MAI PIÙ NEONATI IN CARCERE COM È SUCCESSO ALLA DOZZA

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1 8 agosto PAG. 5 MAI PIÙ NEONATI IN CARCERE COM È SUCCESSO ALLA DOZZA di Desi Bruno LA VICENDA accaduta in questi giorni a Bologna dimostra che anche un singolo caso impone l urgenza di porre fine, una volta per tutte, alla presenza di donne e bambini in carcere. In Italia, la percentuale di donne sul totale della popolazione carceraria oscilla fra il 4 e il 5%. In Emilia-Romagna, sono cinque gli Istituti penitenziari con sezioni femminili, con un dato complessivo, al , di 157 donne detenute: Bologna (76), Modena (32), Reggio Emilia (9), Piacenza (20) e Forlì (20). Al 31 dicembre 2012 erano 132. Circa il 50% è di nazionalità straniera. Le presenze sono legate innanzitutto allo spaccio di droga, alla prostituzione e a reati contro il patrimonio. Una esigua minoranza di donne deve scontare la pena per reati di sangue (delitti contro la persona). Non ci sono ragazze ristrette presso l Istituto penale minorile del Pratello. Molte delle donne detenute sono sieropositive e/o tossicodipendenti: con il passaggio delle prestazioni al Servizio sanitario regionale, la situazione è migliorata e si stanno incrementando le attività di prevenzione e cura. Ma in una fase di continua riduzione dei finanziamenti, la situazione delle donne detenute va peggiorando rispetto alle opportunità di istruzione superiore, formazione professionale e attività lavorative: le forme più efficaci affinché la pena proceda ad un effettiva azione di recupero e reinserimento. Alle donne detenute si associano frequentemente situazioni di abbandono dei figli, fino al rischio della perdita della potestà genitoriale. PER numeri assoluti e per caratteristiche, infatti, le donne detenute pongono minori problemi di vigilanza. 41 i bambini presenti nelle carceri italiane al 31 dicembre, ultimo dato disponibile. La legge li lascia insieme alle madri per non interrompere questo fondamentale legame genitoriale, ma comunque si tratta di una condizione inaccettabile. In alcune carceri ci sono anche degli asili, come a Roma Rebibbia, nel tentativo di assicurare qualcosa che assomigli a quello che è fuori. La legge n. 40 del 2001 ha cercato di porre rimedio a questa situazione, imponendo di non applicare la custodia cautelare in carcere alle le donne incinte o con prole di età inferiore a tre anni e allargando le maglie delle misure alternative. In realtà molto spesso restano in carcere con i figli soprattutto le donne straniere: spesso recidive, (come nel caso delle nomadi, che vengono ritenute socialmente pericolose) o perché non hanno possibilità di alloggio. Da ultimo la legge n. 62 del 2011 ha portato ad anni 6 il limite di età dei minori previsto perché possano rimanere con le madri, e il giudice può disporre ma si tratta di una facoltà la custodia cautelare presso istituti a custodia attenuata, sempre che non ci sia un giudizio di pericolosità sociale. Oggi, in Italia, esiste solo un istituto di tal genere, a Milano, con personale non penitenziario all interno: la legge citata prevede che solo a decorrere dal 1 gennaio 2014 si darà vita a istituti a custodia attenuata per ospitare madri e figli. In Emilia-Romagna,

2 fortunatamente, è molto raro il passaggio di detenute madri con figli. Talvolta è accaduto a Bologna, mai si sono registrate più di 1 o 2 presenze, ma le vicende di queste giorni dimostrano appunto che anche un singolo caso impone l urgenza di porre fine alla presenza di donne e bambini in carcere. Al momento, nella nostra regione, non esiste una struttura dedicata. Alla data del 1 gennaio 2014 il problema dovrebbe essere superato con la costruzione di appositi istituti. Ma a che punto e la costruzione di queste case? Dove sono? La preoccupazione e che ancora una volta ciò che è previsto non venga realizzato e che nulla cambi all interno del carcere e all esterno del carcere, nemmeno per quei bambini dietro le sbarre che provocano sdegno. (l autrice è la garante regionale dei detenuti)

3 PAG. 6 Presa la baby gang che rubava smartphone Hanno terrorizzato per mesi gli adolescenti di San Lazzaro, aggredendoli di fronte alle scuole, alle fermate dei bus e nei parchi per rubare costosi cellulari da rivendere. Tra aprile e luglio, sono stati una decina i colpi messi a segno dalla baby gang formata da otto ragazzini italiani, tra i 14 e i 17 anni, sei dei quali di etnia rom. Individuavano le vittime appostandosi nei luoghi più frequentati dai coetanei. La banda agiva in gruppi di 5-6 persone nella zona del McDonald's di via Dozza e del parco dei Cedri, e alle fermate di piazza Bracci e via Kennedy, sempre con le stesse modalità: sceglievano minorenni dalla corporatura minuta e ragazze evitando di agire in presenza di adulti. Poi intimavano di consegnare il telefono e in caso di resistenza volavano anche degli schiaffi intimidatori, ma in alcuni casi sono saltati fuori anche dei coltelli. I giovani rapinatori sono stati bloccati dai carabinieri perché usavano gli smartphone rubati prima di provare a piazzarli sul mercato: due sono stati portati al carcere minorile del Pratello, tre agli arresti domiciliari e altri tre in una comunità di recupero. «Quando si verificano questi fenomeni bisogna considerare un ambito educativo e le responsabilità personali commenta il sindaco di San Lazzaro, Marco Macciantelli. Noi siamo a disposizione per aiutare, ma non può essere che qualunque cosa accada sia colpa della società o delle istituzioni. Talvolta la colpa è di chi si comporta in un modo non corretto. Deve essere un motivo di tranquillità per tutti sapere che gli episodi che avevano suscitato allarme sono stati chiariti grazie al lavoro svolto dai carabinieri».

4 PAG. 9 Studenti disabili, già pronti 1265 insegnanti di sostegno DOPO professori e personale Ata, ora è la volta del sostegno. Sono ben gli insegnanti a supporto degli alunni disabili autorizzati dal Provveditorato per il prossimo anno scolastico. Almeno fino ad ora, in quanto da qui al 16 settembre, quando suonerà la prima campanella, è fortemente probabile che l organico sia destinato a crescere con l arrivo di nuovi studenti. AUTORIZZATI in due tranche (683 in organico di diritto, 582 in quello di fatto), questi docenti di sostegno affiancheranno bambini e ragazzi in situazione di disabilità accertata e comunicata in data 10 luglio TRA I PRIMI effetti dell arrivo di questo contingente di maestri e professori è l innalzamento del rapporto medio fra docenti e alunni disabili che, per l anno scolastico , è pari a 1:2,35. Un dato più alto rispetto all anno scolastico precedente, fermo 1:2,20, ma anche al , quando il rapporto era di 1:2,15.

5 TELEFONO AZZURRO: ''ESTATE, AUMENTA IL RISCHIO DI SOLITUDINE PER I BAMBINI'' Si alzano le temperature, e con loro anche il livello d'allarme per tutti i bambini e adolescenti che, congedati dalle scuole e dalle attivita' ricreative 'protette', si ritrovano per lungo tempo abbandonati a loro stessi Roma - Si alzano le temperature, e con loro anche il livello d'allarme per tutti i bambini e adolescenti che, congedati dalle scuole e dalle attivita' ricreative 'protette', si ritrovano per lungo tempo abbandonati a loro stessi, o affidati alle cure di nonni sempre piu' indaffarati e con poco tempo da dedicare ai nipotini. E le insidie si moltiplicano. "Non dobbiamo mai abbassare il livello di guardia, specialmente in questo periodo dell'anno in cui, nonostante quello che si possa pensare, il problema della solitudine dei ragazzi e' quanto mai preoccupante" ha dichiarato Ernesto Caffo, Neuropsichiatra infantile, Professore Ordinario dell'universita' di Modena e Reggio Emilia e presidente di Sos Il Telefono Azzurro ONLUS. "In molti casi questa solitudine, insieme alla mancanza di 'controllo,' porta a rinchiudersi in se' stessi, o a rifugiarsi dietro a uno schermo di PC, tablet o smartphone poco importa, e ad affacciarsi su un mondo che nasconde diverse insidie, come testimoniano i nostri dati e i fatti di cronaca". Telefono Azzurro "quindi c'e' e non va in vacanza- prosegue Caffo- mettendo a disposizione la sua quasi trentennale esperienza nell'ascolto dei minori e tutti i suoi canali di ascolto disponibili su che oggi sono non solo le linee telefoniche ma anche le chat e la sua pagina Facebook e il canale Twitter". Per far fronte a queste emergenze, dunque, l'assistenza di Telefono Azzurro e' attiva 24 ore su 24 tutti i giorni dell'anno, anche durante il periodo estivo in cui, dietro la gioia dei bambini per la conclusione dell'anno scolastico, spesso si celano situazioni di solitudine o di grave disagio. I dati di Telefono Azzurro mostrano come proprio durante il periodo estivo il lavoro dell'associazione sia particolarmente significativo, sia in termini di numero che di tipologia di casi gestiti. Infatti, circa il 25% delle segnalazioni di emergenza e delle richieste di consulenza dello scorso anno sono pervenute durante i mesi estivi (giugno, luglio e agosto). Inoltre, dall'implementazione del Servizio 114 Emergenza Infanzia ad oggi, la maggior parte delle segnalazioni di emergenza sono arrivate proprio nei mesi di giugno (9,4%) e luglio (quasi l'11%), contro ad esempio il 6,7% del mese di dicembre. Le statistiche disponibili per il 2013 confermano questo trend: il mese di luglio ha registrato circa 70 segnalazioni di emergenza in piu' rispetto al mese di aprile. Stessa cosa per quanto riguarda la linea di ascolto 19696: nel mese di luglio sono state accolte quasi 40 richieste di consulenza in piu' rispetto al mese di maggio.

6 Quali sono le problematiche tipiche del periodo estivo? Rispetto al confronto con gli altri mesi dell'anno, nei mesi di giugno, luglio e agosto si ha un aumento di segnalazioni rispetto ad alcune tipologie di emergenza, sia off sia on-line: il 14,1% delle segnalazioni sono relative a casi di abuso sessuale, il 15% a casi di abuso psicologico, il 12% a casi di scomparsa, mentre il 27% degli utenti si rivolge a Telefono azzurro per problematiche legate alla sessualita'. Il quadro presentato mostra come il periodo estivo possa essere critico non solo per i bambini e gli adolescenti, ma anche per le famiglie, alle quali spesso viene a mancare la rete sociale di supporto attiva durante l'anno. Un elevato numero di segnalazioni coinvolge bambini stranieri, soprattutto all'interno della casistica del servizio 114 (piu' del 10% delle segnalazioni che coinvolgono bambini stranieri arriva solo nel mese di luglio). Anche il tipo di richieste di consulenza e di supporto mostra come per alcuni bambini e adolescenti l'estate possa essere un momento di particolare disagio. Nei mesi estivi, infatti, aumentano in modo significativo le consulenze che riguardano situazioni di forte solitudine (10%), problemi sentimentali (12,5%), paure (10,4%), bisogno di parlare (13,5%) e comportamenti sessualizzati (21,4%).- SOS Solitudine: Ecco le cinque S di Telefono Azzurro per cercare di arginare i pericoli che nasconde il periodo estivo: S come Spazi di gioco, di dialogo e lettura: Valorizzateli all'interno della famiglia e offrite ai figli alternative allo 'schermo' S come Socializzare: Dedicate loro tempo da trascorrere insieme all'aria aperta o in contesti in cui possano divertirsi, apprendere e crescere S come Stabilire delle regole: Definite il numero massimo di ore in cui e' possibile guardare la televisione, stare di fronte al computer o giocare a un videogioco S come Software di Parental Control: Assicuratevi di adottarli, sono fondamentali per difendersi da eventuali insidie che possono essere 'bloccate' con la tecnologia. S come Social Network: Trascorrete del tempo insieme su Internet e sui Social Network in particolare: solo in questo modo, infatti, e' possibile capire da cosa sono attratti o cosa evitano i vostri figli, al tempo stesso aiutandoli ad assumere un atteggiamento critico e costruttivo rispetto a cio' che leggono, vedono o sentono. Familiarizzate, facendovi aiutare proprio dai vostri figli, con il linguaggio e la terminologia dei social network, per avere gli elementi necessari per poter intervenire con maggiore efficacia. (dire)

7 Link: CARPI È SEMPRE PIÙ CITTÀ MULTIETNICA Diecimila immigrati in costante crescita pakistani e 1028 tunisini. I cinesi solo 778, meno degli 820 romeni di Serena Arbizzi Una crescita continua dei flussi migratori, con un conseguente arrivo in città di popolazioni di tantissime etnie. L incremento di immigrati stranieri in città negli ultimi dodici anni è stato notevole: basti pensare che nel 2000 la popolazione straniera residente si attestava sulle 2243 unità. Un dato che non ha conosciuto tregua, passando a 6754 nel 2007, 9237 nel 2010, e a 9455 alla fine del A Carpi, e negli altri tre comuni delle Terre d Argine, ad occuparsi dei servizi ed attività rivolti all integrazione dei cittadini stranieri non è il Comune in prima persona ma il Consorzio di solidarietà sociale, situato in via Emilia ovest, 101 a Modena, che riunisce quattro cooperative: Il mantello di Carpi (che ha sede presso la Casa del Volontariato di via Peruzzi), La mano sul berretto dell Area Nord, Caleidos e Aliante di Modena. L'offerta economica finale con cui il Consorzio ha vinto la gara d appalto, per la quale erano pervenute 4 offerte, è pari a euro. «Abbiamo saputo di avere vinto a fine marzo - spiega Francesca Rosselli, coordinatrice dell area immigrazione della cooperativa Il mantello - ci occupiamo di varie attività legate all immigrazione: esiste uno sportello informativo per ogni Comune delle Terre d Argine, dov è presente un operatore a disposizione di chi chiede informazioni su tutte le questioni legate al soggiorno, ad esempio, si va dalla residenza alla cessione di fabbricato. Più in generale, ci occupiamo dello sviluppo dei servizi di front-office in ambito sociale e al sostegno alla genitorialità e alle famiglie con minori con riferimento all ambito territoriale dell'unione. I dati a disposizione sulla presenza degli stranieri, documentano quanto siano numerose le comunità pakistane, indiane, maghrebine e cinesi». A Carpi la comunità più numerosa è certamente quella pakistana, con 2658 persone. Questa etnia è molto conosciuta in città anche per le associazioni religiose musulmane che prendono vita soprattutto nei quartieri a sud di Carpi, dove, in via Unione Sovietica, c'è un luogo di culto frequentato da numerosi pakistani. Subito dopo il Pakistan, nella classifica, arriva la Tunisia con 1028 persone, seguita dal Marocco, con 945 immigrati. Grandi numeri anche per l'est Europa: sono 820 i rumeni, mentre dalla Moldova sono arrivate finora 703 persone, dalla Polonia 221 e 468 dall Ucraina. La comunità cinese conta 778 componenti e non è quindi in vetta. Ancora, sono 436 gli indiani, 309 gli albanesi, 276 i ghanesi, 148 i nigeriani, 287 i turchi, 60 i bulgari, 50 i brasiliani, 99 gli algerini, mentre risulta soltanto un afghano.

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