CORSO DI LAUREA IN SCIENZE POLITICHE I PROBLEMI DELLA GESTIONE INTERNAZIONALE DEL KOSOVO POST-BELLICO

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "CORSO DI LAUREA IN SCIENZE POLITICHE I PROBLEMI DELLA GESTIONE INTERNAZIONALE DEL KOSOVO POST-BELLICO"

Transcript

1 UNIVERSITA DEGLI STUDI DI MILANO FACOLTA DI SCIENZE POLITICHE CORSO DI LAUREA IN SCIENZE POLITICHE I PROBLEMI DELLA GESTIONE INTERNAZIONALE DEL KOSOVO POST-BELLICO Tesi di Laurea di: Michele Luppi Matr Relatore: Prof. Alessandro Vitale Anno Accademico 2004/2005 1

2 INDICE TESINA Introduzione: L emergere della questione albanese pag 3 Il Kosovo per il nazionalismo Serbo pag 4 Il Kosovo nel XX secolo pag 5 Capitolo 1: Amministrazione Internazionale del Kosovo Risoluzione 1244 pag 13 Problemi e ambiguità della Risoluzione pag Struttura dell Amministrazione internazionale: UNMIK e K-FOR pag 22 Processo Democratico pag 31 Le elezioni in Kosovo pag 37 Errori e problemi dell Amministrazione Internazionale pag 42 2

3 Insanabilità e collasso economico pag 48 Conclusione: Quale futuro per il Kosovo? Indipendenza o Autonomia pag 57 I colloqui per il decentramento: le due partite pag 61 Bibliografia pag 67 3

4 INTRODUZIONE Con il lancio dell operazione Allied Force, per la prima volta nella sua storia la NATO è stata protagonista di un azione militare offensiva, attaccando uno stato sovrano e violando la carta dell ONU. L intervento in Kosovo ha rappresentato per l Alleanza Atlantica un vero punto di svolta con la sua trasformazione da Alleanza Difensiva a Comunità di Sicurezza. Come sottolineato da Michael Waller: La decisione NATO di lanciare un attacco aereo contro la Jugoslavia, in risposta alla campagna di pulizia etnica Serba in Kosovo, è stato un momento cardine nello sviluppo dell ordine internazionale dalla fine della guerra fredda. 1 La fine dei bombardamenti il 10 giugno 1999 e la votazione, con la sola astensione della Cina, della Risoluzione 1244, da parte del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, segnarono la fine della Guerra e l inizio dell Amministrazione Internazionale. Da quel giorno sono passati sei anni e mezzo ma la questione dello status della provincia, ancora formalmente parte della Serbia, rimane un dilemma irrisolto. Dimenticata per anni dalla Comunità Internazionale, la Regione è precipitata in un vero e proprio limbo. La questione Kosovara è stata sostituita nell agenda politica internazionale da nuove problematiche come la lotta al Terrorismo, le Guerre in Afghanistan e Iraq, la questione Palestinese e i disastri ambientali. L instabilità e l incertezza politica in cui è precipitato il Kosovo, scoraggiando l arrivo di capitali ed investitori stranieri, hanno trasformato l inevitabile crisi economica che accompagna ogni guerra, in un vero e proprio collasso. Oggi la provincia vive una situazione estremamente difficile. Accanto al processo democratico in atto, con il passaggio dei poteri verso le nuove istituzioni Kosovare, si assiste all incapacità di porre fine alle violenze inter-etniche che tendono periodicamente ad emergere. La provincia è divenuta il centro di attività illecite legate al contrabbando e al traffico di esseri umani, armi e droga. Questi problemi alimentano la sfiducia della 1 David Chandler: Kosovo and the Remaking of International Relations, The Global Review of Ethnopolitics, vol 1, n 4, Giugno 2002,

5 popolazione nei confronti dell UNMIK. Le violenze scoppiate nel marzo 2004 da parte della popolazione albanese, che ha colpito le enclavi serbe ma anche le sedi dell Amministrazione Civile, ne sono la dimostrazione. Questa difficile situazione è sicuramente il frutto della guerra e della delicatezza del quadro geopolitico regionale, con il desiderio di indipendenza degli albanesi da una parte e la voglia di Belgrado di mantenere la propria sovranità dall altra, ma non solo. In questi anni gli amministratori internazionali hanno commesso dei gravi errori, a partire dall ambiguità della Risoluzione 1244, e si sono dimostrati spesso impreparati a gestire la situazione. In questi ultimi mesi sembra che qualcosa si stia finalmente movendo per cercare di trovare una soluzione al dilemma dello status, che come sottolineano gli osservatori internazionali, deve essere il frutto del dialogo tra Belgrado e Pristina. Il Segretario Generale delle Nazioni Unite ha incaricato, l ex presidente Finlandese, Martti Ahtissari, di promuovere i colloqui tra le due diplomazie. Nel mese di febbraio del 2006 si terranno a Vienna i primi incontri sulla questione del decentramento. Secondo quanto dichiarato da Kofi Annan la soluzione alla questione kosovara sarà trovata entro la fine del Per risolvere i problemi della provincia è necessario avviare una vera e propria Road Map che chiarisca definitivamente quale sarà il futuro della regione, dettando i tempi di questa transizione. Un progetto di lungo periodo che porti non solo il Kosovo, ma l intera area balcanica, verso l Unione Europea attraverso lo sviluppo di un integrazione economica tra i paesi dell area. Processo reso possibile solo dando stabilità all intera regione e ridando agli albanesi e ai serbi fiducia negli amministratori internazionali. Solo così sarà possibile, con l aiuto finanziario dei paesi Europei, avviare un processo di sviluppo economico. In questo cammino è necessario l impegno dei leader kosovari per favorire la stabilità politica, messa duramente alla prova dopo la morte del presidente e padre del Kosovo, Rugova, e troppo spesso minacciata dal coinvolgimento dei politici albanesi in traffici illeciti e in episodi di corruzione. Solo in questo modo si potrà evitare che il Kosovo e il sud dei balcani ricada nella spirale della violenza, legata a odi etnici, faide interne e traffici illeciti, con il terrorismo islamico sempre alla porte. 5

6 L EMERGERE DELLA QUESTIONE ALBANESE Il Kosovo nonostante le sue piccole dimensioni (i suoi 11 mila km quadrati rappresentano l 11% del territorio della Repubblica di Serbia) è da secoli al centro di un contenzioso internazionale, rivendicato contemporaneamente sia dai Serbi che dagli Albanesi. Per i primi la regione rappresenta il cuore del primo stato Serbo, fondato nel 1100, e la culla della Chiesa Ortodossa Serba. Nel 1346 infatti, proprio in Kosovo, a Pec, venne insediato il Patriarcato della Chiesa Ortodossa. Gli albanesi invece rivendicano l area in quanto costituiscono da sempre la popolazione maggioritaria, oggi rappresentano il 90% dell intera popolazione (circa 2 milioni di persone). Secondo alcuni studiosi, inoltre, gli albanesi sarebbero i discendenti degli Illiri, antica popolazione indoeuropea che occupò la Grecia e la penisola Balcanica a partire dal 6 secolo a.c, molti secoli prima dell arrivo delle tribù serbe. La questione albanese si è affermata al centro del dibattito internazionale per la prima volta al Congresso di Berlino nel La conferenza diplomatica aperta il 13 giugno, era stata organizzata dal Bismark per rivedere le clausule del trattato di Santo Stefano (3 marzo 1878), con il quale l impero ottomano, appena sconfitto, aveva fatto ampie concessioni alla Russia vittoriosa e agli Slavi nei Balcani. Proprio in quell occasione le potenze Europee riconobbero lo status indipendente delle Serbia, decretando la completa emancipazione del Regno di Serbia dall Impero Ottomano. In quei giorni si riunì a Prizren, città nel Kosovo meridionale al confine con l Albania, un assemblea di notabili albanesi per protestare contro la decisione del Congresso di cedere alla Grecia e al Montenegro, terre abitate dai loro connazionali. Nacque così, con il sostegno iniziale del governo di Istanbul, la Lega di Prizren, che ruppe ben presto con l Impero Ottomano, rivendicando nel novembre successivo, l autonomia del popolo albanese. Iniziò così una vera e propria lotta di liberazione che culminò nel 1881 con la costituzione di un governo provvisorio, soffocato nel sangue dall intervento militare turco. Per quanto di breve durata, la Lega di Prizren, fu il segnale di una rinascita degli Albanesi, che seppero superare le differenze di religione, di lingua e di clan, dando 6

7 vita ad un risorgimento culturale e nazionale che li avrebbe reinseriti con pieno diritto nella realtà europea. 2 L idea degli albanesi era quella di opporsi all espansionismo di uno stato nazionale emergente nei balcani. A Belgrado si stava, infatti, affermando l idea della costituzione di una Grande Serbia che avrebbe dovuto includere non solo le terre abitate dai Serbi, ma anche tutte le terre in cui avevano vissuto e i luoghi significativi per la loro storia e cultura. IL KOSOVO PER IL NAZIONALISMO SERBO Il Kosovo incuneato fra Albania, Macedonia, Serbia e Montenegro, pur sprovvisto di barriere naturali di valore storico o simbolico, con le sue memorie e i suoi santuari rappresenta nella sua interezza per i serbi un simbolo della loro individualità religiosa, culturale e politica, una specie di Gerusalemme, segnata però, al pari di essa, da un grosso neo: quello di essere abitata per lo più da una popolazione diversa, gli albanesi. 3 L importanza della regione per il nazionalismo serbo risale al 1389, anno in cui, nella Piana dei Merli in Kosovo si tenne una battaglia in cui i Turchi travolsero le armate cristiane guidate dal principe serbo Lazar e stabilirono il proprio dominio sulla regione 4. Questa data segnerà la definitiva affermazione dell Impero Ottomano nei Balcani. Le gesta eroiche dei guerrieri serbi furono narrate in un ciclo di poesie popolari intitolato I Canti del Kosovo, che costituiscono uno dei fondamenti del nazionalismo serbo. Quella narrata in questo poema epico non è per i nazionalisti una semplice battaglia ma lo scontro decisivo tra Cristianità e Islam, in cui il popolo Serbo si era immolato per il bene di tutta l Europa, come Cristo per il genere umano. Da allora nella coscienza nazionale serba questa battaglia ha acquistato una dimensione mistica a cui si collegava il destino della nazione. 2 Joze Pirjevec: Le Guerre Yugoslave Joze Pirjevec: Le Guerre Yugoslave Stefano Bianchini: La questione Jugoslava Giunti Editore pag. 28 7

8 I canti del Kosovo hanno rappresentato per tutti i serbi un supporto morale e psicologico durante i secoli di dominio turco. A partire dal 1814, sotto l influsso del romanticismo tedesco, ci fu un proliferare di altri canti epici ispirati ai canti del Kosovo, come il famoso poema Il serto della Montagna, che portarono alla nascita di un mito risorgimentale di grande impatto emotivo 5. L importanza del Kosovo per la cultura serba non è legata soltanto a questi avvenimenti ma anche all ambito religioso. A partire dal medio evo questa regione ha rappresentato la culla della Chiesa Ortodossa Serba. La sacralità di questa terra è sottolineata dal nome stesso con cui ancora oggi viene chiamata nei documenti ufficiali serbi: Kosovo-Metohia, dove Metohia significa terra monastica. Oggi in Kosovo si possono ammirare circa 20 santuari Cristiano Ortodossi e altre chiese minori, costruiti nel medio-evo, che rappresentano ancora importanti luoghi di pellegrinaggio per la comunità serba. IL KOSOVO NEL XX SECOLO Il teatro di guerra del Kosovo, pur condizionato anch esso dalla volontà di potenza dei serbi, ha caratteristiche proprie, dato che vi si confrontano due etnie non già imparentate, come quelle slave del Sud, ma profondamente diverse per lingua e religione. Fin dal loro inserimento nello Stato Serbo, dopo le guerre balcaniche , gli albanesi, in maggioranza di religione mussulmana, furono avvertiti dai serbi come un corpo estraneo, da distruggere o espellere al più presto e con qualsiasi mezzo. A questa politica che assunse spesso nel corso dei decenni caratteri genocidi, gli albanesi opposero un inattesa capacità di resistenza e un incremento demografico che ridusse i serbi della provincia all ingrato ruolo di minoranza, alimentandone il nazionalismo. 6 5 S Stefano Bianchini: La questione Jugoslava Giunti Editore pag Joze Pirjevec: Le Guerre Jugoslave

9 Nel 1912 dopo la definitiva sconfitta dell Impero Ottomano nei Balcani, Serbia, Montenegro, Romania e Grecia si scontrarono con la Bulgaria per dividersi i territori strappati ai Turchi. In quell occasione il Governo Serbo riuscì ad assicurarsi una porzione della Macedonia e l intera piana del Kosovo, sebbene in questi territori la maggioranza della popolazione fosse albanese. Nello stesso anno grazie all aiuto dell impero Austro-Ungarico l Albania divenne uno stato Europeo. Nel 1921 i Kosovari, trattati dai serbi come una popolazione inferiore, fecero una petizione alla Società delle Nazioni per chiedere l annessione all Albania, ma la richiesta fu negata. Nel 1941 le truppe tedesche, italiane, ungheresi e bulgare attaccarono la Jugoslavia e mentre la Serbia divenne un protettorato Tedesco, il Kosovo venne ceduto all Italia all interno della Grande Albania. Questa situazione accolta con grande favore dagli albanesi, contribuirà a minare la convivenza futura con i Serbi. Proprio in questi anni i nazionalisti albanesi formarono i Balli Konbetar, un movimento di resistenza che mirava a favorire l unificazione tra il Kosovo e l Albania 7. Quando dopo il 1943 la regione tornò sotto la sovranità di Belgrado questo comportamento fece sì che gli albanesi venissero considerati dei nemici e soggetti a terribili rappresaglie. Dopo l ascesa al potere di Tito e la sua ristrutturazione federale venne creata la provincia autonoma del Kosovo. La Costituzione Jugoslava del 1946 definiva gli Albanesi una nazionalità e non una nazione. Questa particolare definizione non dava quindi agli albanesi Kosovari diritto a una repubblica propria. Nel 1968 in un momento di grande tensione tra URSS e Jugoslavia, gli albanesi di Pristina scesero in piazza per protestare contro le discriminazioni subite. Chiedevano di staccarsi dalla Serbia, ma rimanendo nell ambito della federazione, assumendo uno status che gli avrebbe dato diritto alla secessione e all autodeterminazione. La richiesta venne respinta perché considerata pericolosa, in quanto rendeva ancora più difficili i rapporti tra Jugoslavia e Albania, paese che dopo il 1948 si era schierato al fianco di Stalin, contro Tito. Il Governo di Belgrado decise tuttavia di soddisfare le legittime richieste della popolazione albanese concedendole, almeno, un effettiva autonomia a livello culturale e amministrativo. Diritti ribaditi nella nuova Costituzione Jugoslava del 1974, che 7 Carole Rogel: Kosovo: where it all began International Journal of Politics, Culture and Society Vol 17, n

10 stabiliva l impossibilità della Serbia di influire sulle scelte interne delle province autonome. Il Kosovo divenne così una delle otto unità ufficiali della federazione. La causa nazionale serba si riaffermò sulla scena balcanica nel 1980 con la morte di Tito. Nel 1981 gli albanesi tornarono a protestare contro la crisi economica rivendicando il diritto di staccarsi dalla Serbia. Nel 1986 l Accademia delle Scienze e delle Arti di Belgrado realizzò un Memorandum in cui si chiedeva il ripristino della piena sovranità di Belgrado sulle province autonome del Kosovo e della Vojvodina. Il manifesto fu sostenuto da una grande mobilitazione di massa guidata da Slobodan Milosevic, che alla fine del 1987 riuscì con un golpe ad impossessarsi della guida del Partito Comunista Jugoslavo. Il 6 dicembre 1989 Milosevic venne eletto presidente dalla Serbia. Appena insediatosi al potere impose il controllo sulle due province autonome, i cui benefici costituzionali erano stati aboliti l anno precedente. Il governo serbo emise una serie di decreti legge fortemente discriminatori nei confronti degli albanesi del Kosovo, dove venne istaurato un vero e proprio governo coloniale di stampo poliziesco che dava alle forze di sicurezza e al Movimento di Resistenza Serbo (e al suo braccio armato) poteri illimitati. In risposta il 2 luglio 1990, 114 albanesi del Parlamento di Pristina proclamarono l indipendenza della regione, sia pure nell ambito della federazione. Il 28 settembre Milosevic rispose dando vita ad una purga di grandi dimensioni a danno di 115 mila dipendenti statali albanesi (medici, insegnanti, giornalisti, funzionari) e sciogliendo tutte le organizzazioni politiche, culturali e sportive. Le vicende Kosovare iniziarono poi ad intricarsi con le drammatiche vicende delle altre Repubbliche della Jugoslavia, sconvolte dalla guerra. Per quattro anni, dal 27 giugno 1991 al 14 dicembre 1995, l intera penisola balcanica è stata attraversata dalle vicende belliche. Il 22 settembre 1991, seguendo l esempio delle due repubbliche ribelli, Slovenia e Croazia, i Kosovari organizzarono un referendum clandestino per chiedere l Indipendenza. I votanti, circa l 87% della popolazione, si espressero a favore. Il 19 ottobre 1991 il Parlamento del Kosovo proclamò l indipendenza, chiedendo nel dicembre il riconoscimento alla Comunità Europea come previsto dall appello 10

11 rivolto nei mesi precedenti alle repubbliche ex Jugoslave. Riconoscimento che fu però negato. Dietro a questa decisione vi erano anche ragioni politiche: sollevare la questione albanese avrebbe creato problemi non solo in Serbia ma anche in Macedonia, Grecia e Montenegro. Nonostante questa sconfitta vennero organizzate elezioni clandestine, tenutesi il 24 maggio 1992, vinte con voto quasi plebiscitario dalla Lega Democratica del Kosovo (LDK) del leader Ibrahim Rugova, professore di letteratura albanese, laureato all Università Sorbona di Parigi e convinto sostenitore di una linea pacifista. Il suo slogan era Kosovo indipendente con mezzi pacifici e politici. Negli anni della guerra in Croazia e Bosnia-Erzegovina, il Kosovo fu in parte dimenticato da Belgrado tanto che nella regione sorse un vero Stato Ombra dotato di proprie strutture politiche, sociali, mediche e d informazione. Questa organizzazione era sostenuta da un governo in esilio a Stoccarda, istituito nell ottobre 1991, da Bujar Bukashi e finanziato dalla numerosa comunità kosovara dell Europa Centrale. La situazione degenerò subito dopo la conclusione degli accordi di Dayton. Nella fretta di arrivare ad una conclusione della questione Bosniaca, la diplomazia americana decise di ignorare la questione del Kosovo accettando la tesi di Milosevic che parlava di problemi interni. Dopo la firma degli accordi Milosevic non fece nulla per migliorare i rapporti con gli albanesi, guastati nel 1989 quando l autonomia della provincia era stata abolita grazie ad alcuni emendamenti alla Costituzione. Gli albanesi erano considerati usurpatori di una terra sacra, la culla della Nazione, per questo considerati primitivi e sottosviluppati 8. Nel 1996 l UE riconobbe la Repubblica federale Jugoslava per premiarla dopo la svolta del riconoscimento della Macedonia. Intanto in Kosovo cresceva la repressione dell etnia albanese. Nel corso del 1997 le forze di sicurezza serbe uccisero 35 persone, 16 delle quali in stato di arresto. Il 28 novembre ad un funerale di un uomo ucciso dalla polizia, trasformatosi in manifestazione di massa, comparvero per la prima volta 3 guerriglieri mascherati, che portavano sul petto la grande aquila nera su sfondo rosso, simbolo dell Albania. 8 Joze Pirjevec: Le Guerre Jugoslave

12 Nasceva così il Kosovo Liberation Army (KLA, acronimo albanese UCK), che rivendicava l indipendenza della Regione e la creazione di una Grande Albania. Il 24 settembre 1997 il Gruppo di Contatto (USA, UK, Russia, Francia, Germania), formatosi durante la guerra in Bosnia Erzegovina, con l aggiunta dell Italia invitarono le parti al dialogo, riportando la situazione kosovara al centro del dibattito internazionale. Gli Stati Uniti consideravano la regione un territorio chiave per la stabilità della penisola dichiarando però che l indipendenza non era un opzione accettabile. Nel frattempo si intensificavano gli attacchi del KLA. Il 31 marzo 1998 per la prima volta il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite intervenne sul conflitto in Kosovo definendolo una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale. Attraverso la Risoluzione 1160 il Consiglio deplorava l uso eccessivo della forza contro civili e dimostranti pacifici da parte della polizia Serba e allo stesso tempo gli attacchi del KLA, decretando un embargo sulla fornitura di armi alla Repubblica Federale di Jugoslavia. Nel 1998 il KLA era riuscito a liberare il 30-40% dell intero territorio kosovaro. Nel luglio i serbi con una controffensiva riconquistarono alcune importanti città e ripresero il controllo delle principali vie di comunicazione. Nel mese di maggio si tenne a Washington un incontro tra il leader dell LDK, Ibrahim Rugova e il presidente degli Stati Uniti Bill Clinton, per cercare di risolvere la situazione. Il 23 settembre le Nazioni Unite con la Risoluzione 1199 tornarono a chiedere il cessate il fuoco e la ripresa del dialogo. La Risoluzione prevedeva la riduzione delle truppe dell Armata Popolare Jugoslava in Kosovo, il dispiegamento sul terreno di 2 mila osservatori dell OSCE e l invio di una missione aerea di vigilanza della Nato. Gli accordi siglati in questa fase furono confermati dalla Risoluzione 1203 del 24 ottobre Intanto all interno della NATO prese sempre più forza l ipotesi di un possibile attacco aereo, sostenuta in particolare dal Segretario di Stato Americano, Madeleine Albright. Alcuni leader dell Alleanza Atlantica erano però preoccupati perché ritenevano che se la crisi fosse stata risolta con la forza della NATO sarebbe stato difficile impedire ai kosovari di chiedere la piena indipendenza, rigettando nel caos 12

13 l intera area balcanica. 9 Il 6 febbraio si aprirono a Rambouillet, vicino a Parigi, i colloqui di pace a cui parteciparono la delegazione Albanese guidata da Ibrahim Rugova e Hashim Thaci (leader del KLA) e quella Jugoslava capeggiata da Milosevic. Gli accordi discussi prevedevano il ritiro delle forze serbe e l amministrazione internazionale del Kosovo che sarebbe stato occupato dalle forze della NATO insieme ad un contingente Russo. Al momento non sarebbe stata concessa l indipendenza al Kosovo, veniva infatti riaffermata l Integrità territoriale della Jugoslavia. Venne stabilito inoltre che gli accordi sarebbero stati rivisti dopo 3 anni. Un secondo documento prevedeva una tregua, un assemblea rappresentativa ed elezioni. I Serbi considerarono la conferenza come una pagliacciata e si dimostrarono subito non pronti al compromesso, mentre gli albanesi, che vedevano uno spiraglio per la loro Indipendenza, firmarono l accordo il 18 marzo. Sulla decisione degli albanesi giocò un ruolo importante Madeleine Albright che promise ai Kosovari albanesi un referendum sull indipendenza entro 3 anni. 10 Il 23 febbraio la delegazione Serba rigettò gli accordi. Secondo alcuni storici gli Usa vollero gli accordi di Rambouillet per uno scopo preciso: provare definitivamente all Europa l intransigenza dei Serbi. In quei giorni l ininterrotta offensiva serba provocò altri 20 mila profughi. Il 24 marzo i vertici NATO diedero ufficialmente il via agli attacchi aerei, lanciando l operazione Allied Force. Contemporaneamente il KLA tornò all offensiva, così come i Serbi che intensificarono la pulizia etnica. La regione precipitò nel caos. Iniziò il cosiddetto esodo albanese che vide flussi di profughi, fino a mille persone ogni ora, che lasciarono il Kosovo verso l Albania, la Macedonia e il Montenegro. I bombardamenti colpirono postazioni militari e civili, come industrie, centrali energetiche, centri di potere, non solo in Kosovo ma anche in Serbia e nella stessa Belgrado. La crisi umanitaria si fece sempre più drammatica: dall inizio della guerra i dati parlano di oltre 800 mila profughi. Il 6 maggio 1999 si tenne al Petersberg Centre di Helsinki un importante incontro dei ministri degli esteri del G-8. L ordine del giorno prevedeva la preparazione di 9 Joze Pirjevec: Le Guerre Jugoslave Carole Rogel: Kosovo: where it all began International Journal of Politics, Culture and Society Vol 17, n

14 un documento comune per trovare una soluzione politica alla crisi Kosovara. L obiettivo di fondo era appianare le divergenze tra le diverse diplomazie Europee, dopo i dissidi nati all indomani dell intervento aereo della NATO, e in particolare riuscire a trovare un accordo politico con la Russia per la gestione del Kosovo nel dopo Guerra. Nella dichiarazione presentata al termine dell incontro si chiedeva la ritirata delle armate Serbe, la costituzione di un amministrazione internazionale guidata dalle Nazioni Unite, ribadendo però la Sovranità di Belgrado, e il dispiegamento di una forza militare formata dalla NATO e da un contingente Russo. Nei giorni seguenti le tensioni all interno del Consiglio di Sicurezza dell ONU erano destinati ad aumentare. Il 7 maggio i missili della NATO colpirono l ambasciata cinese a Belgrado creando una crisi diplomatica tra gli Usa e la Cina. Il 2 giugno una delegazione Europea si recò a Belgrado presentando l ennesimo accordo per porre fine alle ostilità. Il 3 giugno 1999 il parlamento Jugoslavo votò il documento proposto dal G8 che includeva tutte le richieste di Rambouillet, più la libertà di movimento per le truppe NATO e l accettazione dell amministrazione provvisoria delle Nazioni Unite. Sulla decisione di Milosevic di accettare gli accordi è stata molto influente la pressione di Mosca. Paradossalmente come scrisse Paul Rogers sulla rivista the World Today : la più grande ironia della guerra è che l Alleanza Atlantica fu salvata dalla difficile situazione in cui si era cacciata nel Kosovo dal suo nemico storico e dalla sua raison d ètre, la Russia. Il 9 giugno i vertici dell Armata Popolare firmarono con la NATO gli accordi di Kumanovo, un intesa tecnico-militare che prevedeva il ritiro delle Forze Serbe entro 11 giorni e il dispiegamento sul territorio della K-FOR (formata dalla Nato e dalla Russia), in totale 50 mila uomini divisi in 5 zone sotto il comando di USA, UK, Frangia, Germania e Italia. Il 10 giugno 1999 cessarono i bombardamenti e il Consiglio di Sicurezza dell Onu votò la risoluzione 1244 che dava il via all amministrazione internazionale del Kosovo. CAPITOLO 1 14

15 AMMINISTRAZIONE INTERNAZIONALE DEL KOSOVO 15

16 LA RISOLUZIONE 1244 Il 10 giugno 1999 il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite approvava, con la sola astensione della Cina, la Risoluzione 1244 che poneva fine alla guerra in Kosovo, sospendendo la Sovranità di Belgrado sulla provincia e dando il via al dispiegamento delle forze NATO nella Regione. Il documento è stato approvato, con un travagliato consenso tuttora rintracciabile nella terminologia del testo giuridico, unico e supremo quadro normativo che autorizza il Segretario Generale a stabilire nella provincia del Kosovo Methoja, un amministrazione civile transitoria guidata dalle Nazioni Unite. 11 Per quanto riguarda la Cina la decisione di astenersi dal voto va ricercata nel gelo diplomatico creatosi con gli Stati Uniti dopo l episodio, definito un incidente dagli USA, del 7 maggio 1999, quando un missile statunitense colpì l ambasciata cinese a Belgrado. Il dibattito e le tensioni all interno al Consiglio di Sicurezza non riguardano soltanto il caso della Cina ma anche molti altri paesi che non erano stati favorevoli all intervento militare e non condividevano la linea di Washington. All inizio dell Operazione Allied Force durante le discussioni tenutosi all interno del Consiglio di Sicurezza, dal 24 al 26 marzo 1999, oltre alla Repubblica Federale di Jugoslavia dichiararono illegali le azioni della NATO anche Russia, Namibia, Cina, Bielorussia, India, Ucraina e Cuba. Il testo della Risoluzione si apre con un preambolo che sottolinea come l obiettivo della risoluzione è risolvere la grave crisi umanitaria in Kosovo, Repubblica Federale di Jugoslavia, e provvedere al sicuro e al libero ritorno di tutti i rifugiati e gli sfollati dalle proprie case. 12 Il testo presenta un attenzione particolare alla tragedia umanitaria in corso in Kosovo: oltre al diritto dei profughi di rientrare nelle proprie case vengono condannati tutti gli atti di violenza contro la popolazione e tutti gli atti terroristici compiuti da entrambe le parti. 11 Maria Catena: La Missione Onu in Kosovo: mantenere o fare la pace? La Comunità Internazionale Fasc.4/2001. Marina Catena è stata Consigliere del Rappresentante Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite per l UNMIK dal luglio 1999 al febbraio Il testo completo della Risoluzione 1244 è scaricabile dal sito internet dell UNMIK 16

17 La risoluzione 1244 si basa su due documenti principali che sono contenuti nel testo stesso come annessi. Il primo, l annesso 1, è la dichiarazione sottoscritta, il 6 maggio 1999, dai ministri degli esteri del G-8 alla conclusione dell incontro di Helsinki. 13 Il secondo pilastro su cui poggia il testo giuridico è costituito dai principi contenuti nei punti dall 1 al 9 del documento presentato dall ONU e approvato dal Parlamento Jugoslavo il 3 giugno Oltre al richiamo alla tragedia umanitaria, all interno del preambolo viene riaffermata la sovranità e l integrità territoriale della Repubblica Federale Jugoslava e degli altri stati della Regione come previsto dall Atto finale di Helsinki. Sottolineando come la situazione continui a costituire una minaccia per la pace e la sicurezza internazionale l ONU attraverso la risoluzione chiede a Belgrado di porre immediatamente fine alle violenze e alla repressione in Kosovo. Contemporaneamente si chiede di iniziare e completare, secondo una rapida tabella, la ritirata di tutte le forze militari, paramilitari e di polizia. Dopo la completa ritirata sarà permesso a personale militare e di polizia Serbo di rientrare in Kosovo, in accordo con l Amministrazione Internazionale. Il cuore della Risoluzione è però rappresentato dal dispiegamento in Kosovo di una presenza internazionale civile (UNMIK) e di sicurezza (K-FOR). Il compito dell UNMIK è provvedere all amministrazione ad Interim del Kosovo favorendo la sostanziale autonomia dei Kosovari all interno della Repubblica Federale Jugoslava. Un amministrazione transitoria per controllare e favorire lo sviluppo di istituzioni democratiche di auto-governo, creando le condizioni di una vita pacifica e normale. Il documento prevede la nomina di un Rappresentante Speciale del Segretario Generale della Nazioni Unite come responsabile dell UNMIK. Il Segretario Generale dell ONU, come referente, è tenuto ad informare periodicamente il Consiglio di Sicurezza, circa la situazione nella regione e il lavoro dell Amministrazione Internazionale. La Risoluzione definisce i compiti principali dell UNMIK: promuovere la sostanziale autonomia e auto-governo in Kosovo, svolgere le funzioni di base dell amministrazione civile, favorire il passaggio dei poteri verso le nuove 13 vedi pag-9 14 Il punto 10 degli accordi non sottoscritto da Belgrado prevedeva l accettazione da parte della Repubblica Federale Jugoslava di un tabella per il ritiro dei soldati e affermava che gli attacchi NATO sarebbero terminati solo dopo aver verificato l inizio del ritiro. 17

18 istituzioni locali, supportare la ricostruzione delle infrastrutture civili ed economiche, favorire il lavoro delle Organizzazioni Internazionali per risolvere la tragedia umanitaria, proteggere e promuovere i diritti umani, favorire il ritorno dei profughi. L UNMIK deve operare collaborando con la presenza di sicurezza internazionale (K-FOR), che deve essere dispiegata sotto il comando unificato della NATO. I compiti della K-FOR riguardano prima di tutto il porre fine alle ostilità, favorendo la ritirata dell Armata Popolare e stabilendo un ambiente sicuro per il ritorno dei profughi e per il lavoro delle organizzazioni umanitarie. Alla K-FOR è inoltre riservato un compito molto delicato: procedere alla smilitarizzazione del KLA e degli altri gruppi armati del Kosovo, di cui si chiede la sospensione immediata di tutte le attività. Per favorire la ripresa economica della regione, le Nazioni Unite appoggiano il lavoro della UE e delle Organizzazioni Internazionali per l implementazione di un Patto di Stabilità per il sud-est Europa. La Risoluzione stabilisce inoltre che l embargo sulla vendita di armi alla Repubblica Federale Jugoslava, stabilito dalla Risoluzione 1160, non sarà applicata alle armi e al materiale utilizzato dalla presenza internazionale civile e di sicurezza. Per quanto riguarda, invece, il futuro del Kosovo si chiede all UNMIK di facilitare un processo politico per determinare lo Status Futuro del Kosovo, tenendo conto degli accordi di Rambouilliet 15. La presenza civile e Internazionale è stabilita per un periodo iniziale di 12 mesi, prorogabile fino a quando il Consiglio di Sicurezza lo riterrà necessario. PROBLEMI E AMBIGUITA DELLA RISOLUZIONE Vedi pag 9 18

19 L intervento militare della NATO in Kosovo ha destato scalpore all interno della Comunità Internazionale e ha acceso numerosi dibattiti tra gli studiosi. Il motivo è legato all eccezionalità di questo conflitto. La missione Allied Force ha rappresentato la prima missione offensiva della NATO contro uno stato sovrano, senza l approvazione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e in violazione dei principi sanciti dalla Carta dell ONU. L art 51 della Carta delle Nazioni Unite stabilisce, infatti, che esiste un solo caso in cui è consentito l uso unilaterale della forza: l auto-difesa. 16 L intervento in Kosovo ha fatto emergere una questione molto importante: il rapporto tra sovranità e diritti umani. Con questo intervento per la prima volta nella storia delle Relazioni Internazionali si è parlato di Guerra Umanitaria, ovvero un azione militare realizzata per salvaguardare i diritti umani di una determinata popolazione. Questo conflitto ha dimostrato l attrito tra le vecchie norme della società internazionale, basate sulla politica del bilanciamento del 1945, racchiuse nella carta delle Nazioni Unite, e norme nuove che vedono la presunzione di eguali diritti di sovranità come una barriera all effettiva regolazione internazionale. 17 Sulla legittimità o meno dell intervento NATO in Kosovo si è ampiamente scritto, chiedendosi se dietro il concetto di ingerenza umanitaria non si celi piuttosto il tentativo di moralizzare o legittimare l uso della forza militare; o se invece le situazioni di emergenza umanitaria (quando sussista una grave violazione dei diritti umani), in quanto equiparabili a situazioni di minaccia della pace, non autorizzino la Comunità Internazionale al ricorso alla forza. 18 I maggiori sostenitori di questa seconda linea interventista sono stati gli USA che hanno giustificato il loro intervento definendolo un imperativo morale di fronte alla tragedia che si stava consumando in Kosovo. Secondo l amministrazione Clinton, 16 Enrico Milano: Security Council Action in the Balkans: Reviewing the Legalità of Kosovo s Territorial Status,European Journal of International Law 2003, 14, 5, Nov, David Chandler: Kosovo and the Remaking of International Relations, The Global Review of Ethnopolitics, vol 1, n 4, Giugno 2002, Maria Catena: La Missione Onu in Kosovo: mantenere o fare la pace? La Comunità Internazionale Fasc.4/

20 la pulizia Etnica perpetuata dalle forze militari e paramilitari serbe nei confronti degli albanesi era tale da giustificare un intervento armato che obbligasse la Jugoslavia a porre fine alle violenze. La tutela dei diritti umani degli albanesi era considerato un diritto superiore rispetto al diritto di sovranità di Belgrado. Questa interpretazione del diritto internazionale era sostenuta dalla maggior parte dei paesi Europei che ritenevano necessario un intervento per porre fine alla guerra che continuava ad infiammare i balcani. Bisognava prevenire una catastrofe umanitaria, sosteneva il Cancelliere tedesco Gerhard Schroeder 19 mentre il Primo Ministro britannico Tony Blair la definiva una guerra combattuta non per il territorio ma per i valori 20 Fin dall inizio della missione aerea contro la Jugoslavia, però, molti paesi si opposero a questa idea condannando l attacco della NATO e invocando l intervento dell ONU. L 8-9 aprile 2000 i 114 ministri dei paesi partecipanti alla XIII Conferenza del Movimento dei Paesi Non Allineati, affermarono in un documento la loro condanna nei confronti dell intervento militare in Kosovo. Questa linea è stata ribadita alla conclusione dell incontro del Gruppo dei 77 paesi del Sud in cui si fece una chiara e netta distinzione tra Assistenza Umanitaria e Intervento Umanitario. Nel documento redatto in quell occasione si legge: Noi ribadiamo la necessità di mantenere una chiara distinzione tra assistenza umanitaria e ogni altra attività delle Nazioni Unite. Rigettiamo il così detto diritto di intervento umanitario, che non ha basi legali nella Carta delle Nazioni Unite o nei principi generali di diritto internazionale (.) Inoltre, riteniamo che l assistenza umanitaria dovrebbe essere condotta nel pieno rispetto della sovranità, dell integrità territoriale, e dell indipendenza politica di qualunque paese, e dovrebbe essere intrapresa in risposta alla richiesta o con l approvazione di questi Stati. 21 Alcuni studiosi hanno condannato l intervento NATO in Kosovo giudicandolo una violazione della Sovranità di Belgrado. Secondo Rogel: in questa guerra si è 19 Peter W. Rodman: The fallout from Kosovo, Foreign Affairs, vol 78, n 4, luglio-agosto, pag David Chandler: Kosovo and the Remaking of International Relations, The Global Review of Ethnopolitics, vol 1, n 4, Giugno 2002, Enrico Milano: Security Council Action in the Balkans: Reviewing the Legalità of Kosovo s Territorial Status, European Journal of International Law 2003, 14, 5, Nov,

LO STATO E GLI ALTRI ORDINAMENTI. L ORDINAMENTO INTERNAZIONALE

LO STATO E GLI ALTRI ORDINAMENTI. L ORDINAMENTO INTERNAZIONALE LO STATO E GLI ALTRI ORDINAMENTI. L ORDINAMENTO INTERNAZIONALE L ordinamento giuridico internazionale Diritto internazionale generale e diritto internazionale particolare L adattamento del diritto interno

Dettagli

DICHIARAZIONE RELATIVA AI PRINCIPI DI DIRITTO

DICHIARAZIONE RELATIVA AI PRINCIPI DI DIRITTO DICHIARAZIONE RELATIVA AI PRINCIPI DI DIRITTO INTERNAZIONALE, CONCERNENTI LE RELAZIONI AMICHEVOLI E LA COOPERAZIONE FRA GLI STATI, IN CONFORMITÀ CON LA CARTA DELLE NAZIONI UNITE Risoluzione dell Assemblea

Dettagli

Costruire un Partito Democratico Europeo Un Manifesto

Costruire un Partito Democratico Europeo Un Manifesto Costruire un Partito Democratico Europeo Un Manifesto Ci sono momenti nella storia in cui i popoli sono chiamati a compiere scelte decisive. Per noi europei, l inizio del XXI secolo rappresenta uno di

Dettagli

EUROBAROMETRO 63.4 OPINIONE PUBBLICA NELL UNIONE EUROPEA PRIMAVERA 2005 RAPPORTO NAZIONALE

EUROBAROMETRO 63.4 OPINIONE PUBBLICA NELL UNIONE EUROPEA PRIMAVERA 2005 RAPPORTO NAZIONALE Standard Eurobarometer European Commission EUROBAROMETRO 63.4 OPINIONE PUBBLICA NELL UNIONE EUROPEA PRIMAVERA 2005 Standard Eurobarometer 63.4 / Spring 2005 TNS Opinion & Social RAPPORTO NAZIONALE ITALIA

Dettagli

NEL 1600. Ma la prima metà del '600 fu dominata dalla guerra dei Trent'anni. combattuta dal 1618 al 1648

NEL 1600. Ma la prima metà del '600 fu dominata dalla guerra dei Trent'anni. combattuta dal 1618 al 1648 NEL 1600 1. c'erano Stati che avevano perso importanza = SPAGNA ITALIA- GERMANIA 2. altri che stavano acquisendo importanza = OLANDA INGHILTERRA FRANCIA Ma la prima metà del '600 fu dominata dalla guerra

Dettagli

In senato per un giorno Conversione in legge di un decreto-legge

In senato per un giorno Conversione in legge di un decreto-legge In senato per un giorno Conversione in legge di un decreto-legge Come nasce una legge: Dalla presentazione all approvazione definitiva Presentazione L iter di una legge inizia con la presentazione, al

Dettagli

2 GIUGNO 2013 FESTA DELLA REPUBBLICA

2 GIUGNO 2013 FESTA DELLA REPUBBLICA 2 GIUGNO 2013 FESTA DELLA REPUBBLICA Discorso del Prefetto Angelo Tranfaglia Piazza Maggiore Bologna, 2 giugno 2013 Autorità, cittadini tutti di Bologna e della sua provincia, un cordiale saluto a tutti.

Dettagli

La Corte di giustizia precisa le condizioni alle quali a un disertore proveniente da uno Stato terzo può essere concesso asilo nell Unione europea

La Corte di giustizia precisa le condizioni alle quali a un disertore proveniente da uno Stato terzo può essere concesso asilo nell Unione europea Corte di giustizia dell Unione europea COMUNICATO STAMPA n. 20/15 Lussemburgo, 26 febbraio 2015 Stampa e Informazione Sentenza nella causa C-472/13 Andre Lawrence Shepherd / Bundesrepublik Deutschland

Dettagli

Convenzione di Vienna sul diritto dei trattati

Convenzione di Vienna sul diritto dei trattati Traduzione 1 Convenzione di Vienna sul diritto dei trattati 0.111 Conclusa a Vienna il 23 maggio 1969 Approvata dall Assemblea federale il 15 dicembre 1989 2 Istrumento d adesione depositato dalla Svizzera

Dettagli

a cura del Gruppo Parlamentare della Camera dei Deputati Forza Italia - Il Popolo della Libertà - Berlusconi Presidente 22 aprile 2015

a cura del Gruppo Parlamentare della Camera dei Deputati Forza Italia - Il Popolo della Libertà - Berlusconi Presidente 22 aprile 2015 a cura del Gruppo Parlamentare della Camera dei Deputati Forza Italia - Il Popolo della Libertà - Berlusconi Presidente 917 RISOLUZIONE GRUPPO FORZA ITALIA Risoluzione presentata dal Gruppo Forza Italia

Dettagli

Liceo Don Lorenzo Milani Romano di Lombardia

Liceo Don Lorenzo Milani Romano di Lombardia Lo Stato Cos è lo Stato Definizione ed elementi Organizzazione politica Lo Stato è un ente, un organizzazione che si forma quando un popolo che vive entro un territorio determinato, si sottopone all autorità

Dettagli

Gli ebrei nel medioevo. L istituzione di uno dei primi capri espiatori della Storia

Gli ebrei nel medioevo. L istituzione di uno dei primi capri espiatori della Storia Gli ebrei nel medioevo L istituzione di uno dei primi capri espiatori della Storia I rapporti tra ebrei e cristiani Gli ebrei entrarono nel turbine della storia, dopo la dissoluzione del loro stato, con

Dettagli

FONDAMENTA DEI DIRITTI LEGALI INTERNAZIONALI DEL POPOLO EBRAICO E DELLO STATO DI ISRAELE: CONSEGUENZE PER UN NUOVO STATO PALESTINESE

FONDAMENTA DEI DIRITTI LEGALI INTERNAZIONALI DEL POPOLO EBRAICO E DELLO STATO DI ISRAELE: CONSEGUENZE PER UN NUOVO STATO PALESTINESE FONDAMENTA DEI DIRITTI LEGALI INTERNAZIONALI DEL POPOLO EBRAICO E DELLO STATO DI ISRAELE: CONSEGUENZE PER UN NUOVO STATO PALESTINESE / Sommario Esecutivo 2012 - Dr. Cynthia Day Wallace, Ph.D. Presentata

Dettagli

La mobilità sociale tra Stato e mercato

La mobilità sociale tra Stato e mercato La mobilità sociale tra Stato e mercato di Carlo Lottieri, Università di Siena Nella cultura contemporanea si tende a guardare alla mobilità sociale intesa quale possibilità di ascendere da una posizione

Dettagli

LEGGE 25 gennaio 1962, n. 20

LEGGE 25 gennaio 1962, n. 20 LEGGE 25 gennaio 1962, n. 20 Norme sui procedimenti e giudizi di accusa (Gazzetta Ufficiale 13 febbraio 1962, n. 39) Artt. 1-16 1 1 Articoli abrogati dall art. 9 della legge 10 maggio 1978, n. 170. Si

Dettagli

INCONTRO DI ROMA DEI MINISTRI DELL ENERGIA DEL G7 INIZIATIVA DELL ENERGIA DEL G7 DI ROMA PER LA SICUREZZA ENERGETICA DICHIARAZIONE CONGIUNTA

INCONTRO DI ROMA DEI MINISTRI DELL ENERGIA DEL G7 INIZIATIVA DELL ENERGIA DEL G7 DI ROMA PER LA SICUREZZA ENERGETICA DICHIARAZIONE CONGIUNTA INCONTRO DI ROMA DEI MINISTRI DELL ENERGIA DEL G7 INIZIATIVA DELL ENERGIA DEL G7 DI ROMA PER LA SICUREZZA ENERGETICA DICHIARAZIONE CONGIUNTA Noi, i Ministri dell Energia di Canada, Francia, Germania, Italia,

Dettagli

DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI. Preambolo

DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI. Preambolo Il 10 dicembre 1948, l'assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò e proclamò la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, il cui testo completo è stampato nelle pagine seguenti. Dopo questa solenne

Dettagli

Preambolo. (La Sotto-Commissione*,)

Preambolo. (La Sotto-Commissione*,) Norme sulle Responsabilità delle Compagnie Transnazionali ed Altre Imprese Riguardo ai Diritti Umani, Doc. Nazioni Unite E/CN.4/Sub.2/2003/12/Rev. 2 (2003).* Preambolo (La Sotto-Commissione*,) Tenendo

Dettagli

LA GUERRA NEI BALCANI. Le cause recenti

LA GUERRA NEI BALCANI. Le cause recenti LA GUERRA NEI BALCANI Le cause recenti Le responsabilità dello sfacelo della Repubblica federativa jugoslava sono di molti compresi ovviamente i governanti di ciascuna repubblica sorta dalla sua dissoluzione.

Dettagli

STATUTO DELL ACCADEMIA NAZIONALE DEI LINCEI (*)

STATUTO DELL ACCADEMIA NAZIONALE DEI LINCEI (*) 1 STATUTO DELL ACCADEMIA NAZIONALE DEI LINCEI (*) I - Costituzione dell Accademia Articolo 1 1. L Accademia Nazionale dei Lincei, istituzione di alta cultura, con sede in Roma, ai sensi dell art. 33 della

Dettagli

AUDIZIONE DEL MINISTRO FEDERICA GUIDI AL PARLAMENTO EUROPEO (Commissione ITRE) Bruxelles 2 Settembre 2014 INTERVENTO DEL MINISTRO

AUDIZIONE DEL MINISTRO FEDERICA GUIDI AL PARLAMENTO EUROPEO (Commissione ITRE) Bruxelles 2 Settembre 2014 INTERVENTO DEL MINISTRO 1 AUDIZIONE DEL MINISTRO FEDERICA GUIDI AL PARLAMENTO EUROPEO (Commissione ITRE) Bruxelles 2 Settembre 2014 INTERVENTO DEL MINISTRO Caro Presidente Buzek, Vice Presidenti, colleghi italiani ed europei,

Dettagli

LO SVILUPPO SOSTENIBILE Il quadro generale di riferimento LA QUESTIONE AMBIENTALE E LO SVILUPPO SOSTENIBILE La questione ambientale: i limiti imposti dall ambiente allo sviluppo economico Lo sviluppo sostenibile:

Dettagli

I Militari possono far politica?

I Militari possono far politica? I Militari possono far politica? Il personale in servizio attivo delle Forze Armate (Esercito, Marina, Aeronautica, Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza) può fare politica? Siccome ci sono tanti mestatori,

Dettagli

NATO. Un solido. Rivista della N. 4. INVERNO 1998 Sped. abb. post. 45% (art. 2 comma 20/B legge 662/96) Filiale di Roma Pubblicazione trimestrale

NATO. Un solido. Rivista della N. 4. INVERNO 1998 Sped. abb. post. 45% (art. 2 comma 20/B legge 662/96) Filiale di Roma Pubblicazione trimestrale NATO Rivista della Un solido ancoraggio per alleati e partner N. 4 INVERNO 1998 Sped. abb. post. 45% (art. 2 comma 20/B legge 662/96) Filiale di Roma Pubblicazione trimestrale AP foto Lettera del Segretario

Dettagli

MEGLIO COSÌ: TRE EVENTI PER CELEBRARE CIÒ CHE CI UNISCE

MEGLIO COSÌ: TRE EVENTI PER CELEBRARE CIÒ CHE CI UNISCE 66 Bologna, 11 febbraio 2015 MEGLIO COSÌ: TRE EVENTI PER CELEBRARE CIÒ CHE CI UNISCE Per dare feste non serve sempre un motivo. Ma quelle di Meglio Così, il ciclo di eventi che si terrà a Bologna tra febbraio

Dettagli

COSTRUIRE CITTÀ AMICHE DELLE BAMBINE E DEI BAMBINI Nove passi per l azione

COSTRUIRE CITTÀ AMICHE DELLE BAMBINE E DEI BAMBINI Nove passi per l azione UNICEF Centro di Ricerca Innocenti COSTRUIRE CITTÀ AMICHE DELLE BAMBINE E DEI BAMBINI Nove passi per l azione Per ogni bambino Salute, Scuola, Uguaglianza, Protezione Firenze, 15 marzo 2004 UNICEF Centro

Dettagli

DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL'UOMO DEL 1948

DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL'UOMO DEL 1948 DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL'UOMO DEL 1948 PREAMBOLO Considerato che il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana, e dei loro diritti, uguali ed inalienabili,

Dettagli

(adottata dal Comitato dei Ministri l 11 maggio 2010 alla sua 120 Sessione)

(adottata dal Comitato dei Ministri l 11 maggio 2010 alla sua 120 Sessione) Raccomandazione CM/Rec(2010)7 del Comitato dei Ministri agli stati membri sulla Carta del Consiglio d Europa sull educazione per la cittadinanza democratica e l educazione ai diritti umani * (adottata

Dettagli

GLI OPERATORI DELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE. Anno 2011

GLI OPERATORI DELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE. Anno 2011 GLI OPERATORI DELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE Anno 2011 La rilevazione riguarda gli operatori della cooperazione internazionale che hanno usufruito dell assistenza assicurativa della Siscos. Definizione

Dettagli

Convenzione per la protezione dei diritti dell uomo e la dignità dell essere umano riguardo alle applicazioni della biologia e della medicina

Convenzione per la protezione dei diritti dell uomo e la dignità dell essere umano riguardo alle applicazioni della biologia e della medicina Traduzione 1 Convenzione per la protezione dei diritti dell uomo e la dignità dell essere umano riguardo alle applicazioni della biologia e della medicina (Convenzione sui diritti dell uomo e la biomedicina)

Dettagli

LINEE GUIDA in materia di discriminazioni sul lavoro

LINEE GUIDA in materia di discriminazioni sul lavoro LINEE GUIDA in materia di discriminazioni sul lavoro (adottate dall Ente in data 10/06/2014) La Provincia di Cuneo intende promuovere un ambiente di lavoro scevro da qualsiasi tipologia di discriminazione.

Dettagli

Proposta per un Nuovo Stile di Vita.

Proposta per un Nuovo Stile di Vita. UNA BUONA NOTIZIA. I L M O N D O S I P U ò C A M B I A R E Proposta per un Nuovo Stile di Vita. Noi giovani abbiamo tra le mani le potenzialità per cambiare questo mondo oppresso da ingiustizie, abusi,

Dettagli

I cambiamenti di cui abbiamo bisogno per il futuro che vogliamo

I cambiamenti di cui abbiamo bisogno per il futuro che vogliamo I cambiamenti di cui abbiamo bisogno per il futuro che vogliamo Le raccomandazioni della CIDSE per la Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile (Rio, 20-22 giugno 2012) Introduzione Il

Dettagli

TRA IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA ED IL REGNO DELL'ARABIA SAUDITA SULLA RECIPROCA PROMOZIONE E PROTEZIONE DEGLI INVESTIMENTI

TRA IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA ED IL REGNO DELL'ARABIA SAUDITA SULLA RECIPROCA PROMOZIONE E PROTEZIONE DEGLI INVESTIMENTI TRA IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA ED IL REGNO DELL'ARABIA SAUDITA SULLA RECIPROCA PROMOZIONE E PROTEZIONE DEGLI INVESTIMENTI La Repubblica Italiana ed il Regno dell Arabia Saudita desiderando intensificare

Dettagli

La Buona Novella: Dio ha mandato il suo Figlio

La Buona Novella: Dio ha mandato il suo Figlio CREDO IN GESÙ CRISTO, IL FIGLIO UNIGENITO DI DIO La Buona Novella: Dio ha mandato il suo Figlio Incominciamo a sfogliare il Catechismo della Chiesa Cattolica. Ce ne sono tante edizioni. Tra le mani abbiamo

Dettagli

La Carta di Montecatini

La Carta di Montecatini La Carta di Montecatini Le origini e le ragioni della Carta di Montecatini La Carta di Montecatini è il frutto del lavoro del secondo Campus che si è svolto nella città termale dal 27 al 29 ottobre 2005.

Dettagli

Il diritto applicabile alle Forze Armate italiane all estero: problemi e prospettive

Il diritto applicabile alle Forze Armate italiane all estero: problemi e prospettive XV legislatura Il diritto applicabile alle Forze Armate italiane all estero: problemi e prospettive Contributi di Istituti di ricerca specializzati n. 90 Aprile 2008 XV legislatura Il diritto applicabile

Dettagli

Testo non ufficiale. La sola stampa del bollettino ufficiale ha carattere legale

Testo non ufficiale. La sola stampa del bollettino ufficiale ha carattere legale 1 1 LEGGE REGIONALE 24 giugno 2002, n. 12 #LR-ER-2002-12# INTERVENTI REGIONALI PER LA COOPERAZIONE CON I PAESI IN VIA DI SVILUPPO E I PAESI IN VIA DI TRANSIZIONE, LA SOLIDARIETÀ INTERNAZIONALE E LA PROMOZIONE

Dettagli

N on discuterò qui l idea di Patria in sé. Non mi piacciono queste

N on discuterò qui l idea di Patria in sé. Non mi piacciono queste L obbedienza non è più una virtù di Lorenzo Milani lavorare per la pace leggere scrivere TESTO INFORMATIVO- ESPOSITIVO livello di difficoltà Lorenzo Milani (Firenze, 1923-1967) Sacerdote ed educatore,

Dettagli

Allegato II L ONU e le persone con disabilità

Allegato II L ONU e le persone con disabilità Allegato II L ONU e le persone con disabilità L impegno delle Nazioni Unite sul miglioramento dello Stato delle persone con disabilità Oltre mezzo miliardo di persone sono disabili come risultato di una

Dettagli

Gli STRUMENTI della DEMOCRAZIA

Gli STRUMENTI della DEMOCRAZIA Fulco Lanchester Gli STRUMENTI della DEMOCRAZIA Lezioni di Diritto costituzionale comparato.-,->'j.*v-;.j.,,* Giuffre Editore INDICE SOMMARIO Premessa Capitolo I LA COMPARAZIONE GIUSPUBBLICISTICA 1. L'ambito

Dettagli

Sala Consilina, 20 settembre 2013 Prot. n. 13249/2013

Sala Consilina, 20 settembre 2013 Prot. n. 13249/2013 Sala Consilina, 20 settembre 2013 Prot. n. 13249/2013 E, P.C. EGREGIO DOTT. MATTEO CLAUDIO ZARRELLA PRESIDENTE DEL TRIBUNALE DI LAGONEGRO Via Lagonegro - 85042 LAGONEGRO (Pz) Trasmissione al telefax 0973.2333115

Dettagli

CHE COS E L EUTANASIA?

CHE COS E L EUTANASIA? CHE COS E L EUTANASIA? Che cosa si intende per eutanasia? Il termine eutanasia deriva dal greco: eu=buono, e thanatos=morte. Interpretato letteralmente quindi, esso significa: buona morte. Nel significato

Dettagli

Per una città governabile. Nuove metodologie di lavoro per gestire la complessità e la partecipazione.

Per una città governabile. Nuove metodologie di lavoro per gestire la complessità e la partecipazione. Per una città governabile. Nuove metodologie di lavoro per gestire la complessità e la partecipazione. MICHELE EMILIANO Sindaco del Comune di Bari 12 maggio 2006 Innanzitutto benvenuti a tutti i nostri

Dettagli

Protocollo Opzionale alla Convenzione contro la Tortura ed Altre Pene o Trattamenti Crudeli, Inumani o Degradanti

Protocollo Opzionale alla Convenzione contro la Tortura ed Altre Pene o Trattamenti Crudeli, Inumani o Degradanti Protocollo Opzionale alla Convenzione contro la Tortura ed Altre Pene o Trattamenti Crudeli, Inumani o Degradanti Adottato dall Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 18 dicembre 2002. Entrato in vigore

Dettagli

2) Assenza di discriminazione e parità di trattamento nell ambito professionale

2) Assenza di discriminazione e parità di trattamento nell ambito professionale 2) Assenza di discriminazione e parità di trattamento nell ambito professionale a. Direttiva 2011/98/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 dicembre 2011, relativa a una procedura unica di domanda

Dettagli

Aiuto alle vittime in caso di reati all estero. secondo la legge federale del 23 marzo 2007 concernente l aiuto alle vittime di reati

Aiuto alle vittime in caso di reati all estero. secondo la legge federale del 23 marzo 2007 concernente l aiuto alle vittime di reati Dipartimento federale di giustizia e polizia DFGP Ufficio federale di giustizia UFG Ambito direzionale Diritto pubblico Settore di competenza Progetti e metodologia legislativi 1 gennaio 2015 Aiuto alle

Dettagli

Dal Morgarten a Vienna, tra mito e storiografia

Dal Morgarten a Vienna, tra mito e storiografia ANNIVERSARI STORICI Dal Morgarten a Vienna, tra mito e storiografia Di Andrea Tognina Altre lingue: 5 15 MARZO 2015-11:00 Un memoriale di Marignano: l'ossario dei caduti della battaglia conservato a Santa

Dettagli

Legge sulla protezione dei dati personali (LPDP) 1)

Legge sulla protezione dei dati personali (LPDP) 1) 1.6.1.1 Legge sulla protezione dei dati personali (LPDP) (del 9 marzo 1987) IL GRAN CONSIGLIO DELLA REPUBBLICA E CANTONE TICINO visto il messaggio 2 ottobre 1985 n. 2975 del Consiglio di Stato, decreta:

Dettagli

IL DIALOGO NELL ARTE - L ARTE DEL DIALOGO

IL DIALOGO NELL ARTE - L ARTE DEL DIALOGO IL DIALOGO NELL ARTE - L ARTE DEL DIALOGO P. F. Fumagalli, 31.10.2104 Il Dialogo è una componente essenziale dell essere umano nel mondo, in qualsiasi cultura alla quale si voglia fare riferimento: si

Dettagli

SEMINARIO SU LO STATO E I SUOI ELEMENTI FONDAMENTALI

SEMINARIO SU LO STATO E I SUOI ELEMENTI FONDAMENTALI SEMINARIO SU LO STATO E I SUOI ELEMENTI FONDAMENTALI 1 OBIETTIVO: Definizione di Stato Nel Pianeta Terra si distinguono 5 continenti (=Mainland; continent) che sono: Africa, Americhe (alcuni studiosi le

Dettagli

COVER Domande e Risposte Tutto quello che si deve sapere sui rifugiati palestinesi e le persone internamente dislocate

COVER Domande e Risposte Tutto quello che si deve sapere sui rifugiati palestinesi e le persone internamente dislocate COVER Domande e Risposte Tutto quello che si deve sapere sui rifugiati palestinesi e le persone internamente dislocate PG.1 Chi sono i rifugiati palestinesi? Generalmente il termine di rifugiato palestinese

Dettagli

Senato della Repubblica. Costituzione

Senato della Repubblica. Costituzione Senato della Repubblica Incontro con la Costituzione giugno 2010 A cura dell'ufficio comunicazione istituzionale del Senato della Repubblica La presente pubblicazione è edita dal Senato della Repubblica.

Dettagli

PROGETTO DI ARTICOLI SULLA RESPONSABILITÀ DELLO STATO DELLA COMMISSIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE

PROGETTO DI ARTICOLI SULLA RESPONSABILITÀ DELLO STATO DELLA COMMISSIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE PROGETTO DI ARTICOLI SULLA RESPONSABILITÀ DELLO STATO DELLA COMMISSIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE (2001) PARTE I L ATTO INTERNAZIONALMENTE ILLECITO DI UNO STATO CAPITOLO I PRINCIPI GENERALI Articolo 1

Dettagli

1. Premessa. Il contesto generale.

1. Premessa. Il contesto generale. Linee di indirizzo del Comitato interministeriale (d.p.c.m. 16 gennaio 2013) per la predisposizione, da parte del Dipartimento della funzione pubblica, del PIANO NAZIONALE ANTICORRUZIONE di cui alla legge

Dettagli

SETTE BUONE RAGIONI PER COSTRUIRE UN EUROPA PER E CON I BAMBINI

SETTE BUONE RAGIONI PER COSTRUIRE UN EUROPA PER E CON I BAMBINI SETTE BUONE RAGIONI PER COSTRUIRE UN EUROPA PER E CON I BAMBINI 1. I bambini non sono mini persone, con mini diritti I bambini godono di diritti. La Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell infanzia

Dettagli

La Famiglia La maggior parte delle Istituzioni religiose e politiche basa la struttura sociale dell Uomo sul Semplice racchiuso nel concetto di

La Famiglia La maggior parte delle Istituzioni religiose e politiche basa la struttura sociale dell Uomo sul Semplice racchiuso nel concetto di La Famiglia La maggior parte delle Istituzioni religiose e politiche basa la struttura sociale dell Uomo sul Semplice racchiuso nel concetto di famiglia, e stabilisce condizioni proprie per assegnare questa

Dettagli

ITALIA. La Costituzione italiana sancisce la libertà di culto. Altre leggi e politiche

ITALIA. La Costituzione italiana sancisce la libertà di culto. Altre leggi e politiche La Costituzione italiana sancisce la libertà di culto. Altre leggi e politiche contribuiscono ad una pratica della religione in genere libera. Il Governo rispetta sostanzialmente la libertà di pratica

Dettagli

Senato della Repubblica

Senato della Repubblica Senato della Repubblica Commissioni riunite 10 a (Industria, commercio, turismo) e 13 a (Territorio, ambiente, beni ambientali) Audizione nell'ambito dell'esame congiunto degli Atti comunitari nn. 60,

Dettagli

IL CONCETTO DI GOVERNO

IL CONCETTO DI GOVERNO IL CONCETTO DI GOVERNO La maggior parte degli italiani tende ad eguagliare la parola governo con le istituzioni pubbliche o con le persone impiegate dallo Stato, oppure ad associarla a concetti politici.

Dettagli

DICHIARAZIONE DELL ORGANIZZAZIONE INTERNAZIONALE DEL LAVORO SUI PRINCIPI E I DIRITTI FONDAMENTALI NEL LAVORO E SUOI SEGUITI

DICHIARAZIONE DELL ORGANIZZAZIONE INTERNAZIONALE DEL LAVORO SUI PRINCIPI E I DIRITTI FONDAMENTALI NEL LAVORO E SUOI SEGUITI DICHIARAZIONE DELL ORGANIZZAZIONE INTERNAZIONALE DEL LAVORO SUI PRINCIPI E I DIRITTI FONDAMENTALI NEL LAVORO E SUOI SEGUITI adottata dalla Conferenza internazionale del Lavoro nella sua Ottantaseiesima

Dettagli

Manifesto dei diritti dell infanzia

Manifesto dei diritti dell infanzia Manifesto dei diritti dell infanzia I bambini costituiscono la metà della popolazione nei paesi in via di sviluppo. Circa 100 milioni di bambini vivono nell Unione europea. Le politiche, la legislazione

Dettagli

Crescita, produttività e occupazione: le sfide che l Italia ha di fronte

Crescita, produttività e occupazione: le sfide che l Italia ha di fronte Crescita, produttività e occupazione: le sfide che l Italia ha di fronte DOCUMENTI 2013 Premessa 1. Sul quadro istituzionale gravano rilevanti incertezze. Se una situazione di incertezza è preoccupante

Dettagli

TBLUE SAUNA MILANO ASSOCIAZIONE RICREATIVA CULTURALE

TBLUE SAUNA MILANO ASSOCIAZIONE RICREATIVA CULTURALE STATUTO CIRCOLO TBLUE Art. 1 COSTITUZIONE - SEDE E costituito, come associazione culturale ricreativa non riconosciuta ai sensi dell art 36 e ss. Codice Civile ed art. 148 comma 3 D.P.R. 917/1986 (T.U.I.R.),

Dettagli

DOCUMENTO APPROVATO DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DEL 12 DICEMBRE

DOCUMENTO APPROVATO DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DEL 12 DICEMBRE REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO DELL ORGANISMO DI VIGILANZA D.LGS 231/01 DI GALA S.P.A. DOCUMENTO APPROVATO DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DEL 12 DICEMBRE 2013 INDICE ARTICOLO 1 SCOPO E AMBITO DI APPLICAZIONE..3

Dettagli

La Piramide dell Odio

La Piramide dell Odio Lezione La Piramide dell Odio Partecipanti: Studenti di scuola media inferiore o superiore/ max. 40 Materiali: Foglio Domande (una copia per ciascuno studente) Lucido con la definizione di Genocidio (allegato)

Dettagli

Premessa... 2. 1. Gli italiani al volante. La distrazione alla guida tra realtà e percezione... 3. 1.1. L esperienza vissuta... 3

Premessa... 2. 1. Gli italiani al volante. La distrazione alla guida tra realtà e percezione... 3. 1.1. L esperienza vissuta... 3 Indice Premessa... 2 1. Gli italiani al volante. La distrazione alla guida tra realtà e percezione... 3 1.1. L esperienza vissuta... 3 1.2. Opinioni e percezioni dei guidatori italiani... 4 2. La guida

Dettagli

LE FONTI DEL RAPPORTO DI LAVORO PRIVATO ALLE DIPENDENZE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

LE FONTI DEL RAPPORTO DI LAVORO PRIVATO ALLE DIPENDENZE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE LE FONTI DEL RAPPORTO DI LAVORO PRIVATO ALLE DIPENDENZE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE REPORT ANNUALE - 2011 - ITALIA (Aprile 2011) Prof. Alessandra PIOGGIA INDICE 1. LA PRIVATIZZAZIONE 2. LE COMPETENZE

Dettagli

ECONOMIA E SOCIETÀ NEL MONDO ROMANO-GERMANICO

ECONOMIA E SOCIETÀ NEL MONDO ROMANO-GERMANICO 1 2. Economia e società nel mondo romano-germanico. ECONOMIA E SOCIETÀ NEL MONDO ROMANO-GERMANICO mondo romano germanico mondo bizantino mondo arabo Cartina 1 UN MONDO CON MOLTI BOSCHI, POCHI UOMINI E

Dettagli

Partenariato transatlantico su commercio e investimenti. Parte normativa

Partenariato transatlantico su commercio e investimenti. Parte normativa Partenariato transatlantico su commercio e investimenti Parte normativa settembre 2013 2 I presidenti Barroso, Van Rompuy e Obama hanno chiarito che la riduzione delle barriere normative al commercio costituisce

Dettagli

LA NON IMPONIBILITÀ IVA DELLE OPERAZIONI CON ORGANISMI COMUNITARI

LA NON IMPONIBILITÀ IVA DELLE OPERAZIONI CON ORGANISMI COMUNITARI LA NON IMPONIBILITÀ IVA DELLE OPERAZIONI CON ORGANISMI COMUNITARI Tratto dalla rivista IPSOA Pratica Fiscale e Professionale n. 8 del 25 febbraio 2008 A cura di Marco Peirolo Gruppo di studio Eutekne L

Dettagli

Convenzione delle Nazioni Unite sull eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne (CEDAW)

Convenzione delle Nazioni Unite sull eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne (CEDAW) Convenzione delle Nazioni Unite sull eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne (CEDAW) Adottata dall Assemblea generale delle NU il 18.12.1979, in vigore internazionale dal 3.9.1981.

Dettagli

Sulla sentenza Cost. 238/2014: cui prodest? Attila Tanzi * (26 novembre 2014)

Sulla sentenza Cost. 238/2014: cui prodest? Attila Tanzi * (26 novembre 2014) Sulla sentenza Cost. 238/2014: cui prodest? Attila Tanzi * (26 novembre 2014) 1. Il sindacato di legittimità costituzionale di una legge dello Stato che dà esecuzione a norme internazionali pone sempre

Dettagli

ATTO COSTITUTIVO DI ASSOCIAZIONE SPORTIVA DILETTANTISTICA. L anno 2014 il giorno 11 del mese di FEBBRAIO in Bari (BA) Torre a mare alla Via

ATTO COSTITUTIVO DI ASSOCIAZIONE SPORTIVA DILETTANTISTICA. L anno 2014 il giorno 11 del mese di FEBBRAIO in Bari (BA) Torre a mare alla Via 1 ATTO COSTITUTIVO DI ASSOCIAZIONE SPORTIVA DILETTANTISTICA L anno 2014 il giorno 11 del mese di FEBBRAIO in Bari (BA) Torre a mare alla Via Pitagora n. 7 alle ore 20,00 si sono riuniti i Sigg.: - Iacobellis

Dettagli

ALOIS RIEGL (1858-1905)

ALOIS RIEGL (1858-1905) ALOIS RIEGL (1858-1903 DER MODERNE DENKMALKULTUS : IL CULTO MODERNO DEI MONUMENTI ANTICHI... NEGLI ULTIMI ANNI SI E VERIFICATO UN PROFONDO CAMBIAMENTO NELLE NOSTRE CONCEZIONI SULLA NATURA E LE ESIGENZE

Dettagli

Codice deontologico dell Assistente Sociale

Codice deontologico dell Assistente Sociale Codice deontologico dell Assistente Sociale Approvato dal Consiglio Nazionale dell Ordine Roma, 6 aprile 2002 TITOLO I Definizione e potestà disciplinare 1. Il presente Codice è costituito dai principi

Dettagli

DICHIARAZIONE UNIVERSALE DELL'UNESCO SULLA DIVERSITA' CULTURALE

DICHIARAZIONE UNIVERSALE DELL'UNESCO SULLA DIVERSITA' CULTURALE DICHIARAZIONE UNIVERSALE DELL'UNESCO SULLA DIVERSITA' CULTURALE Adottata all'unanimità a Parigi durante la 31esima sessione della Conferenza Generale dell'unesco, Parigi, 2 novembre 2001 La Conferenza

Dettagli

Convenzione sulla protezione e la promozione della diversità delle espressioni culturali

Convenzione sulla protezione e la promozione della diversità delle espressioni culturali Traduzione 1 Convenzione sulla protezione e la promozione della diversità delle espressioni culturali Conclusa a Parigi il 20 ottobre 2005 La Conferenza generale dell Organizzazione delle Nazioni Unite

Dettagli

Sistema di certificazione del processo di Kimberley

Sistema di certificazione del processo di Kimberley Traduzione 1 Sistema di certificazione del processo di Kimberley Preambolo I partecipanti, riconoscendo che il commercio dei diamanti insanguinati è un grave problema internazionale, che può contribuire

Dettagli

Foglio per gli studenti Domande

Foglio per gli studenti Domande Domande Rispondi Sì o No a ciascuna delle seguenti domande (Rispondi con sincerità. Questo questionario è visto solo da te!): Domande: 1. Hai mai sentito una barzelletta che prendeva in giro una persona

Dettagli

del Senato Le funzioni

del Senato Le funzioni LA FUNZIONE LEGISLATIVA IL PROCEDIMENTO DI FORMAZIONE DELLE LEGGI ORDINARIE IL PROCEDIMENTO DI FORMAZIONE DELLE LEGGI COSTITUZIONALI LA FUNZIONE DI INDIRIZZO POLITICO LA FUNZIONE DI CONTROLLO POLITICO

Dettagli

Principi d Azione. www.airliquide.it

Principi d Azione. www.airliquide.it Principi d Azione Codice Etico www.airliquide.it Il bene scaturisce dall'onestà; l'onestà ha in sè la sua origine: quello che è un bene avrebbe potuto essere un male, ciò che è onesto, non potrebbe essere

Dettagli

La Carta dei diritti fondamentali : un testo essenziale per i diritti sociali e sindacali

La Carta dei diritti fondamentali : un testo essenziale per i diritti sociali e sindacali La Carta dei diritti fondamentali : un testo essenziale per i diritti sociali e sindacali I. Introduzione : una Carta essenziale per tutti i lavoratori europei II. Contesto storico : come è stata elaborata

Dettagli

LA CONCERTAZIONE SOCIALE E DA ROTTAMARE?

LA CONCERTAZIONE SOCIALE E DA ROTTAMARE? NOTA ISRIL ON LINE N 8-2013 LA CONCERTAZIONE SOCIALE E DA ROTTAMARE? Presidente prof. Giuseppe Bianchi Via Piemonte, 101 00187 Roma gbianchi.isril@tiscali.it www.isril.it LA CONCERTAZIONE SOCIALE E DA

Dettagli

STATUTO DELLA S.I.A.

STATUTO DELLA S.I.A. STATUTO DELLA S.I.A. Art. 1 È costituita a tempo indeterminato una Associazione sotto la denominazione Società Italiana di Agopuntura S.I.A. Art. 2 La Società Italiana di Agopuntura ha lo scopo di dare

Dettagli

Guida a principi e pratiche da applicarsi a migranti e rifugiati

Guida a principi e pratiche da applicarsi a migranti e rifugiati OMI Guida a principi e pratiche da applicarsi a migranti e rifugiati Introduzione Il fenomeno dell arrivo via mare di rifugiati e migranti non è nuovo. Fin dai tempi più antichi, molte persone in tutto

Dettagli

REPUBBLICA DI TURCHIA MINISTERO DELL INTERNO DIREZIONE GENERALE DELL IMMIGRAZIONE STRANIERI E LEGGE SULLA PROTEZIONE INTERNAZIONALE

REPUBBLICA DI TURCHIA MINISTERO DELL INTERNO DIREZIONE GENERALE DELL IMMIGRAZIONE STRANIERI E LEGGE SULLA PROTEZIONE INTERNAZIONALE REPUBBLICA DI TURCHIA MINISTERO DELL INTERNO DIREZIONE GENERALE DELL IMMIGRAZIONE STRANIERI E LEGGE SULLA PROTEZIONE INTERNAZIONALE REPUBBLICA DI TURCHIA MINISTERO DELL INTERNO PUBBLICAZIONI DELLA DIREZIONE

Dettagli

La convenzione internazionale sui diritti dell infanzia riscritta dai bambini. Comune di OSNAGO. Associazione ALE G. dalla parte dei bambini

La convenzione internazionale sui diritti dell infanzia riscritta dai bambini. Comune di OSNAGO. Associazione ALE G. dalla parte dei bambini La convenzione internazionale sui diritti dell infanzia riscritta dai bambini Associazione ALE G. dalla parte dei bambini Comune di OSNAGO AI BAMBINI E ALLE BAMBINE Il 20 novembre 1989 è entrata in vigore

Dettagli

Più facile esser giusti che sbagliati, più facile esser sani che malati

Più facile esser giusti che sbagliati, più facile esser sani che malati Più facile esser giusti che sbagliati, più facile esser sani che malati Tutto mi va storto perché il mondo ce l ha su con me Tutto mi va storto perché io sono sbagliato Se mi guardo intorno, se provo a

Dettagli

Un'altra difesa è possibile

Un'altra difesa è possibile Un'altra difesa è possibile Campagna per il disarmo e la difesa civile. Se vuoi la PACE prepara la PACE... fiscale in sede di dichiarazione dei redditi. Obiettivo L obiettivo è quello della costituzione

Dettagli

Un esame del DdL n. 1385 e connessi non può esimersi dal considerare il contesto in cui tale disegno è nato e i vincoli che esso incontra:

Un esame del DdL n. 1385 e connessi non può esimersi dal considerare il contesto in cui tale disegno è nato e i vincoli che esso incontra: Un esame del DdL n. 1385 e connessi non può esimersi dal considerare il contesto in cui tale disegno è nato e i vincoli che esso incontra: Un primo vincolo è rappresentato dalla sentenza della Corte Costituzionale

Dettagli

Misure restrittive dell'ue

Misure restrittive dell'ue SCHEDA INFORMATIVA Bruxelles, 29 aprile 2014 Misure restrittive dell'ue Le sanzioni sono uno degli strumenti dell'ue per promuovere gli obiettivi della politica estera e di sicurezza comune (PESC): pace,

Dettagli

(annessa quale Allegato A al Regolamento adottato con D.M. 13 giugno 2007)

(annessa quale Allegato A al Regolamento adottato con D.M. 13 giugno 2007) TABELLA 1 (annessa quale Allegato A al Regolamento adottato con D.M. 13 giugno 2007) TABELLA DI VALUTAZIONE DEI TITOLI PER L INCLUSIONE NELLE GRADUATORIE DI CIRCOLO E DI ISTITUTO DI III FASCIA (ivi compreso

Dettagli

Conferenza di servizio presso il Ministero della Pubblica Istruzione Roma 21 giugno

Conferenza di servizio presso il Ministero della Pubblica Istruzione Roma 21 giugno Conferenza di servizio presso il Ministero della Pubblica Istruzione Roma 21 giugno Dialoghi tra scuole d Europa: esperienze e curricola a confronto Scuola media Manzoni Lucarelli di Bari - Carbonara 21

Dettagli

QUELL INUTILE GUERRA A PUTIN CHE PUÒ COSTARCI 3 MILIARDI

QUELL INUTILE GUERRA A PUTIN CHE PUÒ COSTARCI 3 MILIARDI 934 QUELL INUTILE GUERRA A PUTIN CHE PUÒ COSTARCI 3 MILIARDI R. Brunetta per Il Giornale 14 giugno 2015 a cura del Gruppo Parlamentare della Camera dei Deputati Forza Italia - Il Popolo della Libertà -

Dettagli

ACCENDI UNA LUCE IN FAMIGLIA Preghiera nella comunità domestica in comunione con Papa Francesco

ACCENDI UNA LUCE IN FAMIGLIA Preghiera nella comunità domestica in comunione con Papa Francesco ACCENDI UNA LUCE IN FAMIGLIA Preghiera nella comunità domestica in comunione con Papa Francesco Sul far della sera la famiglia si riunisce in casa per la preghiera. Ove fosse possibile si suggerisce di

Dettagli

4.01 Prestazioni dell AI Prestazioni dell assicurazione invalidità (AI)

4.01 Prestazioni dell AI Prestazioni dell assicurazione invalidità (AI) 4.01 Prestazioni dell AI Prestazioni dell assicurazione invalidità (AI) Stato al 1 gennaio 2015 1 In breve Tutte le persone che abitano o esercitano un attività lucrativa in Svizzera sono per principio

Dettagli