Ancora PROMESSE. La bella favola di Righi a pag. 4. Un progetto per piazza Volta a pag. 12. Parte Effetto Cinema a pag. 18.

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1 MICHELE CRUCELI MICHELE CRUCELI TRASLOCHI e MODIFICHE COMPLETE 25 anni di esperienza TRASLOCHI e MODIFICHE COMPLETE 25 anni di esperienza ABBIATEGRASSO (MI) Tel VIGEVANO (PV) Tel Cell l altra voce per Vigevano Anno 2 o n o 4 - gennaio 2002 ABBIATEGRASSO (MI) Tel VIGEVANO (PV) Tel Cell Redazione: Via Dante, 25 - Vigevano - Amministrazione: Edizioni Agorà di Salluzzo Davide, Via Bellini 28, Vigevano - Stampa: Edizioni Tipografia Commerciale, Corso Roma 200, Cilavegna - Spedizione in abb. post. 45% art. 2 comma 20/B legge 662/96 Pavia Iscritto nel Registro Periodici n 4, 11 settembre 2001, Tribunale di Vigevano - Commerciale: 36 mm x 1 colonna L a modulo - Finanziari, legali, sentenze, concorsi: L al millimetro - Propaganda elettorale: L a modulo MENSILE - F 1,00 - L Ancora PROMESSE Cotta si addormenta al cinema a pag. 5 Signor Sindaco ma ci faccia il piacere a pag. 8 Colli apre la multisala La bella favola di Righi a pag. 4 IL PERSONAGGIO Un progetto per piazza Volta a pag. 12 Parte Effetto Cinema a pag. 18 Marco Pizzi a pag. 6 Caffè VIGEVANO Torrefazione dal 1921 Via trivulzio, 45 - Tel

2 2 NO 4 - GENNAIO 2002 VOCE AI LETTORI LBar a rier a LE Le VOSTRE vostre lettere LETTERE Gentile Direzione della Barriera, ho il piacere di unirmi alla schiera di chi sentiva l esigenza di una voce fuori dal coro, e di salutare quindi il vostro giornale come qualcosa di più di una semplice pubblicazione mensile. Raccolgo quindi anch io l invito da voi espresso di manifestare eventuali dissensi, proteste o contributi circa l amministrazione e le politiche che stanno alla base di questa odiata/amata città. Le critiche a sfavore di questa ultima amministrazione la bella addormentata nel palazzo, chissà se voi la risveglierete un po, sarebbero troppe: mi riservo di approfondirne la conoscenza prima di lanciare la solita invettiva da bar, come pare stia succedendo molto diffusamente fra i nostri cari concittadini che prima sbagliano a votare, e poi si lamentano! Il mio dissenso riguarda invece la progettualità e i principi su cui essa si basa, e questo indipendentemente dagli schieramenti politici; la mia sensazione è che manchi un idea di base, dei concetti di tipo estetico, sì estetico, c è qualcosa di male? O l arte è una cosa riservata esclusivamente a piazze, fregi e capitelli? Insomma, perché un gioiello come la frazione Sforzesca è stato completamente ridotto a una no-man s-land dove bisogna aver paura a mettere piede, mentre fino a qualche anno fa era abitato da famigli e contadini dipendenti del conte? Questo è quanto permettono le Belle Arti? E quegli odiosi infissi e controinfissi in alluminio? Un tal Righi per un po aveva dato l impressione di curarsi di questi aspetti, ma adesso, dopo essersi battuto contro discariche e centri commerciali, essere andato in ginocchio alle Bozzole(chissà se è apparso alla Madonna!) e regalato vomitevoli poemetti sulla primavera e i rametti sbocciati (tanto costano i voti dei vigevanesi!) si è ricreduto: Papa Giovanni gli ha comunicato direttamente che i terreni di proprietà di una tale Margherita Natale (no, non quelli prima del ponte del Ticino, gli altri, quelli fra corso Novara e Molino del Conte) devono diventare immediatamente sede di un grande centr... no! Non dite centro commerciale, è sbagliato, asini! Si chiamano outlet! Ma sì, lo so che sono la stessa cosa, ma non diciamolo ai vigevanesi, che non capiscono niente di bottegucce, non diciamoglielo che un outlet è un modo snob per dire punto vendita e poi, se è grande o piccolo, chi se ne frega? Basta che qualcuno paghi... Vabbè, torniamo alla progettualità: cosa se ne fa Vigevano di un altra circonvallazione esterna? Servirebbe solo a tagliare la campagna, ad aumentare il traffico. Se si considera la dimensione di Vigevano, il passaggio di auto e camion, il valore aggiunto che un tale progetto porterebbe... ma queste cose sono state considerate? O si fa e si progetta solo per il gusto di farlo? E la bretella per i Piccolini! Scusate signori abitanti dei Piccolini, ma non credo che una bretella faccia molta differenza, a meno che il tutto non venga rivisto in un ottica MOLTO più ampia: ad esempio, l Amministrazione Bonecchi aveva previsto la circonvallazione con la prospettiva di creare viabilità per la nuova e decentrata stazione ferroviaria. Ma senza stazione al casello 10, perché ci dovrebbe passare un altra circonvallazione? Una prospettiva più ampia dovrebbe necessariamente comprendere anche i comuni limitrofi, vedi Parona, Gambolò, Gravellona; a meno che non si pensi di creare una rete viaria un pezzo per volta il che è un assurdo, vero sig. Sala? Li avrà visti (spero) i progetti di viabilità di città italiane e straniere molto più progredite della nostra: a quale vi siete ispirati voi? O è tutta fantasia? Mi piacerebbe proprio sapere quali sono le fonti di ispirazione di cotanta progettazione! Grazie per lo spazio che mi vorrete concedere, Adele Molinari Egregio Direttore, faccio riferimento all editoriale a firma F. Quaroni apparso sull edizione straordinaria distribuita gratuitamente (ottima scelta) dando a molti anche a chi non conosce purtroppo il vostro mensile questa opportunità. Ho votato e sostengo il centro destra dando il mio contributo presso la circoscrizione Zona Centro, credo che il punto focale sia avere e cercare gli interessi della città e che per questo non servono colore, appartenenza politica ma BUON SENSO, non avere il paraocchi, dovremmo prendere esempio dai nostri Vecchi, uomini semplici che molto hanno cercato di trasmetterci, valori ed altro, meno preparati culturalmente ma grandi, non presuntuosi dai quali dobbiamo prendere spunti di riflessione per migliorare. Le polemiche servono quando sono costruttive e ti aiutano a migliorare, risolvere qualsiasi evenienza. Leggo La Barriera e anche se non condivido alcuni argomenti continuerò a leggerla, La ringrazio perché mi offre stimoli. E più facile stare all opposizione ma siete di grande stimolo per fare qualcosa e questa è una bella partita da giocare. Il Suo mensile serve a tutti, a quelli che credono in Vigevano e vogliono il suo bene. In bocca al lupo. Giancarla Gattinoni LIBERA E ARCIMILANO DA BORRELLI In occasione delle feste di fine anno Jole Garuti, referente regionale di Libera, e Flavio Mongelli, presidente di arcimilano, si sono recati dal Procuratore Generale della Repubblica di Milano, dott. Francesco Saverio Borrelli, per conferirgli un riconoscimento per il rigore, l impegno e l autonomia con cui ha svolto il suo ruolo di servizio alla comunità e di difesa della legalità in questi anni difficili e delicati per il paese. Le associazioni che si fondano sulla partecipazione democratica e sulla cittadinanza attiva sanno per esperienza diretta quanto la legalità e la corretta dialettica tra le Istituzioni e tra le Istituzioni e i cittadini siano il presupposto fondamentale per la effettiva realizzazione della convivenza civile di una comunità, e per la vita stessa della democrazia. Libera e Arci, facendosi interpreti dei sentimenti di tanti milanesi e di tanta parte della società civile organizzata, hanno espresso al dott. Francesco Saverio Borrelli la loro stima, facendogli dono, simbolico, dello Spirito delle leggi di Montesquieu in edizione ottocentesca. Lo stesso testo, in edizione moderna, è stato inoltre inviato al Presidente del Consiglio, on. Silvio Berlusconi, e al Ministro di Grazia e Giustizia, on. Roberto Castelli, insieme agli auguri di buon anno, con l auspicio che la lettura dell opera possa sollecitare in loro utili spunti di riflessione. Per informazioni: Libera, associazioni, nomi e numeri contro le mafie Milano, via della Signora 3, tel (cellulare ). arcimilano Milano, Via Adige, 11 tel VIA SACCHETTI, 10 VIGEVANO (PV) TEL Chiuso domenica sera e il il nostro sito: www. labarriera.it Per la vostra PUBBLICITÀ su questo giornale Editoriale OGGI PIÙ CHE MAI Dopo il 13 maggio si è diffusa nel paese una grande aspettativa a proposito del nuovo governo. Quelli che l avevano votato speravano che li facesse più ricchi e liberi. Non è avvenuto, ma ci credono ancora. Gli altri speravano che naufragasse alla svelta, come era avvenuto nel Non è avvenuto e non ci sperano neppure più. Tutti hanno capito che, avendo una maggioranza parlamentare tale da poter fare tutto quello che vuole, questo governo è solido e determinato a cambiare l Italia come vuole lui. Non solo, ma agisce in fretta. Quando la situazione si fa difficile procede a colpi di decreti legge o pone il voto di fiducia, il che fa svanire d incanto le critiche e gli emendamenti dell opposizione e, imponendo il voto palese, costringe la maggioranza a rimanere compatta. Ha inoltre la straordinaria capacità di dare al governo precedente (e ai comunisti, che per Berlusconi esistono ancora, e non solo in Italia) la colpa di tutto quello che non gli riesce bene. Infine, avendo dalla sua la Tv e gran parte della stampa, ha una capacità di convincere e di illudere gli italiani così grande che chi ricorda che cosa è stato il totalitarismo non può non provare gelidi brividi di paura. L opposizione finora ha balbettato, sia per contrasti e difficoltà interne ai partiti che la compongono, sia perché ha sviluppato una strana sindrome di responsabilità di governo che le fa accettare ogni volta che sia possibile posizioni bipartisan. Ma di recente ha assunto posizioni nette e sta dando chiari segnali di rinvigorimento, spinta dalla società civile. Alcune norme emanate dal Parlamento polista hanno infatti suscitato sdegno, perché favoriscono in modo sfacciato i ricchi corrotti e gli evasori fiscali: basti citare l abolizione del reato di falso in bilancio e la possibilità di far rientrare i capitali esportati illegalmente dietro semplice pagamento di una ammenda del 2,5% (25 milioni per ogni miliardo, invece dei 500 e più che avrebbero sborsato se a suo tempo li avessero dichiarati al fisco) o la norma sulle rogatorie internazionali che ha incredibile! - valore retroattivo. Nella nuova finanziaria è previsto addirittura il condono per le costruzioni abusive, anche su terreno demaniale: ovvero chi si è costruito una villa non sono mai casupole su una spiaggia libera adesso può tenersela tranquillamente, mentre il governo precedente qualche costruzione aveva cominciato ad abbatterla ). Come la mettiamo con l uguaglianza dei diritti e dei doveri e con il rispetto della legalità? Il presidente Berlusconi dal canto suo ha il terrore di essere condannato, a Milano o a Madrid, e perciò usa tutta la sua potenza sia per frenare l azione dei magistrati, sia per convincere gli italiani che i giudici lo perseguitano illegalmente. Non fa mistero del suo obiettivo di sottomettere il potere giudiziario proponendo, ad esempio, che sia il Parlamento a inizio anno a stabilire quali reati i magistrati debbano perseguire Che questo contrasti con l assoluta indipendenza delle Istituzioni sancita dalla Costituzione - e ricordata fermamente dal Presidente Ciampi nel suo discorso di fine anno - non sembra creargli esitazione alcuna. A questo punto gli italiani devono chiedersi se vogliono davvero vivere in un paese nel quale l illegalità non viene punita e di conseguenza i corrotti hanno più diritti e più potere degli onesti. Ci vuole una ventata di pulizia e di legalità, un vento nuovo che faccia brillare nel 2002 l uguaglianza dei diritti e dei doveri dei cittadini. E difficile ma non impossibile. Occorre per prima cosa mettere in atto un efficace sostegno alla magistratura e impegnarsi per eliminare i privilegi ottenuti illegalmente. Bisogna dimostrare ai partiti di opposizione che gli italiani si lasciano forse illudere, ma non sono disposti a subire le angherie e le prepotenze di chi viola le leggi. Riprendiamo il filo della questione morale, alziamo una barriera contro l arroganza e contro quella Tangentopoli che dieci anni dopo l inizio di Mani Pulite è riapparsa a Torino e condiziona, evidentemente, l economia e gli affari. Il 17 febbraio 2002, esattamente dieci anni dopo l arresto di Mario Chiesa per aver riscosso una tangente a Milano, organizziamo nelle nostre città una grande manifestazione popolare che sia una chiara ripresa di quell impegno per la legalità che sola garantisce la democrazia. E firmiamo la richiesta di abolizione della legge sulle rogatorie. Non vogliamo manette per nessuno, ma chiediamo che le leve del potere e dell economia siano in mano a persone oneste. Se saremo tanti, un altra Italia sarà possibile. Jole Garuti

3 LBar a i N rera LA DENUNCIA O 4 - GENNAIO CASTELLO: degrado e immondizia Cartacce, sacchi e residui di ristrutturazioni edilizie lasciati all esterno del recinto del cantiere. Una scrivania abbandonata all ingresso di una delle Scuderie (è forse il nuovo ufficio dell Assessore?). Parti di scenografie delle manifestazioni operistiche dell estate accatastate ovunque. Cartelli informativi rotti da mesi. Liquido facilmente infiammabile abbandonato a ridosso di cartone e altri materiali che possono alimentare un incendio. Quelli che presentiamo in queste pagine sono solo alcuni esempi dell incuria in cui versa il nostro Castello. E forse questa l immagine che si vuole dare della Vigevano turistica? A chi spetta intervenire? Non esiste forse un Assessorato apposito? Se si vuole dare vita al monumento cittadino più importante è giusto pensare in grande, volare in alto, ma curiamo anche le piccole cose. VIGEVANO COME NEW YORK? Prima di Natale, parte delle ciminiera dell ex Ursus è parzialmente crollata sotto le raffiche della bufera che ha investito gran parte del Nord Italia. Un pezzo alla volta e anche la nostra città avrà il suo Ground Zero. Chi ci assicura che questa situazione non rappresenti un effettivo pericolo se un eventuale futuro crollo dovesse avvenire sul versante che si affaccia in Via Madonna degli Angeli? Vorremmo sapere qual è lo stato reale di degrado della ciminiera e a chi spettano i controlli. Arredamenti completi Oggettistica Centro cucine Arredamenti A ERRE di Antonio Quarato Via Gravellona, 29 VIGEVANO Tel Finanziamenti agevolati e personalizzati

4 4 NO 4 - GENNAIO 2002 PRIMO PIANO LBar a rier a Righi e la casetta di Heidi il business, le favole e i volta gabbana E Natale, tempo di belle favole e di sogni, soprattutto per i più piccoli, e la lista apolitica di Gabriele Righi, credendoci forse ingenui come bambini (ma non certo sprovveduti e acefali come pensa), ci narra una storia di quelle fantasy, ma d un bello! State a sentire:..c era una volta il difensore del verde e del Ticino, ah, che sbadato! dimenticavo.. anche dei commercianti, naturalmente! Si chiamava Gabriele Righi e poiché amava tanto la sua Città e voleva farla più ricca e più bella di pria, decise di fondare una bella lista civica con due grandi punti nel programma: la difesa del territorio e del Parco del Ticino contro i cattivi maghi-mangiaboschi del centro sinistra e la lotta senza quartiere contro i centri commerciali voluti dai perfidi orchi dell Ulivo.. La gente, ahimè, ebbe fiducia in lui tanto da assegnare due seggi alla sua lista Ma ecco che, come per magia, come stregato dalla lotteria di Natale Righi, da sempre contrario ai centri commerciali che uccidono il commercio locale bla, bla.. (come recita la mega pagina a pagamento su un settimanale locale firmata dalla lista del paladino dell ambiente ) ha una fulminazione sulla strada di Damasco o meglio su quella del Castello di Hogwarts ed ecco nascere il più grande centro commerciale mai visto! Ma il nostro Harry Potter vigevanese, è un vero racconta storie (o balle?) e, presenta la cosa, udite udite, come finalmente il businnes è ricostruire ciò che l uomo ha distrutto! E qui finisce la fiaba e cominciamo ad incazzarci: innanzitutto ci spieghi Righi cosa è stato distrutto dall uomo in una delle zone di rispetto ambientale più belle della provincia. Che bisogno c è di inventare finte attività agricole, di mettere uccelli nelle voliere, ficcare pesci in finte lanche, ricreare falsi ambienti naturali, dove già Che bisogno c è di inventare finte attività agricole?. questi esistono? Non sarebbe meglio incrementare la fruizione intelligente e rispettosa delle stupende aree naturali del Parco del Ticino che è a due passi dalla Disneyland che Righi & soci vogliono? Poi ci sono delle vere chicche frutto di una scimmiottatura delle esperienze dei musei all aperto di carattere contadino-naturalistico del nord Europa. Ecco quindi che potremo assistere alla mietitura, potatura, macina del grano in ogni stagione dell anno (!?) ed ecco i bracieri che consentiranno di cenare anche in inverno sotto il cielo stellato Noi già immaginiamo i 2 milioni (avete capito bene due milioni due!) di visitatori che Righi prevede, nutrirsi alla maniera dei Celti coperti di pelli e scaldati dai falò durante una bella nottata di gennaio a Mulino del Conte. Come ce li immaginiamo estasiati nell ammirare una carpa sotto plexiglas mentre nugoli di pappataci devastano i loro corpi. Per questi motivi La Barriera si candida a gestire in inverno il chiosco dei plaid e in estate quello dell autan e, per gli ecologisti che accorreranno sicuramente entusiasti, della citronella. Complimenti cara Lista apartitica, bel progetto: manca solo la casetta di Heidi. D altra parte l importante era bocciare la proposta dei due centri commerciali sulla statale 494 con quelle che, chissà perché, Righi definisce 8 preoccupanti rotatorie. Si dimentica però che la realizzazione di uno di questi centri è collegato al recupero e alla riconsegna all uso di tutti i cittadini del Colombarone della Sforzesca, il primo esempio (autentico e non ricostruito con il Lego ) di azienda agricola rinascimentale inserita in uno dei più pregevoli contesti ambientali del Parco del Ticino. Come non perdonare il mago apartitico: in uno dei suoi sortilegi gli è sparita un po di memoria. Attento però a non finire anche lui nella favola di Pinocchio, così cara ad una parte dell attuale Amministrazione Ferruccio Quaroni Da Il Punto di lunedì 17 dicembre P.S. Caro Righi affari in inglese si scrive business non businnes. Basta con questa indifferenza. Resuscitiamo il popolo dei fax La redazione de La Barriera aderisce all iniziativa, che sta prendendo corpo in tutta Italia, a favore dei Procuratori della Repubblica di Milano che stanno cercando, nella piena legalità, di portare a termine il processo Sme-Ariosto nei confronti dell onorevole Cesare Previti e del primo ministro Silvio Berlusconi. La Barriera, pertanto, invita tutti i suoi lettori a mandare un fax di solidarietà a questi coraggiosi rappresentanti dello Stato. Sono semplicemente annichilita di fronte a quello che sta accadendo al processo contro Berlusconi e Previti a Milano. Addio indipendenza della magistratura, addio uguaglianza dei diritti dei cittadini. I limiti della decenza sono stati superati in modo spudorato e con un crescendo rossiniano (legge sulle rogatorie retroattiva, assenze di Previti dal processo, rinuncia di Previti ai difensori e loro sostituzione con difensori di ufficio, intervento del Ministro Castelli per togliere un giudice dal collegio giudicante e far ricominciare tutto da capo, fino alla probabile richiesta di spostare il processo fuori da Milano...): tutto questo non per contrastare, come sarebbe lecito, la documentazione e dimostrare l innocenza del deputato Previti e del Cavaliere, ma col preciso scopo di far passare il tempo e far scattare la prescrizione. Evidentemente il rischio della condanna dev essere davvero forte. Coraggiosi davvero questi magi- strati che si oppongono all arroganza del potere (con le donne in prima fila, brave...). Qualcuno mi spiega perché non ci sono reazioni della ggente? Siamo così imbesuiti? Siamo così cretini o rassegnati da non accorgercene o da non reagire? O c è qualcuno che crede ancora che Berlusconi e Previti siano vittime innocenti? E vero, come diceva qualcuno, che in tutti noi c è un berluschino che ama l illegalità e vuole fare i propri comodi in barba alle leggi, ma a tutto c è un limite, spero. Sarebbe importante che resuscitasse il popolo dei fax... E allora, per chi volesse mandare un fax di solidarietà ai magistrati, ecco i numeri: Procuratore Generale della Repubblica di Milano dott. Francesco Saverio Borrelli: fax Procuratore della Repubblica di Milano dott. Gerardo D Ambrosio: fax Sostituto Procuratore della Repubblica Dott. Ilda Boccassini: fax

5 LBar a i N rera IN PRIMO PIANO O 4 - GENNAIO Sogni e progetti per il nuovo anno che verrà Ma ci faccia il piacere Le dichiarazioni del Sindaco Cotta Ramusino sul futuro della città. Gennaio, tempo di bilanci. E come ogni anno i giornali sono pieni di interviste a personaggi buoni per ogni uso e consumo. Naturalmente a questa tendenza non potevano sottrarsi anche gli organi di stampa locali. Così, ecco fare bella mostra sulle pagine fresche d inchiostro interviste e dichiarazioni del nostro sindaco, Ambrogio Cotta Ramusino. Belle parole, le sue, dove dichiara senza mezzi termini ciò che si aspetta dal 2002 e quanto si appresta a fare la sua giunta. Un Amministrazione, ricordiamolo, che governa la città dal maggio Noi de La Barriera, però, fedeli alla linea dalla memoria lunga abbiamo voluto spingerci un poco più in avanti (o indietro, se preferite): siamo andati a rileggerci quanto dichiarato dal Sindaco un anno fa Non sono mancate le sorprese. PROVINCIA PAVESE 2 GENNAIO 2001 se si continuasse su quella politica (dell ex sindaco Bonecchi ndr) probabilmente oggi i centri commerciali sarebbe già stati avviati. Esattamente un anno dopo i famosi Centri commerciali non sono in dirittura d avvio, ma sicuramente verranno aperti. Anzi si prospetta un terzo polo, sui terreni della Sulla ferrovia avremmo già rotto i ponti Cassinetta, enormemente più ampio. L unica differenza è che si sono persi dodici mesi. sulla ferrovia avremmo già rotto i ponti, perché se si fosse insistito sulla soluzione del tracciato esterno non ci sarebbero stati i fondi. Perché oggi a che punto siamo? I lavori partiranno su altre tratte, lasciando Vigevano con un solo binario, mentre Parona sembra già stata essere segnalata come il secondo scalo più importante della Lombardia con tremila tonnellate di merce all anno. Così i vigevanesi si beccheranno decine e decine di treni merci senza avere nessun ritorno economico. Fatti salvi gli immancabili disagi. chiuderemo nei primi due mesi le questioni del Palazzetto. Pensiamo non ci sia molto da dire. L unica partita chiusa per ora è l acquisto del terreno. Per il resto, tutto sembra essere stato ingoiato da un buco nero. Riguardo alla viabilità ed al traffico caotico del Natale 2000, ecco quanto il signor sindaco ha dichiarato: Esiste un problema di organico della Polizia municipale che abbiamo cercato di affrontare. Ci saranno un concorso e alcuni trasferimenti in mobilità. Natale 2001: la situazione si è riproposta pari pari, i nuovi agenti non sono ancora in servizio, e l organico dei vigili è sempre in sofferenza. ARALDO LOMELLINO DICEMBRE 2000 Con una Lettera aperta alla città, il sindaco espone una serie di iniziative che contribuiranno a cambiare la nostra città. Riportiamo testualmente: E stata ribaltata la logica fin qui seguita di un contenitore (il Castello ndr) buono per tutti gli usi ed è stato recuperato il ruolo progettuale del Comune. Ci siamo rivolti ad uno degli architetti più conosciuti in Italia e nel mondo, Vittorio Gregotti, e per il Castello abbiamo adesso una progettualità definita forte. Ci chiediamo: che fine ha fatto questa progettualità forte? Gregotti, presumiamo, è stato pagato per quel lavoro. Dunque, fatecelo vedere, il progetto, non l architetto. O lo avete considerato così forte da non poter esser digerito dai vigevanesi? Siamo forse troppo provinciali per accettare un progetto di fama mondiale? la costituzione della Consulta del Commercio, un servizio di informazione alle aziende sui contributi Cee. Boh. Restiamo perplessi. Ancora una volta su questi buoni propositi è sceso il silenzio. Ed eccoci ora ad alcune dichiarazioni di fine 2001 o inizio Le parole del sindaco si commentano da sole. ARALDO LOMELLINO 4 GENNAIO 2002 Servizi al cittadino. Si è fatto abbastanza E stata acquisita da parte del Comune l area del Palasport, mentre a Palazzo Esposizioni sono stati trasferiti gli uffici Anagrafe e dei Servizi al Cittadino (questi ultimi già programmati dalla famigerata giunta Bonecchi ndr). Riferendosi al nuovo piano urbanistico commerciale che ha tenuto conto delle esigenze di Coop ed Esselunga, il sindaco Cotta ha affermato: Stiamo scrivendo il documento relativo alle convenzioni che andremo a siglare con le due società. Gli accordi di massima sono definiti già da qualche mese, ora occorre completare l iter. Ma come, non si era detto che quel matrimonio non s aveva da fare? Gli accordi sono definiti da qualche mese Castello: I tempi burocratici non sono incoraggianti, anche perché abbiamo deciso di riscrivere l accordo di programma ritenuto non soddisfacente. E avanti con altro tempo perso. Evidentemente i predecessori erano degli inetti e incapaci di presentare alla città qualcosa di buono, visto che tutto è da rifare. Ferrovia: sono stati fatti dei passi avanti. Il raddoppio avrà sviluppi interessanti. Per chi, signor Sindaco? Ce lo spieghi per favore. L INFORMATORE 3 GENNAIO 2002 Sicuramente sono stati mesi importanti che ci hanno ulteriormente permesso di conoscere e approfondire tematiche che la maggior parte di noi non conosceva. Ora dovremo iniziare a raccogliere i frutti di questo lavoro. Dovrà essere l anno della progettualità, delle grandi scelte, delle risposte alle esigenze di una città che per troppi anni è stata abbandonata. Parole sante, signor Sindaco, anche se discutibili per certi versi. Ma purtroppo per lei sono pressoché identiche a quelle pronunciate dodici mesi or sono. Che fa, signor Sindaco, continua a ripetersi all infinito? 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6 6 NO 4 - GENNAIO 2002 PRIMO PIANO LBar a rier a A colloquio con un imprenditore della nostra città Tutti nelle mie scarpe Le ricette di Marco Pizzi per far uscire Vigevano dalla crisi Marco Pizzi al centro con i figli Nicola e Pietro La sala esposizione del centro di viale Petrarca Il quartier generale di Viale Petrarca Il centro di vendita al minuto sulla statale 494 per Milano La scheda Nato a Vigevano il 30 aprile 1941, Sposato con Fausta nel gennaio figli, Nicola e Piero Tifoso della Juventus Passione: Ferrari. Macchina: Ferrari Testarossa. Attrice preferita: Brigitte Bardot. Attore preferito: Totò. Quotidiano: Corriere della Sera, Gazzetta dello Sport. Periodico: La Barriera. Concittadino che stima: Tumiati, imprenditore (RECORD n.d.r) Viaggi: tutto il mondo. Guerra si, guerra no: amo gli Stati Uniti e gli americani, ma la guerra porta sempre e solo morte. Probabilmente non tutti a Vigevano hanno avuto il piacere di conoscerlo di persona, ma quasi certamente Marco Pizzi ha vestito, nel corso della sua carriera, i piedi di tantissimi vigevanesi. Incontriamo l imprenditore vigevanese nel suo quartier generale in Viale Petrarca. Mr. Top è un uomo brillante a cui piace parlare del suo lavoro che ama, Ho iniziato a muovere i primi passi nel mondo della calzatura e della vendita all ingrosso nel 1954; lavoravo da mio zio, allora, pensate, in Via Cairoli c erano ben 18 grossisti di calzature e Vigevano era la mitica capitale della calzatura. Ma le sue passioni non solo il lavoro. Sono un ferrarista e tifo per la Juventus, ma ho una grande passione anche per Vigevano e i vigevanesi. Sono dei gran lavoratori e questo credo ne ha fatto la fortuna negli anni del boom, ma sanno anche essere accoglienti, come è giusto che sia, anche se oggi, soprattutto nei confronti dei nuovi migranti, si rivedono comportamenti già visti tra gli anni 50 e 60. Non dovremmo mai dimenticare chi sta male nel mondo. Vigevano per Pizzi è una città dalle giuste dimensioni, ma, ci tiene a dire, forse l unica che non ha un semaforo che agevoli l accesso al cimitero da una strada molto trafficata come Viale Petrarca. Noi che abbiamo gli uffici in questa zona vediamo spesso il pericolo che devono affrontare molte persone anziane per attraversare questo viale.. Ma i semafori non sono l unica cosa che dice mancare in città, servono più infrastrutture come hotel, vie di comunicazioni efficenti Signor Pizzi, alla luce dell esperienza acquisita sul campo nel corso della sua carriera, quali sono le differenze principali che riscontra tra l attuale economia cittadina e la situazione che c era all epoca del suo ingresso nel mondo degli affari? Sicuramente da quando ho fatto il mio esordio molte cose sono cambiate. Io ho iniziato nel 56 e all epoca Vigevano era considerata la capitale della calzatura: il ruolo fondamentale era svolto dal settore produttivo e le nostre scarpe era- no famose in tutto il mondo. Oggi il fuoco si è spostato molto più sulla tecnologia e le macchine per la produzione, settore in cui siamo tra i più competitivi. Inoltre una parte importante la svolgono quelle aziende che operano nel campo dei prodotti per l assemblaggio delle calzature in materiale sintetico. Poi c è la distribuzione, campo in continua espansione ma nel quale c è ancora molto da lavorare. Rispetto alle potenzialità del mercato mondiale si copre circa il 20%. In questo le si può riconoscere un certo ruolo pionieristico: lei è stato infatti uno dei primi a puntare sul mercato estero, investendo sin dal 92 nell Est Europeo. Come vede il futuro della nostra economia in questo orizzonte? Possiamo ancora giocare un ruolo importante? Sebbene dal 98 la situazione su quei mercati sia momentaneamente in fase di stallo, in seguito alla crisi che ha investito l Europa orientale, sono in attesa di una ripresa, e penso che avverrà nei prossimi dodici mesi. Abbiamo ancora molte carte da giocare, basta usarle bene: la moda italiana è ancora tra le più apprezzate all estero, questo non dobbiamo dimenticarlo. Parliamo di Vigevano. Cosa pensa invece della politica dei Centri Commerciali che sembra essere preferita dal comune? Sono la cosa peggiore che si possa fare a una città come la nostra. A parte che questi possono essere definiti solo per modo di dire Centri Commerciali: sono solo tentativi di imitare un modello americano che resta, comunque, ben altra cosa. I centri che ultimamente stanno proliferando non sono altro che enormi speculazioni immobiliari destinate a portare guadagni solo alle multinazionali che li costruiscono, non certo ai negozianti che sono costretti a lavorarvi. Un tempo la competizione tra negozi rappresentava un forte incentivo; oggi i piccoli commercianti non possono reggere il confronto con questi colossi: sono così costretti a chiudere e ad affittare spazi all interno dell una o dell altra struttura, contribuendo in tal modo solo all arricchimento di chi questi centri li gestisce. Li ritengo una piaga paragonabile solo a quei banditi che, non rilasciando lo scontrino, non fanno altro che favorire la creazione di un mercato nero, una sorta di mafia che danneggia enormemente chi applica la legge. Sempre a proposito di Centri Commerciali, come giudica l ipotesi di creare un Outlet Park sull area della Cassinetta? Si tratta di un investimento miope. Per quanto la si definisce una idea innovativa e allettante, non rappresenta a mio parere la strada giusta per valorizzare il territorio e l economia della città. I benefici che può portare non ricadranno sul commercio cittadino né porterà boccate d ossigeno al turismo della nostra città. Anzi si corre il rischio di svuotare definitivamente il centro storico di Vigevano da quelle realtà commerciali che oggi lo popolano. Quindi cosa propone come soluzione? Innanzitutto fare emergere la voglia di fare dei giovani, attivando meglio quelle sinergie tra pubblico e privato che possono agevolare l imprenditoria giovanile nella nostra città. Per quanto riguarda le imprese che già operano sul territorio nel settore calzaturiero occorre puntare sulla tecnologia: per quanto riguarda la qualità della produzione non temiamo confronti. E poi l alta moda: il prodotto di lusso, un po come per tutta la moda italiana. Il prodotto economico, di qualità medio/ bassa è impossibile da realizzarsi nella nostra città, per via del costo della mano d opera. Una soluzione sarebbe utilizzare le aree edificabili per avviare dei poli industriali, fornendo delle agevolazioni a chi intende mettersi in proprio e puntare su Vigevano. Non certo puntare solo sui centri commerciali o iniziative simili. Giulio Savy e Matteo Altobelli Caro Babbo Natale, vorrei tanto un piano regolatore nuovo Ma allora esiste davvero! Caro Ambrogino, accontentati e incomincia a fare pratica con il monopoli.

7 L ABONECO S.r.l., Gli strumenti per le indagini in sito Società leader nel settore delle bonifiche ambientali, presente sul mercato con tecnici di esperienza trentennale, fornisce un servizio di Pronto Intervento Ambientale operante 24 ore su 24, festivi compresi. APPARECCHIATURE PER L INDAGINE DEL SOTTOSUOLO PRONTO INTERVENTO AMBIENTALE MORTARA (PV) - Via Cicconi, 5 - Tel r.a. - Fax INTERVENTO NOTTURNO E FESTIVO Tel Cell

8 8 NO 4 - GENNAIO 2002 PRIMO PIANO LBar a rier a Il grande sonno della Giunta Cotta I ritardi della Commissione Edilizia fanno emigrare la Multisala a Parona Ora abbiamo le prove che Cotta è un vero cinefilo: al mediocre Non ho sonno di Dario Argento preferisce sicuramente l ottimo noir Il grande sonno Peccato che alla fine la maschera ha dovuto svegliarlo Sindaco, su si alzi, dobbiamo chiudere! E la maschera, orrore!, era Silvio Colli, l uomo che anziché valuteremo ha come slogan agisco Potrebbe essere il riassunto di un brutto incubo del nostro intrepido Ambrogino e invece rischia di essere l ennesima, triste realtà di una Amministrazione sonno-lenta I fatti: da mesi (dal 15 novembre 2001 è depositato in Municipio un progetto a firma dell arch. Maurizio Pignatti ma i primi contatti sono molto antecedenti) è iniziata una trattativa tra la società Plaza s.r.l. e il Comune che riguarda la realizzazione di una multisala dotata di complessivi 1500 posti più 700 posti auto e connesse aree di ristoro nella zona di Corso Milano/Viale Industria. E un progetto interamente a carico dei privati che sarebbe gestito da Cinelandia. Ovviamente il Comune, non pago di disinteressarsi completamente delle attività cinematografiche (la rassegna estiva è passata da 60 a 28 giorni, le rassegne per bambini e ragazzi sono state abolite, la convenzione con i cinema per l utilizzo mattutino e pomeridiano per pensionati e scuole non viene attuata, l esperienza di corsi sul cinema al Fateci Spazio è stata interrotta, come d altra parte tutte le iniziative più interessanti di quel Centro ) ha ben pensato di considerare questa iniziativa, di grande valore e interesse, come normale amministrazione. Sono così trascorse settimane, anzi mesi preziosi e le 8 nuove sale che la nostra Città avrebbe potuto avere in tempi anche brevi (visto che si tratta di privati) rischiano di involarsi verso Parona. Sì perché il Consiglio Comunale del paese che, verrebbe voglia di dire, si candida a capo-luogo del nostro territorio, il 7 gennaio ha ratificato a spron battuto un piano di insediamento che, tra altre cose sulle quali torneremo nel prossimo numero, prevede anche una multisala di analoghe caratteristiche di quella proposta ai nostri vigili amministratori! A questo punto è ovvio (e ce lo confermano operatori del settore che abbiamo interpellato) che una sola multisala in questo territorio basta e avanza. Non c è spazio per due strutture simili e vincerà la proposta più rapida in termini burocratici e amministrativi. In questo senso ci sembra di poter dire che Parona e il Sindaco Colli hanno segnato un punto a loro vantaggio Ancora una volta complimenti all Ambrogio e alla sua catatonica Giunta per la rapidità di riflessi! Pensate che a Montebello della Battaglia è stata inaugurata una multisala il 20 dicembre scorso, costruita e resa funzionante in soli 6 mesi! Da noi, se va bene, è il tempo che occorre perché si accorgano di un problema E sì, perché prima valutano, poi ci pensano su, poi chiamano il Cantella per una consulenza e un bel comunicato stampa poi Signor Sindaco, adesso si è svegliato? Riposato bene? Bisogno di un cafferino? Ecco, visto che lei sostiene di essere preoccupato per la crisi occupazionale e di voler lavorare per lo sviluppo, sappia che in una multisala lavorano circa 30 persone, senza contare tutti gli altri benefici legati all indotto. Vogliamo che anche tutto questo prenda la strada di Parona? Sono due anni che vivete di rendita, forse è ora di passare ai fatti sempre che siate svegli! F. Q. Il progetto della Multisala prevista a Vigevano ma che, quasi sicuramente, sarà preceduta da quella di Colli a Parona. Questionario sulla viabilità e interpretazione dei risultati Un esempio a prova di scimmia Ecco come può essere manipolata l opinione pubblica Ritorniamo sul sondaggio di Aci e Informatore per meglio chiarire come sia possibile, con la metodologia adottata, pilotare i risultati e influenzare l opinione pubblica. Ricordiamo brevemente le modalità che, anche sulla base di opinioni autorevoli, ci siamo sentiti in dovere di contestare: 1. Mancanza di un campione rappresentativo (solo i lettori dell Informatore o chi, nel mese di dicembre, è entrato all Aci poteva essere informato dell iniziativa) 2. Assoluta mancanza di controlli (ogni partecipante aveva la possibilità di compilare più schede, addirittura in fotocopia) In poche parole, tralasciando ogni commento sulla formulazione e la pertinenza delle domande, la completa mancanza del benché minimo criterio scientifico. Ora facciamo un esempio di come, in queste condizioni, sia estremamente facile condizionare i risultati e trarre conclusioni quantomeno fuorvianti. Supponiamo, per semplicità di calcolo, che al questionario rispondano solo tre persone, i miei amici Davide, Daniele ed io. Ipotizziamo che alla domanda In merito al raddoppio della tratta ferroviaria per il trasporto merci, qual è a suo giudizio la soluzione migliore? Davide e Daniele, compilando ciascuno una sola scheda, si dichiarino favorevoli all interramento del binario sull attuale tracciato. Io, invece, mi esprimo a favore della co- struzione di un nuovo tracciato esterno compilando tre schede. Il risultato della consultazione sarà il seguente: favorevoli al tracciato esterno 60%, favorevoli all interramento del binario 40%. L informazione che verrebbe trasmessa, non solo agli amministratori ma anche alla cittadinanza, sarebbe questa: il 60% dei vigevanesi è favorevole al nuovo tracciato esterno. Nulla di più falso. La verità è diametralmente opposta e cioè, due persone (il 66,6%) si sono espresse a favore dell interramento, mentre solo una (il 33,3%) a favore del tracciato esterno. La realtà, poi, non sarebbe nemmeno questa perché chi si è espresso a favore di una delle due ipotesi apparterrebbe a quel campione di persone non rappresentativo che identifichiamo al primo punto della nostra contestazione. Non è difficile intuire quanto sia concreto il rischio che un informazione non esattamente corrispondente alla realtà, malamente gestita o divulgata con superficialità, possa influenzare l opinione pubblica giustificando o, al contrario, delegittimando determinate linee di pensiero. Ed a maggior ragione pensiamo che questo possa succedere quando l informazione è gestita in regime pressoché monopolistico, dove gli avvenimenti trovano enfasi a senso unico, mentre le opinioni in disaccordo sono trattate marginalmente o parzialmente concedendo spazi insignificanti. C.F.

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10 10 NO 4 - GENNAIO 2002 IN PRIMO PIANO LBar a rier a VIGILIAMO SUI LIBRI Grazie al nostro intervento si è fermata la rottamazione. Sul numero di dicembre della Barriera avevamo sollevato il problema della rottamazione dei libri della biblioteca comunale. Per accertarci della regolarità della dismissione di un patrimonio pubblico, abbiamo inoltrato regolare richiesta al fine di ottenere una copia degli atti amministrati contenuti nella determinazione dirigenziale n. 674 del 14 maggio Dopo ben tre tentativi tramite posta elettronica, ed aver protocollato (in data 31 dicembre 2001) analoga richiesta scritta, non abbiamo ricevuto nessuna risposta. Nada, buio completo. Alla faccia della trasparenza, quella che dovrebbe contraddistinguere il buon governo della Casa delle Libertà. Nonostante tutto, la redazione della barriera non molla l osso. Continuerà a richiedere sino alla nausea quei documenti che per ora ci vengono negati. In questa pagina pubblichiamo l opinione di Carlo Santagostino (ex assessore ai servizi culturali) e un esempio di come si dovrebbero trattare i libri dismessi da una biblioteca comunale. In questo caso l esempio viene dal comune di Modena. Ex macello comunale, qui doveva nascere la Cittadella della Cultura e trovare spazi adeguati la Biblioteca Civica. Da Modena un insegnamento: i libri non si rottamano La Giunta Comunale di Modena ha adottato nel 1977 un regolamento per la vendita diretta al pubblico dei libri non più utilizzati dalle biblioteche di pubblica lettura. Presso una Biblioteca, la Delfini, è stata allestita una bancarella che, da proposta natalizia e estiva, è diventata una sorta di servizio permanente. E alimentata dalle selezioni operate dalle biblioteche di sistema e dai doni spiccioli che, in accordo con i donatori, si decide di non destinare allo scaffale. Prima dell assegnazione finale alla bancarella viene comunque valutato l eventuale interesse da parte delle altre biblioteche cittadine, compresa quella del carcere, alle quali è comunque asse- gnata la priorità. Gli introiti della bancarella confluiscono in un apposito capitolo di entrata intitolato Proventi per servizi diversi prestati dalle biblioteche comunali, collegato al capitolo di spesa per acquisto di beni e servizi delle medesime biblioteche. Perché questa notizia extra-vigevanese? Semplice, per invitare i nostri bravi amministratori a documentarsi e imparare. Dalla mitica Emilia, terra di buon governo (quello vero), un insegnamento ulteriore al fatto che, prima di regalare un bene pubblico ci sono altri modi utili, redditizi e che responsabilizzano i cittadini per, eventualmente, svecchiare le raccolte e reperire nuove risorse per la cultura. Quello delle circoscrizioni è sicuramente un tema scottante e che da fastidio a molti. E un tema caldo perché l annunciato e propagandato rilancio dei quartieri non è avvenuto e, secondo noi, non avverrà mai. La revisione dello statuto delle circoscrizioni è stato consegnato al Comune ormai un anno fa e, come tutte le richieste avanzate dai quartieri, sarà finito nel cassetto di qualche ufficio Comunale dove rimarrà probabilmente fino alle prossime elezioni. E una questione che dà fastidio ai molti che pensano che rilanciare i quartieri significhi perdere potere e quindi importanza all interno di un contesto di potenti. Il ruolo dei quartieri rimane dunque un an- L opinione di Carlo Santagostino Si rottamano i libri. Bisognava aspettarselo. Prima o poi doveva accadere e la città di Vigevano con la sua amministrazione ha voluto essere all avanguardia. Le ragioni del mercato si sono impadronite anche dei libri, sono penetrate, finalmente, nella biblioteca nominata a Lucio Mastronardi (mai nome fu più appropriato alle iniziative comunali!). Bisognava liberarsi di quegli inutili volumi polverosi, accumulati nel tempo. Essi occupavano inutilmente spazio. Non occorre alcuna nuova struttura come sede di una più vasta raccolta bibliotecaria vigevanese. Va bene così, niente più sperpero di denaro pubblico: è sufficiente rottamare il libro improduttivo ed è fatta. Chi se ne frega del patrimonio librario raccolto negli anni passati: tanto la nostra non è una biblioteca di conservazione. A questo scopo è sufficiente quella di Pavia. Dunque, se un libro è letto da pochi, è certamente una schifezza. Quel che conta è la popolarità, cioè la efficienza e produttività del volume. Era ora di dare, anche in questo campo, una decisiva spallata alla concezione del servizio pubblico ed ai pochi conservatori suoi patetici e sopravvissuti difensori. Le biblioteche civiche sono come le ferrovie. La parola d ordine è: tagliare i rami secchi! Non si farà così anche con le scuole? Libera concorrenza del sapere! Se i nazisti, gli stalinisti, i talebani fondamentalisti hanno proibito e bruciato i libri per motivi ideologici, oggi la moderna rottamazione è finalizzata al raggiungimento della massima efficienza: la civica amministrazione ha creato così la figura del libro marginale. Forza del mercato! Certo il moderno pensiero unico non è una nuova ideologia, o no? Fuor di metafora: credo che preservare il proprio patrimonio librario e culturale resti un dovere civico ed un atto di civiltà e che non ci sia valida giustificazione per fare il contrario: meno che mai la pseudo-popolarità di un testo. Invece, operando nel modo in cui ha operato la pubblica Amministrazione, si sa dove si comincia, ma non si sa dove si potrà finire. Niente avviene per caso. Che almeno serva da monito a certa sinistra modernista e pseudo realista per capire dove condurranno certe logiche, se esasperate e generalizzate incautamente, applicate in modo scriteriato nel nome di una fasulla razionalità amministrativa. La Giunta del Polo continua a ignorare e snobbare i quartieri Un altro esempio di cattiva amministrazione nosa questione che si riesuma solo quando, durante le varie campagne elettorali, si cerca di ottenere voti, ma appena concluse le operazioni di scrutinio il problema circoscrizioni torna nel dimenticatoio. Con queste doverose premesse abbiamo deciso di fare un sondaggio tra i Consiglieri dei vari quartieri chiedendo quale fosse il grado di soddisfazione su questo anno e mezzo trascorso. E inutile dire che abbiamo trovato solo demotivazione e sconforto con una sola voce univoca l amministrazione Comunale non ci considera. E allora che fare? Forse ha ragione il Consigliere del quartiere Milano Verlich quando dice che se prendiamo in considerazione l efficacia delle circoscrizioni e la loro incidenza sul territorio in cui attualmente operano verrebbe da dire lasciamo perdere, o tutti gli altri consiglieri che con voce univoca gridano senza un rilancio serio delle circoscrizioni chiudiamole. Ma per non avanzare solo delle critiche sterili ci permettiamo la presunzione di fare delle proposte su come, secondo noi, dovrebbe essere il ruolo dei quartieri. Il ruolo dei consiglieri di quartiere dovrebbe essere una sorta di anello di congiunzione tra il cittadino e la macchina comunale. Inoltre, come propone il consigliere del quartiere Milano Verlich, potrebbero essere impegnati per monitorare e relazionare con le varie associazioni, parrocchie, scuole, asili, aprire uno sportello di ascolto almeno una volta a settimana con il fine di conoscere tutte le problematiche da segnalare all amministrazione comunale. E a sua volta l amministrazione comunale dovrebbe considerare i quartieri come canali di comunicazione e informazione e operare di conseguenza. Personalmente penso che i quartieri servano, se utilizzati nel modo corretto, a fornire all Amministrazione le necessarie informazioni per poter governare la città in modo giusto: questo, purtroppo, non avverrà mai finché non ci saranno persone disposte a lottare per arrivare a ciò, magari rinunciando a qualche personalismo. Giulio Pizzi

11 Carrara VIGEVANO - C.so Genova, Tel Porcellane Cristallerie Casalinghi Eccezionali offerte da non perdere Pattumiera pedale cucina lt L D omaggio Pattumiera bagno lt. 5 6 bicchieri cucina vetro colorato L D 2 Scolainsalata Meliconi L D Coltelli cucina L D 1.50 Servizio 12 piatti porcellana L D 8.20 Porta ombrelli L D 4.65

12 12 NO 4 - GENNAIO 2002 PRIMO PIANO LBar a rie a r I suggerimenti per vivere Viabilità: ecco alcune

13 LBar a i N rera PRIMO PIANO O 4 - GENNAIO la città proposte PIAZZA VOLTA Come annunciato sul numero speciale di fine anno, presentiamo una proposta di viabilità, realizzata dall Associazione AmicinBici. Come si può notare, il progetto, riguardante la sistemazione di Piazza Volta, è una esecuzione reale, concreta ed omogenea che prevede spazi appositi per la circolazione di auto, biciclette e passaggi pedonali. Il tutto immerso in un area verde che ben si amalgama con l urbanistica già esistente. Si tratta di un progetto non impossibile da realizzare che prende spunto da una cultura non legata esclusivamente alla mobilità a motore, oltre che piacevole per chi si trova a vivere quotidianamente quella parte di città. Oltretutto prevede l abolizione di quell orrenda rotonda che fa brutta mostra di sé davanti a Palazzo Esposizioni. Un modo semplice e concreto per dare suggerimenti all amministrazione comunale, senza tentare fantomatici sondaggi facilmente manipolabili. Proprio come dimostrato da La Barriera. Differenti modi di affrontare lo stesso problema. Sopra: il muro di via Cararola. Sotto: come sono state risolte le piste ciclabili ad Abbiategrasso. PISTE CICLABILI Allestire piste ciclabili decenti non dovrebbe essere un impresa impossibile. Eppure per i nostri Amministratori sembra che questa opera sia quasi irrealizzabile. Pensavamo di aver toccato il massimo con il Cavalcavia Lamarmora, ma alcune volte la realtà supera veramente la fantasia. Basta andare in via Cararola per ammirare uno spettacolo quasi unico. Con la scusa di proteggere chi si sposta in bicicletta hanno fatto rinascere il Muro, come documentato dalle foto di questa pagina. Eppure buoni spunti si potrebbero ricavare facendo pochi chilometri. Infatti basta andare nella vicina Abbiategrasso per vedere soluzioni idonee e di semplice realizzazione, senza deturpare l urbanistica. Soluzioni efficaci e di basso costo che agevolano i ciclisti, consentendo loro di abbreviare i percorsi permettendo la libera circolazione anche in presenza di sensi unici. Basta poco che cè vuò. QUEL PASTICCIACCIO BRUTTO Che fine ha fatto il progetto del Palazzetto? Leggendo le dichiarazioni apparse sulla stampa, rilasciate dall Assessore all Urbanistica Andrea Sala, mi sono chiesto con quale criterio quest Amministrazione attui delle scelte che vanno poi a riversarsi sulla collettività. La storia del palazzetto dello sport ormai è entrata a far parte degli annosi problemi che non si sa quando avranno fine. Era stata trovata l area dove posizionare il palazzetto dello sport che veniva concessa al Comune gratuitamente, ma come poi hanno dimostrato gli eventi qualcuno a voluto ribaltare tutto, ricordiamoci i continui pellegrinaggi fatti in Regione da alcuni Assessori, in virtù di non si sa quale causa. Adesso si è voluto acquistare il terreno (costato un miliardo e ottocento milioni, pari a ) e portare avanti altre scelte, senza tenere conto che così facendo si sarebbero spesi molti più soldi del previsto. Per porre rimedio a questo pasticciaccio si applicano dei tagli alla manutenzione delle strade, una delle cose più importanti per la nostra città e all intervento sull istituto De Rodolfi. Ed allora mi viene spontanea una domanda: Non si sarebbe potuta mantenere la soluzione originale (che alla prova dei fatti si è rivelata fattibile), avendo il terreno a disposizione, ed evitare così di effettuare tagli ad opere prioritarie per la città? Carlo Pizzi

14 14 NO 4 - GENNAIO 2002 SOCIETÀ LBar a rie a r Lettera da Kandahar Io sono nata a Kandahar 22 anni fa, sono stata in Italia per quasi tutta l infanzia e di questo non smetterò mai di ringraziare mio padre che ha voluto che io vedessi un mondo diverso di pace, poi sono tornata in Afghanistan, dove c era tutta la mia gente. Ho conosciuto gli italiani, sono come noi. Ho amato la capacità degli italiani di capire, di non giudicare, di commuoversi. Così a questo popolo che ho amato invio la mia preghiera. In Italia c è la mafia che si è diffusa come un cancro in tutto il mondo, facendo male e tanto. Sono felice che nessuno per questo abbia mai pensato di bombardare l Italia, di darla da governare a stranieri, di riempirla di bombe, mine e pianto. Sono felice perché la mafia non avrebbe perso mentre gli italiani avrebbero visto i loro sogni trasformarsi in orrore e incubi. Ero a Kandahar quando sono cominciati i bombardamenti occidentali. Ero là con il mio bimbo e il mio giovane uomo. E così il mio giovane uomo è andato a combattere. Non volontario, non terrorista. E partito perché i giovani ragazzi vengono arruolati dagli eserciti in tutto il mondo quando c è guerra. Aveva 20 anni e se n è andato senza guardare il suo bimbo che piangeva. Forse immaginava che non l avrebbe visto più, non voleva ricordarlo in lacrime. Cadevano le bombe l ultima volta che l ho visto vivo, il rumore era assordante e la gente gridava e correva in cerca di rifugi che non ci sono. Così non so se ha sentito il mio saluto. L ho accompagnato per alcuni metri lungo la strada e per una volta ho gioito di indossare il burqa. Non ha visto lacrime ed erano tante, ha portato il mio ricordo mentre gli dicevo che nessuna bomba e nessun nemico può uccidere chi è protetto da un amore grande, come il mio per lui. Ma l amore in Afghanistan ha perso da tempo. E il mondo è piccolo e se l amore perde, perde per tutti. La notte ho stretto forte il mio bimbo che non dormiva più. Chiedeva perché ma io non so che rispondergli. Non si può dire a un bimbo che il mondo odia il terrorismo che significa uccidere gli innocenti e così, per risposta, bombarda noi. Tutto quello che quella notte, quella dopo e quelle prima gli dicevo era mamma è qui con te, non piangere, mamma è qui con te. E ora vorrei morire perché in una di quelle notti da incubo la casa è esplosa su noi abbracciati. E che ha potuto fare mamma per il suo bimbo? Gli avevo promesso protezione, la bomba è caduta e lui nel terrore mi ha guardata come a ricordarmi la promessa. Non ha urlato, questo lo ricordo. Io l ho fatto ed era un grido animale che mi risuona nelle orecchie in ogni istante, sono saltata sul corpo del mio piccolo come un aquila sulla preda. Sentivo del sangue scivolarmi lungo le gambe e tra il dolore e l angoscia non capivo di chi fosse, continuavo a pregare Dio che fosse il mio, a implorarlo che fosse il mio. Non lo era. Come vorrei spiegare a tutte le mamme. ma le mamme, lo so, non hanno bisogno di altre spiegazioni. Alzi gli occhi al cielo e vorresti solo morire, perché tutto il resto non importa, perché non c è niente che può consolarti, perché la morte è nulla per una madre quando ha suo figlio che grida tra le braccia. Ho chiesto a Dio di mandare un altra bomba a uccidermi, sentivo di non farcela. Invece stavo già correndo, cercando aiuto, tra le bombe e le fiamme e altre mamme con fagottini sanguinanti tra le braccia. Il mio bimbo vivrà senza le gambe, urla tutto il giorno, si lamenta tutta notte. Ho affidato la mia lettera a un amica che è corsa via per salvare i suoi, io da qui non posso scappare, il mio bambino è steso in un letto. Aspettiamo la fine, le bombe continuano a cadere e io spesso chiedo ad una di colpirci per non vedere il resto, per non dover dire a lui che gli ho dato una vita senza futuro, per non dovergli dire che lo aspetta solo il dolore. Spero che ci colpisca e ci porti via insieme, in un posto nel quale io possa proteggerlo, solo questo sarebbe il mio Paradiso. Ho affidato così la lettera a un amica che è scappata in Europa. E per gli italiani, popolo che ho amato e nel quale credo ancora. Non credo che nessuna delle belle persone che ho incontrato lì da voi avrebbe voluto pagare con le sue tasse la bomba che ha tolto le gambe e la speranza a mio figlio. Eppure quella bomba l avete pagata voi, tutti voi, togliendo i soldi alle pensioni dei vostri vecchi o i soldi per i vostri malati e dandoli invece per colpire i nostri bimbi. Se favorire involontariamente chi uccide innocenti è terrorismo allora gli italiani sono terroristi? Non lo sono, come non lo sono io. Siamo le vittime di questa guerra. Non cestinate la mia preghiera, voglio immaginare che esiste una speranza, che chi non ha soldi o interessi possa dire non uccideteci più. Non cestinate la mia speranza. Penso che magari se ci stringiamo tutti potrebbe non succedere più e altri bimbi come il mio correranno ancora, con le loro gambe, davanti ai loro genitori orgogliosi. Vi prego mandate a tutti questa mia. Spedite a tutti la mia storia, che almeno a qualcun altro possa servire, ho in mente questa lettera mentre sto vicino a mio figlio aspettando. Quando cadrà Kandahar pensate anche a noi. Anna L obiettivo non è fare cose impossibili, ma unire forze e creare sinergie perche le cose impossibili diventino possibili.

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16 16 NO 4 - GENNAIO 2002 SOCIETÀ LBar a rier a IL DIRITTO ALLA CASA Un problema sempre più difficile da risolvere per chi non è proprietario La Legge dell Equo Canone è stata definitivamente soppressa nel Esiste ora la nuova Legge n. 431/ 98 che prevede due tipi di contratti fondamentali: LIBERO di 4 anni più 4 (circa il 95% dei contratti, con il canone a totale discrezione del proprietario). CONCORDATO di 3 anni più 2 (con il canone da calcolare in base a specifiche tabelle), ancora quasi sconosciuto, nonostante varie agevolazioni a favore dei proprietari, purtroppo disinformati. Il quadro attuale - Ormai da diversi anni i livelli degli affitti sono in continua salita e l offerta del mercato immobiliare presenta valori sostenibili solo da chi possiede redditi medi o medio-alti. Questa tendenza è il prodotto di una società troppo liberista che le forze politiche di centro destra vogliono. Ovviamente, le persone con maggiori difficoltà sono pensionati soli, famiglie mono reddito, stranieri (anche se per questi ultimi il problema è spesso di alloggi mediocri a prezzi esagerati). Per andare incontro alle esigenze dei più deboli, i Sindacati degli Inquilini (S.U.N.I.A, S.I.C.E.T, U.N.I.A.T.) con i Governi di Prodi e di D Alema, hanno previsto nella Legge 431/98 un piano di aiuti economici per chi vive in affitto. Si tratta di una novità molto importante, perché non era mai esistito un simile sforzo da parte dello Stato e perché queste agevolazioni rappresentano un sostegno valido ma anche dignitoso, una specie di diritto legato all affitto pagato e al reddito (e non ai giudizi personali di chi esamina le pratiche e può decidere sì o no). La bugiardissima Regione Lombardia, si fa propaganda e si vanta di questi aiuti come se fosse una propria invenzione con propri soldi, ma in realtà ne aggiunge solo una piccolissima quota. Il sostegno economico della legge 431/98 - La condizione di base è che il contratto sia stato registrato e che il reddito familiare sia relativamente medio-basso. Con questi requisiti è possibile richiedere un Contributo per l affitto che può arrivare anche a qualche milione. Nel 2000 sono state liquidate le domande per l affitto pagato nell anno Nel 2002 sarà possibile recuperare l affitto pagato nell anno Le somme necessarie erano già state accantonate dal Governo D Alema: circa 650 miliardi all anno. Il futuro incerto - Il Governo Berlusconi ha cominciato bene, decidendo di ridurre per il 2002 lo stanziamento a 500 miliardi, tagliandone quindi 150 (finiti chissà dove). In pratica, questo significa che non tutte le famiglie potranno ottenere aiuto, oppure riceveranno un contributo inferiore. A partire poi dal 2003, se il cavalier Berlusconi deciderà di non mettere altri fondi a disposizione, tutto questo finirà. Se verrà cancellata questa valida conquista, ognuno tornerà ad arrangiarsi da solo (se ne sarà in grado) o ad elemosinare presso l Assistenza Sociale o semplicemente potrà disperarsi e ringraziare il tanto strombazzato libero mercato e questa gestione privatistica e aziendale dello Stato. Il S.U.N.I.A, la C.G.I.L. e i partiti del centro Sinistra si stanno impegnando per evitare che questo governo tolga ai cittadini i propri diritti e chiedono la partecipazione di tutti alle prossime iniziative che saranno organizzate. A cura del Sindacato Inquilini S.U.N.I.A. La voce degli studenti UNA RIFORMA CHE NON SODDISFA Anche a Vigevano manifestazioni contro la riforma del ministro della pubblica istruzione Letizia Moratti Un attacco che colpisce tutti Il governo contro i diritti del lavoro. Il lavoro? Non è una merce. La legge delega sul mercato del lavoro chiesta dal Consiglio dei ministri va oltre il Libro Bianco del ministro Maroni. Circa due mesi fa, nel Libro Bianco, si era scelto di non parlare dell articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, quello che impedisce i licenziamenti senza giusta causa. Nella delega invece l intervento sull articolo 18 c è. Ed è un attacco che non riguarda solo chi lavora. Perché quando si attaccano i diritti, tutti sono colpiti. Ma nella legge delega sul lavoro non c è solo l articolo 18. C è molto di più: si comincia a mettere in pratica la strategia, dichiarata esplicitamente dal Cavaliere Berlusconi, di riscrivere il diritto del lavoro italiano. Il governo non vuole quindi accelerare, completare, magari correggere le riforme che sono state portate avanti in questi anni, ma fare tabula rasa di tutto, per arrivare a un mercato del lavoro in cui il lavoro sia una merce come un altra, senza tutele. CGIL Libertà di licenziare? Non è bastato un referendum e il voto esplicito di 10 milioni di italiani a convincere il Governo Berlusconi che era meglio non toccare l art. 18 dello Statuto dei Lavoratori. A questo riguardo è bene sgomberare il campo da ipocrisie. La norma non prevede affatto poche limitate eccezioni, come dice il Governo. Abolire la reintegrazione nel posto di lavoro nel caso di licenziamento immotivato per chi passa da tempo determinato a tempo indeterminato significa in pratica abolirla per tutti i neo assunti. Ma le brutte notizie non si fermano qui. Anche per chi già lavora da tempo prevedere l abolizione del diritto alla reintegrazione in caso di ricorso all arbitrato significa di fatto intaccare il principio, per cui è facile prevedere che le conseguenze si estenderanno ad ogni genere di contenzioso giudiziario. Le proposte Per un mercato del lavoro moderno, efficiente e solidale occorre: AMMORTIZZATORI SOCIALI PER TUTTI, per far si che flessibilità non sia più, come troppo spesso è oggi, sinonimo di precarietà. POTENZIAMENTO DEI SERVIZI PUBBLICI ALL IMPIEGO, per aumentare davvero per tutti la possibilità di trovare lavoro. INVESTIMENTI NELLA FORMAZIONE, perché solo aggiornando e qualificando le proprie conoscenze è in grado di tutelarsi davvero. Lo spazio di questa pagina è autonomamente gestito da alcuni studenti della nostra città che vogliono far sentire la propria voce. La collaborazione con La Barriera inizia parlando della manifestazione organizzata lo scorso dicembre contro la riforma scolastica voluta dal ministro Letizia Moratti. Noi come studenti ci siamo organizzati e abbiamo tenuto delle assemblee d istituto in cui abbiamo presentato e discusso i vari punti trattati dalla riforma. Queste assemblee sono successivamente sfociate in una manifestazione a cui hanno aderito quasi tutte le scuole di Vigevano. Secondo la maggior parte degli studenti, la riforma del ministro Moratti è di tipo elitario e rischia di ripristinare le divisioni classiste degli anni 50. Gli studenti sono uniti nel sostenere che la scuola deve essere libera ed accessibile a tutti, perché siamo convinti che l istruzione sia un diritto inalienabile. Malgrado la maggioranza della popolazione studentesca sia contro la riforma, ci sono comunque alcuni ragazzi/e che pensano che questa riforma potrebbe portare dei miglioramenti. Ecco le voci di alcuni protagonisti. CRISTINA CRAVA - Sono d accordo con questo tipo di manifestazioni, malgrado non abbia seguito attivamente l evolversi dei fatti. DANIELE BRAVO - Sono d accordo con questa riforma, perché ho scelto questo governo. CHRISTIAN CAIAZZO - Non sono d accordo con questa riforma che a mio avviso non ha senso, come il flop degli Stati generali ha ampiamente dimostrato. È inconcepibile che gli studenti - i diretti interessati alla riforma - non sono stati minimamente ascoltati: mi chiedo come possa funzionare una riforma che ancor prima di essere approvata, ha creato tutto questo scontento. MARIA LAURA SALA - Sono completamente in disaccordo con il Ministro, perché secondo me la scuola non può essere venduta ad un possibile sistema di sponsorizzazione. Inoltre, una scuola non dovrebbe fare differenza tra gli studenti provenienti da famiglie più o meno abbienti. Come studente, voglio una riforma che migliori l istruzione, dato che con questa riforma le prospettive per il futuro non sono molto allettanti. LAURA STELLIN - Sono contraria alla riforma del Ministro, in quanto credo sarebbe più utile che i finanziamenti andassero per la maggior parte alla scuola pubblica (dato che non vanta di strutture edili formidabili!) e non a quella privata. Inoltre non sono d accordo con i tagli previsti per i professori, perché come studentessa potrei trovarmi nella condizione di non svolgere una materia per 30 giorni (in particolare perché quest anno devo affrontare la maturità, come i miei soci sopra citati). Alcuni professori sono pro - riforma e altri contro - riforma: parlano tanto, ma a nostro avviso non hanno il coraggio di sostenere le loro idee fino in fondo! Concludendo, chiediamo a tutti gli studenti di far sentire la propria voce, anche tramite questo spazio che ci viene concesso per comunicare con tutti i tipi di realtà.

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18 18 NO 4 - GENNAIO 2002 CULTURA LBar a rier a EFFETTO CINEMA La prima il 17 gennaio all ARLECCHINO Chiamatelo pure cinema di qualità o d autore, a patto di non rimare queste parole con difficile o, peggio, noioso. Semmai, pensate a bello, provocatorio, strano. E a Effetto Cinema, l associazione che ormai da quattordici anni organizza in inverno una rassegna cinematografica destinata a portare in città una manciata preziosa di film normalmente esclusi dalla programmazione vigevanese (e spesso provinciale). E non perché il cinema, a Vigevano, non sia un valore o lo sia soltanto per Effetto Cinema: più semplicemente, una città di sessantamila abitanti dotata di tre sole sale di cui una, l Odeon, sotto la soglia di accettabilità tecnica, non può che limitarsi alla programmazione dei blockbuster di (sei schermi o più), il cinema di qualità potrà trovare in futuro un diverso spazio oltre a quello di Effetto Cinema. Che quest anno, raccogliendo anche i suggerimenti offerti dagli spettatori della rassegna 2001, ha deciso di sbilanciare il suo programma verso la commedia e, in un paio di casi, il cinema di genere. D autore, naturalmente, a dimostrazione che non c è solo Woody Allen e che la fantascienza può non essere soltanto un ossessione da cinefilo nostalgico. Si comincia il 17 gennaio con Il trionfo dell amore di Clare Peploe, presentato a Venezia e tratto da Marivaux, storia d amore in merletti e crinoline ma, nella sostanza, modernissima, per cambiare subito registro con la grottesca, a IN LIBRERIA alla Cooperativa 900 I NUOVI BARBARI di Roberto Weber Roberto Weber I NUOVI BARBARI pag D 9,30 - L Baldini & Castoldi Un inedito incastro di pagine di sport, letteratura, politica e sondaggi. un racconto fitto di analogie che ci porta nel cuore degli avvenimenti salienti del periodo che va dalla caduta del Governo D Alema alla vittoria di Silvio Berlusconi. Il tutto visto con gli occhi di un esperto di comunicazione che opera dietro le quinte di quel circo mediatico che sono le campagne elettorale, e ci offre un analisi dei valori della destra e della sinistra, delle ragioni che hanno fatto prevalere la Casa della Libertà, delle incognite che gravano sul centrosinistra e sul suo futuro. Ci accadrà quindi di incontrare Gigi Riva, la grande ala sinistra della nazionale, chiamato ad investigare sulle cause che hanno portato il centrosinistra a privilegiare Rutelli come candidato premier. Scopriremo i parallelismi fra la vittoria di Gimondi al Giro d Italia del 1967 e le motivazioni note e inedite che avrebbero spinto Rutelli verso una campagna elettorale giocata in splendida solitudine. Sapremo cosa lega Mohamed Alì e la sua capacità di colpire arretrando alla strategia messa in campo da D Alema a Gallipoli. Questo libro non ha la pretesa di essere un saggio teorico né un interpretazione accademica degli orientamenti dell opinione pubblica, ma è piuttosto una divertente e disincantata narrazione delle svolte, degli uomini e delle strategie di comunicazione della politica italiana. Continua il nostro viaggio tra le band MAUVAISE: evoluzione e coerenza! stagione, riservando ai mesi estivi qualche sconfinamento in territori più appartati. E le tre cose numero di sale, numero d abitanti e profilo dei film sono evidentemente in rapporto di reciproca dipendenza. Come a dire che difficilmente, anche ammettendo l ipotesi multisala tratti spassosa, a tratti amara analisi della guerra bosniaca di Danis Tanovic ( No man s land ) e con la violenza, fisica e psicologica, dell austriaco Haneke, che ne La pianista, vincitore a Cannes del Premio della Giuria e della Palma d oro per i due attori protagonisti, affida a Isabelle Huppert il ruolo disperato di una donna incapace di relazionarsi affettivamente e sessualmente. Commedia interraziale (produzione svedese, regista arabo) il 7 febbraio, con Jalla! Jalla!, storia di amori, passioni, delusioni ma, soprattutto, scontro di generazioni e idee attorno al tema della diversità IL CALENDARIO 17 gennaio Il trionfo dell amore di Clare People 24 gennaio No man s land di Danis Tanovic 31 gennaio La pianista di Michael Haneke 7 febbraio Jalla! Jalla! di Josef Fares razziale; di nuovo il dramma dell amore il 14, grazie alla calibratissima direzione d attori del francese François Ozon, che in Gocce d acqua su pietre roventi riprende un soggetto di Fassbinder per raccontare una storia che ricorda Teorema di Pasolini; il 28 la fantascienza di John Carpenter ci porterà invece su Marte, dominato da un potente matriarcato e prossimo alla disgregazione; chiude febbraio (il 28) la denuncia sociale del grande Ken Loach, perfettamente a suo agio in Paul, Mick e gli altri, uno dei suoi film migliori. Marzo si apre nel segno della commedia con La Cienaga dell argentina Lucrecia Martel, ma una commedia dolente e straordinariamente rivelatrice, seguita il 14 da un altro sudamericano, Alfonso Cuarón, che in Anche tua madre racconta un viaggio d iniziazione alla vita fra due adolescenti e una matura donna spagnola, condito di sesso fatto e raccontato, mentre il 21 si vola in India grazie a Monsoon Wedding di Mira Nair, Leone d oro a Venezia. Si chiude il 28 marzo con un film a sorpresa. Le tessere per gli undici spettacoli, al costo di 55 mila lire (K 28,41), sono già in vendita presso la Libreria Novecento di Vigevano (via Rocca Vecchia). Il costo del biglietto è di 10 mila lire (K 5,16). Presto sarà attivo il sito internet: Per informazioni: 14 febbraio Gocce d acqua su pietre roventi di François Ozon 21 febbraio Fantasmi da Marte di John Carpenter 28 febbraio Paul, Mick e gli altri di Ken Loach 7 marzo La cienaga di Lucrecia Martel 14 marzo Anche tua madre di Alfonso Cuaron 21 marzo Monsoon Wedding di Mira Nair 28 marzo Film a sorpresa Sulle scene cittadine e non ormai da quasi sette anni, i Mauvaise sono sicuramente una delle realtà più consolidate dell attuale panorama musicale vigevanesi. In attesa della presentazione della loro prima raccolta che avverrà con un concerto l 11 gennaio al Jack Bikers, ecco cosa ha da dirci il bassista e cofondatore della band Fabrizio. Allora, cominciamo tirando un po le somme della vostra carriera, a partire dagli esordi a nome EZ WAY ad oggi: qual è stato il vostro percorso evolutivo? EZ WAY era un progetto mio e di Riccardo: all epoca eravamo innamorati del punk e della carica che riusciva a trasmettere. In seguito, col cambio di nome abbiamo anche voluto sperimentare nuove soluzioni. Da allora si può parlare della nostra evoluzione come di un processo a colpi. Ti spiego: non si tratta di una continua sperimentazione, quanto più di un alternarsi di momenti di euforia com- Componenti: positiva e momenti di stanca, comunque fondamentali perché ci hanno spinto a cercare nuove soluzioni e sonorità diverse da quelle delle quali cominciavamo a stancarci. E così che per esempio Soul (primo demo, 1996) suonava appunto soul, mentre successivamente ci siamo spostati su qualcosa di più diretto, raggiungendo l apice credo con Senza Filtro (demo cd del 2000). Il materiale che invece stiamo preparando per il prossimo album, che vorremmo sia più lungo, almeno una decina di tracce, è ancora differente: per il momento abbiamo pronte quattro canzoni, molto diverse tra loro, tra le quali anche una in inglese, molto catchy, potente e di facile presa: sicuramente un potenziale hit! Qualche anticipazione invece sulla raccolta e il concerto dell 11? Sì, dunque: il cd, che stamperemo solo in poche copie e venderemo solo quella sera, sarà una sorta di antologia del periodo che va dal 96 al 2000 e conterrà in più due inediti. Abbiamo voluto realizzarlo per offrire una panoramica di quella che è stata la nostra evoluzione fino ad ora, alla vigilia della pubblicazione di quello che sarà il passo più importante per noi fino ad ora: il primo vero album. Per il concerto stiamo preparando anche delle magliette da distribuire. Avete qualche rimpianto su alcune scelte fatte in passato? Forse lo sbaglio più grosso è stato quello di far uscire Il grande nulla (secondo demo, 1998) troppo presto: non eravamo ancora pronti e i pezzi potevano essere sicuramente arrangiati meglio; ciò non toglie che però proprio grazie alla title track di quell album siamo finiti su una compilation che ha venduto più di 7000 copie in Italia! Vuoi dire qualcosa per concludere? Non vediamo l ora di tornare a suonare a Vigevano, visto che è da giugno che non riusciamo più a suonare in zona: d altra parte se i locali scarseggiano! Giulio Savy Massimiliano Tordini, voce - Fabrizio Romano, basso - Riccardo Volpati, chitarra - Massimiliano Dal Moro, batteria. Per maggiori informazioni:

19 LBar a i N rera CULTURA O 4 - GENNAIO Guerra, Calcio e Grande Fratello Tre eventi che hanno monopolizzato l attenzione dei Media La guerra, il calcio, il Grande Fratello ossia, anzitutto, tre fatti mediatici, e non soltanto perché i media (e la televisione con priorità sugli altri) se ne nutrono quotidianamente, ma perché, con storie e percorsi diversi, tutti e tre hanno trovato e trovano una realizzazione più o meno problematica e legittima nell impasto con le videocamere. Si va dal grado massimo di compenetrazione del GF, che esiste soltanto come fatto mediatico, al grado minimo (almeno da questo punto di vista) del calcio, dove la presenza della videocamera, avvertita come illegittima e invocata spesso a scopo regolativo (illegittima perché invocata a tale scopo), rischia di de-realizzare un attività nata al di fuori dei meccanismi televisivi. La guerra le guerre, dal primo conflitto mondiale a quella attuale rappresenta un caso intermedio, dove l immagine (cinematografica prima, televisiva poi) ha giocato diversi ruoli, da quello propagandistico a quello, più sottile, di virtualizzazione dell esperienza: è il caso del conflitto iracheno, una guerra tutta visiva, fatta per essere vista, compiuta solo nel luogo inattingibile (virtuale) dell immagine digitale trasmessa dalle televisioni. In tutti questi casi, insomma, il gioco della realtà si confronta con le regole mediatiche, ora sfruttandole come motore costituivo, ora rifiutandole come meccanismo inibitorio. Gradi variabili di compatibilità e di efficacia relazionale che dipendono dal fatto che le regole del gioco, al di qua e al di là dello schermo, non sempre sono le stesse. Di certo, vi sono delle differenze fra questa guerra, il calcio e il GF. Questi tre eventi, dopo l 11 settembre, e per almeno due settimane, hanno monopolizzato l attenzione dei media, ritrovandosi spesso compressi nello spazio di un unico telegiornale, macro-testo dove non sempre è possibile ritagliare con esattezza i confini dei suoi sottotesti (o dove, a scopo analitico, può essere interessante osservare in quale modo e a quale fine sono assemblati i diversi testi). Ebbene, con particolare riferimento alle reti Fininvest, dopo l attentato alle torri gemelle si è imposta rapidamente una struttura testuale in due o tre tempi, ossia, rispettivamente (e gerarchicamente): guerra/calcio, guerra/ GF/calcio. Questo il modo. E il fine? Rispetto alla teoria dei giochi, la guerra, il GF e il calcio si somigliano in quanto giochi di competizione regolata. I concetti chiave sono quelli di antagonismo e di regola: non esiste gioco senza opposizione e non può esistere gioco in assenza di regole stabilite anticipatamente e la cui eventuale variazione (prima, durante, dopo la prova) deve essere contrattualizzata liberamente da entrambe le parti. Ed è proprio con riferimento a quest ultimo aspetto che si spiega la reciproca insofferenza fra la televisione e il calcio, e la reciproca minaccia: la televisione chiede di cambiare le regole del gioco entrando letteralmente in campo (dunque candidandosi a diventare strumento di garanzia del funzionamento stesso del gioco) con il rischio di rendere tutto troppo visibile; da parte sua, il calcio, troppo poco visibile (in fin dei conti i tanti processi del giorno dopo sono, appunto, sempre e soltanto processi visivi, riferiti al vedere o al non-vedere qualcosa) e dunque parzialmente incompatibile con l essenza del medium televisivo, invoca a sua difesa il rispetto di regole sottoscritte quando la televisione non esisteva neppure. Il problema riguarda insomma i processi di mostrazione. Diverso il caso della guerra in La sconvolgente immagine che si presenta ai visitatori di quelle che sino allo scorso 11 settembre erano le Torri Gemelle di New York. corso: qui il problema di relazione fra regole televisive e regole del gioco interessa la sceneggiatura stessa del gioco. Per la prima volta, infatti, sembra mancare l antagonista, la cui assenza blocca immediatamente il meccanismo e, in termini di narrazione televisiva, la dislocazione netta fra elementi appartenenti al polo del Bene ed elementi appartenenti al polo del Male. È lo stesso disagio avvertito, concretamente, dagli Stati Uniti: per giocare una guerra ci vuole un nemico. E se non c è, ci si può spingere a inventarlo o, per altra via, a cancellare le prove della sua assenza costringendo qualcuno a vestirne i panni. La televisione (e l immagine in generale: si pensi al video diffuso di recente), in questo processo costrittivo, ha avuto (giocato) un ruolo fondamentale. Infine, il GF. Che con la televisione fa corpo ma che, a differenza dell anno scorso, ha dovuto questa volta arginare alcuni problemi derivanti proprio dal rispetto delle regole, con particolare riferimento alla competenza dei giocatori, poiché una delle prime eliminate aveva mentito sul suo passato (il caso dell uscita volontaria è invece previsto e, anzi, si rende necessario proprio allo scopo di preservare il funzionamento delle regole attraverso l eliminazione di un elemento di crisi del sistema). Detto questo, resta da capire in quali termini sia stato fruito dai telespettatori il macro-testo telegiornale descritto prima. È probabile che, proprio con riferimento al tema delle regole del gioco, il calcio, spesso l unica notizia aggiunta alle cronache di guerra nelle prime settimane dopo l 11 settembre, e normalmente in coda, abbia funzionato da garante della regolarità, da exemplum concreto di una struttura astratta (quella del gioco, appunto) che aveva improvvisamente smesso di funzionare: in un mondo sull orlo del collasso, incerto sulle mosse da compiere proprio per l assenza di un rivale riconoscibile, la struttura ordinata del calcio, con le sue regole certe e storicamente fondate, i suoi risultati inequivocabili e le sue classifiche nette (i Buoni in alto, i Cattivi in basso) ha testimoniato di una normalità ancora possibile, tanto al di qua quanto al di là dello schermo (mentre in Usa riprendevano, in tutta fretta e per espresso volere di Bush, i tornei di baseball). E che poi qualcuno, a distanza di una settimana dall episodio terroristico di New York, decidesse addirittura di entrare in quella scatola per giocare secondo le regole, ha definitivamente arginato le inquietudini di chi non riusciva a capire la storia di questa guerra. L. M. E a Milano cosa succede? Assaggiamo il Giappone Dopo i bagordi delle feste, immagino che pochi abbiano voglia di sentire parlare di ristoranti. Ma esiste un alternativa leggera : il ristorante giapponese. Sempre in testa lo Zen (C.so di Porta Romana angolo via Maddalena 1, tel ) che, per l alta qualità delle materie prime, rimane uno dei più frequentati; a torto si crede che sia uno dei ristoranti giapponesi più cari: certo, non si spende pochissimo, ma con una spesa dai 35 ai 45/50 Euro si possono gustare sushi e sashimi freschissimi, senza parlare di altre ghiotte specialità. Lo Zen è poi particolarmente trendy anche perché strizza l occhio all arte: è infatti frequente poter ammirare, mentre si magia, una mostra sempre diversa. Totalmente innovativo è poi il Soho Café (via Farini 74, tel , aperto dalle h. 12 alle 15 e dalle h. 18 alle 02, sito internet che, con la formula ristobar, propone una nuova concezione di ristorante giapponese: infatti lo si può frequentare per un aperitivo, per la cena (30/40 Euro bevande escluse, a pranzo circa 13 Euro) o anche per un piacevole dopocena, con musica e, spesso, cabaret e animazione con Cavallone e Sironi di One-O-One. Chi invece vuole sperimentare per la prima volta le gioie della cucina nipponica, può testare Mister Wu (via Ricciarelli 12, tel ): in realtà si tratta di un ristorante cino-giapponese, dunque chi non se la sentisse di cimentarsi con pesce crudo & co. potrà ordinare piatti cinesi. Mister Wu è celebre soprattutto per i suoi menu abbondanti ed economici: con un menu sushi, sashimi, pesce alla griglia o tempura, vedrete arrivare a raffica zuppa, riso, insalata di mare più la specialità desiderata, il tutto per un massimo di 18/20 Euro. Con vino o birra e saké finale si arriva a circa 26/27 Euro. Allora, buon appetito, e ricordate che un piattone di sashimi ha meno calorie di una pasta! Marta Fossati LBar i a r a Direttore responsabile: Daniele Perboni Vicedirettore: Matteo Altobelli Redazione: Via Dante, 25 - Vigevano. Tel. e Fax Edizioni Agorà di Salluzzo Davide - Vigevano Stampa: Edizioni Tipografia Commerciale - Cilavegna Foto: Qugipi, Angelo Gaviglio, Omar Bai, Gilberto Monti Per la pubblicità su La Barriera er Luce e musica nelle opere di Marco Currò Ha preso avvio il 12 dicembre scorso (con apertura fino al 2 febbraio 2002), presso il Centro Culturale Starter di Milano (via Maroncelli, 15/2; tel ; dal lunedì al venerdì, ore o per appuntamento), un esposizione che presenta i lavori di dieci artisti, cinque operatori visuali, Lucia Ballerini, Marco Currò, Nicola Ludwig, Mintoy, Marco Zanuso, e cinque compositori, Fabio Armani, Marco Conti, Alvaro Cordero, Antonio Gatti, Giampaolo Verga. L aspetto caratterizzante della loro ricerca scrive Silvana Ramazzotto, presidente di Starter è dato dallo stretto connubio tra immagine e suono: le opere visive e musicali si confrontano, dialogano, scoprono segrete corrispondenze, senza per questo perdere la loro autonomia ed unicità. La sorgente culturale alla quale si agganciano le sperimentazioni presenti alla rassegna è quella delle avanguardie storiche di primo Novecento; da lì il gruppo prende le mosse per legare le proprie esperienze a moduli sintattici strettamente agganciati non solo alla contemporaneità del discorso comunicante, ma anche alla modernità del mezzo adatto per raggiungerne gli scopi. All interno di queste presenze desta particolare interesse la partecipazione del vigevanese Marco Currò, che fa della fotografia il mezzo espressivo privilegiato, in coppia con il compositore venezuelano Alvaro Cordero. La ricerca artistica di Currò esprime la tendenza a eliminare l immagine di una realtà naturalistica dal supporto fotografico; una ricerca che lo ha portato alla creazione delle lucigrafie in cui elemento portante dell espressione diventa appunto ciò che dà vita a ogni immagine percepita dall organo meccanico: la luce. Nelle sue intenzioni ciò che conta non è il rivelarsi di un oggetto, ma l espressività dell essenza concentrata all interno di un apparire privo di sostanza emozionale. Il mondo è circondato dalla luce e vive di luce scrive Currò ; quando si nasce i nostri occhi cercano la luce, non vediamo le cose, ma percepiamo la luce, così come le piante. La luce regola la vita, i ritmi, le Weltseele cm75x49 stampa a getto d inchiostro stagioni. La luce è in ogni cosa, è l essenza stessa della vita. Ne deriva, quale logica conseguenza, l avvicinarsi coerente alla più astratta delle arti, la musica, nella fattispecie con quella di Alvaro Cordero. Questi si aggancia alle visioni create dall operatore visuale con un brano in cui domina un particolare senso di stasi e di sospensione che accompagna la quieta intensità e la sottile incandescenza delle riflessioni luminose di Marco Currò. Una fusione di intenti per dare vita a un emozione profonda, coinvolgente la bellezza del colore e la vibrazione acustica dell onda sonora. Giuseppe Franzoso

20 20 NO 4 - GENNAIO 2002 BUONE NOTIZIE LBar a rier a Aiutiamo il Gruppo Folk L ANIMA DEL CARNEVALE Ogni mese, presentando una Associazione di volontariato cittadina, devolveremo ad essa il 25% del ricavato delle vendite del nostro giornale. Un occasione per dare voce a tanti nostri concittadini che spesso operano lontano dall attenzione della collettività. Sono passati 28 anni da quando alla Sforzesca, in un locale di fronte all Osteria dei Passeggeri nasceva il Gruppo Folk di Mutuo Soccorso. Il nucleo iniziale era composto da sette scatenati goliardi con l idea di divertire e divertirsi per il trionfo di Re Carnevale. Alla Sforzesca ci credevano tutti e chi non partecipava con l attività, lo faceva con i soldi, in ogni casa la busta per i matti del Carnevale c era sempre. L entusiasmo dei volontari veniva sempre ripagato dalla partecipazione della gente alle sfilate che, soprattutto alla Sforzesca con l ottimo risotto della Mariuccia, son sempre state un successo. Ci sono state anche tante difficoltà, tanti cambi di sede, non sempre è stato facile trovare capannoni con l ingresso adatto per il passaggio dei carri e soprattutto gratuitamente, ma la famiglia Castelbarco Albani è sempre stata disponibile fornendo i locali adatti. Ma da qualche anno ci sono dei problemi, il cambio della sede, causa sfratto dalla storica in via dei Fiori, alla Cascina Nuova di Gambolò dove i carri devono essere assemblati perché l uscita è troppo bassa, i volontari che sono sempre di meno e comunque non sono più dei giovanotti, insomma, stiamo rischiando che questa bella realtà che attira ogni anno tanti vigevanesi e non sia alla Sforzesca che a Vigevano si esaurisca per pensionamento! Per questo abbiamo pensato di rivolgere un appello: cerchiamo giovani leve, disposte ad imparate la tecnica della cartapesta e a dare qualche ora di lavoro per mantenere questa tradizione tanto bella e poco valutata. Abbiamo il Fateci Spazio per i giovani, perché non pensare di organizzare dei corsi dove insegnare la tecnica di lavorazione e assemblaggio della cartapesta?. I maestri del Gruppo Folk sarebbero felici di farlo. Cerchiamo anche contributi per preparare le sfilate, i materiali costano e, anche con le donazioni, non sempre riusciamo a fare tutto come vorremmo. Perché non sponsorizzare i carri? Chi pensa di avere del materiale recuperabile (legno, mobili, carta, stoffe, ferro etc.) prima di eliminarlo, pensi che magari potrebbe servirci e ci contatti. E non dimentichiamo che i carri vuoti non stanno bene: bambini, adulti basta avere la voglia di ballare! Se qualcuno di voi ha in casa delle foto dei carri scattate in questi anni e vuole farcene omaggio, vorremo anche, in occasione del 28 compleanno, creare un album fotografico che ci racconti nel tempo. Chi volesse venire a vedere come lavoriamo, ci trova tutte le sere alla Cascina Nuova a Gambolò, la prima sfilata sarà il 3 febbraio e i lavori fervono per preparare tutto come si deve ed essere anche quest anno in mezzo ai coriandoli. Insomma Vigevanesi, non state come sempre dall altra parte delle transenne a guardare! Vi assicuriamo che è divertentissimo anche scavalcarle e dare una mano! Stiamo rischiando che questa bella realtà si esaurisca per pensionamento. M. Grazia Sampietro Per chi volesse contattarci: MANASSA ANGELO Tel MANASSA GIANNA Tel (chiedere di Gianni) SAMPIETRO GRAZIA Tel SERVIZI FUNEBRI TEL S.R.L. 24 ore su 24 Servizio notturno e festivo Corso Vittorio Emanuele, 48 Vigevano Cav. Giuseppe Vigone: Tel Cell Ubaldo Izzo: Tel Cell

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