INSTANT BOOK WORKSHOP 27, 28 GIUGNO 2014 ICT BIOMEDICINA E BIOTECNOLOGIE AGROALIMENTARE ENERGIE RINNOVABILI E AMBIENTE ALTRI SETTORI

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1 ICT BIOMEDICINA E BIOTECNOLOGIE AGROALIMENTARE ENERGIE RINNOVABILI E AMBIENTE ALTRI SETTORI INSTANT BOOK WORKSHOP 27, 28 GIUGNO 2014 ASSESSORADU DE SA PROGRAMMATZIONE, BILANTZU, CRÈDITU E ASSENTU DE SU TERRITÒRIU ASSESSORATO DELLA PROGRAMMAZIONE, BILANCIO, CREDITO E ASSETTO DEL TERRITORIO

2 SINNOVA Prologo Queste pagine vogliono essere un omaggio ai partecipanti della 2 edizione del Salone dell Innovazione in Sardegna SINNOVA. Un gesto di ringraziamento a visitatori, relatori dei workshop, imprese, startupper, imprenditori, free-lance, giornalisti, istituzioni ed ai semplici curiosi, appassionati di innovazione che hanno animato le giornate del 27 e 28 giugno 2014 a Cagliari nel Complesso Polifunzionale Santa Gilla. E proprio sull importanza dell essere sistema aperto ed inclusivo che queste pagine giocano l invito anche e soprattutto a chi non c era, a chi neanche sapeva che ci fosse quest evento, a chi non ha mai sentito parlare dei temi discussi ai workshop. A chi già si chiede ma un workshop, che cos è?. Perché non è scontato, perché fuori c è tutto un mondo che ha bisogno di essere compreso, rispettato e valorizzato nelle sue specificità e diversità. Per trovare e creare valore nelle (in)finite varietà e possibilità che un territorio offre. Perché il territorio ci sta chiamando e non tutti siamo ancora pronti a rispondere. Spesso non si hanno gli strumenti per farlo. È per questo che le pagine a seguire si propongono anche come strumento riflessivo per ragionare sull innovazione che c è e che si farà in Sardegna. E per questo motivo che sono rivolte a tutti. Questo è un instant book perché le parole vanno curate, perché un territorio ha anche bisogno di comunicatori e facilitatori capaci di veicolare un linguaggio semplice, chiaro, efficace. Quello che ti permette di conquistare non solo i mercati internazionali ma anche le persone che decidono di investire e di passare del tempo qui. Perché il problema non sono i soldi, ma il tempo della vita che serve per guadagnarli e farne buon uso. E perché bisogna ritrovare l instante in cui la lettura assume il valore della riflessione consapevole, capace di immaginare futuro e di innovare, partendo da noi stessi. Nessuna persona è un isola. Non lo sono neanche le imprese, le PA, le istituzioni, le associazioni di categoria e gli altri enti. Il tradimento dell innovazione avviene quando smettiamo di pensare che possiamo essere potenti insieme. Perché non è innovazione quella che esclude una moltitudine di persone, perché dobbiamo trovare il modo di innovare insieme. E iniziare a farlo. Subito, ora. È il nostro tempo. È la nostra occasione. L innovazione sarà e deve essere la nostra forza. Le pagine che seguono non sono che un contributo alla formazione di quella massa critica indispensabile per essere e fare tutti ecosistema. La maratona dei workshop del 27 e 28 giugno trova qui pertanto lampi di contenuti e saette di stimoli utili a riflessioni e conclusioni lungimiranti e operative, per questo sempre aperte, vive. Perché innovazione è cambiamento continuo e permanente. Perché di cambiare non si deve aver paura. Perché la paura più grande è restare fermi per paura di rivoluzionare sé stessi.

3 INSTANT BOOK 3 Le condizioni per la creatività si devono intrecciare: bisogna concentrarsi. Accettare conflitti e tensioni. Rinascere ogni giorno. Provare un senso di sé. (Eric Fromm) #Sinnova14 continua Il primo passo è che la Sardegna è un ecosistema. Il secondo passo è che Cagliari è una città sensibile e intelligente. Il terzo passo è che ad essa è collegato un territorio intelligente. Il quarto passo è che gli attori dell ecosistema contagiano un cambiamento intelligente. Il quinto passo è l addio alle fughe da un isola d innovazione. I workshop del 27 e 28 giugno 2014 sono stati un occasione di apprendimento e scambio prolifico di informazioni e incontri tra persone che per la prima volta hanno avuto l opportunità di conoscersi e interagire. Per questo fin dall inizio sono stati definiti NetWork- Shop. Il riscontro si è avuto sia durante che dopo l evento SINNOVA. I networkers hanno effettivamente fatto networking e sono andati oltre i limiti del co-working, pensando, elaborando principi di azione e pianificazione, non solo in Sardegna, non solo per i sardi. L instant book si presenta dunque come uno storytelling di contenuti appresi ed espressi ai networkshop, per catalizzare, fruire e dare un senso esecutivo agli incontri svoltisi durante Sinnova Sardegna 2014, l evento che ha lanciato tra l altro la prima Community degli Innovatori sardi, in un ottica di rete, di open innovation, di rivoluzione.

4 4 SINNOVA 2014 I workshop: Sardinian Innovation Eco_system

5 INSTANT BOOK 5 Sardinian Innovation Eco_system: come e perché il modello Cagliari può essere cinghia di trasmissione d innovazione per tutto il territorio regionale. Relatori: Maria Paola Corona (Presidente Sardegna Ricerche), Barbara Argiolas (Assessore Comune di Cagliari), Gianluca Dettori (Chairman dpixel), Riccardo Luna (Giornalista Repubblica, Direttore Responsabile Che Futuro, Fondazione Make in Italy), Matteo Bartolomeo (Presidente Avanzi e AD Make a cube3), Stefano Cucca (Rumundu), Alice Soru (Tiscali Open Campus), Roberto Massa (The Net Value), Anthony Muroni (Direttore L Unione Sarda), Francesco Pigliaru (Presidente Regione Sardegna). Dimenticavamo le distanze fra le stelle e comprendevamo d essere al centro di un mare che si faceva di giorno in giorno più popolato. Non potevamo fermare il ciclo dell uomo, nessuno può fermarlo. Dovevamo incontrare gli altri uomini, per crescere. L incontro ha un costo, pagarlo è inevitabile. (Sergio Atzeni) Abbiamo dimenticato che la Sardegna un ecosistema di innovazione già lo è stato? Che neanche trent anni fa Cagliari era un distretto leader nel campo dell ICT? Agli inizi degli anni 90 l isola di quel Mediterraneo crocevia di incontri (così come lo definiva Braudel) ha visto nascere: il primo sito internet italiano, il primo quotidiano Italiano online, il primo Internet provider commerciale italiano e la prima web mail.

6 SINNOVA È accaduto in Sardegna. È potuto accadere perché l incontro e la contaminazione di persone e idee, la condivisione di saperi e competenze, sono stati connettori consapevoli e abilitanti di un infrastruttura di enzimi e tessuti che ha generato un ecosistema, un modello di crescita economico e sociale, solidale e sostenibile. È accaduto per talento, per sorte, per intuizione, per quella perfetta concatenazione di visioni e scenari che creano le persone quando si incontrano e producono. In una parola: fanno. A parte la follia di ucciderci l un l altro per motivi irrilevanti, eravamo felici (Sergio Atzeni) Non dimentichiamoci cosa è stato fatto. C è stato un momento, ha ricordato Riccardo Luna, in cui la Sardegna, in particolare il distretto ICT di Cagliari, erano davvero il cuore dell innovazione dal punto di vista del web e del digitale. E adesso? Cagliari ha davvero tutti gli elementi per essere definito un sistema di innovazione o piuttosto mancano degli elementi per sentirsi tale? In Sardegna può replicarsi una Silicon Valley? Quello che è emerso dal primo tavolo di discussione è una serie di risposte aperte, concordi sulle questioni principali: 1. La Sardegna non deve essere né sarà mai una nuova Silicon Valley, ma piuttosto deve capire chi è, conoscere le potenzialità, le specificità e le vocazioni dei territori. Scoprire le interazioni tra comunità, geeks e le persone giuste, in modo che il contesto abbia la capacità di esprimere e mettere a disposizione tutto il loro potenziale. 2. Il punto di partenza è il capitale umano e sociale. La priorità è la formazione, è partire dalle scuole insegnando già rudimenti di cultura digitale, cultura d impresa, e approdare alle Università skillati (da skill : abilità, competenze). Sopperire anche all analfabetismo digitale degli insegnanti. Realizzare iniziative e spazi dove sia trasmessa anche lì un educazione che segua e intercetti i cambiamenti. La formazione deve essere trasversale e imperniare il tessuto produttivo. 3. Quello che manca è una vera e propria rivoluzione culturale. Quello che manca è la cultura diffusa al fatto che si deve migliorare, innovare. Quello che manca è mettere nelle condizioni ciascuno di noi affinché possa dare il proprio contributo all ecosistema. La rivoluzione culturale deve partire dalle buone pratiche e dai comportamenti di tutti, e quindi da noi stessi. 4. Le politiche pubbliche sull innovazione le fanno gli innovatori non le PA. Le PA devono essere facilitatori e abilitatori di processi di sviluppo, comprare prodotti e servizi innovativi. Le forze del mercato sono più potenti di quelle delle PA, quindi l innovazione si fa col learning by doing, con la creazione di reti di supporto e fiduciarie, di dinamiche di domanda e offerta. Ci deve essere inoltre la forza e la volontà politica di rompere gli schemi. Si devono attrarre i finanziamenti e interagire meglio con gli investitori (venture capitalist per esempio). Le imprese, e non solo, devono fare marketing internazionale, e quindi dotarsi anche di persone con competenze specifiche perché la grande opportunità di questa crisi è che ci si può inventare un lavoro e sono già in grado di operare nuovi profili professionali

7 INSTANT BOOK 7 (avete mai sentito parlare di Innovation Manager?). 5. Cercare di avere più responsabilità quando si vuole incentivare qualcuno che vuole fare impresa, startup. Le aziende devono mettere al centro la persona. Non è solo quella sociale l innovazione che migliora la qualità di vita delle persone e mira a migliorare la Sardegna. Ne è un esempio la realtà imprenditoriale Sardex, il cui core business si basa su meccanismi fiduciari e volontari volti a facilitare e stimolare l economia locale. Il caso Sardex è curioso anche perché ha parametri disruptive (cioè di rottura), perché si rivolge alle PMI. Allora non bastano i capitali giusti, servono le idee e le persone giuste. 6. Non devi fare per forza startup, ma chiederti cosa sai fare, quali sono le tue competenze? C è da estendere l innovazione agli altri settori (puntare sulle potenzialità dell artigianato e delle produzioni locali per esempio), perché innovazione non è non solo ICT. È anche vero, però, che Cagliari in rapporto al numero di abitanti è la 2 provincia per numero di startup innovative pro-capita in Italia. Le cifre parlano di 67 startup innovative in Sardegna sulle 2200 presenti nell intero stivale. Se le startup per definizione hanno ambizioni globali, è vero anche che il venture capital è uno degli strumenti migliori per finanziarle. Bisogna far sì che le startup abbiano tutta la convenienza a localizzare il team di prodotto in Sardegna e quindi dotarle di strumenti per creare i proprio uffici commerciali nei mercati di sbocco. Inoltre, bisogna creare una rete di angel investors a livello locale che fornisca i primi capitali e competenze alle startup per poter crescere. Aumentare anche il numero di eventi per le startup e i giovani (e meno giovani!) professionisti, farli frequentemente per gettare semi di business. 7. Non si deve più perdere tempo. Non si deve avere paura di essere pionieri. Nessun innovatore sarà lasciato solo. La rete tra persone, tra imprese, la formazione anche dentro le PMI devono essere buone pratiche. Adriano Olivetti neanche 50 anni fa aveva inventato il primo computer, gli davano tutti del pazzo. Questo genio si studia nelle scuole? Non abbiate paura delle vostre pazze idee, e voi nativi digitali, sì dico a voi soprattutto, mettetevi a studiare le cose che contano e che vi permettono di sognare il lavoro che volete fare, una vita in cui riconoscersi. Cercate di costruire qualcosa che valga la pena per la voglia anche solo di crederci, che c è una o più chance per tutti. Perché sarete voi stessi gli abilitatori e i protagonisti di un ecosistema che vi sta aspettando. Vi sta chiamando, vi sta cercando. Innovazione è cambiamento soprattutto a livello personale. (Piernicola De Maria)

8 8 SINNOVA 2014 II workshop: Mega trends e scenari: quali linee di tendenza?

9 INSTANT BOOK 9 Mega trends e scenari: quali linee di tendenza? Relatori: Leda Bologni (Aster), Dario Carrera (founder The Hub Roma), Agostino Santoni (AD Cisco Italia). Subire o essere protagonisti? Volete essere Follower o Leader degli attuali trend di mercato? Inizia così lo speech di Leda Bologni. E fa riflettere su quelle che sono le reali condizioni di un azienda di piccole dimensioni destinata ad un ruolo da seguace nella giungla globalizzata dell economia di mercato di oggi. Ciò che però può fare un Follower è perseguire la mobilità, alimentando il cosiddetto pensiero strategico: un ponderare discontinuo, acquisendo visioni lungimiranti accompagnate da un sano realismo. Un percorso innovativo insomma, in cui l ambiente fa da contesto ai megatrend dove si sviluppano tendenze esogene rispetto ai territori che subiamo. Cosa va compreso oggi dei territori per poterli gestire e farli diventare leader domani? Tra le aree strategiche prioritarie si segnalano: la Green Economy l Innovazione nel Manufacturing la Tecnologie della salute la Pervasività dell ICT

10 SINNOVA Sicuramente un occhio attento va posto sulla governance e sui luoghi ad alta concentrazione urbana come Cina e India. L invecchiamento della popolazione europea denota che il sistema di servizi deve connettersi alla persona ed il tema di genere determina la specificità del prodotto, con segmenti di mercato a grandi prospettive di business (tecnologia della salute). Parallelamente, si deve guardare con l altro occhio a tutte quelle tematiche legate alla virtualizzazione. Fino a qualche tempo fa, cloud sembrava una parolaccia, oggi, il cloud computing dimostra come il business raggiunge l utente anche nella gestione del dato (pervasività dell ICT). Negli anni c è stata un evoluzione di pensiero, e il concetto legato a capacità si è convertito in velocità di connessione, con organizzazione e gestione dei dati differente ed in cui regna il tema della connettività. Questa è la rivincita dello zero intesa come zero difetti, zero emissioni, zero rifiuti e simboleggia l economia del riuso con impatti positivi e orientamento logico ad imprese future più green, ma soprattutto più smart (green economy). Imprese più intelligenti dunque, in cui viva il concetto di risparmio e taglie di energia per un mondo che prospetta sul 2020 la presenza di 40 milioni di vetture elettriche (2 e 4 ruote) ed un innovazione orientata ai sistemi di accumulo e ricarica (innovazione nel manufacturing). Ecco quindi le Key words da tenere a mente: intelligenza, connettività, convergenza di tecnologie, mobilità, competenza collaborativa, elevata personalizzazione. Che poi, cosa sono dunque gli scenari? Sono la personalizzazione delle soluzioni nelle situazioni specifiche. Sono l evoluzione dei sistemi di produzione, da un approccio STEM ad uno STEM + Art = STEAM in cui A sta per arte e creatività, ovvero la possibilità di personalizzazione di massa con tecniche di prodotto e concept adeguati al singolo, in un ottica di network. Oggi viviamo una nuova rivoluzione industriale, in cui le competenze trovano un gap con quella che è la situazione occupazionale. Agostino Santoni dice queste parole raccontando Cisco, che 30 anni fa era una startup, nata da due studenti della Silicon Valley. E da tempo un azienda sana e robusta che investe nei giovani e nel miglioramento continuo. Tanti i programmi orientati al cambiamento, alla crescita. Come CRESCENDO, il cui motto è Esci dall azienda, crea la tua startup e rientra in azienda. La tecnologia si evolve in maniera veloce e i territori spesso sono impreparati. Ad oggi più del 70% del traffico online è video. L era Internet è appena cominciata, con l Internet of Things e L internet Of Everything si apre un mondo inesplorato. Considerate che solo lo 0,4 % degli oggetti sono collegati in rete. 880mila imprese si occupano ancora di agroalimentare. Il rischio è che in tutto ciò qualcosa si perda. Il vero obiettivo è dunque saper interpretare la tecnologia e trasformarla negli asset delle aziende, usarla nei processi e rispettare i territori in cui essa opera. Non dobbiamo chiudere il palcoscenico ai settori primari, ma contaminarli, far capire all imprenditore agropastorale che il diario di stalla è superato e oggi con un tablet ed un app puoi avere un monitoraggio costante, funzionale, preciso e affidabile. La formazione va sviluppata ad hoc per ciò che il sistema produttivo richiede. Nella Silicon Valley è il data scientist la figura più

11 INSTANT BOOK 11 pagata, una professionalità che nasce con la capacità di gestire i dati. In Italia una figura così non trova ancora sbocco, anche se è evidente che ci troviamo in un momento di straordinaria trasformazione. La sfida del nostro paese è saper interpretare questa nuova tecnologia, lasciando spazio a tutte le realtà. Una tecnologia che si spinge verso l innovazione sociale per lo sviluppo dei territori. La Social Innovation cambierà i mercati, questo è quanto sostiene Diego Carrera. L agenda digitale ed i concetti legati alle smart cities e community hanno generato un gap tra leva al cambiamento e realtà. Si parla di grandi infrastrutture di comunicazione in città in cui mancano infrastrutture di servizio ed informatiche. Parlare di sistemi innovativi non significa utilizzare tecnologie ma bensì concentrarsi sull impatto di queste nei territori. Il problema vero è di metodo. Fondamentale è, quindi, aprirsi al contesto con approccio partecipativo e con infrastrutture di competenze. Innovazione è disegnare un bisogno concreto che sia scritto ad hoc sulla base di un territorio che si esprime in un dato momento storico e culturale, con le sue caratteristiche distintive. Non solo, innovare è anche disegnare un valore assoluto di capitale sociale che cresce man mano che nel territorio si respira benessere. Dobbiamo creare un tessuto socio-economico di solidarietà diffusa, in cui operino aziende emotive. Dal 2003 ci siamo fermati in quanto a competenze sociali, manca una certa intelligenza emotiva, ed in compenso, c è sovrabbondanza tecnologica. Negli scenari prossimi il sistema va ribaltato e va dato spazio alle tematiche del: crowdsourcing, open data e open learning in un quadro dove, come suggerisce Nicola Pirina, i confini devono lasciare spazio alla presenza di non confini culturali. L innovazione in quanto tale è un abilitatore di sistemi sociali ed economici. A me piace l innovazione che si vede perchè si fa. E se si fa vuol dire che serve. E se la chiamiamo innovazione vuol dire che prima non c era. L innovazione nei territori cammina sulle spalle delle persone. (Nicola Pirina)

12 SINNOVA III workshop: Nuovi modelli di business per il piccolo commercio e la ristorazione. Nuovi modelli di business per il piccolo commercio e la ristorazione. Relatori: Damiano Congedo (CEO e founder Appeatit), Lorenzo Farina (Ristorante Duke s Roma), Fabio Fulvio (Confcommercio), Santiago Mazza (Founder e CEO Fotonica), Michele Orlandi (Direttore generale per la Sardegna di Conad del Tirreno). Quando si parla di innovazione nelle imprese erroneamente si pensa che questa sia lontana anni luce da quello che è il mondo dei servizi. Certo risulta più facile pensare all ICT, al digitale, alle stampanti 3D, alla tecnologia in generale. Questo, però, è solo un luogo comune. L innovazione è trasversale a qualsiasi ambito e settore. Con questa riflessione Fabio Fulvio, Responsabile politiche per lo sviluppo di ConfCommercio, ha aperto il terzo workshop interno a Sinnova sui nuovi modelli di business per il piccolo commercio e la ristorazione. Proviamo a fare questo ragionamento: se andiamo ad acquistare un prodotto, il rivenditore non crea valore aggiuntivo al prodotto che stiamo acquistando. Il valore l ha creato il produttore non il venditore, perciò quest ultimo implica solo un ulteriore passaggio del prodotto che va ad impattare direttamente sul suo costo. Ne siamo proprio sicuri? Non è forse valore aggiuntivo il trovare il prodotto desiderato nello scaffale del negozio sotto casa, avere un assistenza costante qualora ne avessimo bisogno, o ancora non è forse valore la fiducia che riponiamo nel rivenditore? E allora, anche le imprese di servizi possono cambiare, adattare, migliorare il loro modo di offrire i propri prodotti/servizi per

13 INSTANT BOOK 13 aumentare il valore percepito dal cliente. Anche questa è innovazione: abbandonare le antiche logiche di mercato, di prodotto e di marketing, eliminando le barriere tra impresa e cliente, che deve diventare partner strategico nelle decisioni aziendali. I servizi devono essere veicoli di miglioramento sociale. Alcune grandi aziende lo hanno fatto, come il gruppo CONAD, illustrato dal direttore per la Sardegna Michele Orlandi come best practice, ma il modello è facilmente applicabile a tutte le altre imprese di piccole dimensioni. Come? Ponendo sempre al centro le esigenze del consumatore, creando con lui un legame di fiducia, innovando il proprio modello di business e osservando i cambiamenti in atto nel mondo. Tutto questo non sembra abbastanza innovativo? Forse per molti non lo è, ma in quanti ancora non hanno cambiato il loro modus operandi? Sicuramente tanti, forse troppi. Ma c è chi ogni giorno ci prova. E il caso di Lorenzo Farina, di Duke s international bar e restaurant, che ha dato un importante contributo su come sia possibile avere un business vincente nel settore della ristorazione fornendo servizi nuovi ogni mese ai suoi clienti, e come si possa essere competitivi anche in un settore altamente concorrenziale lavorando sul servizio offerto e sulla reputazione. Qualche esempio di innovazione? Nel giorno della chiusura: il Duke s chiude il sabato (alcuni li hanno odiati per questo, alcuni li hanno amati per questo, tutti li hanno ricordati per questo). Morale: fanno più business il venerdì di qualsiasi altro locale il sabato. E se gli chiedete quale sia il loro marketing, lui risponde: il personale. Sempre nel settore ristorazione, Damiano Congedo, CEO e founder di Appeatit, è riuscito a cambiare modello di business basandosi sulle esigenze del cliente. Attraverso la sua startup food mira a dimezzare i mezzi di gestione del ristorante. In particolare, il business è orientato alla soddisfazione di tutte le persone che per motivi di lavoro si ritrovano spesso a dover fare i conti con lunghe attese ai ristoranti ma con pause pranzo troppo brevi. La sua idea è vincente perché va ad impattare positivamente non solo sul cliente finale che può trovare i cibi prenotati pronti al tavolo quando lo desidera, ma anche sul ristoratore che così vede ridurre i tempi di permanenza al tavolo potendo così avere ulteriori posti liberi da assegnare a nuovi clienti. Ha concluso il talk Santiago Mazza. Due le considerazioni rilevanti: da una parte, il fatto che non sia cambiato il modo di produrre beni e servizi, ma l utilizzo degli strumenti che producono beni e servizi. L innovazione sta dunque nell utilizzo di strumenti che tra l altro sono a disposizione di tutti (vedi Google). Dall altra, c è da considerare che prima il racconto dei prodotti non esisteva. Adesso si racconta un evento con i droni! Ed è la rete stessa a consentirci di fare esperienza come utente. In questo contesto, è utile imparare già a delegare ai nativi digitali!

14 SINNOVA IV workshop: Come la web reputation può lavorare a favore dell ecosistema sardo dell innovazione. Come la web reputation può lavorare a favore dell ecosistema sardo dell innovazione. Relatori: Giulia Eremita (Marketing and Communications Italy Trivago), Joseph Fratangelo (DMO Senior Sales Executive at TripAdvisor), Gianluca Laterza (Territory Manager Italy, Greece, Turkey, Cyprus, Malta at TripAdvisor), Aldo Polledro (Advertising Director at WIHP - World Independent Hotels Promotion). L attuale mercato è frammentato e ancora incompreso. C è chi già aggredisce nicchie di mercato e c è chi non ha ancora gli strumenti per conquistarsi gli spazi. C è chi li ha persi e chi ha del potenziale da proporre, soprattutto in un ottica di internazionalizzazione. La Sardegna è una destinazione multisettoriale e integrata? Partiamo da due verità incontestabili: primo, oggi se non sei presente su una vetrina globale non esisti. Secondo, il turismo è tutto un processo che non consiste solo nel riempire le camere, ma interessa tutti i settori. L Italia è la prima nazione al mondo tra le più viste su TripAdvisor, seguita da Gran Bretagna, Spagna e Stati Uniti. La Sardegna nei motori di ricerca è ben posizionata ma non benissimo. La prima attrazione è Cala Mariolu, la seconda, udite udite, è il Parco Giara di Tuili. A livello europeo la Sardegna piazza le sue spiagge migliori tra le prime 25. Se è vero che si riscontra una correlazione tra pagine visitate e visite reali, è anche vero che per diventare una destinazione appetibile si deve lavorare anche sul lungo periodo e

15 INSTANT BOOK 15 su un target preciso. Chiudere accordi particolari fuori stagione, in questo senso, è una strategia idonea e vincente: chiedete alla regione Puglia sugli accordi siglati con l associazione pensionati austriaci. Che poi, la Sardegna è un brand? E come ci si arriva a misurare popolarità, reputazione, e/o a fidarsi dei ranking? Quando si parla di reputazione bisogna distinguerla tra recensione (che è un opinione che io scrivo e che riguarda una certa mia esperienza) e ranking (una classificazione basata sulla reputazione). La reputazione è rilevante quindi perché è l opinione della moltitudine, prevalente, che assume rilevanza. È inoltre espressione della situazione esistente e come tale attendibile, ergo l unico momento da considerare. Il 2014 è l anno del meta search. Ha avuto successo perché dà la possibilità di usufruire dell informazione. Oltre a meta search, l altra tendenza sono i big data, che stanno avendo delle conseguenze anche sul ranking. C è poi da considerare l impatto, anche sulle prenotazioni, che sta avendo il mobile. fondamentali: rendersi popolari, catturare, convertire, fidelizzare. Condividere, inoltre, è un esperienza che aggiunge valore al viaggio e gli stessi social media si possono considerare, già da tempo, veri e propri strumenti di business. Cos è l innovazione se non una continua ricerca fuori dagli schemi e la crisi costante dei sistemi consolidati? L innovatore è chi cresce mantenendo la propria capacità di immaginare?. (Alice Soru) L 84% dei consumatori crede agli amici e/o alle opinioni dei conoscenti, mentre il 68% crede alle recensioni e opinioni del mondo online. In un mondo in cui viaggiano 150milioni di recensioni e opinioni al minuto, si rivela fondamentale l uso di filtri e indici di riferimento. Se consideriamo per esempio l indice di competitività rispetto all Italia, la Sardegna perde posizioni. Ecco allora che anche saper adoperare gli strumenti del web marketing assume rilevanza. Non dimentichiamoci nemmeno che la fiducia che si ripone in un servizio interessa, come dato, come esperienza dell utente, anche agli operatori. Consideriamo allora le 4 attitudini

16 SINNOVA V workshop: Open your mind: creatività, coraggio e pensiero laterale. Open your mind: creatività, coraggio e pensiero laterale. Relatori: Piernicola De Maria (Sales and Business Consultant, Strategic Coaching), Nicola Fioravanti (responsabile per l Italia del metodo di Edward de Bono). Think outside the box non è roba per radical chic, né per smanettoni o presunti intellettuali 3.0. Il pensare fuori dagli schemi è una prassi di metodo e stile di vita che se si interiorizza può portare a risultati strabilianti. Come si affina il processo di decision-making? Il processo di management deve procedere per obiettivi. Le uniche due funzioni vitali per un impresa sono il marketing e l innovazione, che significa prendere un problema e risolverlo nel modo migliore. Come comunicare allora l innovazione? Visto che l innovazione è cambiamento verso sé stessi, bisogna analizzare il nostro comportamento. Per questo è rilevante l esperienza dell utente, per questo c è da considerare la positività o negatività del linguaggio, nonché la variabile inerzia, che esprime la nostra difficoltà a cambiare. Adesso usciamo un altra volta dalla scatola e consideriamo il processo di generazione di un idea. L artista non è creativo, vede solo le cose da un altro punto di vista, e non riesce a vedere il mondo come lo vedono gli altri. Ci sono però da considerare tutti i punti di vista esistenti. La creatività non viene insegnata a scuola, è del tutto innaturale. Il nostro cervello non è predisposto alla creatività. C è differenza tra creatività e pensiero laterale perché quest ultimo è un processo intenzionale di generazione di un idea.

17 INSTANT BOOK 17 La maggior parte delle innovazioni sono state errori casuali, frutto dalla casualità stessa o create dal pensiero laterale. Ah, il business di Google è la vendita dei dati. Compiti per casa: try to think outside Google L innovazione non può più essere vista come un qualcosa di straordinario, ma deve diventare l ordinario. C è bisogno di inquinatori di innovazione. Brezza d estate. (Salvatore Poddi)

18 SINNOVA VI workshop: Sharing economy e ingegneria finanziaria Sharing economy e ingegneria finanziaria: l infrastruttura finanziaria regionale e globale a sostegno dello sviluppo. Relatori: Mattia Corbetta (Segreteria tecnica MISE), Roberto Esposito (DeRev), Ivana Pais (Università Cattolica del Sacro Cuore ), Carlo Piras (StarsUp), Anna Maria Siccardi (CEO e founder Rete del dono), Chiara Spinelli (CNR), Antonio Tilocca (Presidente SFIRS), Carlo Mancuso (Founder Sardex), Leonardo Frigiolini (AD Unicasim). Modelli alternativi di finanziamento, strumenti di supporto e sostegno ad aziende e professionisti sono da tempo attivi e proposti dall ecosistema regionale. La Sardegna ha una sua infrastruttura finanziaria regionale, peraltro implementabile. La Sardegna è terra sensibile e fertile per i processi dell economia della condivisione, sotto tanti profili. Come funziona allora e come far migliorare l infrastruttura finanziaria regionale? La Sfirs sta lavorando a un sistema di garanzie per il crowdfunding, a fondi di equity e microbond. Gli strumenti ci sono, ma la cosa davvero importante è che ci siano degli indicatori per valutare le azioni innescate. Un esempio è che in Sardegna siano stati erogati più di 40 milioni di euro tramite micro credito, un rilevante, istantaneo ed efficace strumento in crescita. Sarebbe interessante quindi esaminare le ricadute a livello territoriale e i benefici economici e gli obiettivi raggiunti. In una parola, fare una valutazione d impatto. Il sistema delle garanzie c è e funziona ma non basta. Bisogna la-

19 INSTANT BOOK 19 vorare maggiormente sull accesso al credito e selezionare aziende che vogliano partecipare al processo di crescita. Le aziende sarde esportano poco e importano tantissimo quindi c è bisogno di aziende che migliorino la bilancia commerciale o che vengano messe nelle condizioni di farlo. Da non sottovalutare nemmeno l impatto che l economia collaborativa (quindi crowdfunding, social lending e moneta complementare) può avere su intere comunità di destino. Dalle parole di chi, a vario titolo, sta lavorando per dare gambe alle diverse declinazioni della sharing economy in Italia, è emerso come questi strumenti siano stati utilizzati con successo da organizzazioni, persone o aziende che, per svariati motivi, non avevano accesso alle tradizionali forme di finanziamento. La sharing economy e il crowdfunding in particolare, prendono corpo in una comunità che reagisce ad una crisi sperimentando e riscoprendo la forza della collaborazione, il valore della condivisione. Il crowdfunding è una serie di persone che si fanno nodi però uniti da legami, e che insieme portano avanti un progetto, in cui la raccolta di denaro è solo una parte. C è dunque una reazione alla crisi, un mondo di persone che risponde con prassi comuni. Pensiamo anche alle nuove modalità di co-working, a come lavorano insieme i makers digitali. È una progettualità nuova, fatta di collaborazione e condivisione, anche con sconosciuti (vedi BlaBla- Car, Couchsurfing). La storia di Sardex è un altro esempio, perché dimostra come a partire dallo studio degli scambi, della reciprocità, della redistribuzione, si possa arrivare a generare capitale economico partendo dal tessuto sociale e relazionale. Un circuito di credito commerciale alternativo che tra l altro prima era startup, adesso è una vera e propria azienda a disposizione di comunità, persone, dipendenti e PMI. Una storia di resilienza e di creatività finanziaria. L Italia si è accorta del valore strategico delle nuove imprese innovative. Una startup innovativa ai sensi del decreto crescita 2.0 è una società di capitali che abbia meno di 4 anni e meno di 5 milioni di fatturato, e che gode di vantaggi, benefici fiscali, incentivi sugli investimenti e interventi nella gestione d azienda proprio per stimolare le persone, i giovani, i nativi a fare, non solo impresa. L innovazione sta nella persona. (Santiago Mazza)

20 SINNOVA VII workshop: Come gli strumenti di social media marketing possono lavorare a FAVORE Il senso profondo della Community di Sinnova? Offrire uno spazio virtuale che consenta alle imprese di fare e di essere rete. E la rete fra imprese offrirà un occasione di rilancio della nostra economia solo se tutti gli attori del sistema avranno la giusta convinzione e consapevolezza delle sue potenzialità. (Ketty Corona)

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