I cambiamenti climatici e le politiche dell'unione europea. Iter storico e nuove sfide

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1 I cambiamenti climatici e le politiche dell'unione europea. Iter storico e nuove sfide Laura Scichilone Dottore di ricerca in Storia del federalismo e dell unità europea CRIE-Centro di eccellenza Jean Monnet Università degli Studi di Siena

2 Che cosa sono i cambiamenti climatici? E cos è il Global Warming? I cambiamenti climatici sono variazioni del clima della Terra che si manifestano nella variazione dei parametri meteorologici: Temperature (media, massima, minima) Precipitazioni Temperature degli oceani

3 Che cosa sono i cambiamenti climatici? E cos è il Global Warming? Le cause dei cambiamenti climatici possono essere: Naturali: mutamenti della radiazione solare, eruzioni vulcaniche che avvolgono il pianeta con polveri che riflettono il calore del sole verso lo spazio, fluttuazioni naturali del sistema climatico; (occorrono migliaia o decine di migliaia di anni) Antropogeniche: le variazioni del clima verificatesi in particolare negli ultimi 150 anni hanno come causa determinante l azione dell uomo; (variazioni significative dei parametri meteorologici si sono prodotte anche con cadenza decennale)

4 Che cosa sono i cambiamenti climatici? E cos è il Global Warming? L'atmosfera agisce come le pareti di una serra che lasciano passare la luce e assorbono i raggi infrarossi, trattenendo il calore. Questo processo naturale è detto effetto serra. Le attività umane hanno prodotto un aggiunta di gas che producono l effetto serra (anidride carbonica, metano e ossido nitroso) e accentuano il suo processo naturale, provocando un riscaldamento anomalo del pianeta (global warming) Il global warming costituisce oggi la causa principale dei cambiamenti climatici

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7 La dimensione mondiale del problema global warming L atmosfera e la sua protezione sono una questione senza frontiere, come la maggior parte dei problemi ambientali Il global warming necessita una gestione politica a livello mondiale La principale organizzazione internazionale di matrice governativa impegnata nella lotta al cambiamento climatico è l Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU)

8 L Unione Europea: un attore a metà fra Stati membri e contesto internazionale L impegno internazionale dell UE in campo ambientale ha radici lontane: la prima Conferenza ONU sull ambiente umano del 1972 (Conf. di Stoccolma) vede la partecipazione della Commissione europea Nel settore dell inquinamento atmosferico, la Comunità europea (oggi UE) partecipa a una serie di accordi già dalla fine degli anni Settanta (Occorre tenere presente che la politica ambientale comunitaria viene istituita nel 1972)

9 L UE e la lotta all inquinamento atmosferico 1979: Convenzione di Ginevra sulla prevenzione dell inquinamento transfrontaliero a lunga distanza, stipulata in sede ONU fra 29 paesi europei, USA, Canada 1981: la Comunità europea ratifica la Convenzione 1983: la Convenzione di Ginevra entra in vigore nella Comunità europea 1984: direttiva della Comunità europea a completamento della Convenzione, rivolta a ridurre la polluzione originata da impianti industriali

10 Gli accordi internazionali e la Comunità europea 1985 Convenzione di Vienna per la protezione dello strato di ozono 1987 Protocollo di Montreal, p più volte modificato nel corso degli anni Novanta 1988 la Comunità europea approva la Convenzione e il Protocollo

11 La Conferenza ONU di Rio su ambiente e sviluppo (giugno 1992) La Conferenza aveva l obiettivo di definire un agenda politica a livello internazionale per dare attuazione al principio dello sviluppo sostenibile (1987): soddisfare i bisogni dell attuale generazione senza compromettere la capacità di quelle future di rispondere ai loro 1992 Convenzione quadro sui cambiamenti climatici 1997 Protocollo di Kyoto

12 Obiettivi della Convenzione quadro e del Protocollo di Kyoto Convenzione quadro (1992): programma internazionale per la riduzione dei gas a effetto serra Protocollo di Kyoto (1997): strumento operativo della Convenzione, stabilisce le modalità per il raggiungimento degli obiettivi Febbraio 2005: il Protocollo è entrato in vigore in 141 Stati fra cui l intera Unione europea, il Giappone e la Russia Ruolo attivo dell UE

13 Obiettivo primario del Protocollo di Kyoto Il Protocollo impegnava gli Stati firmatari nell attuazione di punti programmatici specifici per la riduzione delle emissioni nocive a livello globale Per il primo periodo di adempimento ( ) fissava l obiettivo di una riduzione pari ad almeno il 5% rispetto ai livelli del 1990

14 Perché il Protocollo non è entrato in vigore rapidamente? L articolo 25 del Protocollo afferma che per entrare in vigore occorre: la partecipazione di almeno 55 parti della Convenzione (paesi) le cui emissioni di biossido di carbonio rappresentino almeno il 55% delle emissioni totali al 1990

15 Le ragioni dell impegno UE Mission internazionale in campo ecologico Potenziale strumento di: Consenso all interno Acquisizione di un ruolo esterno sul piano dell azione civile Diminuire il peso delle fonti fossili di energia (tendenza permanente dopo lo shock energetico del 1973)

16 Il sistema di scambio delle quote di emissione (avviato nel 2005) È un meccanismo volto a rafforzare il legame fra convenienza economica ed efficienza energetica e ambientale, funziona così: Ciascun governo ha fissato limiti per l emissione di carbonio da parte delle principali centrali energetiche Sulla base di tale schema di quote-limite le centrali virtuose che emettono quote inferiori possono vendere le proprie quote in eccedenza alle centrali che hanno oltrepassato i limiti consentiti Sono previste inoltre delle penali finanziarie per le centrali in difetto

17 Azione ambientale e politica energetica dell UE Obiettivi della lotta ai cambiamenti climatici Riduzione delle emissioni di gas a effetto serra Promozione di fonti alternative al petrolio: 1. Fonti Pulite-Rinnovabili (non producono emissioni o scorie/si rigenerano in maniera naturale): energia eolica, solare, geotermica, idraulica, biomasse 2. Fonti Alternative: energia nucleare Il quadro di riferimento a livello internazionale è l United Nations Environment Programme (UNEP) Obiettivi generali dell azione internazionale Azioni di governance multilaterale

18 L obiettivo Il pacchetto clima-energia dell UE stabilisce gli obiettivi per il 2020: ridurre del 20% le emissioni di gas a effetto serra portare al 20% il risparmio energetico aumentare al 20% il consumo da fonti rinnovabili

19 L UE e la sfida attuale L UE aspira a svolgere un ruolo di partnership ecologica mondiale consistente nella promozione di azioni diplomatiche e di accordi internazionali, finalizzati ad una gestione politica condivisa dell ambiente a livello globale

20 Diplomazia verde Iniziativa lanciata dalla Commissione europea alla fine degli anni Novanta dare maggiore voce e influenza all UE sul piano operativo nei processi e nei negoziati internazionali in campo ambientale I Vertici ONU di Copenaghen (2009) e Cancun (2010) sono le più recenti occasioni in cui l UE ha cercato di esercitare questo ruolo

21 L UE e il contesto attuale A livello interno: Mancanza di una strategia energetica a livello europeo Allargamento ad Est (2004 e 2007) A livello internazionale: Debolezza dell ONU (es. Protocollo di Kyoto, firmato nel 1997, entrato in vigore nel febbraio 2005) Paesi emergenti (Cina, India); paesi in via di sviluppo La questione ecologica come questione di pace Gap fra dichiarazioni formali e attuazioni concrete

22 Appendice 1: Le energie rinnovabili Secondo la Commissione europea le energie rinnovabili presentano molti benefici: Riduzione determinante delle emissioni Sicurezza dell approvvigionamento Nuove prospettive commerciali e di lavoro Il loro costo rimane più elevato rispetto alle energie convenzionali: Tuttavia negli ultimi 20 anni esso è diminuito in misura costante; una loro incentivazione produrrebbe una riduzione significativa del costo in tempi abbastanza rapidi

23 Appendice 2: L energia nucleare Nell UE la decisione di utilizzare o meno l'energia nucleare spetta agli Stati membri. Esiste però un programma indicativo in materia di sicurezza e non proliferazione, oltre che riguardo allo smantellamento degli impianti e alla gestione dei rifiuti. Benefici: basso contenuto di carbonio attuale stabilità dei prezzi di approvvigionamento Costi/Rischi: tempi lunghi e costi elevati per la realizzazione di nuovi impianti Insicurezza dell approvvigionamento (risorsa esauribile) Innalzamento del costo per effetto di aumento della domanda Non esiste ad oggi un sistema di smaltimento delle scorie

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