INDICE. 4.1 Introduzione Descrizione dello stato di fatto Descrizione dello stato a progetto 23

Save this PDF as:
 WORD  PNG  TXT  JPG

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "INDICE. 4.1 Introduzione 19 4.2 Descrizione dello stato di fatto 19 4.3 Descrizione dello stato a progetto 23"

Transcript

1

2 INDICE 1 PREMESSA MOTIVAZIONI STRATEGICHE E FINALITÀ DELL OPERA Gli orientamenti della politica energetica della Comunità Europea Le linee di indirizzo della politica energetica nazionale Il Sistema energetico Piemontese 9 3 CARATTERIZZAZIONE IDROLOGICA Le portate Ricostruzione delle portate derivabili Calcolo del Deflusso Minimo Vitale Portate caratteristiche dell'impianto 17 4 LO STATO DEI LUOGHI E DELLE OPERE A PROGETTO Introduzione Descrizione dello stato di fatto Descrizione dello stato a progetto 23 5 QUADRO TECNICO ED ENERGETICO Introduzione Quantificazione delle portate derivate Quantificazione del salto geodetico Potenze prodotte Produzione Costi dell'impianto Eventuali incrementi occupazionali Regola operativa dell'impianto 34 6 CRONOPROGRAMMA DEI LAVORI Fasi di cantiere Aree di cantiere Movimenti terra Viabilità cantiere 39 7 DISPOSITIVI DI LIMITAZIONE E DI MISURAZIONE DELLA PORTATA Dispositivo di limitazione della portata massima derivata Il misuratore di porta Installazione del misuratore 42 Pagina 1 di 50

3 8 CONCLUSIONI A01 CARATTERISTICHE MISURATORE DI PORTATA A02 CRONO PROGRAMMA DEI LAVORI Pagina 2 di 50

4 1 PREMESSA Il Sig. Riba Alberto nato a Cuneo il 21/10/1972 residente in Boves (CN) 12012, via XXXI Dicembre n.5 C.F. RBILRT72R21D205M ha incaricato l ing. Gossa Paolo, iscritto all albo degli Ingegneri della Provincia di Cuneo con numero A1964 di predisporre il presente progetto per l avvio della richiesta di concessione di derivazione d acqua pubblica ai sensi del D.P.G.R 29/07/2003 n.10/r e s.m.i per l'impianto idroelettrico nel comune di Centallo in località "Azienda agricola Pilone" (CN). Il progetto di cui alle tavole allegate risulta, ai sensi della normativa regionale in materia di programmazione energetica, essere così definito: Impianto Idroelettrico ad acqua fluente di caratteristiche: Corpo idrico: Torrente Grana Mellea Quota impianto: 424,77 m s.l.m. Portata Massima derivata: 5,000 m 3 /s Portata Media derivata: 3,380 m 3 /s Portata Minima derivata: 0,750 m 3 /s Salto geodetico per la portata Massima derivata: 2,50 m Salto geodetico per la portata Media derivata: 2,70 m Salto geodetico per la portata Minima derivata: 3,01 m Potenza legale massima: 122,55 Kw Potenza legale media: 89,47 Kw Potenza installata massima: 88,29 Kw Potenza installata media: 64,65 Kw Coordinate UTM della centrale: 32T E ,43 m N ,28 m Il progetto è principalmente motivato dalla necessità di incrementare la produzione di energia da fonti rinnovabili, in conformità con i più recenti indirizzi di politica energetica regionale, nazionale e comunitaria, ed in particolare in relazione agli Indirizzi generali in materia di programmazione energetica regionale. Le finalità perseguite si possono solo indirettamente considerare come finalità strettamente ambientali, in quanto la politica di riferimento dell intervento è la politica energetica. A tale riguardo, l energia, che sarà prodotta dalla centrale oggetto di studio ed immessa in rete, contribuirà positivamente ad incrementare la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili. Le dimensioni dell intervento e le finalità perseguite non sono tali da costituire una modificazione dell assetto attuale del territorio, pertanto lo studio si rivolge ad un contesto che prende in considerazione il tratto di canale compreso tra il punto di derivazione e il punto di restituzione. Pagina 3 di 50

5 Sul piano ambientale le lavorazioni previste nell ambito del progetto sono in grado di influire prevalentemente sulle seguenti componenti e fattori: viabilità (limitatamente alla fase di cantiere); qualità dell aria (limitatamente alla fase di cantiere); rumore (fase di cantiere e di esercizio); regime e qualità dell acqua (fase di esercizio). Pagina 4 di 50

6 2 MOTIVAZIONI STRATEGICHE E FINALITÀ DELL OPERA 2.1 Gli orientamenti della politica energetica della Comunità Europea Un primo contributo innovativo alla definizione di strategie di sviluppo durevole e sostenibile nel settore energetico viene offerto dal Quinto Programma di Azione Ambientale, documento di carattere politico-programmatico approvato nel febbraio 1993 dal Consiglio e dai rappresentanti dei Governi degli Stati-membri della Comunità Europea 1. Tale documento, relativo al periodo , sottolinea la necessità di elaborare strategie di sviluppo a lungo termine per assicurare che l impatto ambientale della produzione e del consumo di energia sia ricondotto nell ambito della sostenibilità, le cui caratteristiche principali sono: la salvaguardia della qualità della vita; il mantenimento della fruibilità delle risorse naturali; l eliminazione del danno ambientale durevole; il soddisfacimento dei fabbisogni presenti senza pregiudizio per quelli delle generazioni future. Facendo seguito al Quinto Programma, la Commissione europea il 24 gennaio 2001 ha adottato una proposta contenente una nuova ambiziosa strategia ambientale che definisce le aree prioritarie di intervento per il periodo Il Sesto Programma Ambiente 2010: il nostro futuro, la nostra scelta ruota attorno a quattro aspetti fondamentali: cambiamento climatico, ambiente e salute, natura e biodiversità, gestione delle risorse naturali e sottolinea l importanza di nuove forme di partecipazione di cittadini e imprese. Con particolare riguardo al cambiamento climatico, l obiettivo di riduzione delle emissioni dell 8% entro il ai sensi del Protocollo di Kyoto costituisce l asse portante del nuovo programma. Il Trattato sulla Carta dell energia e l allegato Protocollo sull efficienza energetica firmati a Lisbona il 17 dicembre 1994 e ratificati dall Italia con la Legge 10 novembre 1997, n. 415, affiancano all obiettivo primario di favorire gli scambi Est-Ovest e gli investimenti nel settore dell energia, quello dello sviluppo sostenibile e della tutela dell ambiente, impegnando le Parti a tenere in particolare considerazione il miglioramento dell efficienza energetica, lo sviluppo e l utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili, la promozione dell impiego di combustibili puliti e il ricorso a tecnologie e ad altri mezzi che riducano l inquinamento. Nel 1995 la Commissione europea predispone un Libro Bianco intitolato Una politica energetica per l Unione Europea, in cui, nell ambito dell individuazione di tre macro-obiettivi quali una migliore competitività, la sicurezza dell approvvigionamento e la protezione dell ambiente, vengono suggeriti riferimenti e indicazioni per un quadro comune di politica energetica sostenibile. 1 Informazioni tratte dal Piano Energetico della Regione Piemonte. Pagina 5 di 50

7 In particolare, grande enfasi viene attribuita al principio dei vantaggi competitivi che possono derivare per le attività economiche e produttive dall adozione di tecnologie energetiche efficienti, nonché ad una nuova strategia che muove dalla necessità di stimolare un rinnovato ruolo delle Regioni e delle Autorità locali nel settore energetico. Una strategia, quest ultima, dettata dalla consapevolezza della maggiore efficacia di un approccio locale nell attuazione di politiche per l efficienza energetica e lo sviluppo delle fonti rinnovabili e nella applicazione di strumenti fortemente correlati alla specificità locale. Due anni più tardi, nel 1997, a seguito di un ampio dibattito sulle potenzialità di sviluppo delle fonti rinnovabili e sul loro ruolo nel raggiungimento degli obiettivi strategici di protezione ambientale e di diversificazione delle fonti di approvvigionamento, incentrato su uno specifico Libro Verde, la Commissione europea propone un secondo Libro Bianco, questa volta dal titolo Energia per il futuro: le fonti energetiche rinnovabili, quale piano d azione frutto di una strategia concertata. Nel dicembre 1997 ha luogo a Kyoto, sotto l egida dell ONU, la terza Conferenza delle Parti alla Convenzione sui cambiamenti climatici. Un assise internazionale convocata con il difficile compito di negoziare un accordo vincolante che stabilisca quantificati impegni di riduzione delle emissioni clima alteranti da mettersi in atto da parte dei Paesi industrializzati. Dopo undici giorni di negoziato in cui emerge il ruolo trainante svolto dall Unione Europea, i rappresentanti dei 170 Paesi partecipanti alla Conferenza adottano, il 10 dicembre, un Protocollo di attuazione nel quale sono definiti gli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra, rispetto ai livelli del 1990, da conseguirsi entro il In particolare, trentotto Paesi, tra cui l Italia, dovranno procedere ad una riduzione delle emissioni in misura maggiore. Segnatamente per gli Stati-membri dell Unione Europea viene stabilita una percentuale di riduzione pari all 8 % entro il periodo preso in considerazione. Inoltre, il Protocollo orienta l azione dei singoli Paesi, individuando misure e specifici settori d intervento in cui primariamente procedere ai fini del conseguimento degli obiettivi posti, e in particolare: promozione dell efficienza energetica in tutti i settori; sviluppo delle fonti rinnovabili per la produzione di energia e delle tecnologie innovative per la riduzione delle emissioni; protezione ed estensione delle foreste per l assorbimento del carbonio; promozione dell agricoltura sostenibile; limitazione e riduzione delle emissioni di metano dalle discariche di rifiuti e dagli altri settori energetici; misure fiscali appropriate per disincentivare le emissioni di gas serra. Più recentemente, il 29 novembre 2000, la Commissione europea ha adottato il Libro Verde Verso una strategia europea di sicurezza dell approvvigionamento energetico che ha messo in evidenza le debolezze strutturali dell approvvigionamento di energia dell Unione europea e le sue fragilità Pagina 6 di 50

8 geopolitiche, economiche e sociali alla luce soprattutto degli impegni europei nel quadro del Protocollo di Kyoto. In questo Libro, la Commissione ha evidenziato che l Unione europea è fortemente dipendente dall approvvigionamento energetico esterno e le sue importazioni coprono oggi il 50% della domanda. Persistendo l attuale tendenza, questa percentuale è destinata ad aumentare entro il 2030 fino al 70 %. In questa direzione, la Direttiva 2001/77/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 27 settembre 2001 sulla promozione dell energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell elettricità partendo dalla considerazione che il potenziale di sfruttamento delle fonti energetiche rinnovabili è attualmente sottoutilizzato nella Comunità, riconosce la necessità di promuovere in via prioritaria le energie rinnovabili poiché queste, nel contribuire alla protezione dell ambiente, allo sviluppo sostenibile e alla sicurezza degli approvvigionamenti, permettono di conseguire più rapidamente gli obiettivi di Kyoto. La direttiva, prendendo le mosse dall obiettivo indicativo del 12 % quale contributo delle rinnovabili al complessivo consumo interno lordo di energia, da conseguire entro l anno 2010, contenuto nel Libro Bianco sulle fonti energetiche rinnovabili, stabilisce che entro la stessa data sia raggiunta la quota indicativa del 22,1 %, quale percentuale di elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili sul consumo totale di elettricità della Comunità. 2.2 Le linee di indirizzo della politica energetica nazionale La Conferenza Nazionale per l Energia e l Ambiente tenutasi a Roma nel novembre 1998 rappresenta il segnale di un nuovo modo di fare politica energetica, basato sulla concertazione, sul decentramento, sull utilizzo dei meccanismi di mercato e sull integrazione della stessa politica con quelle riguardanti il territorio. Nel documento conclusivo della Conferenza, accanto alla stipulazione del Patto per l energia e l ambiente, sono indicate altre iniziative prioritarie in campo energetico: il riassetto del settore elettrico la delibera CIPE sul Protocollo di Kyoto l introduzione della carbon-tax l attuazione della Bassanini legge 10/91 Il Governo, nel documento citato, ha delineato un programma di azioni che prevede, tra l altro, il raddoppio della quota di fonti energetiche rinnovabili entro la data del 2010 quale obiettivo da raggiungere in un costante dialogo con le Regioni. Emerge dunque chiaramente la necessità di dialogare e confrontarsi con le Regioni, riconoscendo alle stesse un ruolo di programmazione troppo spesso trascurato a favore dell attribuzione di compiti meramente operativi. Pagina 7 di 50

9 Il generale processo di riforma amministrativa, intrapreso in questi ultimi anni con le cosiddette leggi Bassanini (leggi 59/97, 127/97, 191/98 e decreto legislativo 112/98, modificato dal D. Lgs. 443/99), delinea un nuovo sistema di governo dell energia, ridisegnando ruoli, competenze e procedure. Si tratta di un processo di regionalizzazione che rovescia il criterio di distribuzione delle funzioni, riconoscendo al sistema decentrato e integrato di regioni ed enti locali un ruolo programmatorio sul territorio che ha come punto di riferimento gli indirizzi fissati dall Amministrazione centrale. Specificamente, il decentramento alle regioni di compiti di pianificazione, indirizzo e controllo nel settore energetico, in parte già avviato con l emanazione della legge 10/91 ed, in particolare, con leggi successive, con la legge 59/97 e il D.Lgs. 112/98, consente alle medesime di meglio strutturare le funzioni in materia energetica, fermo restando il rispetto delle competenze riservate allo Stato dall art. 29 dello stesso D.Lgs 112/98 e il conferimento di funzioni agli enti locali come previsto dall art. 31 dello stesso decreto. Allo Stato sono riservati la definizione degli indirizzi di politica energetica nazionali, il coordinamento della programmazione energetica regionale, l unificazione tecnica delle condotte delle varie amministrazioni, l assolvimento di funzioni di rilevanza nazionale (quali la ricerca scientifica, la costruzione delle centrali elettriche oltre i 300 MW, l attuazione del programma di metanizzazione del Mezzogiorno, la vigilanza sull ENEA); agli enti locali sono attribuite le funzioni in materia di controllo sul risparmio energetico e l uso razionale dell energia, nonché le altre funzioni previste dalla legislazione regionale, oltre che la redazione e l adozione dei programmi di intervento per la promozione delle fonti rinnovabili e del risparmio energetico, l autorizzazione all installazione e all esercizio degli impianti di produzione di energia, il controllo sul rendimento energetico degli impianti termici. In sintesi alle Regioni è riconosciuta quale potestà generale, quella di redigere ed approvare i piani energetici regionali, nonché funzioni di amministrazione diretta in tema di certificazione energetica degli edifici e di contributi per i progetti di uso razionale dell energia. Il Parlamento, in data 26 marzo 2002, in occasione della discussione del D.L. 7 febbraio 2002, n. 7 (c.d. Sblocca Centrali ) ha approvato l ordine del giorno 9/2523/3 con cui ha impegnato il Governo alla presentazione di un disegno di legge di complessivo riordino e riforma del settore energetico. Tra gli aspetti salienti del disegno di legge emerge la previsione di norme volte alla promozione dell incremento della quota obbligatoria dell energia elettrica da fonti rinnovabili e all utilizzo razionale dell energia. Per quanto riguarda la risorsa idroelettrica, che ha rappresentato in passato uno dei significativi fattori di sviluppo economico del Paese, essa è ancora, a tutt oggi, la fonte energetica nazionale di maggior rilievo; tale risorsa contribuisce, infatti, alla copertura del fabbisogno elettrico nazionale per circa il 17 %, a fronte di una produzione netta pari a GWh nel 1998, di cui il 75 % da impianti ENEL e il rimanente 25 % da impianti di soggetti privati e aziende municipalizzate. Pagina 8 di 50

10 Malgrado le potenzialità di sfruttamento della risorsa idrica a fini di produzione elettrica, come di seguito meglio specificato, siano ormai prossime all esaurimento, il carattere strategico di tale forma di produzione, e pertanto il ruolo da essa svolto nel quadro del soddisfacimento del fabbisogno elettrico nazionale, continuano ad essere rilevanti. In particolare, nel nuovo scenario venutosi a determinare con la creazione del mercato unico europeo dell energia elettrica, gli impianti idroelettrici continuano a ricoprire una funzione insostituibile nel breve periodo, consentendo un efficace e rapida rimodulazione della produzione, un ottimizzazione della stessa in funzione dei diagrammi di carico della rete elettrica, nonché il soddisfacimento delle punte di richiesta. Tutto ciò, grazie alle peculiarità degli impianti contraddistinti dalla rapidità di presa di carico, dalla possibilità di funzionare per brevi periodi (e più volte) nell arco della stessa giornata, nonché dalla capacità di regolazione della tensione, della frequenza e delle potenze attive e reattive. Inoltre, la completa indipendenza del funzionamento di tali impianti da interventi esterni li rende insostituibili per quanto attiene alla riaccensione della rete nei casi di blackout. Al di là di tali caratteristiche della produzione, che potremmo definire dinamiche, altro fondamentale requisito della fonte idroelettrica è rappresentato dal suo squisito carattere di rinnovabilità che, unitamente alla sua estraneità a qualsiasi emissione in atmosfera, fa della risorsa un elemento d importanza strategica nel bilancio energetico del Paese. 2.3 Il Sistema energetico Piemontese Il quadro della produzione idroelettrica in Piemonte nel 1998 rivela la presenza sul territorio regionale di 419 impianti per una potenza installata complessiva pari a MW e una produzione netta di GWh nell annualità di riferimento, pari al 14,5 % della produzione idroelettrica totale a livello nazionale nello stesso anno. Tale parco-impianti risulta di proprietà dell ENEL per l 80,5 % della potenza installata complessiva, delle municipalizzate per il 9,5 %, nonché degli autoproduttori Unapace per il 7 % e di altre imprese per il rimanente 3 %. La taglia media degli impianti, poi, varia da MW relativi alle unità di produzione dell ENEL e delle aziende municipalizzate, a 1,8 MW e a 600 KW rispettivamente nel caso degli autoproduttori e delle cosiddette altre imprese. Il raffronto con i dati relativi al 1993 consente di evidenziare le macro-caratteristiche del trend evolutivo dello sfruttamento della risorsa idrica a fini idroelettrici. Per il Piemonte, nel periodo di osservazione, esso rivela un incremento contenuto della potenza installata (1,45 %) connesso alla realizzazione di 31 nuovi impianti, nonché alla dismissione di 5 unità di generazione, pur in presenza di un calo significativo della produzione (-9,36 %) attribuibile in buona parte agli eventi siccitosi che hanno caratterizzato il territorio regionale nel 1998 e che continuano a caratterizzare gli andamenti climatici invernali. Un trend di crescita moderata, dunque, caratterizzato soprattutto dalla realizzazione di impianti di piccola taglia (1 MW) ad acqua fluente da parte di soggetti investitori privati. Pagina 9 di 50

11 Il progetto è coerente con le finalità perseguite dalla Regione Piemonte laddove si ritiene prioritario lo sviluppo del ricorso alla produzione di energia dalle fonti rinnovabili e un riordino del parco idroelettrico che consenta una valorizzazione delle risorse marginali presenti, nel rispetto delle condizioni di garanzia dei corpi idrici e di tutela ambientale 2. 2 AA.VV - Primi orientamenti per la predisposizione del Piano Energetico Regionale. Piemonte Energia Ambiente, maggio Pagina 10 di 50

12 3 CARATTERIZZAZIONE IDROLOGICA 3.1 Le portate Nel seguente capitolo le portate derivabili dall impianto verranno ricavate mediante una ricostruzione idrologica, al paragrafo 3.3 verrà inoltre effettuata un analisi riguardante la portata di Minimo Deflusso Vitale da rilasciarsi nel tratto oggetto di interesse. 3.2 Ricostruzione delle portate derivabili Il progetto presentato si configura come una derivazione da acque superficiali la quale utilizza le strutture idrauliche, esistenti, in gestione al Consorzio Infernotto facente parte dei consorzi della Coutenza dei canali ex demaniali della Pianura Cuneese. Le analisi idrologiche sono state compiute analizzando sia i dati medi mensili delle portate naturali presenti in alveo, sia andando ad analizzare la curva di durata delle portate naturali. Per addivenire ad una più precisa ricostruzione idrologica delle portate prelevabili ed utilizzabili si è deciso di partire dai dati medi mensili di portata prelevabili all opera di presa, ossia al netto del DMV. Per iniziare l analisi delle portate naturali presenti e del DMV (deflusso minimo vitale) si è preso in considerazione i dati riportati e valutati nel PTA della Regione Piemonte calcolati presso l'opera di presa del Canale Mellea (337,5 km 2 di bacino sotteso) e nella zona Tavolera (337 km 2 di bacino sotteso ), entrambe poste a valle della traversa in oggetto di studio. Deflusso medio naturale Tavolera Deflusso medio naturale S. Vittore Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic TABELLA 1 - Portate medie mensili nelle sezioni di Tavolera e S.Vittore Il valore del Deflusso Minimo Vitale calcolato in corrispondenza di tali stazioni risultano essere: TABELLA 2 - Portate caratteristiche nella sezione di Tavolera e rispettivi DMV TABELLA 3- Portate caratteristiche nella sezione di presa del Canale Mellea e rispettivi DMV Pagina 11 di 50

13 I DMV base risultano così essere pari a: 850 l/s valutato secondo la il DVM Regione Piemonte e 895 l/s secondo il calcolo del DMV AdB Po per quanto riguarda la sezione di misura di Tavolera ; 849 l/s valutato secondo la il DVM Regione Piemonte e 896 l/s secondo il calcolo del DMV AdB Po per quanto riguarda la sezione di misura dell'opera di presa del Canale Mellea. Desunte le portate medie naturali nelle due sezioni, si sono potute ottenere, attraverso una similitudine idraulica tra bacini con diversa estensione le portate naturali e il rispettivo DMV base da assegnare alla sezione di progetto (335 km 2 di bacino sotteso). Deflusso medio naturale Tavolera Deflusso medio naturale S. Vittore Deflusso medio naturale Centallo - opera di presa Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic 5,006 5,507 7,009 7,509 7,009 3,504 2,002 2,002 2,503 4,005 8,010 6,508 5,011 5,512 7,015 7,516 7,015 3,507 2,004 2,004 2,505 4,008 8,017 6,514 4,976 5,474 6,967 7,464 6,967 3,483 1,990 1,990 2,488 3,981 7,962 6,469 DMV 0,895 0,895 0,895 0,895 0,895 0,895 0,895 0,895 0,895 0,895 0,895 0,895 TABELLA 4 - Portate medie mensili Come si può osservare nella tabella riportata in precedenza si è adottato come DMV base, il valore pari a 895 l/s. Il su scritto valore è stato calcolato utilizzando, come dato di riferimento per la similitudine idraulica, il valore 896 l/s valore massimo riscontrato dall' AdB Po per la sezione di misurazione presso l'opera di presa del Canale Mellea. GRAFICO 1 - Portate medie mensili naturali nella sezione di presa Pagina 12 di 50

14 Definite le portate medie mensili naturali che convergono alla sezione di presa si è intrapresa l'analisi delle portate attraverso la curva di curata. Per analizzare le quantità in gioco si sono adottati i valori definiti dal piano di tutela delle acque il quale va a definire una curva di durata per il Torrente Grana Mellea con una sezione di chiusura che va a definire un bacino idrografico di circa 471 km 2. TABELLA 5 - Caratteristiche del bacino del corpo idrico Mellea Adottando anche in questo caso la similitudine idraulica si sono potuti definire i seguenti valori di portata naturale. gg Q [m 3 /s] 10 15, , , , ,067 TABELLA 6 - Curva di durata delle portate nella sezioni di presa GRAFICO 2 - Curva di durata portate medie mensili naturali nella sezione di presa Pagina 13 di 50

15 3.3 Calcolo del Deflusso Minimo Vitale Come scritto precedentemente per il calcolo del Valore Base di Deflusso Minimo Vitale si è deciso di intraprendere la strade della similitudine idraulica del bacino andando a calcolare un contributo chilometrico anche per quello che riguarda il DMV. Il valore di DMV base ottenuto attraverso questa metodologia di calcolo risulta pari a 895 l/s. TABELLA 7 - Portate caratteristiche del bacino del nellea alla sezioni di chiusura Valutando anche la tabella riassuntiva all'interno del Piano di Tutela delle Acuque, riportata precendetente, si può osservare che viene definito come DMV alla sezione di chiusura del Bacino del Torrente Grana Mellea (471 km 2 di bacino sotteso) un DMV pari a 1,26 m 3 /s. Effettuando le dovute valutazione si definisce che per un bacino con 335 km 2 di area sottesa il DMV Base deve essere di circa 895 l/s Modulazione del rilascio del DMV Nel caso di nuovi prelievi aventi una portata massima istantanea superiore alla portata naturale di durata 120 gg del corpo idrico alimentatore e comunque superiore a 500 l/s, la modulazione temporale dei rilasci è effettuata adeguando la portata di rilascio del DMV a valle della traversa di derivazione alla portata istantanea in arrivo alla medesima (Modulazione di Tipo A). In subordine l autorità concedente può consentire una modulazione su basi temporali definite a priori, in relazione a specifici obiettivi identificati nell ambito del procedimento di concessione (Modulazione di Tipo B). Nel caso in oggetto si è scelto una modulazione di TIPO B Modulazione di Tipo A La modulazione temporale del deflusso minimo secondo la presente modalità comporta l adattamento della portata istantanea rilasciata in alveo alle fluttuazioni del regime idrologico misurate immediatamente a monte della traversa di captazione. In tal caso la portata da rilasciare nel corpo idrico a valle della presa dove X rappresenta una percentuale variabile dal 10% al 20%. TABELLA 8 - Portate di deflusso minimo vitale Pagina 14 di 50

16 3.3.3 Modulazione di Tipo B La modulazione temporale dei rilasci secondo la presente modalità comporta l obbligo di gestire rilasci a gradini con valori differenziati, ciascuno dei quali applicabile per periodi di tempo di durata predefinita, di norma, non inferiore a 30 gg. L entità dei gradini di portata superiore al DMV di base e la durata di ciascuno di essi è stabilita dall autorità concedente nell ambito del procedimento di concessione tenendo presente i seguenti criteri: entità, durata e decorrenza di ciascun gradino di rilascio maggiorato sono rapportate agli specifici obiettivi di qualità del corpo idrico interessato dal prelievo; in mancanza dei predetti obiettivi, la modulazione è orientata ad assicurare valori di portata minima più elevati nei mesi in cui la portata media mensile naturale del corpo d acqua supera il valore medio annuo; le variazioni delle portate di rilascio del DMV sono effettuate attraverso opportune manovre sui dispositivi di regolazione di cui è dotata l opera di presa. Le modalità di modulazione potranno essere riviste, in accordo col gestore della derivazione, all atto dell applicazione del DMV ambientale. La portata massima derivata dall'impianto idroelettrico in progetto (5000 l/s)è maggiore di quella naturale di durata 120 gg e superiore a 500 l/s, per cui è previsto il rilascio del Deflusso minimo Vitale con Modulazione di Tipo B. Il rilascio avverrà con cadenza mensile con due scalini di rilascio pari a 1150 l/s e 1450 l/s. In particolare, nei mesi in cui la portata in arrivo alla presa di derivazione è minore di della portata media annua naturale, pari a circa 5000 l/s il rilascio sara' di 1150 l/s, nel restante periodo il rilascio minimo sarà portato a 1450 l/s. Si riporta qui a seguito la tabella riassuntiva del DMV. Giorni DMV tipo B [gg] [m 3 /s] , , , ,150 TABELLA 9 - Curva di durata delle portate di deflusso minimo vitale Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic TABELLA 10 - Deflussi minimi vitali mensili Pagina 15 di 50

17 3.3.4 La scala di rimonta per l'ittiofauna. Valutato la portata da rilasciare per soddisfare il deflusso minimo vitale si è andato a valutare il quantitativo di risorsa da rilasciare al di sopra della struttura di rimonta per l'ittiofauna. Nel caso in esame si è deciso di affrontare il problema andando a inserire una struttura di rimonta denominata rampa rustica visto il basso salto generato dalla traversa fluviale. La struttura in oggetto definita come rampa in pietrame ad alta scabrezza. Pendenza media 2-4% (maggiore, sino al 6%), con altezze superabili usualmente non superiori a 2-3 m. La portata minima di alimentazione può essere mediamente circa 200 l/s per metro di larghezza della rampa, ma preferibilmente di più. Al posto delle classiche briglie di sistemazione per l erosione del fondo o per conversione di vecchi sbarramenti ove non sia possibile regolare il livello a monte. FIGURA 1 - Schematizzazione tecnica di una rampa di risalita Visto la definizione del DMV paria a 1150 l/s e 1450 l/s si è passati al calcolo della portata attrattiva per la scala di rimonta definita come QPAI. Il manuale regionale "Linee guida per la progettazione e verifica dei passaggi per pesci" definisce la QPAI nel seguente modo: Analizzate le equazioni precedenti si è deciso di adottare il valore 1150 in corrispondenza del DMV visto la sua definizione per tutti i mesi annuali. Il valore 1450 l/s si presenta solo 6 mesi all'anno, 1150 l/s si raggiungono sia nei mesi dove viene proposto come dmv sia nei mesi in cui si raggiunge un dmv più elevato. Fatte queste considerazioni si definisce il valore QPAI pari a 740 l/s. La su scritta portata verrà rilasciata attraverso uno stramazzo realizzato nel coronamento della traversa il quale metterà in comunicazione la rampa rustica con il monte dell'opera idraulica. Lo stramazzo presenterà larghezza pari a circa 1,72 m ed altezza pari a 0,40 m. Pagina 16 di 50

SOMMARIO. 1. OPERA DI PRESA...2 1.1 Breve descrizione dell'opera...2 1.2 Mappali interessati e vincoli ablativi richiesti...2

SOMMARIO. 1. OPERA DI PRESA...2 1.1 Breve descrizione dell'opera...2 1.2 Mappali interessati e vincoli ablativi richiesti...2 SOMMARIO 1. OPERA DI PRESA...2 1.1 Breve descrizione dell'opera...2 1.2 Mappali interessati e vincoli ablativi richiesti...2 2. CONDOTTA FORZATA...3 2.1 Percorso della condotta forzata...3 2.2 Mappali

Dettagli

INDICE 1 PREMESSA... 2 2 MOTIVAZIONI STRATEGICHE E FINALITÀ DELL OPERA... 3

INDICE 1 PREMESSA... 2 2 MOTIVAZIONI STRATEGICHE E FINALITÀ DELL OPERA... 3 INDICE 1 PREMESSA... 2 2 MOTIVAZIONI STRATEGICHE E FINALITÀ DELL OPERA... 3 2.1 Gli orientamenti della politica energetica della Comunità Europea 3 2.2 Le linee di indirizzo della politica energetica nazionale

Dettagli

SOMMARIO 1. INTRODUZIONE...2 2. DESCRIZIONE SINTETICA DELLE ATTREZZATURE E DEI SISTEMI PREVISTI PER LA GESTIONE E MANUTENZIONE DELLE OPERE..

SOMMARIO 1. INTRODUZIONE...2 2. DESCRIZIONE SINTETICA DELLE ATTREZZATURE E DEI SISTEMI PREVISTI PER LA GESTIONE E MANUTENZIONE DELLE OPERE.. SOMMARIO 1. INTRODUZIONE...2 2. DESCRIZIONE SINTETICA DELLE ATTREZZATURE E DEI SISTEMI PREVISTI PER LA GESTIONE E MANUTENZIONE DELLE OPERE..2 3. MODALITÀ DI USO CORRETTO DELLE OPERE...4 4. LIVELLO MINIMO

Dettagli

6. NORME DI ATTUAZIONE Titolo I Finalità e contenuti ed elaborati del Piano

6. NORME DI ATTUAZIONE Titolo I Finalità e contenuti ed elaborati del Piano 6. NORME DI ATTUAZIONE Titolo I Finalità e contenuti ed elaborati del Piano Art. 1 Finalità generali del Piano 1. Il presente Piano costituisce piano stralcio di bacino ai sensi del c.6 ter dell art.17

Dettagli

I dati ricavabili da suddette verifiche (tiranti, velocità, etc.) saranno comunque necessari per procedere con la fase progettuale esecutiva.

I dati ricavabili da suddette verifiche (tiranti, velocità, etc.) saranno comunque necessari per procedere con la fase progettuale esecutiva. INDICE 1. Premessa 1 2. Descrizione dei luoghi 1 3. Valutazione degli afflussi meteorici 3 4. Valutazione dei deflussi 6 5. Calcolo del DMV 7 6. Modifiche alle portate attese a seguito delle opere 10 1.

Dettagli

PICCOLI IMPIANTI IDROELETTRICI. Elettricità da Fonti Rinnovabili in Liguria

PICCOLI IMPIANTI IDROELETTRICI. Elettricità da Fonti Rinnovabili in Liguria PICCOLI IMPIANTI IDROELETTRICI Elettricità da Fonti Rinnovabili in Liguria ENERGIA IDROELETTRICA La potenza dell impianto dipende dalle caratteristiche della fonte considerata ed in particolare è funzione

Dettagli

SOMMARIO... Errore. Il segnalibro non è definito.

SOMMARIO... Errore. Il segnalibro non è definito. SOMMARIO... Errore. Il segnalibro non è definito. 1. PREMESSA... 2 2. TIPOLOGIA DI MATERIALI... 3 3. MODALITA DI RIMOZIONE... 6 4. SMALTIMENTO DEL MATERIALE... 7 5. RIPRISTINO DELLO STATO DEI LUOGHI...

Dettagli

Normativa di riferimento

Normativa di riferimento Normativa di riferimento La normativa in materia di energie alternative da fonti rinnovabili è presente a diverse scale territoriali: da indirizzi a livello globale ed europeo sino ad una trattazione a

Dettagli

Incentivazione dell energia elettrica da altre fonti rinnovabili

Incentivazione dell energia elettrica da altre fonti rinnovabili Incentivazione dell energia elettrica da altre fonti rinnovabili Beneficiari Riferimenti normativi Finalità dello strumento Regime transitorio Impianti, alimentati da fonti rinnovabili diverse da quella

Dettagli

RELAZIONE ANNUALE SULLO STATO DEI SERVIZI E SULL ATTIVITÀ SVOLTA 2004.

RELAZIONE ANNUALE SULLO STATO DEI SERVIZI E SULL ATTIVITÀ SVOLTA 2004. RELAZIONE ANNUALE SULLO STATO DEI SERVIZI E SULL ATTIVITÀ SVOLTA 2004. Presentazione del Presidente dell Autorità. Roma, 6 luglio 2004. Orientamenti per l azione futura. Considerate la dinamica e la complessità

Dettagli

INFORMATIVA 02/2010. Il terzo Conto Energia: 2011-2013

INFORMATIVA 02/2010. Il terzo Conto Energia: 2011-2013 INFORMATIVA 02/2010 Il terzo Conto Energia: 2011-2013 Realizzato da: TIS Area Energia & Ambiente Data: Bolzano, 08/10/2010 TIS AREA ENERGIA & AMBIENTE 2 Indice 1 L attuale Conto Energia... 4 1.1 Introduzione...

Dettagli

LA PIANIFICAZIONE FINANZIARIA flussi mensili

LA PIANIFICAZIONE FINANZIARIA flussi mensili LA PIANIFICAZIONE FINANZIARIA flussi mensili Non può mancare in una azienda, anche se di piccole dimensioni, una pianificazione finanziaria. La pianificazione finanziaria è indispensabile per tenere sotto

Dettagli

Comune di Chiesina Uzzanese

Comune di Chiesina Uzzanese Comune di Chiesina Uzzanese Regolamento impianti fotovoltaici su terreni agricoli Approvato con delibera del Consiglio Comunale n.45 del 20/12/2010 Modificato con delibera del Consiglio Comunale n.4 del

Dettagli

Piano di Gestione delle Acque: uso efficiente e sostenibile delle acque per uso agricolo

Piano di Gestione delle Acque: uso efficiente e sostenibile delle acque per uso agricolo Piano di Gestione delle Acque: uso efficiente e sostenibile delle acque per uso agricolo Andrea Braidot Autorità di Bacino fiumi Alto Adriatico San Vito al Tagliamento, 12 maggio 2015 Cosa ci chiede la

Dettagli

Presupposti per la determinazione per l anno 2003 del prezzo all ingrosso dell energia elettrica destinata ai clienti del mercato vincolato

Presupposti per la determinazione per l anno 2003 del prezzo all ingrosso dell energia elettrica destinata ai clienti del mercato vincolato Relazione tecnica Presupposti per la determinazione per l anno 2003 del prezzo all ingrosso dell energia elettrica destinata ai clienti del mercato vincolato 1. Premessa e contesto normativo Il provvedimento

Dettagli

Lo stato dell Ambiente in Liguria 69

Lo stato dell Ambiente in Liguria 69 Una corretta analisi del sistema energetico regionale non può prescindere dalla funzione paese che la Liguria svolge in ambito nazionale. Essa dispone infatti di un importante industria termoelettrica

Dettagli

Gli impianti idroelettrici di pompaggio: nuovi protagonisti sulla scena del mercato elettrico?

Gli impianti idroelettrici di pompaggio: nuovi protagonisti sulla scena del mercato elettrico? Trasporto e stoccaggio dell energia: come diventare smart Milano 11 luglio 2011 Gli impianti idroelettrici di pompaggio: nuovi protagonisti sulla scena del mercato elettrico? Clara Risso Direttore Fonti

Dettagli

Videoconferenza tra le Istituzioni superiori di controllo dei Paesi membri del G8. Corte dei conti Italia. Sicurezza energetica

Videoconferenza tra le Istituzioni superiori di controllo dei Paesi membri del G8. Corte dei conti Italia. Sicurezza energetica Videoconferenza tra le Istituzioni superiori di controllo dei Paesi membri del G8 7 giugno 2006 Corte dei conti Italia Sicurezza energetica 1. L Italia e la sicurezza energetica Il tema della sicurezza

Dettagli

dott. Pasquale De Vita Audizione del presidente dell Unione Petrolifera Senato Commissione Industria (10 a )

dott. Pasquale De Vita Audizione del presidente dell Unione Petrolifera Senato Commissione Industria (10 a ) Attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell uso dell energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE Audizione del presidente

Dettagli

SOMMARIO VITE IDRAULICA 55KW SU CANALE CONSORZIO IRRIGUO BROBBIO-PESIO. SITO: CAPPELLA FUSINETTA 2

SOMMARIO VITE IDRAULICA 55KW SU CANALE CONSORZIO IRRIGUO BROBBIO-PESIO. SITO: CAPPELLA FUSINETTA 2 PROGETTO PRELIMINARE Page 1 of 12 SOMMARIO VITE IDRAULICA 55KW SU CANALE CONSORZIO IRRIGUO BROBBIO-PESIO. SITO: CAPPELLA FUSINETTA 2 PREMESSA 2 DESCRIZIONE DELL INTERVENTO 3 DESCRIZIONE DEL PROGETTO 5

Dettagli

Liguria Proposte per un modello di sviluppo Nearly Zero Emissions

Liguria Proposte per un modello di sviluppo Nearly Zero Emissions Liguria Proposte per un modello di sviluppo Nearly Zero Emissions Indice EXECUTIVE SUMMARY... 4 1. IL CONTESTO... 7 1.1 QUADRO INTERNAZIONALE DI RIFERIMENTO... 7 1.2 CONSIDERAZIONI SULLA TRANSIZIONE VERSO

Dettagli

P.O.R. CAMPANIA 2000 2006 RISTRUTTURAZIONE DELLA RETE PRIMARIA E SECONDARIA DEL COMPRENSORIO IRRIGUO DEL TENZA E

P.O.R. CAMPANIA 2000 2006 RISTRUTTURAZIONE DELLA RETE PRIMARIA E SECONDARIA DEL COMPRENSORIO IRRIGUO DEL TENZA E P.O.R. CAMPANIA 2000 2006 RISTRUTTURAZIONE DELLA RETE PRIMARIA E SECONDARIA DEL COMPRENSORIO IRRIGUO DEL TENZA E COLLEGAMENTO CON IL BACINO DEL CASTRULLO REALIZZAZIONE DI UN IMPIANTO IDROELETTRICO IN LOCALITA

Dettagli

Relazione tecnica alla deliberazione 24 novembre 2011, EEN 12/11

Relazione tecnica alla deliberazione 24 novembre 2011, EEN 12/11 Presupposti e fondamenti per la determinazione del valore del contributo tariffario per il conseguimento degli obiettivi di risparmio energetico per l anno 2012 di cui ai decreti ministeriali 20 luglio

Dettagli

Ministero dello Sviluppo Economico

Ministero dello Sviluppo Economico Ministero dello Sviluppo Economico Sintesi del decreto legislativo sulla promozione della cogenerazione ad alto rendimento PIU RISPARMIO ENERGETICO INCENTIVANDO LA COGENERAZIONE AD ALTO RENDIMENTO Il decreto

Dettagli

A voti unanimi e palesi delibera:

A voti unanimi e palesi delibera: Vista la Direttiva 2002/91/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 16 dicembre 2002 sul rendimento energetico nell'edilizia, mediante la cui applicazione l Unione Europea ha inteso promuovere il

Dettagli

il fotovoltaico quanto costa e quanto rende

il fotovoltaico quanto costa e quanto rende il fotovoltaico quanto costa e quanto rende gli incentivi /1 In Italia, da settembre 2005, è attivo un meccanismo di incentivazione, definito Conto Energia, per la produzione di energia elettrica mediante

Dettagli

NUOVO QUADRO LEGISLATIVO ITALIANO

NUOVO QUADRO LEGISLATIVO ITALIANO NUOVO QUADRO LEGISLATIVO ITALIANO Appunti a cura dell Ing. Emanuela Pazzola Tutore del corso di Elettrotecnica per meccanici, chimici e biomedici A.A. 2005/2006 Facoltà d Ingegneria dell Università degli

Dettagli

Progetto per la realizzazione di un Impianto di mini-idroelettrico sul Fiume Marecchia località Ponte Verucchio.

Progetto per la realizzazione di un Impianto di mini-idroelettrico sul Fiume Marecchia località Ponte Verucchio. Progetto per la realizzazione di un Impianto di mini-idroelettrico sul Fiume Marecchia in località Ponte Verucchio. www.gecosistema.it STORIA DEL PROGETTO Aprile 2005 Primo sopraluogo di GECOsistema presso

Dettagli

4. ENERGIA. Introduzione. Fonte e Metodo d Indagine

4. ENERGIA. Introduzione. Fonte e Metodo d Indagine 4. ENERGIA Introduzione Limitatamente al sistema energetico, il XX secolo è stato caratterizzato da una tendenza di fondo sostanzialmente costante, cioè la fortissima crescita dei consumi energetici, e

Dettagli

IMPIANTO IDROELETTRICO AD ACQUA FLUENTE SUL FIUME ADIGE ANALISI IDRAULICA BIDIMENSIONALE ED EVOLUZIONE MORFOLOGICA DEL FONDO ALVEO

IMPIANTO IDROELETTRICO AD ACQUA FLUENTE SUL FIUME ADIGE ANALISI IDRAULICA BIDIMENSIONALE ED EVOLUZIONE MORFOLOGICA DEL FONDO ALVEO IMPIANTO IDROELETTRICO AD ACQUA FLUENTE SUL FIUME ADIGE ANALISI IDRAULICA BIDIMENSIONALE ED EVOLUZIONE MORFOLOGICA DEL FONDO ALVEO Torino, 9-10 Ottobre 2013 Ing. S. Rossato L'impianto idroelettrico Corso

Dettagli

Disposizioni in materia di misura dell energia elettrica prodotta da impianti di generazione

Disposizioni in materia di misura dell energia elettrica prodotta da impianti di generazione Delibera n. 88/07 Disposizioni in materia di misura dell energia elettrica prodotta da impianti di generazione L AUTORITA' PER L ENERGIA ELETTRICA E IL GAS Nella riunione dell 11 aprile 2007 Visti: il

Dettagli

2012/27/UE INTEGRARE EFFICIENZA ENERGETICA E CRESCITA

2012/27/UE INTEGRARE EFFICIENZA ENERGETICA E CRESCITA Le proposte degli Amici della Terra Italia sul recepimento della Direttiva 2012/27/UE INTEGRARE EFFICIENZA ENERGETICA E CRESCITA Un nuovo obiettivo di riduzione dell intensità energetica per coniugare

Dettagli

STUDIO DEL MODELLO DI GESTIONE DEL SISTEMA IDRICO REGIONALE

STUDIO DEL MODELLO DI GESTIONE DEL SISTEMA IDRICO REGIONALE Allegato alla Delib.G.R. n. 50/38 del 5.12.2006 STUDIO DEL MODELLO DI GESTIONE DEL SISTEMA IDRICO REGIONALE 0. PREMESSE Come evidenziato nei documenti guida del nuovo periodo di programmazione dei fondi

Dettagli

Installazione di un impianto fotovoltaico oggi in Italia: dall autorizzazione al conto economico

Installazione di un impianto fotovoltaico oggi in Italia: dall autorizzazione al conto economico Installazione di un impianto fotovoltaico oggi in Italia: dall autorizzazione al conto economico Stefano Ristuccia Ravenna, 8 Ottobre 2008 Percorso 3 Energia Lab meeting M: Conto Energia e dintorni Prospettive

Dettagli

SEZIONE A GENERALITA 2

SEZIONE A GENERALITA 2 Ed. 4.0 - A1/6 SEZIONE A GENERALITA 2 A.1 OGGETTO 2 A.2 AMBITO DI APPLICAZIONE 2 A.3 RIFERIMENTI 2 A.4 DEFINIZIONI 5 Ed. 4.0 - A2/6 SEZIONE A GENERALITA A.1 OGGETTO Il presente documento costituisce la

Dettagli

LINEE GUIDA PER LA DEFINIZIONE DEI REQUISITI DEGLI

LINEE GUIDA PER LA DEFINIZIONE DEI REQUISITI DEGLI LINEE GUIDA PER LA DEFINIZIONE DEI REQUISITI DEGLI IMPIANTI ACQUEDOTTISTICI UTILIZZABILI ANCHE A SCOPO IDROELETTRICO INDICE 1. PREMESSA...1 2. DEFINIZIONE DELLE LINEE GUIDA...1 2.1 COMPATIBILITÁ IMPIANTISTICA...1

Dettagli

Il panorama energetico nelle imprese manifatturiere in Italia

Il panorama energetico nelle imprese manifatturiere in Italia Como - 19 marzo 2008 RISPARMIO ENERGETICO: UNA PRIORITÀ ASSOLUTA Facoltà di Ingegneria - Università di Trento Il panorama energetico nelle imprese manifatturiere in Italia Obiettivi vincolanti fissati

Dettagli

ALLEGATO C1 Classificazione degli impianti idroelettrici in base alla potenza

ALLEGATO C1 Classificazione degli impianti idroelettrici in base alla potenza ALLEGATO C1 Classificazione degli impianti idroelettrici in base alla potenza Classificazione Portata d acqua Salto lordo Potenza netta Piccola taglia < 10 m 3 /s < 50 m < 5 kw (pico centrali) < 100 kw

Dettagli

C PIU RISPARMIO ENERGETICO INCENTIVANDO LA COGENERAZIONE AD ALTO RENDIMENTO

C PIU RISPARMIO ENERGETICO INCENTIVANDO LA COGENERAZIONE AD ALTO RENDIMENTO Allegato C PIU RISPARMIO ENERGETICO INCENTIVANDO LA COGENERAZIONE AD ALTO RENDIMENTO Il decreto legislativo approvato il 7 febbraio 2007 in via definitiva dal Consiglio dei ministri in attuazione della

Dettagli

RAPPORTO DI SOSTENIBILITA CONTRIBUTO DI AMBIENTE E RISPARMIO ENERGETICO DI ACEA LUCE

RAPPORTO DI SOSTENIBILITA CONTRIBUTO DI AMBIENTE E RISPARMIO ENERGETICO DI ACEA LUCE RAPPORTO DI SOSTENIBILITA CONTRIBUTO DI AMBIENTE E RISPARMIO ENERGETICO DI ACEA LUCE Non compromettere il futuro delle prossime generazioni cercando di soddisfare i bisogni del presente ; in quest ottica

Dettagli

DOTT..ING. ANTONIO GARINO VIA BASSIGNANO 15 12100 CUNEO TEL 0171/634594 FAX 0171/634594 e-mail garino.antonio@libero.it COMUNE DI MONASTEROLO CASOTTO

DOTT..ING. ANTONIO GARINO VIA BASSIGNANO 15 12100 CUNEO TEL 0171/634594 FAX 0171/634594 e-mail garino.antonio@libero.it COMUNE DI MONASTEROLO CASOTTO REGIONE PIEMONTE PROVINCIA DI CUNEO COMUNE DI MONASTEROLO CASOTTO PROPONENTE GAVOTTO Battista Dario Via Rosa Bianca 52 12082 MONDOVI Impianto idroelettrico PRESA SUL RIO CASOTTO LOCALITÀ MOLINI - CENTRALE

Dettagli

QUADRO NORMATIVO PER LE RETI

QUADRO NORMATIVO PER LE RETI 1 QUADRO NORMATIVO PER LE RETI ELETTRICHE DI DISTRIBUZIONE GESTITE DA ENEL DISTRIBUZIONE S.P.A. 1.1 INTRODUZIONE Nel presente capitolo verrà illustrato per grandi linee il quadro normativo Italiano che

Dettagli

PICCOLE E MEDIE IMPRESE EFFICIENTI Programma per migliorare l efficienza energetica nelle piccole e medie imprese RELAZIONE TECNICA

PICCOLE E MEDIE IMPRESE EFFICIENTI Programma per migliorare l efficienza energetica nelle piccole e medie imprese RELAZIONE TECNICA ASSESSORATO DELL INDUSTRIA Allegato alla Delib.G.R. n. 63/7 del 15.12.2015 PICCOLE E MEDIE IMPRESE EFFICIENTI Programma per migliorare l efficienza energetica nelle piccole e medie imprese RELAZIONE TECNICA

Dettagli

Disposizioni in materia di trasparenza dei fondi pensione nei rapporti con gli iscritti

Disposizioni in materia di trasparenza dei fondi pensione nei rapporti con gli iscritti Deliberazione del 10 febbraio 1999 Disposizioni in materia di trasparenza dei fondi pensione nei rapporti con gli iscritti LA COMMISSIONE DI VIGILANZA SUI FONDI PENSIONE Visto il decreto legislativo 21

Dettagli

ENERGIA PRODOTTA DA FONTI RINNOVABILI

ENERGIA PRODOTTA DA FONTI RINNOVABILI ENERGIA PRODOTTA DA FONTI RINNOVABILI NORMATIVA la promozione dell energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell elettricità Direttiva 2001/77/CE del 27 settembre

Dettagli

LA NORMA ISO 14001 APPLICATA AI COMUNI

LA NORMA ISO 14001 APPLICATA AI COMUNI LA NORMA ISO 14001 APPLICATA AI COMUNI 1. ASPETTI GENERALI Negli ultimi anni, in gran parte dei Paesi europei, si assiste a un crescente interesse verso l attuazione di una pianificazione locale del territorio

Dettagli

La quantificazione dei benefici di BIOCASA sui consumi energetici ed emissioni di CO 2

La quantificazione dei benefici di BIOCASA sui consumi energetici ed emissioni di CO 2 La quantificazione dei benefici di BIOCASA sui energetici ed emissioni di CO 2 Rapporto di Sostenibilità 2011 I benefici di BIOCASA su energetici e emissioni di CO 2 Il Progetto BIOCASA è la risposta di

Dettagli

INFORMATIVA 01/2009. Incentivazione della produzione di energia elettrica da biomasse e biogas

INFORMATIVA 01/2009. Incentivazione della produzione di energia elettrica da biomasse e biogas INFORMATIVA 01/2009 Incentivazione della produzione di energia elettrica da biomasse e biogas Realizzato da: TIS Area Energia & Ambiente Data: Bolzano, 06/08/2009 Indice 1 Introduzione... 3 2 Incentivazione

Dettagli

Indice Errore. Il segnalibro non è definito.

Indice Errore. Il segnalibro non è definito. COGENERAZIONE Indice 1. Definizione e normativa di riferimento... 3 1.1. Indice di risparmio di energia (IRE):... 4 1.2. Limite termico (LT):... 4 2. Descrizione generale degli impianti di cogenerazione...

Dettagli

Calcolo della producibilità di un impianto fotovoltaico

Calcolo della producibilità di un impianto fotovoltaico Calcolo della producibilità di un impianto fotovoltaico UNI/TS 11300-4, Guida CEI 82-25 EDIFICIO INDIRIZZO Edificio di civile abitazione Via G. Puccini 10 - BORGOMANERO (NO) COMMITTENTE INDIRIZZO Sig.

Dettagli

Decreto 16 marzo 2001. Programma Tetti fotovoltaici. (Gazzetta Ufficiale n.74 del 29/03/2001)

Decreto 16 marzo 2001. Programma Tetti fotovoltaici. (Gazzetta Ufficiale n.74 del 29/03/2001) Decreto 16 marzo 2001 Programma Tetti fotovoltaici (Gazzetta Ufficiale n.74 del 29/03/2001) Vista la delibera del CIPE del 19 novembre 1998 "Linee guida per le politiche e misure nazionali di riduzione

Dettagli

Il sistema di valutazione delle prestazioni del Comune di Arzignano. Finalità, metodo e strumenti

Il sistema di valutazione delle prestazioni del Comune di Arzignano. Finalità, metodo e strumenti Il sistema di valutazione delle prestazioni del Comune di Arzignano Finalità, metodo e strumenti 1 1. LE FINALITA DEL SISTEMA DI VALUTAZIONE DELLE PRESTAZIONI Il sistema di valutazione delle prestazioni

Dettagli

COMUNE DI TREVIGLIO PROVINCIA DI BERGAMO. A L L E G A T O E N E R G E T I C O al Regolamento Edilizio Comunale

COMUNE DI TREVIGLIO PROVINCIA DI BERGAMO. A L L E G A T O E N E R G E T I C O al Regolamento Edilizio Comunale COMUNE DI TREVIGLIO PROVINCIA DI BERGAMO A L L E G A T O E N E R G E T I C O al Regolamento Edilizio Comunale adottato con deliberazione consiglio comunale n. 92 in data 30.10.2012 approvato con deliberazione

Dettagli

PARCO PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA DA FONTI RINNOVABILI

PARCO PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA DA FONTI RINNOVABILI PARCO PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA DA FONTI RINNOVABILI Attuazione: società SIDITAL s.r.l. In accordo di Programma con: Regione Abruzzo Comuni di Cepagatti, San Giovanni Teatino, Spoltore; Province di

Dettagli

Marlengo. Gruppo SEL SPA. Via Canonico Michael Gamper 9 39100 Bolzano T +39 0471 060 700 F +39 0471 060 703 E info@hydros.bz.it I www.hydros.bz.

Marlengo. Gruppo SEL SPA. Via Canonico Michael Gamper 9 39100 Bolzano T +39 0471 060 700 F +39 0471 060 703 E info@hydros.bz.it I www.hydros.bz. Prati di Vizze Curon Barbiano-Ponte Gardena Brunico-Valdaora Lasa Marlengo Premesa Centro di teleconduzione Bolzano La nostra acqua. La nostra energia. Marlengo Impianto idroelettrico Curon/Val Venosta

Dettagli

Accesso alla banca dati dell inventario delle emissioni in atmosfera

Accesso alla banca dati dell inventario delle emissioni in atmosfera Accesso alla banca dati dell inventario delle emissioni in atmosfera Regione Liguria Dipartimento Ambiente Patrizia Costi Settore aria clima e ciclo integrato dei rifiuti INDICE Accesso alle informazioni

Dettagli

PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO. Intercomunale XXXXXXXXXXXX Comune capofila XXXXXXXXXXXXXXXXXXX FIA. Elenco acquedotti intercomunali

PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO. Intercomunale XXXXXXXXXXXX Comune capofila XXXXXXXXXXXXXXXXXXX FIA. Elenco acquedotti intercomunali PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO Intercomunale XXXXXXXXXXXX Comune capofila XXXXXXXXXXXXXXXXXXX FIA FASCICOLO INTEGRATO DI ACQUEDOTTO PIANO DI ADEGUAMENTO DELL UTILIZZAZIONE (PAU) 1 Elenco acquedotti intercomunali

Dettagli

L energia. La riqualificazione e l efficienza. energetica: obiettivi ambientali e obblighi

L energia. La riqualificazione e l efficienza. energetica: obiettivi ambientali e obblighi La riqualificazione e l efficienza L energia energetica: per uscire dalla obiettivi ambientali e obblighi crisi: di legge le opportunità per la riqualificazione energetica degli edifici Sara Vito Assessore

Dettagli

Protocollo d intesa tra Regione Liguria e Autorità Portuali per. la gestione degli aspetti ambientali e la promozione della

Protocollo d intesa tra Regione Liguria e Autorità Portuali per. la gestione degli aspetti ambientali e la promozione della Protocollo d intesa tra Regione Liguria e Autorità Portuali per la gestione degli aspetti ambientali e la promozione della sostenibilità nel settore delle attività portuali PREMESSO CHE Il Documento di

Dettagli

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI UDINE

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI UDINE UNIVERSITA DEGLI STUDI DI UDINE DIPARTIMENTO DI ENERGETICA E MACCHINE Impianti di accumulo mediante pompaggio: caratteristiche generali e peculiarità funzionali Piero Pinamonti 1 Potenza efficiente degli

Dettagli

DOCUMENTAZIONE D IMPATTO ACUSTICO AI SENSI DELL ART.

DOCUMENTAZIONE D IMPATTO ACUSTICO AI SENSI DELL ART. Ing. Alessandro Placci Corso R. Emaldi, 103 48010 Fusignano (RA) Tel: 0545-52081 Fax: 0545-53461 www.studiumprogetti.it s t u d i u m Comune di Pontremoli (MS) DOCUMENTAZIONE D IMPATTO ACUSTICO AI SENSI

Dettagli

Percorso Energia in A21L

Percorso Energia in A21L Percorso Energia in A21L Comunità Montana Valtellina di Tirano (So) Comune di Grosio (So) Milano, 27 Giugno 2005 Enti promotori Comunità Montana Valtellina di Tirano (Assessore Territorio Ambiente e Sviluppo

Dettagli

Università degli Studi di Perugia Facoltà di Ingegneria Corso di laurea specialistica in Ingegneria Meccanica

Università degli Studi di Perugia Facoltà di Ingegneria Corso di laurea specialistica in Ingegneria Meccanica Università degli Studi di Perugia Facoltà di Ingegneria Corso di laurea specialistica in Ingegneria Meccanica Corso di Impatto ambientale Modulo Pianificazione Energetica a.a. 2012/13 Prof. Ing. Francesco

Dettagli

Versione integrata e modificata dalla deliberazione 493/2012/R/efr

Versione integrata e modificata dalla deliberazione 493/2012/R/efr Versione integrata e modificata dalla deliberazione 493/2012/R/efr Definizione delle modalità per il ritiro, da parte del Gestore dei Servizi Energetici S.p.A. - GSE, dell energia elettrica immessa in

Dettagli

PROTOCOLLO DI INTESA PER LA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO MICROKYOTO - IMPRESE

PROTOCOLLO DI INTESA PER LA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO MICROKYOTO - IMPRESE Allegato A alla delibera di Giunta n del. PROTOCOLLO DI INTESA PER LA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO MICROKYOTO - IMPRESE PREMESSO CHE: Il 10 dicembre 1997, nell ambito della Convenzione Quadro sui Cambiamenti

Dettagli

Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Sett Ott Nov Dic Tot. Tabella 1. Andamento richiesta energia elettrica negli anni 2013, 2014 e 2015

Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Sett Ott Nov Dic Tot. Tabella 1. Andamento richiesta energia elettrica negli anni 2013, 2014 e 2015 Marzo, 2016 Quadro energetico 1 La situazione dell energia elettrica in Italia nel 2015 in rapporto al 2014 presenta alcuni elementi caratteristici opposti rispetto al confronto tra 2014 e 2013: il timido

Dettagli

Oggetto: il PEAP (Piano Energetico Ambientale Provinciale) IL CONTESTO europeo nazionale provinciale

Oggetto: il PEAP (Piano Energetico Ambientale Provinciale) IL CONTESTO europeo nazionale provinciale Oggetto: il PEAP (Piano Energetico Ambientale Provinciale) IL CONTESTO europeo nazionale provinciale a livello comunitario: Direttiva Fonti Energetiche Rinnovabili (Direttiva 2009/28/EC) Direttiva Emission

Dettagli

Efficienza energetica: opportunità per le aziende e il sistema Italia

Efficienza energetica: opportunità per le aziende e il sistema Italia Efficienza energetica: opportunità per le aziende e il sistema Italia Energy Med Napoli, 23/03/2012 Marco Ballicu, Unità affari istituzionali e regolamentari EGL Italia S.p.A. Una società del Gruppo Indice

Dettagli

V Conto Energia. Sintesi e novità

V Conto Energia. Sintesi e novità V Conto Energia Una sintesi del Decreto Ministeriale (c.d. V Conto Energia) che indica quali sono e potranno essere i criteri e le modalità di incentivazione attuali e futuri della produzione di energia

Dettagli

Istanza Unica ai sensi del D.Lgs 387/2003 con pronuncia di Compatibilità Ambientale

Istanza Unica ai sensi del D.Lgs 387/2003 con pronuncia di Compatibilità Ambientale ALLEGATO A7 INDICE 1. PREMESSA...1 2. VALUTAZIONE ECONOMICA...1 2.1 COSTI DI INVESTIMENTO...1 2.2 STIMA ORIENTATIVA DEI RICAVI DALLA VENDITA DI ENERGIA...2 2.3 COSTI DI ESERCIZIO...2 2.4 CANONI E SOVRACANONI

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEL SISTEMA DI GESTIONE DELLA PERFORMANCE

REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEL SISTEMA DI GESTIONE DELLA PERFORMANCE REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEL SISTEMA DI GESTIONE DELLA PERFORMANCE (Approvato con deliberazione di G.C. 140/02.12.2010) 1 TITOLO I - SISTEMA DI GESTIONE DELLA PERFORMANCE Capo I - Aspetti generali

Dettagli

I CERTIFICATI BIANCHI PER LA PROMOZIONE DELL EFFICIENZA ENERGETICA IN ITALIA

I CERTIFICATI BIANCHI PER LA PROMOZIONE DELL EFFICIENZA ENERGETICA IN ITALIA I CERTIFICATI BIANCHI PER LA PROMOZIONE DELL EFFICIENZA ENERGETICA IN ITALIA Roberto Malaman Direttore Generale Autorità per l'energia elettrica e il gas 1 Principali innovazioni negli strumenti di policy

Dettagli

PIANO DI GESTIONE E MANUTENZIONE

PIANO DI GESTIONE E MANUTENZIONE REGIONE PIEMONTE PROVINCIA DI CUNEO COUTENZA EX CANALE DEMANIALE PERTUSATA COMUNE DI BRA E COMUNE DI CHERASCO PROGETTO DI IMPIANTO IDROELETTRICO SUL CANALE PERTUSATA Allegato R-PGM-01_rev00 PIANO DI GESTIONE

Dettagli

Michele Pisante Commissario Delegato CREA 02/03/2016 1

Michele Pisante Commissario Delegato CREA 02/03/2016 1 Michele Pisante Commissario Delegato CREA 02/03/2016 1 RISORSE IDRICHE: finalità e attività da svolgere 5 linee: Programmazione investimenti irrigui; Condizionalità Ex ante; Integrazione e sinergie con

Dettagli

IMPIANTI FOTOVOLTAICI Conto Energia

IMPIANTI FOTOVOLTAICI Conto Energia IMPIANTI FOTOVOLTAICI Conto Energia Bergamo 8 novembre 2007 INCENTIVI E LA CONNESSIONE ALLA RETE a cura di Raul Ruggeri ARGOMENTI FORMA DI INCENTIVAZIONE CONNESSIONE ALLA RETE RICONOSCIMENTO INCENTIVO

Dettagli

ASSESSORADU DE S IGIENE E SANIDADE E DE S ASSISTÈNTZIA SOTZIALE ASSESSORATO DELL IGIENE E SANITÀ E DELL ASSISTENZA SOCIALE

ASSESSORADU DE S IGIENE E SANIDADE E DE S ASSISTÈNTZIA SOTZIALE ASSESSORATO DELL IGIENE E SANITÀ E DELL ASSISTENZA SOCIALE Allegato alla Determinazione n. 538/18555 del 17.12.2013 Piano straordinario per lo sviluppo dei servizi socio-educativi per la prima infanzia Finanziamenti ai nidi e micronidi privati, già esistenti e

Dettagli

Fondazione per il Merito (art. 9, co. 3-16 decreto legge sviluppo n. 70/2011)

Fondazione per il Merito (art. 9, co. 3-16 decreto legge sviluppo n. 70/2011) Fondazione per il Merito (art. 9, co. 3-16 decreto legge sviluppo n. 70/2011) Panel di discussione - Roma, 26 luglio 2011 Sala della Maggioranza, Ministero dell economia e delle finanze Il percorso La

Dettagli

IMPIANTO DI PIEVE TORINA

IMPIANTO DI PIEVE TORINA IMPIANTI IDROELETTRICI SUL CORSO DEL FIUME CHIENTI DI PIEVE TORINA IMPIANTO DI PIEVE TORINA PROGETTO DEFINITIVO RELAZIONE ECONOMICO FINANZIARIA 1 1. PREMESSA Per la migliore valutazione della proposta

Dettagli

CONSULTA D AMBITO DELL ATO OCCIDENTALE

CONSULTA D AMBITO DELL ATO OCCIDENTALE CONSULTA D AMBITO DELL ATO OCCIDENTALE PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ ANNI 2015 2016 2017 1 allegato a) deliberazione del Consiglio di Amministrazione. n. /2015 PROGRAMMA TRIENNALE

Dettagli

Piano Regionale di Tutela delle Acque del Friuli Venezia Giulia

Piano Regionale di Tutela delle Acque del Friuli Venezia Giulia Associazione Imprenditori Idroelettrici del Friuli Venezia Giulia Monitoraggio dei corsi d'acqua per la realizzazione e la gestione delle derivazioni Palazzo Torriani, Udine, 20 settembre 2013 Piano Regionale

Dettagli

TERZO CONTO ENERGIA: www.riabitalia.it. infonord@riabitalia.it 02 47950601 infocentro@riabitalia.it 06 91712093 infosud@riabitalia.

TERZO CONTO ENERGIA: www.riabitalia.it. infonord@riabitalia.it 02 47950601 infocentro@riabitalia.it 06 91712093 infosud@riabitalia. TERZO CONTO ENERGIA: Possono usufruire degli incentivi definiti nel Decreto tutti gli impianti che entrano in esercizio dopo il 31/12/2010 a seguito di interventi di nuova costruzione, rifacimento totale

Dettagli

Scatti al 30 giugno 2014

Scatti al 30 giugno 2014 Scatti al 30 giugno 2014 1 Il mercato dell energia elettrica in Italia 2013 Bilancio anno 2013-4,4% Previsione anno 2014 Domanda Energia Elettrica 298 TWh (totale) 233 TWh al mercato non domestico www.consulenzaenergetica.it

Dettagli

L AUTORITA PER L ENERGIA ELETTRICA E IL GAS

L AUTORITA PER L ENERGIA ELETTRICA E IL GAS Autorità per l energia elettrica e il gas Deliberazione 11 aprile 2007, n. 88 Disposizioni in materia di misura dell'energia elettrica prodotta da impianti di generazione. (pubblicata nella G.U. n 97 del

Dettagli

IL RISPARMIO ENERGETICO NELL EDILIZIA

IL RISPARMIO ENERGETICO NELL EDILIZIA IL RISPARMIO ENERGETICO NELL EDILIZIA REGIONE SICILIANA ASSESSORATO INDUSTRIA Palermo 9 marzo 2005 L uso razionale delle risorse energetiche è un tema di crescente rilevanza nelle politiche di sviluppo

Dettagli

Impianti idro-elettrici: caratteristiche generali e peculiarità funzionali

Impianti idro-elettrici: caratteristiche generali e peculiarità funzionali Energia idroelettrica al futuro - Malnisio, Impianti idro-elettrici: caratteristiche generali e peculiarità funzionali Piero Pinamonti UNIVERSITA DEGLI STUDI DI UDINE DIPARTIMENTO Piero Pinamonti DI -

Dettagli

RELAZIONE ILLUSTRATIVA

RELAZIONE ILLUSTRATIVA RELAZIONE ILLUSTRATIVA Oggetto del presente appalto è la progettazione esecutiva, (da redigersi sulla base del progetto preliminare della Stazione Appaltante e del progetto definitivo acquisito dalla Stazione

Dettagli

REGOLAMENTO PER L UTENZA DEI SERVIZI DI FOGNATURA E DI DEPURAZIONE

REGOLAMENTO PER L UTENZA DEI SERVIZI DI FOGNATURA E DI DEPURAZIONE REGOLAMENTO PER L UTENZA DEI SERVIZI DI FOGNATURA E DI DEPURAZIONE (APPROVATO DALL ASSEMBLEA CONSORZIALE CON ATTO N. 34 DEL 12/07/1987) 1 TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI ART. 1 - OGGETTO DEL REGOLAMENTO

Dettagli

Energie rinnovabili ed efficienza energetica

Energie rinnovabili ed efficienza energetica 06_Energia:06_Energia 22-01-2010 14:37 Pagina 93 Energie rinnovabili ed efficienza energetica Impianto fotovoltaico realizzato a Taverna (CZ) 06_Energia:06_Energia 22-01-2010 14:37 Pagina 94 L obiettivo

Dettagli

Cantieri d Arte 2006 Restauro e tutela del patrimonio monumentale religioso in Piemonte e in Liguria

Cantieri d Arte 2006 Restauro e tutela del patrimonio monumentale religioso in Piemonte e in Liguria La Compagnia di San Paolo è una Fondazione italiana di diritto privato con sede a Torino. Essa persegue finalità di utilità sociale, allo scopo di favorire lo sviluppo civile, culturale ed economico. Informazioni

Dettagli

Brevi Note sul V Conto energia a sostegno degli impianti solari fotovoltaici.

Brevi Note sul V Conto energia a sostegno degli impianti solari fotovoltaici. Brevi Note sul V Conto energia a sostegno degli impianti solari fotovoltaici. Premessa Dal 27 Agosto entra pienamente in funzione il il DM 5 luglio 2012 definito (Quinto Conto Energia), le tariffe incentivanti

Dettagli

COMUNE DI FAENZA PROVINCIA DI RAVENNA

COMUNE DI FAENZA PROVINCIA DI RAVENNA COMUNE DI FAENZA PROVINCIA DI RAVENNA PROGRAMMA PROVINCIALE RAVENNA GREEN ENERGY PROGETTO PRELIMINARE VALORIZZAZIONE DELLE FONTI RINNOVABILI (2) ENERGIA DAI TETTI DI EDIFICI PUBBLICI Il responsabile per

Dettagli

COLLOCAZIONE DELLE PARTI MENZIONATE

COLLOCAZIONE DELLE PARTI MENZIONATE COLLOCAZIONE DELLE PARTI MENZIONATE L impianto in progetto si compone dei seguenti elementi principali: -l'opera di presa -la condotta forzata; -la centrale; -l opera di restituzione; -opere accessorie.

Dettagli

ATTUAZIONE DELL ARTICOLO 2, COMMA 153, DELLA LEGGE N

ATTUAZIONE DELL ARTICOLO 2, COMMA 153, DELLA LEGGE N ATTUAZIONE DELL ARTICOLO 2, COMMA 153, DELLA LEGGE N. 244/07 E DELL ARTICOLO 20 DEL DECRETO MINISTERIALE 18 DICEMBRE 2008, IN MATERIA DI INCENTIVAZIONE DELL ENERGIA ELETTRICA PRODOTTA DA FONTI RINNOVABILI

Dettagli

IMPIANTI MINIEOLICI 2013

IMPIANTI MINIEOLICI 2013 Sede Amministrativa e Commerciale: Viale Vittorio Veneto, 115-94018 Troina (EN) Cell: 329/4857300 Ufficio di Rappresentanza: Via Alcide De Gasperi, 18 24123 Bergamo (BG) - Cell: 328/3515308 Via Cavour,

Dettagli

Richiamiamo di seguito le principali ipotesi assunte, rimandando alla Tab. 4-6 il dettaglio dei valori numerici.

Richiamiamo di seguito le principali ipotesi assunte, rimandando alla Tab. 4-6 il dettaglio dei valori numerici. 5773/2207; DGR-8745/2008) riguardanti le prestazioni energetiche degli edifici e degli impianti, sia nuovi (autorizzati successivamente al 1 gennaio 2010) che quelli oggetto di ristrutturazioni significative.

Dettagli

INDICE. 1 - Premessa...2. 2 - Determinazione della portata massima di verifica...3. 3 - Teoria delle correnti a pelo libero...4

INDICE. 1 - Premessa...2. 2 - Determinazione della portata massima di verifica...3. 3 - Teoria delle correnti a pelo libero...4 1 INDICE 1 - Premessa...2 2 - Determinazione della portata massima di verifica...3 3 - Teoria delle correnti a pelo libero...4 4 - Studio idraulico dei tratti interessati...6 4.1 - Tratto 1: a monte dell

Dettagli

ALLEGATO ENERGETICO. Regolamento Edilizio Comunale

ALLEGATO ENERGETICO. Regolamento Edilizio Comunale COMUNE DI CASTEL ROZZONE Provincia di Bergamo ALLEGATO ENERGETICO AL Regolamento Edilizio Comunale adottato con deliberazione consiliare n. 3 in data 12.04.2012 PREMESSA L Unione Europea, individuando

Dettagli

Anno 2014. Rapporto ambientale

Anno 2014. Rapporto ambientale Anno 2014 Rapporto ambientale 1 ANNO 2014 Nell anno 2005 la SITI TARGHE S.r.l. ha ottenuto la certificazione ambientale secondo la norma internazionale ISO 14001:2004, rinnovata nel 2008, nel 2011 e nel

Dettagli

Provincia di Rimini CONTO ENERGIA Quali prospettive per la riviera solare

Provincia di Rimini CONTO ENERGIA Quali prospettive per la riviera solare Provincia di Rimini CONTO ENERGIA Quali prospettive per la riviera solare Nuove opportunità per l utilizzo razionale dell energia attraverso le ESCO Rimini 22 settembre 2005 ING. RICCARDO TENTI A&B-Ambientebenessere

Dettagli

Febbraio, 2015. Lo scenario energetico 2014

Febbraio, 2015. Lo scenario energetico 2014 Febbraio, 2015 Lo scenario energetico 2014 Il quadro dell energia elettrica in Italia vede persistere due elementi caratteristici: il perdurare della crisi economica con conseguente riduzione della domanda

Dettagli