accedere agli alloggi di Edilizia Residenziale Sociale, nelle tipologie descritte in precedenza, i cittadini in possesso dei seguenti requisiti: - cittadinanza italiana o altra condizione ad essa equiparata prevista dalla legislazione vigente - residenza o la sede dell attività lavorativa nel Comune o in Comuni contermini - limiti alla titolarità di diritti reali su beni immobili ai sensi della legislazione nazionale e/o regionale in materia - limiti di reddito valutato secondo i criteri stabiliti dal D.Lgs 109/98 e successive modifiche e integrazioni. Tali limiti sono aggiornati periodicamente dalla Giunta Regionale - assenza di precedenti assegnazioni e contributi, limitatamente agli interventi supportati da finanziamento pubblico. A parità di requisiti oggettivi e soggettivi l ERS è prioritariamente rivolta a: giovani coppie, nuclei familiari monoparentali, nuclei familiari monoreddito, anziani in condizioni sociali e/o economiche svantaggiate, lavoratori in mobilità e studenti fuori sede. 2.8 CONVENZIONE Tutti gli interventi di ERS, ad esclusione dell'intervento a locazione permanente in regime di edilizia residenziale pubblica, sono soggetti a convenzione tra il soggetto attuatore e il Comune. La convenzione, in base alle tipologie d'intervento, disciplina: per la proprietà: - caratteristiche costruttive e tipologiche degli alloggi - superfici dell'intervento - determinazione delle componenti del Prezzo iniziale di cessione dell'alloggio (PICA) e del Prezzo iniziale complessivo di cessione dell'alloggio (PICCA) - revisione del prezzo degli alloggi per le vendite successive - canone di locazione e revisione periodica - vincoli e requisiti soggettivi - durata della convenzione - controlli e sanzioni 6

9 per la locazione permanente: - caratteristiche costruttive e tipologiche degli alloggi - superfici dell'intervento - costo iniziale di realizzazione dell'alloggio (CIRA) e costo iniziale complessivo di realizzazione dell'alloggio (CICRA) - canone di locazione degli alloggi e revisione periodica - vendita dell'immobile - vincoli e requisiti soggettivi - durata della convenzione - controlli e sanzioni - per la locazione a termine: - caratteristiche costruttive e tipologiche degli alloggi - superfici dell'intervento - determinazione delle componenti del costo iniziale di realizzazione dell'alloggio (CIRA) e del - costo iniziale complessivo di realizzazione dell'alloggio (CICRA) - canone di locazione degli alloggi e revisione periodica - modalità di trasferimento della proprietà dell'intero immobile - modalità di trasformazione del titolo di godimento dei singoli alloggi - vincoli e requisiti soggettivi - durata della convenzione - controlli e sanzioni 3. LO STATO D ATTUAZIONE NEL COMUNE DI FORLÌ 3.1 LA PROGRAMMAZIONE DI EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA E DI EDILIZIA CONVENZIONATA NELLA PIANIFICAZIONE URBANISTICA VIGENTE Con il precedente P.R.G. (Piano Regolatore Generale) approvato nel 2003 e il relativo P.P.A. (Programma pluriennale di attuazione) fu individuata la quota di Edilizia Residenziale Pubblica (ERP) e di Edilizia Abitativa Convenzionata prevista dalla Legge n.167/1962 (minimo 40% del fabbisogno edilizio residenziale). In particolare il 6 Programma Pluriennale di Attuazione (PPA) della Variante Generale (PRG/2003) approvato con deliberazione consiliare n. 175 del 01/12/2003 ed il successivo 1 aggiornamento del 31/01/2005 indicavano in alloggi il fabbisogno abitativo primario, e conseguentemente in alloggi (pari al 40% del fabbisogno primario) la quota necessaria a soddisfare le esigenze di ERP e di edilizia abitativa convenzionata. Tale quota fu ripartita all interno dei numerosi comparti residenziali di nuova previsione (ADU, PI, ADF, ZNI, PUA) e di riqualificazione urbana (RU, AC) introdotti dallo stesso PRG In generale per ogni comparto urbanistico interamente residenziale (o con quote di residenza) fu stabilita una quota di ERP/Edilizia convenzionata pari al 20% della capacità insediativa residenziale prevista, applicando il parametro di mq. 70,00 di Sc. per alloggio, ad eccezione dei seguenti casi: - per i comparti con Superficie complessiva (Sc) inferiore a mq , in quanto maturano meno di 4 alloggi, per i quali è prevista l esclusione dall obbligo della quota di ERP e di edilizia convenzionata, essendo di difficile applicazione e gestione. - alcuni comparti di proprietà pubblica (Comune, Provincia e AUSL) per i quali venne prevista una quota superiore al 20%, inteso come coerente impegno delle pubbliche amministrazioni per un forte contributo e sostegno alla politica della casa (ad es. ZNIm27, ZNIb56, ZNIb80, ZNIm49, ZNIb58d). L attuale P.O.C. (Piano Operativo Comunale), in materia di ERP recepisce integralmente quanto previsto dal PRG 2003 e dal relativo PPA in vigore all atto della Variante di adeguamento Il POC vigente, approvato nel dicembre 2008 prevede pertanto 1601 alloggi (fra ERP e edilizia convenzionata) in parte già realizzati o in corso di realizzazione. 7

10 Se dai 1601 alloggi di ERP-Edilizia convenzionata, previsti prima dal PPA e oggi dal POC, detraiamo la quota di aloggi previsti in zona C1 (vecchio PRG 88) e in zona A e B relativi ad interventi diretti (dato questo suscettibile di variazione in quanto trattasi di interventi di convenzionamento volontario), all interno dei comparti ADU, PI, ADF, AC, ZNI, RU, PUA resta una previsione di 1197 alloggi corrispondenti a mq. di S.c. (Superficie complessiva). In una recente rilevazione effettuata a maggio 2013 (a partire da dati forniti dall Unità Gestione Strumenti Attuativi e dall Unità Riqualificazione Urbana) risultavano in fase di attuazione (in quanto ricompresi nell ambito di PUA approvati) mq. di Sc (per alcuni interventi trattasi di SUL) di ERP/edilizia convenzionata, per un totale di 607 alloggi. Detraendo alloggi e relative superfici relativi ad interventi pubblici (40 alloggi nell ex Mangelli e 40 alloggi nel PRU 1) abbiamo nell ambito dei comparti soggetti a P.U.A. una superficie approvata di mq. di edilizia convenzionata corrispondente a circa 527 alloggi. Ad oggi sono stati realizzati o sono in realizzazione 432 alloggi di edilizia convenzionata. Si tenga conto che rispetto al numero di alloggi previsto in sede di P.U.A., a volte capita che al momento della realizzazione a parità di superficie vengano ricavati un maggior numero di alloggi di dimensione inferiore a quella inizialmente determinata. Questi alloggi (da costruirsi nel rispetto di alcuni requisiti obbligatori di bioedilizia) sono cioè destinati alla vendita (o alla locazione) ad un prezzo stabilito in convenzione con il Comune, che mediamente è inferiore di circa il 15% rispetto al prezzo di alloggi analoghi non convenzionati. Questo tipo di alloggi di edilizia convenzionata è, comunque, destinato ad una fascia di cittadini che dispongono delle risorse finanziarie necessarie per acquistarlo o che possono sostenere un mutuo. Per l acquisto di questi alloggi, infatti, non è prevista alcuna agevolazione, intesa come finanziamento pubblico che abbatta il costo dell immobile o gli interessi del mutuo. L agevolazione consiste esclusivamente nella riduzione (circa 15%) del prezzo di cessione, fissato nella convenzione con il Comune. Se si escludono i sempre più rari interventi di nuova costruzione di alloggi ERP da parte del Comune (causa la carenza di risorse comunali e la sempre più scarsa e rara disponibilità di contributi statali e regionali), questi alloggi convenzionati sono quasi l unica risposta in termini di agevolazione all acquisto o all affitto della casa. Si tenga tuttavia presente che l affitto convenzionato, seppur contemplato dal medesimo schema di medesima convenzione-tipo comunale, non viene mai praticato, in quanto gli operatori nella quasi totalità optano per la vendita. Da questa tipologia di alloggi restano perciò esclusi tutti coloro che non hanno sufficiente reddito per l acquisto o per l affitto a prezzo convenzionato e che non rientrano nei criteri per l assegnazione delle case popolari. 3.1 LE POLITICHE ABITATIVE PER LA CASA IN ATTO NEL COMUNE DI FORLÌ Posta tale premessa, è necessario illustrare la situazione attuale, relativa alla domanda di alloggi a canone sociale, a canone calmierato o di contributi per l affitto, da parte di soggetti a basso reddito, come risultante dai più recenti bandi comunali. In base ai dati forniti dal Servizio Welfare, gli strumenti attinenti le politiche abitative in atto nel Comune di Forlì e gestiti direttamente dall'amministrazione comunale riguardano le seguenti tipologie: - Edilizia Residenziale Pubblica (Case popolari) in locazione a canone sociale - Edilizia Residenziale Pubblica in locazione a canone calmierato - Agenzia per gli affitti - Contributi per l affitto a sostegno delle locazioni private (Fondo Regionale e Comunale) Per completezza del quadro di riferimento si evidenzia come alcune soluzioni abitative dedicate a lavoratori provenienti da altre parti del Paese sono gestite dal 2002 tramite la società partecipata Società per l'affitto (società a responsabilità limitata consortile). Ad oggi la citata società gestisce circa n. 80 alloggi. 8

11 Edilizia residenziale pubblica a canone sociale (Case popolari) Nelle assegnazioni di alloggi di edilizia residenziale pubblica il canone di locazione è stabilito sulla base del reddito annuale ISEE (D.Lgs. 130/2000) percepito dal nucleo assegnatario. L ultimo bando per l assegnazione di case popolari (ERP) si è concluso nel settembre Recentemente è stato aperto il nuovo generale con possibilità di presentare fino al 31 ottobre 2013 le domande che comporranno la nuova graduatoria ERP. In esito al bando generale ERP del 2009 sono state ammesse ed inserite in graduatoria n. 898 domande. Il bando, che ha valenza quadriennale è pertanto chiuso e conserva validità fino all'approvazione definitiva della nuova graduatoria. Ad oggi le famiglie già assegnatarie di un alloggio popolare (a canone sociale) sono 1468, a fronte di una disponibilità totale di circa 1600 alloggi. Sulla parte restante (circa 160 alloggi) sono in corso interventi di manutenzione e di risanamento funzionali a ripristinare le condizioni richieste di abitabilità. Annualmente si liberano ordinariamente circa una media di 70 appartamenti (per decreti, ingiunzioni di sfratto, migrazioni) i quali, una volta ripristinati, sono disponibili per nuove assegnazioni. I dati riferiti all ultimo triennio sono i seguenti: Anno 2010: n. 58 nuove assegnazioni Anno 2011: n. 38 nuove assegnazioni Anno 2012: n. 67 nuove assegnazioni, di cui 35 assegnazioni di alloggi di nuova realizzazione ubicati in Via Federico Fellini. Si evidenzia che il numero degli alloggi di nuova costruzione, che va da 20 a 40 alloggi l anno, è destinato quasi ad azzerarsi in pochi anni, in quanto non sono stati finanziati dallo Stato o dalla Regione nuovi interventi di Edilizia Residenziale Pubblica nel Comune di Forlì, e si stanno ora ultimando le realizzazioni degli ultimi interventi (20 alloggi nel lotto 15 del comparto Ex Mangelli e 12 alloggi in via Alferello). Dai dati emerge la necessità di provvedere al reperimento di aree e risorse finanziarie per nuovi interventi di ERP (case popolari) che consentano negli anni a venire di mantenere un minimo numero/anno di nuovi alloggi disponibili. Le famiglie ammesse in graduatoria ERP hanno una composizione media di 2,91 persone. Rispetto al passato si rileva una consistente presenza di famiglie con 3,4 o 5 componenti rispetto ai nuclei familiari con 1 o 2 componenti. Questo comporta anche una riflessione sulla dimensione degli alloggi da realizzare. Edilizia residenziale pubblica a canone calmierato Si tratta di alloggi sempre di proprietà comunale, messi a disposizione delle famiglie con reddito annuo minimo, pari a I.S.E.E. o a per nuclei con più di 5 componenti. L affitto a canone calmierato consente di dare risposta a giovani coppie, ad anziani e a quelle famiglie che, pur contando su un reddito, magari unico, non rientrano nei parametri accedere alle graduatorie per le case popolari, ma neppure riescono a permettersi i prezzi delle locazioni del mercato privato. Ad oggi il Comune ha in proprietà n. 20 alloggi di questo tipo a Villafranca; n. 10 alloggi in Via Cervese n. 223 e n. 8 alloggi in Via del Bosco n. 24, mentre 26 nuovi allogggi sono stati realizzati dalla Società Postelegrafonica nel PRU 1; altri arriveranno, seppur in ritardo, con il completamento di interventi connessi al Bando alloggi per l affitto (8 alloggi a Pieveacquedotto entro fine 2013) ed ai Contratti di Quartiere II (28 alloggi in via Pelacano nell area ex Autoparco comunale completamento previsto per giugno 2016). Con riferimento alle assegnazioni di alloggi a canone calmierato queste avvengono in base a graduatorie tipologiche (cioè sin dall'origine distinte in funzione delle caratteristiche sociali dei richiedenti, es. nuclei monogenitoriali; giovane coppia; ecc. redatte in base ad un bando aperto con aggiornamenti semestrali. Il canone di locazione in questo caso concertato - è calcolato non in funzione del reddito bensì in base alle caratteristiche strutturali dell'alloggio, ai sensi della normativa di riferimento (Legge n. 431/1998 art. 2, comma 3 Contratto concertato) Il bando è stato aperto il 14 febbraio La prima graduatoria è stata chiusa al 14 maggio 2011 con n. 120 domande ammesse. La seconda graduatoria è stata chiusa il 31 dicembre 2011 con n. 205 domande ammesse. La terza graduatoria è stata chiusa il 31 dicembre 2012 con n. 267 domande ammesse. 9

12 Agenzia per gli affitti Si tratta di alloggi in gran parte di proprietà comunale, che sono messi a disposizione per risolvere situazioni problematiche legate a situazioni straordinarie di emergenza abitativa. Sono rivolti ai casi di massima vulnerabilità sociale. Gli alloggi sono assegnati a rotazione, non sulla base di una graduatoria, ma su segnalazione dell assistente sociale di riferimento, che stabilisce anche il canone d affitto. I dati riferiti all ultimo triennio sono i seguenti: Anno 2010: n. 67 alloggi e n 21 nuove assegnazioni Anno 2011: n. 67 alloggi e n 7 nuove assegnazioni Anno 2012: n. 57 alloggi e n 8 nuove assegnazioni Contributi per l affitto a sostegno delle locazioni private (fondo regionale e comunale) Si tratta di un fondo costituito da complessivi , di cui erogati dal Comune e dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì) ed da fondi regionali e statali. Si segnala che i contributi regionali e statali sono stati erogati solo fino al Il contributo per l affitto è erogato per l'anno 2012 a famiglie residenti nel Comune di Forlì che sono attualmente in affitto presso privati con contratti a canone di mercato. La domanda è istruita dall'assistente Sociale referente del caso e valutata da un'apposita commissione istituita presso il Servizio Politiche di Welfare. Con riferimento ai dati relativi all'ultimo bando pubblico emanato nell'anno 2011 e funzionale all'erogazione di contributo per l'affitto a Forlì emerge che il canone di locazoine annuale medio (dati Servizio Welfare) risultante dalle domande è di 4.831,36 euro, con un canone mensile medio di 447,28 euro. Il reddito IRPEF medio dei nuclei familiari risulta di ,37, mentre il reddito ISEE (Indicatore situazione economica equivalente) medio è pari a 5.503,59 euro. Se si tiene conto che la soglia di povertà assoluta corrisponde ad un livello ISEE di 6.500,00 euro si capisce che quasi tutti i nuclei familiari che hanno fatto domanda sono sotto questa soglia. Il contributo medio che concesso fu pari a 50,56 euro/mese per un totale di 606,76 euro/anno. Circa un terzo dei richiedenti sono famiglie con figli a carico, circa un sesto sono nuclei familiari over 65 anni con presenza significativa di disabili. 4. LE OPPORTUNITÀ INNOVATIVE INTRODOTTE DALLA LR N. 6/2009 I dati sin qui esposti, che potranno ulteriormente aggravarsi in relazione al perdurare della crisi economica, dimostrano che la risposta del POC vigente alla richiesta di alloggi per nuclei a basso reddito, basata esclusivamente su edilizia convenzionata destinata principalmente alla vendita, è solo uno dei tipi di risposta (per ora il più consistente) alle necessità abitative delle numerose famiglie con differenti capacità di spesa. Sarebbe invece necessario coinvolgere maggiormente i soggetti privati nell edilizia a canone calmierato. L obiettivo deve essere quindi quello di diversificare maggiormente la tipologia di interventi pubblici e privati per potere dare una risposta alle varie fasce di bisogno abitativo (composte da utenti con capacità di spesa molto differente). Indubbiamente uno dei problemi principali per l edilizia agevolata e sovvenzionata è il costo dei terreni, che un tempo veniva calmierato mediante l esproprio a metà del valore venale (nell ambito dei P.E.E.P.), cosa oggi non più possibile, in quanto la legislazione vigente prevede l esproprio sulla base del valore di mercato. Per ovviare all attuale stallo di risorse, a fronte di aree di proprietà comunale sempre più scarse (e spesso posizionate in zone non idonee per concorrere a bandi pubblici per l assegnazione di contributi) a livello nazionale la L. 244 del 24 dicembre 2007 Art. 1 c. 258 e 259 introduce disposizioni dal carattere innovativo, consentendo ai comuni di condizionare le trasformazioni, in ambiti preventivamente individuati, a favore di impegni per la realizzazione di Edilizia Sociale da parte delle proprietà, in una logica contrattuale, che sostanzialmente conferma il concetto di edilizia residenziale sociale come nuovo standard urbanistico. A livello regionale è stata promulgata la L.R. 6/2009, che, introduce, come già avvenuto in altre Regioni ad integrazione della disciplina della Legge quadro urbanistica regionale, parti sostanziali sulle politiche di Edilizia 10

13 Residenziale Sociale, affermando il principio che gli operatori sono chiamati a concorrere alla realizzazione di una quota di abitazioni per ERS: - per i nuovi insediamenti residenziali, con la cessione del 20% delle aree di intervento (del 10% per i Comuni montani con meno di 5000 abitanti) - per i nuovi insediamenti produttivi e per interventi di riqualificazione, con un contributo definito in forma negoziale (art. 18) I nuovi articoli in materia, introdotti nel corpus della Legge n. 20/2000, aldilà delle politiche di qualità urbana ed equità sociale individuate quali contenuti e obiettivi programmatici del PSC, sono in particolare tre: - Art. 7bis Concorso alla realizzazione delle politiche di Edilizia Residenziale Pubblica - Art. A-6bis Scelte strategiche per lo sviluppo delle politiche pubbliche per la casa - Art. A-6ter Misure per l attuazione degli interventi di Edilizia Residenziale Sociale. Tuttavia, posti i principi e le modalità attuative stabilite nel testo di legge, la L.R. 6/09 individua delle misure transitorie in relazione all entrata in vigore di tali obblighi. Stabilisce infatti al comma 4 dell art. 64 Norme transitorie della LR 6/2009 testualmente che gli art. A6bis e A6ter dell allegato alla Legge Regionale n. 20 del 2000 introdotti dall art. 46 della presente legge, non trovano applicazione per i PSC adottati in data antecedente all entrata in vigore della presente legge e per i relativi strumenti attuativi. E dunque evidente che un interpretazione letterale della norma transitoria potrebbe consentire al Comune di non tenere conto del nuovo dettato legislativo. Peraltro, stante lo stato di attuazione della pianificazione residenziale attuale, derivante dal PRG 2003, adeguato alla L.R. 20/2000, non appare semplice potere intervenire mutando il quadro delle regole di riferimento ora vigenti, sino alla ridefinizione del nuovo P.S.C., in quanto restano ancora molti comparti urbanistici da attuare, mentre altri sono in corso di attuazione, e si inoltre in assenza di un Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) aggiornato alla tematica, in termini di politiche sulla casa, alla pianificazione comunale. Resta sempre ferma la possibilità di implementare la programmazione di edilizia residenziale pubblica (ERP) e di edilizia sovvenzionata e convenzionata attraverso accordi negoziali, ovvero con specifiche Varianti al P.O.C. e/o con PUA in variante al POC, su proposta di accordo con i privati ai sensi dell art. 18 della L.R. n. 20/2000 o mediante Accordi di programma in Variante alla pianificazione, ai sensi dell art. 40 della medesima legge, per negoziare con i soggetti attuatori nuove previsioni più rispondenti alle necessità del Comune in tema di politiche abitative per soggetti a basso reddito. Sin d ora si ritiene che le nuove previsioni di ERS, nello spirito di riduzione del consumo di suolo già presente nella L.R. 20/2000 e ora rafforzato dalla L.R. 6/2009, dovranno principalmente essere localizzate all interno delle previsioni insediative già conformate nel POC vigente. 5. LA PROPOSTA NORMATIVA NEL POC Nell ambito della presente revisione del POC, alla luce delle esigenze che si manifestano sul territorio comunale e che sono state illustrate ai paragrafi precedenti, si sono individuati due obiettivi prioritari, ai fini di contribuire al fabbisogno di alloggi ERS proveniente dal territorio comunale in coerenza con l art. A6ter della L.R. 20/00 e con i principi di coesione solidarietà sociale da essa affermati: a) Costituzione di un serbatoio di aree idonee all edificazione di ERP/ERS Tale primo obiettivo riguarda la possibilità di acquisire, scaglionati nel tempo, lotti di taglio di modesta entità, capillarmente diffusi sul territorio, all interno dei comparti attuativi oggi ancora da realizzare. Tali aree sono acquisite mediante cessione gratuita dei suoli originariamente destinati a standard di verde pubblico, in eccedenza rispetto al minimo di legge. Ai sensi del 5 comma dell art. A-6 ter della LR 20/2000 il POC riconosce quindi alle aree oggetto di cessione una propria capacità edificatoria, la quale può essere utilizzata nei seguenti modi: 11

14 - dal Comune direttamente, con risorse proprie o con trasferimenti di risorse regionali o statali, o con altre forme di finanziamento (es. finanza di progetto), - mediante conferimento da parte del Comune delle aree in diritto di superficie a ACER per le modalità di intervento previste dalla L.R. n. 24 del 2001; - mediante realizzazione di altre tipologie di interventi di edilizia residenziale sociale da parte di operatori privati, conferendo agli stessi, in diritto di superficie, le aree acquisite (ai sensi dell ottavo comma dell art. A-6 ter LR 20/2000), secondo criteri di concorrenzialità e trasparenza, di cui alla LR 8 agosto 2001, n. 24 Disciplina generale dell intervento pubblico nel settore abitativo ed attraverso la stipula di apposita convenzione. All interno della convenzione saranno indicate modalità, tempistiche e garanzie per una corretta attuazione delle quote di ERS, in un ottica che garantisca il soddisfacimento del fabbisogno di alloggi a costo convenzionato, contemperando all unisono la sostenibilità complessiva e la pluralità di offerta. b) Incentivazione del concorso degli operatori privati nella realizzazione di interventi di ERS Il secondo obiettivo prevede - nei casi non sostenuti da finanziamento pubblico di incentivare gli operatori nella realizzazione di ERS, attraverso il ricorso a premialità progressive in termini di superficie complessiva, fondiaria, nuove funzioni, estensione delle possibilità di recupero e riqualificazione, attualmente ammesse dal piano. L obiettivo prioritario è quello di garantire mediante il concorso degli operatori privati - le stesse caratteristiche in termini economici di un intervento finanziato, fermo restando il costo delle aree, che si ritiene una componente invariante. Tale possibilità, inserita in termini generali nelle norme di POC all art. 7, è condizionata all attivazione, successivamente all approvazione dl POC, di procedure negoziali di evidenza pubblica, in cui saranno fissati i criteri di partecipazione, le modalità di attuazione e conferimento degli alloggi agli aventi i requisiti, l articolazione delle tipologie di ERS ed in particolare i parametri economici di riferimento sui costi delle aree e delle valorizzazioni ammessibili su proposta del soggetto attuatore, ai fini di garantire equità e trasparenza agli operatori nell ambito della procedura negoziale. L avvio della fase negoziale, che corrisponde all indizione dell avviso pubblico, deve essere preceduto dalla scelta degli ambiti di intervento e dallo studio delle tipologie di ERS per le quali è documentato un più sensibile fabbisogno. Tale scelta va condotta partendo dall analisi del fabbisogno di ERS in un arco temporale di riferimento di breve/medio periodo, in relazione all efficacia delle politiche abitative complessive dell Amministrazione Comunale (domande alloggi ERP, agenzia per l affitto, fondo sociale per l affitto ecc.) e in relazione all andamento del libero mercato, con particolare riferimento ai valori degli affitti e agli alloggi sfitti. Nella scelta degli ambiti dovrà essere altresì considerato il contesto urbano di riferimento, con attenzione alle caratteristiche delle zone omogenee territoriali, all entità stessa dell intervento ed alla esistenza o previsione di adeguate dotazioni territoriali. Tale analisi, che consentirà dunque di localizzare le zone urbanistiche ove acquisire le aree idonee, potrebbe condurre alla necessità di privilegiare determinate tipologie di alloggi rispetto ad altre, ovvero di integrarle fra loro, determinandone anche il costo convenzionale, nonché l importo massimo del canone di locazione, per il soddisfacimento del fabbisogno mediante una pluralità di offerta. Conclusioni sulla proposta del POC Dall illustrazione fin qui condotta si desume che una prima risposta, seppure solo parziale, al fabbisogno in essere, sarà fornita a POC approvato dalla cessione gratuita delle aree, originariamente destinate a standard di verde pubblico, in esubero rispetto al minimo di legge (vadasi precedente lett.b). Quote maggiori, sia in termini di aree che di superfici potranno essere reperite negli ambiti soggetti ad accordi con i privati, ai sensi dell art. 18 della LR 20/2000 (lett.a). Nelle more dell approvazione della successiva regolamentazione e della definizione degli accordi negoziali, in virtù della modalità di acquisizione di cui alla lett. a), si potrà comunque avviare in ragione della progressiva attuazione dei comparti confermati - la graduale formazione di un patrimonio di aree idonee all edificazione di 12

15 ERP/ERS, già a partire dalla data di approvazione del POC medesimo e dei relativi comparti attuativi per i quali è confermata la validità nel prossimo quinquennio. La nuova norma introdotta nel POC (Disciplina di attuazione delle previsioni) prevede che i comparti residenziali o prevalentemente residenziali confermati nel POC da attuare che presentino un esubero di aree a verde pubblico [V] e Af3 superiore alla soglia di mq 3.500, concorrano alla realizzazione di una quota di Sc per ERS, fermo restando che la quantità di Sc attribuita - compresa da un minimo di 450 a un massimo di 550 mq. su lotto standard di mq dovrà essere utilizzata per la realizzazione di edifici di 6/8 alloggi. Nella scelta dei comparti sono stati presi in considerazione il verde pubblico Af3, nonchè alcuni spazi a destinazione privata di uso pubblico, quali le piazze private indicate nelle Tavole AT di dettaglio del POC vigente, laddove da un analisi del contesto si è ritenuto opportuno rivedere tali previsioni, in ragione delle interferenze nella fruizione e custodia di tali spazi, posti in contiguità con i lotti fondiari privati, in particolare in orario notturno. Sono inoltre esclusi i comparti in cui la presenza di vincoli di inedificabilità, quali fasce di rispetto cimiteriale e stradale, sostanzialmente vincolano l utilizzo degli spazi a verde limitando la distribuzione insediativa e di conseguenza la creazione di un nuovo lotto. Resta fermo che questa modalità di reperimento di dotazione territoriale aggiuntiva per ERS sarà applicata anche ai comparti residenziali esterni alla città compatta - e quindi esclusi in prima istanza dal POC nel caso in cui i relativi proprietari, in fase di deposito della proposta di variante adottata, si accordino per presentare osservazione per il reinserimento del comparto (o di un suo stralcio funzionale) nel nuovo POC. La seguente tabella indica le aree acquisibili (in termini di Superficie Fondiaria e relativa Sc) all interno dei comparti inattuati a carattere prevalentemente residenziale, per i quali non risulti presentata istanza di attuazione alla data di adozione del POC. ADU 11 comparto a AMBITI S T dato Scheda POC mq Verde Pubblico [V] Dotazione minima mq Dotazione in Esubero mq VIA SEGANTI ADU 13 VIA ZANGHERI ZNI(b) 6 BARISANO EST ZNI(m) 18a ROMITI CENTRO ZNI(b) 30 CORIANO NORD ZNI(b) 38a QUATTRO Superficie Fondiaria ERS mq In relazione alla riduzione complessiva di standard di Verde Pubblico (VP), che la norma inevitabilmente comporta, si dà atto che il PRG 2003 prevedeva l obbligo di reperimento di circa mq complessivi di Verde Pubblico, oltre alle altre tipologie di standard di legge. Tale quantità, in forte esubero, risultava verificata non solo rispetto all ipotesi demografica di popolazione nel decennio di validità del piano (2013), ma anche rispetto ad un dato teorico della popolazione, basato su 0,75 abitanti per vano, considerando i vani esistenti al censimento 1971, i vani aggiunti del PRG 1988 e, per la nuova capacità insediativa del piano, una media di n. 4 vani/alloggio convenzionale. Tale modalità di verifica del bilancio degli standards complessivi era indicata dalla previgente legge urbanistica regionale (LR n. 47/78) ed era finalizzata a dimostrare che, anche in caso di crescita della popolazione non accompagnata da parallela crescita di previsioni insediative, lo strumento sarebbe comunque in grado di soddisfare in termini di attrezzature e spazi collettivi un ipotesi di crescita demografica meramente teorica fino a abitanti. La LR 20/2000 oggi affida al POC la definizione delle dotazioni territoriali da realizzare o riqualificare e delle relative aree. Pertanto oggi, con riferimento al quinquennio di validità del POC, per il quale si stima una crescita della popolazione pari a abitanti al 2018, le quantità di standard complessive, per tipologia, sono le seguenti: 13

16 RIEPILOGO AREE STANDARD Istruzione mq Attrezzature di interesse comune mq Spazi pubblici attrezzati a parco, per il gioco e lo sport mq Parcheggi pubblici mq TOTALE AREE STANDARD mq In ultimo si segnala che con una recente variante urbanistica è stata introdotta la facoltà di monetizzazione all interno dei comparti ancora da attuare - del verde pubblico in esubero rispetto al minimo di legge (riportata all art. 12 bis delle Norme di POC) che comporta una parziale riduzione di tale tipologia di standard. Tuttavia, poiché il ricorso alla facoltà di monetizzazione è stato, ad oggi, utilizzato in percentuale molto ridotta, il bilancio dello standard di Verde pubblico risulta ancora in forte eccedenza. In conclusione, sia considerando il trend delle acquisizioni di verde da parte dei privati, sia considerando le nuove previsioni di cessione di aree per lotti ERS, si dà atto che l attuale dotazione complessiva di verde prevista nel POC 2013 è pienamente sufficiente a garantire il mantenimento della soglia minimale normativamente prevista, posto comunque che, in fase di attuazione, si provvederà a monitorare periodicamente il dato, ai fini di garantire sempre e comunque che la dotazione complessiva non scenda al di sotto della dotazione minima di legge, ipotesi di fatto non attuabile. La seguente tabella mostra in dettaglio la provenienza della dotazione di verde pubblico (aree esistenti e comparti). SPAZI PUBBLICI ATTREZZATI A PARCO, PER IL GIOCO E LO SPORT Aree esistenti disciplinate dal RUE mq Aree di previsione comprese all'interno dei comparti ADU - PI - ADF - AC - PA - PTA - H - ZNI disciplinate dal RUE mq Totale Spazi pubblici attrezzati a parco, per il gioco e lo sport disciplinati dal RUE mq Aree di previsione disciplinate dal POC mq Aree di previsione comprese all'interno dei comparti ADU - PI - ADF - AC - PA - PTA - H - ZNI disciplinate dal POC mq Totale Spazi pubblici attrezzati a parco, per il gioco e lo sport disciplinati dal POC mq TOTALE SPAZI PUBBLICI ATTREZZATI A PARCO, PER IL GIOCO E LO SPORT mq Dalla seguente tabella, che riporta la quantità effettiva di Verde pubblico attrezzato a parco, gioco e sport in rapporto alla previsione di popolazione al 2018, si evince l effettivo sovradimensionamento della dotazione: SPAZI PUBBLICI ATTREZZATI A PARCO, PER IL GIOCO E LO SPORT POC 2013 DOTAZIONE MINIMA DOTAZIONE IN ESUBERO VP totale Ab teorici VP /Ab VP/Ab VP totale VP /ab VP totale a b a / b = c d b x d = e c - d a - e mq unità mq mq mq mq mq In ultimo, per una migliore comprensione della portata della modifica introdotta in tema di ERS, si riporta il testo delle Norme di POC modificate: 14

17 Art. 7 - Definizione e modalità attuative generali degli strumenti urbanistici attuativi ( ) 5. Le previsioni urbanistiche soggette a PUA e/o a Progetto Unitario sono regolate da una specifica Disciplina di Attuazione delle Previsioni che si compone dei seguenti elaborati: a) Schede di sintesi b) Schema di convenzione tipo per interventi di edilizia convenzionata (L.R. 31/2002) c) Schede analitiche d) Tavole di Invarianza idraulica. 6. L attuazione degli interventi di Edilizia Residenziale Pubblica (ERP) e di edilizia abitativa convenzionata, in misura non inferiore al minimo del 40% (previsto dalla Legge n.167/1962) del fabbisogno abitativo considerato dallo Strumento Urbanistico Generale, avviene nelle misure e alle condizioni previste negli allegati alle norme di POC (attuazione delle previsioni): nell ambito delle zone A e B; in ciascun Ambito di Trasformazione e Zona di Nuovo Insediamento, in misura non inferiore al 20% della capacità insediativa prevista per ciascun ambito e zona, salvo i casi in cui, con deliberazione del Consiglio Comunale da assumere in sede di approvazione della convenzione relativa al progetto unitario o al piano attuativo relativi alle suddette zone, tale percentuale venga ridotta od esclusa per un singolo comparto o zona, sulla base delle scelte di programmazione di cui all'art bis. Ulteriori interventi di Edilizia Residenziale Sociale (ERS) sono previsti all interno dei comparti a carattere prevalentemente residenziale, oggetto di istanza successiva alla data di adozione del POC 2013 ( ) aventi un eccedenza di aree a standard [V] e Af3, rispetto alla dotazione minimale di piano, individuati nelle Schede di Sintesi. L attuazione di tali comparti è pertanto subordinata alla cessione al Comune di una quota di superficie fondiaria ricompresa entro tale eccedenza - indicativamente pari a mq preventivamente dotata di urbanizzazione primaria, per la realizzazione di interventi di ERS organizzati in edifici di 6/8 alloggi, con Sc compresa tra 450 a 550 mq. per lotto (computata sulla base di un indice di utilizzazione fondiaria aggiuntivo non superiore a 0,50 mq/mq). Tali lotti - che costituiscono per legge una dotazione territoriale aggiuntiva - sono utilizzati direttamente dal Comune per la realizzazione prioritaria di alloggi in locazione permanente ovvero per altri interventi di ERS, anche con il concorso di operatori privati, cui sono conferite le aree in diritto di superficie, ai sensi dell art. A6- ter comma 8 della LR n. 20/

DL 112 del 25 giugno 2008 Convertito con modificazione dalla. L. 133 del 6 agosto 2008

DL 112 del 25 giugno 2008 Convertito con modificazione dalla. L. 133 del 6 agosto 2008 DL 112 del 25 giugno 2008 Convertito con modificazione dalla L. 133 del 6 agosto 2008 (G.U. n. 195 del 21/8/08) Capo IV Casa e infrastrutture Art. 11. Piano Casa 1. Al fine di garantire su tutto il territorio

Dettagli

La legislazione regionale in tema di fondi immobiliari per l edilizia privata sociale

La legislazione regionale in tema di fondi immobiliari per l edilizia privata sociale La legislazione regionale in tema di fondi immobiliari per l edilizia privata sociale Le iniziative della Regione Emilia- Romagna per l housing sociale Bologna 15 novembre 2012 Caterina Brancaleoni Nucleo

Dettagli

integrazione delle politiche urbane con le politiche di welfare; la programmazione come base irrinunciabile della pianificazione;

integrazione delle politiche urbane con le politiche di welfare; la programmazione come base irrinunciabile della pianificazione; ALLEGATO G Indirizzi per l applicazione del titolo V della l.r. 38/07 e s.m.i.. 1. Premesse: principi informatori. La legge regionale 38/07 e s.m.i. è ispirata ad alcuni principi generali che rinnovano

Dettagli

AVVISO DI LOCAZIONE. FONDAZIONE CASA AMICA i n c o l l a b o r a z i o n e c o n COMUNE DI BERGAMO

AVVISO DI LOCAZIONE. FONDAZIONE CASA AMICA i n c o l l a b o r a z i o n e c o n COMUNE DI BERGAMO AVVISO DI LOCAZIONE FONDAZIONE CASA AMICA i n c o l l a b o r a z i o n e c o n COMUNE DI BERGAMO RACCOLTA DELLE DOMANDE PER LA LOCAZIONE DI N. 10 UNITA ABITATIVE (BILOCALI) DI NUOVA COSTRUZIONE O CHE

Dettagli

COMUNE DI SANTO STEFANO LODIGIANO Provincia di Lodi RELAZIONE TECNICA

COMUNE DI SANTO STEFANO LODIGIANO Provincia di Lodi RELAZIONE TECNICA COMUNE DI SANTO STEFANO LODIGIANO Provincia di Lodi RELAZIONE TECNICA D AGGIORNAMENTO DEGLI ONERI D URBANIZZAZIONE, VALORI MINIMI E CRITERI PER LA MONETIZZAZIONE DEGLI STANDARD IL RESPONSABILE DEL SERVIZIO

Dettagli

LA GIUNTA REGIONALE DELIBERA

LA GIUNTA REGIONALE DELIBERA Supplemento ordinario n. 1 al «Bollettino Ufficiale» - Serie Generale - n. 42 del 3 settembre 2014 11 DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE 4 agosto 2014, n. 1038. L.R. 28 novembre 2003, n. 23 e succ. mod.

Dettagli

Il servizio pubblico alla casa e la determinazione dei livelli minimi

Il servizio pubblico alla casa e la determinazione dei livelli minimi Paolo Urbani Ordinario di Diritto Amministrativo Convegno nazionale DS Roma 13 marzo 2006 Le politiche abitative. Una grande priorità Le politiche abitative per le fascie più deboli: le nuove modalità

Dettagli

PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO

PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO Reg.delib.n. 400 Prot. n. VERBALE DI DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA PROVINCIALE O G G E T T O: Promozione del progetto per la costituzione del Fondo di Housing Sociale Trentino

Dettagli

Allegato A alla delibera C.C. n. 3 del 12.02.2016 LINEE DI INDIRIZZO PER IL PIANO COMUNALE DI EDILIZIA ABITATIVA

Allegato A alla delibera C.C. n. 3 del 12.02.2016 LINEE DI INDIRIZZO PER IL PIANO COMUNALE DI EDILIZIA ABITATIVA Allegato A alla delibera C.C. n. 3 del 12.02.2016 LINEE DI INDIRIZZO PER IL PIANO COMUNALE DI EDILIZIA ABITATIVA SOMMARIO Premesse:... 2 I fattori di contesto... 2 Gli immobili facenti parte del patrimonio

Dettagli

DISCIPLINA URBANISTICA ED EDILIZIA INTEGRATIVA PER L ATTUAZIONE DEGLI INTERVENTI

DISCIPLINA URBANISTICA ED EDILIZIA INTEGRATIVA PER L ATTUAZIONE DEGLI INTERVENTI Comune di Cisano B.sco Piano dei Servizi Disciplina degli interventi COMUNE DI CISANO BERGAMASCO DISCIPLINA DEL PIANO DEI SERVIZI DISCIPLINA URBANISTICA ED EDILIZIA INTEGRATIVA PER L ATTUAZIONE DEGLI INTERVENTI

Dettagli

LEGGE REGIONALE N. 3 DEL 1-02-1977 REGIONE PUGLIA

LEGGE REGIONALE N. 3 DEL 1-02-1977 REGIONE PUGLIA Legge 1977003 Pagina 1 di 9 LEGGE REGIONALE N. 3 DEL 1-02-1977 REGIONE PUGLIA

Dettagli

LEGGE REGIONALE N. 22 DEL 4-07-1986 REGIONE LOMBARDIA. Promozione dei programmi integrati di recupero del patrimonio edilizio esistente

LEGGE REGIONALE N. 22 DEL 4-07-1986 REGIONE LOMBARDIA. Promozione dei programmi integrati di recupero del patrimonio edilizio esistente Legge 1986022 Pagina 1 di 5 LEGGE REGIONALE N. 22 DEL 4-07-1986 REGIONE LOMBARDIA Promozione dei programmi integrati di recupero del patrimonio edilizio esistente Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE

Dettagli

PUC3 COMUNE DI PARRANO. Programmi Integrati di Sviluppo Urbano PUC3

PUC3 COMUNE DI PARRANO. Programmi Integrati di Sviluppo Urbano PUC3 PUC3 COMUNE DI PARRANO Programmi Integrati di Sviluppo Urbano PUC3 Interventi per la rivitalizzazione e rifunzionalizzazione delle aree urbane e dei centri storici Riqualificazione dell insediato storico

Dettagli

tabella A 640 per le destinazioni residenziali e in 275 per quelle non residenziali. mediamente tabella B fabbricati collabenti

tabella A 640 per le destinazioni residenziali e in 275 per quelle non residenziali. mediamente tabella B fabbricati collabenti AGGIORNAMENTO DEI CRITERI DI STIMA DEL VALORE COMMERCIALE DELLE AREE FABBRICABILI DEL TERRITORIO COMUNALE AI FINI DELLA DETERMINAZIONE DELL IMU PER L ANNO 2013 E PRINCIPI PER L ACCERTAMENTO ANNI PRECEDENTI

Dettagli

EDILIZIA ECONOMICA POPOLARE NUOVE REGOLE DI RIVENDITA.

EDILIZIA ECONOMICA POPOLARE NUOVE REGOLE DI RIVENDITA. Deliberazione n. 73 del 14 ottobre 2009 EDILIZIA ECONOMICA POPOLARE NUOVE REGOLE DI RIVENDITA. IL CONSIGLIO COMUNALE Premesso e considerato che: applicando gli attuali criteri di definizione dei prezzi

Dettagli

Programma Integrato di Intervento ai sensi della LR 12 aprile 1999 n. 9 Ambito di intervento 3 Isola del Bosco - delle Corti RELAZIONE ECONOMICA

Programma Integrato di Intervento ai sensi della LR 12 aprile 1999 n. 9 Ambito di intervento 3 Isola del Bosco - delle Corti RELAZIONE ECONOMICA Programma Integrato di Intervento ai sensi della LR 12 aprile 1999 n. 9 Ambito di intervento 3 Isola del Bosco - delle Corti RELAZIONE ECONOMICA Programma Integrato di Intervento ai sensi della LR 12 aprile

Dettagli

A. TITOLO REGIONE LIGURIA L.R. 5 agosto 1987, n. 25 Contributi regionali per il recupero edilizio abitativo e altri interventi programmati

A. TITOLO REGIONE LIGURIA L.R. 5 agosto 1987, n. 25 Contributi regionali per il recupero edilizio abitativo e altri interventi programmati A. TITOLO REGIONE LIGURIA L.R. 5 agosto 1987, n. 25 Contributi regionali per il recupero edilizio abitativo e altri interventi programmati Modificata con L.R. 15 dicembre 1995, n. 57 Modifiche alle leggi

Dettagli

CRITERI INTEGRATIVI PER L'APPLICAZIONE DELLE CONVENZIONI TIPO APPROVATE CON DELIBERAZIONI DEL CONSIGLIO REGIONALE N.RI 1108/99 E 326/02.

CRITERI INTEGRATIVI PER L'APPLICAZIONE DELLE CONVENZIONI TIPO APPROVATE CON DELIBERAZIONI DEL CONSIGLIO REGIONALE N.RI 1108/99 E 326/02. CRITERI INTEGRATIVI PER L'APPLICAZIONE DELLE CONVENZIONI TIPO APPROVATE CON DELIBERAZIONI DEL CONSIGLIO REGIONALE N.RI 1108/99 E 326/02. Determinazione del prezzo di cessione degli alloggi: Le convenzioni

Dettagli

3. SOCIALE. 3.3 Politiche abitative

3. SOCIALE. 3.3 Politiche abitative 3. SOCIALE 3.3 Politiche abitative INDICE Inquadramento strategico..................... pag. 65 Risorse impiegate........................ pag. 66-67 I progetti innovativi....................... pag. 68-69

Dettagli

Piano nazionale di edilizia abitativa

Piano nazionale di edilizia abitativa ALLEGATO Piano nazionale di edilizia abitativa Art. 1 (Linee d intervento) 1. Il piano è articolato in sei linee di intervento, di seguito indicate: a) costituzione di un sistema integrato nazionale e

Dettagli

INDICATORI URBANISTICO EDILIZI

INDICATORI URBANISTICO EDILIZI INDICATORI URBANISTICO EDILIZI 1. Superficie territoriale (ST): Superficie totale di una porzione di territorio, la cui trasformazione è generalmente sottoposta a strumentazione urbanistica operativa e

Dettagli

Caratteristiche ed entità dei cofinanziamenti massimi. Superfici e Costi riconoscibili di riferimento

Caratteristiche ed entità dei cofinanziamenti massimi. Superfici e Costi riconoscibili di riferimento ALLEGATO F Caratteristiche ed entità dei cofinanziamenti massimi. Superfici e Costi riconoscibili di riferimento 1 - Caratteristiche ed entità del cofinanziamento Di seguito vengono indicate, per le singole

Dettagli

SERVIZI AZIENDALI INNOVATIVI

SERVIZI AZIENDALI INNOVATIVI SERVIZI AZIENDALI INNOVATIVI L AGENZIA PUBBLICA PER LA LOCAZIONE La gestione di servizi attinenti al soddisfacimento delle esigenze abitative delle famiglie rappresenta una tra le iniziative più innovative

Dettagli

NOTA TECNICA SUL PIANO CASA

NOTA TECNICA SUL PIANO CASA NOTA TECNICA SUL PIANO CASA L art. 11 della legge 133/08 ha inteso rilanciare un Piano Casa per realizzare un offerta di alloggi in proprietà e in locazione prima casa nelle aree di bisogno abitativo,

Dettagli

RASSEGNA SUI MASSIMALI DI COSTO PER L EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA

RASSEGNA SUI MASSIMALI DI COSTO PER L EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA RASSEGNA SUI MASSIMALI DI COSTO PER L EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA Al fine di fornire elementi conoscitivi utili alla riflessione sull assetto attuale dei massimali di costo per l e.r.p. vigenti in Toscana,

Dettagli

FAQ. La risposta alla domanda richiede una serie di precisazioni:

FAQ. La risposta alla domanda richiede una serie di precisazioni: FAQ L.r. 8 novembre 2007, n. 27: Criteri generali per la determinazione dei canoni per l'edilizia residenziale pubblica e norme sulla valorizzazione e razionalizzazione del patrimonio di edilizia residenziale

Dettagli

L.R. n.27 del 28. 12.2006 Legge finanziaria regionale per l esercizio 2007 (estratto degli articoli riguardanti l Edilizia Residenziale Pubblica)

L.R. n.27 del 28. 12.2006 Legge finanziaria regionale per l esercizio 2007 (estratto degli articoli riguardanti l Edilizia Residenziale Pubblica) L.R. n.27 del 28. 12.2006 Legge finanziaria regionale per l esercizio 2007 (estratto degli articoli riguardanti l Edilizia Residenziale Pubblica) CAPO III Edilizia residenziale pubblica Art. 48 (Alienazione

Dettagli

I PROGRAMMI INTEGRATI NELL ESPERIENZA ROMANA UNA RICOGNIZIONE

I PROGRAMMI INTEGRATI NELL ESPERIENZA ROMANA UNA RICOGNIZIONE INU Lazio Gruppo di Lavoro Programmi integrati Paola Carobbi Daniel Modigliani Irene Poli Chiara Ravagnan I PROGRAMMI INTEGRATI NELL ESPERIENZA ROMANA UNA RICOGNIZIONE I Programmi integrati: principi e

Dettagli

Programma casa Housing sociale

Programma casa Housing sociale Segnalazioni Direzione Programmazione Strategica, Politiche Territoriali ed Edilizia giugno 2014 Programma casa Housing sociale LEGGE 23 maggio 2014, n. 80 Conversione in legge, con modificazioni, del

Dettagli

Proposta di emendamenti

Proposta di emendamenti DDL A.C.2561 Conversione in legge del Decreto Legge 01/07/2009 n. 78, Provvedimenti anticrisi, nonché proroga di termini e della partecipazione italiana a missioni internazionali Proposta di emendamenti

Dettagli

BANDO PER L ASSEGNAZIONE DEI CONTRIBUTI AD INTEGRAZIONE DEI CANONI DI LOCAZIONE

BANDO PER L ASSEGNAZIONE DEI CONTRIBUTI AD INTEGRAZIONE DEI CANONI DI LOCAZIONE BANDO PER L ASSEGNAZIONE DEI CONTRIBUTI AD INTEGRAZIONE DEI CANONI DI LOCAZIONE ANNO 2015 indetto ai sensi della Legge 9 dicembre 1998, n. 431, del Decreto del Ministero dei Lavori Pubblici 7 giugno 1999,

Dettagli

ALLEGATO A QUADRO SINOTTICO DELLE MODIFICHE APPORTATE ALLA CONVENZIONE TIPO PER L ATTUAZIONE IN LOMBARDIA DEL PIANO NAZIONALE DI EDILIZIA ABITATIVA

ALLEGATO A QUADRO SINOTTICO DELLE MODIFICHE APPORTATE ALLA CONVENZIONE TIPO PER L ATTUAZIONE IN LOMBARDIA DEL PIANO NAZIONALE DI EDILIZIA ABITATIVA QUADRO SINOTTICO DELLE MODIFICHE APPORTATE ALLA CONVENZIONE TIPO PER L ATTUAZIONE IN LOMBARDIA DEL PIANO NAZIONALE DI EDILIZIA ABITATIVA DGR n. IX/2756 del 22 dicembre 2011 Sono fatte salve le premesse

Dettagli

4a Tutela della salute l.r. 45/2013 1 PREAMBOLO... 1. 1 CAPO I - Oggetto... 2. 2 Art. 1 - Oggetto... 2

4a Tutela della salute l.r. 45/2013 1 PREAMBOLO... 1. 1 CAPO I - Oggetto... 2. 2 Art. 1 - Oggetto... 2 4a Tutela della salute l.r. 45/2013 1 Legge regionale 2 agosto 2013, n. 45 famiglie e dei lavoratori in difficoltà, per la coesione e per il contrasto al disagio sociale. Interventi di sostegno finanziario

Dettagli

CASA INTEGRA - BOCCALEONE UN OPPORTUNITÀ ABITATIVA TRA LA CITTÀ E IL QUARTIERE

CASA INTEGRA - BOCCALEONE UN OPPORTUNITÀ ABITATIVA TRA LA CITTÀ E IL QUARTIERE CASA INTEGRA - BOCCALEONE UN OPPORTUNITÀ ABITATIVA TRA LA CITTÀ E IL QUARTIERE AVVISO PUBBLICO PER LA RACCOLTA DI CANDIDATURE PER L ASSEGNAZIONE DI ALLOGGI IN LOCAZIONE A CANONE MODERATO E CON PATTO DI

Dettagli

DETRAZIONI PER CANONI DI LOCAZIONE

DETRAZIONI PER CANONI DI LOCAZIONE capitolo DODICESIMO DETRAZIONI PER CANONI DI LOCAZIONE In questo capitolo si esamina e si approfondisce la detrazione spettante agli inquilini che hanno stipulato un contratto di locazione di un immobile

Dettagli

CNEL Consiglio Nazionale dell Economia e del Lavoro La crisidegli affitti e il Piano di edilizia abitativa

CNEL Consiglio Nazionale dell Economia e del Lavoro La crisidegli affitti e il Piano di edilizia abitativa CNEL Consiglio Nazionale dell Economia e del Lavoro La crisidegli affitti e il Piano di edilizia abitativa Osservazioni e Proposte Assemblea 21 luglio 2010 1 21 luglio 2010 Indice Premessa...3 Introduzione...4

Dettagli

ALLEGATO 7 SCHEMA CONVENZIONE ATTUATIVA ERS

ALLEGATO 7 SCHEMA CONVENZIONE ATTUATIVA ERS Comune di Medolla Provincia di Modena R.U.E. Regolamento Urbanistico Edilizio ALLEGATO 7 SCHEMA CONVENZIONE ATTUATIVA ERS Progettista Adottato con delibera di CC n. 22 del 16/04/2009 Arch. Paolo Giorgi

Dettagli

ART. 1 - OBIETTIVI GENERALI

ART. 1 - OBIETTIVI GENERALI ART. 1 - OBIETTIVI GENERALI Il Comune di Cadoneghe, valutate le caratteristiche e le peculiarità del proprio territorio, considerate le esigenze di sostegno al settore edilizio, attentamente soppesati

Dettagli

Disposizioni di attuazione. Testo modificato in seguito all accoglimento totale e/o parziale delle osservazioni pervenute dopo l adozione

Disposizioni di attuazione. Testo modificato in seguito all accoglimento totale e/o parziale delle osservazioni pervenute dopo l adozione Disposizioni di attuazione Testo modificato in seguito all accoglimento totale e/o parziale delle osservazioni pervenute dopo l adozione settembre 2008 maggio 2009 aggiornato giugno 2009 Versione 19.05.2009

Dettagli

10. VERIFICA RICHIESTE DELLA L.R. 31/2014 SUL CONSUMO DI SUOLO

10. VERIFICA RICHIESTE DELLA L.R. 31/2014 SUL CONSUMO DI SUOLO 10. VERIFICA RICHIESTE DELLA L.R. 31/2014 SUL CONSUMO DI SUOLO 10.1. SINTESI DEI CONTENUTI DELLA L.R. 31/2014 La Regione Lombardia è intervenuta a fine 2014 con una nuova disposizione normativa (L.r. 31/2014

Dettagli

Toscana. Legge regionale 2 agosto 2013, n.45

Toscana. Legge regionale 2 agosto 2013, n.45 Toscana. Legge regionale 2 agosto 2013, n.45 Interventi di sostegno finanziario in favore delle famiglie e dei lavoratori in difficoltà, per la coesione e per il contrasto al disagio sociale. Pubblicata

Dettagli

COMUNE DI SPEZZANO ALBANESE PROVINCIA DI COSENZA

COMUNE DI SPEZZANO ALBANESE PROVINCIA DI COSENZA COMUNE DI SPEZZANO ALBANESE PROVINCIA DI COSENZA DETERMINAZIONE SETTORE : 3 N 241 del Reg. Sett Data 19/11/2004 AREA TECNICO - MANUTENTIVA N 1501 del Reg. Gen. Al Responsabile Settore FINANZIARIO Al Segretario

Dettagli

Assessorato Casa, Housing sociale e Valorizzazione patrimonio

Assessorato Casa, Housing sociale e Valorizzazione patrimonio Area Pianificazione urbana, Tutela ambientale e Casa Assessorato Casa, Housing sociale e Valorizzazione patrimonio Servizio Housing sociale e Piani di Zona Servizio Patrimonio ed Inventari Servizio Casa

Dettagli

COMUNE DI OBČINA MONRUPINO - REPENTABOR

COMUNE DI OBČINA MONRUPINO - REPENTABOR BANDO PER LA CORRESPONSIONE DEI CONTRIBUTI PER L ABBATTIMENTO DEI CANONI DI LOCAZIONE DI IMMOBILI ADIBITI AD USO ABITATIVO, AI SENSI DELL ART. 11 DELLA L. 431/1998 E DELL ART. 6 DELLA L.R. 6/2003. Art.

Dettagli

LEGGE REGIONALE N. 32 DEL 30-12-1985 REGIONE SARDEGNA. Fondo per l' edilizia abitativa.

LEGGE REGIONALE N. 32 DEL 30-12-1985 REGIONE SARDEGNA. Fondo per l' edilizia abitativa. Legge 1985032 Pagina 1 di 7 LEGGE REGIONALE N. 32 DEL 30-12-1985 REGIONE SARDEGNA Fondo per l' edilizia abitativa. Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE SARDEGNA N. 53 del 30 dicembre 1985 Il Consiglio

Dettagli

Avviso pubblico. Vice Direzione Generale Servizi Tecnici Divisione Edilizia Residenziale Pubblica

Avviso pubblico. Vice Direzione Generale Servizi Tecnici Divisione Edilizia Residenziale Pubblica Vice Direzione Generale Servizi Tecnici Divisione Edilizia Residenziale Pubblica Avviso pubblico per la selezione di Operatori privati partecipanti alle manifestazioni d interesse riguardanti le aree/immobili

Dettagli

NEL MEZZO DEL CAMMIN : IL SOCIAL HOUSING, A CHE PUNTO SIAMO? Angela Airoldi

NEL MEZZO DEL CAMMIN : IL SOCIAL HOUSING, A CHE PUNTO SIAMO? Angela Airoldi NEL MEZZO DEL CAMMIN : IL SOCIAL HOUSING, A CHE PUNTO SIAMO? Angela Airoldi Responsabile Area Economia Urbana e Immobiliare CERTeT Università L. Bocconi Ricercatore senior Gruppo CLAS 8 giugno 2011, fieramilano

Dettagli

Art. 2 - Condizioni di alienabilità degli alloggi e destinazione dei relativi proventi

Art. 2 - Condizioni di alienabilità degli alloggi e destinazione dei relativi proventi ALLEGATO A Proposta di legge Alienazione degli immobili di edilizia residenziale pubblica finalizzata alla razionalizzazione e valorizzazione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica (ERP) Sommario

Dettagli

Proposta di legge Alienazione degli immobili di ERP. Documento preliminare

Proposta di legge Alienazione degli immobili di ERP. Documento preliminare ALLEGATO A Proposta di legge Alienazione degli immobili di ERP Documento preliminare 1. Inquadramento normativo La materia dell edilizia residenziale pubblica comprende il complesso delle attività delle

Dettagli

COMUNE DI DIGNANO. Provincia di Udine n 3151 Protocollo Lì, 28/04/2009

COMUNE DI DIGNANO. Provincia di Udine n 3151 Protocollo Lì, 28/04/2009 COMUNE DI DIGNANO Provincia di Udine n 3151 Protocollo Lì, 28/04/2009 BANDO 2009 PER L ASSEGNAZIONE DI CONTRIBUTI PER LE SPESE SOSTENUTE PER IL PAGAMENTO DI CANONI DI LOCAZIONE (L. 09.12.1998, N.431, ART.

Dettagli

ANALISI E PROSPETTIVE DELLA CRISI ABITATIVA A GENOVA

ANALISI E PROSPETTIVE DELLA CRISI ABITATIVA A GENOVA Convegno ANALISI E PROSPETTIVE DELLA CRISI ABITATIVA A GENOVA Genova 5 Marzo 2013 Salone di rappresentanza di Palazzo Tursi INDICE DEGLI ARGOMENTI Introduzione al problema della casa pagina 3 Dati edilizia

Dettagli

Gli esiti del sondaggio sull Housing Sociale nel territorio bassanese Bassano del Grappa, 17 aprile 2015

Gli esiti del sondaggio sull Housing Sociale nel territorio bassanese Bassano del Grappa, 17 aprile 2015 Gli esiti del sondaggio sull Housing Sociale nel territorio bassanese Bassano del Grappa, 17 aprile 2015 Opportunità socioeconomica per rilanciare il settore edile, il mercato immobiliare e quello degli

Dettagli

MODELLO PER IL CALCOLO DEL CONTRIBUTO DI COSTRUZIONE

MODELLO PER IL CALCOLO DEL CONTRIBUTO DI COSTRUZIONE CITTÀ DI FOLIGNO AREA GOVERNO DEL TERRITORIO E BENI CULTURALI Servizio Sportello Unico Edilizia Servizio Edilizia Via dei Molini, 20/a Corso Cavour, 89 MODELLO PER IL CALCOLO DEL CONTRIBUTO DI COSTRUZIONE

Dettagli

PROGETTO DI LEGGE N. 0392. di iniziativa del Presidente della Giunta regionale

PROGETTO DI LEGGE N. 0392. di iniziativa del Presidente della Giunta regionale REGIONE LOMBARDIA VIII LEGISLATURA CONSIGLIO REGIONALE ATTI 15996 PROGETTO DI LEGGE N. 0392 di iniziativa del Presidente della Giunta regionale Azioni straordinarie per lo sviluppo e la qualificazione

Dettagli

REGIONE LOMBARDIA Comune di Cinisello Balsamo

REGIONE LOMBARDIA Comune di Cinisello Balsamo REGIONE LOMBARDIA Comune di Cinisello Balsamo BANDO DI ASSEGNAZIONE ALLOGGI per la formazione della graduatoria valevole ai fini dell assegnazione in locazione a canone concordato di n. 7 alloggi. 1. Indizione

Dettagli

REGIONE BASILICATA COMUNE DI LAURIA (PROVINCIA DI POTENZA)

REGIONE BASILICATA COMUNE DI LAURIA (PROVINCIA DI POTENZA) REGIONE BASILICATA COMUNE DI LAURIA (PROVINCIA DI POTENZA) Per la formazione ai fini dell assegnazione in locazione semplice di alloggi E.R.P. siti nel Comune di Lauria delle seguenti graduatorie da valere

Dettagli

A relazione dell'assessore Ferrari: Premesso che:

A relazione dell'assessore Ferrari: Premesso che: REGIONE PIEMONTE BU33 20/08/2015 Deliberazione della Giunta Regionale 13 luglio 2015, n. 19-1735 Programma di edilizia residenziale pubblica 1992-95. Intervento nel Comune di Novara destinato alla locazione

Dettagli

ABITARE C O M U N E D I V I C E N Z A S E T T O R E S E R V I Z I A B I T A T I V I

ABITARE C O M U N E D I V I C E N Z A S E T T O R E S E R V I Z I A B I T A T I V I C O M U N E D I V I C E N Z A S E T T O R E S E R V I Z I A B I T A T I V I ABITARE IL PUNTO SULL ATTUAZIONE DEI PROGRAMMI E GLI INTERVENTI DI EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA PER GLI ANNI 2007-2009 ABITARE

Dettagli

Veneto Casa. Storia e prospettive future 19/11/2012. Fondo di Investimento Immobiliare Etico per l Housing Sociale.

Veneto Casa. Storia e prospettive future 19/11/2012. Fondo di Investimento Immobiliare Etico per l Housing Sociale. 19/11/2012 Veneto Casa Fondo di Investimento Immobiliare Etico per l Housing Sociale Storia e prospettive future 15 Novembre 2012 I.I. BENI Beni STABILI Stabili Gestioni GESTIONI S.P.A S.P.A. SGR - SGR

Dettagli

RELAZIONE DI AGGIORNAMENTO ONERI DI URBANIZZAZIONE

RELAZIONE DI AGGIORNAMENTO ONERI DI URBANIZZAZIONE COMUNE DI PREGNANA MILANESE (Provincia di Milano) SETTORE ASSETTO ED USO DEL TERRITORIO UFFICIO URBANISTICA RELAZIONE DI AGGIORNAMENTO ONERI DI URBANIZZAZIONE INTRODUZIONE L art. 43 della legge Regionale

Dettagli

MISURE URGENTI E STRAORDINARIE VOLTE AL RILANCIO DELL ECONOMIA E ALLA RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO EDILIZIO ESISTENTE

MISURE URGENTI E STRAORDINARIE VOLTE AL RILANCIO DELL ECONOMIA E ALLA RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO EDILIZIO ESISTENTE REGIONE TOSCANA Legge regionale 8 maggio 2009, n. 24 1 MISURE URGENTI E STRAORDINARIE VOLTE AL RILANCIO DELL ECONOMIA E ALLA RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO EDILIZIO ESISTENTE (B.U.R.T. 13 maggio 2009,

Dettagli

DIREZIONE URBANISTICA

DIREZIONE URBANISTICA DIREZIONE URBANISTICA LE VERIFICHE DI CONFORMITA URBANISTICO - EDILIZIA IN REGIME DI SALVAGUARDIA DEL REGOLAMENTO URBANISTICO ADOTTATO (Deliberazione Consiglio comunale nr. 13/2014) SCHEDA INFORMATIVA

Dettagli

I Comuni Associati di Cecina, Bibbona, Castagneto Carducci

I Comuni Associati di Cecina, Bibbona, Castagneto Carducci OGGETTO: AVVISO PUBBLICO PER MANIFESTAZIONE DI INTERESSE A LOCARE A CANONE SOSTENIBILE, PER ALMENO 15 ANNI, FABBRICATI RESIDENZIALI ESISTENTI, FABBRICATI DA REALIZZARE SU AREE EDIFICABILI O FABBRICATI

Dettagli

VIVERE VICINI IN VIA VOLTRI AVVISO PER L ASSEGNAZIONE DI ALLOGGI IN LOCAZIONE A CANONE SOCIALE NEL COMUNE DI MILANO VIA VOLTRI

VIVERE VICINI IN VIA VOLTRI AVVISO PER L ASSEGNAZIONE DI ALLOGGI IN LOCAZIONE A CANONE SOCIALE NEL COMUNE DI MILANO VIA VOLTRI VIVERE VICINI IN VIA VOLTRI AVVISO PER L ASSEGNAZIONE DI ALLOGGI IN LOCAZIONE A CANONE SOCIALE NEL COMUNE DI MILANO VIA VOLTRI Ai sensi della Convenzione tra Comune di Milano e Pessina Costruzioni S.P.A.

Dettagli

Ministero delle infrastrutture e dei trasporti

Ministero delle infrastrutture e dei trasporti Ministero delle infrastrutture e dei trasporti Piano Nazionale di edilizia abitativa Visto il decreto legge 25 giugno 2008, n 112 convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n 133, recante

Dettagli

Ufficio Tecnico Comunale

Ufficio Tecnico Comunale COMUNE di LEIVI Provincia di Genova Via IV Novembre, n.1 16040 LEIVI Tel.0185.319033 + Fax.0185.319569 ufficio tecnico@comune.leivi.ge.it Ufficio Tecnico Comunale REGOLAMENTO PER LA MONETIZZAZIONE DEI

Dettagli

PROVINCIA DI BOLOGNA COMUNE DI CRESPELLANO CONVENZIONE EDILIZIA ATTO UNILATERALE D OBBLIGO

PROVINCIA DI BOLOGNA COMUNE DI CRESPELLANO CONVENZIONE EDILIZIA ATTO UNILATERALE D OBBLIGO PROVINCIA DI BOLOGNA COMUNE DI CRESPELLANO CONVENZIONE EDILIZIA ATTO UNILATERALE D OBBLIGO ATTO UNILATERALE D OBBLIGO AI SENSI DELLA DELIBERA DELL ASSEMBLEA LEGISLATIVA DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA DEL

Dettagli

Segnalazioni Settore Attività amministrative e finanziarie per il Governo del territorio aprile 2012. Parcheggi

Segnalazioni Settore Attività amministrative e finanziarie per il Governo del territorio aprile 2012. Parcheggi Segnalazioni Settore Attività amministrative e finanziarie per il Governo del territorio aprile 2012 Parcheggi Vi sono tre categorie di parcheggi, soggetti a discipline diverse: 1) i parcheggi "liberi",

Dettagli

REGOLAMENTO PER L ASSEGNAZIONE DI FINANZIAMENTI AGEVOLATI PER L ABITAZIONE

REGOLAMENTO PER L ASSEGNAZIONE DI FINANZIAMENTI AGEVOLATI PER L ABITAZIONE Comune di Alfonsine Provincia di Ravenna MEDAGLIA D'ARGENTO DELLA RESISTENZA 48011 Piazza Gramsci, n. 1 tel. (0544) 866611 fax. 80440 REGOLAMENTO PER L ASSEGNAZIONE DI FINANZIAMENTI AGEVOLATI PER L ABITAZIONE

Dettagli

UNIONE DEI COMUNI CUORE DELLO STELLA

UNIONE DEI COMUNI CUORE DELLO STELLA UNIONE DEI COMUNI CUORE DELLO STELLA tra i Comuni di Rivignano, Pocenia e Teor BANDO PER LA CORRESPONSIONE DEI CONTRIBUTI PER L ABBATTIMENTO DEI CANONI DI LOCAZIONE DI IMMOBILI ADIBITI AD USO ABITATIVO,

Dettagli

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE. d iniziativa del deputato GIANNI

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE. d iniziativa del deputato GIANNI Atti Parlamentari 1 Camera dei Deputati CAMERA DEI DEPUTATI N. 4536 PROPOSTA DI LEGGE d iniziativa del deputato GIANNI Disposizioni per ridurre il disagio abitativo mediante la partecipazione delle regioni

Dettagli

Dall analisi dei primi bandi in regionali ad una riflessione sui possibili scenari dell abitare collettivo in Sardegna

Dall analisi dei primi bandi in regionali ad una riflessione sui possibili scenari dell abitare collettivo in Sardegna Provincia di Olbia Tempio Politiche abitative e Housing Sociale. Olbia, 13-14 Febbraio 2013 Dall analisi dei primi bandi in regionali ad una riflessione sui possibili scenari dell abitare collettivo in

Dettagli

DISCIPLINA ATTUAZIONE PREVISIONI

DISCIPLINA ATTUAZIONE PREVISIONI DISCIPLINA ATTUAZIONE PREVISIONI SINDACO SEGRETARIO GENERALE ASSESSORE Roberto Balzani Margherita Campidelli Paolo Rava DIRIGENTE SERVIZIO PIANIFICAZIONE URBANISTICA E SVILUPPO ECONOMICO Ercole Canestrini

Dettagli

LEGGE REGIONALE N. 33 DEL 24-04-1980 REGIONE PUGLIA

LEGGE REGIONALE N. 33 DEL 24-04-1980 REGIONE PUGLIA Legge 1980033 Pagina 1 di 9 LEGGE REGIONALE N. 33 DEL 24-04-1980 REGIONE PUGLIA

Dettagli

WELHOME! MOLINI RIUNITI ALLOGGI IN LOCAZIONE A CANONE MODERATO

WELHOME! MOLINI RIUNITI ALLOGGI IN LOCAZIONE A CANONE MODERATO WELHOME! MOLINI RIUNITI ALLOGGI IN LOCAZIONE A CANONE MODERATO AVVISO PUBBLICO PER LA RACCOLTA DI CANDIDATURE PER L ASSEGNAZIONE DI ALLOGGI IN LOCAZIONE A CANONE MODERATO A COLOGNOLA (BG) 0. PREMESSA Il

Dettagli

QUARENGHI 33 A DUE PASSI DAL CENTRO DI BERGAMO

QUARENGHI 33 A DUE PASSI DAL CENTRO DI BERGAMO QUARENGHI A DUE PASSI DAL CENTRO DI BERGAMO AVVISO PUBBLICO PER LA RACCOLTA DI CANDIDATURE PER L ASSEGNAZIONE DI ALLOGGI IN LOCAZIONE A CANONE MODERATO IN VIA QUARENGHI, A BERGAMO 0. PREMESSA Il presente

Dettagli

VARIANTE AL REGOLAMENTO URBANISTICO E EDILIZIO INTRODUZIONE PIANO DI SVILUPPO AZIENDALE

VARIANTE AL REGOLAMENTO URBANISTICO E EDILIZIO INTRODUZIONE PIANO DI SVILUPPO AZIENDALE COMUNE DI FORLI' AREA PIANIFICAZIONE E SVILUPPO DEL TERRITORIO SERVIZIO PIANIFICAZIONE E PROGRAMMAZIONE DEL TERRITORIO Unità Pianificazione Urbanistica ********* VARIANTE AL REGOLAMENTO URBANISTICO E EDILIZIO

Dettagli

COMUNE DI VILLAMAINA (PROVINCIA DI AVELLINO)

COMUNE DI VILLAMAINA (PROVINCIA DI AVELLINO) COMUNE DI VILLAMAINA (PROVINCIA DI AVELLINO) BANDO DI CONCORSO PER L ASSEGNAZIONE DI 9 ALLOGGI DI EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA (art. 3 L. R. 02/07/97 n. 18) RISERVATO AI SENSI DELLA L. 4/12/93 N. 493

Dettagli

Circolare N. 162 del 10 Dicembre 2014

Circolare N. 162 del 10 Dicembre 2014 Circolare N. 162 del 10 Dicembre 2014 DL Sblocca Italia - le nuove agevolazioni sull acquisto degli immobili Gentile cliente, con la presente desideriamo informarla che con il DL sblocca Italia (n. 133

Dettagli

In relazione al Piano delle Regole si formulano le istanze di cui in appresso SI CHIEDE L INTEGRAZIONE DEI COMMI 6 E 7 DELL ART. 1 NEI TERMINI DI SEGUITO INDICATI IN ROSSO: 6. Il Piano delle Regole non

Dettagli

LEGGE REGIONALE N. 82 DEL 16-09-1982 REGIONE ABRUZZO

LEGGE REGIONALE N. 82 DEL 16-09-1982 REGIONE ABRUZZO Legge 1982082 Pagina 1 di 11 LEGGE REGIONALE N. 82 DEL 16-09-1982 REGIONE ABRUZZO Provvidenze regionali per l' edilizia abitativa: agevolazioni finanziarie a cooperative edilizie per la costruzione di

Dettagli

Approvato con deliberazione del Consiglio comunale n. 28 del 10.03.1997 In vigore dal 29.03.1997

Approvato con deliberazione del Consiglio comunale n. 28 del 10.03.1997 In vigore dal 29.03.1997 Criteri e modalità per l erogazione di contributi finalizzati alla realizzazione di edifici di culto e di attrezzature destinate ai servizi religiosi ai sensi della l.r. 9 maggio 1992 n.20 Approvato con

Dettagli

COMUNE DI S.AGATA SUL SANTERNO (Provincia di Ravenna)

COMUNE DI S.AGATA SUL SANTERNO (Provincia di Ravenna) COMUNE DI S.AGATA SUL SANTERNO (Provincia di Ravenna) REGOLAMENTO PER L ASSEGNAZIONE DI FINANZIAMENTI AGEVOLATI PER L ABITAZIONE TESTO COORDINATO Approvato con delibera di Consiglio Comunale n. 64 del

Dettagli

CRITERI PER L ACCESSO AL FONDO PER LA REALIZZAZIONE D INTERVENTI SACC

CRITERI PER L ACCESSO AL FONDO PER LA REALIZZAZIONE D INTERVENTI SACC CRITERI PER L ACCESSO AL FONDO PER LA REALIZZAZIONE D INTERVENTI SACC 1 INDICE 1. Finalità... 3 2. Ente gestore... 3 3. Risorse finanziarie... 3 4. Chi può Accedere al Fondo... 3 5. Contenuti della domanda

Dettagli

BANDO DI ASSEGNAZIONE ALLOGGI A CANONE MODERATO di proprietà dell A.L.E.R. di Pavia in via Fossarmato 25 27 27/A

BANDO DI ASSEGNAZIONE ALLOGGI A CANONE MODERATO di proprietà dell A.L.E.R. di Pavia in via Fossarmato 25 27 27/A BANDO DI ASSEGNAZIONE ALLOGGI A CANONE MODERATO di proprietà dell A.L.E.R. di Pavia in via Fossarmato 25 27 27/A PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE ENTRO IL 14 MARZO 2008 1. INDIZIONE DEL BANDO E indetto il bando

Dettagli

LA GIUNTA COMUNALE DELIBERA

LA GIUNTA COMUNALE DELIBERA OGGETTO: Criteri per la ripartizione del Fondo per il sostegno all accesso alle abitazioni in locazione di cui all art. 11, L. 431/98. Anno 2006. Approvazione Bando. LA GIUNTA COMUNALE Su proposta dell

Dettagli

COMUNE DI TOIRANO PROVINCIA DI SAVONA

COMUNE DI TOIRANO PROVINCIA DI SAVONA COMUNE DI TOIRANO PROVINCIA DI SAVONA --------------------------------------------------- In attuazione del D.M. 7 giugno 1999 e della Legge n. 431 del 9 dicembre 1998 e della deliberazione della Giunta

Dettagli

PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO

PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO Assessore all urbanistica e ambiente Via Jacopo Aconcio, n. 5-38100 Trento Tel. 0461 493202- Fax 0461 493203 e-mail: ass.urbambiente@provincia.tn.it Trento, 8 MAGGIO 2006 Prot.

Dettagli

BANDO PER L ASSEGNAZIONE DI CONTRIBUTI PER L ACQUISTO DELLA PRIMA CASA A FAVORE DI NUCLEI FAMILIARI MONOPARENTALI

BANDO PER L ASSEGNAZIONE DI CONTRIBUTI PER L ACQUISTO DELLA PRIMA CASA A FAVORE DI NUCLEI FAMILIARI MONOPARENTALI Allegato A) BANDO PER L ASSEGNAZIONE DI CONTRIBUTI PER L ACQUISTO DELLA PRIMA CASA A FAVORE DI NUCLEI FAMILIARI MONOPARENTALI DIREZIONE PROGRAMMAZIONE INNOVAZIONE E COMPETITIVITA DELL UMBRIA SERVIZIO POLITICHE

Dettagli

BANDO DI GARA PER LA SELEZIONE DEI PROGRAMMI DI RIQUALIFICAZIONE URBANA PER ALLOGGI A CANONE SOSTENIBILE

BANDO DI GARA PER LA SELEZIONE DEI PROGRAMMI DI RIQUALIFICAZIONE URBANA PER ALLOGGI A CANONE SOSTENIBILE BANDO DI GARA PER LA SELEZIONE DEI PROGRAMMI DI RIQUALIFICAZIONE URBANA PER ALLOGGI A CANONE SOSTENIBILE Art. 1 Finanziamento degli interventi di ERS nell ambito di programmi di riqualificazione urbana

Dettagli

Il Comune di Rosignano Marittimo

Il Comune di Rosignano Marittimo OGGETTO: AVVISO PUBBLICO PER MANIFESTAZIONE DI INTERESSE A LOCARE A CANONE SOSTENIBILE, PER ALMENO 15 ANNI, FABBRICATI RESIDENZIALI ESISTENTI, FABBRICATI DA REALIZZARE SU AREE EDIFICABILI O FABBRICATI

Dettagli

COMUNE DI VIGONZA. Provincia di Padova

COMUNE DI VIGONZA. Provincia di Padova COMUNE DI VIGONZA Provincia di Padova REGOLAMENTO per l individuazione dei soggetti aventi accesso e priorità per l acquisto o la locazione degli immobili di edilizia convenzionata. Artt. 17 e 18 del D.P.R.

Dettagli

PIANO DEGLI INTERVENTI

PIANO DEGLI INTERVENTI COMUNE DI MUSSOLENTE Provincia di Vicenza P.R.C. Elaborato Scala PIANO DEGLI INTERVENTI Atto di Indirizzo Criteri perequativi per il Piano degli Interventi IL SINDACO Maurizio Chemello IL SEGRETARIO Maria

Dettagli

COMUNE DI SANT ANGELO IN VADO Antica Tifernum Mataurense. Capitale della Massa Trabaria - Comune della Provincia di Pesaro e Urbino

COMUNE DI SANT ANGELO IN VADO Antica Tifernum Mataurense. Capitale della Massa Trabaria - Comune della Provincia di Pesaro e Urbino COMUNE DI SANT ANGELO IN VADO Antica Tifernum Mataurense Capitale della Massa Trabaria - Comune della Provincia di Pesaro e Urbino BANDO FONDO SOCIALE PER AFFITTO ANNO 2011 IL RESPONSABILE DEL SETTORE

Dettagli

CITTÀ DI SAN MARCO IN LAMIS PROVINCIA DI FOGGIA REGOLAMENTO PER LA CONCESSIONE DI ALLOGGI COMUNALI PER USO ABITATIVO A SOGGETTI SOCIALMENTE DEBOLI

CITTÀ DI SAN MARCO IN LAMIS PROVINCIA DI FOGGIA REGOLAMENTO PER LA CONCESSIONE DI ALLOGGI COMUNALI PER USO ABITATIVO A SOGGETTI SOCIALMENTE DEBOLI REGOLAMENTO PER LA CONCESSIONE DI ALLOGGI COMUNALI PER USO ABITATIVO A SOGGETTI SOCIALMENTE DEBOLI Approvato con Delibera Consiglio Comunale n 49 del 9 luglio 2012 1 Art. 1 1. Nel rispetto delle norme

Dettagli

Schema di CONTRATTO DI SERVIZIO tra REGIONE ed A.T.E.R. in attuazione dell art. 50 della Lr n. 27/2006 come modificato dalla Lr n. 11/2007.

Schema di CONTRATTO DI SERVIZIO tra REGIONE ed A.T.E.R. in attuazione dell art. 50 della Lr n. 27/2006 come modificato dalla Lr n. 11/2007. ALLEGATO 1 Schema di CONTRATTO DI SERVIZIO tra REGIONE ed A.T.E.R. in attuazione dell art. 50 della Lr n. 27/2006 come modificato dalla Lr n. 11/2007. L anno il giorno del mese di in Roma, con la presente

Dettagli

Università Roma Tre CdLM Architettura - Progettazione urbana

Università Roma Tre CdLM Architettura - Progettazione urbana Università Roma Tre CdLM Architettura - Progettazione urbana Laboratorio di Urbanistica 1 Titolarità del Laboratorio: Simone Ombuen Anno accademico 2012-2013 secondo semestre Modulo Diritto (4 cfu) Docente:

Dettagli

Unione Inquilini - Segreteria di Roma e Lazio

Unione Inquilini - Segreteria di Roma e Lazio PROPOSTE UNIONE INQUILINI Per quanto riguarda nello specifico le norme sul canone calmierato proponiamo le seguenti osservazioni all Art. 1 commi 7, 8 e 9 della PdL 075 : Le modifiche proposte dalla Giunta

Dettagli

COMUNE DI CAGLIARI. Servizio Edilizia Privata

COMUNE DI CAGLIARI. Servizio Edilizia Privata COMUNE DI CAGLIARI Servizio Edilizia Privata Indirizzi Interpretativi 19 Dicembre 2013 1 La presente nota scaturisce dalla necessità di dare risposta ai quesiti più frequenti posti all ufficio da parte

Dettagli

Social Housing: residenzialità integrata e collaborativa tra pubblico e privato

Social Housing: residenzialità integrata e collaborativa tra pubblico e privato Social Housing: residenzialità integrata e collaborativa tra pubblico e privato 17.XII.2014 Obiettivo del seminario Fornire primi elementi per valutare interventi contenenti alloggi sociali I temi della

Dettagli