COME COSTRUIRE UN PIANO DI IMPRESA - IL BUSINESS PLAN -

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "COME COSTRUIRE UN PIANO DI IMPRESA - IL BUSINESS PLAN -"

Transcript

1 COME COSTRUIRE UN PIANO DI IMPRESA - IL BUSINESS PLAN - Il Business Plan (detto anche piano di fattibilità o piano d impresa) è lo strumento fondamentale per la creazione di un impresa, il mezzo essenziale per presentare nella sua globalità ed in modo chiaro un progetto d impresa, e può essere finalizzato a diversi obiettivi, dall avvio d impresa alla richiesta di finanziamenti. Sedersi ad un tavolo, cercare di raccogliere tutte le informazioni necessarie per valutare l idea di impresa non è mai tempo perso. Non garantisce di per sé il successo, però permette di ridurre ragionevolmente il rischio di un fallimento. Quindi il Business Plan è un documento di fondamentale importanza per la neo imprenditrice. Un Business Plan ben fatto: Consente di verificare la reale fattibilità dell iniziativa sotto i suoi diversi profili (tecnico, commerciale, economico-finanziario); Costituisce una guida operativa per i primi periodi di gestione, ma anche uno strumento di verifica continua; Rappresenta un biglietto da visita insostituibile per qualsiasi contatto con i finanziatori (è previsto anche da molte leggi di finanziamento per le nuove imprese). Il progetto d impresa consente di determinare con ragionevole approssimazione il grado di convenienza e/o di rischio dell iniziativa, e dà risposta razionale a due domande di fondo: 1) Conviene dar vita all impresa? E, se la risposta è affermativa: 2) Qual è il modo migliore per realizzarla? Il Business Plan permette quindi alla futura imprenditrice di analizzare a fondo tutti gli aspetti inerenti l attività, mettendo in luce preventivamente i principali problemi da affrontare, e la sua redazione consente di creare un documento guida per tutte le fasi dell attività. Divenendo un utile strumento di controllo gestionale, permette di verificare eventuali scostamenti rispetto alle previsioni, nonché, in presenza di tali eventi, di ritirare eventuali scelte non opportune. Senza la disponibilità di un piano non è possibile avviare alcuna iniziativa, perché non si ha una cognizione esatta di ciò che è necessario fare e di come deve essere fatto. Quindi, pianificare le strategie d azione in direzione della creazione d impresa riveste un importanza fondamentale per il successo 1

2 dell iniziativa imprenditoriale, in quanto facilita la gestione dell impresa e lo svolgimento delle molteplici funzioni imprenditoriali: Scegliere i macchinari e gli impianti giusti Acquistare le materie prime per la produzione Organizzare e gestire la produzione Selezionare i dipendenti Organizzare il lavoro Controllare l efficienza della produzione Seguire la contabilità Contattare i clienti Decidere i prezzi Gestire le vendite Curare gli incassi Gestire i rapporti con le banche ecc Pianificare significa anche ricercare la migliore combinazione tra gli ingredienti di successo per il raggiungimento degli obiettivi aziendali: MOTIVAZIONE e IMPEGNO ABILITA e CAPACITA INGREDIENTI FONDAMENTALI per il SUCCESSO IDEA in RELAZIONE al MERCATO RISORSE PIANO e STRATEGIA ORGANIZZAZIONE e AMMINISTRAZIONE 2

3 Ogni Business Plan costituisce un caso a sé stante, con particolari caratteristiche che non possono essere ricondotte ad uno schema rigido. Pertanto quella che proponiamo in questa guida è una struttura tipo di Business Plan, da adattare ad ogni singolo caso. Un piano d impresa (Business Plan) è composto da tre parti fondamentali: Una prima parte di carattere introduttivo Una seconda di carattere tecnico operativo Una terza di carattere quantitativo monetario Il contenuto del piano d impresa varia molto a seconda del progetto, ovvero di ciò che si vorrà produrre, di come si vorrà produrlo, del mercato a cui ci si vorrà rivolgere e degli obiettivi della neoimprenditrice. La produzione potrà infatti consistere in beni di largo consumo, beni strumentali e/o servizi che potranno essere già esistenti o nuovi. Il processo di produzione potrà essere svolto dall azienda oppure parzialmente o totalmente commissionato all esterno. Il mercato a cui ci si rivolgerà potrà essere un mercato locale oppure un mercato diffuso, o ancora un mercato con clienti identificabili in un numero limitato. Anche gli obiettivi della neo-imprenditrice potranno essere molto diversi, sia dal punto delle aspettative di reddito che da quello delle aspettative di sviluppo dell impresa. Prima di procedere alla stesura del piano d impresa converrà mettersi nella veste delle persone che dovranno leggerlo al fine di scegliere il taglio più appropriato. Un buon piano d impresa dovrà essere un documento conciso ma al contempo esauriente nelle informazioni relative all attività che descrive. Per verificare che nel piano d impresa siano stati inseriti tutti i punti principali da trattare, potrebbe essere di aiuto, una volta conclusa la prima stesura, rispondere alle domande che seguono: Il piano è organizzato in modo tale che siano visibili al lettore i punti chiave? I punti chiave sono rappresentati da: - presentazione generale dell attività - descrizione della compagine sociale - descrizione del prodotto/servizio - analisi del mercato di riferimento - previsioni economiche e finanziarie 3

4 Il prodotto/servizio e lo scopo dell attività sono facilmente comprensibili? Si sono ben focalizzate ed evidenziate tutte le fasi di realizzazione dell attività? Chi sono i clienti? Occorre descrivere la potenziale clientela e le modalità con cui ci si propone di raggiungerla. In che modo si ritiene che il prodotto/servizio sia migliore di quello dei concorrenti? Quali sono i punti di forza rispetto ai concorrenti? Di quanto denaro si ha necessità per avviare l attività? Questa parte riguarda le previsioni economiche e finanziarie. Preferibilmente le previsioni devono essere fatte su tre anni di attività, e devono prevedere sia i costi fissi che i costi variabili dell impresa. Ecco un possibile indice di riferimento per redigere il piano d impresa: PRESENTAZIONE DELL IMPRESA DEFINIZIONE DELL IDEA IMPRENDITORIALE DEFINIZIONE DEL PRODOTTO/SERVIZIO ANALISI DEL MERCATO 4

5 DEFINIZIONE DELLA STRUTTURA ORGANIZZATIVA/RISORSE UMANE RISORSE ECONOMICHE PREVISIONI FINANZIARIE 5

6 PRESENTAZIONE DELL IMPRESA (PARTE INTRODUTTIVA) La prima parte del business plan, a carattere introduttivo, dovrà contenere una descrizione sintetica (ma completa) dell attività che s intende intraprendere e dei motivi per cui si crede nel successo dell iniziativa; prima di tutto però è necessario, in questa parte iniziale del piano d impresa, fare riferimento a fattori di tipo soggettivo: deve evidenziare cioè, le caratteristiche personali (attitudini, aspirazioni, motivazioni) e professionali (studi effettuati, esperienze lavorative ecc.) del soggetto o dei soggetti promotori. In questa parte si deve pertanto riflettere su tali elementi: attitudini di guida esperienze di lavoro propensioni al rischio doti di creatività capacità di lavorare in gruppo e di trattare con le persone La credibilità dell aspirante imprenditrice è estremamente importante: perciò il progetto d impresa deve fornire, nella sua prima parte, un profilo significativo della titolarità. Vanno messe in evidenza quelle qualità personali che possono costituire veri e propri assi nella manica per il successo dell iniziativa: capacità tecniche, doti organizzative, ecc. Quando si parla di presentazione dell impresa è ovvio che, oltre ai dati identificativi e alle caratteristiche personali dei promotori, si fa riferimento anche alla fotografia dell impresa, che permette ai destinatari del business plan aziendale (potenziali soci, finanziatori, consulenti, ecc) di inquadrare immediatamente il caso, anche prima di addentrarsi in una lettura completa del progetto. Pur trovando una propria collocazione all inizio del progetto, queste informazioni vengono definite nel corso delle successive valutazioni da fare durante la redazione del piano aziendale. 6

7 Esse sono: denominazione dell impresa indirizzo forma giuridica attività esercitata data avvio prevista Caratteristiche delle promotrici Si è già detto quanto sia importante evidenziare, nella parte introduttiva, una descrizione delle caratteristiche soggettive delle promotrici e/o partecipanti all impresa. Descrivere le caratteristiche delle promotrici o delle partecipanti all impresa, significa determinare e verificare: - il loro curriculum, per individuare le competenze disponibili - le loro motivazioni, ossia perché ciascuno del gruppo voglia creare un impresa; questo perché avviare un impresa è spesso una sfida che richiede molto impegno ed è quindi indispensabile possedere la volontà di vederla realizzata. Ogni promotrice può fare una breve descrizione di sé: questo può aiutare terze persone a valutare se il gruppo possieda le capacità e le abilità per fare quello che si propone e, internamente al gruppo, potrà servire a valutare se sia necessario reperire eventuali ulteriori collaborazioni esterne. 7

8 E possibile utilizzare lo schema seguente come guida: Anagrafica: Nome Cognome Età Sesso Indirizzo Telefono Fax E mail Esperienza, capacità e hobby Ha esperienza in: E specializzata in: Sa fare: Le piace: Desidera: Sarà responsabile di: Collaborerà a: 8

9 L IDEA IMPRENDITORIALE (PARTE TECNICO OPERATIVA) Dopo aver fatto una breve presentazione delle promotrici dell impresa, ed averne quindi verificato le propensioni personali e le attitudini possedute, è necessario definire gli obiettivi che si intendono raggiungere: obiettivi che dovranno guidare l azienda nel compimento della sua missione. Identificare la missione d impresa significa definire l area di attività, in termini di prodotto/mercato che si intende coprire, e quindi pianificare l attività d impresa. Un buon progetto d impresa deve rispondere a tre domande fondamentali: A chi vendere? (il mercato) Cosa vendere? (il prodotto) Come produrre? (la tecnologia) Prima di scegliere e determinare le caratteristiche del prodotto da vendere o del servizio da offrire, è bene chiedersi: Chi può essere interessato a questo prodotto/servizio? Una buona conoscenza della domanda (reale e potenziale) è un presupposto indispensabile per chi intende mettersi in proprio. Eppure, sono pochissime le imprese che iniziano l attività con un soddisfacente grado di conoscenza del mercato verso il quale si vogliono rivolgere. E un grave errore. Al contrario è indispensabile: orientarsi al mercato, comprendere cioè le esigenze del consumatore e fare il possibile per soddisfarle; individuare il tipo di clientela a cui ci si vuole rivolgere, perché in ragione di ciò può cambiare il modo di presentarsi ed il tipo di servizio che deve essere reso; analizzare il mercato potenziale: è sufficientemente grande? E in espansione? Ci sono molti concorrenti? 9

10 ANALISI DEL MERCATO DI RIFERIMENTO Saper realizzare un prodotto non è sufficiente per sostenere un impresa; occorre anche che il prodotto sia richiesto da un mercato. Quindi innanzitutto occorre analizzare il settore in cui ci si vuole inserire. Un settore di mercato consiste in un gruppo di imprese che producono prodotti simili o offrono servizi simili, con processi simili. Poche aziende iniziano senza concorrenti. E indispensabile quindi essere consapevoli della situazione concorrenziale del settore in cui si vuole entrare e determinare la posizione dei concorrenti, al fine di evitare, in entrata, la concorrenza iniziale e sviluppare un vantaggio competitivo nel medio termine. Una nuova impresa deve trovare posto in un settore esistente o crearne uno di nuovo. La nuova idea (riguardo ad un vuoto nella linea dei prodotti, una nicchia, ecc.) deve essere disponibile, ma il suo successo dipende dalla comprensione del suo potenziale. I mercati di sbocco e di approvvigionamento Per determinare il mercato di sbocco occorre definire una serie di elementi, quali ad esempio: o se si tratta di un mercato già esistente in cui inserirsi o se si tratta di promuovere la domanda di un bene e/o un servizio in tutto o in parte nuovo o le possibili dimensioni del mercato (quantitative e/o geografiche) o la segmentazione del mercato o il grado di concentrazione dell offerta o il valore assoluto e tendenza della domanda Quantificare il mercato significa verificare se l attività che s intende avviare avrà soltanto una clientela locale o se sarà costituita da clienti provenienti dall esterno (pendolari/turisti), se si rivolgerà ad una clientela distribuita su tutto il territorio nazionale o internazionale. Sarà inoltre necessario prevedere la domanda e stimare il numero dei potenziali clienti, calcolando ad esempio il numero degli abitanti, il numero delle attività analoghe/concorrenti, ed incrociando tali valori con i comportamenti di acquisto e l andamento della concorrenza esistente. 10

11 I mercati di approvvigionamento invece comprendono: Mercato del lavoro (mercato delle risorse umane) Mercato dei fattori a fecondità semplice (beni o servizi che si esauriscono con un unico utilizzo) - reperibilità e costo delle professionalità richieste - tempi di formazione per le professionalità non reperibili - costo collaboratori esterni - costo servizi esterni - prezzi unitari - condizioni di pagamento Mercato dei fattori a fecondità ripetuta (beni utili per un arco di tempo o per più utilizzi) - prezzi di mercato - durata - prestazioni accessorie - alternative - tempi di consegna/installazione Mercato di capitali (possibili fonti di finanziamento) - proposte di finanziamento - costo - tempi di rientro La concorrenza Analisi fondamentale rispetto al mercato è sicuramente quella relativa la concorrenza, cioè dell ambiente in cui la nuova impresa si troverà ad operare e che ne condizionerà e influenzerà le scelte gestionali. L attenzione maggiore sarà ovviamente rivolta all ambiente che tocca più da vicino: il settore di attività. Questo rappresenterà il campo di battaglia in cui si cimenterà lìimpresa: di esso è opportuno conoscerne le forze operanti, rappresentate da una serie di elementi quali i clienti, i fornitori, i concorrenti potenziali, i prodotti sostitutivi. La neo imprenditrice dovrà quindi studiare i caratteri peculiari di tutte quelle forze operanti nel settore che prescelto, in modo da comprendere gli elementi davvero importanti per avere successo nel mercato, e cioè i fattori di successo dell impresa. 11

12 Nell individuazione della concorrenza esistono due passi fondamentali: 1. Individuare le imprese che offrono un prodotto/servizio analogo sullo stesso mercato/segmento 2. Analizzare rispetto a tali imprese i potenziali fattori di forza competitiva per gli aspetti che riguardano: Approvvigionamento di materiali Possibilità di accedere a forniture più vantaggiose Competenza tecnologica Se è migliore delle altre imprese nell approvvigionamento o nella distribuzione Reputazione del prodotto Per qualità, prestazione, immagine. I clienti lo vogliono, i distributori vogliono tenerlo nel loro assortimento. Riuscire a creare la reputazione del prodotto è importante per la nuova impresa e può costituire un vantaggio duraturo nel tempo Riconoscimento della marca Cioè la familiarità del cliente con il marchio d impresa in generale, indipendentemente dal prodotto Fedeltà o lealtà del cliente La tendenza di alcuni clienti a comperare sempre dalla stessa fonte rappresenta una forte barriera alla penetrazione di nuove imprese Messaggio promozionale È possibile che uno slogan pubblicitario diventi talmente noto che, automaticamente, i clienti richiedono quel prodotto Accesso alla distribuzione Non tutti beneficiano del medesimo accesso ai canali distributivi Costi di trasporto Quali sono le alternative tra cui è possibile scegliere/decidere, a carico di chi saranno 12

13 Stabilimento di produzione Quanti, dove Produttività della forza lavoro Può essere un vantaggio per molte piccole imprese grazie al rapporto stretto che spesso può esistere fra proprietari, dirigenti e operai Individuazione della clientela: la strategie di marketing Individuare la potenziale clientela e focalizzare i mezzi con cui il proprio prodotto/servizio possa facilmente catturare la loro attenzione è un operazione che comporta del tempo; occorre tempo per le ricerche e dunque per lo sviluppo di un buon piano di marketing: ma è tempo ben speso. Il mercato non è indifferenziato, è una realtà in continuo mutamento, composta da innumerevoli potenziali consumatori, ognuno dei quali con propri desideri e bisogni. E più facile capire cosa veramente serva al mercato che cercare di imporre quello che a noi piacerebbe che il mercato acquistasse. Un buon principio generale è pensare che l azienda, per quanto riguarda i prodotti che le competono, ha come finalità quella di capire bene i problemi dei suoi clienti, e quindi riuscire a trovare delle soluzioni a questi problemi tramite l offerta del suo prodotto o servizio. A questo proposito possono essere d aiuto le ricerche fatte relativamente ai settori di attività che in una determinata zona sono risultati poco sfruttati o addirittura inesistenti, e che, in quanto tali, offrono buone opportunità di sbocco per nuove iniziative imprenditoriali. 13

14 L azienda quindi, si porrà sul mercato di riferimento, occupando un suo spazio, ma per fare questo è necessario tenere presente alcune regole fondamentali. 1. Capire molto bene in cosa si è veramente bravi, cosa si è capaci di fare bene, e quali sono le risorse attuali. Per iniziare un attività o per proseguirne una già avviata, il primo passo è capire quali risorse si abbiano a disposizione, ovvero i punti di forza: abilità specifiche; idee o brevetti relativi a prodotti che, previa verifica più approfondita, potrebbero avere successo; risorse finanziarie; la conoscenza di un certo numero di buoni clienti a cui proporre prodotti o servizi; conoscenze che possono aiutare ad avviare o a consolidare un attività imprenditoriale; altri punti che possano essere punti di forza, su cui basarsi per intraprendere l attività imprenditoriale 2. Capire molto bene come funziona il mercato a cui si intende rivolgersi. Questo è un punto critico, in quanto non è facile poter individuare il funzionamento del mercato in cui inserirsi. La piccola e media impresa in questo è avvantaggiata, essendo l imprenditore molto più vicino al cliente finale di quanto non lo sia l imprenditore di una grande azienda. Comprendere il mercato di riferimento significa: in che modo possono essere classificati i potenziali clienti, ovvero secondo quali criteri si possono creare dei gruppi omogenei (con gli stessi comportamenti d acquisto o gusti o modi simili di usare il prodotto /servizio) di consumatori? Questo è il punto di partenza di tutto quanto seguirà in chiave di marketing, poiché una volta suddiviso il mercato di potenziali clienti in gruppi similari tra loro, il passo successivo sarà quello di scegliere a quali gruppi di potenziali consumatori rivolgersi. 14

15 Quale tipologia di clientela si intende soddisfare? Quali altre aziende operano già sul mercato rivolgendosi agli stessi clienti? Quali prodotti/servizi queste aziende realizzano e perché i clienti li acquistano? In altre parole, quali sono i punti di forza dei concorrenti? Cosa manca ai prodotti della concorrenza che invece si potrebbe offrire? (per prodotto non si intende solo il bene fisico o servizio, ma qualcosa di più complesso, come si vedrà più avanti parlando della definizione di prodotto) Come si svolge il processo di acquisto, cioè in quale occasione e dove il cliente acquista? Chi partecipa alla decisione di acquisto? Chi acquista è anche l utilizzatore finale? 3. Decidere le azioni da intraprendere considerando i principali elementi di cui si è in possesso. Ora si dovrebbe essere in grado di identificare con relativa certezza: A. A quale tipo di clienti (ovvero a quali segmenti di mercato) rivolgersi per offrire il prodotto/servizio B. Quale tipo di prodotto/servizio il mercato richieda C. Le risorse a disposizione (interne o reperite altrove) D. Cosa si è in grado di offrire Le prime due decisioni e l ultima vengono a configurarsi come obiettivi primari che ci si pone al fine di operare con coerenza sul mercato. Definiti questi obiettivi primari, è necessario sapere come tradurli in termini di mercato, pertanto occorre attivare quelle che vengono definite le variabili strategiche di marketing, cioè quelle grandezze che, se modificate, variano l azione commerciale dell azienda nei confronti del mercato. Le variabili sono quindi un insieme di fattori che determinano le decisioni di marketing, e sono: Il prodotto Il prezzo La distribuzione La pubblicità 15

16 DESCRIZIONE DEL PRODOTTO/SERVIZIO Scelti i potenziali clienti, occorre ora trovare il prodotto/servizio che meglio risponda alle loro esigenze e quindi: 1) vedere quali siano i bisogni del cliente 2) pensare al prodotto adatto per soddisfarli Un buon punto d inizio sarà riprendere in esame l idea imprenditoriale originaria e confrontarla con ciò che si ha avuto modo di conoscere fino a questo momento del mercato di riferimento. Ciò significa riesaminare la potenziale clientela, ma anche i potenziali concorrenti. E una fase molto delicata in quanto ormai nessuno si rivolge ad un impresa perché fornisca un prodotto qualsiasi: le imprese vincenti sono quelle che riescono a dare qualcosa di più, a soddisfare il cliente grazie ad esempio alla qualità dei servizi che accompagnano il prodotto (o alle modalità di erogazione, nell ipotesi si offra un servizio). Il successo dell iniziativa non richiede necessariamente l introduzione di un prodotto nuovo. Sono numerosi, al contrario, i casi di imprese di successo che hanno rivitalizzato prodotti già esistenti proponendo utilizzazioni diverse o migliori. Sarebbe opportuno considerare il prodotto/servizio offerto come un sistema, composto di diversi elementi che devono essere coerenti tra loro ed adatti alle esigenze di mercato, nonché alla struttura aziendale. Elementi del sistema prodotto/servizio sono: caratteri materiali (contenuto, tecnologia, affidabilità); gamma dell offerta; livello del prezzo; caratteri immateriali (prestigio, eleganza, sicurezza, competenza professionale, serietà); servizi accessori (assistenza, garanzia, trasporto); modalità di pagamento. Il prodotto/servizio è ciò che l impresa porta sul mercato, e quindi anche dalla sua scelta dipende il successo dell attività; occorre descrivere dettagliatamente ciò che si intende offrire, paragonandosi anche alla concorrenza esistente. 16

17 La possibilità che un prodotto possa raggiungere il successo è legata a numerosi fattori: CONDIZIONI DI SUCCESSO il prodotto/servizio soddisfa un bisogno; il prodotto/servizio è tecnologicamente superiore a quelli esistenti ed ha un costo inferiore; il prodotto/servizio è compatibile con la struttura aziendale; esiste una chiara definizione delle strategie per i nuovi prodotti che rende possibile la creazione e la selezione di prodotti nuovi che soddisfino in modo specifico gli obiettivi di impresa e i bisogni di mercato. CONDIZIONI DI INSUCCESSO carenza nella ricerca del marketing; problemi tecnici nel design e nella produzione/erogazione del nuovo prodotto/servizio; errata scelta del momento di introduzione sul mercato. Per determinare con precisione il prodotto/servizio da proporre sul mercato e le relative quantità occorre poter stimare la possibile DOMANDA FUTURA. La domanda può essere stimata per mezzo di: 1. analisi di fattori di mercato: questo metodo si basa sul presupposto che la domanda futura di un certo prodotto sia collegata all andamento di certi fattori di mercato. Il segreto per utilizzare questo metodo consiste nel selezionare fattori di mercato adeguati, riconducendone al minimo il numero; infatti più alto è il numero dei fattori, maggiori sono le possibilità di stime errate; 2. sondaggio di mercato sulle intenzioni degli acquirenti: tramite un indagine su un campione di potenziali acquirenti, volta ad accertare la quantità di un determinato prodotto che potrebbe essere acquistato, ad un certo prezzo, in un determinato periodo. I principali problemi che si pongono sono la scelta del campione dei consumatori ed il costo della ricerca; 3. test di marketing: porre in vendita il prodotto per prova in un area geografica campione. I risultati di vendita che si ottengono nell ambito di questo mercato ristretto servono all impresa per stimare le vendite che si potrebbero ottenere su un mercato più vasto. 17

18 Gli elementi innovativi ed il processo produttivo Definito il prodotto/servizio, occorre anche evidenziarne gli elementi di diversificazione rispetto a quanto già presente sul mercato, per individuare quelle caratteristiche che possono distinguerlo dall esistente e renderlo appetibile per l acquisto L innovazione può essere espressa in termini di: - nuovo prodotto/servizio, nuovo mercato - prodotto/servizio esistente, mercato esistente - prodotto/servizio esistente, nuovo mercato - nuovo processo di erogazione, mercato esistente Quindi, la parte relativa alla descrizione del prodotto/servizio deve illustrare nel dettaglio cosa si voglia presentare sul mercato. Il prodotto/servizio deve essere analizzato nei particolari ed anche confrontato con la concorrenza per evidenziarne i punti di forza e di debolezza. I fattori che determinano il successo/insuccesso di un prodotto/servizio infatti devono essere verificati possibilmente prima di immettersi sul mercato. E inoltre necessario che vengano delineati ulteriori elementi relativi al prodotto/servizio. Essi sono: Processo produttivo: stabilire i tempi e i costi della messa a punto, scegliendo impianti, attrezzature, materiali, ecc. Sono scelte importanti in quanto si determinano le modalità di produzione del prodotto o di erogazione del servizio, anche se la potenzialità del processo stesso potrà essere stabilita solo approssimativamente. Determinato il progetto di prodotto/servizio, e scelto il processo di produzione/erogazione, è necessaria un analisi operativa, con la quale ordinare dettagliatamente tutti i passaggi richiesti per la produzione del bene o l erogazione del servizio prescelti. Ulteriore fattore da determinare sarà quindi il piano di introduzione delle tecnologie, ossia quali siano le attrezzature, i macchinari, le metodologie necessarie alle diverse fasi della produzione/erogazione. Per la scelta è necessario raccogliere il maggior numero possibile di informazioni sulle attrezzature e sui macchinari esistenti, sulle loro prestazioni, modalità di utilizzo, capacità produttive, ecc. 18

19 Il prezzo, la distribuzione e la pubblicità La determinazione del prezzo che verrà applicato al prodotto/servizio è ulteriore punto fondamentale della pianificazione aziendale. Le decisioni relative alla determinazione del prezzo del prodotto/servizio da erogare devono tener conto di alcuni fattori che ne possono influenzare l ammontare: - possibili reazioni dei concorrenti (presenza o meno sul mercato di prodotti sostitutivi) - uso di un prezzo di scrematura o di sfondamento sul mercato - prevedibile domanda del prodotto/servizio, cioè il prezzo atteso - quota di mercato che si può ottenere - gamma dei prodotti/servizi, canali distributivi/modalità di erogazione, promozione Inoltre, per fissare il prezzo del nostro prodotto/servizio sarà utile seguire alcuni criteri, quali: livello del costo: determinare il prezzo aumentando di una certa percentuale il costo, fissando un livello standard di rendimento; valore percepito: i prezzi si fissano in base ad elementi di percezione quali la scarsezza dell offerta, il valore che i clienti dovrebbero attribuire al prodotto/servizio (quanto è disposto a pagare il cliente per questo prodotto/servizio?); quota di mercato prevista: i prezzi possono essere fissati alla media di mercato o sopra o sotto, a seconda della strategia con la quale si vogliono conquistare quote di mercato. Per quanto concerne poi le scelte distributive del prodotto/servizio occorre considerare almeno due fattori: tipi di canali disponibili: diretti o mediati in modo più o meno forte. La distribuzione diretta è in genere la più costosa ma anche quella che permette di meglio percepire i bisogni o i messaggi del cliente funzioni dei canali distributivi: più delega a terzi più diminuiscono i costi fissi legati alla distribuzione/erogazione. 19

20 La promozione crea un contatto tra produttore e consumatore, trasferisce informazioni sul prodotto e aiuta a ricordare il nome dell impresa. Il metodo tradizionale più ovvio è la pubblicità (visiva, scritta, parlata), ma esistono anche altri mezzi, quali: riduzione di prezzi ai clienti, sconti e incentivi di vendita ai distributori, omaggi, esposizione nelle vetrine, partecipazione a fiere, ecc. La preparazione di un buon piano di promozione per un impresa in fase di avviamento potrebbe apparire come un momento meno importante di altri, per il quale non sembra necessario investire molto denaro. In realtà non è così, in quanto anche l attività promozionale rappresenta una leva per il successo del prodotto/servizio, quindi è bene non economizzare troppo per questo aspetto; i mezzi di comunicazione promozionale che possono essere utilizzati sono diversi (mail, quotidiani, riviste specializzate e non, radio, televisione, volantini, ecc.), e devono contenere il messaggio che si vuole trasferire rispetto al prodotto/servizio, studiato sulla base comportamentale dei clienti, per attirarne l attenzione. L immagine aziendale e la comunicazione di marketing L immagine dell impresa può contribuire a rendere le comunicazioni di marketing più o meno efficaci di quanto lo sarebbero da sole. L immagine aziendale consiste nella combinazione di pensieri, sensazioni, credenze, opinioni e modo di vedere della gente nei confronti dell impresa e dei prodotti e servizi. Dunque, l immagine aziendale è tutto ciò che gli altri pensano e immaginano dell impresa e non quello che si pensava in prima persona o che il materiale pubblicitario dice dell azienda. La sua importanza per il successo dell attività è tale che anche le imprese più piccole dovrebbero essere consapevoli della loro immagine e adoperarsi per promuoverla. L immagine dell impresa corrisponde all identità all interno del mercato: essa contribuisce a creare l ambiente per migliorare la ricettività della clientela potenziale nei confronti del messaggio. Per le imprese di servizi, l immagine assume una maggiore importanza perché l azienda è la materia prima, i macchinari, il campionario e il prodotto in uno. Quindi tutti, anche i dipendenti (se ci sono) costituiscono l immagine dell impresa. 20

GUIDA ALLA COMPILAZIONE DEL PROGETTO D IMPRESA - Concorso Il miglior progetto d impresa - 2^ edizione 2013/2014.

GUIDA ALLA COMPILAZIONE DEL PROGETTO D IMPRESA - Concorso Il miglior progetto d impresa - 2^ edizione 2013/2014. GUIDA ALLA COMPILAZIONE DEL PROGETTO D IMPRESA - Concorso Il miglior progetto d impresa - 2^ edizione 2013/2014. PREMESSA Per partecipare al concorso è necessario compilare il modulo Progetto d impresa

Dettagli

(traccia di business plan da allegare alla domanda in duplice copia e possibilmente senza spillature)

(traccia di business plan da allegare alla domanda in duplice copia e possibilmente senza spillature) Modello A (traccia di business plan da allegare alla domanda in duplice copia e possibilmente senza spillature) Ragione sociale dell impresa o Titolo del progetto imprenditoriale BUSINESS PLAN per l accesso

Dettagli

Nozioni di base sulla stesura di un piano economico-finanziario. Daniela Cervi Matteo Pellegrini 10 Febbraio 2014

Nozioni di base sulla stesura di un piano economico-finanziario. Daniela Cervi Matteo Pellegrini 10 Febbraio 2014 Nozioni di base sulla stesura di un piano economico-finanziario Daniela Cervi Matteo Pellegrini 10 Febbraio 2014 Il Piano Economico Finanziario Il piano economico-finanziario costituisce la porzione più

Dettagli

GUIDA ALLA REDAZIONE DEL BUSINESS PLAN

GUIDA ALLA REDAZIONE DEL BUSINESS PLAN GUIDA ALLA REDAZIONE DEL BUSINESS PLAN Il Business Plan è il principale strumento per valutare la convenienza economica e la fattibilità di un nuovo progetto di impresa. Documento indispensabile per accedere

Dettagli

COME NASCE L IDEA IMPRENDITORIALE E COME SI SVILUPPA IL PROGETTO D IMPRESA: IL BUSINESS PLAN

COME NASCE L IDEA IMPRENDITORIALE E COME SI SVILUPPA IL PROGETTO D IMPRESA: IL BUSINESS PLAN COME NASCE L IDEA IMPRENDITORIALE E COME SI SVILUPPA IL PROGETTO D IMPRESA: IL BUSINESS PLAN La nuova impresa nasce da un idea, da un intuizione: la scoperta di una nuova tecnologia, l espansione della

Dettagli

BUSINESS PLAN EDIZIONE 2011/2012

BUSINESS PLAN EDIZIONE 2011/2012 BUSINESS PLAN EDIZIONE 2011/2012 6 Una cooperativa, come ogni impresa, per stare sul mercato deve remunerare i fattori produttivi in modo da avere un saldo positivo e dunque redigere un bilancio in utile.

Dettagli

Dalla business idea alla sua realizzazione: il ruolo del business plan

Dalla business idea alla sua realizzazione: il ruolo del business plan TRIESTE 25 gennaio - 15 febbraio 2014 Dalla business idea alla sua realizzazione: il ruolo del business plan GIORGIO VALENTINUZ DEAMS «Bruno de Finetti» Università di Trieste www.deams.units.it Il business

Dettagli

GUIDA AL BUSINESS PLAN*

GUIDA AL BUSINESS PLAN* GUIDA AL BUSINESS PLAN* *La guida può essere utilizzata dai partecipanti al Concorso che non richiedono assistenza per la compilazione del businnes plan INDICE Introduzione 1. Quando e perché un business

Dettagli

RELAZIONE ECONOMICO - FINANZIARIA

RELAZIONE ECONOMICO - FINANZIARIA aggiornato al 24/10/2011 L.P. 13 dicembre 1999, n. 6, articolo 5 RICERCA APPLICATA PROCEDURA VALUTATIVA RELAZIONE ECONOMICO - FINANZIARIA per domande di agevolazione di importo fino a 1,5 milioni di euro

Dettagli

STARTCUP. Guida alla Compilazione del Business Plan

STARTCUP. Guida alla Compilazione del Business Plan STARTCUP Guida alla Compilazione del Business Plan 2 INDICE DEL BUSINESS PLAN 1. SINTESI DEL PROGETTO IMPRENDITORIALE 3 2.L'IMPRESA : SETTORE DI ATTIVITÀ E FORMA GIURIDICA 3 3. IL GRUPPO IMPRENDITORIALE

Dettagli

SERGIO ALABISO TEMPORARY MANAGER

SERGIO ALABISO TEMPORARY MANAGER TEMPORARY MANAGER Il Business Plan Temporary Manager La difficoltà non sta nel credere nelle nuove idee, ma nel fuggire dalle vecchie. John Maynard Keynes Che cosa e e a cosa serve E un documento volto

Dettagli

Dott. Giorgia Rosso Casanova g.rossoc@ec.unipi.it. Il Business Plan

Dott. Giorgia Rosso Casanova g.rossoc@ec.unipi.it. Il Business Plan Dott. Giorgia Rosso Casanova g.rossoc@ec.unipi.it Il Business Plan Che cos è il business plan Documento di pianificazione e comunicazione che analizza e descrive l idea imprenditoriale e ne consente una

Dettagli

Capitolo 3. Progetto di impresa

Capitolo 3. Progetto di impresa Capitolo 3 Progetto di impresa 3.1 La redazione del business plan: aspetti generali La nuova impresa nasce da un idea, da un intuizione. Molteplici possono essere le motivazioni di una scelta imprenditoriale:

Dettagli

Guida all elaborazione del Business Plan

Guida all elaborazione del Business Plan Guida all elaborazione del Business Plan GUIDA ALL ELABORAZIONE DEL BUSINESS PLAN Titolo progetto Dare un titolo al progetto che si intende sviluppare (di norma contraddistingue il prodotto/servizio che

Dettagli

Allegato D Demo a supporto della produzione delle informazioni relative al progetto imprenditoriale

Allegato D Demo a supporto della produzione delle informazioni relative al progetto imprenditoriale Allegato D Demo a supporto della produzione delle informazioni relative al progetto imprenditoriale Documento di supporto alla presentazione dell idea imprenditoriale Milano, 18/12/2009 2 Indice 1 Premessa...

Dettagli

Intraprendendo. www.intraprendendo.com

Intraprendendo. www.intraprendendo.com Business Plan la guida Intraprendendo 2012 Noi di Intraprendendo crediamo che lo sviluppo dell economia non sia altro che la somma della crescita nostra e delle nostre aziende e che fare impresa e farla

Dettagli

Incentivo Start Up Polaris

Incentivo Start Up Polaris Incentivo Start Up Polaris Per l avvio di nuove iniziative d impresa negli ambiti tecnologici di specializzazione del parco Allegato A GUIDA FORMULARIO BUSINESS PLAN VRT 04/08-2010 INDICE 1. SINTESI DEL

Dettagli

La gestione aziendale, il reddito e il patrimonio

La gestione aziendale, il reddito e il patrimonio 1 di 6 La gestione aziendale, il reddito e il patrimonio Come possono essere classificate le operazioni di gestione? La gestione aziendale è l insieme coordinato di operazioni attraverso le quali l impresa

Dettagli

CAP. 4. IL BUSINESS PLAN: UNO STRUMENTO GESTIONALE A SUPPORTO. 4.1 Introduzione. 4.2. Struttura del business plan

CAP. 4. IL BUSINESS PLAN: UNO STRUMENTO GESTIONALE A SUPPORTO. 4.1 Introduzione. 4.2. Struttura del business plan CAP. 4. IL BUSINESS PLAN: UNO STRUMENTO GESTIONALE A SUPPORTO DELL ATTIVITA ESTRATTIVA 4.1 Introduzione Il business plan è lo strumento alla base di ogni processo di pianificazione sistematico ed efficace.

Dettagli

Concorso idee imprenditoriali

Concorso idee imprenditoriali Concorso idee imprenditoriali Ancona, 28 febbraio 2008 Il contenuto del business plan Descrizione dell idea di business descrizione dell idea imprenditoriale; analisi del mercato e della concorrenza; definizione

Dettagli

Provincia dell Ogliastra Gestione Commissariale (L.R. n. 15 /2013)

Provincia dell Ogliastra Gestione Commissariale (L.R. n. 15 /2013) BANDO PUBBLICO PER LA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO SPERIMENTALE DI PROMOZIONE E VALORIZZAZIONE DELLA COLTIVAZIONE DEL CILIEGIO DOLCE E DEL MELO NELLA PROVINCIA DELL OGLIASTRA ALLEGATO A - PIANO DI SVILUPPO

Dettagli

Business Plan. Accesso alle fonti di finanzamento

Business Plan. Accesso alle fonti di finanzamento Il business plan Definizione Il Business Plan, o piano economico-finanziario, è il documento che permette di definire e riepilogare il progetto imprenditoriale, le linee strategiche, gli obiettivi e la

Dettagli

Progetto Ricerca e Innovazione MI 2

Progetto Ricerca e Innovazione MI 2 Progetto Ricerca e Innovazione MI 2 IL BUSINESS PLAN Il business plan è quel documento con il quale si descrive, si pianifica e si valuta l idea imprenditoriale. In esso i promotori effettuano un'analisi

Dettagli

AL LAVORO! HO UN IDEA E AVVIO UN IMPRESA: COMPETENZE E STRUMENTI PER AVVIARE UN IMPRESA. - Pietro Petrecca -

AL LAVORO! HO UN IDEA E AVVIO UN IMPRESA: COMPETENZE E STRUMENTI PER AVVIARE UN IMPRESA. - Pietro Petrecca - AL LAVORO HO UN IDEA E AVVIO UN IMPRESA: COMPETENZE E STRUMENTI PER AVVIARE UN IMPRESA. - Pietro Petrecca - 1 Azienda E il complesso dei beni organizzati dall imprenditore per l esercizio dell impresa.

Dettagli

SCHEMA DI BUSINESS PLAN a cura di Massimo D Angelillo

SCHEMA DI BUSINESS PLAN a cura di Massimo D Angelillo SCHEMA DI BUSINESS PLAN a cura di Massimo D Angelillo Genesis s.r.l. - Via Galliera, 26-40121 Bologna - www.genesis.it Copyright Genesis, 2004. - 1 - CHECK LIST 1. Hai messo a fuoco il mercato a cui rivolgerti?

Dettagli

Allegato n. 3 Linee guida Business Plan LINEE GUIDA PER L ELABORAZIONE DEL BUSINESS PLAN

Allegato n. 3 Linee guida Business Plan LINEE GUIDA PER L ELABORAZIONE DEL BUSINESS PLAN Allegato n. 3 Linee guida Business Plan LINEE GUIDA PER L ELABORAZIONE DEL BUSINESS PLAN 1 INDICE 1. Modalità di scrittura e stile del business plan... 3 2. Struttura di un business plan... 3 2.1 Sintesi...

Dettagli

LA REDAZIONE DEL BUSINESS PLAN I: PARTI FONDAMENTALI E CONTENUTI. Dott. Roberto Matterazzo

LA REDAZIONE DEL BUSINESS PLAN I: PARTI FONDAMENTALI E CONTENUTI. Dott. Roberto Matterazzo LA REDAZIONE DEL BUSINESS PLAN I: PARTI FONDAMENTALI E CONTENUTI Dott. Roberto Matterazzo L incontro si propone di rispondere a queste tre domande: Cosa devo concretamente scrivere in un business plan?

Dettagli

Che cos'è il Business Plan?

Che cos'è il Business Plan? Che cos'è il Business Plan? Sintesi del percorso per un piano d'impresa. Di seguito viene riportato un percorso guidato per la stesura di un business plan: si tratta di una traccia esemplificativa sui

Dettagli

1. Orientamento al prodotto 2. Orientamento alle vendite 3. Orientamento al mercato 4. Orientamento al marketing

1. Orientamento al prodotto 2. Orientamento alle vendite 3. Orientamento al mercato 4. Orientamento al marketing L ATTIVITA COMMERCIALE DELL AZIENDA: MARKETING Attività e processi mediante i quali l azienda è presente sul mercato reale su cui colloca i propri prodotti. Solitamente il marketing segue un preciso percorso,

Dettagli

Analisi per flussi. 1. Considerazioni generali

Analisi per flussi. 1. Considerazioni generali Capitolo 8 Analisi per flussi 1. Considerazioni generali Il rendiconto finanziario è un prospetto che raggruppa, in relazione a determinati scopi di formazione, le variazioni (flussi) intervenute nella

Dettagli

BUSINESS PLAN: COSA OCCORRE SAPERE INDICAZIONI PER LA REDAZIONE DI UN BUSINESS PLAN

BUSINESS PLAN: COSA OCCORRE SAPERE INDICAZIONI PER LA REDAZIONE DI UN BUSINESS PLAN BUSINESS PLAN: COSA OCCORRE SAPERE INDICAZIONI PER LA REDAZIONE DI UN BUSINESS PLAN Cos è il BUSINESS PLAN? E un documento volto a rappresentare in ottica prospettica il progetto di sviluppo imprenditoriale

Dettagli

GUIDA ALLA COMPILAZIONE

GUIDA ALLA COMPILAZIONE ECAPITAL 2016 PERCORSO DI FORMAZIONE GUIDA ALLA COMPILAZIONE DEL PIANO ECONOMICO-FINANZIARIO DOTT. CARLO SCIDA Guida alla compilazione del Business Plan ASPETTI GENERALI L orizzonte temporale previsto

Dettagli

SEZIONE A - INFORMAZIONI SULL INVESTIMENTO

SEZIONE A - INFORMAZIONI SULL INVESTIMENTO ALLEGATO 5 - Pag. 1 di 9 Per le imprese di nuova costituzione (ovvero quelle costituite o che hanno avviato la propria attività non oltre tre anni prima della richiesta di ammissione al Fondo di Garanzia

Dettagli

IL BUSINESS PLAN Cos è e come farlo

IL BUSINESS PLAN Cos è e come farlo IL BUSINESS PLAN Cos è e come farlo di Riccardo Barni PARTE I SCOPO DEL BUSINESS PLAN 1. A COSA SERVE IL B. P. A determinare i progetti futuri A verificare il raggiungimento degli obiettivi A reperire

Dettagli

BUSINESS PLAN BUSINESS PLAN DI PER APERTURA PIZZERIA

BUSINESS PLAN BUSINESS PLAN DI PER APERTURA PIZZERIA BUSINESS PLAN DI PER APERTURA PIZZERIA 1 SINTESI DEL PROGETTO IMPRENDITORIALE: Tale sintesi dovrebbe dare al lettore una chiara idea del progetto imprenditoriale e dell opportunità di business che questo

Dettagli

Costruiamo insieme. un Business plan. CD Rom. Guarda nel. C l a s s e 5 ª

Costruiamo insieme. un Business plan. CD Rom. Guarda nel. C l a s s e 5 ª C l a s s e 5 ª Costruiamo insieme un Business plan di Stefano Fontana Seconda e ultima tappa del nostro viaggio alla scoperta di come è fatto un Business plan. Dopo aver illustrato le competenze necessarie

Dettagli

Stato patrimoniale al 31/12/n

Stato patrimoniale al 31/12/n Tema d esame Gestione economica delle imprese ristorative, analisi di bilancio e fonti di finanziamento di Grazia BATARRA ATTIVITÀ DIDATTICHE 1 MATERIE ECONOMICHE (Classe 5 a IP Tecnico servizi ristorativi)

Dettagli

BUSINESS PLAN APPROFONDIMENTO

BUSINESS PLAN APPROFONDIMENTO BUSINESS PLAN APPROFONDIMENTO IL BUSINESS PLAN CHE SEGUE PRESENTE IN INTERNET E STATO ELABORATO DA FINANCIAL ADVISOR BUSINESS APPROFONDIMENTO Cessione BANCHE IL BUSINESS PLAN: Come sintetizzare in un documento

Dettagli

Schema di riferimento per il business plan

Schema di riferimento per il business plan Schema di riferimento per il business plan 1 1. IDEA IMPRENDITORIALE 1.1 Descrizione dell idea imprenditoriale 1.2 Elementi di innovatività dell idea imprenditoriale 1.3 Relazione tra il contenuto tecnologico

Dettagli

Albez edutainment production. Il patrimonio. Classe III ITC

Albez edutainment production. Il patrimonio. Classe III ITC Albez edutainment production Il patrimonio Classe III ITC Alla fine di questo modulo sarete in grado di: Conoscere la condizione di equilibrio patrimoniale e finanziario di un impresa Conoscere e classificare

Dettagli

Guida al controllo di gestione nelle piccole e medie imprese

Guida al controllo di gestione nelle piccole e medie imprese j l k l d o ^ c f b S o c i e t à Laura Broccardo Guida al controllo di gestione nelle piccole e medie imprese Pianificazione e controllo nelle PMI Costruzione del budget Reporting Aziende che operano

Dettagli

Bilanci previsionali 20.. 20. 20. Stato Patrimoniale

Bilanci previsionali 20.. 20. 20. Stato Patrimoniale MODULO PER LA VALUTAZIONE DELLE IMPRESE DI RECENTE COSTITUZIONE PER FINANZIAMENTI DI IMPORTO SUPERIORE A 50.000,00 EURO (importi in migliaia di Euro) Immobilizzazioni Rimanenze Disponibilità Bilanci previsionali

Dettagli

Esame di Stato 2013 Indirizzo Giuridico Economico Aziendale Svolgimento Tema di Economia aziendale a cura di Lucia Barale

Esame di Stato 2013 Indirizzo Giuridico Economico Aziendale Svolgimento Tema di Economia aziendale a cura di Lucia Barale Esame di Stato 2013 Indirizzo Giuridico Economico Aziendale Svolgimento Tema di Economia aziendale a cura di Lucia Barale Il tema assegnato per la seconda prova di Economia aziendale (nell'indirizzo Giuridico

Dettagli

IL BUSINESS PLAN UNO STRUMENTO PER PIANIFICARE LA PROPRIA IDEA IMPRENDITORIALE

IL BUSINESS PLAN UNO STRUMENTO PER PIANIFICARE LA PROPRIA IDEA IMPRENDITORIALE Agenzia nazionale per l attrazione degli investimenti e lo sviluppo d impresa SpA IL BUSINESS PLAN UNO STRUMENTO PER PIANIFICARE LA PROPRIA IDEA IMPRENDITORIALE Autoimpiego: le misure agevolative e i territori

Dettagli

Elaborazione di un bilancio con dati a scelta a partir. tire e da indici

Elaborazione di un bilancio con dati a scelta a partir. tire e da indici Tracce di temi 2010 Scuola Duemila 1 Traccia n. 1 Elaborazione di un bilancio con dati a scelta a partir tire e da indici Olivia Leone Il candidato illustri brevemente quali sono i principali vincoli da

Dettagli

LE OPERAZIONI DELLA GESTIONE AZIENDALE SONO ALL ORIGINE DEL FLUSSO DELLE INFORMAZIONI CHE DESCRIVONO L ATTIVITA DELL AZIENDA

LE OPERAZIONI DELLA GESTIONE AZIENDALE SONO ALL ORIGINE DEL FLUSSO DELLE INFORMAZIONI CHE DESCRIVONO L ATTIVITA DELL AZIENDA LE OPERAZIONI DELLA GESTIONE AZIENDALE SONO ALL ORIGINE DEL FLUSSO DELLE INFORMAZIONI CHE DESCRIVONO L ATTIVITA DELL AZIENDA IL TRATTAMENTO CONTINUATIVO E SISTEMATICO DEL FLUSSO INFORMATIVO CONSENTE L

Dettagli

Indirizzo GIURIDICO ECONOMICO AZIENDALE

Indirizzo GIURIDICO ECONOMICO AZIENDALE ISTITUTO TECNICO COMMERCIALE PROGETTO IGEA Anno 2000 Indirizzo GIURIDICO ECONOMICO AZIENDALE Tema di: ECONOMIA AZIENDALE Il candidato sta esaminando, con alcuni amici neo-diplomati, la possibilità di iniziare

Dettagli

Business plan. (schema di riferimento ) DENOMINAZIONE IMPRESA:

Business plan. (schema di riferimento ) DENOMINAZIONE IMPRESA: Business plan (schema di riferimento ) DENOMINAZIONE IMPRESA: 1 Dati progettuali di sintesi Nome impresa Indirizzo (sede legale) Forma giuridica Data di costituzione Numero soci Capitale sociale Attività

Dettagli

PRIMA PARTE Dalla Relazione sulla gestione al bilancio di Alfa spa al 31/12/2014 si desumono le seguenti informazioni:

PRIMA PARTE Dalla Relazione sulla gestione al bilancio di Alfa spa al 31/12/2014 si desumono le seguenti informazioni: Svolgimento a cura di Lucia Barale Pag. 1 a 13 Esame di Stato 2015 Istituto Tecnico - Settore economico Indirizzi: Amministrazione, Finanza e Marketing e Articolazione Sistemi informativi aziendali Svolgimento

Dettagli

Linee guida per la compilazione del tuo BUSINESS PLAN

Linee guida per la compilazione del tuo BUSINESS PLAN Linee guida per la compilazione del tuo BUSINESS PLAN Nota bene: qui di seguito troverete delle indicazioni per la compilazione del business plan. Per avere una idea più completa possibile della vostra

Dettagli

GUIDA DI APPROFONDIMENTO IL BUDGET

GUIDA DI APPROFONDIMENTO IL BUDGET WWW.SARDEGNAIMPRESA.EU GUIDA DI APPROFONDIMENTO IL BUDGET A CUR A DEL B IC S AR DEGNA S P A 1 SOMMARIO LA NOZIONE E LA FUNZIONE DEL BUDGET... 3 LE CARATTERISTICHE DEL BUDGET... 3 IL PROCESSO DI FORMULAZIONE

Dettagli

AVVIARE UN IMPRESA FEMMINILE

AVVIARE UN IMPRESA FEMMINILE AVVIARE UN IMPRESA FEMMINILE CONSIGLI PRATICI E TAPPE FONDAMENTALI L imprenditrice è colei che ha una visione che riesce a trasformare in realtà. L attività imprenditoriale è: 1) un sogno che mira a valorizzare

Dettagli

5.1. LA STRUTTURA DEL MASTER BUDGET: BUDGET OPERATIVI, FINANZIARI E DEGLI INVESTIMENTI

5.1. LA STRUTTURA DEL MASTER BUDGET: BUDGET OPERATIVI, FINANZIARI E DEGLI INVESTIMENTI 5.1. LA STRUTTURA DEL MASTER BUDGET: BUDGET OPERATIVI, FINANZIARI E DEGLI INVESTIMENTI Master Budget: insieme coordinato e coerente dei budget operativi, finanziari e degli investimenti è rappresentato

Dettagli

Le analisi di bilancio per indici

Le analisi di bilancio per indici Riclassificazione e interpretazione Le analisi di bilancio per indici di Silvia Tommaso - Università della Calabria Obiettivo delle analisi di bilancio è quello di ottenere informazioni adeguate a prendere

Dettagli

Ministero dell Istruzione dell Università e della Ricerca

Ministero dell Istruzione dell Università e della Ricerca Sessione ordinaria 2009 Seconda prova scritta Ministero dell Istruzione dell Università e della Ricerca M730 - ESAME DI STATO DI ISTITUTO TECNICO COMMERCIALE CORSO DI ORDINAMENTO Indirizzo: GIURIDICO ECONOMICO

Dettagli

SCHEMA DI BUSINESS PLAN a cura di Massimo D Angelillo

SCHEMA DI BUSINESS PLAN a cura di Massimo D Angelillo SCHEMA DI BUSINESS PLAN a cura di Massimo D Angelillo Genesis s.r.l. - Via Galliera, 26-40121 Bologna - www.genesis.it Copyright Genesis, 2004. - 1 - CHECK LIST 1. Hai messo a fuoco il mercato a cui rivolgerti?

Dettagli

ISTITUZIONI DI ECONOMIA AZIENDALE

ISTITUZIONI DI ECONOMIA AZIENDALE ISTITUZIONI DI ECONOMIA AZIENDALE LE SCRITTURE DI RETTIFICA E ASSESTAMENTO 1 LA COSTRUZIONE DEL BILANCIO DI ESERCIZIO Dalla raccolta delle informazioni contabili alla loro sintesi L esercizio La competenza

Dettagli

ISTITUTO TECNICO COMMERCIALE PROGETTO BROCCA

ISTITUTO TECNICO COMMERCIALE PROGETTO BROCCA ISTITUTO TECNICO COMMERCIALE PROGETTO BROCCA Anno 2000 Tema di: ECONOMIA AZIENDALE Il candidato sta esaminando, con alcuni amici neo-diplomati, la possibilità di iniziare un attività imprenditoriale in

Dettagli

GUIDA ALLA REALIZZAZIONE DEL BUSINESS PLAN

GUIDA ALLA REALIZZAZIONE DEL BUSINESS PLAN GUIDA ALLA REALIZZAZIONE DEL BUSINESS PLAN O.S. Organizzazione e servizi S.r.l. Dott. Dante Romanò Come realizzare un Business Plan : una guida semplice completa di un modello gratuito per il calcolo dei

Dettagli

Firenze 20-21-27 aprile 2011

Firenze 20-21-27 aprile 2011 Il controllo di gestione per le IMPRESE ALBERGHIERE Terza giornata Dalla pianificazione al Controllo La gestione finanziaria Firenze 20-21-27 aprile 2011 GLI OBIETTIVI DELL INCONTRO 1. Definire il Concetto

Dettagli

prima della gestione.

prima della gestione. 1 Il Business Plan per l impresa alberghiera è uno strumento fondamentale per programmare e controllare la gestione delle attività alberghiere volto ad esplicitare, esaminare e motivare in modo completo

Dettagli

Business Plan. Sommario. Introduzione

Business Plan. Sommario. Introduzione Business Plan Sommario 1. Introduzione 2. Definizione di Business Plan (BP) cos è? 3. Le esigenze che spingono alla redazione del BP perchè? 4. 5. Dall idea all idea di business 6. Requisiti del BP 7.

Dettagli

Business Plan ASPETTI ECONOMICI

Business Plan ASPETTI ECONOMICI L IFS in Lombardia Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia Business Plan ASPETTI ECONOMICI LE SEQUENZE DEL BUSINES PLAN L idea imprenditoriale e la mission La fattibilità e il piano di marketing

Dettagli

Experiment 2013-2014 COME SVILUPPARE UN PROGETTO D IMPRESA. Rivolto alle allieve e agli allievi del 4 anno di Istituti Secondari Superiori DISPENSA

Experiment 2013-2014 COME SVILUPPARE UN PROGETTO D IMPRESA. Rivolto alle allieve e agli allievi del 4 anno di Istituti Secondari Superiori DISPENSA Experiment 2013-2014 COME SVILUPPARE UN PROGETTO D IMPRESA Rivolto alle allieve e agli allievi del 4 anno di Istituti Secondari Superiori DISPENSA 1 DALL IDEA AL PROGETTO IMPRENDITORIALE Per arrivare a

Dettagli

TRASFORMARE UN IDEA IN UN IMPRESA: IL BUSINESS PLAN

TRASFORMARE UN IDEA IN UN IMPRESA: IL BUSINESS PLAN TRASFORMARE UN IDEA IN UN IMPRESA: IL BUSINESS PLAN Prof. Alessandro Montrone Università degli Studi di Perugia Camerino, 26 giugno 2006 A. Montrone - Business Plan 1 La nuova impresa nasce da un'idea,

Dettagli

GUIDA AL BUSINESS PLAN

GUIDA AL BUSINESS PLAN GUIDA AL BUSINESS PLAN G:\PROGETTI\GENERA\BUSPLAN\BUSPLAN1.DOC COME NASCE L IDEA IMPRENDITORIALE E COME SI SVILUPPA IL BUSINESS PLAN La nuova impresa nasce da un idea, da un intuizione: la scoperta di

Dettagli

L ANALISI DELLA DINAMICA CONSUNTIVA 1

L ANALISI DELLA DINAMICA CONSUNTIVA 1 Newsletter Phedro giugno 2006 L ANALISI DELLA DINAMICA CONSUNTIVA 1 Prof. R. Cappelletto 2 Dott. Gabriele Toniolo 3 1. La Valutazione del Rischio Storico Nel processo di analisi del rischio l analista

Dettagli

L idea imprenditoriale

L idea imprenditoriale 16 L idea imprenditoriale Una buona idea Una volta che hai precisato le tue attitudini e propensioni personali, è giunto il momento di muovere i veri primi passi nel mondo dell imprenditoria e di iniziare

Dettagli

Prevedere eventuali allegati (CV, piani operativi, documenti sulla protezione della P.I., ecc.).

Prevedere eventuali allegati (CV, piani operativi, documenti sulla protezione della P.I., ecc.). Premessa e guida per la compilazione Il Business Plan deve essere riferito al primo triennio di attività, deve essere sintetico (lunghezza massima 20 pagine), chiaro, esaustivo ma, soprattutto, deve convincere

Dettagli

Assistenza al Credito

Assistenza al Credito Assistenza al Credito GUIDA PRATICA PER LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE 2 Caro lettore, PattiChiari è il Consorzio di banche nato per semplificare l uso dei prodotti bancari e migliorare le conoscenze finanziarie

Dettagli

Il progetto di creazione di spin-off accademici: i principi del business plan

Il progetto di creazione di spin-off accademici: i principi del business plan Il progetto di creazione di spin-off accademici: i principi del business plan Copyright 2008 Antonello Garzoni - Tutti i diritti riservati. Prof. Antonello Garzoni ARTI, 20-21-22 Maggio 2008 Agenda Gli

Dettagli

Esame di Stato Sessione ordinaria 2009 Indirizzo Igea

Esame di Stato Sessione ordinaria 2009 Indirizzo Igea tema 14 Controllo di gestione; costi di produzione per commessa. Bilancio con dati a scelta, budget e Nota integrativa. Analisi di bilancio per indici. Esame di Stato Sessione ordinaria 2009 Indirizzo

Dettagli

Esercitazione n. 24. Lidia Sorrentino

Esercitazione n. 24. Lidia Sorrentino Esercitazioni svolte 2010 Scuola Duemila 1 Esercitazione n. 24 Analisi per flussi: il rendiconto finanziario Conoscenza: componenti di reddito monetari e componenti di reddito non monetari; flussi corrispondenti

Dettagli

L analisi finanziaria

L analisi finanziaria L analisi finanziaria Sebastiano Di Diego - Fabrizio Micozzi 1 L analisi dei flussi Profili generali 1 Le ragioni per uno studio dei flussi (1) Le riclassificazioni di dati economici e patrimoniali e lo

Dettagli

La pianificazione strategica

La pianificazione strategica Esempio budget 1 Obiettivi 1. Capire cosa si intende per pianificazione strategica e in quale contesto si inserisce il processo di formazione del budget 2. Capire perché le aziende preparano il budget

Dettagli

Per raggiungere tale scopo, un Business Plan deve contenere tutte le informazioni necessarie a:

Per raggiungere tale scopo, un Business Plan deve contenere tutte le informazioni necessarie a: GUIDA ALLA REDAZIONE DEL Business Plan Matteo Mangano Il Business Plan: aspetti generali Il Business Plan è un documento volto a rappresentare in ottica prospettica il progetto di sviluppo imprenditoriale

Dettagli

Dott. Maurizio Massaro

Dott. Maurizio Massaro Dott. Maurizio Massaro Ph. D. in Scienze Aziendali Ricercatore Universitario nell Università degli Studi di Udine 09, Ragioneria 1 La misurazione della performance economicofinanziaria. I sistemi fondati

Dettagli

Il piano economico-finanziario. Luca Buccoliero Marco Meneguzzo Università Bocconi Milano

Il piano economico-finanziario. Luca Buccoliero Marco Meneguzzo Università Bocconi Milano Il piano economico-finanziario Ruolo e inquadramento dello strumento Il piano economico-finanziario (PEF) costituisce una parte di un più ampio strumento di formalizzazione di un idea imprenditoriale :

Dettagli

Investimenti e disinvestimenti

Investimenti e disinvestimenti Investimenti e disinvestimenti CICLO finanziamenti Investimenti e realizzo Disinvestimenti o vendita 1 Sistema accadimenti, quantità economiche e valori Sistema accadimenti Categorie di operazioni a) Di

Dettagli

L ECONOMICITÀ AZIENDALE

L ECONOMICITÀ AZIENDALE L ECONOMICITÀ AZIENDALE IMPRESA tende alla sopravvivenza (autonoma) nel tempo 1 a condizione: Equilibrio economico Risorse consumo (utilizzazione) Collocamento l azienda deve conseguire in volume di ricavi

Dettagli

LA REDAZIONE DEL BUSINESS PLAN II: PROSPETTI ECONOMICO/FINANZIARI. Dott. Roberto Matterazzo

LA REDAZIONE DEL BUSINESS PLAN II: PROSPETTI ECONOMICO/FINANZIARI. Dott. Roberto Matterazzo LA REDAZIONE DEL BUSINESS PLAN II: PROSPETTI ECONOMICO/FINANZIARI Dott. Roberto Matterazzo L incontro si propone di: Esaminare i prospetti economico/finanziari che compongono un Business Plan. Per rendere

Dettagli

7. Dalla Crisi di Wallstreet al Bilancio

7. Dalla Crisi di Wallstreet al Bilancio 7. Dalla Crisi di Wallstreet al Bilancio 7.1 Introduzione Una delle conseguenze più rilevanti sotto il profilo economico, del primo conflitto mondiale, è stata la crisi di Wallstreet; la quale trova fondamento

Dettagli

Finanziare le start-up

Finanziare le start-up Stampa Finanziare le start-up admin, Riccardo Ferranti in Bilancio Finanziare le startup Avviare un impresa è il sogno di molte persone che hanno acquisito conoscenze e competenze in un determinato settore

Dettagli

L equilibrio finanziario

L equilibrio finanziario L equilibrio finanziario Gli indici di bilancio Prof. Andrea Calabrò E-mail: andrea.calabro@uniroma2.it GLI INDICI DI BILANCIO Gli indici sono rapporti tra grandezze economiche, patrimoniali e finanziarie

Dettagli

Bilancio con dati a scelta in presenza di un trend negativo

Bilancio con dati a scelta in presenza di un trend negativo Tracce di temi 2013 Scuola Duemila 1 Traccia n. 1 Bilancio con dati a scelta in presenza di un trend negativo Michele Devastato A fronte di una crisi che ha investito l intero settore, l impresa industriale

Dettagli

H) SCRITTURE DI ASSESTAMENTO I) SCRITTURE DI EPILOGO E DI CHIUSURA

H) SCRITTURE DI ASSESTAMENTO I) SCRITTURE DI EPILOGO E DI CHIUSURA CONTABILITA GENERALE 21 H) SCRITTURE DI ASSESTAMENTO I) SCRITTURE DI EPILOGO E DI CHIUSURA 8 dicembre 2005 Ragioneria Generale e Applicata - Parte seconda - La contabilità generale 1 H. Scritture di assestamento

Dettagli

CONCESSIONE CONTRIBUTI ALLE NUOVE IMPRESE

CONCESSIONE CONTRIBUTI ALLE NUOVE IMPRESE Business Plan (PIANO DI IMPRESA) DELL IMPRESA CONCESSIONE CONTRIBUTI ALLE NUOVE IMPRESE PAGE \*Arabic 1 PARTE DESCRITTIVA Parte generale a a descrizione dell impresa: - denominazione - forma giuridica

Dettagli

Settore economico Indirizzo: Amministrazione, Finanza e Marketing Articolazione: Sistemi informativi aziendali

Settore economico Indirizzo: Amministrazione, Finanza e Marketing Articolazione: Sistemi informativi aziendali Settore economico Indirizzo: Amministrazione, Finanza e Marketing Articolazione: Sistemi informativi aziendali Esame di Stato anno scolastico 2014/2015 Svolgimento seconda prova di Economia aziendale La

Dettagli

1.Che cos è e come si articola un Business Plan

1.Che cos è e come si articola un Business Plan CODINEXT 1 1.Che cos è e come si articola un Business Plan Il Business Plan per l impresa alberghiera è uno strumento fondamentale per programmare e controllare la gestione delle attività alberghiere volto

Dettagli

Esame di Stato 2014 Indirizzo Giuridico Economico Aziendale Svolgimento Tema di Economia aziendale a cura di Lucia Barale

Esame di Stato 2014 Indirizzo Giuridico Economico Aziendale Svolgimento Tema di Economia aziendale a cura di Lucia Barale Esame di Stato 2014 Indirizzo Giuridico Economico Aziendale Svolgimento Tema di Economia aziendale a cura di Lucia Barale Il tema assegnato per la seconda prova di Economia aziendale (nell'indirizzo Giuridico

Dettagli

INDIRIZZO ECONOMICO GIURIDICO CLASSE A017 - n. 2

INDIRIZZO ECONOMICO GIURIDICO CLASSE A017 - n. 2 INDIRIZZO ECONOMICO GIURIDICO CLASSE A017 - n. 2 l) Le riserve di capitale: a) costituiscono autofinanziamento per l impresa b) derivano da sottovalutazione di elementi dell attivo c) costituiscono una

Dettagli

12 L ECONOMICITA AZIENDALE. 14 ottobre 2005 Ragioneria Generale e Applicata 1

12 L ECONOMICITA AZIENDALE. 14 ottobre 2005 Ragioneria Generale e Applicata 1 12 L ECONOMICITA AZIENDALE 14 ottobre 2005 Ragioneria Generale e Applicata 1 L economicità Tutte le aziende, per poter conseguire i propri fini, devono essere in grado di operare in condizioni di: -autonomia

Dettagli

ALLEGATO 4 FONDO DI GARANZIA PER IL CIRCOLANTE DELLE IMPRESE

ALLEGATO 4 FONDO DI GARANZIA PER IL CIRCOLANTE DELLE IMPRESE ALLEGATO 4 - Pag. 1 di 21 ALLEGATO 4 FONDO DI GARANZIA PER IL CIRCOLANTE DELLE IMPRESE Art. 15 Legge Regionale n. 33 del 30.12.2010 DGR Basilicata n. 606 del 29/04/2011 (Regolamento) DGR Basilicata n.

Dettagli

Il Piano Industriale

Il Piano Industriale LE CARATTERISTICHE DEL PIANO INDUSTRIALE 1.1. Definizione e obiettivi del piano industriale 1.2. Requisiti del piano industriale 1.3. I contenuti del piano industriale 1.3.1. La strategia realizzata e

Dettagli

Imprese individuali e società Le aziende possono essere distinte in: 1. aziende individuali, quando il soggetto giuridico è una persona fisica; 2.

Imprese individuali e società Le aziende possono essere distinte in: 1. aziende individuali, quando il soggetto giuridico è una persona fisica; 2. Imprese individuali e società Le aziende possono essere distinte in: 1. aziende individuali, quando il soggetto giuridico è una persona fisica; 2. aziende collettive, quando il soggetto giuridico è costituito

Dettagli

POR Obiettivo 3 Misura D3

POR Obiettivo 3 Misura D3 SCHEMA PER L ELABORAZIONE DEL BUSINESS PLAN 1. SINTESI DEL PROGETTO IMPRENDITORIALE Sintetica presentazione del progetto imprenditoriale, excutive summary, di poche pagine (2 o 3) da cui emergono gli elementi

Dettagli

IL BUSINESS PLAN. Il Business Plan - definizioni

IL BUSINESS PLAN. Il Business Plan - definizioni IL BUSINESS PLAN Il Business Plan definizioni Il business plan, o piano di impresa, riassume i contenuti, le caratteristiche e le aspettative future di un iniziativa, di un progetto o di un attività Può

Dettagli

Agenzia nazionale per l attrazione degli investimenti e lo sviluppo d impresa SpA

Agenzia nazionale per l attrazione degli investimenti e lo sviluppo d impresa SpA Agenzia nazionale per l attrazione degli investimenti e lo sviluppo d impresa SpA Nuove Imprese a Tasso Zero Guida alla compilazione del piano di impresa DECRETO MISE 8 LUGLIO 2015, n. 140 CIRCOLARE MISE

Dettagli