I.T.I.S. P. PALEOCAPA - BERGAMO. 1. Rischio elettrico 2. Rischio meccanico

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1 I.T.I.S. P. PALEOCAPA - BERGAMO 1. Rischio elettrico 2. Rischio meccanico 13/02/2014

2 IL RISCHIO ELETTRICO (D. Lgs. 81/08, Titolo III artt )

3 Impianto elettrico sicuro Se si domandasse ad un esperto del settore quando un impianto elettrico è sicuro, probabilmente la risposta sarebbe quella che l impianto elettrico per essere sicuro deve essere pensato correttamente, installato bene e realizzato con componenti affidabili. Tutto ciò in ambito elettrotecnico significa che l impianto elettrico per essere sicuro deve essere: progettato a regola d arte installato a regola d arte avere componenti a regola d arte e per mantenere nel tempo le caratteristiche di affidabilità e di funzionalità, è necessario che l impianto sia: manutenuto a regola d arte.

4 Impianto elettrico sicuro La legge 186/68 ed il decreto 37/08 (ex legge 46/90) dettano le condizioni affinché si comprenda cosa si intende per regola d arte. Realizzare un impianto elettrico sicuro o qualsiasi altro manufatto, non significa realizzare un impianto nel quale non si manifesterà mai disfunzioni o situazioni di rischio, ma significa che, più umanamente e più realisticamente, l impianto avrà delle condizioni di rischio più tollerabili. Infatti le situazioni di pericolo non sono del tutto eliminabili ed i comportamenti umani nelle emergenze non sono standardizzabili.

5 Impianto elettrico sicuro In definitiva si dovrà parlare di impianto elettrico convenzionalmente sicuro, se siamo di fronte ad un impianto elettrico progettato, realizzato, manutenuto a regola d arte sul quale le disfunzioni creano situazioni di rischio tollerabile.

6 Normativa di riferimento Una delle norme di sicurezza più frequentemente disattese/violate dalle aziende che operano nel settore elettrico ed essa stessa causa di rischio elettrico, è costituita dall obbligo di assicurare da parte del datore di lavoro ai propri lavoratori una formazione ed un adeguato aggiornamento (art. 37 DLgs 81/08), in riferimento alle specifiche mansioni loro assegnate nell attività lavorativa.

7 Normativa di riferimento Secondo il dettato del DLgs 81/08 all art. 82 i Lavori sotto tensione fino a 1000 V sono ammessi se: l esecuzione dei lavori è affidata a lavoratori riconosciuti idonei all attività dal Datore di Lavoro, secondo le indicazioni delle norme tecniche pertinenti;. le procedure adottate e le attrezzature utilizzate sono conformi ai criteri definiti dalle norme di buona tecnica. Quindi nulla di nuovo per il datore di lavoro che segue la norma CEI Invece la situazione cambia per gli altri DL, che possono essere puniti con l arresto fino a sei mesi o con l ammenda da 2000 a

8 Normativa di riferimento Mentre i Lavori sotto tensione con tensioni nominali superiori a 1000 V, dal dettato del DLgs 81/08 all art. 82, sono ammessi purché: 1) i lavori su parti in tensione sono effettuati da aziende autorizzate con specifico provvedimento dei competenti uffici del Ministero del Lavoro e della previdenza sociale ad operare sotto tensione; 2) l esecuzione di lavori su parti in tensione è affidata a lavoratori abilitati dal datore di lavoro ai sensi della pertinente normativa tecnica riconosciuti idonei per tale attività; 3) le procedure adottate e le attrezzature utilizzate sono conformi ai criteri definiti nelle norme di buona tecnica.

9 Normativa di riferimento Secondo il dettato del DLgs 81/08 all art. 83 Lavori in prossimità di parti attive si legge: 1. Non possono essere eseguiti lavori in prossimità di linee elettriche o di impianti elettrici con parti attive non protette, o che per circostanze particolari si debbano ritenere non sufficientemente protette, e comunque a distanze inferiori ai limiti di cui alla tabella 1 dell Allegato IX (slide 62), salvo che vengano adottate disposizioni organizzative e procedurali idonee a proteggere i lavoratori dai conseguenti rischi. 2. Si considerano idonee ai fini di cui al comma 1 le disposizioni contenute nella pertinente normativa di buona tecnica.

10 Normativa di riferimento Tab. 1 Allegato IX Distanze di sicurezza da parti attive di linee elettriche e di impianti elettrici non protette o non sufficientemente protette Un (kv) Distanza minima consentita (m) ,5 15 3,

11 Normativa di riferimento Articolo 84 - Protezioni dai fulmini Il datore di lavoro provvede affinché gli edifici, gli impianti, le strutture, le attrezzature, siano protetti dagli effetti dei fulmini con sistemi di protezione realizzati secondo le norme di buona tecnica. Articolo 85 - Protezione di edifici, impianti strutture ed attrezzature Il datore di lavoro provvede affinché gli edifici, gli impianti, le strutture, le attrezzature, siano protetti dai pericoli determinati dall innesco elettrico di atmosfere potenzialmente esplosive per la presenza o sviluppo di gas, vapori, nebbie o polveri infiammabili, o in caso di fabbricazione, manipolazione o deposito di materiali esplosivi.

12 Normativa di riferimento Articolo 86 - Verifiche 1. Ferme restando le disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica 22 ottobre 2001, n. 462, il datore di lavoro provvede affinché gli impianti elettrici e gli impianti di protezione dai fulmini, siano periodicamente sottoposti a controllo secondo le indicazioni delle norme di buona tecnica e la normativa vigente per verificarne lo stato di conservazione e di efficienza ai fini della sicurezza. 2. Con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale e del Ministro della salute vengono stabilite, sulla base delle disposizioni vigenti, le modalità ed i criteri per l effettuazione delle verifiche di cui al comma L esito dei controlli di cui al comma 1 deve essere verbalizzato e tenuto a disposizione dell autorità di vigilanza.

13 Normativa di riferimento Allegato 5.16 Impianti macchine ed apparecchi elettrici Le macchine e gli apparecchi elettrici devono portare l indicazione della tensione, dell intensità e del tipo di corrente e delle altre eventuali caratteristiche costruttive necessarie per l uso Le macchine ed apparecchi elettrici mobili o portatili devono essere alimentati solo da circuiti a bassa tensione. Può derogarsi per gli apparecchi di sollevamento, per i mezzi di trazione, per le cabine mobili di trasformazione e per quelle macchine ed apparecchi che, in relazione al loro specifico impiego, debbono necessariamente essere alimentati ad alta tensione.

14 Normativa di riferimento Allegato 5.16 Impianti macchine ed apparecchi elettrici Gli utensili elettrici portatili e le macchine e gli apparecchi mobili con motore elettrico incorporato, alimentati a tensione superiore a 25 V verso terra se alternata ed a 50 V verso terra se continua, devono avere l involucro metallico collegato a terra. L attacco del conduttore di terra deve essere realizzato con spinotto ed alveolo supplementari facenti parte della presa di corrente o con altro idoneo sistema di collegamento Gli utensili elettrici portatili e gli apparecchi elettrici mobili devono avere un isolamento supplementare di sicurezza fra le parti interne in tensione e l involucro metallico esterno.

15 Rischio elettrico I lavori che possono causare incidenti di natura elettrica sono essenzialmente di due tipi: da un lato i veri e propri lavori elettrici che coinvolgono le parti attive di un impianto elettrico e i lavori su, con od in prossimità di un impianto elettrico (prove, misure, riparazioni, sostituzioni, modifiche, ampliamenti, montaggi ed ispezioni). Dall'altro lato ci sono i lavori non elettrici ossia i lavori che si compiono in prossimità di un impianto elettrico, ma non riguardano l'impianto, come ad esempio costruzioni, scavi, pulizie, verniciature, etc.

16 Cause di rischio elettrico NEI LAVORI ELETTRICI FUORI TENSIONE mancanza di controllo del posto di lavoro contatto con elementi attivi adiacenti a quelli in cui si sta operando messa in tensione accidentale e/o imprevista. NEI LAVORI ELETTRICI SOTTO TENSIONE Formazione di arco elettrico per corto circuito fra elementi a potenziale diverso per interposizione di elementi conduttori (attrezzi e/o materiale vario) Interruzione di carichi senza il loro regolare sezionamento (fatto con organi di manovra inadeguati).

17 Rischio elettrico NEI LAVORI ELETTRICI FUORI TENSIONE Fenomeni pericolosi possono verificarsi principalmente per: mancata assunzione d informazioni e di dati precisi ed aggiornati delle esistenti condizioni impiantistiche e non accidentale contatto con elementi ancora in tensione appartenenti ad altri circuiti; tensioni indotte da parallelismi con altri impianti; tensioni indotte da fenomeni atmosferici (scariche atmosferiche); andata in tensione di masse e/o masse estranee dovuta a cedimento dell isolamento e/o per eventuali guasti.

18 Rischio elettrico NEI LAVORI ELETTRICI SOTTO TENSIONE Fenomeni pericolosi possono verificarsi principalmente per: mancato uso o di uso improprio di attrezzi e/o dispositivi di protezione non idonei e non rispondenti alle rispettive normative. mancato rispetto delle distanze di sicurezza o di omissione di protezione su parti pericolose adiacenti alla parte attiva in cui si sta lavorando; uso di schermi di protezione su parti pericolose adiacenti alla parte attiva in cui si sta lavorando, non protetti contro gli sforzi elettrodinamici e contro i contatti diretti ed indiretti (grado IP non idoneo) andata in tensione di masse e/o masse estranee dovuta al cedimento dell isolamento e/o per eventuali guasti.

19 Effetti fisiopatologici ed elettroshock Il passaggio della corrente elettrica attraverso il corpo umano provoca degli effetti che prendono il nome di effetti fisiopatologici. È un fenomeno insito nella natura elettrochimica di ogni attività vitale. In modo molto schematico e sintetico, il corpo umano è un sacco d acqua nel quale si agitano molti ioni, il cui movimento costituisce una corrente elettrica, la quale a sua volta è associata ad un potenziale.

20 Effetti fisiopatologici ed elettroshock In condizioni normali di riposo, la distribuzione degli ioni non è omogenea tra l interno e l esterno della cellula a causa della permeabilità selettiva della membrana. Di conseguenza esiste una differenza di potenziale tra le due parti della cellula, che misurata sperimentalmente è pari a 70 mv. Valore rilevante, ma comune per tutte le piccole cellule del corpo.

21 Effetti fisiopatologici ed elettroshock Se applicassimo dall esterno un idoneo impulso elettrico depolarizzante per contrastare questo potenziale a riposo della cellula, si osserverebbe che la cellula, partendo dal potenziale di riposo, raggiungerebbe un valore di picco pari a + 40 mv (potenziale d azione) per poi ritornare al suo valore iniziale. Questo avviene in quanto insito nella natura elettrochimica di ogni attività vitale. Infatti la cellula è formata da un nucleo e da una membrana, entrambi immersi in un liquido in cui sono presenti degli ioni, quali K+ (potassio), Na+ (sodio), Cl+ (cloro) ecc.

22 Effetti fisiopatologici ed elettroshock Questo meccanismo è la base del fenomeno della trasmissione delle informazioni lungo le fibre del sistema nervoso: i segnali sono trasmessi dai neuroni cerebrali attraverso la propagazione del potenziale d azione fino alle cellule per effettuare la contrazione o estensione del muscolo, la funzione respiratoria e molti altri processi, quali lo scambio di informazioni con il mondo esterno attraverso gli organi sensoriali (visivi, tattili, olfattivi, uditivi e gustativi). È del tutto evidente che il fenomeno è bidirezionale tra le cellule periferiche ed il sistema nervoso centrale, che recepisce, decodifica ed interpreta i segnali inviati.

23 Effetti fisiopatologici ed elettroshock Ricerche sperimentali hanno dimostrato che l intensità del potenziale non è proporzionale all ampiezza dello stimolo depolarizzante, ma segue la legge del tutto o nulla : la cellula passa dallo stato di riposo (zero logico) allo stato di eccitazione (uno logico). Questa affermazione fa automaticamente pensare ad una trasmissione mediante codice binario, cioè lo stesso codice utilizzato dagli attuali elaboratori digitali (PC).

24 Effetti fisiopatologici ed elettroshock Inoltre, si è verificato sperimentalmente che se si applicasse un treno di impulsi depolarizzanti di intensità sufficiente e distanziati adeguatamente tra loro, la cellula risponderebbe a tutti gli impulsi., mentre per distanze ravvicinate tra gli impulsi depolarizzanti o per un impulso continuo, si osserva che la cellula non risponde alla stimolazione per un fenomeno noto, detto di accomodazione cellulare (lo stesso di quanto avviene per una serena con suono continuo o per una temperatura costante a cui ci si abitua). Questi fenomeni spiegano di fatto la minore pericolosità della corrente elettrica alternata a frequenza elevata o continua rispetto a quella di rete (50 Hz).

25 Effetti fisiopatologici ed elettroshock In altri termini, ogni attività fisiologica è accompagnata da un attività elettrica. Non c è dunque da stupirsi che una corrente elettrica di origine esterna, sommandosi alle correnti fisiologiche interne, produca delle alterazioni. Ciò avviene quando una persona entra in contatto con due parti a differente potenziale: in genere una parte si trova a potenziale zero della terra (il piede o il contatto con una massa) e l altra parte ad un potenziale diverso (la parte attiva in condizioni ordinarie).

26 Effetti fisiopatologici ed elettroshock Quando la protezione dal passaggio della corrente elettrica nel corpo viene meno, lo shock elettrico provoca conseguenze spesso mortali nella persona folgorata. Naturalmente gli effetti variano da una persona all altra. Fattori che influenzano il passaggio della corrente sono: lo stato della pelle (asciutta o bagnata) l isolamento dal terreno le condizioni ambientali lo stato psichico del soggetto altro. Per ogni soggetto si può individuare un valore minimo di corrente al di sotto del quale il fenomeno considerato non si produce.

27 Effetti fisiopatologici ed elettroshock Dagli studi scientifici effettuati sui limiti di pericolosità della corrente elettrica, si evince che un intensità di corrente pari a 0.5 ma, alla tensione monofase di 230 V ed alla frequenza di 50 Hz (frequenza di rete) o di 2 ma in corrente continua, è considerata il limite di percezione della stessa da parte dell'uomo sui polpastrelli delle dita, al di sopra del quale la corrente incomincia ad essere considerata pericolosa, senza però dare ancora effetti fisiopatologici.

28 Effetti fisiopatologici ed elettroshock Dai dati desunti dalla Norma CEI 64 8 fascicolo 4985R Effetti della corrente elettrica alternata attraverso il corpo umano si ricava che lo shock elettrico è associato a effetti fisiopatologici di: TETANIZZAZIONE perdita del controllo volontario del muscolo colpito ARRESTO DELLA RESPIRAZIONE asfissia FIBRILLAZIONE dopo circa tre minuti, lesioni VENTRICOLARE definitive al muscolo cardiaco e di conseguenza al cervello per mancanza di ossigeno USTIONI con azione diretta ed indiretta mediante calore e radiazioni

29 Effetti fisiopatologici ed elettroshock Diagramma di pericolosità della corrente elettrica

30 Effetti fisiopatologici ed elettroshock Per scossa elettrica si intende comunemente la sensazione che la corrente elettrica produce al suo passaggio attraverso il corpo umano. Lo shock elettrico è invece un evento più grave e traumatizzante che si verifica per valori di intensità di corrente superiori alla curva b (zona 3 del diagramma). Possono verificarsi effetti fisiopatologici, in genere reversibili, che aumentano con l'intensità della corrente e con il tempo, tipo contrazioni muscolari, difficoltà respiratorie, aumento della pressione sanguigna, difficoltà di formazione e trasmissione degli impulsi elettrici cardiaci, compresi la fibrillazione atriale ma non ventricolare ed arresti temporanei del cuore. Le curve c1 e c2 rappresentano la probabilità di fibrillazione ventricolare, arresto del cuore, arresto della respirazione, gravi bruciature rispettivamente del 5% e del 50%.

31 Effetti fisiopatologici ed elettroshock La pericolosità della corrente elettrica diminuisce all aumentare della frequenza. Per avere gli stessi effetti, l ampiezza della corrente elettrica deve essere tanto più grande quanto più breve è la sua durata. Inoltre alle alte frequenze la corrente tende a passare all esterno della pelle effetto pelle, non interessando più gli organi interni. Comunque produce effetti termici (ustioni) pericolosi anche in relazione alla disuniforme distribuzione delle correnti nell elettrodo di contatto nel corpo umano. La corrente elettrica con densità di corrente > 50 ma/mm2 provoca la carbonizzazione della pelle in pochi secondi e ad AT provoca inoltre: distruzione dei tessuti superficiali e profondi rottura delle arterie emorragie distruzione dei centri nervosi.

32 Effetti fisiopatologici ed elettroshock ATTENZIONE!! La corrente alternata è molto più pericolosa della corrente continua, anche se molti credono il contrario. Infatti il corpo umano è più sensibile alle variazioni di una grandezza che al suo valore, nei confronti del quale il corpo si adatta. Per questo motivo sono più pericolosi gli sbalzi di temperatura, sono più fastidiose le vibrazioni che una spinta costante, ecc. Il passaggio della corrente continua provoca effetti di asistolia al muscolo cardiaco: ciò comporta assenza totale dell attività cardiaca, ma che al cessare del passaggio della corrente elettrica riprende il suo normale funzionamento. Questo effetto risulta meno traumatico della fibrillazione ventricolare dovuta al passaggio della corrente alternata.

33 IL RISCHIO MECCANICO ai sensi del DLgs 81/08 e s.m.i. e del DLgs 17/10 La Direttiva Macchine (ex DPR 459/96)

34 IL RISCHIO MECCANICO Il DLgs 81/08 regolamenta l uso delle attrezzature di lavoro da parte dei lavoratori e sancisce l obbligo per il datore di lavoro di: mettere a disposizione dei lavoratori attrezzature adeguate al lavoro da svolgere; attuare "le misure tecniche ed organizzative adeguate per ridurre al minimo i rischi connessi all uso delle attrezzature di lavoro da parte dei lavoratori;

35 IL RISCHIO MECCANICO attuare le misure necessarie, affinché le attrezzature siano: Installate secondo le istruzioni del fabbricante. Utilizzate correttamente. Sottoposte a regolare manutenzione secondo le istruzioni d uso.

36 IL RISCHIO MECCANICO Inoltre, il datore di lavoro si assicura che: i lavoratori interessati siano specificamente qualificati se: l uso, la manutenzione, la riparazione o la trasformazione dell attrezzatura richiede conoscenze o responsabilità particolari. l uso sia strettamente riservato al personale incaricato.

37 IL RISCHIO MECCANICO Mentre, gli obblighi per i lavoratori sono: Sottoporsi ai programmi di formazione o addestramento organizzati dal datore di lavoro. Utilizzare le attrezzature conformemente all informazione, formazione ed addestramento ricevuti. Avere cura delle attrezzature messe a loro disposizione, non apportando modifiche di propria iniziativa. Segnalare ai propri superiori gerarchici qualsiasi difetto o inconveniente da essi rilevato.

38 IL RISCHIO MECCANICO La prevenzione dei rischi connessi all uso delle macchine e delle attrezzature di lavoro è bene che cominci già dal momento in cui si procede all acquisto delle stesse

39 \ IL RISCHIO MECCANICO E essenziale includere nel contratto/ordine d acquisto di una macchina, tra le altre, le seguenti due clausole: saldo di una quota (15 25 %) del prezzo a istallazione completata e a collaudo avvenuto con esito positivo, previa eliminazione di eventuali vizi palesi (**), soprattutto per quanto attiene la sicurezza del lavoro. garanzia del pieno rispetto delle prestazioni di funzionamento dichiarate dal costruttore in documento scritto.

40 IL RISCHIO MECCANICO l acquirente che dovesse acquistare una macchina priva della dichiarazione CE di conformità e/o della marcatura di conformità CE sarebbe obbligato a provvedere in proprio, prima della sua "messa in servizio", a tutto quanto non fatto dal costruttore o dal venditore inadempiente. Ciò ai sensi del DLgs 17/10. (**) Il costruttore/venditore è penalmente responsabile di eventuali vizi occulti della macchina

41 IL RISCHIO MECCANICO Infatti, dalla direttiva macchine, ogni macchina nuova, all atto della consegna, deve essere dotata da parte del costruttore di: 1. Marcatura CE; 2. Dichiarazione di conformità; 3. Manuale di istruzione (per l istallazione, l uso, la manutenzione, il trasporto,ecc.) in lingua italiana.

42 IL RISCHIO MECCANICO Nel caso di macchina usata: Il venditore è tenuto, ai sensi dell art.11, comma 1 del DLgs 17/10 a rilasciare dichiarazione che " la macchina è conforme,al momento della consegna, alla legislazione in materia di sicurezza del lavoro già in vigore al 20/9/96" La data di costruzione va attestata per iscritto da parte del cedente. Anche la macchina usata deve essere sempre dotata di adeguato manuale di istruzione in lingua italiana.

43 IL RISCHIO MECCANICO Il Servizio di Prevenzione e Protezione deve essere sempre informato dell'acquisto di nuove attrezzature, della modifica di quelle esistenti, nonché della installazione di nuovi impianti o della modifica di quelli esistenti. Ciò allo scopo di potere valutare i nuovi rischi che si introducono sul luogo di lavoro.

44 IL RISCHIO MECCANICO Questa valutazione non può essere basata esclusivamente su indagini storiche in merito agli infortuni avvenuti sulla stessa o simile tipologia di macchina; non si può definire innocua una macchina solo perché non si è in possesso di dati che dimostrano il contrario.

45 IL RISCHIO MECCANICO una considerazione fondamentale da tenere sempre presente quando si valuta la pericolosità di una macchina: Il degrado degli impianti, una manutenzione non corretta o non tempestiva, la obsolescenza, la familiarità acquisita nel tempo, la mutata preparazione professionale del personale e lo sviluppo tecnologico hanno un peso tutt altro che trascurabile sulla pericolosità.

46 IL RISCHIO MECCANICO Le macchine possono presentare pericoli ben definiti: Meccanici: è la tipologia di rischio più diffusa, legata essenzialmente alla presenza di elementi in movimento, alla possibilità di proiezione, caduta, ribaltamento di oggetti e alle eventuali conseguenze derivanti dalla rottura della macchina; Elettrici e da radiazioni: derivano dalla presenza di impianti elettrici e sistemi di controllo a corredo della macchina; altri rischi: Termici; da prodotti e materiali in lavorazione, ecc.

47 IL RISCHIO MECCANICO Analisi dei principali pericoli di natura meccanica: Schiacciamento; Cesoiamento: taglio o sezionamento; impigliamento; trascinamento o intrappolamento; urto; perforazione o puntura; attrito o abrasione; proiezione di un fluido ad alta pressione; proiezione delle parti (della macchina o materiali/pezzi lavorati); perdita di stabilità (della macchina o di parti); scivolamento, inciampo e caduta;

48 IL RISCHIO MECCANICO Pericoli di natura elettrica, che possono causare: Lesioni o morte per: contatti con elementi in tensione (contatto diretto e indiretto ); Spruzzi metallici da cortocircuiti; Formazioni di archi o scariche.

49 IL RISCHIO MECCANICO Pericoli di natura termica, che possono causare: Bruciature e scottature, provocate da contatto con elementi in temperatura, irraggiamento, fiamme o esplosioni; Danni alla salute provocate da alterazioni delle condizioni ambientali dei luoghi di lavoro, provocati dalla temperatura delle macchine in funzione.

50 IL RISCHIO MECCANICO Pericoli generati da rumore, che possono causare: Riduzione delle capacità uditive (ipoacusia); ronzio auricolare; stanchezza, tensione, irritabilità; interferenze con la comunicazione verbale e con i segnali acustici.

51 IL RISCHIO MECCANICO Pericoli generati da vibrazioni trasmesse a tutto il corpo e in particolare agli arti, che possono causare: disturbi vascolari; disturbi neurologici; disturbi osteo-articolari

52 IL RISCHIO MECCANICO Pericoli generati da radiazioni (non ionizzanti o ionizzanti) emesse da: Archi elettrici, per esempio nei processi di saldatura; Laser, (ad es. su macchine utensili moderne per l effettuazione di misure, allineamenti, saldature ecc; Sorgenti di radiazioni ionizzanti in alcune tipologie di macchine che usano i raggi X

53 IL RISCHIO MECCANICO Pericoli generati da materiali o sostanze utilizzati: pericoli che derivano dal contatto o dall inalazione di fluidi, gas, nebbie, fumi e polveri; pericoli biologici (muffe) e microbiologici (virus e batteri); pericoli d incendio o d esplosione;

54 IL RISCHIO MECCANICO Pericoli derivanti dall inosservanza dei principi ergonomici in fase di progettazione della macchina, provocati per esempio da: posizioni errate o sforzi eccessivi e ripetitivi; Inadeguatezza dell anatomia umana (mano-braccio o piede-gamba) ad effettuare i necessari movimenti richiesti per il comando della macchina; Inadeguatezza della illuminazione locale; Eccessivo o scarso impegno mentale, tensione, ecc; Mancato uso di dispositivi di protezione individuali; Errori Umani.

55 IL RISCHIO MECCANICO Pericoli provocati da guasti all alimentazione di energia, rotture di parti di macchine ed altri problemi funzionali: guasti all alimentazione di energia; proiezioni di parti di macchine o fluidi; errori di montaggio.

56 NORME GENERALI DI PROTEZIONE DELLE MACCHINE Tutti gli organi che possono costituire pericolo (pulegge, cinghie, cremagliere, ingranaggi, parti sporgenti, ecc.) devono essere muniti di protezioni, essere segregati o provvisti di idonei dispositivi di sicurezza per evitare possibili afferraggi, urti e contatti con gli operatori. Pertanto, in funzione del tipo di rischio, deve essere predisposta una idonea protezione o riparo o dispositivo che sia di tipo mobile, fisso o immateriale. I ripari devono essere di costruzione robusta, non devono essere facili da eludere o da disattivare, non devono limitare la visibilità dell operatore affinché questi possa verificare correttamente il ciclo lavorativo e devono essere posti ad una idonea distanza dalla zona pericolosa.

57 PROTEZIONI Protezioni fisse: la loro funzione è quella di provvedere all isolamento di singole parti delle macchine, degli organi in movimento o di aree di lavoro, impedendo l accesso alle zone pericolose. Sono fissati alla macchina con viti o bulloni, e le eventuali aperture permettono solo il passaggio del materiale in lavorazione. Possono essere rimossi solo a macchina ferma.

58 PROTEZIONI Ripari mobili: sono dispositivi interconnessi ai comandi della macchina tali che: finché la protezione non è inserita la macchina non può operare; finché il movimento della macchina non è cessato completamente, la protezione non può essere sbloccata; disinserendo la protezione, durante il funzionamento della macchina, questa si arresta.

59 DISPOSITIVI DI COMANDO I dispositivi di comando devono essere sicuri e affidabili per evitare qualsiasi situazione pericolosa. Dal posto di comando deve essere possibile la verifica della presenza di altri eventuali operatori o persone nella zona pericolosa e se ciò non fosse possibile, il comando di inizio della funzione pericolosa, deve essere preceduto da un segnale di avvertimento sonoro e/o visivo. Tutti i dispositivi di azionamento o messa in moto devono essere protetti contro i possibili azionamenti accidentali.

60 DISPOSITIVI DI COMANDO I più comuni sono: Arresto normale: consente l arresto di tutti gli elementi mobili della macchina o unicamente delle parti pericolose, ponendoli in situazione di sicurezza. Arresto di emergenza: consente di evitare situazioni pericolose. Questo dispositivo deve essere chiaramente individuabile (ben visibile e accessibile), provocare l arresto immediato o nel più breve tempo possibile. Lo sblocco del dispositivo deve avvenire mediante una apposita manovra da parte dell operatore, e deve autorizzare la rimessa in funzione ma non il riavvio della macchina.

61 DISPOSITIVI DI COMANDO Comando ad azione mantenuta: permette l avvio della macchina o di parti di suoi elementi, fino a quando tale comando manuale viene azionato da parte dell operatore. Al suo rilascio la macchina si deve arrestare. Comando a due mani: permette l avvio della macchina soltanto se entrambi i due comandi vengono azionati simultaneamente. Tali comandi devono essere attivati fino a che l azione pericolosa non sia cessata. Il rilascio anche temporaneo di uno dei due comandi deve porre la macchina in posizione di sicurezza.

62 DISPOSITIVI DI COMANDO Dispositivo a pedale: permette l avvio della macchina alla pressione del piede sull apposito dispositivo a leva, questo deve essere protetto sopra ed ai lati da una custodia che eviti in ogni modo l azionamento accidentale. Dispositivi sensibili: permettono il blocco della macchina quando l operatore supera o va oltre il limite di sicurezza.

63 DISPOSITIVI DI COMANDO I dispositivi sensibili si possono suddividere in: azionati meccanicamente (dispositivi a fune, dispositivi sensibili alla pressione, ecc.) e azionati non meccanicamente (dispositivi fotoelettrici, dispositivi ad ultrasuoni).

64 DISPOSITIVI DI COMANDO I più comuni sono: Dispositivi di interblocco (microinterruttori) sono utilizzati con i ripari mobili, in modo tale che: finché la protezione non è inserita la macchina non può operare; finché il movimento della macchina non è cessato completamente, la protezione non può essere sbloccata; disinserendo la protezione, durante il funzionamento della macchina, questa si arresta.

65 L OPERATORE ALLE MACCHINE DEVE: disattivare l attrezzatura ogni volta che sospende la lavorazione, anche per brevi periodi, in modo che non possa essere attivata accidentalmente; effettuare la manutenzione ordinaria e straordinaria solo se opportunamente formato, in caso diverso deve essere stipulato un contratto di manutenzione con apposite ditte; utilizzare i dispositivi di protezione individuali (DPI), se le indicazioni del costruttore le prescrivono, o se le protezioni collettive sono insufficienti;

66 L OPERATORE ALLE MACCHINE DEVE: sospendere l attività ed informare il Direttore o il responsabile della ricerca o il preposto qualora dovesse riscontrare difetti o anomalie nel funzionamento; astenersi dall apportare modifiche alle attrezzature di propria iniziativa.

67 L OPERATORE ALLE MACCHINE NON DEVE: Rimuovere, anche temporaneamente, le protezioni e i dispositivi di sicurezza pulire, oliare o ingrassare a mano gli organi e gli elementi in moto delle macchine, a meno che ciò non sia richiesto da particolari esigenze tecniche, nel qual caso deve essere fatto uso di mezzi idonei ad evitare ogni pericolo. compiere su organi in moto qualsiasi operazione di manutenzione o riparazione e registrazione.

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