Mercoledì 20 Dicembre Fuori gioco

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1 n 9 anno II Mercoledì 20 Dicembre 2000 Unione italiana lavoratori agroalimentari Unione italiana lavoratori agroalimentari Editoriale L agricoltura che vogliamo DI STEFANO MANTEGAZZA INTERNAZIONALE La Uila al convegno sullo sviluppo della Croazia a pagina 2 Stefano Mantegazza Il 21 dicembre il governo, forse, convocherà finalmente il tavolo agroalimentare. L ultima riunione di questo organismo, che doveva rappresentare il simbolo della concertazione nel nostro settore, venne convocata da D Alema e il tempo trascorso dà l idea della scarsa considerazione in cui l esecutivo tiene il dialogo con le parti sociali. I temi da affrontare sono noti: legge di orientamento, insabbiata in un dibattito surreale in parlamento; modulazione degli aiuti comunitari; riforma fiscale, per la quale esistono almeno tre progetti diametralmente opposti tra loro; riforma del mercato del lavoro. Sarà interessante capire se ci limiteremo a verificare i titoli dei problemi, a valorizzare le possibili prospettive del settore e a scambiarci gli auguri di Natale o se faremo qualcosa di più. Come Uila diremo che questo paese ha bisogno di progettare un nuovo sviluppo agro-alimentare cogliendo il meglio delle idee di ciascuno e gestendole poi in termini concreti e unitari. Parlamento, governo, regioni, il sistema delle imprese, le organizzazioni sindacali discutono troppo poco e ancora meno decidono. Abbiamo invece bisogno di una proposta complessiva e condivisa che, sotto una attenta regia politica, offra l opportunità al nostro settore di valorizzare le sue molteplici ricchezze. Siamo convinti che l agricoltura possa al tempo stesso produrre ricchezza e tutelare il territorio migliorando anche la qualità dell occupazione. Abbiamo l agricoltura dei prodotti tipici apprezzati in tutto il mondo ma anche quella che assicura all industria alimentare tutte le materie prime necessarie. In entrambi i casi siamo in grado di garantire una grande qualità e la certezza di ricercare sempre la massima sicurezza alimentare. Abbiamo bisogno per entrambi di una dimensione strategica più ambiziosa e coordinata in grado di varcare anche nuove frontiere: quella delle produzioni agricole a uso energetico e dei carburanti biologici. Dobbiamo anche affrontare in maniera meno ideologica il tema legato alle produzioni geneticamente modificate, nella cui ricerca tanti paesi europei stanno massicciamente investendo. Il tempo dei convegni e della teoria è però finito: se conveniamo sul merito, bisogna agire con grande determinazione. Per questo chiederemo al governo Amato un impegno certo perché la legge di orientamento in agricoltura venga approvata in tempi utili perché la delega possa essere esercitata. La legge di orientamento contiene i prodromi della nuova agricoltura e va quindi definita immediatamente. Chiederemo l apertura di un confronto urgente che trasformi le proroghe sull Iva e sull Irap in un progetto di riforma fiscale più trasparente e anche un po più ambizioso. Chiederemo al governo Amato l apertura del tavolo sulla riforma del mercato del lavoro e degli ammortizzatori sociali, pretendendo a premessa l equiparazione dei braccianti agricoli agli altri lavoratori stagionali con l innalzamento al 40% dell indennità di disoccupazione. Il mercato del lavoro agricolo contiene già grandi elementi di flessibilità, se ne possono ricercare degli altri a condizione che siano contrattati ma soprattutto si può ulteriormente semplificare, a mio avviso, il rapporto delle imprese con la burocrazia. Ascolteremo con attenzione le risposte sapendo che non esistono i tempi per ulteriori rinvii e tentennamenti. Vogliamo certezze immediate, le pretendiamo perché siamo convinti che esistono grandi opportunità per l agricoltura e l alimentazione «made in Italy» ma anche terribili rischi se non dovessimo procedere con urgenza. La revisione di Agenda 2000 è alle porte e questo paese ci deve arrivare avendo deciso le scelte di fondo per il settore e i mezzi e i modi per sostenerle. INTERVISTA Giorgio Benvenuto commenta la Finanziaria a pagina 3 Bse, maggiore tutela per i consumatori Le mucche non sono carnivore e si alimentano solo di prodotti vegetali. Se a esse venisse dato da mangiare carne, il loro corpo produrrebbe un enorme quantità di sali urici che andrebbero nel cervello, facendolo impazzire. Questa in sintesi la teoria di Rudolf Steiner, padre della agricoltura biodinamica, enunciata nel lontano È ormai accertato che la encefalopatia spongiforme bovina (bse) si è scatenata in Gran Bretagna dove, per anni, i bovini sono stati alimentati con farine di origine animale. Far mangiare al bovino resti di macellazione, bolliti a 130 gradi e finemente triturati sotto forma di farina, è stata una soluzione semplice, anche se contronatura, per un paese devastato dalla 2 guerra mondiale ma che diventò, da misura di emergenza bellica, una regola accettata in tutti gli allevamenti intensivi del Vecchio continente. Le farine animali costano meno, le bestie crescono in fretta senza la fatica di portarle al pascolo. Risultato imprevisto, ma prevedibile: un giorno un bovino ha ingerito delle farine, bollite a basse temperature, derivate da montoni affetti da scrapie, una malattia neurologica dovuta al prione, frammento di proteina capace di indurre la degenerazione del cervello e del midollo spinale, e ha sviluppato la bse. Nessuno si accorse che quel manzo era infetto e i resti della sua macellazione diventarono a loro volta farine per Fuori gioco La regione Lombardia ha disertato la prima della Scala dedicata alle celebrazioni verdiane. Motivo: la presenza di troppi ministri del governo nazionale. In effetti 8 ministri sono tanti ma ci sembra improponibile una protesta del genere in occasione dei festeggiamenti per Verdi, un grande italiano, un gigante della musica e un patriota. Sono queste occasioni in cui il senso di appartenenza di un popolo andrebbe cementato e le polemiche messe da parte. Ci sembra difficile pensare per esempio che in Inghilterra l opposizione non partecipi alle celebrazioni shakespeariane per ritorsione contro Blair. Ma a questo ci ha portato il progressivo svilimento della campagna elettorale. Non ci resta che prenderne atto e segnalare un analogo episodio avvenuto sempre alla Scala, 150 anni fa. Anche allora in occasione di una prima verdiana venne contestato un governo. Ma era quello austriaco invasore, non quello italiano legittimo. PESCA Ervio Dobosz illustra i progetti dell osservatorio a pagina 5 SAGIT A Cisterna una nuova organizzazione del lavoro mangime. Il primo caso ufficiale di mucca pazza risale al 1986 e, da allora, il morbo ha colpito oltre 160 mila capi di bestiame. Per anni i governi europei si sono mossi lentamente e qualche volta barando, come quello britannico che ha bandito le farine di origine bovina nel suo paese, continuando però tranquillamente a esportarle, a prezzi ribassati; l Italia ha bandito nel 1994 le farine animali dalle diete dei ruminanti. Dopo aver resistito per sei anni, finalmente la commissione Ue ha deciso il ritiro dal mercato di tutte le farine animali. Il provvedimento, preso alla fine di novembre, entrerà però in vigore solo dal prossimo 1 gennaio e solo per un periodo di sei mesi, fino al 30 giugno Vista la lunga e triste storia del fenomeno bse e nel sottolineare il grave ritardo e la temporaneità del provvedimento adottato, sorge un dubbio sul grado di attenzione della commissione Ue verso il problema della sicurezza alimentare dei cittadini e sulla sua effettiva volontà di dare preminenza a questo problema rispetto agli interessi economici legati alla produzione. La Uila ritiene opportuno emanare, al più presto, un provvedimento che obblighi i produttori a etichettare la carne per consentire ai consumatori di conoscere luogo e data di nascita dell animale, metodo di allevamento, luogo e data di macellazione. a pagina 7 TAVOLA ROTONDA La Uila discute con le aziende del sistema contrattuale a pagina 8

2 2 Mercoledì 20 Dicembre 2000 Non parte il fondo di accantonamento operai agricoli Tfr, troppe lentezze È necessario incalzare le imprese DI PASQUALE PAPICCIO n lavoratore agricolo oggi Uquarantenne, quando a 65 o 70 anni smetterà di lavorare, rischia di trovarsi con una rendita pensionistica pari a circa la metà di quella mediamente corrisposta attualmente. È questo l effetto dell applicazione del metodo di calcolo contributivo per l intera vita lavorativa. Una misura necessaria per mantenere l equilibrio economico del sistema previdenziale pubblico, ma tuttavia devastante se applicata senza correttivi. Il correttivo fondamentale è costituito dal cosiddetto secondo pilastro della previdenza, cioè dalla previdenza complementare che stenta a decollare. A questo fine è di primaria importanza la costituzione del «fondo di accantonamento del trattamento di fine rapporto» per gli operai agricoli a tempo determinato, previsto dall ultimo Ccnl e ancora non attivato. Com è noto, circa il 95% degli operai agricoli è occupato a tempo determinato e ad essi il tfr è corrisposto al termine di ciascun rapporto di lavoro. Sarebbe meglio dire «dovrebbe» essere corrisposto. Difatti, in molte zone del paese, in particolare del Mezzogiorno, il tfr non viene corrisposto affatto. La costituzione di un fondo di accantonamento, al quale le aziende siano obbligate a versare il tfr, pena la decadenza da ogni beneficio previsto dalla legislazione vigente, sarebbe anche un efficace strumento di garanzia per un diritto del lavoratore previsto dalla legge e dalla contrattazione collettiva. La possibilità, poi, di poter usufruire del tfr accantonato ai fini della pensione complementare consentirebbe al lavoratore di costruirsi una rendita pensionistica dignitosa aggiuntiva a quella pubblica. Ovviamente nessuno immagina che il lavoratore debba essere obbligato ad utilizzare il suo tfr a fini pensionistici. Resta ferma la sua libera scelta. Al fondo di accantonamento, difatti, il lavoratore potrebbe chiedere la restituzione delle somme maturate o, in alternativa, il loro versamento al fondo pensione. Quale rapporto esiste tra questo problema particolare e la più generale riforma del tfr? Nessun rapporto diretto e automatico, ma è evidente che una soluzione legislativa che prevedesse l utilizzazione di tutto il tfr per la previdenza complementare aiuterebbe a superare le resistenze delle organizzazioni datoriali verso la costituzione del richiamato fondo di accantonamento. La costituzione di quest ultimo, però, è già possibile sulla base degli accordi intercorsi tra le parti sociali. Il contratto nazionale lo prevede esplicitamente e non resta che applicarlo. La legislazione vigente, poi, prevede già l obbligo del versamento, per i nuovi assunti, di tutto il tfr al fondo di pensione complementare. E non vi è dubbio che gli operai agricoli occupati a tempo determinato rientrino, per la natura del loro rapporto di lavoro, nella casistica dei «nuovi assunti». È necessario, perciò, costituire sia il fondo di accantonamento che quello della pensione complementare per dare ai lavoratori agricoli opportunità pari a quelle della generalità dei lavoratori. A questo fine è opportuno che il sindacato riprenda l iniziativa nei confronti delle organizzazioni professionali agricole. A Enrico Tonghini la vicepresidenza Eletto il nuovo Cda di Filcoop Si è svolta in novembre a Bologna la prima riunione dell assemblea di Filcoop per procedere alla elezione del consiglio di amministrazione e del collegio dei revisori dei conti. Filcoop è il fondo pensione a capitalizzazione individuale per i lavoratori dipendenti da imprese cooperative nei settori agricolo, agroalimentare e forestale, promosso da Confcooperative, Legacoop, Agci, Uncem, Federforeste, e da Flai, Fai e Uila. Sono stati eletti nel consiglio di amministrazione Ferruccio Pelos (presidente), Raffaele Gordini, Ferruccio Faverzani, Bruno Cavini, Claudio Panvino, Sergio Caselli, in rappresentanza delle imprese; Enrico Tonghini (vicepresidente), Giampaolo Crenca, Giuseppe Rustioni, Claudio Sala, Raffaele Savi, Armando Savignano, in rappresentanza dei lavoratori; sono stati eletti componenti effettivi del collegio dei sindaci Gianni Morella (presidente), Antonio Angotti, Giuseppe Nobile Grieco, Gianni Merella, Enrico Romanelli e, come supplenti, Alessandro Brunelli e Massimo Buzzao. Il primo compito del cda, nella prossima riunione fissata per il 18 gennaio, sarà quello di modificare lo statuto di Filcoop. Infatti, con l accordo del 2 maggio 2000 e soprattutto con l accordo sottoscritto dalle parti istitutive il 7 novembre, si è deciso di allargare la platea dei destinatari del fondo, comprendendovi non solo i dipendenti di aziende e consorzi agricoli sulla base del Ccnl del 2 luglio 98 e i dipendenti di cooperative di trasformazione dei prodotti agricoli e zootecnici e lavorazione di prodotti alimentari, in base al contratto sottoscritto il 12 luglio 95 e alle sue successive modificazioni e integrazioni, ma anche gli addetti ai lavori di sistemazione idraulico-forestale e idraulico-agraria in base al contratto del 16 luglio 98. L allargamento dei potenziali associati ha portato quindi da un lato a inserire fra le fonti istitutive, oltre le organizzazioni sindacali e le centrali cooperative, anche Federforeste e Uncem; dall altro alla necessità di provvedere a un ulteriore rinnovo dell assemblea, una volta raggiunto il numero di 5 mila adesioni. Italia-Croazia, promuovere la cooperazione per l agroalimentare Ebbrezza al governo Il Governo accelera sulla via della soppressione degli scontrini fiscali. Dovrebbero essere eliminati a partire dal 2003, con la definitiva entrata in vigore degli studi di settore per il popolo della partita Iva. Se non fosse per la polemica Visco-Del Turco, i media avrebbero dedicato un attenzione marginale a una decisione che suona più o meno così: è consentito ai lavoratori autonomi evadere i guadagni superiori ai redditi previsti dagli studi di settore. Chi al contrario guadagna meno è tenuto a dimostrarlo, non è chiaro in che modo. È grave per un paese rinunciare alla trasparenza fiscale ed è triste constatare dove ci porta una campagna elettorale sempre più dissennata. L importante è che nessuno pensi tra qualche anno di coinvolgere il sindacato in una nuova battaglia per un fisco più giusto e trasparente. Un folto gruppo di parlamentari (di sinistra?) ha predisposto una leggina che sarà approvata a giorni in via definitiva che stanzia dieci miliardi per «i patrioti», cioè coloro che «con opera silenziosa e insostituibile» avevano permesso l esistenza delle formazioni partigiane durante la seconda guerra mondiale. Va sottolineato che il più giovane di costoro ha oggi almeno 75 anni ma che, in compenso, la somma impegnata consentirà ai viventi e agli eredi dei cari estinti di avere una indennità di circa 11 mila lire al mese. Non sono noti i costi amministrativi dell operazione. In tempi di ricchi dividendi fiscali e di incombenti elezioni, 10 miliardi non si negano a nessuno, ciò nonostante non finiremo mai di stupirci di come si possano spendere male i soldi della collettività e riuscire, al tempo stesso, a prendere in giro la gente. Ci riprova il senato con un emendamento a sorpresa da inserire nella legge finanziaria a stravolgere quel poco che resta di trasparente nel mercato del lavoro agricolo. I cugini, gli zii e i nipoti fino al quinto grado di parentela potranno lavorare presso i loro parenti coltivatori diretti senza alcuna tutela contrattuale, previdenziale e assistenziale. Potranno lavorare il numero di ore che vorranno (diciamo 10, 12 al giorno) ed essere pagati con pomodori, peperoni e chicchi di uva. Sono pregati di portare con loro, insieme alla carta d identità, anche l albero genealogico per dimostrare il grado di parentela. Una norma simile era già stata approvata qualche anno fa e, a parte qualche tentativo di violenza verso i coltivatori diretti da parte dei loro familiari, non aveva prodotto ulteriori danni. Il parlamento la conferma e la estende alimentando un sospetto che abbiamo da tempo: a chiacchiere si pensa agli Stati Uniti, nei fatti il modello economico che si tenta di importare è quello albanese. Si è svolto il 14 e 15 dicembre scorso a Porec (Parenzo) in Croazia un seminario transnazionale al quale hanno partecipato sindacalisti e cooperatori italiani e croati. Il seminario è stato organizzato dal consiglio intersindacale interregionale italocroato, un organismo costituito da Cgil- Cisl-Uil del Friuli Venezia Giulia e dal sindacato croato, che è patrocinato rispettivamente dalla regione Friuli e dallo stato croato. Argomento principale discusso nel seminario è stato quello di come promuovere lo sviluppo agro-alimentare della Croazia e di quale apporto può essere dato dal sindacato e dal movimento cooperativo italiano. L iniziativa è stata di indubbio interesse soprattutto perché ha fatto emergere importanti prospettive di sviluppo, non solo di collaborazione tra sindacati, ma soprattutto di cooperazione economica tra le due sponde dell Adriatico. La Croazia, resasi indipendente dalla federazione jugoslava a prezzo di una drammatica e sanguinosa guerra, è alla faticosa ricerca della costruzione di un economia di mercato. Ha risorse naturali preziose: coste meravigliose, mare pulito e pescoso, acqua, terra fertile, entroterra boscoso e incontaminato. Alle risorse naturali si aggiungono quelle umane, costituite soprattutto da giovani (uomini e donne) con un elevato grado di istruzione. I presupposti di base per innestare un equilibrato sviluppo di tutta la filiera agro-alimentare, integrata con il turismo, ci sono tutti. Ma solo i presupposti. Mancano gli attori economici che lo promuovano e lo organizzino. Sottolineavano gli amici croati che nella parte della popolazione più avanti con l età manca anche la cultura della iniziativa economica privata e ciò costituisce un handicap notevole per lo sviluppo dell economia di mercato. Che fare in questa situazione? Quale ruolo può svolgere il sindacato italiano a sostegno di quello croato per mettere insieme le forze del cambiamento, che pure ci sono, e affinché divengano protagoniste del proprio futuro? Una prima riflessione porta ad affermare che intanto facciamo troppo poco. Gli amici friulani stanno facendo moltissimo, ma sono soli. Occorrerebbe un impegno nuovo e diverso di tutto il sindacato italiano. Le due sponde dell Adriatico possono considerarsi un corpo solo, quasi un unica regione. I fatti di ogni giorno sono lì a documentarlo: le migrazioni di massa, gli scafisti, l esportazione di criminalità ecc. Di questa integrazione noi ci accorgiamo e ci occupiamo solo quando scoppiano «emergenze». Sarebbe, invece, ora di prenderne consapevolezza per costruire insieme ai nostri amici dei sindacati dell altra sponda dell Adriatico una piattaforma per promuovere la crescita di quei paesi, basata sulla democrazia economica e politica. Sarebbe ora di costruire un grande progetto unitario, insieme al movimento cooperativo, per promuovere prime iniziative economiche esemplari, tali da rappresentare un polo di attenzione e di attrazione in modo da contribuire al superamento della cultura della «economia di piano». È ora di esercitare le pressioni opportune affinché i paesi dell altra sponda siano accettati presto nell Ue e sostenuti per l avvio del proprio democratico sviluppo. Non c è molto tempo ancora per farlo. Quelle coste, quel mare, quella terra, quei boschi, quella natura incontaminata fanno gola a parecchi. Può succedere da un giorno all altro che tutto possa essere irreparabilmente rovinato dall intervento di chi voglia soltanto fare dei grandi e facili profitti. Come, per altro, è già successo da noi in alcune splendide aree del mezzogiorno trasformate in cimiteri industriali in nome di uno sviluppo propagandato e mai realizzato. Se dovesse succedere, un po di colpa l avremmo anche noi. Le due sponde dell Adriatico sono una cosa sola, anche se appartenenti a stati diversi. Dobbiamo rapidamente convincerci che ciò che succede sull altra sponda ci riguarda direttamente, sono fatti nostri. Anche così si difende la pace, la nostra pace.

3 Mercoledì 20 Dicembre Giorgio Benvenuto, presidente della commissione finanze della camera, interviene sulla Finanziaria Una manovra equa e redistributiva Un risultato raggiunto grazie al recupero dell erosione fiscale DI FABRIZIO DE PASCALE l presidente della commissione Ifinanze della camera, Giorgio Benvenuto risponde alle domande de «Il lavoro italiano agroalimentare» sulla finanziaria e sulla situazione politica. Domanda. Presidente, finalmente dopo tanti anni di sacrifici, la legge finanziaria varata dal governo di centro-sinistra redistribuisce circa 40 mila miliardi agli italiani. Come è stato possibile e come si è giunti a questo risultato? Risposta. È una manovra resa possibile dal fatto che siamo in Europa e che possiamo attuare una politica di riduzione delle tasse e di redistribuzione coerente con il resto dell Ue. È una manovra alla quale si è giunti grazie a un operazione di riduzione delle aree di erosione, elusione ed evasione fiscale. Noi abbiamo un vincolo con l Europa per cui tutto ciò che deriva da un aumento della ricchezza e delle risorse fiscali deve essere destinato a ridurre il debito pubblico, mentre quello che si recupera dall evasione fiscale può essere destinato alla redistribuzione. Qualcuno pensava che si poteva fare di più ma, come dimostra anche la recente vicenda dell Irpeg, i vincoli europei non lo consentono. Più in generale questa manovra è il risultato della riforma dell amministrazione finanziaria e del funzionamento, all interno della politica dei redditi, del patto fiscale sottoscritto da governo e parti sociali. D. Cosa è stato fatto per recuperare l erosione fiscale? R. In questi anni si è lavorato molto. Se posso fare un esempio, l amministrazione finanziaria era come un gigantesco acquedotto che non riusciva a far arrivare l acqua, perché aveva delle dispersioni; è stata fatta un opera di manutenzione e ora l amministrazione funziona. Si è puntato sulla persuasione e sulla dissuasione nei confronti del contribuente e sono state sperimentate nuove forme di collaborazione fra stato e cittadini: il concordato, l auto tutela, il ravvedimento operoso, lo statuto del contribuente, l intermediario fiscale, come i Caf; tutto questo ha portato a un aumento delle entrate fiscali e non è un risultato ciclico o provvisorio ma che è destinato a durare nel tempo. D. L opposizione di centro destra, malgrado l abbia votata, ha definito elettorale la finanziaria Cosa risponde? R. Che significa elettorale? È ovvio e lecito che un partito o una coalizione di governo cerchi il consenso della gente. Più che dire se è elettorale o no bisogna vedere se c è o non c è la copertura per farla, e la copertura c è. Noi non possiamo barare perché siamo in Europa e quando si fanno queste manovre il nostro bilancio deve essere certificato a Bruxelles, dove vigila la Comunità. D. Veniamo al lavoro. In che modo questa Finanziaria contribuisce a rilanciare l occupazione? R. Ci sono misure che diminuiscono il peso fiscale per le imprese e ci sono degli incentivi, come il credito di imposta, per le imprese che assumono dei disoccupati, stabilito in 800 mila lire e 1,2 milioni per le zone particolarmente svantaggiate; c è poi il sostegno per la ricerca e l innovazione. Insomma c è una platea di iniziative dove l aiuto è mirato. D. Ma la Confindustria, malgrado non sperasse di ottenere quanto ottenuto, chiedeva di più? R. La Confindustria chiedeva una riduzione più significativa dell Irpeg sostenendo che, automaticamente, ciò avrebbe fatto emergere il lavoro nero e creato maggiore occupazione. Io non credo a questo automatismo perché penso che le misure debbano essere un mix di riduzione delle tasse e di iniziative specifiche di sostegno, mirate all occupazione. Mi spiego: se per favorire la ristrutturazione degli appartamenti, invece di prevedere la restituzione del 40% delle spese sostenute, avessimo distribuito agli italiani un bonus per realizzare autonomamente questi lavori, non avremo avuto l impatto cosi forte che c è stato nel settore delle costruzioni. Un intervento generalizzato sull Irpeg favorirebbe solo una parte delle imprese, magari quelle quotate in borsa, ma non avrebbe una conseguenza immediata sul fronte dell occupazione. Di fatto, un aumento dell occupazione e una diminuzione della disoccupazione ci sono stati in questi anni e quindi noi proseguiamo sulla strada intrapresa. D. Cosa si può fare ancora per favorire lo sviluppo dell occupazione? R. Bisogna trovare gli spazi per ridurre di più la pressione fiscale. E questo è possibile se riusciremo a ridurre maggiormente l elusione e l evasione fiscale, a recuperare l emersione, a varare la riforma del trattamento di fine rapporto, a far decollare i fondi pensione e, soprattutto, a dinamicizzare i progetti di spesa previsti nella Finanziaria ma che stentano a realizzarsi. D. Cosa non è stato fatto? Giorgio Benvenuto Si è svolto a Lussemburgo dal 10 al 12 dicembre il congresso costitutivo dell Effat, la nuova federazione europea dei lavoratori agricoli, alimentaristi, del turismo e del commercio, nata dalla fusione dell Efa con il Seta-Uita. Presidente dell Effat è stato eletto Uliano Stendardi della Fai-Cisl, al quale la Uila rivolge un caloroso augurio di buon lavoro, mentre Enrico Tonghini è stato eletto vice-presidente in rappresentanza della regione «mediterraneo orientale» che, oltre all Italia, comprende l Albania, Cipro, la Grecia, S. Marino e la Turchia. Stefano Mantegazza è entrato a far parte del comitato esecutivo. Prima del congresso dell Effat sono stati celebrati i congressi di scioglimento dell Efa e del Seta- Uita. Pubblichiamo, di seguito, una sintesi della relazione svolta dal presidente uscente dell Efa, Enrico Tonghini. «Quello che nasce dalla fusione di Efa e Seta-Uita è un grande sindacato europeo, nel quale i sindacati nazionali potranno rappresentare e tutelare al meglio i lavoratori europei dell agricoltura, dell industria alimentare, del turismo, dei servizi. Il nesso logico e politico che congiunge lo scioglimento dell Efa e del Seta-Uita alla costituzione dell Effat è la comune decisione di ricomporre gli interessi dei lavoratori della filiera agro-alimentare in un unico organismo europeo di rappresentanza. Per giungere a questo risultato, negli ultimi tre anni, abbiamo rimesso in ordine la struttura finanziaria dell Efa e abbiamo ricomposto divergenze di opinione che pure ci avevano diviso. Nell Effat, il lavoro e la produzione agricola saranno il punto centrale delle questioni e delle incertezze che attraversano la filiera agro-alimentare europea; una filiera alla quale i cittadini e i governi d Europa chiedono alimenti sicuri e di qualità, cibi sani e genuini. La qualità e la sicurezza alimentare, che tanto preoccupano l Europa, discendono dalla qualità del lavoro e dalla sicurezza della produzione agricola. L Efa ha fatto della qualità dei prodotti agricoli una priorità strategica della propria azione sindacale. L Effat consentirà di estendere questa priorità alla sicurezza della trasformazione industriale dei prodotti agricoli; di prolungarla alla qualità degli alimenti offerti ai consumatori. Siamo tutti ben consapevoli dell importanza di questa priorità strategica; il lavoro nella filiera agro-alimentare potrà essere più abbondante e meglio remunerato solo se questa saprà R. Il problema vero è che nella legge finanziaria le risorse ci sono ma poi non si riescono a spendere, e questo è un lato negativo. L ombra di questa legislatura, poi, è di non aver riformato la seconda parte della Costituzione. Bassanini ha fatto molto ma si è dovuto muovere nell ambito della Costituzione vigente. Il non aver fatto questa riforma non ci ha permesso di agire con maggior forza nel sostegno dell occupazione. Aggiungo che non siamo riusciti a varare, per la forte opposizione della Casa delle libertà, la riforma del diritto societario e della legge sul fallimento, con la conseguenza che, in Italia, fare impresa, rischiare sull innovazione e la ricerca, così come avviene in altri paesi, è precluso da norme vecchie di 60 anni. Vedremo nella prossima legislatura... D. Parliamo di politica. Malgrado quattro governi e tre presidenti del consiglio, la legislatura dell Ulivo ha assicurato una sostanziale continuità nell azione di governo e, dal lontano 1968, forse per la prima volta in Italia si andrà a votare senza scioglimento anticipato delle camere. Pensa che questi elementi influiranno sulla scelta di voto degli italiani? R. In effetti, in un settore decisivo, come quello delle finanze, c è stata una sostanziale e decisiva continuità nell azione di governo, con Ciampi, Amato e Visco, come mai si era verificata prima. Si è governato per cinque anni, sono state fatte cose molte importanti e credo che questa sia la legislatura che ha realizzato più riforme; non tutti gli obiettivi sono stati centrati, come sulle riforme istituzionali o sulla giustizia. Il problema è che l Ulivo ha fatto delle buone cose ma non le sa valorizzare e quindi rischia ciò che è capitato a Churchill nel 1945, che vinse la guerra ma perse le elezioni, o quello che è successo in America ai democratici, che hanno governato con successo per otto anni ma hanno perso le elezioni per 200 voti. Ecco noi dobbiamo evitare che in Italia si verifichi la stessa cosa. D. Quale strategia elettorale si sente di suggerire allo schieramento di centro-sinistra e al suo leader designato Francesco Rutelli? R. Ciò che si è fatto va valorizzato e reso esplicito; occorre però anche un programma e delle indicazioni chiare su cosa si intende fare sui temi della sicurezza, del lavoro, della riforma dello stato; e poi deve finire la continua discussione all interno dell Ulivo, la mancanza di compattezza, la tendenza a sventolare le bandierine. È fondamentale che ci sia, nei prossimi mesi, una saldatura tra il governo Amato, le proposte della coalizione, l Ulivo e il Rutelli. È necessaria una saldatura tra quello che si è già fatto e quello che si farà domani; è necessaria una grande capacità di unità. Enrico Tonghini eletto presidente per la regione mediterraneo-est Celebrato a Lussemburgo il 1 congresso dell Effat assicurare al mercato prodotti sicuri e di alta qualità. L Europa vive da tempo ricorrenti e devastanti emergenze alimentari che hanno investito delicati e fondamentali settori della produzione alimentare; emergenze che scuotono la fiducia dei consumatori, spingendola pericolosamente vicino a un punto di rottura. Se la fiducia dei consumatori viene meno, l intero sistema agro-alimentare europeo rischia il collasso ed è nostro interesse impedirlo. L Effat assicurerà nuovi strumenti e nuove opportunità per affrontare con successo una sfida cosi formidabile. Un grande sindacato europeo può autorevolmente sollecitare e incalzare le istituzioni europee che si occupano della sicurezza alimentare, può pretendere la protezione e la valorizzazione delle produzioni agroalimentari di qualità e può rappresentare meglio le tipicità e la grande ricchezza della cultura europea dell alimentazione. Nel patrimonio sindacale dell Efa c è, da sempre, il convinto impegno per l agricoltura sostenibile e l esperienza maturata nel coniugare tutele sindacali, qualità dei prodotti agricoli e salvaguardia dell ambiente. Quell impegno e quell esperienza sono, da oggi, a disposizione dell Effat».

4 4 Mercoledì 20 Dicembre 2000 Larga partecipazione all agitazione indetta il 14 dicembre Sciopero all Aams Difendere lavoro e professionalità DI AGOSTINO SICILIANO a Uila-Monopoli ha dichiara- sciopero per l intera gior- Lto nata del 14 dicembre nel settore delle attività rimaste affidate allo Stato, quali il lotto, le lotterie, il nuovo gioco del bingo e le concessioni amministrative nel settore del tabacco. Abbiamo adottato la più significativa forma di lotta per difendere l esistenza stessa dell Amministrazione autonoma dei monopoli di stato (Aams) e quello che essa rappresenta in termini di livelli occupazionali e di certezze, anche in prospettiva futura, per i 1400 dipendenti del suo organico. Abbiamo dichiarato sciopero, inoltre, anche per difendere un patrimonio di professionalità che ha fin qui garantito allo Stato consistenti entrate tributarie, sulle quali sono fortemente strutturate le manovre finanziarie per il 2001 e per gli anni successivi. Noi, infatti, siamo sempre più convinti che l ottimizzazione del gettito erariale sia completamente perseguibile attraverso una unitaria, più efficiente ed efficace gestione dei giochi, delle scommesse e dei concorsi a premi. Una gestione Uila News Si è svolta recentemente l elezione dei componenti del consiglio di amministrazione e del collegio dei sindaci revisori della fondazione Enpaia, l ente nazionale di previdenza e assistenza per gli impiegati del settore agricolo. Sono stati eletti membri del consiglio di amministrazione: Aldo Francone, presidente, Francesco Matafù, vicepresidente, Paolo Bon, Luciano Bozzato, Roberto Caponi, Angelo Del Gaizo, Gustavo Ferraro, Pierluigi Filippi, Giuseppe Lo Manto, Laura Martini, Pietro Massini, Maurizio Ori, Mario Pellegrini, Pasquale Papiccio, Giampiero Sambucini. I nuovi componenti del collegio dei sindaci revisori sono: Franca Selvaggi, presidente, Luigi Battista, Andrea Bottaro, Roberto Orlandi, Alberto Maria Savoia, Cosimo Travaglione. Nei giorni scorsi sono state rinnovate le rappresentanze sindacali unitarie degli stabilimenti Ferrero di Pozzuolo Marchesana e di Balvano; nell ambito di tali rinnovi, la Uila ha ottenuto ottimi risultati passando a Pozzuolo da 31 a 74 preferenze e a Balvano da 98 a 134; tali risultati hanno permesso alla nostra organizzazione di ottenere, rispettivamente, due e quattro Rsu. Si è tenuta lo scorso 11 dicembre presso il Mipaf una riunione della commissione consultiva centrale della pesca marittima, durante la quale è stato approvato il decreto ministeriale di attuazione del provvedimento legislativo sul caro gasolio. I contenuti del decreto confermano, innanzitutto, l erogazione della misura sociale per la sua quasi totalità (41,2 miliardi su 41,5) tramite indennità compensativa. È poi prevista l applicazione dell articolo 14 del vigente Ccnl di settore per la ripartizione dell indennità tra i marittimi e gli armatori. La Uila di Roma ha organizzato nei mesi di novembre e dicembre un corso di formazione sindacale per i delegati del nostro settore; il corso, articolato su tre giornate, ha affrontato tematiche quali il welfare, la previdenza in agricoltura, la contrattazione di secondo livello nell industria alimentare. Alle lezioni hanno partecipato 40 delegati provenienti da circa venti aziende della provincia di Roma. I lavori hanno trovato conclusione nella tavola rotonda svoltasi a Palestrina il 13 dicembre, alla quale è dedicato un ampio risalto in questo numero de «Il lavoro italiano agroalimentare». Si svolge il 20 dicembre presso il nuovo stabilimento della Vini Corvo di Aspra il direttivo provinciale della Uila di Palermo. Ai lavori, che saranno incentrati sul tema del contratto integrativo regionale dei lavoratori forestali, partecipa il segretario generale della Uila Stefano Mantegazza. che può essere proficuamente realizzata tramite l Aams anziché essere inficiata con una dispersione tra le diverse agenzie del ministero delle finanze o, addirittura, affidandone taluni spezzoni a nuovi soggetti. Evidentemente concorda con le nostre convinzioni anche il ministro delle finanze, Del Turco, che nell ambito della riforma prevista dal dlgs n. 300/99 ha sottoposto al consiglio dei ministri uno schema di dpr che prevede, tra l altro, il proseguimento dell attività dell Aams. Lo schema di dpr è stato già approvato in sede d esame preliminare ed ora, dopo il parere espresso dal consiglio di stato, deve tornare in consiglio dei ministri per l approvazione definitiva. Tutto bene quindi? No. Sussiste il pericolo che torni a galla la forte opposizione del ministro del tesoro, Visco, capofila di una cordata che vuole la soppressione dell Aams. Siamo quindi di fronte a un radicale mutamento di valutazione dell on.le Visco, in evidente e incomprensibile contraddizione con accordi e atti prodotti quando lui stesso ricopriva l incarico di ministro delle finanze. Ricordiamo alcuni di questi accordi e atti. Nel corso delle lunghe trattative precedenti l emanazione del decreto legislativo 283/98 non è mai stata ipotizzata da nessuno la soppressione dell Aams, tanto meno dallo stesso Visco. Lo stesso decreto legislativo 283/98, con il quale sono state attribuite all Eti le attività produttive e commerciali nel settore del tabacco e del sale, non prevede la soppressione dell Aams. Il regolamento di cui al dpr 7 febbraio 2000, n. 115, con il quale sono state rideterminate le nuove funzioni e attribuzioni degli uffici di livello generale e le dotazioni organiche complessive dell Aams. Ricordiamo, infine, l accordo relativo al piano di ristrutturazione dell Eti, sottoscritto il 19 aprile 2000 dalla Uila-Monopoli e, per la parte pubblica, anche dal ministro delle finanze pro-tempore, Visco; per gli esuberi di personale dell Eti, con quell accordo si prevede la destinazione di n. 300 dipendenti al completamento degli organici degli ispettorati compartimentali dei monopoli di stato. Ccnl comparto aziende Via alla trattativa per il 2 biennio In questi giorni sono ufficialmente iniziate, presso l Aran, le trattative per l apertura del rinnovo del secondo biennio economico relativo agli anni del contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto aziende. I contratti di lavoro del pubblico impiego si articolano, infatti, in una prima contrattazione generale che riguarda l intero quadriennio ( ) per ciò che concerne la parte normativa, e in due bienni per l aspetto economico, il primo dei quali si conclude con l accordo di carattere generale, mentre il secondo viene contrattato in una fase successiva che è appunto quella che andiamo ad affrontare. È questo con ogni probabilità l ultimo rinnovo del cosiddetto comparto delle aziende che è attualmente formato da: vigili del fuoco, amministrazione dei monopoli, cassa depositi e prestiti e Aima, poiché, per motivi diversi, per ciascuna delle aziende che ne fanno parte, ognuna confluirà in un comparto diverso da quello attuale. La discussione si è avviata in un clima di sostanziale equilibrio tra le parti, d altronde, come si è detto, si tratta di definire, nel più breve tempo possibile, anche in considerazione del fatto che siamo comunque in ritardo poiché l anno 2000 è di fatto già passato, gli aumenti contrattuali che derivano da un elemento oggettivo quale è il dato dell inflazione. Gli aumenti che si determineranno dovranno poi essere distribuiti tra i vari istituti contrattuali specifici di ogni azienda. In questi giorni si svolgeranno degli incontri tecnici che serviranno a facilitare il proseguo delle trattative e per tentare di chiudere la vertenza entro gennaio La definizione di questa tornata contrattuale pubblica ci è utile per formulare una piattaforma di contratto per i dipendenti distaccati all Eti e successivamente trasferiti negli organici del suddetto ente. Il passaggio da un contratto pubblico a uno di tipo privato sarà per i dipendenti un momento molto delicato e pertanto saremo attenti ad assicurare a tutti i lavoratori i diritti fin qui acquisiti, armonizzandoli con le necessità di una azienda privata.

5 Mercoledì 20 Dicembre Ervio Dobosz, presidente dell osservatorio, illustra i progetti per il futuro Serve più formazione mirata La bilateralità è un utile strumento di confronto DI GUIDO MAJRONE Ervio Dobosz rvio Dobosz, capitano di lun- corso con una lunga espe- Ego rienza al comando di navi da pesca oceanica, presidente per cinque anni di Europeche, l associazione degli armatori di pesca europei, è dal 5 aprile 2000 presidente di Federpesca e dal 17 ottobre anche dell osservatorio nazionale della pesca, l ente bilaterale creato nel Domanda. Presidente, come valuta l esperienza passata dell osservatorio? Risposta. L osservatorio nasce come uno strumento di monitoraggio economico e sociale del settore pesca, finalizzato allo sviluppo del settore e in particolare alle ricadute sul mercato del lavoro. L osservatorio è oggi un concreto supporto di indirizzo per le scelte imprenditoriali, delle forze sociali, delle istituzioni e il suo ruolo è riconosciuto esplicitamente nel piano triennale della pesca. Si è rivelato uno strumento utile perché ha rappresentato un reale e costruttivo punto di incontro tra le associazioni imprenditoriali e le organizzazioni sindacali, un luogo di confronto, e non di scontro, dove è stato possibile discutere le difficoltà che il settore attraversa e individuare soluzioni utili.a fianco all attività di censimento del settore e di ricerca statistiche su produzione, prezzi e mercati, l osservatorio ha svolto anche un importante attività nel campo della formazione e riqualificazione professionale. Sono stati fatti numerosi corsi di formazione, in tutta Italia, finalizzati al conseguimento, da parte degli addetti al settore, di nuovi titoli professionali. D. E quali sono i progetti per il futuro? A Bruxelles il consiglio dei ministri della pesca Ripartite le quote tonno in eccesso Il consiglio dei ministri europei della pesca, nella sessione di novembre, ha proceduto a un dibattito di orientamento sul dispositivo di gestione della flotta nel contesto della futura riforma della politica comunitaria della pesca (Pcp). Si è evidenziata la necessità di una riflessione approfondita, considerata la complessità del tema, con l obiettivo di inquadrare l eventuale intero dispositivo nell ottica di una maggiore coerenza dello strumento strutturale con l insieme della Pcp, di un più marcato adattamento alle realtà di pesca regionali, facendo ricorso al principio di sussidiarietà e ai nuovi strumenti di gestione (accesso alle risorse, chiusura di zone, riduzione di attività) al fine di completare le misure di conservazione esistenti, tenendo conto delle diversità degli stock e delle flotte. Di pari importanza è stato il dibattito politico su una proposta della commissione relativa ad una partecipazione finanziaria della comunità alle spese sostenute dagli stati membri per l attuazione delle misure di controllo della disciplina di pesca. Il consiglio ha, in generale, espresso apprezzamento sulla proposta della commissione, proposta che sarà esaminata nel dettaglio tecnico da un gruppo ad hoc, sia per quanto si riferisce alla durata triennale dell iniziativa che alla dotazione finanziaria complessiva. Con riferimento a temi di più stretto interesse per la pesca italiana, il consiglio, tramite regolamento, ha prorogato al 31 dicembre 2002 alcune preesistenti deroghe relative a particolari attività di pesca tradizionali, nella considerazione della loro importanza per l economia generale di numerose industrie dipendenti dalla pesca. È stato inoltre assicurato che il dibattito sulla Pcp riguarderà la ricerca di soluzioni a lungo termine di questo specifico problema come di altri relativi alla pesca mediterranea. Infine, è stato formalmente adottato il regolamento che ha ripartito tra i paesi membri interessati l eccedenza di tonnellate di tonno rosso, risultato di una minore pesca comunitaria, rispetto alla quota assegnata nel Tale eccedenza è riportata all anno Il criterio di ripartizione adottato ha tenuto conto del contributo degli stati membri alla formazione dell eccedenza. Ne è derivato per l Italia un credito di 941 tonnellate che porta la nostra quota per la campagna 2000 da a tonnellate. R. Senz altro lavorare sulla formazione professionale perché abbiamo potuto constatare che c è una generalizzata carenza di personale qualificato. Per non disperdere risorse e sforzi abbiamo deciso di affidare a un gruppo di esperti la realizzazione di una indagine approfondita, a campione su tutto il territorio nazionale, sulle necessità e sul fabbisogno formativo delle varie marinerie. Da questo studio, che è in corso, emergeranno le necessità formative specifiche e le carenze professionali di ogni marineria e sarà per noi uno strumento per tradurre queste necessità in azioni mirate di formazione. Potremo sapere, per esempio, se una regione o un settore hanno più bisogno di motoristi, di capi barca o di marinai. D. Salvaguardia delle risorse e inquinamento sono temi nuovi, poco conosciuti e spesso sentiti come minacce dai pescatori, come un vincolo alla loro libertà di pescare ovunque. Cosa ne pensa? R. Penso che oggi il pescatore «disonesto», che pesca entro le tre miglia o non osserva i regolamenti, sia ormai un fenomeno che appartiene al passato. La nuova classe di pescatori è molto più cosciente, è molto più ragionevole; il pescatore oggi sa che il pesce è il suo pane e non lo può distruggere. Alcuni armatori capitani iniziano, per esempio, a considerare il fatto che il fermo biologico, così come è attuato, non serve a niente, ma che forse bisognerebbe fermare per un certo tempo l attività in una certa area di riproduzione. Anche secondo alcuni biologi questo sistema sarebbe più vantaggioso per le risorse, oltreché per l economia del pescatore. D. Insomma sta nascendo una cultura nuova della pesca? R. Nel 1996 a Napoli si è svolta la prima riunione internazionale degli armatori della pesca del Mediterraneo. In quella sede è stata sottoscritta da tutti i partecipanti una dichiarazione nella quale gli armatori giudicano indispensabile che tutti gli stati si conformino alle regole derivanti dal Codice di condotta per la pesca responsabile, elaborato dalla Fao. Certamente non si può cambiare mentalità da un giorno all altro, ma questo credo sia un segnale importante. I benefici della legge 30/98 estesi a tutto il settore Alla pesca sgravi per 175 miliardi DI ENRICO TONGHINI Negli ultimi mesi il settore della pesca marittima ha potuto usufruire di diversi interventi da parte dello stato, interventi che hanno contribuito in maniera decisiva a risollevare un comparto che stava attraversando, ormai da tempo, un momento di grave crisi. Innanzitutto, il parlamento ha convertito in legge (23 novembre 2000, n. 343 pubblicata sulla Gazzetta ufficiale n. 276 del 25 novembre 2000) il decreto legge 265/2000 recante misure urgenti per il settore dell autotrasporto e della pesca. Tale provvedimento ha confermato lo stanziamento di circa 70 miliardi di lire per fronteggiare l emergenza mucillagine nel mare Adriatico e per garantire l interruzione tecnica dell attività di pesca nel mar Tirreno e nello Ionio. La legge ha inoltre portato a 51,5 miliardi di lire l ammontare dell intervento finalizzato ad attenuare l impatto sociale derivante dall aumento del prezzo del gasolio, degli ultimi mesi. Oltre a questo provvedimento, c è stato poi l inserimento nella legge finanziaria 2001 di un emendamento, approvato a larga maggioranza, che prevede lo stanziamento di 175 miliardi di lire per il settore, attraverso l estensione dei benefici previsti dalla legge 30/98 per la pesca oceanica e mediterranea a quella costiera locale e ravvicinata; una prima agevolazione, a favore sia delle imprese che dei marittimi imbarcati, consiste nell esonero, nel limite del 70%, dal versamento dei contributi previdenziali assistenziali e assicurativi dovuti per legge. Ulteriori benefici, solo per le imprese, consistono in un credito di imposta, che non concorre alla formazione della base imponibile, del 70% versato mensilmente sulle retribuzioni del personale e nell abbattimento della base imponibile del reddito assoggettabile a Irpef, Irpeg e Irap. Queste misure saranno operative dal 1 gennaio 2001, con un risparmio annuo per il settore di circa 70 miliardi di lire. Infine, un altro emendamento alla legge finanziaria prevede, per gli operatori della piccola pesca, l equiparazione ai lavoratori dell agricoltura in materia previdenziale; ciò significa che ai lavoratori assicurati con la legge 250/58 verrà riconosciuto un accredito di 52 settimane contributive l anno ai fini pensionistici a fronte delle 38 che venivano riconosciute in precedenza: questo provvedimento evita la perdita di una annualità contributiva ogni cinque anni. ENTI BILATERALI Osservatorio programmi e attività L osservatorio nazionale della pesca è nato, nel 1994, quale progetto comune tra i due soggetti economico-sociali del settore della pesca, le organizzazioni sindacali e quelle imprenditoriali firmatarie del Contratto nazionale per gli addetti alla pesca marittima. Con questa iniziativa le parti sociali hanno voluto fornire al comparto informazioni, dati, riferimenti e linee guida operative utili a tutti gli attori, per poter cogliere tempestivamente i riflessi sulla composizione del mercato del lavoro, sulle politiche aziendali, sui livelli occupazionali. Il campo di attività dell osservatorio è estremamente vario e prevede in particolare: - la raccolta e l elaborazione di dati statistici di riscontro delle rilevazioni sistematiche effettuate dall Istat relativamente alla cattura delle principali specie ittiche nei porti pescherecci più significativi, in accordo con le direttrici del sistema statistico nazionale; - la rilevazione degli scambi e dei prezzi medi di mercato dei principali prodotti ittici sulle piazze nazionali ed internazionali; - l analisi degli scenari complessivi e dell andamento congiunturale del settore, in particolare delle importazioni e delle esportazioni, evidenziando le aree critiche e i segnali d allarme dell interscambio; - l accertamento dei livelli di produttività e redditività delle imprese e di competitività complessiva rispetto alle flotte pescherecce concorrenti in ambito comunitario e non; - il monitoraggio del mercato del lavoro e dei livelli occupazionali sia in termini di impiego effettivo attuale che di forza lavoro dedita all attività; - lo studio della dinamica salariale effettiva riferita anche ai salari di fatto disaggregati e ai rapporti tra questi e la legislazione contributiva, assistenziale e infortunistica; - la rilevazione e l elaborazione degli avvenimenti concernenti la sicurezza del lavoro a bordo dei pescherecci, al fine di poter individuare le principali fonti di rischio per i lavoratori della pesca; - la rilevazione degli investimenti e delle opportunità realizzate nel settore. L osservatorio elabora, inoltre, modelli per la formazione e la riqualificazione professionale, nonché la formazione dei formatori, attuandone i programmi per favorire l innovazione e la competitività. In questo settore, in particolare, sono stati attivati numerosi corsi di formazione nelle più importanti marinerie italiane finalizzati al conseguimento da parte dei marittimi di professionalità qualificate.

6 6 Mercoledì 20 Dicembre 2000 Il disegno di legge De Castro non è stato approvato Crisi aviaria, è caos I lavoratori aspettano 105 miliardi In Breve A quattro anni dalla sua approvazione, l Ocm ortofrutta si prepara a subire una profonda riforma. Infatti, l accordo raggiunto in tal senso dai 15 ministri dell agricoltura dell Ue prevede un aumento della fiche finanziaria, soprattutto per i prodotti destinati alla trasformazione. Per il pomodoro da industria il budget a livello comunitario passa da 224 a quasi 285 milioni di euro, per l Italia da 118 a 150 milioni di euro. Sempre per il pomodoro, sono abolite le quote e viene introdotto un sistema di soglie produttive nazionali (per l Italia tonnellate su un totale Ue di tonnellate). Incrementi di soglia sono previsti anche per pesche, pere e agrumi destinati alla trasformazione. I prezzi agricoli alla produzione in Italia sono diminuiti del 4% rispetto al 1999; sostanzialmente stabili invece (+0,1%) nell Unione europea. Secondo l Eurostat la flessione è stata provocata soprattutto dall andamento negativo delle produzioni vegetali, che in Italia sono calate del 7,3%. li interventi straordinari Gprevisti per le aziende e i lavoratori del settore avicolo, a seguito dell influenza aviaria, che ha causato gravi danni in tutto il comparto, sia sul versante industriale che sull occupazione, non hanno ancora avuto l approvazione del parlamento. È utile ricordare che «l influenza aviaria» si è manifestata nella regione veneta sin dal 1997 e fino alla primavera del 1999 non ha avuto sviluppi tali da destare preoccupazione alcuna, anche perché la mortalità era molto bassa e la malattia era circoscritta agli allevamenti rurali. Nell autunno 1999 la malattia si è diffusa in modo vertiginoso, tanto da diventare un problema nazionale; ad oggi, le aziende della filiera avicola interessate sono tra allevamenti, impianti di incubazione delle uova, impianti di macellazione e lavorazione delle carni; sono morti o sono stati abbattuti a seguito dell epidemia circa 13 mila capi, con un danno economico che può essere stimato fino a oggi in circa miliardi. Le segreterie nazionali di Uila, Fai e Flai si sono subito attivate nei confronti del governo nazionale e del ministero delle politiche agricole e forestali in particolare, per affrontare, con la dovuta urgenza, il problema e per attivarsi per l emanazione di misure a sostegno del reddito dei lavoratori e dell attività produttiva. Il ministro di allora, Paolo De Castro, rispose positivamente alle nostre sollecitazioni e, in tempi rapidi, fu presentato in parlamento un disegno di legge per lo stanziamento di indennizzi relativi ai danni causati dall influenza aviaria, che prevedeva l erogazione complessiva di 465 miliardi di lire, dei quali 360 a favore delle imprese e 105 come sostegno all occupazione. Individuammo in i lavoratori interessati al provvedimento, dei quali 4 mila a tempo indeterminato e a tempo determinato (avventizi), divisi tra quelli già assunti e quelli in attesa di assunzione. Insieme agli stanziamenti per gli indennizzi, furono elaborati con il ministero della sanità i provvedimenti di polizia veterinaria. Sono ormai passati nove mesi Sfiora i miliardi di lire il passivo della bilancia lattiero-casearia nei primi sette mesi del Duemila, con una riduzione del 6,5% rispetto allo stesso periodo dell anno passato. La spesa per le importazioni è scesa a miliardi, con un calo dell 1,3% sul confronto annuo, mentre l export ha oltrepassato i miliardi di lire, mettendo a segno un balzo in avanti del 7,7% sul Nei paesi dell Unione europea vivono bovini di cui vacche da latte; il patrimonio bovino italiano è di capi di cui da latte. La Francia è in testa alla classifica con oltre 20 milioni di capi. Il Duemila si è rivelato un anno negativo per la produzione dell olio di oliva; infatti, secondo le stime redatte da Ismea e Unaprol su dati Istat, tale produzione si attesterà, per quest anno, sulle 492 mila tonnellate, con un decremento del 35% rispetto alla scorsa campagna. Il 2001 sarà «l anno dei formaggi tipici italiani». Lo ha annunciato il ministro Alfonso Pecoraro Scanio nel corso della conferenza stampa di presentazione del progetto svoltasi a Roma. L iniziativa, promossa dall Associazione nazionale per la tutela e la valorizzazione dei formaggi, prevede la promozione della qualità di quei prodotti tipici che, come i formaggi, non possono contare su altre azioni organizzate di sostegno e valorizzazione. È stato inaugurato a Tebe, a circa 70 chilometri da Atene, un nuovo impianto della Barilla. Lo stabilimento, costato circa 50 miliardi, darà lavoro a un centinaio di addetti. che non sono stati però sufficienti per l approvazione in parlamento di un provvedimento urgente; la staffetta al ministero delle politiche agricole e forestali tra Paolo De Castro e Alfonso Pecoraro Scanio, con diverse opinioni sulle fonti di finanziamento, non ha consentito una rapida approvazione del provvedimento. In questo contesto, ci lascia perplessi la dichiarazione del sottosegretario all agricoltura Roberto Borroni che, durante i lavori della commissione agricoltura al senato, ha annunciato un emendamento del governo al disegno di legge, in cui si prevede lo stanziamento di 90 miliardi per la cassa integrazione guadagni; resta un mistero sapere quando i 90 miliardi saranno disponibili, in quanto lo stesso Borroni ha affermato che, in sede di conferenza stato-regioni, si sta studiando un percorso per l individuazione delle risorse finanziarie necessarie. Insomma siamo alle solite: non si trovano i soldi per risolvere un problema urgente che sta diventando un vero incubo per l avicoltura italiana. DI PIETRO PELLEGRINI Il 5% di aumento a tutti i lavoratori Ccnl bonifiche, serve chiarezza DI GIUSEPPE VITO La legge 421 del 1992 prevedeva la delega al governo per l emanazione di una norma di tutela per i lavoratori che svolgono lavori usuranti; con il decreto legislativo 374 del 1993, il governo ha adempiuto alla delega, disciplinando la materia che, ad oggi, non ha avuto pratica attuazione. Le leggi 335 del 96 (riforma del sistema pensionistico) e 449 del 97, che hanno portato modifiche alla prima stesura del 1993, non hanno avuto migliore sorte. Nel 1999 il ministro del lavoro con il dm 19/5/99 ha stabilito i criteri per l individuazione dei lavori usuranti; ha stabilito altresì che la determinazione dei lavori usuranti doveva avvenire entro sei mesi attraverso la contrattazione collettiva, nell ambito di ciascuna categoria. Allo stato attuale siamo in attesa di un nuovo decreto che definisca le modalità per la ripartizione del contributo previdenziale, ma ciò che più preoccupa è che, nonostante la norma sia approvata ormai da sette anni, la possibilità per alcuni lavoratori di andare in pensione anticipata è ancora un sogno. Le norme di tutela sopra citate sono applicabili a tutti i lavoratori dipendenti, sia del settore privato che di quello pubblico e anche ai lavoratori autonomi. Si possono definire usuranti tutti quei lavori per il cui svolgimento è richiesto un impegno particolarmente gravoso e continuativo, per il quale non è possibile trovare misure idonee di prevenzione. Le attività che si considerano usuranti sono indicate in un apposito elenco, in base al quale, attraverso la contrattazione collettiva, categoria per categoria, vengono individuate le mansioni specifiche, considerate particolarmente gravose e che sono individuate con i criteri previsti dal decreto ministeriale 19 maggio 1999; la determinazione del periodo per l anticipo del pensionamento è proporzionale ai periodi svolti in tali attività gravose. L anticipo del pensionamento avviene con le seguenti modalità: per la pensione di vecchiaia l età pensionabile è ridotta di due mesi per ciascun anno di lavoro usurante, per un massimo di 60 mesi pari a 5 anni; per la pensione di anzianità i limiti di età anagrafica previsti dalla legge di riforma pensionistica (legge 335/95) sono ridotti di un anno. Per le mansioni di gravità particolarmente usurante è prevista, per un massimo di due anni, la riduzione di un anno dell anzianità contributiva, per ogni dieci Si è svolto il 6 dicembre il secondo incontro con lo Snebi per la stesura del ccnl conseguente alla firma dell accordo dell 11 luglio scorso. Due i punti su cui le parti hanno concentrato la loro attenzione in questa prima fase: il primo riguarda la concretizzazione di un impegno ormai non più rinviabile sul versante della costituzione, anche per il comparto delle bonifiche, di un fondo di previdenza complementare. Scartata definitivamente l ipotesi di attivare un fondo specifico ed esclusivo per la bonifica, le parti hanno convenuto di ricercare soluzioni alternative che possano, in tempi brevi, dare completezza agli impegni assunti, ormai da parecchi anni. In questo senso, e per dare una spinta alla risoluzione del problema, Filbi, Flai e Fisba hanno fornito allo Snebi indicazioni utili perché venga privilegiata e posta in essere l adesione a un fondo agricolo già costituito, nel quale la bonifica possa entrare come settore affine. Lo Snebi si è impegnato a fare, al proprio interno, le valutazioni del caso riservandosi, nel prossimo incontro, fissato per il mese di gennaio 2001, di esplicitare al sindacato le specifiche risultanze. Un altro punto oggetto di discussione nell incontro è stato quello relativo all incremento del 5% dei minimi di stipendio per i nuovi assunti dal 15 luglio 2000, determinato dal recente accordo di rinnovo del Ccnl; incremento su cui lo Snebi si è cimentato a dare interpretazioni restrittive nel tentativo di escludere da tale aumento il personale assunto a tempo determinato. Ovviamente il sindacato non ha avuto tentennamenti dichiarando, su questo punto, la propria insoddisfazione e il proprio disappunto per l ennesimo tentativo dello Snebi di mettere in discussione un diritto conquistato per tutti i lavoratori nell ultimo rinnovo contrattuale. Lo Snebi su questi due aspetti determinanti dovrà ragionevolmente convenire circa la opportunità di trovare adeguate soluzioni per non determinare una inopportuna frizione nelle relazioni sindacali in un momento in cui la bonifica ha bisogno, al contrario, di convergenze. Resta da definire la modalità di ripartizione del contributo previdenziale Ancora inattuate le tutele riferite ai lavori usuranti anni svolti nella stessa mansione. Per la pensione contributiva il coefficiente di rendimento, riferito all età pensionabile, è aumentato di un anno per ogni sei anni svolti nella mansione usurante. I problemi che hanno fino a oggi impedito l applicazione della normativa di tutela per i lavori usuranti sono di natura diversa: da un lato la determinazione dei lavori usuranti deve avvenire con la contrattazione collettiva; per ciascuna categoria la carenza di contrattazione ha reso inapplicabile la norma e se la contrattazione si facesse solo in alcune categorie, di fatto si creerebbe una discriminante per le altre. D altro lato è innegabile che il versamento contributivo costituisca una spesa aggiuntiva, ma non è accettabile pensare a una norma che obblighi lo stesso lavoratore impiegato in un lavoro usurante a pagarsi una maggiore contribuzione; sarebbe una penalizzazione in più. Resta comunque da definire la decorrenza dei benefici, che non può essere in funzione del versamento della contribuzione; considerando che il decreto legislativo 374 all art. 2 indica come data di decorrenza la data di entrata in vigore del decreto stesso, senza una soluzione ad hoc si rischia, anche in questo caso, di penalizzare qualcuno.

7 Mercoledì 20 Dicembre L intesa sull organizzazione del lavoro permetterà un migliore utilizzo degli impianti di Cisterna Sagit, un accordo per lo sviluppo Ai lavoratori interessati un indennità mensile di 400 mila lire DI TIZIANA BOCCHI Si è svolto nei giorni scorsi a Roma l incontro tra il coordinamento nazionale del gruppo Eridania-Isi e l amministratore delegato della società; un incontro richiesto con procedura d urgenza da Fat, Flai e Uila nazionali non solo per un aggiornamento della situazione economica e produttiva ma, soprattutto, per verificare la volontà del gruppo Eridania Beghin Say in merito al futuro del settore agroalimentare. Infatti, alla fine del mese di novembre scorso il cda di Eridania B.S. ha deciso di realizzare la scissione del gruppo in quattro società: zucchero e derivati; amido e derivati; trasformazione oleaginose e olii alimentari; nutrizione animale. Tale scissione, ripetutamente motivata come utile ai fini del consolidamento e dello sviluppo dei singoli comparti e tale da favorire e garantire al meglio le volontà degli azionisti, non ha fugato, però, i dubbi circa l eventuale vendita di parte del settore agroalimentare. Per quanto riguarda il settore zucchero è stato confermato un quadro economico e finanziario del gruppo fortemente critico, inserito in un contesto più generale dove la discussione, ancora aperta sul nuovo regolamento europeo, non DI GIAMPIERO SAMBUCINI ei mesi di novembre e di- le segreterie nazio- Ncembre, nali e territoriali di Fat, Flai, Uila e la Rsu dello stabilimento Sagit di Cisterna di Latina hanno discusso e concluso con l azienda un importante accordo relativo all organizzazione del lavoro e della produzione. Lo stabilimento in questione produce vegetali e alimenti surgelati e, già da qualche mese, ha dovuto far fronte a nuove e consistenti richieste da parte dei mercati, sia quello nazionale sia quelli esteri. L azienda, alla luce di questa possibilità di accrescere, anche considerevolmente, i volumi prodotti, ha chiesto al sindacato e ai lavoratori di poter aumentare quanto necessario la produzione. Si è quindi avviato un ragionamento, basato sulla ricerca di una nuova e diversa organizzazione del lavoro strutturalmente e organicamente in grado di cogliere quest opportunità offerta dal mercato e di soddisfare la necessità di un incremento produttivo. A conclusione di una trattativa certamente non semplice, si è convenuto d introdurre nello stabilimento Sagit di Cisterna di Latina un organizzazione del lavoro basata su 21 turni settimanali (praticamente un ciclo continuo) con riposi a scorrimento. In concreto, ciascun addetto lavorerà per 6 giorni seguiti da 3 giorni di riposo, per una durata media del lavoro settimanale pari a 37 ore e 20 minuti. Una parte delle riduzioni contrattuali dell orario di lavoro (Rol) e delle ex festività, per un totale di 92 ore l anno, verrà goduta all interno dello schema di scorrimento dei riposi. A fronte di tale impegno, ciascun lavoratore riceverà un indennità pari a 400 mila lire per ogni mese di effettivo lavoro sui 21 turni settimanali. Il valore politico di questo accordo, al di là dei pur significativi contenuti di merito, consiste, soprattutto, nell aver saputo trovare e offrire delle soluzioni efficaci, di alta qualità sindacale, all esigenza dell azienda di adattare tempestivamente l organizzazione del lavoro e della produzione alle nuove opportunità offerte dal mercato. Troppo spesso, infatti, le aziende soddisfano le esigenze di maggiore produzione con massicce dosi di lavoro straordinario, con l uso e, spesso, con l abuso di rapporti di lavoro a vario titolo precari, con l affidamento all esterno di quote considerevoli di produzione. Alla Sagit di Cisterna di Latina il sindacato ha proposto e portato a conclusione una Positivo il giudizio espresso dall azienda Pubblichiamo una dichiarazione sull accordo di Mario de Gennaro, direttore del personale della Sagit Spa. «L intesa raggiunta rappresenta sicuramente il giusto compendio delle esigenze di pronta risposta alle nuove richieste di mercato con quelle che erano le istanze dei lavoratori. Dopo alcune difficoltà di una comune lettura, le parti hanno responsabilmente percorso il cammino della costruttività e, nel rispetto dei reciproci ruoli, hanno dato un importante segnale di come la contrattazione aziendale può essere capace di cogliere le sempre crescenti necessità di flessibilità e d implementazione produttiva. In questo quadro, l accordo contiene elementi importantissimi, Fat, Flai e Uila chiedono di confrontarsi su progetti di consolidamento Eridania, incerto il futuro del settore agroalimentare rappresenta un elemento in grado di favorire prospettive di rapida ripresa. Un dato positivo fa registrare l andamento della campagna appena conclusa nonché i risultati positivi che si registrano sul fronte commerciale. Ciò non toglie che sia stata riconfermata la necessità d intervenire lungo tre direttrici prioritarie. La prima riconferma la necessità di procedere lungo la strada della concentrazione produttiva. La recente cessione dello stabilimento di Ceggia alla Co.pro.b. sembra non essere l ultimo atto in tema di razionalizzazione del sistema produttivo né le rassicurazioni date dall amministratore delegato sul fatto che tutti gli attuali stabilimenti faranno la prossima campagna saccarifera nel 2001, può rappresentare una risposta sufficiente alle preoccupazioni espresse circa il futuro occupazionale del gruppo. Le altre due direttrici riguardano la necessità d intervenire sui temi dell organizzazione del lavoro e delle tecniche manutentive. Già nel maggio scorso, a fronte dell informazione data dall azienda circa lo svolgimento di un analisi interna sul tema dell organizzazione del lavoro, si era convenuto di costituire un gruppo di lavoro tecnico comune per svolgere un esame attento, partendo dalle condizioni dei singoli siti produttivi al fine di trovare risposte condivise ai problemi. Questo impegno è stato definitivamente assunto nel corso dell incontro anche attraverso l individuazione della data del 9 gennaio prossimo per l inizio dei lavori. Da ultimo è stato affrontato il tema del «progetto confezionamenti». L azienda ha confermato la volontà di modificare quanto già deciso, concentrando l attività di confezionamento in due siti produttivi (Russi e Pontelongo) ed escludendo San Quirico dal progetto. Le motivazioni che hanno portato a tale modifica sembrano essere legate più alle necessità generali di razionalizzazione e di riduzione dei costi che a un cambiamento delle strategie industriali. Questo percorso e, più in generale, l approccio che assume la strada della riduzione dei costi come prioritaria per individuare linee d intervento nell ambito del sistema produttivo Eridania-Isi, non è stato condiviso e non potrà, in futuro, essere condiviso da Fat, Flai e Uila che intendono, invece, confrontarsi su progetti industriali di consolidamento e sviluppo del gruppo già a partire dai primi mesi del prossimo anno. quali la massimizzazione dell esercizio degli impianti, e di totale novità nel panorama negoziale italiano, come la condivisione del trattamento da riservare ai part-time a chiamata. Questi importanti traguardi sono coniugati nel giusto equilibrio con temi cari alle posizioni sindacali, quali la riduzione dell orario di lavoro che risulta essere reale e non teorica, l occupazione, la crescita professionale. Ci auguriamo quindi che questo nuovo tassello sia l ulteriore particella di un mosaico che possa condurre a una negoziazione che faccia, di traguardi come questo, un elemento consuetudinario, essendo questa l unica ricetta per la competitività sul mercato globale». scelta politicamente opposta. Ha convenuto un modello di organizzazione del lavoro e della produzione che fa lavorare di più gli impianti e di meno le persone. L introduzione dei 21 turni settimanali, inoltre, comporta l utilizzo di squadre aggiuntive e, quindi, la necessità di nuove assunzioni stabili. Certamente, il riposo a scorrimento, e quindi anche in giorni diversi dal sabato e dalla domenica, costringerà i lavoratori a modificare qualche abitudine di vita consolidata, comportando qualche conseguente disagio personale. A fronte di tale disagio, tuttavia, l accordo raggiunto prevede, per i diretti interessati, un miglioramento retributivo non trascurabile, aggiunto a una complessiva riduzione delle ore e dei giorni da trascorrere in fabbrica. Sul piano più generale c è all attivo dell accordo l aumento e il consolidamento dell occupazione alla Sagit di Cisterna di Latina, un risultato questo di particolare importanza e valore in una provincia, quella di Latina che, sul fronte del lavoro, ha recentemente vissuto esperienze assai poco felici. In scadenza il regolamento Ue per lo zucchero Nuova normativa per il Con la campagna saccarifera del 2000 è scaduto il regolamento europeo che regolava il settore zucchero. Si rende, quindi, necessario individuare le nuove regole già per il prossimo anno La Commissione europea ha elaborato, in questi mesi, una proposta di regolamento che, in buona parte, punta alla proroga del vecchio sistema. Contenuti e tempi di validità di questo progetto «ponte» sono stati oggetto anche del comitato economico e sociale che, nei giorni scorsi, ha ufficialmente fornito alla commissione Ue il proprio parere. Oggetto della discussione sono stati, soprattutto, i temi legati alla riduzione della quota per 115 MILA tonnellate, alla soppressione del sistema di compensazione delle spese di magazzinaggio, all abolizione del finanziamento del magazzinaggio dello zucchero riportato, nonché i tempi di proroga previsti per i prossimi due anni (luglio giugno 2003). Nel merito, il comitato ha osservato come tempi così brevi di proroga «alimentino un clima d incertezza presso i produttori agricoli e i trasformatori e non facilitano la presa di decisioni, specie in materia d investimenti», e ha proposto un regolamento valido fino al Anche in materia di magazzinaggio, il comitato ritiene che la Commissione abbia sottovalutato i reali effetti, sicuramente negativi, delle ipotesi di modifica avanzate e propone, quindi, di mantenere le attuali disposizioni in materia di regime di compensazione delle spese di magazzinaggio, ivi compreso il riporto. Questo il parere, assolutamente condiviso dal sindacato, su due argomenti centrali per il futuro del settore. Inoltre, terzo fondamentale argomento, quello relativo agli aiuti nazionali, soppressi per le zone del Nord e del Centro Italia e dimezzati per il Mezzogiorno. Una mancata conferma del sistema degli aiuti equivarrebbe a far scegliere alla bieticoltura del Sud la strada di un progressivo disimpegno nel settore, con ripercussioni certamente negative sul versante occupazionale. Nella consapevolezza della gravità dei problemi aperti e delle ripercussioni negative che alcune scelte potrebbero avere sul sistema bieticolo-saccarifero italiano, Fat, Flai e Uila seguono con attenzione l iter di approvazione del nuovo regolamento, sia sul versante europeo sia su quello italiano, a partire dalla richiesta di un incontro con il ministro dell agricoltura, incontro che potrebbe svolgersi nei prossimi giorni.

8 8 Mercoledì 20 Dicembre 2000 Tavola rotonda della Uila di Roma sui problemi e le prospettive del sistema contrattuale italiano Il decentramento, scelta vincente Dare più spazio alla contrattazione in azienda e sul territorio Salera (Maccarese) Non possiamo mai dimenticare che nessuna azienda è uguale a un altra. Direzione, tipo di produzione, localizzazione, imprenditore: sono tutte realtà che differenziano un azienda dall altra e poi c è il mercato che va di corsa, per cui bisogna prendere delle decisioni ogni giorno. A prescindere dal livello di contrattazione, quello che conta è la realtà aziendale e il suo bilancio economico, perché tutti i costi della contrattazione vanno comunque a finire nel bilancio. Credo fermamente nel metodo della concertazione perché non esiste più, a mio avviso, la contrapposizione tra imprenditore da una parte e lavoratore dall altra. Occorre concertare sempre e ai massimi livelli, però mi rendo conto che ci sono ancora troppe differenze e troppe barriere ideologiche e intellettuali. La realtà aziendale è una figura geometrica in cui siamo tutti da tutte le parti e le nostre decisioni devono essere condivise, approvate, anzi sollecitate da chi ci sta di fronte perché solo se le condividiamo riusciamo a portarle avanti. Dobbiamo sederci intorno a un tavolo rotondo, non a un tavolo quadrato in cui si sta da una parte o dall altra. Dal sindacato mi aspetto delle proposte su come ristrutturare la paga, su come fare in modo che i lavoratori possano partecipare ai risultati aziendali o su come organizzare il lavoro in un modo diverso. Queste sono le cose su cui bisogna concentrare la contrattazione, ma le decisioni devono essere veloci, i rituali non servono più. Se proponiamo una cosa, il giorno dopo dobbiamo avere la risposta. E poi, non è possibile avere un tavolo costantemente aperto; può esserlo per le proposte costruttive ma non per le rivendicazioni perché è una perdita di tempo. In sintesi, occorre razionalizzare le relazioni sindacali, più che potenziarle. Ho sempre creduto nella formazione perché un uomo formato è un uomo libero che riesce a lavorare volentieri ed è in grado di cambiare lavoro in ogni momento, mentre chi non ha una professione è prigioniero del lavoro e dell azienda. Massaro (Eurolat) Nel settore latte si registra una velocità impressionante di modifica delle variabili con le quali ci dobbiamo confrontare. I processi di concentrazione industriali sono continui perché molte aziende non riescono più a reggere le sollecitazioni di un mercato sempre più aggressivo. Inoltre l e-commerce e Internet stanno introducendo nuove sollecitazioni di grande spessore. L azienda deve quindi avere una capacità di risposta molto veloce, deve saper adeguare le competenze, considerando che la risorsa umana diviene un elemento centrale e che l accrescimento delle professionalità e della formazione deve essere continuo. In questo senso il sistema di relazioni industriali diventa fondamentale nel cogliere queste opportunità. Noi abbiamo fatto una scelta di campo, scegliendo di lavorare con le organizzazioni sindacali per sviluppare e adeguare l impresa nella direzione dello sviluppo. Occorre flessibilità e snellezza operativa, bisogna cercare di rimuovere tutte le rigidità che sono frenanti per lo sviluppo dell impresa e dell economia. Questo deve però avvenire all interno di un quadro preciso di regole che devono essere alla base dei processi di innovazione ma non devono determinare un sistema statico. Per cogliere le nuove opportunità occorre cambiare qualcosa anche nel sistema delle relazioni che non può essere quello di cinque anni fa. In questi anni sono avvenute cose straordinarie ma quello che accadrà nei prossimi anni lo sarà ancora di più. Non si può stare fermi, bisogna trovare logiche nuove per seguire lo sviluppo. Il metodo della concertazione, introdotto nel 1993, ha avviato un sistema partecipativo nuovo e ha permesso di monitorare continuamente i programmi e l impostazione delle imprese. Credo sia un sistema ancora attuale dal quale non possiamo allontanarci. Se aumentano le variabili, semmai, c è bisogno di maggiore integrazione e quindi la contrattazione aziendale è certamente uno strumento da portare avanti, adeguandolo alle situazioni nuove. Credo che il primo livello di contrattazione, quello nazionale, debba essere un riferimento per le politiche generali, una sorta di carta di diritti fondamentali o minimi; mentre alla contrattazione di secondo livello spetta di cogliere le specificità delle variabili territoriali. Certamente occorre evitare il rischio di una duplicazione della contrattazione; per fare questo noi dobbiamo immaginare il contratto nazionale non come un contenitore dentro cui c è tutto, ma, in un certo senso, come un autostrada, che possa permettere di canalizzare i vari temi verso quegli spazi dove vanno costruite e definite le specificità territoriali e aziendali. i è svolta il 13 dicembre a Pa- una tavola rotonda, Slestrina conclusiva del corso di formazione sindacale promosso dalla Uila, segreteria di Roma e Lazio. «Sistema contrattuale: problemi e prospettive» è stato il tema discusso alla tavola rotonda, organizzata del segretario provinciale della Uila di Roma, Antonio Biagioli. Sono intervenuti nella discussione Stefano Mantegazza, segretario generale Uila, Carlo Villata, direttore del personale della Granmilano, Domenico Massaro, direttore risorse umane Eurolat, Silvio Salera, amministratore delegato Maccarese. La discussione è stata moderata da Raffaella Alibrandi, amministratore delegato della società Sapori di Roma, la quale si è soffermata sui problemi specifici delle pmi in rapporto ai temi trattati, sottolineando la necessità e l interesse delle pmi di avere una più stretta collaborazione con il sindacato nella ricerca di nuove formule di flessibilità del lavoro di fronte alle crescenti opportunità occupazionali che nascono dai cambiamenti del mercato. In questo articolo pubblichiamo una sintesi dell intervento di Stefano Mantegazza, mentre una sintesi degli altri interventi è riportata negli altri box di questa pagina. «La Uil ha avviato, ormai da alcune settimane, un dibattito, ancora tutto interno, che si pone come obiettivo ambizioso quello di poter offrire alla discussione con le altre organizzazioni sindacali, con le controparti e con il governo attuale e soprattutto con il nuovo che verrà, un modello contrattuale che rinnovi e adegui quello rinvenuto con l accordo del luglio Sul fatto che quell intesa mostri ormai più di qualche ruga sembrano d accordo tutti, quando si passa però agli interventi possibili le opinioni sono giustamente molto articolate. Per quanto ci riguarda intendiamo avviare su questo tema un dibattito anche all interno della Uila e con le nostre controparti per ricercare le soluzioni di innovazione e di cambiamento che ci sembrano indispensabili. Come Uila da sempre abbiamo ricercato percorsi anche originali che avevano sempre un obiettivo prioritario, quello di una progressiva espansione dell area delle tutele contrattuali. Esigenza ineludibile in settori come quello agricolo e alimentare dove la dimensione media e piccola delle imprese rappresenta una realtà assolutamente consolidata. Opportunità altrettanto importante anche se rapportata al più complessivo sistema produttivo italiano. Questa esigenza va inserita in un contesto molto diverso da quello che portò ormai otto anni fa all adozione di un modello contrattuale che fra tanti pregi che confermiamo aveva però il difetto di essere eccessivamente centralista. È, quello attuale, un sistema che vincola a regole, a tempi e a modi rigidi che non possono offrire risposte alle mille esigenze di un mondo del lavoro che è assolutamente composito e ricco di opportunità e di problemi. Oggi ancora più di ieri sarà necessario immaginare una dimensione europea della contrattazione che garantisca per esempio l esigibilità dei diritti fondamentali, che valorizzi le esperienze maturate nei Cae, che offra strumenti condivisi per affrontare l impatto dei flussi migratori sul mercato del lavoro. Oggi ancora più di ieri è necessario individuare più efficaci tutele contrattuali per i nuovi lavori e definire la loro rappresentanza sindacale. Oggi ancora più di ieri bisogna pensare a riorganizzare le aree contrattuali tenendo conto dei processi di privatizzazione avvenuti, delle trasformazioni merceologiche, dell impatto delle innovazioni tecnologiche nella produzione e nei servizi. Oggi ancora più di ieri sarà necessario immaginare un sistema contrattuale che saldi la concertazione alla dimensione federalista, che riproponga la politica dei redditi in un contesto fortemente espansivo e dinamico dell economia e che realizzi infine un rapporto sempre più stretto tra dinamiche salariali e democrazia economica. Se queste sono alcune tra le più rilevanti delle esigenze da cogliere e molte altre ancora se ne potrebbero aggiungere, l inadeguatezza del nostro sistema contrattuale diventa assolutamente evidente. Se vogliamo rispondere a queste esigenze che mi sembrano essenziali, se vogliamo estendere, come abbiamo detto, l area della tutela, dobbiamo immaginare un modello contrattuale assolutamente flessibile e modellabile per settore, per azienda, per territorio al fine di poter cogliere le mille esigenze, le mille opportunità di un mercato del lavoro dinamico e al tempo stesso pieno di contraddizioni. Se questo è il nostro obiettivo, il sindacato è chiamato a scegliere e a scommettere su se stesso. Per avere più spazio contrattuale in azienda e sul territorio bisogna ridurre il peso del contratto nazionale, bisogna alleggerire le tutele nazionali scommettendo sulla nostra capacità di definire condizioni di lavoro più adeguate ai nuovi bisogni e alle nuove opportunità dentro le aziende, sul territorio. Questa è una strada che ci pare obbligata, da affrontare con grande prudenza ma anche con molta determinazione. E non è vero che esistano alternative. A meno che non si consideri tale quella di rimanere a guardia di un contratto nazionale che progressivamente sta diventando un bidone sempre più vuoto». Villata (Granmilano) Nella storia del nostro gruppo il sistema della concertazione ha dato la possibilità di risolvere problemi giganteschi, trasformando questi problemi in grosse opportunità, sia per le aziende sia per i lavoratori. Data la specificità delle nostre produzioni la flessibilità, intesa non solo in termini di orari di lavoro ma anche dei flussi di ingresso di personale dipendente, è per noi estremamente importante. Sicuramente i contratti nazionali hanno fatto dei passi avanti ma non riescono ancora a rispondere appieno alle esigenze di velocità di movimento delle aziende, per cui è necessario integrarli con norme concertative interne, negoziate con la contrattazione di secondo livello. Ogni realtà aziendale ha una propria dinamicità e una propria velocità dettata dal mercato e dai problemi interni. Certamente è facile discutere per chi ha un sindacato all interno dell azienda con cui discutere un accordo integrativo che diventa la parte più cospicua del patrimonio normativo ed economico dei lavoratori dipendenti; mentre è meno facile discutere per i lavoratori che operano all interno di strutture medio-piccole che non hanno la tutela sindacale. La contrattazione provinciale potrebbe essere una soluzione alternativa dove non c è il sindacato, ma solo come alternativa perché un terzo livello di contrattazione mi spaventa. Il sistema lavoro italiano ha ancora molte rigidità e, per esempio, il problema dell inquadramento dei lavoratori è una carenza di tutti i contratti di lavoro, nei quali sono ancora definite delle figure professionali che non esistono più mentre le nuove figure professionali emergenti non sono invece definite. Nella nostra azienda abbiamo creato una commissione di lavoro con il sindacato nella quale abbiamo definito dei ruoli professionali rilevanti e un percorso di addestramento per i lavoratori, nell ottica di formare figure professionali che non si trovavano e di creare la flessibilità lavorativa di cui avevamo bisogno e che, sempre di più, il mercato ci richiede.

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