Risoluzione del rapporto di lavoro dei dipendenti pubblici. (di Nino Sabella)

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1 Risoluzione del rapporto di lavoro dei dipendenti pubblici. (di Nino Sabella) La risoluzione del rapporto di lavoro dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche, compreso il personale delle Istituzioni scolastiche, e il collocamento in altro ruolo rispetto a quello di inquadramento sono disciplinati dal D.P.R. n. 171/2011 Regolamento). Detto D.P.R. contiene il Regolamento, che disciplina la risoluzione del rapporto di lavoro dei dipendenti pubblici per articolo 55-octies del decreto legislativo n. 165/01 (modificato dal decreto legislativo n. 150/09), e rinvia al DPR n. 461/01 riguardo ai re: B. il concetto di inidoneità psicofisica; C. i soggetti che possono avviare la procedura di accertamento di inidoneità; E. la procedura di dichiarazione di inidoneità; G. la destinazione ad altri compiti; H. la risoluzione del rapporto di lavoro. A. Personale soggetto La risoluzione del rapporto di lavoro o la destinazione ad altre mansioni riguarda, leggiamo comma 2 del decreto legislativo n. 165/2001. È escluso da quanto appena detto e, quindi, sottoposto ai rispettivi ordinamenti, il personale indicato procuratori dello Stato; il personale militare e delle Forze di polizia di Stato; il personale della carriera diplomatica e della carriera prefettizia; i dipendenti degli enti che svolgono la loro attività del Capo provvisorio dello Stato n. 691/1947 e dalla legge n. 281/1985 e successive modificazioni ed integrazioni, e dalla legge n. 287/1990. B. Inidoneità psicofisica o la destinazione ad altri compiti, deve essere permanente e può essere relativa o assoluta.

2 fisico e/o mentale, non possono svolgere alcuna attività lavorativa. difetto fisico e/o mentale, non possono svolgere alcuni o tutti i compiti previsti. Nel caso del personale scolastico, ad esempio, può succedere che un insegnante abbia problemi di salute tali da non poter più stare a scuola, in quanto non più capace di intrattenere relazioni positive e pacifiche con colleghi, alunni e operatori scolastici in genere; oppure un insegnante, ad esempio di scuola primaria o infanzia, avendo problemi fisici non può più insegnare e, quindi, viene destinato ad altri compiti (ad es. a svolgere funzioni di assistente amministrativo). 1. C. Soggetti che possono avviare la procedura di accertamento di inidoneità La procedura di accert cui opera il dipendente in questione oppure può essere richiesta dal dipendente stesso. ministrazione, dal canto suo, può attivare la procedura, sempre dopo il superamento del periodo di prova del dipendente, solo in presenza di determinate condizioni: 1. assenza del dipendente per malattia, superato il primo periodo di conservazione del posto previsto nei contratti collettivi di riferimento; 2. disturbi del comportamento gravi, evidenti e ripetuti, che fanno fondatamente presumere 3. condizioni fisiche che facciano presu al servizio. Quanto al primo punto, il vigente CCNL Scuola prevede che il personale docente e ATA abbia diritto alla conservazione del posto per un periodo di 18 mesi di malattia in triennio (9 mesi più altri 9 mesi). Pertanto. D. rinvia al D.P.R. n. 461/01 lui delegato; -bis comma 2 del decreto legislativo 30 aprile

3 tutti gli elementi informativi disponibili. te E. Procedura di dichiarazione di inidoneità La procedura di dichiarazione di inidoneità è differente a seconda del motivo per cui la medesima Nel caso di assenza del dipendente per malattia di concedere un ulteriore periodo di altri 9 mesi, procede alla verifica dello stato di salute del, al fine di stabilire la sussistenza di eventuali cause di permanente inidoneità psicofisica assoluta o relativa. Nel caso, invece, di disturbi del comportamento gravi, evidenti e ripetuti o di condizioni fisiche permanente assoluta o relativa al servizio, senza limiti temporali, diversamente dal caso sopra descritto. Tutte le comunicazione tra gli uffici, previste dal R 196 del 2003 (Trattamento di dati personali). La trasmissione dei documenti, relativi al procedimento, possono essere inviati al dipendente o in deve essere allegato alla nota di trasmissione. ssato è inserita in un plico chiuso, che 1. F. Misure cautelari della visita., al fine di evitare il sorgere di situazioni di pericolo per la sicurezza e può disporre, prima la sospensione cautelare dal servizio del dipendente sino alla data La sospensione cautelare può essere disposta anche in caso di assenza ingiustificata del dipendente alla visita di inidoneità; se il dipendente non si presenta alla seconda visita, senza alcun giustificato -bis del decreto legislativo n. 165 del motivati; entro i successivi 5 giorni dalla comunicazione, il dipendente può presentare memorie e inistrazione. La sospensione, che ha una durata massima di 180 giorni (eccetto proroghe per giustificati motivi), venga

4 Durante la sospensione cautelare, al dipendente spetta una retribuzione pari a quella spettante in caso di assenza per malattia in base alla legge e ai contratti collettivi, tranne al dipendente che non una retribuzione pari al trattamento previsto dai CCNL in caso di sospensione cautelare in corso di procedimento penale. Il dipendente che risulta, in seguita alla visita, perfettamente idoneo si vedrà corrispondere le somme decurtategli, eccetto il dipendente che non si è presentato, senza giustificato motivo, alla visita di inidoneità. Per la retribuzione del personale docente in malattia si veda le guide del prof. Paolo Pizzo. G. Destinazione ad altri compiti svolgimento delle mansioni proprie del ruolo di inquadramento o inidoneità permanente assoluta che non permette lo svolgimento di alcuna attività lavorativa. l settore di appartenenza) o anche inferiore, fermo restando il trattamento economico fisso e continuativo ento medico, sino a successivo riassorbimento, un numero di posti equivalente dal punto di vista finanziario. Se risulta impossibile rendere indisponibili i po attiverà una consultazione di mobilità, anche temporanea, presso altre amministrazioni ubicate consultazione, tr n.165 del La procedura appena descritta riguarda anche il personale dirigente, almeno nella prima fase, ovvero il collocamento in un ruolo pari, quindi dirigenziale, a quello di riferimento, per cui di formazione. Nel caso di indisponibilità di posti di funzione dirigenziale, il dirigente con inidoneità permanente articolo 23 del decreto legislativo n. 165/01 e successive modificazioni, senza incarico. Anche nel caso di personale con funzioni dirigenziali destinato ad un ruolo che prevede una retribuzione inferiore, il dirigente in questione conserva il trattamento economico più favorevole del ruolo di provenienza. articolo 19 del decreto legislativo n. 165 del 2001, la

5 procede alla revoca e dispone il rientro presso le amministrazioni di appartenenza nella posizione lavorativa ricoperta in precedenza. essere adibito ad altre mansioni, può essere ricollocato, anche temporaneamente, presso altre pubbliche amministrazioni (mobilità intercompartimentale) ai articolo 3 comma 127 della legge 24 dicembre 2007, n funzione docente ma idoneo ad altri compiti è disciplinato dal D.M. 79/2011. te a svolgere la I criteri di ricollocazione del dipendente devono essere oggetto di informativa sindacale. H. Risoluzione per inidoneità permanente assoluta La risoluzione del rapporto di lavoro per inidoneità avviene nel caso in cui al dipendente venga anente assoluta per cui non può svolgere alcuna attività lavorativa. sostitutiva del preavviso. nnità Focalizzando la nostra attenzione sul personale docente, è doveroso ricordare che il D.P.R. n. 171/2011 è stato oggetto di contenziosi per il fatto di destinare ad altre mansioni il personale dichiarato permanentemente inid dal servizio. Possiamo ricordare a titolo esemplificativo due sentenze che hanno costretto il MIUR a reintegrare e collocare a riposo due docenti inidonei, che si erano rifiutati di svolgere altre mansioni, chiedendo Burnout: inidoneità DOCENTE INIDONEO HA DIRITTO ALLA DISPENSA, NON AD ESSERE UTILIZZATO IN MANSIONE DIVERSA. SENTENZA DI SULMONA Il Giudice del Lavoro di Sulmona, Ciro Marsella, ha accolto un Nino Ruscitti del foro di Sulmona ed ha riconosciuto, con ordinanza depositata in data , il diritto di una docente dichiarata - ad ottenere il provvedimento di dispensa anziché proseguire nel servizio con mansioni diverse. applicabile la disciplina previgente da individuarsi come di perdurante attualità in quanto di previsione normative successive e

6 concernente i criteri di utilizzazione del personale della scuola, ha espressamente previsto (art. 2, dispensa dal servizio. istituto continua a farsi riferimento nel D.M. n. 79 del La sentenza appare innovativa in materia ed è risolutiva della nota e dolorosa questione che vede MIUR in una mansione diversa e con orario di lavoro raddoppiato. Sentenza Tribunale Udine 159 del 24 aprile 2014 Dispensa docente non idoneo al servizio Il docente non idoneo al servizio ha diritto alla dispensa e non può essere obbligato a compiti diversi. Sentenza del Tribunale di Udine a seguito di un ricorso patrocinato dalla FLC CGIL. utilizzato in compiti diversi. È questa la rilevante sentenza del giudice del Tribunale di Udine che ha riconosciuto il diritto alla dispensa ad una docente inidonea che era stata licenziata La amministrazione intendeva obbligarla a prestare servizio in qualità di non docente. A fronte del rifiuto della docente e alla sua richiesta di essere dispensata dal DM 79/2011 che disciplina la ricollocazione del personale dichiarato inidoneo nei ruoli ATA), il risoluzione del rapporto di lavoro dei dipendenti pubblici inidonei) avesse cancellato la possibilità della dispensa. Il giudice invece ha ritenuto fondata la domanda di dispensa avanzata dalla docente poiché per il previgente al personale docente della scuola. erie di illegittimità sul piano procedurale oltre che di merito per cui ha ritenuto di censurare la decisione successivo collocamento in dispensa dal servizio per motivi di salute. Inoltre il giudice ha

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