SISTEMI DI BASSA TENSIONE

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1 SISEMI DI BASSA ENSIONE IALIANO 0 MANUALI DIDAICI 00

2 INDICE L IMPIANO ELERICO PAG. LEGGI E NORME PAG. SISEMI DI DISRIBUZIONE PAG. 9 DISRIBUZIONE DORSALE PAG. 9 DISRIBUZIONE RADIALE PAG. 9 CLASSIFICAZIONE DEI SISEMI DI DISRIBUZIONE PAG. 5 IMPIANO DI ERRA PAG. 5 SCOPI DELLA MESSA A ERRA PAG. 5 PARI COSIUIVE DELL IMPIANO DI ERRA PAG. 55 DEERMINAZIONE DELLA RESISENZA DI ERRA R PAG. 58 DIMENSIONAMENO DEI CONDUORI PAG. IL DISPERSORE PAG. 5 PROEZIONE CONRO I CONAI ACCIDENALI PAG. 70 GLI EFFEI DELLA CORRENE ELERICA SUL CORPO UMANO PAG. 70 I CONAI ACCIDENALI PAG. 7 PROEZIONE CONRO I CONAI DIREI PAG. 7 PROEZIONE CONRO I CONAI INDIREI PAG. 77 LUNGHEZZA MASSIMA PROEA PER LA PROEZIONE DELLE PERSONE PAG. 79 DISPOSIIVI CONRO I GUASI VERSO ERRA PAG. 8 PROEZIONE MEDIANE BASSISSIMA ENSIONE DI SICUREZZA (SELV E PELV) PAG. 85 CONDUURE E CAVI PAG. 90 DIMENSIONAMENO DEGLI IMPIANI PAG. 90 DEFINIZIONE DI CONDUURE PAG. 9 CARAERIZZAZIONE CAVI PAG. 9 SISEMA DI DESIGNAZIONE DEI CAVI PAG. 9 PORAA DEI CAVI PAG. 9 MEODO DI INSALLAZIONE PAG. 9 REQUISII PARICOLARI PAG. SEZIONI MINIME AMMESSE E CADUA DI ENSIONE NEI CAVI PAG. CADUA DI ENSIONE NEI CAVI PAG. 8

3 PROEZIONE CONRO IL SOVRACCARICO E IL COROCIRCUIO PAG. LA PROEZIONE CONRO LE SOVRACORRENI PAG. IL SOVRACCARICO PAG. CRIERI DI PROEZIONE SECONDO LA NORMA CEI -8 PAG. IL COROCIRCUIO PAG. RESISENZA DEI CAVI AL COROCIRCUIO PAG. 8 SCELA DELL INERRUORE GENERALE A VALLE DEI RASFORMAORI PAG. SCELA DEGLI INERRUORI NEI QUADRI DI DISRIBUZIONE PAG. IL POERE D INERRUZIONE E CARAERISICHE DI LIMIAZIONE PAG. 0 CRIERI PER LA SCELA DELLE PROEZIONI CONRO IL COROCIRCUIO PAG. LUNGHEZZA MASSIMA PROEA PAG. COORDINAMENO DELLE PROEZIONI PAG. PROEZIONE DI SOSEGNO (O BACK-UP) PAG. 5 PROEZIONE E COMANDO CIRCUII UILIZZAORI PAG. 5 RIFASAMENO PAG. 5 PROEZIONE CONRO LE SOVRAENSIONI PAG. PROEZIONE DEI CIRCUII D ILLUMINAZIONE PAG. 8 PROEZIONE DEI MOORI ELERICI PAG. 75 GRUPPI DI CONINUIÀ SAICI UPS PAG. 79 SCELA DEI DISPOSIIVI DI MANOVRA E PROEZIONE PAG. 8 INERRUORI MAGNEOERMICI PAG. 8 INERRUORI DI MANOVRA SEZIONAORI PAG. INERRUORI DIFFERENZIALI PAG. 0 COORDINAMENO DELLE PROEZIONI PAG. 9

4 IL SISEMA DI PROEZIONE I PRODOI Il Sistema di Protezione GEWISS nasce dalla sinergia e perfetta integrazione di apparecchi modulari e scatolati con quadri e armadi di distribuzione, centralini e quadri combinati con prese industriali, per soddisfare ogni esigenza applicativa dal residenziale al terziario avanzato, fino all industriale. Il Sistema consente di ottenere molteplici soluzioni applicative, garantite da una gamma di prodotti con corrente nominale fino a.00 A e potere d interruzione fino a 0 ka. La progettazione è semplificata dall accurata verifica dei coordinamenti elettrici, mentre la rapidità d installazione e la manutenzione sono garantite dalla standardizzazione dei componenti. Infine, la forte compatibilità funzionale tra i prodotti dell offerta, porta la sicurezza e l affidabilità dell impianto a livelli molto elevati. utto in un design moderno ed esteticamente gradevole. IL KNOW-HOW La realizzazione del Sistema di Protezione GEWISS è stata possibile grazie alla comprovata capacità progettuale dell azienda, unita al know-how sempre rinnovato nell utilizzo dei materiali, nell industrializzazione e nell automazione dei processi produttivi. Ne è una chiara testimonianza il Laboratorio Prove GEWISS, tra i pochi autorizzati a certificare IMQ la propria offerta secondo la procedura SM (Supervised Manufacturer s esting): il Laboratorio esegue prove che in precedenza venivano effettuate presso i laboratori IMQ ed emette direttamente i rapporti di prova, necessari per l'ottenimento del marchio stesso, con una semplice supervisione da parte IMQ che ne avalla la conformità. Inoltre, GEWISS ha ottenuto l accreditamento ACAE, che le permette di certificare LOVAG i prodotti di bassa tensione a prevalente uso industriale e terziario, non coperti dalla certificazione IMQ. La certificazione LOVAG è riconosciuta a livello internazionale. In particolare, GEWISS può fornire quadri di distribuzione cablati e montati già certificati, eseguendo prove di laboratorio per conto terzi e fornendo un ulteriore servizio ai propri clienti. utto questo dimostra ancora una volta la capacità e la qualità tecnica di GEWISS, unite ad un elevata qualità morale, comprovata dai continui feed-back positivi rilevati dagli enti certificatori tramite azioni di follow-up sul prodotto e sul mercato. Nuova linea automatizzata Infine, GEWISS oggi vanta l'impianto tecnologicamente più avanzato nella produzione degli interruttori automatici compatti Serie 90 MC: una linea produttiva di m x 0 m in grado di produrre un polo ogni secondi in più di quaranta varianti. L impianto è interamente gestito da un sistema di supervisione informatico che permette di monitorare costantemente l intero apparato, garantendo un elevato standard qualitativo, grazie ad accurati test sia meccanici che elettrici effettuati su ogni singolo prodotto. I SERVIZI A supporto del Sistema di Protezione, GEWISS offre servizi ad alto valore aggiunto quali software di progettazione e configurazione d impianto, caratterizzati da un interfaccia grafica semplice ed intuitiva, manuali tecnici dedicati ai diversi sistemi proposti, disponibili online, ed un servizio di assistenza tecnica qualificato (SA), accessibile anche via Internet. 0

5 L IMPIANO ELERICO L impianto elettrico è l insieme delle macchine, delle apparecchiature, dei componenti e degli accessori destinati alla produzione, trasformazione, trasporto, distribuzione e utilizzazione dell energia elettrica. La presente guida considera solo la parte di impianto utilizzatore in bassa tensione, costituito da tutti i componenti elettrici tra loro interconnessi, con caratteristiche coordinate, non alimentati tramite prese a spina e dagli apparecchi utilizzatori fissi alimentati tramite prese a spina destinate unicamente alla loro alimentazione. Di fatto l impianto elettrico sopra definito è l impianto utilizzatore che, generalmente, comprende: - i circuiti di distribuzione; - i circuiti terminali; - gli apparecchi di sezionamento, di protezione e di comando; - i quadri di ogni tipo contenenti gli apparecchi; - le prese a spina per l allacciamento degli utilizzatori mobili. Dal punto di vista delle competenze progettuali e installative, l impianto utilizzatore va considerato come una unità a sé stante, in grado di garantire funzionalità e sicurezza di funzionamento. L impianto utilizzatore deve altresì essere coordinato: - verso monte con l impianto dell Ente distributore che è tenuto a fornire i necessari dati riguardanti le correnti di cortocircuito, il sistema di distribuzione, i limiti di tensione e frequenza; - verso valle con gli utilizzatori di cui si devono almeno poter presumere le funzioni, i dati elettrici e la classe di protezione contro il pericolo di elettrocuzione. LA PROGEAZIONE DELL IMPIANO Con l entrata in vigore della Legge /90 le competenze dei soggetti coinvolti (committente, progettista, installatore), sono state chiaramente definite. In particolare il committente è tenuto a rivolgersi a una impresa abilitata e a un progettista regolarmente iscritto al rispettivo Albo. Il progetto deve essere chiaramente definito in tutte le sue parti, sicché il progettista risulta inequivocabilmente coinvolto per la parte di sua responsabilità. Una corretta progettazione deve avvenire nel rispetto della Guida CEI 0- che indica in funzione del tipo di impianto elettrico, la documentazione di progetto necessaria (ab..).

6 L IMPIANO ELERICO ab.. - Consistenza della documentazione di progetto in relazione alla destinazione d uso degli edifici, delle costruzioni e dei luoghi DOCUMENAIZONE DI PROGEO DOCUMENAZIONE DEL PROGEO DI MASSIMA Relazione tecnica Schema elettrico generale Schemi e piani d installazione, tabelle delle dotazioni impiantistiche, disegni planimetrici Preventivo sommario delle spese DOCUMENAZIONE DEL PROGEO DEFINIIVO Relazione tecnica sulla consistenza e tipologia dell impianto elettrico Schema elettrico generale Schemi e piani d installazione Potenze installate, potenze assorbite e relativi dimensionamenti abelle e diagrammi di coordinamento delle protezioni Elenco dei componenti elettrici Elenco delle condutture elettriche Specifiche tecniche dei componenti elettrici Documenti di disposizione funzionale Schemi delle apparecchiature assiemate di protezione e di manovra (quadri) Disegni planimetrici Dettagli d installazione Documentazione specifica relativa agli ambienti e applicazioni particolari Documentazione relativa alla protezione contro i fulmini (quando prevista) Capitolato speciale d appalto prestazionale e descrittivo Computi metrici, stime e prezzi unitari Disposizione di sicurezza, operative e di manutenzione, conseguenti alle scelte progettuali CIV AB CIV AB DESINAZIONE D USO DEGLI EDIFICI, DELLE COSRUZIONI E DEI LUOGHI CIV B CIV B CIV CB CIV CB ER B ER B ER CB ER CB IND B IND B IND CB IND CB AGR B AGR B AGR CB O O O O O O O O O O O O O O O O O O O O O O O O O F F F F F F F F F AGR CB O O O O O O O O O F O O O O O O O O O O F F F F F F F O O O O O O O F O F O O O F O O O O O O O O O O O O O O O O O F O O O O O O O O O O O O O O O O O O O O O O O O O F F O O O O O O F O O O O O O O O O O O O O O O O O O O O O O O F F F F F F F F F F F F F F F F F F F F F F F F F Legenda: CIVAB: Unità immobiliari o loro parti destinate ad uso abitativo, facenti parte di un edificio con più unità immobiliari (es. appartamento), al di sotto dei limiti dimensionali ai fini della progettazione, indicati nella Legge /90 e nel DPR 7/9. CIVB: Unità immobiliari diverse da quelle di CIVAB adibite ad uso civile, cioè: abitativo, studio professionale, sede di persone giuridiche private, associazioni, circoli, conventi e simili, alimentati direttamente a tensione non superiore a 00 V c.a. CIVCB: Unità immobiliari come sopra, alimentate con cabina propria. ERB: Edifici, costruzioni e luoghi, adibiti ad attività commerciali, di intermediazione di beni e servizi, sedi di società, uffici, destinati a ricevere il pubblico (culto, intrattenimento, pubblico spettacolo), scuole, edifici adibiti a pubbliche finalità dello Stato o di Enti pubblici territoriali istituzionali od economici, alimentati direttamente a tensione non superire a 00 V c.a. ERCB: Edifici, costruzioni e luoghi come sopra, alimentati con cabina propria. INDB: Edifici, costruzioni e luoghi adibiti ad attività produttive (artigiane, industriali, magazzini e depositi, cantieri ecc.), alimentati direttamente a tensione non superiore a 00 V c.a. INDCB: Edifici, costruzioni e luoghi come sopra, alimentati con cabina propria. AGRB: Edifici, costruzioni e luoghi adibiti ad attività agricole, alimentati direttamente a tensione non superiore a 00 V c.a. AGRCB: Edifici, costruzioni e luoghi come sopra, alimentati con cabina propria. O: Documento previsto nella generalità dei casi. F: Documento da prevedere quando le caratteristiche del progetto lo richiedono (facoltativo).

7 Si ricorda infine che la Norma CEI di riferimento per gli impianti elettrici (la CEI -8) individua i criteri fondamentali di progettazione che hanno per scopo: - il corretto funzionamento per l uso previsto; - la protezione delle persone e dei beni in accordo con le prescrizioni contenute nelle norme CEI. Le informazioni basilari per poter progettare correttamente l impianto sia nella parte riguardante dimensionamento sia in quella, non meno importante, concernente la scelta dei componenti sono le seguenti: - natura della corrente (alternata o continua); - natura e numero dei conduttori costituenti il sistema; - valori caratteristici (tensione, frequenza, corrente presunta di cortocircuito all origine ecc.); - natura, numero, ubicazione e caratteristiche dei carichi; - esigenza di prevedere alimentazione di sicurezza o di riserve; - condizioni ambientali e utilizzazione (accessibilità, presenza di acqua, di polvere, pericolo d incendio ecc.).

8 LEGGI E NORME In qualsiasi ambito e in particolare nel settore elettrico si impone, per realizzare gli impianti a regola d arte, il rispetto di tutte le norme giuridiche e tecniche di pertinenza. La conoscenza delle norme tecniche, in particolare, è il presupposto fondamentale per un approccio corretto alle problematiche degli impianti elettrici che devono essere realizzati conseguendo quel livello di sicurezza accettabile che non è mai assoluto, ma è, al progredire della tecnologia, determinato e regolato dal normatore. LE LEGGI La legge di riferimento per il rispetto della regola d arte è la 8 dello 0/0/8 Disposizioni concernenti materiali e impianti elettrici che si compone di due articoli: Art. - utti i materiali, le apparecchiature, i macchinari, le installazioni e gli impianti elettrici ed elettronici devono essere realizzati e costituiti a regola d arte. Art. - I materiali, le apparecchiature, i macchinari, le installazioni ed impianti elettrici ed elettronici realizzati secondo le norme del Comitato Elettrotecnico Italiano si considerano costruiti a regola d arte. Grazie a questa legge venne offerto per la prima volta in Italia, a tutti gli operatori del settore elettrico, un preciso riferimento (le norme CEI) per poter realizzare e gestire in modo corretto gli impianti, le macchine e le apparecchiature elettriche ed elettroniche. Negli anni poi sono state emanate numerose leggi concernenti gli impianti elettrici utilizzatori. Disposizioni legislative riguardanti il settore elettrico. Nel seguito vengono richiamate quelle più significative: D.P.R. n. 57 del 7//955 Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale /7/955 n. 58 D.P.R. n. 0 del 9//95 Norme generali per l igiene del lavoro Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale 0//95 n. 5 Legge n. del //9 Linee elettriche aeree esterne Legge n. 79 del 8//977 Attuazione della direttiva del Consiglio delle Comunità Europee (n. 7//CEE) relativa alle garanzie di sicurezza che deve possedere il materiale elettrico destinato ad essere utilizzato entro alcuni limiti di tensione Gazzetta Ufficiale //977 n. 98 D.M. del 5//978 Designazione del Comitato Elettrotecnico Italiano di Normalizzazione Elettrotecnica ed Elettronica Gazzetta Ufficiale 8//979 n. 7 D.M. del 5//98 Attuazione della direttiva (CEE) n. 7 del //98 che adegua al progresso tecnico la precedente direttiva (CEE) n. 9 del //979 concernente il materiale elettrico destinato ad essere impiegato in atmosfera esplosiva già recepito con il Decreto del Presidente della Repubblica /7/98 n. 75 Gazzetta Ufficiale 8//98 n. 8

9 Legge n. 88 del 7//98 Nulla osta provvisorio per le attività soggette ai controlli di prevenzione incendi, modifica agli Articoli e della Legge //98 n. e norme integrative all ordinamento del corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco Gazzetta Ufficiale //98 n. 8 D.M. dell 8//985 Direttive sulle misure più urgenti ed essenziali di prevenzione incendio ai fini del rilascio del Nulla osta provvisorio di cui alla Legge 7//98 n. 88 Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale //985 n. 95 D.M. del 7//985 Modificazioni al decreto Ministeriale //98, contenente l elenco dei depositi e industrie pericolosi, soggetti alle visite e controlli di prevenzione incendi Gazzetta Ufficiale //985 n. 98 Per quanto concerne i luoghi con pericolo d esplosione o d incendio le numerose leggi vigenti verranno ricordate nel fascicolo 8 Classificazione dei luoghi con pericolo d esplosione e d incendio. Legge n. del 5//990 Norme per la sicurezza degli impianti D.P.R. 7 del //99 Regolamento d attuazione della legge /990 D.M. del 0//99 Modello di dichiarazione di conformità dell impianto alla regola d arte Direttiva 9/8 CEE del -7-9 Riguardante la marcatura CE del materiale elettrico DPR 9 del 8--9 Emendamenti alla legge /90 e al DPR 7 DPR n. 59 /07/99 Regolamento per l attuazione delle direttive 89/9/CEE, 9/8/CEE, 9//CEE e 9/8/CEE concernenti di riavvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relativi alle macchine D.LGS n. 5 //99 Attuazione della direttiva 89//CEE del Consiglio del maggio 989 in materia di riavvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alla compatibilità elettromagnetica, modificata e integrata dalle direttive 9/ / CEE, 9/ 8/ CEE, 9/ 97/ CEE D.LGS n 5//99 Attuazione della direttiva 9/8/CEE (che notifica la direttiva 7//CEE) in materia di marcatura CE del materiale elettrico destinato all essere utilizzato entro taluni limiti di tensione 5

10 LEGGI E NORME NORME ECNICHE Sono l insieme delle prescrizioni sulla base delle quali devono essere progettate, costruite e collaudate, le macchine, le apparecchiature, i materiali e gli impianti, affinché sia garantita l efficienza e la sicurezza di funzionamento. Le norme tecniche in generale, sono emanate da organismi nazionali e internazionali; in particolare, in ambiente elettrico, gli enti normatori preposti alla redazione delle norme sono quelli riportati nella ab... ab.. Enti normativi nazionali e internazionali ELEROECNICA ED ELERONICA INERNAZIONALE EUROPEO IALIANO IEC CENELEC CEI ELECOMUNICAZIONI IU ESI CONCI ALRI SEORI ISO CEN UNI IL CEI Il primo Ente a occuparsi del settore elettrico è stato il CEI (Comitato Elettrotecnico Italiano) fondato nel 907 dall AEI (Associazione Elettrotecnica Italiana) con lo scopo di emanare normative elettriche atte a stabilire i requisiti che devono avere i componenti elettrici. Nel 9 il CEI è stato riconosciuto e oggi ne fanno parte: il CNR, l AEI, l ENEL e l ANIE. Il CEI, tramite un apposita convenzione con il CNR, è l Ente incaricato dell emanazione di norme nel settore elettrotecnico ed elettronico. Nel 97 con il DPR dell /7 viene riconosciuta personalità giuridica al CEI e con il DPR n. 87 del 9/9/7 viene approvato il nuovo statuto. Nel 98, con la Legge dell //8 n. 8, viene riconosciuta alle norme emanate del CEI la presunzione assoluta di adeguatezza alla regola dell arte dei materiali, delle apparecchiature, degli impianti ecc. costituiti conformemente alle norme del Comitato Elettrotecnico Italiano. Nel 978 con il DM del 5 dicembre il CEI viene riconosciuto come unico organismo italiano a rappresentare l Italia in sede internazionale nei comitati CENELEC (European Committee for Electrotechnical Standardization) e IEC (International Electrotechnical Commission). Anche la Legge /90 ribadisce la validità delle norme CEI ai fini dell esecuzione a regola d arte degli impianti elettrici e della rispondenza dei componenti ai requisiti di sicurezza. A tutt oggi il CEI ha emanato una serie numerosa di norme raccolte in oltre 000 fascicoli. Naturalmente le norme coprono tutto il settore dell elettrotecnica e dell elettronica, mentre quelle di maggior pertinenza nel settore degli impianti elettrici di B sono state raccolte in un apposito CD (ELERA OMNIA) di cui viene nel seguito riportato l indice.

11 AB.. - NORME CONSIGLIAE PER LA REALIZZAZIONE DEGLI IMPIANI FASCICOLI N. NORMA ANNO COM. ECN. IOLO C R C 597 8R R CEI 0- CEI 0- CEI 0-; V CEI - CEI -8 CEI -7 CEI -8 CEI -5 CEI -7 CEI EN 09- CEI EN 09-/A CEI EN 09- CEI EN 09- CEI EN 09- CEI EN 097- (7-) CEI EN 097-/A CEI EN 097- (7-5) CEI EN 097-/A CEI EN 097- (7-) CEI EN 097-/A CEI EN (7-) CEI 7- CEI 7-5 CEI 7-70 CEI UNEL - CEI UNEL -/EC CEI UNEL - CEI EN 0898 CEI 08- CEI 08-- CEI 08--/A EN 09- CEI EN 09-- CEI EN 09--/A CEI -9 CEI -9; V CEI -5 CEI -5; V CEI -5; V Guida per la definizione della documentazione di progetto degli impianti elettrici. ( a ediz.) Legge /90 Guida per la compilazione della dichiarazione di conformità e relativi allegati. ( a ediz.) Legge /90 Guida per la compilazione della dichiarazione di conformità e relativi allegati. Impianti elettrici con tensione superiore a kv in corrente alternata. (9 a ediz.) Impianti di produzione, trasmissione e distribuzione di energia elettrica. Impianti di terra. ( a ediz.) Impianti di produzione, trasmissione e distribuzione di energia elettrica. Linee in cavo. ( a ediz.) Impianti di produzione, trasporto e distribuzione di energia elettrica. Dimensionamento degli impianti in relazione alle tensioni. ( a ediz.) Guida all esecuzione delle cabine elettriche d utente. ( a ediz.) Guida per l esecuzione degli impianti di terra di stabilimenti industriali per sistemi di I, II e III categoria. ( a ediz.) Apparecchiature assiemate di protezione e manovra per bassa tensione (quadri B) Parte : Apparecchiature di serie soggette a prove di tipo (AS) e apparecchiature non di serie parzialmente soggette a prove di tipo (ANS). ( a ediz.) Apparecchiature assiemate di protezione e manovra per bassa tensione (quadri elettrici per bassa tensione) Parte : Prescrizioni particolari per i condotti sbarre. ( a ediz.) Apparecchiature assiemate di protezione e manovra per bassa tensione (quadri B) Parte : Prescrizioni particolari per apparecchiature assiemate di protezione e di manovra destinate a essere installate in luoghi dove personale non addestrato ha accesso al loro uso. Quadri di distribuzione (ASD). Apparecchiature assiemate di protezione e manovra per bassa tensione (quadri B) Parte : Prescrizioni particolari per apparecchiature assiemate per cantiere (ASC). ( a ediz.) Apparecchiatura a bassa tensione. Parte : regole generali. ( a ediz.) Apparecchiatura a bassa tensione. Parte : interruttori automatici. ( a ediz.). Variante (999) Apparecchiatura a bassa tensione. Parte : interruttori di manovra, sezionatori, interruttori di manovra-sezionatori e unità combinate con fusibili. ( a ediz.) Apparecchiatura a bassa tensione. Parte : contattori e avviatori. Sez. - contattori e avviatori elettromeccanici. ( a ediz.) Metodo per la determinazione delle sovratemperature, mediante estrapolazione per apparecchiature assiemate di protezione e di manovra per bassa tensione (quadri B) non di serie (ANS). ( a ediz.) Metodo per la determinazione della tenuta al cortocircuito delle apparecchiature assiemate non di serie (ANS). ( a ediz.) Guida all applicazione delle norme dei quadri di bassa tensione. ( a ediz.) Cavi elettrici isolati con materiale elastomerico o termoplastico per tensioni nominali non superiori a 00 V in corrente alternata e 0 V in corrente continua. Portate di corrente in regime permanente per posa in aria. Cavi elettrici ad isolamento minerale per tensioni nominali non superiori a 00 V in corrente alternata e a 0 V in corrente continua. Portate di corrente in regime permanente per posa in aria. Interruttori automatici per la protezione dalle sovracorrenti per impianti domestici e similari. ( a ediz.) Interruttori differenziali senza sganciatori di sovracorrente incorporati per installazioni domestiche e similari. Parte : prescrizioni generali. ( a ediz.) Interruttori differenziali senza sganciatori di sovracorrente incorporati per installazioni domestiche e similari. Parte -: applicabilità delle prescrizioni generali agli interruttori differenziali con funzionamento indipendente dalla tensione di rete. ( a ediz.) Variante (999) Interruttori differenziali con sganciatori di sovracorrente incorporati per installazioni domestiche e similari. Parte : prescrizioni generali. ( a ediz.) Interruttori differenziali con sganciatori di sovracorrente incorporati per installazioni domestiche e similari. Parte -: applicabilità delle prescrizioni generali agli interruttori differenziali con funzionamento indipendente dalla tensione di rete. ( a ediz.) Variante (998) Involucri per apparecchi per installazioni elettriche fisse per usi domestici e similari. Parte : prescrizioni generali. Parte : prescrizioni particolari per involucri destinati a contenere dispositivi di protezione ed apparecchi che nell uso ordinario dissipano una potenza non trascurabile. ( a ediz.) Prescrizione per la realizzazione, le verifiche e le prove dei quadri di distribuzione per installazioni fisse per uso domestico e similare. ( a ediz.) (segue) 7

12 LEGGI E NORME (SEGUE) AB.. - NORME INDISPENSABILI PER GLI IMPIANI FASCICOLI N. NORMA ANNO COM. ECN. IOLO CEI -5/A CEI -7 CEI -0 CEI EN CEI EN CEI EN CEI - CEI - CEI -; V CEI -5 CEI -7 CEI - CEI -5 CEI -5 CEI -5 CEI -5 CEI -55 CEI -7 CEI -8/ CEI -8/ CEI -8/ CEI -8/ CEI -8/5 CEI -8/ CEI -8/7 CEI -8; V CEI -8; V CEI 8- CEI 8- CEI 8-/ CEI 8/ CEI Costruzioni elettriche per atmosfere esplosive per la presenza di gas. Guida all applicazione della Norma CEI EN (CEI -0). Classificazione dei luoghi pericolosi. Esempi di applicazioni. Guida per l esecuzione degli impianti elettrici nelle centrali termiche non inserite in un ciclo di produzione industriale. (Abrogata il 9/00) Costruzioni elettriche per atmosfere esplosive per la presenza di gas Parte : Classificazione dei luoghi pericolosi. Costruzioni elettriche per atmosfere esplosive per la presenza di gas Parte : Classificazione dei luoghi pericolosi. ( a ediz.) Costruzioni elettriche per atmosfere esplosive per la presenza di gas Parte : Impianti elettrici nei luoghi con pericolo di esplosione per la presenza di gas (diversi dalle miniere). ( a ediz.) Costruzioni elettriche per atmosfere esplosive per la presenza di gas Parte 7: Verifica e manutenzione degli impianti elettrici nei luoghi con pericolo di esplosione per la presenza di gas (diversi dalle miniere). ( a ediz.) Guida per l esecuzione dell impianto di terra negli edifici per uso residenziale e terziario. ( a ediz.) Guida alle verifiche degli impianti elettrici utilizzatori. ( a ediz.) Guida alle verifiche degli impianti elettrici utilizzatori. Impianti elettrici negli edifici pregevoli per rilevanza storica e/o artistica. ( a ediz.) Guida all esecuzione degli impianti elettrici nei cantieri. Edilizia residenziale. Guida per l integrazione nell edificio degli impianti elettrici utilizzatori, e per la predisposizione per impianti ausiliari, telefonici e di trasmissione dati o criteri generali. Guida all esecuzione degli impianti elettrici nei centri commerciali. Guida all esecuzione degli impianti elettrici negli edifici scolastici. Criteri particolari per edifici ad uso prevalentemente residenziale. ( a ediz.) Criteri particolari per locali di pubblico spettacolo. ( a ediz.) Criteri particolari per le strutture alberghiere. ( a ediz.) Impianti elettrici di illuminazione pubblica. ( a ediz.) Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 00 V in corrente alternata e a 0 V in corrente continua Parte : Oggetto, scopo e principi fondamenti. ( a ediz.) Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 00 V in corrente alternata e a 0 V in corrente continua Parte : Definizioni. ( a ediz.) Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 00 V in corrente alternata e a 0 V in corrente continua Parte : Caratteristiche generali. ( a ediz.) Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 00 V in corrente alternata e a 0 V in corrente continua Parte : Prescrizioni per la sicurezza. ( a ediz.) Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 00 V in corrente alternata e 0 V in corrente continua Parte 5: Scelta ed installazione dei componenti elettrici. ( a ediz.) Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 00 V in corrente alternata e a 0 V in corrente continua Parte : Verifiche. ( a ediz.) Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 00 V in corrente alternata e a 0 V in corrente continua Parte 7: Ambienti ed applicazioni particolari. ( a ediz.) Guida alle verifiche degli impianti elettrici utilizzatori. Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 00 V in c.a. e a 0 V in c.c. - Ambienti particolari Sez. 7 - Locali ad uso medico. Protezione delle strutture contro i fulmini. ( a ediz.) Protezione delle strutture contro i fulmini. Valutazione del rischio dovuto al fulmine. ( a ediz.) Protezione delle strutture contro i fulmini. Valutazione del rischio dovuto al fulmine. Valori medi del numero di fulmini a terra per anno e per chilometro dei Comuni d Italia, in ordine alfabetico. ( a ediz.) Guida di applicazione all utilizzo di limitatori di sovratensione sugli impianti elettrici utilizzatori di bassa tensione. 8

13 SISEMI DI DISRIBUZIONE I circuiti di distribuzione svolgono la funzione di convogliare l energia nei punti o lungo direttrici prestabilite al fine di elettrificare l ambiente nel modo più conveniente. Si ottiene con essi una rete di distribuzione che deve assumere caratteristiche atte a privilegiare una o più delle seguenti prerogative: - economia di materiale e di apparecchi; - facilità di ampliamento; - facilità di riparazione dei guasti; - minimo disservizio in caso di guasti; - selettività, ove possibile, d intervento delle protezioni da sovracorrente. In ogni caso i circuiti di distribuzione devono consentire la corretta attuazione delle funzioni di sezionamento per manutenzione elettrica, comando di emergenza, protezione dei conduttori da sovraccarico e dal cortocircuito, interruzioni delle correnti di guasto a terra. Generalmente i circuiti di distribuzione impiegati sono di due tipi: dorsale e radiale. DISRIBUZIONE DORSALE DISRIBUZIONE RADIALE La distribuzione dorsale prevede un unica linea destinata ad alimentare più utilizzatori. Si possono avere dorsali a sezione unica, con linee sezionate e protette all origine da un unico apparecchio, quando si alimentano tanti utilizzatori di piccola potenza e con basso fattore di contemporaneità (è il caso tipico delle officine con tante piccole macchine). Si possono altresì avere dorsali con più tronchi a sezione decrescente, sezionate e protette contro il cortocircuito all origine; ciò avviene quando si alimentano pochi utilizzatori di notevole potenza singolarmente protetti dal sovraccarico. Questo sistema di distribuzione richiede in genere una progettazione abbastanza complessa. La distribuzione dorsale in genere privilegia l economia di materiali e di apparecchi e la facilità di ampliamento in ambienti densamente elettrificati con bassi fattori di contemporaneità. La distribuzione radiale prevede una singola linea per ogni gruppo di utilizzatori allacciati al punto terminale. Non avendo derivazioni intermedie può considerarsi come una vera e propria linea di solo trasporto di energia. La linea radiale richiede un apparecchio di protezione e di sezionamento all origine e in genere si usa per collegare un quadro a un sottoquadro o per connettere al sottoquadro utilizzatori di notevole potenza o che richiedono un distinto sezionamento per manutenzione elettrica o per emergenza: in quest ultimo caso il circuito di distribuzione e il circuito terminale si identificano essendo unico l utilizzatore alimentato. La distribuzione radiale privilegia la facilità di riparazione, il minimo disservizio in caso di guasti e la selettività di intervento delle protezioni. Con la distribuzione radiale è altresì possibile realizzare buone economie per utilizzatori di notevole potenza e con elevato fattore di contemporaneità. Da ultimo si osserva che nella realtà i due sistemi convivono nello stesso impianto utilizzatore che in genere ha circuiti di distribuzione di tipo misto e cioè radiale sino ai sottoquadri o per utilizzatori di notevole potenza e dorsale per l impianto di illuminazione e per i piccoli utilizzatori. In questi casi si ha sovente una distribuzione a dorsale ramificata, realizzata con conduttori della medesima sezione e perciò proteggibili con un unico apparecchio posto all origine; è il caso, per esempio, del circuito che alimenta le prese a spina o i centri luce negli edifici a uso residenziale o similare (Fig..). 9

14 SISEMI DI DISRIBUZIONE Fig.. ipi di distribuzione dorsale Dorsale a sezione unica mm mm mm mm mm mm,5 mm,5 mm usata per utilizzatori singolarmente protetti e sezionati Dorsale a più tronchi mm mm mm usata per apparecchi singolarmente protetti che assicurano anche la protezione dorsale Dorsale ramificata a sezione unica con unica protezione,5 mm,5 mm,5 mm,5 mm,5 mm,5 mm,5 mm,5 mm,5 mm,5 mm usata per utilizzatori di piccolissima potenza protetti a monte con un unico apparecchio

15 La Norma CEI -8 definisce sistema elettrico la parte di un impianto elettrico costituito dal complesso dei componenti elettrici aventi una determinata tensione nominale ; inoltre, secondo la Norma CEI - la suddivisione dei sistemi elettrici avviene in quattro categorie, come riportato dalla ab... ab. - Classificazione dei sistemi elettrici in relazione alla tensione nominale U n SISEMI DI CAEGORIA ENSIONE NOMINALE U n [V] 0 (zero) c.a. c.c. I < U n.000 c.a. < U n.0 c.c. II 00 < U n c.a. 0 < U n c.c. III U n > La distribuzione dell energia elettrica alle utenze alimentate in bassa tensione, avviene invece in funzione del sistema di conduttori attivi (vedere ab..) e del loro modo di collegamento a terra. ab. - Distribuzione dell energia elettrica in funzione del sistema di conduttori attivi SISEMA Monofase rifase N CONDUORI AIVI (fase-fase) (fase-neutro) (L-L-L) (L-L-L-N) 5

16 SISEMI DI DISRIBUZIONE CLASSIFICAZIONE DEI SISEMI DI DISRIBUZIONE Sistema N Delle lettere N--I, la prima indica lo stato del neutro del secondario del trasformatore di distribuzione; la seconda il modo con cui le masse sono collegate a terra presso l utente. La lettera S significa conduttore di neutro N e di protezione PE separati; la lettera C conduttore di neutro e di protezione riuniti in un solo conduttore (PEN). Un punto del sistema è collegato direttamente a terra e le masse dell impianto sono collegate a quel punto per mezzo del conduttore di protezione (PE o PEN). Il sistema N si suddivide in: -N-S dove il conduttore di neutro e di protezione sono separati; -N-C dove la funzione di neutro e di protezione sono combinate in un unico conduttore; -N-C-S dove le funzioni di neutro e di protezione sono combinate in un unico conduttore solo in una parte del sistema. Il sistema N è da impiegare solo in impianti con cabina propria di trasformazione. Fig.. Sistema N Nel sistema N-C-S la continuità del conduttore di protezione non deve mai venir meno; la stessa è prioritaria anche rispetto alla continuità del conduttore neutro. Pertanto, nell effettuare la separazione del conduttore PEN nei due conduttori PE ed N si deve aver cura di collegare il PEN ed un adeguato giunto (o morsetto di separazione) realizzando poi un collegamento stabile con un secondo giunto in corrispondenza del morsetto a cui verrà collegato il PE e viceversa omettendo il collegamento con il morsetto da cui partirà il neutro N. 5

17 Sistema Neutro collegato direttamente a terra, masse dell impianto collegate a un impianto di terra elettricamente indipendente da quello del sistema. Fig.. Sistema Sistema I Nessuna parte attiva collegata a terra (se non tramite un impedenza Z), mentre le masse sono collegate a terra. Fig.. Sistema I 5

18 IMPIANO DI ERRA SCOPI DELLA MESSA A ERRA Un impianto di terra è costituito da tutti gli elementi necessari a collegare un circuito, una massa, una massa estranea al terreno per ottenere uno o più dei seguenti scopi: a) offrire una via di chiusura a bassa resistenza alle correnti di dispersione verso terra negli impianti per facilitare l intervento degli apparecchi di interruzione del guasto; b) vincolare al potenziale di terra un punto di un circuito che può essere il centro stella del trasformatore di cabina (sistemi e N), il secondario di un trasformatore ecc., allo scopo di determinare in modo univoco la tensione nominale verso terra per esigenze ai fini funzionali; Fig.. Impianti di terra per: a) garantire un percorso a bassa resistetività alle correnti di dispersione verso terra; b) vincolare al potenziale di terra il nucleo di un trasformatore c) limitare la tensione totale verso terra di una massa in avaria in un sistema I in caso di primo guasto; d) vincolare al potenziale di terra una massa o una massa estranea al fine di controllare lo stato di isolamento rispetto a un sistema elettrico isolato da terra (sistema I o protezione mediante separazione elettrica). Si hanno inoltre impianti di terra per: - l eliminazione di cariche elettrostatiche; - il funzionamento di speciali circuiti monofilo con ritorno a terra (ferrovie, tramvie); - la protezione contro le scariche atmosferiche. L impianto di terra trattato in questo fascicolo è adatto alla funzione di protezione contro i contatti indiretti negli impianti utilizzatori in bassa tensione (cat. 0 e I). Detto impianto, nel rispetto della Norma CEI -8/, deve essere unico per masse simultaneamente accessibili. 5

19 Fig.. Ulteriori applicazioni dell impianto di terra; ad esempio per l eliminazione delle cariche elettrostatiche e/o per la protezione contro le scariche atmosferiche U = U ~ R t R i R i R R i = resistenza di isolamento della rete R t = resistenza di terra locale PARI COSIUIVE L IMPIANO DI ERRA Il dispersore Il conduttore di terra Per la corretta applicazione delle norme CEI, è necessario definire l impianto di terra distinguendo le seguenti parti, ognuna delle quali è soggetta a specifiche prescrizioni dimensionali. È costituito dai corpi metallici in intimo contatto con il terreno ed è la parte destinata a disperdere o a captare le correnti di terra. Il dispersore può essere intenzionale quando è installato unicamente per scopi inerenti alla messa a terra dell impianto elettrico oppure di fatto quando si utilizza una struttura avente altri scopi primari. Sono ad esempio dispersori di fatto le armature metalliche interrate delle fondazioni in calcestruzzo, le camicie metalliche di pozzi, le tubazioni metalliche interrate ecc. In ogni caso un elemento metallico fa parte del dispersore se contribuisce in misura significativa alla dispersione delle correnti oppure se, essendo necessario al funzionamento, è soggetto all azione corrosiva del terreno: ad esempio una corda nuda direttamente interrata, destinata a collegare fra loro due parti disperdenti, fa parte del dispersore; la stessa corda se isolata dal terreno e protetta dall azione corrosiva non è più facente parte del dispersore, bensì del conduttore di terra (C). È un elemento destinato a collegare il dispersore al collettore di terra oppure i diversi elementi del dispersore fra loro, ma che non è in intimo contatto con il terreno (ciò non significa che debba essere isolato elettricamente da terra). Il conduttore di terra può essere costituito da cavo isolato, corda metallica nuda, piattina metallica, tubi metallici o altri elementi strutturali metallici inamovibili con le seguenti caratteristiche di affidabilità, di continuità elettrica e resistenza alla corrosione: - percorso breve; - giunzioni con saldatura a forte o con appositi robusti morsetti o manicotti protetti contro la corrosione; - assenza di sollecitazioni meccaniche; - opportuno dimensionamento. 55

20 IMPIANO DI ERRA Il collettore (o nodo) principale di terra I conduttori di protezione (PE) È l elemento al quale confluiscono i conduttori di terra, i conduttori di protezione principali, i conduttori equipotenziali principali. Esso può essere costituito da un morsetto o da una sbarra meccanicamente robusti e atti ad assicurare, nel tempo, la continuità elettrica. Deve essere possibile il sezionamento, solo mediante l uso di un attrezzo, almeno del conduttore di terra per poter effettuare le verifiche. Uno stesso impianto può comprendere uno o più collettori di terra (per esempio uno per ogni montante). Non è invece lecito realizzare impianti di terra senza collettori o con una o più giunzioni inaccessibili tra dispersore e conduttori di protezione. Sono gli elementi destinati a collegare le masse al collettore principale di terra. In genere sono costituiti da cavi unipolari isolati o da anime di cavi multipolari isolate contraddistinte dal colore giallo-verde. Si possono impiegare anche conduttori nudi a percorso indipendente dalla conduttura principale o altre strutture metalliche inamovibili con opportune caratteristiche di continuità elettrica e di affidabilità meccanica. Nei sistemi N, quando l interruzione del guasto a terra è affidata a dispositivi a massima corrente, è opportuno, per ridurre la reattanza induttiva dell anello di guasto, che i conduttori di protezione siano incorporati nella stessa conduttura comprendente i conduttori di fase o, quanto meno, che corrano paralleli nelle immediate vicinanze. Si deve comunque evitare la concatenazione magnetica su lunghi tratti tra conduttore di protezione ed estese strutture in ferro che potrebbero diventare sede di correnti indotte, trasformando l anello di guasto in un circuito con comportamento simile a quello del primario di un trasformatore di corrente (con evidente enorme aumento dell impedenza). Fig.. Esempi costruttivi di un impianto di terra conduttore di protezione PE conduttore equipotenziale supplementare EQS conduttore equipotenziale principale EQP collettore di terra C conduttore di terra dispersore di fatto dispersore intenzionale 5

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