ANALISI DEL PEGGIORAMENTO AVVENUTO SUL VENETO DAL 7 AL 10 SETTEMBRE 2010 A cura di Alessandro Buoso Una pubblicazione di SERENISSIMAMETEO.

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1 AVVENUTO SUL VENETO DAL 7 AL 10 SETTEMBRE 2010 A cura di Alessandro Buoso Una pubblicazione di SERENISSIMAMETEO.EU Tra le giornate di martedì 7 e venerdì 10 Settembre 2010, il Veneto è stato interessato da un importante episodio piovoso. E' stato un peggioramento importante sia per i fenomeni in cui esso si è tradotto sia perché, pur mantenendo delle caratteristiche tipiche della stagione estiva, ha cominciato a mostrare alcune peculiarità tipiche della stagione autunnale. Da questa carta di previsione del modello americano GFS di marte 7 e valida per mercoledì 8 settembre, si nota un'ampia saccatura protesa dall'atlantico settentrionale verso il Mediterraneo centrale. Si tratta di una struttura depressionaria ben delineata e accompagnata da aria fredda in quota in grado di affondare piuttosto a sud lungo i paralleli, di originare un minimo barico alle quote medio basse della troposfera e di formare alcuni impulsi perturbati che si sono poi presentati sulla nostra regione. I fenomeni osservati sono stati a prevalente carattere di rovescio o temporale con attività elettrica anche piuttosto intensa; le piogge nei singoli episodi che si sono susseguiti, hanno presentato accumuli notevoli nell'arco di poche ore e alcune località hanno raggiunto e superato l'accumulo medio mensile di riferimento. Di seguito verranno analizzati i singoli episodi che si sono susseguiti nei vari giorni, ben circoscritti e definiti spazialmente e temporalmente. eteo.eu Pagina 1

2 SERA DI MARTEDI' 7 E NOTTE DI MERCOLEDI' 8 Martedì sera il disporsi delle correnti da sudest lungo la costa veneziana ha favorito lo sviluppo di celle temporalesche lungo l'alta pianura trevigiana e vicentina. Si può parlare di fenomeni prefrontali originatisi più per condizioni favorevoli al suolo ( convergenze di venti) che per forzanti dovute all approssimarsi del fronte. I venti deboli in quota hanno permesso ai rovesci e ai temporali di avere carattere di stazionarietà interessando un porzione piuttosto limitata del territorio, ma producendo degli accumuli piovosi notevoli. Dall'immagine di riflettività del radar dell'arpa del Veneto situati a Monte Grande, si evince quanto descritto sopra: i nuclei presenti lungo la pedemontana hanno interessato le medesime zone per alcune ore dissolvendosi lentamente nella notte. Nella tabella che segue sono riportati alcuni degli accumuli più importanti di questo primo evento: Località Rete di appartenenza mm accumulati Conegliano Veneto (TV) ARPAV 104,8 Rossano Veneto (VI) SRNM-NEM 90,6 Volpago del Montello (TV) ARPAV 75,6 Maser (TV) ARPAV 71,6 eteo.eu Pagina 2

3 Come già osservabile nell'immagine del radar riportata in precedenza e più chiaramente visibile in quella postata in seguito, tra la sera di martedì e la notte di mercoledì vengono a formarsi delle celle temporalesche anche in prossimità della costa tra Veneto e Friuli Venezia Giulia. Il grosso delle precipitazioni avviene nelle primissime ore del secondo giorno e la stazione meteorologica di Bibione di ARPAV segna per la giornata di mercoledì un accumulo complessivo di 99,8 mm quasi tutti caduti nella notte. Questa prima fase del peggioramento è stata caratterizzata da condizioni favorevoli allo sviluppo di celle temporalesche le quali hanno avuto carattere di stazionarietà dovuto alle deboli correnti in quota che non ne hanno favorito il movimento. Perciò esse hanno interessato su aree circoscritte finchè le condizioni favorevoli al loro sviluppo non sono venute meno e le stazioni pluviomentriche presenti in quelle località hanno registrato valori davvero notevoli di precipitazione. eteo.eu Pagina 3

4 MATTINA DI MERCOLEDI' 8 Il Veneto è stato interessato dal primo sistema temporalesco legato alla depressione in discesa dall'europa nord occidentale. Il disporsi delle correnti in quota da sud ovest accompagnate da un primo calo termico in quota hanno portato allo sviluppo di un sistema temporalesco che dalla Lombardia è entrato nella provincia di Verona attraversando un po' tutta la media pianura, producendo fenomeni anche intensi che hanno creato dei diasagi nelle città di Padova e Venezia e poi si è spostato sull'alto veneziano perdendo però di intensità. Nell'immagine del radar di Monte Grande riportata di seguito è mostrato il sistema temporalesco in azione sulla pianura veneta che ha avuto effetti marginali sul bellunese e sul rodigino. Le piogge pur intense che si sono verificate non hanno prodotto accumuli importanti come nel giorno precedente, tuttavia alcune stazioni hanno registrato anche valori di 30/40 mm in un ora, in particolare i capoluoghi del padovano e del veneziano. Tra un passaggio temporalesco e il successivo si sono avuti alcuni locali rovesci ma anche pause asciutte e ben soleggiate che hanno permesso un aumento delle temperature e quindi il rinnovo del carburante necessario a produrre o ad alimentare nuovi temporali. eteo.eu Pagina 4

5 SERA DI MERCOLEDI' E NOTTE DI GIOVEDI Un secondo impulso perturbato ha interessato la regione dalla serata di mercoledì cominciando dalla provincia scaligera e avanzando verso est. Ancora una volta la pianura è stata la protagonista della fenomenologia e rovesci e temporali si sono presentati più intensi nella parte centro occidentale della regione e hanno perso energia nella pianura orientale. Al mattino di giovedì gli ultimi rovesci indugiavano sull'est della regione abbandonandolo bel presto ed in seguito una bella giornata di sole si è presentata un po' a tutti gli abitanti della regione. Nonostante la bella giornata di sole, magari non caldissima, in quota ormai l'aria fredda era presente a tutte le quote ed era pronta a sfruttare il riscaldamento diurno per creare contrasti e produrre nuova instabilità pomeridiana. eteo.eu Pagina 5

6 POMERIGGIO/SERA DI GIOVEDI' E NOTTE DI VENERDI' Il tempo soleggiato di giovedì ha favorito nel pomeriggio lo sviluppo di cumulonembi, in particolare lungo la fascia prealpina, che localmente hanno prodotto rovesci e temporali come è stato il caso della zona del Montello, nel trevigiano. Il minimo barico che si era venuto a formare in seguito all'arrivo dell'aria fredda sul Nord Italia trasla proprio nel tardo pomeriggio sul Veneto portando una rotazione dei venti a tutte le quote: i temporali che inizialmente si muovevano con movimento da sudovest a nordest tendono prima a muoversi da est ad ovest e fino ad avere un movimento da nord a sud e da nordest a sudovest. Il temporale del Montello visibile da gran parte della pianura veneta, dopo aver interessato il settore nord della marca trevigiana, improvvisamente cambia direzione di spostamento dirigendosi verso la pianura ma perdendo progressivamente di forza. La rotazione delle correnti favorisce invece lo sviluppo di temporali in particolare sui settori occidentali della regione, temporali che si attenueranno solo nelle prime ore di venerdì ma che hanno presentato una intensa attività elettrica in particolare sul capoluogo vicentino. Di seguito viene riportato uno scatto del radar di Monte Grande. eteo.eu Pagina 6

7 CARTA FINALE ACCUMULI Ecco una mappa con gli accumuli dell intero evento registrati nelle località venete facenti capo alla rete di stazioni di ARPA Veneto e di alcune stazioni amatoriali del sito eteo.eu Pagina 7

8 Si nota come gli accumuli registrati nella prima fase temporalesca, in cui i fenomeni hanno presentato caratteristiche di stazionarietà, influiscano pesantemente sugli accumuli finali di tutto il peggioramento. Le località dell'alta pianura trevigiana e vicentina con la stazione di Bibione hanno presentato valori che raggiungono o anche superano l'accumulo medio mensile di settembre. Località Rete di appartenenza Accumulo totale peggioramento in mm Conegliano Veneto (TV) ARPAV 152,6 Volpago del Montello (TV) ARPAV 119,8 Maser (TV) ARPAV 106,6 Bibione (VE) ARPAV 102,6 Quinto Vicentino (VI) ARPAV 90,8 Rosà (VI) ARPAV 90 Rossano Veneto (VI) SRNM-NEM 139,3 Vicenza Est (VI) SRNM-NEM 113,4 Vicenza Ovest (VI) SRNM-NEM 105,7 Per contro invece le Dolomiti settentrionali, il basso veneziano e il rodigino in genere, sono state le zone meno interessate dalla fenomenologia. In particolare le stazioni ARPAV di Chioggia (VE) e Rosolina (RO) hanno segnato gli accumuli inferiori con 2,4 mm e 1,6 mm rispettivamente. eteo.eu Pagina 8

9 SEZIONE FOTOGRAFICA Allego alcune foto scattate durante questa fase pluvio-temporalesca. Mattino di mercoledì 8 Roll cloud, Trevigiano Alessandro Buoso (SRNM-NEM*) Mattino di mercoledì 8 Rovescio nel nord padovano Alessandro Buoso (SRNM-NEM) eteo.eu Pagina 9

10 Sera mercoledì 8 Vicenza Clark, utente di SRNM-NEM Sera di giovedì 9 Vicenza - Clark, utente di SRNM-NEM eteo.eu Pagina 10

11 Sera di giovedì Dall altopiano dei Sette Comuni Vittorio Poli (SRNM-NEM) Sera di giovedì 9 Temporale su Vicenza Alessandro Buoso (SRNM-NEM) eteo.eu Pagina 11

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