Cosa bisogna sapere sul carcinoma mammario. Brochure completamente rielaborata secondo le conoscenze più recenti.

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1 Cosa bisogna sapere sul carcinoma mammario. Brochure completamente rielaborata secondo le conoscenze più recenti.

2 Indice Cosa bisogna sapere sul carcinoma mammario 4 Informazioni generali 5 Anatomia del seno 5 Cancro al seno 6 Rischio di cancro al seno 8 Riconoscimento e diagnosi 10 Diagnosi precoce 10 Screening mammografico 11 Ecografia mammaria 11 Esame del seno eseguito dal medico 12 Autoesame del seno 12 Sintomi 12 Diagnosi 13 Esame clinico del seno 13 Mammografia diagnostica 14 Ecografia mammaria 14 Tomografia a risonanza magnetica 14 Biopsia 14 Altri esami 15

3 Stadiazione 16 Trattamento e decorso successivo 18 Metodi di trattamento 20 Intervento chirurgico 22 Radioterapia 24 Chemioterapia 25 Terapia ormonale 25 Immunoterapia 26 Possibilità terapeutiche nei singoli stadi della malattia 26 Carcinoma mammario metastatizzato 28 Carcinoma mammario recidivante 29 Effetti indesiderati del trattamento antitumorale 30 Medicina complementare 33 Ricostruzione mammaria 33 Impianti 33 Ricostruzione del seno 34 Decorso post-trattamento 34 Sostegno delle donne colpite da carcinoma mammario 36 Le promesse della ricerca sul cancro 38 Ricerca sul riconoscimento e la diagnosi 39 Ricerca sulle terapie 40 Glossario 41 Indirizzi importanti 46 Links 49 Domande della paziente al medico: 51 Annotazioni 55

4 Cosa bisogna sapere sul carcinoma mammario. Il carcinoma mammario (cancro al seno) è il tipo di cancro più diffuso fra la popolazione femminile in Svizzera. Le statistiche parlano di circa 5000 casi all anno tra le donne (e circa 34 tra gli uomini!). Questa brochure si propone di offrire importanti e utili informazioni su questa patologia a tutte le pazienti colpite dal cancro al seno, nonché ai loro familiari e amici. Non si rivolge unicamente alle pazienti malate, ma a tutte le persone che desiderano maggiori informazioni su questo tipo di cancro. 4

5 Nella brochure vengono descritti la diagnosi precoce, i segni iniziali, i metodi diagnostici, i trattamenti e il decorso successivo, nonché le possibilità di riabilitazione. Informazioni generali Anatomia del seno Il seno femminile è composto prevalentemente da ghiandole in grado di produrre latte. Ciascuna mammella è sostenuta dai muscoli pettorali che ricoprono le costole. Il seno è composto da sezioni chiamate lobi, ciascuna delle quali contiene più lobuli, formati da grappoli di minuscole ghiandole deputate alla produzione di latte. Il latte fuoriesce dai lobuli attraverso condotti sottili, i dotti galattofori, affluendo al capezzolo, che si trova al centro di un area di cute più scura, detta areola. Lo spazio tra i lobuli e i dotti galattofori è occupato da tessuto adiposo. Le mammelle contengono anche vasi linfatici che trasportano un liquido chiaro, la linfa, e che collegano piccoli organi di forma circolare, i linfonodi. Grappoli di linfonodi sono situati in prossimità della mammella, nella cavità ascellare (sotto il braccio), sopra la clavicola, nella cassa toracica, dietro allo sterno e in molte altre parti del corpo. I linfonodi hanno la funzione di combattere i batteri, le cellule tumorali o altre sostanze nocive che possono essere presenti nel sistema linfatico. 5

6 In queste immagini sono illustrate le parti anatomiche della mammella, i linfonodi e i vasi linfatici adiacenti. Cancro al seno Il cancro ha origine nelle cellule somatiche, i «mattoni» che costituiscono i tessuti, i quali a loro volta formano gli organi. Normalmente le cellule crescono e si dividono, dando origine a nuove cellule, nella misura in cui l organismo lo richiede. Quando le cellule invecchiano, muoiono e vengono sostituite da cellule nuove. Talvolta, questo processo regolare sfugge al controllo dell organismo: si formano nuove cellule di cui il corpo non ha affatto bisogno e le cellule vecchie non muoiono, al contrario di quanto dovrebbe accadere. Queste cellule in eccesso possono formare una massa di tessuto che viene definita neoplasia o tumore. Non sempre un tumore è un cancro. I tumori possono essere benigni o maligni. Il tumore benigno non è un cancro. Raramente ha una prognosi infausta. In genere, i tumori benigni possono essere asportati e raramente si riformano. Le cellule dei tumori benigni non si diffondono ai tessuti adiacenti o ad altre parti del corpo. Il tumore maligno è un cancro. Nel complesso è più grave del tumore benigno e può avere una prognosi infausta. Spesso i tumori maligni possono essere asportati, ma è possibile che si ripresentino. 6

7 Le cellule dei tumori maligni possono invadere i tessuti e gli organi adiacenti e danneggiarli. Può anche accadere che alcune cellule si stacchino da un tumore maligno e riescano a penetrare nel circolo sanguigno o nel sistema linfatico. In questo modo le cellule tumorali si diffondono dal tumore originario (tumore primario) e formano nuovi tumori in altri organi; questa diffusione del cancro viene definita metastatizzazione. Se le cellule del carcinoma mammario penetrano nel sistema linfatico, possono essere individuate nei linfonodi situati in prossimità della mammella. Attraverso il sistema linfatico o il circolo sanguigno le cellule tumorali possono raggiungere anche altri organi. Quando il cancro si diffonde (metastatizza), il nuovo tumore presenta cellule anomale dello stesso tipo e viene chiamato con lo stesso nome del tumore primario. Se, per esempio, un carcinoma mammario si diffonde alle ossa, le cellule tumorali presenti nelle ossa sono cellule di carcinoma mammario. La patologia è quindi un carcinoma mammario metastatizzato e il trattamento da seguire sarà quello del carcinoma mammario, non del cancro osseo. Questo tipo di tumore viene definito anche metastasi a distanza. 7

8 Rischio di cancro al seno Le cause precise del cancro al seno sono sconosciute; è certo, tuttavia, che traumi, contusioni o pressioni del seno non possono provocare il carcinoma mammario. Inoltre il cancro al seno non è contagioso. Nessuno può prendere questa malattia da un altra persona. La ricerca ha dimostrato che le donne che presentano, tra l altro, i seguenti fattori di rischio sono colpite più frequentemente da questa malattia: 8

9 Età: la probabilità di ammalarsi di cancro al seno aumenta con l età. Le donne sopra i 60 anni sono quelle più a rischio. Cancro pregresso: il cancro a una mammella aumenta il rischio per l altra mammella. Familiarità: se la madre, una sorella o una figlia sono state colpite da cancro al seno, il rischio di ammalarsi aumenta. Alterazioni genetiche: le alterazioni di particolari geni (BRCA1, BRCA2, ecc.) aumentano il rischio di cancro al seno. Fumo: il consumo di tabacco aumenta il rischio di cancro. Anamnesi ginecologica: altri fattori di rischio sono l età avanzata al primo figlio, il menarca precoce (prima dei 12 anni), la menopausa tardiva (dopo i 55 anni) o la nulliparità. Le donne che assumono solo estrogeni nell ambito di una terapia ormonale presentano un rischio lievemente superiore di sviluppare un cancro al seno; le donne che assumono estrogeni e gestageni presentano un rischio notevolmente più elevato. Studi recenti hanno dimostrato che, nell ambito di una terapia ormonale combinata (estrogeni e gestageni), i casi di cancro al seno aumentavano di circa 8 su 10000; gli studi, tuttavia, hanno dimostrato anche che la terapia ormonale riduce la probabilità di ammalarsi di cancro all intestino (6 casi in meno su 10000). L aspettativa di vita per le donne sottoposte a terapia ormonale rimane comunque invariata. Tessuto mammario denso: le donne in età più avanzata con tessuto mammario denso (non tessuto adiposo) presentano un rischio di cancro al seno più elevato. Sovrappeso patologico dopo la menopausa: dopo la menopausa le donne obese hanno un rischio più elevato di sviluppare il cancro al seno. Possono essere ritenute obese le donne con una percentuale patologicamente elevata di tessuto adiposo (Body Mass Index > 30). Conoscere i fattori di rischio è utile, tuttavia è anche importante sapere che la maggior parte delle donne cosiddette «a rischio» non si ammala di cancro al seno. 9

10 Riconoscimento e diagnosi. Diagnosi precoce. Gli esami di diagnosi precoce (screening) vengono eseguiti prima che compaiano i sintomi e possono aiutare il medico a riconoscere e a trattare tempestivamente il cancro. Un trattamento è tanto più efficace quanto più precoce è stata la diagnosi. 10

11 Screening mammografico La mammografia è una radiografia del seno, ma la dose di raggi X impiegata è molto limitata. Un volo Zurigo New York espone il corpo a una quantità di radiazioni molto superiore a quella di una mammografia. Lo screening mammografico permette spesso di scoprire un nodulo al seno prima che questo sia riconoscibile alla palpazione e di individuare minuscoli depositi di calcio (microcalcificazioni). Noduli o calcificazioni possono essere indice di cancro. Se la mammografia evidenzia un settore anomalo, è necessario eseguire altre radiografie o eventualmente una biopsia. La biopsia è l unico modo per stabilire con certezza l eventuale presenza del cancro. La mammografia è uno strumento estremamente efficace perché consente al medico di riconoscere tempestivamente il cancro al seno. (Attualmente è l unico sistema per scoprire microcalcificazioni sospette, che possono indicare la presenza di un cancro nei dotti galattofori in uno stadio molto precoce.) Può tuttavia accadere che: Sul mammogramma non siano visibili tumori già presenti (risultato falso negativo). Sul mammogramma siano visibili alterazioni sospette che in seguito non risultano essere maligne (risultato falso positivo). Alcuni tumori a rapida crescita si siano già diffusi in altre parti del corpo prima di essere scoperti dalla mammografia. È consigliabile discutere con il proprio medico l opportunità di una mammografia in occasione dei controlli di routine. In alcuni cantoni (FR, GE, JU, VD, VS, situazione al 2005), le donne sopra i 50 anni vengono invitate ogni due anni a sottoporsi a una mammografia praticamente gratuita. La decisione di approfittare di questa offerta rimane comunque del tutto personale. Ecografia mammaria Si tratta di un esame che prevede l utilizzo di ultrasuoni ad alta frequenza. Un medico esperto, con un apparecchiatura di qualità adeguata, è in grado di scoprire noduli con dimensioni a partire da circa 0,1 cm. Studi recenti hanno dimostrato che il tasso di scoperta è quasi pari a quello della mammografia. In caso di seni voluminosi e densi, l ecografia è il metodo migliore per individuare la presenza di noduli. Se l ecografia viene affiancata alla mammografia, il tasso di scoperta aumenta di circa il 30 %. 11

12 Esame del seno eseguito dal medico Durante l esame clinico, il medico esegue la palpazione del seno e controlla eventuali differenze (per esempio di forma o dimensioni) tra le mammelle. Con i polpastrelli il medico esamina ciascuna mammella per individuare l eventuale presenza di noduli, senza tralasciare il cavo ascellare e la clavicola. In genere, un nodulo deve avere le dimensioni di un pisello per poter essere individuato alla palpazione; una diagnosi sicura, tuttavia, non è possibile. Autoesame del seno Tutte le donne dovrebbero eseguire l autoesame del seno almeno una volta al mese, per riconoscere possibili alterazioni delle mammelle. Eventuali cambiamenti, tuttavia, possono dipendere anche dall avanzare dell età, dal ciclo mestruale, da una gravidanza, dalla menopausa o dall assunzione della pillola anticoncezionale o di altri ormoni. Spesso il seno è gonfio e sensibile alla pressione anche direttamente prima o durante il ciclo mestruale. Sintomi Il carcinoma mammario può causare le seguenti alterazioni: alterazioni della mammella o del capezzolo percepibili al tatto (noduli o indurimenti del seno o della zona adiacente o nel cavo ascellare; capezzoli dolenti al tatto); alterazioni dell aspetto della mammella o del capezzolo (cambiamenti di forma o dimensioni; ritrazione del capezzolo; pelle screpolata, arrossata o edematosa; ulcerazioni o infossamenti); secrezione di liquido (secreto) dai capezzoli. Sebbene il carcinoma mammario in uno stadio iniziale sia di norma asintomatico, è importante che la donna consulti il proprio medico qualora compaiano dolori al seno o altri sintomi sospetti e persistenti. In genere, tali sintomi non sono indicativi di un carcinoma, ma è importante sottoporsi a un esame medico per poter riconoscere e trattare tempestivamente eventuali problemi. È consigliabile rivolgersi al medico qualora si notino alterazioni insolite durante l autoesame del seno o in qualsiasi altro momento. 12

13 Diagnosi Se il medico conferma la presenza di un alterazione della mammella, è necessario scoprire se questa è dovuta a un carcinoma mammario o se ha una causa diversa. Viene quindi eseguito un esame clinico; il medico pone anche alcune domande alla paziente per raccogliere l anamnesi medica, familiare e personale. Generalmente viene prescritta una mammografia o un altra tecnica di imaging, come per esempio un ecografia mammaria o una tomografia a risonanza magnetica (MRT). In caso di formazione di tessuto sospetta, viene eseguita una biopsia per ricercare eventuali cellule tumorali. Esame clinico del seno Quando una donna scopre un nodulo al seno, il medico può ricavare molte informazioni dalla palpazione della parte interessata: i noduli di natura benigna spesso hanno caratteristiche diverse da quelli maligni. Tramite la palpazione il medico determina le dimensioni, la forma e la struttura del nodulo e ne verifica la mobilità. I noduli morbidi, lisci, rotondi e mobili sono generalmente benigni. Se il nodulo è duro, di forma irregolare e aderente al seno, si tratta con grande probabilità di cancro. Tuttavia, la sola palpazione non può fornire una diagnosi certa. 13

14 Mammografia diagnostica La mammografia diagnostica consiste in una serie di radiografie della mammella che consentono di ottenere immagini più chiare e dettagliate dei settori risultati anomali allo screening mammografico. Questo esame fornisce anche informazioni su alterazioni anomale come noduli, dolori, indurimenti, secrezione di liquido dai capezzoli o modifiche delle dimensioni o della forma delle mammelle. Durante la mammografia diagnostica è possibile esaminare in modo mirato un preciso settore del seno; a questo scopo vengono impiegate anche tecniche speciali e vengono eseguite più radiografie rispetto al normale screening mammografico. Ecografia mammaria Con l ecografia è possibile stabilire se un nodulo è costituito da una cisti piena di liquido (e quindi non è un cancro) o da una massa solida (che potrebbe essere un cancro, ma non necessariamente). Le immagini vengono visualizzate dal medico su un monitor e dopo l esame possono essere memorizzate e stampate. L ecografia può essere associata alla mammografia. Tomografia a risonanza magnetica La tomografia a risonanza magnetica (MRT) consente di ottenere immagini dettagliate del tessuto mammario. La MRT viene eseguita dopo la somministrazione di un mezzo di contrasto; può essere associata alla mammografia. Biopsia La biopsia consiste nel prelievo di liquido o di tessuto per stabilire con certezza la presenza o meno di carcinoma. In genere, per la biopsia la paziente viene indirizzata al chirurgo. Talvolta, la mammografia evidenzia un area sospetta che non era stata individuata tramite la palpazione clinica. In questo caso, è possibile utilizzare tecniche diagnostiche di imaging per visualizzare l area interessata e prelevare un campione di tessuto, come la biopsia ecoguidata con ago sottile o stereotassica. 14

15 Il tessuto può essere prelevato dal seno con diversi sistemi: Aspirazione con: Un campione di liquido e/o cellule viene prelevato da un nodulo ago sottile del seno per mezzo di un ago sottile. Se si sospetta che il liquido contenga cellule degenerate, il campione viene inviato in laboratorio dove sarà analizzato al microscopio da un patologo per verificare l eventuale presenza di cellule tumorali. Se il liquido è chiaro, l analisi in laboratorio non è necessaria. Biopsia incisionale: Il prelievo di tessuto mammario viene eseguito con un ago di (punch) grosso calibro; un patologo esamina il campione di tessuto alla ricerca di cellule tumorali. Questo procedimento, definito anche agobiopsia, non provoca la diffusione di cellule tumorali nel corpo. Biopsia chirurgica: Nella biopsia incisionale, il campione viene prelevato chirurgicamente da un nodulo o da un settore anomalo. Nella biopsia escissionale vengono asportati l intero nodulo o l intero settore sospetto. Successivamente, un patologo esamina il tessuto per individuare eventuali cellule tumorali. Se la presenza di cellule tumorali viene confermata, il patologo è in grado di stabilire di quale tipo di cancro si tratta: il cancro al seno più frequente è il carcinoma duttale che si sviluppa nelle pareti interne dei dotti galattofori. Un altro tipo di cancro, il carcinoma lobulare, si forma nei lobuli ghiandolari. Altri esami: Una volta formulata la diagnosi di cancro, sul tessuto prelevato vengono eseguiti speciali esami di laboratorio. I risultati di questi esami forniscono informazioni sulla malattia e consentono di pianificare un trattamento adeguato. Molte donne ammalate di cancro al seno vengono sottoposte a un test di determinazione dei recettori ormonali per stabilire se la crescita del cancro dipende dagli ormoni (estrogeno o progesterone). Il risultato è importante per la pianificazione del trattamento. In alcuni casi, si procede ad analizzare un campione di tessuto mammario per rilevare la presenza del recettore 2 per il fattore di crescita dell epidermide umana (HER2) o del gene HER2/neu; se la presenza del recettore o del gene HER2 è confermata, aumenta la probabilità che il cancro possa ripresentarsi. In tal caso, però, è possibile proporre un trattamento con l anticorpo trastuzumab. 15

16 Stadiazione. Per pianificare il trattamento, il medico deve conoscere l estensione (lo stadio) della malattia. Lo stadio viene stabilito in base alle dimensioni del tumore e alla sua eventuale diffusione. Per determinare lo stadio del carcinoma (stadiazione) si eseguono radiografie ed esami di laboratorio in modo da stabilire se il cancro si è diffuso ad altre parti del corpo e, in caso affermativo, a quali. Quando il carcinoma mammario si diffonde all esterno del seno, spesso le cellule tumorali si infiltrano nei linfonodi del cavo ascellare (linfonodi ascellari). L estensione del carcinoma spesso è determinabile solo dopo l asportazione chirurgica del tumore mammario e dei linfonodi del cavo ascellare. 16

17 In Europa, il carcinoma mammario viene classificato principalmente in base al sistema TNM: Stadio Tis: Tumore in situ (anche carcinoma in situ). Un carcinoma lobulare in situ (LCIS) indica la presenza, nella parete interna di un lobulo, di cellule anomale che sono marcatori di rischio aumentato. Questo significa che una donna con LCIS è maggiormente a rischio di sviluppare in futuro un cancro invasivo in una delle mammelle (il rischio sussiste per entrambe le mammelle). Il carcinoma duttale in situ (DCIS) è una malattia precancerosa che colpisce la parete interna di un dotto galattoforo; viene definito anche carcinoma intraduttale. In questo caso, le cellule anomale non si sono diffuse all esterno del dotto galattoforo e non si sono infiltrate nel tessuto mammario circostante. Può accadere, tuttavia, che un DCIS non trattato degeneri in un carcinoma invasivo. Stadio I: Lo stadio I è uno stadio iniziale; questo significa che il tumore ha un diametro massimo di 2 cm. Stadio II: Nello stadio II il diametro del tumore è maggiore di 2 cm, ma non supera i 5 cm nella dimensione massima. Stadio III: Nello stadio III il tumore ha un diametro superiore a 5 cm. Stadio IV: Lo stadio IV indica un cancro con estensione diretta alla parete toracica o alla cute, indipendentemente dalle dimensioni. Cancro recidivante: Il cancro recidivante è un cancro che si ripresenta (recidiva) dopo un trattamento. Questo può verificarsi a livello locale (nella mammella o nella parete toracica) o in un altra parte del corpo (per esempio nelle ossa, nel fegato o nei polmoni) 17

18 Trattamento e decorso successivo. Molte donne ammalate di cancro desiderano informarsi il più possibile sulla propria malattia e sulle opzioni di trattamento e partecipare attivamente alle decisioni sulle cure mediche a cui dovranno sottoporsi. Conoscere meglio la malattia aiuta molte pazienti a superarla, ma quante informazioni ricevere e come gestirle è una decisione del tutto personale. 18

19 Dopo lo shock provocato da una diagnosi di cancro è difficile fare mente locale su tutte le domande che si vorrebbero porre al medico. Come memorandum può essere utile preparare un elenco di domande da portare con sé in occasione della visita (vedere la pagina 51). In genere, il medico indirizza la paziente ammalata di cancro a uno specialista o è la paziente stessa a richiederlo. Durante il trattamento in genere la paziente è seguita da specialisti ginecologo, oncologo, cardiologo e chirurgo plastico che solitamente operano in collaborazione. In genere, il trattamento viene iniziato il più tempestivamente possibile, subito dopo la diagnosi. La maggior parte delle pazienti ha comunque tempo sufficiente per discutere con il proprio medico le possibilità di trattamento, per richiedere una seconda opinione o per informarsi meglio sul cancro al seno, prima di prendere qualsiasi decisione sul trattamento. La paziente che desideri una seconda opinione sulla diagnosi e sulle possibilità di trattamento dovrebbe consultare il proprio medico al riguardo. 19

20 Metodi di trattamento Esistono varie opzioni di trattamento del carcinoma mammario, dall intervento chirurgico alla chemioterapia, dalla radioterapia alla terapia ormonale e all immunoterapia. Nella maggior parte dei casi il fattore determinante nella scelta della terapia è lo stadio della malattia. In molti casi, il trattamento prevede la combinazione di più terapie; inoltre, in tutti gli stadi della malattia, le pazienti possono richiedere una terapia per combattere il dolore e altri sintomi, nonché gli effetti collaterali del trattamento e per alleviare i problemi emozionali. Queste terapie vengono definite terapie di sostegno o terapie palliative. Nel trattamento del cancro vengono impiegate terapie locali e/o sistemiche. Terapia locale: L intervento chirurgico e la radioterapia sono terapie locali, mirate cioè ad asportare (o distruggere) il tumore dalla mammella. In caso di cancro metastatizzato, la terapia locale può combattere la malattia solo nelle aree specifiche in cui viene applicata, non in altre parti del corpo. 20

21 Terapia sistemica: Chemioterapia, terapia ormonale e immunoterapia sono metodi di trattamento sistemici, ovvero che penetrano nel circolo sanguigno e distruggono o combattono il cancro in tutto l organismo. Alcune pazienti affette da carcinoma mammario vengono sottoposte a terapia sistemica per ridurre il tumore prima dell intervento chirurgico o della radioterapia. In altre, la terapia sistemica viene praticata dopo l intervento chirurgico e/o la radioterapia per impedire che il cancro si ripresenti. I trattamenti sistemici vengono effettuati anche nel caso in cui il cancro si sia diffuso ad altre parti del corpo. La maggior parte delle donne desidera sapere in che modo il trattamento influenzerà la vita di ogni giorno e quale sarà l aspetto del seno durante e dopo il trattamento. Il medico è la persona più indicata per descrivere le possibilità di trattamento, gli effetti collaterali e i risultati previsti. Ogni donna può mettere a punto con il proprio medico un piano di trattamento che tenga conto di esigenze e valori individuali. 21

22 Nell intervento conservativo vengono asportati dalla mammella il tumore e una parte del tessuto adiacente (a volte una biopsia escissionale, durante la quale viene asportato l intero tumore, equivale a una nodulectomia. La biopsia è descritta nel paragrafo «Diagnosi»). In alcuni casi, viene asportata anche una parte del tessuto che riveste il muscolo pettorale sotto il tumore; è possibile che vengano asportati anche alcuni linfonodi ascellari. Intervento chirurgico L intervento chirurgico è il metodo di trattamento più frequente in caso di cancro al seno. Esistono vari tipi di intervento. Intervento conservativo: Viene asportato il cancro, ma non la mammella; detto anche tumorectomia, mastectomia segmentale o mastectomia parziale. Spesso, praticando un incisione a parte, il chirurgo asporta anche i linfonodi del cavo ascellare, per stabilire se le cellule tumorali si sono infiltrate nel sistema linfatico. Questo intervento viene definito dissezione dei linfonodi ascellari. Dopo un intervento conservativo, la maggior parte delle pazienti viene sottoposta a radioterapia, per distruggere le cellule tumorali che potrebbero ancora essere presenti nella mammella. Mastectomia: Prevede l asportazione della mammella (o della maggior parte di tessuto mammario possibile); nella maggior parte dei casi vengono asportati anche i linfonodi ascellari. L intervento può essere seguito da radioterapia. 22

23 Nella mastectomia totale (semplice) viene asportata l intera mammella; se necessario, possono essere asportati anche alcuni linfonodi ascellari. Nella mastectomia radicale modificata vengono asportati l intera mammella, la maggior parte o la totalità dei linfonodi ascellari e spesso anche il tessuto che riveste il muscolo pettorale. Se necessario, viene asportato anche il più piccolo dei due muscoli pettorali, in modo da poter accedere più facilmente ai linfonodi. Studi scientifici hanno stabilito che i tassi di sopravvivenza in caso di cancro al seno di stadio I e II dopo un intervento conservativo (con radioterapia) e dopo una mastectomia sono identici. Un nuovo metodo per la ricerca di cellule tumorali nei linfonodi viene definito biopsia del linfonodo sentinella. Durante l intervento, un chirurgo specializzato asporta solo uno o alcuni linfonodi (i cosiddetti linfonodi sentinella) anziché tutti i linfonodi ascellari. Le pazienti possono anche decidere di sottoporsi a un operazione plastica per ripristinare la forma del seno (ricostruzione del seno), un intervento che può essere eseguito contemporaneamente alla mastectomia o in un momento successivo. Le pazienti che decidono a favore di una ricostruzione dovrebbero consultare un chirurgo plastico prima della mastectomia. Per informazioni più dettagliate, vedere il paragrafo «Ricostruzione mammaria» sulla pagina

24 Radioterapia La radioterapia utilizza radiazioni ad alta energia per uccidere le cellule tumorali. In genere, questa terapia viene eseguita dopo un intervento conservativo, ma in alcuni casi, a seconda delle dimensioni del tumore e di altri fattori, può essere eseguita anche dopo una mastectomia. Le radiazioni distruggono le cellule tumorali che possono essere ancora presenti nella mammella. Spesso sul letto tumorale viene erogata una dose di radiazioni supplementari, la cosiddetta «dose booster». In alcune pazienti, la radioterapia (talvolta anche associata a chemioterapia o terapia ormonale) viene eseguita prima dell intervento chirurgico, per distruggere le cellule tumorali e ridurre l estensione del carcinoma. Questo approccio terapeutico viene utilizzato in genere in caso di tumori molto estesi o difficili da asportare chirurgicamente. Per il trattamento del carcinoma mammario sono previsti 2 tipi di radioterapia (in alcuni casi vengono impiegati entrambi). 24

25 Radiazione esterna: Le radiazioni vengono emesse da un apparecchio. Il trattamento di radioterapia esterna viene eseguito 5 giorni alla settimana, per più settimane, e richiede che la paziente si rechi in ospedale o in ambulatorio. Radiazione interna (Radioterapia da impianto): Le radiazioni vengono emesse da materiale radioattivo contenuto in sottili tubicini di plastica, che vengono impiantati direttamente nella mammella. Per la radioterapia da impianto è necessario il ricovero in ospedale; gli impianti vengono lasciati nella mammella per alcuni giorni e rimossi prima della dimissione della paziente. Chemioterapia La chemioterapia utilizza farmaci per uccidere le cellule tumorali; nel caso di carcinoma mammario, questa terapia prevede in genere l impiego di una combinazione di farmaci che vengono somministrati sotto forma di compresse o iniezioni/infusioni in vena (endovena). In entrambi i casi, i farmaci entrano nel circolo sanguigno e vengono trasportati a tutto il corpo. La chemioterapia può essere eseguita ambulatorialmente in ospedale, presso uno studio medico o a casa. Per alcune pazienti, tuttavia, è necessario il ricovero in ospedale. Terapia ormonale La terapia ormonale impedisce alle cellule tumorali di ricevere gli ormoni naturali (estrogeno e progesterone) indispensabili per la crescita del carcinoma. Se gli esami di laboratorio indicano che il carcinoma mammario presenta recettori ormonali, la paziente può essere sottoposta a una terapia ormonale. Come la chemioterapia, la terapia ormonale agisce sulle cellule di tutto il corpo. La terapia ormonale può essere eseguita mediante la somministrazione di un farmaco o tramite intervento chirurgico: Farmaco: Il medico prescrive un farmaco in grado di influenzare l azione o la produzione endogena di ormoni naturali. Il Tamoxifen, per esempio, blocca l attività dell estrogeno naturale; un altro tipo di farmaco (inibitore dell aromatasi) impedisce all organismo di produrre l ormone femminile estradiolo, un tipo di estrogeno. Un ulteriore opzione consiste nei cosiddetti ormoni di rilascio ipotalamici (GnRH analoghi) che provocano nella paziente un blocco temporaneo della produzione di ormoni femminili, come in menopausa. 25

26 Intervento: Se la paziente non è ancora in menopausa, è possibile eseguire un intervento chirurgico per l asportazione delle ovaie. Le ovaie sono il principale organo produttore dell estrogeno endogeno. Dopo la menopausa la produzione di ormoni delle ovaie si interrompe in modo naturale, quindi non è necessario l intervento chirurgico. Immunoterapia L immunoterapia (detta anche terapia biologica) sfrutta il sistema immunitario endogeno per combattere il cancro. Alcune donne con carcinoma mammario metastatizzato ricevono un immunoterapia con un anticorpo monoclonale (trastuzumab), una sostanza prodotta in laboratorio in grado di legarsi alle cellule tumorali. ormonale, l immunoterapia può agire sulle cellule tumorali di tutto l organismo. Possibilità terapeutiche nei singoli stadi della malattia Stadio Tis Viene definito carcinoma mammario di stadio Tis un carcinoma lobulare in situ (LCIS) o un carcinoma duttale in situ (DCIS) (vedere anche pag. 17) Il trastuzumab viene somministrato alle pazienti in cui i risultati degli esami di laboratorio indicano che il carcinoma mammario contiene e produce una quantità eccessiva di una determinata proteina chiamata HER2. ll trastuzumab può rallentare o bloccare la crescita delle cellule tumorali, soprattutto quelle delle metastasi. Il trastuzumab viene iniettato in vena; può essere somministrato da solo o in associazione a chemioterapia. Come la chemioterapia e la terapia 26

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