Rassegna Stampa del 26/07/ :09

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1 SICT Rassegna Stampa del 26/07/ :09 La proprietà intellettuale degli articoli è delle fonti (quotidiani o altro) specificate all'inizio degli stessi; ogni riproduzione totale o parziale del loro contenuto per fini che esulano da un utilizzo di Rassegna Stampa è compiuta sotto la responsabilità di chi la esegue; MIMESI s.r.l. declina ogni responsabilità derivante da un uso improprio dello strumento o comunque non conforme a quanto specificato nei contratti di adesione al servizio.

2 INDICE UNIVERSITÀ E CONSORZIO FERRARA RICERCHE 26/07/2007 La Repubblica REGIONE/1 26/07/2007 Il Resto del Carlino Come coltivare la bellezza nel giardino di Lucrezia 26/07/2007 Il Resto del Carlino L' Università? Un 'gioiello' da 162 milioni 26/07/2007 Il Resto del Carlino Un Incubatore per le imprese dove le idee diventano pratica 26/07/2007 Il Resto del Carlino Diventare dottori? Costa 26/07/2007 Il Resto del Carlino Biblioteche in rete: per il catalogo oggi basta un clic 26/07/2007 L Unita Nasce Azienda unica per il diritto allo studio 26/07/2007 City? La Regione vara l'arstud unica 26/07/2007 Corriere di Romagna Diritto di studio, approvata l'azienda unica 26/07/2007 Gazzetta di Modena Ok all'unica azienda regionale Manzini: scelta per gli studenti 26/07/2007 La Nuova Ferrara Brevi 26/07/2007 La Nuova Ferrara «Gli atipici gonfiano le cifre» Zanirato (Uil) resta scettico 26/07/2007 La Voce di Romagna L'Emilia corre, Bologna frena la Romagna 26/07/2007 La Voce di Romagna Università : arriva la contestata azienda unica sul diritto allo studio

3 26/07/2007 Sole Nova Facoltà creative 26/07/2007 La Cronaca Di Piacenza Regione: legge per il diritto allo studio universitario 26/07/2007 L'informazione Una sola Adsu per tutte le università dell'emilia Romagna 26/07/2007 L'informazione Atenei: un'azienda unica per il diritto allo studio

4 AZIENDA USL DI FERRARA 26/07/2007 Il Resto del Carlino LA SOLIDARIETÀ SCENDE IN CAMPO in... 26/07/2007 Il Resto del Carlino L'Avis invita a donare prima di andare in ferie 24/07/2007 Il Sole 24 Ore Sanita' La nebulosa dell'ires sugli immobili Asl AZIENDA USL FERRARA LOCALI 26/07/2007 La Nuova Ferrara Correva l'anno... 26/07/2007 La Nuova Ferrara C'è gente splendida all' ospedale del Delta 26/07/2007 La Nuova Ferrara Ospedale mai senza cancelleria SCENARIO SANITA E SALUTE 26/07/2007 La Repubblica "Moretta all Ist" Al Gaslini primari in rivolta per il direttore 24/07/2007 Il Sole 24 Ore Sanita' Libera professione: dal 2009 regole più severe 24/07/2007 Il Sole 24 Ore Sanita' Se il dipendente s'assenta un po' UNIVERSITA E RICERCA 24/07/2007 Il Sole 24 Ore Sanita' Nuovi cervelli? Lucca li trova così 42

5 UNIVERSITÀ E CONSORZIO FERRARA RICERCHE 18 articoli

6 26/07/2007 La Repubblica Pag. 11 BOLOGNA REGIONE/1 SGT. PEPPER Alle 21,30 in piazza a Migliarino (FE) il coro dell'università di Ferrara guidato dal maestro Francesco Pinamonti, celebra il 40º anniversario di Sgt. Pepper's. UNIVERSITÀ E CONSORZIO FERRARA RICERCHE 6

7 26/07/2007 Il Resto del Carlino Pag. XXXII FERRARA Come coltivare la bellezza nel giardino di Lucrezia Nuova linea di cosmetici che prende spunto da ricette di Corte «LLA BELLEZZA è un bene fragile» scrisse Ovidio nell'arte di amare, manuale che rivela le segrete vie della seduzione femminile. Bellezza «bene fragile» perché in balia dei capricci di una natura non sempre generosa e vittima di quell'«ora passata che non torna più». Contro questi due nemici, un solo rimedio, antico come la consapevolezza del fascino femminile: la cosmesi; una soluzione che, prima del progresso tecnologico, si avvaleva dei dettami della scienza popolare e di medici un po' scienziati e un po' stregoni. Ma la cura della bellezza non fu solo un mezzo per sedurre: fu anche uno strumento di potere e comunicazione politica al pari dell'arte iconografica e sculturea che celebra i grandi della storia. Per questo, una donna di grande fascino e di grande peso nel governo della corte Estense, Lucrezia Borgia, già per natura irresistibile, sperimentava su di sé ricette cosmetiche di vario tipo di cui abbiamo testimonianza nei trattatelli del XVI secolo: miscele di estratti vegetali ed animali assurde e fantasiose;con ingredienti dal potere evocativo più che curativo. E' da queste ricette e dalla loro finalità che prende spunto il progetto industriale dell' Ambrosialab, azienda spin off dell'università di Ferrara che si occupa di ricerca cosmetica e che a partire da settembre, nei bookshop della mostra della mostra dedicata alla cultura estense, metterà in vendita i prodotti della linea 'Il giardino di Lucrezia', frutto di nuove ricerche farmaceutiche realizzate da un team specializzato tutto al femminile. «Il sogno di fondere arte e scienza al fine di migliorare le condizioni di vita - afferma il creatore del prodotto, Stefano Manfredini - è in linea con l'idea tutta rinascimentale dell'istinto artistico che incontra l'equilibrio razionale scientifico; incontro di cui la città e la storia di Ferrara sembra esserne l'emblema». L'iniziativa, con l'intento di «vendere la cultura», come la definisce il presidente della Camera di Commercio Carlo Alberto Roncarati, si inserisce nel piano di promozione culturale della città che non esclude attività di marketing originali e del tutto innovative, come è la messa in commercio di cosmetici efficaci che vantano una lunga tradizione. E così Lucrezia diventa promoter di dolci e profumate creme per diventare belle come lei: questo il vero sogno. Federica Marangon UNIVERSITÀ E CONSORZIO FERRARA RICERCHE 7

8 26/07/2007 Il Resto del Carlino Pag. III FERRARA IL BILANCIO L' Università? Un 'gioiello' da 162 milioni UN VERO 'GIOIELLO', che vale più di 162 milioni di euro. A tanto ammonta infatti il volume del rendiconto 2006 (+8% rispetto al 2005) dell'università ferrarese, approvato dal cda di via Savonarola il 31 maggio scorso. Un risultato guardato con legittima soddisfazione dal rettore Patrizio Bianchi, al suo secondo mandato sulla poltrona più importante dell'ateneo ferrarese. «Abbiamo raggiunto traguardi davvero importanti pur in una situazione molto difficile - è il suo commento a margine della relazione di budget illustrata al cda - Basti dire che con i decreti Tremonti e Bersani, abbiamo dovuto addirittura reimpostare il nostro bilancio preventivo e abbiamo restituito allo Stato ben 2 milioni di euro. Ma al di là del nostro budget, se all' «impresa Università» venissero aggiunte tutte le attività svolte in connessione e in collaborazione con l'azienda ospedaliera Sant'Anna, l'ardsu e il Consorzio Ferrara Ricerche, il nostro valore raggiungerebbe i milioni di euro. Questo significa che la macchina Unife è anche una delle realtà economiche più importanti sul territorio ferrarese». A RENDERE ancora più brillanti i conti del nostro ateneo è la possibilità di utilizzare alcuni milioni di euro (attinti dall'avanzo di gestione) per finanziare le grandi attrezzature (400mila euro), le biblioteche (500mila euro), l'edilizia (1milione e 200mila euro) e per coprire le maggiori spese legate all'aumento degli stipendi. Tutto ciò lasciando invariate le tasse universitarie che sono in linea con i limiti di legge. «Ma ciò che è più importante sottolineare - aggiunge ancora il rettore - è la capacità di appeal del nostro ateneo nei confronti dei privati: una dote che è aumentata del 27% rispetto allo scorso anno e più del 40% nel triennio. Se fossimo una Spa varrebbe la pena fare un pensierino su di noi: investiamo in biblioteche, abbiamo assunto personale, investito in persone, strutture e, dopo tanti anni, anche in grandi attrezzature. Solo recentemente, abbiamo assunto più di 50 nuove unità di personale tecnico e amministrativo: siamo forse l'unica struttura ferrarese ad avere assunto in maniera così massiccia». E IMPORTANTI sono stati gli investimenti nei servizi agli studenti con l'incremento dei posti letto e delle convenzioni con i privati. «Ciò di cui siamo orgogliosi, in questo settore, sono soprattutto i servizi di orientamento in entrata e in uscita - ribadiscono in via Savonarola - Constatiamo con Alma Laurea che i nostri studenti trovano lavoro piuttosto presto. Ciò ci fa naturalmente piacere: abbiamo investito e nello Iuss, l'istituto universitario di studi superiori, fondato solo due anni fa, ma già preso a modello di efficienza da prestigiosi enti internazionali come il Cern di Ginevra e il Ris di Parma, con i quali collabora in numerose attività». Andrea Ghisellini UNIVERSITÀ E CONSORZIO FERRARA RICERCHE 8

9 26/07/2007 Il Resto del Carlino Pag. III FERRARA Un Incubatore per le imprese dove le idee diventano pratica UN LABORATORIO per far nascere nuove idee. E assieme ad esse nuove imprese ad altissimo contenuto tecnologico e destinate a sviluppare ricerca scientifica e know how e a metterli in pratica. Il laboratorio è il nuovo Incubatore d'impresa messo in cantiere dal Comune, dall'università e da una cordata di partner privati nell'area del polo scientifico e tecnologico di viale Saragat: quattromila metri quadrati, due milioni di euro di budget messo a disposizione dal Fondo europeo Obiettivo 2 e dal Comune. Avviato nel 2006 il progetto per l'incubatore d'impresa diventerà operativo nel 2008, offrendo nuove chances di sviluppo ad un settore, quello della ricerca e dell'innovazione, nei quali l' università ferrarese già eccelle: sono 52 i progetti nazionali ai quali l'ateneo collabora e quattordici quelli che coordina. UNIVERSITÀ E CONSORZIO FERRARA RICERCHE 9

10 26/07/2007 Il Resto del Carlino Pag. II FERRARA L'INCHIESTA Diventare dottori? Costa Tasse, libri, computer, trasporti e alloggio: ecco cosa spende in media di ANDREA GHISELLINI LAUREARSI? A Ferrara, tra tasse, libri, trasporti e spese logistiche costa - in media - quattromila euro all'anno. Che però possono anche raddoppiare, se si viene da fuori città e non si trova una sistemazione in una delle residenze studentesche o in un posto letto convenzionato. A fare il conto, dati Istat alla mano, è il Sole-24 Ore che, sul suo sito web, consente di calcolare online l'ammontare della spesa per ogni corso di laurea, tenendo presenti una serie di parametri fondamentali: durata degli studi (con o senza eventuali 'sforamenti'), provenienza e sistemazione dello studente, trasporti e reddito netto annuo della famiglia. La spesa così calcolata viene anche eventualmente rivalutata, tenendo conto dell'inflazione, se l'iscrizione alla facoltà prescelta o ai corsi di laurea viene comunque posticipata all'anno successivo. Ad incidere sul bilancio complessivo sono le tasse universitarie (che a seconda del reddito pesano tra il 10% e il 20%), ma soprattutto i costi per il vitto e l'alloggio (per i fuori sede possono superare anche il 40%) e la spesa per il materiale didattico (libri, fotocopie, computer), che difficilmente resta al di sotto del 30% del totale. PRENDIAMO allora a modello un corso di laurea di cinque anni come architettura o scienze giuridiche. Se ad iscriversi allo sportello di via Savonarola è uno studente ferrarese che abita ancora in famiglia e che, per risparmiare, consuma i suoi pasti in casa e si sposta preferibilmente usando i mezzi pubblici o la bicicletta, la conquista del sospirato diploma costerà in tutto all'incirca 15mila euro, così suddivisi: euro per le tasse (27%), euro per libri, computer e materiale didattico (60%) e per i trasporti. Nessuna spesa o quasi, ovviamente, per vitto e alloggio. Ma è sufficiente che a frequentare lo stesso corso sia uno studente residente a Rovigo ed ecco che la spesa complessiva per tutti gli anni di corso sale, secondo le stime del Sole-24 Ore, a 25mila euro: quasi diecimila euro in più, assorbiti per la maggior parte dalle spese per gli spostamenti e per il vitto. I calcoli, prudenziali, partono dal presupposto che il reddito della famiglia non superi i 45mila euro netti e che lo studente sia un vero secchione e che si laurei quindi rispettando alla perfezione i tempi dei corsi prescelti. Ogni anno fuori corso, logicamente, fa lievitare la spesa, soprattutto per quanto riguarda le tasse universitarie. UNA VOCE, quest'ultima, che pesa in modo considerevole sul budget complessivo dello studente. Un anno di studi costa infatti negli atenei italiani, tra tasse e contributi, circa mille euro in media (+5,7% rispetto allo scorso anno, +25,7% rispetto al 2000). A Ferrara, calcola il Sole-24 Ore, la spesa (stimata sul consuntivo 2005) è di euro. Una somma in linea con i livelli di prelievo praticati da una università di medie dimensioni come la nostra, ma lontana anni luce dagli oneri richiesti da mega-atenei pubblici o dagli istituti privati come la Luiss di Roma (5mila euro all'anno) o il San Raffaele di Milano (5.688 euro). L'aumento del contributo richiesto agli studenti e alle loro famiglie è, del resto, un trend non solo italiano e secondo gli esperti favorisce l'avvicinamento del nostro modello universitario alle migliori esperienze europee. MA SE LO STUDENTE abita fuori dalla Regione e magari viene da una città del sud? Se studia economia o medicina, non va fuori corso e condivide l'affitto con altri studenti, pranzando alla mensa universitaria, può ipotizzare una spesa finale intorno ai 30-35mila euro: euro (17%) se ne andrebbero per le tasse, (32%) per libri, computers e accessori, (5%) per i trasporti, 10-15mila euro per la sistemazione e circa 3-5mila euro per il vitto. La spesa supererebbe invece i 37mila euro, per cinque anni di studio, se invece della mensa universitaria preferisse pranzare al bar UNIVERSITÀ E CONSORZIO FERRARA RICERCHE 10

11 26/07/2007 Il Resto del Carlino Pag. II FERRARA o ad una tavola calda. E PER L'ALLOGGIO? Escludendo il ricorso diretto ai privati per affittare (da soli o in società una camera o un posto letto), le possibilità di risparmiare non mancano. A cominciare dall'accesso ai bandi gestiti dall'ardsu (l'azienda regionale per il diritto allo studio) che gestisce in città numerose residenze per studenti, con camere a un letto o a due letti: i posti vengono infatti assegnati agli studenti (tra settembre e luglio) ad un costo decisamente inferiore a quello praticato dai privati. Il risparmio è notevole: per l'anno accademico 2007/2008 le rette andranno infatti da un minimo di 84 ad un massimo di 146 euro mensili, più un contributo annuo per luce acqua e gas di 218 euro per le stanze a un letto e di 160 euro per le stanze a due letti. UNIVERSITÀ E CONSORZIO FERRARA RICERCHE 11

12 26/07/2007 Il Resto del Carlino Pag. II FERRARA I SERVIZI Biblioteche in rete: per il catalogo oggi basta un clic OTTO FACOLTÀ, 19 dipartimenti per la ricerca, studenti, 676 tra docenti e ricercatori. Sono alcuni numeri dell'università di Ferrara che, come in un grande campus, ha sedi in tutta la città: moderne costruzioni come il polo bio medico e quello scientifico tecnologico o in palazzi antichi di grande pregio artistico e storico. Tra questi vanno ricordati il palazzo di Renata di FGrancia (edificato tra il 1475 e il 1485 sotto la direzione di Biagio Rossetti) oggi sede del Rettorato, in via Savonarola. Vero e proprio gioiello dell'ateneo ferrarese è il palazzo Bevilacqua Costabili, ristrutturato di recente, dove ha sede la facoltà di economia. E ancora la biblioteca di Santa Maria delle Grazie, nata dal restauro di un antico convento che, grazie agli interventi realizzati, l'università ha restituito alla città. ED È PROPRIO dedicato alle biblioteche uno degli interventi strategici più importanti messi in cantiere in questi anni dall'ateneo, con l'obiettivo di rendere più immediato e semplice possibile l'accesso ai libri. Sono state così realizzate sei biblioteche centralizzate che radunano per aree di pertinenza le risorse che erano frammentate nelle diverse sedi: oltre a quella di Santa Maria delle Grazie, si tratta delle biblioteche di lettere, economia, giurisprudenza ed architettura, quella scientifico-tecnologica di via Saragat e la biblioteca chimica, in via Guido d'arezzo. Una delle novità più importanti è la possibilità per gli studenti di accedere con una connessione internet a un unico catalogo online delle risorse disponibili nelle diverse strututre universitarie. NEL 2005 una convenzione tra Ibc della Regione, Comune e Provincia ha permesso la nascita del polo bibliotecario ferrarese: università, Comune e Provincia, in sostanza, hanno messo assieme le rispettive risorse bibliografiche unendo i loro cataloghi e costituendo un catalogo comune dei dati delle proprie raccolte documentarie. Il Polo raduna sette biblioteche dell'unuiversità, 11 del Comune, 27 della Provincia per un totale di 900mila volumi censiti in un unico archivio telematico. UNIVERSITÀ E CONSORZIO FERRARA RICERCHE 12

13 26/07/2007 L Unita Pag. 19 BOLOGNA Nasce Azienda unica per il diritto allo studio IL FATTO BOLOGNA L'Emilia-Romagna ha una nuova legge sul diritto allo studio universitario, che prevede la nascita di un'azienda unica regionale dal 1 gennaio 2008 accorpando le quattro "Arstud" ora esistenti: Bologna, Ferrara, Modena-Reggio Emilia e Parma. Il provvedimento, varato ieri dall'assemblea legislativa regionale, porterà ad una sede centrale dell'azienda unica, e a più strutture periferiche nelle diverse città universitarie, con misure di salvaguardia delle professionalità delle attuali quattro aziende. Una buona giornata «soprattutto per gli studenti», che d'ora in avanti potranno avvalersi «di un trattamento omogeneo» su scala regionale. Così l'assessore regionale all'istruzione, Paola Manzini, commenta «a caldo» l'approvazione di una legge che risponde a due obiettivi: avere «un unico strumento per il diritto allo studio», e la «coerenza con l'articolazione delle sedi universitarie». In regione, infatti, non ci sono solo quattro atenei. ma le università sono presenti da «Piacenza a Rimini». UNIVERSITÀ E CONSORZIO FERRARA RICERCHE 13

14 26/07/2007 City Pag. 15 BOLOGNA? La Regione vara l'arstud unica L'Assemblea regionale ha approvato a maggioranza (astenuti Fi e Lega nord, contraria An) il progetto di legge con cui la Giunta intende costituire un'unica azienda regionale per il diritto allo studio universitario, superando le attuali 4 Arstud (Bologna, Ferrara, Modena-Reggio e Parma), da sopprimere il 31 dicembre. (A UNIVERSITÀ E CONSORZIO FERRARA RICERCHE 14

15 26/07/2007 Corriere di Romagna Diritto di studio, approvata l'azienda unica BOLOGNA. L'Assemblea legislativa regionale ha approvato a maggioranza (astenuti Fi e Lega Nord, contraria An) il progetto di legge con cui la Giunta intende costituire un'unica azienda regionale per il "d iritto allo studio universitario e l'alta formazione", superando le attuali quattro Arstud (Bologna, Ferrara, Modena-Reggio e Parma), da sopprimere il 31 dicembre. L'approvazione prima della pausa estiva dell'a ssemblea legislativa era condizione essenziale per poter costituire la nuova Azienda regionale entro l'1 ottobre La nuova azienda unica regionale sarà operativa dall'1 gennaio 2008, dopo un periodo di transizione: lo ha precisato l'assessore regionale Paola Manzini, commentando positivamente l'approvazione in aula della legge. L'assessore ha anche sottolineato che sono state superate le preoccupazioni dei sindacati: con loro la Regione ha «siglato il protocollo d'intesa sulla riorganizzazione delle strutture». «La legge - ha commentato l'assessore - ridisegna in modo innovativo tutta l'attività del diritto allo studio, in coerenza con gli obiettivi della Regione», di fronte al mutato panorama universitario: «Non abbiamo più solo quattro Atenei in Emilia-Romagna, abbiamo sedi universitarie da Piacenza a Rimini. Così, invece di procedere a una ulteriore frammentazione, abbiamo fatto la scelta di un'unica azienda». L'assessore ha poi annunciato strumenti innovativi di offerta agli studenti, dalle convenzioni con privati fino alla gestione economica del patrimonio abitativo che verrà conferito all'azienda unica. UNIVERSITÀ E CONSORZIO FERRARA RICERCHE 15

16 26/07/2007 Gazzetta di Modena Pag. 9 ED. NAZIONALE ARESTUD Ok all'unica azienda regionale Manzini: scelta per gli studenti Una buona giornata "soprattutto per gli studenti" che d'ora in avanti potranno avvalersi "di un trattamento omogeneo" su scala regionale. Così l'assessore regionale all'istruzione Paola Manzini commenta l'approvazione - con l'astensione di Forza Italia e Lega Nord frutto "di un proficuo lavoro in questi mesi"- della nuova legge regionale sul diritto allo studio universitario in Emilia-Romagna, legge che prevede la nascita di un'azienda unica - al posto delle quattro esistenti - a partire dal 1 gennaio Rispondendo così a due obiettivi: avere "un unico strumento per il diritto allo studio" e "coerenza con l'articolazione delle sedi universitarie". In regione, infatti, non ci sono solo quattro atenei. Ma le università sono presenti da "Piacenza a Rimini". Dunque il parlamentino regionale ha detto basta, sottolinea l'assessore alla frammentazione dovuta alla presenza di più Aziende per il diritto allo studio - Bologna, Ferrara, Modena-Reggio Emilia e Parma. Ora si entra, dice Manzini "in una fase di transazione sia per il passaggio del patrimonio, sia per la riorganizzazione" del personale in accordo coi sindacati. UNIVERSITÀ E CONSORZIO FERRARA RICERCHE 16

17 26/07/2007 La Nuova Ferrara Pag. 18 ED. NAZIONALE Brevi MIGLIARINO Beatles & The Choir Prosegue la rassegna musicale di Restate in Piazza, organizzata dal Comune di Migliarino. Stasera alle in piazza Garibaldi i Beatles & the Choir saranno accompagnati dalla voce di Lorenzo Campani e dal Coro dell'università di Ferrara per un omaggio musicale ai "Fab 4" nel 40 anniversario Sgt. Peppers. Alla chitarra Luca Lunghini, Stefano Peretto alla batteria, Renato Droghetti alle tastiere e Giorgio Santisi al basso. CODIGORO Corto su ambiente Stasera alle ore al Parco Daloiso di Codigoro proiezione di cortometraggi non professionali su temi dell'ambiente, cultura e territorio, valutati da una giuria popolare. L'iniziativa è del Cineclub e della Fondazione Bassani. UNIVERSITÀ E CONSORZIO FERRARA RICERCHE 17

18 26/07/2007 La Nuova Ferrara Pag. 9 ED. NAZIONALE Guietti (Cgil): puntare sull'eccellenza innovazione «Gli atipici gonfiano le cifre» Zanirato (Uil) resta scettico Ottimisti o pessimisti, chi ha ragione? «Dipende da come si fanno i conti» sorprende Massimo Zanirato, segretario Uil. «Sì, perchè in termini di posti di lavoro probabilmente sono giusti i conteggi Istat, cioè c'è stata una flessione. I contratti, però, è quindi le persone occupate, possono essere ugualmente aumentati perchè i dilaganti atipici e part time "valgono" ognuno un terzo, un quarto di un posto full time a tempo indeterminato. Forse bisognerebbe ragionare in termini di ore di lavoro equivalenti». La situazione attuale della nostra provincia, secondo Zanirato, sconta il pregresso delle crisi aziendali («Abb Estense, ad esempio, non si è ancora chiusa perchè 3-4 addetti restano a spasso») e di vecchie dinamiche, «quando ci sono picchi tutto bene, ma quando le cose peggiorano le ripercussioni sono più pesanti che altrove. La ripresa ora c'è, aspettiamo le conseguenze sull'occupazione». Articolata l'analisi di Giuliano Guietti, segretario Cgil: «Un pezzo del nostro settore manifatturiero, legato all'alta tecnologia con chimica e metalmeccanica, sta reagendo bene e crea posti di lavoro. Altri segmenti, soprattutto piccole industrie e parte dell'artigianato, sono invece in sofferenze anche occupazionale. Se teniamo conto della progressiva perdita di peso dell'agricoltura e di un terziario vivace soprattutto nel settore dell'assistenza, ne esce un quadro non particolarmente positivo in tema di occupazione». Il problema, dice comunque Guietti, non è «lo 0,5% in più o in meno dell'occupazione», ma capire come irrobustire la nostra economia: «In tema di eccellenze d'accordo il turismo di qualità, dove però c'è una concorrenza foltissima, ma non dimentichiamo l'innovazione tecnologica derivato dal rapporto università-imprese. Qui abbiamo possibilità uniche». UNIVERSITÀ E CONSORZIO FERRARA RICERCHE 18

19 26/07/2007 La Voce di Romagna Pag. 10 RIMINI L'Emilia corre, Bologna frena la Romagna Il Sole 24 Ore ha stilato la classifica della qualità accademica degli atenei italiani e gli atenei emiliano-romagnoli ne sono usciti, nel complesso, decisamente bene: Modena-Reggio al primo posto, Parma al terzo e Ferrara al quinto. Niente male, non c'è che dire. Eppure, anche in questa graduatoria non poteva mancare chi va in controtendenza, ossia Bologna, che scivola dal nono al quindicesimo posto. Va quindi consolidandosi la sindrome da buco nero che sta attanagliando da alcuni anni il capoluogo emiliano-romagnolo e che lo vede retrocedere un po' in tutte le graduatorie nazionali. Gli atenei di Modena-Reggio e di Parma presentano livelli di eccellenza riconosciuti (come nel caso di Economia a Modena), in quanto radicati nel territorio e maggiormente integrati in un tessuto produttivo, quello locale, da sempre ai primi posti a livello nazionale e ancor oggi in grado di imboccare le autostrade della modernità. Lo stesso dicasi di Ferrara il cui ateneo riesce a porsi validamente al servizio delle esigenze della città garantendo uno sfruttamento ottimale delle risorse cittadine, utilizzando tecnologie moderne al servizio della conservazione e della valorizzazione del proprio patrimonio culturale plurisecolare. Ciò che salta agli occhi nel confronto tra gli atenei citati è la correlazione tra dimensione ed efficienza. L'Alma Mater di Bologna, con i suoi studenti (di cui fuori sede!), è ormai diventato un centro di potere forte e autoreferenziale, e perciò sempre più sordo alle esigenze produttive del comprensorio felsineo. La ridotta dimensione degli altri atenei, invece, finisce per renderli più efficienti, sia perché più agili e flessibili, e quindi capaci di adattarsi alle esigenze dell'economia del territorio, sia perché meno potenti, e perciò costretti a venire incontro alle esigenze del tessuto imprenditoriale circostante. Le stesse sedi di Rimini e Forlì, pur facendo parte dell'università di Bologna, sembrano discostarsi un poco dalla "casa madre" e stanno via via cercando di approntare corsi di laurea sempre più rispondenti alle esigenze di sviluppo locali. Ciò che però statistiche e graduatorie non dicono, è che a Bologna l'università sta diventando deleteria per l'intera città, perché invece di supportare l'apparato produttivo, ne condiziona l'indirizzo in direzione di una continua deindustrializzazione ormai in essere da 25 anni. Senza contare che il continuo afflusso di studenti fuori sede contribuisce fortemente a creare quel clima di degrado che in città si tocca con mano. Infatti, non è un caso che il simbolo di questo degrado sia Piazza Verdi, cuore dell'università bolognese, e luogo di ritrovo di spacciatori, drogati e piccola delinquenza, perché questa fauna trova complicità tra gli studenti, che spesso guardano con simpatia lo spacciatore da cui fornirsi per qualche canna in compagnia. Insomma, l'afflusso dei fuori sede crea una forte domanda di stupefacenti leggeri e pesanti, così anche l'offerta - ossia gli spacciatori - si adegua aumentando la propria presenza in loco. Naturalmente, se gli studenti pagassero di tasca loro l'intero costo dell'università (ogni studente costa più di 8000 annui all'erario) non ci sarebbe nulla da ridire, ma così non è. Il grosso lo paga lo Stato, che così facendo contribuisce involontariamente al degrado di Bologna. Certo, l'università di Bologna ha senz'altro ottimi docenti, però, molto spesso, le università misurano la propria validità più per i geni che sfornano che per i professori che vi insegnano. La mitica Università di Tubinga, ad esempio, non divenne famosa per i loro professori, ma per il fatto che lì si laurearono, Hegel, Schelling e Hölderlin. A Bologna, invece, l'università è una fucina di occupati in settori saturi e ha poche facoltà che sforna figure professionali adatte a settori innovativi, però, avendo ottimi docenti, costituisce un copioso serbatoio per parlamentari, ministri e consulenti ministeriali. La facoltà di economia di Bologna, infatti, è diventata il principale luogo di formazione delle élites politiche e tecnocratiche della sinistra ulivista per tutta la seconda repubblica. Ma ciò che è più grave, dal punto di vista economico, è che mentre a Modena, Reggio, Parma, UNIVERSITÀ E CONSORZIO FERRARA RICERCHE 19

20 26/07/2007 La Voce di Romagna Pag. 10 RIMINI Ferrara e in parte anche in Romagna, l'università agisce da supporto alle imprese alimentando la modernizzazione industriale, a Bologna crea distorsioni del mercato, alimentando, grazie alla presenza di un alto numero di studenti, un mercato drogato e parassitario nel settore immobiliare (alti affitti per via degli studenti), nonché l'investimento in attività in settori più vicini al consumo immediato (pub e locali di ritrovo) a basso o nullo contenuto tecnologico. Certo, esiste anche l'export, che vede l'emilia-romagna al secondo posto in Italia dietro alla Lombardia, ma la presenza in loco di un apparato produttivo di eccellenza costituirebbe un volano per tutto quell'insieme di attività legate all'information technology in grado di estendersi all'intera regione e di rendere legittimo e vantaggioso per tutta l'emilia-romagna il ruolo di "Bologna capitale". Purtroppo, però, la funzione fondamentale di supporto che in questi settori l'università di Bologna è chiamata a fornire, è alquanto deficitario così che, allo stato dei fatti, parlare di "Bologna capitale" è del tutto fuori luogo. Ed è perciò del tutto naturale che in Romagna cresca il numero di coloro che vorrebbero scappare da Bologna. Parola di bolognese. UNIVERSITÀ E CONSORZIO FERRARA RICERCHE 20

21 26/07/2007 La Voce di Romagna Pag. 8 RIMINI E l' Ateneo assume i precari Università : arriva la contestata azienda unica sul diritto allo studio BOLOGNA - L'Emilia-Romagna ha una nuova legge sul diritto allo studio universitario. Che prevede la nascita di un'azienda unica regionale dal 1 gennaio Accorpando le quattro ora esistenti: Bologna, Ferrara, Modena-Reggio Emilia e Parma. Il provvedimento ha incontrato favori in tutto l'emiciclo di viale Aldo Moro. Tradotti in voti fanno 25 sì, 5 astensioni (Forza Italia e Lega nord) e 3 no di Alleanza nazionale. E proprio da An sono arrivate le contestazioni più pesanti alla nuova legge regionale. Espresse per bocca del consigliere regionale Gioenzo Renzi. Che si è visto bocciare 16 emendamenti - su 23 complessivi - presentati su un provvedimento che definisce "frettoloso". Perché, spiega Renzi, "non ha recepito le richieste degli studenti". Un esempio? La consulta studentesca regionale "non è eletta". Quindi, attacca l'esponente di An "è inutile riempirsi la bocca di parole" come "partecipazione". E poi Renzi ha forti "perplessità" da un punto di vista organizzativo. In una parola, dice il consigliere regionale, il provvedimento "è centralista". Perché "prevede un unico direttore generale". Mentre An ne propone "quattro, in modo che possano seguire le realtà territoriali. Non solo. Per An c'è pure un problema di costi. "Non riusciamo a capire - dice Renzi - perché il presidente possa conferire una delega specifica ai componenti del cda - già stipendiati- per la quale è previsto un compenso massimo del 45%" rispetto a quello presidenziale. E manca anche, sottolinea il consigliere regionale, "un criterio per la ripartizione delle risorse" sul territorio. Dunque "vedremo" gli effetti di questa legge. Cioè "le carenze amministrative, i limiti dei servizi agli studenti e alla loro rappresentatività", conclude Renzi. A difesa della riforma sul diritto allo studio universitario, l'intervento del consigliere regionale diesse Paolo Lucchi. Che del provvedimento e' relatore. La costituzione di un'unica azienda regionale per il diritto allo studio, secondo il diessino, farà risparmiare risorse. Perché "porterà" alla chiusura "delle quattro" aziende "esistenti ed alla diminuzione dei consiglieri di amministrazione". Dai 28 attuali a si arriverà a 5. Con "una riduzione di costi di alcune centinaia di migliaia di euro". E L'Università di Bologna, nonostante la gravissima crisi di bilancio, assumerà i suoi precari. Cgil-Cisl-Uil e l'ateneo hanno infatti firmato ieri un accordo per la stabilizzazione di figure tecniche amministrative ancora senza posto fisso: un piccolo esercito di ben 147 persone. "E' la prima grande universita' italiana che attua cosi' quanto previsto dalla direttiva del ministro Nicolais per la stabilizzazione dei precari - esulta Davide Valente, della Cgil, al termine della lunga maratona che ha portato all'accordo - finora molti atenei hanno contestato quel provvedimenti. Noi abbiamo raggiunto un accordo al terzo incontro della trattativa ed è molto importante: partiamo dal personale tecnico-amministrativo, ma è solo l'inizio di un percorso di discussione sulla stabilizzazione di tutti i tipi di precari» in forza all'università di Bologna. In dettaglio, dell'intesa di ieri potranno innanzitutto beneficiare almeno 147 persone che possono dimostrare di aver lavorato per l'alma Mater, con incarichi a tempo determinato, per un periodo di tre anni nell'arco dell'ultimo quinquennio. UNIVERSITÀ E CONSORZIO FERRARA RICERCHE 21

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