Pasquale Trematerra Luciano Süss Prontuario di entomologia merceologica e urbana. Con note morfologiche, biologiche e di gestione delle infestazioni

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3 Pasquale Trematerra Luciano Süss Prontuario di entomologia merceologica e urbana Con note morfologiche, biologiche e di gestione delle infestazioni

4 Copyright MMVII ARACNE editrice S.r.l. via Raffaele Garofalo, 133 A/B Roma (06) ISBN I diritti di traduzione, di memorizzazione elettronica, di riproduzione e di adattamento anche parziale, con qualsiasi mezzo, sono riservati per tutti i Paesi. Non sono assolutamente consentite le fotocopie senza il permesso scritto dell Editore. I edizione: giugno 2007 Edizione aggiornata: aprile 2015

5 Parte generale INDICE Presentazione... 7 PARTE GENERALE Capitolo I Gli animali infestanti e le attività dell uomo L ecosistema urbano Animali infestanti ricorrenti nell ambiente antropico Alcune malattie trasmesse da artropodi vettori La gestione delle infestazioni urbane Capitolo II Gli artropodi e l igiene dei prodotti alimentari Capitolo III La disinfestazione di merci, derrate e industrie Mezzi chimici Mezzi fisici Atmosfere controllate Lotta biologica Mezzi biotecnici Prospettive future Capitolo IV Metodi di prevenzione e lotta Sostanze attive e preparati commerciali Insetticidi Rodenticidi Formulati Coformulanti e coadiuvanti

6 6 Indice Capitolo V La legislazione sui biocidi Classi di pericolosità dei prodotti fitosanitari PARTE SPECIALE Elenco delle specie trattate Note morfologiche, biologiche e di gestione delle infestazioni Riferimenti bibliografici I principali animali citati nel testo raggruppati in funzione dei danni arrecati Elenco dei nomi degli animali citati nel testo... 1

7 Capitolo I Gli animali infestanti e le attività dell uomo 7 Presentazione Secondo le previsioni, nel 2030 oltre metà della popolazione mondiale diventerà metropolitana, la società dell uomo si trasformerà così in una società urbana; 391 città con più di un milione di abitanti, 26 ne avranno oltre 10 milioni. Tali eventi porteranno notevoli cambiamenti nei comportamenti e negli aspetti sociali, mettendo a dura prova anche il mantenimento di livelli accettabili di qualità della vita. La crescita delle aree metropolitane determina una riduzione e frammentazione degli habitat naturali che, assieme all antropizzazione e alla eterogeneità ambientale, portano al declino gli animali specializzati, a favore di quelli più generalisti. Di tali condizioni traggono vantaggio vari insetti, aracnidi, topi, colombi, storni, cani e gatti randagi, che meglio si adattano ai luoghi degradati. Questi animali, infatti, generalmente opportunisti ed onnivori, riescono facilmente a colonizzare nicchie ancora libere, soprattutto perché rivelano flessibilità nella scelta dei luoghi di nidificazione e di riproduzione. Alcuni diventano noti anche per la gravità dei danni che causano a piante ornamentali, derrate, merci e manufatti, o per la molestia e i disturbi di varia natura che arrecano all uomo e agli animali da compagnia. La convivenza con tali specie nocive rende necessaria una loro conoscenza approfondita, per potere intervenire con efficacia nella prevenzione e nella cura dei guasti o dei fastidi provocati. In tale contesto le attività di gestione delle infestazioni, a tutela di un vasto numero di persone, contemporaneamente presenti nelle aree cittadine, sono diventate un importante aspetto dell economia e dei servizi messi a disposizione della società urbana. Questo Prontuario nella parte iniziale fornisce informazioni di carattere generale; seguono le schede degli animali trattati in cui si riportano cenni di morfologia, biologia, comportamenti e danni con accorgimenti di prevenzione e lotta. In appendice sono presenti due indici, uno che raggruppa le specie trattate in funzione dei disagi arrecati, l altro realizzato in ordine alfabetico. Con la stesura del presente volume gli Autori confidano di aver fatto cosa utile all uomo urbano, agli studenti e a coloro che operano, come tecnici o responsabili, nei settori della disinfestazione, nel controllo di qualità della filiera alimentare, nella sicurezza degli ambienti collettivi e nell igiene pubblica in genere. 7

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9 Capitolo I Gli animali infestanti e le attività dell uomo 9 PARTE GENERALE 9

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11 Capitolo I Gli animali infestanti e le attività dell uomo 11 Capitolo I Gli animali infestanti e le attività dell uomo I primi insediamenti urbani sono stati fondati circa anni addietro dalle popolazioni delle società fluviali sviluppatesi nel basso Egitto, in Mesopotamia, in India e in Cina, mentre in Europa, l antichissima città di Micene, nasce anni fa. Probabilmente, la prima area metropolitana a raggiungere il milione di abitanti fu Roma durante il periodo imperiale, ma, ancora nel 700, se ne contavano solo due, Pechino ed Edo (l odierna Tokyo), che superavano tale cifra. Nel 1800 la popolazione urbana era l 1,7% di quella mondiale, e la società rurale era basata essenzialmente sull agricoltura. Con il periodo industriale di fine 800 inizia lo sviluppo della urbanizzazione globale, tanto che nel 1950 i cittadini passano al 28%, nel 1985 giungono al 42%, nel 2030 oltre il 60% della popolazione mondiale diventerà metropolitana; la società dell uomo si trasformerà così in una società urbana. Tali cambiamenti non si sono verificati solo nei Paesi ricchi; anche in quelli in via di sviluppo lo spostamento verso gli agglomerati urbani è stato vistoso. Si stima che nell immediato futuro il 70 80% della popolazione dei Paesi industrializzati vivrà in aree urbane, mentre nei Paesi poveri dal 40% del 2000 si passerà al 52% nel In queste nazioni il più alto livello di urbanizzazione è in atto nel Sud America, ove il 75% della popolazione si è trasferita a vivere nelle grandi metropoli. Un andamento simile è in atto anche in Cina, dove per lungo tempo la società era rimasta prettamente rurale (Tab. 1). Nel 2020 si prevede che 4 miliardi di persone vivranno nelle aree urbane e 3 miliardi in quelle rurali; vi saranno 391 città con più di un milione di abitanti; 26 avranno oltre 10 milioni di cittadini, di queste ben 13 saranno ubicate in Asia (Tab. 2). 11

12 12 Parte generale Tabella 1. Distribuzione percentuale della popolazione mondiale nelle aree urbane del mondo ( ). (fonte United Nations Department of International Economic and Social Affairs). Regione Anno Mondo 41,2 45,2 51,1 56,5 Paesi sviluppati 70,2 72,6 74,9 77,9 Europa 70,3 73,4 76,7 80,1 Ex URSS 63,1 65,8 67,5 71,2 Nord America 73,9 75,2 77,3 80,2 Giappone 76,2 77,0 77,7 78,4 Australia 85,3 85,2 86,2 88,1 Paesi in via di sviluppo 27,3 37,1 45,1 51,8 Africa 28,0 33,9 40,7 47,4 America Latina 65,4 71,5 76,4 79,9 Asia 26,3 34,4 42,7 49,7 Tabella 2. Popolazione dei più grandi agglomerati urbani del mondo (in milioni di individui) (confronto ). Città Popolazione nel 1980 Città Popolazione nel 2000 Tokio 16,9 Città del Messico 25,6 New York 15,6 San Paolo 22,1 Città del Messico 14,5 Tokio 19,0 San Paolo 12,1 Shanghai 17,0 Shanghai 11,7 New York 16,8 Buenos Aires 9,9 Calcutta 15,7 Los Angeles 9,5 Bombay 15,4 Tabella 3. Il concetto di biocenosi proposto da Povolny [Robinson (1996), rielaborato]. EUBIOCENOSI (HABITAT NATURALI) AGROECOSISTEMI AGROECOSISTEMA A (AGRICOLTURA SOSTENIBILE) AGROECOSISTEMA B (AGRICOLTURA INDUSTRIALE) ANTROPOBIOCENOSI ECOSISTEMA URBANO PERIDOMESTICO ECOSISTEMA URBANO DOMESTICO BIOCENOSI PRIMITIVE BIOCENOSI CULTURALI

13 Capitolo I Gli animali infestanti e le attività dell uomo 13 Tali cambiamenti, nella distribuzione della popolazione mondiale, hanno portato, e porteranno ancora, notevoli mutamenti sia nei comportamenti e sia negli aspetti sociali, mettendo a dura prova il mantenimento dei livelli accetabili di qualità della vita. Vi saranno enormi produzioni di sostanze inquinanti ed esposizioni ricorrenti a situazioni rischiose per la salute dell uomo, da annoverare tra le maggiori cause di malanni. 1. L ecosistema urbano In generale, a confronto con l uniformità che si riscontra nei sistemi agricoli, la diversità delle aree urbane è da mettere in relazione alla eterogeneità ambientale, dovuta ai continui cambiamenti nelle attività dell uomo, che alterano habitat già esistenti per crearne altri. Basti pensare alla progettazione di nuovi spazi verdi, di parchi cittadini e di altre aree urbane che non prendono mai in considerazione gli aspetti appena illustrati. Le aree verdi e i parchi cittadini, sono ecosistemi di supporto a numerose piante e specie animali. Studi sulla flora di alcune città del Nord America e dell Europa, dimostrano che esse ospitano centinaia di piante, molte delle quali originarie di paesi lontani; allo stesso tempo è stata accertata anche la grande ricchezza di forme animali (Zapparoli, 1997). Tali livelli di diversità rappresentano una sorta di stabilità per le specie indigene, mentre quelle esotiche di recente introduzione, trovano solo pochi limitatori naturali. I problemi cambiano negli orti cittadini, che di solito ricevono eccessive concimazioni, abbondanti irrigazioni e un cattivo uso di sostanze antiparassitarie. Tutto questo conduce ad effetti secondari, con improvvise esplosioni di infestazioni, soprattutto da artropodi. Con il tempo le città sono diventate ecosistemi parzialmente isolati dove la componente artificiale è preponderante e, nella loro struttura, non tengono conto della forma dell ecosistema naturale precedente (passaggio da biocenosi naturali a biocenosi culturali) (Tab. 3). A livello ecologico, la crescita delle aree metropolitane, ha portato, ad una riduzione e frammentazione della vegetazione naturale; tale evento assieme all antropizzazione e alla eterogeneità ambientale che si viene a creare provocano, di norma, una perdita delle entità stenoecie a favore di quelle più generaliste. Infatti, mentre da una parte l ecosistema urbano offre, per alcune specie, habitat ottimali, per altre strettamente legate a particolari situazioni o a bassa mobilità esso finisce col rappresentare un area dove le piccole popolazioni tendono a ridursi e, senza l apporto di nuovi individui immigranti, ad estinguersi. In tali situazioni sono quindi avvantaggiate quelle specie euriece (vari artropodi, topi, ratti, cani e gatti randagi, piccioni, corvi, storni etc.) più adattabili agli ambienti degradati con bassi indici di diversità. Queste, infatti, generalmente opportuniste ed onnivore, riescono facilmente a colonizzare habitat con nicchie ancora libere, sono flessibili nella scelta del luogo di nidificazione e in grado di riprodursi anche in ambienti non ottimali. 13

14 14 Parte generale In tale contesto generale, le azioni di pest control, di pest management e quelle di sanitation, per un così vasto numero di persone, contemporaneamente presenti in una sola località, risultano essere un importante aspetto delle attività economiche e dei servizi messi a disposizione della società urbana. Passaggio di specie animali tra agroecosistemi, ecosistemi naturali e aree urbane. cibo acqua clima favorevole edifici riscaldati rifugi vari nicchie ecologiche Fattori che favoriscono l arrivo e agevolano la permanenza di animali infestanti in ambito urbano.

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