4 LINEA GUIDA PER LA GESTIONE DELLA FORMAZIONE E INFORMAZIONE IN UN SISTEMA DI GESTIONE PER LA SICUREZZA E LA SALUTE SUI LUOGHI DI LAVORO

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1 PROGETTO: Verona Aziiende Siicure Linea Guida per la Gestione della Formazione e Informazione in un Sistema di Gestione per la Sicurezza e la Salute sui Luoghi di Lavoro 4 LINEA GUIDA PER LA GESTIONE DELLA FORMAZIONE E INFORMAZIONE IN UN SISTEMA DI GESTIONE PER LA SICUREZZA E LA SALUTE SUI LUOGHI DI LAVORO GRUPPO DI LAVORO: Roberto Carlesso Massimo Zuppini Giampaolo Gecchele Mauro Lippi Sergio Lui Giovanni Claudio Zuffo Erica Dal Degan Nicola Paggiaro Antonella Soriolo Vito Tosi Glauco Rabitti Vincenzo Rampanti Nicola Signorini Pietro Mazzoccoli Andrea Serpelloni Stefano Zambello Claudio Zeni AZIENDE: GLAXOSMITHKLINE GLAXOSMITHKLINE BAULI BAULI ARDUINI E NERBOLDI CGIL VERONA COOPERATIVA PROMOZIONE LAVORO COOPERATIVA PROMOZIONE LAVORO ISAAC GLASS Srl LINPAC PLASTICS Verona Srl MELEGATTI RIVA ACCIAIO SOCIETA EDITRICE ARENA SpA AZIENDA ULSS 20 - VERONA AZIENDA ULSS 20 - VERONA SGL MULTISERVIZI S.r.l. VOLKSWAGEN GROUP ITALIA SpA Verona, giugno 2008 Pagina 1 di 18

2 Linea Guida per la Gestione della Formazione e Informazione in un Sistema di Gestione per la Sicurezza e la Salute sui Luoghi di Lavoro DOCUMENTO Coordinatore gruppi di lavoro : Dr. Pietro Mazzoccoli (SPISAL Azienda ULSS 20 Verona) Elaborato a cura di : Gruppo di Lavoro GESTIONE DELLA FORMAZIONE E INFORMAZIONE Data di emissione : Giugno 2008 in Verona GRUPPO DI LAVORO COMPONENTI AZIENDE TELEFONO Coordinatori Giampaolo Gecchele Mauro Lippi BAULI BAULI Roberto Carlesso Massimo Zuppini GLAXOSMITHKLINE GLAXOSMITHKLINE Partecipanti Sergio Lui ARDUINI E NERBOLDI Giovanni Claudio Zuffo CGIL VERONA Erica Dal Degan COOPERATIVA PROMOZIONE LAVORO Nicola Paggiaro COOPERATIVA PROMOZIONE LAVORO Antonella Soriolo ISAAC GLASS Srl Vito Tosi LINPAC PLASTICS Verona Srl Glauco Rabitti MELEGATTI SpA Vincenzo Rampanti RIVA ACCIAIO Stabilimento di Verona Nicola Signorini SOCIETA EDITRICE ARENA SpA Pietro Mazzoccoli ULSS Claudio Zeni VOLKSWAGEN GROUP ITALIA SpA Hanno inoltre visionato da un punto di vista tecnico per lo SPISAL dell ULSS 20 di Verona, i seguenti collaboratori: Dott.ssa Caterina Agnoli Dott.ssa Cristina Fiorini Dott. Mario Gobbi Dott.ssa Maria Lelli Dott.ssa Manuela Peruzzi Si prega di segnalare eventuali refusi o inesattezze contenute nel presente documento al seguente indirizzo: Dott. PIETRO MAZZOCCOLI Servizio S.P.I.S.A.L. - Azienda ULSS 20 Via Salvo D'Acquisto, Verona Tel Fax Le Linee Guida sono scaricabili in formato elettronico dal portale: alla sezione Progetti, e dal portale: E consentita la diffusione ovvero la riproduzione e l utilizzo anche ad uso interno Pagina 2 di 19

3 Linea Guida per la Gestione della Formazione e Informazione in un Sistema di Gestione per la Sicurezza e la Salute sui Luoghi di Lavoro Indice Pag. 1. INTRODUZIONE SCOPO CAMPO DI APPLICAZIONE LINEA GUIDA Informazione (aspetti generali) Informazione specifica relativa ai rischi di mansione e al sistema sicurezza Informazione relativa ai contratti d appalto d opera Comunicazione Visita azienda Riunione periodica prevenzione e protezione Riunione coordinamento tra responsabili (SPP, dirigenti e preposti) Riunione RLS /RSPP Formazione/addestramento (aspetti generali) Progettazione del piano formativo Registrazione attività formative Verifica apprendimento formazione e dichiarazione conclusione percorso formativo Formazione di base Formazione alla mansione Formazione specifica cambio mansione Formazione per nuovi impianti, macchine, processi e sostanze Corsi di aggiornamento Formazione per Dirigenti e Preposti Formazione obbligatoria per RLS, squadre addetti al primo soccorso, lotta agli incendi, evacuazione emergenza, RSPP e ASPP DEFINIZIONI ALLEGATI Allegato 1: esempio di poster per sensibilizzazione uso dei DPI 19 Allegato 2: esempio di poster per sensibilizzazione sui pericoli 19 Allegato 3: esempio di opuscolo informativo sui rischi derivanti da macchine 19 Allegato 4: esempio di piano formazione 19 Allegato 5: esempio di diagramma formativo 19 Allegato 6: modulo registrazione partecipazione corso formazione 19 Allegato 7: modulo registrazione corsi erogati 19 Allegato 8: test d ingresso per la verifica delle conoscenze di base di nuovi assunti 19 Allegato 9: presentazione norme generali per la sicurezza nell ambiente di lavoro 19 Allegato 10: test di verifica norme generali per la sicurezza nell ambiente di lavoro 19 Allegato 11: presentazione corso formazione per la guida dei carrelli elettrici a timone 19 Allegato 12: test di verifica apprendimento informazioni ai conduttori dei carrelli elettrici a timone. 19 Allegato 13: informazioni ai conduttori dei carrelli elettrici a timone 19 Pagina 3 di 19

4 Linea Guida per la Gestione della Formazione e Informazione in un Sistema di Gestione per la Sicurezza e la Salute sui Luoghi di Lavoro 1. INTRODUZIONE La presente linea guida nasce dall esigenza di fornire un documento essenziale e di facile lettura per suggerire una metodologia con cui costruire un apparato formativo/informativo indispensabile per attuare quanto previsto dal D.Lgs 81/08, Titolo I, Capo III, sezione IV, art In esso vengono tra gli obblighi del datore di lavoro quello di formare ed informare i lavoratori sui rischi lavorativi e sui meccanismi di difesa da mettere in atto per minimizzare il rischio infortunistico o di malattia professionale e di addestrarli all uso di macchine, sostanze/preparati pericolosi e dispositivi di protezione individuale in accordo all esito della valutazione dei rischi di mansione. L adozione di quanto riportato nel documento può portare ad un processo formativo/informativo efficace, basato sulla valutazione dei bisogni specifici. Il documento riporta inoltre suggerimenti organizzativi circa la gestione di incontri informativi tra le parti che si occupano di sicurezza in azienda. Quanto riportato rappresenta infine un metodo di lavoro idoneo a valorizzare le risorse interne. 2. SCOPO L Azienda è un sistema aperto dove diversi attori, ognuno con un proprio ruolo, interagiscono tra loro in modo formale ed informale creando l organizzazione aziendale e nello specifico, il sistema di gestione salute, sicurezza e ambiente. Questi attori: interni: datore di lavoro, alta direzione, management, preposti, lavoratori, persone in stage e/o formazione, lavoratori somministrati, distaccati, ecc; esterni: professionisti, prestatori d opera, fornitori di beni e servizi; creano l insieme delle risorse umane. Ognuno di essi ha un proprio specifico compito che è strettamente correlato con quello degli altri e volto al raggiungimento dell obbiettivo prefissato e stabilito nella politica aziendale della sicurezza (le definizioni delle figure professionali sono riportate al Titolo I, Capo I, art 2 del DLgs 81/08).. Il Datore di lavoro e/o l Alta Direzione definisce la politica della sicurezza aziendale e ne promuove la diffusione; opera la valutazione dei rischi; mette a disposizione l organizzazione e le risorse necessarie per il raggiungimento degli obbiettivi prefissati e ne prevede il costante monitoraggio. Il Dirigente nella sua autonomia di decisione e di spesa (su delega del Datore di Lavoro), pone in atto tutte le azioni tecniche ed organizzative necessarie al raggiungimento degli obiettivi assegnati. Promuove la cultura della salute, sicurezza e ambiente sul luogo di lavoro. Il Preposto (capo reparto, capo turno, capo ufficio, ecc..) collabora nella promozione della cultura della salute, sicurezza e ambiente sul luogo di lavoro e sovrintende all applicazione delle relative norme e comportamenti per il proprio ambito di responsabilità. Il Lavoratore e le persone in stage o formazione sono protagonisti attivi del sistema salute, sicurezza e ambiente e come tali si prendono cura della propria salute e sicurezza sul luogo di lavoro, anche considerando la presenza dei colleghi su cui possono ricadere gli effetti dei propri comportamenti. Gli attori esterni (lavoratori ditte appaltatrici e lavoratori autonomi), nel momento in cui entrano in contatto con l Azienda, diventano parte del sistema salute, sicurezza e ambiente di quella Azienda; come tale si adoperano affinché con la loro prestazione non si creino ulteriori fattori di rischio, collaborando e coordinando gli interventi di prevenzione posti in atto. Pagina 4 di 19

5 Linea Guida per la Gestione della Formazione e Informazione in un Sistema di Gestione per la Sicurezza e la Salute sui Luoghi di Lavoro Il sistema salute, sicurezza e ambiente non deve essere soltanto il frutto di un insieme di regole e norme, ma un percorso da perseguire giorno per giorno per proteggere la propria salute nel breve e lungo termine e, quindi, per godere appieno la vita. Dalle esperienze assimilate, nasce questo documento che illustra alcuni metodi che si possono impiegare per stimolare le persone ad acquisire quelle capacità necessarie per prestare la propria opera in modo preventivo nei confronti degli eventuali aspetti pericolosi legati alle proprie attività. L obbiettivo è quindi favorire all interno dell azienda quei comportamenti salubri e sicuri che siano modelli di comportamento positivo. Questo può avvenire esclusivamente attraverso la valorizzazione delle stesse risorse umane presenti in azienda. Esse, attraverso il processo di formazione, informazione, addestramento e comunicazione continua, devono essere messe in grado di riconoscere il pericolo e valutarne i rischi diventando così espressione di un soggetto attivo e responsabile. 3. CAMPO DI APPLICAZIONE La presente linea guida si applica a tutti i luoghi di lavoro e alle attività che ricadono nell ambito del D.Lgs 81/08. Nel dettaglio fornisce suggerimenti sulla predisposizione e erogazione della informazione/formazione e addestramento così come richiesto dagli articoli 36 e 37 del D.Lgs 81/ LINEA GUIDA 4.1. Informazione (aspetti generali) Gli obblighi relativi all informazione sono riportati all interno dell articolo 36 del D.Lgs 81/08. Nella presente linea guida, con il termine informazione si intende un insieme articolato di attività finalizzate alla trasmissione di notizie e di conoscenze in forma verbale e scritta anche mediante l utilizzo di differenti ausili quali poster, volantini, video, , intranet, ecc. I contenuti dell informazione possono essere quindi molteplici e non necessariamente limitati ad aspetti di sicurezza e salute sul posto di lavoro per rafforzare l effetto della formazione, ma essere estesi ad esempio alle performance aziendali o di reparto, alla promozione della salute, di stili di vita più sani, alle politiche aziendali, l organigramma e i ruoli aziendali propri del sistema di salute, sicurezza e ambiente, ecc. Affinché l informazione sia efficace dovrà essere essenziale, chiara ed intuitiva, preferendo ove possibile l uso di immagini al testo. Le modalità con cui l informazione viene eseguita dovrà essere funzione delle dimensioni e complessità dell azienda. Sono normalmente utilizzati poster, avvisi, memorandum, , ecc. Esempi di documentazioni informative (poster e opuscoli) sono disponibili in: Allegato 1: esempio di poster per sensibilizzazione uso dei DPI. Allegato 2: esempio di poster per sensibilizzazione sui pericoli. Allegato 3: esempio di opuscolo informativo sui rischi derivanti da macchine. Sono inoltre considerati momenti informativi gli incontri (riunioni) tra diverse parti aziendali quali, ad esempio, RSPP (Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione), management, RLS (Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza), medico competente, ecc. Di seguito, suddivise per tipologie, sono riportate le principali attività informative. Pagina 5 di 19

6 Linea Guida per la Gestione della Formazione e Informazione in un Sistema di Gestione per la Sicurezza e la Salute sui Luoghi di Lavoro Informazione specifica relativa ai rischi di mansione e al sistema sicurezza Il D.Lgs 81/08 al Titolo I, Capo III, Sezione IV, articolo 36 attribuisce al datore di lavoro l obbligo di provvedere affinché ciascun lavoratore riceva un'adeguata informazione su: a) i rischi per la sicurezza e la salute connessi all'attività dell'impresa in generale; b) le procedure che riguardano il pronto soccorso, la lotta antincendio, l'evacuazione dei lavoratori; c) i nominativi dei lavoratori incaricati di applicare le misure di cui agli articoli 45 e 46 (prevenzione incendi e pronto soccorso). d) il responsabile del servizio di prevenzione e protezione ed il medico competente e) i rischi specifici cui è esposto in relazione all'attività svolta, le normative di sicurezza e le disposizioni aziendali in materia; f) i pericoli connessi all'uso delle sostanze e dei preparati pericolosi sulla base delle schede dei dati di sicurezza previste dalla normativa vigente e dalle norme di buona tecnica; g) le misure e le attività di protezione e prevenzione adottate. Nel caso di lavoratori stranieri e necessario verificare la capacità di comprendere la lingua italiana, Informazione relativa ai contratti d appalto d opera In accordo all articolo 26 D.lgs 81/08 il datore di lavoro, in caso di affidamento dei lavori all'interno dell'azienda ad Imprese appaltatrici o a lavoratori autonomi, ha l obbligo di fornire agli stessi soggetti dettagliate informazioni sui rischi specifici esistenti nell'ambiente in cui sono destinati ad operare e sulle misure di prevenzione e di emergenza adottate in relazione alla propria attività. Ha inoltre l obbligo di cooperare con le imprese appaltatrici o lavoratori autonomi all attuazione di misure di prevenzione e protezione coordinate al fine di eliminare i rischi dovuti alle interferenze tra le proprie attività lavorative e i lavori delle diverse imprese coinvolte. Per una più dettagliata trattazione si rimanda alla Linea guida per la gestione degli appalti delle opere e della manutenzione ai fini della prevenzione in tema di sicurezza e salute sui luoghi di lavoro Comunicazione Rappresenta una forma particolare di informazione che avviene normalmente in senso verticale, sia dall alto verso il basso (Top-Down) sia dal basso verso l alto (Bottom-Up). La finalità della comunicazione Top-Down è spesso legata alla necessità dell azienda di informare i dipendenti su iniziative meritocratiche correlate ai risultati, sui premi di raggiungimento target, su incentivazioni particolari, su iniziative di divulgazione di informazioni inerenti ai meccanismi di gestione aziendale. Le modalità di attuazione possono passare attraverso comunicati interni diffusi presso tutte le unità od i soggetti interessati, riunioni appositamente convocate ed estese a gruppi omogenei oppure a tutti i Lavoratori (assemblee), incontri a tema monografico, note informative a tema, ecc. La comunicazione dal basso verso l alto (detta anche Bottom-Up) rappresenta invece un metodo di segnalazione dai dipendenti all azienda. È spesso relativa alla segnalazione di eventi anomali, osservazioni e proposte migliorative. I principali destinatari della segnalazione o proposta possono essere molteplici, ad es.: i responsabili diretti, gli RLS, il RSPP, che, conseguentemente alla valutazione e nei casi ritenuti significativi, ne portano evidenza presso il Datore di Lavoro. Per favorire una comunicazione Bottom-Up si consiglia l uso di sistemi di riporto anche anonimi o la predisposizione di punti di raccolta appositamente strutturati (scatole per raccolta segnalazioni e suggerimenti in aree comuni quali mensa, spogliatoi, ecc). Pagina 6 di 19

7 Linea Guida per la Gestione della Formazione e Informazione in un Sistema di Gestione per la Sicurezza e la Salute sui Luoghi di Lavoro Visita azienda La visita guidata all azienda rappresenta per un neoassunto un ottima opportunità per familiarizzare con l azienda, i suoi reparti ed in particolare con il reparto di competenza. Rappresenta di fatto un momento informativo importante. Durante la visita devono essere mostrate le strutture comuni quali gli spogliatoi, i servizi igienici, le docce, ecc. Devono essere spiegate le regole d accesso alla mensa o locali analoghi, l uso dei parcheggi o altre aree a disposizione. Devono inoltre essere illustrate le vie di esodo e i punti di raccolta, nonché la presenza di un infermeria o del materiale di primo soccorso. Dovranno infine essere illustrate le aree aziendali soggette a restrizioni particolari. Affinché sia realmente utile la visita guidata all azienda deve essere fatta al momento dell ingresso del neoassunto nell organizzazione preferibilmente da parte del diretto responsabile Riunione periodica prevenzione e protezione In base all art. 35 del D.Lgs. 81/08 il datore di lavoro deve indire almeno una volta all anno una riunione per discutere dei problemi inerenti la sicurezza aziendale, a seguito della riunione deve essere redatto il verbale. Alla riunione partecipano almeno: a) il datore di lavoro o un suo rappresentante; b) il responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi; c) il medico competente ove previsto; d) il rappresentante per la sicurezza. Nel corso della riunione il datore di lavoro deve sottoporre all'esame dei partecipanti il documento di valutazione dei rischi. Deve fornire inoltre informazioni circa: l andamento degli infortuni e delle malattie professionali e della sorveglianza sanitaria i criteri di scelta, le caratteristiche tecniche e l efficacia dei dispositivi di protezione individuale i programmi di informazione e formazione dei lavoratori ai fini della sicurezza e della protezione della loro salute codici di comportamento e buone prassi per prevenire i rischi di infortuni e di malattie professionali obiettivi di miglioramento della sicurezza sulla base delle linee guida del sistema di gestione della sicurezza adottato dall azienda eventuali significative variazioni delle condizioni di esposizione al rischio la programmazione e l'introduzione di nuove tecnologie che hanno riflessi sulla sicurezza e salute di lavoratori Riunione coordinamento tra responsabili (SPP, dirigenti e preposti) La riunione di coordinamento tra responsabili non è prevista da D.Lgs 81/08, tuttavia, poiché rappresenta un momento importante di scambio informativo tra il Servizio di Prevenzione e Protezione, i dirigenti e i preposti, se ne consiglia l istituzione. Tale riunione ha lo scopo di creare una dinamica comunicativa che permetta l ottimizzazione delle attività del SPP sulla base di un reale scambio di informazioni. Questa tipologia di incontri è normalmente promossa dal SPP e alla stessa può essere invitato il Medico Competente ove opportuno. Alcuni dei temi oggetto di queste riunioni possono essere indicati in: Illustrazione delle attività fatte dal SPP nel dipartimento/reparto Identificazione problemi emergenti o nuove tematiche Valutazione di nuove necessità di formazione/informazione Valutazione numero infortuni/mancati infortuni/ malattie professionali Verifiche legate ai DPI (nuove necessità, aspetti relativi a difficoltà d uso, ergonomia, ecc) Pagina 7 di 19

8 Linea Guida per la Gestione della Formazione e Informazione in un Sistema di Gestione per la Sicurezza e la Salute sui Luoghi di Lavoro Discussione e confronto su aspetti pratici legati all operatività e aspetti gestionali relativamente alle risorse umane. Chiarimenti normativi/operazionali in riferimento a specifiche situazioni di lavoro. I vantaggi ottenibili da questo tipo di riunioni possono essere indicati nei seguenti punti: ottimizzazione delle performance del SPP creazione di un rapporto dinamico tra SPP, dirigenti e preposti mantenimento di una costante attenzione agli aspetti legati alla salute e sicurezza sul lavoro. creazione di un clima diffuso di attenzione e aumento del coinvolgimento degli operatori creazione di un piano di miglioramento misurabile. La riunione di sicurezza con il management può avere a seconda della complessità dell azienda un organizzazione e una frequenza variabile. È consigliabile che si abbiano almeno due incontri l anno. È conveniente definire, possibilmente in anticipo, eventuali altri argomenti che verranno trattati con la distribuzione di eventuali materiali oggetto di discussione. Per una corretta pianificazione delle attività decise in sede di riunione e per una possibile diffusione delle decisioni prese ad altri soggetti interessati, si consiglia infine di redigere un breve verbale dell incontro riportante gli argomenti discussi, le decisioni prese, le responsabilità per l esecuzione ed i tempi d attuazione delle azioni di miglioramento Riunione RLS /RSPP Sebbene la riunione di coordinamento tra il Responsabile per la Sicurezza dei Lavoratori e il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione non è prevista da D.Lgs 81/08, essa rappresenta un momento importante per la condivisione delle tematiche legate alla sicurezza e igiene sul luogo di lavoro che va oltre la riunione annuale prevista dal D.Lgs 81/08. Alla riunione può essere invitato il Medico Competente, ove opportuno. La frequenza e la durata di queste riunioni sarà stabilita in funzione della complessità aziendale e delle tematiche in argomento ma deve essere mirata a creare un rapporto efficace che permetta di: ottimizzare il rapporto tra le parti stimolando una collaborazione produttiva e costruttiva; discutere e condividere il programma formativo coinvolgendo, qualora se ne presenti la necessità, l Organismo Paritetico Provinciale; elaborare proposte inerenti l attività di prevenzione dei rischi; implementare metodologie che permettano di individuare comportamenti migliorabili e supporti motivazionali. Gli argomenti che più frequentemente sono oggetto di discussione in questo genere di incontri possono essere indicati in: Discussione di problematiche varie (infortuni, mancati infortuni, ecc.). Condivisione del programma di formazione e addestramento. Condivisione del sistema di gestione della sicurezza aziendale. Condivisione del sistema di gestione dell emergenza (Antincendio, Primo Soccorso, Evacuazione). Proposte di prevenzione e protezione. La riunione tra RLS e RSPP è consigliata sempre a seguito di infortuni o mancati infortuni significativi e nella fase di elaborazione delle proposte di informazione/formazione/addestramento. Su richiesta dell RLS In modo formale (convocazione su ordine del giorno specifico) o informale (incontri occasionali). Pagina 8 di 19

9 Linea Guida per la Gestione della Formazione e Informazione in un Sistema di Gestione per la Sicurezza e la Salute sui Luoghi di Lavoro 4.2. Formazione/addestramento (aspetti generali) Gli obblighi relativi alla formazione sono riportati all interno dell articolo 37, Titolo I, Capo III, sezione IV del D.Lgs 81/08. Tale articolo attribuisce al datore di lavoro l obbligo di provvedere affinché ciascun lavoratore riceva formazione/addestramento sufficiente ed adeguata in materia di sicurezza e di salute, con particolare riferimento al proprio posto di lavoro e alle proprie mansioni. La formazione/addestramento deve avvenire almeno nelle occasioni sotto riportate: a) al momento dell'assunzione; b) a seguito del trasferimento o cambiamento di mansioni; c) a seguito dell'introduzione di nuove attrezzature di lavoro o di nuove tecnologie, di nuove sostanze e preparati pericolosi. Se eseguita efficacemente rappresenta uno strumento indispensabile per la comprensione: del sistema organizzativo di sicurezza presente in azienda; dei rischi che l attività lavorativa comporta; dei metodo per prevenire e proteggersi da infortuni e malattie professionali. Docenti Una fase particolarmente importante nella formazione/addestramento è la scelta dei Docenti, scelta che può rivolgersi all interno (R.S.P.P., specialisti di Reparto o all esterno dell Azienda (Professionisti, Istituti, ecc.) ma comunque indirizzata verso persone con provata esperienza degli argomenti trattati e conoscenza dell ambiente di lavoro e delle tipologia di attività del comparto. Per formazioni su rischi lavorativi con impatto sulla salute (es: movimenti ripetitivi, agenti cancerogeni, rumore, vibrazioni, ecc) il datore di lavoro si avvale della figura del Medico Competente. La formazione/addestramento in azienda, si rivolge infine a tipologie diverse di lavoratori: nuovi assunti (incluso personale in stage); lavoratori già con esperienza; lavoratori stranieri. A seconda della tipologia di lavoratore, dovranno poi essere adottate tecniche di formazione/addestramento diverse. Neo assunto Particolare importanza nella formazione/addestramento del lavoratore neo assunto riveste la figura del tutor, persona con esperienza che attraverso il suo esempio trasferisce le conoscenze ed i comportamenti. Peculiarità del tutor devono essere una buona capacità relazionale ed autorevolezza, considerando che le persone giovani sono più portate ad apprendere e mettere in pratica i comportamenti di sicurezza acquisiti. Lavoratore con esperienza Il lavoratore già in forza, al quale deve essere somministrata formazione/addestramento per cambio mansione e/o acquisizione di nuovi impianti, forte dell esperienza accumulata opporrà probabilmente più resistenza alle nuove proposte. In questo caso è fondamentale far percepire l utilità della proposta ed i vantaggi in termini di sicurezza e salute che essa porta. Per facilitare tale obbiettivo la formazione/addestramento dovrà prevedere momenti di confronto e discussione dei partecipanti su eventuali casi o situazioni aziendali reali. Per tale motivo è preferibile utilizzare formatori interni all azienda quali il responsabile o l addetto del servizio prevenzione e protezione (RSPP-ASPP), il medico competente o il preposto. Lavoratori stranieri Alcune considerazioni a parte merita la categoria di lavoratori stranieri, per le difficoltà oggettive dovute alla scarsa o totale mancanza di conoscenza della lingua italiana, che dovrà essere sempre e comunque verificata (vedere D.Lgs 81/08, art 36, punto 4). Pagina 9 di 19

10 Linea Guida per la Gestione della Formazione e Informazione in un Sistema di Gestione per la Sicurezza e la Salute sui Luoghi di Lavoro In caso di conoscenza limitata della lingua italiana è opportuno avvalersi di mediatori culturali contattabili tramite le associazioni di categoria. In alternativa si può ricorrere a strumenti formativi/informativi in lingua straniera scaricabili da siti internet di settore oppure alla traduzione dei documenti comunemente utilizzati Progettazione del piano formativo Le attività di informazione, formazione e addestramento devono essere costruite sul documento di valutazione dei rischi, oltre che sulle indicazioni risultanti dall analisi delle competenze (attese vs effettive) o sulle indicazioni che emergono dalla riunione periodica prevista dall art. 35 del D.Lgs 81/08. La progettazione dell informazione/formazione/addestramento inizia quindi con un'accurata analisi del documento di valutazione dei rischi per evidenziarne le tematiche che devono essere oggetto degli interventi formativi. Ne consegue la predisposizione del tipo di intervento formativo, i contenuti e le modalità di erogazione sulla popolazione aziendale. Per dare un senso logico e consequenziale alle attività di formazione e necessario definire un Piano Formativo riportante almeno le seguenti informazioni: tema del corso di formazione; obiettivo/i del corso di formazione; destinatari della formazione; sede di erogazione (corso interno/esterno); referente interno per la specifica attività di formazione; per la formazioni esterna indicazioni sui docenti e relativi titoli; periodo/data addestramento; durata corso; numero previsto di partecipanti; modalità di verifica apprendimento. Il piano deve essere aggiornato su base annuale e reso noto a tutte le persone coinvolte. A seconda della complessità e differenziazione delle attività lavorative aziendali, nelle aziende i programmi di formazione/addestramento possono essere molto variabili. Si riconoscono tuttavia dei punti formativi costanti riportati di seguito. Un esempio di un piano formazione è riportato in: Allegato 4: esempio di piano formazione. Una rappresentazione schematica del processo di formazione indicante la sequenza delle attività di formazione e relativi momenti di verifica e dichiarazione di conclusione del periodo formativo è riportato in: Allegato 5: esempio di diagramma formativo Registrazione attività formative Tutte le attività formative in tema di sicurezza e salute sul luogo di lavoro devono essere registrate e controfirmate dal soggetto che ha usufruito della formazione. La registrazione deve essere sufficientemente semplice ma comprovante le tematiche affrontate e gli altri riferimenti che la descrivono. Un esempio di un modulo per la registrazione della partecipazione ai corsi di formazione è riportato in: Allegato 6: modulo registrazione partecipazione corso formazione. Pagina 10 di 19

11 Linea Guida per la Gestione della Formazione e Informazione in un Sistema di Gestione per la Sicurezza e la Salute sui Luoghi di Lavoro Un modulo per la registrazione dei corsi erogati in accordo al piano formativo, comprendente le informazioni necessarie per un quadro d insieme è riportato in: Allegato 7: Modulo registrazione corsi erogati Verifica apprendimento formazione e dichiarazione conclusione percorso formativo La verifica dell avvenuto apprendimento di un percorso formativo è di particolare importanza; in caso contrario sarà necessario ripetere la formazione e nel caso si trattasse di addestramento/formazione alla mansione, questa non potrà essere svolta finché l esito non sarà positivo. Per poter eseguire un efficace valutazione dell apprendimento si consiglia di seguire un metodo che prevede la valutazione del grado di conoscenza iniziale e successivamente il grado della conoscenza acquisita. La comparazione tra i due livelli conoscitivi permette di valutare l efficacia del processo formativo e lo stato delle conoscenze al termine della formazione. Per percorsi formativi di lunga durata è inoltre consigliato di eseguire delle verifiche periodiche che permettano di confermare lo stato di avanzamento corretto del percorso formativo. La verifica dell apprendimento può essere fatta con vari metodi, ad esempio mediante l osservazione del lavoratore e la constatazione del cambiamento prodotto, o mediante l utilizzo di questionari di verifica. Un esempio di un questionario di verifica è riportato in: Allegato 8: Test d ingresso per la verifica delle conoscenze di base di nuovi assunti. Un ultimo discorso merita la documentazione del completamento del percorso formativo ed in particolare, la dichiarazione di avvenuta formazione alla mansione. È consigliabile che tale dichiarazione o decisione ricada tra i compiti del Datore di lavoro o del Dirigente. (libretto formativo in accordo a DLgs 276/03.) Formazione di base Per formazione di base si intende l intervento formativo fatto sull individuo all inizio dell attività lavorativa. Tale formazione ha lo scopo di trasferire le informazioni di base necessarie per la corretta comprensione degli aspetti di sicurezza, salute ed ambiente e le altre informazioni propedeutiche alla formazione alla mansione specifica. Argomenti Gli argomenti normalmente trattati nella formazione di base possono essere indicati nei seguenti punti: Informazione sull organizzazione aziendale per la sicurezza, sulla politica aziendale di salute, sicurezza e ambiente, ecc. ll Servizio di Protezione e Prevenzione aziendale, le attività svolte, gli eventuali Addetti, ecc. Cenni sul D.Lgs 81/08 e (se del caso) sulle norme contrattuali. Esposizione dei ruoli richiamati dal D.Lgs 81/08 e relative responsabilità (Datore di Lavoro, Dirigente, Preposto, Lavoratore, ecc). Informazioni circa il Medico Competente e l eventuale Responsabile dei Lavoratori per la Sicurezza. Differenza tra informazione, formazione e addestramento incluso la descrizione di tali attività nel contesto aziendale. Informazioni sul concetto di rischio e pericolo. Informazione sui rischi specifici aziendali (es: rumore, meccanico, chimico...). Informazioni su infortuni e malattie professionali. Le misure di tutela (preventive e protettive, organizzative, gestionali). Informazioni generali sull uso dei Dispositivi di Protezione Individuale. Informazioni generali su macchine e attrezzature (marcature CE, manuali d uso, precauzioni generali,...). Pagina 11 di 19

12 Linea Guida per la Gestione della Formazione e Informazione in un Sistema di Gestione per la Sicurezza e la Salute sui Luoghi di Lavoro Informazioni sulla gestione delle emergenze in azienda (comportamenti dei lavoratori in caso di emergenza, descrizione dei compiti e attività di eventuali squadre emergenza aziendale). Informazione sulla corretta gestione degli aspetti ambientali (comportamenti rispettosi dell ambiente, contenimento dei consumi, riciclo rifiuti, ecc). Illustrazione del glossario per la comprensione della sicurezza. Illustrazione dei meccanismi esistenti di segnalazione di non conformità, mancato infortunio o altri simili. La formazione di base deve inoltre essere l occasione per illustrare particolari misure di tutela quali ad esempio la tutele delle lavoratrici madri, dei minori e delle personale diversamente abile. Strumenti e metodi Affinché la formazione di base sia efficace si consiglia sia eseguita in locali dedicati (aule, sale riunioni o altri locali predisposti), facendo uso di supporti audiovisivi (foto, filmati, presentazioni su pc, lucidi proiettati ecc) Per aumentare l incisività del messaggio formativo si raccomanda di preferire l uso di immagini e filmati a supporto delle parole. Si dovrà inoltre mantenere e facilitare l interattività tra i partecipanti ed il docente. È consigliata la distribuzione di materiali didattici (copia dei lucidi, commento alle presentazioni, riassunti, informazioni integrative, ecc). È necessario predisporre un test di verifica dell apprendimento con successiva illustrazione delle risposte corrette, ove necessario. Si dovranno definire i criteri per considerare superata la verifica e predisporre dei momenti di formazione aggiuntiva per tutti i lavoratori che non avessero superato il test di verifica. È inoltre consigliata registrazione dell avvenuta formazione mediante conservazione di un elenco di partecipazione firmato da ciascun partecipante e dal docente. È bene anche conservare questo documento unitamente ai materiali didattici utilizzati per successiva memoria o richiesta da parte di Autorità Ispettive. Un esempio di un possibile corso di formazione di base è riportato in: Allegato 9: presentazione norme generali per la sicurezza nell ambiente di lavoro. Un esempio del relativo test di verifica dell apprendimento è invece riportato in: Allegato 10: Test di verifica norme generali per la sicurezza nell ambiente di lavoro Formazione alla mansione Per formazione alla mansione si intende l intervento formativo fatto sull individuo finalizzato all insegnamento dell attività lavorativa e renderlo edotto dei meccanismi e metodi di prevenzione e protezione specifici ai rischi della mansione. La formazione alla mansione ha sempre almeno due componenti che devono essere integrate: formazione teorica e/o addestramento eseguita spesso mediante l affiancamento ad un tutor (caporeparto, collega esperto). Argomenti Gli argomenti normalmente trattati nella formazione alla mansione possono essere indicati nei seguenti punti: Dare una visione completa di come si inserisce la mansione nel processo globale del lavoro. Organizzazione del reparto in cui è inserita la persona. Procedure operative. Spiegazione dei rischi che comporta la mansione e dei meccanismi di tutela (prevenzione e protezione), incluso l uso degli eventuali Dispositivi di Prevenzione Individuale da utilizzare (con Pagina 12 di 19

13 Linea Guida per la Gestione della Formazione e Informazione in un Sistema di Gestione per la Sicurezza e la Salute sui Luoghi di Lavoro particolari sezioni di addestramento per i DPI di categoria 3 (dispositivi salvavita, es.: anticaduta, ) Formazione sulle modalità operative della mansione. Formazione specifica sull uso in sicurezza delle macchine, attrezzature e impianti. Formazione specifica sull uso di agenti chimici pericolosi. Formazione specifica su eventuali rischi particolari (condizioni microclimatiche estreme, movimentazione manuale dei carichi e altri aspetti ergonomici, atmosfere esplosive, lavori in tensioni e fuori tensione, uso di carrelli elevatori, ecc). Strumenti e metodi Con riferimento all esecuzione della formazione teorica alla mansione valgono tutti i principi già riportati per la formazione di base (uso di aule o locali predisposti, utilizzo di supporti visivi, distribuzione di materiali didattici, necessità di test di verifica apprendimento, registrazione formazione, ecc). A differenza della formazione di base che può richiedere solo un test di verifica compilativo, la formazione specifica alla mansione deve sempre prevedere delle verifiche di apprendimento pratiche (uso attrezzature, macchine, esecuzione corretta delle sequenze lavorative, ecc). Con riferimento invece agli aspetti formativi pratici si sottolinea l importanza dell assegnare il lavoratore in formazione ad un tutor esperto e capace di trasferire le conoscenze specifiche. La formazione alla mansione pratica sarà eseguita quasi esclusivamente sul posto di lavoro dove dovranno essere disponibili i manuali operativi, le procedure, le informazioni di sicurezza per una rapida consultazione. Da ricordare infine l utilizzo di altre fonti informative quali: libretti di manutenzione, libretti d uso, schede sicurezza, ecc. Un esempio di un possibile corso di formazione specifica è riportato in: Allegato 11: presentazione corso formazione per la guida dei carrelli elettrici a timone Un esempio del relativo test di verifica dell apprendimento è invece riportato in: Allegato 12: Test di verifica apprendimento informazioni ai conduttori dei carrelli elettrici a timone. Un esempio infine della dispensa informativa distribuito a supporto del corso è riportata in: Allegato 13: Informazioni ai conduttori dei carrelli elettrici a timone Formazione specifica cambio mansione La formazione specifica per cambio mansione ripercorre quanto detto per la formazione alla mansione. Può richiedere un intervento formativo completo (per mansioni completamente nuove) o essere un integrazione alla mansione esistente e richiedere quindi un programma di addestramento più limitato. Per le modalità di erogazione della formazione specifica per cambio mansione vale quanto già riportato per la formazione alla mansione Formazione per nuovi impianti, macchine, processi e sostanze L attività di formazione dovuta a nuovi impianti, macchine, processi e all introduzione di nuove sostanze rappresenta un momento importante del percorso formativo. Lo scopo di tale formazione consiste nel mettere l operatore in condizione di utilizzare con cognizione di causa la modifica introdotta, a salvaguardia della salute e sicurezza personale e collettiva. Sebbene il processo di formazione possa variare nei modi e nella durata a seconda della complessità dell impianto o macchina, dovrebbe percorrere le seguenti tematiche: Rischi introdotti dall impianto, attrezzatura o sostanze. Pagina 13 di 19

14 Linea Guida per la Gestione della Formazione e Informazione in un Sistema di Gestione per la Sicurezza e la Salute sui Luoghi di Lavoro Illustrazione del relativo funzionamento. Impatto sull ambiente lavorativo. Spiegazione dei dispositivi di sicurezza presenti. DPI da utilizzare. Piano di manutenzione con indicazione delle manutenzioni eseguibili dall operatore e manutenzioni eseguibili da personale specializzato. Risultati attesi dal nuovo impianto, macchina, processo o sostanza. A seconda della complessità del nuovi impianti, macchine, processi o pericolosità della sostanza, la formazione può richiedere momenti in aula o semplicemente essere condotta sul posto di lavoro. Si dovranno sempre prevedere dimostrazioni pratiche di uso e conduzione. Si dovranno inoltre mettere a disposizione i Manuali tecnici o le schede di sicurezza che dovranno essere spiegati. Infine si dovranno prevedere prove pratiche di apprendimento sull operatività, sui comportamenti da tenere, sull uso corretto dei DPI eventualmente previsti Corsi di aggiornamento I corsi di aggiornamento rappresentano una ripetizione della formazione o parte di essa. La necessità di eseguire corsi di aggiornamento nasce da: Programmazione interna Modifica macchine, procedure, processo, rischi Nuove normative o integrazioni Esiti anomali della sorveglianza sanitaria Evidenze di comportamenti anomali Analisi infortuni o mancati infortuni Se richiesto dal personale stesso perché non si sente preparato per il ruolo che sta svolgendo. Rischi per la salute Con riferimento all esecuzione della formazione alla mansione teorica valgono tutti i principi già riportati in precedenza. Si consiglia inoltre di focalizzarsi sulle parti realmente necessarie (evitare di annoiare e rendere vana anche la parte di interesse). Si consiglia infine di focalizzare la formazione sulle azioni o comportamenti da modificare, mostrando esempi dei modi corretti anche con dimostrazioni pratiche. È richiesta la dimostrazione dell avvenuta acquisizione della formazione mediante test teorici e pratici Formazione per Dirigenti e Preposti La formazione in materia di sicurezza deve coinvolgere anche figure professionali quali i dirigenti e preposti per permettere la comprensione delle responsabilità loro attribuite all interno dell azienda. Per queste figure è infatti importante l organizzazione di un percorso formativo che affronti, oltre che le tematiche specifiche delle responsabilità calate dal D.Lgs 81/08, anche aspetti di comunicazione e interazione con le parti interessate. Alcuni argomenti possono essere indicati in: Aspetti normativi del D.Lgs 81/08 relativi al ruolo di dirigente e preposto. Responsabilità riferibili a tali figure. Definizione e individuazione dei fattori di rischio Valutazione dei rischi Pagina 14 di 19

15 Linea Guida per la Gestione della Formazione e Informazione in un Sistema di Gestione per la Sicurezza e la Salute sui Luoghi di Lavoro Identificazione delle misure tecniche, organizzative e procedurali di prevenzione e protezione Regime sanzionatorio. Interazioni con SPP. Relazioni con il Medico Competente, ove previsto. Relazioni con RLS. Relazioni con il datore di lavoro. Ovviamente la formazione appena riportata deve essere considerata come parte integrante alla formazione specifica sui rischi lavorativi delle aree di loro competenza Formazione obbligatoria per RLS, squadre addetti al primo soccorso, lotta agli incendi, evacuazione emergenza, RSPP e ASPP. RLS: il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza ha diritto ad un percorso formativo di minimo 32 ore, di cui 12 sui rischi specifici presenti in azienda. Per le effettive modalità, durata e contenuti specifici si rimanda all art 37, punto 11 del D.Lgs 81/07. RSPP e ASPP: la formazione del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione e degli Addetti è definita nei modi e nei contenuti dall articolo 32 D.Lgs 81/08 a cui si rimanda per maggiori informazioni. Squadre lotta agli incendi e gestione emergenze: la formazione per gli addetti a queste squadre specialistiche è definita nei modi e nei contenuti da specifiche norme di legge (DM ) a cui si rimanda per maggiori dettagli. Primo Soccorso: la formazione dei lavoratori designati è stabilita dal decreto del 15 luglio 2003 n. 388, che definisce i requisiti dei docenti, gli obiettivi didattici, i contenuti minimi e la temporalità con cui la formazione deve essere ripetuta. Una tabella riassuntiva è riportata di seguito Tabella riassuntiva corsi formazione obbligatori. Per maggiori informazioni si rimanda alla linea guida per la politica e l organizzazione di un sistema di gestione per la sicurezza e la salute sui luoghi di lavoro (Linea Guida n. 1) Pagina 15 di 19

16 Linea Guida per la Gestione della Formazione e Informazione in un Sistema di Gestione per la Sicurezza e la Salute sui Luoghi di Lavoro SOGGETTO RIF. NORMATIVO ORE FORMAZIONE RSPP * Datore di Lavoro RSPP Modulo A ** RSPP Modulo B ** RSPP Modulo C ** Art 34 D.Lgs 81/08 da 16 ore a 48 ore adeguato alla natura dei rischi Art 32 D.Lgs 81/08 Provvedimento nazionale del 26/01/ ore da 12 a 68 ore 24 ore RLS Art 37 D.Lgs 81/08 Minimo 32 ore ASPP Modulo A ** ASPP Modulo B ** Addetto al pronto soccorso Gruppo A Addetto al pronto soccorso Gruppo B Addetto al pronto soccorso Gruppo C Addetto alla prevenzione incendi Rischio incendio BASSO Addetto alla prevenzione incendi Rischio incendio MEDIO Addetto alla prevenzione incendi Rischio incendio ALTO Art 32 D.Lgs 81/08 Provvedimento nazionale del 26/01/ ore da 12 a 68 ore All. nr. 3 del DM nr. 388 dd ore 12 ore 12 ore Art. 7 + All. IX del DM ore 8 ore 16 ore * Solo nel caso che il Datore di lavoro possa svolgere direttamente i compiti propri del responsabile del servizio di prevenzione e protezione (vedere art 34 del D.Lgs 81/08) ** Per maggiori dettagli in merito ai moduli A B C ed alle forme ed i modi di erogazione della formazione in funzione dei crediti professionali acquisiti dal soggetto, si rimanda al testo del provvedimento di riferimento (vedi nota 1 a piè pagina) 1 Accordo tra il Governo e le regioni e province autonome, attuativo dell'articolo 2 - commi 2, 3, 4 e 5, del decreto legislativo 23 giugno 2003, n Pagina 16 di 19

17 Linea Guida per la Gestione della Formazione e Informazione in un Sistema di Gestione per la Sicurezza e la Salute sui Luoghi di Lavoro 5. DEFINIZIONI Abilità: Addestramento: si intende una attitudine, una destrezza o una capacità innata o acquisita nel tempo con l'esperienza o per mezzo di altre forme di apprendimento. È la capacità di svolgere mansioni complesse in modo ben finalizzato, organizzato, razionale ed usando l'esperienza per adattarsi a circostanze specifiche. È una particolare attività educativa rivolta a soddisfare il bisogno di apprendere il corretto uso pratico (specifico) di attrezzature di lavoro (meccaniche, elettriche ecc.) o di dispositivi di protezione o nell attivazione di una procedura. Ambiente: l ambiente è il risultato di una pluralità di fattori in rapporto dinamico e costante tra di loro. Da una parte alla definizione complessiva di un ambiente concorrono gli elementi naturali, siano essi chimici, fisici o biologici. Dall altra possono essere invece identificati elementi psicologici, filosofici o sociali. Apprendimento: è il processo di acquisizione di conoscenza o di una particolare capacità attraverso lo studio, l'esperienza o l'insegnamento. Si tratta di un processo basato sull'esperienza che comporta un cambiamento sul lungo termine del potenziale comportamentale. Comunicazione: Conoscenza: Formazione: Formazione continua: Informazione: Infortunio: Mancato Infortunio: la comunicazione è intesa come il trasferimento d'informazioni codificata da un emittente ad un ricevente attraverso un canale atto a diffondere le informazioni. è la consapevolezza e la comprensione di fatti, verità o informazioni ottenuti attraverso l'esperienza o l'apprendimento (a posteriori), ovvero tramite l'introspezione (a priori). La conoscenza è l'autocoscienza del possesso di informazioni connesse tra di loro, le quali, prese singolarmente, hanno un valore e un'utilità inferiori per formazione intendiamo l attività finalizzata a favorire i processi di apprendimento nell area cognitiva (il sapere ), operativa (il saper fare ), e comportamentale (il saper essere ) è la formazione volta allo sviluppo, al mantenimento, alla riqualificazione, all'aggiornamento e alla specializzazione delle competenze di lavoratori e imprese. processo di trasmissione di messaggi ad un target determinato o con l obiettivo di informare sui rischi relativi all ambiente di lavori e diffondere altri messaggi di interesse azienda. Evento lesivo avvenuto per causa violenta, in occasione di lavoro, da cui sia derivata la morte od un inabilità permanente al lavoro assoluta o parziale ovvero un inabilità temporanea assoluta per un tempo maggiore della rimanente parte della giornata o del turno nel quale si è verificato (Uni 7249) il verificarsi di un incidente senza l'evento lesivo alla persona e rappresenta un campanello d allarme che ci deve spingere ad approfondire la dinamica dei fatti affinché tale rischio non si ripeta in avvenire. Pagina 17 di 19

18 Linea Guida per la Gestione della Formazione e Informazione in un Sistema di Gestione per la Sicurezza e la Salute sui Luoghi di Lavoro Prevenzione: Risorse: Risorse umane: il complesso delle disposizioni o misure adottate o previste in tutte le fasi dell'attività lavorativa per evitare o diminuire i rischi professionali nel rispetto della salute e dell integrità dell'ambiente. insieme delle persone, sistemi e mezzi esterni o interni all'azienda finalizzati all'attività aziendale insieme di tutte le persone che svolgono un attività per conto dell azienda. Si possono individuare nelle seguenti categorie: Lavoratore dipendente di ogni ordine e grado: - con contratto a tempo indeterminato; - con contratto a tempo indeterminato che svolge la sua attività presso sedi esterne dell azienda o presso terzi; - con contratto a termine; - in apprendistato. Lavoratore in somministrazione; Lavoratore autonomo con contratto in appalto; Lavoratore dipendente di una ditta esterna con contratto in appalto; Lavoratore a progetto (nei termini previsti dalla legge); Personale in stage/tirocinio; Consulenti. Salute: Sicurezza: stato di completo benessere fisico, mentale e sociale (non solo assenza di malattia o infermità) tratta da un enunciato dell Organizzazione Mondiale della Sanità. È uno stato che permette agli individui di svolgere il proprio ruolo sociale. È un benessere dal punto di vista : - oggettivo stare bene; - soggettivo sentirsi bene; - psicologico e sociale avere la coscienza di stare bene e di sentirsi bene con se stessi e con gli altri. Situazione in cui il rischio residuo è reso accettabile, cioè controllato in modo tale da garantire lo svolgimento di qualsiasi attività senza che si possano verificare eventi dannosi. La sicurezza si ottiene con un insieme di mezzi azioni e/o comportamenti atti ad evitare il verificarsi di eventi dannosi, mediante l adozione di sistemi, dispositivi, procedure che impediscano, neutralizzino, riducano ogni minaccia all integrità psico-fisica. Per SICURO si intende: - ambiente: luogo protetto dai pericoli - macchina: che non presenta caratteristiche di pericolosità incontrollate - persona: consapevole delle proprie conoscenze, capacíta'. L effetto della sicurezza è la possibilità di gestire ogni situazione con estrema fiducia senza timore di incorrere in eventuali eventi dannosi. Strumenti: sistemi, dispositivi, procedure che facilitano il coinvolgimento delle risorse umane, su obiettivi comuni e condivisi di miglioramento della salute, della sicurezza e dell ambiente, rendendole parti attive e pensanti del proprio lavoro. Pagina 18 di 19

19 Linea Guida per la Gestione della Formazione e Informazione in un Sistema di Gestione per la Sicurezza e la Salute sui Luoghi di Lavoro 6. ALLEGATI Allegato 1: Allegato 2: Allegato 3: Allegato 4: Allegato 5: Allegato 6: Allegato 7: Allegato 8: Allegato 9: Allegato 10: Allegato 11: Allegato 12: Allegato 13: Esempio di poster per sensibilizzazione uso dei DPI. Esempio di poster per sensibilizzazione sui pericoli Esempio di opuscolo informativo sui rischi derivanti da macchine. Esempio di piano formazione. Esempio di diagramma formativo. Modulo registrazione partecipazione corso formazione. Modulo registrazione corsi erogati. Test d ingresso per la verifica delle conoscenze di base di nuovi assunti. Presentazione norme generali per la sicurezza nell ambiente di lavoro. Test di verifica norme generali per la sicurezza nell ambiente di lavoro. Presentazione corso formazione per la guida dei carrelli elettrici a timone. Test di verifica apprendimento informazioni ai conduttori dei carrelli elettrici a timone. Informazioni ai conduttori dei carrelli elettrici a timone. : Pagina 19 di 19

20 I D.P.I. SE RESTANO NELL ARMADIETTO AL MOMENTO DEL BISOGNO NON SERVONO!!! Occhiali: Per proteggersi dal rischio di proiezione oggetti liquidi e uso aria Compressa Guanti : Per proteggere le tue mani da lame, oggetti taglienti, scottature ecc alla Otoprotettori: per proteggere il tuo udito PORTA CON TE I TUOI D.P.I. A INIZIO TURNO e LINEA GUIDA PER LA GESTIONE DELLA riponili nel Box FORMAZIONE E INFORMAZIONE LINEA GUIDA personale PER LA GESTIONE DELLA fine turno. Li Linea guida Allegato 1 LINEA GUIDA PER LA GESTIONE DELLA FORMAZIONE E INFORMAZIONE IN UN SISTEMA DI GESTIONE PER LA SICUREZZA E LA SALUTE SUI LUOGHI DI LAVORO

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