Il pazzo prende un coltello e pugnala la gente nella schiena. Il saggio prende un coltello, taglia la corda e si libera dagli sciocchi.

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1 OTTOBRE (2) 2014 Newsletter n. 19/2014 Eccoci al diciannovesimo appuntamento del 2014 con la newsletter di LIBROMONDO, Centro di Documentazione sull Educazione alla Pace e alla Mondialità. La newsletter sarà inviata nei primissimi giorni del mese e all inizio della seconda quindicina. La Biblioteca o Centro di Documentazione è un servizio di completo volontariato. Le case editrici e gli autori offrono libri come Saggi Gratuiti per l uso in Biblioteca. I ragazzi delle Scuole Superiori e alcuni adulti, in qualità di volontari, leggono per primi i libri nuovi e ne fanno la recensione che viene pubblicata su newsletter come questa e poi inviata a un cospicuo indirizzario. Le newsletter sono archiviate e sempre disponibili per consultazione su vari siti, come annotato sotto. Tutti gli autori di libri relativi alle nostre sezioni e le Case editrici che lo desiderino possono inviare libri in saggio alla Biblioteca. I libri saranno recensiti come sopra. Le sezioni della Biblioteca di Documentazione sono: Europa, Asia, Africa, Americhe, Italia, Donne, Bambini, Religioni, Cooperazione Internazionale, Migranti, Popoli, Diritti, Salute, Hanseniani, Educazione alla Mondialità, Pace, Economia, Sviluppo, Alternative allo sviluppo, Ambiente, Terzo Settore, Mass Media, Protagonisti, Letterature, Fiabe, Favole. N.B. L orario di apertura della Biblioteca segue l orario della Biblioteca del Campus Universitario, dal lunedì al giovedì: ; venerdì Il servizio è interrotto durante le vacanze natalizie, pasquali, in agosto e il 18 marzo per la festa del S. Patrono di Savona. Lunedì, ore 15-17,30 e giovedì, ore 9,30-12 sono presenti in loco i volontari AIFO e/o AUSER. SOMMARIO NEWSLETTER Libri delle SEZIONI: EDUCAZIONE, FAVOLE, ITALIA, LETTERATURE, RELIGIONI, MIGRANTI RIFUGIATI È UN GENOCIDIO di Padre Alex Zanotelli; Teatro REGINALD-AUI, Torino; Teatro CARGO, Genova; CALPESTARE LA GUERRA; Rovereto; Notizie da MACIBOMBO, Mozambico; EBOLA N.B. Le newsletter sono archiviate su: nella sezione Cultura; (http://www.borgo-italia.it/news-savona/_news-savona.php) Per informazioni è possibile visitare il sito dove si trova l archivio delle precedenti newsletter (fino al maggio 2012): Il pazzo prende un coltello e pugnala la gente nella schiena. Il saggio prende un coltello, taglia la corda e si libera dagli sciocchi. Anonimo

2 LIBRI SEZIONE EDUCAZIONE HO DECISO DI TORNARE Anna Genny Miliotti, Libriliberi, 2014, pagg. 144, euro 12,00 Trama: questa è la storia di un ragazzo di nome Serghiey adottato da una famiglia italiana. Il suo racconto, narrato in prima persona, prende avvio da un suo momento di crisi nel non riuscire a superare un esame di karatè. In realtà, la sua delusione nasce da una grande sfida, quella di ripercorrere le tappe della sua vita a Mosca, il luogo dove è nato. Le domande che affiorano nella testa di Serghiey sono molte: quelli che ricordava erano la sua famiglia? Li ricordava affettuosi, e allora perché lo hanno abbandonato? Nonostante l'amore della sua nuova famiglia, nei primi tempi, il ragazzo si era sentito solo, era irrequieto e dal continuo pianto passò ai dispetti: rubava i soldi a tutti i componenti della famiglia ma soprattutto lo divertiva maggiormente farlo alla mamma, colei che tanto amava ma tanto odiava e che lo puniva in una lingua strana. Per lui le punizioni erano normali, c'era abituato fin da piccolo, ciò che turbava maggiormente erano le coccole. Pian piano, iniziò a raccogliere tutto ciò che poteva della sua Russia, finché non decise che era arrivato il tempo di andarci e ritrovare le sue radici. All'istituto, aveva cercato di parlare in russo, per far vedere che non aveva scordato la sua terra e qui aveva chiesto informazioni sulla sua famiglia biologica, sul suo nome ma nessuno aveva potuto rispondergli. I momenti di sconforto sono stati molti ma il riscoprire il suo paese e fare nuove amicizie lo porteranno a sentirsi completo e tornato in Italia si ritroverà finalmente a vivere quel presente con quella nuova famiglia che tanto lo ama. Arianna Sordi studentessa Liceo Artistico A. Martini Savona LIBRI SEZIONE FAVOLE KORA UNA STORIA A COLORI Elisabetta Liguori, Lupo Editore, 2013, pagg. 24, euro 10,00 La protagonista della storia è Kora, una bambina di 6 anni, di origine nigeriana, nata e cresciuta in Italia. Alla sua nascita la piccola è stata abbandonata dalla madre ed è andata a vivere in un centro di accoglienza. A Kora piace molto disegnare, tuttavia nei suoi disegni manca qualcosa di essenziale: ogni cosa è lasciata sempre a metà. Questo vuoto è dato alla mancanza di ricordi durante la sua infanzia, non ha mai provato cosa significa davvero l'affetto e, per colmare quel vuoto, la direttrice ha una grande idea e le fa conoscere Saverio, un uomo barbuto, suo amico pittore. Saverio, insieme alla sua famiglia, riuscirà a dare a Kora tutto ciò che non aveva mai avuto in precedenza ed ella ritroverà la sua passione, la forza di disegnare e ciò di cui aveva sempre avuto bisogno: una famiglia che le volesse bene. Questo libro è veramente una storia a colori, da un brutto periodo triste e cupo, come il colore nero, si arriva con poche righe, ma molto significative, alla felicità e all'amore, come un arcobaleno. Kora è una storia inventata, ma non si deve dimenticare che non per tutti è così, infatti bisogna riflettere che il problema dell'abbandono dei minori continua a persistere. Mi è piaciuto davvero tanto il libro, è pazzesco come la semplicità e la tenerezza possano confrontarsi con un tema così forte. Alessia Caviglia studentessa II C Liceo Artistico A. Martini Savona

3 LIBRI SEZIONE ITALIA IL POTERE IN ITALIA Lucia Annunziata, Marsilio, 2011, pagg. 254, euro 15,30, ebook euro 9,99 Lucia Annunziata è una scrittrice, giornalista e conduttrice di un fortunato programma televisivo. In questo libro analizza il periodo della seconda repubblica, dal 1992 ad oggi, e giunge alla conclusione che siamo diventati una società definita dalla ricchezza, in cui potere e denaro sono la stessa cosa: due processi interscambiabili. Pone l accento sulla figura leader di quel periodo, Silvio Berlusconi, che non ha certo arricchito il paese, ma un numero di persone sufficienti a sostenerlo. Un interessante capitolo di Armando Spataro, sostituto procuratore della Repubblica a Milano, si pone il quesito se la magistratura possa essere definita un ordine o un potere. Essa si è fatta carico, negli ultimi decenni, di grandi emergenze, come terrorismo, mafia e corruzione, reato quest ultimo che da sempre affligge il potere. La magistratura, in questi ultimi venti anni, è stata la vera antagonista di Berlusconi. Viene poi esaminato il rapporto fra potere politico e giudiziario, in particolar modo nel campo del contrasto all immigrazione clandestina, di cui la Lega si è fatta portavoce arrivando a trascurare i diritti fondamentali della persona in nome di una politica xenofoba. Analizzando l ordine della ricchezza si arriva alla conclusione che, negli ultimi venti anni, il potere del denaro, incarnato da Silvio Berlusconi, è diventato così eclatante da assumere un ruolo centrale, in grado di dominare la politica e di condizionarla. Il leader di Forza Italia concentra su di sé un potere così vasto e assoluto che comprende politica, finanza, media, industria, pubblicità. Un altro uomo di spicco della politica industriale italiana è Sergio Marchionne, il manager italocanadese che ha esportato la FIAT in America e che è riuscito a costruirsi negli anni l immagine di padrone buono. Lucia Annunziata analizza con assoluta competenza le tecniche adottate dal manager per trasformare la casa automobilistica torinese in una multinazionale di prim ordine. La giornalista sa che il Corriere della Sera è un simbolo del potere, e un potere in sé, e che anche il potere delle banche è variegato e molto esteso. Viene individuato il conflitto di interessi che esiste dentro il Corriere della Sera, nel coacervo di potere dei suoi azionisti. Lucia Annunziata poi esamina il senso del termine populismo in tutte le sue affermazioni, da Mussolini alla Lega, fino a Berlusconi, intendendo per populismo una forma deteriore di democrazia, in cui il demagogo manovra le masse in maniera irrazionale, ma comunque efficace. È un libro importante, solido e non improvvisato, che ci fa capire come l Italia sia una democrazia malata di denaro, dove, in realtà, nessuno detiene il potere. LIBRI SEZIONE LETTERATURE NAVIGAZIONI PARALLELE Gabriele Capodiferro, Cartacanta, 2009, pagg. 192, euro 14,00 Antonia Casagrande L autore è nato a Faenza, ha frequentato il liceo classico, è stato assicuratore e agente di vendita. Questo è il suo primo romanzo. La vicenda raccontata, ambientata negli anni 90, agli albori di quella tecnologia oggi così comune e forse abusata, è una storia di identità persa e ritrovata, un gioco delle parti in cui la protagonista si trova a confrontarsi con altre vite e, soprattutto, con sé stessa. Una storia dei nostri tempi, dove il reale s intrinseca col virtuale dando luogo ad equivoci. La rete è l immenso e variegato mondo di Internet. Ormai non si dialoga più con una chiacchierata faccia-faccia, ma si pigia sui tasti di un computer. La protagonista del romanzo, Anna Martelli, è una bibliotecaria che vive una vita normale e tranquilla fatta di gesti normali: una casa, due figli cui

4 badare, un marito un po assente perché troppo preso dal lavoro e il tennis, con un amica giramondo e un po spregiudicata. Anna, essendo bibliotecaria, si rifugiava nella lettura dei libri cercando una strada per evadere un po. Un giorno, una sua superiora le chiede, per un favore, di richiedere via mail un testo raro che le sarebbe servito per una ricerca. Questa si chiama Margherita, ma porta lo stesso cognome di Anna: Martelli. Margherita Martelli mantiene sempre le distanze con la sua sottoposta. Quella mattina Anna la osserva mentre si avvicina, coi tacchi affusolati, i capelli sempre in ordine, gli occhi truccati. Lei tira dritto con lo sguardo altero, si avvicina alla scrivania di Anna e le chiede: Anna, potrebbe farmi un favore?. Il favore richiesto era di fare via mail le ricerche di quel testo raro. Anna risponde che non è il suo lavoro e che forse sarebbe stato meglio lo avesse fatto lei personalmente. Margherita si mostra un po stizzita, ma si riprende subito e dice: Si tratta di scrivere due parole, chiedere a questo signore, o signora, se ha il libro e se me ne può far pervenire una copia. Lei sa l inglese, vero?. Lasciato un foglietto con l indirizzo scritto, Margherita se ne va. Dopo qualche perplessità, Anna manda la mail, l indirizzo era quello di un giovane studente olandese che era in possesso di quel testo. Da quel momento, inizia tra loro una fitta corrispondenza quotidiana che diventa quasi dipendenza nell attesa di quei messaggi. Questo ragazzo usa uno pseudonimo, Sky, e lei si firma con il cognome di Margherita, che comunque è lo stesso che porta lei: Martelli. La corrispondenza tra loro dura parecchio tempo e quando tutto finisce e lei torna nel mondo reale col marito e i suoi due figli, a volte, all improvviso, le torna ancora in mente il mattino in cui la dottoressa Martelli era salita, per la prima e unica volta, nei depositi della biblioteca dove lei lavorava. Si riaffaccia alla memoria il senso di stupore misto a sgomento che aveva caratterizzato tutta quella vicenda, intrappolandola in una rete di coincidenze virtuali, portandola a voler conoscere di persona Sky. All appuntamento lui era in ritardo e lei non voleva perdere l autobus che, uscendo dalla biblioteca, l avrebbe portata alla scuola di suo figlio che l aspettava per tornare a casa. Lui aveva lasciato, per lei, al portiere della biblioteca, una cassetta registrata dove erano incise canzoni di John Lennon e Paul Mc Cartney che Anna ascolta a notte alta quando tutti dormono e non ci sono rumori. Ascolta quella musica in salotto mentre guarda il mare. É tornata nel mondo reale. Maria Pera Bello e attuale. Un racconto dei nostri giorni. Una lettura che ti prende e appassiona. Senza volgarità né spargimento di sangue. Pulito, mai noioso. LE UVE DELLA VIGNA DEL CIELO Munir Mezyed, Albatros, 2011, pagg. 298, euro 11,50 Le uve della vigna del cielo è un libro di poesie scritto da Munir Mezyed, scrittore, poeta, romanziere e traduttore palestinese. L autore scrive in inglese e in arabo e i suoi libri sono stati pubblicati in tutto il mondo. Questa è la prima pubblicazione in italiano della sua poesia. É un opera composta di sei libri, precedentemente pubblicati in inglese e arabo, tradotti e raccolti in un unica grande antologia. La sua poesia prende spunto dall assenza di una vera patria. Da qui la sua grande ambizione: fondere le diverse tradizioni arabo-musulmane unendole al tempo stesso anche alle tradizioni poetiche occidentali. La sua meta è compiere un meraviglioso intreccio fra le civiltà del Mediterraneo, nel quale non ci siano altri conflitti: una poetica Universale di Pace. Ah, amore mio, / Moriamo insieme, / Così potremo bere / un altro nettare / oltre le lacrime! // Oh, anima amata, / Mio Gilda Fornaro

5 desiderio è scomparire, / Svanire in quel nettare insieme. / Allora, vuoi venire?// Con la mia natura sognante / Coltivo il linguaggio degli alberi. / Sono loro che producono poemi / Con il profumo della magia / E il tatto della femminilità. Questi sono alcuni versi pubblicati in questo libro. Grazie all alta qualità della sua poetica, Poeti di tutto il mondo lo traducono volentieri nelle loro lingue. Le poesie, i romanzi e i saggi di Mezyed sono stati tradotti in rumeno, spagnolo, francese, polacco, persiano, albanese, indonesiano, filippino e, ovviamente, come si può vedere, in italiano. I DISPERSI DELLA CASA DEL LECCIO Renato Cappelli, Risguardi, 2012, pagg. 152, euro 11,05 Maria Pera Durante la II guerra mondiale, il protagonista si fidanza con una ragazza il cui padre era fascista, come lui. Dopo poco, però, egli deve andare in guerra mentre i famigliari sono sfollati tutti. Il giovane finisce poi in campo di concentramento e, finita la guerra, viene mandato con un treno in Siberia. Intanto, la ragazza si fidanza con un partigiano. Dopo tanti anni e vicissitudini, egli torna in Italia. Infine, incontra un ragazzo che, avendo sentito parlare dei dispersi, riesce a capire di chi si trattasse. Il romanzo mi è piaciuto molto perché racconta di storie vere, già sentite dai miei genitori. LIBRI SEZIONE RELIGIONI AVVENTISTI CHRISTIAN SCIENCE MORMONI TESTIMONI DI GEOVA Giovanni Sarubbi, EMI, 2014, pagg. 160, euro 10,20 Carla Saettone I movimenti religiosi di cui si parla nel volume sono nati negli Stati Uniti dell Ottocento. Il testo ne analizza la storia, considerando anche la realtà americana, e le visioni teologiche e sociali. Si inizia, in ordine cronologico, con i mormoni: le radici storiche, i vari punti fondamentali, tra cui la questione della poligamia, i 13 articoli di fede, il sacerdozio, il profetismo, il tempio (in Italia non esiste ancora un tempio), le case di riunione e persino il loro atteggiamento nei confronti della guerra Gli avventisti, invece, attendono la fine di questo mondo con il ritorno di Gesù sulla terra per porre termine al male e per inaugurare un mondo nuovo. Lo studio della Bibbia, la concezione di Dio, la chiesa, la santità e pure la loro posizione durante il fascismo in Italia, il no alla guerra, sono alcuni degli argomenti della parte del saggio a loro dedicato. La Christian Science, la Prima Chiesa del Cristo Scientista, si fonda sullo studio della Bibbia e sul sistema metafisico di guarigione, cioè di guarigione con la preghiera. I Testimoni di Geova, infine, sono il gruppo più conosciuto, almeno in Italia. La Bibbia è il loro punto di riferimento, per cui, nella predicazione porta a porta, riescono a dimostrare pure l ignoranza della maggioranza dei fedeli cristiani, che tutti dobbiamo ammettere. Molte sono le questioni che li distinguono e che hanno suscitato varie polemiche: esse hanno, però, fondamento nell interpretazione biblica. Bisogna ricordare che i nazisti li dichiararono fuori legge nel 1933 e li internarono nei campi di sterminio con il contrassegno del triangolo viola. Quelli di loro che rifiutavano il servizio militare venivano decapitati con l ascia. I TdG sono l unica confessione religiosa che si oppose al nazismo, fedeli al principio di non uccidere, e sono stati dei martiri di cui non si parla mai. In fondo a ogni capitolo, poi, vi sono utili informazioni quali sitografia, statistiche, bibliografia, in modo che il lettore, se ne

6 sente l interesse, possa, in seguito, continuare la ricerca. Oggi, la religione è un argomento che suscita continue discussioni infarcite di confusione. Molto spesso, ora come in passato, la religione viene usata per questioni che nulla hanno a che vedere con i messaggi spirituali di cui qualunque confessione è portatrice. Quindi, la lettura di questo testo, semplice e chiara, è adatta e utile a tutti. Contribuisce a eliminare stereotipi e pregiudizi, evitandoci saggiamente posizioni culturalmente irragionevoli di discredito delle credenze altrui. ATTENZIONE AI MIGRANTI E MISSIONE SALESIANA Vito Orlando, LAS Editrice, 2012, pagg. 344, euro 20,90 Renata Rusca Zargar L attenzione dei salesiani ai migranti risale proprio a Don Bosco che si occupava dei giovani immigrati a Torino, visitandoli anche nelle carceri e rimanendo spesso inorridito dal fatto che alcuni giovani sani, robusti, d ingegno svegliato finissero in rovina. Per questo si era impegnato per assisterli, istruirli e salvarli dal male. Don Bosco aveva pensato che situazioni simili fossero vissute anche dai figli degli emigrati italiani a Buenos Aires e per quello istruì i primi missionari salesiani. Oggi la migrazione nel mondo è veramente epocale e comporta molti problemi. La Congregazione ha scelto così di realizzare il Progetto Europa. Infatti, più del 10% della popolazione europea è composta da migranti con figli nati in Europa e, ormai, bisogna elaborare una nuova civiltà: la civiltà del vivere insieme. Per raggiungere tale obiettivo conta molto l educazione e, per i salesiani, anche la formazione del buon cristiano, che sia locale o migrante, attraverso una pedagogia interculturale. Il Progetto, inoltre, coinvolge gli enti e i non cristiani, verso i quali si esprime pure una testimonianza di fede, e crea una cittadinanza attiva contro la povertà. Non ultimo, dato che molte famiglie migranti sono cristiane, si rileva che esse possono diventare feconde di vocazioni salesiane. Il testo, con una grafica piacevole e chiara, spiega con semplicità la questione missione per i migranti, attraverso l analisi delle ispettorie e delle Conferenze ispettoriali salesiane che sono l organizzazione salesiana in Europa. Vengono seguite le loro attenzioni ai migranti, con molte tabelle di informazioni e dati ricavati dalle risposte a vari questionari presentati, compresa la partecipazione alle varie attività dei migranti stessi. La sfida per i salesiani (ma credo per ognuno di noi) è la capacità di rendere il lavoro sempre più adeguato alle situazioni attuali, cogliere i continui cambiamenti, formarsi sempre meglio, vedere la persona migrante portatrice di cultura nella quale ricercare i valori comuni, nel rispetto di cui ciascun essere umano ha diritto. Nell appendice vengono presentati i questionari usati per la ricerca, completi di motivazione, destinatari e modalità di risposta. CRISTIANITÀ INTOSSICATA Eric W. Gritsch, Claudiana, 2013, pagg. 227, euro 16,58 Renata Rusca Zargar L autore, che è un pastore luterano, docente e storico ecclesiastico, afferma che gli insegnamenti originali religiosi necessitano di continue verifiche perché l uomo ha tendenza ad allinearli con la convenienza spirituale o addirittura a ignorarli. L antico mandato cristiano di un discepolato disinteressato e la buona novella di Dio, di un futuro oltre il peccato, il male, la morte, spesso è diventato un regno di sicurezza spirituale egoistica, con regole di comportamento e strutture istituzionali, cioè un trionfante regno terreno. Nel volume vengono esaminate quattro intossicazioni spirituali che hanno avvelenato la cristianità. Essa ha mancato al primo comandamento: Non avrai altro Dio all infuori di me, volendo essere come Dio, quindi, volendo possedere la conoscenza del bene e del male e non morire, lusingata dai piaceri fisici, estetici e razionali. La prima intossicazione è l antisemitismo che comprende l antigiudaismo teologico (gli ebrei non sono più il

7 popolo eletto perché hanno rifiutato Gesù) e l antisemitismo razzista basato sulla supremazia della razza ariana. Persino Benedetto XVI, acconsentendo alla messa in latino, ha rimesso in uso una preghiera per la conversione degli ebrei, in un secondo momento poi riformulata. Per disintossicarsi, gli ebrei e i cristiani possono accettare l idea di giustizia come ordine, per il bene comune. Infatti, i risultati delle azioni giuste sono gli stessi a prescindere dalla religione, cultura e da ogni altra differenza. La seconda è il fondamentalismo, basato sull infallibilità della Bibbia e la sua interpretazione letterale contro qualsiasi teoria moderna, e sull infallibilità del Papa, il vescovo di Roma. La terza è il trionfalismo che esulta per i propri successi specialmente politici (Costantino, il presunto autore della donazione di Costantino, poi dimostratasi falsa, si fece battezzare solo il giorno della morte per avere la certezza che tutti i peccati fossero cancellati) oppure con un astensione dal secolare, come gli eremiti che si allontanano dal mondo. La quarta è il moralismo, la pratica di moralizzare, soprattutto mostrando una tendenza a esprimere giudizi sull altrui moralità. Invece, i cristiani dovrebbero riconoscersi per la libertà e gioia della parola di Dio, perché essi sanno la potenza della preghiera. Lo scopo dello storico ecclesiastico è di trovare nuovi mezzi e modi per impedire il diffondersi di insegnamenti cristiani intossicati che incarnano il peccato. L autore, dunque, presenta l analisi storica relativa a tali problemi, mostrando come le quattro intossicazioni abbiano avvelenato il cuore della tradizione cristiana. Quindi, offre un modo per disintossicare, tornando alle origini cristiane, alla buona novella. PERCHÉ CREDO Interviste su Dio A cura di Federica Candido e Maria Chiara Giorda; SEI, 2012, pagg. 219, euro 11,05 Renata Rusca Zargar Ad alcuni personaggi noti (Giuliano Amato, Giovanna Boschis e Maria Grazia Reynaldi, Gabriella Caramore, Luigi Ciotti, Pablo d Ors, Fabrizio Fracchia, Fabio Geda, Lucilla Giagnoni, Marco Guzzi, Maurizio Maggiani, Vito Mancuso, Luciano Manicardi, Davide Mattiello, Luciano Mazzocchi, Michela Murgia, Fredo Olivero, Mauro Pesce, Telmo Pievani, Antonietta Potente, Francesco Spano, Jean Léonard Touadi, Stefano Zamagni) vengono poste delle domande concernenti la fede, la ragione, le religioni. Giuliano Amato, ad esempio, si definisce non credente ma individua nella religione una marcia in più per amare gli altri. Le religioni, per lui, sono portatrici di un messaggio di pace e di riconoscimento dell altro. Luigi Ciotti, tra l altro, dice: (Dio) ha così tanto creduto in me da coinvolgermi nel servizio forse più delicato che possa esistere: aiutare i fratelli a cercare un pezzo di Cielo sulla e nella Terra. Ho imparato, grazie alla sua fiducia in me, a credere che Dio è presenza che illumina e che rischiara tutto ciò che è contro la vita. Ogni volta che vedo vincere il male, l ingiustizia e l egoismo, ogni volta che mi trovo a domandare a Dio: Perché non siamo riusciti a strapparti un pezzo di Cielo per tutti i fratelli (con o senza nome) che sono rimasti piegati e schiacciati dalla vita?, ogni volta che non riesco a prendere sonno per le troppe vite umane rubate alla speranza, faccio esperienza del dubbio. Ma anche nel dubbio e nella protesta sento che il mio lamento possiede in sé una forte dimensione di preghiera. Jean Léonard Touadi, invece, ha dovuto fare i conti con il disprezzo che i primi missionari avevano per la cultura e le religioni africane, cioè ha dovuto convivere con una cultura e una religione differenti fra loro. Solo dopo il Concilio Vaticano II, infatti, la chiesa ha iniziato a cercare di conoscere meglio le

8 culture africane. Vivendo, dunque, la religione dei colonizzatori del suo paese ha dovuto scavare in profondità per capire davvero e non respingere il messaggio cristiano. Tutti i testi sono molto interessanti. Scoprendo come vivono e ragionano altre persone, anche noi siamo portati a riflettere sulle stesse questioni che appassionano l uomo dall inizio dei tempi: chi siamo? dove andiamo? qual è il nostro fine? esiste Dio? Nonostante non possiamo darci una risposta certa, tutto questo può aiutarci a vivere più coscientemente la nostra vita. Renata Rusca Zargar STORIA E IDENTITÀ SALESIANA IN AFRICA E MADAGASCAR Associazione Cultori Storia Salesiana, a cura di Stanislaw Zimniak, LAS, 2012, pagg. 420, euro 27,00 Le istituzioni religiose fondate da San Giovanni Bosco da oltre un secolo si occupano di educazione e formazione cristiana, a partire dall Algeria nel 1891 (l Istituto delle Figlie di Maria ausiliatrice nel 1893), anche se la grande diffusione risale agli anni 80 del secolo scorso. Nel 2004, i salesiani in Africa erano 1204, in 42 paesi. I missionari in Africa hanno costruito chiese, scuole, dispensari Il I Seminario Internazionale ideato dall Associazione del Cultori di Storia Salesiana (ACSSA) sostenuto dall Istituto Storico Salesiano (ISS), tenuto a Nairobi dall 11 al 14 ottobre 2011, dal titolo Salesian history and identity. Production and use of the sources, preservation of the cultural heritage. è stato di grande importanza per lo studio della storia dell Opera del santo Giovanni Bosco e della santa Maria Domenica Mazzarello, cioè del patrimonio culturale della Famiglia salesiana. Il volume raccoglie i contributi dei partecipanti al Seminario, sia per quanto riguarda il quadro di riferimento storiografico dell ambito salesiano che della visione locale delle attività diverse in ogni continente. I testi sono presentati in francese, inglese, italiano. La memoria necessaria per la conservazione di un grande patrimonio culturale e spirituale è, infatti, stimolo dinamico per il presente e il futuro, per rispondere alle attese ma anche alle difficoltà dei nostri tempi. In appendice, il libro presenta una riflessione di F. Motto sula relazione intrinseca tra storia e congregazione, che illustra le ragioni per cui lo studio va promosso, e una rassegna bibliografica sulle fonti disponibili per la storia in Africa. Per quanto riguarda le fonti orali e figurative della storia salesiana in Africa, come documenta l intervento di Léon Verbeek, che si è estesa anche alla storia della società nella quale operavano i salesiani, ci sono stati 300 collaboratori, parecchie migliaia di informatori, ancora più numerose le persone coinvolte per la letteratura orale (si pensa 10000, come registrazione di canti, ecc). Le fonti storiche scritte, invece, si trovano negli archivi che, spesso, in Africa, non sono stati curati anche per la mole di lavoro richiesta dal apostolato. Nel tempo, però, la situazione è migliorata e molti ricercatori hanno potuto accedervi. Tutte le fonti, orali e scritte, superato il pregiudizio che l Africa non abbia storia, rendono lo studio della storia dell Africa di grande interesse. LIBRI SEZIONE MIGRANTI GENITORI MIGRANTI a cura di Vanessa Maher, Rosenberg & Sellier, 2012, pagg. 190, euro 17,00 Renata Rusca Zargar I migranti sono anche parenti: genitori, figli, fratelli, sorelle Nel testo si prendono in esame i genitori. Nel primo capitolo, viene presentato il ruolo di questi genitori nel promuovere l adattamento dei figli al nuovo ambiente. Spesso, a causa delle difficoltà burocratiche delle leggi nazionali, delle difficoltà nell ottenere gli standard richiesti per il ricongiungimento familiare, essi possono essere indotti a lasciare i figli nel proprio paese con un attenuazione della relazione affettiva. Spesso, dunque, per vari motivi, i genitori non vedono i figli per anni, rinunciando alla

9 loro cura. Il secondo capitolo presenta alcuni dati sulla percezione e aspirazione dei genitori, desunti da una ricerca condotta a Verona (98 interviste con genitori che riguardano 250 ragazzi), sull orientamento dei figli nelle scuole medie e superiori. Oltre a molte altre informazioni di grande interesse, la ricerca evidenzia che i migranti tengono molto allo studio dei figli, e pensano che la scuola debba preparare generazioni capaci di proseguire gli studi anche in altri paesi del mondo, anche perché spesso, se possono, fanno compiere ai loro figli percorsi di studio in Francia o in Gran Bretagna. Il terzo capitolo analizza il rapporto di genitori e figli con le istituzioni scolastiche e parascolastiche. I rapporti sono complessi e diversificati, anche in relazione alla situazione economica della famiglia, ma difficilmente interagiscono con la scuola o si confrontano con famiglie italiane sull educazione. Emergono, inoltre, episodi razzisti che sono molto comuni in Italia. Il quarto capitolo presenta un approfondimento sull impatto del lavoro nei rapporti tra genitori migranti e figli. Intanto, i migranti risentono di peggiori condizioni lavorative e minore accesso al welfare. Nonostante ciò, però, investono ugualmente molto nella sfera lavorativa per rendere i figli partecipi del benessere occidentale. Infine, un mediatore culturale e dottorando in antropologia culturale, Sabaudin Varvarica, mette a confronto alcuni genitori albanesi e loro figli a Birmingham con altri a Verona. Da questi saggi si evincono le preoccupazioni dovute alla xenofobia, alla crisi economica, alla perdita del posto nella società natale e al non sentirsi accolti in questa società. C è poi la richiesta dei giovani di seconda generazione di accedere alla cittadinanza italiana con l applicazione dello jus soli, cioè con il diritto acquisito dalla nascita/residenza. Il libro è molto utile a chi si rapporta con persone non indigene, che è quello che succede ormai a tutti noi. Probabilmente, provare a comprendere le difficoltà di inserimento in una cultura altra, la necessità di cambiare il progetto educativo per adattarlo alla vita in un altro paese, lo sforzo per superare atteggiamenti negativi della popolazione locale, difendendone i figli e cercando di fare in modo che essi non ne siano colpiti, può farci tanto bene. RIFUGIATI È UN GENOCIDIO di Padre Alex Zanotelli RIFUGIATI È UN GENOCIDIO di Padre Alex Zanotelli Renata Rusca Zargar In questi ultimi 5 giorni sono morti nel Mediterraneo quasi 800 rifugiati, in prevalenza donne e bambini. Dobbiamo solo vergognarci! Se chiamiamo mostri quelli dell ISIS, dobbiamo riconoscerci mostri per un tale omicidio di massa, come lo definisce l OIM. Sono quasi tutte donne e bambini in fuga da spaventose situazioni di guerra. Il Medio Oriente è in fiamme, così come la Libia e tante nazioni dell Africa saheliana dal Sud Sudan al Centrafrica. Milioni sono in fuga, tanti tentano la via del Mediterraneo, che ormai si è trasformato in un cimitero. E uno stillicidio quotidiano a cui assistiamo quasi impassibili. Come missionari non possiamo stare in silenzio davanti a questo genocidio che avviene alle nostre porte. Dall inizio dell anno i morti sono 2.500, solo da giugno. Lo scorso anno (con la tragedia del 3 ottobre, dove hanno perso la vita 361 persone) hanno trovato la morte oltre 600 persone. Nel 2012, hanno perso la vita altre 500 persone. In questi tre anni sono le vittime accertate. E un ecatombe! Mai avevamo visto un numero così elevato di rifugiati. L Alto Commissario per i rifugiati ha annunciato che il 2013 è stato l anno record con 51 milioni di rifugiati, cifre che ci ricordano i dati della II Guerra Mondiale. L ONU ci ricorda che l 86% dei rifugiati trova asilo nei paesi del sud del mondo. L opulenta Fortezza Europa sta invece facendo di tutto per respingere questi naufraghi dello sviluppo. E lo facciamo con il Frontex, con la polizia di frontiera, con le barriere di Ceuta e Melilla, con il muro tra Grecia e Turchia, con il Trattato di Dublino, con le leggi razziste sia nazionali che europee. Ed ora con il Frontex Plus! Questa nuova operazione potrebbe sostituire Mare Nostrum, che ha salvato migliaia di vite, quasi tutte in acque internazionali. Purtroppo Frontex Plus è un operazione di controllo delle frontiere, dentro i confini di Shengen. Ma i disperati non si arrendono: sono mossi dalla disperazione. Nulla li

10 può fermare. Ad approfittarsene sono le organizzazioni criminali, che soprattutto in Libia (un paese in sfacelo totale, anche per colpa nostra!), fanno lauti guadagni. Come missionari facciamo nostre le parole del vescovo di Casablanca (Marocco), Santiago Agrelo, inorridito per l uccisione di 15 immigrati che hanno tentato di scavalcare il muro di Ceuta il 6 febbraio scorso. E inaccettabile che la vita di un essere umano abbia meno valore di una presunta sicurezza e impermeabilità delle frontiere di uno Stato. E inaccettabile che una decisione politica vada riempiendo di tombe il cammino che i poveri percorrono con la forza di una speranza. E inaccettabile che merci e capitali godano di più diritti dei poveri per entrare in un Paese. E inaccettabile che si rivendichino frontiere impermeabili per i pacifici della terra e si tollerino frontiere permeabili al denaro, alla corruzione, al turismo sessuale, alla tratta delle persone, al commercio delle armi. Proprio per questo, come missionari, vogliamo lanciare un appello a tutte le istituzioni perché trovino una soluzione a questa tragedia. All ONU, perché crei canali di ingresso legale nei vari paesi di accoglienza tramite traghetti e voli charter, che sostituiscano le carrette del mare. Alla UE, perché apra corridoi umanitari; realizzi programmi di reinsediamento, ammissione umanitaria e di facilitazione dei ricongiungimenti famigliari; smantelli il Frontex, vera e propria macchina da guerra contro i migranti; abolisca il Regolamento di Dublino che impone ai migranti di fare richiesta di protezione internazionale al primo stato membro in cui fanno ingresso. Al Governo italiano, perché prema su Bruxelles per il mutuo riconoscimento delle domande d asilo, per un monitoraggio comune ed un equo smistamento; cambi subito la Bossi Fini, come ha chiesto l arcivescovo di Agrigento, F. Montenegro; chiuda i CIE; voti il disegno di legge sullo Ius Soli per i figli di immigrati nati in Italia; continui l operazione Mare Nostrum che ha salvato migliaia di migranti in acque internazionali. Alla CEI, perché parli, con più coraggio, in difesa dei profughi e dei rifugiati, e perché apra le canoniche e i conventi vuoti ai rifugiati. E la nostra passione di missionari, che hanno toccato con mano le sofferenze di tanti fratelli e sorelle, a spingerci a gridare, con Papa Francesco, che la carne di migranti è la carne di Cristo. Alex Zanotelli Napoli,16 settembre TEATRO REGINALD-AUI, Torino Teatro Reginald - Centro di dramaterapia Torino - Asociación Universitaria Interamericana Caracas - USA SCUOLA DI TEATRO REGINALD-AUI Metodo del Teatro del Profondo Corsi per bambini, giovani, adulti Gruppi Teatro Ricerca Donna Scuola di Teatro per le diverse abilità Stages di Teatro e Dramatherapy Teatro in lingua spagnola. Ottobre 2014-Giugno 2015 Una molteplicità di percorsi espressivi e formativi, maieutici, incentrati sulla persona come scopritrice di se stessa, del proprio mondo interiore, delle sue risorse e talenti. SCUOLA DI TEATRO CORSI PER GIOVANI E ADULTI CORSO DISABILI E NON i Martedì ore 20:00-22:00 i Lunedì ore 17:30-19:30 i Mercoledì ore 17:30-19:30 Gruppi Teatro Ricerca Donna Teatr-Ando in lingua spagnola Stages di Teatro e Dramatherapy con tecniche di Augusto Boal ALLA RICERCA DEL SÉ CORPOREO ALLA RICERCA DELLA PROPRIA VOCE Sabato 25 ottobre Sabato 28 marzo DAR VOCE ALLE OSSA IL TEATRO DELLA MEMORIA Sabato 23 novembre Sabato 18 aprile I LINGUAGGI NON VERBALI IL SÉ E LA MASCHERA Sabato 24 gennaio Sabato 23 maggio IL TEATRO DEL SOGNO LA GEOGRAFIA DELL ANIMA Sabato 28 febbraio Sabato 29 giugno DRAMATERAPIA Percorsi terapeutici individuali e per piccoli gruppi incentrati sull uso terapeutico dei linguaggi artistici e teatrali. Docenti Maria Grazia Silvi Antonini: drammaturga, regista, allieva di Augusto Boal, Alastair Macmillan e Fay Prendergast per la Dramatherapy di scuola inglese. Blanca Briceño: allieva di Consuelo B. Canelón per lo sviluppo del potenziale umano, andragogia e pedagogia. Psicoterapeuta biodinamica della scuola di Gerda Boyensen.

11 TEATRO CARGO, Genova TRILOGIA DEGLI STRANIERI / 3 spettacoli dal resto del mondo Il progetto TRILOGIA DEGLI STRANIERI con i giovani rifugiati è nato strada facendo. Abbiamo iniziato nel 2011 a lavorare con un gruppo di ragazzi, appena arrivati da soli da Paesi lontani, nello spazio e nella mentalità. Erano sbarcati in Italia dopo viaggi difficili. I ragazzi erano ospitati a Genova in 2 comunità d'accoglienza per minori non accompagnati e richiedenti asilo. Questi ragazzi nel teatro hanno avuto un incontro importante e il teatro ha avuto un incontro importante grazie a loro. Il primo dialogo non è stato facile. È stato un conflitto tra culture, generi e generazioni. Loro non sapevano cosa fosse il teatro e soprattutto chiedevano a cosa servisse. L'impatto è stato subito delimitare un confine tra "noi" e "loro": noi europei e loro stranieri, loro maschi e noi femmine (il Cargo è formato per lo più da donne), noi adulti e loro ragazzi. Ragazzi diffidenti e molto arrabbiati con la vita, abituati ad essere imbrogliati, abbandonati, feriti. Ci siamo studiati con reciproca curiosità e ostile diffidenza per mesi. Odissea dei ragazzi è nato nel 2012 su queste basi, ma è cresciuto poi sulla fiducia, la simpatia, la gioia di avere trovato un linguaggio comune, in mezzo alla selva di 6 lingue e culture diverse. Dalla rabbia è scaturita una grande energia. Dallo scontro la potenza dello spettacolo. I ragazzi hanno trovato grazie al teatro il loro primo contratto di lavoro in Italia. Odissea è la storia di Omero rivissuta sulla pelle di questi Ulisse contemporanei. Viaggi, abbandoni, lutti, amori, recuperi, guerre, rivincite, finalmente pace. Lo spettacolo ha avuto un felice tour internazionale. Bianco&Nero vede in scena Emmanuel, uno dei ragazzi di Odissea, 18 anni, nigeriano, e Irene Serini, un'attrice professionista italiana del Nord, di cultura europea. Lo spettacolo, nato nel 2013, è figlio di Odissea. Nasce da situazioni di scontro e confronto realmente avvenute. Una donna occidentale, androgina, ironica, tormentata, piena di dubbi e di possibilità incontra un giovane africano, certo della propria virilità e dei propri valori, con poche strade aperte nella vita, se non quelle che si conquisterà con i denti e con la testa. Il ruolo della donna e il rapporto tra i generi è diverso. Il rapporto con Dio, il valore della vita, dell'acqua, dell'aria, del denaro e con la continuazione della specie cambia. Possiamo parlarne all'infinito, ma chi cambierà idea? Esiste un punto di incontro tra il bianco e il nero? La bellezza sta nel dialogo continuo, nell'imperfezione della ricerca. Il progetto proseguirà nel 2014 con la produzione del testo Compleanno Afghano (Premio Etica in Atto e Premio Pervocesola) scritto a 4 mani da Ramat Safi, 18 anni, scappato da solo a piedi dall'afghanistan e Laura Sicignano. Ramat è arrivato in Italia minorenne dopo un viaggio a piedi durato più di un anno. Ha attraversato da solo Pakistan, Iran, Turchia e Grecia. E sbarcato miracolosamente in Italia, dove le sue avventure non sono finite. Che ne sarà di lui?. Solo Dio lo sa risponde Ramat. Contatti / tel /

12 VIVO IN UNA GIUNGLA, DORMO SULLE SPINE Info e prenotazioni: TEATRO DELLA TOSSE: TEATRO CARGO TEATRO DEL PONENTE: Si segnala che lo spettacolo verrà presentato anche per le scuole: AL TEATRO DEL PONENTE IL 20 NOVEMBRE ALLE ORE 10 AL TEATRO DELLA TOSSE NELLE DATE DAL 24 AL 26 NOVEMBRE ALLE ORE 10 Prenotazioni al Teatro della Tosse: tel Prenotazioni al Teatro Cargo: tel CALPESTARE LA GUERRA a Rovereto Inserita nell ampio programma culturale Mart/Grande guerra ideato per il Centenario della Prima Guerra Mondiale, CooperAction Onlus presenta la mostra "Calpestare la Guerra" che vedrà esposti alla Casa d'arte Futurista Depero 51 Tappeti di Guerra afgani e 23 Fazzoletti di Pace, realizzati nell'omonimo progetto con le associazioni afgane OPAWC e AFCECO. La mostra sarà inaugurata l 11 ottobre 2014 e rimarrà aperta al pubblico fino al 1 marzo NOTIZIE DA MACIBOMBO in Mozambico Il abbiamo traslocato la nostra CASA FAMIGLIA da TETE a BEIRA perché abbiamo dovuto lasciare libera la casa che la Parrocchia di Matundo ci aveva permesso di occupare nel A TETE, con l'arrivo delle multinazionali del carbone, le case da acquistare oltre che essere introvabili, avevano costi proibitivi e anche gli affitti avevano raggiunto livelli europei E allora, con BEATRICE, abbiamo deciso di cercare una casa a BEIRA seconda città per importanza del Mozambico dopo la capitale MAPUTO - visto che lei aveva anche parenti ed amici che avrebbero potuto aiutarla. Abbiamo preso questa rapida decisione per poter permettere alle ragazze di iniziare l'anno scolastico 2014 già nella nuova scuola e così abbiamo affittato una prima casa in attesa di trovarne una migliore e più confacente alle esigenze di BEATRICE e di 5 Ragazze di ormai anni. Una sola ragazza non ha voluto lasciare TETE e così è andata a vivere con dei parenti. Tutte le 5 ragazze sono state iscritte in una scuola PRIVATA - Nossa Senhora de Fatima - che ha una buona reputazione. Domenica 13 aprile è stato fatto il trasloco nella Nuova Casa. Purtroppo però la "sfortuna " continua a colpire dove non ce ne sarebbe bisogno. Infatti nella notte tra il 9 ed il 10 aprile, circa dopo le due, un gruppo di malviventi forse 6 elementi si sono introdotti nella casa dove risiedono BEATRICE e le 5 Ragazze e, minacciandole con maceti, hanno rubato un mare di

13 cose. Forse hanno spruzzato qualche bomboletta di anestetizzante dalle finestre prima di tagliare catena e lucchetto della porta interna perché BEATRICE dice di aver sentito dei rumori alle finestre ma si è svegliata solo quando sono arrivati in camera sua e minacciandola hanno chiesto denaro. Consegnato quello che aveva (forse Meticais = circa. 130 ) sono fuggiti probabilmente con un'auto dove hanno potuto caricare tutta le refurtiva. Infatti, sono spariti 2 computer portatili (uno personale di BEA + quello che le ragazze usavano per fare ricerche ) + tutti i telefonini e le macchine fotografiche digitali + il forno microonde + gli zaini di scuola delle ragazze con anche i libri, quaderni e cancelleria ed anche lo zaino di CHIARA (una amica volontaria che aiuta BEA durante i fine settimana perché lavora fuori Beira per conto di un'altra Associazione ) - Meno male che Lei aveva con se il suo p.c., telefono e macchina fotografica. Hanno aperto tutti gli armadi scegliendo con cura quello da portare via e così sono spariti piatti, bicchieri, capulane nuove, pacchi di pasta sigillati, utensili vari come martello e cacciavite ed anche un pacco di carta igienica. Beatrice ha ritrovato un vecchio telefono che aveva nascosto e così alle 6 del mattino ha chiamato PAOLO CRIMI e sono andati a esporre denuncia. Peccato che questo fattaccio sia capitato proprio pochi giorni prima del trasloco nella NUOVA CASA che, pur essendo nello stesso quartiere, è però circondata da altre case tutte abitate. BEATRICE però ha già preso un muratore per far installare delle spranghe di ferro alle finestre perché le ragazze sono molto spaventate. Inoltre, ha giustamente deciso di assumere un uomo di robusta costituzione e che conosce da tempo come " guardia notturna " - dovrebbe costare circa Meticais al mese. Noi abbiamo tranquillizzato BEATRICE dicendole di farci un esatto inventario di quello che è stato rubato e che MACIBOMBO - con i propri sostenitori - cercherà di mandarle un "contributo straordinario" per permetterle di riacquistare tutto il necessario e per pagare anche la Guardia Notturna. Dimenticavamo di dirvi che con il 1 Gennaio 2014 il nostro cooperante PAOLO CRIMI ha deciso di trasferirsi anche lui a BEIRA per collaborare con l'associazione ES.MA.BA.MA. diretta da Padre OTTORINO POLETTO e che la nostra Associazione sostiene da molti anni. MACIBOMBO ha già mandato a ESMABAMA un contributo annuale di per lo stipendio che ESMABAMA elargirà a PAOLO ed inoltre un altro contributo di per l'acquisto di viveri per gli oltre studenti dei convitti delle 4 Missioni di Estaquinha Mangunde Barada e Machanga. Con Padre OTTORINO è stato però concordato che PAOLO ogni 6-8 settimane possa tornare a TETE per continuare la nostra collaborazione con l'orfanotrofio Centro S. Josè che MACIBOMBO sostiene ormai da 13 anni fin dalla sua nascita. Intanto Vi informiamo che abbiamo già inviato anche all'orfanotrofio Centro S. Josè a Tete un primo contributo di per il mantenimento dei piccoli amici e pagare il personale. Sito Internet : EBOLA Roberto Scaini, medico, lavora per Medici senza frontiere contro l'epidemia del virus di Ebola, che ha causato la morte di persone dallo scorso marzo. Per Medici senza frontiere (Msf) Scaini ha curato i malati in isolamento nel centro di Monrovia, in Liberia, uno dei paesi più colpiti dall'epidemia. Per aiutare i medici che come Roberto combattono in prima linea contro l'epidemia di Ebola, si può donare a Medici senza frontiere, sul sito "Oggi - ha spiegato l'operatore di Msf - possiamo dire che il mondo sta semplicemente a guardare quello che sta succedendo. Abbiamo avuto promesse, ma nessuna azione concreta". Quello di cui c'è disperato bisogno, secondo Scaini, è "più partecipazione" da parte degli attori internazionali "nella creazione di più centri di isolamento e nella distribuzione nelle comunità di kit di protezione e di educazione sanitaria. Ad oggi Msf resta sola contro questa sfida e il risultato è che la gente muore fuori dai nostri cancelli"."quest'azione - ha insistito il medico - va fatta oggi perché domani è senz'altro troppo tardi. Non possiamo permetterci il lusso di aspettare il vaccino che verrà o il farmaco del futuro". Senza un concreto impegno internazionale non si può pensare di sconfiggere l'epidemia, perché "i paesi dell'africa occidentale colpiti avevano sistemi sanitari già ridotti al minimo prima e oggi sono al collasso completo: gli ospedali sono chiusi, gli operatori sanitari sono stati fra le prime persone ad essere colpite dal virus perché hanno soccorso i malati quando Ebola era ancora misconosciuta".secondo Scaini, "nei paesi occidentali industrializzati fuori dall'africa il rischio non è zero", come dimostrano i recenti casi negli Stati Uniti e in Spagna, "ma ci sono tutte le forze per trattare il singolo caso ed evitare che da questo si sviluppi un'epidemia". "Il riflettore - ha concluso il medico - va riportato laddove non si tratta di un ipotetico rischio, ma di una concreta emergenza".

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