Valutare un riassunto

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1 Valutare un riassunto Criteri relativi alla quantità delle informazioni - sono state omesse (molte) informazioni fondamentali - sono state mantenute molte informazioni eliminabili: ripetizioni, elementi marginali, elementi ricavabili per inferenza - sono stati inseriti commenti personali, digressioni, aggiunte arbitrarie rispetto al testo di partenza - il riassunto mantiene la lunghezza del testo di partenza o comunque non rispetta il limite indicato nella consegna 1

2 Criteri relativi alla qualità delle informazioni - sono state inserite informazioni inesatte - sono state inserite delle parti riprese testualmente dal testo di partenza, non indicate come citazioni - sono stati modificati i rapporti logici tra le informazioni e le idee espresse nel testo di partenza - la funzione comunicativa di una parte del testo è stata interpretata come globale 2

3 Criteri relativi alla forma - non è rispettata la coerenza semantica e stilistica (scelte morfosintattiche e lessicali, collocazioni, uniformità di registro) - non è garantita la coesione all interno della frase (p. es. reggenze) o tra le frasi (connettivi, sostituzioni, pronomi ecc.) - non è rispettata la strutturazione grafica (punteggiatura, divisione in paragrafi) 3

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6 (Da Gatta F. / Pugliese R., Manuale di scrittura, Bologna, Bononia University Press, 2006, materiali on line) 6

7 PRIMO RIASSUNTO Si parla di strutture rigidamente gerarchiche ma poi qui di fatto ci si riferisce al mondo dell azienda. Se mai per sottolineare l autorità di un superiore. L idea del disprezzo è marginale (un inciso) nel testo di partenza, mentre qui le viene dato molto peso. 7

8 Sanciva quando? Manca un riferimento temporale. L autore parla piuttosto di segno del cambiamento nei rapporti di formalità. Perché anche indice? nel testo di partenza si parla se mai solo di questo aspetto. Sono stati aggiunti elementi valutativi non presenti, o più sfumati, nel testo originario (eccessiva confidenza, svalutazione del giovane). L autore non parla di incomprensioni nei rapporti di potere. Problemi di forma Una configurazione netta e comunemente assunta sull uso degli allocutivi -> scelta lessicale: una norma chiara e condivisa sull uso degli allocutivi. L alternanza è per lo più duttile -> collocazione: l alternanza non può essere duttile. Una regola, prima obbligatoria che da qualche tempo è stata messa in discussione -> sintassi: manca una frase principale. 8

9 SECONDO RIASSUNTO Non è chiaro che l espressione tra virgolette si riferisce a una norma citata nel testo. Non si tratta dello stesso discorso : l autore presenta una situazione diversa tra scuola e università. L autore dice che in ambito universitario il tu non è quasi mai reciproco. Più che la tesi centrale è una prima conclusione. 9

10 Problemi di forma Alberto Sobrero, nell articolo -> punteggiatura: la virgola apre un inciso che poi non viene chiuso, quindi il soggetto risulta separato dal predicato. e chi invece, mantiene l uso non reciproco -> punteggiatura: la virgola chiude un inciso che non era stato aperto, quindi il soggetto risulta separato dal predicato. quello delle Istituzioni Totali (l esercito e le carceri) dove sono numerose -> punteggiatura: prima di una relativa non restrittiva ci vuole la virgola. sono numerose le infrazioni sull uso del lei per -> reggenze: le infrazioni all uso. si è passati da un tassativo uso non reciproco degli allocutivi, al tu reciproco fin -> punteggiatura: la virgola separa due elementi collegati (da y a z). 10

11 TERZO RIASSUNTO L autore dice che sono alternati indifferentemente, non che sono usati con disinvoltura. È un informazione secondaria, non la tesi. Inoltre, esamina alcuni ambiti (non i diversi ambiti = tutti) L autore non dice che il lei in azienda è solo asimmetrico, né dà valutazioni così nette ( purtroppo ). Manca il riferimento alle norme. 11

12 Se non si precisa che si tratta della diffusione del tu reciproco si perde l idea del testo originale. Perché intanto? L autore non fa riferimento alle speranze qui citate. Questa conclusione pare un po forzata rispetto a quanto detto dall autore; inoltre, perché continua? 12

13 Problemi di forma argomenta la sua tesi su come ancora -> reggenza: la sua tesi, secondo la quale nelle cosi dette istituzioni totali -> ortografia: cosiddette All alunno, intanto, il tu è garantito [ ] nelle università, che una volta erano il traguardo della crescita e della maturità di uno studente, e quindi come simbolo aveva il diritto a sentirsi -> sintassi: il soggetto della frase principale è il tu, mentre il verbo aveva è concordato a senso con lo studente. L uso del tu che tende all universale -> sintassi e lessico?: la tendenza all uso universale del tu. è universale la lingua inglese -> sintassi e lessico?: (l uso del tu) è universale nella lingua inglese. 13

14 Proposta di correzione Sobrero nota come oggi il tu e il lei vengano spesso indifferentemente alternati dagli italiani. Nelle aziende sembra essersi imposto il tu fra pari grado e il lei reciproco fra superiore e inferiore, ma in realtà l uso è poi regolato da considerazioni e scelte personali più che da norme legate alla gerarchia: c è chi rimarca la propria superiorità di grado anche attraverso l uso asimmetrico degli allocutivi e chi invece preferisce conquistare autorevolezza ricorrendo ad altri comportamenti più sostanziali. Anche nelle cosiddette istituzioni totali (esercito e carcere) si è cercato di imporre, con appositi provvedimenti, un uso reciproco degli allocutivi, ma nella pratica resta forte la tendenza a sottolineare con il tu non reciproco la superiorità nei confronti del sottoposto o del detenuto. Nella scuola, a partire dagli anni Settanta, i mutamenti nel livello di formalità dei rapporti tra insegnante e allievo hanno portato alla crescente diffusione del tu reciproco, soprattutto alla materna e alle elementari, ma spesso anche alle medie e alle superiori. 14

15 La situazione appare per certi versi opposta all università, dove al lei reciproco, che segnava un tempo la conquista da parte dello studente dello status di individuo adulto, si è sostituito l uso asimmetrico del tu da parte di alcuni docenti. Tale uso risulta spesso ambiguo, rivelando un atteggiamento che l autore interpreta come ammiccante, demagogico e giovanilistico. In conclusione, Sobrero sottolinea come l apparente democraticità dell uso esteso del tu possa in realtà nascondere connotazioni ambigue se non addirittura negative. Del resto, nota l autore, negli usi della lingua vi è poco di semplice e lineare, specialmente quando alle questioni linguistiche sono strettamente intrecciati problemi delicati come i rapporti di potere. (269 parole) 15

PRIMO RIASSUNTO. (Da Gatta F. / Pugliese R., Manuale di scrittura, Bologna, Bononia University Press, 2006, materiali on line)

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