Le imprese di assicurazione e i fondi pensione

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1 Le imprese di assicurazione e i fondi pensione 3 giugno 2009

2 I rischi puri rischio puro eventualità negativa che può arrecare esclusivamente uno svantaggio al soggetto interessato Modalità per fronteggiare bisogni economici conseguenti al manifestarsi di un evento dannoso RISPARMIO INDIVIDUALE può essere insufficiente rispetto all entità del danno l evento negativo può verificarsi prima che l individuo abbia accantonato la somma necessaria ASSICURAZIONE l avversione al rischio rende preferibile pagare un equivalente certo (premio) piuttosto che rimanere soggetti all evento dannoso attraverso il premio, il rischio è trasferito alla compagnia 2

3 Il principio mutualistico Il principio mutualistico consiste nel ripartire il costo degli eventi dannosi che colpiscono alcuni individui su tutti i componenti della collettività di cui fanno parte ( rinunciare a poco per non perdere molto ). Può essere attuato: direttamente da una collettività di soggetti esposti al medesimo rischio (es. mutue assicuratrici) indirettamente tramite l interposizione di un intermediario che previa raccolta ex ante dei contributi, si impegna a risarcire i clienti delle conseguenze economiche dell evento assicurato, assumendosi il rischio che siano maggiori del previsto (es. assicurazioni organizzate in forma di spa e con scopo di lucro) IMPRESA di ASSICURAZIONE: assume, mediante contratti di carattere omogeneo, e gestisce istituzionalmente e sistematicamente i rischi ad essa trasferiti dagli assicurati 3

4 Le imprese di assicurazione ASSICURAZIONI DANNI Per rischi puri riguardanti: Beni (furto, incendio) Patrimonio (responsabilità civile) Soggetti (malattia, infortuni) ASSICURAZIONI VITA Per rischi riguardanti la vita umana (c.d. rischi demografici) di morte di sopravvivenza inversione del ciclo produttivo : l incasso dei premi (ricavi) avviene prima del pagamento degli indennizzi (costi) i premi vengono investiti soprattutto in attività finanziarie 4

5 Il processo assicurativo (1) Le compagnie di assicurazione trasformano i rischi puri in capo ai propri clienti in rischi speculativi, secondo una logica di collettivizzazione del rischio RISK POOLING gestire in un unico portafoglio numerosi rischi individuali omogenei e indipendenti, per i quali è possibile applicare la legge dei grandi numeri si può prevedere con buona approssimazione l ammontare complessivo dei sinistri che subirà la collettività degli assicurati (l errore di previsione di un evento aleatorio si riduce proporzionalmente al crescere del numero delle unità in portafoglio) 5

6 Il processo assicurativo (2) L attività assicurativa si fonda sull assunzione di una serie di ipotesi, le BASI TECNICHE, fondamentali per definire l ammontare del premio da richiedere agli assicurati: 1.IPOTESI STATISTICHE O DEMOGRAFICHE: nel caso dei rischi puri occorre stimare il costo medio di ciascun sinistro e la frequenza di accadimento (in questo modo è possibile calcolare l onere totale del risarcimento danni da ripartire sulla pluralità di assicurati); nel caso dei rischi demografici, invece, si tratta di prevedere la probabilità di sopravvivenza o di morte degli individui ad una certa data 2.IPOTESI FINANZIARIA riguardante il rendimento delle attività in cui saranno investiti i premi incassati anticipatamente, rendimento che dovrà essere riconosciuto agli assicurati 6

7 Il processo assicurativo (3) 1) definizione ipotesi statistica 2) definizione ipotesi finanziaria 3) definizione premio AREA TECNICO- ASSICURATIVA 4) vendita coerente con le ipotesi statistiche 5) investimento premio coerente con ip. fin. AREA PATRIMONIALE- FINANZIARIA 6) pagamento risarcimenti 7

8 Esempio: calcolo del premio puro Una pluralità di individui desidera coprirsi dal rischio di furti all interno della propria abitazione. Per la determinazione del premio si rendono necessarie le seguenti ipotesi statistiche: costo medio del sinistro: l assicurazione stima che il danno da risarcire sarà mediamente pari a frequenza dei sinistri: l assicurazione stima che solo l 1,2% degli individui sarà colpito dall evento sfavorevole, cioè 12 persone su Il costo totale dei sinistri sarà quindi pari a: = Tale costo dovrà essere ripartito su tutti gli assicurati; il premio puro risulta quindi pari a = 600 8

9 Esempio: calcolo del premio puro Per tenere conto anche del fattore finanziario sarà necessaria un ulteriore ipotesi statistica, relativa al tempo di manifestazione degli eventi dannosi, ed un ipotesi finanziaria, relativa al rendimento degli investimenti. Nel caso in cui i sinistri si distribuiscano in modo uniforme durante il periodo di copertura, uguale ad un anno, i fondi saranno a disposizione della compagnia, mediamente, per 6 mesi. Ipotizzando che gli investimenti rendano il 3% su base annua, il premio puro sarà dato da: 0, , ( ) Nel ramo vita, invece, occorre stimare la probabilità che si verifichi l evento legato alla vita umana, tramite le tavole demografiche (es. 9

10 10 Le tavole demografiche d x l x x d x l x x d x l x X d x l x x d x l x x Numero di persone viventi all età x Numero di persone che raggiungono l età x, ma non x+1

11 Premio di tariffa Logica di redditività i prezzi delle polizze saranno superiori ai premi stimati in base al processo assicurativo premio di tariffa > premio puro Ricarico in base a: costi di distribuzione e operativi (caricamento per costi) margine di sicurezza per scostamenti sfavorevoli tra hp adottate e sinistrosità (caricamento per sicurezza) margine di utile Nel fissare l entità dei caricamenti, l impresa deve gestire il trade-off tra certezza di raggiungere l equilibrio economico e pericolo di fissare premi di tariffa non competitivi rispetto ai propri concorrenti 11

12 I prodotti assicurativi: il ramo vita Le assicurazioni vita consentono di proteggere assicurati e beneficiari dai rischi legati ad eventi attinenti alla vita umana. I prodotti sono classificati in 6 rami all art. 2 del nuovo Codice delle assicurazioni private (D.Lgs. 209/2005): Ramo I assicurazioni sulla durata della vita umana Ramo II assicurazioni di nuzialità e di natalità Ramo III assicurazioni, di cui ai rami I e II, le cui prestazioni principali sono direttamente collegate al valore di quote di organismi di investimento collettivo del risparmio o di fondi interni ovvero a indici o ad altri valori di riferimento Ramo IV assicurazione malattia e assicurazione contro il rischio di non autosufficienza che siano garantite mediante contratti di lunga durata, non rescindibili, per il rischio di invalidità grave dovuta a malattia o a infortunio o a longevità Ramo V operazioni di capitalizzazione Ramo VI operazioni di gestione di fondi collettivi costituiti per l'erogazione di prestazioni in caso di morte, in caso di vita o in caso di cessazione o riduzione dell'attività lavorativa 12

13 I prodotti assicurativi: i rischi coperti (1) La classificazione offerta dalla normativa risulta poco chiara ed immediata. Utilizziamo due semplici criteri: la natura del rischio assicurato (dimensione attuariale) le modalità con cui la compagnia riconosce al cliente il rendimento ottenuto dall investimento dei premi (dimensione finanziaria) In base alla dimensione attuariale, si distinguono: 1. assicurazioni per il caso morte: la compagnia si impegna a versare un capitale in caso di morte dell assicurato, secondo due modalità: temporanea caso morte (TCM): l assicurazione paga il beneficiario se l assicurato muore entro un data prestabilita; in caso contrario nulla è dovuto e la compagnia trattiene i premi versati. In questo caso il compito dell ipotesi statistica è stabilire se e quando si dovrà corrispondere la prestazione vita intera: l assicuratore ripaga il beneficiario a qualunque epoca avvenga il decesso. La prestazione avverrà sicuramente, ma è incerto quando sarà dovuta 13

14 I prodotti assicurativi: i rischi coperti (2) 2. assicurazioni per il caso vita: la compagnia si impegna ad effettuare una prestazione in caso di sopravvivenza dell assicurato, secondo due modalità: Coperture con capitale differito: la compagnia è tenuta ad erogare un unica prestazione all assicurato ancora in vita in un determinato momento stabilito nel contratto; in tale forma di assicurazione (speculare alla TCM), il compito dell ipotesi statistica è stabilire se e quando si dovrà corrispondere la prestazione Rendite: la compagnia è tenuta ad erogare una serie periodica di prestazioni all assicurato in vita durante il periodo contrattualmente definito. In tal caso l incertezza riguarda il periodo per cui l assicurato rimarrà in vita 3. assicurazioni miste: la compagnia prevede l erogazione di una prestazione sia in caso di vita che in caso di morte dell assicurato. Sono il prodotto più diffuso sul mercato 14

15 I prodotti assicurativi: la dimensione finanziaria (1) E possibile dividere i prodotti assicurativi vita in base al fatto che il rendimento sia più o meno indicizzato a parametri il cui valore non è noto al momento della sottoscrizione del contratto. Tali prodotti, quindi, non si distinguono per la natura del rischio coperto, ma per le modalità di determinazione della prestazione dovuta PRODOTTI RAMO I Prodotti di puro rischio Prodotti rivalutabili PRODOTTI RAMO III Prodotti unit linked Prodotti index linked 15

16 I prodotti di Ramo I prodotti di puro rischio: l ammontare della prestazione dovuta è stabilito all inizio del contratto e non cambia prodotti rivalutabili (più diffusi): la compagnia si impegna a riconoscere al cliente parte del rendimento effettivamente realizzato tramite l investimento dei premi, che confluiscono in un fondo speciale interno alla compagnia, ma separato dalle altre attività. Al termine di ciascun periodo la compagnia riconosce al cliente il tasso più alto tra il minimo garantito e il rendimento del fondo separato, moltiplicato per la cosiddetta aliquota di retrocessione. Il rendimento acquisito al termine di ciascun periodo viene consolidato, cioè definitivamente acquisito dall assicurato 16

17 Esempio di polizza rivalutabile* Esempio di polizza quinquennale con rendimento minimo garantito del 5% ed aliquota di retrocessione del 90% T1 T2 T3 T4 T5 Rendimento fondo 7% 9% 5% 3% -1% Rendimento per assicurati 6,3% 8,1% 5% 5% 5% Rendimento per compagnia 0,7% 0,9% 0% -2% -6% *Tratto da Munari (2006) Strumenti e servizi finanziari 17

18 I prodotti di Ramo III: Unit linked (1) Le prestazioni sono espresse in quote del fondo di investimento in cui sono impiegati i premi: la compagnia si impegna a liquidare un prefissato numero di quote al verificarsi di eventi attinenti alla vita umana. Il rendimento, quindi, è legato all andamento del fondo comune d investimento che può essere interno alla compagnia (gestito dalla stessa o da un intermediario incaricato) o esterno alla compagnia Componente attuariale numero di quote spettanti nel caso si verifichi l evento dannoso Componente finanziaria valore delle quote al momento in cui viene liquidata la prestazione 18

19 I prodotti di Ramo III: Unit linked (2) Di solito le polizze unit linked, al contrario delle polizze rivalutabili, non garantiscono un rendimento minimo; tuttavia la compagnia può decidere di assumersi o meno parte del rischio finanziario legato all andamento del fondo. Si distinguono: polizze pure in cui il rischio è totalmente a carico dell assicurato che non solo non ha un rendimento garantito, ma può anche perdere progressivamente il capitale versato polizze parzialmente garantite: la compagnia garantisce una prestazione minima (ad esempio, il rimborso di almeno l 80% del capitale) polizze totalmente garantite: la compagnia garantisce la restituzione dell intero capitale versato (o persino il pagamento di un rendimento minimo) Un altra importante differenza è che il rendimento periodico non viene consolidato ed il contratto in genere stabilisce una commissione di gestione fissa a favore della compagnia 19

20 Esempio di polizza unit linked pura* Esempio di polizza quinquennale con commissione di gestione dello 0,5% T1 T2 T3 T4 T5 Rendimento fondo 7% 9% 5% 3% -1% Rendimento per assicurati 6,5% 8,5% 4,5% 2,5% -1,5% Rendimento per compagnia 0,5% 0,5% 0,5% 0,5% 0,5% *Tratto da Munari (2006) Strumenti e servizi finanziari 20

21 I prodotti di Ramo III: Index linked Il funzionamento delle polizze index linked è del tutto simile a quello delle unit linked, sia per quanto riguarda la separazione tra componente attuariale e finanziaria che per quanto concerne la determinazione delle prestazioni. L unica differenza è che non si fa riferimento a quote di un fondo comune d investimento, ma ad unità di conto relative a parametri di mercato, pubblicamente rilevabili (es. indici di Borsa, prezzo di singoli titoli o di un paniere di attività finanziarie) In generale i prodotti linked hanno una componente finanziaria molto forte rispetto alla finalità previdenziale. Tali polizze, insieme a quelle di capitalizzazione, sono state inserite nella nozione di prodotto finanziario ai sensi del TUF, con tutte le conseguenze del caso in materia di offerta al pubblico e fuori sede 21

22 I prodotti assicurativi: gli altri rami Altri prodotti vita (meno diffusi in Italia): RAMO II: ass.ni di nuzialità e natalità RAMO IV: 1. Permanent Health Insurance: la compagnia si impegna a corrispondere una rendita di rata prestabilita per i periodi in cui l assicurato sia incapace di percepire un reddito da lavoro 2. Long Term Care: coperture contro il rischio di non autosufficienza per gli atti della vita quotidiana RAMO V: operazioni di capitalizzazione l impresa si impegna a pagare somme a una data scadenza, capitalizzate in base ad un certo tasso d interesse, senza assunzione di rischio demografico RAMO VI: gestione di fondi collettivi costituiti per l erogazione di prestazioni in caso di morte, in caso di vita o in caso di cessazione o riduzione dell attività lavorativa (ass.ne è un semplice gestore) 22

23 I prodotti assicurativi: il ramo danni I Rami auto rappresentano oltre la metà dei premi totali e comprendono: il ramo Responsabilità civile auto (RCA) per i danni causati a terzi con il proprio autoveicolo. Si tratta di una forma di assicurazione obbligatoria nella maggior parte dei Paesi sviluppati; il ramo Corpi veicoli terrestri (CVT) comprende le coperture per i danni a veicoli terrestri (tra cui le auto) causati da incendio, furto, grandine, etc. I Rami non auto possono essere così classificati: assicurazioni finalizzate a fronteggiare le conseguenze di eventi dannosi che colpiscono i beni di proprietà dell assicurato. Può trattarsi di veicoli (rami Corpi veicoli ferroviari, Corpi veicoli aerei, Corpi veicoli marittimi, lacustri e fluviali), di merci e bagagli oggetto di trasporto (ramo Merci trasportate), di danni provocati da incendi o altri eventi naturali equiparati (ramo Incendio ed elementi naturali); assicurazioni contro i danni alle persone che garantiscono il pagamento delle prestazioni sanitarie ed assistenziali, nonché indennità sostitutive della capacità di generare reddito, a coloro che siano colpiti da infortuni o malattie (rami Malattia e Infortuni); assicurazioni di responsabilità civile (RC), che prevedono il subentro dell assicuratore nell indennizzo dei danni causati a terzi dall assicurato, derivanti dalla circolazione del proprio veicolo (rami RC aeromobili e RC veicoli marittimi, lacustri e fluviali), o da cause diverse (ramo RC generale); 23

24 I prodotti assicurativi: il ramo danni assicurazioni contro i danni al patrimonio dell assicurato derivanti da rischio di credito o altre cause. I prodotti del ramo Credito proteggono l assicurato dai danni derivanti dall insolvenza del debitore. La polizza deve essere stipulata direttamente dal creditore, e non dal debitore nel suo interesse (si noti la differenza con i prodotti CPI). Le assicurazioni del ramo Cauzioni garantiscono l adempimento di un obbligazione futura e vengono stipulate dal soggetto obbligato per godere di maggiore credibilità. Infine, i prodotti del ramo Perdite pecuniarie possono essere considerati una categoria residuale, poiché comprendono le coperture contro la riduzione di flussi in entrata futuri attesi (es. perdita di utili) o l insorgere di flussi in uscita imprevisti (es. spese di annullamento viaggio nei pacchetti turistici); il ramo Assistenza riguarda l assunzione degli oneri riconducibili alla prima assistenza di un soggetto che si trovi in situazione di difficoltà: vanno esclusi i contratti di manutenzione e riparazione, nonché l assistenza prestata da soggetti professionali ad essa preposti. Ad esempio, il trasporto del veicolo alla più vicina officina non è un contratto assicurativo se realizzato da un impresa automobilistica, mentre rientra in tale ramo se realizzato da una compagnia assicurativa. 24

25 Profili gestionali (1) MARGINE ASSICURATIVO è il risultato della trasformazione di rischi puri dei soggetti assicurati in rischi speculativi assunti dall assicurazione Gestione tecnico assicurativa Gestione patrimoniale finanziaria GESTIONE TECNICO-ASSICURATIVA: assunzione dei rischi puri costituzione e gestione del portafoglio rischi cessione dei rischi ad altre compagnie (riassicurazione passiva) ispezione dei sinistri valutazione e liquidazione dei risarcimenti CORE BUSINESS da cui derivano scelte di specializzazione: tecnica commerciale geografica istituzionale 25

26 Profili gestionali (2) GESTIONE PATRIMONIALE- FINANZIARIA: attività di tesoreria pagamento dei risarcimenti gestione dei flussi in entrata e in uscita generati dalla gestione aziendale attività di investimento delle riserve tecniche OBIETTIVI: equilibrio finanziario adeguate combinazioni di portafoglio (in termini di rischio-rendimento e liquidità) 26

27 Bilancio delle assicurazioni: lo S.P. STATO PATRIMONIALE Solidità Redditività Liquidità INVESTIMENTI a COPERTURA delle RISERVE RISERVE TECNICHE Ris. Premi Ris. Sinistri (danni) Ris. Matematica (vita) ALTRE ATTIVITÀ (Patrimonio libero) MEZZI PROPRI La riserva premi è un risconto passivo (rettifica un ricavo non interamente di competenza, premi già incassati, ma relativi ad esercizi futuri). La riserva sinistri (ass.ni danni) e la riserva matematica (ass.ni vita) costituiscono invece un debito verso gli assicurati 27

28 Bilancio delle assicurazioni: il C.E. + Premi - Costi distribuzione - Costi per sinistri Margine lordo della gestione tecnico assicurativa (1) + Proventi dell attività di investimento - Costi dell attività di investimento Margine lordo della gestione patrimoniale-finanziaria (2) MARGINE OPERATIVO LORDO (1+2) - costi operativi -altro Risultato lordo -imposte Risultato netto 28

29 Vigilanza sulle assicurazioni L organismo di controllo sul mercato assicurativo italiano e sulle compagnie è l Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo (ISVAP) I poteri conferiti all ISVAP sono molteplici: Autorizzazione all attività assicurativa Controllo sulla gestione delle compagnie di assicurazione (gestione tecnica, finanziaria, patrimoniale e contabile) Emanazione di regole di comportamento Garantire il rispetto delle regole di correttezza e di trasparenza Poteri sanzionatori Come per le banche, anche per le assicurazioni sono previste delle norme di vigilanza prudenziale, che impongono il mantenimento di un margine di solvibilità; 29

30 Vigilanza sulle assicurazioni Il margine di solvibilità può considerarsi come una riserva aggiuntiva rispetto alle riserve tecniche, in quanto individua un cuscinetto di sicurezza, finanziato da capitale proprio, da utilizzarsi in caso di insufficienza delle attività a copertura rispetto agli impegni nei confronti degli assicurati; La disciplina prudenziale sarà rivista in applicazione della direttiva Solvency 2 (che, come Basilea 2 prevede 3 pilastri) I pilastro - Requisito patrimoniale di solvibilità - Principi di valutazione delle riserve - Principi di composizione delle attività di copertura Solvency II II pilastro - Controllo interno all impresa assicurativa - Controllo dell Autorità di vigilanza III pilastro - Trasparenza - Disciplina di mercato 30

31 Assicurazioni (dalla relazione Banca d Italia 2008) Nel 2008 la raccolta lorda delle compagnie di assicurazione è diminuita del 7,2 per cento, come nell anno precedente. I premi si sono ridotti dell 11,2 per cento nel comparto vita e dello 0,6 nel danni. Tra i prodotti del ramo vita sono rimaste elevate le richieste di riscatto anticipato da parte degli assicurati: al netto di oneri per sinistri e rimborsi, la raccolta è risultata negativa per 10,5 miliardi (-12,8 nel 2007). A seguito dell andamento negativo dei mercati azionari, la riduzione dei premi vita si è concentrata tra i prodotti per i quali i sottoscrittori sopportano un maggiore rischio di investimento, quali le polizze unit e index-linked. Hanno invece ripreso a crescere i premi dei prodotti tradizionali, che offrono più estese garanzie di rendimento.il peso di questi ultimi sul totale dei premi del ramo vita è aumentato notevolmente, dal 44 al 57 per cento (pag. 233) 31

32 Assicurazioni (dalla relazione Banca d Italia 2008) Tra l inizio del 2008 e la fine dello scorso aprile i titoli azionari delle compagnie di assicurazione italiane si sono deprezzati del 48 per cento, contro il 54 del complesso delle compagnie dell area dell euro. I maggiori cali si sono registrati nella parte finale dello scorso anno, in concomitanza con l acuirsi della crisi finanziaria, e nei primi tre mesi del Le perdite di valore dei titoli assicurativi sono in parte ascrivibili alla minore redditività della gestione tecnica, dovuta essenzialmente al calo della raccolta. Per il ramo vita, dove è maggiore l incidenza dei proventi finanziari, le quotazioni hanno risentito anche delle minusvalenze derivanti dall investimento nei mercati azionari e del credito.. (pag. 194) 32

33 I 3 pilastri della previdenza previdenza pubblica di base previdenza complementare collettiva previdenza complementare individuale ente gestore pubblico privato privato principio di funzionamento ripartizione capitalizzazione capitalizzazione adesione obbligatoria volontaria volontaria rischio solvibilità dello Stato rendimento del capitale investito rendimento del capitale investito trasferimento del risparmio nello spazio nel tempo nel tempo base costitutiva collettiva collettiva individuale 33

34 I 3 pilastri della previdenza I. Previdenza pubblica di base obiettivo: garantire il minimo vitale pensione pubblica Enti: INPS, INPDAP, Casse di previdenza II. III. Previdenza complementare collettiva obiettivo: consentire un tenore di vita simile a quello del periodo lavorativo Fondi pensione chiusi e fondi pensione aperti con adesione collettiva Previdenza complementare individuale obiettivo: soddisfare in modo personalizzato le esigenze dell individuo Fondi pensione aperti con adesione individuale e PIP/FIP (piani o forme pensionistiche individuali) 34

35 Lo sviluppo della previdenza complementare Crisi del sistema pensionistico pubblico: requisiti di accesso generosi sistema retributivo diminuzione del rapporto tra numero di lavoratori attivi e pensionati Interventi di riforma requisiti di accesso più restrittivi (età/anni di contribuzione) passaggio al sistema contributivo coefficienti di trasformazione per considerare l aspettativa di vita Possibili conseguenze: la pensione di anzianità potrebbe non essere sufficiente a garantire un adeguato tenore di vita 35

36 I fondi pensione Sono istituzioni autonome che, per mezzo di un contratto stipulato su base collettiva, accumulano i contributi dei lavoratori ed eventualmente dei datori di lavoro di una o più imprese, al fine di erogarne il montante in forma di rendite vitalizie o di capitale nel periodo post-lavorativo a CONTRIBUZIONE DEFINITA: prevedono versamenti periodici del lavoratore dipendente (e del suo datore di lavoro) il cui importo è prestabilito (di solito una percentuale dello stipendio). Le risorse raccolte sono investite e, una volta raggiunta l'età della pensione, il capitale maturato viene erogato sotto forma di rendita periodica vitalizia, la cui entità dipende dai risultati degli investimenti a PRESTAZIONE DEFINITA: viene stabilita l entità della prestazione pensionistica (rendita predeterminata) 36

37 Divieto di autogestione I fondi pensione non possono amministrare direttamente le risorse raccolte: la gestione può essere affidata ad investitori istituzionali specializzati incaricati: banche, SIM, SGR e compagnie di assicurazione principio di netta separazione tra fondo e gestore I fondi pensione sono di fatto i gestori del rapporto tra lavoratori e investitori istituzionali a cui danno mandato Gli investitori istituzionali sono i soggetti che effettuano gli investimenti mettono in relazione unità in surplus e in deficit 37

38 Fondi pensione chiusi e aperti Fondi chiusi (fondi negoziali o contrattuali) Sono istituiti grazie alla contrattazione collettiva promossa da imprenditori, lavoratori, sindacati e associazioni di categoria Comportano alti costi di avviamento in genere vengono istituiti quando è garantita un alta adesione Es. cometa (metalmeccanici) telemaco (telefonia) Fondi aperti Sono istituiti da soggetti abilitati alla gestione delle risorse raccolte Possono essere scelti da un azienda qualora non sia conveniente la costituzione di un fondo chiuso (adesione su base collettiva) o possono accedervi lavoratori subordinati, autonomi e liberi professionisti che non possono o non vogliono iscriversi ad un fondo chiuso di categoria (adesione su base individuale) 38

39 Vigilanza sui fondi pensione La vigilanza sui Fondi Pensione è affidata alla COVIP (Commissione di vigilanza sui Fondi Pensione) La vigilanza è finalizzata al perseguimento di una corretta e trasparente amministrazione e gestione dei fondi pensione per la funzionalità del sistema di previdenza complementare 39

40 Riforma della previdenza complementare D. Lgs. 252/2005 principale novità: conferimento del TFR alla previdenza complementare Dipendenti Scelta esplicita Silenzio Fondo pensione TFR in azienda FPN o FPA collettivi Il TFR rimane effettivamente in azienda (<50 dip.) il TFR va all INPS (>50 dip.) Il fondo con il maggior numero di lavoratori dell azienda Fondo INPS 40

41 Fondi pensione (dalla relazione Banca d Italia 2008) Nel 2008 le risorse gestite dai fondi pensione sono cresciute del 3,8 per cento, a 41 miliardi, grazie a un incremento del 18 per cento del patrimonio amministrato dai fondi istituiti dopo la riforma del Le attività dei fondi pensione rappresentano in Italia circa il 3 per cento del PIL. Nel confronto internazionale lo sviluppo della previdenza complementare italiana rimane limitato Nel corso del 2008 la quota degli iscritti ai piani pensionistici individuali sul totale degli aderenti alla previdenza complementare è salita dal 25 al 27 per cento, a svantaggio di quelle relative ai fondi pensione negoziali e ai fondi istituiti prima del 1993, scese di circa un punto percentuale, rispettivamente al 43 e al 14 per cento; è rimasta pressoché invariata la quota degli iscritti ai fondi pensione aperti (16 per cento) Nel 2008 i risultati finanziari dei fondi pensione sono stati in media negativi, risentendo dell andamento delle quotazioni sui principali mercati azionari. Secondo i dati forniti dalla Covip, il rendimento medio dei fondi pensione (al netto degli oneri di gestione e di quelli fiscali) è stato pari a -6,3 per cento per i fondi negoziali (2,1 nel 2007) e a -14,0 per quelli aperti (-0,4 nel 2007). I risultati inferiori conseguiti dai fondi aperti rispetto a quelli negoziali sono ascrivibili in larga parte alla maggiore incidenza di azioni nel portafoglio. (pag ) 41

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