COMUNE DI DORGALI Provincia di Nuoro STUDIO IMPATTO AMBIENTALE PROGETTO LAVORI DI SISTEMAZIONE DELL ALVEO DEL RIO FLUMINEDDU IN LOCALITÀ S ADDE

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1 COMUNE DI DORGALI Provincia di Nuoro STUDIO IMPATTO AMBIENTALE PROGETTO LAVORI DI SISTEMAZIONE DELL ALVEO DEL RIO FLUMINEDDU IN LOCALITÀ S ADDE SINTESI NON TECNICA D.Lgs. n. 4 del 16 gennaio 2008

2 1. PREMESSA Il presente documento, proposto dal Sig. Giovanni Mereu, è lo Studio di Impatto Ambientale (SIA) finalizzato ad accertare la compatibilità ambientale del progetto di pulizia dell alveo del Rio Flumineddu mediante la valutazione degli effetti da esso indotti sull'ambiente, intendendo quest'ultimo come un sistema complesso delle risorse naturali, antropiche e delle loro interazioni. Esso è stato sviluppato in conformità a quanto disposto dagli artt. 3, 4 e 5 ed Allegati I e II del D.P.C.M. 27 dicembre 1988 Norme tecniche per la redazione degli studi di impatto ambientale e la formulazione del giudizio di compatibilità di cui all art. 6 della legge 8 luglio 1986, n. 349, adottate ai sensi dell art. 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 10 agosto 1988, n. 377 e al punto 2 dell Allegato I al D.P.R. 2 settembre 1999, n. 348 Regolamento recante norme tecniche concernenti gli studi di impatto ambientale per talune categorie di opere. Il presente SIA è stato altresì sviluppato in conformità alla norma tecnica italiana UNI 10742:1999 Impatto ambientale Finalità e requisiti di uno studio di impatto ambientale, tenuto conto della terminologia di cui alla norma tecnica italiana UNI 10745:1999 Studi di impatto ambientale Terminologia. Infine il presente studio si basa su quanto disposto dalla deliberazione 5/11 del Modifica della delibera G. R. 2 agosto 1999, n. 36/39. Procedure per l attuazione dell art. 31 della L.R. 18 gennaio 1999, n. 1 recante Norme transitorie in materia di valutazione d impatto ambientale e per ultima la deliberazione N. 24/23 del Direttive per lo svolgimento delle procedure di valutazione di impatto ambientale e di valutazione ambientale strategica. La ditta Giovanni Mereu ha la propria sede legale in via Trieste, 10 a Dorgali (NU), mentre esplica la propria attività di movimento terra in diversi cantieri della provincia di Nuoro. L attività svolta dalla ditta Giovanni Mereu, si articola principalmente nell escavazione, trasporto, deposito temporaneo e avvio allo smaltimento di rifiuti inerti nelle discariche autorizzate. Il progetto si inserisce in un area scarsamente antropizzata ma che per diversi mesi all anno viene sommersa dalle acque del Lago del Cedrino dovuto allo sbarramento di Pedra Othoni per cui l ambiente interessato dall intervento non si può più considerare naturale.

3 È evidente che in queste condizioni lo sviluppo ambientale dell area è già condizionato a prescindere dall intervento proposto. Anzi con la realizzazione dell intervento si impedirà in modo considerevole l interrimento dell invaso suddetto. Tenuto conto di quanto sopra la ditta, ha predisposto il seguente progetto per la pulizia e sistemazione dell alveo del Rio Flumineddu in località S Adde in comune di Dorgali (NU). In particolare modo si auspica: Il miglioramento dei deflussi nell alveo; L asporto dei detriti impedirà che questi vadano ad incrementare l apporto solido verso il lago; I materiali asportati potranno essere utilizzati nell attività edilizia limitando il prelievo da cave di versante. Con il presente intervento si contribuirà anche ad incrementare la forza lavoro.

4 2. DESCRIZIONE DEL PROGETTO 2.1. INQUADRAMENTO GENERALE Il sito in esame è situato nella zona a W dell abitato di Dorgali e dal punto di vista idrografico appartiene al bacino del Riu Flumineddu, tributario del fiume Cedrino. L inquadramento cartografico dell area è il seguente: Carta topografica d Italia, Foglio 500 sezione II (DORGALI) dell I.G.M.I. (scala 1:25.000); Carta tecnica regionale della Sardegna, Foglio (MONTE OMENE); Carta geologica d Italia, Foglio 208 DORGALI (scala 1:10.000); Carta geologica della Sardegna, foglio Nord, scala 1: (Carmignani et alii); Carta catastale del Comune di Dorgali Foglio 52 mapp. 27, Foglio 53 mapp. 119 e 125, Foglio 67 mapp ASPETTI GEOLOGICI E GEOTECNICI La caratterizzazione geologica, geomorfologica e idrogeologica dell area ha permesso di individuarne le problematiche geologico-ambientali e fornire indicazioni progettuali adeguate. Tali indicazioni sono scaturite da una analisi geologica e geotecnica dei litotipi, dalla definizione dell assetto geomorfologico e idrogeologico dell area e dallo studio della circolazione idrica. L assetto geologico dell area è caratterizzato dall affioramento del basamento cristallino e metamorfico su cui poggiano le rocce della copertura post-ercinica, rappresentate da sedimenti mesozoici e cenozoici, vulcaniti terziarie e sedimenti quaternari di natura detritica e alluvionale. L analisi geologica e geolitologica si è concentrata principalmente sulle formazioni immediatamente vicine al corso del Flumineddu, in particolare le formazioni calcaree e granitoidi che sono attraversate dal corso d acqua ma soprattutto i depositi alluvionali recenti legati alla dinamica deposizionale del fiume. Le alluvioni sono rappresentate da depositi ciottolosi e sabbiosi nei quali può essere presente la frazione argillosa; la composizione chimica, mineralogica e granulometrica di questi depositi è fortemente condizionata dalla dinamica fluviale che agisce in modo differente sia durante la fase erosiva sia nella fase di deposito.

5 Nell area oggetto di studio affiorano diffusamente formazioni clastiche terziarie (Conglomerato di Cuccuru e Flores), generalmente in contatto tettonico sia con il basamento paleozoico che con le orazioni calcaree e i basalti plio-quaternari. Queste formazioni rappresentano depositi sintettonici connessi con il complesso sistema di faglie trascorrenti, molto evidenti nella Sardegna centro-settentrionale; sono costituiti da megabrecce con giacitura caotica, conglomerati, arenarie e localmente da calcilutiti a liste e noduli di selce. I prodotti del vulcanismo plio-pleistocenico sono principalmente rappresentati dai basalti alcalini e subalcalini che affiorano diffusamente nell area coprendo un vasto areale. Depositi quaternari sono inoltre rappresentati dalle ampie fasce di alluvioni antiche e recenti che si estendono soprattutto lungo l alveo e il paleoalveo del Rio Flumineddu. Le alluvioni sono costituite da depositi ciottolosi e sabbiosi nei quali può essere presente la frazione argillosa. La composizione chimica, mineralogica e sedimentologica di questi depositi è fortemente condizionata dalla dinamica dei processi fluviali, che agisce in modo differente a seconda della natura delle litologie attraversate. La morfologia del massiccio calcareo è particolarmente accidentata e caratterizzata da ripide scarpate che evidenziano ulteriormente come l impronta della tettonica nell area sia fortemente marcata. Questa situazione si osserva in prossimità dei tratti di alveo e di paleoalveo del Flumineddu, che scorre all interno di una gola a pareti molto ripide. L erosione ad opera dell azione idraulica del fiume, essendo molto più attiva sulle formazioni cristalline rispetto ai calcari ha determinato la graduale esumazione di antiche superfici di faglia che spesso delimitano i rilievi calcarei. Localmente il forte accumulo di materiale alluvionale causa un restringimento delle sezioni d alveo con aumento della velocità della massa fluida e conseguente trasporto solido nell area dell invaso determinandone un interrimento marcato. Da un punto di vista idraulico un restringimento dell alveo che si estende per un tratto sufficientemente lungo comporta un aumento delle portate liquide per unità di larghezza, quindi un incremento della capacità di trasporto della corrente. Essa diventa eccedente rispetto alla portata solida e causa quindi una tendenza ad una fase erosiva. I sedimenti alluvionali presenti lungo il corso del Flumineddu sono permeabili in piccolo per porosità, tuttavia il modesto spessore dei depositi e la piccola estensione areale non

6 consentono di definire la presenza di acquiferi importanti, inoltre si può escludere la presenza di una falda importante che possa interferire con il regime idraulico del fiume. I progetti di sistemazione idraulica con prelievo di materiale dal fiume devono essere effettuati tenendo conto degli effetti indotti: modifiche e scompensi del regime idraulico con possibili fenomeni di esondazione ed alluvionamento; accentuazione di erosioni spondali con danni al territorio; alterazione del profilo longitudinale degli alvei con possibile scalzamento delle fondazioni delle opere idrauliche e dei manufatti; aumento dell azione erosiva dell acqua nel tratto del reticolo idrografico a monte cui si accompagnano fenomeni di erosione regressiva che causano ulteriore instabilità dei versanti; effetti sull eventuale falda acquifera che interagisce con le acque del fiume; intorbidimenti delle acque; variazioni morfologiche dal punto di vista ambientale e naturalistico. 2.3 LE OPERE IN PROGETTO Il progetto è indirizzato ad una pulizia di un tratto dell'alveo del Rio FLUMINEDDU in località "s Adde, in prossimità del lago Cedrino su cui sbocca il rio Flumineddu. In questa zona il rio è inserito in una vallata molto stretta le cui pareti fanno da sponda al fiume. La Ditta Giovanni Mereu con sede in Dorgali, propone il presente studio allo scopo di soddisfare in maniera ottimale il compromesso, piuttosto delicato, tra necessità lavorative ed equilibrio idraulico-ecologico-paesaggistico del Rio Flumineddu. 2.4 CONDIZIONI ATTUALI DELL ALVEO Il tipo e le caratteristiche dell'alveo sono quelle di un fiume che scorre in gole e che nella zona oggetto di intervento (in prossimità dello sbocco sul lago Cedrino) in corrispondenza di un allargamento dell alveo si presenta sovralluvionato con cumuli di detriti che restringono le linee di deflusso delle acque aumentandone la capacità erosiva.

7 A questo proposito si è potuto constatare come, anche con portate non eccezionali, elevate quantità di materiale venissero trasportate all interno del bacino d invaso del lago artificiale. La vegetazione presente è costituita per lo più da tamerici, rovi e giunchi. La realizzazione dell opera non comporta l alterazione dello stato dei luoghi e i movimenti di terra sono limitati a massimo mc/anno e tali da rendere la sezione d alveo regolare ed uniforme per tutta la lunghezza dell area di intervento L impatto ambientale e paesaggistico è assai limitato e la tipologia di intervento si mimetizza con l habitat circostante caratterizzato dalla presenza di essenze arboree e arbustive tipiche della flora mediterranea. 2.5 TIPOLOGIA DEI MEZZI UTILIZZATI PER L INTERVENTO La Ditta Mereu conferirà gli inerti movimentati dall area di intervento presso un altra sede in via di individuazione, comunque distante dall alveo. I mezzi che verranno utilizzati per il prelievo e la movimentazione degli inerti sono i seguenti: n 1 escavatore n 1 pala meccanica gommata n. 2 autoarticolati. Tali mezzi non stazioneranno, una volta terminata l'attività di prelievo degli inerti, in prossimità dell'area di intervento, ma verranno portati in zona sicura a quota maggiore dell'altezza massima di invaso del lago Cedrino. Le manutenzioni ai mezzi verranno effettuate in area attrezzata in modo tale da non avere perdite di liquidi oleosi o combustibili che possano in alcuna maniera interessare il lago stesso. Lo studio effettuato prevede lo scavo di 10,000 mc di materiale inerte ed il riporto di 227 mc di materiale di risulta per un tratto del rio di lunghezza pari a circa 1000 m, con larghezza prevista della sezione d alveo compresa tra 10 e i 25 m. Si è ritenuto opportuno imporre la sponda destra di progetto sull'attuale bordo alveo (sinistra per chi guarda verso valle) in quanto è ben evidente la superficie di contenimento dei materiali alluvionali. Obiettivi fondamentali del progetto sono:

8 1) razionalizzare e regolarizzare l'asta fluviale, facendo sì che possa smaltire portate massime senza inconvenienti, non trascurando gli aspetti ecologici e paesaggistici; 2) garantire lavoro alla ditta concessionaria per un certo arco di tempo. I lavori saranno articolati m maniera razionale tenendo presenti i due vincoli prioritari costituiti da: a) intervento di prelievo dilatato nel tempo e quantità progressive di materiale prelevato dipendenti sia dalle richieste di mercato che dalla capacità di prelievo effettivo da parte dei mezzi utilizzati. b) necessità di garantire in qualsiasi momento, durante i lavori, un ottimale deflusso delle acque Si richiede una concessione con una validità di almeno cinque anni in previsione del fatto che ad ogni stagione invernale vi è apporto di nuovo materiale alluvionale. Il prelievo avviene su una superficie di circa 2.5Ha con una lunghezza di circa 1000 mt e larghezze a seconda della sezione da un minimo di 10 mt in corrispondenza della sez. di imbocco ad un max di 25 mt in corrispondenza della sez. 26 Il prelievo non avverrà lungo tutto l'arco dell'anno in quanto soprattutto nel periodo invernale il livello del lago interesserà l area di prelievo. Si prevede quindi di operare nel periodo che diparte dalla primavera inoltrata fino all'inizio dell'autunno, compatibilmente con la possibilità di intervenire nell area oggetto di scavo (leggi quando iniziando la stagione siccitosa il bilancio al lago fra flussi e deflussi perviene ad un valore negativo) 2.6 TIPOLOGIA E MODALITA' DI LAVORO 1) l'operazione di prelievo procede da valle verso monte intaccando solamente lo strato più superficiale; 2) lo scavo avviene per canali longitudinali, paralleli all'asse di progetto, d'ampiezza legata alle possibilità dei mezzi meccanici, sempre procedendo da valle verso monte e contemporaneamente dall'asse verso le sponde, con fronti non superiori a 1,5 m. Si è optato per tale criterio di intervento per garantire sia la massima precisione nell'intervento che per non compromettere il libero deflusso delle acque;

9 3) si procede quindi alla sistemazione definitiva consistente nel compattamento dell'alveo, nella sagomatura delle sponde con pendenza non superiore a 1/2 e nell'inerbimento delle stesse con essenze naturali locali (tamerici, salici, canne). I lavori procederanno secondo le indicazioni di progetto e quelle impartite dagli organi tutori a garanzia di una completa salvaguardia idrogeologica e ambientale del tratto del Rio Flumineddu interessato. L'intervento sarà realizzato con particolare cura limitandone la pendenza allo 0,5% evitando assolutamente brusche variazioni di pendenza e sbarramenti al deflusso delle acque. Il raccordo di monte, precedente alla sez. 1 sarà realizzato in modo tale da non superare la pendenza dell' 1%, onde evitare in tal punto velocità eccessive, delle acque. Nell'elaborazione del progetto si è tenuto conto di quanto previsto nel T.U. delle acque, pubbliche e sistemazioni idrauliche di cui al R.D. 25/7/1904 n 523 e successive modifiche e integrazioni, nella delibera n 18/26 del 4/5/1982 della R.A.S. e, per quanto inerente la sistemazione dei suoli e l'aspetto paesistico ambientale della Legge 431/85 e delle ultime disposizioni dell'ufficio Tutela del Paesaggio delle provincie di Nuoro e Sassari. Non sì esclude la richiesta di proroga qualora non si riuscisse a portare a termine i lavori entro i termini stabiliti, rimanendo possibili estrazioni di volumi di materiali: inerti inferiori al previsto. 2.7 CONTROLLO DEI LAVORI Il controllo dei lavori potrà essere effettuato dagli organi preposti in quanto le sezioni trasversali verranno materializzate sul terreno con picchetti di ferro numerati da monte verso valle. Possiamo quindi schematizzare l'intervento in oggetto che prevede: - garanzia d'occupazione - sistemazione dell'alveo da un punto di vista idraulico a tutela dei terreni adiacenti e limitando il fenomeno di interrimento del lago - nessun danno all'ecosistema fiume, se non durante i lavori; la sistemazione dell'alveo

10 infatti non causerà apprezzabili variazioni di velocità alla corrente e quindi non vi saranno fenomeni erosivi che possano inficiare il naturale deflusso delle acque fluviali 2.8 COSIDERAZIONI SULL INTERVENTO Le opere di sbarramento costruite per la captazione e modulazione delle acque creano laghi artificiali che costituiscono una riserva d acqua utilizzabile per molteplici usi (produzione di energia, irrigazione, uso potabile ). Nel tempo il serbatoio per effetto dell interrimento viene a perdere parzialmente o totalmente la sua capacità di invaso. Questa perdita di capacità nel caso di serbatoi che alimentano impianti idroelettrici avrà influenza sulla quantità di energia prodotta mentre nel caso di serbatoi per uso idropotabile vengono a diminuire sia la qualità che la quantità di acqua. Controllare e limitare la sedimentazione nei bacini permette la salvaguardia di una risorsa economica ed ambientale. Quindi uno dei problemi più attuali nell'ambito dell'ingegneria idraulica é legato al progressivo interrimento delle dighe e bacini, con i sedimenti apportati dai corsi d'acqua immissari e trattenuti dalle strutture stesse. Questo fenomeno porta in essere molteplici problemi fra cui: la progressiva perdita di capacità degli invasi. la diminuzione della capacità di laminazione degli invasi, con conseguente aumento del rischio idrico a valle; l'intasamento degli scarichi; l'intasamento delle prese degli impianti idroelettrici ed il conseguente ridursi della capacità produttiva degli stessi; la trattenuta dei sedimenti a monte. Ognuno di questi fenomeni comporta gravi conseguenze e rischi al territorio così come costi diretti ed indiretti. A queste problematiche si può ovviare con la rimozione dei sedimenti a cui corrispondono notevoli vantaggi: - vantaggi diretti, legati al ripristino della capacità di invaso; - vantaggi indiretti, legati al possibile riutilizzo del materiale rimosso.

11 Tali materiali infatti possono essere commercializzati sul mercato in ambito industriale, agricolo, ambientale. Concepire il sedimento come una risorsa, materia prima o materie prime secondarie, piuttosto che un rifiuto é già insito nei possibili impieghi già descritti, tanto più se si procede alla commercializzazione dei sedimenti stessi, trasformandoli in un vero e proprio prodotto. Gli impieghi possibili sono molteplici e riguardano l'ambito industriale, edilizio, agricolo ed ambientale. Per poter riutilizzare in questi settori i sedimenti é opportuno procedere al loro trattamento per suddividerli in classi granulometriche omogenee e liberarli dall'acqua residua. 2.9 LE ALTERNATIVE PROGETTUALI La scelta della soluzione considerata ottimale dal punto di vista della capacità di raggiungere gli obiettivi richiesti entro limiti accettabili di spesa e compatibili con gli impatti ambientali da sostenere è stata effettuata sulla base anche di un confronto della stessa l alternativa opzione zero, cioè il mantenimento della soluzione attuale, ovvero nessun intervento; 2.10 ALTERNATIVA 1 Il mantenimento della situazione attuale comporta l accettazione dello stato in cui viene a trovarsi l ambiente fluviale del Rio Flumineddu all imbocco con il Lago del Cedrino. E importante evidenziare che il mantenimento dell attuale situazione comporta anche l accettazione dell attuale dinamica morfo-evolutiva in atto e quindi la previsione di un processo di interrimento del lago che andrà via via aggravandosi nel tempo.

12 3 QUADRO DI RIFERIMENTO AMBIENTALE 3.1) INDIVIDUAZIONE DEGLI AMBITI DI INFLUENZA Il presente capitolo riassume le considerazioni preliminari che hanno orientato la redazione dello SIA con riferimento agli impatti potenziali più significativi relativamente alle fasi di: - costruzione dell impianto; - esercizio dell impianto; - dismissione dell impianto. Come anticipato nel 1, nel redigere lo SIA si è tenuto conto di tutta la documentazione progettale di cui il presente SIA costituisce parte integrante insieme a due importanti riferimenti normativi e a due coppie di norme tecniche (una italiana ed una europea): - artt. 3, 4 e 5 ed Allegati I e II del D.P.C.M. 27 dicembre 1988 Norme tecniche per la redazione degli studi di impatto ambientale e la formulazione del giudizio di compatibilità di cui all art. 6 della legge 8 luglio 1986, n. 349, adottate ai sensi dell art. 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 10 agosto 1988, n. 377 ; - punto 2 dell Allegato I al D.P.R. 2 settembre 1999, n. 348 Regolamento recante norme tecniche concernenti gli studi di impatto ambientale per talune categorie di opere ; - norma tecnica italiana UNI 10742:1999 Impatto ambientale Finalità e requisiti di uno studio di impatto ambientale ; - norma tecnica italiana UNI 10745:1999 Studi di impatto ambientale Terminologia, In particolare: - gli Allegati I e II del D.P.C.M. 27 dicembre 1988 e la definizione data nella norma tecnica UNI 10745:1999 definiscono le componenti ed i fattori ambientali elencati di seguito; Nella Tabella che segue sono riportate le componenti e i fattori ambientali di interesse nella redazione degli SIA (in accordo con gli Allegati I e II del D.P.C.M. 27 dicembre 1988 e la definizione data nella norma tecnica UNI 10745:1999).

13 COMPONENTI E FATTORI AMBIENTALI a) atmosfera: qualità dell'aria e caratterizzazione meteoclimatica; b) ambiente idrico: acque sotterranee e acque superficiali (dolci, salmastre e marine), considerate come componenti, come ambienti e come risorse; c) suolo e sottosuolo: intesi sotto il profilo geologico, geomorfologico e pedologico, nel quadro dell'ambiente in esame, ed anche come risorse non rinnovabili; d) vegetazione, flora, fauna: formazioni vegetali ed associazioni animali, emergenze più significative, specie protette ed equilibri naturali; e) ecosistemi: complessi di componenti e fattori fisici, chimici e biologici tra loro interagenti ed interdipendenti, che formano un sistema unitario e identificabile (quali un lago, un bosco, un fiume, il mare) per propria struttura, funzionamento ed evoluzione temporale; f) salute pubblica: come individui e comunità; g) rumore e vibrazioni: considerati in rapporto all'ambiente sia naturale che umano; h) radiazioni ionizzanti e non ionizzanti: considerati in rapporto all'ambiente sia naturale, che umano; i) paesaggio: aspetti morfologici e culturali del paesaggio, identità delle comunità umane interessate e relativi beni culturali. Ciò premesso, l effettuazione di un analisi preliminare degli impatti ha determinato la classificazione delle componenti e dei fattori (a cui, per completezza, si è inteso aggiungere le voci rifiuti e traffico indotto ) in quattro famiglie caratterizzate da impatti via via decrescenti. Tale suddivisione ha consentito di orientare in modo più opportuno lo studio delle singole forme di impatto. 3.2) IMPATTI SIGNIFICATIVI (o PRIMARI)

14 Riguardano quelle componenti o quei fattori ambientali che subiscono un impatto importante da parte dell opera. Tali impatti richiedono particolari attenzioni sia in fase di quantificazione che di definizione delle misure di mitigazione. ambiente idrico: soprattutto in relazione al potenzialmente possibile versamento di idrocarburi sulle aree di lavorazione per avarie meccaniche dei mezzi; salute e sicurezza: rischio di incidenti. 3.3) IMPATTI SECONDARI Riguardano quelle componenti o quei fattori ambientali che subiscono da parte dell opera un impatto apprezzabile ma comunque tale da non determinarne alterazioni significative. Tali impatti richiedono particolare attenzioni soprattutto in relazione alla definizione delle misure di mitigazione. atmosfera: impatti contenuti durante le operazioni di trasporto e scavo; traffico: esclusivamente in fase di trasporto del materiale da trattare alla zona artigianale di Dorgali; rumore e vibrazioni: impatti contenuti e limitati alle operazioni di particolari fasi delle lavorazioni nonché al traffico veicolare. 3.4) IMPATTI DI ENTITÀ TRASCURABILE Riguardano quelle componenti o quei fattori ambientali che subiscono un impatto del tutto trascurabile da parte dell opera. Tali impatti richiedono attenzione limitatamente alla definizione delle misure di mitigazione. flora e fauna: nessuna modifica apprezzabile in quanto l'area è urbanizzata da diversi anni per cui si ha la presenza solo di quelle specie che comunemente si trovano anche nelle città quali il passero domestico; paesaggio: percezione visiva delle opere

15 3.5) IMPATTI NULLI (o DI ENTITÀ NON APPREZZABILE) Riguardano quelle componenti o quei fattori ambientali che non subiscono alcun impatto apprezzabile da parte dell opera. Tali impatti non richiedono alcuna attenzione particolare. suolo e sottosuolo: solo utilizzo di suolo e sua totale fruibilità a seguito della dismissione dell impianto; alterazione dei livelli di permeabilità dei terreni rispetto allo status quo. ecosistemi: nessuna modifica apprezzabile; radiazioni ionizzanti e non ionizzanti: emissioni del tutto assenti. 4 PREVENZIONE DELL INQUINAMENTO ATMOSFERICO Il presente capitolo è specificatamente dedicato alla prevenzione dell inquinamento atmosferico. 4.1 STIMA DEGLI IMPATTI Gli interventi previsti presentano un impatto sulla qualità dell aria solamente in fase di cantiere dovuto sia alle emissioni di gas di scarico dei mezzi d opera sia alle polveri originate dagli scavi ed, in genere, dalle operazioni di cantiere. Data l ubicazione del cantiere, che si sviluppa al di fuori di centri urbani o residenziali, i bersagli potenziali sono principalmente costituiti dalle aree vegetate presenti. L indicatore considerato è pertanto costituito dalla presenza di habitat di rilievo, specialmente se protetti, potenzialmente investiti dalle emissioni. I massimi impatti in fase di cantiere sono potenzialmente negativi medi e temporanei, a motivo della presenza di un area S.I.C. all interno della quale ricade l intervento e solo per alcune azioni di progetto. Gli altri impatti sono ritenuti trascurabili. 5 TUTELA DELLE ACQUE DALL INQUINAMENTO Il presente capitolo è specificatamente dedicato alla tutela delle acque dall inquinamento.

16 5.1 STIMA DEGLI IMPATTI 5.1.1) Impatti in fase di esecuzione dei lavori Per la definizione degli impatti previsti su tale componente si sono valutate le eventuali modifiche indotte al regime idrologico del corso d acqua ed al Deflusso Minimo Vitale. Gli impatti potenziali, in fase di cantiere, sul regime quantitativo delle acque superficiali sono da ritenersi trascurabili dato che non viene alterata né la portata media mensile né la portata minima disponibile. I lavori in alveo, infatti, verranno effettuati senza alcuna diversione delle acque. Inoltre tali impatti sono da ritenersi mitigati dalla realizzazione di parzializzazioni dell alveo che consentiranno di mantenere la continuità di flusso. Qualità delle acque superficiali. Gli impatti potenziali su tale componente, relativi alla fase di cantiere, sono stati individuati prevalentemente nelle azioni di riporto di materiale in alveo e nelle azioni legate alla demolizione del ponte. Per quanto riguarda l attività prevista si possono generare impatti sulla qualità delle acque a causa di sversamenti accidentali di idrocarburi, oli minerali, combustibili, ecc. In considerazione della loro accidentalità, comunque, tali impatti sono da ritenere trascurabili ed in ogni caso mitigabili. In fase di esercizio sono invece emersi dei benefici attribuibili principalmente alle conseguenze derivanti dal nuovo assetto geomorfologico assunto dal fiume. Infatti grazie all asportazione dei depositi detritici lungo l asta fluviale si avrà una riduzione dell apporto solido verso l invaso e quindi si ritarderà il suo interrimento. Regime delle acque sotterranee. Gli interventi previsti non provocano interferenze con il regime idrogeologico in quanto non sono previste azioni di scavo in falda per cui non sono stati individuati impatti afferenti a tale componente. Qualità delle acque sotterranee. Gli interventi previsti non provocano interferenze con la qualità delle acque sotterranee in quanto non sono previste azioni interessanti le acque sotterranee.

17 5.2 ASPETTI QUALIFICANTI DEL PROGETTO IN RELAZIONE ALLA TUTELA DELLE ACQUE DALL INQUINAMENTO I mezzi utilizzati nei lavori nei periodi in cui non si svolgono lavorazioni verranno parcheggiati in un area attrezzata posta a distanza di sicurezza dall alveo del fiume. In tale area verranno eseguite tutte le operazioni di manutenzione e rifornimento dei mezzi. 6 SUOLO E SOTTOSUOLO Il presente capitolo è specificatamente dedicato alla descrizione del suolo e del sottosuolo nonché degli effetti indotti dall impianto in progetto. 6.1 STIMA DEGLI IMPATTI Gli interventi in progetto prevedono un occupazione del suolo minima a causa della modesta dimensione delle opere da realizzare inoltre la localizzazione dell impianto è senza dubbio interessante visto che esso va a collocarsi in un ampia sommersa per circa 6-7 mesi all anno dalle acque del lago. Non si prevede alcuna modifica nella fruizione del territorio al di fuori dell'area dell'impianto. 7 TRAFFICO Il presente capitolo è specificatamente dedicato al traffico connesso al trasporto dei materiali dall alveo del fiume sino all impianto di trattamento. 7.1) Traffico da e per l'impianto L'area industriale di Dorgali dispone di collegamenti stradali adeguati alla gestione del traffico cresciuto in questi ultimi anni insieme alla rilevanza strategica di questo settore. 7.2) STIMA DEGLI IMPATTI 7.2.2) Impatti in fase di esercizio L impatto da traffico in fase di esercizio è assai limitato. Si prevede infatti un traffico in di circa 5-6 camion di media portata al giorno.

18 Sicuramente si tratta di un impatto modestissimo che non appesantirà il traffico sulle arterie normalmente utilizzate. 8 RUMORE Il presente capitolo è specificatamente dedicato al rumore connesso alla realizzazione ed esercizio intervento. 8.1 STIMA DEGLI IMPATTI In relazione alle emissioni sonore prodotte dai mezzi di scavo in opera, si è applicata una formula di attenuazione del rumore in funzione della distanza, al fine di valutare l entità del livello sonoro indotto in corrispondenza dei ricettori sensibili ubicati in prossimità dell area estrattiva in oggetto. La formula applicata è cautelativa poiché, come si è detto, tiene conto soltanto dell'attenuazione per effetto della distanza, trascurando gli smorzamenti dovuti ad altri effetti: essa, tuttavia, tiene conto soltanto del rumore prodotto dall'attività estrattiva in oggetto, non essendo disponibili dati relativi alle altre sorgenti sonore individuate, (si evidenzia, peraltro, che tali sorgenti sonore sono già esistenti sul territorio ed esulano dalla presente trattazione). Essendo r 1 ed r 2 le distanze di due punti generici dalla sorgente di rumore, si può stimare l'attenuazione del livello sonoro in funzione della distanza con la formula: Leq 2 = L eq 1-20 Log (r 2 / r 1 ) In relazione alla distanza dei ricettori sensibili individuati, quindi, si è stimato il livello sonoro equivalente indotto dall'attività dei mezzi di scavo in opera sul sito estrattivo. Non disponendo di misure effettive, si è fatto riferimento ad un range di livelli sonori emessi da macchine di movimento terra, variabile tra 70 e 8O db(a) misurato in prossimità del mezzo in funzione (2 m) e, tenendo conto dell'attenuazione del rumore per divergenza geometrica (attenuazione in funzione della distanza), si possono prevedere i seguenti livelli sonori: Distanza dalla sorsente sonora [m] Sorgente 70 db(a) Sorgente 80 db(a) Leq [db(a)] Leq [db(a)]

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