1.1 Zona geotecnica 1: piano generale terrazzato della pianura

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2 Comune di Cigole PROVINCIA DI BRESCIA PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO NORME GEOLOGICHE 1 Caratterizzazione geotecnica del territorio All'interno del territorio comunale, possono essere distinte 3 diverse zone geotecniche: Zona geotecnica 1: piano generale terrazzato della pianura Zona geotecnica 2: scarpate principali, più o meno modificate dall'intervento antropico, di terrazzo alluvionale tra il piano generale terrazzato della pianura e le alluvioni del fiume Mella. Zona geotecnica 3: alluvioni recenti, medie e antiche del fiume Mella: fascia dei meandri (ambito di divagazione degli alvei). 1.1 Zona geotecnica 1: piano generale terrazzato della pianura Non sono stati reperiti dati di carattere geotecnico caratterizzanti questa zona. Tuttavia, le stratigrafie di pozzi per acqua in precedenza riportare, tutte ubicate in questa zona, indicano nei primi m di sottosuolo la prevalenza di materiale di tipo sabbioso sul materiale a granulometria fine. Quest'ultimo presente in lenti di spessore metrico nelle porzioni territoriali maggiormente distanti dall'asta fluviale. La soggiacenza della prima falda, rilevata tra l'inverno e la primavera 2011, è compresa tra circa 8 e 10 m. Presumibilmente, per la natura dei terreni nella prima decina di metri del sottosuolo, nei periodi di abbondanti precipitazioni (o di irrigazione) di questa è destinata a ridursi. In questa zona, la potenziale presenza di materiali fini a profondità significative dal punto di vista geotecnico, è da prestare particolare attenzione nel dimensionamento delle fondazioni e, in particolare, nella valutazione dei cedimenti, anche a lungo periodo. È consuetudine ritenere esteso a una decina d'anni il periodo in cui i materiali argillosi concludono il loro cedimento se sottoposti ad una compressione.

3 1.2 Zona geotecnica 2: scarpate principali, più o meno modificate dall'intervento antropico, di terrazzo alluvionale tra il piano generale terrazzato della pianura e le alluvioni del fiume e Mella. Si tratta generalmente delle scarpate di raccordo tra il piano generale terrazzato della pianura e la valle alluvionale del fiume Mella. Il profilo e, soprattutto, l'andamento in pianta delle scarpate ha subito nel periodi storici intensi interventi e modificazioni di carattere antropico e, a tratti, non presenta più l'originaria disposizione creata dall'erosione fluviale. I materiali che costituiscono le scarpate sono, presumibilmente, analoghi a quelli della zona geotecnica 1, anche se le stratigrafie sembrano indicare una maggior prevalenza di materiali fini. L'altezza dei gradini di terrazzo e compresa tra 1 e 9 metri ed arrivano a raccordare, spesso collegandosi con superfici a debole pendenza, dislivelli tra la superficie principale del piano generale della pianura e la superficie delle prime alluvioni. In queste zone, dal punto di vista geotecnico, eventuali interventi dovranno anche prestare attenzione alla valutazione della stabilità dei versanti costituenti i gradini di scarpata. 1.3 Zona geotecnica 3: alluvioni recenti, medie e antiche: fascia dei meandri (ambito di divagazione degli alvei). Questa zona corrisponde alle alluvioni medie e recenti del fiume Mella. Si tratta del fondo vallivo scavato dal fiume a partire dalla fine dell'ultima glaciazione. Coincide con la fascia dei meandri del Mella la cui migrazione ha portato alla formazione della tipica valle di pianura detta a cassetta per la particolare conformazione ed evoluzione geomorfologica. Nei tempi moderni, attraverso la progressiva ufficializzazione degli alvei con protezioni spondali in materiale lapideo di grossa pezzatura e arginature, la naturale migrazione dei meandri è stata pressoché bloccata e i corsi d'acqua non appaiono più in grado, attraverso l'azione di erosione e deposizione, di variare il corso del loro alveo con le stesse modalità attive fino a tempi storici. A causa della descritta migrazione degli alvei fluviali attiva in passato in questa zona, il sottosuolo potenzialmente può presenta significative variazioni orizzontali con probabili bruschi cambiamenti delle caratteristiche geotecniche a causa di repentine variazioni delle quantità di sabbia, limo e argilla. È, inoltre, assai probabile nel sottosuolo la presenza di lenti di dimensioni anche decametriche di materiale organico (torba), più o meno frammisto ad argilla, a colmamento di tratti d'alveo abbandonati del fiume, le cosiddette lanche. Per tali caratteristiche in questa zona, oltre alle valutazione geotecniche mirate a valutare la portanza e cedimenti dei terreni sottoposti a carico di fondazioni, sono da indagare accuratamente le variazioni orizzontali dei caratteri del sottosuolo. Andranno perciò eseguite, nel caso di fondazioni su palo, indagini geotecniche puntuali per ciascun palo e, nel caso di fondazioni dirette, indagini sull'intera area coinvolta dal carico, non limitandosi alla singola o doppia prova penetrometrica al centro pianta del corpo da edificare. Ulteriore caratteristica costante in tutta la zona è la limitata soggiacenza della prima falda acquifera che può arrivare ad azzerarsi nei periodi di pioggia, di irrigazione o di piena del fiume.

4 2 Analisi del rischio sismico Aggiornando lo Studio Geologico del territorio comunale di Cigole, secondo le direttive emanate dalla Giunta Regionale Lombardia con la dgr n. 8/7374 del 28/05/2008 (Aggiornamento dei Criteri ed indirizzi per la definizione della componente geologica, idrogeologica e sismica del Piano del Governo del Territorio, in attuazione dell art. 57, comma 1, della L.R , n. 12 ), come previsto dall'allegato A della dgr n.8/7374, è stata effettuata l'analisi degli effetti sismici locali secondo la metodologia contenuta nell Allegato 5 della dgr n. 8/7374 del 28/05/2008 con la produzione di un'apposita carta, la Tav.3, interpretabile attraverso il contenuto del capitolo 2 Analisi del rischio sismico. Si tratta di una nuova cartografia in quanto non presente, perché non prevista dalla precedente normativa, nel vecchio Studio geologico per il P.G.T Sintesi normativa La nuova normativa sismica (allegata alla OPCM n 3274 del 20 Marzo 2003) suddivide il territorio nazionale in 4 zone sismiche. Il Comune di Cigole ricade in Zona Sismica 4, vale a dire la zona a minor rischio sismico. La Regione Lombardia con dgr 7 novembre 2003 n.7/14964 ha recepito, in via transitoria e fino a nuova determinazione, tale classificazione. L Ordinanza PCM n 3274 è in vigore, per gli aspetti inerenti la classificazione sismica, dal 23 ottobre Alla stessa data sono entrate in vigore anche le Norme tecniche per le costruzioni (D.M. 14 settembre 2005 e succ. D.M Approvazione delle nuove Norme Tecniche per le costruzioni ). Dal punto di vista della normativa tecnica associata alla nuova classificazione sismica, dal 5 marzo 2008 è in vigore il d.m. 14 gennaio 2008 «Approvazione delle nuove Norme Tecniche per le costruzioni», pubblicato sulla G.U. n. 29 del 4 febbraio 2008, che sostituisce il precedente d.m. 14 settembre Dall art. 20 della l. 28 febbraio 2008, n. 31, è stato previsto un periodo di monitoraggio di 18 mesi, che si è ormai concluso il 30 giugno 2009, durante il quale, fino al 30 giugno 2009, è stato possibile utilizzare per la progettazione sia le norme del d.m 14 gennaio 2008, sia le norme previgenti, elencate al comma 2 del sopracitato art. 20 della l. 28 febbraio 2008, n. 31, con eccezione per le nuove progettazioni degli interventi relativi agli edifici e alle opere infrastrutturali, di cui al decreto del Capo del Dipartimento della Protezione Civile 21 ottobre 2003, per le quali si è dovuto applicare da subito le disposizioni del d.m. 14 gennaio Come stabilito dal comma 1 dell art. 20 della l. 28 febbraio 2008, n. 31, dal 1º luglio 2009 la progettazione antisismica, per tutte le zone sismiche e per tutte le tipologie di edifici è definitivamente regolata dal d.m. 14 gennaio 2008 Approvazione delle nuove Norme Tecniche per le costruzioni. 2.2 Analisi della sismicità del territorio La metodologia per la valutazione dell'amplificazione sismica locale, contenuta nell'allegato 5 della dgr N. 8/7374 del 28/05/2008, prevede un 1 livello di approfondimento che consiste nel riconoscimento delle aree passibili di amplificazione sismica. Le diverse situazioni tipo (scenari) in grado di determinare gli effetti sismici locali sono elencate nella seguente tabella:

5 Sigla Scenari di pericolosità sismica locale Effetti Z1 a Z1 b Z1 c Z2 Z3a Z3b Z4a Z4b Z4c Z4d Z5 Zona caratterizzata da movimenti franosi attivi Zona caratterizzata da movimenti franosi quiescenti Zona potenzialmente franosa o esposta a rischio di frana Zona con terreni di fondazione particolarmente scadenti (riporti poco addensati, terreni granulari fini con falda superficiale) Zona di ciglio H>10 m (scarpata con parete sub verticale, bordo di cava, nicchia di distacco, orlo di terrazzo fluviale o di natura antropica) Zona di cresta rocciosa e/o cucuzzolo: appuntite - arrotondate Zona di fondovalle con presenza di depositi alluvionali e/o fluvioglaciali granulari e/o coesivi Zona pedemontana di falda di detrito, conoide alluvionale e conoide deltizio-lacustre Zona morenica con presenza di depositi granulari e/o coesivi (comprese le coltri loessiche) Zona con presenza di argille residuali e terre rosse di origine pluvio-colluviale Zona di contatto stratigrafico e/o tettonico tra litotipi con caratteristiche fisico-meccaniche molto diverse Tabella 1 - Scenari di pericolosità sismica locale instabilità Cedimenti e/o liquefazioni Amplificazioni topografiche Amplificazioni geometriche Comportamenti differenziali In occasione di eventi sismici le particolari condizioni litologiche e geomorfologiche di una zona possono produrre effetti di instabilità. Le caratteristiche geomorfologiche e la litologia del substrato presente all'interno del territorio di Cigole, indicano la possibilità che possano verificarsi fenomeni di amplificazione sismica locale in tutta l'area comunale, cosi come rappresentato sulla Carta della Pericolosità Sismica Locale (Tav. 3). Tali possibili fenomeni sono riferibili al seguente scenario previsto dalla tabella 1: Z2- Cedimenti e/o liquefazioni: zona con terreni granulari fini con falda superficiale L'allegato 5 della dgr n.8/7374 del 28/05/08 prevede per l'analisi e la valutazione degli effetti sismici tre livelli di approfondimento. Per le aree a pericolosità sismica locale caratterizzate da effetti di cedimenti e/o liquefazione, la dgr n.8/7374, non prevede l applicazione degli studi di 2 livello, ma il passaggio diretto a quelli di 3 livello, cioè la definizione degli effetti di amplificazione locali mediante indagini e analisi nel sito di realizzazione dell'eventuale opera.

6 2.3 Valutazione amplificazione sismica locale Z2 Cedimenti e/o liquefazioni: Con il termine liquefazione si indica la situazione nella quale in un terreno saturo non coesivo si possono avere deformazioni permanenti significative o l annullamento degli sforzi efficaci a causa dell aumento della pressione interstiziale. Deve essere verificata la suscettibilità alla liquefazione quando la falda freatica si trova in prossimità della superficie ed il terreno di fondazione comprende strati estesi o lenti spesse di sabbie sciolte sotto falda, anche se contenenti una frazione fine limo-argillosa. Nel caso di edifici con fondazioni superficiali, la verifica della suscettibilità a liquefazione può essere omessa se il terreno sabbioso saturo si trova a profondità superiore a 15 m dal piano campagna. Per l'intero territorio comunale di Cigole la superficie del terreno sabbioso saturo si trova certamente al di sopra del livello limite di 15 m. Infatti, dalla piezometria ricostruita nella carta di inquadramento dello studio geologico ai fini della pianificazione territoriale, è riconoscibile un massimo di soggiacenza, cioè di distanza dal piano campagna della superficie di falda, di circa 5 m. Per quanto riguarda l effetto di liquefazione, dai dati litostratigrafici del sottosuolo ricavati dalle stratigrafie dei pozzi presenti sul territorio e da alti dati pregressi, il sottosuolo entro i primi 15 metri risulta costituito principalmente da terreni prevalentemente sabbiosi o sabbioso-limosi e generalmente in condizione di saturazione a partire da pochi metri di profondità. In considerazione del fatto che se anche i dati raccolti sono da ritenersi puntuali e quindi non perfettamente estendibili all intero territorio, sono indicativi della possibilità che in determinate zone siano presenti livelli in prevalenza sabbiosi sotto falda potenzialmente liquefacibili. Pertanto si rimanda alla fase di progetto per la determinazione del potenziale di liquefazione attraverso l esecuzione di prove geotecniche in situ. In alternativa è possibile utilizzare i parametri di progetto previsti dalla normativa nazionale per la zona sismica superiore. 2.4 Il caso di Cigole in sintesi: Come già specificato, il territorio comunale di Cigole: si trova in zona sismica 4. appartiene ad uno scenario tipo Z2-Cedimenti e/o liquefazioni: zona con terreni granulari fini con falda superficiale per il quale si prevedono indagini di 3 livello per la definizione degli effetti di amplificazione sismica. La dgr 8/7374 del 28/05/08 al punto 1.4.3, specifica che il livello progettuale 3 di definizione degli effetti di amplificazione sismica si applica: (...) in zona sismica 4 nel caso di costruzione di nuovi edifici strategici e rilevanti di cui al d.d.u.o. n del 21 novembre 2003, fermo restando la facoltà dei comuni di estenderlo anche alle altre categorie di edifici. Perciò, è per questi tipi di edifici, cioè nuovi edifici strategici e rilevanti, che sull'intero territorio del comune di Cigole che dovrà essere effettuata l'indagine sismica di 3 livello con un'analisi geognostica in situ di valutazione degli effetti di amplificazione sismica.

7 NORME GEOLOGICHE DI PIANO 3 Classi di fattibilità Prescrizioni per le classi di fattibilità geologica riportate da: Tav. 6/a e Tav 6/b CARTA DELLA FATTIBILITÀ DELLE AZIONI DI PIANO 3.1 CLASSE 2: FATTIBILITÀ CON MODESTE LIMITAZIONI - colore giallo Classe 2a - Aree con soggiacenza della prima falda limitata max tra 8 e 10 m; possibile sensibile calo in periodi limitati nell'arco dell'anno. - Aree con terreni caratterizzati da scadenti caratteristiche fisico-meccaniche con falda superficiale. Si prescrive analisi del rischio sismico locale di terzo livello secondo allegato 5 della d.g.r. n del Fattibilità assegnata: Classe 2 - Fattibilità con modeste limitazioni Caratteristiche area: Sottosuolo con, indicativamente nei primi 10 m, alternanza di livelli metrici lenticolari di sabbie limose, limi sabbiosi, sabbie, limi, ghiaie ed argille. Probabili variazioni laterali, anche repentine, del quantitativo sabbia-limoghiaia-argilla con conseguenti variazioni dei caratteri geotecnici. Soggiacenza massima della falda acquifera tra 8 e 10 m tendente a ridursi significativamente nei periodi di precipitazione, irrigazione o piena fluviale. Probabile localmente il ristagno d'acqua. Aree con terreni caratterizzati da scadenti caratteristiche fisicomeccaniche con falda superficiale e rischio potenziale di cedimenti e/o liquefazioni (scenario di pericolosità sismica Z2 dell'all.5 alla dgr n.8/7374 del ). Terreni generalmente appartenenti ai depositi della formazione Fluviale Würm. Specifiche geologico-tecniche: Impermeabilizzazioni alla base e alla parte interrata di ogni manufatto. Terreni generalmente appartenenti ai depositi della formazione Fluviale Würm.Realizzazione di opere e azioni atte alla protezione della falda acquifera mediante la raccolta, il collettamento e il corretto smaltimento degli eventuali fluidi potenzialmente dannosi per le acque del sottosuolo. Limitazioni alle attività in cui siano coinvolti materiali pericolosi o inquinanti per le falde acquifere. Nel caso di fondazioni su palo, indagini geotecniche in situ puntuali per ciascun palo. Nel caso di fondazioni dirette, indagini sull'intera area coinvolta dal carico. Dimensionamento delle fondazioni attraverso la valutazione dei parametri geotecnici angolo attrito, coesione densità. Stima dei cedimenti a lungo periodo (10 anni) mediante valutazione dei parametri edometrici.

8 Verifica dei cedimenti differenziali, a lungo periodo (10 anni), delle fondazioni per differenze di carico nell'ambito dello stesso edificio e/o per variazioni laterali delle caratteristiche geotecniche del sottosuolo. Analisi del rischio sismico locale di 3 livello secondo l'allegato 5 della d.g.r. n.8/7374 del 28/05/08 nel caso di costruzione di nuovi edifici strategici e rilevanti di cui al d.d.u.o. n del 21 novembre L analisi prevede la valutazione dei potenziali di cedimenti e liquefazioni. Per liquefazione si indica la situazione nella quale in un terreno saturo non coesivo si possono avere deformazioni permanenti significative o l annullamento degli sforzi efficaci a causa di un istantaneo aumento della pressione interstiziale. Per il calcolo del potenziale di liquefazione bisogna far riferimento ai risultati di prove in situ, utilizzando procedure note in letteratura (Crespellani T., La liquefazione del terreno in condizioni sismiche. Zanichelli, Bologna, pp 185 ed altre più recenti ). Anche per il calcolo di possibili cedimenti che possono verificarsi sia in presenza di sabbie sature sia in presenza di sabbie asciutte, si fa riferimento a risultati di prove eseguite in situ, utilizzando procedure note in letteratura.

9 3.2 CLASSE 3: FATTIBILITÀ CON CONSISTENTI LIMITAZIONI - colore arancione Classe 3 a - Area in fascia B del P.A.I.: fascia di esondazione, generalmente corrispondente alle alluvioni antiche e medie del Fiume Mella. - Aree con soggiacenza della prima falda limitata. - Aree con terreni caratterizzati da scadenti caratteristiche fisico-meccaniche con falda superficiale. Si prescrive analisi del rischio sismico locale di terzo livello secondo allegato 5 della d.g.r. n del Fattibilità assegnata: Classe 3 - Fattibilità con consistenti limitazioni Caratteristiche area: Sottosuolo con, indicativamente nei primi 10 m, alternanza di livelli metrici lenticolari di sabbie limose, limi sabbiosi, sabbie, limi, ghiaie ed argille. Probabili variazioni laterali, anche repentine, del quantitativo sabbia-limoghiaia-argilla con conseguenti variazioni dei caratteri geotecnici. Probabile presenza di lenti di torba di estensione decametrica o anche ettometrica. Soggiacenza media della falda acquifera 3 m tendente a zero nei periodi di precipitazione, irrigazione o piena fluviale. Molto probabile il ristagno d'acqua. Area appartenente alla fascia B del P.A.I. (Piano stralcio per l'assetto Idrogeologico): Fascia d'esondazione. Aree con terreni caratterizzati da scadenti caratteristiche fisicomeccaniche con falda superficiale e rischio potenziale di cedimenti e/o liquefazioni (scenario di pericolosità sismica Z2 dell'all.5 alla dgr n.8/7374 del ). Terreni generalmente appartenenti ai depositi della formazione Alluvioni antiche. Specifiche geologico-tecniche: Impermeabilizzazioni completa alla base e alla parte interrata di ogni manufatto. Realizzazione di opere e azioni atte alla protezione della falda acquifera mediante la raccolta, il collettamento e il corretto smaltimento degli eventuali fluidi potenzialmente dannosi per le acque del sottosuolo. Limitazioni alle attività in cui siano coinvolti materiali pericolosi o inquinanti per le falde acquifere. Impianti di raccolta di eventuali perdite al suolo di fluidi o materiali usati nelle attività umane e zootecniche. Corretto smaltimento di tali materiali. Nel caso di fondazioni su palo, indagini geotecniche in situ puntuali per ciascun palo. Nel caso di fondazioni dirette, indagini sull'intera area coinvolta dal carico. Dimensionamento delle fondazioni attraverso la valutazione dei parametri geotecnici angolo attrito, coesione e densità e in considerazione del livello di falda a ridottissima soggiacenza. Stima dei cedimenti a lungo periodo (10 anni) mediante valutazione dei parametri edometrici. Verifica dei cedimenti differenziali, a lungo periodo (10 anni), delle fondazioni per differenze di carico nell'ambito dello stesso edificio e/o per variazioni laterali delle caratteristiche geotecniche del sottosuolo. Ricerca a profondità pari al bulbo di carico della fondazione (su palo o diretta) di eventuali livelli torbosi o di scarse caratteristiche geotecniche.

10 Osservanza del Piano stralcio per l'assetto idrogeologico - Norme di attuazione in particolare: art. 1, art. 30, art. 32, art. 38, art 38 bis, art. 39, art 41 (vedasi estratto del P.A.I. riportato in allegato al termine). Analisi del rischio sismico locale di 3 livello secondo l'allegato 5 della d.g.r. n.8/7374 del 28/05/08 nel caso di costruzione di nuovi edifici strategici e rilevanti di cui al d.d.u.o. n del 21 novembre L analisi prevede la valutazione dei potenziali di cedimenti e liquefazioni. Per liquefazione si indica la situazione nella quale in un terreno saturo non coesivo si possono avere deformazioni permanenti significative o l annullamento degli sforzi efficaci a causa di un istantaneo aumento della pressione interstiziale. Per il calcolo del potenziale di liquefazione bisogna far riferimento ai risultati di prove in situ, utilizzando procedure note in letteratura (Crespellani T., La liquefazione del terreno in condizioni sismiche. Zanichelli, Bologna, pp 185 ed altre più recenti ). Anche per il calcolo di possibili cedimenti che possono verificarsi sia in presenza di sabbie sature sia in presenza di sabbie asciutte, si fa riferimento a risultati di prove eseguite in situ, utilizzando procedure note in letteratura.

11 3.3 CLASSE 4: FATTIBILITÀ CON GRAVI LIMITAZIONI - colore rosso Classe 4a - Aree ricadenti nella Fascia A del P.A.I.: fascia di deflusso della piena. Corrispondente generalmente alle alluvioni attuali del fiume Mella - Aree con soggiacenza della prima falda limitata. - Aree con terreni caratterizzati da scadenti caratteristiche fisico-meccaniche con falda superficiale. Si prescrive analisi del rischio sismico locale di terzo livello secondo allegato 5 della d.g.r. n del Fattibilità assegnata: Classe 4 - Fattibilità con gravi limitazioni Caratteristiche area: Area appartenente alla fascia A del P.A.I. (Piano stralcio per l'assetto Idrogeologico): Fascia di deflusso della piena. Sottosuolo con, indicativamente nei primi 10 m, alternanza di livelli metrici lenticolari di sabbie limose, limi sabbiosi, sabbie, limi, ghiaie ed argille. Probabili variazioni laterali, anche repentine, del quantitativo sabbia-limoghiaia-argilla con conseguenti variazioni dei caratteri geotecnici. Probabile presenza di lenti di torba di estensione decametrica o anche ettometrica. Soggiacenza media della falda acquifera direttamente correlata con il fiume Mella, perciò tendente a zero nei periodi di precipitazione, irrigazione o piena fluviale. Molto probabile il ristagno d'acqua. Specifiche geologico-tecniche: Osservanza del Piano stralcio per l'assetto idrogeologico - Norme di attuazione in particolare: art. 1, art. 29, art. 32, art. 38, art 38 bis, art. 39, art 41. (vedasi estratto del P.A.I. riportato in allegato al termine).

12 3.3.2 Classe 4b Fasce di rispetto del Reticolo Idrico Minore. - Area in fascia B del P.A.I.: fascia di esondazione, generalmente corrispondente alle alluvioni antiche e medie del Fiume Mella. - Aree con soggiacenza della prima falda limitata. - Aree con terreni caratterizzati da scadenti caratteristiche fisico-meccaniche con falda superficiale. Si prescrive analisi del rischio sismico locale di terzo livello secondo allegato 5 della d.g.r. n del Fattibilità assegnata: Classe 4 - Fattibilità con gravi limitazioni Caratteristiche area: Fasce di rispetto del corsi appartenenti al Reticolo idrico minore del Comune di Cigole. Sottosuolo con, indicativamente nei primi 10 m, alternanza di livelli metrici lenticolari di sabbie limose, limi sabbiosi, sabbie, limi, ghiaie ed argille. Probabili variazioni laterali, anche repentine, del quantitativo sabbia-limoghiaia-argilla con conseguenti variazioni dei caratteri geotecnici. Probabile presenza di lenti di torba di estensione decametrica o anche ettometrica. Soggiacenza media della falda acquifera 3 m tendente a zero nei periodi di precipitazione, irrigazione o piena fluviale. Molto probabile il ristagno d'acqua. Area appartenente alla fascia B del P.A.I. (Piano stralcio per l'assetto Idrogeologico): Fascia d'esondazione. Aree con terreni caratterizzati da scadenti caratteristiche fisicomeccaniche con falda superficiale e rischio potenziale di cedimenti e/o liquefazioni (scenario di pericolosità sismica Z2 dell'all.5 alla dgr n.8/7374 del ). Terreni generalmente appartenenti ai depositi della formazione Alluvioni antiche. Specifiche geologico-tecniche: Impermeabilizzazioni completa alla base e alla parte interrata di ogni manufatto. Realizzazione di opere e azioni atte alla protezione della falda acquifera mediante la raccolta, il collettamento e il corretto smaltimento degli eventuali fluidi potenzialmente dannosi per le acque del sottosuolo. Limitazioni alle attività in cui siano coinvolti materiali pericolosi o inquinanti per le falde acquifere. Impianti di raccolta di eventuali perdite al suolo di fluidi o materiali usati nelle attività umane e zootecniche. Corretto smaltimento di tali materiali. Nel caso di fondazioni su palo, indagini geotecniche in situ puntuali per ciascun palo. Nel caso di fondazioni dirette, indagini sull'intera area coinvolta dal carico. Dimensionamento delle fondazioni attraverso la valutazione dei parametri geotecnici angolo attrito, coesione e densità e in considerazione del livello di falda a ridottissima soggiacenza. Stima dei cedimenti a lungo periodo (10 anni) mediante valutazione dei parametri edometrici. Verifica dei cedimenti differenziali, a lungo periodo (10 anni), delle fondazioni per differenze di carico nell'ambito dello stesso edificio e/o per variazioni laterali delle caratteristiche geotecniche del sottosuolo.

13 Ricerca a profondità pari al bulbo di carico della fondazione (su palo o diretta) di eventuali livelli torbosi o di scarse caratteristiche geotecniche. Osservanza del Piano stralcio per l'assetto idrogeologico - Norme di attuazione in particolare: art. 1, art. 30, art. 32, art. 38, art 38 bis, art. 39, art 41 (vedasi estratto del P.A.I. riportato in allegato al termine). Analisi del rischio sismico locale di 3 livello secondo l'allegato 5 della d.g.r. n.8/7374 del 28/05/08 nel caso di costruzione di nuovi edifici strategici e rilevanti di cui al d.d.u.o. n del 21 novembre L analisi prevede la valutazione dei potenziali di cedimenti e liquefazioni. Per liquefazione si indica la situazione nella quale in un terreno saturo non coesivo si possono avere deformazioni permanenti significative o l annullamento degli sforzi efficaci a causa di un istantaneo aumento della pressione interstiziale. Per il calcolo del potenziale di liquefazione bisogna far riferimento ai risultati di prove in situ, utilizzando procedure note in letteratura (Crespellani T., La liquefazione del terreno in condizioni sismiche. Zanichelli, Bologna, pp 185 ed altre più recenti ). Anche per il calcolo di possibili cedimenti che possono verificarsi sia in presenza di sabbie sature sia in presenza di sabbie asciutte, si fa riferimento a risultati di prove eseguite in situ, utilizzando procedure note in letteratura. Osservanza delle norme del Reticolo idrico minore del Comune di Cigole.

14 3.3.3 Classe 4c Fasce di rispetto del Reticolo Idrico Minore. - Aree con soggiacenza della prima falda limitata. - Aree con terreni caratterizzati da scadenti caratteristiche fisico-meccaniche con falda superficiale. Si prescrive analisi del rischio sismico locale di terzo livello secondo allegato 5 della d.g.r. n del Fattibilità assegnata: Classe 4 - Fattibilità con gravi limitazioni Caratteristiche area: Fasce di rispetto del corsi appartenenti al Reticolo idrico minore del Comune di Cigole. Sottosuolo con, indicativamente nei primi 10 m, alternanza di livelli metrici lenticolari di sabbie limose, limi sabbiosi, sabbie, limi, ghiaie ed argille. Probabili variazioni laterali, anche repentine, del quantitativo sabbia-limoghiaia-argilla con conseguenti variazioni dei caratteri geotecnici. Probabile presenza di lenti di torba di estensione decametrica o anche ettometrica. Soggiacenza media della falda acquifera 3 m tendente a zero nei periodi di precipitazione, irrigazione o piena fluviale. Molto probabile il ristagno d'acqua. Aree con terreni caratterizzati da scadenti caratteristiche fisicomeccaniche con falda superficiale e rischio potenziale di cedimenti e/o liquefazioni (scenario di pericolosità sismica Z2 dell'all.5 alla dgr n.8/7374 del ). Terreni generalmente appartenenti ai depositi della formazione Alluvioni antiche. Specifiche geologico-tecniche: Impermeabilizzazioni completa alla base e alla parte interrata di ogni manufatto. Realizzazione di opere e azioni atte alla protezione della falda acquifera mediante la raccolta, il collettamento e il corretto smaltimento degli eventuali fluidi potenzialmente dannosi per le acque del sottosuolo. Limitazioni alle attività in cui siano coinvolti materiali pericolosi o inquinanti per le falde acquifere. Impianti di raccolta di eventuali perdite al suolo di fluidi o materiali usati nelle attività umane e zootecniche. Corretto smaltimento di tali materiali. Nel caso di fondazioni su palo, indagini geotecniche in situ puntuali per ciascun palo. Nel caso di fondazioni dirette, indagini sull'intera area coinvolta dal carico. Dimensionamento delle fondazioni attraverso la valutazione dei parametri geotecnici angolo attrito, coesione e densità e in considerazione del livello di falda a ridottissima soggiacenza. Stima dei cedimenti a lungo periodo (10 anni) mediante valutazione dei parametri edometrici. Verifica dei cedimenti differenziali, a lungo periodo (10 anni), delle fondazioni per differenze di carico nell'ambito dello stesso edificio e/o per variazioni laterali delle caratteristiche geotecniche del sottosuolo. Ricerca a profondità pari al bulbo di carico della fondazione (su palo o diretta) di eventuali livelli torbosi o di scarse caratteristiche geotecniche. Analisi del rischio sismico locale di 3 livello secondo l'allegato 5 della d.g.r. n.8/7374 del 28/05/08 nel caso di costruzione di nuovi edifici

15 strategici e rilevanti di cui al d.d.u.o. n del 21 novembre L analisi prevede la valutazione dei potenziali di cedimenti e liquefazioni. Per liquefazione si indica la situazione nella quale in un terreno saturo non coesivo si possono avere deformazioni permanenti significative o l annullamento degli sforzi efficaci a causa di un istantaneo aumento della pressione interstiziale. Per il calcolo del potenziale di liquefazione bisogna far riferimento ai risultati di prove in situ, utilizzando procedure note in letteratura (Crespellani T., La liquefazione del terreno in condizioni sismiche. Zanichelli, Bologna, pp 185 ed altre più recenti ). Anche per il calcolo di possibili cedimenti che possono verificarsi sia in presenza di sabbie sature sia in presenza di sabbie asciutte, si fa riferimento a risultati di prove eseguite in situ, utilizzando procedure note in letteratura. Osservanza delle norme del Reticolo idrico minore del Comune di Cigole.

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