EVOLUZIONE DEL RUOLO DEGLI ENERGY MANAGER IN ITALIA E STATISTICHE SULLE NOMINE

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1 pagina 1 di 67 Una pubblicazione realizzata da FIRE EVOLUZIONE DEL RUOLO DEGLI ENERGY MANAGER IN ITALIA E STATISTICHE SULLE NOMINE

2 pagina 2 di 67 Sommario Glossario e definizioni... 5 Obiettivo del rapporto... 7 Premessa... 8 Chi sono gli energy manager... 9 Il tecnico responsabile previsto dalla legge 10/ Gli Esperti in gestione dell energia (EGE) Energy manager e sistemi di gestione dell energia Evoluzione del ruolo degli energy manager Le competenze dell energy manager oggi L indagine e-quem L indagine Sole24Ore-FIRE-Strategic L indagine FIRE sulle barriere non economiche all efficienza energetica L indagine FIRE sulle retribuzioni degli energy manager L indagine FIRE sugli energy manager Statistiche sulle nomine Confronto fra le nomine degli energy manager e il potenziale dei soggetti obbligati Risultati per i vari settori economici Presenza delle strutture della pubblica amministrazione Sanzioni Tabelle sui dati delle nomine regionali Abruzzo Basilicata Calabria Campania Emilia-Romagna Friuli-Venezia Giulia Lazio Liguria Lombardia Marche Molise Piemonte Puglia Sardegna Sicilia... 61

3 pagina 3 di 67 Toscana Trentino-Alto Adige Umbria Valle d Aosta Veneto Link utili Informazioni su efficienza energetica, strumenti disponibili e meccanismi di supporto Associazioni di ESCO... 67

4 pagina 4 di 67 Realizzazione e disclaimer La presente guida è stata realizzata nel dalla FIRE ed è stata co-finanziata dall ENEA. Il documento è liberamente diffondibile, purché nella sua interezza. Singole tabelle e figure sono diffondibili purché sia citata la fonte FIRE. Per quanto ogni attenzione sia stata posta nella predisposizione del documento, la FIRE e l ENEA non possono essere ritenuti responsabili per eventuali errori od omissioni e per eventuali danni derivanti dall uso del rapporto. Hanno partecipato alla redazione: Dario Di Santo, Giuseppe Tomassetti, Alessia Di Gaudio.

5 pagina 5 di 67 Glossario e definizioni Certificati bianchi: rappresentano il principale schema nazionale di incentivazione per l efficienza energetica negli usi finali in termini di obiettivi complessivi. Riferimento: D.M. 28 dicembre 2012 (Determinazione degli obiettivi quantitativi nazionali di risparmio energetico che devono essere perseguiti dalle imprese di distribuzione dell energia elettrica e il gas per gli anni dal al 2016 e per il potenziamento del meccanismo dei certificati bianchi). Per informazioni: e EGE (Esperto in Gestione dell Energia): si tratta di una figura i cui requisiti sono definiti dalla norma UNI CEI per la quale è possibile avvalersi di certificazione terza da parte di organismi di certificazione accreditati. Essa raccoglie le competenze dell energy manager e la certificazione prevede non solo dei titoli, ma anche un esperienza sul campo. Per approfondimenti: Energy manager: è la figura fondamentale per tenere sotto controllo i consumi e i costi energetici nelle aziende e negli enti. Può essere interna all azienda (soluzione preferibile per realtà medio-grandi, per le quali si suggerisce un inquadramento di tipo dirigenziale, in modo da assicurare un confronto con l alta dirigenza e i decisori), o esterna (consulente). Questa figura professionale in Italia è strettamente collegata col Responsabile per la conservazione e l uso razionale dell energia, la cui nomina annuale da parte degli enti pubblici è prevista quando si superano i tep/anno. La nomina è inviata alla FIRE dal legale rappresentante dell organizzazione e dura un anno; va presentata per i soggetti obbligati entro il 30 aprile di ogni anno con riferimento ai consumi in fonti primarie relativi all anno precedente. Energy manager primario: è l energy manager nominato dai soggetti obbligati e non in accordo con la legge. Energy manager locale: vedere responsabile locale. Per approfondimenti: ESCO (Energy Service Company): persona fisica o giuridica che fornisce servizi energetici, ovvero altre misure di miglioramento dell'efficienza energetica, nelle installazioni o nei locali dell'utente e, ciò facendo, accetta un certo margine di rischio finanziario. Il pagamento dei servizi forniti si basa, totalmente o parzialmente, sul miglioramento dell'efficienza energetica conseguito e sul raggiungimento degli altri criteri di rendimento stabiliti. Per approfondimenti: Green Procurement (GPP): approccio in base al quale le Amministrazioni Pubbliche integrano i criteri ambientali in tutte le fasi del processo di acquisto, incoraggiando la diffusione di tecnologie ambientali e lo sviluppo di prodotti validi sotto il profilo ambientale, attraverso la ricerca e la scelta dei risultati e delle soluzioni che hanno il minore impatto possibile sull ambiente lungo l intero ciclo di vita. Per approfondimenti: Life Cycle Cost Analysis (LCCA): è uno strumento economico che permette di valutare tutti i costi relativi ad un determinato componente o sistema, dalla culla alla tomba. Si prendono in considerazione, infatti, i costi iniziali (acquisto, istallazione, etc.), i costi di gestione (spese energetiche, manutenzione, oneri finanziari, etc.), fino ad arrivare ai costi di smaltimento e recupero. È fondamentale adottarlo per valutare in modo corretto gli investimenti, non solo energetici. Per approfondimenti: Responsabile per la conservazione e l uso razionale dell energia: vedere energy manager. Responsabile locale: energy manager nominato da un azienda multisito per occuparsi di un particolare stabilimento o gruppo di edifici in collegamento con l energy manager primario aziendale. Ad esempio aziende come ENEL, ENI, FIAT, Finmeccanica avranno in genere un energy manager aziendale e un energy manager locale per ogni stabilimento produttivo. La nomina del responsabile locale è facoltativa. Per approfondimenti: SGE (Sistema di Gestione dell Energia): sistema di qualità definito dalla norma ISO e basato sul ciclo di Deming Plan-Do-Check-Act, analogo al sistema di gestione ambientale (norma ISO 14001) e di qualità (norma ISO 9001), ma focalizzato sull energia. Dal momento che consente alle organizzazioni che lo

6 pagina 6 di 67 adottano di conseguire benefici energetici, ambientali ed economici non trascurabili è consigliato in tutte le realtà medio-grandi. Per approfondimenti: Statistiche sulle nomine degli energy manager: il numero dei soggetti nominati in un certo anno può apparire diverso in tabelle differenti a seconda che si considerino solo gli energy manager primari e obbligati (caso più frequente), o si contino anche i responsabili locali e/o gli energy manager nominati dai soggetti non obbligati. Per approfondimenti: TEE (titoli di efficienza energetica): vedere certificati bianchi. TEP (tonnellata equivalente di petrolio): è un unità di misura di energia usata soprattutto con riferimento ai bilanci energetici (territoriali o aziendali), in quanto esprime i consumi energetici primari o in usi finali con un unica unità per ciascun vettore energetico (elettricità, gas, gasolio, etc.). In termini di equivalenze un tep corrisponde a circa kwh elettrici, kwh termici e m 3 di gas naturale. Per approfondimenti:

7 pagina 7 di 67 Obiettivo del rapporto Lo scopo di questo rapporto è diffondere le informazioni fondamentali relative alla figura dell energy manager, descrivendone il ruolo, l evoluzione delle attività, le nomine dei soggetti obbligati e non ai sensi della legge 10/91 e alcune statistiche. L energy manager è una figura fondamentale nel panorama energetico e la sua funzione assume un ruolo ancora più importante in un contesto macro economico difficile, in cui un impiego intelligente ed efficiente delle risorse diventa ancora più importante. I dati delle nomine dei soggetti obbligati mostrano purtroppo ancora oggi un inadempienza forte soprattutto nella pubblica amministrazione, nonostante le richieste della spending review in termini di controllo della spesa. Si auspica che questo documento possa sensibilizzare chi non avesse nominato un energy manager a provvedere in tal senso. Non costa nulla e porta molteplici benefici. Il rapporto è stato predisposto dalla FIRE, Federazione incaricata dal Ministero dello sviluppo economico di gestire le nomine sin dal La FIRE in sintesi La Federazione Italiana per l'uso Razionale dell'energia FIRE è un'associazione tecnico-scientifica indipendente e senza finalità di lucro, fondata nel 1987, il cui scopo è promuovere l'uso efficiente dell'energia, supportando attraverso le attività istituzionali e servizi erogati chi opera nel settore e promuovendo un'evoluzione positiva del quadro legislativo e regolatorio. La FIRE gestisce dal 1992, su incarico a titolo non oneroso del Ministero dello Sviluppo Economico, la rete dei circa energy manager individuati ai sensi della Legge 10/91, recependone le nomine e promuovendone il ruolo attraverso varie iniziative. La compagine associativa circa cinquecento soggetti fra società, enti e persone fisiche è uno dei punti di forza della Federazione, in quanto coinvolge esponenti di tutta la filiera dell'energia, dai produttori di vettori e tecnologie, alle società di servizi e ingegneria, dagli energy manager agli utenti finali di media e grande dimensione. Alcuni fra i circa 500 associati della FIRE: ABB S.p.A. - Acea S.p.A.- API - AXPO S.p.A. - Banca d'italia- Banca Popolare di Sondrio- Beghelli S.p.A.- Bticino S.p.A.- CESTEC S.p.A. - C.G.T. S.p.A. - Citroën Italia S.p.A.- Comune di Aosta- Comune di Padova - Comune di Savona- Comune di Venezia - Cofely S.p.A. - CONI Servizi S.p.A. - CONSIP S.p.A. - Egidio Galbani S.p.a. - ENEL Distribuzione S.p.A.- ENI S.p.A.- Ferrero S.p.A. - Fiat Group Automobiles - Fiera Milano S.p.A.- FINCO - FIPER - GSE S.p.A. - Guerrato S.p.A. - Heinz Italia S.p.A.- Hera S.p.A.- Intesa Sanpaolo S.p.A. ISPRA - Italgas S.p.A. - Lidl Italia s.r.l.- Mediamarket S.p.A. - Nestlè Italiana S.p.A.- Newco Energia S.p.A.- Osram S.p.A.- Pirelli Industrie Pneumatici S.p.A. - Politecnico di Torino - Provincia di Cremona- Provincia di Firenze- RAI S.p.A. - Raffineria di Ancona S.p.A.- Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia- SAGAT S.p.A. - Schneider Electric S.p.A. - Siemens S.p.A. - Siram S.p.A. - Sorgenia S.p.A. - STMicroelectronics S.p.A. - Telecom Italia S.p.A. - Trenitalia S.p.A. - Turboden S.p.A. - Università Cattolica del Sacro Cuore - Università Campus Bio-Medico di Roma- Università Cattolica Sacro Cuore-Sede Roma- Università degli studi di Genova- Università degli studi di Roma Tor Vergata- Università di Pisa - Università degli Studi di Salerno - Vodafone Omnitel N.V.- Wind Telecomunicazioni S.p.A.

8 pagina 8 di 67 Premessa Le crisi petrolifere degli anni settanta portarono alla ribalta l importanza dell efficienza energetica: si capì infatti che l idea di una disponibilità infinita di idrocarburi a costi bassi era solo una temporanea illusione e che si sarebbero dovuti fare i conti sia con una progressiva riduzione della disponibilità, sia con il conseguente aumento dei prezzi. Ciò diede impulso alla ricerca e allo sviluppo delle fonti energetiche alternative (nucleare, rinnovabili, etc.), ma anche alla diffusione di figure come gli energy manager e di soggetti come le ESCO, ossia le società di servizi energetici. Fra gli anni ottanta e novanta furono pubblicate diverse leggi per promuovere e favorire l efficienza energetica e le fonti rinnovabili, fra cui si possono citare la legge 308 del 1982 e la legge 10 del Uno dei lasciti dei provvedimenti citati è quello del tecnico responsabile per la conservazione e l uso razionale dell energia, più comunemente noto come energy manager. Si tratta di una figura fondamentale per una gestione efficace dell energia all interno di un organizzazione, specie di medie e grandi dimensioni, capace di monitorare i consumi, individuare azioni di efficientamento e coordinare l eventuale sistema di gestione energetica aziendale. In questo documento si tratteggia la figura professionale dell energy manager, se ne illustra l evoluzione della funzione negli anni, si riportano i risultati di recenti indagini svolte dalla FIRE e si forniscono i dati sulle nomine nel corso degli anni.

9 pagina 9 di 67 Chi sono gli energy manager Un energy manager, come suggerisce il termine, ha il compito di gestire ciò che riguarda l energia all interno di un azienda o di un edificio, verificando i consumi, ottimizzandoli e promuovendo interventi mirati all efficienza energetica e all uso di fonti rinnovabili. Questo si traduce in un ruolo differente a seconda delle caratteristiche dimensionali della struttura considerata: nel caso di un organizzazione complessa, l energy manager sarà un dirigente alla guida di un gruppo di persone di estrazione prevalentemente tecnica; in presenza di dimensioni aziendali medie sarà una figura con competenze energetiche di inquadramento possibilmente dirigenziale; per aziende ed enti di piccole dimensioni si tratterà di un consulente esterno con competenze tecniche; nel caso di una residenza, non essendo pensabile un consulente dedicato a causa dei costi, la funzione può essere svolta da reti di supporto (e.g. associazioni di consumatori, punti energia e agenzia, etc.) o da chi rilascia la certificazione energetica. È chiaro che nell ultimo caso si tratta più propriamente di un energy auditor che non di un energy manager, mancando la parte di gestione. Anche nel terzo caso la parte gestionale sarà limitata, seppure presente (e.g. la contabilità energetica e la predisposizione di studi di fattibilità sono in genere compiti del professionista, ma difficilmente un consulente potrà interferire sulle procedure interne aziendali), ma può aver senso parlare di energy manager. Il primo caso è l unico in cui non è teoricamente necessario che l energy manager sia un tecnico, in quanto deve essere essenzialmente un manager di alto livello, supportato da bravi specialisti, in grado di influire efficacemente sulle politiche energetiche aziendali. Vista la natura da addetti ai lavori degli aspetti energetici, però, un profilo tecnico può essere preferibile anche in questa circostanza. L energy manager, dunque, verifica i consumi, attraverso audit ad hoc o, se disponibili ed è un aspetto fondamentale per una gestione efficace dell energia, tramite i report prodotti da sistemi di telegestione, telecontrollo e automazione. Si preoccupa quindi di ottimizzare i consumi attraverso la corretta regolazione degli impianti e il loro utilizzo appropriato dal punto di vista energetico, di promuovere comportamenti da parte dei dipendenti e/o degli occupanti della struttura energeticamente consapevoli e di proporre investimenti migliorativi, possibilmente in grado di migliorare i processi produttivi o le performance dei servizi collegati. Un altra funzione che spesso riguarda l energy manager è quella degli acquisti di energia elettrica e altri vettori energetici. Chiaramente in questo caso si tratta di ridurre i costi di acquisto, eventualmente promuovendo la corretta gestione dei carichi elettrici in modo da evitare punte di potenza che comportino costi maggiori. Fra le opzioni meno diffuse, ma utili, vi è la possibilità di collaborare con l ufficio acquisti per promuovere procedure che promuovano i cosiddetti acquisti verdi (green procurement) e l acquisto di macchinari caratterizzati da bassi consumi energetici e dunque bassi costi di gestione (life cycle cost analysis LCCA). Fra le maggiori difficoltà incontrate dall energy manager nello svolgimento delle sue funzioni si possono citare: la necessità di confrontarsi spesso con persone non tecniche sia sul fronte dei decisori aziendali, sia su quello dei colleghi preposti ad altre mansioni, che richiede la capacità di esporre in termini semplici i concetti tecnici; l esigenza di dover dialogare con altre funzioni aziendali e di comprendere il punto di vista di profili differenti, in quanto l energia è di per sé un tema orizzontale, che coinvolge chi acquista elettricità e altri combustibili, ma anche macchinari e dispositivi, chi si occupa della manutenzione dei sistemi, chi progetta gli edifici e gli impianti, chi scrive le specifiche delle gare, gli uffici legali, e così via. Per essere affrontati in modo vincente il primo punto richiede soprattutto qualità personali, il secondo il coinvolgimento e l impegno dei vertici aziendali, che devono creare le condizioni affinché l energy manager possa operare al meglio e trovi la necessaria collaborazione. Un modo per rispondere a questo è dotarsi di un sistema di gestione aziendale, come descritto oltre.

10 pagina 10 di 67 Fatte le somme, l energy manager ideale è una figura che deve avere solide basi di energetica, valutazione degli investimenti e legislazione e mercati, unite possibilmente a doti comunicative; un mix non banale e conseguibile solo nel tempo, attraverso l esperienza e un aggiornamento continuo. Nel resto del documento si intende per energy manager il responsabile di cui all art. 19 della legge 10/91.

11 pagina 11 di 67 Il tecnico responsabile previsto dalla legge 10/91 Quando in Italia si parla di energy manager, ci si riferisce spesso al tecnico responsabile per la conservazione e l'uso razionale dell'energia, la figura introdotta in Italia dalla legge 10/91 al fine di promuovere il controllo dei consumi e la diffusione di buone pratiche di efficientamento energetico presso i soggetti pubblici e privati caratterizzati da consumi importanti. In questo documento ci si riferisce a questa figura e non all universo più ampio tratteggiato nel capitoletto precedente. Le soglie oltre le quali diventa obbligatoria la nomina, espresse in tonnellate equivalenti di petrolio (tep), sono le seguenti: tep per le imprese del settore industriale; tep per gli altri soggetti. Volendo fornire un riferimento, tep corrispondono a circa 1,2 milioni di m 3 di gas naturale o a 5,3 milioni di kwh e in usi finali. Secondo la legge l'incarico di responsabile per l'energia consiste nella raccolta e nell'analisi dei dati sui consumi energetici e nella promozione dell'uso efficiente dell'energia nella propria struttura ossia nell essere un energy manager e può essere svolto sia da un dipendente, sia da un consulente esterno (questa ipotesi è più probabile nelle aziende con consumi prossimi alle soglie di legge, non per niente è limitato a pochi casi). La situazione relativa agli energy manager operanti in Italia è sintetizzata nella Tabella 1, che evidenzia in particolare la situazione per la pubblica amministrazione, largamente latitante. Nel capitoletto sulle statistiche delle nomine degli energy manager vengono fornite informazioni di dettaglio e si fanno delle stime sul grado di applicazione dell art. 19 della legge 10/91. SETTORI SOTTOSETTORI E NOTE EM Agricoltura (di cui 35 consorzi di bonifica) Industria Estrazione di minerali da cave e miniere Attività manifatturiere Fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata Fornitura di acqua, reti fognarie, attività di gestione dei rifiuti di risanamento Costruzioni Trasporti (di cui 70 di proprietà pubblica) P.A. (ministeri, amministrazioni centrali, regioni, enti locali, etc.) P.A. allargata Sanità Università Ricerca Aziende territoriali Terziario privato Servizio energia TOTALE EM NOMINATI Fonte: dati FIRE. Per approfondimenti: italia.org. Nota: la tabella riporta solo i dati relativi ai soggetti obbligati che hanno nominato l'energy manager nei termini di legge, non tiene conto degli eventuali energy manager locali delle aziende multisito (399 EM locali), delle nomine pervenute oltre le scadenze di legge (143 EM primari + 17 EM locali) e di quelle da parte di soggetti non obbligati (530 EM primari EM locali). Tabella 1. Responsabili nominati nel dai soggetti obbligati. Fonte: FIRE. Chi viene nominato responsabile ai sensi dell articolo 19 della legge 10/91 viene inserito nell'elenco curato e gestito dalla FIRE per incarico del Ministero dello Sviluppo Economico. A tal fine non sono richiesti requisiti particolari, aspetto che ha portato alcune aziende, interessate solo al rispetto formale della legge, a indicare nel corso degli anni figure che di energy management si occupano poco. Va però notato che l effetto

12 pagina 12 di 67 combinato dell aumento del costo dell energia e della crisi ha portato le organizzazioni a porre maggiore attenzione al tema dell efficienza energetica. Questo porterà presumibilmente a rafforzare il ruolo degli energy manager nel prossimo futuro. I responsabili nominati ai sensi della legge 10/91 hanno la possibilità di beneficiare dell appartenenza alla rete FIRE, che invia loro una newsletter quindicinale e organizza convegni e attività formative sui principali temi di loro interesse.

13 pagina 13 di 67 Gli Esperti in gestione dell energia (EGE) Già le direttive 2002/91/CE e 2006/32/CE, rispettivamente sulle performance energetiche degli edifici e sui servizi energetici, hanno richiesto ai Paesi membri di dotarsi di schemi per assicurare la qualificazione ed eventualmente la certificazione dei professionisti e degli operatori del settore dell energia. Una richiesta confermata nelle direttive successive. Per quanto riguarda la formazione della figura dell energy manager i percorsi disponibili sono molteplici, e si basano su una formazione preferibilmente universitaria (e.g. ingegneria con indirizzi energetici, come suggerito dalla circolare ministeriale 219/F del 1992), eventualmente integrata da master dedicati all'efficienza energetica ed alle fonti rinnovabili e/o corsi di formazione. Risulta poi fondamentale curare l'aggiornamento professionale, per cui esistono varie iniziative a livello nazionale, come i corsi generali o su temi specifici organizzati da ENEA e FIRE. L energy manager è una figura interdisciplinare che risponde a diverse esigenze e che trova spazio sia lato domanda, sia lato offerta (ESCO e altri operatori di settore). In questa ottica sono state emanate alcune norme tecniche che prevedono il coinvolgimento di tale figura, come la norma europea EN sui sistemi di gestione dell energia (SGE) nel 2001 sostituita dallo standard internazionale ISO 50001, la EN sui servizi di efficientamento energetico, la UNI CEI sugli esperti in gestione dell'energia (EGE) e la UNI CEI sulle ESCO. L'EGE, in particolare, consente di certificare le competenze degli energy manager e di sfruttare anche le opportunità aperte dalla legge 14 gennaio n. 4 sulle figure professionali non organizzate in ordini e collegi. La norma UNI CEI inquadra l EGE in accordo alla definizione del D.Lgs. 115/08, che all'art. 2 comma z) lo definisce: soggetto che ha le conoscenze, l'esperienza e la capacità necessarie per gestire l'uso dell'energia in modo efficiente. L'EGE dunque è una figura professionale moderna ed interdisciplinare chiamata ad agire nel contesto di un nuovo mercato europeo dell'energia che, in attuazione delle Direttive comunitarie che impongono la liberalizzazione del settore, sta cambiando profondamente anche l'equilibrio degli interessi tra consumatori, fornitori di energia ed ESCO. Tale figura associa alle competenze tecniche delle solide basi in materie ambientali, economico-finanziarie, di gestione aziendale e di comunicazione. Essa inoltre si presta naturalmente al ruolo di responsabile del Sistema Gestione Energia nell'ambito della norma ISO Si tratta di capacità sviluppabili attraverso un percorso formativo adeguato e, soprattutto, mediante l'esperienza sul campo. Non è quindi una qualifica che si possa conseguire unicamente grazie a corsi o alla nomina della legge 10/91. Su questo ultimo punto, il responsabile nominato può configurarsi come esperto in gestione dell'energia nel caso in cui abbia operato per un numero sufficiente di anni come energy manager. Il D.M. 28 dicembre 2012 sui certificati bianchi ha inserito l obbligo di certificarsi UNI CEI per gli energy manager nominati da aziende ed enti interessati a presentare progetti nell ambito del meccanismo di incentivazione. Tale obbligo diverrà operativo entro due anni dall entrata in vigore del decreto di attuazione dell art. 16 del D.Lgs. 115/2008, ancora non pubblicato. Tale previsione ha ovviamente dato un maggiore stimolo alle certificazioni. A fine ottobre risultano certificati sul sito di Accredia (www.accredia.org) 135 EGE, tenendo presente che il numero di certificati effettivi è sicuramente maggiore, sia per i ritardi prima della pubblicazione nell elenco, sia perché gli organismi di certificazione in via di accreditamento non vedono i loro elenchi pubblicati nelle banche dati di Accredia. La FIRE, per rispondere alle richieste delle direttive europee e al nuovo contesto del mercato energetico, ha attivato un sistema di certificazione dell'energy management che risponde alla norma tecnica, il SECEM (www.secem.eu). Il SECEM è stato accreditato a inizio 2012, risultando il primo organismo ad ottenere questo riconoscimento per la norma UNI CEI

14 pagina 14 di 67 Energy manager e sistemi di gestione dell energia Nelle medie e grandi organizzazioni l energy manager può essere il responsabile del sistema di gestione dell energia aziendale, come definito dalla norma internazionale ISO pubblicata nel Un sistema di gestione, o SGE, amplia il ruolo dell energy manager e ne aumenta l efficacia, in quanto lo inserisce in una politica energetica aziendale definita, con obiettivi quantitativi espliciti, ed estende la sua area di attività a tutte le funzioni aziendali, attraverso apposite procedure. Un SGE funziona secondo il cosiddetto ciclo PDCA (plan do check act) o di Deming: si effettua un analisi energetica e si verificano le possibilità di efficientamento energetico dell azienda; il management redige una politica energetica aziendale, fissando obiettivi quantitativi di risparmio da raggiungere in un certo arco temporale (questi target possono essere stabiliti liberamente dall organizzazione e non dipendono necessariamente dai potenziali realizzabili); viene messo a punto un sistema di gestione aziendale, con l aiuto di consulenti esterni, che indica le procedure di dettaglio atte a conseguire gli obiettivi prefissati, e si nomina un responsabile dell SGE (in genere l energy manager); si mette a punto un sistema di monitoraggio, meglio se basato su un sistema di telegestione, telecontrollo o automazione, che servirà a raccogliere e analizzare i dati sui consumi (e non solo) al fine di assicurare il raggiungimento dei target; si realizzano gli interventi di efficientamento previsti; si controlla l esito delle azioni intraprese; eventualmente si correggono la politica aziendale o le procedure interne qualora i risultati non siano in linea con le aspettative In sintesi si pianificano le operazioni, si implementano delle azioni, se ne verificano i risultati e quindi si decide se modificare gli obiettivi o l organizzazione per raggiungere il massimo risultato. Dal punto di vista di un azienda la situazione ideale per assicurarsi la corretta gestione dell energia in un ottica di competitività, oltreché di riduzione dei costi e delle emissioni, è quella di conseguire una certificazione ISO 50001, ponendo a capo dell SGE un valido energy manager. In questo modo, infatti, si garantisce un azione volta al miglioramento continuo, con l azienda che può decidere se seguire un percorso ambizioso o più tranquillo. Esperienze estere basate su norme nazionali in vigore da anni dimostrano non solo che chi si dota di un SGE continua ad ottenere miglioramenti delle performance nel tempo, ma anche che dopo alcuni anni l energia tende ad essere considerata, nel settore industriale, come una delle leve dei processi produttivi portando alla loro ottimizzazione e a benefici che vanno oltre la semplice riduzione dei consumi. La Figura 1 mostra la situazione del numero di aziende certificate ISO nel mondo al termine del 2012 secondo i dati forniti da ISO 1. Spicca il dato della Germania, che conferma l attenzione del sistema tedesco al tema dell efficienza energetica, visto in un ottica competitiva e di mercato e non solo di riduzione dei costi o di target europei. Può essere interessante notare che costruendo lo stesso diagramma a dodici mesi di distanza con i dati forniti da DIN 2 si evidenziano alcune differenze che potrebbero far pensare o a una carenza di affidabilità dei dati o, più probabilmente, a una diversa assegnazione dei siti di alcune organizzazioni multinazionali. La Figura 3 illustra la situazione relativi ai siti certificati 3 aggiornata ad agosto. L Italia apparentemente non è messa male, ma considerando la natura manifatturiera del Paese la distanza che separa l Italia dalla Germania appare eccessiva. Il risultato tedesco è in buona parte legato alle agevolazioni che esistenti in tale Paese per le aziende che si certificano, a testimonianza di un approccio lungimirante all energia, non solo intesa come promozione di fonti rinnovabili, ma anche di efficienza negli usi finali. Si ritiene utile promuovere anche nel nostro Paese la diffusione della norma ISO Da questo punto di vista la FIRE ha proposto le seguenti misure: 1 Fonte: 2 Fonte: 3 La certificazione ISO si può ottenere sia a livello di azienda, sia a livello di sito o di singolo processo. Per questo motivo possono esserci aziende con più siti certificati.

15 pagina 15 di 67 subordinazione delle agevolazioni per i consumatori energy intensive D.M. 5 aprile alla certificazione ISO del richiedente; premio in termini di certificati bianchi aggiuntivi sui progetti presentati da organizzazioni certificate ISO 50001; agevolazioni sugli oneri di sistema o la fiscalità. Aziende'cer*ficate'ISO'50001'nel'mondo' (fonte:'elaborazioni'fire'su'da*'iso)' 346$ Germany$ 37$ 41$ 45$ 54$ 66$ 72$ 85$ 1.115$ Spain$ Denmark$ Sweden$ Italy$ Romania$ India$$$ Thailand$$$ Taipei,$Chinese$$$ Others$ 120$ Figura 1. Aziende certificate ISO a fine Elaborazioni FIRE su dati ISO. Aziende'cer*ficate'ISO'50001' Da*'aggiorna*'a'dicembre'';'Fonte:'elaborazioni'FIRE'su'da*'DIN.' Germany$ 43$ 47$ 53$ 53$ $448$$ Spain$ Italy$ Sweden$ India$ Turkey$ 54$ 67$ 69$ 79$ 89$ 135$ 142$ 1424$ UK$ Denmark$ Taiwan$ Ireland$ Austria$ Korea$ Altri$ Figura 2. Aziende certificate ISO nel mondo a fine dicembre. Elaborazioni FIRE su dati DIN.

16 pagina 16 di 67 Si#$cer#fica#$ISO$50001$ Da#$aggiorna#$a$dicembre$$8$Fonte:$elaborazioni$FIRE$su$da#$DIN.$ 122% 181% 184% 89% 76% 70% 58% 56% 91% 112% 173% 334% 2671% Germany% UK% Spain% Sweden% Italy% India% Korea% Ireland% Turkey% Austria% Taiwan% France% Denmark% Figura 3. Siti di aziende certificati ISO nel mondo a fine dicembre. Elaborazioni FIRE su dati DIN.

17 pagina 17 di 67 Evoluzione del ruolo degli energy manager Le competenze dell energy manager oggi Pur rimanendo entro i limiti della definizione dell art.19 della legge 10/91, le competenze di un energy manager, come suggerisce il termine, tendono necessariamente a svilupparsi oltre i compiti assegnati dalla legge (ossia, come recita l art. 19 al comma 3: i responsabili per la conservazione e l'uso razionale dell'energia individuano le azioni, gli interventi, le procedure e quanto altro necessario per promuovere l'uso razionale dell'energia, assicurano la predisposizione di bilanci energetici In funzione anche dei parametri economici e degli usi energetici finali, predispongono i dati energetici di cui al comma 2, ossia quelli richiesti per la valutazione dell obbligo di legge). A ciò vanno associate le funzioni di gestire tutto ciò che riguarda l energia all interno di un azienda o di un edificio, possibilmente come responsabile di un sistema di gestione dell energia, monitorando ed analizzando i consumi dei vettori energetici e ottimizzandoli, occupandosi degli acquisti di energia nel mercato libero, individuando abitudini e comportamenti di dipendenti possibili di fonte di sprechi, organizzando la gestione e manutenzione degli impianti, realizzando studi di prefattibilità relativa agli interventi proponibili, promuovendo interventi mirati all efficienza energetica e all uso di fonti rinnovabili, e collaborando con le altre funzioni aziendali dedicate agli acquisti di macchinari (in un ottica LCCA), ai sistemi di gestione di qualità e dell ambiente. Riepilogando, le funzioni che l energy manager potrebbe essere in grado di svolgere, a seconda della dimensione all interno della quale è chiamato ad operare, riguardano: coordinamento di un SGE aziendale; definizione degli energy performance indicator (EnPI), i KPI della gestione energetica; verifica dei consumi, attraverso un monitoraggio e un controllo costante, tramite audit interni o, preferibilmente, mediante i report prodotti da sistemi di telegestione, telecontrollo e automazione con la definizione di indicatori e misurazioni per tutti i consumi; ottimizzazione di questi consumi attraverso una corretta regolazione degli impianti e loro utilizzo appropriato dal punto di vista energetico; acquisto di energia elettrica, gas naturale e altri combustibili nel mercato libero, attività con forti connotazioni finanziare nelle grandi organizzazioni; promozione di comportamenti virtuosi da parte dei dipendenti e/o degli occupanti delle strutture energeticamente consapevoli; proposte di investimenti migliorativi, possibilmente in grado di migliorare i processi produttivi o le performance dei servizi collegati; promozione della generazione di energia da fonti di energia rinnovabile; cooperazione con le funzioni aziendali dedicate all ambiente e agli acquisti (green procurement e LCCA); collaborazione, per la parte di sua competenza, alla stesura di contratti energetici (acquisti, servizio energia, etc.). Dovendo operare in tutti questi campi, l energy manager può incontrare delle difficoltà che nascono dal confronto con persone non tecniche, sia sul fronte dei decisori aziendali che su quello dei colleghi preposti ad altre mansioni. Poiché l energia è un tema orizzontale che coinvolge varie figure aziendali (da chi si occupa degli acquisti energetici, di macchinari e dispositivi, a chi redige i capitolati delle gare, da chi progetta gli edifici e gli impianti a chi li gestisce e così via) diventa strategico saper dialogare e integrarsi con loro. Oggi quindi vengono richieste all energy manager non solo delle conoscenze energetiche, ma anche avere delle qualità personali, saper valutare gli investimenti, reperire i finanziamenti, essere aggiornato su legislazione e mercati, conoscere le basi di organizzazione aziendale, possedere doti comunicative, e cosi via. Non a caso tutte caratteristiche che si trovano descritte nella norma UNI CEI sull Esperto in Gestione dell Energia (EGE).

18 pagina 18 di 67 L indagine e-quem 2007 Il progetto e-quem ha affrontato primariamente il problema di come adeguare e integrare le competenze di tutti i gestori dell energia, ampliando il ruolo dell energy manager, al fine di favorire l uso sempre più efficiente delle risorse energetiche. Primo passo del progetto è stato quello di analizzare il mercato, intervistando aziende ed Enti pubblici da un lato ed energy manager nominati dall altro 4. Scopo dell indagine era quello di suscitare negli operatori una rinnovata sensibilità e una crescente incisività per gli interventi legati all uso efficiente dell energia, del risparmio energetico e della sostenibilità ambientale. Nello stesso tempo si volevano definire le possibilità per migliorare l efficienza degli usi finali dell energia tramite l aumento della domanda dei servizi energetici e la loro maggiore disponibilità e qualificazione (come richiesto dalla Direttiva europea 2006/32/CE sull efficienza energetica e i servizi energetici). Con l indagine rivolta alle imprese e agli Enti pubblici inoltre si è cercato di capire quale fosse la figura professionale più adatta, per competenze e capacità, in quel contesto energetico, mentre agli energy manager nominati è stato chiesto quali fossero le loro difficoltà nell operare. Si riportano di seguito alcune domande fatte agli operatori, a cominciare dalle caratteristiche degli intervistati. 1. Peso dell energia nell azienda in cui opera %"Energia"su"fa5urato"(cumulata)" %"di"risposte">="al"limite" inferiore" 100%# 80%# 60%# 40%# 20%# 0%# 2%# 4%# 6%# 8%# 10%#12%#14%#16%#18%#20%#22%#24%# %"Energia/fa5urato"(valore"del"limite"inferiore)" Figura 4. Peso della spesa energetica sul fatturato delle aziende seguite dagli energy manager intervistati. 2. Da quanti anni fa l energy manager %"di"risposte">="al"limite" inferiore" 70%# 60%# 50%# 40%# 30%# 20%# 10%# 0%# Da"quan8"anni"fal'E.M.?"(cumulata)" 2# 4# 6# 8# 10# 12# 14# anni"(valore"del"limite"inferiore)" Figura 5. Anni di lavoro come energy manager. 4 L indagine è scaricabile al seguente link:

19 pagina 19 di Che inquadramento ha nella sua azienda Inquadramento,aziendale, Quadro(o( funz(ufficio( tecnico( 60%( Dirigente( 16%( Consulente( esterno( 17%( Quadro(o( funz( manutenzion e( 8%( Figura 6. Inquadramento aziendale. 4. Quanti collaboratori ha per lo svolgimento della sua funzione %"di"risposte">="al"limite" inferiore" 30%# 20%# 10%# 0%# Numero"di"collaboratori"interni"o" esterni"(cumulata)" Figura 7. Numero di collaboratori. 2# 4# 6# 8# n "di"collaboratori"(valore"del"limite"inferiore)" Dalle interviste agli energy manager è risultato che: 1. la maggioranza (circa il 70%) non ha a disposizione un budget sufficiente per gli interventi di razionalizzazione energetica Ges$sce&un&budget&per&interven$&di& razionalizzazione&energe$ca?& insufficiente,$ 6%$ No,$65%$ sufficiente,$ 21%$ appropriato,$ 8%$ Figura 8. Disponibilità di budget per interventi di efficientamento energetico.

20 pagina 20 di il 70% degli intervistati ha problemi di comunicazione interna (sia verso il top management che verso il basso) Ha#mai#incontrato#problemi#di# comunicazione#interna?# Sì,$verso$l alto,$ 26%$ No,$28%$ Sì,$verso$il$ basso,$14%$ Sì,$verso$l alto$e$ il$basso,$32%$ Figura 9. Esistenza di problemi di comunicazione con altre funzioni aziendali. 3. la maggioranza non ha assegnati degli obiettivi di efficienza energetica da raggiungere Le#sono#sta)#assegna)#obie-vi?# No# 60%# Si,#importan0# per#la# direzione# 35%# Si,#ma#non# importan0#per# la#direzione# 5%# Figura 10. Presenza di obiettivi quantitativi sul miglioramento dell efficienza. 4. nelle strutture dove operano gli intervistati sono in genere attive delle procedure di contabilità analitica dei consumi e della spesa energetica, ma solo in pochissimi casi l energy manager ha un ruolo attivo E'a$va&una&procedura&di&contabilità&anali4ca& dei&consumi&e&della&spesa&energe4ca&con& imputazione&ai&centri&di&costo?& No# 32%# Si#e#l'E.M.#ne#è# parte#a5va# 61%# Si,#ma#l'E.M.# non#è#parte# a5va# 7%# Figura 11.Presenza di sistemi di monitoraggio e ruolo dell energy manager.

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