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2 indice 3. La voce di Einstein: un ritorno in grande stile On Air 4. Editoriale del dirigente scolastico 5. Uno dei piaceri del viaggio è immergersi dove gli altri sono destinati a risiedere Cronache da Cracovia 6. Una giornata da scienziati attraverso il te verde 6. Uno sguardo alla Tanzania 7. Prendete nota 7. Io sono memoria! L esperienza del Treno della Memoria SocietA-Z 8. La settimana della legalità 9. Cogli l attimo Mentre parliamo, il tempo, invidioso, sarà già fuggito 10. Cogito ergo sum Breaking Science 11. La nascita dell Universo: onde gravitazionali La migliore offerta Libri 12. Addio, Miss Marple di Agatha Cristie 12. La via dei re di Brandon Sanderson 13. La verità sul caso Harry Quabert di Joël Dicker Film 13. Cloud Atlas L ultimo capolavoro dei fratelli Wachowski Videogames 15. Beyond two souls 16. Next Gen La nuova frontiera dei videogames Anime&Manga 17. Angel Beats! Booklet 18. La top 20 di questa stagione 19. Musica emergente molfettese: questa sconosciuta A tu per tu 20. Intervista tripla ai nostri rappresentanti Sondaggi 21. Una scelta che dura una vita Tra test universitari e tesine di maturità Match Point 24. Campionati studenteschi 2013/14 Il liceo scientifico A. Einstein è campione provinciale 24. La cosa essenziale non è vincere, ma la certezza di essersi battuti bene. Gli esiti del tornei di calcio a 5 Place to be(er) 25. Le favole sono mie e tue Zibaldone 26. Lo sapevi che 27. Figli delle stelle L oroscopo dello studente 29. Messaggeria 30. Revival Il sogno è l'infinita Ombra del Vero G. Pascoli 2

3 La voce di Einstein: un ritorno in grande stile Ecco qui: è arrivata da poco la primavera e anche il nostro liceo si risveglia. Scendiamo in campo ancora una volta con il giornalino d istituto seguito e curato dal professor Sguera e da alcuni di noi studenti, sempre più desiderosi di tenervi aggiornati su quello che succede, non solo a scuola, ma anche al di fuori. Questa volta, le nostre rubriche sono variegate, dai titoli stravaganti, forse, ma molto pensati e sentiti ed inoltre, come avrete modo di notare, il giornalino è anche ecologico e tecnologico, così da poter parlare il linguaggio che più contraddistingue la nostra era: quello del computer. Ma veniamo al dunque, iniziamo ad addentrarci in quello che realmente è questa nuova versione del giornale. La prima rubrica ad andare in onda è quella che racconta immediatamente le news scolastiche, denominata appositamente On Air: la nostra scuola, da cui potrete apprendere tutte le notizie circa conferenze, manifestazioni ed eventi tenutisi a scuola o che ha visto partecipi noi studenti della scuola. A seguire troverete una sezione dal titolo Societa-z, che vi permetterà di affacciarvi al mondo esistente fuori dalle mura scolastiche e di sorridere per una visione più critica ed ironica di alcuni personaggi storici studiati o da studiare. Per i più scientifici vi è una rubrica tutta speciale dal nome Breaking Science, che irrompe con le notizie scientifiche, per soddisfare anche le menti più curiose; per chi ama i passatempi di ogni tipo come libri, videogiochi e cinema, vi è una sezione specifica chiamata La migliore offerta in cui i ragazzi della redazione vi propongono recensioni attraverso le quali potrete apprendere di più circa il film che volevate guardare da tempo, un libro di lettura o magari venire a conoscenza degli ultimi videogiochi sul mercato. Abbiamo anche pensato agli amanti della musica e a tal proposito abbiamo dedicato loro la rubrica Booklet in cui potranno dare un occhiata alle classifiche musicali del momento e conoscere alcune band poco note. Nella rubrica A tu per tu troverete divertenti interviste in cui potrete conoscere meglio alcuni personaggi dell istituto, a partire dai celeberrimi rappresentanti d istituto; vi è anche una rubrica Sondaggi in cui potrete osservare i risultati delle domande che vi sono state precedentemente poste: in questo numero si tratterà dell orientamento universitario. Per i più sportivi vi è la rubrica Match Point in cui si tratterà di sport vari e delle manifestazioni scolastiche a sfondo sportivo, come l ultima giornata dello sport del 30 marzo. Gli amanti della vita mondana potranno consultare la rubrica Place to be(er), per essere aggiornati circa gli ultimi eventi cittadini e su eventuali nuovi locali da poter frequentare. Infine nell ultima rubrica dal nome Zibaldone: non tutto ma di tutto si potrà dare un occhiata a tante piccole curiosità quali la Messaggeria d istituto e persino l oroscopo dal nome Figli delle stelle. Insomma, presso la redazione de La voce di Einstein abbiamo pensato proprio a tutto, anzi, a tutti con l augurio che possiate trovare quante più notizie e curiosità possibili e spendere un po del vostro tempo passato al pc intrattenendovi con la lettura delle nostre rubriche. La redazione coglie l occasione per augurare a tutti voi, dirigente e personale ATA tutto, docenti e alunni, delle spensierate vacanze pasquali in cui possiate rilassarvi e tornare alla ribalta negli ultimi mesi scolastici, cosi da chiudere l anno in bellezza! Emanuela Volpicella 5^ B 3

4 Un anno fa, di questi tempi, dirigevo un circolo didattico di Terlizzi: la scuola don Pietro Pappagallo, intitolata ad uno dei due grandi martiri terlizzesi trucidati a Roma alle Fosse Ardeatine. Sacerdote l uno, professore di Liceo l altro: Gioacchino Gesmundo, eppure amici. Storie e scelte di vita molto diverse le loro, ma alleati nell impegno contro il nazifascismo, per la libertà e la tutela dei perseguitati per motivi politici o etnici. Mi hanno insegnato molto e il loro esempio continua a vivere dentro di me, così come quello di tanti altri uomini e donne che hanno dedicato e dedicano la propria esistenza alla giustizia e alla legalità. Donne coraggio come Vandana Schiva, tra le più autorevoli voci internazionali, impegnata contro le multinazionali a tutela dell ambiente e della biodiversità, come Franca Viola che, prima donna italiana, rapita e stuprata, si è ribellata al matrimonio riparatore in Sicilia, o Lucia Annibali, l avvocatessa sfigurata dall acido da parte di mandanti assoldati dall ex fidanzato, insignita l 8 marzo di quest anno dal Presidente della Repubblica Napolitano, per il coraggio, la determinazione e la dignità con cui ha reagito all ignobile aggressione subita. Padre Pino Puglisi, sacerdote nel quartiere periferico di Brancaccio a Palermo, don Peppe Diana, parroco del paese campano Casal di Principe, i giudici Falcone e Borsellino, sono solo alcuni tra i testimoni più coraggiosi, le cui vite sono state spezzate dalla criminalità mafiosa, ma che, fortunatamente, continuano a vivere in coloro che direttamente o indirettamente li hanno conosciuti e ne apprezzano l operato. Ho avuto l opportunità di conoscere personalmente don Tonino Bello, vescovo della nostra diocesi e ho seguito da vicino le sue battaglie e il suo spendersi per gli ultimi. Per me è stato un maestro di vita e costituisce tutt oggi un punto di riferimento importante a livello personale, sociale e professionale. A volte, quando mi trovo in situazioni difficili e delicate, mi capita di chiedermi: don Tonino che avrebbe fatto? Come si sarebbe comportato? La sua tenacia e la sua testimonianza, fatte di gesti concreti e di parole vere, talvolta pesanti come macigni, altre volte di una delicatezza e tenerezza inaudite, mi trasmettono l energia e il coraggio per affrontare con serenità e determinazione i momenti critici e assumere decisioni importanti. E l umanità che accomuna le persone che hanno segnato la mia vita, tra esse i miei genitori, che non smetterò mai di ringraziare per questo, e che mi hanno trasmesso i valori in cui credo, per cui mi batto ogni giorno e che cerco di incardinare Si assentano. Perché? Non studiano. Come mai? Si impegnano poco. Interroghiamoci. anche nel quotidiano del mio lavoro. Ed è l umanità l elemento di cui oggi abbiamo fortemente bisogno. Se le nostre case, le nostre scuole, le nostre città fossero più umane, probabilmente diminuirebbero in maniera esponenziale disagi, violenze, suicidi e omicidi. Gli studenti che ho incontrato durante questo periodo di dirigenza presso l IISS Liceo Scientifico Einstein e Liceo Classico da Vinci rappresentano per me un dono. Ho avuto l opportunità di interfacciarmi per la prima volta nella mia carriera professionale con la fascia d età adolescenziale e i ragazzi sono stati per me una sorprendente piacevole scoperta. La ricchezza delle loro potenzialità, la freschezza e l originalità delle loro idee e proposte, la bellezza e a creatività che traspaiono dalle loro produzioni mi entusiasmano. I loro sguardi, le loro paure, le loro ansie, le loro fragilità mi inteneriscono e costituiscono per me una sfida. Spesso chiedono aiuto e non ce ne accorgiamo, molte volte non siamo capaci di intercettare le loro richieste, di ascoltarli veramente Forse troppo presi dai programmi, dai contenuti disciplinari, dal profitto, dagli esami. E l umanità dove è? Si assentano. Perché? Non studiano. Come mai? Si impegnano poco. Interroghiamoci. L umanità, accanto ad una seria e responsabile gestione organizzativa e didattica, caratterizzerà il mio operato. Sono contenta di essere a Molfetta, nella mia città, tra voi. E qui, forte delle ricche e variegate esperienze di volontariato e professionali vissute altrove, proverò a fare del mio meglio per testimoniare i valori di legalità, giustizia e pace in cui credo e che i miei maestri mi hanno trasmesso. Agli studenti e alle loro famiglie, ai docenti, al personale ATA, all Amministrazione comunale, alla Chiesa locale, ai colleghi dirigenti scolastici e all associazionismo locale va il mio ringraziamento per l accoglienza e la disponibilità a interloquire sinergicamente per costruire insieme un alleanza educativa collaborativa e costruttiva. Alle ragazze e ai ragazzi della redazione della testata La voce di Einstein e al professore coordinatore del progetto un grazie particolare per l invito rivoltomi a contribuire con questo editoriale e un incoraggiamento a proseguire, con impegno e passione, l attività giornalistica intrapresa. Margherita Anna Bufi 4

5 On Air - La nostra scuola Uno dei piaceri del viaggio è immergersi dove gli altri sono destinati a risiedere Cześć chłopaki!. No, non è un errore di battitura, ma un "Ciao ragazzi" in polacco e soprattutto tranquilli non sono impazzita è che sono tornata poche settimane fa dal viaggio di istruzione a Cracovia. Lo so, siete curiosi di sapere cosa è successo, ma da brava scrittrice di un articolo giornalistico mi spetta seguire innanzitutto la regola delle cinque W altrimenti rischio il licenziamento dal mio caporedattore. Who: le classi quinte; When: metà marzo; What: gita d istruzione; Where: Cracovia, Polonia; Why: visita guidata per le vie di Cracovia e nella piazza più bella d Europa; visita della miniera di sale di Wieliczka, dei campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau; visita guidata presso la fabbrica di Schindler e nel quartiere ebraico. La nostra avventura ha inizio con un agitato viaggio in pullman durato all incirca cinque ore: inutile star qui a raccontarvi la routine propria di un viaggio in pullman con tanto di cori, canti popolari in lingua "aulica molfettese, agitazioni e pettegolezzi tra un sedile e l altro. All arrivo dei primi sintomi di stanchezza eravamo già in aereoporto a Roma-Ciampino e tra un caffè, una foto e l entusiasmo per il viaggio in aereo, non c è stato tempo di accorgersi di una partenza e di un atterraggio tanto da ritrovarsi dopo un paio di ore con i piedi piantati sul suolo polacco. Con in mano una valigia e tanta voglia di scoprire e divertirsi ci si è resi subito conto però che lo scorrere del tempo avrebbe divorato la voglia di vivere intensamente quei cinque giorni fuori di casa, lontani dai problemi a scuola e con amici. Ma come ogni cosa bella che si rispetti era destinata a scivolare e lasciare in ognuno una lezione di vita. É proprio vero che quando si arriva in quinto ci si sente cambiati e vulnerabili e si inizia ad apprezzare l arte dei luoghi che ci circondano e a respirare la storia come qualcosa di tangibile. Ad di Aushwitz ripercorrere i corridoi delle camerate, degli uffici dei generali nazisti, toccare le pareti di quelle fredde costruzioni, respirare l aria soffocante delle celle, immaginarsi distesi su quei letti a castello, ha scosso indubbiamente ognuno di noi; ma vorrei che questa esperienza sia ricordata come un occasione di riflessione e crescita personale che vada oltre le troppo asettiche lezioni fatte tra i banchi. Se dovessero chiedermi quale siano stati gli aspetti più toccanti dell esperienza ai campi di concentramento, risponderei innanzitutto il senso di solitudine e vuoto che si sente appena arrivati a Birkenau e in secondo luogo, la stranezza mista a curiosità nell osservare le innumerevoli fotografie dei volti dei deportati. É stato spiazzante notare la varietà di espressioni su quei visi: donne con sorrisi dolci e carichi di amore, uomini eretti e con espressione fiera, la tenerezza e l innocenza negli sguardi dei bambini, la paura e la fragilità negli occhi ormai spenti degli anziani e il crescente desiderio di condividere il loro stato d animo quasi per sollevarli da quell enorme dolore che la storia gli ha riservato. Starei qui ore, ferma tra questi corridoi silenziosi di Aushwitz a descrivervi le sensazioni provate, ma sarebbe meglio riprendere a camminare e raggiungere il mio gruppo. Siamo appena usciti dalla fabbrica di Schindler dove è stato possibile concludere "positivamente l esperienza dei campi ripercorrendo il ricordo di Oskar Schindler e dei circa 1100 ebrei da lui salvati; stiamo percorrendo le vie del quartire ebraico ed è curioso sbirciare all interno delle sinagoge che pullulano di ragazzi e assaporare la diversità etnica e la loro ricchezza di costumi e tradizioni. Tra un sassolino in una scarpa e il caldo sole che ci ha accompagnati nelle nostre lunghissime "passeggiate" ci siamo ritrovati a scendere ben 378 scalini per arrivare ad una profondità di oltre 100 metri sotto il suolo immersi tra sculture, stalattiti e stalagmiti rigorosamente di sale. Sto parlando della miniera di sale di Wieliczka, tutt ora utilizzata per l estrazione del sale e che ospita diverse cappelle e dipinti famosi, tra i quali L ultima cena di Leonardo da Vinci, scolpiti sulle pareti di sale. Con un souvenir tra le mani e le gambe indolenzite, eccoci qui seduti a cena a degustare la tipica cucina polacca; anche se non vi nascondo che su molti ha avuto l effetto di provare nostalgia per la pasta al forno della nonna. Di corsa ingoio l ultimo boccone dei pierogi (una sorta di ravio- Il viaggio perfetto è circolare: la gioia della partenza, la gioia del ritorno lo di nazionalità polacca) e raggiungo gli altri della mia classe, pronti a vivere la Cracovia notturna. E come nel periodo di Pasqua è tradizione fare i sepolcri così noi saltiamo da un locale ad un pub, vivendoci queste ultime ore in Polonia. Pur consapevoli dell unicità di questa esperienza e del fatto che questo viaggio sia stato una delle ultime tappe della nostra vita da liceali, è bene ricordare che Il viaggio perfetto è circolare: la gioia della partenza, la gioia del ritorno. Maria Anna Camporeale, 5^ B 5

6 Una giornata da scienziati attraverso il tè verde Uno sguardo alla Tanzania La società al giorno d'oggi risulta essere caratterizzata da una certa «accelerazione costante» che impedisce all'individuo di focalizzassi su ciò che realmente meriterebbe attenzioni. Questa è la riflessione scaturita durante l'incontro di venerdì 28 marzo tenutosi qui, nella nostra scuola, con due missionari dell'ami (Associazione Missionari Internazionali). Con le loro parole, hanno permesso di approcciarci, ed in parte di conoscere, una società, stili di vita che forse un tempo sono appartenenti anche noi e che oggi invece risultano essere solo un vago ricordo per alcuni e, probabilmente, un assurdità per altri, specie per i più giovani. Attraverso l'esperienza abbiamo potuto avvicinarci alla vita della Tanzania, un paese dell'africa subequatoriale che si affaccia sul lago Vittoria a Nord ed è bagnata dall'oceano indiano ad Est, e che, come tanti altri in Africa, si trova nella perenne condizione di limbo, "appesa al filo" della continua lotta tra modernizzazione e mantenimento della propria integrità. La Tanzania, infatti, così come ci è stato raccontato, risulta intaccata da un male forse inestirpabile: la globalizzazione. Purtroppo, diverse multinazionali come la Coca Cola disseminano in questi territori i loro coloratissimi cartelli pubblicitari e svendono le loro dolci bibite gassate, sostituendoli ai colori meravigliosi di questi paesi ed alla dolcezza di lineamenti degli indigeni. A tal proposito ci è stato detto che in questi territori è più facile trovare bibite zuccherate, che acqua realmente potabile tant'è che, così come raccontava la volontaria, «un manovale in Tanzania percependo 4000 scellini potrebbe paradossalmente permettersi molta più Fanta che acqua potabile!». Questo dovrebbe bastare a far capire quanto problematica possa essere la situazione in questi splendidi posti e quanto stereotipata debba, invece, risultare la nostra mentalità che attribuisce spesso il più delle colpe alla multietnicità di questi paesi. I missionari, infatti, ci hanno anche portato esempi di come le varie etnie in Africa siano sempre esistite e sempre abbiano collaborato, o comunque convissuto, perlopiù pacificamente, in 6 On Air - La nostra scuola Nella mattinata del 13 Marzo 2014, le classi 3^D e 3^ E del Liceo Scientifico e 1^ C del Liceo Classico di Molfetta, accompagnati dalle professoresse Bartoli e Spadavecchia, si sono recati a Bari presso il Dipartimento di Biologia, nei Laboratori di Biotecnologia e Bioenergia per osservare i diversi metodi di ricerca utilizzati dai neolaureati della facoltà di Biotecnologia per la cura contro il cancro. Grazie alla collaborazione dei ricercatori è stato possibile apprendere come sia molto più conveniente utilizzare dei semplici lieviti per studiare in profondità la morte cellulare per sapere sempre di più su questa malattia degenerativa. Lo scopo principale di questa esperienza scolastica era l incontro con la Dottoressa Rosa Anna Vacca per la presentazione dei video prodotti da ogni classe, che rientravano in un progetto del CNR, Scienziati e Studenti, a cui la nostra scuola sta partecipando. Il tema principale del progetto è la cura dei cancro attraverso le sostanze naturali, come il tè verde. I ragazzi delle classi scelte infatti hanno prodotto video incentrati sulle proprietà benefiche di questa sostanza proveniente dalla Cine avente origini centenarie. La dottoressa Vacca, esperta della materia, durante l incontro ha illustrato agli studenti le proprietà del tè verde che contiene dei polifenoli chiamati EGCG, degli antiossidanti, che neutralizzano i radicali liberi impedendogli di danneggiare le cellule. Nel tè verde gli EGCG sono presenti in grande quantità; per questo motivo se presa in quantità costante questa bevanda può contribuire alla buona salute del nostro completo organismo. L incontro ha impegnato l intera mattina, le classi sono tornate nei pressi dell istituto intorno all 1 ben oltre l orario scolastico malgrato ciò l incontro è stato interessante ed educativo. Marianna Abbattista 3^ D quei territori e che siamo noi Europei, Italiani, a guardare al diverso come ad una malattia, ad un morbo, da dover necessariamente estirpare dalla nostra società per poterla rendere unita e compatta. Bisognerebbe ricordare che la diversità di cultura, di lingua, religione è sempre qualcosa che arricchisce l'uomo di valori, gli stessi che probabilmente noi Uomini del progresso abbiamo da tempo abbandonato, preferendo alla tolleranza una certa chiusura mentale. La volontaria, infatti, ci ha mostrato fotografie della sua esperienza di due anni e mezzo in Tanzania come missionaria nei villaggi, portando sotto i nostri occhi quella che è la realtà di quelle zone dell'africa in cui l'uomo Bianco ha posto le basi di una sorta di «colonizzazione del 2000». Risulta, quindi, una sostanziale differenza tra il centro di Musoma, seconda città più grande della Tanzania, in cui la missione ha vissuto e le zone limitrofe, più periferiche. Pareva che il centro fosse quello di una grande metropoli sviluppata tanto quanto le città europee, con strade asfaltate e grandi palazzi; non appena, però, ci si scostava da queste «oasi di pace» apparente, ci si ritrovava sulle colline, senza impianti fognari, né acqua corrente o luce.

7 Questa, a parer mio, è l origine di una delle più grandi contraddizioni che contraddistinguono l'africa: in territori in cui i bisogni primari sono quasi del tutto minati, si può, però, sempre avere accesso ad una buona connessione ad Internet, cellulari all ultima moda e computer supertecnologici, restando quindi costantemente aggiornati in tempo reale; tanto che bisognerebbe ricordare che i nostri coetanei africani ascoltano la nostra stessa musica e si collegano agli stessi social network che utilizziamo noi! Ciò che più di tutto però, dovrebbe farci riflettere è che purtroppo i tanzaniani non sono più padroni dei loro stessi territori e sono per lo più relegati a vivere fuori dei centri urbani perché il costo della vita lì è di gran lunga superiore a quello nelle periferie: questo perché sono soprattutto i centri delle città ad essere maggiormente modificati da noi distruttori di etnie. La stessa volontaria ha infatti affermato di poter probabilmente contare più Cinesi nel centro di Musoma che nella Cina stessa, proprio per farci capire come l uomo sia capace di ritenersi padrone anche in territori ben lontani dal proprio «habitat». Ci raccontava, infatti, di come un villaggio poco al di fuori dal centro sia ormai stato destinato a sparire per far posto ad un megagalattico centro commerciale a tre piani, pieno di prodotti cinesi. Tutto questo dovrebbe permetterci di aprire gli occhi, di sensibilizzarci a queste problematiche che purtroppo, attanagliano splendide zone del mondo come la Tanzania e soprattutto a non considerare quei luoghi come semplici mete estive per Resort 5* e safari, ma anche per riscoprire quanto l abominevole uomo bianco ha ormai dimenticato in favore delle leggi del profitto. Emanuela Volpicella, 5^ B Prendete Nota Ogni tanto, dopo tutti i vostri improrogabili impegni e dopo esservi lamentati della vita su Facebook (perché lo fate), prendete un foglio e una penna. Sedetevi da qualche parte e cominciate a scrivere tutto ciò che vi passa per la testa per i prossimi 5 minuti. Non valgono regole nella vostra testa, ma vi pongo un piccolo freno: non scrivete frasi del tipo non so cosa scrivere o chissà cosa mangerò stasera. Ciò che voglio mostrarvi con questo piccolo esercizio è che voi possedete uno dei più forti poteri che abbiate mai sottovalutato: quello di poter pensare e scrivere ciò che volete. In questo nostro piccolo spazio voglio farvi vedere come a volte abbiamo bisogno di staccarci da tutto e prendere nota di ciò che pensiamo, perché sempre più spesso noi agiamo solamente, senza chiederci cosa stiamo facendo, se stiamo facendo la cosa giusta e quali siano le conseguenze delle nostre azioni. Avere delle idee ci aiuta a prendere delle decisioni giuste anche perché, come diceva il filosofo Sartre: Ciò che non è assolutamente possibile è non scegliere. I Guns n roses cantavano All we need is just a little patience, perchè contraddirli? Io sono memoria! On Air - La nostra scuola Simone Ciliento 5^C Al mio ritorno chiunque incontrassi mi rivolgeva una sola domanda: E stato bello? E anche la mia risposta era una sola, fredda e secca: No!. Non è stato bello vedere i campi di Auschwitz e di Birkenau e nemmeno essere a Cracovia per una settimana e sentire, vivere la storia non più letta solo sui libri di scuola. La mia esperienza con Il Treno della Memoria in collaborazione con Terra del Fuoco Mediterranea, vissuta dal 12 al 18 Febbraio di quest anno, non è stata una gita scolastica. È stato un viaggio toccante ed emozionante, un viaggio di riflessione e di pensieri solitari ma anche di condivisione. Penso che il giusto equilibrio tra il singolo e il gruppo sia fondamentale per cogliere ogni attimo dell esperienza. Siamo partiti più o meno in settecento sistemati in una decina di pullman dall istituto Marco Polo a Bari, abbiamo affrontato ventiquattro ore di viaggio in pullman per giungere nei luoghi della morte e della disperazione ma anche dell aiuto concreto e del coraggio. Non si può essere impreparati al forte impatto emotivo a cui si è sottoposti; infatti gli educatori de Il Treno della Memoria hanno tenuto, nei mesi precedenti la partenza, una serie di incontri formativi per rendere meno drastica la rottura con la realtà quotidiana attraverso attività in gruppi trasversali. Il viaggio, infatti, è stato vissuto prevalentemente da ragazzi di tutta la Puglia, dal Salento al Gargano, nessuno escluso. Il nostro non è stato un viaggio per conoscere la storia ma per viverla: calpestare il fango di Birkenau, toccare il muro del ghetto della città di Cracovia, immedesimarsi nelle storie di tanta gente deportata. Tutto ciò per ricordare e dar memoria a chi da tempo l ha persa. Nel campo di Auschwitz ho scelto una donna giovane e bella che aveva lo stesso nome di mia madre, Cristina e l ho ricordata nel momento di commemorazione finale, svolto a termine della giornata della visita ai campi, a Birkenau. Tutti hanno ricordato un uomo o una donna che hanno calpestato quei terreni. Ho cercato di cogliere ogni minimo dettaglio, dai colori ai nomi, per raccontare quello che ho vissuto e non essere anch io quella zona grigia del mondo moderno che nel corso della seconda guerra mondiale è stata così pericolosa. Più persone possibili dovrebbero vivere il viaggio ed essere memoria. Ora, anch io, sono memoria! 7 Damiana Patimo, 5^ B

8 Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola. Il 21 marzo, già dalle prime ore di primavera, enti locali e nazionali si preparavano ad accogliere la XIX giornata della memoria e dell impegno in ricordo delle vittime delle mafie nelle piazze più vicine e nelle città più distanti. Associazioni no-profit hanno sfilato in tutti i capoluoghi, marciando su viali, vicoli e strade, occupando interi quartieri, ricordando quanto la criminalità organizzata sia diffusa e che è nostro dovere quantificarla e debellarla. La giornata ha dato memoria alle innumerevoli vittime di mafia, da Nord a Sud, da Est a Ovest, portando le drammatiche testimonianze di una realtà, di ricordi e di affetti ormai persi e introvabili per un mirino che puntava troppo a sinistra o per l incontrollata mente di un uomo. Come ha esordito Don Luigi Ciotti, presidente di Libera (Associazioni, nomi e numeri contro le mafie) al giorno d oggi non è la mafia in sé il problema, ma la mafiosità. Mafiosità intesa come comportamento, l ordinario, ma reale non vedo, non sento, non parlo che rappresenta le colonne portanti, le basi salde su cui si poggia la criminalità mafiosa e la sua efficacia. Come si fa a vivere senza lotta- La settimana della legalità La mafia non è affatto invincibile; è un fatto umano e come tutti i fatti u- mani ha un inizio e avrà anche una fine. - Giovanni Falcone Paolo Borsellino re? La risposta è semplice: non si vive. Le numerose esperienze di pizzo ed estorsione ne sono la testimonianza; ma perché allora non si denunciano i comportamenti mafiosi? A questo punto chiediamoci anzitutto se saremo in grado diffidare la nostra vita alle istituzioni garanti della sicurezza privata, se saremo in grado di consegnare nelle loro mani la nostra famiglia e i nostri amici, la quotidianità di tutti i giorni, essendo sicuri che tutto verrà a noi restituito. Riecheggiano le parole di Giovanni Falcone La mafia non è affatto invincibile; è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una fine. Piuttosto, bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave; e che si può vincere non pretendendo l'eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questabattaglia tutte le forze migliori delle istituzioni. Ricordate cari amici lettori, la mafia non è solo a Palermo, ma è soprattutto nelle nostre città. Si nasconde nei palazzi di Governo, nei centri commerciali, nelle imprese agricole, nella vostra/nostra chiesa; incarna il fattore principale della nostra crisi economica, della chiusura di una fabbrica o di una scuola pubblica. Pensate e aiutiamoci. 8

9 SocietA-Z EsperienzeDirette... Un colletto bianco contro la Mafia. Don Pino Puglisi protagonista giustiziere a Palermo, presentato sul palcoscenico da Christian Di Domenico. Sbocciano i fiori sbocciano, e danno tutto quel che hanno in libertà, donano non si interessano, di ricompense e tutto quello che verrà, mormora la gente mormora falla tacere praticando l'allegria Jovanotti Come può la criminalità cadere di fronte ad un solo cittadino? Immaginandosi davanti ad uno specchio Christian Di Domenico rivela ai ragazzi la sua storia, emozionante e tremendamente reale. Recita la sua autobiografia, facendo scorrere alle sue spalle il proprio passato ricco di fallimenti, piccole conquiste e una rinnovata speranza nella chiesa ormai preda di rivoluzioni e ripartenze. Don Pino Puglisi si muove all interno dei suoi ricordi come un protagonista raccontato da più autori onniscienti, corre senza guardare indietro spinto da uno strepitoso coraggio e una grande volontà di cambiamento in una Sicilia, dilaniata da vincenti realtà mafiose. La sua avventura inizia nella provincia palermitana, governata dalle innumerevoli famiglie criminali, sottoposti dell illegalità che nella figura di Don Puglisi scorgono un unico raggio di legalità, un raggio abbagliante che poco a poco stava riuscendo ad illuminare tutto il territorio. Purtroppo la storia di Don Pino è una storia di coraggio e di morte, nel 1993, anno del suo 56 compleanno, diventa il primo martire della chiesa ucciso dalla mafia. Segue cosi alle innumerevoli vittime della criminalità, ai giudici Falcone e Borsellino e alle loro tragiche morti. Elio Sallustio 4^ D Dum loquimur fugerit invida aetas : carpe diem, quam minimum credula postero. Mentre parliamo, il tempo, invidioso, sarà già fuggito: cogli l attimo, confidando il meno possibile nel domani. Esortazione ad assaporare quell attimo, fuggevolissimo, quasi insulso, in cui però può rifugiarsi il più dolce ed intenso ricordo, o la più brutale e crudele sensazione. Esortazione in cui confluisce tutta la potenza lirica oraziana, ma, soprattutto, che esprime in maniera esemplare una filosofia di vita, filosofia spesso fraintesa o non pienamente assimilata. Infatti Orazio di certo non intendeva invitare l uomo a cedere volgarmente alle passioni, o ad evadere pascalianamente dalla sua effimera condizione, bensì a vivere fino in fondo ogni attimo, nella consapevolezza della finitudine dell essere umano e dei limiti del suo agire. Ed è proprio nell afferrare la vita nei confini designati dal suo stato costitutivo, che egli si esprime nella sua libertà ed autonomia, e questo è possibile soltanto hic et nunc, qui ed ora, poiché è troppo rischioso affidarsi speranzosi al futuro, il quale a nessuno è dato conoscere. Il messaggio del poeta latino ha ispirato diverse manifestazioni culturali e artistiche, dai Canti Carnascialeschi del signore di Firenze nel Rinascimento, alla pellicola cinematografica L attimo fuggente nel secolo scorso e diviene sempre più attuale. Pensiamo poi alla nostra vita: a volte tendiamo ad impedirci uno sguardo positivo su ciò che viviamo per piccole sciocchezze, facendoci sfuggire ciò che è più significativo, altre volte ci lasciamo scappare opportunità che non ritorneranno, altre volte ancora diciamo troppo poco, o non diciamo affatto. E qui ci investono i rimorsi, la consapevolezza che non possiamo più tornare indietro e che l unica cosa che ci resta da fare è gioire, amare, piangere, sorridere, andare, senza tormentarsi di quel domani di cui non v è certezza. Così, pochi, brevi e nudi istanti si impadroniscono del senso di una vita intera, non intrappolandoci nell immanenza, ma trasportandoci nella più profonda parte del nostro essere. Maria Fasciano, 5^ B : 9

10 SocietA-Z Cogito ergo sum Penso dunque sono Preciso nell immediato che, nonostante l amore per la filosofia cartesiana, non intendo spiegare l origine speculativa della locuzione sopraccitata ma, piuttosto, utilizzarla come punto di partenza di una riflessione che riguardi più in generale la storia del pensiero filosofico ed il suo insegnamento. Il significato, a cui più semplicisticamente si riconduce la massima di Cartesio, è quello per il quale l esistenza dell uomo è connessa, certamente, alle sue capacità cognitive, ma, in particolare, a quelle capacità razionali che permettono l elaborazione del pensiero. L evoluzione dello stesso, dialetticamente intesa, costituisce una vera e propria scienza, la storia della filosofia, materia di insegnamento nei licei e in alcuni percorsi di studio universitari. Aggiungerei un purtroppo in riferimento al mancato insegnamento di questa disciplina negli istituti tecnici e professionali, poiché la conoscenza del pensiero filosofico è un elemento formativo cruciale (Luciano Canfora), in quanto fornisce allo studente in formazione i mezzi e le conoscenze che gli permettono di maturare uno spirito critico nei confronti del presente e soprattutto concede all uomo di scardinarsi dall ovvietà. Nonostante ciò, i governi di alcuni paesi europei, tra cui quello italiano, sembrano avviarsi verso un processo di espulsione della filosofia, processo definito dal filosofo torinese Giovanni Vattimo un passo verso la disumanizzazione, un irrimediabile errore che ci consegnerà una società di uomini incatenati all assolutizzazione dei risultati ottenuti dalla scienza ed alla tecnica, incapaci di interpretarne il senso reale. Sì, perché la filosofia è anzitutto analisi, riflessione, comprensione della contingenza e del mondo in cui siamo immersi, ed ha al tempo stesso come soggetto e oggetto ciò che di più concreto è posto in essere, l uomo, e non, come dicono alcuni, inutili discorsi che appesantiscono la mente. Eppure, credo che gli alcuni appena citati siano gli stessi che hanno ben chiaro il pericolo che la filosofia trascina con sé, non altro che la facoltà di interpretare ciò che passivamente subiscono i più ed assumere un atteggiamento rivoluzionario nei confronti di sistemi imposti. Potrei scrivere e discutere sull argomento per un tempo infinito, ma il mio umile intento era quello di inoltrarvi in una fuggevolissima riflessione, quindi è il caso che vi lasci proseguire la lettura, che spero abbia fin qui conservato l iniziale piacevolezza, lasciando romanticamente questa pagina: la filosofia è il respiro della mente, si può farne a meno, ma allora si deve respirare solo con il corpo. Maria Fasciano 5^B 10

11 LA NASCITA DELL UNIVERSO: ONDE GRAVITAZIONALI La scoperta che potrebbe dimostrare la teoria del Big Bang. Nelle ultime settimane in campo scientifico si è parlato molto di onde gravitazionali. Ma cosa sono in realtà? Se vi siete mai chiesti come ha avuto origine l universo, questo articolo fa per voi. Circa 15 miliardi di anni fa si è verificata un enorme esplosione, chiamata Big Bang, che ha prodotto una radiazione cosmica di fondo. Gli istanti successivi all esplosione, sono stati segnati da un inflazione cosmica, ossia una rapidissima espansione dell universo. Questa inflazione è stata resa possibile dalle onde gravitazionali. Esse, infatti, hanno creato piccole differenze di temperatura, permettendo l aggregazione degli atomi e quindi la creazione di stelle e galassie. Per meglio comprendere come esse agiscano, possiamo paragonarle a quelle del mare: come queste ultime producono increspature nella superficie dell'acqua in senso perpendicolare a quello di propagazione dell'onda stessa, quelle gravitazionali si propagano allo stesso modo (ma alla velocità della luce) nello spazio-tempo, increspandolo e modificandone la geometria. [cit. Focus] In effetti, se ulteriori studi confermeranno questa strabiliante scoperta, il Bicep2 avrebbe catturato un istantanea di queste onde gravitazionali come si presentavano 380 mila anni dopo il Big Bang, quando la materia era disseminata nello spazio come brodo primordiale di plasma. Nell attesa di una conferma della comunità scientifica internazionale, bisogna sottolineare che lo scorso anno un altro telescopio, il South Pole Telescope, ha rilevato un onda gravitazionale che fu attribuita al modo in cui le galassie distorcono lo spazio attraverso cui viaggia la radiazione primordiale a microonde Già ipotizzate da Einstein, numerosi scienziati, come Russel Hulse e Joseph Taylor, hanno impiegato la loro vita nella dimostrazione dell esistenza delle onde gravitazionali e finalmente gli studiosi dell università di Harvard hanno per la prima volta captato il loro segnale, per mezzo dell osservatorio BICEP, in Antartide. La scoperta è eccezionale - paragonabile a quella del Bosone di Higgs - poiché oltre a provare l esistenza di una connessione tra la meccanica quantistica e la relatività generale, i dati dell esperimento confermano l esistenza di questo tipo di onde, aggiungendo credibilità alla teoria inflazionaria. 11 Arianna Amoia, IV E Adriana Iuliano, IV D

12 Libri Addio, Miss Marple di Agatha Christie La giovane Gwenda Reed è appena arrivata in Inghilterra dalla Nuova Zelanda. Sbarcata a Plymouth in cerca di una nuova casa e in attesa che il marito la raggiunga, inizia a girare per l'inghilterra meridionale e giunge a Dillmouth. Qui s'innamora a prima vista di una casa in vendita, acquistandola. Eppure, proprio in quella che considerava l abitazione dei suoi sogni, Gwenda comincia a provare un senso di angoscia. Alcune strane scoperte, infatti, la portano a collegare la nuova casa con vaghi ricordi della sua infanzia: un sentiero interrato nel giardino, una porta murata e una strana tappezzeria da lei immaginata che scopre esistere già, riposta tuttavia all interno di un armadio chiuso a chiave. Gwenda è sicura di non essere mai stata prima in quella casa, ma come può conoscere quei particolari? Il peggio però è che la residenza è legata a un immagine drammatica presente negli incubi della ragazza: lo strangolamento di una giovane donna. Spaventata da queste allucinazioni, Gwenda e il marito iniziano ad indagare sulla storia dell abitazione, portando alla luce un oscura vicenda che risale a molti anni prima e che li coinvolge personalmente. Per fortuna saranno aiutati dall eccentrica Miss Marple, che farà luce sullo strano groviglio Un libro avvincente e misterioso, trascinante e ricco di colpi di scena; pagina dopo pagina la tensione rimane alta, permettendo al lettore di immergersi a pieno nell intreccio dei ricordi dei personaggi fino alla rivelazione dell insospettabile colpevole ideale per gli amanti del giallo. Rossella Amato, 4^A La Via dei Re di Brandon Sanderson Sinossi Rimpiango i giorni precedenti all'ultima Desolazione. L'epoca prima che gli Araldi ci abbandonassero e i Cavalieri Radiosi si rivoltassero contro di noi. Un tempo in cui c'era ancora la magia nel mondo e l'onore nel cuore degli uomini. Il mondo divenne nostro e noi lo perdemmo. Pare che nulla costituisca una sfida per le anime degli uomini quanto la vittoria stessa. Forse quella vittoria è stata un'illusione fin dall'inizio? I nostri nemici si resero conto che quanto più duramente si battevano, tanto più resistevamo? Ci sono quattro persone che noi osserviamo. Il primo è un chirurgo, costretto a mettere da parte la guarigione per diventare un soldato nella guerra più brutale del nostro tempo. Il secondo è un assassino, un omicida che piange mentre uccide. La terza è una bugiarda, una giovane donna che indossa il mantello di una studiosa sopra il cuore di una ladra. L'ultimo è un alto principe, un condottiero i cui occhi si sono aperti sul passato mentre la sua sete di battaglia va scemando. Il mondo può cambiare. L'uso dei Flussi e degli Strati può tornare; la magia dei giorni antichi può essere di nuovo nostra. Queste quattro persone ne sono la chiave. Una di loro può redimerci. Un'altra ci distruggerà. Parlare de "La Via dei Re" non è per nulla semplice. Forse perchè l'autore, Brandon Sanderson, ha perfettamente capito cosa si aspetta un lettore da un fantasy: un mondo vivo e credibile. Non basta, infatti, descrivere personaggi o imprese eroiche; l'autore deve anche tratteggiare un mondo credibile nella sua storia, geografia, mitologia e nel sistema sociale. Per fare tutto ciò, oltre ad uno stile scorrevole come l'acqua, un'edizione particolarmente curata permette di apprezzare tutto il mondo di Roshar in illustrazioni molto convincenti. Ecco allora che prendono vita tutte le forze sociali che emergono da questo romanzo, a partire dagli umili pontieri, praticamente carne da cannone durante le battaglie, fino ai nobili stratoguerrieri, protetti dalle loro misteriose corazze. Anche il sistema magico, fondamentale in un fantasy, è brillantemente descritto dall'autore: dimenticatevi palle di fuoco sparate con una cadenza di tiro di un moderno mitragliatore perchè ne "La via dei Re" la magia è...misteriosa. Delle 1146 pagine non se ne trova una che spieghi come si manisfesti, chi può utilizzarla, da dove viene, ecc. ma, nonostante questo, il mondo intero è animato da spiriti chiamati "spren" che avranno una funzione importantissima nel romanzo. Certo, bisogna considerare che è il primo di un ciclo di dieci libri che usciranno nel corso di dodici anni, quindi è tutta da verificare la qualità di scrittura che l autore dovrà mantenere per non deludere le aspettative dei suoi affezionati lettori. In conclusione per un tuffo in un mondo violentemente realistico l acquisto è decisamente consigliato. Gianluca Sciancalepore 4^A 12

13 La verità sul caso Harry Quabert La migliore offerta di Joël Dicker In un certo momento della propria vita si giunge ad una certa stabilità: il nostro modo di pensare, le nostre passioni, le nostre certezze, diventano man mano più solide. Ma tutto questo non vale per Joel Dicker, nato in Francia nel 1985, che compone il suo secondo libro giocando con la verità. Nel suo libro infatti ciò che è reale si proietta e si confonde nella sembianze dell irreale, in una letteratura che, in modo singolare, si focalizza su se stessa come raramente accade. Il protagonista, Marcus Goldman, si potrebbe considerare il suo alterego: giovane scrittore, autore di un primo libro di successo e alla ricerca di uno spunto per il secondo, atteso dai media come il nuovo capolavoro della giovane promessa della letteratura. Sono proprio queste condizioni a scatenare in Marcus un senso di ansia e angoscia, che si traduce nel celebre blocco dello scrittore. Dopo giorni, settimane e mesi di vani tentativi di produrre qualcosa, si rivolge con fare disperato al suo mentore-amico Harry Quebert, che lo accoglie ad Aurora, tranquilla cittadina del Nord dell America, nella sua solitaria dimora isolata dalla mondanità. Scrittore di fama e di successo, ideatore di un Must della letteratura americana, Harry incoraggia in tutti modi il suo paziente invano, finché accade qualcosa di inaspettato: nel giardino della villa di Quebert, vengono ritrovati i resti delle ossa di una ragazza. La stessa ragazza, quindicenne, scomparsa trent anni prima in quella stessa tranquilla cittadina. Bene: giunti a questo punto, assisterete incantati alla nascita di una delle più favolose trame gialle a mio parere mai concepite. Osserverete impotenti come ogni singolo tassello del puzzle che avevate in mente, sarà rimescolato o addirittura distrutto e sostituito. Vi sembrerà di viaggiare in un buio labirinto, che a tratti si illuminerà, ma solo per pochi secondi. Non potrete evitare di cadere nelle trappole tesevi dall autore e di impigliarvi nelle immense diramazioni di questa trama ingarbugliata. Insomma, Dicker è riuscito con disinvoltura nel tentativo di cucire una trama estremamente avvincente, nella quale sono costantemente contrapposti passato e presente, giusto e sbagliato, verità e finzione. Leggere questo libro significa perdere la concezione di realtà, per immergersi totalmente in un mondo in cui l unica certezza è l incertezza, accompagnata da uno stile di scrittura adrenalinico e alla portata di tutti. Roberto Palombella, 4^D Film La nostra vita non ci appartiene. Da grembo a tomba siamo legati ad altri, passati e presenti. E da ogni crimine e da ogni gentilezza diamo nascita al nostro futuro. Probabilmente questa frase, tratta dal film Cloud Atlas, non vi dirà molto, ma rispondere alla domanda di cosa parla Cloud Atlas? è un impresa considerevole e mi risulta praticamente impossibile ridurla a qualche vaga perifrasi di circostanza; se aggiungiamo il fatto che rientra nella breve lista delle mie pellicole preferite, finirei per annoiarvi con le cronache dei miei film mentali sulla magniloquente opera corale quale è questo film. 13 Ma andiamo con ordine. Cloud Atlas è un film uscito nel 2012 in America (per poi raggiungerci qui in Italia solo a Gennaio 2013) basato sul romanzo di David Mitchell L atlante delle nuvole, da cui si allontana solo in qualche particolare: cosa che io non ho del tutto disprezzato. A differenza del libro, il titolo del film in Italia è rimasto non tradotto forse per consolidare l aria di mistero che aleggiava intorno a questa pellicola già dal 2009 per tutta la durata della produzione.

14 La migliore offerta La regia e la sceneggiatura sono state affidate ai ben noti fratelli Andy e Lana Wachowski, che già nel 99 ci avevano fatto dono di un grande ed indimenticabile colosso come Matrix, senza dubbio una delle saghe diventate pilastro portante della cultura pop del nuovo millennio (tralasciando eventuali commenti su Matrix Reloaded e Matrix Revolutions); a questo nuovo film è stato più volte paragonato mentre, a mio parere, non vi era alcun motivo per farlo. Molti dimenticano che i Wachowski non hanno lavorato da soli, anzi è stato proprio il vincente gioco di squadra con il tedesco Tom Tykwer, che alcuni ricorderanno per aver diretto Profumo: storia di un assassino e il modo di operare (le due regie si sono letteralmente divise il lavoro con due troupe diverse) a rendere così interessante il film. Quest ultimo risulta così curato nei particolari e con stili di regia talmente ben armonizzati fra loro, da non far notare la differenza allo spettatore. Ma ciò che rende difficile parlare di questo film, in realtà, è la trama: non per nulla all inizio l ho definita magniloquente opera corale! La trama di Cloud Atlas, infatti, è composta da sei storie, molto diverse tra loro, che si svolgono in luoghi e tempi del tutto differenti, ma se credete che questo sia un film a episodi come quelli che andavano di moda negli anni 60, vi sbagliate di grosso. Il messaggio principale del film, o almeno quello più superficiale, è in un certo senso: siamo tutti connessi. E se nel libro quest idea poteva essere ben espressa con una struttura a matrioska dei sei racconti, l idea utilizzata da Mitchell nel romanzo non avrebbe avuto la stessa forza comunicatrice sul grande schermo. Nel film le sei vicende sono mostrate come se accadessero contemporaneamente, come se procedessero in modo parallelo, tanto che, dopo il primo quarto d ora, la poltroncina del cinema sembra trasformarsi in una nave sballottata qua e là dalle onde del mare in tempesta: appena una storia comincia a piacerti, ecco che il film passa ad un altra e poi ad un altra ancora. Succede che anche quest ultima cattura la tua attenzione come la prima e la seconda, tanto che alla fine non sai esattamente quale tu abbia preferito in assoluto. 14 Questa è la trama. Nel 1949 il giovane avvocato americano Adam Edwig aiuta lo schiavo Moriori Autua a viaggiare da clandestino sulla nave che lo riporterà a San Francisco; a sua volta l indigeno lo salverà da una morte assai più terribile. Nel 1936, in un atmosfera satura d amore carnale, spirituale e artistico, vediamo lo squattrinato e bisessuale musicista Robert Frobisher spinto a scrivere la sua più grande opera, all ombra del famosissimo compositore Vyvyann Ayrs per il quale lavora come copista. Nel 1973 torniamo a San Francisco con la spystory a sfondo ecologista di Luisa Rey, che con la sua inchiesta riesce ad evitare un catastrofico disastro ambientale; nel 2012 incontriamo l inglese Timothy Cavendish, editore contemporaneo, che a causa di inaspettati guai con la malavita verrà rinchiuso in una casa di cura da cui, insieme ad una bene organizzata squadra di arzilli vecchietti, tenterà di scappare. Di colpo siamo nella Seul del 2144 con ambientazione distopica, dove seguiamo le vicende del clone Sonmi-451 a cui, grazie alla scoperta della cultura più antica (ossia la nostra), si risveglia una certa coscienza critica: questa la porta ad essere il simbolo della rivolta contro il sistema. Infine 100 anni dopo la Caduta siamo nel 2321, in una società primitiva in cui Sonmi -451 è ritenuta una dea e dove il pastore Zachry entra in contatto con l ultima colonia di una civiltà tecnologicamente avanzata, scoprendo una terribile verità. Se questa breve e vaga sintesi delle vicende vi confonde, vi assicuro che i dialoghi, i passaggi da una storia all altra, e addirittura gli attori stessi, sono usati in modo molto intelligente per offrire allo spettatore un prodotto organico, tale da far comprendere sia le storie singole sia i molteplici collegamenti presenti fra di esse. Probabilmente per cogliere alcune sottigliezze sarà necessario rivedere questo film più volte, non perché non sia apprezzabile dopo una sola (l effetto Inception è scongiurato, promesso!), ma per capire fino in fondo il messaggio che i registi hanno voluto trasmettere. Alcuni dei temi affrontati sono familiari ai Wachowski, come quello della predestinazione, del destino e dell eroe mentre altri, derivati dal romanzo, sono la spiritualità, la reincarnazione e la redenzione o la dannazione di una stessa anima, a seconda delle sue azioni passate e future. Inoltre (cogliete questa piccola considerazione come una sfida), per quanto riguarda il cast d onore in cui troviamo attori del calibro di Tom Hanks, Jim Sturgess, Hugh Grant, Halle Berry e Hugo Weaving, vorrei portare all attenzione dello spettatore qualcosa di molto particolare. Per impersonare infatti tutti i personaggi delle varie storie, non sono stati utilizzati diversi cast, dal momento che uno stesso attore si è ritrovato a dover recitare parti che differivano tra loro per allineamento, temperamento, importanza nella storia e, addirittura, sesso, tanto da rendere divertentissima la caccia al volto da un avventura all altra. Infine la varietà dei fatti e delle tematiche come l amicizia, la schiavitù, la distopia, la vecchiaia, l amore per l arte, la lotta contro il crimine, ecc riescono a smuovere un ampio ventaglio di emozioni che si mescolano in un vortice che raggiunge il suo culmine nel finale e riesce a sopraffare completamente lo spettatore. Quest ultimo esce dalla sala soddisfatto sì, ma con la mente affollata da diversi dilemmi posti dal film, a cui dovrà rispondere da solo. Claudia Dagostino, 5^ B

15 La migliore offerta Videogames Beyond Two Souls è un gioco eccezionale, nel senso che rappresenta un eccezione nel panorama dei giochi contemporanei. David Cage, game designer e presidente di Quantic Dreams crede fermamente nelle capacità del medium videoludico di raccontare storie. Un'idea geniale senza dubbio ma tutta la teoria di Cage crollerebbe come un castello di carte se le storie raccontate non fossero delle belle storie e in questo caso Beyond Two Souls è un racconto splendido. Senza addentrarci nei dettagli della trama vi basti sapere che la vicenda tratta della vita di Jodie una ragazza nata con un dono un entità alla quale è legata che può interagire con gli oggetti e con le persone. Jodie sarà fatta oggetto di studi scientifici prima e di piani governativi poi. L aspetto che probabilmente rende interessante la storia è proprio il modo in cui essa viene raccontata, possiamo dire che il gioco è costruito in modo concentrico come un gioco di scatole cinesi, in cui ogni strato porta all interno un certo grado di discontinuità narrativa. Lo strato più esterno sarà costituito dalle scelte del giocatore che può influire le decisioni della protagonista e l andamento della vicenda, oltre a decidere la moltitudine di finali che potenzialmente prolungano la longevità. Lo strato nel mezzo comprende le numerose sequenze del gioco costruite in modo sublime in un intricato gioco di analessi e prolessi. Infine ed è questo lo strato più interno di queste scatole cinesi, le sequenze sono spesso interrotte da ellissi temporali, che daranno al giocatore un esperienza frammentaria che si ricostruirà come i tasselli di un puzzle mostrando unicamente alla fine il contenuto misterioso. David Cage ha cercato di sbrogliare la matassa della noninterattività grazie ad Aiden l entità spirituale che vive dentro Jodie che può oltrepassare muri, volare e prendere possesso di altri corpi consentendone così l uccisione, trasformando il titolo in un gioco in prima persona. Jodie invece è controllata in terza persona ed è imbrigliata dalle leggi fisiche che governano il mondo. Tuttavia Jodie vede quello che vede Aiden e può pertanto indicare al compagno quali azioni intraprendere. Ciò nonostante Aiden è un entità senziente e non un cane ammaestrato quindi il giocatore può decidere se seguire le richieste di Jodie oppure agire in maniera più anarchica portando il più delle volte il giocatore a numerosi dilemmi morali. L'interazione con gli oggetti e l'ambiente avviene tramite degli hotspot indicati con dei puntini bianchi, in poche parole, dove appare un puntino bianco sappiamo di poter compiere qualche azione. Infine il gioco introduce una meccanica stealth; ma in questo punto Beyond si trova ad anni luce di distanza dai giochi stealth a cui tutti sono abituati; inoltre l'assenza di un game over (elemento ricorrente della casa Quantic Dreams) toglie buona parte dell'emozione, quindi l'atto del muoversi silenziosamente perde fondamentalmente il proprio significato. I combattimenti si eseguono muovendo lo stick destro del nostro joypad nel verso del movimento compiuto dalla protagonista, in poche parole, se Jodie deve sferrare un pugno da destra verso sinistra lo stick va spostato verso destra, se deve schivare verso il basso lo stick va spinto verso il basso. In base al movimento sbagliato o corretto che sia la sequenza cambia e può portare a diversi esiti nella scena. Per molti Beyond potrebbe essere considerato come un nongioco, ma se ci atteniamo alla definizione di videogioco ovvero di prodotto che consente un'interazione uomo-macchina di tipo ludico Beyond due anime è senza dubbio un videogame; come antecedentemente detto, Cage ha creato una storia di senza dubbio interessante ma ha dimostrato inoltre che il videogioco ha ancora tanta strada per avvicinarsi al cinema (sempre che mai ci riesca..). Nonostante qualche problema tecnico, qualche pop-up delle texture e alcuni rari momenti in cui il gioco si freeza per qualche secondo Beyond due anime è un bel gioco. Tutto però è reso incredibilmente reale grazie all'interpretazione dei personaggi, versioni digitali degli attori che li interpretano; così Ellen Page, Willem Dafoe e Eric Winter compiono un lavoro di interpretazione davvero eccellente per niente sminuito dall'impeccabile doppiaggio italiano. Beyond è un gioco che colpisce nel profondo dello spirito, che vi trascinerà in un turbinio di emozioni. Non dimenticate tuttavia che le emozioni devono restare confinate alla pura virtualità e che il gioco è bello quando dura poco! Walter Vista 4^ A 15

16 La migliore offerta Next Gen la nuova frontiera dei videogames Da diversi mesi sono entrate nel mercato internazionale le console di Next gen prodotte da Sony e da Microsoft, ognuna ha i suoi difetti e i suoi pregi che prediligono sull altra concorrente. Parlando in campo di Hardware Micosoft si è basata sul motto Bigger is better realizzando l Xbox One con un design squadrato e senza effetti stilistici rilevanti. L alimentatore è esterno e molto ingombrante mentre le ventole di raffreddamento sono poste sui lati della console. Il risultato è una console molto silenziosa anche durante il gameplay. Sony invece ha puntato molto di più sul lato hardware rispetto Microsoft realizzando la PS4 in maniera del tutto diversa: molto più piccola, con un design più curato e alimentatore integrato al suo interno. La console ricorda per diversi versi la semplicità delle vecchie produzioni Sony, riconducendo alla riconoscibilità del marchio. La PS4 come l Xbox One è silenziosa e non causa problemi a livello di raffreddamento. Sia Microsoft che Sony hanno puntato molto sulla velocità delle loro console in effetti il multitasking di entrambe è eccellente. Permette con un tempo minimo di poter accedere al menù di schermata in qualche secondo anche se PS4 impiega diversi secondi in meno facendo sfigurare XboxOne che compensa con la funzione avvio veloce. Le schermate sono completamente differenti nelle due console e a seconda dei propri gusti è la scelta, infatti Microsoft utilizza le live tail di Windows 8, Sony una semplice doppia fascia su cui sono divise le varie funzioni. La grafica di gioco però è sicuramente uno dei punti più importanti di queste nuove generazioni; la PS4 da un punto di vista tecnico è in grado di offrire un esperienza maggiore rispetto ad XboxOne infatti la maggior parte dei videogiochi usciti in questi mesi evidenziano una superiorità grafica. Ovviamente ciò può essere cambiato nelle prossime uscite, tutto dipende dalla realizzazione dei prossimi videogame da parte delle case produttrici. Un altro aspetto importante per quanto riguarda l esperienza di gioco è sicuramente il joypad che per quanto riguarda XboxOne non è cambiato molto, a parte la maggior ergonomicità della parte dorsale, ma con ancora la pecca delle pile a stilo che comportano un costo aggiuntivo. Per PS4 invece il controller è stato completamente ridisegnato con un ergonomicità maggiore e con i tasti L2 ed RL migliorati. E stato anche introdotto il touchpad, un led sulla parte dorsale che cambia colore e un microfono direttamente sul controller e ciò può considerarsi veramente utile ed innovativo per un esperienza di gioco ancora migliore. Per quanto riguarda gli accessori aggiuntivi di entrambe per Xbox One troviamo il vecchio Kinect ridisegnato ed incluso con la console e per PS4 la possibilità di interagire con la PSVITA, portando i propri giochi ovunque si desideri, ma questa non è inclusa nel prezzo della console. Attualmente non sono molti i titoli disponibili per entrambe le console ma, per ciò che ci è stato possibile verificare, l esperienza di gioco è veramente esilarante, nonostante si tratti solo di prime uscite disponibili anche per la vecchia generazione. Le esclusive XboxOne sono: Forza Motosport 5, Dead Rising 3, Halo Spartan Assault e Ryse Son of Rome. Invece le esclusive PS4 sono: infamous Second Son, Killzone Shadow fall, Knack, Lego Marvel Super Heroes. Ma molti dei giochi più famosi sono su entrambe le console,qui troviamo: Metal Gear Solid V:Ground Zeroes, Titanfall, Thief, Rayman Legends, The Lego Movie:videogioco, Tomb Raider:Definitive Edition, Just Dance 2014, NBA Live 2014, Battlefied 4, Call of Duty Ghost,, Fifa 14, Assassin s Creed 4 Black Flag, Need for Speed Rivals. Invito chiunque sia intenzionato a scegliere una delle due console come prossimo acquisto a preferire la PS4 per le diverse innovative funzionalità possedute degne di una console di ultima generazione. Marianna Abbattista 3^D 16

17 La migliore offerta Anime&Manga Cosa ci attende dopo la morte? Bè in effetti ancora nessuno lo sa e numerose sono le teorie che si sono venute a formare con il passare degli anni indipendentemente dalle credenze religiose. Il dilemma si propaga ormai in ogni dove: film, libri, testi di canzoni e perfino nella nuova "moda" del momento... i manga e gli anime. Jun Maeda, attualmente il fondatore della Key, ha proposto un anime che ha dell eccezionale. Il mangaka è riuscito ad inglobare in un unica opera di soli 13 episodi, più un OVA (episodio speciale) il genere fantascientifico, drammatico e della commedia ad una tematica particolarmente complessa e seria. Senza proporre alcuno spoiler Angel Beats! è ambientato in una scuola superiore dell aldilà, una specie di purgatorio a metà tra il paradiso e la Terra dove gli studenti imparano ad abbandonare ogni attaccamento rimasto loro con la vita, prima di reincarnarsi in una nuova vita, scomparendo da quel mondo. Ogni causa di morte è scomparsa e non esistono malattie, ma gli studenti possono ancora provare dolore e tutte le altre sensazioni di quando erano vivi, compresa quella del morire, solo per svegliarsi senza ferite. La storia segue la "vita" del protagonista, Otonashi, un ragazzo che ha perso i suoi ricordi riguardo alla sua vita sulla Terra (cosa comune in caso di morte traumatica). Una volta svegliatosi conoscerà Yuri che lo inviterà/costringerà a entrare a far parte del Shinda Sekai Sensen (SSS) ovvero il Fronte del mondo dei morti, anche se il nome cambierà continuamente con lo svolgersi della trama. La principale antagonista del battaglione è una ragazza albina chiamata "Tenshi" (o Angel), che si rivela essere anche il Presidente del Consiglio Studentesco. In questo strano mondo giungono le persone che non sono state felici o non hanno realizzato ciò che volevano fare nella vita: hanno quindi una sorta di seconda possibilità e quindi si verrà così a formare una spaccatura fra NPC ovvero (personaggi non giocanti) privi di qualsivoglia anima e i già citati ribelli contro Dio del SSS. Numerosi saranno i personaggi che ci verranno presentati, tutti unici nelle loro caratteristiche, ma, problema che delude e ha riportato diversi dissensi è quello di non averli per nulla approfonditi dal punto di vista psicologico a differenza di Otonashi,Yuri e Hinata. Inoltre ci sarà anche un gruppo rock formato da sole ragazze, le GDM (Girls Dead Monster) che delizieranno rendendo più fluida e piacevole la visione grazie a brani che hanno raggiunto gli apici delle classifiche giapponesi raggiungendo una quota di vendita che supera le 80 mila copie. A parte il difetto già citato, la brevità della serie potrebbe lasciare un po' di amaro sulla bocca di tutti coloro che si diletteranno nella visione che non saranno per nulla felici di sapere dell'assenza di un manga effettivo. In conclusione Angel Beats! è fantastico, per nulla sminuito dal finale che lascerà lo spettatore di stucco e con la necessità di fazzoletti per asciugarsi le lacrime che non cesseranno di fuoriuscire dalle vostre pupille. Walter Vista, 4^A 17

18 Pharrell Williams Happy Clean Bandit ft. Jess Glynne Rather Be Katy Perry Dark horse Pitbull ft. Kesha Timber Shakira ft. Rihanna Can't Remember To Forget You OneRepublic Counting Stars Avicii Hey Brother Sam Smith Money On My Mind Stromae Formidable Klingande Jubel Faul & Wad Ad vs. Pnau Changes Imagine Dragons Demons Stromae Tous Les Mêmes Zedd ft. Hayley Williams Stay The Night Katy Perry Unconditionally Elisa Un filo di seta negli abissi Lorde Team Eminem ft. Rihanna The Monster Birdy People help people Saule Dusty Men 18

19 Musica emergente molfettese: questa sconosciuta "Non urlare di piacere per ciò che vedi, ma impara e svegliati" Bill J. Stalzio In questo Medioevo che il XXI secolo sta vivendo, non è raro sentire in giro alcune invettive da parte di falsi musicologhi nei confronti della musica contemporanea del tipo: il Rock è morto, oggi esiste solo musica commerciale!, la musica è finita nella tomba con la voce di Freddy Mercury. Questi presunti critici musicali evidentemente non sanno che la musica è un linguaggio che, come qualsiasi cosa appartenente a questo mondo, si evolve continuamente e, basta essere un po più curiosi, per scoprire artisti da ogni parte del mondo in grado di stupire anche i più scettici e miopi pseudo-musicofili; <de gustibus non disputandum est>, potrebbe rispondere qualcuno! Beh qui non si tratta di gusti, ma di ignoranza nei confronti di miriadi di generi musicali, di nicchia e non, che possono piacere o meno, risorga Pastorius, se non è così! Conoscere, prima di giudicare. Ma andiamo al dunque: senza andare troppo lontano, acuendo un po di più l udito ai suoni che il nostro territorio produce, si possono scoprire numerosi giovani artisti indipendenti emergenti che farebbero invidia a molti esponenti del panorama musicale nazionale ed estero: forse la musica è una delle poche cose di cui il Sud si può ancora vantare. La nostra città e la nostra scuola in primis, rappresentano una fucina di musicisti che coltivano giorno per giorno le proprie ambizioni, cercando di portare i propri originali progetti (ahimè il più delle volte sottovalutati) al di fuori del territorio molfettese: La Cerniera, i Ginkgo Dawn Shock, gli Equilibrio Precario, i Three States of Oneirism, i Subconscious Deceit, i Kornilov, gli Industriae (purtroppo sciolti), e i The Pier, sono tutti gruppi che nella loro formazione includono almeno un musicista del nostro Liceo. Ascoltateli, seguiteli, se non ne avete già avuto modo. Scoprirete che non serve avere la sterile disciplina tecnica di uno Steve Vai qualsiasi per fare ottima musica. Ascoltateli. Scoprireste generi come il new wave o il post punk, il post rock progressive, l indie contaminato, il prog rock psichedelico il prog metal il noise-posthardcore, il grunge, l alternative rock o l indie math rock ; e se non siete soddisfatti, potreste dare un ascoltata a gruppi un po più grandi come gli Obscure Path, con la loro psichedelia post rock strumentale o i Whorehouse Inc., band stoner/southern rock. E non finisce qui: la lista si ingrandirebbe esponenzialmente se si prendessero in considerazione le altre città della provincia, della regione, e perché no, anche dell intero Paese. In sostanza, il mio non vuole essere un inutile elenco di gruppetti locali, ma un esortazione al risveglio, un invito alla ricerca di band e generi sempre nuovi a scapito della maniacale fossilizzazione su brani ormai appartenenti al passato che, mi duole scriverlo, da essere veri e propri capolavori, a furia di essere riproposti, risuonati e riarrangiati in maniera così esagerata, sono finiti per assumere le sembianze delle più insipide cantilene commerciali. Oggi i capolavori esistono e sono spesso frutto della passione e della creatività dei più giovani e sta proprio al pubblico iniziare a darli vita; per scovarli basta essere un po più curiosi, i mezzi li abbiamo. Davide Pasculli, 3^ C 19

20 In occasione della riapertura del periodico La voce di Einstein abbiamo pensato di mettere a nudo i nostri rappresentanti d istituto con l intento di risvegliare i loro scheletri nell armadio. LUCA MININNI ANNA DE BARTOLO GIUSEPPE TROIANO Nome Luca Anna Giuseppe Cognome Mininni De Bartolo Troiano Segno zodiacale Acquario Gemelli Boh, non so, forse pesci Perché ti sei candidato/a Pensi di essere all altezza di questa carica? Tre aggettivi per descriverti Per dimostrare a me stesso che fossi capace di portare a termine un incarico di una certa importanza. So and so. Simpatico, tollerante, disponibile. Perché mi è sempre piaciuto essere attiva all interno della scuola e quest anno volevo esserlo più direttamente. Si, ma non ci sono le condizioni per esprimermi a pieno. Solare, bassina, rompiballe. Destra o sinistra? Sinistra. Atea!? Sinistra. Per dare voce alle idee ti tutti gli studenti E perché sono figo! E la carica che non è alla mia altezza. Scherzosi: figo, stupendo/ meraviglioso, ben dotato. Seri: Simpatico, affabile, ben dotato. Numero di cellulare *** *** Nel sottopassaggio della stazione in corrispondenza del terzo scalino, sotto la scritta tr***...no. Cosa pensi dei tuoi colleghi? All altezza, soprattutto Anna. Troppo alti! Grandi lavoratori con i quali formo un ottima squadra per sconfiggere il crimine nella scuola di Gotham City. Parliamo di Robin e Catwoman? Per i/le fans: single o fidanzato/ Dipende dalle fans. Single-issima! Per le fans: sono impegnato. a? Per i fans: sono single! Hai mai tradito? Never. Mai. No. Hai mai fatto la doccia in compagnia? In quanti? Si, eravamo in tre, io e altre due mie amiche, un delle quali aveva i dred rossi, dell altro/a non ho notato nessun segno particolare. Si, due. Si, in campeggio, in costume. Che pensi se una ragazza ti fissa? Avrò qualcosa tra i denti. Oddio, avrò il mascara sbavato? Chess m vol fa I capelli schiacciati? Perché mi fissaaaa? E se ti fissa un ragazzo? Vorrebbe qualcosa tra i denti. Ho qualcosa che non va? Cuss m vol fa Oppure mmmhhh, carino. Magari gli piaccio! Cosa vorresti dire alla preside? Di essere meno fiscale. Scialla baby! Perché si veste con abiti così colorati? Hai mai fumato? Oui. Si. No. Qual è il tuo passatempo preferito? Dmax. Far esaurire i miei genitori. Navigare su internet Parolaccia preferita? Vai a cacare che metti colore! Eh sti ca***! Porca p*****a, non dico parolacce! Cento giorni da pecora o uno da leone? Uno da leone. Uno da leone. Cento giorni da leone ed UNA a pecora! Un saluto ai lettori Salve genti! Ciao belli! Ciao a tutti, siete tutti bellissimi! 20

21 UNA SCELTA CHE DURA UNA VITA Tra test universitari e tesine di maturità I corsi di laurea degli atenei italiani rischiano di diminuire ancora. Meno corsi, meno dubbi, si potrebbe pensare. In realtà, la scelta dell'università resta un enigma per tutti gli studenti, o quasi, che affronteranno la maturità. Certamente il clima economico italiano, ancor più che europeo, è un fattore determinante nella scelta del percorso universitario: mai come oggi, infatti, diventa difficile trovare il giusto equilibrio tra inclinazioni personali e prospettive occupazionali nella scelta del proprio percorso di studi. Crisi economica a parte che è diventata per certi versi una scusante alla pigrizia giovanile, si sta diffondendo un altro virus tra i diplomandi, ossia quello della scelta di massa: per essere alla moda non basta più soltanto fare il giusto shopping e frequentare i locali in della città ma bisogna anche scegliere l università di tendenza. E sempre più frequente, infatti, che ci si indirizzi verso una facoltà più comune e nota, un po per paura di restare soli e rincominciare la routine del Ciao, come ti chiami?, un po per il timore di essere considerati diversi. In realtà, miei cari diplomandi, non c è nulla di più bello se non riprovare quella strana eccitazione del primo giorno con la consapevolezza di intraprendere un percorso universitario che ci appaghi per tutta la vita. Ogni mattina, durante quelle cinque ore che ci tengono legati ai banchi di scuola tra amici non mancano commenti e invocazioni a divinità pagane affinché si schiarisca la mente e appaia la risposta alla domanda che qualsiasi persona che sappia della tua maturità imminente ti chiede: Cosa farai dopo il liceo?. A questo proposito mi faccio portavoce di tutti i diplomandi e invito genitori apprensivi, zii, nonni, amici di famiglia incontrati per strada o in fila alla cassa e professori, a dare un po di tregua a noi poveri studenti evitando frasi tipo Mi raccomando alla scelta che fai, Veloce a diplomarti e laurearti, così inizi subito a lavorare, Hai deciso cosa fare dopo?, Pensaci bene. E si potrebbe andare avanti all infinito se non fosse che ho ancora poche righe per rassicurarvi che ci sono passati tutti e ce la faremo anche noi. Provate a fermarvi a pensare, magari la sera, nel letto al buio chiudendo gli occhi (e magari senza addormentarvi almeno per i primi 10 minuti). Provate ad isolarvi dal caos che vi circonda: compiti in classe, interrogazioni, sveglie alle di mattina, pullman da prendere (per i pendolari), rimproveri di genitori, litigi con i propri amici e fidanzati/e. Dimenticate il brutto taglio di capelli fatto il pomeriggio dal parrucchiere, i PON pomeridiani, la dieta, le raccomandazioni, la partita di calcio andata male. Smettete di pensare per un po a tutto questo e pensate a voi, immaginatevi tra dieci anni. Immaginate il viaggio che vorreste fare, la famiglia che vorreste costruirvi, la scrivania che vorreste occupare o il paziente che vorreste salvare, il libro che vorreste scrivere. Ricordate di prendervi sul serio in ogni vostra decisione! Maria Anna Camporeale, 5^ B 21

22 QUALE FACOLTÁ INTENDI SCEGLIERE? Sondaggi 22

23 23 Sondaggi

24 Il liceo scientifico A.Einstein è campione provinciale di basket dei Campionati Studenteschi La squadra d istituto di basket del liceo scientifico A. Einstein si impone sul campo di Monopoli ed è campione provinciale! Dopo aver battuto l ITIS G. Ferraris di Molfetta nella partita di girone con punteggio di 65-50, la squadra è approdata ai quarti di finale, contro il Cagnazzi di Altamura, ottenendo un altra vittoria: Battuto anche il Liceo Classico Oriani di Corato, dopo una partita molto combattuta, col punteggio di e dopo 3 vittorie consecutive, il Liceo A. Einstein ha raggiunto la finale, contro il Galilei di Monopoli. Partita vinta dai ragazzi molfettesi con uno scarto di 8 punti dopo una partita lunga e intensa. Primo quarto concluso sul punteggio di per il Galilei, ma i ragazzi dell Einstein ribaltano il risultato nei due quarti successivi fino ad arrivare ad un vantaggio di 15 punti (53-38) con i canestri di Roselli Gaetano, Azzollini Giacomo e Gadaleta Luca. Nell ultimo quarto però il Galilei rientra in partita, tornando a -5 dai ragazzi molfettesi, che però piazzano il parziale decisivo guidati dal loro capitano Totagiancaspro Riccardo e gestiscono il vantaggio fino a fine partita per laurearsi Campioni provinciali! Traguardo raggiunto con l impegno di tutti i componenti della squadra e soprattutto grazie alla prof.ssa Serrone che ha sostenuto i ragazzi, organizzato le trasferte, gli allenamenti pomeridiani e le partite casalinghe. Un grazie anche a Domenico de Pinto per aver accompagnato la squadra nelle sue partite anche fuori Molfetta. E grazie a tutti quelli che hanno reso possibile questa vittoria! Giacomo Azzollini, 2^ C La cosa essenziale non è la vittoria, ma la certezza di essersi battuti bene Per noi studenti lo sport non è solo una valvola di sfogo per liberarsi dallo stress, ma è anche una filosofia di vita, improntata sul concetto di gioco di squadra, sul supportarsi l un l altro, sul sapere che il tuo compagno di squadra ti aiuterà, sull esultare per una vittoria o sull abbattersi per una sconfitta. Ecco, questo è per noi ragazzi il valore dello sport, un valore che non si impara tra i banchi di scuola, ma si acquisisce con il sudore in palestra, tra un rigore e un espulsione. Rispetto e lavoro di squadra sono stati i valori che hanno primeggiato durante il torneo di calcio a 5 tenutosi il 31 marzo durante la Giornata dello Sport presso il Pala Poli di Molfetta. Il podio tanto desiderato dalle due scuole contendenti, Liceo Classico e Scientifico, è stato conquistato dal corso D dello Scientifico, con un gioco corretto e costante, che ha permesso di vincere la finale in tempi regolari con un conciso 2-1 contro il corso E. Quest ultimo, sceso al secondo posto, nonostante la tranquillità di gioco, ha resistito contro degni avversari da meritare la finale. Al terzo posto troviamo la prima squadra del Classico che, con energia dirompente, ha sbaragliato le squadre dello Scientifico, da cui ci si sarebbe aspettata più attenzione in alcune azioni. Al di fuori del podio troviamo il corso B dello Scientifico, che ha iniziato la gara con uno schiacciante 2-0, per poi perdere concentrazione creando errori in difesa e subendo più reti del necessario. Il corso C ed il corso A, nonostante il grande entusiasmo investito nella gara, non hanno saputo farsi valere, così come la seconda squadra del Liceo Classico. Si è disputata anche una partita di calcio a 5 femminile, che ha visto come avversari una squadra del Liceo Scientifico e una squadra del Liceo Classico. Con puro spirito di fair-play e con grande grinta le ragazze, nonostante l inesperienza nello sport, hanno dimostrato voglia di vincere e gioco di squadra. La partita è risultata molto più statica rispetto ai ritmi maschili, ma abbiamo potuto notare come lo Scientifico abbia mantenuto possesso palla e abbia creato molte azioni offensive; infatti la gara si è giocata quasi esclusivamente nella metà campo del classico. La partita è terminata con uno splendido 1-0 per le ragazze del Liceo Scientifico. Assistere a questa ormai tradizionale e sana competizione non può che farci venir in mente una citazione della medaglia d oro Gabriella Dorio praticare uno sport non deve fondarsi sull idea del successo, bensì sull idea di dare il meglio di sé. Danila de Trizio e Maria de Nichilo, 5^ B 24

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