Quando le affermazioni matematiche si riferiscono alla realtà, non sono certe; quando sono certe non si riferiscono alla realtà.

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1 42 Dagli Ordini Ordine di Bergamo tel Ordine di Brescia tel Ordine di Como tel Ordine di Cremona tel Ordine di Lecco tel Ordine di Lodi tel Ordine di Mantova tel Ordine di Milano tel Presidenza: Ordine di Pavia tel Ordine di Sondrio tel Ordine di Varese tel Lecco Quando le affermazioni matematiche si riferiscono alla realtà, non sono certe; quando sono certe non si riferiscono alla realtà. (Albert Einstein) Una frase che ci permetta riflettere su quanto matematicamente si pretende di sensibilizzare il paesaggio. L ambiente come nostro involucro è imprescindibile per vivere; lo consumiamo e lo trasformiamo, ben sapendo che è una risorsa esauribile. L ultima legge regionale in materia di paesaggio per la valutazione paesistica dei progetti va oltre, verso un tentativo di controllo o monitoraggio; che, attraverso la misurazione del livello di perturbazione possa trasformalo in senso positivo o negativo. L intervento dell arch. Silvio Delsante si riferisce al XXIV congresso dell I.N.U., dove si è discusso sul tema delle Regioni Metropolitane in Europa; quindi anche dell ambiente. Carmen Carabus Il Ventiquattresimo congresso dell Istituto Nazionale di Urbanistica Città e Regioni metropolitane in Europa Milano, giugno 2003 Il Convegno, che ha riscosso una vasta partecipazione (nonostante il caldo torrido e le sospensioni energetiche!) ha prodotto contributi di notevole attualità e di ampio raggio, riguardanti le trasformazioni insediative in atto nell orizzonte europeo, rivolgendosi alla Unione Europea, perché riconosca nella sua nuova costituzione il territorio e le città come propri valori comuni. In tale quadro sono sollecitati lo Stato, le Regioni, e gli Enti Locali ai fini dell attuazione di strategie e concrete politiche territoriali integrate, favorendo i processi di aggregazione e pianificazione concertata. I lavori sono iniziati il giorno 25 con la mostra di piani e progetti presentati da soggetti attivi nella pianificazione del Territorio. Il seminario contestuale ha posto a confronto, mediante l esposizione effettuata direttamente da rappresentanti degli organismi ed Enti che hanno prodotto i lavori esposti (quali, Piani Paes. Provinciali, Politiche Locali di gestione del territorio, interventi di riqualificazione, ecc.). Il quadro d assieme delle esperienze ha mostrato, nonostante l inevitabile diversità dei temi, dei linguaggi e dei quadri normativi di riferimento, l estrema vivacità in atto nel paese nella ricerca di processi di piano/programma in grado di rispondere in modo innovativo e il più possibile partecipato, alle sfide che pongono le sempre più rapide e complesse trasformazioni della società attuale. Assai significativa è apparsa l attenzione ai caratteri delle specifiche situazioni, con il rifiuto di adeguamenti neutrali a contenuti di tipo centralista. Il giorno 26, il presidente dell I.N.U., Paolo Avarello, ha aperto il Convegno sul tema del Buon governo delle regioni metropolitane, seguito dal Rapporto Nazionale dal Territorio 2003, redatto sempre dall I.N.U., riguardante: i piani di sviluppo locale, con la crisi del piano regolatore tradizionale e la ricerca di forme di pianificazione strutturale, con problematiche di governo della complessità; le pianificazioni separate ed i relativi quadri di coerenza; la questione legislativa, con l analisi dei temi riguardanti l incertezza dello Stato, e l attivismo delle regioni caratterizzato da percorsi di riforma aperti verso modelli troppo spesso di carattere ibrido. Di seguito ha avuto luogo la prima sessione riguardante la mobilità, logistica e riconversione funzionale. L argomento è stato trattato sotto il profilo marcatamente infrastrutturale ed è apparso a mio avviso non sufficientemente integrato con le altre tematiche territoriali, presentando così problematiche di organica connessione con il tema della qualità dello sviluppo della città e del territorio, trattato nella seconda sessione. Tale sessione, è risultata ricca di apporti significativi provenienti da rappresentanti del Ministero dell Economia, del comune di Milano, di Università, Sezioni I.N.U., ecc. Si può affermare come le tematiche attinenti alla qualità dello sviluppo hanno mostrato anche per il nostro paese, contenuti ed esperienze mature e di carattere innovativo. La terza ed ultima sezione ha riguardato le forme di governo ed i processi di pianificazione. I contributi sono risultati di diverse provenienze, quali, la Regione Lombardia e la Provincia di Milano, l Università di Lione (Grand Lyon), Sezioni I.N.U. e Centri Studi. Le conclusioni del Congresso sono state effettuate, oltre che dalla presidenza I.N.U., dai presidenti della Confcommercio, dell ANCE, dal presidente della Regione Umbria e da deputati di diversa estrazione. La sintetica cronaca esposta, permette di cogliere come le trattazioni abbiano riguardato, sia le tematiche globali (di dimensione europea), che quelle locali, che ad esse strettamente si intrecciano, nel quadro della riforma federalista del nostro paese. Il vasto materiale prodotto e la ricca e consistente mole delle esperienze portate, costituirà certamente materia di studio e di riferimento per i temi che ci attendono, riguardanti il buon governo del territorio a tutti i livelli. È emersa con evidenza l esigenza della costruzione condivisa di quadri di riferimento, che restituiscano coerenza alle pianificazioni e politiche separate, con forme pianificatorie basate su processi di aggregazione e pianificazione concertata. In particolare per la Regione Lombardia, secondo l assessore al Territorio e all Urbanistica Alessandro Moneta, è emerso come il ridisegno dei rapporti delle potestà statali e regionali delineato con la Legge 3 del 18 ottobre 2001, sarà sempre più fonte di profonde innovazioni in campo normativo, all interno di un processo di riforma ormai maturo. Il percorso lombardo in itinere è basato su componenti quali, l interdisciplinarietà, l uso di strumenti integrati ed integrabili di conoscenza caratterizzati da sistemi tecnico scientifici d avanguardia per la valutazione di sistemi complessi, l interscambio tra le istituzioni e i cittadini, la promozione di rapporti negoziali tra i diversi interessi in gioco, nello sforzo di indirizzare ed armonizzare gli obbiettivi ai vari livelli, in un quadro che tende a favorire la sussidiarietà dei processi. Per la Provincia di Lecco, intesa quale componente della più vasta area metropolitana lombarda, molti dei contenuti trattati nel convegno, trovano immediate connessioni su numerosi processi di governo territoriale in atto, quali: Il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, che è attualmente in discussione con Enti e categorie; l Agenda 21 provinciale, e quella del comune di Lecco, che hanno attivato i relativi Forum quali sedi per tendere alla condivisione delle scelte. L assieme delle previsioni infrastrutturali sia su gomma che su ferro, riguardanti i collegamenti con le reti di interesse nazionale ed internazionale, ed all interno la formazione della rete dei servizi connessi (centri intermodali, integrazione dei trasporti urbani con servizi alla persona e nuclei commerciali ecc.). La riqualificazione dei pesi insediativi. Quale sintesi la politica di tutela ambientale, in particolare riqualificazione della qualità e identità paesistica del territorio. Oltre naturalmente alle ulteriori politiche di piano programma e relative realizzazioni in atto nei settori produttivo, turistico, culturale, ecc. Il processo urbanistico interessato particolarmente dall applicazione di numerose indicazioni uscite dal convegno descritto, appare quello che interesserà la revisione dei P.R.G. comunali, al fine di adeguarli al ruolo di strumenti base per il governo del territorio, in particolare con l attribuzione delle valenze paesistiche e per la valutazione della sostenibilità delle trasformazioni. Silvio Delsante membro effettivo dell I.N.U. e del direttivo regionale Lombardo Lecco, 4 luglio 2003 I.N.U. Lombardia, tel , I.N.U. Nazionale, tel ,

2 Milano Serate di architettura Boris Podrecca: itinerari di architettura tra Milano e Vienna (17 luglio L incontro con Boris Podrecca si colloca all interno delle serate di architettura organizzate dalla Fondazione dell Ordine allo scopo di mantenere viva l attenzione sui temi più rilevanti dell architettura contemporanea, attraverso un dibattito che veda come protagonisti i più validi interpreti della materia. Boris Podrecca, nato a Belgrado, triestino di formazione e viennese di adozione, ha scelto di essere cittadino del mondo, vivendo il suo profondo legame con la cultura mitteleuropea in un perenne confronto tra identità e diversità. Una tale molteplicità di appartenenze fa sì che egli viva l esperienza del fare architettura come uno slancio attivo, propositivo, aperto alle diversità e nello stesso tempo rigoroso, attento a perseguire un approccio globale, che rifiuta i facili effetti dell architettura d immagine. È quanto viene illustrato in questa serata dall autore stesso, con l esposizione, in particolar modo, dei suoi progetti delle cities of waterfront : Francoforte, Vienna, Torino, Trieste, Venezia, Ginevra sono sedi di importanti realizzazioni, dove prevale l idea di recuperare un non luogo presente in tutte le città moderne aprendone un nuovo fronte sull acqua. L architettura, secondo Podrecca, deve rispondere ai nuovi fenomeni e alle nuove esigenze spaziali creando luoghi di incontro e di interscambio; l architetto contemporaneo deve quindi farsi carico di ricercare le risposte a queste nuove esigenze. Il dibattito, suscitato da questi spunti al termine della conferenza, è dunque servito a mettere meglio a fuoco il compito dell architetto, con particolare riferimento al rapporto, sempre aperto a sviluppi, fra tradizione e innovazione, che è poi una delle cifre caratteristiche del lavoro di Podrecca, straordinario interprete dell architettura contemporanea. La Fondazione dell Ordine organizzerà un altro ciclo di serate di architettura in autunno per alimentare il dibattito sul significato dell opera architettonica e renderne partecipe il maggior numero possibile di operatori. Laura Truzzi Servizi agli iscritti L Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Milano, comunica che nelle news del sito dell Ordine novita.html si trova il calendario settembre 2003/febbraio 2004 relativo ai servizi di consulenza gratuita per gli iscritti, istituiti dallo scorso mese di marzo. Si ricorda inoltre che, nella seduta del 30 giugno 2003, il Consiglio dell Ordine ha deliberato di interrompere dal presente n. 10 di AL, la pubblicazione del movimento iscritti, per dedicare più spazio all informazione delle attività dell Ordine e della Fondazione. Le informazioni relative al movimento degli iscritti saranno comunque consultabili presso il sito Il Testo unico dell Edilizia, D.P.R. n. 380 del , è entrato in vigore il 30 giugno Tuttavia, le disposizioni relative alla sicurezza degli impianti, di cui al capo quinto della parte seconda del testo unico (artt ), hanno effetto a decorrere dal 1 gennaio 2004 in forza del D.L. 147/03, convertito in Legge n. 200 del 1 agosto La proroga non si applica agli edifici scolastici di ogni ordine e grado. Sedute di Consiglio Indichiamo di seguito le principali delibere delle sedute di Consiglio di giugno, luglio e settembre: Convenzione con Philips Telemedicina Sono state concordate con Philips Telemedicina due tipi di iniziative a favore degli Iscritti all Ordine: una campagna di prevenzione e monitoraggio completamente gratuito delle patologie cardiovascolari e una convenzione a tariffe preferenziali. Per ulteriori informazioni contattare Philips Telemedicina via Accademia 29, Milano, tel , fax Procedura di aggiudicazione relativa ad interventi di adeguamento e opere complementari per la stazione centrale di Milano nell ambito del programma Grandi Stazioni È stata inoltrata formale richiesta di parere all Autorità per la Vigilanza sui Lavori Pubblici sulla piena legittimità della procedura di affidamento diretto per gli interventi di adeguamento e di realizzazione delle opere complementari per la Stazione Centrale di Milano, nell ambito del programma Grandi Stazioni, in applicazione della disciplina giuridica prevista dalla Legge n. 443/2001, dalla Legge n. 166/2002 e dal D.Lgs. n. 190/2002. La Società Ferrovie dello Stato spa, con contratto a titolo oneroso stipulato in data 14 aprile 2000, ha concesso a Grandi Stazioni spa l utilizzo in esclusiva dei complessi immobiliari delle stazioni ricomprese nel programma Grandi Stazioni. Quest ultima, riconosciuta quale organismo di diritto pubblico dal TAR Lazio, è il soggetto aggiudicatore del programma Grandi Stazioni e a tale soluzione hanno aderito anche i Comuni interessati agli interventi. Gli interventi di adeguamento e di realizzazione di opere complementari previsti per la Stazione di Milano sono stati oggetto di un affidamento diretto. Tali interventi per i quali è stata prevista l intera copertura finanziaria attraverso l Art. 13 L. n. 166/2002 per un totale complessivo di , sono: piazza Duca D Aosta Parcheggio Kiss e Ride; piazza Duca D Aosta Modifica accessi alla metropolitana; piazza Luigi di Savoia Parcheggio interrato; piazza Luigi di Savoia Nuova mobilità e sistemazione di arredo urbano; piazza IV Novembre Capolinea tram e sistemazioni di arredo urbano; stazione FS Parcheggio a raso; sistema integrato di video sorveglianza. Viene sottolineata la circostanza che si tratta di interventi che riguardano beni immobili di carattere monumentale con un notevole valore di natura sia storica che artistica. Le procedure per l affidamento degli incarichi e l aggiudicazione dei lavori, trattandosi di opere strategiche, sono quelle previste dalla disciplina giuridica dettata dalla L. n. 443/2001, come modificata dalla L. n. 166/2002 e dal D.Lgs. n. 190/2002. Si ritiene che la disciplina giuridica per le opere strategiche sopra richiamata, pur derogatoria della L. n. 109/94 e successive modificazioni, non possa eludere il rispetto della normativa europea in tema di evidenza pubblica e di scelta dei fornitori di beni e servizi. Legittimità della scelta effettuata dall Università Statale degli Studi di Milano di avvalersi della procedura di compravendita di cosa futura per la realizzazione di una nuova sede distaccata nel territorio del Comune di Sesto San Giovanni È stata inoltrata formale richiesta di parere all Autorità di Vigilanza sui Lavori Pubblici sulla piena legittimità del ricorso, da parte della Università degli Studi di Milano, al tipo contrattuale della compravendita di cosa futura al fine dell acquisizione di un immobile dotato di specifiche caratteristiche funzionali preventivamente determinate dalla stessa al fine di destinarlo a nuova sede dell ateneo, ritenendo tale procedura lesiva della L. 109/1994, nonché del principio, anche europeo, di concorsualità nell affidamento dei servizi di progettazione. L Ordine nutre notevoli perplessità circa la legittimità del ricorso alla compravendita di cosa futura nella fattispecie in esame, non rinvenendosi quelle peculiari (ed eccezionalissime ) circostanze che, secondo il parere n. 38/99 reso dall Adunanza Generale del Consiglio di Stato il 17 febbraio 2000, devono verificarsi affinché la procedura di compravendita di cosa futura, la cui esperibilità sia pur astrattamente configurabile, possa in concreto ritenersi legittimamente adottata da una Pubblica Amministrazione. È quindi insorto nell esponente il fondato dubbio che non tutte le fasi dello schema procedimentale delineato siano state rispettate dall Università degli Studi di Milano. Infatti l Art. 19, comma 1 della legge 109/1994 limita alle sole due ipotesi dell appalto e della concessione di lavori pubblici, le tipologie contrattuali a disposizione dell Amministrazione che intenda effettuare un operazione finalizzata alla realizzazione di un opera di pubblico interesse con la conseguente inammissibilità di procedure atipiche per la realizzazione di opere pubbliche o destinate ad un pubblico servizio, atteso che il sistema e le modalità prescelti potrebbero avere finalità, o quantomeno produrre risultati, elusivi della normativa interna e comunitaria in tema di opere pubbliche. Osservazioni alla modifica delle disposizioni di cui agli Artt e 18 bis delle N.T.A. del P.R.G., apportata dal Consiglio Comunale in data , presentate dal Consiglio dell Ordine in data 4 luglio 2003 al Settore Urbanistica del Comune di Milano. La questione della modifica della copertura degli edifici è un tema compiutamente architettonico e non può quindi essere considerato questione da affidare esclusivamente a regimi di vincolo, né relativi a particolari zone funzionali, peraltro riferite ad una legislazione urbanistica ormai datata e oggetto di vari progetti di integrale revisione, né a particolari datazioni degli edifici, soprattutto in relazione alla complessa vicenda che riguarda la costruzione della città di Milano e del suo centro storico, risultato di continue stratificazioni. L intendimento proposto dalla Variante al P.R.G., e cioè quello di garantire un maggior controllo e condivisione pubblica delle modifiche delle coperture degli edifici in particolari zone della città, deve essere diversamente perseguito attraverso decisioni progettuali riferiti alla scala urbana ed architettonica piuttosto che a un sistema di vincoli riferiti al singolo edificio. È fatta richiesta affinché l Amministrazione Comunale, al fine di restituire almeno in parte quel valore urbano che il legislatore sembrava voler indicare in ciò che le Leggi 15/96 e 22/99 prevedono relativamente alle modifiche ai fini abitativi dei sottotetti dei singoli edifici, si renda immediatamente parte attiva per individuare ambiti e settori urbani che, al di là della loro collocazione, rivestano un riconoscibile ruolo nella città e per le quali siano proponibili criteri di riferimento per le modifiche proposte. In attesa della predisposizione di detti criteri ed orientamenti si richiede che il paragrafo 5.2 dell Art.18 delle NTA del P.R.G. sia modificato come segue: Art. 18 paragrafo 5.2 Gli interventi edilizi relativi al recupero dei sottotetti a fini abitativi non possono comportare alterazioni delle altezze di colmo e di gronda e 43

3 44 delle linee di pendenza delle falde dei tetti; pertanto le altezze massime di cui all Art. 2 della L.R. 15/96, come modificato dall Art. 6 della L.R. 22/99, devono intendersi quelle esistenti. Quando gli interventi di recupero dei sottotetti a fini abitativi comportano la realizzazione di nuove aperture o di abbaini o cappuccine, o comunque l inserimento di elementi architettonici nuovi, questi devono essere riconosciuti rispettosi dei caratteri architettonici intrinseci dell immobile e di quelli ambientali del contesto da parte della Commissione Edilizia integrata. Designazioni Comune di Cormano (Mi). Richiesta di segnalazione di Professionisti per la nomina dei componenti della Commissione Edilizia Comunale nominativi: Fausto Colombo, Corrado Serafini (Esperti in materia di tutela paesistico-ambientale); Flavio Lazzati, Roberto Mangiarotti (Esperti in materia di abolizione e superamento delle barriere architettoniche). Impresa di Costruzioni Edili Dante Armando S.r.l.: richiesta di terna per collaudo di opere in c.a. relative ad un fabbricato residenziale in Desio nominativi: Eliseo Pareschi, Giuseppe Perego, Carlo Saibene. Arch. Gerli - Arch. Ceriani: richiesta di nomina di Presidente del Collegio Arbitrale nella controversia M. Sabelli - C. Zaccaria Si sorteggia e si approva il seguente nominativo: Riccardo Motti. di rappresentante dell Ordine per la sessione degli esami di Laurea relativa al Corso di Studio in Edilizia Bazzi D.M. 509/99 del 23 luglio 2003 Si sorteggia e si approva il seguente nominativo: Sandro Ghiozzi. rappresentanti dell Ordine per la sessione degli esami di Laurea in Disegno Industriale del 14 luglio 2003 nominativi: Massimo Ansbacher, Antonio Borghi, Paola Alessandra Breda, Marco Cavallé, Maurizio Duranti, Paola Garbuglio, Lorenzo Gecchelin, Giovanna Giannattasio, Roberto Marcatti, Fabio Novembre. rappresentanti dell Ordine per la sessione degli esami di Laurea in Architettura del luglio 2003 nominativi: Chiara Maria Freyrie, Massimiliano Molteni, Fabia Marta Ponte di Pino, Gaetano Selleri. di rappresentante dell Ordine per la sessione degli esami di Laurea di I livello in Architettura delle Costruzioni del 23 luglio 2003 Si sorteggia e si approva il seguente nominativo: Alessandro Merati. di rappresentanti dell Ordine per la sessione degli esami di Laurea di I Livello in Scienze dell Architettura del 23 luglio 2003 nominativi: Gisella Maria Demaria, Roberto Galliani. di rappresentanti dell Ordine per la sessione degli esami di Laurea in Architettura del 14 luglio 2003 nominativi: Sarah Saiani, Paolo Golinelli, Lucia Bergo, Stefano Calchi Novati, Barbara Agostini, Monica Antonella Lattuada, Ennio Mazzoli, Roberto Gamba, Attilio Stocchi, Carlo Andrea Borgazzi Barbò di Casalmorano, Francesco Anzivino, Lorenzo Pontiggia. Convenzione Dalla Consulta Lavori di ristrutturazione degli Uffici della Consulta Regionale Lombarda e della Redazione di AL Sono da poco iniziati i lavori di Ristrutturazione della sede della Consulta Regionale Lombarda degli Ordini degli Architetti di via Solferino 19, a Milano. Questi si sono resi necessari per la vetustà dei locali, ma soprattutto per le nuove esigenze operative e funzionali, sia della Segreteria della Consulta che della Redazione di AL. Il ruolo istituzionale che si è inteso svolgere nei confronti degli Organismi di Governo Regionale, la volontà di costituire un costante punto di riferimento per gli Ordini Provinciali da un lato e di interlocutore privilegiato con il C.N.A.P.P.C. dall altro, la nuova veste editoriale apportata ad AL, hanno messo in evidenza l inadeguatezza e la scarsa funzionalità dei locali. Il Direttivo, pertanto, per meglio dare corpo a questa nuova politica, ha deciso di procedere al riammodernamento della sede. La ridefinizione degli spazi, affidata al Segretario della Consulta, arch. Carlo Varoli, ha visto coinvolti, quali soggetti operanti e quindi direttamente interessati, anche gli addetti alla Segreteria e la Redazione di AL. I lavori sostanzialmente prevedono una diversa distribuzione degli ambienti rispetto all attuale. Ad ogni locale è stata data una precisa ed autonoma operatività funzionale tenendo conto, però, della loro assoluta complementarietà. Verranno contestualmente adeguati anche gli impianti, i servizi e gli arredi. L impegno economico che si và ad affrontare è sicuramente importante, ma l auspicio del Direttivo è che tutto ciò porti ad un migliore funzionamento della struttura, rendendola in grado di offrire servizi e prestazioni in linea con le esigenze che l attualità ha reso improcrastinabili. rappresentanti dell Ordine per la sessione degli esami di Laurea in PTUA nuovo ordinamento del 23 luglio 2003 nominativi: Alessandro Alì, Andrea Milella. rappresentanti dell Ordine per la sessione degli esami di Laurea in PTUA vecchio ordinamento del 15 luglio 2003 nominativi: Davide Andreoli, Patrizio Antonio Cimino. rappresentanti dell Ordine per la sessione degli esami di Laurea in Scienze dell Architettura del 24 luglio 2003 nominativi: Elettra Bresadola, Marco G. Gonella, Gianluigi Reggio. La società editrice Umberto Allemandi e l Ordine degli Architetti della Provincia di Milano hanno stipulato la seguente convenzione valida fino al 31 dicembre Abbonamento annuale a prezzo di lancio a Il Giornale dell Architettura : 30,00 Euro (anziché 33,00 Euro) più, in dono, un buono del valore di 30,00 Euro per l acquisto delle edizioni Allemandi di architettura; sconto del 15% sull acquisto di tutti i volumi del catalogo Allemandi. Per accedere alla convenzione sarà sufficiente inviare la cedola d ordine presente al seguente indirizzo: Per ulteriori informazioni: tel , Segreteria dell Ordine degli Architetti; tel , Servizio abbonamenti, Il Giornale dell Architettura

4 Stampa Rassegna a cura di Manuela Oglialoro Condono Sanatoria, istanze allo start. Parte la regolarizzazione degli immobili che sconfinano nel Demanio (da Edilizia e Territorio del 4-9 agosto Diventa legge la misura che consente di disporre a pieno titolo della proprietà di un immobile realizzato sconfinando su aree demaniali. Presto arriveranno anche le prime istruzioni dell Agenzia del demanio. L elenco delle aree interessate dalla regolarizzazione è ampio e variegato. Il demanio comprende infatti strade, ferrovie e foreste e tutte le proprietà statali che non hanno una destinazione pubblica. Oltre alle porzioni di edifici potranno essere sanate anche le pertinenze. Costruzioni Edifici, controlli doc. Bocciato il fascicolo del fabbricato (da Italia Oggi del 3 settembre I presidenti di Confagricoltura, Commercio e Confedilizia hanno firmato un documento in cui prendono posizione in merito alla progettata istituzione obbligatoria, soprattutto attraverso leggi regionali, del fascicolo del fabbricato. Nel documento si afferma fra l altro che tale obbligo costituirebbe un pesante onere che colpirebbe indistintamente i proprietari di case, di fabbricati rurali, di negozi, di stabilimenti e opifici, senza recare alcuna concreta risposta alla domanda di sicurezza. Le organizzazioni firmatarie del documento propongono, per quel che riguarda i nuovi edifici, di partire al momento stesso della costruzione con controlli preventivi estesi e accurati. Relativamente al patrimonio edilizio esistente si propone di conferire ai comuni la competenza di definire aree in cui si ritenga sussistano pericoli oppure identificare immobili a rischio, prevedendo solo in questi casi accertamenti seri e fondati su prove tecniche. Costruzioni, al Sud solo il salvagente grandi opere. Pioggia di maxi lavori ma frenano più che al Nord recupero e occupazione (da Edilizia e Territorio del 4-9 agosto Nel 2002 ha pesato soprattutto la secca battuta d arresto delle attività di recupero messa in moto dagli sgravi Irpef sulle ristrutturazioni edilizie, che incide non poco sul rallentamento dei tassi di crescita dell occupazione e delle nuove imprese. Il quadro emerge dall indagine sulla congiuntura edilizia delle regioni italiane condotta da Edilizia e Territorio. Per quanto riguarda il Mezzogiorno le note positive sono sostanzialmente limitate al boom degli importi dei bandi pubblici mandati in gara nei primi sei mesi del Il settore delle costruzioni vive da almeno cinque-sei anni un trend positivo di cui hanno beneficiato soltanto le imprese del Nord dice Vincenzo Vitale vicepresidente dell Ance, imprenditore del Sud Abbiamo vissuto un aumento degli investimenti nelle nuove costruzioni nel settore abitativo, terziario e nei parcheggi che hanno dato nuovo impulso al mercato. Impulso che non si è trasferito al Sud soprattutto perché a differenza del Nord, da noi mancano gli strumenti urbanistici, i P.R.G., i piani particolareggiati, per questo non può essere considerato un caso che la produzione edilizia del Nord sia assorbita per l 80% dall attività privata e dal 20% da quella pubblica. Nel mezzogiorno le parti sono invertite. Milano Prende il via la riqualificazione di piazza Fontana (da Edilizia e Territorio del 1-6 settembre Con l approvazione da parte della Commissione edilizia del progetto del nuovo albergo all angolo con via Pattari, il comune di Milano inizia la riqualificazione di piazza Fontana. Dopo 15 anni e lunghe battaglie legali, uno dei luoghi storici del capoluogo lombardo vede realizzare il piano particolareggiato definitivamente approvato nel 1994 (redatto dopo concorso regionale di idee, vinto nel 1990 da Gino e Giacomo Pollini e Giulio Marini) che prevede oltre a una piazza alberata con la fontana del Piermarini, un edificio di cinque piani e lungo circa 80 metri, diviso in tre lotti. Milano, otto big sul quartiere Fiera. Prequalificati i raggruppamenti per la maxi-sfida urbanistica ed economica (da Edilizia e Territorio del 4-9 agosto Resi noti da Sviluppo Sistema Fiera i candidati selezionati a partecipare alla maxi operazione di project challange urbanistico di Milano. Si tratta di otto raggruppamenti d impresa per complessivi 40 operatori, presenti molte delle grandi firme dell architettura mondiale, insieme con i big dell immobiliare e delle costruzioni. Sono coinvolti per ogni gruppo almeno due studi di progettazione, in rappresentanza di numerosi paesi. Navigli Un concorso europeo per i Navigli. Il recupero delle vie d acqua prevede il consolidamento delle sponde e interventi alla darsena (da Edilizia e Territorio del 1-6 settembre La Lombardia e Milano hanno dato il via alla trasformazione e recupero dei navigli. Il passo più recente è stato un accordo di programma tra il Comune e la Regione Lombardia che ha stanziato oltre nove milioni di euro per il consolidamento e la salvaguardia delle sponde dei navigli milanesi e per la riqualificazione dell area della Darsena. Si tratta di opere urgenti, visto il degrado. Il sindaco Albertini ha poi annunciato un concorso di progettazione internazionale con lo scopo di individuare idee innovative capaci di valorizzare l area della Darsena. Ma la mossa decisiva per la completa rivalutazione dei Navigli è la prevista creazione di una società consortile, sull esempio dell Authority del Tamigi. Tutti questi progetti sono riassunti in un master plan voluto dalla Regione ed elaborato insieme al Politecnico di Milano. Restauro Restauro, primo sì per le deroghe alla 109. Nel decreto dei Beni culturali trattativa privata fino a 500mila euro e meno spazio al massimo ribasso (da Edilizia e Territorio del 4-9.agosto I lavori su beni vincolati non saranno più soggetti alle regole della legge quadro per gli appalti pubblici ma potranno contare su una disciplina specifica, in buona parte derogatoria rispetto alla 109. Una volta entrata in vigore la riforma, l effetto principale sarà quello di estendere anche al grande mercato dei lavori di restauro sugli immobili le specificità e le deroghe già previste per gli interventi su beni mobili e superfici decorate. Ma la novità più significativa riguarda il criterio di scelta delle imprese: il regolamento spalanca le porte all offerta economicamente più vantaggiosa al posto del massimo ribasso. Non si tratta di un obbligo ma di una facoltà. In questo modo giocheranno un ruolo i curricula dei restauratori utilizzati dall impresa. Riqualificazione La Lombardia recupera le periferie. L obiettivo del programma è quello di incrementare la disponibilità di nuovi alloggi da assegnare (da Edilizia e Territorio del 1-6 settembre La Giunta della Regione Lombardia ha approvato il bando attuativo per il programma nazionale Contratti di quartiere II. Si tratta di uno strumento promosso dal ministero delle infrastrutture e rivolto alla riqualificazione dei quartieri periferici con elevato disagio sociale ed abitativo. Questa nuova versione dei contratti di quartiere è particolarmente ambiziosa; non è destinata come il precedente bando all edilizia sperimentale, il suo principale obiettivo è incrementare la disponibilità di nuovi alloggi da assegnare a canone sociale e aumentare la funzionalità di quelli già esistenti, oltre ad accrescere la dotazione di infrastrutture. Ristrutturazione I fronti della Finanziaria: condono, 36%, e grandi opere. Per le ristrutturazioni si affaccia l ipotesi di una proroga dello sgravio Irpef (da Edilizia e Territorio del 8-13 settembre Ancora una volta sarà la Legge Finanziaria a segnare il futuro del settore delle costruzioni nel brevemedio periodo. Anche lo scorso anno si cominciò a parlare di condono edilizio ai primi di settembre. Quest anno la situazione di finanza pubblica è peggiorata, per cui l ipotesi di una sanatoria sembra avvicinarsi con una sostanziale proposta di minicondono per piccoli abusi tra le mura domestiche. Però il gettito garantito dal minicondono è poco interessante per il Ministero dell economia che non potrebbe ignorare l entità del gettito derivante da un condono totale: fra i 4,5 e i 6 miliardi di euro. Rispetto alle grandi opere, il ministro delle infrastrutture, Pietro Lunari, chiede 7,5 miliardi da destinare tutti al Piano della Legge obiettivo e a 91 opere prioritarie indicate dal Dpf. La terza questione è quella del rilancio degli incentivi fiscali alle ristrutturazioni edilizie. Sembra probabile la proroga del solo sgravio Irpef del 36% al 2004, tutto o parte. 45

5 46 Riletture a cura di Antonio Borghi Nuovi mercanti in fiera Grande entusiasmo, sfilze di nomi famosi e l elenco dei soliti milioni di Euro e metri quadri hanno accompagnato l esordio dell imminente trasformazione del quadrilatero della Fiera di Milano. Basta dare un occhiata ai titoli dei giornali per capire con quale spirito i media seguono questo evento. In almeno due occasioni i maggiori quotidiani nazionali gli hanno dedicato un intera pagina titolando I re del mattone sull area della Fiera Real Estate, Zunino, Colaninno e altri immobiliaristi in gara per il progetto Central Park (Elisabetta Soglio sul Corriere della Sera del 29 giugno) e La Fiera fa incetta di big mondiali. Per il nuovo progetto in campo i maggiori architetti (Evelina Marchesini in Il Sole 24 Ore del 13 luglio). Le stesse informazioni inserite però in un più ampio contesto civile e culturale le troviamo il 6 luglio sul Domenicale del quotidiano di Confindustria. Son tornate le gru sul cielo di Milano e piccoli e grandi nidi sono ormai visibili dappertutto nella cintura di ferro delle ex periferia industriale. Il grande anello delle fabbriche che segnò all inizio del Novecento l epopea della città che sale si presenta, all inizio di questo secolo post-industriale, come il teatro di una metropoli in movimento, e la frenetica disseminazione di cantieri inserisce la città nel processo di quelle grandi trasformazioni urbane che già da qualche decennio hanno cambiato il volto delle varie capitali d Europa. Dalla Bicocca alla Bovisa, dalla Barona a Rogoredo, eccetera, la nomenclatura nobile della Milano Tecnica viene riscritta nella terminologia burocratica dei Pru (Programmi di riqualificazione urbana), dei Pii (Programmi integrati di intervento) o dei Pir (Programmi integrati di recupero) che, sulle ceneri del piano regolatore generale, stanno cambiando l atlante del paesaggio metropolitano senza tuttavia l accompagnamento di una congruente consapevolezza estetica e culturale. Cadono sotto le ruspe i monumenti inconsapevoli descritti da Boccioni e da Sironi, ma al loro posto non si vedono ancora quei nuovi segni che nella Barcellona olimpica degli anno Ottanta, come nella Berlino riunificata degli anni Novanta o nella Bilbao dismessa del 2000 hanno rilanciato la ricerca di un identità collettiva mettendo in discussione eredità del passato e ipoteche del futuro. Consegnati alla pura legge del mercato, la contrattazione e il governo della trasformazione stanno dunque verificando l empirica convinzione che, in generale, il liberismo faccia male all architettura, come dimostra, non a caso, il pasticcio postmoderno dei Docklands di Londra, l esempio più vistoso della politica di deregulation promossa nell Inghilterra degli anni Ottanta da Margaret Thatcher. Un processo di ricostruzione senza precedenti ha rimesso in moto la città arrugginita: ma in attesa della Città della Moda e di quella della Cultura, del Museo del Presente, del Museo del Novecento e della Biblioteca di Porta Vittoria, sono i grandi intensivi residenziali da Lambrate a Lorenteggio a vincolare con un architettura anacronistica e inadeguata la nuova cintura metropolitana. A un secolo di distanza riprende così quota, beffardo, il Milanin Milanon con cui Emilio De Marchi si accomiatava in nostalgica punta di piedi dalla città ch el stava intorno al Domm : e mentre le statistiche economiche la collocano nel catalogo delle metropoli mondiali, la città dell innovazione deve fare i conti con l inerzia di una classe politica che non sa rinunciare a stereotipi di maniera e l arretratezza di una classe professionale estranea alla sua tradizione di capitale del Moderno. I rari casi di qualità l area Bicocca della Gregotti Associati; la torre di Massimiliano Fuksas nell area O.M. di via Ripamonti; la sede de Il Sole 24 Ore di Renzo Piano; il supermercato Esselunga di Caccia Dominioni in via Rubattino, eccetera fanno risaltare ancora di più la sudditanza al mercato. Rimane così affidata ai previsti piani di sviluppo per il Portello e Montecity la speranza di un inversione di tendenza su cui un ipoteca di grande rilevanza strategica viene posta in questi giorni dal varo del concorso per la sistemazione della cittadella fieristica nella pregiata area del Sempione. A pochi giorni dalla presentazione delle candidature di partecipazione, si riaccende il gossip mediatico su assenze e presenze delle star internazionali, ma non decolla il dibattito sui modi e sui fini di una questione cruciale nei destini della città. Tradizionale motore dell economia metropolitana, la Fiera Campionaria insediata nel 1923 nel quadrilatero fortificato della città delle merci rappresenta da sempre un anomalia geometrica nell urbanistica dell intera città: criticata da Giuseppe De Finetti negli anni del dopoguerra proprio sulle pagine del 24 Ore, la piazza Cordusio in miniatura secondo l ironica definizione di Edoardo Persico fu il campo di battaglia degli architetti razionalisti che, nel 1938, in occasione di un suo ventilato trasferimento, vi proposero la costruzione di un quartiere modello dalla profetica intitolazione Milano verde che avrebbe dovuto sciogliere la città virtuale degli scambi nella città ideale del diritto alla qualità. Una battaglia persa, visto il peso degli interessi in gioco, ma che oggi, per una singolare inversione del destino, sembra riproporsi in termini più che realistici vista l imminente apertura del cantiere del nuovo polo di Rho-Pero previsto dall accordo di Programma del Con la drastica riduzione delle superfici espositive, circa 260mila metri quadri saranno re- Mario Bellini Associati, Nuovo quartiere Portello alla Fiera di Milano,

6 stituiti alla città con la destinazione del 50% a verde: ma già da molti si paventa il pericolo di una restituzione, invece, alla speculazione immobiliare, al di fuori di una strategia urbanistica che inquadri il prezioso tassello nell auspicato sviluppo di un autentica dimensione collettiva. Per Milano dunque un occasione campale per riformulare il proprio ruolo alle soglie di una trasformazione epocale; per l opinione pubblica, invece, sinora il ruolo muto dello spettatore. Più di un secolo fa, nel 1880, le mire di un pool di banche la Fondiaria Milanese sulla piazza d arme di Foro Bonaparte suscitò un ondata d indignazione per quella che si può considerare la madre di tutte le dismissioni un quadrilatero ancora! attorno al Castello, reso libero dallo spostamento dei servizi militari e trasformato nella visione di un quartiere altoborghese. L attentato al Castello e le critiche alla mancata attenzione al valore civile e collettivo dell architettura indussero alle dimissioni l amministrazione comunale e all attribuzione all ingegner Beruto dell incarico del piano regolatore. Ne derivò un compromesso che ancora oggi però configura l immagine più tipica della Milano fin de siècle con la preziosa ghirlanda del parco del Sempione. C è da augurarsi che anche dal recinto della Fiera venga un arricchimento, una precisazione della Milano d inizio secolo: la scommessa è aperta e tutti sono invitati a partecipare, quindi a vigilare. È questa l analisi di Fulvio Irace in un articolo quasi un saggio intitolato Fiere polemiche per Milano Città dell innovazione o dell immobilismo? Torna su questo tema Cesare Maria Casati su L Arca di settembre. Il suo editoriale affronta in tono esortativo ed ottimistico il tema della modernità - o meglio della contemporaneità del capoluogo lombardo ed è intitolato La vera città. Contrariamente a tutte le aspettative Milano, città assente ormai da alcuni decenni come protagonista dell architettura contemporanea, sembra si sia svegliata dal suo torpore istituzionale annunciando al mondo una iniziativa unica di rigenerazione urbana di una grande area. Area di oltre quaranta ettari. Ho accennato di torpore istituzionale rammentando i concorsi internazionali promossi negli ultimi anni con ricchi premi e ambiziose promesse. Attualmente tutti narcotizzati nelle pastoie burocratiche o nella cronica carenza di risorse. Penso al nuovo Museo all Ansaldo progettato da David Chipperfield, all Arengario di Italo Rota, alla demolizione dell Alba di Milano di Ian Ritchie, alla nuova sede alla Bovisa del Politecnico d Milano di Architecture Studio e Ishimoto Architectura & Engineering e alla Stand Stipel alla Fiera di Milano, zava la misura che Milano aveva: misura corrispondente alle aspettative di chi la esperiva. Stare nella strada voleva dire incontrare amici, formare gruppi di conversazione, vivere insieme con gli altri nella città. De Carlo prosegue descrivendo gli anni della guerra, l idealismo del primo dopoguerra, la lotta alla speculazione selvaggia degli anni Sessanta, l impegno per la salvaguardia della città storica e l occasione mancata del Piano Intercomunale a causa dell introduzione di un metodo che viene an- Grande Biblioteca Europea di Bolles+Wilson. Ecco perché, all annuncio della volontà di trasformare le aree che la Fiera di Milano libererà trasferendosi a Rho nei nuovi edifici già in costruzione, occorre che tutti si dia la massima attenzione. L intrapresa è gestita dalla Fiera che, per fare cassa, ha chiamato a concorso gruppi di immobiliaristi internazionali a confrontarsi con progetti ambiziosi e soprattutto con offerte vantaggiose. L importanza della gara ha fatto sì che ogni gruppo selezionato si sia presentato con un architetto superstar a capo dei gruppi di progettazione. Concorso curioso, non organizzato dal Comune, che in fondo è il vero e unico responsabile della riqualificazione della città, ma dalla Fiera stessa che probabilmente guarderà più alle cifre che alla qualità della vita nella città. È sicuramente la prima volta, almeno in Italia, che progettisti di sicuro valore come Rem Koolhaas, Norman Foster, Renzo Piano, Mario Bellini, Zaha Hadid, Daniel Libeskind, Arata Isozaki, Richard Rogers e altri vengono chiamati separatamente a inventare un pezzo importante di una grande città europea. Importante anche perché il sito, essendo attualmente occupato dalla Fiera, è centrale e già servito molto bene da tutte le infrastrutture di trasporto. Ora mancando approfondite richieste e indicazioni da parte della pubblica amministrazione che banalmente chiede un Central Park di circa venti ettari, residenze e non centri commerciali, tutto è demandato alla capacità dei costruttori di interpretare la particolare milanesità dei luoghi ricordando la trasformazione generazionale in atto che chiede qualità e aggregazione. È anche la prima volta che committenti e progettisti si trovano a dare risposte senza aver ricevuto domande. Una procedura concorsuale insolita che può dare sbocchi imprevedibili. Quello che ci auspichiamo è che esca un progetto adeguato strutturalmente e formalmente al prossimo futuro e che interpreti lo spirito della città e dei valori dell architettura con proposte non di edifici disgregati come dei begli oggetti di design ma con residenze integrate a spazi e attività urbane dedicati alla cultura, al commercio e a tutti quei luoghi di ritrovo necessari alla attuale vita cittadina. Si tratta di saper integrare i nuovi siti, che gli intellettuali per bene definiscono non luoghi, con le diverse attività senza barriere. Abitare, lavorare, divertirsi, consumare e istruirsi sono la vera città. Città popolata non solo da automobili inquinanti ma da cittadini che transitano, osservano, dialogano e vivono. E chissà se, al di là della retorica, a Milano non stia veramente accadendo qualcosa di contemporaneo. Certo il potenziale non manca ed è ampiamente documentato in vari numeri monografici di riviste d architettura come quello di maggio-giugno 2003 di L architettura cronaca e storia. Marco Dezzi Bardeschi, Federico Bucci e Roberto Dulio vi hanno curato una ricognizione storica ampiamente illustrata e arricchita da estratti da vari autori. Vi troviamo ad esempio brani dalla raccolta Nelle città del mondo di Giancarlo De Carlo (Marsilio, 1998) i quali - pur risalendo al mantengono una grande attualità. Sono arrivato la prima volta a Milano nel Venivo dalla Tunisia. Ero un ragazzino curioso e a Milano avevo ritrovato uno zio eccentrico: un personaggio strano, irrequieto e a suo modo elegante, che girava per la città con una macchina coupè, una 509, credo. Si era proposto di spiegarmi bene cos era Milano e così, come prima cosa, mi aveva portato a vedere gli scambi automatici del tram: una grande novità per l epoca. Milano era all avanguardia e il mio zio per farmelo capire mi mostrava gli scambi che scattavano da soli quando il tram si avvicinava. Poi, dopo accurata contemplazione delle rotaie e dei loro scambi automatici, salivamo sul tram. I tram milanesi, non so quanti se lo ricordino, erano dotati di bellissime poltroncine rivestite di velluto rosso e sul fondo una specie di castello di poppa c era un salottino, o belvedere, dove la gente si sedeva, sul velluto rosso, e conversava mentre la città scorreva fuori dai finestrini. Era un epoca piuttosto straordinaria per Milano. La Centrale era appena stata spostata da piazzale Fiume. I navigli, in parte, c erano ancora. Ero partito per la Tunisia con l idea che Milano fosse una vera città, molteplice e meravigliosa: la città dove avrei voluto andare a vivere. Difatti nel 39, quando ho finito le mie peregrinazioni di adolescente, sono tornato a Milano per studiare all Università. Anche del 39 ho molti ricordi, ma quello più stravagante è di come si camminava a Milano: come si passeggiava, come si discuteva per le strade, come si stava su fino a tardi, la notte. Come si apprezcora scrupolosamente praticato e che consiste nello spostare sistematicamente in avanti gli obiettivi, nel dire sempre che quello che si sta perseguendo è troppo poco, che bisogna fare molto di più; dopo di che non si fa assolutamente niente. Ma veniamo subito agli anni Ottanta. Un ritorno da progettista verso Milano, piuttosto appassionante, l ho avuto solo di recente in occasione del concorso per la Pirelli-Bicocca. Così ho avuto l occasione di riguardarla sul serio questa città, con l occhio di qualcuno che pensa di poter progettare qualcosa che possa migliorarla. Mi sono accorto, in quella circostanza, del terrificante livello di confusione che ha raggiunto per carenza di governo, ma anche della sua forza e della sua vitalità. Continua a crescere di case, strade e quartieri, grandi e piccoli, ma solo per risolvere in modo empirico i problemi più urgenti, senza badare alle ripercussioni che ogni intervento può avere sul resto della città. È una città ingovernata e forse ormai ingovernabile. Però, nelle sue pieghe, nella sua periferia, accadono fatti straordinari. Non si tratta di fatti architettonici, come si cerca di spacciare con falsa coscienza quando si dice che la periferia milanese è bellissima. Per l amor di Dio! Non è vero, non è affatto bellissima; è molto dilapidata e spesso anche deprimente. Ma quello che resta davvero interessante è il rapporto tra lo spazio e l uso che ne viene fatto dai cittadini (1987). 47

7 Libri, riviste e media a cura della Redazione 48 Rassegna di Agnese Maffioli Il romanico a Bergamo Tipo e funzione La costruzione di un territorio Carlo Bertelli (a cura di) Lombardia medievale. Arte e architettura Skira, Milano, 2003 pp. 338, 80,00 Luigi e Paolo Zanzi (a cura di) Atlante dei Sacri Monti prealpini Skira, Milano, 2003 pp. 372, 65,00 C. Anguissola d Altoè, S. Biffi (a cura di) Luca Scacchetti. Disegni Federico Motta, Milano, 2002 pp. 224, 29,50 V. E. Parsi, E. M. Tacchi Quarto Oggiaro, Bovisa, Dergano. Prospettive di riqualificazione della periferia di Milano Franco Angeli, Milano, 2003 pp. 152, 12,50 M. Finazzer Flory, S. Paoli (a cura di) La galleria di Milano Skira, Milano, 2003 pp. 136, 10,00 Pepe Barbieri Metropoli piccole Meltemi, Roma, 2003 pp. 120, 12,75 V. Erba, C. Morandi, C. Molteni Bovisa. Materiali per il progetto urbanistico Clup, Milano, 2003 pp. 136, 9,00 AA.VV. Diritto d autori Clup, Milano, 2002 pp. 170, 8,50 Sergio Brenna De Finetti L urbanistica dilatata di un pubblico amministratore schumpeteriano Euresis, Milano, 2003 pp. 78, 10,00 L architettura romanica esercita un attrazione singolare, per vastità di echi spirituali ed emozionali, sull uomo contemporaneo. L area lombarda, è noto, ha dato in questo ambito uno straordinario contributo, sia nelle locali realizzazioni di chiese, cappelle, monasteri, edifici pubblici civili, nuclei urbani e rurali, sia nella diffusione europea di stilemi, modi costruttivi, strutturazioni spaziali e figurative. Dei due aspetti si occupano Lorenzi e Pellegrini in un volume riccamente illustrato, dalla limpida e agevole lettura. Gli autori vi evocano sia le numerose tracce, spesso consistenti fino ad oggi, dell arte e della architettura romanica, che il paesaggio, visibile nell area bergamasca come in quella europea ai numerosi pellegrini in movimento lungo percorsi ancora oggi reperibili. Il privilegio dei due punti di vista quello artistico architettonico e quello paesistico fa emergere con estrema chiarezza l imponenza dei valori durevoli di carattere simbolico, religioso e di cultura abitativa veicolati dal romanico bergamasco. Nell accurata registrazione della disseminazione di edifici romanici di ogni tipo, esaminati nelle loro peculiarità stilistiche e costruttive, gli autori riescono a far emergere efficacemente come le tracce del romanico bergamasco costituiscano imprescindibili riferimenti di una coscienza storica matura e consapevole. Libri come questo risultano di grande utilità per molti: per chi ama la storia e l arte; per lo studente che cerca spunti di ricerche personali; per l architetto, l urbanista e il pianificatore, che hanno bisogno di vaste e gradevoli sintesi, ben illustrate, di facile consultazione. L arte romanica, del resto, è culla di una sapienza costruttiva e di una misurata propensione ornamentale che la migliore architettura italiana del XX secolo non ha dimenticato. Maria Antonietta Crippa Moris Lorenzi, Alessandro Pellegrini Sulle tracce del Romanico in Provincia di Bergamo, tra storia, architettura e paesaggio Provincia di Bergamo, Servizio Gestione Vincoli - Parchi, Ed.Commerciale s.r.l., Bergamo, 2003 pp. 274, 25,00 Nikolaus Pevsner in A history of buildings types si pone l obiettivo di studiare gli edifici a partire da un loro raggruppamento funzionale. Allo stesso modo Ludwig Hilberseimer in Groszadt Architektur esplicita il ruolo che i tipi-funzione svolgono nella costruzione della città moderna. Per tipo-funzione si intende il modello, o edificio, in cui sono contemporaneamente presenti la genericità propria del tipo e la precisione assoluta e caratteristica di ogni funzione. La ricerca intorno al tipo-funzione dovrà quindi svilupparsi su due fronti: da un lato riguarderà la stabilità di alcuni elementi, parti e relazioni, strettamente connesse con la funzione, dall altra rappresenterà la possibilità d intervento su tutto ciò più o men vago che caratterizza il tipo; riguarderà cioè la possibilità di reinterpretare tutto ciò che, in quanto vago appunto, risulta sempre variabile. L opera di Mazzoni può essere considerata proprio come una riflessione su questo tema. Architetto e ingegnere, negli anni egli collabora con il Ministero delle Comunicazioni progettando una decina di stazioni ferroviarie e una quindicina di palazzi per le Poste. A Mazzoni viene offerta l occasione di compiere una precisa ricerca sul tipo-funzione, ricerca che lo porta a individuare gli elementi fissi caratteristici della funzione e a svolgere continue operazioni interpretative su ciò che caratterizza di volta in volta il tipo. Il volume riunisce gli atti di un convegno dedicato nel 2001 a Mazzoni architetto e ingegnere la cui opera, poco studiata, viene analizzata nei suoi aspetti tecnici innovativi, per la sua capacità reinterpretativa dei tipi consolidati e per le relazioni che riesce a stabilire con i movimenti artistici contemporanei. Un ricco repertorio fotografico documenta infine la sua opera. Martina Landsberger AA.VV. Angiolo Mazzoni ( ). Architetto Ingegnere del Ministro delle Comunicazioni Skira, Milano, 2003 pp. 414, 43,00 Lo studio dei materiali da costruzione nella storia, in rapporto ad uno specifico contesto, il territorio mantovano, ci permette di comprendere come a partire dalla conoscenza di fatti specifici, legati alla costruzione e trasformazione di un territorio, si possa risalire a quei caratteri generali che lo definiscono. L ambiente mantovano è qui definito come un architettura di terra ed acqua a dimensione territoriale, costruita nell arco storico di più di 20 secoli, realizzata da tecnici e maestranze all interno di un corpus di leggi e di regole affinate nel tempo. Di tale architettura sono analizzate: le conoscenze tecniche e normative, i materiali e i modi di costruzione, le modifiche del paesaggio indotte dalla produzione dei materiali edilizi ed estrazione delle materie prime. Ne emergono caratteristiche locali legate ad una tradizione consolidata come quella della gestione delle acque per far fronte al complesso assetto idrografico, alla sua manutenzione e trasformazione, che ha portato alla formazione di famiglie di tecnici che per generazioni hanno assunto il ruolo di Magistrato delle acque. La costruzione dei manufatti edilizi è studiata a partire dalla disponibilità e qualità dei materiali presenti nel territorio; dei mattoni sia crudi che cotti della calce e degli intonaci, è ripercorso l intero ciclo produttivo dalle cave e fornaci storiche, dalla loro impronta sul paesaggio, al dimensionamento dei materiali finiti come coppi e mattoni, unificato in epoca gonzaghesca come testimoniato dai modelli in bronzo conservati nel Museo Civico di Palazzo Te a Mantova, cui dovevano attenersi le fornaci per poterli commerciare. Il libro evidenzia come, anche in uno specifico ambito come quello trattato, un territorio abbia una sua precisa identità che lo identifica rispetto ad altri contesti. Ilario Boniello Gianni Scudo, Luciano Roncai (a cura di) Argille ghiaie pietre calci. Materiali da costruzione nella storia del territorio mantovano Tre lune, Mantova, 2002 pp. 94, 15,00

8 Antolini ritrovato L architetto e la sua circostanza Teorie e progetti Non solo la luce 49 Giovanni Antonio Antolini nacque a Castelbolognese (Ravenna) nel 1753; fu uno dei principali protagonisti del periodo neoclassico italiano; architetto, ingegnere, idraulico, urbanista, saggista, trattatista, archeologo, professore presso l Accademia di Belle arti e l Università di Bologna, ove morì nel Progressivamente dimenticato, il suo nome è rimasto legato al solo episodio del Foro Bonaparte progettato per Napoleone a Milano. Un convegno, dedicatogli a Ravenna nel 2000, e il testo appena uscito, curato da Maria Giulia Marziliano, che raccoglie, rielaborati, gli atti dei relatori, gli hanno finalmente reso merito. In accordo con Guido Nardi, autore della prefazione, possiamo affermare che il volume non solo ricostruisce bene la vita dell Antolini, ma ne mette inoltre in risalto le opere di letteratura architettonica, caratterizzate da una solida metodologia di ricerca e da un modo di raccontare la storia dell architettura forse inedito, poiché mette l ambito del sapere rigorosamente tecnologico in stretto rapporto con quella dimensione culturale e critica, di cui raramente si incontrano tracce nella pubblicistica del settore. Il terzo capitolo del libro è dedicato all organizzazione del cantiere nel XVIII secolo, al disegno architettonico, ai materiali costruttivi, ai tipi e alle tecniche. Nel quarto capitolo, invece, per poter avanzare un confronto tra la metafisica teorica enunciata e la poetica espressa in sede operativa, affrontando anche le implicazioni inerenti al nodo tecnologico, viene sottoposto a indagine conoscitiva il suo intervento su Palazzo Milzetti di Faenza, da pochi anni divenuto Museo Nazionale dell età neoclassica. Roberto Gamba Ci sono tutte le questioni che riguardano l architettura, nella personale declinazione di Souto de Moura, in questa nuova imponente monografia sulla sua opera completa. Il libro nasce da un riordino dell archivio dello stesso architetto e contiene la quasi totalità della sua produzione: gli scritti e circa 90 progetti (tanti, ma raccolti in capitoli tematici con un efficace equilibrio iconografico). I temi principali sono sintetizzati in due significative interviste che, rispettivamente, aprono e chiudono il libro. La prima a tre voci, con Fernando Távora, Álvaro Siza ed Eduardo Souto de Moura è una preziosa testimonianza sull esperienza di questi tre maestri della Scuola di Porto, la più nota delle vicende architettoniche portoghesi. Souto è stato allievo di Távora e collaboratore di Siza e il confronto rivela come profondi siano alcuni legami, articolate le influenze reciproche e comunque originale il pensiero di ciascuno. La seconda intervista, quella che chiude il libro, è di carattere autobiografico e ripercorre tutti gli interrogativi che caratterizzano l arco di una carriera con un atteggiamento di disincantato realismo. È interessante osservare gli esiti, a volte contradditori, di questi interrogativi: dall inclinazione, tipicamente portoghese, per l architettura anonima, al modo in cui l architetto riesce a sperimentare diversi sistemi linguistici fino ad un minimalismo carico di senso, in cui la disciplina costruttiva è l esperienza generatrice della forma. È come se le pagine del libro illustrassero il continuo e riflessivo interrogarsi di una coscienza sulla complessità della circostanza. Souto stesso sembra il tormentato autore di uno dei più celebri aforismi di Ortega nelle Meditazioni sul Chisciotte, Io sono io e la mia circostanza e se non la salvo, non salvo nemmeno me stesso. Andrea Palmieri Tschumi, nonostante l articolata e sofisticata origine teorica del suo lavoro, oggi è uno di quegli architetti che fanno parte ormai stabilmente di quel ristretto circuito di cosmopoliti personaggi che alimentano uno star system dell architettura che negli ultimi decenni ha messo in secondo piano le scuole, le tendenze ed anche un determinato modo di ragionare sull architettura, più legato alla teoria che agli esiti formali. Ciò a vantaggio, come si sa, delle individualità degli autori e di modalità di comunicazione dell architettura fortemente legate alle immagini e all effetto che queste producono, non solo presso il pubblico degli architetti. Il testo in questione, a cura di Giovanni Damiani, pur se inevitabilmente deve offrire un tributo a questo modo di comunicare l architettura, è allo stesso tempo un ottimo strumento per avvicinarsi alla complessità teorica dell opera di Tschumi, che ripropone ancora una volta come l architettura sia il prodotto di un preciso pensiero. Il libro infatti, oltre alle belle fotografie, presenta alcune celebri tavole-manifesto, disegni di progetto, schizzi ed elaborazioni al calcolatore che sono in stretta relazione con quegli aspetti teorici del lavoro di Tschumi ben presentati, pur nei ridotti spazi, dai contributi testuali. Il saggio introduttivo, L architettura tra autonomia disciplinare e ricerca degli effetti di K. Michael Hays, evidenzia gli stratificati rapporti di Tschumi con le teorie architettoniche degli ultimi decenni; in Intertestualità, intervista con Marco De Michelis, Tschumi chiarisce alcuni concetti con i quali il suo lavoro costantemente si confronta: movimento, uso, evento, programma, supplemento, materialità, montaggio, sequenza, rappresentano lo slittamento del suo interesse dalle forme alle forze. Conclude il libro la postfazione del curatore che colloca l opera di Tschumi in un ricco quadro di relazioni, non esclusivamente di ambito architettonico. Ci sono figure che ormai stabilmente sono collocate alle origini della specificità e dell originalità del design italiano. Figure che hanno felicemente interpretato e risolto il tema del rapporto tra progresso tecnico ed economico, tra nuovi stili di vita e linguaggio degli oggetti nella produzione di serie italiana del dopoguerra. Livio Castiglioni è tra queste, ma lo è come figura anomala e schiva. Fratello di mezzo in una terna geniale (Piergiacomo e Achille) rappresenta l anima sperimentale e teorica di un approccio al design fatto di conoscenza, curiosità e ricerca pura e rigorosa della praticità. La questione che l opera di Livio Castiglioni pone con chiarezza, e che il volume documenta con notevoli materiali inediti, è quella del linguaggio e dell innovazione. Dove il linguaggio si pone come implicita e inevitabile conseguenza di un processo e di un procedimento esatto e apparentemente inevitabile. Il lavoro di Livio accetta del linguaggio una posizione decisiva e allo stesso tempo subalterna, come se, date certe condizioni di composizione delle parti la forma ne sia l inevitabile e a volte piacevole conseguenza. Inevitabilmente e quasi geneticamente il suo lavoro si è concentrato sulla luce, il settore tecnologico a maggior tasso d innovazione. Elettricità, luce, lampadina, lampada; in questa catena il design della lampada non gli interessa, se non come mero supporto di un modo di sostenere la luce nello spazio o di schermarla. Attorno alla lampadina e alla luce nuda si svolge così un serrato confronto fatto di sottrazioni, di fili tesi, di punti luminosi e abbaglianti capaci di disegnare non un oggetto ma lo spazio. Confronto che il figlio Piero continua con personale originalità ereditando il principio che la forma è una conseguenza dell applicazione di un principio coerente e che il linguaggio si produce al di fuori della retorica del design. Maurizio Carones Franco Raggi Maria Giulia Marziliano Giovanni Antonio Antolini architetto e ingegnere ( ) Gruppo editoriale Faenza, Faenza, 2003 pp. 224, 20,66 Antonio Esposito e Giovanni Leoni Eduardo Souto de Moura Electa, Milano, 2003 pp. 448, 105,00 Giovanni Damiani (a cura di) Bernard Tschumi Rizzoli-Skira, Milano, 2003 pp. 176 pagine, 26,00 Dario Scodeller Livio e Piero Castiglioni. Il progetto della luce Electa, Milano, 2003 pp. 332, 45,00

9 50 Mostre e seminari a cura della Redazione Rassegna mostre Eduardo Torroja Venezia, Molino Stucky Giudecca 9 ottobre - 7 novembre 2003 Premio architettura 2003 Roma, Accademia di San Luca piazza dell Accademia di San Luca ottobre - 8 novembre 2003 Paesaggio analogo. Foto di Marco Introini Piacenza, via G. Bruno ottobre - 12 novembre 2003 In alto. Arte sui ponteggi Milano, sedi varie: San Fedele, Porta Nuova, Teatro alla Scala, Villa Reale 18 luglio - 30 novembre 2003 Giovanni Fattori. L opera incisa Lugano, Museo d Arte Moderna Riva Caccia 5 14 settembre - 30 novembre 2003 Aldo Rossi. Ricostruzione del Teatro La Fenice Venezia, ex cotonificio Santa Marta Dorsoduro 10 ottobre - 19 dicembre 2003 Metafisica Roma, Scuderie del Quirinale Salita di Montecavallo settembre gennaio 2004 Il Medioevo europeo di Jacques Le Goff Parma, Galleria Nazionale Voltoni del Guazzatoio 27 settembre gennaio 2004 Munari/Veronesi tra fantasia e metodo Cavalese (Tn), Centro Arte Contemporanea piazza Rizzoli 1 11 luglio gennaio 2004 Colore (a cura del MUBA, Museo dei bambini) 30 settembre - 21 dicembre 2003 Civiltà dell abitare. L evoluzione degli interni domestici in Europa 24 ottobre - 21 dicembre 2003 Acqua da bere 30 settembre gennaio 2004 Milano, Palazzo della Triennale viale Alemagna 6 Rassegna master La sicurezza negli edifici e i sistemi di automazione (I livello) via Durando 38/a tel ottobre ottobre 2004 La gestione di edifici e patrimoni immobiliari: facility e property management (I livello) via Durando 38/a tel ottobre ottobre 2004 Real estate management. Sviluppo e redditività immobiliare: verso la gestione attiva (I livello) via Durando 38/a tel ottobre ottobre 2004 Ingegneria del suolo e delle acque (II livello) Cremona, Politecnico di Milano 3 novembre novembre 2004 Appalti e contratti pubblici (MAC) (II livello) piazza L. Da Vinci 32 tel novembre novembre 2004 Architettura del paesaggio agricolo (II livello) Piacenza, Politecnico di Milano 10 novembre novembre 2004 Progettazione strategica per la valorizzazione delle risorse architettoniche, urbane e ambientali (II livello) 12 novembre novembre 2004 Conservazione e riuso del costruito (II livello) via Durando 10 tel novembre novembre 2004 Construction management (I livello) via Bonardi 15 tel novembre ottobre 2004 La valle della modernità Architettura moderna alpina in Valle d Aosta. Albini, BBPR, Cereghini, Figini e Pollini, Melis, Mollino, Muzio, Ponti, Sottsass senior e junior Aosta, Biblioteca Regionale 12 luglio - 12 ottobre 2003 L architettura moderna del secolo scorso ha sperimentato nel paesaggio alpino abitudini ed attitudini progettuali; la montagna è diventata luogo di sperimentazione e la modernità ha diffuso nel paesaggio montano valenze e capacità verificate in pianura, talvolta coniugandole con i vincoli dei siti preesistenti. Nel panorama architettonico che va dall inizio del ventesimo secolo alla fine degli anni Sessanta, una generazione di progettisti cittadini ha introdotto il proprio lavoro nell ambiente alpino; in particolare alcuni di questi come Albini, BBPR, Figini e Pollini, gli stessi Muzio e Ponti insieme all immancabile Mollino, hanno diffuso il proprio idioma sulle Alpi. La mostra di Aosta scorre un itinerario sul lavoro svolto in Valle da questi professionisti; l esposizione si dipana lungo un arco temporale proteso tra la fine degli anni Venti e la prima metà degli anni Sessanta e vede esposti progetti conosciuti accanto ad opere fino ad oggi inedite o poco note. La visuale si distende dalle prime realizzazioni urbane in cemento armato del sistema Hennebique, ai progetti per Aosta di Gio Ponti e Sottsass sr., sino alle celeberrime costruzioni di Albini e Mollino; discorso a parte per le centrali idroelettriche progettate in Valle da Muzio che varrebbero da sole una specifica rassegna per quantità e qualità. L obiettivo è di raccogliere in un unico contesto, seppur diviso in stanze tematiche, la produzione progettuale degli autori in Valle d Aosta; le modalità scelte per l esposizione dei progetti rendono una chiave di lettura dell attività di ogni autore che pare restituire una sorta di affezione alla Valle (ed al suo ambito) da parte di questa generazione di architetti che ha operato perlopiù tra Torino e Milano. L esposizione, curata da Luca Moretto con Jacques Gubler, Aimaro Isola, Giuseppe Nebbia, Carlo Olmo e Renato Perinetti, è corredata da un catalogo e si avvale delle immagini di Olivo Barbieri. Luciano Bolzoni Da Caillebotte a un punto di domanda Da Caillebotte a Picasso. Capolavori della collezione Oscar Ghez Brescia, Palazzo Martinengo 19 luglio - 16 novembre Attraversano un secolo di pittura, i capolavori, come recita il titolo, della collezione Ghez. Sicuramente i curatori, tra cui l acuto L. Caramel, hanno fatto una buona selezione tra le 6000 opere che fanno parte della collezione, ma l abusato titolo da... a... è pretenzioso: se Caillebotte è rappresentato dall accelerata prospettiva Le pont de l Europe, 1876, che sottolinea la validità della pittura nei confronti della concorrente fotografia, deliberatamente imitata nel taglio compositivo, di Picasso troviamo un solo quadro, L Alba del 1965, che per quanto riuscito, non è sicuramente rappresentativo. Ghez pensava che i prezzi dei grandi nomi dell impressionismo e dei mostri già sacri dell Ottocento, come Matisse o Picasso, fossero eccessivi. Perciò ha orientato la sua collezione verso quegli autori non ancora valorizzati dal mercato (ad esclusione dei quadri astratti che detestava), e questo è il suo maggior merito. Le sezioni meglio rappresentate sono quelle del neoimpressionismo, notevole L Aciérie di Luce, e del postimpressionismo, tra cui spicca l esoterica La rentrée du soir di Steinlen. Nella sezione del fauvisme Le Vieux Clown di Van Dongen è l icona della solitudine dell essere umano. Al posto del cubismo troviamo i cubismi di Gleizes, Lhote, e Goncharova con Femme espagnole en gris. Nella penultima sezione della mostra, troviamo uno dei quadri più rappresentativi dell età dell ansia fra le due guerre: Lupanar à Montparnasse di Foujita, con i ritratti delle ragazze del bordello frequentato da giornalisti, scrittori, attori e artisti, fra cui spicca la fidanzata Youki e Mady, la pantera, con la quale Foujita partirà per L America Latina. La mostra si chiude con uno dei titoli più enigmatici che critico abbia mai inventato: Surrealismo contro classicismo?, l enigma non scaturisce tanto dalle parole del titolo, scontato per la sua ovvietà, ma dal punto di domanda finale che il pubblico dovrà portarsi a casa irrisolto. Sergio Poggianella

10 Parigi vista dalla mia finestra Col tempo: gli Anni 60 Fabbriche e territorio a confronto Opera completa Parigi+Klein. Fotografie di William Klein Milano, Spazio Oberdan 9 luglio - 28 settembre 2003 A fine settembre si chiude la mostra Parigi+Klein presso lo spazio Oberdan: un centinaio di fotografie di grande formato, tra colore e bianco e nero, accoglie lo spettatore e gli offre, attraverso il grandangolo di William Klein, una Parigi cosmopolita, multiculturale e completamente multietnica. E divertente, aggiunge Klein nella postfazione del catalogo: l immagine romantica, nebbiosa e soprattutto monoetnica della capitale proposta da grandi fotografi combacia poco con la realtà che lo circonda da oltre quarant anni. L utilizzo del grandangolo taglia fuori il respiro architettonico della città: il panorama che Klein seleziona è quello umano, catturato in una maniera che si rifà poco all indagine del ritratto bensì alla documentazione dell evento, privato o pubblico, a cui partecipa. Le persone raramente rivolgono lo sguardo al fotografo che preferisce raccontare le modalità del gruppo, le azioni, gli atteggiamenti ed i vestiti indossati, ottenendo così scenari sempre misurati che mai ricercano inquietudine e contraddizioni. La Parigi vista da Klein è un susseguirsi continuo di riunioni, manifestazioni, feste e tanta folla: le foto ne sono eleganti frammenti estrapolati e saldamente costruiti sulla composizione grafica e sul colore, punto di forza di questo lavoro. Sul catalogo, ogni immagine ha la propria didascalia che la descrive e commenta in maniera spesso ironica. Statunitense, William Klein si stabilisce a Parigi nel 1948, trovandovi i riferimenti umani e culturali adatti alla sua sensibilità eclettica. Nel 1954, dopo essersi dedicato alla ricerca pittorica, torna a New York, raccontandola, qualche anno dopo, in un libro di fotografie che lo fa conoscere internazionalmente e gli fa guadagnare in Francia il Premio Nadar. Negli anni successivi non solo realizza nuovi libri e collabora con Vogue, ma dirige numerosi cortometraggi e film, una selezione dei quali è stata presentata allo Spazio Oberdan. La Grande Svolta Anni 60. Viaggio negli anni Sessanta in Italia Padova, Palazzo della Ragione 7 giugno - 19 ottobre Una costante pare attraversare le quattro sezioni tematiche di cui la mostra si compone: la grande tensione che si realizzò nel corso degli Anni 60 verso un arte universalmente popolare, guidata dalle leggi del consumo di massa. E se tutta l arte visiva e concettuale scaturita dalla grande svolta degli Anni 60, nata da un diffuso movimento liberatorio verso ogni canone estetico tramandabile o formalmente riconosciuto è realmente riconducibile a una tensione verso il genere di consumo popolare (pop art), che cosa resta oggi del radicalismo innovatore di quegli anni? La domanda stimolata proprio da questa mostra è giusto porsela oggi, in tempi in cui l urbanistica e l architettura correnti vengono ridotte a scadenti generi di consumo. Forse moltissimo. In tempi in cui, come ha osservato Michael Sorkin, le nostre città appaiono come parassiti, agenti patogeni che traggono la loro energia dall esterno riversandovi in cambio i propri rifiuti, ecco che le proposte urbanistiche dei Movimenti Radicali (da Archizoom a Archigram) per città capaci di spostarsi o fluttuare nell aria appaiono ancora come ricette sensate per un organismo irrimediabilmente ferito. Ecco come i concetti di tabula rasa e di rottura col passato proprie d ogni movimento d avanguardia, mostrano radici profonde che si misurano con ciò che Harold Rosemberg ha definito come tradizione del nuovo. Questa formulazione lega gli esperimenti delle Neoavanguardie degli Anni 60 ai movimenti radicali d inizio secolo i quali, seguendo una bramata dinamicità dello spazio, ci proiettano a loro volta nella contemporaneità, dove l avanguardia telematica sembra aver elevato lo spazio informale e dinamico a uno statuto di concreta fattibilità. Il cerchio si chiude con la sola differenza che a un arte popolare sembra seguire una cultura della congestione guidata dal profitto economico del branding planetario. Territorio-fabbrica-abitazione Mostra e seminario internazionale settembre 2003 Culture 2000 Programme/Modern Movement Neighbourhood Cooperation Si sono conclusi a Ivrea la mostra e il seminario internazionale sulle politiche di valorizzazione degli insediamenti industriali moderni in Europa. L iniziativa, prevista all interno del programma europeo MOMO Neighbourhood Cooperation si è rivelata una preziosa occasione per porre a confronto quattro case study emblematici della cultura architettonica modernista che, con la diffusione dei metodi di standardizzazione del lavoro, negli Anni 30 del 900, ha dato una risposta formale alle sperimentazioni su prodotto, organizzazione e pianificazione del territorio. Il nucleo residenziale e la fabbrica di cellulosa Sunila in Finlandia di Alvar Aalto, il progetto industriale e sociale della società Olivetti a Ivrea, il villaggio operaio di Bat ovany-partizánske in Slovacchia e le residenze per il tempo libero Bellevue-Bellavista a Klampenborg in Danimarca di Arne Jacobsen sono i quattro insediamenti selezionati nonché le sedi di una serie di eventi legati al progetto europeo. Sono stati affrontati temi che vanno dalla complessità del paesaggio industriale alle esemplari iniziative già intraprese sul patrimonio dell architettura industriale e residenziale italiano, promosse anche dalla creazione del Maam di Ivrea e alla catalogazione del patrimonio dell architettura moderna di Ivrea. La mostra presentava i quattro casi protagonisti del progetto europeo, alcune architetture significative del programma olivettiano attraverso disegni originali e inediti e, infine, le azioni intraprese per la conoscenza e la conservazione del ricco patrimonio dell architettura eporediese. Gli stessi temi sono stati oggetto del seminario dove si è indagato sulle cause reali della formazione di tali nuclei, sulla loro specificità ed evoluzione, nonchè sulle strategie e sulle problematiche scaturite dall esistenza di un patrimonio di tale portata. Piero Portaluppi Triennale di Milano 19 settembre gennaio 2004 La mostra, a cura della Triennale e della Fondazione Piero Portaluppi, che si propone come la prima grande retrospettiva dedicata all architetto milanese ( ), analizza e confronta tutti gli aspetti della sua complessa personalità culturale e artistica (fu architetto e designer, fotografo e disegnatore, collezionista e viaggiatore). Colpisce la produttività dell architetto, la molteplicità dei suoi interessi e la consistenza davvero straordinaria del materiale reso disponibile dal riordino dell archivio. Emerge soprattutto, al di là di un reale confronto con la situazione del dibattito italiano contemporaneo, il ruolo di Portaluppi nella trasformazione fisica di Milano e il suo contributo alla costruzione dell immagine della città moderna, grazie all enorme quantità di opere realizzate: dai restauri (la Pinacoteca di Brera, l Ospedale Maggiore, San Vittore, S. Maria delle Grazie, la Casa degli Atellani e la Bicocca degli Arcimboldi) alle nuove realizzazioni pubbliche (il Planetario, l Arengario, il Sagrato del Duomo) e soprattutto private. Un dato, quest ultimo, che dà un idea dell importanza a Milano, tra gli Anni 30 e 50, della nuova classe dirigente imprenditoriale come committenza architettonica, che chiede edifici simbolici e rappresentativi per una condizione socio culturale ed economica unica in Italia. Riti e simboli di cui le centrali elettriche, spettacolari cattedrali del progresso, realizzate per l industriale Ettore Conti in Val Formazza, rappresentano sicuramente il momento più eroico ma anche forse il più retorico. Una mostra non celebrativa, nelle intenzioni dei curatori, ma documentaria. E forse il limite è proprio in un eccesso di documentazione in rapporto all esiguità dell apparato informativo (didascalie, inquadramento urbano dei progetti, confronti, ecc.), che rende talvolta difficile l interpretazione del materiale. Silvia Malcovati 51 Barbara Brugola Matteo Baborsky Gabriella Capitanucci

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