elearning tra tecnologie e metodologie

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1 elearning tra tecnologie e metodologie di Paolo Frignani 1 Premessa In questi ultimi anni gran parte del dibattito sull uso delle tecnologie per apprendere si è spostato sull elearning ed in particolare sulle tecnologie di piattaforma (o LMS) e sullo sviluppo dei contenuti (learning object). Personalmente non sono mai stato un seguace di questa o quella piattaforma, siano esse del mercato o open source, perché credo che restino ancora nel loro insieme strumenti piuttosto ingessanti, che non sempre si conciliano con le esigenze della didattica. Naturalmente oggi è impensabile proporre corsi online senza l uso di una piattaforma, eppure focalizzarsi su questi problemi spesso a voluto dire perdere di vista altri aspetti non meno importanti. In questo articolo vorrei affrontare alcune questioni che sono ormai da una ventina d anni al cuore del problema dell innovazione didattica e in particolare dell uso delle tecnologie nei sistemi formativi: da una parte vorrei tracciare un analisi ragionata di come le tecnologie e le metodologie hanno interagito e si sono mutuamente influenzate nel contesto dello sviluppo dell e-learning e dall altra cercare di sviluppare una riflessione critica su come questo rapporto dovrebbe evolvere e quali strumenti sarebbe utile impiegare. A questo proposito, ritengo indispensabile condividere con voi un concetto di fondo che influenza tutte le azioni di merging, o meglio di convergenza, tra metodi operativi e innovazioni tecnologiche in ogni ambito applicativo: la strategia di gestione di questa convergenza, e dei numerosi problemi tecnicoeconomici e socio-culturali che implica, può afferire a due diverse tipologie: una tradizionale e una pura. 1 Professore Ordinario di Pedagogia Sperimentale, e Tecnologie dell'istruzione e dell'apprendimento; Presidente CdL in Tecnologo della Comunicazione AV e M; Facoltà di Lettere e Filosofia via Savonarola 38 (primo piano); Tel: Direttore CARID, Università di Ferrara POLO TECNOLOGICO E DIDATTICO UNIVERSITARIO PER LA FORMAZIONE A DISTANZA Via dei Capuccini 1, Argenta (Ferrara) Tel. Segreteria / FAX

2 e-learning tra tecnologie e metodologie Strategia Tradizionale Strategia Pura Innovazione tecnologica Metodi preesistenti Innovazione tecnologica Revisione metodi preesistenti La strategia tradizionale consiste nell applicare l innovazione tecnologica ai metodi preesistenti, adeguandola ad essi. Molto costosa in termini tecnici, questa strategia rivela la sua convenienza nella facilità con cui viene recepita dagli interlocutori del processo innovativo. La strategia pura, invece, implica la revisione delle metodologie operative preesistenti, in funzione dell apporto tecnologico e delle potenzialità aperte da questo. La tecnologia non genera cambiamenti passivi, adattandosi al metodo, ma è elemento attivo e paritario del cambiamento. Questa strategia genera soluzioni normalmente meno costose sotto il profilo tecnico-economico, ma più complesse (e quindi più costose) da inserire in un contesto socio-culturale, in particolare se affetto dal male comune del minimalismo. E nell e-learning le soluzioni strategicamente pure stanno caratterizzando l attuale fase evolutiva, come dimostra la progressiva differenziazione delle funzionalità interattive asincrone e la contrazione delle attività sincrone. Cerchiamo di focalizzare il rapporto tra piattaforme e didattica anche alla luce di esperienze maturate nel contesto di percorsi universitari (lauree e master) in cui si sono sperimentate modalità blended. In effetti, piattaforme e paradigmi didattici, repository e costruzione di percorsi di studio personalizzati sono tutti dualismi che non possono che spingere a riflessioni approfondite in grado di produrre nuova progettualità nella formazione in senso lato e in quella universitaria in modo particolare. Oggi siamo ormai in una fase in cui all entusiasmo del primo incontro tra tecnologia e il processo di apprendimento/insegnamento si deve affiancare una 2

3 consapevole strutturazione di questo rapporto, e scusatemi il raffronto, per non essere come un uomo con una grande forza nelle braccia (la tecnologia) ma una schiena così debole (la metodologia) da non poter, di fatto, sollevare nulla. Quando una realtà sia essa innovazione tecnologica, crescita tecnica o semplice metodologia diviene patrimonio comune senza che ci sia una apparente volontà forte che ciò accada, non possiamo esimerci dal riflettere sul perché di un successo, senza dover scomodare Jean Cocteau 2 che diceva: e-learning tra tecnologie e metodologie Certo che la fortuna esiste. Altrimenti come potremmo spiegare il successo degli altri? (Jean Cocteau) E questa, a mio avviso, la ragione per cui se prendiamo atto,oggi, della graduale diffusione di infrastrutture digitali, strumenti informatici e applicazioni multimediali che attirano l attenzione della gente, dei giovani ma anche dei meno giovani, in contesti di svago ma anche lavorativi e di insegnamento/apprendimento, non possiamo archiviare il fenomeno come semplice moda o limitandoci a dire con Artur C. Clark Autore di 2001 Odissea dello spazio che Ogni tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia.. Accettare una definizione di questo tipo equivale ad affermare che non esiste nessun nesso causa effetto, specialmente se la tecnologia e le metodologie che l accompagnano e la guidano sono utilizzate in contesti formativi. 3

4 Qualcuno potrebbe obiettare che la diffusione di strumenti e tecnologie non è di per sé un motivo sufficiente per stimolare una riflessione sul loro utilizzo e tanto meno sulla loro efficacia. Tuttavia quando si è in presenza di tecnologie, come le piattaforme o meglio ancora come ambienti di apprendimento che manifestano una forte interazione con quella che possiamo definire la comunicazione didattica, prospettano uno scenario che vede sommarsi al normale gap che la cultura genera, una nuova forma di divisione etichettata come digital divide. Non è possibile ignorare tutte le tematiche e le problematiche che la tecnologia ha introdotto ed indotto nel complesso sistema delle relazioni umane e nell ancor più articolato e variegato mondo delle relazioni pedagogiche. Con Goethe si può dire, in questo contesto: e-learning tra tecnologie e metodologie Se volessero agire secondo i principi della pedagogia gli anziani non dovrebbero proibire a un giovane ciò che lo rende felice quando non hanno da offrirgli in cambio qualche altra cosa. (Goethe) L e-learning, credo, che si muova proprio in questo mare magnum di problematiche e soprattutto che si sia trovato spesso a navigare a vista: ecco perché è necessario, a mio avviso, alimentare costantemente una riflessione sull efficacia dell utilizzo di tali tecnologie e dei relativi strumenti, soprattutto di quelli che permettono la condivisione in rete dei saperi, e sull utilizzo dei multimedia nei processi di apprendimento. L e-learning ha, di fatto, utilizzato gli strumenti e le metodologie tipiche della comunicazione in rete secondo due direttive principali: 4

5 e-learning tra tecnologie e metodologie E-learning Comunicazione in rete Implementazione Implementazione Progettazione Utilizzo Contenuti Funzionalità Interattività Percorsi LEARNING OBJECTS la prima evidenziata dai processi che hanno come finalità la progettazione, l implementazione e l'utilizzo di Learning Object e la seconda, ad esso complementare, che vede processi finalizzati all implementazione di funzionalità necessarie ad un alto livello di interattività nella fruizione di contenuti e nel percorso di processi di apprendimento. I differenti obiettivi che si pongono le funzionalità interattive con fini organizzativi, e le corrispondenti con fini didattici, sono evidenti (anche se nel contesto della tracciabilità di un percorso i due aspetti tendono a confluire sul piano della misurazione sia quantitativa che qualitativa) però non è possibile fare una equivalente e netta separazione tra le funzionalità di gestione dei Learning Object e le funzionalità finalizzate a supportare il dialogo sincrono e asincrono tra gli attori del processo, le attività collaborative, le modalità di verifica dell'apprendimento e della qualità del processo, e in generale tutte le funzioni che contribuiscono a valorizzare il processo didattico. Il CARID 3 e la cattedra di Pedagogia Sperimentale di cui sono titolare ha effettuato una ricerca in tal senso strutturando un impianto tassonomico da applicare ai Learning Object, ricerca che comprova l'esistenza e la diffusione di modelli strutturali, sottesi da molteplici strategie didattiche, che travalicano il confine tra erogazione univoca del sapere, 3 CARID Centro di Ateneo per la Ricerca l Innovazione Didattica e l Istruzione a Distanza dell Università di Ferrara (http://www.carid.unife.it) 5

6 e-learning tra tecnologie e metodologie LEARNING OBJECTS Flusso monodirezionale Flusso bidirezionale Protocollo HTML Utente Utente Utente Struttura (cioè erogazione in cui il flusso informativo è sostanzialmente monodirezionale e l'interazione si limita alle opzioni offerte dalle tecnologie di navigazione implementate nel protocollo HTML), e trasferimento informativo e documentale bidirezionale tra utente e struttura, o tra una comunità di utenti nel contesto di una fruizione collaborativa del Learning Object. E il caso dei Learning Object afferenti ai modelli di Problem Solving, Simulation, Virtual Role Playing, Web Quest, e Collaborative Concept Map). e-learning tra tecnologie e metodologie Funzionalità Oragnizzative Amministrative Didattiche gestione delle tempistiche di fruizione dei materiali iscrizione ad un esame di profitto forum verifiche formative 6

7 Le famiglie di funzionalità che si vedono implementate sono catalogabili facendole afferire a due gruppi principali, formati l uno degli strumenti e delle funzioni che potremmo definire, da un lato, organizzative e dal altro amministrative (la gestione delle tempistiche di fruizione dei materiali o l iscrizione ad un esame di profitto), e l altro dalle funzionalità più specificatamente didattiche, come possono essere i forum, che sono governate, o comunque ispirate ed afferenti ai diversi paradigmi pedagogici. Sempre in tema di funzionalità, non è difficile incontrare di quelle che si ispirano e mettono in atto strategie tipiche dei paradigmi pedagogici tradizionali : abbiamo così funzionalità ispirate al paradigma cognitivo/costruttivista (a cui sono sentimentalmente e scientificamente legato essendomi formato a Ginevra alla scuola di Piaget ) così come funzionalità in cui non è difficile individuare i lineamenti di un costruttivismo sociale (dove vengono inglobate le caratteristiche dell interazionismo di Mead e Vygotskij), fertile terreno in cui sono nate e cresciute le comunità di pratica che mostrano come le relazioni tra e-learning e gestione della conoscenza siano strutturali ancor prima che funzionali. La teoria di Piaget che possiamo considerare in quanto teoria dello sviluppo, nelle sue ricadute sul versante educativo e l approccio socioculturale di Vygotskij ci introducono a due problemi fondamentali: a scuola, e ancor più all università o nella formazione permanente, e-learning tra tecnologie e metodologie intendiamo insegnare comportamenti o abilità mentali? quale rapporto esiste tra sviluppo cognitivo e apprendimento? 7

8 Il primo problema è espresso nel dibattito avviato da tempo, e tuttora presente a scuola, tra l approccio comportamentista, che descrive l apprendimento in termini di comportamenti da acquisire, e l approccio cognitivista, che sottolinea la necessità che la scuola promuova lo sviluppo di abilità mentali che servono per imparare. La seconda questione rimanda invece al confronto tra la prospettiva piagetiana, che sostiene che l alunno apprende quando il suo sviluppo cognitivo, cioè l evoluzione naturale delle sue capacità, lo mette in condizioni di farlo. Il bambino, dice Piaget, attraversa una serie di fasi evolutive e ogni fase ha una sua strutturazione che la rende qualitativamente, e non solo quantitativamente, diversa da quella precedente. L intelligenza, infatti, si sviluppa su una base pratica, attraverso l azione. E con l azione che il soggetto entra in contatto con l oggetto, cioè con la realtà esterna. La grande svolta del cognitivismo si riassume tutta in una frase dello stesso Piaget: e-learning tra tecnologie e metodologie È chiaro che un educazione della scoperta attiva del vero è superiore ad un educazione che consista nell allenare i soggetti a volere per volontà precostituite e a sapere per verità semplicemente accettate (Jean Piaget) svolta a cui fa eco la teoria vygotskiana, che sottolinea come l apprendimento stimolato dall insegnante possa promuovere lo sviluppo cognitivo dell individuo. Non voglio qui addentrarmi nel merito di tutte le teorie scientifiche di riferimento, ma semplicemente voglio sottolineare come gli studi di questi grandi autori abbiano portato a funzionalità in cui non è difficile individuare i lineamenti di evoluzione del paradigma cognitivo/costruttivista in un paradigma Costruzionista visto come ponte tra le teoria piagetiana e la didattica attraverso le nuove tecnologie. Questo paradigma, dovuto a Seymour Papert, collaboratore dello stesso Piaget, afferma come la costruzione della conoscenza sia tanto più facilitata e dunque efficace quanto più essa sia basata 8

9 non solo sul fatto mentale, ma supportata da una parallela costruzione reale, effettiva del proprio modo di ragionare. Questa evoluzione paradigmatica del cognitivismo legata a quella sociocostruttivista dove vengono inglobate le caratteristiche dell interazionismo di Mead e Vygotskij permette di privilegiare un approccio alla multimedialità, quest ultima intesa come nuovo apparato di conoscenza e di sviluppo cognitivo, quindi come strumento epistemologico e di costituire insieme un fertile terreno in cui sono nate e cresciute le comunità di pratica che mostrano come le relazioni tra e-learning e gestione della conoscenza siano strutturali ancor prima che funzionali. A prova di tutto ciò, si pensi che c è stato un progetto europeo Leonardo, denominato Tecnologie dell informazione e della comunicazione (TIC) e Cognitivismo che testualmente si poneva questo obiettivo.(usava il sito che oggi è stato abbandonato). Tutti questi paradigmi pedagogici sono, in diversa misura, fondamento delle piattaforme per l apprendimento. Piattaforma è un termine che vorrei gradatamente abbandonare per un motivo che va oltre ad una mera questione terminologica, per adottare il termine di ambiente di apprendimento che oggi è, a mio parere, ben coniugato nel concetto di ambiente di apprendimento personale PLE introdotto da James Farmer Fondatore di Edublogs (http://edublogs.org/) e che ha interessanti sviluppi e prospettive sia in relazione con il lifelong learning e, data la provenienza di Farmer, con l utilizzo della blogosfera nell ottica di un processo di insegnamento/apprendimento. Questo, però, non ci deve far dimenticare l applicazione in campo universitario dove l organizzazione e l ottimizzazione di tempi, modi e strumenti per l apprendimento è punto di snodo nel rapporto con gli studenti. La domanda che ci si potrebbe porre per sapere se l insegnamento virtuale (a cui spesso è associato il termine e-learning quando non è schiacciato sul termine on-line) corrisponda a un apprendimento reale, è una domanda importante soprattutto quando la tecnologia mette a disposizione così tanti e diversificati strumenti sempre più raffinati, ma anche sempre più rapportati ad istanze metodologiche. La crescita quantitativa e qualitativa di metodologie e tecnologie sia informatiche sia multimediali non pone, di certo, domande su come costruire strumenti efficienti ma come renderli efficaci nei contesti formativi. Si possono, infatti, simulare sia strumenti per la progettazione di software che ambienti di utilizzo di strumentazioni complesse, come quegli ambienti in cui si sviluppano processi di problem solving o simulation game, ma la domanda fondamentale a questo punto, resta sempre: come questo apprendimento di abilità e di saperi può essere o può diventare un apprendimento di competenze?. 9

10 Queste riflessioni portano anche noi ad interrogarci come già in Inghilterra Oleg 4 Liber e Scott Wilson 5 su un approccio Personal Learning Environment che permette agli ambienti di apprendimento di evolversi secondo una logica fortemente modulare. Tale logica prefigura una formazione a la carte che non solo incontri in maniera puntuale le esigenze formative di ogni persona, ma anche che faccia diminuire lo spreco di risorse che attualmente si hanno. E, infatti strano, assistere al fenomeno della moltiplicazione di risorse uguali, nel mondo dell informazione condivisa. Come mai, mi chiedo, non emerge un concreto impegno per utilizzare risorse che la rete mette a disposizione? L interoperabilità, che senso ha, se non quello di condividere il sapere, di poter utilizzare anche le cose che gli altri hanno prodotto? Mi pare che a volte, il concetto di interoperabilità assomigli più alla definizione di standard: La cosa bella degli standard è che ce ne sono così tanti tra cui scegliere. afferma Tanenbaum 6 Il cammello un cavallo progettato da una commissione di standard conclude Niklaus Wirth 7 Ma allora, mi sono chiesto, cosa succede, quando l'on line learning cessa di essere un medium e diviene una piattaforma?. Cosa succede quando un software di e-learning cessa di essere uno strumento per la distribuzione di contenuto e diviene uno strumento per la creazione di contenuto? La risposta che oggi si tenta dare risiede nel concetto di WEB 2.0 Che ciò avvenga attraverso dei «wiki» come basi di conoscenze, o dei blog, o ancora degli LMS collaborativi, assistiamo oggi, grazie al WEB 2.0 al nascere di una nuova forma di e-learnig che prende appunto il nome di e-learning 2.0 "Il modello di e-learning prodotto dai publisher, organizzato e strutturato in corsi consumati dagli studenti si può dire concluso ed i materiali di studio è più probabile che siano prodotti dagli studenti stessi e che siano strutturati più come una conversazione che come un libro o un manuale". "L'esperienza di e-learning, per molte persone, non è andata oltre a quella di una pagina on line con un quiz a scelta multipla, ma con lo sviluppo di questi nuovi servizi web, l'e-learning ha la potenzialità di divenire più personale, sociale e flessibile." Così scrive Stephen O'Hiar sulle pagine di The Guardian. "L'approccio tradizionale all'e-learning tende ad essere strutturato in corsi, orari e test e praticato da docenti e personale ancora troppo legato alle forme tradizionali dell insegnamento/apprendimento. Questo è un approccio che è 4 University of Bolton (Inghilterra), Direttore CETIS-Centre for Educational Technology and Interoperability Standards 5 CETIS-Centre for Educational Technology and Interoperability Standards 6 Professore di Informatica all Università Vrije di Amsterdam 7 Informatico svizzero, padre del linguaggio Pascal 10

11 stato imposto in modo da soddisfare più i bisogni delle istituzioni piuttosto che quelli di coloro che dovrebbero apprendere. In contrasto, l' e-learning 2.0 combina l'uso di strumenti complementari come blog, wiki, ed altri social software per supportare la creazione di learning community ad-hoc". Quindi, per concludere, alla luce del fatto che l e-learning che conosciamo non ha veramente mantenuto le sue promesse, è forse un bene, veder nascere nuove piattaforme web2.0, più centrate sui bisogni reali di una comunità di apprendimento piuttosto che unicamente sulla messa a disposizione di soli contenuti pedagogici. Ma è chiaro che ciò potrà aver luogo solamente attraverso una esperienza reale dell utilizzatore, che dovrebbe, a mio avviso essere molto più ludica di quella che finora è stata proposta (non voglio arrivare fino al concetto di video giochi ) Questo tipo di esperienza è stata studiata in psicologia positiva attraverso la teoria dei flussi che mette in evidenza il benessere personale che ciascuno può trarre da una situazione, mantenendosi in uno stato psicologico di tipo ottimale cioè facendo appello congiuntamente a 4 fra le nostre componenti cognitive che sono: il controllo, l attenzione, la curiosità e l interesse intrinseco. Pensiamo, per esempio, ad alcune esperienze in medicina, dove in un ospedale universitario svizzero si utilizzano video giochi per modificare la nostra esperienza del dolore, distogliendone l attenzione. Ma anche qui, non voglio dilungarmi troppo e rinvio a chi fosse interessato ai lavori dello studioso ungherese Mihaly Csikszentmihalyi 8 Gli ambienti di apprendimento personali (PLE) dovrebbero quindi dare a colui che apprende un maggior controllo sulla sua esperienza di apprendimento in un ambiente personale in grado di interagire con i vari sistemi che gli permettono di accedere ai contenuti". L informatizzazione del globo provoca dei profondi cambiamenti nell educazione della nostra società, ma l e-learning non deve solamente accompagnare questi fenomeni, deve poter dare gli strumenti ai docenti e agli studenti di condividere il sapere in modo creativo e ludico. Conclusioni Potremmo concludere dicendo che le tecnologie esistono, il potenziale economico è reale c è forse voluto il WEB 2.0 per liberare il web (ma aspettiamo ad infatuarci anche di questo ), ci vorrebbe un vero e-learning 2.0 per liberare l educazione! Ebbene, resta esterna a questo discorso, e irrisolta, l'esigenza di trasferire informazioni da un modulo funzionale all'altro, ancora più evidente se si 8 nato nel 1934 e professore di psicologia al Claremont Graduate University e all Università di Chicago; presidente dell American Psychological Association e padre di Christopher Csíkszentmihályi. Dell MIT Media Lab. 11

12 impone la necessità di dialogare con un datawarehouse preesistente nell'organizzazione. A questo proposito, Il Carid sta da tempo procedendo con una ricerca, volta a creare uno strumento, per gli intenditori di tecnologie (ma io non lo sono) un broker UDDI di web-services, il cui compito è appunto quello di gestire la trasmissione di dati tra moduli afferenti a un contesto strumentale per l'elearning utilizzando i protocolli di web-services. Ciò ovviamente implica la necessità di inserire, all'interno dei moduli funzionali sviluppati degli LMS, le funzionalità che li rendono compatibili con lo standard dei web-services, ovvero la capacità di farsi riconoscere attraverso il linguaggio di comunicazione delle proprie "capacità" (il protocollo WSDL) e la capacità di scambiare dati, ovvero di fare e ricevere interrogazioni, attraverso il protocollo SOAP. Ma qui mi fermo, doverosamente, il campo di indagine che si prospetta merita infatti le parole di altri oratori più esperti di me. Mi concederete comunque una considerazione finale: l'evoluzione strumentale, e prima ancora metodologica derivata dall'introduzione del concetto di "e-learning", è arrivata allo stadio di maturazione sufficiente per compiere un "parricidio", e-learning tra tecnologie e metodologie Strategie Teorie Tecnologie di rete DIDATTICA approdando a una didattica in grado di supportare opzioni profondamente differenti in termini di strategia, di afferenza teorica, di organizzazione e gestione dei tempi e degli spazi, e utilizzando appieno i supporti e le 12

13 potenzialità delle tecnologie di rete coerentemente alle scelte e alle condizioni ambientali. 13

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