A DESIGN AND CREATIVE COMUNICATION CONTEST FOR A BETTER WORLD PERCEPTION AND A FAIR APPROACH TO THE ECONOMICS.

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1 1 A DESIGN AND CREATIVE COMUNICATION CONTEST FOR A BETTER WORLD PERCEPTION AND A FAIR APPROACH TO THE ECONOMICS. UN CONCORSO DI PROGETTI CREATIVI E DI COMUNICAZIONE PER UNA MIGLIORE PERCEZIONE DEL MONDO E UN APPROCCIO EQUO ALL ECONOMIA.

2 2 Fotografia di Aldo Pavan Testi a cura di Chiara Spadaro per Altreconomia (www.altreconomia.it)

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4 indice bando di concorso regolamento e modalità di partecipazione 5 il commercio equo e solidale che cos è i criteri 11 box: un prezzo equo e trasparente Il commercio equo in Italia 15 i produttori Salinas Pftc Parc Elements India Meru Herbs Sindyanna of Galilee 17 il sistema di garanzia Agices Fairtrade Italia 25

5 indice box: tavolo importatori di Agices Altromercato, Liberomondo, Ravinala, Equomercato, Altraqualità 28 box: botteghe che importano Pace e Sviluppo, Mondo Solidale, Raggio Verde 29 gli importatori Un altro tassello della filiera: che cosa sono gli importatori I principali importatori italiani di commercio equo e solidale: Altromercato, LiberoMondo, Equo Mercato, altraqualità, Ravinala 31 la Rete Veneto Equo mappa La legge regionale Dati sul commercio equo in Veneto 37 bibliografia / sitografia 38 Foto di Aldo Pavan

6 Solo così riusciremo a farci sentire 6 l Economia del Noi è fondata su esperienze fondate sui legami sociali...soluzioni comunitarie a problemi economici... Equo, solidale e danzante

7 7 bando di concorso Salinas - Equador

8 bando di concorso 8 elaborati video dovranno avere una durata massima di 1 minuto. elaborati musicali dovranno avere una durata massima di 3 minuti. elaborati fotografici dovranno essere in formato jpg e in alta risoluzione (300 dpi). La Rete Veneto Equo, che si propone di sostenere diffondere il commercio equo e solidale nella Regione Veneto, coinvolgendo in particolar modo i giovani, con il contributo della Regione stessa, indice il concorso intitolato Fair factor - Il fattore equo. Obiettivo generale del concorso è rendere consapevoli i giovani che i prodotti che acquistiamo quotidianamente racchiudono una storia: la storia dei lavoratori e delle tecniche di produzione, ma anche quella delle risorse e dei materiali utilizzati, oltre che dei luoghi e dei viaggi che i prodotti fanno dal luogo di produzione a quello di vendita. Il messaggio degli elaborati dovrà quindi riflettere il valore di queste storie, trasmettendo quelli che sono i criteri del commercio equo e solidale in modo originale e creativo. I destinatari del concorso sono: a) le classi o gruppi di studenti delle scuole superiori della Regione Veneto; b) singoli partecipanti o gruppi di giovani con una età compresa tra i 14 e i 18 anni (categoria junior), o tra i 19 e i 25 anni (categoria senior). I partecipanti dovranno inviare la scheda di partecipazione debitamente compilata e la liberatoria firmata (vedi pagina 9), e allegare i propri elaborati, che saranno sottoposti all attenzione della giuria. Ciascun partecipante (classe, gruppo di studenti/giovani, singoli) potrà scegliere una sola modalità per la realizzazione dell elaborato, che potrà essere in forma di video, musica o fotografia. Ciascun partecipante (classe, gruppo di studenti/ragazzi, singolo) potrà inviare un solo elaborato. Gli elaborati dovranno essere inviati alla cooperativa Unicomo\ndo tramite posta elettronica a oppure per posta al seguente indirizzo: via della chimica, Dueville (Vi), indicando sulla busta la dicitura Concorso Fair Factor, entro e non oltre il 28 Febbraio 2015 (farà fede il timbro postale).

9 bando di concorso 9 Altri dettagli e informazioni possono essere richiesti per telefono al numero (interno 4), oppure al La giuria si riunirà nel mese di aprile 2015 per decretare i vincitori, che saranno contattati direttamente dalla cooperativa Unicomondo entro il 30 Aprile Gli elaborati vincitori di ciascuna delle tre categorie (scuole, junior e senior) saranno premiati con un omaggio equo e solidale del valore di 100 euro. La premiazione avverrà nell ambito di un evento organizzato dalla Rete Veneto Equo nella primavera Condizioni di utilizzo degli elaborati: gli elaborati inviati al concorso saranno di proprietà condivisa tra l autore, la cooperativa Unicomondo e la Rete Veneto Equo e saranno utilizzati nell ambito del progetto Fair factor, o in altre iniziative di comunicazione del commercio equo e solidale. Per partecipare al concorso è necessario inviare questa scheda debitamente compilata e firmata in tutte le sue parti insieme all elaborato, tramite posta elettronica a oppure per posta al seguente indirizzo: via della chimica, Dueville (Vi), indicando sulla busta la dicitura Concorso Fair factor, entro e non oltre il 28 Febbraio 2015 (farà fede il timbro postale). Scheda di partecipazione e liberatoria

10 10 Modulo di partecipazione e liberatoria Dati e recapiti del/la partecipante A) Le classi o gruppi di studenti delle scuole superiori della Regione Veneto; Liberatoria e consenso privacy firmata Con la presente il/la sottoscritto/a: - dichiara di aver preso visione del bando di concorso Fair factor - Il fattore equo, promosso dalla Rete Veneto Equo, e di accettarlo in tutte le sue parti, cedendo alla realtà organizzatrice i diritti di utilizzo come indicato nel bando di concorso. Il/la sottoscritto/a rilascia inoltre alla cooperativa Unicomondo il consenso per l utilizzo dei dati personali ai sensi del D.Lgs.196/2003. Informativa D.Lgs 196/2003 sul Trattamento dei dati personali. Si informa che in conformità a quanto deliberato dall art. 10 della legge 675/96, Tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali e successiva modifica con D.Lg.30 giugno 2003 n.196, i dati personali forniti dai partecipanti con la compilazione della scheda descrittiva, raccolti e trattati con strumenti informatici, saranno utilizzati per identificare gli autori delle immagini e loghi. I partecipanti hanno il diritto di accedere ai dati che li riguardano e di esercitare i diritti di integrazione, rettifica, cancellazione ecc. garantiti dall art. 13 della sopra citata legge, al titolare del trattamento. Titolare del trattamento è la Cooperativa Unicomondo. SCUOLA (nome e indirizzo): CLASSE: REFERENTE per la classe (nome, cognome): INDIRIZZO: TELEFONO: FACEBOOK (facoltativo): B) Singoli partecipanti o gruppi di giovani con una età compresa tra i 14 e i 18 anni (categoria junior), o tra i 19 e i 25 anni (categoria senior). NOME e COGNOME (del singolo partecipante o di un referente per il gruppo): INDIRIZZO: TELEFONO: FACEBOOK (facoltativo): ETà: Per presa visione e accettazione, firma: Data Firma

11 11 Salinas - Equador Manifesto dei poveri, Frans van der Hoff Credo nella necessità di proporre un movimento che dal basso si leva verso l alto. Devono farlo i produttori, ma anche i consumatori...ma occorre farlo in modo organizzato. Solo così riusciremo a farci sentire.

12 Come consumatori critici, certo, ma soprattutto come cittadini 12 Il Fair Trade Italiano è ricco di connessioni con il consumo critico nel cuore del commercio equo e solidale c è il protagonismo delle loro comunità adeguati alle loro condizioni di vita

13 13 il commercio equo e solidale Salinas - Equador

14 il commercio equo e solidale 14 Che cos è il commercio equo e solidale Il commercio equo e solidale è un approccio alternativo al commercio convenzionale; esso promuove giustizia sociale ed economica, sviluppo sostenibile, rispetto per le persone e per l ambiente, attraverso il commercio, la crescita della consapevolezza dei consumatori, l educazione, l informazione e l azione politica. Il commercio equo e solidale è una relazione paritaria fra tutti i soggetti coinvolti nella catena di commercializzazione: dai produttori ai consumatori. Articolo 1 della Carta italiana dei criteri del commercio equo e solidale. Il commercio equo e solidale è una forma di commercio internazionale che mette al centro le persone, con l obiettivo di raggiungere maggiore equità, giustizia e trasparenza nella filiera produttiva, ossia in tutti quei passaggi che uniscono il produttore al consumatore. Il commercio equo e solidale propone il rispetto dei diritti dei lavoratori - garantendo una giusta paga per il loro lavoro - e la tutela dell ambiente, con un attenzione particolare all impatto ambientale dei prodotti. È solidale perché si pone l obiettivo di costruire relazioni di solidarietà tra i produttori e i consumatori di diversi paesi del mondo, da Nord a Sud. Per questo si dice che ogni prodotto del commercio equo e solidale racconta una storia: è la storia di chi quel prodotto l ha costruito o coltivato con le proprie mani e del viaggio che ha fatto dal paese di produzione fino all Italia. Quelle storie le potete trovare nelle botteghe del mondo : dei negozi particolari, diffusi in tutta Italia, che vendono i prodotti del commercio equo e solidale Nei racconti delle donne, ciò che risalta con maggiore evidenza è la necessità di creare un gruppo con cui lavorare e non rimanere isolate.

15 il commercio equo e solidale 15 e propongono un consumo responsabile e solidale, facendo informazione e sensibilizzando i consumatori sulle relazioni tra Nord e Sud del mondo. I criteri fondamentali del commercio equo e solidale in 10 punti sono: I criteri 1. pagare un prezzo equo ai produttori perché possano vivere dignitosamente; 2. garantire ai produttori un pre-finanziamento che li aiuti a sostenere i costi necessari per avviare la produzione; 3. garantire l accesso dei produttori al mercato; 4. dare continuità alle relazioni commerciali tra i produttori e gli importatori (coloro che acquistano direttamente dai produttori per rivendere all estero, ad esempio in Italia); 5. fornire assistenza tecnica e formazione ai produttori; 6. assicurare la trasparenza in tutte le fasi della filiera produttiva tra il paese di produzione e quello di vendita del prodotto; 7. reinvestire una parte del guadagno in progetti di sviluppo sociale nelle comunità dei produttori; 8. valorizzare le culture locali, assicurare il rispetto dei diritti dei lavoratori e dell infanzia e garantire pari opportunità lavorative, senza alcuna discriminazione; 9. tutelare l ambiente e la biodiversità, promuovendo l agricoltura biologica e minimizzando l impatto ambientale della filiera produttiva; 10. fare informazione e sensibilizzazione attraverso le botteghe del mondo per far conoscere le storie dei prodotti del commercio e solidale e dei suoi produttori.

16 16 Agices, l Assemblea generale italiana del commercio equo e solidale, ha redatto la Carta italiana dei criteri del commercio equo e solidale, un documento - approvato per la prima volta nel 1999 e modificata negli anni successivi - che definisce i valori e i princìpi condivisi da tutte le organizzazioni di commercio equo e solidale d Italia. La Carta è scaricabile in pdf dal sito di Agices: carta-dei-criteri_rev04.pdf. A questo link potete vedere un video (in inglese) che spiega i 10 principi fondamentali del commercio equo e solidale: https://www.youtube.com/watch?v=myihujsvkm&featu re=youtu.be (a cura di WFTO, World Fair Trade Organization). Il video della campagna Io.Equo, invece, è dedicato in particolare ai temi ambientali. Potete vederlo qui: https://www.youtube.com/watch?v=hfq130fvy0y. Io.Equo è una campagna promossa da Altromercato per sensibilizzare i consumatori a coltivare un altra economia, valorizzando un economia equa e sostenibile per un commercio più vicino ai reali bisogni delle persone. Il sito della campagna è: Wayand - India

17 17 John Maynard Keynes, 1944 I prezzi non dovrebbero essere fissati al livello più basso possibile, ma a quello sufficiente per fornire ai produttori degli standard adeguati alle loro condizioni di vita. Un prezzo equo e trasparente Pagare un prezzo equo che garantisca a tutte le organizzazioni coinvolte nella catena di commercializzazione un giusto guadagno è uno dei criteri del commercio equo e solidale. Ma qual è questo prezzo? Secondo la Carta italiana dei criteri del commercio equo e solidale, il prezzo equo per il produttore è il prezzo concordato con il produttore stesso sulla base del costo delle materie prime, del costo del lavoro locale, della retribuzione dignitosa e regolare per ogni singolo produttore. Il prezzo del commercio equo e solidale ha un altra caratteristica che lo rende unico: è trasparente. Significa che ogni prodotto del commercio equo ha una scheda che definisce chiaramente come è stato composto quel prezzo: i rapporti tra i diversi protagonisti della filiera produttiva sono lasciati in chiaro e ogni costo è evidenziato in base a una voce che spiega come viene suddiviso il prezzo finale al consumatore. Il commercio equo in Italia: guardiamo ai numeri 90 organizzazioni associate all Assemblea generale italiana del commercio equo e solidale (Agices), per un totale di soci 257 botteghe del mondo in tutta Italia 90 milioni di euro di fatturato, di cui il 95% dalla vendita dei prodotti del commercio equo e solidale lavoratori 5mila volontari Questi numeri sono ricavati dal rapporto 2013 (i dati si riferiscono al 2011) sul commercio equo e solidale in Italia, curato da Agices. Potete scaricare e leggere il rapporto qui: wordpress.com/2013/04/ reportagices2013.pdf.

18 Fuori dalla legge di un mercato brutale, per uno scambio più equo e solidale Qualcuno che se paga, paga quel che ha lavorato creare un rapporto paritario fondato sul dialogo, sulla trasparenza e sul rispetto...sostenere e diffondere il commercio equo e solidale, per aumentare la consapevolezza del ruolo che ha questa forma di commercio...

19 19 i produttori Mallarito - Perù

20 i produttori 20 i produttori e i prodotti Salinas, Ecuador I produttori sono il primo soggetto coinvolto nella filiera equasolidale: sono i veri protagonisti delle storie che i prodotti del commercio equo raccontano e si pongono in una relazione paritaria con tutti gli altri soggetti, dagli importatori alle botteghe del mondo ai consumatori. Favorire l incontro e il confronto tra le diverse parti di questa filiera è proprio uno degli obiettivi dell economia solidale. I produttori possono essere artigiani o contadini di diverse paesi del mondo, associati in cooperative o realtà collettive che si ispirano ai principi del commercio equo. In particolare, secondo la Carta italiana dei criteri del commercio equo e solidale, i produttori devono perseguire logiche di autosviluppo e autonomia delle loro comunità; favorire la vendita dei loro prodotti sul mercato locale, per evitare di dipendere dai mercati esteri; esportare solamente materie prime e prodotti che non sono scarseggianti nei paesi di origine, lavorando in particolare materie prime locali; e infine, farsi garanti della qualità dei prodotti. Nelle pagine che seguono trovate delle schede dedicate ad alcuni produttori coinvolti nei circuiti del commercio equo e solidale: un breve viaggio attraverso i paesi della filiera equa, per iniziare a conoscere queste storie biodiverse e comunitarie. Salinas è un paese dell Ecuador occidentale, situato lungo la cordigliera delle Ande, ai piedi del vulcano Chimborazo. Le 50 micro-imprese di Salinas coinvolte nella rete del commercio equo e solidale, la cui sede centrale è la FunorSal (Fundación de organizaciones campesinas de Salinas) - nata nel 1982, riunisce oggi circa soci, di cui artigiani -, lavorano diverse materie prime, valorizzandole e trasformandole nei prodotti che troviamo sugli scaffali delle botteghe del mondo: infusi, torroni, funghi secchi, prodotti caseari, zucchero, cacao, succo di mirtillo, confetture, formaggi, salumi, oli essenziali e artigianato in lana. Quest ultimo, in particolare, è un lavoro cui si dedicano le donne. L Asociación de desarollo social de artesanas Texal è nata nel 1976 con l obiettivo principale di costruire

21 i produttori 21 una prospettiva lavorativa per le donne disoccupate e analfabete. L associazione utilizza materiali e tecniche tradizionali, creando maglioni, sciarpe e altre forme di artigianato tessile rispettose dell ambiente e del lavoro femminile. Da alcuni anni i centri femminili di Salinas sono gemellati con la cooperativa sociale Pace e Sviluppo di Treviso (http://www.pacesviluppo.it): si tratta di una relazione commerciale e culturale che permette di dare continuità al lavoro delle donne, di offrire loro momenti d incontro e confronto, oltre a dare un sostegno economico all intera comunità, riconoscendo al lavoro un prezzo equo e giusto. Come spiega Pace e Sviluppo, la tracciabilità della filiera della lana è un altro degli aspetti importanti del progetto: le pecore pascolano sui prati dei villaggi vicini, la loro lana viene filata alla filanda del paese, dove le donne la acquistano e la utilizzano per confezionare caldi capi di abbigliamento. Le donne creano anche cestini in paglia, raccogliendo sui prati l erba dell altopiano desertico andino, seccandola, ripulendola e infine intrecciano con l ago e un altra fibra vegetale, la cabuya, creando dei cestini resistenti e di qualità. Alla filiera equasolidale della lana di Salinas Altromercato ha dedicato un video: https://www.youtube.com/watch?v=ymgselhpbpa. La pagina di Altromercato su Salinas, invece, è php/l/it/pro/pro Oton, Filippine Panay Fair Trade Center (Pftc) nasce nel 1991 nelle Filippine, da una collaborazione tra Ctm Altromercato e Gabriela, rete filippina di movimenti femminili. L associazione riunisce oggi 350 produttori, attivi nel commercio equo di zucchero e banane, oltre che nella tutela dei diritti umani nelle Filippine. Lo zucchero Mascobado è ottenuto attraverso bolliture successive del succo estratto dalla canna ed ha ottenuto la certificazione da agricoltura biologica (innovativa e particolarmente impegnativa per la canna da zucchero), a dimostrazione dell impegno a favore della tutela ambientale da parte di

22 i produttori 22 Palestina Pftc. Numerosi soci della cooperativa Pftc, sono da anni soggetti a persecuzioni giudiziarie e intimidazioni - fino all assassinio nell aprile 2014 del presidente, Romeo Robles Capalla -, anche per questo l associazione è da sempre impegnata per consolidare la democrazia e il rispetto dei diritti umani nel Paese. Altromercato ha intervistato nel 2007 la fondatrice di Pftc e produttrice Ruth Salditos: https://www.youtube.com/watch?v=ya1qt43xgqc. L Ong (organizzazione non governativa) Palestinian Agriculture Relief Committees (Parc) è nata nel 1983 con l obiettivo di promuovere servizi sociali e sviluppo tra i soggetti deboli e le comunità rurali della Palestina, nella convinzione che la permanenza dei contadini sui territori palestinesi costituisca un aspetto essenziale per la rivendicazione dello stato palestinese. Oggi l associazione coinvolge oltre agricoltori riuniti in 60 cooperative, che si dedicano alla coltura dei prodotti tipici della cultura palestinese: il grano duro integrale - che diventerà cous-cous, chiamato in Palestina maftoul -, mandorle, olio d oliva (le olive sono il principale prodotto dell economia agricola palestinese) e datteri della varietà Medjul - particolarmente grandi e pregiati. Il sito di Parc è Leonardo Becchetti, Il mercato siamo noi Ci vuole l umiltà di capire che non tutto dipende da noi, ma che noi dobbiamo fare il massimo degli sforzi come se fosse così.

23 i produttori 23 Salinas - Equador Prepara il brodo con sedano, carota, cipolla e sale, bolliti per 30 minuti. Metti a mollo l uva passa in una tazza con acqua tiepida. Prepara il cous cous come indicato sulla confezione e tienilo al caldo. Lava e pulisci le verdure. Tagliale e cuocile a vapore, facendo attenzione che restino sode. In una padella scalda 5 cucchiai di olio, mettici la curcuma, il masala e, subito dopo, le cipolle tagliate a fettine sottili; falle stufare per tre o quattro minuti, versa un bicchiere di brodo, incoperchia e cuoci a fiamma bassa per 30 minuti circa, fino a che avranno la consistenza di una zuppa (aggiungi tutto il brodo via via). Una volta cotte, mettile in un recipiente e frulla con il frullatore ad immersione, fino ad ottenere una crema vellutata. Per servire il cous cous, prendi un coppapasta (se non ce l hai, usa una tazza da tè), versavi il cous cous, schiacciando con un cucchiaio, pressalo. Prendi ogni piatto individuale. Scodella il cous cous, vicino poni un po di carote, un po di zucchine e, per ultima cosa, copri il cous cous con la salsa e metti intorno l uva passa e i ceci. Servi subito. come si prepara il cous cous

24 24 Kerala, India Nello stato indiano del Kerala, tre organizzazioni cooperano per costruire un sistema produttivo basato sulla giustizia sociale e sulla tutela delle risorse del territorio: Fair trade alliance Kerala (Ftk) - il coordinamento dei contadini equosolidali del Kerala -, Infact (Informations for action) - una Ong che promuove la sostenibilità come stile di vita - ed Elements. Quest ultima è un impresa privata che cura l accesso al mercato (locale e internazionale) dei prodotti del commercio equo. Elements India nasce nel 1990 come negozio di alimentari biologici, per accorciare le distanze tra produttori e consumatori, e oggi coinvolge contadini che producono caffè, spezie e anacardi (caju) coltivandoli secondo i principi dell agricoltura biologica in piccoli pezzi di terra che non superano i 2 ettari di superficie. Il sito di Elements è Altromercato ha curato un approfondimento sul caffè equo, Generazione caffè. Per conoscere la storia dell aroma solidale e tante curiosità sui chicchi che rappresentano uno dei prodotti simbolo del commercio equo, visitate la pagina: Meru Herbs - Kenya I sacchi sono pieni di oro rosso. Patrick Mathendu ha lavorato ieri tutto il giorno sul suo campo con la moglie Naomi. Ha raccolto i fiori color sangue. E ora è qui, alle prime luci dell alba a conferire il karkadé, presso il laboratorio di Meru Herbs. Sull esperienza di Meru Herbs, il fotografo Aldo Pavan, con collaborazione con Marco Pavan e con il sostegno della Regione Veneto, ha realizzato un breve documentario per il progetto Veneto Equo. Si può guardare a questo link:

25 25 Meru Herbs nasce nel 1991 da un progetto idrico avviato nel 1986: il Ng uuru Gakirwe water project, nato dall incontro spontaneo dei contadini della zona semi-arida del Tharaka, ai piedi del monte Kenya, per avere accesso all irrigazione. L associazione riunisce agricoltori che coltivano e trasformano frutti ed erbe in marmellate e tisane per il commercio equo e solidale, seguendo i principi dell agricoltura biologica dal La diffusione di una cultura di pace attraverso forme di economia solidale è l 0biettivo dell associazione Sindyanna of Galilee, costituita nel 1996 nella zona di Haifa da donne arabe ed ebree che lavorano insieme per costruire un economia equa e solidale in Palestina e Israele, verso una convivenza pacifica tra i due popoli. I piccoli agricoltori riuniti in Sindyanna coltivano olivi da cui ricavano, con il metodo di spremitura a freddo, olio d oliva biologico (importato in Italia da LiberoMondo) e spezie che miscelano sapientemente secondo la tradizione nel za atar (un mix di spezie ed erbe aromatiche molto diffuso nei Paesi del bacino del Mediterraneo). Meru, Kenya Haifa, Palestina Un piatto tipico del Mediterraneo arabo è la pizza o il pane condito con lo za atar. La ricetta è molto semplice: trita molto finemente la cipolla. Stendi la pasta da pane in forma di pizza; intanto scalda il forno a 200. Ungi leggermente la superficie della pasta, ponici la cipolla, ben distesa e infine una generosa spolverata di za atar. Completa con un filo d olio e inforna per circa 15 minuti. Servi la pizza calda o anche a temperatura ambiente. I residui dell olio d oliva di Sindyanna, invece, sono usati per confezionare saponi nella città palestinese di Nablus, secondo i procedimenti dell antichissima tradizione locale, che sono importate in Italia dalla cooperativa milanese Chico Mendes. Il sito di Sindyanna è Per raccontare la storia degli agricoltori riuniti nell associazione, LiberoMondo ha curato questo video in italiano: https://www.youtube.com/watch?v=dqatn273sug.

26 Dopo un anno di lavoro quanto pensi gli hanno dato... Tre solo tre di pesos solo tre 26 lavorando con altre donne e non per le altre donne... in questo pianeta la giusta convenienza è rendere la gente più felice con coscienza il prezzo equo per il produttore è il prezzo concordato con il produttore stesso

27 27 il sistema di garanzia Salinas - Equador

28 il sistema di garanzia 28 Agices, Roma Fairtrade Transfair Italia Il commercio equo e solidale offre ai suoi soci un sistema di garanzia in grado di assicurare il rispetto dei principi etici attraverso tutti i passaggi della filiera equosolidale. In Italia, i garanti di questo sistema (con alcune importanti differenze tra di loro) sono Agices - l Assemblea generale italiana del commercio equo e solidale - e Fairtrade Italia. Come abbiamo visto, Agices è la depositaria della Carta italiana dei criteri del commercio equo e solidale ed è la rappresentante delle numerose realtà equosolidali del nostro Paese. Da quando è nata, 10 anni fa, ha creato un sistema di garanzia - sottoposto a verifica esterna - a verifica degli standard e degli indicatori che traducono in pratica quei principi. Agices ha un Registro (con sede a Vicenza) che qualifica le organizzazioni italiane di commercio equo e solidale attraverso tre livelli di garanzia: l autovaluzione, una verifica interna e una esterna. Vediamo di cosa si tratta, nelle parole di Agices. - L autovalutazione viene fatta da ciascuna organizzazione che intende iscriversi al Registro Agices, compilando un modulo e fornendo la documentazione richiesta. - La verifica interna è gestita dal Comitato di gestione del Registro Agices che controlla quella documentazione e effettua periodicamente dei controlli a campione sul campo (chiamati audit) per verificarne direttamente la coerenza. - La verifica esterna, infine, è gestita da un ente terzo: Icea, l Istituto per la certificazione etica e ambientale (http://www.icea.info/it/). Agices rappresenta circa l 80% del commercio equo italiano: come abbiamo già visto, nel 2011 riuniva 90 organizzazioni e 257 botteghe del mondo per un totale di soci. Ogni anno Agices prepara un report che fotografa questa realtà e che è consultabile da tutti on line a questo link: Per saperne di più il sito di Agices è A differenza di Agices, che garantisce le organizzazioni

29 il sistema di garanzia 29 Pesci piccoli, Sandra Endrizzi L importanza di essere presenti lavorando con altre donne e non per le altre donne, o per se stesse, soltanto per un guadagno. equosolidali, la certificazione Fairtrade è una certificazione di prodotto. L obiettivo di Fairtrade (che è un organizzazione internazionale, rappresentata in Italia da Fairtrade Italia) è garantire migliori condizioni di vita per i produttori dei Paesi in via di sviluppo e promuovere forme di commercio più eque. Oggi circa 27mila prodotti di 120 paesi del mondo portano la certificazione Fairtrade, che garantisce il rispetto dei criteri sociali, ambientali ed economici stabiliti da Fairtrade International. La verifica e il controllo degli standard è affidata a Flo-Cert. In Italia, sono 130 le aziende licenziatarie del marchio Fairtrade, per oltre 600 prodotti certificati (il 54% da agricoltura biologica) in 5mila punti vendita diffusi in tutto il Paese. Il report di Fairtrade Italia è consultabile on line: Fairtrade Italia Il sito di Fairtrade international è net/; quello di Flo-Cert

30 il sistema di garanzia 30 Uganda Tavolo importatori di Agices Pagare un prezzo equo che garantisca a tutte le organizzazioni coinvolte nella catena di commercializzazione un giusto guadagno è uno dei criteri del commercio equo e solidale. Ma qual è questo prezzo? Secondo la Carta italiana dei criteri del commercio equo e solidale, il prezzo equo per il produttore è il prezzo concordato con il produttore stesso sulla base del costo delle materie prime, del costo del lavoro locale, della retribuzione dignitosa e regolare per ogni singolo produttore. Il prezzo del commercio equo e solidale ha un altra caratteristica che lo rende unico: è trasparente. Significa che ogni prodotto del commercio equo ha una scheda che definisce chiaramente come è stato composto quel prezzo: i rapporti tra i diversi protagonisti della filiera produttiva sono lasciati in chiaro e ogni costo è evidenziato in base a una voce che spiega come viene suddiviso il prezzo finale al consumatore. Il commercio equo in Italia: guardiamo ai numeri. 90 organizzazioni associate all Assemblea generale italiana del commercio equo e solidale (Agices), per un totale di soci 257 botteghe del mondo in tutta Italia 90 milioni di euro di fatturato, di cui il 95% dalla vendita dei prodotti del commercio equo e solidale lavoratori 5mila volontari

31 il sistema di garanzia 31 Le organizzazioni che hanno per attività prevalente l acquisto - direttamente dai produttori o dagli esportatori - di prodotti del commercio equo e solidale, che rivendono prioritariamente alle botteghe del mondo, sono l altro tassello della filiera equa in Italia: sono gli importatori. Anche per loro valgono alcuni criteri etici, ovvero: - garantire il pre-finanziamento della merce al produttore e l accesso facilitato a forme di microcredito per i produttori; - stabilire con i produttori relazioni continuative, per dar loro stabilità e sicurezza nel lavoro e per il futuro; - supportare le organizzazioni di produzione ed esportazione con formazione, consulenze e ricerca; - garantire alle botteghe del mondo tutte le informazioni e la documentazione sui prodotti. - mantenere trasparente la filiera; - organizzare visite ai produttori in base ai criteri del turismo responsabile. Un commercio più equo, Monica Di Sisto La più grande conquista del movimento è stata trasformare una relazione di tipo commerciale in un rapporto paritario fondato sul dialogo e sul rispetto tra le comunità del Sud e le organizzazioni importatrici del Nord.

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