RELAZIONE DESCRITTIVA

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2 RELAZIONE DESCRITTIVA IMPIANTI IDRICO SANITARI IMPIANTI DI SCARICO ACQUE NERE IMPIANTI ANTINCENDIO SOMMARIO 1 IMPIANTO IDRICO-SANITARIO IMPIANTO DI SCARICO E VENTILAZIONE ACQUE NERE Impianto di scarico interno al fabbricato Rete di scarico esterna al fabbricato IMPIANTO IDRICO ANTINCENDIO Impianto idranti Impianto a lama d acqua protezione sipario Impianto sprinkler Impianto di protezione del palcoscenico impianto a diluvio IMPIANTO DI EVACUAZIONI FUMI E CALORE RELAZIONE DESCRITTIVA pag. 1/13

3 1 IMPIANTO IDRICO-SANITARIO L impianto idrico sanitario da realizzare garantirà l alimentazione dell acqua calda e fredda nei servizi ad uso pubblico e nei servizi della torre scenica, inoltre alimenterà le apparecchiature impiantistiche per il condizionamento ed il riscaldamento del fabbricato. La rete di alimentazione dell acqua fredda parte dal contatore, posto sul lato del fabbricato ad arriva al secondo piano interrato con percorso nel terreno mediante tubazione in PEAD PN 16 e percorso in cavedio, a vista realizzato in tubazione multistrato. E presente inoltre un ulteriore alimentazione idrica dedicata al riempimento delle cisterne per l impianto idrico antincendio. Nella centrale idrica è presente l impianto di trattamento dell acqua che garantirà il trattamento sia dell acqua calda che dell acqua fredda. L impianto di trattamento acqua prevede le seguenti apparecchiature: - filtro autopulente di sicurezza con effetto batteriostatico per eliminare dall acqua sabbia e corpi estranei fino ad una granulometria di 90 micron, al fine di prevenire corrosioni puntiformi e danni alle tubazioni, alle apparecchiature ed al valvolame, idoneo per la filtrazione dell acqua ad uso potabile e risponde a quanto prescritto dal D.M. Sanità 443/90 e dal D.M. 37/08; - sistema di addolcimento dimensionato per ottenere una durezza residua di circa 10 fr/mc. La portata di punta, considerando anche l'acqua che deve passare dal by-pass per ottenere la durezza residua desiderata, e' di 12 mc/h. L impianto sarà dotato di una doppia colonna con rigenerazione volumetrica alternata che permette il minore consumo di sale ed acqua per la rigenerazione; - sistema di neutralizzazione della durezza residua e contemporanea disinfezione dell'acqua con prodotto attivo contro la formazione del biofilm sulle superfici delle tubazioni e contro la proliferazione della Legionella Pneumophila sull anello di ricircolo e sui terminali di distribuzione dell acqua calda. Rimane l obbligo di controllare costantemente il residuo dei prodotti usati, oltre naturalmente quello di predisporre analisi saltuarie del batterio della Legionella Pneumophila con cadenze e modalità dettate dal Responsabile del Rischio della struttura; - sistema di condizionamento chimico dell'acqua contenuta nel ciclo di riscaldamento ottenuto aggiungendo nella rete un prodotto antincrostante e anticorrosivo così come vuole la Norma Uni 8065 in vigore. Inizialmente, dopo avere lavato e spurgato abbondantemente l impianto deve essere fatta un aggiunta manuale di poliammina in RELAZIONE DESCRITTIVA pag. 2/13

4 ragione di 5 Kg per mc di riempimento. Successivamente i rabbocchi saranno assicurati con una pompa dosatrice a funzionamento temporizzato. Nella centrale idrica è presente anche il bollitore a riscaldamento indiretto per la produzione di acqua calda sanitaria utilizzata dai servizi presenti nella torre scenica. Il boiler della capacità di 1000 lt è dotato di doppio serpentino. All uscita del bollitore è presente una valvola termostatica tarata a 45 C per il controllo della temperatura massima dell acqua da distribuire agli utilizzatori. L impianto di distribuzione prevede anche una rete ed una pompa di ricircolo per garantire una adeguata velocità di erogazione in tutti i sanitari, anche quelli più lontani. L impianto di distribuzione sarà così realizzato: - una rete di acqua fredda sanitaria addolcita; - una rete acqua calda sanitaria; - una rete di ricircolo. Le tubazioni, a tutti i piani, seguiranno percorso a soffitto a vista o chiuse in un controsoffitto e saranno opportunamente staffate alle strutture portanti. Saranno realizzate in multistrato con anima metallica, idonee per il convogliamento di fluidi ad uso potabile e resistenti a temperature di esercizio non inferiori a 70 C, di tipo certificato all impiego. Le tubazioni saranno utilizzate con gli speciali raccordi per installazione a compressione meccanica da eseguirsi con appositi utensili, anch essi di tipo certificato. Le tubazioni saranno tutte coibentate con guaine di idoneo spessore, a seconda di quanto stabilito dalle vigenti normative in funzione dei diametri esterni delle tubazioni e del posizionamento dei locali entro i quali vengono installate, inoltre tutte le tubazioni poste in vista saranno rifinite con lastre di PVC idonee all impiego. In corrispondenza di ciascun attraversamento della tubazione di parete avente caratteristiche REI, sarà garantita la continuità della stessa mediante l installazione ed il ripristino degli spazi in eccesso del foro di un nastro intumescente avente al minimo le stesse caratteristiche REI della parete, di tipo certificato. Dalle dorsali principali si dirameranno gli stacchi per l alimentazione dei vari gruppi di servizi previa installazione di rubinetti di intercettazione. Le reti di distribuzione all interno dei bagni saranno realizzate in traccia nelle pareti. La rete di ricircolo sanitaria verrà collegata alla condotta dell acqua calda in corrispondenza dei rubinetti di intercettazione prima dei blocchi bagno. In sommità alle colonne di distribuzione verranno installati dei riduttori di colpo d ariete. Per quanto riguarda l alimentazione dei servizi igienici della platea e della galleria, considerando l esiguità del consumo di acqua calda e la distanza dalla centrale termica, si è previsto RELAZIONE DESCRITTIVA pag. 3/13

5 di realizzare una alimentazione di sola acqua fredda addolcita con l installazione di boiler elettrici per la produzione di acqua calda sanitaria. Si installeranno un boiler ogni coppia di servizi igienici e considerando la vicinanza tra gli utilizzatori e il boiler non si realizza la rete di ricircolo. Per quanto riguarda gli attraversamenti delle tubazioni dei giunti strutturali dell edificio è necessario prendere le opportune precauzioni con l inserimento di giunti di dilatazione. Gli apparecchi sanitari installati all interno dei servizi igienici saranno tutti di tipo con scarico a parete poiché lo spazio disponibile nel massetto del pavimento non è compatibile con le dimensioni delle tubazioni di scarico, corredati di rubinetteria e di accessori, in particolare: i vasi, di tipo sospeso, saranno in ceramica di prima qualità, con superficie il più possibile priva di angolature per permettere una migliore pulizia, corredati di sedile in legno laccato, cassetta di risciacquo da incasso nel muro e staffe speciali di sostegno a parete. i lavabi saranno in ceramica del tipo con semi-colonna corredati di gruppo miscelatore per lavabo con comando a leva e corpo in acciaio inossidabile, completi di sifone mensole e staffe di fissaggio. i bidet, di tipo sospeso, saranno in ceramica di prima qualità, con superficie il più possibile priva di angolature per permettere una migliore pulizia, corredati di gruppo miscelatore monocomando per bidet con corpo in acciaio inossidabile, completi di sifone e staffe speciali di sostegno a parete. i piatti doccia di varie dimensioni saranno corredati di accessori di fissaggio, gruppo miscelatore monocomando da esterno per doccia con corpo in acciaio inossidabile, doccetta, saliscendi, flessibile, piletta di scarico in acciaio inox e sifone. Nei servizi per disabili saranno previsti adeguati sanitari in porcellana dura vetrificata, rispondenti alle normative vigenti in materia. il lavabo sarà in ceramica con fronte concavo, bordi arrotondati, appoggio per gomiti, installato mediante apposite mensole pneumatiche per la regolazione dell'inclinazione del lavabo e corredato di rubinetteria con corpo e leva sanitaria in acciaio inossidabile. il vaso, di tipo sospeso, sarà in ceramica con combinazione WC/bidet con catino allungato corredato di sedile con apertura anteriore, cassetta di risciacquo a zaino con comando agevolato a distanza e miscelatore termostatico con doccetta, flessibile e supporto. RELAZIONE DESCRITTIVA pag. 4/13

6 All'interno dei servizi per disabili saranno installati appositi corrimano verticali ed orizzontali di sostegno del tipo ammesso dalla normativa vigente. Saranno previsti degli idonei accessori bagno realizzati in materiale plastico, in grado di garantire l igienicità di utilizzo, da installarsi nei servizi igienici relativi sia al pubblico sia al personale interno. 2 IMPIANTO DI SCARICO E VENTILAZIONE ACQUE NERE Nella rete di scarico delle acque nere saranno convogliate tutte le acque reflue provenienti dai servizi igienici e dalle pilette di raccolta acqua delle centrali tecnologiche. Per quello che concerne la rete esterna, essa sarà realizzata anche a servizio del fabbricato adiacente non oggetto del presente progetto. 2.1 Impianto di scarico interno al fabbricato La rete di scarico interna, di ventilazione e di scarico delle condense sarà realizzata con tubazioni in polietilene ad alta densità PEHD con giunzioni a saldare e/o a manicotto, prevedendo in entrambi i casi tutti i pezzi speciali (curve, braghe, manicotti, ispezioni ecc.) per dare l'impianto perfettamente funzionante con i requisiti di allontanare rapidamente le acque di rifiuto per le vie più brevi, evitando sedimentazioni di materie putrescibili soggette ad incrostazioni, di garantire la perfetta tenuta delle giunzioni e di impedire il passaggio delle esalazioni dalle tubazioni agli ambienti. A causa del limitato spazio a disposizione per la posa dei tubi a pavimento, si è previsto, ove possibile, di attraversare il solaio in corrispondenza di ogni apparecchio dotato di scarico per poi realizzare i collegamenti generali a soffitto del piano inferiore. Per quanto riguarda la rete del secondo piano interrato viene realizzata in parte sul massetto ed in parte nella platea strutturale come indicato negli elaborati grafici. La rete di ventilazione dello scarico sarà realizzata con colonna parallela alla rete di scarico e con esalazione a tetto. Seguirà prevalentemente percorso a soffitto e a parete nei servizi igienici. La ventilazione sarà prolungata fino alla base delle colonne di scarico. Le reti di scarico che vengono dai piani superiore avranno percorso orizzontale con pendenza minima dell 1 % a soffitto del piano 0 fino all esterno del fabbricato dove, sempre in pendenza, raggiungeranno la vasca imhoff. Per quanto riguarda gli scarichi del primo e del secondo piano interrato verranno raccolti in due pozzetti al secondo piano interrato dove saranno alloggiate due coppie di pompe di RELAZIONE DESCRITTIVA pag. 5/13

7 sollevamento trituratrici azionate da quadro elettrico che gestisce l alternanza delle pompe e gli allarmi di guasto. Al secondo piano interrato sono presenti inoltre alcune pilette di raccolta delle acque piovane che vengono raccolte in due pozzetti dove sono alloggiate due coppie di pompe di sollevamento gestite sempre da quadro di regolazione per l alternanza delle pompe e la gestione degli allarmi. Le pompe di sollevamento convogliano attraverso 4 tubazioni distinte in PEAD PN16 le acque in un pozzetto rompi getto da cui poi per gravità vengono convogliate alla rete di scarico cittadina. Le tubazioni di scarico sono realizzate in PE-HD con elevato spessore. I raccordi sono realizzati con pezzi speciali ad alto abbattimento acustico con inspessimento dello spessore del raccordo per aumentare la massa. Sulle colonne verticali di scarico e sui tratti orizzontali a controsoffitto verrà applicato un materassino fonoisolante realizzato accoppiando un foglio di materiale sintetico ad un foglio di piombo per ottenere un abbattimento acustico di 13dB(A). il materassino viene avvolto al la tubazione con una sovrapposizione di almeno 2 cm e fissato con nastro isolante. Tutte le tubazioni saranno staffate mediante sistema di bracciali con inserto disaccoppiante per limitare la trasmissione del rumore alle strutture portanti. In corrispondenza di ciascun attraversamento della tubazione di materiale combustibile di parete avente caratteristiche REI, sarà garantita la continuità della stessa mediante l installazione ed il ripristino degli spazi in eccesso del foro di un nastro intumescente avente al minimo le stesse caratteristiche REI della parete, di tipo certificato. Le pilette di raccolta nei locali tecnologici saranno dotate di sifone allo scopo di impedire il diffondersi di odori negli ambienti. Tutta la rete interna dovrà essere completamente ispezionabile e dotata di tappi appositi per l eventuale spurgo delle condotte, sia per quelle poste in vista che all interno dei controsoffitti. 2.2 Rete di scarico esterna al fabbricato La rete esterna è realizzata sempre con tubazione in PE-HD allettata in sabbia e convoglia le acque nere alla vasca imhof dimensionata secondo le indicazioni di HERA in funzione della capienza del teatro. All uscita della rete nera dal fabbricato viene installato un sifone. RELAZIONE DESCRITTIVA pag. 6/13

8 La raccolta delle acque piovane del piano interrato viene convogliata alla rete esterna e collegata dopo la vasca imhof con l inserimento di sifone per impedire il ritorno di odori all interno del fabbricato. La rete di raccolta delle condense viene mantenuta separata all interno del fabbricato e viene poi collegata alla rete esterna previa installazione di sifoni. 3 IMPIANTO IDRICO ANTINCENDIO La protezione attiva a servizio dell attività del teatro è composta dai seguenti impianti fissi di estinzione degli incendi: - un impianto interno di estinzione ad idranti UNI45 - un impianto a lama d acqua inserito nel sipario - un impianto di estinzione automatica (sprinkler) - un impianto a protezione del palcoscenico di tipo a diluvio L alimentazione idrica ad ogni impianto è garantita dalla presenza di due vasche antincendio ad uso esclusivo di capacità rispettivamente 22 mc per l impianto idranti e la lama d acqua e 115 mc per gli impianti a sprinkler e a diluvio. 3.1 Impianto idranti Il teatro ha una capienza superiore a 600 posti ed una superficie complessiva superiore ai mq, per cui in conformità alla regola tecnica di prevenzione incendi (D.M. 19/08/1996) si è adottato un impianto di estinzione incendi ad idranti con le seguenti caratteristiche: - al bocchello della lancia dell'idrante posizionato nelle condizioni più sfavorevoli di altimetria e distanza deve essere assicurata una portata non inferiore a 120 l/min ed una pressione residua di almeno 2 bar; - il numero e la posizione degli idranti devono essere prescelti in modo da consentire il raggiungimento, con il getto, di ogni punto dell'area protetta, con un minimo di due idranti; - l'impianto idrico deve essere dimensionato in relazione al contemporaneo funzionamento di n. 6 idranti; - gli idranti devono essere ubicati in posizioni utili all'accessibilità ed all'operatività in caso d'incendio; - l'impianto deve essere tenuto costantemente in pressione; RELAZIONE DESCRITTIVA pag. 7/13

9 - le tubazioni di alimentazione e quelle costituenti la rete devono essere protette dal gelo, dagli urti e dal fuoco. L impianto è alimentato da un gruppo di pompaggio a norma UNI posizionato in apposito locale al secondo piano interrato. La rete è costituita da un anello che interessa in parte il secondo piano interrato ed in parte il piano a quota 0. Dall anello partono 4 colonne montanti, una per ogni vano scala, che vanno a servire gli idranti dei piani. Alla base di ogni colonna montante, come previsto dalla normativa è collegato un attacco motopompa VVF UNI 70. Dall anello parte inoltre un collegamento alla rete antincendio del Foyer che viene alimentata dallo stesso gruppo di pompaggio avendo considerato l estensione totale del teatro superiore a mq contando anche questa porzione. Le tubazioni avranno percorsi in vista e saranno opportunamente segnalate mediante colorazione della tubazione stessa. Ogni idrante UNI 45 o attacco motopompa UNI 70 saranno segnalati da apposita cartellonistica. Il gruppo antincendio è in grado di alimentare, alle condizioni previste dalla normativa, i 6 idranti UNI 45 idraulicamente sfavoriti e sarà dotato di un accumulo di acqua che garantisce il funzionamento dell impianto per 60 minuti. La normativa prevede la possibilità di considerare il rincalzo dell acquedotto per un massimo del 50 % della capacità necessaria all impianto, quindi si è provveduto a realizzare un allaccio dedicato all acquedotto che garantisca la portata necessaria al reintegro della vasca di accumulo. Ciascun idrante sarà fornito di manichetta dalla lunghezza di circa 20 metri con lancia di erogazione La rete di distribuzione sarà realizzata con tubazione in acciaio zincato tipo Mannesmann s.s. conforme alle norme vigenti in materia, serie media, con raccordi filettati adeguatamente installata e fissata, posta nei cavedi tecnici o nei vani scala per le colonne montanti, in controsoffito a tutti i piani per l alimentazione dei singoli idranti. Le tubazioni che attraversano locali non riscaldati saranno coibentate con guaine in polietilene espanso a cellule chiuse di idoneo spessore, a seconda di quanto stabilito dalle vigenti normative in funzione dei diametri esterni delle condotte, della modalità di posa e del posizionamento dei locali entro i quali vengono installate; inoltre tutte le tubazioni poste in vista saranno rifinite con lastre di PVC idonee all impiego. 3.2 Impianto a lama d acqua protezione sipario Il sipario tagliafuoco viene dotato di un impianto a lama d acqua di tipo a diluvio, gli ugelli posti in sommità della struttura del sipario sono in grado di erogare un getto d acqua a ventaglio su tutto il sipario. RELAZIONE DESCRITTIVA pag. 8/13

10 L impianto e servito da una valvola d allarme di tipo a diluvio con azionamento rapido ottenuto da un consenso manuale oppure dall impianto di rivelazione incendi. La valvola, posta nel locale antincendio al secondo piano interrato, una volta azionata aprirà la farfalla azionando così il gruppo di pressurizzazione, nello stesso tempo verrà trasmesso al locale di controllo un segnale di impianto in funzione. L azionamento manuale viene reso possibile da un pulsante posto in posizione ben visibile e facilmente raggiungibile in prossimità della bocca scenica, inoltre sarà possibile remotizzare il medesimo consenso anche nel locale di controllo. Il gruppo di pressurizzazione a servizio di questo impianto è lo stesso dell impianto a idranti e searà in grado di garantire una portata non inferiore a 440 l/min con una pressione di scarica agli ugelli pari a 1.5 bar. La tubazione di collegamento a tra il gruppo di pressurizzazione e la valvola di allarme e quella a valle della valvola fino al sipario, è realizzata in acciaio al carbonio in conformità allo standard DIN/BS/ASTM e verniciate di colore rosso. Saranno del tipo con estremità scanalate e i giunti, le curve ed i tee di distribuzione dovranno essere completi di guarnizioni in EPDM in grado di evitare rumorosità, vibrazioni, sopperendo anche ai leggeri disallineamenti. 3.3 Impianto sprinkler L impianto di spegnimento automatico realizzato sarà in grado di proteggere sia le aree classificate di pericolo ordinario OH4 (sala polifunzionale e zona sopra la graticcia) sia quelle destinate a depositi e quindi classificate HHS. La sala polifunzionale e la zona della graticcia sopra il palcoscenico, sono situate al piano sottotetto e protette da un impianto sprinkler in grado di garantire una densità di scarica a terra non inferiore a 5 mm/min per una durata di 60 minuti. Gli sprinkler utilizzati sono del tipo UP-Right, di diametro pari 1/2, con coefficiente di deflusso pari a K=80 e bulbo di colore rosso (68 C). Le tubazioni correranno parallelamente alle falde della copertura, subito sotto le travi in legno principali; per poter garantire una protezione a norma di legge, gli erogatori vengono fatti salire verso la copertura fino ad una distanza non superiore a 15 cm. Per quegli erogatori che potrebbero essere colpiti dai raggi del sole attraverso i lucernai o gli evacuatori di fumo e calore, si rende necessario installare un apposito accessorio in grado di proteggerli dai raggi solari al fine di evitare il surriscaldamento del bulbo termosensibile. Queste due zone sono controllate da un unica valvola d allarme posta ne locale antincendio situato nel secondo piano interrato. RELAZIONE DESCRITTIVA pag. 9/13

11 I locali adibiti a depositi vengono classificati come aree a rischio di classe HHS, le zone protette dall impianto sprinkler sono il deposito posto al primo piano interrato e la zona sotto il solaio bottolabile del palcoscenico. Per queste aree, la normativa prevede una densità di scarica pari a 7,5 mm/min ed una durata d intervento non inferiore a 90minuti. Gli sprinkler utilizzati sono del tipo standard rivolti verso il basso, di diametro pari 1/2, con coefficiente di deflusso pari a K=80 e bulbo di colore rosso (68 C). Le reti di distribuzione avranno percorso a vista, saranno opportunamente staffate, dovranno essere realizzate in acciaio al carbonio in conformità allo standard DIN/BS/ASTM e verniciate di colore rosso. Saranno del tipo con estremità scanalate e i giunti, le curve, i tee e le prese a staffa dovranno essere completi di guarnizioni in EPDM in grado di evitare rumorosità, vibrazioni, sopperendo anche ai leggeri disallineamenti. All ingresso di ogni area da proteggere, sulla tubazione di distribuzione saranno installati: a. una valvola di sezionamento dell impianto con le seguenti caratteristiche: deve chiudersi in senso orario deve essere dotata di un indicatore che mostri chiaramente la posizione in cui si trova la valvola deve essere bloccata nella posizione aperta mediante una fascetta o un lucchetto. b. una valvola di non ritorno in grado trattenere l acqua nell impianto nel caso in cui vengano svuotati gli impianti delle zone sottostanti c. un flussostato in grado di inviare un segnale alla stazione di controllo di impianto attivo, definendo così la zona d intervento In aggiunta a quanto sopra descritto si dovranno installare i seguenti componenti: a. un dispositivo comprendente una valvola di prova completa di raccordi e tubazioni in grado di erogare una portata equivalente ad un singolo sprinkler. Si dovrà controllare: il corretto funzionamento degli allarmi dati dalla stazione di controllo posta nel locale antincendio il corretto funzionamento del flussostato di zona il corretto funzionamento del gruppo di pressurizzazione Nel locale antincendio posto al secondo piano interrato, sono presenti: a. due valvole d allarme per impianti a umido rispettivamente a servizio delle zone classificate OH4 e i depositi HHS complete di: RELAZIONE DESCRITTIVA pag. 10/13

12 manometri, rubinetto di prova e valvola di scarico camera di ritardo e pressostato d allarme saracinesca completa di flange b. due campane idrauliche d allarme poste ad una distanza non superiore a 6 metri dalla rispettiva stazione di controllo. c. Un gruppo di pressurizzazione a norma UNI installato sottobattente e composto da: una pompa pilota in grado di mantenere alla pressione desiderata l impianto due pompe principali di servizio in gradi di garantire, mediante funzionamento singolo o combinato, tutte le richieste in termini di portata e prevalenza di progetto. d. Una vasca antincendio della capacità utile non inferiore a 115 mc con un rincalzo dalla rete dell acquedotto non inferiore a 360l/min. Il sistema di alimentazione dovrà essere provvisto di dispositivi in grado di segnalare il raggiungimento del livello minimo della riserva d acqua, la mancanza di pressione nell impiantoe sulla rete di rincalzo. Il gruppo di pressurizzazione avrà anche una doppia alimentazione elettrica: - la prima collegata al contatore dell ente erogatore del servizio - la seconda assicurata da un gruppo elettrogeno. I gruppo di pompaggio avrà un quadro elettrico in grado di commutare automaticamente dalla prima alimentazione alla seconda in caso di avaria. Nel locale antincendio sarà garantita una temperatura minima di 10 C da un radiatore elettrico completo di termostato. 3.4 Impianto di protezione del palcoscenico impianto a diluvio La protezione della zona adibita a palcoscenico avviene mediante l utilizzo di un impianto fisso di estinzione con valvola del tipo a diluvio. Tale scelta impiantistica si è resa necessaria in quanto per palcoscenici aventi un altezza superiore a 12 metri, il punto 6 dell appendice F relativo alla norma UNI ritiene che la protezione di tale area debba essere realizzata mediante un impianto ad azionamento meccanico e manuale di tipo spray. I dati di progetto per il dimensionamento delle reti e la scelta del tipo di erogatore, sono stati ricavati dalla specifica tecnica CEN TS La densità di scarica garantita a terra sarà pari a 7.5 mm/min, per una durata pari a 30 minuti e su tutta l area da proteggere. RELAZIONE DESCRITTIVA pag. 11/13

13 L azionamento dell impianto può avvenire manualmente, mediante un pulsante elettrico posto nelle vicinanze del palcoscenico e con un rimando nella sala di controllo, oppure tramite un segnale dato dal sistema di rivelazione incendi. La valvola d allarme posta nel locale antincendio è del tipo per impianti a diluvio con azionamento elettrico, sarà completa di pressostato, manometri e valvole di sezionamento. Gli erogatori utilizzati sono degli ugelli a spruzzo direzionale, di tipo aperto con deflettore esterno in grado di erogare un getto a forma conica, di diametro pari 1/2, con coefficiente di deflusso pari a K=80. Tutte le tubazioni di collegamento dovranno essere realizzate in acciaio al carbonio in conformità allo standard DIN/BS/ASTM e verniciate di colore rosso. Saranno del tipo con estremità scanalate e i giunti, le curve, i tee e le prese a staffa dovranno essere completi di guarnizioni in EPDM in grado di evitare rumorosità, vibrazioni, sopperendo anche ai leggeri disallineamenti. L alimentazione idrica e il gruppo di pressurizzazione è il medesimo di quello utilizzato per l impianto a sprinkler, in questo caso però, data l entità della portata, l ottenimento delle prestazioni richieste viene raggiunto solo mediante il simultaneo utilizzo delle due elettropompe di servizio. 4 IMPIANTO DI EVACUAZIONI FUMI E CALORE Le zone del palcoscenico e della sala polifunzionale sono dotate di evacuatori di fumo e calore in grado di assicurare, in caso d incendio, la fuoriuscita dei fumi e dei prodotti della combustione onde evitare che i locali possano essere totalmente invasi dal fumo. Gli evacuatori di fumo e calore saranno installati in conformità alla norma UNI 9494 e per quanto possibile dovranno essere distribuiti in modo omogeneo. L azionamento degli EFC sarà garantito da un elemento termosensibile in grado di far aprire l evacuatore nel caso del raggiungimento di una temperatura pari a 93 C, oppure può essere assicurato da un attuatore elettrico comandato dalla rivelazione incedi. Gli evacuatori saranno dotati di dispositivi di apertura manuale a distanza e devono esssere progettati in modo che ne sia garantito il funzionamento anche in caso d incendio. Essendo installati in aree protette anche da impianti sprinkler, gli evacuatori dovranno aprirsi soltanto dopo l entrata in azione di tali impianti. Questo è reso possibile asservendo elettricamente l apertura al comando di estinzione stesso e utilizzando elementi termosensibili con temperatura maggiore di 25 C di quella degli sprinkler. Per garantire l efficacia del sistema occorre assicurare un immissione di aria dal basso non inferiore a 2 volte la superficie degli EFC. RELAZIONE DESCRITTIVA pag. 12/13

14 Per assicurare un adeguata fuoriuscita dei fumi e dei gas combusti dalla zona platea e logge, non essendo possibile utilizzare gli evacuatori di fumo e calore, si utilizza un impianto di estrazione meccanizzata in grado di sopportare una temperatura pari a 400 C per 120 min. Tale impianto è realizzato mediante l utilizzo di due torrini di estrazione da mc/h l uno, posti sulla copertura, in grado di aspirare i fumi dai fori della volta di copertura utilizzati per l estrazione dell aria dell impianto di climatizzazione. In caso d incendio, il sistema di rivelazione e supervisione dovrà comandare lo spegnimento di tutte le macchine a servizio della climatizzazione, chiudere le serrande a tenuta degli estrattori della platea e aprire quelle relative alle canalizzazioni che convoglieranno i fumi ai torrini di evacuazione fumo e calore. Tali torrini di estrazione dovranno essere alimentati elettricamente da una linea elettrica dedicata, in grado di funzionare anche in caso d incendio. Nella sala di controllo dovrà anche essere presente un pulsante di prova per entrambi i torrini di estrazione al fine di controllare periodicamente il corretto funzionamento. Al momento dell attivazione dell estrazione meccanizzata, si dovrà azionare un sistema di apertura delle finestre poste al primo ordine in grado di immettere una pari quantità di aria fresca proveniente dall esterno. RELAZIONE DESCRITTIVA pag. 13/13

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