ISTITUTO COMPRENSIVO VIA SCIALOIA

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1 ISTITUTO COMPRENSIVO VIA SCIALOIA Via Scialoia Milano Tel: Fax: uffici: sito: icscialoia.gov.it S C I A L O I A

2 EDUCARE ALLA SICUREZZA Anno scolastico FINALITA Acquisizione della consapevolezza di quanto sia necessario prestare attenzione, in ogni situazione della vita, per agire in maniera adeguata onde evitare situazioni di pericolo per se stessi e per gli altri. OBIETTIVI Approfondire la conoscenza dell ambiente scuola ed individuazione delle fonti di pericolo (spigoli, scale, porte, angoli, giardino, buche). Saper riconoscere situazioni di reale pericolo e mettere in atto comportamenti adeguati (preventivi/reattivi per evitare momenti di panico) Saper controllare la propria emozione in situazione di pericolo. Prendersi cura della propria sicurezza e salute e di quella delle altre persone presenti sul luogo di lavoro. Eliminare e ridurre le deficienze o i pericoli della struttura scolastica Conoscere la segnaletica di sicurezza a scuola.

3 METODOLOGIE PER I BAMBINI E GLI ALUNNI Brainstorming sulle paure Conversazione e classificazione delle paure Indagine brainstorming su situazioni di pericolo vissute Conoscere le fonti di pericolo nell ambiente scolastico in relazione ai propri comportamenti Conoscere i segnali di salvataggio presenti nella scuola ed i segnali dei presidi di sicurezza. Visione del filmato sulla sicurezza. Racconti, drammatizzazione di storie e simulazione di situazioni di pericolo. Prove di evacuazione periodiche. Realizzazione di vari progetti: Missione coraggio della Croce rossa Celeste Bimbi in strada (educazione stradale). METODOLOGIE PER IL PERSONALE DOCENTE E NON Osservare le disposizioni e le istruzioni impartite dalla legge e dal datore di lavoro. Prendere conoscenza dei ruoli e funzioni delle diverse figure esistenti nell Istituto che si occupano della sicurezza come: RSPP ASPP RLS MEDICO COMPETENTE. Utilizzare correttamente le apparecchiature, le attrezzature, le sostanze pericolose ed i dispositivi di sicurezza. Segnalare eventuali fattori di rischio. Partecipare ai corsi di formazione.

4 I PERICOLI PRESENTI A SCUOLA.. Finestre, pavimenti, porte, termosifoni, ecc. costituiscono il rischio maggiore all interno della classe. Le ante delle finestre, in particolare, causano un infinità di ferite per urti e tagli ed è opportuno dotarle di dispositivi di bloccaggio. Pavimenti, scale e..dispetti sono i maggiori responsabili di cadute ruzzoloni. Anche i termosifoni, le maniglie di porte e finestre ed i pilastri in risalto rappresentano un rischio per urti e ferimenti. IL PIANO DI EVACUAZIONE nella nostra scuola. In molte situazioni di emergenza (terremoto, incendi, ecc. ), quando in determinati ambienti si realizza un alta concentrazione di persone (scuole, cinema, supermercati, ecc. ) le vittime ed i feriti che si riscontrano possono essere spesso causati da precise alterazioni nei comportamenti dovute al PANICO. Per panico si intende una particolare condizione dell uomo che fa perdere alcune capacità fondamentali per la sua sopravvivenza, quali l attenzione, la capacità del corpo di rispondere ai comandi del cervello e la facoltà di

5 ragionamento; vi sono anche due spontanee manifestazioni che, non controllate, costituiscono di per sé un elemento di grave turbativa e pericolo: Istinto di coinvolgere gli altri nell ansia generale (invocazioni di aiuto, grida, atti di disperazione, ecc...); Istinto alla fuga, in cui predomina l autodifesa, con tentativo di esclusione anche violenta degli altri con spinte, corse in avanti ed affermazione dei posti conquistati verso la via di sicurezza. Risultato: tutti si accalcano istintivamente ed in modo disordinato alle uscite di sicurezza e così facendo le bloccano, impedendo ad altre persone, magari meno capaci fisicamente, di portarsi in salvo all esterno. Al fine di evitare o ridurre un tale fenomeno, dannoso e deprecabile, per la nostra scuola è già esistente un piano di evacuazione che contribuirà a controllare quei comportamenti irrazionali di cui abbiamo parlato. Conoscere la segnaletica di sicurezza esistente a scuola Il nostro personaggio guida è

6 L insegnante mostra ai bambini una planimetria della scuola ed i presidi di sicurezza. Nell effettuare questa illustrazione fa notare che anche nelle nostre scuole, appesi alle pareti in modo ben visibili, vi sono dei cartelli di colore verde o rosso che indicano le uscite di sicurezza ed i percorsi per raggiungerle: gli estintori, gli idranti ed ogni elemento che può servire alla nostra sicurezza. Quelli sottostanti sono i cartelli che si trovano non solo a scuola, ma anche in altri ambienti quali supermercati, cinema, mostre ecc. e che hanno caratteristiche ( simboli grafici, colore, forme e dimensioni ) previsti da una specifica direttiva C.E.E. ( Comunità Economica Europea ) e che si possono trovare anche in altri paesi europei: Questi sono i segnali di salvataggio presenti nella nostra scuola:

7 E questi i segnali identificativi dei presidi di sicurezza Ci avviciniamo all uscita di sicurezza e facciamo notare che questa si apre verso l esterno per non intralciare la fuga e renderla più agevole mediante l applicazione di una leggera spinta ad una barra orizzontale che si chiama maniglione antipanico

8 L intero percorso riservato all uscita di sicurezza deve risultare sempre sgombro da impedimenti ( materiale vario come sedie, pacchi, ecc). Al momento dell allarme: Lasciare tutti gli oggetti personali Incolonnarsi dietro l apri-fila Non aprire le finestre Seguire le vie di fuga indicate Raggiungere il punto di raccolta assegnato Mantenere la calma

9 ED ORA GIOCHIAMO INSIEME Realizzazione di un cartello che rappresenta la nostra scuola durante l evacuazione. Tutti per mano usciamo seguendo la segnaletica della sicurezza per raggiungere il punto di raccolta

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11 Costruzione della segnaletica con varie tecniche

12 Ci divertiamo a colorare

13 Realizzazione di un cartello che rappresenta la nostra scuola durante l evacuazione..

14 Ed ora giochiamo con la

15 Rappresentazione grafica..

16 La Scuola Primaria svilupperà lo stesso argomento con un linguaggio adatto all età per la conoscenza dei diversi tipi di segnaletica: salvataggio, antincendio, avvertimento e divieto.

17 Lavori eseguiti dalle

18 Lavori eseguiti dalle

19 Le classi terze, quarte e quinte hanno guardato delle slide in formato PDF, con l uso della LIM, riguardanti la segnaletica e la sicurezza a scuola e fuori di essa. Si sono eseguiti riflessioni e lavori di gruppo..

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23 SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO La professoressa Iaia ha coinvolto tutti i suoi alunni alla perlustrazione degli ambienti scolastici per rilevare la segnaletica relativa alla sicurezza. Ha inoltre mostrato loro una serie di segnali acustici, la segnaletica di salvataggio, l ubicazione degli estintori, le vie di esodo della propria scuola ed il punto di raccolta all esterno. Anch essa ha portato una classe per volta alla visione delle slides sulla LIM sui vari significati dei cartelli ed in seguito li ha portati a discutere in classe i vari elaborati.

24 IL PIANO DI EVACUAZIONE Martedì 17 novembre, la nostra professoressa di tecnologia ci ha spiegato il piano di evacuazione. Per prima cosa ci ha detto che il piano di evacuazione è uno strumento che predispone le operazioni da seguire in caso di emergenza. La professoressa ci ha spiegato più volte che l emergenza è un fenomeno imprevedibile, pericoloso, con rischi per cose e persone. La professoressa ci ha detto ache che in caso di emergenza non bisogna avere panico per diversi motivi: - non consente il controllo della situazione - coinvolge altre persone, quelle a noi vicine - rende difficoltose le operazioni di soccorso.ma soprattutto vengono compromesse: l attenzione, il controllo dei movimenti e la capacità di ragionamento. La professoressa ci ha spiegato che un piano di emergenza ci consente di essere preparati, ci induce a un sufficiente autocontrollo per attuare comportamenti corretti, riduce i rischi e facilita l allontanamento dai luoghi pericolosi. La professoressa ci ha accennato che negli ambienti scolastici è fondamentale: - conoscere l ambiente scolastico - riconoscere gli spazi attraverso le planimetrie - individuare: scale/uscite di emergenza e i punti di ritrovo

25 Infine abbiamo affrontato il discorso dei cartelli. Li abbiamo classificati in cinque gruppi: - Cartelli di SALVATAGGIO (forma quadrata o rettangolare, sfondo verde e immagine bianca) - Cartelli di OBBLIGO (forma rotonda, sfondo blu e immagine bianca) - Cartelli di AVVERTIMENTO (forma triangolare, bordo nero, sfondo giallo, immagine nera) - Cartelli ANTINCENDIO (forma quadrata/rettangolare, immagine bianca e sfondo rosso) - Cartelli di DIVIETO (forma rotonda, immagine nera, sfondo bianco e bordo rosso

26 ..e abbiamo parlato delle loro funzioni. Per ultima cosa abbiamo visto i comportamenti degli alunni, dei bidelli e degli insegnanti in caso di emergenza

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31 DAI FENOMENI NATURALI COME IL

32 Nel nostro Istituto abbiamo iniziato a sviluppare l argomento INCENDIO Come comportarsi in situazione di pericolo incendio. Sono state svolte attività pratiche con comportamenti adeguati alla situazione e si sono realizzati fumetti, acrostici e disegni liberi.

33 I pompieri indossano un casco per proteggersi dagli oggetti che possono cadere e colpirli alla testa, un uniforme ignifuga, un paio di stivali, guanti, una bombola di ossigeno e una maschera per respirare meglio in caso di fumo.

34 Quando si verifica un incendio bisogna telefonare immediatamente ai pompieri chiamando il 115. Il loro automezzo è dotato di una sirena così che le auto diano loro la precedenza. Su di esso è installata una lunga scala scorrevole per poter raggiungere notevoli altezze ed è Inoltre attrezzato di idranti e attrezzi vari per poter combattere le fiamme. I pompieri indossano un uniforme ignifuga che li protegge dal calore e dal fumo. I pompieri sono nostri amici.

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36 I bambini delle Scuole dell Infanzia hanno simulato alcune situazioni di pericolo come ad esempio: hanno imparato che quando un locale è invaso dal fumo, bisogna camminare a gattoni sotto il fumo, tenendo la testa sollevata e che bisogna sempre guardare davanti a sè per trovare l uscita.. Altra situazione di pericolo: se l indumento di un bambino prende fuoco non bisogna spaventarsi ma, fermarsi, buttarsi per terra, proteggere il viso con le mani e rotolarsi, girandosi da una parte e poi dall altra, sino a quando le fiamme sono completamente spente. Non appena le fiamme si spengono, rivolgersi ad un adulto che provvederà a mettere dell acqua fredda sulle ustioni e chiamerà un medico. Gli adulti sanno cosa fare.

37 I pompieri non hanno solo il camion, ma utilizzano anche i Canadair ed elicotteri Nella scuola primaria, si sono svolte attività pratiche e teoriche che riguardano il comportamento da tenere durante l evacuazione per un eventuale allarme dovuto ad un incendio. Gli alunni hanno visionato il DVD di Capitan Prudenza e svolto attività di coloritura di disegni raffiguranti i vigili del fuoco.

38 Hanno svolto un percorso sulla sicurezza a scuola ed in ambienti domestici e su come affrontare i vari pericoli presenti in un incendio. Tale percorso è stato suddiviso in attività teoriche e pratiche. Nell attività pratica si sono eseguite delle riprese video, durante le quali i bambini hanno eseguito percorsi (rotolare e gattonare ) utili ad affrontare l emergenza incendio. Nell attività teorica i bambini hanno guardato immagini e slide riguardanti i vari incidenti che possono verificarsi in casa, a scuola e soprattutto durante un incendio. Hanno imparato inoltre quali sono i comportamenti corretti da tenere durante l evacuazione ed hanno sviluppato discussioni e ricerche inerenti le varie situazioni di pericolo.

39 Si sono effettuate visite presso la caserma dei Vigili del fuoco dove hanno potuto osservare da vicino i vari mezzi e i vari attrezzi che i Pompieri utilizzano in caso d incendio od altri tipi di interventi.

40 Disegni sull argomento

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42 Gli studenti della scuola secondaria di I grado sono stati sensibilizzati ed invitati a riflettere su errati comportamenti quotidiani che possono diventare pericolosi per se stessi e per gli altri (individuazione di regole di comportamento sociale positivo) Realizzazione di cartelloni e fumetti inerenti all argomento..

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44 Uno studente informato e formato sarà un cittadino ed un lavoratore più attento alla sicurezza propria e altrui il secondo argomento sviluppato è il TERREMOTO ( dal latino Terrae motus) cioè Movimento della terra. I bambini delle scuole dell infanzia hanno realizzato un cartellone ed un plastico che rappresenta il movimento della terra..

45 Simulazione della terra che trema.

46 Ecco l attività svolta dagli alunni della Scuola Primaria ed i loro disegni

47 I ragazzi della scuola secondaria di I grado si sono impegnati a fare una ricerca sulle fasi del terremoto (classi terze), e disegni (classi prime) ed ecco i risultati: Jeremi Buan 3^ A Relazione sui terremoti Un terremoto (o sisma) è un improvvisa vibrazione della Terra prodotta dalla rottura e dal movimento delle rocce all interno della litosfera. Le vibrazioni prodotte vengono chiamate scosse sismiche. Il punto, interno alla litosfera, dal quale inizia la propagazione del terremoto, è detto ipocentro. L epicentro è il punto della superficie posto verticalmente sopra l ipocentro e nel quale le scosse si manifestano con la massima intensità. Origine dei terremoti: si dicono terremoti tettonici i sismi generati dall attività delle faglie; i terremoti vulcanici sono, invece, generati dai movimenti del magma all interno del vulcano e sono particolarmente intensi nelle eruzioni di tipo esplosivo. I terremoti locali possono essere provocati da crolli all interno delle grotte carsiche, da grandi frane o da esplosioni prodotte dall uomo, e sono percepiti entro un area molto ristretta. Lo strumento per rilevare l intensità del terremoto è il sismografo.

48 Confrontando i sismogrammi prodotti da sismografi localizzati in almeno tre punti diversi della superficie terrestre, è possibile determinare la posizione dell epicentro di un terremoto. L epicentro sarà il punto di intersezione comune alle tre circonferenze, aventi centro ciascuno in una delle località di rilevamento e raggio pari alla distanza tra la località di rilevamento e l epicentro. Le scale sismiche: i terremoti possono essere misurati attraverso due diverse scale sismiche che ne mettono in evidenza due differenti caratteristiche. La scala Mercalli misura l intensità di un terremoto sulla base degli effetti prodotti. Il valore dell intensità è più elevato in corrispondenza dell epicentro e decresce con l aumentare della distanza da esso. La scala Richter misura la magnitudo di un terremoto sulla base dei dati strumentali. La magnitudo ha un valore unico per ogni terremoto perché è una grandezza correlata alla quantità di energia liberata.

49 3^ B I TERREMOTI: Un terremoto, o sisma, è un improvvisa vibrazione del terreno prodotta da una brusca liberazione di energia e tale energia si propaga in tutte le direzioni (come una sfera) sottoforma di onde. LE CAUSE: I terremoti sono dovuti al liberarsi di energia all interno del globo terrestre. Ciò viene avvertito in superficie come vibrazioni del terreno. Il punto in superficie dove si verifica la maggiore vibrazione si chiama epicentro e in verticale ad esso, in profondità, è situato l ipocentro, che è il punto esatto dove si libera l energia maggiore. Dall ipocentro si allargano le onde sferiche che raggiungono la superficie arrivando con la massima energia all epicentro. Da qui si diffondono onde superficiali, con scosse ondulatorie (in senso orizzontale) o sussultorie (oscillazioni in senso verticale).

50 I DIVERSI TIPI DI FAGLIE: I terremoti si verificano su fratture o spaccature della crosta terrestre note come faglie sismiche laddove si accumula l energia (stress meccanico) indotta dai movimenti tettonici. Muovendosi alcuni centimetri l anno, queste placche si scontrano o si allontanano o scorrono l una affianco all altra e ognuna oppone resistenza al movimento dell altra, finché succede che si rompono di schianto facendo tremare e sussultare la terra sotto i nostri piedi. Esistono diversi tipi di faglie suddivisi a seconda del movimento relativo: Una faglia normale rompe il suolo in due pezzi che si allontanano Una faglia inversa invece avvicina tra loro due blocchi di roccia finché non si rompono Una faglia trascorrente fa scorrere due blocchi di lato, sfregandoli tra loro finché non si rompono

51 Il maremoto si manifesta con onde sismiche traslatorie che si disperdono nella massa oceanica e che investono anche le regioni costiere. Le cause sono: - Una vibrazione (terremoto) del suolo marino - Frane sottomarine - Fenomeni causati da eruzioni vulcaniche

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53 Dopo aver sviluppato negli anni precedenti eventi come l incendio ed il terremoto, l ultimo argomento trattato è l alluvione. La presenza attiva dei vigili del fuoco della caserma di Sesto San Giovanni ha coinvolto tutti i bambini e gli alunni dell Istituto. Le attività con i vigili del fuoco sono state svolte nella Scuola Primaria di via Scialoia.

54 I bambini delle scuole materne hanno drammatizzato la storia sull alluvione..

55 I bambini hanno rappresentato graficamente

56 Per i bambini delle scuole dell infanzia incontrare i vigili del fuoco è stata occasione per ascoltare osservare interpretare imparare mettere in pratica le proprie conoscenze. Essi hanno fatto vedere ai bambini delle slide che illustravano varie situazioni di pericolo.

57 Nel giardino della scuola primaria i bambini hanno potuto osservare alcuni mezzi usati dai pompieri

58 Con questi disegni i bambini hanno ricordato le varie fasi del loro incontro con i pompieri.

59 Gli alunni di prima e seconda della scuola primaria hanno rappresentato graficamente. alcuni vigili del fuoco della Caserma di Sesto S. Giovanni che con le loro interessanti spiegazioni, i filmati ed i racconti di esperienze vissute, ci hanno fatto comprendere il valore della prevenzione! CLASSI TERZE PRIMARIA Noi bambini delle classi terze della Scuola Primaria, abbiamo avuto la possibilità di conoscere alcuni vigili del fuoco della Caserma di Sesto S. Giovanni che con le loro interessanti spiegazioni, i filmati ed i racconti di esperienze vissute, ci hanno fatto comprendere il valore della prevenzione!

60 I ragazzi della scuola secondaria, in seguito a quanto argomentato in classe sull alluvione, hanno elaborato relazioni riferendosi ad avvenimenti del passato come la tragedia annunciata del Vajont. Alluvione = Inondazione, si verifica quando piove molto Strumenti - Idrometro - pluviometro Regole: sentire radio - chiudere gas e luce. Portare borsa con vestiti e cibo Non portare cose che non servono Aiuto: Pompieri = numero 115 / 112 ( Riccardo Cerberi 1D )

61 Tema : " IL VAJONT " Realizzato da: Pineda - Met Bastianello ( 3 C ) Ricorrenza del 50 anniversario della strage del Vajont. Il 9 Ottobre del 1963 fu il giorno di una terribile tragedia che causò circa 2000 morti nella valle del Vajont in Veneto. Molte catastrofi naturali sono inevitabili ma ciò che accadde in quella valle poteva benissimo essere evitato. L'uomo ha sempre contrastato la natura per agevolare i propri bisogni, purtroppo però non sempre va tutto liscio, a volte l'uomo cerca di mutare la natura in un modo troppo diretto oppure come in questo caso, l'umanità è rimasta indifferente a ciò che stava accadendo. La diga che progettarono era circa la metà della massa della montagna Toc, che essendo marcia, si spezzò e franò ad una velocità tale che l'acqua del lago fuoriuscì e si riversò sulla valle. La potenza dell'onda fu devastante, superò i 200 metri di altezza e distrusse completamente il paese di Longarone. Gli ingegneri erano consapevoli del pericolo che sarebbe potuto accadere, infatti sono stati accusati di omicidio premeditato volontario. Anche in questo caso, però, la natura ha fatto la sua parte in quanto la valle del Vajont è un territorio di grande piovosità. Con i soliti difetti tipici degli esseri umani riusciamo a provocare catastrofi che si riflettano su noi stessi.

62 Ricorderemo sempre la strage della valle, morì annegato sotto l'acqua della diga un intero villaggio, ciò è servito per farci riflettere sui nostri errori che a volte possono portare a grandi disastri.

63 RACCONTO ( Esperienza vissuta ) 3 B Oggi è l'undici Novembre, giorno di san Martino che, secondo la tradizione, vede splendere in cielo il sole caldo e luminoso: infatti è così. Io e mio nonno decidiamo di uscire e camminiamo sulla riva del PO in questa giornata stranamente soleggiata. Il nonno è particolarmente loquace, non perde tempo per raccontarmi le sue avventure di pesca, fatte quando era giovane. Passo dopo passo mi racconta di quando ha pescato un luccio gigantesco, tanto è vero che i suoi amici lo hanno festeggiato con una foto ricordo, che è appesa su una parete dell'associazione pescatori e poi con una cena tutta a base di Luccio, che ancora oggi rievocano leccandosi i baffi. All'improvviso il nonno si ferma presso un muro diroccato a cui sono appoggiati i resti di una chiatta, che doveva aver visto tempi migliori. Chiedo al nonno perchè si è fermato bruscamente. Intanto il suo volto si è incupito. Il nonno deglutisce e si schiarisce la voce più volte, preso dall'emozione che non vuole far notare. Trent'anni fa in questa zona c'è stata tanta pioggia per tanti giorni. Tutti erano allarmati. La gente usciva di casa solo per fare acquisti. La pioggia continuava a cadere inesorabile. Il fiume veniva controllato a vista da alcune persone che lo ispezionavano, pronti a dare l'allarme in caso di pericolo. " Si era alzato in forte vento. Sibili a folate percuotevano ogni casa. Intanto nel paese circolava la notizia che una frana era caduta più in alto. L a quantità di terra, alberi, massi era tale che la piena avrebbe travolto ogni cosa, animale o uomo. In ciascuna casa si pregava e si guardava con trepidazione il fiume nero e minaccioso. La sera ormai allunga le sue ombre sul paese e tutti sperano in un pò di riposo, ma ecco che l'intera vallata si scuote al drammatico scampanio delle campane dell'unica chiesa del paese, c'è chi si affaccia alle finestre, chi scende in cantina, chi sbarra l'uscio. In pochi minuti l'acqua penetra nelle cantine, nelle stalle e sta raggiungendo il primo piano delle loro misere case. c'è chi sale sui tetti, chi si aggrappa ai rami più poderosi degli alberi. Sulla superficie dell'acqua torbida affiorano le carcasse di animali morti, che vanno verso il mare."

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Anno scolastico 2011-2012

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