La figura di Salvatore Ottolenghi

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1 Salvatore BUZZANCA La figura di Salvatore Ottolenghi

2 Salvatore Ottolenghi, fondatore e primo direttore della Scuola Superiore di Polizia, nacque ad Asti nel 1861 e nel 1884, a soli ventitré anni, conseguì la laurea in medicina e chirurgia. Appassionato di oculistica, si dedicò assiduamente a tale branca della medicina nella quale iniziò ad esercitare professionalmente appena laureato intraprendendo, nel contempo, approfonditi studi specialistici. Vivamente apprezzato per la serietà dell impegno scientifico e per l altissima professionalità, fu invitato espressamente dal grande Cesare Lombroso a dedicarsi all antropologia ed alla psichiatria e nominato, già nel 1885, assistente a quella cattedra presso l ateneo torinese. Dal 1885 al 1893 Ottolenghi collaborò strettamente con Cesare Lombroso nell approfondimento degli studi avviati da fisionomisti con G.B. Della Porta e J.K. Lavater, frenologi guidati da F.J. Gall e G. Spurzheim, degenerazionisti dei quali fu caposcuola B.A. Morel ed alienisti con J.C. Prichard e H. Maudsley, tutti interessati a ricercare possibili corrispondenze morfologiche quali espressione del carattere o di quadri clinici alterati. Tutti questi studi sono comunemente intesi dai profani come diretti a ricercare, individuare e localizzare stigmate criminali mentre in effetti le semplificazioni così operate denotano solo superficialità e scarsa conoscenza della reale portata scientifica delle concezioni che si pretende di criticare. Non sembra pertanto inopportuno, a questo punto, chiarire la portata di questi studi precisandone, sia pure sinteticamente, contenuti e limiti per sgombrare il campo da pregiudizi tanto infondati quanto duri a morire. Così, ad esempio, è interessante osservare che la fisiognomica, già iniziata con Aristotele, e coltivata fra gli altri da Galeno e Seneca, aveva continuato ad essere praticata nel Medioevo con frequenti sconfinamenti nel settore dell astrologia e di scienze occulte quali la chiromanzia o dattilomanzia, la pedomanzia, la metoscopia e l umbilicomanzia che pretendevano di cogliere i dati del carattere e perfino predire il destino delle perso- 312

3 Salvatore BUZZANCA ne attraverso un asserito influsso dei pianeti, mediante l esame delle linee papillari delle mani e dei piedi o dalle caratteristiche della fronte o dell ombelico. In tempi più recenti, nel 1586, Giambattista Della Porta (Vico Equense 1535, Napoli 1615), sconfessate le pratiche divinatorie astrologiche, ritenne che si potessero prevedere le diverse manifestazioni del carattere dell uomo attraverso lo studio delle linee del suo volto. Le teorie del Della Porta furono riprese e sviluppate da Johann Kaspar Lavater (Zurigo ) che nella sua opera principale Frammenti di Fisiognomica si sforzò di dimostrare come sia possibile, dall esame dei tratti del volto, non solo interpretare gli aspetti caratterologici del soggetto esaminato, ma anche, indipendentemente dal suo aspetto, scoprirne le qualità positive per le connessioni che esisterebbero tra caratteri fisici esterni ed atteggiamenti spirituali. I frenologi, con Gall 1 ritennero che sarebbe stato possibile riconoscere le facoltà psichiche individuali dall osservazione delle protuberanze craniche in quanto determinate da un presupposto maggior sviluppo delle zone cerebrali sottostanti. Gli stessi anticiparono l osservazione che il cervello è l organo deputato alle facoltà intellettuali, morali ed affettive, facendo giustizia delle teorie che ancora ponevano nel cuore la sede di alcuni sentimenti ed individuarono nei lobi frontali le funzioni psichiche superiori dando origine ed influenzando profondamente gli studi morfologici ed anatomo-psicologici sul cervello che sono alla base dell antropologia patologica criminale precorrendo, così, le dottrine della Scuola lombrosiana. Le teorie frenologiche furono molto divulgate da Johann Caspar Spurzheim (Langwich, Germania, 1776 Boston 1832), in manuali e mappe con l indicazione di ben 38 localizzazioni sulla scatola cranica sedi 1 Franz Joseph Gall, medico e fondatore della frenologia (Tiefenbrunn Baden 1758, Parigi 1828) nacque da una famiglia di origine italiana. Suo nonno paterno, infatti, aveva cambiato in Gall l originario cognome Gallo perché riteneva che un nome che suonasse come tedesco garantisse un più agevole inserimento nella società. 313

4 di facoltà morali, intellettuali e di istinti (violenza, cupidigia, furto ecc.). Le pubblicazioni citate seppur fecero conoscere al grosso pubblico le concezioni frenologiche, che conobbero anche un grande successo sotto il profilo strettamente scientifico, nel tempo le svilirono in quanto i manuali e le mappe finirono per diventare prontuari per discussioni da salotto volte a scoprire le pretese disposizioni innate degli astanti, a tutto scapito delle intuizioni ed anticipazioni di sicuro fondamento scientifico. Un illustre vittima della superficialità e delle facili generalizzazioni fu anche Bénédict Augustin Morel (Vienna 1809 Saint Yon, Francia, 1873), insigne psichiatra e sostenitore, tra l altro, di riforme dirette al ripudio di mezzi coercitivi nei confronti dei malati di mente ricoverati negli ospedali psichiatrici ed alle più sollecite dimissioni dei pazienti cui, in ogni caso, si sarebbe dovuto assicurare un efficace assistenza medica domiciliare. Morel introdusse per primo il concetto di demenza precoce e studiò i disturbi dell intelligenza inserendo e sistemando i conseguenti fenomeni di destrutturazione della personalità nell ambito della più generale teoria della degenerazione progressiva ereditaria. Sotto tale profilo, in un epoca in cui le leggi del Mendel non erano state ancora enunciate ed il costituzionalismo biologico era di là da venire, Morel intuì come l ereditarietà giocasse un ruolo importante nella definizione delle caratteristiche umane tra le quali indicava la tendenza a contrarre malattie ed il cretinismo in quanto espressione di degenerazione fisica e mentale. L aspetto più grave era che le degenerazioni, che egli acutamente riteneva potessero essere influenzate negativamente da cattive abitudini contratte: alcoolismo, uso di stupefacenti, cattive condizioni di vita, inosservanza di norme igieniche, ecc. potessero essere trasmesse alla prole con aggravamento del quadro clinico. Indubbiamente la mancanza di conoscenze genetiche e di mezzi d indagine oggi comuni indusse Morel ed i degenerazionisti a studiare e valutare segni esteriori ed anomalie fisiche di dubbio significato quali la cutis verticis gyrata,un ispessimento del cuoio capelluto che determina la formazione di pieghe che ricordano nell aspetto le circonvoluzioni cerebra- 314

5 Salvatore BUZZANCA li, le asimmetrie, ecc., in seguito facile bersaglio di critiche, ma non si può negare che anche al giorno d oggi la moderna psichiatria accanto ai più avanzati reperti clinici (elettroencefalografia, angiografia, ecc.) raccomanda l osservazione dei caratteri fisici che in molte malattie (mongolismo, cretinismo, ecc.) hanno un valore prognostico rilevante. 2 Gli alienisti, infine, dei quali sono da considerare capiscuola James Cowles Prichard (Ross 1786 Londra 1848) e Henry Maudsley (Rome, Yorkshire, 1835 Bushley Heath, Londra, 1918), svilupparono la teoria della follia morale e dei suoi rapporti con i comportamenti criminali sostenendo, tra l altro, che le facoltà morali potevano essere alterate senza che lo fosse la ragione come nel caso della cleptomania e della piromania, aprendo così, per la psichiatria, un nuovo campo d indagine ricco di implicazioni giuridiche per quanto attiene alla responsabilità personale. Com è facile rilevare, il denominatore che accomuna le ricerche degli scienziati fin qui citati è il rifiuto del principio di autorità e del metodo intuitivo-empirico sostituiti da quello scientifico galileiano che verrà da Lombroso, per la prima volta, applicato allo studio del delinquente e da Ottolenghi trasferito alle indagini di polizia. Per completezza di esposizione sembra opportuno a questo punto sottolineare che la stessa superficialità di giudizio e la prevenzione che hanno, nel tempo, colpito le concezioni espresse da fisionomisti, frenologi, degenerazionisti ed alienisti, semplicemente liquidati con l affermazione, indimostrata ed indimostrabile, di meri ricercatori di corrispondenze tra aspetto fisico e manifestazioni criminali sono state riservate a Cesare Lombroso le cui opere, peraltro, sono almeno misconosciute. Uno dei motivi, forse non molto noto, di tale atteggiamento mentale è senz altro da individuare nel fatto che la teoria di fondo lombrosiana dei rapporti fra anomalie fisiche e criminalità divenne di dominio pubbli- 2 Cfr. Hans Joerg Weithbrecht, Compendio di Psichiatria, Piccin ed., Padova, 17, pagg. 210 e segg; W. Mayer-Gross, E. Slater, M. Roth, Psichiatria Clinica, Sansoni ed; scient. 1963, pagg ; H. Ey, P. Bernard, Ch. Brisset, Psichiatria, Utet Masson, 1972, Torino, pagg

6 co ancor prima che l Autore potesse verificarla e modificarla come Egli, in effetti, fece. È noto che Lombroso ebbe l intuizione della natura atavica del delitto, nel 1871, allorché eseguì l ormai famosa autopsia sul cranio del brigante calabrese Vilella rilevando la presenza di una fossetta occipitale, tipica delle scimmie antropomorfe. 3 Il reperto fu interpretato in base alla legge della ricapitolazione di Haeckel, secondo la quale l ontogenesi riassume la filogenesi, ed alle tesi sostenute da Virchow e Darwin per le quali l evoluzione dagli animali all uomo potrebbe anche comportare un cammino inverso e, quindi, una regressione verso tipi primitivi. La scoperta e l interpretazione di Lombroso, divenute ben presto di dominio pubblico, sono, come si è detto, del 1871 ma la prima edizione della sua opera fondamentale L Uomo delinquente è del 1876 e venne continuamente modificata fino al 1900 e, dopo la morte dello scienziato, nel 1909, ancora rivista dalla figlia Gina per l edizione del Ne deriva che tutto il lavoro di revisione ed aggiornamento svolto da Lombroso è pressoché ignorato ed egli, per molti disinformati, resta solo l Autore che pretende di stabilire se un soggetto sia un delinquente o meno soltanto in base ad alcune stigmate fisiche pur se la sua proposizione fondamentale, per quanto concerne l eziologia del delitto, è espressa dalle parole che non vi è crimine che non abbia radici in molteplici cause che vanno ricercate caso per caso. Sotto tale punto di vista è anzi corretto affermare che l asserzione lombrosiana anticipa di quasi un secolo la moderna corrente della criminologia clinica o individualistica. La ricerca scientifica ed i progressi nelle scienze biologiche, criminali e mediche hanno rivalutato l importanza dello studio morfologico del 3 Così si espresse allora lo scienziato: improvvisamente, una mattina, in un nuvoloso giorno di dicembre, nel teschio di un brigante, trovai una lunga serie di anomalie ataviche. analoghe a quelle che si riscontrano negli invertebrati inferiori. Di fronte a queste strane anomalie, come avviene quando una grande pianura è rischiarata da un orizzonte illuminato, mi sono reso conto che il problema della natura e dell origine dei criminali era per me risolto. 316

7 Salvatore BUZZANCA delinquente propugnato da Lombroso ed oggi non vi è più chi metta in dubbio la necessità, nello studio della persona umana, dell esame anche morfologico dato che la forma si rivela sempre più come l espressione plastica della funzione. 4 Lombroso fu anche il primo a sostenere la necessità di considerare la personalità del delinquente tanto ai fini dell individuazione della pena che del conseguente trattamento rieducativo. A tal fine, nel suo trattato L uomo delinquente, egli sprona gli studiosi - ed in particolare i giuristi - a lasciare per qualche tempo il tavolo e le biblioteche per entrare nel carcere senza prevenzione per conoscerlo non nel muto contenuto ma nel contenuto vivo che vi sta dentro, per rendersi così conto che tutte le loro pretese riforme, ideate ed applicate senza il controllo della pratica, non sono che pericolose illusioni. Lombroso inoltre, come sottolinea il Quaranta: tentò un originale utilizzazione dei risultati della fisiologia, psicologia, patologia e della teoria dell evoluzione per dare la spiegazione di un fenomeno assai diffuso nell Italia post-unitaria: la delinquenza... ebbe anche intuizioni assai vicine a quelle di Freud... ed ebbe vivissimo il senso dell irresponsabilità dell individuo anormale e di una terapia... che può precorrere certe forme della psicoanalisi postfreudiana 5. La digressione compiuta e le teorie cui si è fatto cenno dimostrano quanto sia stato fecondo di studi, verifiche ed approfondimenti scientifici il periodo trascorso presso l Istituto diretto da Cesare Lombroso dal giovane Ottolenghi il quale, contemporaneamente, si dedicò anche con passione a studi di medicina legale, materia nella quale conseguì, nel 1888, la libera docenza nell ateneo torinese e nel 1893, per concorso, la cattedra presso l Università di Siena. Se già Lombroso aveva intuito le possibilità di una Polizia moderna 4 Cfr. DI TULLIO Benigno: Principi di criminologia generale e clinica e psicopatologia sociale, Roma, Istituto Italiano di Medicina Sociale editore, 1971, pag QUARANTA Mario: Positivismo ed Hegelismo in Italia in Storia del pensiero filosofico e scientifico, a cura di Ludovico Geymonat, vol. VI, cap. VIII, Garzanti ed. Milano, 1977, pagg. 209 e segg. 317

8 che, basata sulla conoscenza dell uomo, introducesse ed applicasse il concetto della prevenzione accanto a quello della repressione, Ottolenghi andò oltre applicando la metodologia scientifica induttiva, basata cioè sull osservazione, alle indagini di polizia giudiziaria. Nasce così quello che Ottolenghi chiamò Programma di Polizia Scientifica nel quale le conquiste della psicologia, della medicina legale, dell antropologia e della psichiatria trovavano applicazione concreta nel settore delle investigazioni fino a quel momento lasciate ai vecchi metodi empirici ed all intuito del funzionario di polizia. Nel Programma inoltre, in ben meditata simbiosi, venivano accolte le più moderne acquisizioni tecniche nel campo della fotografia, del segnalamento descrittivo applicato alle persone ed agli ambienti, della microscopia, delle analisi biologiche, chimiche e fisiche in un complesso organico talmente innovativo che non poteva non destare perplessità, riserve ed osservazioni anche malevoli. Di tutto ciò si rendeva perfettamente conto Salvatore Ottolenghi il quale ebbe a dire che il misoneismo e la diffidenza che lo circondavano costituivano il maggiore incitamento a perseverare. Contemporaneamente egli, sempre aperto alle innovazioni ed al progresso scientifico, si dedicò allo studio della dattiloscopia che in quegli anni cominciava ad imporsi all attenzione dei criminalisti, accanto al Bertillonage 6 dopo la pubblicazione delle opere fondamentali di F. Galton Fingerprints del 1892 e Fingerprints directories del Convinto assertore della necessità di coniugare scienza ed investigazione giudiziaria, già nel 1895 organizzava a Siena, presso la sua cattedra di medicina legale, il primo corso di Polizia Scientifica per gli studenti di 6 Bertillonage: il termine, coniato dal giornalista francese Pierre Brullard nel 1888, si riferisce al complesso procedimento per l identificazione antropometrica dei criminali messo a punto nel 1883 da Alphonse Bertillon (Parigi, ) pioniere della criminalistica. Basato sulla misurazione accurata di undici parti del corpo umano, il Bertillonage, che si diffuse in tutto il mondo, fu il primo metodo di identificazione personale scientifica nella storia della criminalistica la cui validità sia stata ampiamente dimostrata dai risultati ottenuti. Ben presto superato per efficienza, semplicità e praticità dai sistemi d identificazione dattiloscopici fu ufficialmente abbandonato con il Congresso internazionale di Polizia Scientifica tenutosi a Monaco nel

9 Salvatore BUZZANCA quell Università, mentre nel 1896 in collaborazione con il Questore di Palermo, Alongi, iniziava la pubblicazione di una Rivista di Polizia Scientifica. Nel 1902, ritenendo che ormai per troppo tempo, come aveva scritto Lombroso, si fosse operato in Polizia così come si faceva la guerra nei tempi eroici, tutta a casaccio, ad empirismo, dove il merito individuale di alcuni pochi in astuzia ed in forza muscolare decideva solo della vittoria e che mancasse personale veramente qualificato che si servisse per le sue indagini delle risorse scientifiche offerte dagli studi di statistica, di antropologia criminale, che moltiplicasse, insomma, il proprio impegno con le forze enormi, e quel che è più, esattamente governabili della scienza 7, Ottolenghi, spinto dalla fede nel suo Programma di Polizia Scientifica la cui bontà era stata ampiamente dimostrata dai risultati ottenuti in quel primo corso tenuto a Siena, convinto che la crisi in cui versavano le Amministrazioni di Polizia dei Paesi più evoluti fosse dovuta alla mancanza assoluta di speculazione teorico-scientifica nel settore organizzativo e ad una più generale crisi di sistema seguita all affermarsi delle nuove concezioni giuridiche e sociali basate sul più assoluto rispetto della libertà e della dignità umana, si recò a Roma, al Ministero dell Interno, ove chiese di essere ricevuto dal senatore Francesco Leonardi, Direttore Generale della P.S. al quale sottopose il suo progetto, tanto a lungo vagheggiato, di tenere corsi di polizia scientifica per i funzionari dell Amministrazione della Pubblica Sicurezza. Leonardi si entusiasmò per l iniziativa, se ne fece interprete presso il ministro pro-tempore on. Giolitti ed autorizzò Ottolenghi ad organizzare un corso per funzionari e delegati di P.S. che venne tenuto presso le carceri di Regina Coeli in locali messi a disposizione dalla Direzione Generale degli Istituti di Pena, allora alle dipendenze del Ministero dell Interno. Quel primo corso durò tre mesi e fu seguito da 35 funzionari, nove dei quali commissari, nove vice commissari e 17 delegati di P.S.; il corso fu 7 LOMBROSO Cesare: L uomo delinquente in rapporto all antropologia, alla giurisprudenza ed alla psichiatria, ed. Bocca, Torino, vol III, pag

10 tenuto nella cosiddetta sala dei riconoscimenti delle carceri di Regina Coeli dove, prima che venissero applicate all identificazione personale le metodologie scientifiche dell antropometria e, successivamente, della dattiloscopia, gli investigatori facevano sfilare i detenuti (c.d. metodo della parata o della passatella) per riconoscere eventuali recidivi: nasceva così la Scuola di Polizia Scientifica alla cui direzione venne preposto lo stesso Ottolenghi nel frattempo trasferitosi a Roma in quanto vincitore per concorso della cattedra di medicina legale presso l Ateneo della Capitale. Nei primi mesi del 1903 fu tenuto un secondo corso e, sempre nello stesso anno, il 25 ottobre, il ministro dell Interno on. Zanardelli decretò che il corso di polizia scientifica fosse reso obbligatorio e dovesse far parte del tirocinio necessario agli alunni funzionari di P.S. per ottenere la nomina ad effettivo. L obbligo così sancito venne confermato nei successivi RR.DD. del 30 aprile 1905, n. 216 e del 31 agosto 1907, n. 725, in riconoscimento della validità scientifica dell operato della neo Scuola. Pienamente votato alla realizzazione del suo Programma, Ottolenghi avviò un complesso di realizzazioni che, a distanza di tanti anni, costituiscono ancora un vanto della Polizia italiana e tra le quali sono da citare: la metodologia da seguire per l effettuazione del sopralluogo e l adozione di una precisa terminologia, l istituzione, già nel 1903, del cartellino segnaletico nel quale sono compendiati in efficacissima sintesi i rilievi descrittivi fotografici e dattiloscopici del soggetto sottoposto a rilievi, la creazione presso le Questure dei Gabinetti di Polizia Scientifica, la classifica decadattiloscopica Gasti dal nome di uno dei più prestigiosi collaboratori di Ottolenghi, l allora commissario Giovanni Gasti, sollecitato a studiare, sotto la sua guida, i sistemi dattiloscopici allora in uso: Henry, Vucetich, Roscher, Daae ecc., allo scopo di coglierne gli aspetti positivi ed elaborare un sistema semplice e funzionale. Il compito, non certamente facile, fu assolto nel migliore dei modi da Gasti per cui Ottolenghi, dopo una breve fase sperimentale, l approvò ed introdusse ufficialmente, fin dal 1905, istituendo, nel contempo, il Ser- 320

11 Salvatore BUZZANCA vizio di Segnalamento ed Identificazione con il Casellario Centrale d Identità, presso il quale sono custoditi i cartellini delle persone segnalate dagli organi di Polizia italiani e quelli pervenuti da organi di polizia stranieri. Accanto al Servizio citato Ottolenghi ne costituì due ulteriori rispettivamente per le Indagini tecniche di Polizia Giudiziaria e per l Identificazione Antropologico-Biografica dei soggetti attraverso l anamnesi dei dati personali, ivi compresi i precedenti fisiologici e patologici, personali ed ereditari delle persone segnalate. Nel 1907, allo scopo di favorirne la divulgazione ma principalmente per convincere misoneisti e detrattori della Scuola, prima realizzazione del genere sul piano mondiale, della validità della sua azione, portata avanti pur tra mille difficoltà ed incomprensioni, pubblicò i Quadri sinottici di Polizia Scientifica che costituiscono una vera miniera di informazioni per chi voglia conoscere il pensiero e l opera di Ottolenghi, il suo Programma, la storia di quanto era stato fino ad allora compiuta e le prospettive future. 8 Nello stesso anno, avviò l impegnativa e lungimirante impresa di dotare le Questure di Gabinetti di Polizia Scientifica le cui funzioni, dapprima limitate al segnalamento dattiloscopico ed alla compilazione dei cartellini segnaletici, vennero successivamente estese all assolvimento dei compiti previsti dal Servizio Indagini tecniche di Polizia Giudiziaria e da quello per l Identificazione Antropologico Biografica. Per fare il punto della situazione è però da rilevare che la Scuola, pur proseguendo de facto nelle sue attività, per il continuo impegno e lo spirito d iniziativa di Ottolenghi, non aveva ancora ricevuto un riconoscimento formale per la mancata emanazione di un apposito Decreto Istitutivo. Tale stato di fatto angustiava i collaboratori di Ottolenghi e, tra questi, Falco e Gasti erano i più rammaricati, tanto più che il tipo di inse- 8 OTTOLENGHI Salvatore: Polizia Scientifica Quadri sinottici, Società Poligrafica Editoriale, Roma,

12 gnamento impartito nella Scuola, per il suo straordinario spirito innovativo, era stato ripreso ed apprezzato in tutto il mondo e che ad imitazione del modello italiano erano sorte Scuole di Polizia Scientifica in Francia, Germania, Belgio e Brasile. A tali osservazioni, con la serena e fiduciosa pacatezza di chi è conscio del valore dell opera intrapresa, il Maestro era solito rispondere: occorre farle le cose, occorre perfezionarle ed affermarle al lume dell esperimento. È tanto più bello che le leggi, più che istituire, sanzionino quello che già è fatto, perfezionato ed affermato; andiamo avanti per la nostra strada ed il decreto che istituisce la Scuola sarà una necessità logica e sarà fatto. Nel 1909, un ulteriore riconoscimento all alto valore scientifico della Scuola venne tributato dal R.D. n. 666 del 20 agosto, contenente il Regolamento speciale per gli ufficiali ed impiegati di Pubblica Sicurezza, con il quale si stabiliva espressamente, all art. 23, l obbligatorietà della frequenza di un corso non minore di sei mesi, dei quali almeno i primi tre presso la Scuola di Polizia Scientifica in Roma e gli altri in uffici di Pubblica Sicurezza. Nello stesso decreto si prevedeva altresì, all art. 24, che al termine del corso i partecipanti dovessero sostenere un esame teorico-pratico per il cui superamento era richiesta una media di almeno sette decimi. Nel 1910, conscio della diffidenza verso la nuova istituzione, artatamente fomentata da invidiosi e malevoli, Ottolenghi iniziò la pubblicazione del Bollettino della Scuola di Polizia Scientifica e dei Servizi di Segnalamento alla scopo precipuo, come Egli stesso ebbe a scrivere nell indirizzo ai lettori nel primo numero della rivista: di far conoscere ai funzionari di P.S., all Autorità Giudiziaria ed agli studiosi di Polizia Giudiziaria, la funzione di questa Scuola di Polizia Scientifica e l opera del Servizio d identificazione giudiziaria. Sempre nel 1910 l opera indefessa, puntigliosa, costante, di Salvatore Ottolenghi ebbe un prestigioso riconoscimento con l emanazione della famosa circolare Fani, relativa all accertamento dei reati e diretta ai Pro- 322

13 Salvatore BUZZANCA curatori Generali delle Corti d Appello nella quale, come disposto espressamente, venivano invitati i signori giudici istruttori a valersi dell opera di quei funzionari di P.S. che in queste ricerche siano convenientemente preparati avendo frequentati i corsi di Polizia Scientifica e specialmente dei funzionari addetti all Istituto di Polizia Scientifica di Roma, presso la Direzione Generale di P.S., ed ai Gabinetti di segnalazione i quali posseggono tutto il materiale necessario per tali rilievi e per le più necessarie prime indagini. La poliedrica attività di Salvatore Ottolenghi non ignorò il lavoro che in quegli anni veniva svolgendo la Commissione per la modifica del Codice di Procedura Penale del 1865, istituita dal Guardasigilli dell epoca, Camillo Finocchiaro Aprile, perché l occasione era quanto mai opportuna per introdurre nel nuovo Codice il riconoscimento delle innovazioni apportate dalla criminalistica nel settore delle investigazioni. Egli pertanto s impegnò con il consueto ardore nella nuova impresa, nella duplice veste di Direttore della Scuola di Polizia Scientifica e di Presidente della Società Italiana di Medicina Legale, da lui stesso fondata, e la sua opera venne coronata dall introduzione nel codice del 1913, all art. 166, di una norma che così recitava: gli ufficiali di Polizia Giudiziaria nelle loro operazioni possono procedere, se sia il caso, anche a rilievi tecnici e fotografici. Com è facile osservare la previsione esprime più che un ordine categorico, come a suo tempo rilevato dal Giri, funzionario di altissima professionalità della Scuola, una facoltà circondata da cautela; tuttavia Ottolenghi si dichiarò moderatamente soddisfatto facendo notare che si era ai primi passi dell applicazione dei mezzi tecnici nelle investigazioni giudiziarie e che si era ottenuto a fatica che si accennasse a queste nelle disposizioni di legge Il Codice di Procedura Penale, in ogni caso, era venuto nel suo testo definitivo a coronare l opera e l iniziativa della Scuola dando la sanzione legislativa a tutte quelle nuove funzioni che la Polizia Scientifica aveva indicate ed avviate. Èinteressante rilevare che non appena fu resa nota la bozza del testo 323

14 dell art. 166, la Società Italiana di Medicina Legale, il 30 maggio 1912, approvò un ordine del giorno nel quale, dopo essersi rimarcato che il Progetto Finocchiaro Aprile era improntato a straordinaria diffidenza verso l opera del funzionario di Polizia, venivano espressi voti che il testo definitivo del Codice includesse disposizioni procedurali corrispondenti alle esigenze scientifiche dell oggi e fosse orientato a quelle nuove riforme che, imposte dalle conquiste ormai assodate della scienza italiana, erano state accolte nei recenti Progetti dei Codici tedesco, austriaco e svizzero. Nel 1916 Ottolenghi ottenne che presso ogni Istituto di pena venisse costituito un Gabinetto di Polizia Scientifica per il segnalamento dei detenuti e che sul Registro Matricola delle carceri, all atto della dimissione, venissero apposte le impronte digitali e palmari della mano destra della persona scarcerata. L iniziativa ha un importanza basilare ancora oggi in quanto accade spesso che una persona arrestata e tradotta direttamente in carcere declini false generalità e che queste corrispondano ad una persona innocente: in tal caso, un semplice confronto dattiloscopico tutela l innocente il quale, diversamente, dovrebbe fornire prove concrete della sua estraneità al reato ascrittogli. Nel 1919, su iniziativa del Direttore Generale della P.S. Quaranta, con il R.D. del 7 dicembre 1919 n. 2504, veniva istituita in Roma alle dipendenze del Ministero dell Interno, la Scuola di Polizia Scientifica per l istruzione e la preparazione dei funzionari e degli agenti di Pubblica Sicurezza ; a tale provvedimento seguì il D.M. del 17 luglio 1920 contenente il Regolamento speciale per la Scuola di Polizia Scientifica. L assetto giuridico dato alla sua Scuola coronava l opera che nei settori didattico e scientifico Ottolenghi andava svolgendo da oltre trent anni ma, come egli soleva ripetere ai suoi collaboratori, costituiva, nello stesso tempo uno sprone ad un impegno maggiore nel superiore interesse dell Amministrazione della Pubblica Sicurezza. L azione del Maestro, così, divenne, se possibile, ancora più intensa e ricca di soddisfazioni per la Scuola il cui prestigio, come già peraltro anti- 324

15 Salvatore BUZZANCA cipato, aveva da tempo valicato i confini del Paese per dettare modalità e tempi della moderna formazione del funzionario di Polizia. Anche l attività internazionale della Scuola, già espletata ad altissimo livello nei convegni di Colonia e Rochester nel 1911, Parigi nel 1912, Copenaghen nel 1913 e Monaco nel 1914, con relazioni, proposte e costituzione di gruppi di lavoro interdisciplinari con la partecipazione dei più prestigiosi esperti mondiali, conobbe ulteriori sviluppi che si sostanziarono, oltre che in una presenza attiva nei più qualificati fori internazionali, in proposte di miglioramento e rilancio della cooperazione di Polizia sospesa per la dolorosa parentesi bellica costituita dalla Prima Guerra Mondiale. Tra le iniziative di maggior rilievo sono da segnalare, oltre che lo scambio continuo di informazioni sui progressi nei settori delle analisi di laboratorio, balistico e della documentazione fotografica, la proposta dell adozione di un Codice telegrafico internazionale di Polizia, l elaborazione di un Dizionario internazionale tecnico-criminale, la realizzazione di carte d identità uniformi per il servizio di identificazione, l istituzione di un Repertorio internazionale dei delinquenti con l indicazione dei dati di coloro i quali per le pene espiate e per la loro condotta potessero essere considerati delinquenti di professione. Un ulteriore successo colse Ottolenghi nel settore degli accertamenti di Polizia Giudiziaria con la messa a punto del metodo grafonomico basato sull applicazione dei principi del segnalamento descrittivo alle indagini grafiche 9 in quanto, come egli stesso scrive 10 ogni processo di identificazione è in fondo un operazione di confronto, di paragone. Esso consiste in quattro operazioni osservazione, rilievo o segnalazione dei caratteri, confronto dei caratteri stessi, giudizio di identità. Le affermazioni scientifiche e tecniche della Scuola sul piano nazionale e, più ancora, su quello internazionale suggerirono un mutamento 9 BUZZANCA Salvatore: L indagine grafica in Lezioni di Criminalistica, Roma, Tipografia della Scuola Superiore di Polizia, 1978, pagg. 142 e segg. 10 OTTOLENGHI Salvatore: La perizia di scrittura e l identificazione grafica, Roma, Tipografia delle Mantellate, 1924, pag

16 della sua denominazione ritenendosi riduttiva, per l importanza assunta dall Istituzione, la sia pur gloriosa indicazione di Scuola di Polizia Scientifica. Fu così che con il R.D. del 5 aprile 1925, n. 441, la Scuola assunse il nome di Scuola Superiore di Polizia, a sottolineare il suo magistero didattico. Nello stesso anno, Ottolenghi riportava un enorme successo ricevendo unanimi consensi, oltre che per l esposizione dei principi informatori del suo Programma e per una relazione sulle funzioni della Scuola Superiore di Polizia, al Congresso mondiale delle Polizie a New York, per aver sostenuto la necessità che le organizzazioni moderne di Polizia dovessero considerare la personalità del delinquente e l ambiente sociale in cui egli era vissuto o con il quale era venuto a contatto per realizzare una mirata politica di prevenzione. Gli anni che seguirono furono ricchi di successi e riconoscimenti per Ottolenghi e per la Scuola, la cui storia era sempre più intrecciata con quella del suo Fondatore; furono anche anni di studio e di lavoro in quanto Ottolenghi curò la riedizione del suo Trattato di Polizia Scientifica in due volumi, dette impulso alla pubblicazione del Bollettino della Scuola Superiore di Polizia costantemente aggiornato sulle innovazioni tecniche e scientifiche nel settore delle indagini di polizia, partecipò attivamente ai convegni internazionali, curò la crescita della Società Italiana di Medicina Legale, fondò, unitamente al Primo Presidente della Corte di Cassazione Mariano D Amelio ed al prof. Sante De Sanctis, ordinario di psichiatria e psicologia nell Università di Roma, nel 1933, la Società Italiana di Antropologia e Psicologia criminale con lo scopo di approfondire e favorire gli studi e le ricerche sulla personalità del delinquente e di spostare, per quanto possibile, la lotta alla criminalità sul piano della prevenzione attraverso mirati interventi sociali e di politica criminale. La parentesi terrestre di Salvatore Ottolenghi era però ormai prossima alla conclusione ma, per quanto affaticato e sofferente di cuore, non volle mancare all appuntamento con i suoi studenti universitari, il 2 giu- 326

17 Salvatore BUZZANCA gno 1934, per la lezione conclusiva dell anno accademico Fu l ultima lezione della sua vita e l applauso caloroso, spontaneo, affettuoso, tributatogli dall aula gli causò una profonda emozione cui non resse il suo cuore debilitato. Costretto ad un riposo cui non era certo abituato venne stroncato in pochi giorni da una polmonite sopravvenuta. Rendendosi subito conto della fine imminente volle accanto a sé i suoi collaboratori Falco, Di Tullio, Giri e Sorrentino che invitò a proseguire nel lavoro con le parole tanto è stato fatto e tanto resta ancora da fare. Gli successe quale Direttore della Scuola Superiore di Polizia il prof. Giuseppe Falco, Ordinario di medicina legale nell'università di Napoli già suo collaboratore, fino al gennaio del 1927, quale funzionario della Scuola, che lo ricordò in un affettuosa commemorazione, il 23 ottobre 1934, nella prima riunione di quell anno della Società Italiana di Antropologia e Psicologia Criminale, fortemente voluta dal Maestro scomparso. 327

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