Berlusconi, primo sì alla decadenza

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1 SABATO 5 OTTOBRE 2013 ANNO N. 236 In Italia (con "Io Donna") EURO 1,80 Milano, Via Solferino 28 - Tel Servizio Clienti - Tel Fondato nel Roma, Piazza Venezia 5 Tel Oggi Tempi liberi Ex simbolo single Deluse da Bridget Jones A 50 anni non sogna più di Maria Serena Natale a pagina 31 Domani lalettura Romanzo e realtà Calvino, quella profezia di «speculazione edilizia» di Francesco Cevasco nel supplemento 31005> Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004 art. 1, c1, DCB Milano SOLIDARIETÀ, EUROPA, LEGGI EFFICACI GRANDE DOLORE E RISPOSTE VERE di FIORENZA SARZANINI Isoccorritori impegnati in queste ore in Sicilia hanno avuto un coraggio e una dedizione impagabili. Le forze dell ordine, le organizzazioni umanitarie, i vigili del fuoco, i volontari e soprattutto i cittadini di Lampedusa hanno dato prova di immensa generosità, ma hanno anche evidenziato una volta di più la solitudine dell Italia di fronte alla tragedia. Non ci sono più controlli o pattugliamenti nel Mediterraneo. Siamo gli unici a fronteggiare un emergenza che nei prossimi mesi rischia di diventare ancor più drammatica. Perché quanto accaduto due notti fa di fronte all isola di Lampedusa potrebbe succedere di nuovo con un bilancio di perdite umane che non è sopportabile. L Africa è un continente in fermento. Ci sono centinaia di migliaia di profughi disposti a tutto pur di trovare un posto migliore dove vivere. Il nostro Paese è la loro porta d ingresso per l Europa e da qui continueranno a passare. Ci sono già migliaia di cadaveri in fondo al Mediterraneo. Migranti che a bordo di barconi o pescherecci hanno cercato di raggiungere l Italia. Invece sono andati alla deriva, morti di stenti, oppure annegati. Uomini, donne e bambini che prima di giungere in Libia avevano viaggiato per settimane nel deserto, in fuga dalla fame e dalla guerra. Spesso di queste tragedie non si sa nulla. Il governo spagnolo ha emesso ieri un comunicato di solidarietà e vicinanza all esecutivo guidato da Enrico Letta, assicurando il proprio sostegno per uno sforzo comune dell Europa. Il portavoce del commissario europeo per gli Affari interni Cecilia Malmström ha garantito un impegno concreto per far entrare subito in vigore il sistema di intercettazione e soccorso delle imbarcazioni che già mesi fa doveva essere operativo. Non basta. Ben altri sono gli sforzi che bisogna fare se si vogliono evitare nuovi disastri. Perché è necessario poter contare su finanziamenti consistenti e politiche comunitarie che guardino agli Stati africani. Ma soprattutto bisogna rivedere le regole dell accoglienza, accettare il fatto che questi migranti approdano in Italia, però la maggior parte di loro vuole andare altrove. Il ministro dell Interno Angelino Alfano ha annunciato che la prossima settimana andrà in Lussemburgo e chiederà la revisione del Trattato di Dublino che assegna al primo Paese di ingresso l onere dell accoglienza. È un istanza giusta, eppure difficilmente sarà accettata. Perché, come è già accaduto in passato, si avrà la sensazione che siano tutti d accordo ma passata l onda emozionale, nulla cambierà. Ecco perché l Italia deve mostrarsi unita nel pretendere aiuti immediati. Ecco perché tutti i partiti devono parlare con una sola voce senza far di nuovo divampare la polemica sulla revisione della legge Bossi-Fini ipotizzando modifiche impossibili da realizzare in questo clima politico. Il tempo della chiacchiere è finito. Adesso bisogna agire, in nome di quelle centinaia di persone morte due notti fa in Sicilia. E di tutti gli altri migranti che non ce l hanno fatta. RIPRODUZIONE RISERVATA Giannelli Lampedusa Tre poliziotti arrestati per violenza sessuale Scontro sulla Bossi-Fini. Napolitano: servono subito norme sul diritto d asilo «Il viaggio della morte pagato 500 dollari» Ai dipendenti case e bus Ecco la città di Facebook I sopravvissuti Le onde e un mostro I disegni dei bambini Il Cavaliere: vogliono eliminarmi. E scoppia il caso Crimi La visita del Papa alla tomba di San Francesco A Roma A PAGINA 25 Nel centro d accoglienza Berlusconi, primo sì alla decadenza Francesco si presenta davanti a Francesco con gli occhi pieni di lacrime. È un Bergoglio del tutto diverso dal Papa sorridente cui siamo abituati, quello che alle 10 e 25 del mattino del 4 ottobre scende nella cripta, dov è sepolto il santo di cui ha scelto il nome. È grave, concentrato, commosso. CONTINUA A PAGINA 23 - A PAGINA 22 Vecchi REUTERS / FILIPPO MONTEFORTE di MARCO IMARISIO Ènotte fonda nel Centro di prima accoglienza. Due ragazzi spauriti raccontano di aver pagato 500 dollari per un viaggio che li ha lasciati quasi morti. GIUDICARE SI DEVE DISPREZZARE NO di PIERLUIGI BATTISTA Èdavvero un mistero il motivo per il quale le istituzioni italiane debbano essere trascinate così nel gorgo del discredito. Ed è inspiegabile la ragione di questo voler dare il peggio di sé anche nelle occasioni più drammatiche e «storiche». È morto a 102 anni l ufficiale vietnamita che sconfisse Francia e Stati Uniti di RINALDO FRIGNANI Saccomanni: tasse giù solo se si taglia la spesa Silicon Valley di ANTONIO PASCALE A PAGINA 29 ALLE PAGINE 12 E 13 La Giunta per le Elezioni ha deciso: Silvio Berlusconi deve decadere da senatore dopo la condanna a 4 anni per frode fiscale. Ora la palla passa al Senato e al presidente Grasso che entro il 24 ottobre deve fissare la data del voto sulla decadenza. Segreto o palese? La battaglia da oggi è su questo. Il Cavaliere ha reagito duro: vogliono eliminarmi. Polemiche su un post offensivo verso di lui del 5 Stelle Vito Crimi, tra i componenti della Giunta. Tesoro Il ministro e i conti pubblici di GOFFREDO BUCCINI Ibambini trovano nuovi linguaggi, e subito nuovi colori. Ci sanno fare con i pennarelli e disegnano l inferno del naufragio: onde e pesci mostruosi. DA PAGINA 2 A PAGINA 9 A PAGINA 13 La Giunta ha deciso, ora tocca all Aula. Il senatore 5 Stelle posta su Facebook messaggi con insulti durante la seduta Quegli occhi pieni di lacrime nella cripta di ALDO CAZZULLO Quando incontrai il generale Giap di ETTORE MO Se n è andato all età di 102 anni il generale Giap, leggenda del Vietnam, simbolo della lotta anticoloniale contro Francia e Stati Uniti. Quando lo incontrai nel febbraio 1998, lo stratega di Dien Bien Phu stava per compiere 87 anni: non avrei mai pensato, benché fosse in ottima forma, che avrebbe raggiunto la seconda decade del Duemila. A PAGINA 21 Santevecchi ANSA / EPA / JULIAN ABRAM WAINWRIGHT La fuga infinita dall Africa all Europa Attesi due milioni di migranti l anno di PAOLO VALENTINO Una vera e propria bomba demografica che dall Africa muove verso la piccola Europa. Secondo una stima 2011 del Cnel ogni anno da qui al 2050 si riverserà su di noi una massa tra 1,5 e 2 milioni di persone. In Italia il presidente Napolitano chiede leggi sul diritto di asilo, il governo si divide sulla Bossi-Fini. DA PAGINA 12 A PAGINA 17 A PAGINA 58 Il ministro dell Economia, Fabrizio Saccomanni, ne è convinto: la spending review è l unica strada per «modernizzare davvero il Paese e liberare stabilmente risorse da destinare alla riduzione del carico fiscale e agli investimenti». Quindi, per tagliare le tasse, bisogna prima ridurre la spesa. Così il ministro ha accolto ieri la nomina del neocommissario alla spending review, Carlo Cottarelli. A PAGINA 11 Sensini Settegiorni di Francesco Verderami Il doppio passo dell ex premier per il ricambio ira di Berlusconi sarà L oggi il riflesso condizionato dei titoli di giornale che per venti anni hanno descritto in ciclostile la reazione del Cavaliere alle azioni della magistratura. Ma ieri il leader del centrodestra non era più irato, era affranto, piegato dal verdetto della Giunta del Senato che ne ha chiesto la decadenza da parlamentare: «Non pensavo potesse finire così per un uomo con la mia storia», ha commentato, inabissandosi nei ricordi di stagioni piene di successi e di primati. Eppure, nonostante la sconfitta, si riserva ancora un guizzo per non mostrarsi vinto: intestarsi nel suo partito il ricambio generazionale. CONTINUA A PAGINA 5

2 2 Primo Piano Sabato 5 Ottobre 2013 Corriere della Sera Politica e giustizia Le decisioni La decisione della Giunta non è una bella pagina per la democrazia. Mi auguro che ora il Senato abbia un sussulto di garantismo Maurizio Lupi Pdl Decadenza,laGiuntadàilvialibera Pd e M5S: nell Aula del Senato il voto deve essere palese. Schifani: impossibile Il personaggio L avvocato il legale di Di Giacomo, Salvatore Di Paolo, in Giunta Di Giacomo, il subentrante di Berlusconi: iltraditosonoio ROMA «Traditore io? Semmai loro: hanno tradito me e il Molise». L epiteto che si orecchia nelle stanze dei fedelissimi di Silvio Berlusconi non va a giù ad Ulisse Di Giacomo, primo dei non eletti, destinato a subentrare al Cavaliere in Senato. Ieri nella Giunta per le Elezioni, che ha dichiarato la decadenza di Silvio Berlusconi dalla carica di senatore (ma servirà il voto finale dell Aula), è intervenuto solo il legale di Di Giacomo, Salvatore Di Paolo. E il motivo lo spiega Di Giacomo: «Per dimostrare la mia correttezza, anche se non se lo meritavano, ho persino scritto a Denis Verdini, spiegandogli che Dario Stefàno mi aveva mandato l invito e che cosa dovevo fare. Niente. Nessuno ha avuto il coraggio e la dignità di rispondermi. E allora mi sono sentito non in diritto, ma in Chi è La carriera Ulisse di Giacomo (foto), 63 anni, medico, è stato assessore alla Sanità del Molise dal novembre 2006 al giugno 2008 per Forza Italia. In seguito è stato eletto senatore nelle per il Pdl nel Primo dei non eletti in Molise, in caso di decadenza subentrerà a Berlusconi dovere di mandare il mio avvocato». Qualcuno sospetta che ci sia un interesse personale, che si sostanzia in seggio e stipendio da senatore, in questa sua improvvisa posizione anti Berlusconi. «Guardi, in questa situazione ci sono stato tirato per i capelli. Io ero senatore uscente, coordinatore regionale di questo partito da 15 anni. Alla Camera per il Molise non ha eletto nessuno, al Senato uno solo. Tutti hanno giurato che al momento opportuno Berlusconi avrebbe optato per un altra regione. E invece niente. Una scelta gravissima, miope. Mica abbiamo l anello al naso, noi nel Molise. E non ci hanno dato neanche un posto da sottosegretario». D accordo, il Molise trascurato. Ma non c è un conflitto d interessi in questa sua posizione? «E perché? Non capisco. La legge Severino l ho votata anche io ed è una legge di cui il Pdl si è fatto vanto. Perché l abbiamo approvata, se poi non la vogliamo applicare a tutti? Forse bisognava pensarci prima. Ma le leggi son leggi, mica opinioni». In una sentenza che avete accluso alla memoria si dice che una persona condannata per quei reati «non ha i requisiti morali» per stare in Parlamento. Ma non era un perseguitato Berlusconi per voi del Pdl? «Credo che nei suoi confronti ci siano stati atteggiamenti un po punitivi. Ma per chi fa l imprenditore e il politico, incidenti di percorso possono capitare. E poi non voglio accusare i magistrati: loro fanno sempre il massimo per fare le cose al meglio». Ora il partito è spaccato e Berlusconi attende di capire il suo destino. «Non credo che sarà ancora un punto di riferimento politico. Al massimo potrà fare da padre nobile, da collante, se lo vorrà. Ma io mi ritrovo nelle posizioni di Quagliariello, Lupi e Alfano». Alessandro Trocino RIPRODUZIONE RISERVATA ROMA A giorni, la giunta delle Elezioni e delle Immunità presieduta da Dario Stefàno (Sel) proporrà all aula del Senato la mancata convalida dell elezione di Silvio Berlusconi. Si avvicina dunque il momento della decadenza del Cavaliere, in forza della legge Monti-Cancellieri- Severino che lo annovera tra chi è indegno di vestire i panni del parlamentare dopo una condanna definitiva (4 anni per frode fiscale, nel caso del Cavaliere). La decisione è stata assunta a maggioranza in giunta con i voti favorevoli del Pd, Scelta civica, Sel e M5S e quelli contrari di Pdl e Lega. La prossima tappa, mercoledì, comporta un ultimo voto tecnico in giunta sulla motivazione del dispositivo votato ieri e poi la palla passa al presidente del Senato, Piero Grasso, che non oltre giovedì 24 ottobre deve fissare la data in cui il plenum dirà l ultima parola sull espulsione dell ex premier da Palazzo Madama. Il regolamento prevede il voto segreto (si vota su una convalida e non su un autorizzazione chiesta dalla magistratura) ma il M5s e il senatore Felice Casson (Pd) già annunciano battaglia affinché «ognuno si assuma le proprie responsabilità con il voto palese». Il capogruppo Renato Schifani (Pdl) ricorda con sicurezza che «il voto sarà segreto a meno che il presidente Grasso non intenda alterare il regolamento: ho fatto il presidente del Senato per 5 anni e ricordo come in occasione del voto sul senatore De Gregorio sia stato proprio il senatore Zanda del Pd a ricordare al sottoscritto come il voto dovesse essere segreto. E segreto fu». Insomma, chiusa la battaglia della giunta ora si apre quella dell aula. Col voto segreto, infatti, il Pdl spera di bloccare all ultimo minuto la decadenza di Berlusconi mentre il Pd, senza trasparenza nell urna, teme imboscate di «fuoco amico», interno e de esterno al partito, che poi gli verrebbero messe sul conto dai grillini: «Oggi spiega un funzionario del Senato di lungo corso si sta creando la stessa situazione già vista nel 93, quando l autorizzazione a procedere contro Craxi fu bloccata dai voti coperti del Msi e della Lega». Che poi incendiarono le polveri contro la prima Repubblica. In questo clima, dunque, è impervia la strada che Le tappe porterebbe il presidente Grasso a convocare la giunta del regolamento per varare un «interpretazione ad personam», capace di estendere lo scrutinio palese previsto per le autorizzazioni (l arresto di Lusi, per esempio) alle votazioni e per le convalide. La decisione della giunta è arrivata all esito di una seduta pubblica velocissima disertata Sei ore La riunione è durata sei ore: 15 hanno detto sì alla decadenza, 8 i voti contrari. Berlusconi e i suoi legali non si presentano Ora Stefàno prepara la relazione Il voto dell Aula entro venti giorni 1Ieri la Giunta per le elezioni si è espressa a maggioranza per la decadenza di Berlusconi da senatore, in seguito alla condanna definitiva per frode fiscale. Ora Stefàno dovrà preparare la relazione, che sarà approvata dalla Giunta alla prima seduta utile e sottoposta al voto dell Aula entro 20 giorni. Il Senato si dovrebbe esprimere sulla decadenza a metà mese. Mentre è ancora polemica sul voto segreto Domiciliari o servizi sociali La scelta entro il 15 ottobre 2Entro il 15 ottobre Berlusconi dovrà decidere come scontare la pena. Può chiedere l affidamento ai servizi sociali o, in alternativa, scatteranno i domiciliari. Scioglierà alla fine la riserva, ma i legali gli suggeriscono i servizi sociali. L ex premier ha spostato a Palazzo Grazioli la residenza. Dovrà scontare un anno (3 sono coperti da indulto), che sarebbe ridotto a 9 mesi per via della legge penitenziaria Fissata per il 19 ottobre l udienza che ricalcolerà l interdizione 3Il 19 ottobre, davanti alla III Corte d Appello di Milano, si terrà l udienza per ricalcolare l interdizione dai pubblici uffici dell ex premier. La pena accessoria del processo Mediaset, come deciso della Cassazione, dovrà essere rideterminata da uno a tre anni. Si potrebbe arrivare a sentenza in una sola udienza. E Berlusconi potrà impugnarla ancora davanti alla Suprema Corte L annuncio Dario Stefàno, 50 anni, senatore eletto nelle fila di Sel, è un manager, docente all Università del Salento, ex membro della giunta pugliese di Confindustria ed ex assessore regionale. Presidente della Giunta per le elezioni di Palazzo Madama, dal 18 settembre è anche nominato relatore sul caso- Berlusconi. Ieri il senatore di Sel ha annunciato la decisione della Giunta «a maggioranza di proporre all Assemblea del Senato la mancata convalida dell elezione» del leader del Pdl. «Nella prossima seduta della Giunta porterò all approvazione la mia relazione recante le motivazioni della decisione di oggi», ha spiegato il presidente della Giunta (foto Blow up) da Berlusconi e della successiva camera di consiglio. Dopo sei ore di «conclave», spezzato solo da una pausa caffè e da quella per un panino, la giunta si è espressa a maggioranza: 15 a 8 per la decadenza. Si sono formate maggioranze variabili ininfluenti (con l astensione di Enrico Buemi, socialista eletto nel Pd) sui singoli punti proposti dalla difesa di Berlusconi, e in particolare sulla possibilità di rinviare la questione dell applicazione della legge Severino alla Consulta e/o alla corte di Giustizia della Ue. Tutto il Pdl, a partire da Schifani, si è pronunciato contro la «decisione politica» della giunta e ha seguito la linea di Berlusconi e dei suoi avvocati di non riconoscere i «giudici» convocati nella sala Koch del Senato. Il senatore Giuseppe Esposito (Pdl) paragona la partita vista in giunta alla finale di coppa del Mondo: «Le partite sono interessanti quando non si conosce l esito finale; in questo caso, invece, il risultato era già deciso da tempo e già si conoscevano i pregiudizi diffusi in mondovisione da tanti membri della giunta». Per il Pd, invece, interviene la senatrice Isabella De Monte, segretaria della giunta: «Chi parla di verdetto politico ignora la legge. Il lavoro della giunta è stato scrupoloso e non certo animato da pregiudizio politico. Il capogruppo Schifani può prendersela con chi, come lui, approvò nella scorsa legislatura la legge Severino. Non siamo e non potevamo essere un quarto grado di giudizio ma, come parlamentari, abbiamo deciso solo sulla base delle evidenze. Se poi il Pdl ha contestato la legge Severino solo negli ultimi mesi per aiutare Berlusconi ha clamorosamente fallito». Per Benedetto Della Vedova (Scelta civica) «il voto non è stato pro o contro nessuno ma solo applicativo della legge anticorruzione». Dino Martirano RIPRODUZIONE RISERVATA

3 Corriere della Sera Sabato 5 Ottobre 2013 Primo Piano 3 Spero che ora i senatori tutti valutino con oggettività i motivi dell ingiustizia della decadenza Nunzia De Girolamo Pdl Il Pd ritiene il comportamento del senatore Crimi sbagliato e irrispettoso del ruolo Claudio Martini Pd La commissione e la scelta I MEMBRI DELLA GIUNTA La stampa estera M5S Vito Crimi MaurizioBuccarella Serenella Fucksia Mario Michele Giarrusso Sel Dario Stefàno (presidente) Pd Stefania Pezzopane (vicepresidente) Isabella De Monte (segretaria) Felice Casson Giuseppe Cucca Rosanna Filippin Doris Lo Moro Claudio Moscardelli Giorgio Pagliari Psi Enrico Buemi Sc Benedetto Della Vedova (segretario) Lega Erika Stefani Pdl Giacomo Caliendo (vicepresidente) Maria Elisabetta Alberti Casellati Andrea Augello Nico D'Ascola Carlo Giovanardi Lucio Malan Gal Mario Ferrara Pd Sel M5S Psi 1 1 Sc Lega Pdl Gal I NUMERI sett. cartelle i voti sett. ore I senatori della giunta durante le riunione di ieri (Afp) The Wall Street Journal Sul massimo giornale finanziario americano la notizia della decadenza di Berlusconi compare in homepage e viene data in modo neutro:«la giunta del Senato vota per l estromissione di Berlusconi». L articolo annota che gli ultimi giorni hanno fatto emergere la figura di Angelino Alfano prima seduta sulla decadenza di Berlusconi la relazione di Augello sul caso Berlusconi contrari ottenuti dalla relazione Dario Stefàno viene nominato nuovo relatore il tempo impiegato ieri per deliberare una decisione CORRIERE DELLA SERA Il casosufacebookilsenatoreprendeingirol expremier Battuta(conoffese)sulCavaliere Il«post»diCrimiscatenailPdl Il centrodestra: regole violate, fermiamoci. Interrotta la discussione Die Welt Il quotidiano tedesco Die Welt mette la notizia in homepage e nelle pagine interne titola:«la fine di Berlusconi. Questa volta potrebbe essere vero». Sottotitolo:«L Italia non è più in ostaggio di Berlusconi, cambierà cultura politica». PerchéilPdl«noneraunpartito,ma alcuni capi uniti intorno al Cavaliere» ROMA Il senatore Vito Claudio Crimi(M5S) di professione è assistente giudiziario a Brescia per cui conosce benelaregolad orodelsilenziochesovrintende ogni camera di consiglio, anche se l ambito è quello para giudiziale della Giunta delle elezioni del Senato. Inoltre, il grillino Crimi è anche membro del Copasir (comitato di controllo sui servizi segreti) di cui ha rischiato di diventare presidente. E solo mercoledì scorso era a Washington per incontrare i colleghi del Congresso che si interfacciano con la Cia, l Fbi e la Nsa. Insomma,èunparlamentarechehasullacarta tutte le caratteristiche votate alla riservatezza e, perché no, al mantenimento di un certo stile nei comportamenti e nell uso delle parole. Ieri invece Vito Crimi, nell atto di entrare nella camera di consiglio chiamata a decidere le sorti del collega Silvio Berlusconi, ha optato per la goliardia più sgangherata e volgare nei confronti di un signore, il Cavaliere appunto, di 77 anni. Complice il solito profilo Facebook, ha espresso i suoi sentimenti nei confronti di Berlusconi, tirando in ballo la prostata e l intestino dell anziano ex premier. Davvero poco elegante. Ma soprattutto politicamente controproducente. Perché, condividendo un post che avrebbe dovuto far ridere, Crimi ha offerto un assist formidabile a Schifani (Pdl) che si è precipitato a scrivere a Accuse Critiche da centristi e Pd. Anche dai Cinquestelle accuse di «intelligenza col nemico» ConiltabletVitoCrimi,41anni,ieridurantelariunionedellaGiunta(Afp) Grasso per chiedere la sospensione della Giunta per violazione della segretezza della camera di consiglio. In Giunta, intanto, i membri del Pdl minacciavanodiboicottareilavorielarete veniva intasata anche dai Cinquestelle che accusavano Crimi di intelligenza con il nemico, compreso un acido tweet di Alessandro Di Battista(M5S). Dure critiche anche dai centristi e dal Pd. Poi, gli uffici hanno fatto arrivare il dossieragrassochenelfrattempoeraa tavola con il Papa ad Assisi. Questa la risposta, in una nota: «Il presidente Grasso ritiene del tutto inqualificabile e gravemente offensivo quanto scritto dal senatore Crimi nei confronti del senatore Berlusconi durante la fase pubblica della seduta della Giunta. Anche tale comportamento verrà sicuramente valutato dagli organi competenti del Senato». Detto questo, Grasso ha rispedito la patata bollente al presidente della giunta Dario Stefàno che ha saputo tenere la barra dritta conducendo in porto la seduta:«non era motivo sufficiente per sospendere i lavori perché il senatore Crimi ci ha dimostrato di aver semplicemente ripostato il post di un altro prima che si cominciasse la camera di consiglio. Anch io, comunque, ho richiamato il senatore Crimi». E Crimi, come si è giustificato? Ha prima scaricato tutto su un collaboratore, poi è corso davanti alle telecamere perdire«seilpostloavessefattocrozza, o un altro comico, tutti a ridere...ora viene usata la Rete a loro uso e consumo. Se i falchi del Pdl si attaccano a questo per nascondere il tracollo del Cavaliere...». Poi via di corsa senza rispondere alle domande. Non si pente diaveredatoaberlusconiunottimoargomento per insistere sull imparzialità della Giunta? «Ma quando mai, io ho solocondivisoilpostdiunaltro».èandata meglio a Michele Giarrusso(M5S) chehapostatodallagiuntaunafotoinsieme alla collega Fucksia (arrivata in ritardo). Giarrusso si è assentato alla toilette e quando è tornato gli è stato dettochesieragiàvotato.aquelpunto il grillino è sbiancato, ma era solo uno scherzo... D.Mart. El País Nella ricostruzione del quotidiano spagnolo,«mercoledì scorso Berlusconi ha subito la peggiore sconfitta della sua carriera politica cadendo nella trappola che lui stesso aveva preparato perilpremierletta.poihacercato senza successo di fermare l emorragia causata nel Pdl dalla sua manovra» L intervista L ex presidente della Consulta: non ci sono state violazioni, è un caso da provvedimento disciplinare «Attoinqualificabile.Manessuneffettosuilavori» Capotosti: la prossima tappa? Si deciderà nel segreto dell urna, lo prevede il regolamento ROMA-«Il caso Crimi comporterà uno strascico polemico ed è inqualificabile dal punto di vista politico e umano, senza però nessuna possibilità di inficiare l esito della votazione della Giunta». È molto netto il giudizio dell ex presidente della Corte Costituzionale Piero Alberto Capotosti. Cosa pensa dell episodio del post messo in rete dal senatore Crimi? «Innanzitutto mi faccia esprimere la mia riprovazione per l episodio. Ormai,esemprepiù,siabbassaillivello: da quello degli argomenti a quello degli insulti. E questo fatto aumenta il divario tra la società civile e le istituzioni, rendendole poco credibili». Unodeipuntisucuihannoinsistito i senatori del Pdl in difesa di Silvio Berlusconi è la mancanza di «terzietà» della Giunta, come dimostrerebbe il comportamento di Crimi. È così? «L articolo 66 della Costituzione prevede che la Camera cui appartiene il parlamentare giudica sui titoli, sull ineleggibilità, l incandidabilità e quindi sulla decadenza. Ma si trattapursemprediunorganopolitico che svolge un attività oggettivamente di ricognizione e valutazione Chiè Giurista Piero Alberto Capotosti, 71 anni, è presidente emerito della Corte costituzionale, che ha guidato dal marzo al novembre Dal 1994 al1996èstatoanchecomponentee vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura di una materia contenziosa. Non si tratta di un organo di pura giurisdizione sotto il profilo soggettivo e quindi i suoi componenti non hanno lo status e le regole di comportamento cui debbono assoggettarsi i magistrati». Il Pdl ieri ha detto che il caso Crimi dimostra quanto fosse giusta la loro richiesta di ricusazione di alcuni componenti della Giunta.E d accordo? «Proprio perché non sono magistrati, nei loro confronti non si può invocare nè la ricusazione né l astensione. Del resto, il regolamento prevedechenonsipossanoneppuredimettere: possono essere sostituiti solo membri che non possono più partecipare per gravissimi motivi ai lavori della Giunta, come ad esempio per una grave malattia. E questo proprio per tutelarli da indebite pressioni ed ingerenze. Ciò però non vuol dire che, dopo il caso Crimi, non ci sarannoconseguenze...». Per la validità della decisione? «No». Il capogruppo del Pdl, Renato Schifani, ha chiesto un istruttoria per accertare effettivamente quandocrimihainviatoilpost... «Anche se fosse accertato che il post è stato inviato durante i lavori della Giunta, esso non ha violato la segretezza dei lavori della camera di consiglio. Si tratta di un insulto orrendo, ma non c entra niente con i lavori: non ha rivelato nulla di quanto stava accadendo». Le conseguenze per chi saranno? «Per il senatore Crimi. Il suo mi sembra il tipico caso passibile di provvedimento disciplinare. Mi sembra che il presidente del Senato abbiagiàespressounasuaprimaindicazione in questo senso». InAulailvotosaràsegretoono? «Prima di tutto, bisogna ricordare che la proposta decisa dalla Giunta potrebbe anche essere approvata automaticamente, senza bisogno di un voto in Aula. Perché l Assemblea voti ci devono essere almeno 20 senatori che impugnano quella decisione...». Voto segreto o palese? «Si voterà a scrutinio segreto come prevede il regolamento del Senato quando ci siano votazioni sulle persone. Persino il presidente del Senato viene scelto a scrutinio segreto, e non è certamente punitivo essere eletto seconda carica dello Stato.Quindiamenochenoncambi il regolamento, sulla decadenza di Silvio Berlusconi deciderà il segreto dell urna». M.Antonietta Calabrò

4 4 Sabato 5 Ottobre 2013 Corriere della Sera

5 Corriere della Sera Sabato 5 Ottobre 2013 Primo Piano 5 Politica e giustizia Il Cavaliere «NonèpiùunoStatodidiritto» Berlusconicontinuaalottare «Vogliono eliminarmi per via giudiziaria». E ripete: sono innocente ROMA «Vogliono eliminarmi per via giudiziaria». Silvio Berlusconi affida a una nota scritta il commento sul voto della giunta per le elezioni del Senato, primo passo per la decadenza da senatore che dovrà però essere ratificata in via definitiva dall aula di Palazzo Madama tra una ventina di giorni con uno scrutinio segreto. Il suo giudizio è durissimo, benché la pronuncia fosse in qualche modo prevista dato il rapporto di forze interno all organismo parlamentare. «Questa indegna decisione sostiene l ex premier è stata il frutto di una non corretta applicazione di una legge e della precisa volontà di eliminare per via giudiziaria un avversario politico che non si è riusciti a eliminare nelle urne attraverso i mezzi della democrazia». A giudizio del Cavaliere «la democrazia di un Paese si misura dal rispetto delle norme fondamentali poste a tutela di ogni cittadino». Non solo, insiste Berlusconi lanciando l accusa più pesante: «Violando i principi della Convenzione europea e della Corte costituzionale sulla imparzialità dell organo decidente e sulla irretroattività delle norme penali, oggi sono venuti meno i principi basilari di uno stato di diritto. Quando si viola lo stato di diritto si colpisce al cuore la democrazia». La decisione della giunta per elezioni ha molto amareggiato l ex premier che, rivela un esponente a lui assai vicino, è di «umore nero» e ripete a tutti «sono innocente, sono tra i maggiori contribuenti del Paese, non ho frodato il fisco». Ma nel giorno in cui si avvia la procedura per la decadenza, gli esponenti del Pdl-Forza Italia di ogni osservanza tornano a unirsi nella difesa del Cavaliere, dopo essersi divisi nei giorni scorsi sulla fiducia al governo. Angelino Alfano osserva che «la ris p o s t a d e l l a g i u n t a è u n In Senato Silvio Berlusconi, 77 anni, presidente delpdl,senatore. Mercoledì scorso ha occupato il suo scrannoapalazzo Madama per votare la fiducia a Letta (Lanni) accelerazione anomala nelle procedure e svela un accanimento che nulla ha a che vedere con la giustizia». Fabrizio Cicchitto si interroga se «questa decisione, inficiata da palesi irregolarità, verrà sancita dall Aula». Aggiunge Sergio Pizzolante: «Quello del Pd è un gravissimo errore politico. Testimonia che la sinistra italiana non riesce a liberarsi dal condizionamento di una parte della magistratura. È una anomalia solo italiana, che mina le basi della democrazia». Osvaldo Napoli ritiene che quella di ieri sia stata «una giornata funerea per la democrazia». Per Raffaele Fitto «è una decisione politica dettata dall odio e dalla smania di fare fuori per via giudiziaria l avversario politico di sempre, mai battuto alle urne». Daniela Santanché denuncia: «All infamia politica si aggiunge un infamia giudiziaria». E Anna Maria Bernini parla di «strage di diritto, della democrazia e del rispetto che si deve a un uomo, un leader forte del consenso di 9 milioni di italiani che lo ho hanno votato e ne sono rappresentati». Per Enrico Costa si è trattato di «un killeraggio politico con l aggravante della premeditazione». «È un offesa ai milioni di italiani», tuona Michela Vittoria Brambilla. Il retroscena Ma lavora al ricambio generazionale L amarezzadelcavaliere «Nonpensavocheunocomeme sarebbefinitoinquestomodo» SEGUE DALLA PRIMA L aveva confidato un paio di anni fa che non avrebbe lasciato la scena senza lasciare la propria impronta, «non me ne andrò finché non avrò portato a compimento il mio progetto: dar vita al più grande ricambio generazionale della storia». E adesso che il momento si avvicina, ora che la sentenza sul caso Mediaset gli impone di delegare la guida della sua creatura politica, Berlusconi medita di affidarsi a una squadra rinnovata e guidata da «Angelino», che oggi rappresenta l unica certezza in quegli schemi ancora confusi, disegnati su fogli di carta scarabocchiati e poi appallottolati. Le liturgie e le procedure su cui gli Settegiorni altri prestano attenzione non lo appassionano, e quando li vede accapigliarsi rispolvera un termine che non è servito a evitargli l onta personale: pacificazione. «Chi è contro la pacificazione è contro il partito», dunque è fuori. Potrà bastare per sedare la rissa? Lui ci prova a tenerli uniti, e Alfano è partecipe del progetto, anzi lo incoraggia, pronto a lavorare insieme a Fitto, alla Carfagna e alla Gelmini (ostili nell ultima fase al vice premier) ma non più da «primus inter pares» bensì da uomo forte del Pdl. Così alla generazione dei quarantenni che portò con sé a palazzo Chigi, il Cavaliere darebbe il compito di proseguire la sua azione, restando il dominus, il punto di riferimento. Come sempre accade quando le trattative giungono alla stretta finale, è questo il momento più delicato: un passo falso pregiudicherebbe l intera operazione, invisa ai falchi degli opposti schieramenti. E non c è dubbio che a una rinnovata linea del partito servirà anche far seguire il ricambio generazionale, ma serviranno gli «esercizi di ragionevolezza» invocati ieri dalla figlia Marina Berlusconi in nome del padre. E servirà che abbiano la meglio quelle «persone di buona volontà» come le chiama Confalonieri e che «sono all opera». Si capisce il motivo per cui dietro il Cavaliere, spingano i familiari e gli amici di una vita. E si capisce la prudenza con cui si sta muovendo «Angelino». Il segretario di un Pdl che al momento non c è più deve tenersi in equilibrio, tra chi continua ad additarlo come un «traditore» e chi gli prospetta la rottura e l approdo nella terra promessa del Ppe, dimenticando che nella famiglia dei Popolari europei ci sono già da anni, visto che lì ce li ha portati Berlusconi. E in queste linee di frattura c è chi tra gli «alleati» di governo prova a inserirsi, tentando di dettare la In Parlamento La vittoria del 1994 LadiscesaincampodiSilvio Berlusconi viene fatta iniziare conladichiarazionedivotoa favore di Gianfranco Fini a sindaco di Roma nel novembre del1993.il27marzo1994 vince le elezioni con un partito nuovo di zecca: Forza Italia La «traversata nel deserto» Dopo la caduta anticipata del primo governo Berlusconi e dell esecutivo guidato da Lamberto Dini, si torna alle urne il 21 aprile Vince Romano Prodi e per Silvio Berlusconi inizianoi5annicheluichiama della«traversata nel deserto» La Casa delle libertà La«traversata del deserto» si conclude nel 2001: riallacciati i rapporti con Umberto Bossi, il 13 maggio il Cavaliere torna a vincere le elezioni. La formula politica è quella della Casa delle libertàconan,legaeudc La legislatura breve Nel 2008 Berlusconi torna a vincere. Ma la legislatura è tormentata. Non soltanto nel novembre 2011 il Cavaliere è costretto alle dimissioni, ma salgono alla ribalta i casi Noemi, D Addario e Ruby linea, magari per potare il centrodestra e trasformarlo in un cespuglio da porre come pianta ornamentale accanto al Pd, come una ruota di scorta, come ennesima formazione dello «zero virgola» da usare e poi da rottamare. Alfano è consapevole dei rischi, ma finora si è mosso seguendo una rotta che lui stesso ha tracciato e che ha fissata su due punti cardinali. Il primo è che «noi non commetteremo l errore Quanto avvenuto nella giunta del Senato, rimarca Mariastella Gelmini, «segna in maniera indelebile una stagione in cui l uso politico della giustizia ha raggiunto il punto più basso ed evidenzia l affermarsi dentro il nostro maggiore alleato di governo dell anima giustizialista che cerca di ridurre al silenzio Berlusconi». Insomma, si domanda Sandro Bondi: «Come possiamo assistere a una defenestrazione di Berlusconi da parte di un partito con il quale collaboriamo in Parlamento e al governo?». R. R. Il debutto in Aula Il 18 maggio 1994 Silvio Berlusconi ottienelafiduciaalsenatoedebuttanell aula di Palazzo Madama. È stato eletto alla Camera, ma inizia da premier dei partiti della Prima Repubblica. Noi non ci divideremo». Il secondo è che «o il governo Letta è appoggiato da tutto il Pdl, o perde la sua natura ispiratrice e si trasforma in un governo di sinistra». Ecco perché ieri la presenza del ministro dell Interno a fianco di Berlusconi nel momento in cui il Senato muoveva il primo passo verso la decadenza del Cavaliere e poco dopo che Napolitano si era complimentato Strategie Alfano deve tenersi in equilibrio tra chi lo accusa e chi vorrebbe la rottura del partito per la sua missione a Lampedusa aveva un forte valore simbolico, più forte del comunicato di solidarietà contro l atto della Giunta. Se dopo un ventennio Berlusconi darà vita al ricambio generazionale, dentro un accordo di regole condivise, compirà l operazione di passar la mano tenendo la mano. È questa d altronde l unica strada per il Pdl, per evitare di commettere l errore compiuto venti anni fa dal Pci-Pds, che sulle spoglie del craxismo pensò di incassare i voti socialisti. Non ne prese uno. Francesco Verderami Il sondaggio Governo, ilpdcresce eilpdlperde quasi 3 punti Se il governo non avesse ricevuto la fiducia, mercoledì, l economia italiana sarebbe scivolata ancora più in basso: ad esprimere questa valutazione è stato il 65,7% degli intervistati, in un sondaggio Sky/Tecnè (su un campione di mille persone, metodo Cati). E per la maggioranza degli intervistati, è stato Enrico Letta a uscire vincitore dai giorni della crisi di governo (per il 58,7%). Un successo attribuito alla persona, stando ai numeri dei sondaggi: nessun partito ottiene un riconoscimento simile. Solo il Pd, con il 42,7%, ottiene una quota consistente di giudizi che indicano un rafforzamento politico. Ma la crisi politica non è ancora risolta per 9 intervistati su 10. Per quanto riguarda il confronto-scontro nel Pdl, la maggioranza degli intervistati (compresi gli elettori che si riconoscono in altri partiti) si schiera con Angelino Alfano. Considerando solo gli elettori del Pdl, invece, la «linea Berlusconi» è prevalente. Il partito che esce rafforzato, in termini di intenzioni di voto, dalla crisi è il Pd (+3%). A scontare un calo è invece il Pdl (-2,7%). Raggiunto, in termini di consensi, dal M5S (che aumenta i consensi dello 0,2% rispetto all ultima rilevazione). La coalizione di centrosinistra è in testa, dopo aver guadagnato 2 punti percentuali (stessa cifra perduta dalla coalizione di centrodestra): si rovesciano così i rapporti di forza registrati nelle ultime settimane, il centrosinistra ha 3,7 punti di vantaggio. Nuovo record di astenuti e incerti, questa settimana sopra il 51%. La fiducia nel governo cresce del 4,3% rispetto alla scorsa settimana. Per quanto riguarda il consenso dei leader, Renzi e Letta si rafforzano su Berlusconi. In un ipotetico ballottaggio tra i due possibili candidati del centrosinistra, sul totale degli elettori, prevale il sindaco di Firenze (31,6% contro il 27,5%), tra gli elettori pd invece è il premier a prevalere (50,5% contro il 45,3%).

6 6 Primo Piano Sabato 5 Ottobre 2013 Corriere della Sera IlPdlLescelte Dopo il drammatico vulnus che si è aperto con questo voto bisogna lavorare per l unità del partito Barbara Saltamartini Pdl Segretariounicoeviagliestremisti Alfanodettalesuecondizioni Brunetta nel mirino, il Cavaliere prende tempo. No all ipotesi di un direttorio Il vicepremier a Berlusconi: serve un ricambio di linea politica e generazionale Il caso Dall amicizia al risentimento Fitto e quello strappo con Angelino ROMA Dall amicizia al rancore, dal rancoreall astio.orachenelpdlsivive daseparatiincasalastoriadiangelino Alfano e Raffaele Fitto la raccontano così, come un poema cavalleresco ambientato tralasiciliaelapuglia,dovesi intrecciano metaforicamente armi e cavalieri, cortesie e(più o meno)«audaci imprese». Nelle ore drammatiche dello strappo, tra Palazzo Grazioli e via dell Umiltà, i due ex ragazzi prodigio del centrodestra hanno incrociato più volte lelame,tantochelarotturatraidueha fatto notizia. Perché il già governatore della Puglia non ha seguito il vicepremier nella sua nuova avventura da leader in pectore dei moderati? Sembra una domanda semplice, destinata a trovare semplici risposte. E invece no, la fine del sodalizioèunmezzomistero,sulqualei diretti interessati mantengono entrambi un rigoroso e plumbeo riserbo:«è una vicenda delicata»... Tace Alfano e tace Fitto,chedapiùditremesideclina caparbiamente ogni richiesta di intervista:«non parlo ancora, no... Tra la tragedia di Lampedusa e i fatti della Giuntac ètroppacarneacuocere.epoi sono dentro una riflessione, in questo momento non mi faccia dire niente». Parlano invece, previa richiesta di anonimato,gliamici(einemici)deidue paladini,cheuntempoeranounpo come il cristianissimo conte Orlando e suo cugino Rinaldo, paladino altrettanto valoroso.«fitto ha il quid, Alfano invece hailquidproquo»giocavelenosoconle paroleundeputatovicinoafitto.eun alfaniano di stretta osservanza accusa: «Raffaele mastica friselle e potere da quandoerabambino...sehasceltoi falchi, è perché spera di diventarne il leader». A dividerli non è stato l amore di una bella«angelica», come nel poema dell Ariosto, bensì il governo di Enrico Letta. Gli aedi berlusconiani puntano a dito il ministro Gaetano Quagliariello e spieganochedovestalui,fittononci può stare. Tutta colpa della Puglia, terra che Raffaele e Gaetano si contendono da tempopalmoapalmo.«èuna stupidaggine pura smentisce le voci Quagliariello Fitto dovrebbe fare un monumentoadalfanochemichiesela cortesia di candidarmi in Abruzzo. E dire chemiopadreerailrettoredibari».trai guerrieri del Cavaliere si racconta di uno scontrotradenisverdinieil responsabile delle Riforme. Il quale, per aver provato a ridimensionare Fitto rammentando a Berlusconi i suoi guai giudiziari, fu letteralmente aggredito dal coordinatore. Ad Alfano, sempre stando alle ricostruzioni non autorizzate, Fitto rimprovera di essere stato sedotto e abbandonato: portato cioè avanti quando Angelino puntava alla segreteria e abbandonato quando c era da contendere a Brunetta il ruolo da capogruppo alla Camera.Chissàseèvero.Quelcheè certoècheafittostastrettalaseconda filaincuisièvistorelegato,mentre l amico di un tempo guadagnava posizioni fino a diventare segretario, vicepremier, ministro dell Interno... Marco Follini, che conosce come pochi altri«i cavalier, l arme e gli amori» della Democrazia cristiana, prevede che il duello sia solo all inizio:«se lo scontro saràtradiloro,assisteremoauna battaglia gentile». Monica Guerzoni ROMA I filogovernativi, sicuri di aver vinto, di essere spinti dal vento del rinnovamento. Vogliono un partito che frequenti la democrazia (magari con un vero congresso), vogliono gli estremisti messi da parte. E vogliono che Angelino Alfano governi il partito, senza lacci. Tutto questo lo chiedono a Berlusconi, che ormai li ascolta con attenzione, è pronto ad accogliere in particolare la richiesta su Alfano(«Sei il migliore», gli dice). Fra quelli che invece volevano si votasse ad ogni costo la sfiducia al governo, alcuni mediano, nel nome dell unità, altri non intendono farsi da parte. A Palazzo Grazioli, Berlusconi riceve all ora di pranzo Alfano e con lui i capigruppo di Camera e Senato, Brunetta e Schifani. E Gianni Letta. Incontro lunghissimo, fino alle 17. Alfano porta la linea dei settanta parlamentari che mercoledì hanno spostato tutto il partito sulla fiducia al governo. Berlusconi si mostra molto provato. Settimana feroce. Gli ondeggiamenti sul governo, la decadenza da senatore quasi all atto finale:«non fatemi assistere a lacerazioni del partito». Si esamina una proposta di«direttorio», Alfano affiancato da Verdini, Bondi,Brunetta e Schifani. Alfano scuote la testa:«il segnale di novità deve essere profondo, Presidente...». In molti hanno fatto capire la stessa cosa. Cicchitto ha parlato di«defalchizzazione», liberazione dai«falchi», gli estremisti:«il Pdl va defalchizzato e non deberlusconizzato. Bisogna dare ad Alfano la possibilità di costruire un grande partito moderato, riformista e garantista». Quagliariello: «Attorno ad Alfano è nata una nuova classe dirigente, che ha saputo riconoscere ciò che domandava il Paese». Lupi:«Il partito deve rinnovarsi con ViavaiIministriNunziaDeGirolamo,37anni,eMaurizioLupi,54, nel cortile di palazzo Grazioli(Ansa). In alto, l arrivo del vicepremier Angelino Alfano, 42, al vertice con il Cavaliere(Benvegnù/Guaitoli) una nuova linea e una nuova classe dirigente». In politica chi sbaglia paga, si ripete nelle file dei filogovernativi. E c è un elenco di nomi che dovrebberofareil«passoindietro»affinchéilpdlnonsi spezzi, affinché Berlusconi possa traghettare tutti inforzaitalia,seèquestochedesidera.l elencoè 49 i dissidenti delpdlchepotrebbero lasciare ilpartitoedare vitaagruppiautonomi a Camera esenato:sitrattadi23senatori (su91totali)e 26 deputati(su 97 membri del Pdl) breve: Verdini, Bondi, Santanché, Capezzone. E si vorrebbe che Sallusti lasciasse Il Giornale, per far tornare Belpietro. Poi, c è il caso più delicato, quello di Renato Brunetta. «Brunetta si comporta come se stessimo all opposizione», spiegano nell entourage dei ministri Pdl. Il sostituto già sarebbe pronto, basterebbe far tornare Cicchitto alla guida dei deputati(cicchitto, con Formigoni, ieri è statofraiprimiadaresolidarietàaberlusconidopoilvotosulladecadenza).mabrunettaèunostacolo importante. Berlusconi sulla sua sostituzione prende tempo, deciderà fra qualche giorno, e intanto tiene per sé le deleghe del partito. Tuttavia, congedati Alfano e gli altri dà ascolto proprio a Cicchitto. E in serata è la volta dei ministri Quagliariello, Lupi e De Girolamo. Su Alfano segretario plenipotenziario è convinto. Sul resto, cerca il cemento per tenere assieme il partito. «Occorre una forte riorganizzazione dice Andrea Augello, schierato con Alfano Ma senza notti dei corti né dei lunghi coltelli. Tutti dovranno essere rappresentati, anche chi è diventato minoranza a causa di posizioni politiche sbagliate». Ieri è stata la giornata dei mediatori. Dirigenti che nonhannoseguitoalfanomacheoralancianoappelli all unità. Schifani svolge quest opera da giorni. Ieri è toccato a Gasparri, Matteoli, Romani, Gelmini,Polverini.EancheBondi,cheperòpoihadichiarato: «Come possiamo assistere alla defenestrazione del presidente Berlusconi per mano del Pd, con il quale collaboriamo?». Domanda che per Alfanoeilsuogruppononèpiùproponibile.Per loro, il governo, se lavorerà bene, andrà avanti finoal2015. Andrea Garibaldi De Gregorio «I giorni prima della fiducia simili alla caduta di Prodi» «In questi giorni, nelle ore prima della fiducia al governo Letta, sembrava essere tornati all operazione libertà, un voto sopraeunvotosotto».ilparagoneconil voto del 2008, quello che portò alla caduta del governo guidato da Romano Prodi, è dell ex senatore Sergio De Gregorio, che di quella vicenda fu uno dei protagonisti ed è indagato per corruzione(secondo l accusa avrebbe ricevuto tre milioni di euro per passare con il centrodestra, dopo essere stato eletto con l Italia dei valori). Per la stessa vicenda è indagato anche Silvio Berlusconi.«Ha scatenato Verdini che fu il bomber della sua campagna acquisti del 2010 hadettol exsenatore everdiniin genere ha argomenti convincenti». De Gregorio è stato intervistato nel programma A Ciascuno il suo,cheandràinondaoggisu Radio 24.

7 Corriere della Sera Sabato 5 Ottobre

8 8 Primo Piano Sabato 5 Ottobre 2013 Corriere della Sera Il Pdl Le reazioni L evidenza è che lo hanno voluto eliminare per invidia Annagrazia Calabria Pdl Ifalchiintrincea MaBrunetta: sonosolofantasie Noalblitzperportare2lealistialgoverno Renato Brunetta risponde al suo telefono cellulare (Sono le 9 della sera e, intanto, a Palazzo Grazioli, Silvio Berlusconi può finalmente rilassarsi con il barboncino Dudù; la giornata è stata lunga, piena di incontri interlocutori, tattici, ruvidi, prima con gli alfaniani ribelli e poi con i lealisti, compresi i più tosti, «i falchi«, e adesso perciò ci sono un mucchio di voci che occorre verificare). «Io dovrei commentare delle voci?». Potrebbe dire se sono vere, onorevole Brunetta. «Ascoltiamo: queste voci cosadicono?». Dicono che poiché nel Pdl è necessario trovare un punto di mediazione tra gli insorti e le truppe ancora fedeli, a rischiare potrebbero essere i «falchi», il gruppetto dei fedelissimi più aggressivi politicamente... «Mhmmm...». Rischiano Bondi, Verdini, la Santanché, Capezzone... e un bel po rischia anche lei, onorevole Brunetta. «Non mi risulta!». Veramente... La teste«omega» Ariosto: le denunce? Non le rifarei «Ogginonandreia denunciare». Parola di Stefania Ariosto, la«teste Omega»,chenel 95con le sue denunce contribuì aiprocessisulcasosmee quelli Imi-Sir e Lodo Mondadori.«Sono diventata un personaggio scomodo. Tuttimitengonoa distanza. Sono considerata un po un paria»,hadettoa Ciascuno il suo(inonda oggisuradio24). «Questo mio sacrificio non ha prodotto effetti positivi. E mi dispiace un po perifiglidi Berlusconi che si sono visti ridurre l eredità». «Pura fantasia!». Sì,però... «Allora: oggi sono stato a pranzo con Berlusconi e sa di cosa abbiamo parlato? Abbiamo parlato del futuro del nostro movimento con grande soddisfazioneditutti...». Quando parla di movimento,intendeilpdlofariferimento a ciò che dovrebbe rinascere, a Forza Italia? «Mhmmm! Se voglio, io so essere molto preciso... Mhmmm!Sehoparlatodimovimento, intendevo parlare di movimento. Punto!». Insomma Brunetta nega, spegne. Curioso però che Sandro Bondi, uno dei«falchi» più minacciosi, l altro giorno, a Palazzo Madama, durante la votazione della fiducia al governo Letta andò verso Quagliariello applaudendogli forte a cinque centimetri dal viso, la voce che, tremando, diceva: «Bravo Gaetano, bravo...» - adesso addolcisce, riprendendo il tono soffice del mediatore, l aria curiale: «Abbiamo il dovere di lavorare per una ricomposizione del nostro partito...». Lanotte dei«duri» Sarà un lavoro complicato. Il volo dei «falchi» s è fatto sghembo, perdono quota, traiettorie incerte disegnate anche dachi,permesi,èvenutogiùin picchiata. La Santanché, per dire, molto soft nelle ultime ore. Verdini, sorprendentemente prudente. Certo hanno provato qualche mossa a sorpresa: chiedendo di bilanciare la pattuglia Pdl al governo con l inserimento di due nuovi ministri Alcuni dei partecipanti alla riunione dei parlamentari«lealisti» nei confronti di Silvio Berlusconi appena usciti dalla riunione che si è svolta a Palazzo Grazioli nella nottte tra giovedì e venerdì. Da sinistra, si possono riconoscere Mara Carfagna, il coordinatore pdl Denis Verdini e Daniela Santanchè(foto Ansa/Angelo Carconi) «lealisti» come Carfagna e Capezzone(ipotesi subito respinta). O ipotizzando che l aria «rapace» potesse ritrovarsi in una corrente guidata da Fitto (che, a una simile soluzione, in realtà sta ancora lavorando). Aquestopuntopuòforseessere utile fare una telefonata a Nitto Francesco Palma, l ex magistrato che somma l incaricodisenatoreaquellodicoordinatore del Pdl in Campania (da sempre assai vicino al Cavaliere). «Vuol sapere da me se c è qualcuno dei cosiddetti falchi cherischia?eh,maionon lesorispondere.iononhomai fatto parte di cordate e cordatine,iohosemprerispostosoloa Berlusconi...». Però Bondi e la Santanché... «Pur rispettando i loro ruoli istituzionali, non li ho mai considerati punti di riferimento della mia azione politica». Ho capito. «No, guardi: qui l unica cosa da capire è che se si vuole un po più di democrazia nel partito,alloraforseèarrivatoilmomento di fare un congresso. Così ci contiamo, contiamo le tessere che ciascuno di noi porta in dote al Pdl, e ristabiliamo un po di equilibri». Fabrizio Roncone

9 Corriere della Sera Sabato 5 Ottobre 2013 Primo Piano 9 # IpartitiIlcaso 5StellesultettodellaCamera Boldrinichiede3.795euro La lettera dei questori con il rimborso per la protesta ROMA Èquellachesidefinisce una punizione rapida ed esemplare. Neppure due settimane dopo la protesta sul tetto di Montecitorio il capogruppo grillino alla Camera, Riccardo Nuti, si è visto recapitare una lettera firmata dal collegio dei questori al gran completo, con una richiesta senza precedenti nella memoria repubblicana. Soldi: euro e 52 centesimi, per l esattezza. A tanto ammonterebbero, c è scritto, «gli oneri finanziari aggiuntivi sostenuti dalla Camera in conseguenza dell occupazione del terrazzo di palazzo Montecitorio da parte di deputati appartenenti al gruppo parlamentare Movimento 5 Stelle e dell esposizione di striscioni da finestre di uffici, siti nei palazzi Marini, assegnati a deputati del medesimo gruppo». Per pagare, si precisa, rivolgersi al servizio Tesoreria. La decisione di chiedere i danni è stata presa, specificano i tre firmatari Stefano Dambruoso, Paolo Fontanelli e Gregorio Fontana, in occasione di una riunione dell ufficio di presidenzadurantelaqualesièstabilito di incaricare gli stessi questori di «predisporre una disciplina in tema di procedure volte al recupero degli oneri aggiuntivi che si determinano in conseguenza di comportamenti di deputati non conformi al Regolamento». Traduzione: chi fa una marachella si vedrà recapitare il conto. Evviva. Peccato soltanto che quel conto i 12 temerari grillini che per protesta hanno trascorso la notte fra il 6 e il 7 settembre sul terrazzo l abbiano già pagato. E quasi doppio rispetto alla richiestaarrivataperiscrittoil20settembre. Ciascuno di loro si è beccato infatti una sanzione di cinque giorni di sospensione, che significa per le casse di Montecitorio un risparmio di sessanta giornate di diaria. Settemila euro più spiccioli. Facile immaginare quanto sia stata calorosa da parte del M5S l accoglienza della missiva di cui sopra. Tanto più perché alla velocitàconcuigliufficidimontecitorio hanno provveduto a sanzionare la ragazzata non ha corrisposto a quanto pare analoga solerzia nell evadere un altra pratica ben più voluminosa considerando la dimensione finanziaria del suo contenuto. Dice Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera e come tale componente dell ufficio di presidenza:«le sembrerà strano, ma sono più di venti giorni che chiediamo inutilmente all amministrazione della Camera di vedere Il documento La lettera inviata dai tre questori della Camera ai Cinquestelle in cui si chiede il risarcimento dei danni provocati dalla protesta Sul tetto La protesta di 12 deputati Cinquestelle sultettodi Montecitorio controilddlper le riforme costituzionali lo scorso 6 settembre i contratti stipulati con la società Milano 90. Le nostre domande cadono regolarmente nel vuoto».milano90,dittachefacapo all immobiliarista Sergio Scarpellini, da una quindicina d anni affitta alla Camera gli uffici dei deputati e fornisce anche una serie di servizi. È stato calcolato che in tutto questo tempo abbia incassato una somma non inferiore ai 600 milioni di euro. Va detto che la questione era stata già sollevata in Parlamento dai radicali nella scorsa legislatura. Quando infine, sotto la spinta delle proteste dell opinione pubblica per i costi eccessivi della politica, la Camera era giunta alla conclusione di rinunciare a uno dei contratti stipulati con quella società. La lettera ufficiale del M5S, datata 12 settembre, è stata già seguita da un sollecito. Finora senza risposta. Fatto che induce Di Maio a dichiararsi«sconcertato: un istituzione che dovrebbe fare della trasparenza un punto di forza brilla per opacità e reticenza». Un altro capitolo della polemica fra i grillini e Laura Boldrini,inattoormaidamesi,e chetoccailsuoapicenelledivergenze a proposito della guida dell amministrazione. Mentre il M5S invoca una radicale discontinuità nella gestione, non è un mistero che il segretario generale Ugo Zampetti, in carica da 14 anni,siainprocintodiottenereil rinnovo del mandato. Sergio Rizzo Contributi Trasmessi gli atti, nessun indagato ContoanomediBersani e della segretaria Bologna chiama Roma ROMA Nessun indagato, nessuna ipotesi di reato. La Procura di Roma ha ricevuto da Bologna il fascicolo su un conto corrente intestato a Pier Luigi Bersani e alla sua segretaria, ma al momento si sa solo che c è una inchiesta aperta. Impossibileancorasaperesecisiastata, da parte dei collaboratori dell ex segretario del Partito democratico, una violazione della legge sul finanziamento ai partiti. Bersani è «assolutamente sereno», pronto a chiarire ai magistrati, se sarà necessario, tutti i movimenti del L ex segretario «Assolutamente certo di avere rispettato le norme. Non c è neppure un euro non tracciabile» conto corrente intestato a lui e a Zoia Veronesi presso il Banco di Napoli, sportello della Camera dei deputati. I versamenti negli anni passati sono tutti regolarmente registrati, assicura Bersani, che ieri al Fatto quotidiano ha detto: «Ho piena fiducia nella magistratura e sono assolutamente certo di avere rispettato le norme. Anzi, vorrei che accertassero tutto quello che ho, così vedranno che non c è nemmeno un euro che non è tracciabile». L arrivo delle carte a Roma agita sottotraccia il Partito Democratico. La vicenda scoppiò durante le primarie tra Bersani e Matteo Renzi. Ma i parlamentari vicini al sindaco di Firenze non hanno intenzione di soffiare sul fuoco. Angelo Rughetti la mette così: «Ci fidiamo pienamente della magistratura, perché mai dovremmo polemizzare?». E Bersani stoppa le strumentalizzazioni sul nascere: «Di cosa parliamo? Attenzione ragazzi, non sollevate palloni». Nessun mistero, a sentire l ex segretario, i soldi trovati sul conto suo e della segretaria sono gli stessi registrati dal mandatario. Nell arco di diversi anni sarebbero confluiti su quel conto corrente, aperto nel 2000, contributi privati per una somma complessiva che si aggira sui 450 mila euro. Soldi che, secondo Bersani, sono stati tutti «registrati e dichiarati alla Camera». L antefatto: il conto è emerso nell ambito dell indagine del pm bolognese Giuseppe di Giorgio nei confronti di Zoia Veronesi per truffa ai danni della Regione Emilia-Romagna, accusa per la quale la segretaria ventennale di Bersani ha ricevutoasuotempounavviso di garanzia. Il sospetto della procura bolognese è che, tra il 2008 e il 2010, la signora abbia lavorato indebitamente per l allora segretario democratico nonostante fosse una dipendente della Regione Emilia-Romagna.

10 10 Sabato 5 Ottobre 2013 Corriere della Sera

11 Corriere della Sera Sabato 5 Ottobre 2013 Primo Piano 11 Conti pubblici Il Tesoro «Menotasse?Conitagliallaspesa» Saccomanni nomina Cottarelli commissario alla spending review ROMA Laspendingreviewè l unica strada per «modernizzare davvero il Paese e liberare stabilmente risorse da destinare alla riduzione del carico fiscale e agli investimenti». Quindi: per tagliare le tasse, bisogna prima ridurre la spesa. Ne è convinto il ministro dell Economia, Fabrizio Saccomanni, che ha così accolto ieri la nomina del neo commissario alla spending review Carlo Cottarelli. Saccomanni si è detto«certo» che Cottarelli riuscirà «nell obiettivo di razionalizzare e riorganizzare il complesso della spesa pubblica». Cottarelli, finora direttore del dipartimento di Finanza pubblica delfmi,inizieràilnuovolavoroil 23 ottobre, per 3 anni e con maggiori poteri rispetto a Enrico Bondi, potendo superare il principio dei tagli lineari di emergenza. «Occorrerà del tempo per raggiungere» gli obiettivi di taglio alla spesa e miglioramento dei servizi «ma è importante procedere rapidamente sulla strada già avviata e ottenere risultati visibili fin dall inizio», ha commentato il neocommissario. Da definire la sua retribuzione, che non potrà sforarei300milaeuro. Intanto, sul fronte parlamentare, prosegue il dibattito sull Imu. «L abbiamo presentato solo per porre una questione politica» dice Maino Marchi. Il gruppetto dei deputati del Pd, tra i quali molti «renziani», è pronto anche a ritirare l emendamento al decreto Ipunti Imposta sulla casa se la rendita è alta 1Un emendamento prevede di far pagare la prima rata dell Imu sulle prime case con rendita oltre 750 euro Imu che riaprirebbe tutta la partita delle imposte sulla casa del 2013, rimettendo in discussione anche laprimarata,chequellostessodecreto invece ha cancellato. La proposta, tecnicamente, è quella di limitare l esenzione del 2013 solo alleprimecaseconunarenditainferiore a 750 euro al mese, ricavandone un miliardo per ridurre l Iva per un paio di mesi, da novembreafineanno.madalpunto di vista politico appare come un tentativo di approfittare della debolezza del PdL per annullare lo sconto «erga omnes» voluto dal Imu per le aziende, la deducibilità Ires 2Se il governo riesce a trovare nuove risorse, si pensa di rafforzare la deducibilità Ires dell Imu versata dalle imprese centrodestra a giugno, e concentrarlo sui redditi più bassi, le imprese e le categorie più deboli. Difficile che l operazione, così com è, possa passare, e le stesse parole di Marchi lo confermano. L emendamento è stato sottoscrittodaquasituttiideputatipddelle Partita riaperta Blitz (rientrato) del Pd alla Camera sulla prima rata dell Imu Ticket sanitari, via la maggiorazione 3Nella legge di Stabilità che arriverà in consiglio dei ministri, potrebbe essere eliminata la maggiorazione sui ticket sanitari commissioni Bilancio e Finanze della Camera, ma mancano due firme fondamentali. Quelle di Matteo Colaninno, responsabile economico del Partito democratico, e quelle di Francesco Boccia, presidente della stessa commissione Bilancio. Più che all Imu, Colaninno pensa al taglio del cuneo fiscale. «Dobbiamo concentrarci senza indugi sulla legge di stabilità che dovrà avere al centro la riduzione delle tasse sul lavoro, per ridare potere d acquisto alle persone e competitività alle imprese» dice Colaninno. «Qualche Iva, nuova modifica delle aliquote 4Uno degli obiettivi della legge di Stabilità è ridurre il peso fiscale delle imprese e ridisegnare aliquote e paniere dell Iva Carlo Cottarelli, 59 anni, è il nuovo commissario alla spending review. Viene dal Fondo monetario Aiuto alle imprese per creare lavoro 5Il premier Enrico Letta ha fatto sapere divolerusarele energie«per creare lavoro e aiutare le imprese a creare posti di lavoro» aggiustamento è possibile, ma credo che anche il Pd a questo punto lavorerà per far passare l attuale impianto del decreto Imu» ha sottolineato Boccia. Anche la delegazione Pd al governo frena sull idea di riaprire il capitolo Imu. «La seconda rata si paga a dicembre, c è tempo per discuterne» dice il sottosegretario all Economia, Pierpaolo Baretta. E lo stesso segretario Guglielmo Epifani, ieri, ha preferito argomentare sul cuneo fiscale, rispolverando la sua idea dello scomputo del costo del lavoro dall Irap. ILLUSTRAZIONI DI ROBERTO PIROLA Per quest anno ci sono pochissimi margini di bilancio, e anche secondo il governo non c è spazio per intervenire ancora sull Imu del Se proprio dovesse saltar fuori qualche soldo in più per quest anno, cosa comunque difficile, Letta e Saccomanni preferirebbero impiegarlo per rafforzare la deducibilità Ires dell Imu versata dalle imprese. Per il 2014 è diverso, perché l Imuvariformatadacimaafondo conlaleggedistabilità,edèlìche la «questione politica» sollevata dalgruppettodeideputatidelpdè destinata a fare breccia. Il partito diepifaniesceltacivicahannoaccettato controvoglia il principio dell esenzione dell Imu sulla prima casa per tutti preteso dal Pdl, proponendo di limitare il beneficio solo alle categorie sociali più deboli. Se la riforma dell Imu dovrà essere compensativa, cioè finanziarsi al suo interno, come chiede Saccomanni, è probabile che sia questo il nuovo principio ispiratore della riforma. La legge di Stabilità, che oltre alla riforma dell Imu porterà al taglio del cuneo fiscale, la revisione delle aliquote Iva e la probabile eliminazione della maggiorazione sui ticket sanitari, dovrebbe arrivare in consiglio dei ministri tra lunedì 14 e martedì 15 ottobre. Difficile, ma non escluso, che il provvedimento possa essere varato dal consiglio dei ministri di venerdì prossimo, che servirà comunque a fare il punto della situazione. Ma soprattutto a correggere il deficit del 2013fuorilineaefinanziareleultime spese inderogabili dell anno: immigrati, Cig e missioni di pace. Mario Sensini RIPRODUZONERISERVATA Cuneo fiscale I dati dell Istat Per Fisco e contributi il 46,2% dello stipendio Retribuzione netta ROMA I dati sono del 2010 ma da allora le cose non sono cambiate molto e soprattutto non sono migliorate: la differenza tra il costo sostenuto dal datore di lavoro e la retribuzione netta del dipendente, il cosiddetto cuneo fiscale e contributivo, è pari in media, secondo l Istat, al 46,2%, cioè a circa euro. In particolare: i contributi sociali dei datori ammontano al25,6%mentreilrestante20,6%èacaricodeilavoratori. Gli stipendi netti, insomma, sono poco più della metà dei compensi lordi. «La riduzione del cuneo fiscale, nel rispetto dei vincoli di bilancio che Componenti del costo del lavoro anno 2010 valori in % 13,9 Imposte sui redditi da lavoratore dipendente 53,8 6,7 Contributi del lavoratore 25,6 Contributi del datore di lavoro D ARCO 46,2 Cuneo vogliamo assolutamente rispettare, sarà uno dei primi interventi previsti nella legge di Stabilità», ha assicurato ieri Carlo dell Aringa, sottosegretario al ministero del Lavoro, avvertendo però di non aspettarsi troppo. «Non saranno impegnate risorse grandiose» ha infatti detto. «Bisogna ridurre sia l Irpef sulle fasce di reddito inferiori, sia abbattere l Irap, escludendo il costo del lavoro dall imponibile» ha sostenuto ieri Pietro Ichino, componente per Scelta civica della commissione Lavoro del Senato, annunciando di aver presentato al presidente del Consiglio, Enrico Letta, la proposta, completa fino all ultimo dettaglio, sulle misure da attuare, prima di tutte«l aggressione» al cuneo fiscale«per ridare competitività al Paese». Sempre secondo i dati Istat, il cuneo fiscale e contributivo colpisce soprattutto il Nord-Ovest del Paese, doveassorbeil47,1%delcostodellavoro,mentrerisulta più leggero nel Mezzogiorno, dove la quota scende al 44,4%. Analizzando i diversi settori, i valori più bassi si registrano per l agricoltura, mentre la quotapiùalta,pariadoltrelametàdelcostodellavoro(50,4%), si rileva per i dipendenti del comparto delle attività finanziarie e assicurative. S. Ta. L Agenzia delle Entrate L indagine Scoperto mezzo milione di«alloggi fantasma» ROMA - Sono 492 mila gli immobili che erano sconosciuti al Catasto prima dell operazione messa a segno dall Agenzia delle Entrate, cui è stata già attribuita una rendita presunta di complessivi 288 milioni di euro. I controlli sonostatieffettuatisupiùdi2,2milionidiparticelledelcatasto terreni grazie all incrocio delle mappe catastali con le immagini aeree rese disponibili dall Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura), per«avvistare» così i fabbricati presenti sul territorio ma non ancora nelle banche dati catastali. Cosa succede una volta che un immobile viene individuato? Un decreto legge approvato nel 2010 La classifica Le case fantasma in via di regolarizzazione* REGIONI UNITÀ IMMOBILIARI Sicilia Calabria Campania Lazio Puglia Veneto Piemonte Sardegna Basilicata Toscana Lombardia Abruzzo Emilia Romagna *Nelle regioni in cui il valore è più alto D ARCO ha stabilito che, in attesa dell accatastamento definitivo, agli immobili mai dichiarati e non ancora regolarizzati, venga attribuita d ufficio una rendita presunta provvisoria, per calcolare la quale, l Agenzia si è basata su precisi parametri, acquisiti anche con sopralluoghi esterni agli edifici non in regola. In questo modo ora le rendite catastali che sono state associate agli immobili accertati e registrati nelle proprie banche dati valgono 825 milioni. In particolare, 537 milioni di euro sono quelle definitive, cioè attribuite dopo che gli interessati hanno provveduto spontaneamente a presentare gli atti di aggiornamento del Catasto, mentre raggiungono il valore di 288 milioni di euro quelle presunte, cioè attribuite d ufficio, perché gli immobili non erano stati accatastati volontariamente dai contribuentialladatadel30novembre2012,giornoincuisiè chiusa l attività di accertamento sui fabbricati non dichiarati. Secondo l Agenzia delle Entrate, l intera operazione è suscettibile di generare, nel caso in cui le rendite presunte fossero confermate, un maggior gettito complessivo quantificabile dal dipartimento delle Finanze in circa 589 milionidieuro,dicuicirca444milionidieuroaifiniimu,circa 137milionidieuroaifinidiIrpefe«cedolaresecca»ecirca 7,5 milioni d imposta di registro sui canoni di locazione. A. Bac.

12 12 Primo Piano Sabato 5 Ottobre 2013 Corriere della Sera # La tragedia di Lampedusa Nulla dovrà essere mai più come prima. Altrimenti nulla di tutto questo avrà un senso Laura Boldrini presidentedellacamera Gli occhi e il relitto Sopra, il volto di uno dei due ragazzi eritrei sopravvissuti alla tragedia intervistati dal«corriere». A destra, il peschereccio sotto il mare fotografato dai vigili del fuoco La struttura Lampedusa Nel relitto ho visto corpi dappertutto, incastrati, ma anche sopra e persino attorno allo scafo. Ho visto almeno cento corpi. Tutti morti La cosa più toccante quei corpi abbracciati Unodeisub La vicenda Le vittime Il bilancio eidispersi Almeno 111 morti ufficiali, 155 migranti tratti in salvo e circa 170 dispersi. È questo il bilancio, ancora provvisorio, della tragedia di giovedì scorso al largo dell isola di Lampedusa. Le cifre sono state fornite dal ministero dell Interno. A bordo del barcone che è affondato viaggiavano almeno 440 persone con cittadinanza eritrea e somala. L imbarcazione è partita martedì dal porto libico di Misurata I sopravvissuti I primi soccorsi eleaccuse A segnalare il naufragio, alle 7.20 di giovedì mattina, sono stati due pescherecci che hanno poi soccorso le persone in mare a mezzo miglio dall isola dei Conigli. Ma alcuni dei sopravvissuti, una volta sulla terraferma, hanno raccontato che la loro imbarcazione sarebbe stata vista da altri tre pescherecci siciliani, ma che nessuno di questi si sarebbe fermato per prestare soccorso oppure per segnalare alle autorità cosa stava succedendo La permanenza L accoglienza el invito I migranti sopravvissuti alla tragedia di giovedì mattina sono stati trasferiti al centro di accoglienza dell isola di Lampedusa. Tra loro ci sono 41 minorenni, di cui 40 non accompagnati. Il sindaco di Roma, Ignazio Marino, ha fatto sapere ieri sera che «i 155 superstiti verranno accolti qui, in questa città, grazie anche alla collaborazione del ministero dell Interno. E questo è il primo segnale della ribellione contro la rassegnazione e l indifferenza». Tempo medio permanenza 7-8 giorni 300 Il numero di persone che può ospitare la struttura dell isola 99 minori non accompagnati 168 minori accompagnati 119 donne migranti ospitati 669 uomini 41 I minori sopravvissuti alla tragedia: 40 non sono accompagnati CDS Nell accampamentodeisopravvissuti «Ilviaggiodimortecostato500dollari» «In acqua pregavamo, gli altri annegavano». Donne metà delle vittime DA UNO DEI NOSTRI INVIATI LAMPEDUSA (Agrigento) All improvviso qualcosa si muove. Il telo di carta si solleva. Dai loculi di gommapiuma spuntano due teste. «Eravate su quella nave?». Annuiscono entrambi. Ragazzi, dalla faccia spaurita. Hanno pagato cinquecento dollari per un viaggio che doveva portarli in Europa e invece li ha lasciati quasi morti, avvolti da questi materassi improvvisati e sporchi, da dove proviene tanfo di urina e feci. Notte fonda nel Centro di prima accoglienza e soccorso, ma è come se fosse giorno. Non dorme nessuno. Le luci illuminano ogni angolo di questa struttura costruita al centro di una depressione, con le colline che la sormontano da ogni lato. La strada per arrivarci dal paese è segnata dai cocci e dalle bottiglie di birra lasciate dai migranti che ogni tanto escono a prendere una boccata di finta libertà. Li lasciano fare, tanto non possono andare da nessuna parte. È solo uno dei tanti paradossi di questa struttura, che è forse la più importante e citata d Italia ma da due anni viene abbandonata a se stessa. Da quando i migranti protestarono contro una sosta che stava diventando detenzione e bruciarono un intero padiglione. I due ragazzi sono con gli altri naufraghi, in una zona che sembra un accampamento, a ridosso di una parete di roccia. La loro prima notte da superstiti trascorre, all addiaccio, tra parallelepipedi di gomma piuma affiancati uno all altro. Sono nudi, coperti solo dal telo ignifugo che gli hanno messo sulle spalle quando li hanno ripescati dal mare. Eritrei, vengono da una zona desertica a nord di Asmara. Il primo ha 18 anni, è il più piccolo di otto fratelli, ha un ciuffo di ricci che gli scende sulle fronte. Dice di chiamarsi David Villa, come l ex attaccante del Barcellona. Quando scandisce quel nome, fa un sorriso complice. Il suo amico invece scrive con grafia incerta La ricostruzione L avaria Prima dell alba, i migranti arrivano all isola dei Conigli. Scorgonolelucideipescherecci, che non vedono il barcone in avaria Il segnale I migranti gridano per attirare l attenzione dei pescatori. Qualcuno appicca il fuocoaunacopertaperfarvedere la barca L incendio Sulpontec èdel gasolioele fiamme si propagano. I migranti spaventati si spostano tutti dalla stessa parte del barcone La nave a fondo L imbarcazione, perilpeso,si capovolge e affonda. Oltre cento persone rimangono intrappolate nella stiva DISEGNI DI FRANCO PORTINARI «Kijwa» sul taccuino. Parla poco, quasi niente. Ha occhi grandi e spalancati, con dentro una tristezza infinita. Nella primavera del 2012 hanno attraversato il deserto sdraiati sul fondo di un camion. I genitori avevano pagato il viaggio con tutti i loro risparmi, tremila dollari che loro avevano consegnato nelle mani dei trafficanti. «Non riuscivamo a respirare, c era gente che piangeva e tossiva. È durata settimane. Di giorno, quando non viaggiavamo, ci legavano. Io ero convinto di morire, non pensavo che ce l avrei fatta. Il viaggio in nave invece non mi faceva paura. Tra i miei amici, sono l unico che sa nuotare. Abbiamo vissuto quasi un anno in Libia. Facevamo gli imbianchini, sulle strade. Ci facevano dormire in una baracca di legno dove tenevano i bidoni di vernice». David Villa fa un gesto con la mano. Kijwa interviene per la prima e unica volta. «Botte, tante botte. I libici sono cattivi». Poche settimane fa arriva il segnale. Il supplizio libico è servito a raccogliere il denaro per l ultima tappa. Cinquecento dollari. Non sono molti. Quando chiediamo perché nessuno aveva il giubbotto salvagente, a differenza della barca arrivata poche ore prima seguendo la stessa rotta, la risposta è questa: «No money». A decidere tutto, delle partenze, delle loro vite, su quale barca e in quali condizioni, era «The doctor», il dottore. David Villa ne parla con un certo timore. «Mafia», dice. È l unica parola italiana che conosce, a parte Juventus, Milan e Inter. «Siamo partiti tre giorni fa. Non avevamo niente. Ci avevano dato una tanica da cinque litri d acqua, ogni tre persone. C erano onde terribili. Sulla nave non riuscivamo a muoverci». Noi stavamo sopra. L iniziativa SìdiAlfanoeGrasso alnobelperlapace «Premio all isola sconvolta dai migranti»

13 Corriere della Sera Sabato 5 Ottobre 2013 Primo Piano 13 # Non dobbiamo scandalizzarci sul numero di morti: pure uno solo deve fare notizia Piero Grasso presidentedelsenato Una scena che non avrei mai voluto vedere. Sembrava una guerra o un terremoto don Stefano Nastasi parrocodilampedusa Il giorno dopolapanettiera:sonorimastaaperta,nonpotevonondareilpane Quelpescecheaffondalabarca IlnaufragioneidisegnidiIsac I quarantuno minori: siamo quasi tutti partiti senza genitori Dovec erailmotorecen eranoaltricentoe poi altri cento erano ancora più sotto». David Villa abbassa gli occhi.«abbiamo sbagliato». La nave si avvicina alla costa. A bordo nessuno può sapere che quella è la parte più disabitata dell isola. «Abbiamo cominciato a bruciare delle camicie e delle magliette. Le sventolavamo in aria. Poi la barca ha cominciato a bruciare, c è stata una esplosione. Sapevamo che da qualche parte vicino a noi c era l altra barca partita da Misurata. Aveva viaggiato quasi sempre accanto alla nostra. Molti si sono buttati. Ma non l hanno trovata». Centoundici, finora, aspettando che il mare consenta di proseguire la conta. Metà delle vittime sono donne. Kijwa ascolta in silenzio, l espressione sempre più afflitta.«suo fratello.altriduemieiamici.lihovistiannegare. In acqua ho pregato, ho implorato i miei genitori, non volevo fare quella fine». Adesso tace anche lui. I due ragazzi eritrei cercavano la Switzerland, che in realtà significa una indistinta Europa del Nord. Volevano studiare, per diventare infermieri. Chiediamo se hanno un messaggio per i loro genitori. David intona una breve cantilena. Quand è giorno, nel centro di Lampedusa la facciamo ascoltare a un giovane eritreo. Ce la traduce. Dice così: «C è stato vento con un onda grande. Cercate di vivere tranquilli, che noi stiamo bene». Marco Imarisio LAMPEDUSA (Agrigento) Irrompe fragorosa come un riconoscimento, un risarcimento e un riscatto insieme la richiesta di candidare al Premio Nobel l isola scelta da vent anni come primo approdo dei flussi migratori. Proposta che rimbalza nell isola che non s è mai voltata indietro, che ha aperto le braccia agli ultimi, che ha soccorso i naufraghi, fino alle tragedie degli ultimi tempi e alla catastrofe di giovedì, con i trecento migranti annientati a un passo dalla spiaggia più bella del mondo, come qualche classifica specializzata dice piazzandola prima dei Caraibi. Una candidatura rilanciata ieri con Giangiacomo Schiavi dalle colonne del Corriere della Sera, nel giorno del lutto, saracinesche abbassate, neanche un caffè perituristi,aseraunpopoloinpiazzaperla messa e una fiaccolata. Proprio nel giorno in Il pescatore «Non hanno preso a bordo imigranti» «Avevamo la barca con decine di migranti, ci siamo avvicinati a un gommone della Guardia costiera chiedendo se potevamo trasbordarli sul loro natante per cercare di salvarne altri. Ci hanno risposto: dobbiamo rispettare il protocollo». Lo dice Marcello Nizza, 41 anni, che giovedì sul peschereccio riammodernato per gite turistiche è giunto per primo nello specchio d acqua dove è avvenuto il naufragio.«se la Guardia costiera avesse presoabordounpo di persone continua Nizza avremmo potuto salvarne altre. Alla fine siamo tornati in porto avendo salvato 47 persone». cui il ministro dell Interno Angelino Alfano, appena rientrato dall hangar in cui aveva visto allineati i corpi delle 111 vittime faticosamente recuperate, alla Camera ha insistito con forza sul punto proponendo all Unione Europea di sostenere la designazione per questo scoglio definito alla stregua di un check point nel Mediterraneo. Sui social network il dibattito è praticamente monocorde, tutti favorevoli, convocichesiassocianoaquelladellettore del Corriere richiamato nell editoriale del vicedirettore. Posizione che arriva dopo una campagna avviata nel 2011 da Avvenire, il giornale dei vescovi, «Ora il Nobel agli isolani». Una campagna sostenuta da personaggi della cultura, dello spettacolo, della politica. La stessa ripresa da uno dei giornalisti più impegnati sul fronte dell emigrazione, Fabrizio Gatti, inviato de DA UNO DEI NOSTRI INVIATI LAMPEDUSA I bambini, i nostri eiloro.questastoriadimorteedidisperazione un giorno finirà grazie ai bambini. Giù, davanti alla chiesa di San Gerlando, il paese accende le fiaccole. E schiera in cima a un corteo gonfio di dolore tutta la sua scuola elementare. Giuseppe e Davide, Angela e Gianni, terza D della Pirandello, reggono uno striscione che è un pugno nello stomaco, lettere rosse e impronte di mani nere:«ancora una volta non hai sentito il mio grido». Due file indietro, eccone un secondo, stesso effetto: «Non hai salvato me, la prossima volta salva almeno mio fratello». I piccoli sono preparati e sapienti, si sbracciano per noi giornalisti:«lo sappiamo, cos è successo. Sono morti in cinquecento! Per colpa dell incendio sulla barca». «Li vogliamo accogliere vivi, non morti/ basta passerelle/ vergogna», scandiscono, alle sette della sera, striscioni e voci degli adulti, pescatori, salvatori, volontari, mamme, maestre, insomma questo pezzo di Lampedusa che da sempre spalanca le braccia, un isola da Nobel per la pace, come dice Alfano. Un isola anche stufa e stanca, come ammettono poi a mezza voce quelli che qui hanno chiuso le saracinesche per lutto: «Più che lutto è stata una serrata contro lo Stato». Su, nella gola e tra le colline di Imbriacola, oltre le reti del centro di accoglienza, i bambini trovano nuovi linguaggi, e subito nuovi colori, per risanare le ferite, per parlarsi nella lingua universale dell infanzia. Ahmed, otto anni, siriano, era sul barcone dei cinquecento scappati dalla guerra infame di Damasco e approdati miracolosamentequialmolomentreapochi chilometri, davanti all Isola dei Conigli, affondava la carretta dei cinquecento eritrei. Ci sa fare coi pennarelli, Ahmed. Ed eccolo che, le sopracciglia aggrottate per la concentrazione, disegna ciò che ha visto durante il suo viaggio al termine della notte, una grande arca multicolore com è la pelle degli uomini e delle donne del mondo, con tanti steli che escono dalle fiancate:lemammeeipapàcheaveva attorno e con cui ha toccato terra, in salvo. Anche Isac e Solomon hanno infine visto la salvezza, ma passando attraverso l inferno del naufragio, sulla barca degli eritrei. Sicché ci aggiungono del loro, dandogli di gomito, ché capirsi sennò è complicato tra arabo e tigrino: più onde attorno, onde minacciose che fanno paura ai naufraghi come loro; e la sagoma di una specie di pesce, un pesce mostruoso sopra la barca. Si sforzano di scacciare gli incubi, i piccoli eritrei scampati alla morte. Piazzano i materassini del centro d accoglienza come pali, inseguono una palla gialla tra i viali lerci e sovraffollati. Sono quarantuno, tutti raccolti da un giovane eritreo come loro, Mohamed, che da anni lavora per Save The ChildrenequiaLampedusaèunpersonaggio ormai mitico, perché incarnailsommersochevienesalvatoediventa salvatore. Mohamed e gli altri di Save The Children, Filippo, Alessio, Tonia fanno molto nel campo di Imbriacolaperibambiniecifannodainterpreti nei contatti con loro. Filomon è uno dei più grandi, velo di barba sulle guance, occhi prudenti che sbucano da uno squarcio della rete. Parla un inglese zoppo:«siamo arrivati da soli, quasi tutti, senza genitori. Ogni tanto qualcuno chiama giù, chi ha il cellulare lo presta. Io lo presto,ognitanto,soloognitanto,eh.io non chiamo, eh, non ho nessuno da chiamare». Coi siriani non va male: «Tifano le nostre squadre, le stesse. Inter, Juve, Milan, Manchester, Real». Un bel passo verso l intesa. Ieri hanno pregato tutti assieme, cristiani e musulmani, anticipando con il cuore la proposta dell ignaro governatore siciliano Crocetta, all uscita da una visita al campo. Raccolgono una lista di chi manca, di chi non ce l ha fatta, la prima lista dei fantasmi di Lampedusa può uscire domani da Imbriacola. Ma l intesa tra ragazzini non reggerebbe se dovesse rompersi la pace tra gli adulti. La situazione, con mille e cinquantacinque migranti dove possono starcenealmassimo250,èunabomba innescata. Se saltasse la tregua qui tra le colline, coi ricordi ancora freschi di fughe e rivolte potrebbe cambiare l aria anche nelle viette del paese. Che adesso, nella sera ancora calda, si raccoglie e si sgola per loro, davanti alla parrocchia di don Stefano, prete tosto che ce l ha giustamente coi giornalisti, «per muovervi avete bisogno di trecentomorti»etrovaparolecaldeperi migranti:«il loro silenzio è un grido». Eppure un filo sottile serpeggia Matite e colori La barca che affondata in un disegno dei bimbi sopravvissuti Lo striscione Il messaggio di dolore dei lampedusani L Espresso, con il direttore del settimanale, Bruno Manfellotto, pronto ad aprire una raccoltadifirmeeaspiegareicinquepunti per i quali Lampedusa merita questa ambita ricompensa, a cominciare dalla considerazione che «premiarla sarebbe come gridare alt allo scandaloso traffico di carne umana». Un fronte sempre più ampio, rafforzato sin dalla visita dello scorso luglio dalle parole di papa Francesco. Un fronte senza steccati politici. Con la portavoce del gruppo Pdl alla Camera dei deputati, Mara Carfagna, determinata nell adesione alla proposta, come ha ribadito ieri parlando di«un primo grande gesto concreto che la comunità internazionale dovrebbe compiere nei confrontidiunpezzod Italiachehasudisé il peso della solidarietà». Autorevole è arrivato anche l appoggio del presidente del Senato Piero Grasso alla nella piazza. La panettiera del centro nonhachiuso,«nonpotevonondare ilpane».tuttaviaètralepiùdure,dietro lo striscione che dice «basta mattanza»: «In Calabria gli hanno tirato gli aranci in faccia, noi qui abbiamo regalato tutti i giocattoli che abbiano ai loro figli. Non ho più giocattoli». «LoStatovadaadaiutarlilaggiù»,lefa eco un tracagnotto, deciso: «Noi non siamo una pattumiera». Non ci vuol moltoacapirecheperalcuniilmirino porrebbe spostarsi facilmente. E allora bisogna voltarsi in fretta, tornare a guardare i bambini, i nostri e i loro: e sperare. Giù al molo arrivano i container con le bare per gli eritrei. E, nello stesso traghetto che li scarica, s infilano i primi siriani che vanno via. Un papà tiene in braccio il figlioletto:«saluta»,glidice.luifaciaoalletv,tirasu colnasoesalpaversolavita. Goffredo Buccini candidatura: «Sarebbe un segnale di riconoscenza del nostro Paese anche nei confronti di tutti i cittadini di Lampedusa che hanno visto sconvolta la propria vita. Un isola meravigliosa, ora vista solo come luogo di dolore, di speranze tradite, di vite spezzate». Un quadro tormentato che ha avuto per risposta la solidarietà, come spiega Grasso: «E da tempo si mostra con i suoi cittadini in prima linea per l accoglienza». Un coro sostenuto dal governatore Rosario Crocetta. Un coro che commuove il sindaco Giusy Nicolini, la prima a sperare che entro il febbraio 2014 si riescano a raccogliere e presentare le firme necessarie. Coinvolgendo il più gran numero di esponenti delle istituzioni, del mondo politico, della scienza, degli intellettuali. Felice Cavallaro Il personaggio Il medico «La peggiore sconfitta della mia vita» DA UNO DEI NOSTRI INVIATI LAMPEDUSA All alba di giovedì, il medico Pietro Bartolo aveva capitochequestaeraancheunasua personale sconfitta:«la più grande dellamiavita.eranoaunpassoda qui» dice allungando un braccio, come volesse ancora afferrarli.«ma leavetevisteleimmaginidiquella ragazza che li ha trovati? Piangeva che non poteva smettere». E questo èilsuomododipiangere,stillando lacrime di rabbia:«invece di questo carosellochesièmessoinmoto, vogliamo risolvere il problema? Mettiamo una nave, ne basta una, allargo.enonstomicadicendo che dobbiamo far approdare terroristi e criminali. Li controlliamo. Sei in regola? Vieni. Nonlosei?Tenepuoiandare». Medici, dirigenti, assessore, infermieri: tutti a chiedere la stessa cosa.maèveropietro?davveroin vent anni non avevi mai visto una cosacosì?cipensa.ventiannifa eragiàquiasbarcareimigranti.i medici, si sa, vengono prima delle leggi(«allora era tutto più rapido, qualcuno riuscivamo anche a farlo ripartire in giornata» commenta). Poi, dalla memoria, affiora un pensiero sporco e ostinato come un singhiozzo improvviso. 2011: un peschereccio che aveva imbarcato decine di somali. A pochi metri dalla costa i motori si erano fermati eilmedicoerasalitoabordoper visitare i suoi passeggeri malmessi e forse feriti. Sembrava ordinaria amministrazione:«sul ponte continuavano a ripetermi che non c eranessunaltroincoperta.maio sentivo la barca pesante». C era una botola, ripete. E a un tratto picchia il pugno sulla sua scrivania, carica di relazioni e senza un computer. «Sono sceso, era buio. Per qualche secondo ci ho camminato sopra, mi capite? Ho visto che avevano le nocche delle mani fratturate. Ai più insistenti avevano fracassato la testa.perevitarechelaloropaura facesse ribaltare la barca gli avevano chiuso la botola sulla testa». Asfissia. Al processo i tre imputati sono stati prosciolti. «Quei ragazzi ci hanno messo dieci minutiamorire»diceilmedico.e questi? E i centoundici di giovedì? Pietro Bartolo alza il braccio. Come volesse afferrarli. Ilaria Sacchettoni

14 14 Sabato 5 Ottobre 2013 Corriere della Sera

15 Corriere della Sera Sabato 5 Ottobre 2013 Primo Piano 15 La tragedia di Lampedusa L Europa deve alzare il livello di intervento e di azione per essere più efficace e per evitare che simili tragedie si ripetano Enrico Letta PresidentedelConsiglio Napolitano:subitoleggiperl asilo ScontronelgovernosullaBossi-Fini Bonino: adesso cambiamo la legge. Il Viminale: una polemica inutile Le norme Gli strumenti per gestire i flussi Frontex, Eurosur, regolamento di Dublino: sono questi tre gli «strumenti» e le norme comunitarie che hanno voce nella gestione dei flussi migratori verso l Italia. Secondo gli ultimi dati, quest anno sono31milaimigranti sbarcati sulle coste di Sicilia, Calabria e Malta Gli aiuti e il supporto agli Stati membri Frontex è l agenzia europea che si occupa di coordinare gli aiuti in supporto agli Stati membri per il controllo delle frontiere. Nel 2013 ilsuobudgetèstatodi 85,7 milioni di euro. Soldi che servono anche a pagare l affitto dei mezzi usati nelle attività Il sistema di sorveglianza EurosurèilSistemadi sorveglianza dei confini europei per lo scambio dati.sitrattadiuna «situation room» che servirà a«intercettare la presenza delle imbarcazioni invisibili» perché piccole e quindi sfuggenti ai radar Le richieste di asilo Lo Stato competente Il Regolamento di Dublino II(del 2003) stabilisce che la competenza sulla richiesta di asilo spetta al primostatoincuiil migrante ha messo piede. Nel 2012 l Italia ha ricevuto richieste diasilocontrole97mila dellafranciaele38mila del Belgio ROMA Il giorno dopo, il lutto infinito di Lampedusa scatena, inevitabili, altre polemiche. E sulla legge che regola l immigrazione in Italia si divide il governo. Parliamo della cosiddetta legge Bossi-Fini che il ministro degli Esteri Emma Bonino vorrebbe cambiare e che il ministro dell Interno (e vicepremier) Angelino Alfano non vorrebbe invece assolutamente toccare. Sostiene la Bonino: «È un vero peccato che l iniziativa radicale di raccolta firme sul referendum di abrogazione della Bossi- Fini non sia andato in porto perché avrebbe consentito un grande dibattito nel Paese. Resta il fatto che questo testo va superato». Ha detto invece Alfano: «Se cancellando la Bossi-Fini risolvessimo un problema come la Il Consiglio d Europa «Una tragedia evitabile: l Italia deve fare di più per gestire immigrazione e richieste di asilo» tragedia di Lampedusa mi precipiterai a Roma a presentare l emendamento soppressivo. Purtroppo la questione è molto più complicata e mentre ancora raccogliamo i morti eviterei polemiche politiche». Anche Maurizio Lupi, ministro delle Infrastrutture, si schiera a fianco di Alfano ed è deciso nel dire che la tragedia di Lampedusa non c entra nulla con la legge Bossi-Fini. Ma ieri ci ha pensato il presidente del Senato Pietro Grasso a sostenere che «alla luce di questi eventi la legge Bossi-Fini va rivisitata». E dietro il numero uno di Palazzo Madama segue il consenso di una larga fetta dell opposizione, nonché quello del segretario del Pd Guglielmo Epifani. Dice Epifani: «La legge Bossi-Fini è stata pensata ed approvata sull onda del sentimento e della paura. Adesso invece serve un clima di accoglienza». Anche per il presidente della Camera, Laura Boldrini, bisogna «superare» il reato di clandestinità «nell ottica di una riconsiderazione di tutta la legislazione sull immigrazione». Chiaramente contrario all ipotesi di modifica uno dei pa- Il sindaco Marino «Roma accoglierà i superstiti» ROMA I 155 superstiti della tragedia di Lampedusa saranno accolti a Roma. L annuncio è stato dato dal sindaco della Capitale, Ignazio Marino, durante la veglia in Campidoglio per le vittime del naufragio. «I 155 superstiti verranno accolti in questa città ha detto Marino grazie anche alla collaborazione del ministero dell Interno. E questo è il primo segnale della ribellione contro la rassegnazione e l indifferenza e Roma sarà la città che ospita donne, uomini e bambini nel momento di massima sofferenza». Marino poi ha aggiunto: «Siamo furenti di contare le vittime in mare. Non possiamo più assistere a questa tragedia e vogliamo impegnarci contro l indifferenza, contro quella che papa Francesco ha definito la globalizzazione dell indifferenza». dri della legge, Umberto Bossi: «Dicono di cambiare la mia legge? Speriamo di no, è l unica barriera che c è all invasione dei clandestini». Erano inevitabili le polemiche il giorno dopo una tragedia come non se ne ricordano di simili. Una tragedia che, secondo Alfano, «non vi è alcuna ragione per pensare sia l ultima». Troppo il dolore che ci è capitato sotto gli occhi e anche il capo dello Stato Giorgio Napolitano, pur esprimendo «apprezzamento ad Angelino Alfano per l impegno che sta dispiegando a Lampedusa», non ha rinunciato a ricordare «l esigenza di politiche specificatamente rivolte al fenomeno dei profughi e dei richiedenti asilo non regolate da alcuna legge italiana». Il giorno dopo è anche il giorno delle responsabilità. Il presidente del Consiglio Enrico Letta non esita a puntare il dito contro l Unione Europea: «L Europa deve alzare il livello di intervento e di azione in modo da essere più efficace per evitare che simili tragedie si ripetano». Ma dal Consiglio d Europa arriva un rimprovero del commissario dei diritti umani, Nils Muiznieks. Dice il commissario europeo: «Una tragedia come quella di Lampedusa poteva essere evitata. L Italia dovrebbe fare di più per migliorare il suo sistema di gestione dell immigrazione e anche le richieste di asilo dei profughi». Non è entrata nel vortice delle polemiche la ministra per l Integrazione Cécile Kyenge, che ieri aveva fatto notare come avrebbe potuto essere lei stessa su uno di quelle barche naufragate miseramente. La ministra lancia piuttosto un appello che va oltre i nostri confini: «La sfida più grande che ci attende è che ogni Comune, ogni Paese che si affaccia sul Mediterraneo, è una porta dell Europa, sono frontiere dell Europa e quindi pertanto devono essere inclusi in una politica che non è soltanto nazionale ma internazionale, europea. 155Il numero dei sopravvissuti alampedusa Questa deve essere un emergenza con una gestione comunitaria, anche perché spesso parliamo di persone che cercano una nuova vita fuggendo dai conflitti, dalle guerre». E il premier Letta sembra voler far eco alla ministra con un affermazione, netta: «Oggi in Italia è un giorno di lutto che coinvolge tutta l Europa». Alessandra Arachi Gemonio IlsindacodelpaesediBossi ammaina il tricolore a lutto La bandiera tolta Il sindaco Fabio Felli toglielebandieredalcomune di Gemonio rifiutandosi di aderire al lutto nazionale per Lampedusa Protesta del sindaco leghista di Gemonio, Fabio Felli, che ha tolto le bandiere a mezz asta dal palazzo del Comune dove è nato Umberto Bossi e ha deciso di non aderire al lutto nazionale per commemorare le vittime di Lampedusa. «Io a questo festival nazionale dell ipocrisia non ci sto», ha scritto Felli su Facebook pubblicando una foto in cui viene ritratto mentre rimuove le bandiere. «Chi si deve vergognare, ma veramente vergognare, anzi sprofondare nella vergogna, sono i nostri governanti: il ministro Kyenge, la presidenta Boldrini, per il becero buonismo nel volere l integrazione e l accoglienza a tutti i costi». In un altro post, il sindaco se la prende con Angelino Alfano: «Ma ci credi davvero a tutte quelle sciocchezze che dici?».

16 16 Primo Piano Sabato 5 Ottobre 2013 Corriere della Sera # Mondi GEOGRAFIE DELLA POLITICA, DELLA CULTURA E DELLA SOCIETÀ Le norme Il diritto d asilo nella Repubblica 1 La Costituzione italiana «Lo straniero al quale sia impedito l esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione, ha diritto d asilo nella Repubblica» La definizione di «rifugiato» 2 La Convenzione del 51 Il«rifugiato» nel testo di Ginevra: «Chi temendo di essere perseguitato (...)èfuoridelsuo Paese e non può avvalersi della protezione di quel Paese» La competenza sulle richieste Sponda Sud Duemilioniognianno Labombademografica chepremesull Europa Corno d Africa, Sahel, Egitto: ecco le fonti della crisi di PAOLO VALENTINO Le cause L impossibilità di sopravvivere alle guerre, allafameealla desertificazione Un intero continente devastato dalle guerre civili, dalle carestie, dall infinita povertà e dai disastri ambientali. Squassato dal sussulto di una transumanza della disperazione, che vede milioni di dannati della Terra tentare di ingannare il loro destino e accettare la tragica scommessa di una fuga senza promesse, mettendo le loro vite nelle mani dei mercanti d anime, in cerca di un barlume di futuro. Una massa oscillante tra 1,5 e 2 milioni di persone, secondo la stima di uno studio condotto nel 2011 dal CNEL, migreranno ogni anno da qui al 2050 dall Africa all Europa. Ma nel lungo periodo non è necessariamente una prospettiva che deve metterci in allarme: nei prossimi 37 anni l asimmetria demografica tra i due continenti vedrà infatti la popolazione lavorativa europea diminuire di oltre 100 milioni, mentre quella di Nord Africa e Africa sub-sahariana aumenterà di oltre 700 milioni. Il punto è che dinamiche così potenti e bibliche andrebbero governate all unico livello possibile in grado di fare la differenza, quello comunitario. E la dimensione europea a essere mancata in questi ultimi anni, segnati dall incapacità dell Unione di produrre una visione strategica d insieme, ossessionata com è dall emergenza, dalla sicurezza e dai clandestini: «Le migrazioni internazionali, pur necessarie e convenienti concludeva la ricerca non sono in grado di risolvere problemi e miserie della regione euro-africana. Ma nel breve-medio periodo bisognerà trovare strumenti specifici di governo. A livello comunitario e nazionale si dovrà pensare a migrazioni temporanee e rotatorie per superare l asimmetria tra l Europa, cui servono milioni di immigrati e l Africa, cui servono milioni di emigrati». Non c è traccia di tutto ciò. E l Italia si trova sguarnita, a corto di mezzi e di strategia sulla prima linea di un immensa frontiera liquida, dove sono in gioco la dignità e la futura stabilità economica sua e dell intera Europa. «Il mare lo ha scritto Cristoforo Colombo - darà a tutti nuove speranze, come il sonno porta i sogni». Oggi però il Mediterraneo sembra offrire soltanto tragedie mortifere. Quali sono i punti critici del continente africano, quelli dove la paura e l impossibilità di sopravvivere alle guerre, alla fame e alla desertificazione, stanno trasformando milioni di persone in futuri profughi della disperazione? La pressione maggiore viene oggi dal Corno d Africa. I morti di Lampedusa provenivano in gran parte dalla Somalia e dall Eritrea. Nei primi nove mesi di quest anno, dati della Pubblica Sicurezza, 3 mila somali e 8 mila eritrei sono sbarcati sulle nostre coste. La Somalia, passata in 7 anni dai «signori della guerra» alle corti islamiche, dall intervento etiope alla guerriglia dei fondamentalisti di al Shabaab, conta oggi più di 1 milione di sfollati interni. In Eritrea, a povertà e carestie si aggiunge un regime del terrore ventennale, sotto il tallone di ferro del presidente Afewerky, che governa il Paese con l esercito e un servizio militare obbligatorio che non finisce mai. Poco da stupirsi che sia il Paese con il più alto tasso di emigrazione clandestina al mondo. La fascia sub-sahariana del Sahel (Nigeria, Ghana, Burkina-Faso, Senegal, Mali e Niger ) è un altra area di rischio. Dalla Nigeria, nazione africana più popolosa con 160 milioni di abitanti, ricca di petrolio ma politicamente instabile, lacerata dalla guerriglia e spolpata dalla corruzione, quest anno sono sbarcate in Italia 2 mila persone. Ma il potenziale di un eventuale diaspora nigeriana, magari alimentata dalle crescenti persecuzioni anti-cristiane, è enorme, viste le dimensioni del Paese. Si calcola che almeno 50 mila clandestini vivano già nella nostra Penisola, accanto ai 70 mila nigeriani muniti di regolare permesso. La tragedia di Lampedusa ha suonato anche il campanello d allarme del Ghana, da cui provenivano alcune delle vittime. Paese relativamente stabile ma dove la morsa della povertà e la violenza sono un forte incentivo a partire. I 60 mila ghanesi ufficiali e i probabili 30 mila clandestini presenti in Italia fanno del nostro Paese un forte magnete. Anche il Senegal, in preda a gravi tensioni separatiste, appare gravido di un forte potenziale migratorio. In Italia i senegalesi con permesso di soggiorno sono 100 mila, cui vanno aggiunti decine di migliaia di clandestini. Risalendo la fascia sahariana, l Egitto della democrazia sospesa, di nuovo in mano ai militari e con la minaccia di una Fratellanza Musulmana nuovamente clandestina, rappresenta un altro rischio egiziani sono sbarcati in Italia tra gennaio e settembre, ma potrebbero diventare migliaia se tornassero i torbidi e l economia continuasse la sua caduta libera. Mentre appare al momento calmo il fronte dell emigrazione in Libia, da cui al tempo della guerra civile abbiamo accolto 26 mila profughi. Considerando relativamente stabili al momento, quanto a emergenza emigranti, Tunisia, Algeria e Marocco, sempre pronti comunque a diventare terreno fertile per un transfer sul Canale di Sicilia di migliaia di persone in cerca d avvenire, le maggiori preoccupazioni vengono da oltre Suez, appena fuori dalla massa continentale africana. 8 mila profughi siriani sono sbarcati nel 2013 in Italia, dove vivono ufficialmente oltre 5 mila loro connazionali e probabilmente altrettanti clandestini. La crisi della Siria ha provocato centinaia di migliaia di morti e diversi milioni di rifugiati. E se la partita diplomatica appena apertasi all Onu sulle armi chimiche non dovesse produrre i risultati sperati, prepariamoci ad altri arrivi. Fin quando l Europa non capirà che dare una mano alla sua prima frontiera è una questione esistenziale, l Italia rimarrà esposta all urto di masse disperate, cui la ragione e il cuore ci impongono comunque di aprire le braccia. RIPRODUZIONERSERVATA Le rotte Le principali vie di emigrazione Stati autoritari che resistono alle proteste Nuovi governi nati dopo le primavere arabe Stati al collasso (territori contesi, proteste armate, governi violenti, traffici illegali) Zone di passaggio, che sfuggono al controllo dei governi Paesi «di mezzo»: influenza di altri Stati africani e di regioni esterne (Asia, Europa, Usa) Sfera di influenza del Sudafrica Paesi che hanno accordi speciali con Stati BRIC, Europa, Usa Concentrazione di profughi Isole Canarie SAHARA OCCIDENTALE SENEGAL GAMBIA GUINEA BISSAU SIERRA LEONE 8 volte La differenza tra il numero di vittime della rotta libica (più pericolosa) e quella tunisina MAURITANIA GUINEA I morti lungo le frontiere europee dal 1988 a oggi Bamako LIBERIA I migranti giunti in Italia via mare nel 2013 (dati Onu al 30 settembre) I siriani giunti in Italia nei primi 9 mesi del 2013 Ceuta MAROCCO COSTA D AVORIO SPAGNA Fonte: Le Monde diplomatique; Fortresse Europe; Assemblea nazionale francese; Medsec; Cnel Melilla Adrar BURKINA FASO GHANA MALI TOGO 3 Il regolamento Secondo il regolamento«dublino II» del 2003, è competente a valutare la richiesta diasiloilprimostato europeo nel quale il migrante ha messo piede L intervista Il demografo Gianpiero Dalla Zuanna sottolinea però che nel lungo periodo la pressione migratoria è in diminuzione «Popolazionedestinataadaumentareancora» «La popolazione africana è destinata ad aumentare nei prossimi anni anche se il tasso fecondità sta diminuendo: le donne tra i 15 e 35 anni di oggi sono frutto dell alta fertilità del passato. Ma non è detto che questo aumento di popolazione si traduca in migrazioni bibliche». All indomani della tragedia di Lampedusa, mentre si torna a parlare di «emergenza immigrazione», con lo scenario di un intero continente che preme sull Italia, nell abbozzare una previsione sull andamento dei flussi migratori dall Africa all Europa, evita toni allarmistici Gianpiero Dalla Zuanna, demografo del Dipartimento di Scienze statistiche all università di Padova, eletto al Senato con Scelta Civica. Del resto l immagine di un Paese destinato a essere invaso dagli immigrati è uno dei pregiudizi smontati nel suo libro «Cose da non credere. Il senso comune alla prova dei numeri». A proposito di numeri, i responsabili italiani della sicurezza hanno lanciato l allarme Libia e Kenya per i prossimi anni, con 500 mila profughi vicino a Nairobi pronti ad essere adescati dai trafficanti. «Al di là dell aumento degli sbarchi di questi mesi dovuto anche alla crisi siriana, i dati Docente Gianpiero Dalla Zuanna, 52 anni, sposato con 4 figli, è professore di Demografia all università di Padova e senatore di «Scelta Civica con Monti» mostrano un rallentamento della pressione migratoria verso l Italia negli ultimi anni. Tra il 2000 e il 2008 nel nostro Paese la popolazione straniera aumentava ogni anno di mila unità, oggi non si arriva alle 300 mila». C è apprensione per la crescita demografica dell Africa, con in testa la Nigeria che dovrebbe raddoppiare i suoi abitanti nel girodi25anni,toccandoquota300milioni. «Un aumento di popolazione non si traduce automaticamente in crescita dell immigrazione. Dal 1950 al 2010, per dire, il Kenya è passato da 8 a 50 milioni di abitanti, ma in quel periodo è emigrata poca gente. Oggi ci sono Paesi dallo sviluppo vivace come il Mozambico che è fiorito dopo la fine della guerra civile e ha visto calare drasticamente le persone in fuga. Un altro dato da non trascurare è il sensibile calo di fecondità che ha interessato tutti i Paesi della sponda nord del Mediterraneo a iniziare dalla Tunisia: con una media di 1,8 figli pro capite, le tunisine hanno un tasso di fertilità inferiore alle francesi (2 figli). Questo non esclude che la pressione dall Africa possa assumere dimensioni importanti nel breve periodo, ma possono esserci risvolti positivi Umanità e rigore Gestireiflussiconumanitàe rigore può dare esiti positivi. Ma la politica dei respingimenti dell era Gheddafi non funziona

17 Corriere della Sera Sabato 5 Ottobre 2013 Primo Piano 17 # Unimmigratoèqualcunochenonhapersoniente,perchélìdovevivevanonavevaniente La sua unica motivazione è sopravvivere un po meglio di prima Jean-Claude Izzo, scrittore BENIN ALGERIA Lampedusa TUNISIA Sousse Monastir Agadez Tripoli Ospita 15 mila rifugiati siriani NIGERIA NIGER CAMERUN SÃO TOMÉ E PRÍNCIPE GUINEA EQUAT. GABON ITALIA Sicilia 55,5-74 milioni Malta Misurata Zliten LIBIA Sebha CONGO I migranti africani che potrebbero arrivare in Europa entro il 2050 (stime Cnel) N Djamena Bengasi Alessandria el-giof REPUBBLICA CENTROAFRICANA ANGOLA NAMIBIA CIAD GRECIA EGITTO SUDAN SUD SUDAN LIBANO Khartoum SIRIA ETIOPIA UGANDA REPUBBLICA KENYA DEMOCRATICA DEL CONGO Kampala Dadaab RUANDA ZAMBIA BOTSWANA SUDAFRICA Cooperazione La pressione migratoria verso l Europa è soprattutto di natura economica: servono progetti di cooperazione BURUNDI ZIMBABWE LESOTHO TURCHIA CIPRO SWAZILAND TANZANIA MALAWI MOZAMBICO ERITREA ARABIA SAUDITA GIBUTI SOMALIA Mogadiscio E il campo profughi più grande del mondo: ospita 500 mila persone MADAGASCAR CORRIERE DELLA SERA seiflussiverrannoregolaticonumanitàerigore». Davvero si possono coniugare accoglienza e rigore? «NoieglialtriPaesieuropeinonpossiamogestire flussi indefiniti. È importante il pattugliamento delle coste: per fermare chi parte dall Africa Nera, arriva alle coste del Mediterraneo e cerca di imbarcarsi verso l Europa. Ma non con la politica dei respingimenti messa in atto nell era Gheddafi. Occorrono politiche concertate con l Europa, la gestione dei flussi migratori deve diventare un obiettivo dell Unione europea che deve farsi carico di accompagnare i migranti verso i Paesi d origine con cui intensificare progetti di cooperazione. La pressione migratoria verso l Europa è soprattutto di natura economica: sono persone inetàlavorativachenontrovanodichevivere nei Paesi d origine». Lei accennava ai risvolti positivi dell immigrazione «Per la bassa natalità, in Italia ogni anno nel prossimodecenniocisaràunbucodi250mila persone in età lavorativa: mancheranno soprattutto persone disposte a fare lavori manuali in particolare nelle città del Nord. In questa prospettiva, specialmente se come sembra stiamo uscendo dalla parte peggiore della crisi, torneremo ad aver bisogno di immigrati. In Italia serviranno addetti ai servizi alle persone anche per via dell invecchiamento della popolazione, ma ci sarà bisogno anche di alcune professioni in particolare nel mondo dell artigianato che anche in piena crisi fatica a trovare apprendisti. In ogni caso i flussi migratori vanno regolati, non si possono lasciare all improvvisazione». Alessandra Muglia Gli «irregolari» ClandestiniinItalia aquota300mila (masonoincalo) Senza permessi Un gruppo di clandestini in un centro di accoglienza(epa/ Terracina) Irregolari Lo studioso Menonna: «Molti stanno rientrando nel Paese d origine o si spostano in altri stati dell Unione» Le espulsioni L espulsione esiste anche in altri Paesi, ma da noi è diventata una bandiera, negativa per i detrattori, positiva per i sostenitori Clandestino, nell etimologia «di nascosto», fuori dalla legge e pure dallo sguardodelprimomondo.nonèilcaso didonne,uominiebambinimortiinmareallargodilampedusa,perlagranparte richiedenti asilo: in base alle leggi internazionali, avevano diritto a essere accolti. In clima di tragedia e di rese dei conti politiche, però, anche di questo si torna a parlare: di chi si trova in Italia senza regolari titoli di soggiorno. Nelle statistiche sono tutti assieme: chi ha varcato il confine triestino o è sbarcato alla spiaggia dei Conigli senza documenti nè timbri («clandestini»); e chi è arrivato con un visto turistico, per esempio,conunaereopermilanooperroma, la maggior parte dei casi, oppure ha un permesso di soggiorno scaduto(tecnicamente«irregolari»). Le stime che li riguardano negli ultimi dieci anni oscillano tra picchi (651 mila nel 2008) e grossi cali (250 mila nel 2004). Le illustra lo statistico della Fondazione Ismu, Alessio Menonna. Dopo la «sanatoria»difine2009percolfebadanti, spiega lo studioso, dopo il «clic-day» di inizio 2011, dopo il provvedimento di emersione dal lavoro nero del settembreottobre 2012, dopo ogni regolarizzazione di massa, ovviamente, il dato scende. E così è diminuito fortemente nel 2007 all ingresso della Romania dell Unione europea(cittadini comunitari, i romeni devono solo registrarsi all anagrafe per essere regolari). Nel2012isans papiersitalianiallafine registrano uno dei livelli più bassi del decennio:326mila.èprobabilecheancheil prossimo rapporto annoti per il 2013 un calo:«molti stanno andando via spiegamenonna rientranoalpaesediorigine o si spostano in altri Stati dell Unione». È vero per i migranti in generale, è più vero per i «clandestini». In un sondaggio realizzato di recente dall Orim in Lombardia, in media l 11,4 per cento degli stranieri intervistati dichiarava di aver intenzione di lasciare l Italia entro 12 mesi. Ma se la percentuale era molto bassa tra chi ha lavoro, casa e famiglia, diventava altissima tra i meno integrati: gli irregolari (30 per cento) e i clandestini (40 percento). Perché senza documenti l esistenza diventa difficile, angosciante: significa convivere con il rischio costante del rimpatrio. Lo spiega il professor Ennio Codini, docente alla Cattolica di Milano e responsabile del settore Legislazione dell Ismu. Un cittadino«extracomunitario», quindi proveniente da un Paese che non fa parte dell Unione europea, può avere un permesso per risiedere legalmente in Italia per ragioni di lavoro, di famiglia o di protezione internazionale(è il caso dei rifugiati). Per chi non ha questi documenti (perché è entrato clandestinamente o perché non li ha rinnovati) la legge Bossi-Fini del 2002 introduce l «espulsione coattiva»: previ controlli, l irregolare viene accompagnato alla frontiera o, se è il caso, trattenuto in un Centro di identificazione e di espulsione (Cie). Negli anni successivi i tempi di «trattenimento» sono stati allungati fino a18mesi. Il pacchetto sicurezza del 2009 ha anche introdotto il«reato di clandestinità», che prevede un processo e un ammenda, ma non una pena detentiva. Più che altro, è diventato una bandiera: «Ha un fortissimo valore simbolico osserva Codini negativo per i detrattori, positivo per i sostenitori». Con qualche differenza, esiste anche in altri Paesi dell Unione. «La peculiarità dell ordinamento italiano continua il professore, sottolineata anche in una sentenza della Corte di giustizia europea, è che non distingue i casi: tratta tutti allo stessomodo». Il pregiudicato come la baby-sitter che ha tardato a rinnovare il permesso.«non tiene conto della pericolosità». Mentre negli altri Stati Ue si valuta persona per persona: prima che clandestini, donne e uomini. Alessandra 500 mila: il numero degli immigrati illegali in Italia nel2003secondolestime della Fondazione Ismu(Iniziative e studi sulla multietnicità). Già Fondazione Cariplo- Ismu, l ente milanese si occupa in particolare di migrazioni internazionali in collaborazione con istituzioni, enti pubblici e volontariato 250 mila: il numero degli immigrati illegali in Italia nel 2004, secondo la Fondazione Ismu. Il forte calo dall anno precedente è attribuibile all avvenuto ingresso in EuropadibendieciPaesi: Cipro, Malta, Ungheria, Polonia, Slovacchia, Lettonia, Estonia, Lituania, Repubblica Ceca e Slovenia 651 mila: gli immigrati illegaliinitalianel2008, sempre secondo l Ismu. E il livello massimo toccato negli ultimi dieci anni. Tra loro molti «overstayer», stranieri cheentranoconunvistodipochimesierestano per lavorare in nero, ma soprattutto moltissimi clandestini che arrivano via mare dall Africa 326 mila: il numero degli immigrati illegali in Italia nel2012.ildatoèuno deipiùbassideldecennio e secondo gli esperti dell Ismu continuerà probabilmente a calare. Soprattutto per la crisi economica, molti stannoandandoviaper rientrare nel Paese di origine o spostarsi in altri Paesi dell Unione europea

18 18 Sabato 5 Ottobre 2013 Corriere della Sera

19 Corriere della Sera Sabato 5 Ottobre Esteri La crisi Il presidente costretto a cancellare il viaggio in Asia a causa della paralisi del governo federale «Nontrattoconlapistolaallatempia» ObamaaccusaiTeaPartyditenereinostaggiol Americaeilmondo Ivolti Ted CruzIlsenatoretexano 42enne il 24 settembre parlò per21orealcongressoper ostacolare il rifinanziamento della riforma sanitaria John BoehnerSpeakerdella Camera, 63 anni, ha tentato inutilmente di mettere d accordo i repubblicani per evitare lo«shutdown» Paul RyanL astronascentedei TeaParty(a sin.),43,èrimasto stranamente in silenzio, forse in vista di una sua candidatura alle presidenziali del 2016 DAL NOSTRO INVIATO Attivismo Una manifestazione promossa dai Tea Party a Washington: il movimento è il primo responsabile dell impasse(epa) NEW YORK La settimana prossima Barack Obama non andrà in Asia. Ha cancellato un viaggio che era stato organizzato per riaffermare la centralità, il pivot, del continente dal punto di vistadellacasabiancaepermostrare, facendo tappa in Malaysia e nelle Filippine, solidarietà a due Paesi che sono sotto la pressione della Cina a causa di dispute territoriali. Il presidente americano resterà a Washington a occuparsi dello «shutdown» la chiusura diunapartedelleattivitàdelgoverno federale e del rischio di un default sul debito pubblico che si realizzerebbe nella seconda metà di ottobre se il Congresso non autorizzasse il superamento del tetto del debito stesso. Il fatto è che negli Stati Uniti è in corso uno scontro politico di grande portata eobamahadecisochelapolitica domestica è in questo momento più importante di quella estera. Comprensibile, tutti i Paesi hannoguaiinterni.èchequandoriguardano gli Stati Uniti le onde altearrivanointuttoilmondo:la superpotenza è tale anche nel creare problemi. La crisi politica di Washington che blocca il Congresso e il funzionamento dello Stato centrale ha la maggiore delle sue origini nel partito repubblicano, per molti versi fuori controllo. Dopo due sconfitte elettorali contro Obama, non ha ancora trovato né unleadernéunastrategia.ilmovimentodeiteaparty conforti radici di base, decisamente antistatalista, contro le tasse e contro la riforma sanitaria votata nel 2010(Obamacare) mette sotto una pressione micidiale la gerarchia tradizionale del Grand Old Party, nel senso che minaccia i membri del Congresso che non appoggiano le sue battaglie di boicottarli al prossimo appuntamento elettorale. Il risultato è che i repubblicani tradizionalisti vorrebbero un compromesso con il presidente e con i democratici sul bilancio 2014, superando così lo «shutdown», e sul tetto del debito. I legislatori più influenzati dai Tea Party lo impediscono. John Boehner, il repubblicano speaker della Camera dei rappresentanti (dove i conservatori hanno la maggioranza), dà l impressione di non avere il controllo del suo partito, della sua strategia e della sua tattica. Ciò permette a Obama di sostenerecheunapartediunpartito in una parte del Congresso in una parte del potere americano bloccanonsololavitapoliticama anche il funzionamento dello Stato. «Non posso trattare con una pistola puntata alla tempia», ha insistito ieri il capo della Casa Bianca. Nonècheinquestasituazione il presidente sia del tutto innocente. Anch egli oscilla spesso sotto la pressione della parte più radicale del suo partito, il democratico. Una condizione che l ha messo in difficoltà serie di recente: sulla Siria, dove avrebbe voluto un voto pro-intervento al Congresso ma si è poi accorto che lo avrebbe perso, con il risultato che ha dovuto accettare il gioco di VladimirPutineilrientrodiMosca negli affari del Medio Oriente; sulla nomina di Larry Summers alla presidenza della Federal Reserve, candidatura impallinata dal suo stesso partito prima ancoracheprendesseilvolo.però,a un presidente che fino a pochi giorni fa mostrava difficoltà a imporrelasuaautorità,iteapartye i repubblicani divisi stanno dando una mano enorme prendendosi sulle spalle, di fronte all opinione pubblica, la responsabilità dello«shutdown» e il rischio del default tra un paio di settimane. Le conseguenze sono appunto globali. La Malaysia e le Filippine hannobisognodiunsegnodisolidarietà dagli americani, garanti degli equilibri nell area, per resistere alla pressione di Pechino che avanza diritti su alcune isole nel Mare Cinese del Sud. In questo momento per la soddisfazione della Cina gli Stati Uniti fanno invece sapere di non esserci,diaveredafareacasapropria. Obama, tra l altro, non parteciperà nemmeno a due summit regionali, in Indonesia e nel Brunei. Suunaltropiano,ilbloccopoliticoaWashingtoneilrischiodidefault sono pericoli per l intera economia mondiale, come hanno sottolineato la managing director del Fondo monetario internazionale Christine Lagarde e il presidente della Banca centrale europeamariodraghi.ilguaioècheil resto del mondo non può votare: néperirepubblicaninéperidemocratici. Danilo L economista Allan Meltzer «Maildefaultnoncisarà Ilcompromessoèessenziale» DAL NOSTRO INVIATO VENEZIA Scetticismo, preoccupazione. E molte critiche per Barack Obama nei commenti degli economisti americani, chiamati a confrontarsi con i colleghi europei nel seminario organizzato dall Aspen Institute Italia a Venezia(oggi la giornata conclusiva). Il più efficace è stato forseallanmeltzer,nato85annifaaboston:lunga vita di studi(con una specializzazione sulla storia della Federal Reserve) e di governo. Ha cominciato nello staff economico di John Kennedy, poi di Lyndon Johnson per passare quindi nel campo repubblicano con Ronald Reagan e, a Londra, in quello conservatore, con Margaret Thatcher. Ora osserva con lucido disincanto lo scontro tra il partito repubblicano e il presidente Obama che sta portando lo Stato federale americano a un passo dal fallimento(default). Chi ha ragione? «Entrambi gli schieramenti hanno commesso un errore. I repubblicani si sono imbarcati in un braccio di ferro senza avere una strategia comprensibile, consequenziale. Obama, invece, ha chiuso a ogni ipotesi di negoziato». Messa così sembra inevitabile il disastro. Senza accordo gli Stati Uniti vanno incontro al fallimento «Non credo che si arriverà fino al default. Da qui al 17 ottobre(termine ultimo per approvare l innalzamento del tetto all indebitamento ndr) una delle due parti cederà». Come fa a esserne così sicuro? Cedere a questo punto significherebbe perdere la faccia davanti all opinione pubblica. Non crede? «Ed è esattamente questo il punto. Repubblicani e democratici stanno scrutando gli umori dell opinione pubblica americana. Finché la vedranno oscillare manterranno la posizione, aspettando che siano gli altri a mollare. Sarà decisivo l orientamento dei cittadini americani. A chidarannolacolpa?oramiparechelamaggior parte degli opinion maker si stia schierando con Obama. Ma vedremo». Conterà anche il giudizio dei mercati internazionali, delle agenzie di rating? «Non credo che ci saranno movimenti significativi sui mercati finanziari e nessuna agenzia di rating declasserà il debito degli Stati Uniti prima di un eventuale default che, ripeto, non ci sarà». Ma perché le controparti non si chiudono in una stanza e cercano un intesa? L ultima volta finì così: intesa ai supplementari, il primo gennaio 2013, dopo che il baratro fiscale, il fiscal cliff, si era materializzato il giorno prima. «Dovrebbero farlo, sono d accordo. Ma i repubblicani non si fidano del presidente e Obama ricambia con gli interessi. In realtà spetterebbe alla Casa Bianca fare il primo passo». Lei che consiglio darebbe? «Per me la soluzione è semplice. Obama si impegna a non aumentare il carico fiscale, specie quello sulle imprese. In cambio i repubblicani accettano la riforma sanitaria voluta dal presidente. E insieme cominciano a negoziare un percorso di riduzione del debito sul lungo termine». Reagan avrebbe fatto così? «Non solo Reagan, ma anche il democratico Johnson, si sono comportati così nelle occasioni cruciali. La ricerca del compromesso è essenziale se un presidente vuole salvare almeno una parte dei suoi obiettivi». Giuseppe Sarcina

20 20 Esteri Sabato 5 Ottobre 2013 Corriere della Sera La storia Uneventoda23milionididollari,inpocheoreandatiaruba14milabiglietti:abordoringcisarannoancheSchwarzeneggereStallone SeUcrainaeRussiasiprendonoapugni Il match di oggi fra Klitschko e Povetkin metafora dello scontro Mosca-Kiev Ucraina contro Russia, stavolta, non è la sfida tra Davide e Golia. I valori sono esattamente invertiti: il Golia di Kursk, il 34enne Alexander Povetkin, uno degli idoli muscolari della grande Russia di Vladimir Putin,èsullacartamenofortedelDavide della piccola Kiev, il 37enne Wladimir Klitschko, gigante educato che, pur trascorrendo gran parte dell anno in Germania, non dimentica mai di citare le dolcezze della madre patria. Povetkin e Klitschko sono due pugili ricchi e famosi, pesi massimi di grido, esponenti di punta della nouvelle vague boxistica che ha spostato negli ultimi anni l ago della bilancia della categoria regina del ring dal dominio secolare degli atleti americani a quello dei combattivi giganti dell Est Europa. I due si affrontano stasera, nel- Dietro un semplice avvenimento sportivo si muove, ancora una volta, uno scenario che tocca altri contesti. È un refrain che ritorna ciclicamente: il ping-pong che riscaldò i rapporti Usa-Cina, l apartheid sconfitto prima sui campi verdi che nei Parlamenti, l Olimpiade spesso usatacomearmadipressioneogrimaldello politico. Lo sport come metafora della vita. Ucraina-Russia è oggi un nervo scoperto nello scacchiere dell Europa: il Cremlino ha alzato il tiro di fronte alla vocazione europeistica di Kiev, tassello fondamentale nel progetto putiniano che vorrebbe far rinascere l Urss. Pressioni e minacce neppure tanto velate sono al momento indirizzate verso l ex Stato satellite: ma l Ucraina è pronta a firmare l accordo di associazione con l Unione Europea, e Klitschko a controfirmarlo con il suo pugno. La politica non è estranea alla sua famiglia: suo fratello Vitaly, anch egli campione di pugilato, siede da un Ucraina Wladimir Klitschko 37anni;109,5kg Russia Alexander Povetkin 34anni;102,1kg IrapportitraiduePaesi Le tensioni Dopo la dissoluzione dell Unione Sovietica, tra Russia e Ucraina i rapporti sono rimasti tesi: Mosca vuole ristabilire il suo dominio su Kiev L accordo con la Ue L Ucraina guarda invece all Unione Europea. Il traguardo più vicino è l Accordo di libero scambio che potrebbe essere firmato già a novembre Le minacce di Mosca Negli ultimi mesi la Russia ha tentato di intimidire Kiev e distoglierla dall Accordo con una serie di rappresaglie commerciali l Arena Olimpiyskiy di Mosca, in un match naturalmente definito «del secolo» che mette in palio il titolo mondiale. C è grande fermento nel mondo della boxe. Primo, perché l organizzazione, guidata dal promoter russo Vladimir Hyrunov, è riuscitaacreareuneventoda23milioni di dollari, il più costoso mai messo in piedi fuori dagli Stati Uniti negli ultimi vent anni. Secondo, perché la risposta del pubblico moscovita, stretto intorno al suo idolo, è stata imponente: volatilizzati in pocheorei14milabigliettiinvendita, al punto che stasera, dalle parti dell Olimpiyskiy, i bagarini metteranno sul mercato gli ultimi tagliandi per 20 mila dollari cadauno. Abordoring,sonoannunciativipe politici. Ci saranno, anche, Arnold Schwarzenegger e l immancabile Sylvester Stallone. Tutto questo per un semplice match di boxe? E perché tanta eccitazione, se pure i bookmakers hanno mostrato di non credere troppo all enfant-du-pays Povetkin? Una rispostac è:ilring,cosìcomelageo- politica, è un terreno insidioso. Un conto è il pronostico, che tiene conto di variabili fisse. Un altro è l andamento reale della sfida, condizionato da fattori contingenti e spesso impalpabili. Nonostante le previsioni, dunque, ogni buon conoscitoredipugilatovidiràcheunmatch di qualità come questo rimane comunque aperto, anzi apertissimo. Tanto quanto il duello, ben più vasto e importante, che sta opponendo due nazioni e due modi di scegliersi il futuro. paiodianninelparlamentodikiev e guida l Udar, uno dei partiti d opposizione. I due viaggiano sulla stessa lunghezza d onda: sono uniti in tutto, anche negli affari, che sono molteplici e non riguardano soltanto il pugilato. Nella home del loro sito(klitschko.com) un orologio sta segnando il tempo che manca all appuntamento con Alexander Povetkin. Dietro di loro, è schierata un intera nazione che non vede l ora di mandare al tappeto anche Putin. Claudio Colombo

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