Descrizione e definizione dell alunno con ADHD in classe. Gian Marco Marzocchi

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1 Descrizione e definizione dell alunno con ADHD in classe Gian Marco Marzocchi Università di Milano-Bicocca Centro per l Età Evolutiva - Bergamo

2 Alla scuola materna Alcuni bambini iperattivi non riescono ad autoregolare il proprio comportamento per ritardo maturativo o presenza di altri disturbi (disturbi generalizzati dello sviluppo, disturbi del linguaggio o di coordinazione motoria). Altri hanno una difficoltà specifica nel rispetto delle regole e delle routine domestiche o per un inadeguato contatto con le figure parentali. L uso degli strumenti (penne, matite, pennarelli, fogli) avviene in modo goffo e il bambino non ha la possibilità di avere quella prescolarizzazione. L ingresso nella scuola elementare è un passaggio in cui gli alunni iperattivi mantengono un elevato livello di attività e non riescono ad autoregolare il comportamento. Gli alunni non iperattivi possono ridurre il livello di problematicità oppure diventa più evidente che i problemi sono generalizzati (cognizione, comunicazione, coordinazione motoria, relazioni).

3 Dalla parte del bambino Un bisogno irrefrenabile di muoversi lo rende inquieto e non riesce a stabilire dei contatti con gli altri a giocare con lo stesso gioco per un po di tempo per apprendere un adeguata coordinazione oculo-manuale sviluppare strategie per affrontare problemi più complessi Gli insegnanti lo riprendono Lui sente di non riuscire a fare diversamente: è come se il suo motorino non si fermasse e non è capace di fermarsi, riflettere su quello che deve fare. Con i compagni non va meglio: non riesce ad accettare che altri gli impongano delle regole nei giochi Gli oggetti circostanti, se colorati o mai visti, sono molto eccitanti, vorrebbe prenderli tutti (anche contemporaneamente) per giocare ed esplorarli. Dopo un po l eccitazione per la novità svanisce e vorrebbe qualcos altro L attesa è qualcosa di sgradevole perchè vorrebbe tutto e subito, per un bisogno che fatica lui stesso a controllare.

4 Nuclei fondamentali dell ADHD Alla scuola dell infanzia: Bisogno irrefrenabile di muoversi Incapacità di lavorare su una stessa attività fino al suo completamento Ricerca di novità, stimolazioni sempre più eccitanti: bisogno di cambiare compito perché c è stata una veloce saturazione e quindi abbassamento della motivazione Scarso rispetto delle regole: nelle attività, con i compagni, con le insegnanti Tendenza a volere tutto e subito Scarse risposte alle punizioni A volte si osservano comportamenti simili anche nei genitori (anche se riferiti ad adulti).

5 Aspetti cognitivi e di apprendimento Alla scuola primaria 1. Maggior presenza di alunni con diagnosi di DSA, rispetto ai non ADHD (hp di fragilità genetica comune tra ADHD e DSA): 35-40% rispetto a 4-5% 2. Elevata numerosità di bambini ADHD con problemi di apprendimento aspecifici: comprensione del testo, soluzione di problemi e soprattutto nello studio. 3. Difficoltà nei processi cognitivi di tipo controllato: selezione e mantenimento in memoria di lavoro delle informazioni importanti per comprendere testi e problemi. 4. Difficoltà nel mantenere l attenzione focalizzata sui contenuti presentati oralmente o per iscritto.

6 5. Difficoltà nel pianificare i passaggi sequenziali per l esecuzione di attività scolastiche: individuare gli obiettivi più importanti, farne una gerarchia, e definire i vari passaggi per portare a termine i propri impegni. 6. Lento e dispersivo nell esecuzione dei primi compiti 7. Presenza di numerosi errori di distrazione 8. Incapace di portare a termine i compiti 9. Disordinato, disorganizzato, smemorato nel rispettare le consegne e i compiti 10. Frettolosità nel finire i compiti 11. Assenza di revisione e autocorrezione nei compiti scolastici 12. In caso di errore spesso non vi è un accurata valutazione delle cause: l attribuzione è esterna (è colpa degli altri)

7 Aspetti comportamentali Alla scuola primaria La percezione di scarsa tenuta attentiva e la demotivazione crescente viene contrastata con l irrequietezza (iperattività) L iperattività è un bisogno irrefrenabile di muoversi per allentare la tensione e autostimolare la propria attenzione I contesti sociali e scolastici non tollerano l eccessivo movimento: scarso rispetto delle regole L iperattività serve anche per compensare la sensazione sgradevole di dover aspettare un evento futuro, presumibilmente piacevole per il bambino (delay aversion)

8 La delay aversion induce il bambino a volere tutto e subito perché lui non tollera di aspettare Lo stesso meccanismo di intolleranza dell attesa potrebbe spiegare l impulsività. L impulsività induce scarso controllo delle risposte e maggiore probabilità di commettere errori.

9 Aspetti scolastici Alla scuola secondaria Scarsa motivazione scolastica (tranne nelle materie in cui l alunno trova una gratificazione immediata) Infrazioni delle regole scolastiche Frequenti dimenticanze (compiti, materiali) Poco tempo dedicato allo studio e ai compiti Grosse problematiche nell organizzazione per lo svolgimento dei compiti a casa Studio molto superficiale (scarso apprendimento delle informazioni) ieri sono stato tanto sui libri, ma oggi non ricordo più niente chissà perché? Di fronte agli insuccessi tendenza a mentire o a nascondere ai genitori

10 Cosa dicono di sé è come se avessi dei buchi neri dei black out sto seguendo la lezione, a un certo punto mi perdo via vado nel mio mondo poi succede qualcosa e mi risveglio e ho perso dei pezzi

11 Cosa dicono di sé Quando ci sono la mamma in casa o la Marta dei compiti arrivano e mi fanno prendere i compiti, ma appena vanno via, quando sono da solo non ce la faccio. Inizio a pensare ad altre cose alla playstation, all allenamento a volte però non penso a niente di preciso e dopo un ora non ho ancora aperto il libro

12 Vissuti Senso di smarrimento quando l attenzione torna a livelli più adeguati Preoccupazione e tensione al momento, nel qui ed ora La convinzione di essere cattivo e scemo Giustificazione della condotta

13 Cosa dicono di sé Quando torna l attenzione sono un po agitato perché non so cosa fare, non so se la profe mi ha chiamato o no Quando ho visto la pagella allora mi sono un po preoccupato perchè ho pensato che andavo male.. Ti dicono che sei uno scansafatiche che devi impegnarti di più che non hai voglia che non sei un bravo bambino

14 Conclusioni Per gli alunni disattenti bisogna conciliare due obiettivi: 1. Fornire ausili esterni e interventi che strutturino il comportamento e l attenzione (ausili, autoistruzioni, routine, tutor ) Eteroregolazione 2. Prevedere attività e momenti per far interiorizzare gli ausili e le autoistruzioni Autoregolazione

15 Difficoltà di comunicazione scuola-famiglia INSEGNANTI Informati dalla scuola materna danno tempo al bambino e rassicurano i genitori, che poi convocano a scuola GENITORI Già in difficoltà a casa, spesso arrivano sulla difensiva Confermano la disponibilità, ma elencano le azioni inadeguate del bambino e il grado di disturbo che provoca Difendono il bambino, minimizzano i comportamenti inadeguati e pensano eccessive alcune richieste della scuola Si sentono inadeguati come genitori e vivono il figlio come un piccolo mostro ; devono accettare le lamentele di tutti e accettare che il bimbo non matura

16 .. Pensano a carenze educative o problemi familiari Si incrementa la sensibilità ai comportamenti negativi Aumentano note e comunicazioni D D D Pensano, in modo consolatorio, che siano gli insegnanti a non saper gestire il figlio In tensione rispetto alla scuola, vissuta come punitiva anche da loro Cresce la sensazione di impotenza (possono solo punire) e diminuisce l effetto sul comportamento del bambino Non vedono miglioramenti e diminuisce la disponibilità a comprendere il disturbo, anche per l idea che la famiglia non faccia la sua parte

17 In sintesi La disattenzione è un problema di autoregolazione del comportamento causato da due tipi di difficoltà: 1. Programmazione e organizzazione di comportamenti complessi per raggiungere gli obiettivi (Deficit delle Funzioni Esecutive), 2. Mantenimento delle sforzo cognitivo (Deficit di Vigilanza).

18 Quali sono gli obiettivi di un intervento efficace? Consentire una crescita sicura del bambino: impedendo uscite dal circuito sociale (abbandono scolastico, devianza, abuso di sostanze) e integrazione relazionale positiva Permettere al giovane adulto di mettere a frutto buona parte delle sue potenzialità, accettando che i problemi di attenzione, impulsività e iperattività non spariscano mai completamente Mantenere coesa la rete sociale e relazionale attorno al ragazzo, per consentirgli una crescita adeguata

19 Clinico Contesto di vita Contesto scolastico

20 Supporto Esterno Adulto Strumenti - Adattamenti Autoregolazione Organizzazione Spazio - Temporale

21 Componenti Interne al bambino Adattamenti Ambientali L adulto come regolatore Regolazione e Organizzazione

22 Componenti interne Consapevolezza (capire cosa mi succede esattamente) Spazio di non giudizio sul ragazzo (per evitare che difendendosi perda consapevolezza e autoregolazione) Riflessione sulle attribuzioni (perché mi succede questo) Training (ragazzi grandi): Strategie organizzative (cellulari; sveglie, calendari, biglietti ) Mnemotecniche Problem Solving

23 Obiettivi del lavoro con gli insegnanti Rendere consapevoli gli insegnanti dell importanza del loro ruolo, di essere capaci di modificare il comportamento dell alunno con ADHD Motivare gli insegnanti a lavorare sugli aspetti educativi per ottenere dei risultati soddisfacenti Far cogliere il collegamento che il loro benessere dipende dal maggior autocontrollo degli alunni

24 Quali variabili tenere presente Le idee dell insegnante sul disturbo La difficoltà nella gestione quotidiana del rapporto con l alunno e i compagni I rapporti spesso conflittuali con i genitori dell alunno problematico Il fatto che spesso l insegnate è solo nel lavoro con bambino problematici

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