Considerazioni tecniche in merito alla formazione e alla presenza degli inquinanti atmosferici nel centro storico di Bologna

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1 Considerazioni tecniche in merito alla formazione e alla presenza degli inquinanti atmosferici nel centro storico di Bologna Il traffico veicolare è responsabile di circa il 50% del PM10 totale (primario e secondario) della città di Bologna, e di gran parte dell Ozono troposferico, che tuttavia è presente in percentuale maggiore fuori dai centri urbani, per una complessa serie di reazioni chimico-fisiche. Poiché ogni inquinante si forma e si distribuisce in modo particolare e specifico, Arpa, analogamente ai più avanzati enti di controllo e monitoraggio, calcola un indice complessivo di qualità dell aria (IQA), che rispecchia con maggiore fedeltà la situazione quotidiana, in ogni periodo dell anno. La complessa e diversificata origine dell inquinamento atmosferico richiede una rete di monitoraggio distribuita sul territorio e omogenea, integrata da modelli matematici di valutazione e di previsione meteorologica, come quella realizzata da Arpa su mandato della Regione. Solo una integrazione di molte e diversificate azioni può apportare sensibili miglioramenti alla qualità dell aria, poiché nessuno dei provvedimenti abitualmente assunti in materia di qualità dell aria, se viene considerato singolarmente, è di per sé in grado di produrre effetti risolutivi. Qual è la situazione dell aria a Bologna ( La situazione aggiornata al giorno 06/07/2010 risulta: PM10 (polveri sottili inferiori a 10 micron) Ultimo superamento dei 50 ug/m3 giornalieri a Porta San Felice = 26 marzo 2010 OZONO (presenza negli strati inferiori dell atmosfera) Primo superamento media oraria di 8 ore a San Marino di Bentivoglio = 10 aprile 2010 Giardini Margherita = 30 giugno 2010 le polveri sottili (PM10) e l ozono (O3) si formano e si distribuiscono negli strati inferiori dell atmosfera in modi differenti. Il PM10 presenta una componente primaria che varia a seconda delle stagioni da un 20% ad un 80% del particolato PM10 campionato. Con il termine componente primaria si intende che il particolato è prodotto direttamente dalla combustione (per esempio, dai motori degli autoveicoli o dalle caldaie del riscaldamento) e che dunque è tanto maggiore quanto più si è vicini alla fonte di emissione. L Ozono (O3), invece, ha una componente secondaria totale: vale a dire che il gas non è prodotto direttamente dalla combustione, ma da una trasformazione fisico-chimica dei prodotti della combustione a contatto con altre componenti atmosferiche e ambientali (l irraggiamento solare, nel caso dell ozono)

2 Ambedue gli inquinanti vengono generati con modalità molto simili: reazione chimiche di precursori quali Ossidi di Azoto, Ammoniaca, inquinanti organici (VOC), processi in cui le componenti meteorologiche che creano le situazioni di ristagno in atmosfera e/o la radiazione UV solare hanno un impatto consistente. È per questo che la criticità da PM10 (sensibile alla capacità dispersiva dell atmosfera, bassa in inverno) si presenta nel periodo invernale, generalmente da ottobre a marzo, e quella da Ozono (sensibile alla potenza dell insolazione) nel periodo estivo, generalmente da maggio/giugno a settembre. È perciò evidente che eventuali variazione emissive degli inquinanti (traffico, riscaldamento, industrie ecc.) avranno maggiore effetto sul PM10 in inverno e sull'ozono in estate. Vi è anche da osservare che, a causa della complessità delle reazioni chimiche implicate e ricordate sopra, l Ozono risulta più elevato nelle aree verdi, anche lontane dalle emissioni di inquinanti dirette, sebbene queste ultime contribuiscano in ogni caso notevolmente alla sua produzione. Questo è il motivo per cui Arpa Emilia-Romagna, come altre Agenzie, utilizza sempre più un Indice di Qualità dell'aria (IQA): un indicatore combinato che tiene conto di tutti gli inquinanti misurati e che quindi consente di utilizzare un indice unico per tutta la durata dell'anno. Nel caso dell'iqa la situazione negli ultimi giorni a Bologna risulta la seguente: Indice di qualità dell aria (IQA) Legenda. Quali effetti dalla chiusura anticipata di Sirio a Bologna? Per venire alla discussione pubblica sviluppatasi negli ultimi giorni a Bologna, si possono fornire i seguenti elementi di analisi, per valutare l eventuale influenza della variazione di un paio di ore nella chiusura dell'area assoggettata a Sirio. Partendo da una disamina della situazione della Provincia di Bologna, la situazione rispetto al PM10 primario, ovvero solo quello emesso direttamente dalle sorgenti emissiva, risulta la seguente:

3 I dati mostrano una predominanza derivante dal trasporto stradale (Macrosettore M7), che genera circa il 40% del PM10 primario. Dobbiamo considerare inoltre la parte secondaria del PM10 della cui formazione sono responsabili soprattutto gli Ossidi di Azoto (NOx). E stato valutato che ogni tonnellata di NOx dà luogo a circa 0.6 tonnellate di PM10. Relativamente agli Ossidi di Azoto, la situazione della provincia di Bologna risulta la seguente:

4 La combinazione dei due grafici evidenzia come a livello della Provincia di Bologna l'apporto del traffico sia sicuramente predominate. A maggior ragione la situazione è confermata se consideriamo esclusivamente il Comune di Bologna. Comune Bologna 100% 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% NOx PM10 CO Sox NH3 Industria Riscaldamento Trasporto su strada Altro trasporto Agricoltura e foreste Altro Occorre ora valutare la variazione di emissioni prodotta dalla ulteriore apertura al traffico del centro storico di Bologna per il periodo di ogni giorno. Un termine di riscontro può essere fornito dalla valutazione degli effetti della chiusura del giovedì, dalle 8.30 alle 18.30, durante le campagne "Liberiamo l'aria" effettuate nel corso degli ultimi anni. Una valutazione delle emissioni mediamente risparmiate durante i giovedì di blocco del traffico è stata effettuata utilizzando l'insieme dei dati rilevati nelle principali arterie bolognesi soggette a rilievi di traffico. La riduzione delle emissioni è stata calcolata utilizzando i dati di riduzione di traffico medi forniti dal Comune di Bologna ed utilizzando la curva di distribuzione dei flussi di traffico giornaliero in una giornata di blocco rappresentativa: - riduzione media del traffico nelle fasce orarie di validità del provvedimento: circa 40% - riduzione media del traffico giornaliero (0-24): circa 20%. Questo ha portato ai seguenti risultati:

5 Riduzione delle emissioni in base ai flussi di traffico nei giorni di blocco della circolazione (t/giorno) Comune di Bologna PM10 0,05 NOx 0,61 NMVOC 1,19 SOx 0,007 NH3 0,01 CO 7,7 Nel primo giorno (1 luglio 2010) di ampliamento delle ore di libero accesso alla ZTL, l'aumento dei veicoli è stato di 763 auto, il 15% in più rispetto al riscontro della settimana precedente (4.283 auto). Nel caso dell'accordo di programma citato, valutato in tabella, abbiamo l'interdizione a circa veicoli. Quindi nel nostro caso se si fermassero tutti i veicoli che attualmente passano sotto Sirio si avrebbe al massimo una riduzione delle emissioni di PM10 pari a circa 1/35 di quelle riportate nella tabella soprastante, ovvero dell'ordine di 1 Kg/giorno di PM10. L apporto di PM10 dei 763 veicoli che l'apertura di 2 ore in più dei varchi ha lasciato passare è, per converso, quantificabile attorno ai 200 g/giorno di PM10. Come migliorare la qualità dell aria? Da un punto di vista squisitamente tecnico scientifico, possiamo dunque considerare che ogni singolo intervento non sembra produrre di per sé risultati significativi per un generale miglioramento della qualità dell aria; basti ricordare, a ulteriore conferma di ciò, che per quanto riguarda gli NOx, effetti significativi a livello della Regione Emilia-Romagna si otterrebbero a partire dalla riduzione di circa il 50 % delle emissioni sull'intero bacino padano, pari al completo azzeramento delle emissioni della regione. Ciò significa che la distribuzione degli inquinanti sull'intero bacino padano ed in regione è molto omogenea e che le azioni che vengono poste in essere hanno un piccolo effetto locale ed immediato, contribuendo tuttavia al risultato generale. Risultati positivi di miglioramento della qualità dell aria sono e saranno solamente frutto di una serie combinata di azioni e dell impegno comune di tutti (Comuni, Regione, Regioni del bacino padano, Stato). Un impegno vivo, costante e diffuso composto da tante piccole azioni ognuna delle quali determinante per il raggiungimento dell obiettivo comune: azioni di educazione ambientale, ammodernamento del parco veicolare, sollecitazioni all utilizzo dei mezzi pubblici (un autobus è vantaggioso dal punto di vista delle emissioni quando viene scelto da almeno cinque-sei persone, invece di altrettante automobili), creazione di percorsi protetti, privilegiati, gradevoli per pedoni o ciclisti, misure per l efficienza energetica degli edifici, ed anche riduzione del traffico veicolare a qualunque titolo, ecc. Fonti principali: bilancio ambientale dell accordo di programma sulla qualità dell aria bilancio ambientale dell accordo di programma sulla qualità dell aria per dati giornalieri, previsioni e statistiche sulla qualità dell aria:

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