I PREFETTI DEL REGNO NEL VENTENNIO FASCISTA

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "I PREFETTI DEL REGNO NEL VENTENNIO FASCISTA"

Transcript

1 PUBBLICAZIONI DELLA SCUOLA SUPERIORE DELL'AMMINISTRAZIONE DELL'INTERNO I QUADERNI DELLA SCUOLA ALBERTO CIFELLI I PREFETTI DEL REGNO NEL VENTENNIO FASCISTA ROMA 1999

2

3 INDICE GENERALE Presentazione Prefazione Introduzione Profili biografici Movimento dei prefetti dal luglio Elenco dei prefetti non di carriera nominati nel ventennio Indice dei nomi

4 PRESENTAZIONE Nel corso del ventennio fascista furono nominati 322 prefetti sui 450 in servizio. Di essi - ci dice Alberto Cifelli furono di provenienza politica, e fra questi 59 reduci da importanti incarichi in seno al Partito Nazionale Fascista. Basterebbe questo primo dato, condensato nell introduzione, per testimoniare dell implicita rilevanza storiofrafica di questo bel lavoro di Alberto Cifelli. La storiografia del personale amministrativo in Italia può vantare ormai forse uno o due decenni di studi operosi, ma sconta ancora l assenza di quei plafond di ricerche di base, repertori, banche dati, riscontri seriali su vasti complessi di fonti che in altri Paesi ha da tempo consentito agli storici di lavorare sistematicamente e produttivamente su un accumulazione originaria di conoscenze solida e rassicurante. Niente o poco di tutto questo nel caso italiano: al di là dei due preziosi repertori di Mario Missori (l uno dedicato a Governi, alte cariche dello Stato, alti magistrati e prefetti del Regno d Italia, l altro a Gerarchie e statuti del PNF), e dell eccellente lavoro coordinato da Fabio Grassi Orsini su La formazione della diplomazia nazionale (sino al 1915, però: sebbene sia annunciata la pubblicazione di un secondo volume che prosegue la ricerca), le anagrafi del personale amministrativo da noi quasi non esistono. Studi parziali (come quelli di Romano Ugolini sul Ministero della Pubblica Istruzione dopo l unità o quella di Gabriella Ciampi per un breve periodo di vita del Consiglio superiore della pubblica istruzione o lo stesso lavoro precedente di Cifelli su I Prefetti della Repubblica tra il 1946 e il 1956, pubblicato nel 1990), o anche la serie pure significativa ma non sistematica di biografie di alti funzionari della quale ormai disponiamo non 5

5 PRESENTAZIONE valgono ancora, a riscattare la grave lacuna che deve scontare chi voglia invece avviare, basandosi su serie complete di informazioni, una storia generale del personale amministrativo dello Stato italiano. È dunque assai meritoria l opera di Cifelli, il quale, avvalendosi specialmente dei fascicoli personali dei funzionari e prima ancora dei registri della matricola del Ministero, ha pazientemente ricostruito l identikit di gruppo di quello che, durante il periodo fascista, fu senza dubbio, per molti aspetti, uno dei pochi grands corps presenti nell amministrazione italiana. Di ogni funzionario la scheda messa a punto da Cifelli consente di conoscere: data e luogo di nascita, estremi della carriera, data della nomina a prefetto di 2ª e di 1ª classe, onorificenze ricevute, destinazioni di servizio con relativi estremi cronologici, data e motivazione del collocamento a riposo, eventuale data della morte se avvenuta in servizio. Emerge così una sequenza di dati che, di per sé eloquenti, possono ulteriormente diventarlo per lo storico dell amministrazione. È infatti possibile sin d ora (tanto più sulla scorta delle risorse che offre l informatica) leggere in trasparenza il repertorio di Cifelli secondo varie chiavi di lettura. La prima riguarda la provenienza geografica del campione censito. Una certa interpretazione del fascismo come rivoluzionario movimento del Nord fu propagandata sin negli anni Venti dallo stesso regime (e del resto si parlò appunto di conquista di Roma ), nell intento di avvalorare la tesi della modernizzazione fascista contro la continuità burocratico-meridionale dello Stato ministerialista e delle sue strutture: la riarticolazione dei dati per luoghi di nascita offre spunti significativi per una geografia del reclutamento prefettizio che, ove fosse ricostituita, magari in comparazione con altri periodi storici, darebbe certo su questo piano risposte storiograficamente interessanti. Una seconda chiave di lettura è quella anagrafica. L impressione, solo a scorrere i dati, è che le tappe della carriera (concorso di accesso, promozioni intermedie, nomina a sottoprefetto, poi a prefetto di 2ª e 1ª classe, sequenza delle sedi, tempi più o meno lunghi del mantenimento in sede rispetto ad altre destinazioni, collocamento a riposo) si mantengano nel periodo studiato da Cifelli nello standard dei periodi precedenti. Si giunge cioè all apice della carriera (salvo naturalmente eccezioni) tra i 50 e i 60 anni; si percorre il cursus honorum secondo un passo cadenzato abbastanza unifor- 6

6 PRESENTAZIONE memente; si viene destinati alle sedi più importanti solo dopo una sequenza piuttosto lunga di altre destinazioni in sedi minori. Quest ultima considerazione seggerisce subito la terza chiave di lettura, che riguarda la presenza e il ruolo dei prefetti cosiddetti fascisti. Questi funzionari, reclutati soprattutto dalla fine degli anni Venti, provenienti dal partito o dai suoi organismi collaterali, sono in effetti più giovani (trentenni), non hanno alle spalle la carriera, accedono lateralmente alla nomina, spesso mancano anche di quello (lo si vedrà subito) che costituisce uno dei requisiti culturali, la laurea in giurisprudenza. Se però si compie una verifica anche rapida sui loro percorsi non è difficile riscontrare come le sedi di destinazione siano le meno impegnative e le più periferiche e come raramente questi funzionari- politici giungano negli incarichi di maggior prestigio e responsabilità. Gli studi compiuti dai prefetti sono, appunto, un ulteriore possibile chiave di lettura dei dati. Predomina largamente la laurea in giurisprudenza, il che conferma ulteriormente che la giuridicizzazione (e cioè l emarginazione o espulsione di formazioni culturali diverse da quella giuridica) è integralmente avvenuta anche nel corpo prefettizio. Ancora: meriterebbe un indagine a sé (e i dati di Cifelli lo consentono) la minore o maggiore lunghezza delle permanenze nelle varie sedi, il turn over e la sua costanza (anche comparato con altri periodi storici), le eccezioni - e ve ne è più d una - alla regola dei due-tre anni di permanenza in provincia. Sotto questo profilo una storia della manovra dei prefetti, con l occhio rivolto anche ai cambi di gestione nel Ministero dell Interno e al ruolo giocato in essa, oltre che dai ministri dai sottosegretari, dai direttori generali, offrirebbe - credo - più di una suggestione utile a quella storia complessiva del Ministero che ci auguriamo tutti possa essere presto approfonditamente ricostruita. Un ultima possibile chiave di lettura, infine (ma naturalmente altre se ne potrebbero individuare, tanta è la ricchezza delle informazioni raccolte), riguarda la presenza nel campione di un gruppo di prefetti provenienti dalle questure e dall esperienza della pubblica sicurezza (pochi, mi pare, a conferma di quanto osservato per esempio da Giovanna Tosatti nel suo importante saggio sull organizzazione della polizia in Studi storici 1997, n. 1), presenza che tuttavia apre un interessante spaccato su quella che dovette essere, anche durante il fascismo, la discussione circa la funzione, la forma- 7

7 PRESENTAZIONE zione professionale e la fisionomia del prefetto nel regime di polizia. Come tutti i lavori solidi e seriamente basati su una ricerca archivistica, anche questo libro interviene, pur forse senza pretenderlo (Cifelli anzi presenta il suo lavoro con intelligente understatement) nel vivo di discussioni storiografiche in corso. Per quanto riguarda il tema della fascistizzazione dell amministrazione ad esempio, mi pare che si debba prendere atto della presenza corposa dei prefetti fascisti (103 su 450), ma anche della loro sostanziale marginalità: il meccanismo regolatore delle carriere, la manovra dei prefetti, restò - a me sembra - saldamente nelle mani del Viminale e di quel gruppo di funzionari più anziani che, entrati in carriera sotto Giolitti, perpetuavano, pur tributando omaggi formali al regime, la tradizione amministrativa dell Interno. Ciò naturalmente non esclude che avvenissero invadenze del partito fascista nell amministrazione, né che i prefetti in sede guardassero con rispetto al segretario federale e che - nei casi di conflitto in provincia - potesse talvolta soccombere il funzionario dello Stato piuttosto che non quello del partito. Ma nella generalità dei casi le carriere prefettizie si svolsero secondo ritmi non dissimili da quelli dei decenni precedenti e un corposo reclutamento dalla carriera continuò a predominare sul più esile canale del reclutamento per meriti politici. Cifelli richiama giustamente nella sua introduzione la limitazione, introdotta nel 1937, a soli due quinti dei posti in organico per le nomine fasciste, il che costituisce, da una parte, il sintomo delle preoccupazioni della carriera rispetto agli accessi laterali e dall altra, a me pare, anche la conferma della capacità del corpo prefettizio di difendersi dalla politicizzazione. Su questo punto, comunque, come su molte altre prospettive e suggestioni aperte dal repertorio, toccherà alla storiografia (magari, mi auguro, allo stesso Cifelli) approfondire la ricerca. Va dato intanto atto ad Alberto Cifelli di averci dato uno strumento prezioso: tanto più se si tiene conto della difficoltà di rintracciare le fonti, armonizzarle e di ordinarle, e di editarle con rigore filologico. Di questa fatica la storiografia italiana non potrà che essergli grata. GUIDO MELIS 8

8 PREFAZIONE La mancanza, più volte evidenziata dagli studiosi, di una ricerca sistematica sui prefetti del Regno ha rappresentato la principale motivazione per la stesura di questo lavoro, nel quale vengono presi in esame i profili biografici dei prefetti in carriera dal 28 ottobre 1922 al 25 luglio Nelle singole schede vengono riportate le generalità del funzionario, la qualifica o la carica ricoperta prima della nomina a prefetto, il periodo di permanenza nella relativa funzione e i successivi incarichi sino al collocamento a riposo. Se rilevanti o connessi con la cessata funzione vengono riportati anche gli incarichi attribuiti successivamente al collocamento a riposo. In taluni casi, dopo l'indicazione del provvedimento di collocamento a disposizione o a riposo per ragioni di servizio, viene indicata la data del decesso come chiave di lettura dell'adozione del provvedimento di esonero. Sono stati, inoltre, riportati gli incarichi conferiti nelle province cedute o annesse dopo i due conflitti mondiali (Fiume, Zara, Cattaro e Spalato). Per i prefetti a disposizione, gli eventuali incarichi vengono riportati come risultano dagli atti. In alcuni casi non è stato possibile rilevare l'indicazione precisa dell'incarico ricoperto, sostituita dall'espressione generica "collocato a disposizione con incarico", in altri, pur risultando individuato l'incarico stesso, ne viene omessa la durata. Anche per quanto attiene ai dati relativi alle benemerenze fasciste, non sempre è stata possibile una completa rilevazione. Per le località citate nei dati anagrafici si è usata la denominazione attuale, lo stesso criterio è stato seguito per la denominazione delle vecchie province (Apuania, Littoria) sostituita con la denominazione attuale di Massa Carrara e Latina. La ricerca, condotta esclusivamente su materiale di archivio, avrebbe dovuto suddividersi in tre grandi sezioni; la prima contenente l elenco dei prefetti in servizio presso il Ministero con le funzioni di Capo di Gabinetto, Capo della Polizia e di Direttore Generale o di Ufficio Centrale; la seconda le schede bio- 9

9 PREFAZIONE grafiche, la terza alcune note sullo status di prefetto. Dovevano completare la ricerca delle tavole sinottiche riguardanti l organizzazione del Ministero e delle prefetture, il movimento effettuato nel luglio 1929, l elenco dei Direttori Generali del Ministero dell Interno Sede del Nord, l elenco di tutti i prefetti non di carriera nominati nel ventennio ed infine l elenco dei reggenti di talune prefetture, ai quali non era sta conferita la nomina a prefetto. Per questione di tempo si sono riportate solo le tavole relative al movimento del 1929 e ai prefetti non di carriera nominati nel ventennio. 10

10 INTRODUZIONE Dopo la pubblicazione del lavoro I prefetti della Repubblica 1946/56, poteva ritenersi conseguenziale, volendo proseguire la ricerca sul tema, prendere in esame un ulteriore decennio. Esaminare il periodo successivo al 1956, avendo già a disposizione criteri di ricerca e metodologie di studio, non presentava grandi difficoltà ma non offriva, neppure, spunti di particolare interesse. L analisi di un ulteriore decennio avrebbe comportato, in sostanza, l esame di circa cento profili biografici, tenuto conto che quelli considerati nel volume già pubblicato si sarebbero poi ritrovati, anche se in parte, nel decennio successivo. Si sarebbe potuto ampliare l arco di tempo dello studio esaminando, ad esempio, un ventennio ma, al di là del fatto che si tratta di un periodo troppo recente ( ), la ricerca non avrebbe suscitato interesse anche perché, in tale periodo, al corpo prefettizio per una serie di fatti connessi al particolare momento storico non furono attribuite funzioni diverse da quelle istituzionali. Si era formata, infatti, una vasta corrente di pensiero contraria al ricorso al Prefetto per funzioni che non fossero quelle previste in sede e al Ministero dell'interno. Anche per questo suo ruolo tradizionale soprattutto per l avvento delle regioni la figura del prefetto non attraversava uno dei suoi momenti migliori. Sembrava, anzi, che dovesse concretizzarsi l orientamento emerso in seno alla II Sottocommissione dell Assemblea Costituente propensa alla soppressione dell istituto prefettizio. Ma, a parte queste considerazioni, la scelta di esaminare il ventennio fascista è nata anche dalla constatazione che il periodo non è stato oggetto di approfondite osservazioni. Se esistono biografie relative al periodo post-unitario per il ventennio fascista manca, salvo che per singoli personaggi, una ricerca 11

11 INTRODUZIONE sistematica sui profili biografici dei prefetti del Regno. La ricerca è, altresì, affascinante non soltanto per il singolare periodo storico e per la forma di Governo che ha finito con l infiltrarsi nell istituto prefettizio ma, in particolare, per la scelta delle persone chiamate a svolgere l importante e delicato ruolo di prefetto. Proprio in questo periodo si assiste ad una utilizzazione del corpo prefettizio nei posti più delicati della vita politico-amministrativa. Si è fatto ricorso ai prefetti per ricoprire cariche in enti pubblici, per la carica di Podestà e di organo straordinario per la amministrazione dei Comuni Capoluoghi e delle Province 1 ma, soprattutto, per le interrelazioni con il Partito. Dal punto di vista metodologico, l esame del ventennio, oggetto di studio, offre aspetti di grande rilevanza storica, non soltanto perché attiene necessariamente anche all analisi del periodo di passaggio dal sistema liberale a quello fascista e da questo a quello repubblicano, ma soprattutto perché, in questo momento di transizione muta la classe prefettizia, nelle persone, negli incarichi e nella utilizzazione. Lentamente, ma incessantemente, operò il Partito per permeare e plasmare il corpo prefettizio, agendo sui singoli uomini affinché potessero corrispondere alle esigenze del Governo: un primo risultato fu raggiunto nel luglio 1929 con un vasto movimento dei prefetti, che riguardò ben 67 posizioni. In particolare, 5 prefetti vennero collocati a disposizione dalle rispettive sedi, 19 a riposo per ragioni di servizio, un numero ragguardevole - ben 9 - vennero nominati tra persone estranee alla carriera 2. Dalla costituzione del Regime, una immissione di prefetti politici, in numero così elevato, si osserva soltanto nel 1926, anno in cui ci fu anche un ampio movimento di prefetti (anche se movimenti, in verità, si ebbero già dal finire del 1922 e negli anni , senza che, tuttavia, nessuno eguagliasse per portata quello del luglio 1929). Dall esame del periodo preso in considerazione si rilevano quegli stessi aspetti già posti in risalto e che hanno caratterizzato la scelta dello studio relativo al decennio , un epoca di profondo rinnovamento politico e sociale. E suggestivo osservare come reagisce l istituto prefettizio ai grandi mutamenti storici e alle sofferte trasformazioni politiche e amministrative. L analisi del periodo fascista è certamente più avvincente e la scelta è nata proprio dall esame del periodo Osservando questo decennio si è 1 Per la carica di Vice Podestà si è fatto ricorso alla figura del Vice Prefetto. 2 Al movimento furono interessati 17 prefetti politici. 12

12 INTRODUZIONE constatato come molti prefetti, già in carriera nel periodo fascista, furono poi chiamati, in epoca successiva, a ricoprire importanti incarichi in vari settori della Pubblica Amministrazione, o, come prefetti, nominati ovvero in servizio nel periodo repubblicano, avessero già nel periodo fascista, rivestito delicate funzioni. In sostanza molti prefetti, oltre ad aver svolto la loro attività durante il ventennio, hanno finito, nel loro percorso di carriera, con l operare in tre diversi e distinti momenti storici: il periodo liberale, quello fascista e quello repubblicano. E non mancano casi di prefetti chiamati a svolgere delicati incarichi in due distinti e contrastanti periodi come quello liberale e quello fascista, o quello fascista e quello repubblicano. In tale periodo si sono, poi, verificati casi di prefetti che non hanno mai ricoperto incarichi in sede o di personalità che, dopo la nomina a prefetto, sono state immediatamente riammesse nei ruoli di provenienza o sono state collocate a disposizione del Ministero e, successivamente, a riposo. Tali nomine non sono facilmente rilevabili se non consultando i fascicoli personali, dal momento che spesso non ne esiste traccia negli stessi ruoli del Ministero. E il caso del Consigliere di Stato Carlo Bozzi Segretario Generale presso il Governatorato della Dalmazia (1941) nominato prefetto il 1 dicembre 1942 e il successivo 2 dicembre riammesso nei ruoli della Magistratura del Consiglio di Stato. Identici i casi del Consigliere di Stato dott. Guido Ruberti e del professor Domenico Marotta. Il provvedimento appare evidentemente mirato a creare soltanto un vantaggio economico. Il panorama storico del periodo fascista offre l opportunità di esaminare circa 450 biografie di prefetti in servizio dall ottobre 1922 al luglio Dai profili biografici, come si è accennato nella prefazione, è possibile evidenziare un numero rilevante di informazioni personali: i dati anagrafici, il titolo di studio, la regione geografica di provenienza, la data di ingresso in carriera, la data della nomina a prefetto, le sedi di servizio, taluni particolari incarichi conferiti nell arco della carriera, la provenienza amministrativa o politica. In quest ultimo caso sono riportate le cariche rivestite prima della nomina a prefetto allo scopo di ottenere elementi necessari per stabilire, ove possibile, i motivi che ne determinarono la nomina stessa e valutare i legami con il partito e l eventuale iscrizione al P.N.F., prima che questa divenisse obbligatoria. Questi sono solo alcuni dei dati rilevabili direttamente dalla lettura delle schede biografiche, altri, invece, possono essere ricavati dall esame anali- 13

13 INTRODUZIONE tico e comparato dei singoli profili biografici, come ad esempio taluni percorsi quasi obbligati per giungere ai posti di vertice o l elevato grado di mobilità nonché l instabilità dell esercizio della funzione prefettizia. Ma il dato di maggiore interesse è certamente il ricorso ai prefetti di provenienza politica: nell arco del ventennio ne sono stati nominati in totale 102. Il maggior numero, 10, venne nominato nei primi sette mesi del 1943, mentre la più alta concentrazione si raggiunse nel 1940, allorché su una dotazione organica di 110 prefetti ben 66 non erano di carriera 3. Appare evidente l opera messa a punto dal P.N.F., attraverso la scelta degli uomini nel chiaro tentativo di asservire l istituto prefettizio al fascismo. L avvicendamento continuo dei prefetti, che ebbe inizio sin dal novembre 1922, risulta ispirato più dall esigenza di creare un corpo prefettizio di fede fascista che dalle reali necessità delle province. Diversamente dal criterio seguito nella precedente pubblicazione, vengono indicate, su suggerimento del Consigliere Gustapane, tutte le sedi ricoperte, ad iniziare da quella di prima assegnazione. Questo elemento fornisce ulteriori informazioni per una visione più adeguata dell aleatorietà della carica di prefetto. Il mutamento frequente di sede, come è noto, costituisce una caratteristica peculiare dell istituto prefettizio ed evidenzia, a volte, correlazioni tra la sede ricoperta prima della nomina a prefetto e quella di successiva assegnazione, anche alla luce della regione geografica di provenienza del funzionario o di eventuali legami con uomini politici locali. La durata della permanenza in sede era in media di due anni e variava notevolmente in relazione all importanza della sede stessa. Durante il ventennio, per ciascuna sede, si sono alternati in media 12 prefetti, con variazioni che oscillano da un minimo di 6 a Cremona ad un massimo di 20 a Caltanissetta. In media o lievemente al di sotto della media le grandi città come Roma, Napoli, Milano e Palermo. Per una valutazione della stabilità dell incarico è interessante notare anche la frequenza con la quale il Governo fascista ha fatto ricorso all istituto dell esonero temporaneo dalla funzione ed a quello del collocamento a riposo per ragioni di servizio. Si è, invece, fatto raramente uso degli istituti della disponibilità e dell a- 3 Ai centodieci vanno aggiunti i prefetti a disposizione nel numero massimo di 15 e quelli collocabili fuori ruolo. 14

14 INTRODUZIONE spettativa, trasformando il collocamento a disposizione in un istituto ordinario di allontanamento temporaneo dall ufficio. Tale istituto è stato da sempre considerato uno strumento punitivo o di gratificazione ove il provvedimento fosse caratterizzato dal conferimento di uno speciale incarico. L uso frequente del collocamento a disposizione consentì di ricorrere solo occasionalmente al collocamento a riposo per ragioni di servizio, che venne evitato anche per non danneggiare economicamente quei prefetti che, per non aver maturato il minimo di anzianità di servizio, non avrebbero potuto percepire la pensione. Il collocamento a disposizione, per la sua durata (tre anni) pur non rappresentando un valido mezzo di ricambio del corpo prefettizio, in quanto il posto reso vacante non poteva essere utilizzato rispondeva comunque alle esigenze del Governo: aveva lo scopo di consentire l allontanamento di un prefetto che si fosse mostrato inadeguato alle esigenze politiche del momento, senza che ciò impedisse di poter tornare ad avvalersi della sua opera in un momento successivo. Il collocamento a riposo per ragioni di servizio, nei casi in cui si riteneva di poterlo applicare, finì, invece, per divenire lo strumento ordinario di rimozione dei prefetti, necessario a consentire quel ricambio che il Governo perseguiva da tempo. Si instaurò, così, la prassi di collocare a riposo per ragioni di servizio tutti i prefetti salvo alcune eccezioni al compimento del 35 anno di servizio. Il collocamento a disposizione divenne così un normale strumento di esonero temporaneo utilizzato, per rendere disponibili sedi da affidare eventualmente a prefetti politici e, ancor più spesso, per allontanare il prefetto in caso di contrasto con il locale Segretario Federale. Il collocamento a disposizione o a riposo si rivelò anche strumento di soluzione di divergenze e venne spesso utilizzato anche nei confronti di quei prefetti non in linea con la politica fascista. E il caso, ad esempio, del Prefetto Achille De Martino collocato a disposizione nel novembre 22 ed a riposo per ragioni di servizio nel dicembre 27, dei prefetti Paolo Bodo, Ottavio Gabetti, Furio Petroni, Giuseppe Spano ed anche di Marcello Tallarigo, proveniente dal P.N.F., che fu prefetto di Taranto dal febbraio 38 all agosto 39. Nel periodo in cui rivestì tale 15

15 INTRODUZIONE incarico, sciolse il Rettorato, allontanò il Preside e chiese al Segretario del partito l allontanamento del Segretario Federale. L effetto conseguenziale fu la nomina a prefetto (Varese) del Segretario Federale Giuseppe Russi ed il collocamento a disposizione, anche se del Direttorio, del Tallarigo, che peraltro ricoprì l incarico soltanto per un mese. Fu il prefetto Petroni ad individuare, concretamente, nel rapporto Segretario Federale Direzione del Partito Ministero dell Interno il meccanismo per giungere ad influenzare i singoli prefetti. Nonostante la circolare del Duce del gennaio 1927 ed il rispetto rigido del protocollo che, formalmente, considerava il prefetto come la prima autorità locale, i Segretari Federali avevano in concreto una corsia preferenziale nei contatti con il Capo del Governo. Al verificarsi di eventuali contrasti era, di solito, il prefetto ad essere allontanato proprio mediante il ricorso al collocamento a disposizione. In effetti i rapporti con i Segretari Federali risultavano, generalmente, assai difficili, tanto che nel 1940 il Sottosegretario agli Interni Buffarini Guidi ritenne opportuna la presenza di un prefetto nel Direttorio del P.N.F. L inserimento di un prefetto, anche se proveniente dai ranghi del partito fascista, avrebbe dovuto costituire un elemento moderatore nei rapporti fra Prefettura e Federazione. La scelta cadde sul Prefetto Gaetani, persona gradita anche ai prefetti di carriera. L esperienza del ventennio fra due realtà tanto importanti quanto diverse, quali la Prefettura e la Federazione provinciale, sicuramente condizionò l orientamento della R.S.I. ad unificare in un unico vertice il Capo della Provincia, sia il livello politico che amministrativo locale, nell intento di evitare il ripetersi del ventennale dualismo prefetto segretario federale. Nel primo Consiglio dei Ministri della R.S.I., Mussolini decise che, per tutta la durata della guerra il Capo della Provincia dovesse realizzare l unicità del Comando politico e amministrativo, essendo a capo tanto della Prefettura quanto della Federazione Fascista Repubblicana. La convergenza delle due funzioni aveva suggerito anche una diversa procedura di nomina: il capo della provincia veniva nominato con decreto del Ministro dell Interno e scelto d intesa con il Ministro Segretario del Partito. Il Capo della Provincia, per ciò che atteneva all organizzazione provinciale del Partito, era coadiuvato dal triumvirato federale ovvero, dove la 16

16 INTRODUZIONE particolare situazione provinciale lo richiedesse, da un Commissario straordinario. Il nuovo modello, anche se temporaneo, non si rivelò risolutivo degli annosi problemi e di ciò è chiara espressione il contenuto della circolare telegrafica inviata da Mussolini nel febbraio 1944, nella quale veniva ricordato ai Capi delle Province che erano anche Capi del Partito. Uno dei problemi più rilevanti per Mussolini, superata la fase rivoluzionaria, era quello della normalizzazione: ribadire l autorità dello Stato e dei suoi rappresentanti dinanzi a qualsiasi altro centro di potere. Nell elaborazione del modello fascista Mussolini diede sempre priorità al concetto unitario di Stato e nella scelta tra organi di partito e organi di governo puntò fortemente su questi ultimi, almeno a livello periferico. Non pare difficile coglierne le ragioni: la prefettura appariva sicuramente più affidabile, più governabile e più idonea a consolidare il regime con il pieno controllo delle province. In sostanza in periferia l esercizio del potere fu demandato alle istituzioni tradizionali dello Stato, al centro furono, invece, adottate soluzioni diverse facenti riferimento prevalentemente al Partito. Questo consentì di agevolare la continuità rispetto al vecchio Stato liberale, di controllare gli avversari politici e di rafforzare il potere esecutivo; di ottenere, in sostanza, il consolidamento del fascismo. E lo strumento più idoneo allo scopo fu individuato proprio nell istituto prefettizio. La conseguenza più immediata fu la diramazione della circolare del 1927 che, in tema di rapporti tra organi di Governo e organi di partito, riaffermò nella figura del prefetto la più alta autorità dello Stato nella provincia e il rappresentante diretto del potere esecutivo centrale. Nella forma, in verità, la circolare fu sempre puntualmente rispettata, tanto che le stesse convocazioni dei Federali per questioni non attinenti al partito, avvenivano attraverso la persona del prefetto. La scelta si scontrò con le gerarchie del partito uscite rafforzate dalla marcia su Roma e ansiose di vedere realizzate le loro aspettative di comando. Mussolini cercò di risolvere la questione, come si è visto, con un innesto di elementi di fede fascista nel tessuto istituzionale. Non soltanto con il ricorso alla nomina a prefetto o a questore ma anche con il semplice affidamento dell incarico di reggenza di una Prefettura o di una Questura, con la nomina ai più 17

17 INTRODUZIONE alti gradi della carriera diplomatica o a Provveditore agli Studi. E stato sostenuto dagli studiosi che la fascistizzazione della burocrazia non avvenne in conseguenza dell immissione nei ruoli prefettizi dei dirigenti di partito o di persone ad esso vicine ma, piuttosto, per l adesione, anche se graduale, della burocrazia stessa al regime. Anche se il prefetto si riconfermava la massima autorità della provincia, i contrasti con il Segretario Federale non soltanto rimasero ma si acuirono. Il problema non fu risolto neanche con la nomina a prefetto di membri del Partito: anzi si accentuarono le pressioni da parte di quest ultimo sulle nomine a prefetto. A questa ingerenza del Partito sempre più massiccia si cercò di porre un freno con la normativa del 1937 che limitò numericamente la scelta dei prefetti politici (2/5 dei posti in organico) 4. La riaffermazione del prefetto come la più alta Autorità dello Stato nella Provincia e l adozione della normativa del 37 dimostrano quanto Mussolini fosse poco preoccupato degli orientamenti politici dei prefetti di carriera. Non è semplice cogliere a pieno le motivazioni della norma: dalla relazione allegata al disegno di legge di conversione del R.D.L. si rileva assai poco: Per quanto, poi, attiene alla nomina dei prefetti, si è stabilito..., in analogia alle disposizioni in vigore per la nomina dei Consiglieri di Stato e della Corte dei Conti, che i tre quinti. Non vi sono elementi obiettivi e certi per stabilire se la limitazione sia dovuta alla forza del Corpo prefettizio, alla loro riconosciuta competenza in materia o se non addirittura alla volontà politica di contenere gli innesti di uomini di partito o alle tre ragioni insieme. Sicuramente una richiesta da parte del Corpo prefettizio non avrebbe trovato ostacoli da parte del Capo del Governo, che aveva sempre cercato di contemperare le richieste di nomina a prefetto che provenivano dagli ambienti legati al Partito con la necessità di salvaguardare un istituto sul quale contava per il consolidamento del fascismo. Un argomento a favore di quest ultima tesi si rileva dall analisi degli incarichi conferiti ai prefetti politici. In sostanza se da un lato si consentiva una sorta di scalata alla carriera prefettizia, venendo così incontro alle aspettative del Partito, dall altro si veniva incontro alla richiesta del Corpo prefettizio, affidando ai prefetti politici incarichi di non particolare ri- 4 Per la verità la norma stabilisce che i posti in organico devono essere coperti, per almeno 3/5, da funzionari della carriera prefettizia. 18

18 INTRODUZIONE levanza o sedi di non grande rilievo. Anche se non sono mancate eccezioni (come ad esempio, per i prefetti Marziali, Borri, Tiengo, Uccelli ed Albini). Non sfugge il fatto che il prefetto è sempre un rappresentante del potere esecutivo, a prescindere dalla specifica forma di Governo. Se si tiene conto ancora che il prefetto esprime comunque sempre il suo punto di vista sulle questioni per le quali è chiamato ad intervenire e che in ogni caso vi sono modalità assai diverse di esecuzione di una disposizione, non è difficile osservare, come ci siano stati buoni e cattivi prefetti anche in relazione ai Governi centrali che si sono alternati. L adozione della legge 1058 del 1937 certamente fornisce ulteriori elementi di lettura dei rapporti che intercorrevano fra il corpo prefettizio e il regime fascista. Ma anche se mancano dati certi non si può escludere che il corpo prefettizio sia riuscito ad arginare la forte immissione, nei ruoli, dei prefetti politici e ciò se, da un lato, può essere visto come un atto di buona disposizione da parte del Capo del Governo, dall altro appare come un chiaro segnale di quanto il corpo prefettizio non preoccupasse il Regime. Dei 103 prefetti di sicura fede fascista, 67 furono nominati dalla nascita del Regime a tutto il 1937 con un crescendo che non poteva non preoccupare il corpo prefettizio, soprattutto se si tiene conto del rapporto fra prefetti di carriera e di provenienza politica. I dati numerici, comunque, necessitano pur sempre di un ulteriore approfondimento. In quest ottica si è cercato di fornire una chiave di lettura del puro dato numerico, evidenziando il legame con il P.N.F., individuando tutte le benemerenze fasciste riconosciute, l eventuale iscrizione al P.N.F., prima che divenisse obbligatoria, i procedimenti di epurazione, nel chiaro intento di individuare i motivi che determinarono la nomina a prefetto. Ciononostante il dato numerico è certamente significativo di una situazione di fatto: la ricerca da parte del partito di sbocchi per i suoi fedelissimi, accentuata dopo le modifiche statutarie del P.N.F. che trasformarono la figura del Segretario federale da politico in funzionario professionale di partito e il contenimento effettuato dal Corpo prefettizio, prima limitando la portata degli incarichi e poi addirittura il numero dei prefetti di provenienza politica. Su questi due contrastanti orientamenti, il Capo del Governo, come era suo costume, assunse tra le due spinte un ruolo di mediazione. 19

19 INTRODUZIONE Dei 332 prefetti nominati nel ventennio, 102 erano di provenienza politica e fra questi 59 avevano ricoperto importanti incarichi in seno al Partito e solo per fare un esempio: 48 erano Segretari Federali, uno Vice Segretario Federale, due Segretari politici, un componente del Direttorio e un Segretario Generale dei Fasci all estero. 20

20

APPENDICE A. DATI CLIMATICI

APPENDICE A. DATI CLIMATICI APPENDICE A. DATI CLIMATICI A.1 Temperature esterne invernali di progetto UNI 5364 Torino -8 Reggio Emilia -5 Alessandria -8 Ancona -2 Asti -8 Ascoli Piceno -2 Cuneo -10 Macerata -2 Alta valle cuneese

Dettagli

c è un Italia che pedala. in 20 città performance di ciclabilità di livello europeo

c è un Italia che pedala. in 20 città performance di ciclabilità di livello europeo Roma, aprile 2015 c è un Italia che pedala. in 20 città performance di ciclabilità di livello europeo Bolzano, Pesaro, Ferrara e Treviso capitali della bici, almeno un quarto degli abitanti in bici tutti

Dettagli

Oggetto: Differenti modalità di copertura dei posti di Professore universitario di ruolo di Prima e Seconda fascia

Oggetto: Differenti modalità di copertura dei posti di Professore universitario di ruolo di Prima e Seconda fascia Perugia, 17 febbraio 2013 Ai Soci CIPUR Oggetto: Differenti modalità di copertura dei posti di Professore universitario di ruolo di Prima e Seconda fascia Cari colleghi, la progressiva implementazione

Dettagli

UNIVERSITÀ - LA NUOVA CLASSIFICA DI VISION

UNIVERSITÀ - LA NUOVA CLASSIFICA DI VISION The Italian Think Tank UNIVERSITÀ - LA NUOVA CLASSIFICA DI VISION Vision propone un nuovo modello di ranking multi-dimensionale che mette a confronto le università italiane sulla base di cinque parametri

Dettagli

Regioni, province e grandi comuni

Regioni, province e grandi comuni SISTEMA STATISTICO NAZIONALE ISTITUTO NAZIONALE DI STATISTICA 2 0 0 4 Settore Popolazione Tavole di mortalità della popolazione italiana Regioni, province e grandi comuni Anno 2000 Informazioni n. 28-2004

Dettagli

STUDIO DELLA DIFFUSIONE DI INTERNET IN ITALIA ATTRAVERSO

STUDIO DELLA DIFFUSIONE DI INTERNET IN ITALIA ATTRAVERSO STUDIO DELLA DIFFUSIONE DI INTERNET IN ITALIA ATTRAVERSO L USO DEI NOMI A DOMINIO di Maurizio Martinelli Responsabile dell Unità sistemi del Registro del cctld.it e Michela Serrecchia assegnista di ricerca

Dettagli

Sintesi analitica dei Bandi di concorso 2013 per l ammissione ai corsi di laurea delle Professioni sanitarie

Sintesi analitica dei Bandi di concorso 2013 per l ammissione ai corsi di laurea delle Professioni sanitarie Sintesi analitica dei Bandi di concorso 2013 per l ammissione ai corsi di laurea delle Professioni sanitarie Introduzione... 3 Università Politecnica delle Marche (Ancona)... 4 Università degli Studi di

Dettagli

GLI ALUNNI STRANIERI NEL SISTEMA SCOLASTICO ITALIANO A.S. 2013/2014. (Ottobre 2014)

GLI ALUNNI STRANIERI NEL SISTEMA SCOLASTICO ITALIANO A.S. 2013/2014. (Ottobre 2014) GLI ALUNNI STRANIERI NEL SISTEMA SCOLASTICO ITALIANO A.S. 2013/2014 (Ottobre 2014) I dati presenti in questa pubblicazione fanno riferimento agli studenti con cittadinanza non italiana dell anno scolastico

Dettagli

OSSERVATORIO SICUREZZA SUL LAVORO 18/01/2014 Rapporto morti bianche triennio 2011/12/13

OSSERVATORIO SICUREZZA SUL LAVORO 18/01/2014 Rapporto morti bianche triennio 2011/12/13 OSSERVATORIO SICUREZZA SUL LAVORO 18/01/2014 Rapporto morti bianche triennio 2011/12/13 ANALISI COMPARATIVA DATI 2011-2012-2013 ANALISI DATI AGGREGATI 2011-2012- 2013 ANDAMENTO INFORTUNI NEL QUADRIENNIO

Dettagli

Rapporto statistico sulla falsificazione dell euro

Rapporto statistico sulla falsificazione dell euro Rapporto statistico sulla falsificazione dell euro 2013 MINISTERO DELL ECONOMIA E DELLE FINANZE Ministero dell Economia e delle Finanze Dipartimento del Tesoro Direzione V, Ufficio VI (UCAMP) Ufficio Centrale

Dettagli

Elenco soggetti abilitati da Poste Italiane al servizio di pagamento dei bollettini:

Elenco soggetti abilitati da Poste Italiane al servizio di pagamento dei bollettini: Elenco soggetti abilitati da Poste Italiane al servizio di pagamento dei bollettini: Tabaccai Convenzionati con Banca ITB; Bennet S.p.A; Esselunga S.p.A; Carrefour; Conad Adriatico Soc. Coop; Tigros S.p.A;

Dettagli

MINISTERO DELLA DIFESA DIREZIONE GENERALE PER IL PERSONALE MILITARE

MINISTERO DELLA DIFESA DIREZIONE GENERALE PER IL PERSONALE MILITARE MINISTERO DELLA DIFESA DIREZIONE GENERALE PER IL PERSONALE MILITARE Prot. n. DGPM/VI/19.000/A/45-109.000/I/15 Roma, 5 marzo 2002 OGGETTO:Erogazione del trattamento privilegiato provvisorio nella misura

Dettagli

Elenco Aziende, Enti e istituti Regionali per il diritto allo studio universitario

Elenco Aziende, Enti e istituti Regionali per il diritto allo studio universitario Elenco Aziende, Enti e istituti Regionali per il diritto allo studio universitario Abruzzo Azienda per il diritto agli studi universitari (Adsu) Viale dell Unità d Italia, 32 66013 Chieti scalo Tel. +39

Dettagli

Art. 71 Nomina e funzioni dei magistrati onorari della procura della Repubblica presso il tribunale ordinario.

Art. 71 Nomina e funzioni dei magistrati onorari della procura della Repubblica presso il tribunale ordinario. REGIO DECRETO 30 gennaio 1941 n. 12 ( indice ) (modificato e aggiornato dalle seguenti leggi: R.D.L. n. 734/43, L. n. 72/46, L. n. 478/46, R.D.Lgs. n. 511/46, L. n. 1370/47, L. n. 1794/52, L. n. 1441/56,L.

Dettagli

2. Le scuole con elevate percentuali di studenti stranieri

2. Le scuole con elevate percentuali di studenti stranieri 2. Le scuole con elevate percentuali di studenti stranieri 2.1 La concentrazione degli alunni con cittadinanza non italiana in specifiche scuole e nei differenti ordini e gradi scolastici Dall analisi

Dettagli

Preambolo LA CAMERA DEI DEPUTATI ED IL SENATO DELLA REPUBBLICA HANNO APPROVATO; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PROMULGA LA SEGUENTE LEGGE:

Preambolo LA CAMERA DEI DEPUTATI ED IL SENATO DELLA REPUBBLICA HANNO APPROVATO; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PROMULGA LA SEGUENTE LEGGE: LEGGE 12 MARZO 1968, n. 442 (GU n. 103 del 22/04/1968) ISTITUZIONE DI UNA UNIVERSITÀ STATALE IN CALABRIA. (PUBBLICATA NELLA GAZZETTA UFFICIALE N.103 DEL 22 APRILE 1968) URN: urn:nir:stato:legge:1968-03-12;442

Dettagli

(N.132) Legge sulla divisione ed amministrazione delle province del regno.

(N.132) Legge sulla divisione ed amministrazione delle province del regno. (N.132) Legge sulla divisione ed amministrazione delle province del regno. Napoli 8 Agosto GIUSEPPE NAPOLEONE per la grazia di Dio Re di Napoli e di Sicilia, Principe Francese, Grand Elettore dell Impero.

Dettagli

BIBLIOTECHE ITALIANE CHE POSSIEDONO IL PERIODICO: Il Fallimento e le altre procedure concorsuali : Rivista di dottrina e giurisprudenza

BIBLIOTECHE ITALIANE CHE POSSIEDONO IL PERIODICO: Il Fallimento e le altre procedure concorsuali : Rivista di dottrina e giurisprudenza BIBLIOTECHE ITALIANE CHE POSSIEDONO IL PERIODICO: Il Fallimento e le altre procedure concorsuali : Rivista di dottrina e giurisprudenza AN001 Centro di Ateneo di Documentazione - Polo Villarey - Facoltà

Dettagli

POP ECONOMY Ovvero da dove allegramente vien la crisi e dove va

POP ECONOMY Ovvero da dove allegramente vien la crisi e dove va POP ECONOMY Ovvero da dove allegramente vien la crisi e dove va di Alberto Pagliarino e Nadia Lambiase Una produzione di Pop Economy Da dove allegramente vien la crisi e dove va Produzione Banca Popolare

Dettagli

TEST INGEGNERIA 2014

TEST INGEGNERIA 2014 scienze www.cisiaonline.it TEST INGEGNERIA 2014 Ing. Giuseppe Forte Direttore Tecnico CISIA Roma, 1 ottobre 2014, Assemblea CopI DATI CISIA - MARZO, SETTEMBRE 2014 test erogati al 15 settmebre CARTACEI

Dettagli

Sala Consilina, 20 settembre 2013 Prot. n. 13249/2013

Sala Consilina, 20 settembre 2013 Prot. n. 13249/2013 Sala Consilina, 20 settembre 2013 Prot. n. 13249/2013 E, P.C. EGREGIO DOTT. MATTEO CLAUDIO ZARRELLA PRESIDENTE DEL TRIBUNALE DI LAGONEGRO Via Lagonegro - 85042 LAGONEGRO (Pz) Trasmissione al telefax 0973.2333115

Dettagli

I servizi per gli studenti: le opinioni dei laureati su università, città e diritto allo studio 1

I servizi per gli studenti: le opinioni dei laureati su università, città e diritto allo studio 1 I servizi per gli studenti: le opinioni dei laureati su università, città e diritto allo studio 1 di Andrea Cammelli, Serena Cesetti e Davide Cristofori 1. Aspetti introduttivi Dal 1998 AlmaLaurea, attraverso

Dettagli

L ITALIA NELL ERA CREATIVA

L ITALIA NELL ERA CREATIVA CREATIVITYGROUPEUROPE presenta L ITALIA NELL ERA CREATIVA Irene Tinagli Richard Florida Luglio 00 Copyright 00 Creativity Group Europe L Italia nell Era Creativa fa parte del Progetto CITTÀ CREATIVE Promosso

Dettagli

CENTO ANNI FA: LA GRANDE GUERRA

CENTO ANNI FA: LA GRANDE GUERRA Collegno, 17 novembre 2014 CENTO ANNI FA: LA GRANDE GUERRA PROPOSTA DI TRENO STORICO RIEVOCATIVO DA TORINO A UDINE progetto per la realizzazione di una tradotta militare rievocativa, da Torino a Udine

Dettagli

Ferroviario e dell Alta Velocità. Milano, 15 marzo 2014

Ferroviario e dell Alta Velocità. Milano, 15 marzo 2014 Lo sviluppo del Trasporto Ferroviario e dell Alta Velocità in Italia Milano, 15 marzo 2014 Lo sviluppo della mobilità in treno: i grandi corridoi europei La rete TEN (Trans European Network) gioca un ruolo

Dettagli

STATUTO DELL ACCADEMIA NAZIONALE DEI LINCEI (*)

STATUTO DELL ACCADEMIA NAZIONALE DEI LINCEI (*) 1 STATUTO DELL ACCADEMIA NAZIONALE DEI LINCEI (*) I - Costituzione dell Accademia Articolo 1 1. L Accademia Nazionale dei Lincei, istituzione di alta cultura, con sede in Roma, ai sensi dell art. 33 della

Dettagli

La mobilità sociale tra Stato e mercato

La mobilità sociale tra Stato e mercato La mobilità sociale tra Stato e mercato di Carlo Lottieri, Università di Siena Nella cultura contemporanea si tende a guardare alla mobilità sociale intesa quale possibilità di ascendere da una posizione

Dettagli

DELF DALF ESAMI 2014-2015 IL FRANCESE UNA LINGUA VICINA PER ARRIVARE LONTANO. www.testecertificazioni.it ITALIA

DELF DALF ESAMI 2014-2015 IL FRANCESE UNA LINGUA VICINA PER ARRIVARE LONTANO. www.testecertificazioni.it ITALIA DELF DALF Le certificazioni ufficii della lingua francese ESAMI 2014-2015 IL FRANCESE UNA LINGUA VICINA PER ARRIVARE LONTANO www.testecertificazioni.it IL FRANCESE UNA LINGUA VICINA PER ARRIVARE LONTANO

Dettagli

F A Q ORDINE AL MERITO DELLA REPUBBLICA ITALIANA

F A Q ORDINE AL MERITO DELLA REPUBBLICA ITALIANA F A Q ORDINE AL MERITO DELLA REPUBBLICA ITALIANA 1. Che cos è l Ordine Al Merito della Repubblica Italiana? L Ordine Al Merito della Repubblica Italiana è il primo degli Ordini cavallereschi nazionali.

Dettagli

PROTOCOLLO RELATIVO ALLA CONVENZIONE PER LA PROTEZIONE DELLE ALPI (CONVENZIONE DELLE ALPI) SULLA COMPOSIZIONE DELLE CONTROVERSIE

PROTOCOLLO RELATIVO ALLA CONVENZIONE PER LA PROTEZIONE DELLE ALPI (CONVENZIONE DELLE ALPI) SULLA COMPOSIZIONE DELLE CONTROVERSIE PROTOCOLLO RELATIVO ALLA CONVENZIONE PER LA PROTEZIONE DELLE ALPI (CONVENZIONE DELLE ALPI) SULLA COMPOSIZIONE DELLE CONTROVERSIE La Repubblica d Austria, la Repubblica Francese, la Repubblica Federale

Dettagli

> MANGIARE E BERE IN ITALIA

> MANGIARE E BERE IN ITALIA Percorso 3 > MANGIARE E BERE IN ITALIA Guarda questi piatti della cucina italiana. Secondo te, di quali parti d Italia sono tipici? Ogni regione d Italia ha i suoi piatti tipici. Spesso quando pensiamo

Dettagli

SINTESI DDL CITTA METROPOLITANE, PROVINCE, UNIONI COMUNI SENATO

SINTESI DDL CITTA METROPOLITANE, PROVINCE, UNIONI COMUNI SENATO SINTESI DDL CITTA METROPOLITANE, PROVINCE, UNIONI COMUNI SENATO Il disegno di legge 1212 Disposizioni sulle Città metropolitane, sulle Province, sulle unioni e fusioni di Comuni approvato dal Senato ha

Dettagli

Decreto di attribuzione di posizioni organizzative ai responsabili di settore IL SINDACO

Decreto di attribuzione di posizioni organizzative ai responsabili di settore IL SINDACO Taviano Città dei Fiori (Lecce Italy) Decreto sindacale 02 lì 22 gennaio 2014 Decreto di attribuzione di posizioni organizzative ai responsabili di settore IL SINDACO VISTA la legge 191/98, recante modifiche

Dettagli

VADEMECUM SUL PART-TIME (RAPPORTO DI LAVORO A TEMPO PARZIALE)

VADEMECUM SUL PART-TIME (RAPPORTO DI LAVORO A TEMPO PARZIALE) Normativa VADEMECUM SUL PART-TIME (RAPPORTO DI LAVORO A TEMPO PARZIALE) a cura di Libero Tassella da Scuola&Scuola, 8/9/2003 Riferimenti normativi: artt. 7,8 legge 29.12.1988, N. 554; artt. 7,8 Dpcm 17.3.1989,

Dettagli

Decreto del Ministro degli affari esteri 30 dicembre 1978, n.4668 bis, Regolamento per il rilascio dei passaporti diplomatici e di servizio.

Decreto del Ministro degli affari esteri 30 dicembre 1978, n.4668 bis, Regolamento per il rilascio dei passaporti diplomatici e di servizio. Decreto del Ministro degli affari esteri 30 dicembre 1978, n.4668 bis, Regolamento per il rilascio dei passaporti diplomatici e di servizio. 1. I passaporti diplomatici e di servizio, di cui all'articolo

Dettagli

Gabinetto dell On. le Ministro. Organismo Indipendente di Valutazione. Presidente del Consiglio Superiore dei LL.PP.

Gabinetto dell On. le Ministro. Organismo Indipendente di Valutazione. Presidente del Consiglio Superiore dei LL.PP. Dipartimento per le Infrastrutture, gli affari generali ed il personale Direzione generale del personale e degli affari generali Divisione 4 Ufficio Ispettivo e Disciplina Via Nomentana, 2 00161 Roma tel.06.4412.3285

Dettagli

Commissione indipendente per la Valutazione, la Trasparenza e l Integrità delle amministrazioni pubbliche Autorità Nazionale Anticorruzione

Commissione indipendente per la Valutazione, la Trasparenza e l Integrità delle amministrazioni pubbliche Autorità Nazionale Anticorruzione Commissione indipendente per la Valutazione, la Trasparenza e l Integrità delle amministrazioni pubbliche Autorità Nazionale Anticorruzione Delibera n.12/2013: Requisiti e procedimento per la nomina dei

Dettagli

COMUNE DI ORBETELLO (Provincia di Grosseto)

COMUNE DI ORBETELLO (Provincia di Grosseto) COMUNE DI ORBETELLO (Provincia di Grosseto) REGOLAMENTO DI ISTITUZIONE DELLE POSIZIONI ORGANIZZATIVE Art. 1 - Area delle posizione organizzative 1. Nel rispetto dei criteri generali contenuti nelle disposizioni

Dettagli

www.avvocatoromano.it www.studiolegalegiovanniromano.it

www.avvocatoromano.it www.studiolegalegiovanniromano.it Avv. Giovanni Romano Avv. Paola Genito Avv. Natascia Delli Carri Avv. Maria Cristina Fratto Avv. Annalisa Iannella Avv. Egidio Lizza Avv. Giuseppina Mancino Avv. Roberta Mongillo Avv. Francesco Pascucci

Dettagli

TBLUE SAUNA MILANO ASSOCIAZIONE RICREATIVA CULTURALE

TBLUE SAUNA MILANO ASSOCIAZIONE RICREATIVA CULTURALE STATUTO CIRCOLO TBLUE Art. 1 COSTITUZIONE - SEDE E costituito, come associazione culturale ricreativa non riconosciuta ai sensi dell art 36 e ss. Codice Civile ed art. 148 comma 3 D.P.R. 917/1986 (T.U.I.R.),

Dettagli

SEZIONE I LEGGI E REGOLAMENTI REGIONALI 12.4.2006 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 11

SEZIONE I LEGGI E REGOLAMENTI REGIONALI 12.4.2006 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 11 SEZIONE I 12.4.2006 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 11 LEGGI E REGOLAMENTI REGIONALI LEGGE REGIONALE 3 aprile 2006, n. 12 Norme in materia di polizia comunale. IL CONSIGLIO REGIONALE

Dettagli

Indice. Introduzione... 2. Definizioni... 3. Tecnologia degli Impianti fotovoltaici... 4. L irraggiamento solare in Italia nel 2012...

Indice. Introduzione... 2. Definizioni... 3. Tecnologia degli Impianti fotovoltaici... 4. L irraggiamento solare in Italia nel 2012... Indice Introduzione... 2 Definizioni... 3 Tecnologia degli Impianti fotovoltaici... 4 La fonte solare L irraggiamento solare in Italia nel 2012... 6 Mappa della radiazione solare nel 2011 e nel 2012...

Dettagli

COMUNE DI BRIGNANO GERA D ADDA (Provincia di Bergamo) Regolamento recante la disciplina dei Controlli interni

COMUNE DI BRIGNANO GERA D ADDA (Provincia di Bergamo) Regolamento recante la disciplina dei Controlli interni COMUNE DI BRIGNANO GERA D'ADDA (c_b178) - Codice AOO: AOOBRIGNANOADDA - Reg. nr.0001628/2013 del 18/02/2013 ALLEGATO A alla deliberazione del Consiglio comunale n. 2 del 04.02.2013 COMUNE DI BRIGNANO GERA

Dettagli

COS E CRES: CLIMA RESILIENTI

COS E CRES: CLIMA RESILIENTI COS E CRES: CLIMA RESILIENTI PROGETTO DI KYOTO CLUB VINCITORE DI UN BANDO DEL MINISTERO DELL AMBIENTE SUI PROGETTI IN MATERIA DI EDUCAZIONE AMBIENTALE E SVILUPPO SOSTENIBILE OBIETTIVI DEL PROGETTO CRES

Dettagli

AZIENDA SANITARIA LOCALE 2 SAVONESE BANDO DI CONCORSO PUBBLICO RISERVATO

AZIENDA SANITARIA LOCALE 2 SAVONESE BANDO DI CONCORSO PUBBLICO RISERVATO 1 PUBBLICATO ALL ALBO DELL ASL 2 SAVONESE IL 08.01.2010 SCADE IL 28.01.2010 AZIENDA SANITARIA LOCALE 2 SAVONESE BANDO DI CONCORSO PUBBLICO RISERVATO In attuazione della deliberazione del Direttore Generale

Dettagli

Didattica per l Eccellenza. Libertà va cercando, ch è sì cara L esperienza della libertà. Romanae Disputationes

Didattica per l Eccellenza. Libertà va cercando, ch è sì cara L esperienza della libertà. Romanae Disputationes Didattica per l Eccellenza Libertà va cercando, ch è sì cara L esperienza della libertà Romanae Disputationes Concorso Nazionale di Filosofia 2014-2015 OBIETTIVI DEL CONCORSO Il Concorso Romanae Disputationes

Dettagli

Per una città governabile. Nuove metodologie di lavoro per gestire la complessità e la partecipazione.

Per una città governabile. Nuove metodologie di lavoro per gestire la complessità e la partecipazione. Per una città governabile. Nuove metodologie di lavoro per gestire la complessità e la partecipazione. MICHELE EMILIANO Sindaco del Comune di Bari 12 maggio 2006 Innanzitutto benvenuti a tutti i nostri

Dettagli

dai vita alla tua casa

dai vita alla tua casa dai vita alla tua casa SEMPLICE MENTE ENERGIA bioedilizia Una STRUTTURA INNOVATIVA PARETE MEGA PLUS N 10 01 struttura in legno 60/60 mm - 60/40 mm 02 tubazione impianto elettrico ø 21 mm 03 struttura portante

Dettagli

Deliberazione n.119/2015/par. REPUBBLICA ITALIANA Corte dei conti Sezione di controllo per la Regione siciliana

Deliberazione n.119/2015/par. REPUBBLICA ITALIANA Corte dei conti Sezione di controllo per la Regione siciliana Deliberazione n.119/2015/par REPUBBLICA ITALIANA Corte dei conti Sezione di controllo per la Regione siciliana nella camera di consiglio del 12 febbraio 2015 visto il T.U. delle leggi sulla Corte dei conti,

Dettagli

Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive

Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive Dipartimento della Pubblica Sicurezza Stagione sportiva 2011/2012 Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive Determinazione n. 26/2012 del 30 maggio 2012 L Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni

Dettagli

COMUNE DI ALSENO Provincia di Piacenza

COMUNE DI ALSENO Provincia di Piacenza COMUNE DI ALSENO Provincia di Piacenza REGOLAMENTO SULL ORDINAMENTO DEGLI UFFICI E DEI SERVIZI Approvato con deliberazione di G.C. n. 232 in data 30.09.1998 Modificato con deliberazione di G.C. n. 102

Dettagli

CONVENZIONE TRA LA SANTA SEDE E IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA IN MATERIA FISCALE

CONVENZIONE TRA LA SANTA SEDE E IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA IN MATERIA FISCALE CONVENZIONE TRA LA SANTA SEDE E IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA IN MATERIA FISCALE La Santa Sede ed il Governo della Repubblica Italiana, qui di seguito denominati anche Parti contraenti; tenuto conto

Dettagli

Struttura giuridica e sede del Tribunale

Struttura giuridica e sede del Tribunale Bundesgericht Tribunal fédéral Benvenuti! Visita del Tribunale federale Tribunale federale Tribunal federal Vista della facciata frontale, Tribunale federale Losanna Foto: Philippe Dudouit L organizzazione

Dettagli

REPOR DIREZIONE GENERALE UFFICIO

REPOR DIREZIONE GENERALE UFFICIO M Innovazione Conoscenza RETE REPOR RT ATTIVITA PATENT LIBRARY ITALIA 213 DIREZIONE GENERALE LOTTA ALLA CONTRAFFAZIONE UFFICIO ITALIANO BREVETTI E I Sommario Introduzione... 3 I servizi erogati dalla Rete...

Dettagli

PROVINCIA DI BRINDISI ----------ooooo----------

PROVINCIA DI BRINDISI ----------ooooo---------- PROVINCIA DI BRINDISI ----------ooooo---------- ESTRATTO DELLE DELIBERAZIONI DEL COMMISSARIO STRAORDINARIO CON POTERI DELLA GIUNTA Atto con dichiarazione di immediata eseguibilità: art. 134, comma 4, D.Lgs.267/2000

Dettagli

DICHIARAZIONE DELL ORGANIZZAZIONE INTERNAZIONALE DEL LAVORO SUI PRINCIPI E I DIRITTI FONDAMENTALI NEL LAVORO E SUOI SEGUITI

DICHIARAZIONE DELL ORGANIZZAZIONE INTERNAZIONALE DEL LAVORO SUI PRINCIPI E I DIRITTI FONDAMENTALI NEL LAVORO E SUOI SEGUITI DICHIARAZIONE DELL ORGANIZZAZIONE INTERNAZIONALE DEL LAVORO SUI PRINCIPI E I DIRITTI FONDAMENTALI NEL LAVORO E SUOI SEGUITI adottata dalla Conferenza internazionale del Lavoro nella sua Ottantaseiesima

Dettagli

CONDIVIDE E PARTECIPA

CONDIVIDE E PARTECIPA il 13 OTTOBRE 2007 - inform@ su: Delibera della Direzione Nazionale il S.I.A.P. privilegia il confronto interno Dal Governo Consiglio dei Ministri nr. 69 Decreto di razionalizzazione dell assetto organizzativo

Dettagli

DICHIARAZIONE RELATIVA AI PRINCIPI DI DIRITTO

DICHIARAZIONE RELATIVA AI PRINCIPI DI DIRITTO DICHIARAZIONE RELATIVA AI PRINCIPI DI DIRITTO INTERNAZIONALE, CONCERNENTI LE RELAZIONI AMICHEVOLI E LA COOPERAZIONE FRA GLI STATI, IN CONFORMITÀ CON LA CARTA DELLE NAZIONI UNITE Risoluzione dell Assemblea

Dettagli

Per i licenziamenti collettivi: semplificazione delle procedure, variabilità del regime sanzionatorio e termini più stretti per le impugnazioni

Per i licenziamenti collettivi: semplificazione delle procedure, variabilità del regime sanzionatorio e termini più stretti per le impugnazioni Per i licenziamenti collettivi: semplificazione delle procedure, variabilità del regime sanzionatorio e termini più stretti per le impugnazioni di Pierluigi Rausei * La Sezione II, del Capo III (Disciplina

Dettagli

Towards Responsible Public Administration BEST PRACTICE CASE

Towards Responsible Public Administration BEST PRACTICE CASE 7 TH QUALITY CONFERENCE Towards Responsible Public Administration BEST PRACTICE CASE INFORMAZIONI DI BASE 1. Stato: Italia 2. Nome del progetto: La diffusione di Best Practice presso gli Uffici Giudiziari

Dettagli

Software di gestione delle partecipate per l ente l

Software di gestione delle partecipate per l ente l Software di gestione delle partecipate per l ente l locale Obiettivo Governance Le necessità di governo del sistema delle partecipate comportano l esigenza di dotarsi di un software adeguato, che permetta

Dettagli

LE FONTI DEL RAPPORTO DI LAVORO PRIVATO ALLE DIPENDENZE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

LE FONTI DEL RAPPORTO DI LAVORO PRIVATO ALLE DIPENDENZE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE LE FONTI DEL RAPPORTO DI LAVORO PRIVATO ALLE DIPENDENZE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE REPORT ANNUALE - 2011 - ITALIA (Aprile 2011) Prof. Alessandra PIOGGIA INDICE 1. LA PRIVATIZZAZIONE 2. LE COMPETENZE

Dettagli

Legge federale su l acquisto e la perdita della cittadinanza svizzera

Legge federale su l acquisto e la perdita della cittadinanza svizzera Legge federale su l acquisto e la perdita della cittadinanza svizzera (Legge sulla cittadinanza, LCit) 1 141.0 del 29 settembre 1952 (Stato 1 gennaio 2013) L Assemblea federale della Confederazione Svizzera,

Dettagli

L evoluzione delle circoscrizioni provinciali dall Unità d Italia ad oggi. (Gaetano Palombelli)

L evoluzione delle circoscrizioni provinciali dall Unità d Italia ad oggi. (Gaetano Palombelli) L evoluzione delle circoscrizioni provinciali dall Unità d Italia ad oggi (Gaetano Palombelli) Premessa L approfondimento che è oggetto di questo capitolo prende spunto dalla pubblicazione su Amministrazioni

Dettagli

Regolamento applicabile alla procedura seguita dinanzi al Consiglio costituzionale per il contenzioso dell elezione dei deputati e dei senatori 1

Regolamento applicabile alla procedura seguita dinanzi al Consiglio costituzionale per il contenzioso dell elezione dei deputati e dei senatori 1 Regolamento applicabile alla procedura seguita dinanzi al Consiglio costituzionale per il contenzioso dell elezione dei deputati e dei senatori 1 Modificato dalle decisioni del Consiglio costituzionale

Dettagli

STATUTO DEL POLITECNICO DI MILANO

STATUTO DEL POLITECNICO DI MILANO Emanato con Decreto Rettorale n. 623/AG del 23 febbraio 2012 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 52 del 2 marzo 2012 STATUTO DEL POLITECNICO DI MILANO TITOLO I - DISPOSIZIONI GENERALI E PRINCIPI Art.

Dettagli

REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO DEL COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI. Art. 1 - Fonti

REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO DEL COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI. Art. 1 - Fonti REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO DEL COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI Art. 1 - Fonti 1. Il presente Regolamento disciplina la composizione, la durata e le modalità di funzionamento del Collegio dei Revisori

Dettagli

REGOLAMENTO COMUNALE PER LA GESTIONE DEL PART-TIME

REGOLAMENTO COMUNALE PER LA GESTIONE DEL PART-TIME REGOLAMENTO COMUNALE PER LA GESTIONE DEL PART-TIME ART. 1 Oggetto Il presente regolamento disciplina le procedure per la trasformazione dei rapporti di lavoro da tempo pieno a tempo parziale dei dipendenti

Dettagli

I BORGHI PIU' BELLI D'ITALIA Statuto

I BORGHI PIU' BELLI D'ITALIA Statuto I BORGHI PIU' BELLI D'ITALIA Statuto ARTICOLO 1- COSTITUZIONE E' costituito il Club denominato I Borghi più Belli d'italia ai sensi dello Statuto dell Associazione Nazionale Comuni Italiani, in breve ANCI.

Dettagli

Elenco enti, istituti e aziende per il diritto allo studio universitario

Elenco enti, istituti e aziende per il diritto allo studio universitario Elenco enti, istituti e aziende per il diritto allo studio universitario Ancona Ente regionale per il diritto allo studio universitario (Ersu), Vicolo della Serpe 1, 60121 Ancona, tel. 071-227411 (centr.),

Dettagli

2 GIUGNO 2013 FESTA DELLA REPUBBLICA

2 GIUGNO 2013 FESTA DELLA REPUBBLICA 2 GIUGNO 2013 FESTA DELLA REPUBBLICA Discorso del Prefetto Angelo Tranfaglia Piazza Maggiore Bologna, 2 giugno 2013 Autorità, cittadini tutti di Bologna e della sua provincia, un cordiale saluto a tutti.

Dettagli

18 anni... in Comune! I tuoi passi verso la cittadinanza italiana

18 anni... in Comune! I tuoi passi verso la cittadinanza italiana 18 anni... in Comune! I tuoi passi verso la cittadinanza italiana Edizione giugno 2014 IndICe prefazione 3 Buon compleanno!! 5 chi è cittadino italiano per la legge? 6 perchè diventare cittadini italiani?

Dettagli

Codice deontologico dell Assistente Sociale

Codice deontologico dell Assistente Sociale Codice deontologico dell Assistente Sociale Approvato dal Consiglio Nazionale dell Ordine Roma, 6 aprile 2002 TITOLO I Definizione e potestà disciplinare 1. Il presente Codice è costituito dai principi

Dettagli

PREMIO LETTERARIO LA GIARA 4 a EDIZIONE 2014-2015

PREMIO LETTERARIO LA GIARA 4 a EDIZIONE 2014-2015 PREMIO LETTERARIO LA GIARA 4 a EDIZIONE 2014-2015 REGOLAMENTO DEL PREMIO LETTERARIO LA GIARA PER I NUOVI TALENTI DELLA NARRATIVA ITALIANA 1) Il Premio fa capo alla Direzione Commerciale Rai, nel cui ambito

Dettagli

SEZIONE TERZA. Le fonti degli enti locali

SEZIONE TERZA. Le fonti degli enti locali SEZIONE TERZA Le fonti degli enti locali 2.1. Presentazione di Edmondo Mostacci L insieme delle fonti endogene degli enti locali costituisce un sottoinsieme un microcosmo, secondo la efficace definizione

Dettagli

Bozza di Regolamento sul rapporto di lavoro a tempo parziale

Bozza di Regolamento sul rapporto di lavoro a tempo parziale Bozza di Regolamento sul rapporto di lavoro a tempo parziale Art. 1 Personale avente diritto I rapporti di lavoro a tempo parziale possono essere attivati nei confronti dei dipendenti comunali a tempo

Dettagli

Ministero degli Affari Esteri

Ministero degli Affari Esteri Ministero degli Affari Esteri ORDINAMENTO DELL'AMMINISTRAZIONE DEGLI AFFARI ESTERI D.P.R. 5 Gennaio 1967, n. 18 e successive modificazioni e integrazioni ORDINAMENTO DELL'AMMINISTRAZIONE DEGLI AFFARI ESTERI

Dettagli

Tesi per il Master Superformatori CNA

Tesi per il Master Superformatori CNA COME DAR VITA E FAR CRESCERE PICCOLE SOCIETA SPORTIVE di GIACOMO LEONETTI Scorrendo il titolo, due sono le parole chiave che saltano agli occhi: dar vita e far crescere. In questo mio intervento, voglio

Dettagli

L ITALIA DA BERE (E DA MANGIARE) FIPE RACCONTA I CONSUMI ALIMENTARI FUORI CASA DELLO STIVALE

L ITALIA DA BERE (E DA MANGIARE) FIPE RACCONTA I CONSUMI ALIMENTARI FUORI CASA DELLO STIVALE Approfondimenti Milano, 15 ottobre 2013 L ITALIA DA BERE (E DA MANGIARE) FIPE RACCONTA I CONSUMI ALIMENTARI FUORI CASA DELLO STIVALE Abstract della ricerca P.E. 24h/La Cas@fuoricasa a cura dell Ufficio

Dettagli

UPDATE E SECOND OPINION IN CHIRURGIA VASCOLARE

UPDATE E SECOND OPINION IN CHIRURGIA VASCOLARE L EVENTO ASSEGNERÀ CREDITI ECM Sabato 16 giugno 2012 ore 8,30 UPDATE E SECOND OPINION IN CHIRURGIA VASCOLARE SEDE DEL CORSO Via Masaccio, 19 MILANO PER ISCRIZIONI www.chirurgiavascolaremilano.it Il Convegno

Dettagli

Statuto dell Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF)

Statuto dell Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) Statuto dell Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) INDICE Articolo 1 - Finalità e natura dell Ente 2 Articolo 2 - Attività dell INAF 3 Articolo 3 - Principi di organizzazione 5 Articolo 4 - Organi 6

Dettagli

STATUTO. Art. 1. Art. 2

STATUTO. Art. 1. Art. 2 STATUTO Art. 1 E costituita tra l Università Politecnica delle Marche e l Università degli Studi di Urbino Carlo Bo un associazione denominata UNIADRION. Art. 2 L associazione ha sede in Ancona, presso

Dettagli

Norme per la preparazione di sentenze da pubblicarsi ne «IL FORO ITALIANO»

Norme per la preparazione di sentenze da pubblicarsi ne «IL FORO ITALIANO» Norme per la preparazione di sentenze da pubblicarsi ne «IL FORO ITALIANO» ROMA SOCIETÀ EDITRICE DEL «FORO ITALIANO» 1969 (2014) Norme per la preparazione di sentenze da pubblicarsi ne «IL FORO ITALIANO»

Dettagli

LEGGI ED ALTRI ATTI NORMATIVI

LEGGI ED ALTRI ATTI NORMATIVI LEGGI ED ALTRI ATTI NORMATIVI LEGGE 11 agosto 2014, n. 125. Disciplina generale sulla cooperazione internazionale per lo sviluppo. La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;

Dettagli

«Abbiamo un margine di manovra sufficiente»

«Abbiamo un margine di manovra sufficiente» Conferenza stampa annuale del 17 giugno 2014 Anne Héritier Lachat, presidente del Consiglio di amministrazione «Abbiamo un margine di manovra sufficiente» Gentili Signore, egregi Signori, sono ormai trascorsi

Dettagli

Direzione Centrale Pensioni. Roma, 20/03/2015

Direzione Centrale Pensioni. Roma, 20/03/2015 Direzione Centrale Pensioni Roma, 20/03/2015 Circolare n. 63 Ai Dirigenti centrali e periferici Ai Responsabili delle Agenzie Ai Coordinatori generali, centrali e periferici dei Rami professionali Al Coordinatore

Dettagli

Forme e termini del procedimento disciplinare nel pubblico impiego

Forme e termini del procedimento disciplinare nel pubblico impiego Forme e termini del procedimento disciplinare nel pubblico impiego La riforma Brunetta, introdotta dal D.Lgs. 150/09, ha modificato profondamente il sistema disciplinare nel pubblico impiego, intervenendo

Dettagli

AVVISO 2/14 1 Scadenza COMMERCIO TURISMO - SERVIZI PIANI FINANZIABILI, MA NON FINANZIATI PER MANCANZA DI RISORSE SETTORIALI/TERRITORIALI

AVVISO 2/14 1 Scadenza COMMERCIO TURISMO - SERVIZI PIANI FINANZIABILI, MA NON FINANZIATI PER MANCANZA DI RISORSE SETTORIALI/TERRITORIALI PIEMONTE - VALLE D'AOSTA LIGURIA UNIONE COMMERCIO E TURISMO PROVINCIA DI 1 PF1335_PR418_av214_1 SAVONA ASSOCIAZIONE COMMERCIANTI DELLA 2 PF1085_PR313_av214_1 PROVINCIA DI ALESSANDRIA ASCOM-BRA ASSOCIAZIONE

Dettagli

CITTA DI BARLETTA Medaglia d oro al Valor Militare e al Merito Civile Città della Disfida

CITTA DI BARLETTA Medaglia d oro al Valor Militare e al Merito Civile Città della Disfida ALL. 5 CITTA DI BARLETTA Medaglia d oro al Valor Militare e al Merito Civile Città della Disfida ***** Regolamento sul funzionamento dell Organismo Indipendente di valutazione \ Approvato con deliberazione

Dettagli

Pensione più lavoro part-time, i criteri nel pubblico impiego

Pensione più lavoro part-time, i criteri nel pubblico impiego Il decreto spiega tutte le possibilità e i limiti dell'eventuale cumulo Pensione più lavoro part-time, i criteri nel pubblico impiego (Dm Funzione pubblica 331 del 29.7.1997) da CittadinoLex del 12/9/2002

Dettagli

0.414.994.541. Accordo

0.414.994.541. Accordo Testo originale 0.414.994.541 Accordo tra il Consiglio Federale Svizzero ed il Governo della Repubblica Italiana sul reciproco riconoscimento delle equivalenze nel settore universitario Concluso il 7 dicembre

Dettagli

Circolare della Funzione Pubblica n. 5 del 21 novembre 2013 sul DL 101/2013

Circolare della Funzione Pubblica n. 5 del 21 novembre 2013 sul DL 101/2013 Circolare della Funzione Pubblica n. 5 del 21 novembre 2013 sul DL 101/2013 La circolare del dipartimento funzione pubblica esplicativa dell articolo 4 del Decreto Legge n. 101 del 31 agosto 2013, convertito

Dettagli

LINEE DI RIFORMA DELL ORDINE DEI GIORNALISTI

LINEE DI RIFORMA DELL ORDINE DEI GIORNALISTI LINEE DI RIFORMA DELL ORDINE DEI GIORNALISTI Deliberazione del Consiglio nazionale dell Ordine dei giornalisti 9 luglio 2014 1. Canale unico di accesso alla professione Per esercitare l attività professionale

Dettagli

Costituzione della Repubblica Italiana

Costituzione della Repubblica Italiana Artt. 123, 127, 134, 135, 136, 137 della Costituzione Costituzione della Repubblica Italiana (Gazzetta Ufficiale 27 dicembre 1947, n. 298) [ ] TITOLO V LE REGIONI, LE PROVINCIE, I COMUNI Art. 123 Ciascuna

Dettagli

71 MICROCREDITO E GARANZIA PER I GIOVANI: UN BINOMIO POSSIBILE (SE SI VUOLE)

71 MICROCREDITO E GARANZIA PER I GIOVANI: UN BINOMIO POSSIBILE (SE SI VUOLE) 71 MICROCREDITO E GARANZIA PER I GIOVANI: UN BINOMIO POSSIBILE (SE SI VUOLE) di TIZIANA LANG * Finalmente è partita: dal 1 maggio i giovani italiani possono iscriversi on line al programma della Garanzia

Dettagli

Allegato al CCNL 1998/2001 sottoscritto il 29 maggio 1999 ATTUAZIONE DELLA LEGGE 146/90

Allegato al CCNL 1998/2001 sottoscritto il 29 maggio 1999 ATTUAZIONE DELLA LEGGE 146/90 Allegato al CCNL 1998/2001 sottoscritto il 29 maggio 1999 ATTUAZIONE DELLA LEGGE 146/90 ART. 1 SERVIZI PUBBLICI ESSENZIALI 1. Ai sensi della legge 12 giugno 1990, n. 146, i servizi pubblici da considerare

Dettagli

Curriculum Vitae. Titoli di Studio e Professionali ed Esperienze Lavorative

Curriculum Vitae. Titoli di Studio e Professionali ed Esperienze Lavorative Curriculum Vitae Nome Da Campo Gianluigi Data di nascita 07.12.1958 Qualifica Dirigente di 1 livello Amministrazione Azienda 12 Veneziana Incarico attuale Responsabile di struttura semplice in chirurgia

Dettagli

È uno Stato unitario dal 1861, una Repubblica dal 1948. Oggi l Italia ha una popolazione di circa 57 milioni. È un paese con 20 regioni.

È uno Stato unitario dal 1861, una Repubblica dal 1948. Oggi l Italia ha una popolazione di circa 57 milioni. È un paese con 20 regioni. È uno Stato unitario dal 1861, una Repubblica dal 1948. Oggi l Italia ha una popolazione di circa 57 milioni. È un paese con 20 regioni. 8 regioni settentrionali: il Piemonte (Torino), la Val d Aosta (Aosta),

Dettagli

CHE FINE HA FATTO IL FEDERALISMO IN SANITÀ? E CHI SE NE STA OCCUPANDO? Fabio Pammolli (Direttore CeRM)

CHE FINE HA FATTO IL FEDERALISMO IN SANITÀ? E CHI SE NE STA OCCUPANDO? Fabio Pammolli (Direttore CeRM) Fabio Pammolli (Direttore CeRM) CHE FINE HA FATTO IL FEDERALISMO IN SANITÀ? E CHI SE NE STA OCCUPANDO? 1 CeRM Competitività, Regole, Mercati Dopo anni di dibattito e anche qualche tentativo non riuscito,

Dettagli

DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIO- NALE 3 giugno 2010, n. 1309

DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIO- NALE 3 giugno 2010, n. 1309 18120 Bollettino Ufficiale della Regione Puglia - n. 104 del 16-06-2010 vista la dichiarazione posta in calce al presente provvedimento da parte dei Dirigenti responsabili per competenza in materia che

Dettagli