I SISTEMI NAZIONALI DI ASSICURAZIONE DEI DEPOSITI

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "I SISTEMI NAZIONALI DI ASSICURAZIONE DEI DEPOSITI"

Transcript

1 I SISTEMI NAZIONALI DI ASSICURAZIONE DEI DEPOSITI Francesco Pistelli Roma, Novembre 1999 Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, Funzione Analisi e Studi (Tel ; Desidero ringraziare i colleghi Luca Di Marco, Giuseppe Vulpes e Cristiano Zazzara per gli utili suggerimenti forniti, Annamaria Cossiga per l attenta attività di ricerca e i partecipanti all International Workshop on Deposit Insurance, tenutosi a Roma il 22 e 23 novembre 1999, per le proficue discussioni. Rimango tuttavia il solo responsabile di qualsiasi errore contenuto nel presente lavoro.

2 INDICE INTRODUZIONE...3 AUSTRIA...15 BELGIO...19 CANADA...23 DANIMARCA...30 FINLANDIA...33 FRANCIA...36 GERMANIA...42 GIAPPONE...47 GRAN BRETAGNA...53 GRECIA...57 IRLANDA...61 ITALIA...64 LUSSEMBURGO...68 OLANDA...71 PORTOGALLO...74 SPAGNA...78 STATI UNITI...83 SVEZIA...93 APPENDICE

3 Introduzione I molteplici rischi associati all attività di intermediazione delle istituzioni finanziarie hanno spinto, nel corso degli ultimi anni, le autorità di vigilanza di tutti i paesi a dotare i propri sistemi finanziari di adeguate reti di sicurezza (safety nets) 1, al fine di preservarne la stabilità. Tra gli strumenti di protezione a disposizione un ruolo importante è ricoperto dagli schemi espliciti di assicurazione dei depositi, il cui studio rappresenta l oggetto del presente documento. La principale motivazione alla costituzione di uno schema di tutela dei depositi risiede nella necessità di ridurre le diseconomie esterne legate alle crisi bancarie e suddivisibili in micro e macroesternalità. Le microesternalità riguardano i singoli agenti e giustificano l istituto con il fine di proteggere i piccoli depositanti 2, di aumentare l uguaglianza competitiva fra banche di differenti dimensioni 3 e di tutelare in generale la banca come intermediario che riveste un ruolo peculiare nel sistema finanziario 4. Ma l assicurazione sui depositi è anche finalizzata a prevenire gli effetti indesiderati che corse agli sportelli su vasta scala possono causare sull offerta di moneta 5 e sul sistema dei pagamenti 6. Dove i prelievi di massa fossero ritenuti casuali e causati da un comportamento irrazionale in quanto non connesso al reale deterioramento della qualità dell attivo della banca ma a semplici attese in merito al comportamento di altri depositanti, l assicurazione rappresenterebbe, infatti, un meccanismo che, fornendo la certezza ai depositanti di essere rimborsati per l ammontare pattuito, eliminerebbe l incentivo a partecipare ad un run 7. Qualora, invece, i prelievi rappresentassero delle risposte razionali a un reale peggioramento nella percezione del rischio, l assicurazione consentirebbe di ridurre i problemi connessi alle asimmetrie informative, riducendo l incentivo degli individui a partecipare ad un run 8. 1 Milhaupt (1999), rifacendosi alla letteratura dominante, ritiene che i motivi per cui le banche siano meritevoli di attenzione da parte delle autorità di vigilanza siano essenzialmente tre. Innanzitutto, le banche sono esposte, a causa della loro struttura finanziaria, a pericolose crisi in grado di generare nei risparmiatori veri e propri panici che, come sostiene Mishkin (1996), non solo possono verificarsi in qualsiasi momento a causa delle asimmetrie informative esistenti tra depositanti e banche, ma, come sostenuto da Diamond e Dybvig (1983), possono anche autoalimentarsi. Inoltre, alla tradizionale attività di intermediazione delle banche si lega un sistema dei pagamenti che riveste un ruolo centrale all interno del sistema finanziario, per cui una crisi bancaria avrebbe un severo ed ampio effetto distruttivo sull economia in generale, come ben evidenziato da Macey e Miller (1997). Infine, le banche sono un mezzo di trasmissione della politica monetaria della Banca Centrale e il fallimento a catena di istituzioni finanziarie finirebbe, anche in questo caso, per avere effetti deleteri sull economia reale (Kaufman, 1995). Santomero (1997) individua due ulteriori funzioni svolte dagli intermediari finanziari e per le quali è necessaria una tutela. Le banche, infatti, svolgono un ruolo primario anche nella gestione del rischio connesso alle attività detenute dai propri clienti e nell accesso diretto al mercato finanziario, riducendo il costo di partecipazione dei propri clienti e fornendo ad essi esperienza operativa e servizi. 2 Per una definizione estensiva di ciò che in letteratura è ritenuto piccolo depositante si vedano Tasca (1992) e Di Noia (1994). Per gli effetti che la tutela del piccolo depositante ha sul mercato finanziario si vedano Fazio (1985) e Miller e Van Hoose (1993). 3 A tal riguardo si vedano Keeton (1990) e Di Noia (1994). 4 In letteratura si è posto spesso in rilievo come la crisi di una banca possa comportare la distruzione del suo patrimonio informativo, l impossibilità dei prenditori di recuperare i costi sostenuti nello stabilire una relazione di clientela con questa specifica banca e la perdita di credibilità che gli stessi prenditori potrebbero subire a causa della crisi dell istituzione che agiva da garante della loro reputazione. 5 Parte della letteratura ritiene, comunque, che una contrazione dell offerta di moneta a seguito di dissesti bancari sia oggi un fenomeno alquanto improbabile. Si vedano a tal proposito Benston e Kaufman (1986) e Baglioni e Marotta (1991). 6 Si vedano, al riguardo, Gilbert (1989) e Thomson (1990). 7 Questa linea teorica, originata dal lavoro di Diamond e Dybvig (1983) e a cui sono riconducibili anche i modelli di Wallace (1988) e Chari (1989), prende il nome di teoria non fondamentale. 8 Questa seconda linea teorica, che trae spunto dalle considerazioni di Bryant (1980), è nota con il nome di teoria fondamentale. 3

4 Uno studio che approfondisca il modo in cui il tema dell assicurazione dei depositi sia stato sviluppato risulta particolarmente interessante alla luce dell importanza crescente che tale strumento riveste nei sistemi di vigilanza di tutto il mondo. A tal fine il presente documento analizza, avvalendosi di specifiche schede, la struttura organizzativa e le modalità operative degli schemi di garanzia esistenti nei quindici paesi comunitari e in tre paesi extracomunitari, quali il Canada, il Giappone e gli Stati Uniti. In particolare, la necessità di fare luce sul modo in cui gli schemi sono strutturati e funzionano nasce in Italia dalla grande eco che i recenti interventi del FITD 9 hanno provocato nel mondo accademico e professionale. La recente conferenza di Washington (settembre 1998) 10, il convegno di Milano 11, il workshop di Roma 12 e i numerosi contributi apparsi su tale tema, inoltre, hanno riproposto a livello internazionale il tema dell assicurazione dei depositi, permettendo, allo stesso tempo, di constatare come ancora lungo sia il percorso verso la realizzazione di uno schema di tutela ritenuto ottimale 13. Dalla natura del contratto di assicurazione, infatti, possono derivare alcuni incentivi perversi, tra cui i problemi del moral hazard, dell adverse selection, e del too big to fail, l incentivo da parte delle banche a ridurre il capitale e da parte delle autorità di vigilanza di mantenere in vita banche insolventi, molto pericolose per la stabilità del sistema, la cross-subsidization 14. L origine del sistema La prima forma di garanzia dei depositi bancari è stata approntata negli Stati Uniti nel 1933, al culmine della grande depressione, al fine di ripristinare la fiducia nel sistema bancario, di proteggere i depositanti e promuovere la sicurezza e la solidità dei servizi bancari 15. Il Canada e il Giappone si sono dotati di un simile sistema rispettivamente nel 1967 e nel 1971, mentre solo a partire dagli anni 80, e spesso nel quadro di più generali interventi riformatori della normativa bancaria, la maggior parte dei paesi dell Unione Europea sono approdati a meccanismi di tutela diretta attraverso la costituzione di specifici schemi di garanzia. Con la Raccomandazione del 22 dicembre 1986, n.87/63 la Commissione Europea ha inizialmente esortato gli Stati membri della Comunità, che ancora non vi avessero provveduto, a predisporre progetti per la realizzazione di tali sistemi 16. La natura non vincolante del provvedimento, tuttavia, non ha impedito che alcuni paesi continuassero per lungo tempo a privarsi di uno schema di garanzia, mentre tra quelli che già disponevano di tali sistemi rimanevono evidenti le divergenze sia in ordine alla misura e alle modalità della protezione accordata, che in ordine alla natura (volontaria o obbligatoria) della partecipazione al sistema di garanzia. Non potendo tale situazione essere sopportata ulteriormente dagli organi comunitari si giunse all adozione della Direttiva n. 94/19/CE, che ha previsto, tra l altro, l adesione obbligatoria delle banche al sistema del Paese di origine ed una soglia minima ( EURO) di protezione dei depositanti. Con il recepimento della Direttiva, i Paesi della Comunità hanno istituito 17 o rafforzato 18 i già esistenti sistemi di protezione dei depositi dotandosi di uno strumento addizionale di controllo della 9 Dal 1987, anno della sua costituzione, il FITD è intervenuto sei volte a protezione dei depositanti (Cassa di Risparmi di Prato, Banco di Tricesimo, Banca di Girgenti, Banca di Credito di Trieste, Credito Commerciale Tirreno e Sicilcassa) per un esborso complessivo pari a miliardi di lire. 10 Per un resoconto dei lavori svolti si veda Zazzara (1999). 11 Convegno su: Market approach to financial stability: a role for Deposit Insurance, Milano, 15 ottobre International Workshop on Deposit Insurance, FITD Roma, novembre Per una disamina degli elementi di forza e di debolezza degli schemi di assicurazione dei depositi si vedano Garcia (1996 e 1999). 14 Fratianni (1995). 15 White (1994) sostiene che quella che oggi appare a molti economisti come una soluzione adottata puramente nel pubblico interesse e mirante alla stabilità del sistema bancario, scaturì in realtà da giochi di potere interni al sistema. 16 Si veda la Raccomandazione della Commissione relativa all instaurazione, nella Comunità, di sistemi di garanzia dei depositi, in Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea, No.1 23/16 del La Grecia ha istituito uno schema di assicurazione dei depositanti nel 1995, mentre in Germania, accanto a quelli già esistenti, ne è stato istituito un altro, rispondente in tutto ai principi fissati dalla Direttiva, il 1 Agosto del

5 stabilità del sistema bancario durante le situazioni di crisi, rese sempre più frequenti dalla fase di accresciuta concorrenza e dalla maggiore fragilità reddituale e patrimoniale delle banche. L amministrazione del sistema L importanza e l autonomia operativa degli schemi di garanzia all interno dei sistemi di sicurezza sono a volte limitate dalla posizione dominante che le autorità pubbliche, prima fra tutte la Banca Centrale o l organo di vigilanza, rivestono in termini di regolamentazione e supervisione bancaria, al fine di garantire la stabilità del sistema e la tutela indiretta dei depositanti. L amministrazione pubblica degli schemi di garanzia è una soluzione a cui spesso si ricorre per i vantaggi ad essa legati. Questi sono individuabili, innanzitutto, nella possibilità di coprire con opportune entrate il fabbisogno finanziario determinato dagli interventi potenziali degli organismi di garanzia e nella possibilità di poter condividere con altre autorità pubbliche le informazioni privilegiate sugli equilibri economici, finanziari e patrimoniali delle banche aderenti. Ma uno schema di assicurazione dei depositi pubblico avrebbe anche il vantaggio di vantare una più autorevole reputazione rispetto ad uno privato, grazie alla posizione istituzionale che esso assume 19. Dall analisi svolta 20 è emerso che l amministrazione degli schemi di garanzia è privata e affidata alle associazioni di categoria o a consorzi di banche, in Austria, Finlandia, Francia, Germania, Italia e Lussemburgo. L amministrazione è pubblica, invece, in Canada, Danimarca, Portogallo, Svezia e Stati Uniti, mentre è congiunta (pubblica e privata) in Belgio, Grecia, Giappone, Olanda e Spagna. In Irlanda è la stessa Banca Centrale che provvede direttamente alla protezione dei depositanti tramite il dipartimento di Vigilanza bancaria (Banking Supervision Department), mentre in Gran Bretagna lo schema di garanzia è gestito dal Deposit Protection Board di cui fanno parte di diritto il Presidente e il Direttore Generale della Financial Services Authority (FSA) e il Vice Governatore della Banca Centrale. Anche in Italia, infine, sebbene la gestione dello schema sia formalmente indipendente dall organo di vigilanza, l attività del FITD è subordinata alla preventiva autorizzazione della Banca d Italia. Il livello della protezione Le profonde divergenze esistenti nei vari paesi relativamente alla misura e alle modalità della protezione accordata riflettono, generalmente, le due teorie esistenti in letteratura circa la tutela da accordare al depositante. La prima ritiene che i depositanti siano incapaci di procurarsi le informazioni necessarie a valutare la rischiosità della propria banca, mentre la seconda affida proprio ai depositanti il compito di valutare direttamente la solidità delle banche alle quali affidare i propri risparmi. Per quanto riguarda il livello di garanzia accordata seguendo la prima delle correnti di pensiero sopra delineate si individuerebbe una responsabilità tutta pubblica, che prevederebbe una copertura pressoché integrale dei depositi. Con l applicazione della disciplina di mercato, invece, ossia della corrente di pensiero che considera i depositanti capaci di autoproteggersi, si individua una responsabilità tutta privata, comportando la fissazione di modeste soglie di copertura 21. In ambito comunitario la Direttiva 94/19/CE, allo scopo di promuovere uno sviluppo armonioso delle attività degli enti creditizi degli Stati membri, e nella convinzione che, per il completamento 18 La riforma dello schema di assicurazione dei depositanti già esistente è avvenuta nel 1995 in Finlandia, Irlanda, Spagna e Regno Unito, nel 1996 in Svezia e Austria, nel 1997 in Italia, nel 1998 in Olanda e nel 1999 in Belgio, Danimarca e Francia. 19 Si veda Tasca (1993). Sull opportunità della natura pubblica dello schema di garanzia si posizionano anche Diamond e Dybvig (1983) i quali, però, non escludono che un contributo positivo possa essere fornito anche dalle compagnie di assicurazione nel coprire il rischio marginale che il singolo depositante potrebbe ritenere opportuno assicurare. 20 Si veda la Tavola 1 in Appendice. 21 Così si esprime Savona (1991). 5

6 del mercato unico bancario, la tutela dei depositi fosse essenziale al pari delle regole prudenziali, non ha effettuato una scelta astratta tra l una o l altra teoria, ma ha adottato un criterio che rispecchiasse il tipo di tutela già in essere nei vari Paesi. Rifacendosi alla prassi maggiormente in uso in Europa, si è così fissato un livello minimo di garanzia che riflette la disciplina di mercato, o della responsabilità privata del depositante nel tutelare i propri risparmi. La soglia minima di garanzia in vigore in ambito comunitario è stata individuata dalla Direttiva in oggetto a EURO, che rappresenta un importo di modesto ammontare, soprattutto se paragonato alle coperture previste da sistemi più garantisti, quali quello tedesco e italiano. In ambito comunitario il livello di protezione differisce da Paese a Paese, potendosi ancora mantenere fino al 31 Dicembre 1999, per i depositi che non sono coperti fino a EURO, l importo massimo previsto da ciascun sistema, a condizione che, però, detto importo non sia inferiore a EURO 22. Contestualmente la nuova normativa non ostacola il mantenimento in vigore o l adozione di disposizioni che aumentino la copertura dei depositi o la estendano. Il limite massimo di intervento, in ottemperanza a quanto espresso dalla Direttiva, è fissato esattamente a EURO in Austria, Gran Bretagna, Olanda, Grecia e Germania (per le banche private aderenti al sistema pubblico, istituito il 1 agosto 1998 a seguito del recepimento della direttiva). Tale limite si riduce, ma entro il limite inferiore di EURO, in Belgio, Irlanda, Lussemburgo e Spagna. Il limite di protezione, invece, supera i EURO in Finlandia (circa EURO) in Svezia (circa EURO), in Danimarca (circa EURO), in Francia (circa EURO) e in Italia (circa EURO). In Germania i depositanti delle banche private aderenti allo schema privato di garanzia sono protetti fino al limite del 30 per cento del patrimonio della banca. Tra i paesi extracomunitari considerati, l importo massimo protetto è per il Canada pari a poco più di EURO, mentre in Giappone (circa EURO) e negli Stati Uniti, (circa EURO) il limite massimo di protezione è ben più elevato. L estensione della protezione Gli schemi di assicurazione dei depositi appaiano variamente organizzati oltre che per il limite anche per quanto riguarda l estensione della protezione. Le differenze, in particolare, riguardano i soggetti tutelati nonché l esclusione, la riduzione e l estensione di alcune garanzie a cui spesso si ricorre per ragioni di carattere sociale 23. I depositi interbancari, ad esempio, sono esclusi dalla protezione in tutti i paesi considerati nell analisi, ad eccezione del Canada, così come gli unici paesi in cui i depositi degli enti finanziari, definiti ai sensi dell articolo 1, punto 6 della direttiva 89/646/CEE, e delle compagnie di assicurazione sono protetti sono solo rispettivamente la Germania, l Irlanda, la Svezia, il Canada, il Giappone per la prima categoria e la Danimarca, la Germania, l Irlanda, la Finlandia, la Svezia, il Canada e il Giappone per la seconda. I depositi degli organismi d investimento collettivo e dei fondi pensioni, invece, risultano congiuntamente tutelati in Danimarca, Germania, Irlanda, Lussemburgo, Finlandia, Svezia, Canada e Giappone, mentre negli Stati Uniti solo la seconda tipologia di depositi trova protezione. La ragione dell esclusione dalla garanzia dei depositi di questi soggetti risiede nella stessa motivazione che giustifica l assicurazione dei depositi e che consiste, oltre che nella esigenza di mantenere la stabilità del sistema bancario, anche nella necessità di fornire una forma di protezione al depositante sprovveduto, che non ha i mezzi per valutare ed apprezzare il rischio cui si espone nell affidare i propri risparmi agli enti creditizi. Questi ultimi, al contrario, così come gli enti finanziari, le compagnie di assicurazione, gli organismi di investimento collettivo e i fondi 22 Si veda più diffusamente la tabella 3 in appendice. 23 Si vedano le Tavole n. 3 e 4 in Appendice. 6

7 pensione, dispongono indubbiamente di mezzi di indagine e di strumenti professionali adeguati a vagliare la liquidità e la solvibilità della banca presso la quale si decide di effettuare un deposito 24. Dell opportunità di escludere tali soggetti dalla garanzia si è spesso dibattuto 25 sulla base della semplice considerazione che questi soggetti, non avendo alcuna garanzia di rimborso, possano procedere con rapidità al ritiro dei propri depositi al minimo segnale di debolezza dell ente depositario, contribuendo in questo modo ad aggravare la situazione di instabilità finanziaria della banca. L aver previsto e fissato la tutela in relazione non al deposito ma al depositante porta ad una implicita escludibilità dalla tutela dei depositi al portatore in tutti gli schemi di garanzia considerati. E infatti evidente che non risultano garantiti quei depositi per i quali non è possibile individuare con certezza l originario depositante 26. La direttiva comunitaria 94/19 ha, comunque, inserito i depositi al portatore tra l elenco delle esclusioni decretabili a discrezione degli Stati membri al fine di tenere conto di quei paesi in cui queste tipologie di depositi erano diffuse 27. Proseguendo sulla linea delle differenze nella tutela, infine, i depositi denominati in valuta estera non sono oggetto di protezione in Canada e Giappone, mentre in Belgio e Francia la garanzia è estesa solo alle valute dell Unione Europea. In tutti gli altri paesi della Comunità la tutela è estesa alle valute di tutti i paesi aderenti all Area Economica Europea (EEA) 28. Il meccanismo di finanziamento del sistema I sistemi nazionali di protezione dei depositanti si presentano variamente organizzati anche per quanto riguarda i meccanismi di approvvigionamento delle risorse necessarie alla propria gestione operativa e agli interventi e che rivestono un ruolo fondamentale nell intera struttura organizzativa degli schemi di garanzia a causa degli effetti destabilizzanti che una loro errata definizione può provocare all intero sistema finanziario. Un sistema che non risulti adeguatamente finanziato potrebbe, infatti, trovarsi nell impossibilità di intervenire a tutela dei depositanti di una banca in crisi, ritardandone in questo modo la chiusura e accrescendo, di conseguenza, i costi della crisi. Attualmente 29, le risorse rese disponibili dalle banche consorziate per gli interventi a protezione dei depositanti in caso di indisponibilità dei depositi possono derivare da una contribuzione periodica (ex ante contribution system), variamente calcolata, o da un contributo straordinario (ex post contribution system) da versare solo nel momento in cui si verifica l indisponibilità dei depositi. Un sistema a contribuzione periodica di tipo ex ante è attualmente presente in Belgio, Danimarca, Germania, Grecia, Spagna, Irlanda, Portogallo, Finlandia, Svezia e, tra i paesi extraeuropei, in Canada, Giappone e Stati Uniti. Un sistema di assicurazione fondato sulla contribuzione di tipo ex post, invece, è presente in Francia 30, Italia, Lussemburgo, Olanda e Austria. 24 Per la medesima ragione sono escludibili dalla tutela anche i depositi dello Stato e degli enti locali. 25 Si veda a tal proposito Pieralli (1995). 26 Pieralli (1995). 27 In Italia, l art. 4 del D.Lgs 659/96 che ha recepito la direttiva comunitaria 94/19 (trasfuso, poi, nell art. 33 dello Statuto del Fondo) ha previsto una tutela temporanea per i fondi al portatore: quelli già protetti prima dell 11/01/97 (data di entrata in vigore del Decreto) risultano tutelati fino alla scadenza, mentre quelli privi di scadenza lo sono fino all 11/01/98. Quelli emessi dopo l 11/01/97 sono automaticamente esclusi dalla tutela del Fondo. 28 I paesi facenti parte dell Area Economica Europea (EEA) sono: Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Islanda, Irlanda, Italia, Liechtenstein, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia, Portogallo, Spagna, Svezia, Regno Unito. 29 Si veda la Tavola n.2 in Appendice. 30 Sistema in vigore prima dell emanazione della nuova legge che obbliga tutti gli istituti di credito a procurare al fondo, tramite contribuzioni annuali, le risorse finanziarie necessarie allo svolgimento delle sue funzioni (sistema exante). Le caratteristiche e le modalità di calcolo di tali contribuzioni sono rimandate al regolamento del Comité de la Reglementation Bancaire et Financiére (CRBF), da emanare secondo quanto previsto all art della legge medesima. 7

8 Nel Regno Unito il sistema di contribuzione adottato non è così facilmente classificabile dal momento che accanto alla contribuzione iniziale richiesta all atto dell adesione al sistema per raggiungere la dimensione desiderata per il Fondo (tra i 5 milioni e i 6 milioni di sterline) si possono avere anche delle contribuzioni successive. Queste, ripartite proporzionalmente ai depositi, sono di due tipi: il primo, per il quale è prevista la preventiva approvazione del Ministero del Tesoro, ha la finalità di ripristinare alla fine di ogni anno il livello ottimale delle disponibilità di cassa qualora queste scendessero al di sotto dei tre milioni di sterline; il secondo, che deve essere approvato dal Parlamento, risponde alla necessità di elevare in via permanente il livello di 5-6 milioni di sterline per adeguarlo al tasso di crescita dei depositi protetti. Una contribuzione straordinaria può essere richiesta senza limiti, infine, qualora il sistema ritenesse di non poter fronteggiare gli esborsi da effettuare prima della scadenza dell esercizio finanziario. La contribuzione delle banche partecipanti, sia essa di tipo ex post o di tipo ex ante, è prevalentemente commisurata al totale dei depositi o all ammontare dei fondi rimborsabili e soltanto occasionalmente alla reale rischiosità delle singole banche. Un sistema di premi correlati al rischio assunto dalla banca è, infatti, in vigore solo in Canada, in Finlandia, negli USA, in Portogallo, in Svezia e in parte in Italia 31. Qualora i mezzi finanziari necessari alla gestione operativa e agli interventi di garanzia dei depositi risultassero insufficienti, è prevista la possibilità di ricorrere al finanziamento pubblico (governativo o della Banca Centrale) 32 o del mercato (altre banche o mercato dei capitali) 33. La possibilità per il sistema di ricorrere a risorse finanziarie aggiuntive a quelle fornite dalle banche aderenti fornisce indubbiamente una maggiore flessibilità e credibilità al sistema stesso, contribuendo a ridurre al minimo le possibilità di contagio di una crisi. Tale possibilità, tuttavia, potrebbe ingenerare, nelle banche aderenti e nei depositanti, l illusione di una protezione senza limiti, con evidenti incentivi al moral-hazard e alla riduzione della disciplina di mercato. Tuttavia, la discrezionalità della Banca Centrale o dello Stato nel concedere il finanziamento, nonché l esistenza di un limite quantitativo alla possibilità dei meccanismi di assicurazione di ricorrere a risorse in prestito possono contribuire a minimizzare questo tipo di inconvenienti. Opererebbe in tale direzione anche la consapevolezza che qualora si ricorresse al finanziamento diretto dal mercato attraverso l emissione di titoli, questo provvederebbe subito a deteriorare il merito creditizio dello schema di garanzia emittente che non assumesse adeguati comportamenti nel controllo dei rischio e nella scelta delle modalità di intervento. Le metodologie di intervento Le differenti procedure di intervento previste a tutela dei depositanti di una banca in crisi, infine, contribuiscono a distinguere i vari schemi di garanzia analizzati. Accanto all ipotesi tradizionale di rimborso dei depositanti sono generalmente previste anche altre forme di intervento, che prefigurando spesso un ruolo attivo dello schema di assicurazione dei depositanti nella risoluzione delle crisi bancarie, sono volte a fornire una tutela più estesa ai risparmiatori, una maggiore stabilità al sistema bancario intero e a evitare di disperdere il patrimonio informativo racchiuso nel complesso aziendale. 31 Le quote di contribuzione delle banche aderenti al FITD sono calcolate sulla base dell ammontare dei depositi protetti di propria pertinenza a cui si aggiunge una duplice correzione legata alla dimensione della banca (applicazione del principio del too-big-to-fail) e alla sua rischiosità (misurata da un indice sintetico che rappresenta la somma dei coefficienti dei sette indicatori di Stato Patrimoniale e di Conto Economico che le banche sono tenute a comunicare al FITD con frequenze definite). 32 In Canada, Danimarca, Finlandia, Giappone, Gran Bretagna, Grecia, Olanda, Spagna, Stati Uniti e Svezia. In Italia esiste un esiste uno strumento di gestione delle crisi bancarie, il Decreto Sindona, pre-esistente all assicurazione dei depositi, che prevede un finanziamento a tasso agevolato garantito da titoli di stato a favore della banca acquirente le attività e le passività di una banca posta in liquidazione coatta amministrativa al fine di coprire lo sbilancio derivante dalla cessione. 33 In Austria e Canada (mercato dei capitali), Giappone Grecia e Portogallo (altre banche). 8

9 Tali strumenti, a cui generalmente si ricorre qualora comportassero un minor costo per gli schemi di assicurazione, possono assumere, tra le altre, le seguenti configurazioni: a) interventi in operazioni di cessione di attività e passività, di azienda, di rami di azienda nonché di beni e rapporti giuridici individuabili in blocco; b) interventi di sostegno, configurabili generalmente in finanziamenti, garanzie, assunzioni di partecipazioni o in altre forme tecniche, qualora sussistessero sufficienti prospettive di risanamento della banca in crisi; c) chiusura della banca insolvente e costituzione di una bridge bank, gestita, sotto la supervisione dello stesso schema di garanzia, dal management esistente o da uno nuovo nominato dallo stesso ente di assicurazione, allo scopo di ottenere maggiori ricavi dalla liquidazione delle attività o di maggiori o migliori offerte di acquisto. La principale forma di intervento prevista per gli schemi di garanzia rimane comunque la procedura di rimborso dei depositanti attivabile qualora i crediti da essi vantati verso la banca in crisi fossero ormai divenuti indisponibili. Tuttavia, perché il sistema di garanzia intervenga, surrogandosi all ente creditizio nel rimborso dei depositanti, occorre una verifica preventiva della reale situazione finanziaria dell ente, effettuabile dalle autorità competenti o, in alternativa, dalle autorità giudiziarie, qualora le difficoltà finanziarie siano tali da dover intervenire ancora prima della fine dell accertamento da parte delle autorità competenti. Una volta dichiarata l indisponibilità dei depositi, i sistemi di garanzia devono generalmente provvedere al rimborso entro tre mesi, rinnovabili, in circostante eccezionali o in casi speciali, fino ad un massimo di nove mesi, dal giorno in cui le autorità competenti sono arrivate a concludere che la situazione finanziaria dell ente non consente il rimborso dei depositi, oppure dal giorno in cui l autorità giudiziaria ha ordinato la sospensione dei pagamenti da parte dell ente creditizio. Se si escludono Belgio, Francia, Finlandia, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Lussemburgo, Olanda, Portogallo e Svezia altre forme di intervento, oltre al tradizionale rimborso, sono generalmente percorribili negli altri paesi studiati, qualora, come detto, fossero in grado di comportare un minore onere per il sistema. La cessione delle attività e delle passività della banca in difficoltà, ad esempio, è prevista in Canada, Danimarca, Italia Giappone e Stati Uniti, mentre gli interventi di sostegno, che, articolandosi in varie forme, possono riguardare sia la banca in crisi che la banca acquirente, sono previsti in Austria, Canada, Germania, Giappone, Italia, Spagna e Stati Uniti. Bibliografia Baglioni A., Marotta B., 1991, L assicurazione dei depositi: implicazioni della teoria dell intermediazione finanziaria, in V. Conti, R. Hamaui, (a cura di), Operatori e Mercati nel processo di liberalizzazione, parte terza, Bologna, Il Mulino Benston G.J., Kaufman G.G., 1988, Risk and solvency regulation of depository institutions: past policies and current options, Monograph Series in Finance and Economics, Graduate School of Business Administration, New York University, Monograph Benston G.J., Kaufman G.G., 1986, Risk and failures in banking: historical overview, in Kaufman G.G. e Kormendi R.C. (eds) Deregulation financial services, public policy in flux, Ballinger Publishing Company Boccuzzi G., La crisi dell impresa bancaria: profili economici e giuridici, Giuffrè, 1998 Bryant J., 1980, A model of bank reserves, bank runs and deposit insurance, Journal of Banking and Finance, n.4 9

Che cosa cambia nella gestione delle crisi bancarie

Che cosa cambia nella gestione delle crisi bancarie Che cosa cambia nella gestione delle crisi bancarie Sommario Le nuove regole europee sulla gestione delle crisi (BRRD)... 1 Perché sono state introdotte le nuove regole europee?... 2 Che cos è la risoluzione

Dettagli

Sistemi di tutela dei depositi nei paesi membri del Comitato di Basilea

Sistemi di tutela dei depositi nei paesi membri del Comitato di Basilea Sistemi di tutela dei depositi nei paesi membri del Comitato di Basilea (Giugno 1998) Introduzione Il Comitato di Basilea non ha emanato raccomandazioni in merito all opportunità che i paesi dispongano

Dettagli

Regolamento operativo

Regolamento operativo Fondo Nazionale di Garanzia (Art. 62, comma 1, decreto legislativo 23 luglio 1996, n. 415) Regolamento operativo Settembre 2010 Fondo Nazionale di Garanzia (Art. 62, comma 1, decreto legislativo 23 luglio

Dettagli

OBIETTIVI E MODELLI TEORICI DI VIGILANZA. Giuseppe G. Santorsola EIF 1

OBIETTIVI E MODELLI TEORICI DI VIGILANZA. Giuseppe G. Santorsola EIF 1 OBIETTIVI E MODELLI TEORICI DI VIGILANZA Giuseppe G. Santorsola EIF 1 Fondamenti del sistema di controlli sul sistema finanziario Ex-ante adverse selection MERCATI FINANZIARI asimmetrie informative Ex-post

Dettagli

SENATO DELLA REPUBBLICA XVI LEGISLATURA

SENATO DELLA REPUBBLICA XVI LEGISLATURA SENATO DELLA REPUBBLICA XVI LEGISLATURA Doc. XVIII n. 57 RISOLUZIONE DELLA 6ª COMMISSIONE PERMANENTE (Finanze e tesoro) (Estensore FERRARA) approvata nella seduta del 20 ottobre 2010 SULLA PROPOSTA DI

Dettagli

MODELLO DELLE CONDIZIONI DEFINITIVE DEL PROGRAMMA DI EMISSIONE DI OBBLIGAZIONI CASSA DI RISPARMIO DI RAVENNA TASSO VARIABILE 10/10/08 10/10/11 TV SEM

MODELLO DELLE CONDIZIONI DEFINITIVE DEL PROGRAMMA DI EMISSIONE DI OBBLIGAZIONI CASSA DI RISPARMIO DI RAVENNA TASSO VARIABILE 10/10/08 10/10/11 TV SEM MODELLO DELLE CONDIZIONI DEFINITIVE DEL PROGRAMMA DI EMISSIONE DI OBBLIGAZIONI CASSA DI RISPARMIO DI RAVENNA TASSO VARIABILE 10/10/08 10/10/11 TV SEM. 155^ EMISSIONE Cassa di Risparmio di Ravenna S.p.A.

Dettagli

MODELLO DELLE CONDIZIONI DEFINITIVE DEL PROGRAMMA DI EMISSIONE DI OBBLIGAZIONI BANCA DI IMOLA TASSO VARIABILE

MODELLO DELLE CONDIZIONI DEFINITIVE DEL PROGRAMMA DI EMISSIONE DI OBBLIGAZIONI BANCA DI IMOLA TASSO VARIABILE MODELLO DELLE CONDIZIONI DEFINITIVE DEL PROGRAMMA DI EMISSIONE DI OBBLIGAZIONI BANCA DI IMOLA TASSO VARIABILE Sede sociale e Direzione Generale: Imola, Via Emilia n. 196 Capitale Sociale 7.668.082,80 Euro

Dettagli

MODELLO DELLE CONDIZIONI DEFINITIVE

MODELLO DELLE CONDIZIONI DEFINITIVE MODELLO DELLE CONDIZIONI DEFINITIVE BANCANAGNI CREDITO COOPERATIVO Società Cooperativa in qualità di emittente, Offerente e Responsabile del Collocamento Società Cooperativa fondata nel 1901 - Codice ABI

Dettagli

Banca di Credito Cooperativo di Signa Tasso Fisso CONDIZIONI DEFINITIVE. Alla NOTA INFORMATIVA. Banca di Credito Cooperativo di Signa Tasso Fisso

Banca di Credito Cooperativo di Signa Tasso Fisso CONDIZIONI DEFINITIVE. Alla NOTA INFORMATIVA. Banca di Credito Cooperativo di Signa Tasso Fisso Banca di Credito Cooperativo di Signa Tasso Fisso CONDIZIONI DEFINITIVE Alla NOTA INFORMATIVA Banca di Credito Cooperativo di Signa Tasso Fisso Bcc Signa 12/02/2010 12/02/2017 3,50% 106 emissione Isin

Dettagli

relative al prestito Banca della Bergamasca Credito Cooperativo Step Up 12/02/09-12 177 em. ISIN IT0004459431 della

relative al prestito Banca della Bergamasca Credito Cooperativo Step Up 12/02/09-12 177 em. ISIN IT0004459431 della Sede legale in Zanica (Bergamo), via Aldo Moro, 2 Sito internet: www.bccbergamasca.it - Email banca@bergamasca.bcc.it Iscritta all Albo delle Banche tenuto dalla Banca d Italia al n. 803 Iscritta all Albo

Dettagli

BANCA DI CESENA CREDITO COOPERATIVO DI CESENA E RONTA SOCIETA COOPERATIVA

BANCA DI CESENA CREDITO COOPERATIVO DI CESENA E RONTA SOCIETA COOPERATIVA BANCA DI CESENA CREDITO COOPERATIVO DI CESENA E RONTA SOCIETA COOPERATIVA CONDIZIONI DEFINITIVE della NOTA INFORMATIVA BANCA DI CESENA OBBLIGAZIONI A TASSO FISSO BANCA DI CESENA 11/05/2009 11/11/2011 TF

Dettagli

DIRETTIVA 2007/36/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO

DIRETTIVA 2007/36/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO 14.7.2007 Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 184/17 DIRETTIVE DIRETTIVA 2007/36/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO dell 11 luglio 2007 relativa all esercizio di alcuni diritti degli azionisti

Dettagli

BANCA DI CESENA CREDITO COOPERATIVO DI CESENA E RONTA SOCIETA COOPERATIVA

BANCA DI CESENA CREDITO COOPERATIVO DI CESENA E RONTA SOCIETA COOPERATIVA BANCA DI CESENA CREDITO COOPERATIVO DI CESENA E RONTA SOCIETA COOPERATIVA CONDIZIONI DEFINITIVE della NOTA INFORMATIVA BANCA DI CESENA OBBLIGAZIONI A TASSO FISSO Banca di Cesena 20/09/2010 20/03/2013 TF

Dettagli

BANCA DEL FUCINO SOCIETÀ PER AZIONI CONDIZIONI DEFINITIVE

BANCA DEL FUCINO SOCIETÀ PER AZIONI CONDIZIONI DEFINITIVE BANCA DEL FUCINO SOCIETÀ PER AZIONI Sede sociale Via Tomacelli 139 00186 Roma Iscritta all Albo delle Banche al n. 37150 Iscritta al Registro delle Imprese di Roma al n. 1775 Codice Fiscale: 00694710583

Dettagli

CASSA RURALE PINETANA FORNACE E SEREGNANO BANCA DI CREDITO COOPERATIVO

CASSA RURALE PINETANA FORNACE E SEREGNANO BANCA DI CREDITO COOPERATIVO CASSA RURALE PINETANA FORNACE E SEREGNANO BANCA DI CREDITO COOPERATIVO Società Cooperativa con sede legale in Baselga di Piné (TN), via Cesare Battisti n. 17. Iscritta all albo delle banche tenuto dalla

Dettagli

BANCA DEL MUGELLO - CREDITO COOPERATIVO SOCIETA COOPERATIVA CONDIZIONI DEFINITIVE

BANCA DEL MUGELLO - CREDITO COOPERATIVO SOCIETA COOPERATIVA CONDIZIONI DEFINITIVE BANCA DEL MUGELLO - CREDITO COOPERATIVO SOCIETA COOPERATIVA CONDIZIONI DEFINITIVE alla NOTA INFORMATIVA SUL PROGRAMMA "Banca del Mugello TASSO VARIABILE" Banca del Mugello - Credito Cooperativo Società

Dettagli

CONDIZIONI DEFINITIVE

CONDIZIONI DEFINITIVE CREDITO COOPERATIVO INTERPROVINCIALE VENETO SOCIETA COOPERATIVA Sede sociale in Via Matteotti 11, 35044 Montagnana (Padova) Iscritta all Albo delle Banche al n. 5411, all Albo delle Società Cooperative

Dettagli

CONDIZIONI DEFINITIVE alla

CONDIZIONI DEFINITIVE alla Società per azioni con unico Socio Sede sociale in Vignola, viale Mazzini n.1 Numero di iscrizione al Registro delle Imprese di Modena e Codice Fiscale/Partita I.V.A. 02073160364 Capitale sociale al 31

Dettagli

Banca Centropadana tasso fisso 3,50% 16.04.2012/16.04.2015 serie 338 ISIN IT0004809296

Banca Centropadana tasso fisso 3,50% 16.04.2012/16.04.2015 serie 338 ISIN IT0004809296 10. MODELLO DELLE CONDIZIONI DEFINITIVE OBBLIGAZIONI A TASSO FISSO Banca Centropadana Credito Cooperativo Società Cooperativa Sede sociale in Piazza IV Novembre 11 26862 Guardamiglio (LO) Iscritta all

Dettagli

Prospetto di Base Banca di Credito Cooperativo di Cambiano (Castelfiorentino Firenze) Società Cooperativa per Azioni

Prospetto di Base Banca di Credito Cooperativo di Cambiano (Castelfiorentino Firenze) Società Cooperativa per Azioni BANCA DI CREDITO COOPERATIVO DI CAMBIANO (CASTELFIORENTINO FIRENZE) SOCIETÀ COOPERATIVA PER AZIONI Sede legale: Piazza Giovanni XXIII, 6 50051 Castelfiorentino (FI) - Codice ABI 08425.1 - Iscritta all

Dettagli

Fondo di Garanzia dei portatori di titoli obbligazionari emessi da banche appartenenti al Credito Cooperativo. Regolamento

Fondo di Garanzia dei portatori di titoli obbligazionari emessi da banche appartenenti al Credito Cooperativo. Regolamento Regolamento Approvato il 27 gennaio 2011 1 2 Fondo di Garanzia dei portatori di titoli obbligazionari emessi da banche appartenenti al Credito Cooperativo Regolamento Articolo 1: Ambito della garanzia

Dettagli

6^ Commissione Finanze e tesoro - Senato della Repubblica

6^ Commissione Finanze e tesoro - Senato della Repubblica 6^ Commissione Finanze e tesoro - Senato della Repubblica Indagine conoscitiva sulle condizioni del sistema bancario e finanziario italiano e la tutela del risparmio Audizione del Presidente di Ascosim

Dettagli

Senato della Repubblica

Senato della Repubblica Senato della Repubblica VI Commissione Finanze Schemi di decreto legislativo relativi all attuazione della Direttiva 2014/59/UE che istituisce un quadro di risanamento e risoluzione degli enti creditizi

Dettagli

BancAssurance Popolari S.p.A.

BancAssurance Popolari S.p.A. BancAssurance Popolari S.p.A. Sede Legale: Via Calamandrei, 255-52100 AREZZO Sede Amministrativa: Via F. De Sanctis, 11 00195 ROMA Impresa autorizzata all esercizio delle assicurazioni con provvedimento

Dettagli

CASSA DI RISPARMIO DI BOLZANO S.p.A. SÜDTIROLER SPARKASSE AG

CASSA DI RISPARMIO DI BOLZANO S.p.A. SÜDTIROLER SPARKASSE AG CASSA DI RISPARMIO DI BOLZANO S.p.A. SÜDTIROLER SPARKASSE AG Società iscritta all Albo delle Banche Capogruppo del Gruppo Bancario Cassa di Risparmio di Bolzano iscritto all Albo dei Gruppi Bancari Sede

Dettagli

AGOS DUCATO S.p.A. III PILASTRO DI BASILEA 2

AGOS DUCATO S.p.A. III PILASTRO DI BASILEA 2 AGOS DUCATO S.p.A. III PILASTRO DI BASILEA 2 Informativa al pubblico sui requisiti patrimoniali individuali al 31 dicembre 2014 INDICE INTRODUZIONE... 3 TAVOLA 1 ADEGUATEZZA PATRIMONIALE... 4 INFORMATIVA

Dettagli

SCHEDA PRODOTTO TASSI/CEDOLE. Semestrale, al 01 maggio e 01 novembre sino al 01/11/2021 incluso. PREZZO/QUOTAZIONE

SCHEDA PRODOTTO TASSI/CEDOLE. Semestrale, al 01 maggio e 01 novembre sino al 01/11/2021 incluso. PREZZO/QUOTAZIONE Emittente Rating Emittente Denominazione delle Obbligazioni Codice ISIN Grado di Subordinazione del Prestito Autorizzazione all emissione Ammontare totale del prestito Valore Nominale e Taglio Minimo Periodo

Dettagli

BANCA DI CREDITO COOPERATIVO

BANCA DI CREDITO COOPERATIVO BANCA DI CREDITO COOPERATIVO DI CASALGRASSO E SANT ALBANO STURA SOCIETÀ COOPERATIVA in qualità di Emittente CONDIZIONI DEFINITIVE ALLA NOTA INFORMATIVA SUL PRESTITO OBBLIGAZIONARIO BCC Casalgrasso S.Albano

Dettagli

Dati e qualifica soggetto incaricato dell offerta fuori sede

Dati e qualifica soggetto incaricato dell offerta fuori sede Cassa Lombarda S.p.A. Pagina 1 di 5 FOGLIO INFORMATIVO PRESTITO TITOLI INFORMAZIONI SULLA BANCA Denominazione e forma giuridica: CASSA LOMBARDA SPA Sede legale: Via Alessandro Manzoni, 12/14 20121 MILANO

Dettagli

CASSA DI RISPARMIO DI BOLZANO S.p.A. SÜDTIROLER SPARKASSE AG

CASSA DI RISPARMIO DI BOLZANO S.p.A. SÜDTIROLER SPARKASSE AG CASSA DI RISPARMIO DI BOLZANO S.p.A. SÜDTIROLER SPARKASSE AG Società iscritta all Albo delle Banche Capogruppo del Gruppo Bancario Cassa di Risparmio di Bolzano iscritto all Albo dei Gruppi Bancari Sede

Dettagli

DIRETTIVA 2007/14/CE DELLA COMMISSIONE

DIRETTIVA 2007/14/CE DELLA COMMISSIONE 9.3.2007 Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 69/27 DIRETTIVE DIRETTIVA 2007/14/CE DELLA COMMISSIONE dell 8 marzo 2007 che stabilisce le modalità di applicazione di talune disposizioni della direttiva

Dettagli

Ministero dell Economia e delle Finanze

Ministero dell Economia e delle Finanze Elenco completo periodici in abbonamento 20 giugno 2013 Ver. 1.0 Ministero dell Economia e delle Finanze Ufficio per il coordinamento tecnico logistico Biblioteca e ufficio di documentazione del DT Sommario

Dettagli

Banca Intesa PROSPETTO DI QUOTAZIONE

Banca Intesa PROSPETTO DI QUOTAZIONE Banca Intesa PROSPETTO DI QUOTAZIONE RELATIVO ALL AMMISSIONE ALLA QUOTAZIONE DI WARRANT BANCA INTESA S.p.A. VALIDI PER VENDERE A BANCA INTESA AZIONI ORDINARIE O AZIONI DI RISPARMIO BANCA COMMERCIALE ITALIANA

Dettagli

Comunicazione n. 0090430 del 24-11-2015

Comunicazione n. 0090430 del 24-11-2015 Comunicazione n. 0090430 del 24-11-2015 OGGETTO: Decreti legislativi nn. 180 e 181 del 16 novembre 2015 di recepimento della direttiva 2014/59/UE. Prestazione dei servizi e delle attività di investimento,

Dettagli

BANCA DI CESENA CREDITO COOPERATIVO DI CESENA E RONTA SOCIETA COOPERATIVA

BANCA DI CESENA CREDITO COOPERATIVO DI CESENA E RONTA SOCIETA COOPERATIVA BANCA DI CESENA CREDITO COOPERATIVO DI CESENA E RONTA SOCIETA COOPERATIVA CONDIZIONI DEFINITIVE della NOTA INFORMATIVA BANCA DI CESENA OBBLIGAZIONI A TASSO FISSO Banca di Cesena 01/02/2010-01/02/2013 TF

Dettagli

MODELLO DELLE CONDIZIONI DEFINITIVE BANCA DI CREDITO COOPERATIVO DI LESMO in qualità di Emittente

MODELLO DELLE CONDIZIONI DEFINITIVE BANCA DI CREDITO COOPERATIVO DI LESMO in qualità di Emittente MODELLO DELLE CONDIZIONI DEFINITIVE BANCA DI CREDITO COOPERATIVO DI LESMO in qualità di Emittente Società Cooperativa con sede legale in Lesmo (MB), Piazza Dante 21/22 Iscritta: all Albo delle Banche al

Dettagli

CONDIZIONI DEFINITIVE

CONDIZIONI DEFINITIVE Credito Cooperativo ravennate e imolese Soc. coop. Sede e Direzione Generale: Piazza della Libertà,14 48018 Faenza (RA) Iscritta all Albo delle Banche al n. 5387 Codice ABI: 8542-3 Capitale sociale Euro

Dettagli

CASSA DI RISPARMIO DI BOLZANO S.p.A. SÜDTIROLER SPARKASSE AG

CASSA DI RISPARMIO DI BOLZANO S.p.A. SÜDTIROLER SPARKASSE AG CASSA DI RISPARMIO DI BOLZANO S.p.A. SÜDTIROLER SPARKASSE AG Società iscritta all Albo delle Banche Capogruppo del Gruppo Bancario Cassa di Risparmio di Bolzano iscritto all Albo dei Gruppi Bancari Sede

Dettagli

WWW.BCCSIGNA.IT. Prospetto di Base

WWW.BCCSIGNA.IT. Prospetto di Base WWW.BCCSIGNA.IT Società Cooperativa con sede legale in Signa (Fi), piazza Michelacci n. 1 Iscritta all Albo delle Banche al n. 3555 all Albo delle Società Cooperative al n. A158258 e al Registro delle

Dettagli

PRESTITO OBBLIGAZIONARIO CODICE ISIN IT0004471485 DENOMINATO Banca Popolare Pugliese s.c.p.a. 2009/2013 Tasso Fisso 2,50 Serie 257

PRESTITO OBBLIGAZIONARIO CODICE ISIN IT0004471485 DENOMINATO Banca Popolare Pugliese s.c.p.a. 2009/2013 Tasso Fisso 2,50 Serie 257 Società Cooperativa per Azioni * Codice ABI 05262.1 Sede Legale: 73052 Parabita (Le) Via Provinciale per Matino, 5 Sede Amministrativa e Direzione Generale: 73046 Matino (Le) Via Luigi Luzzatti, 8 Partita

Dettagli

CONDIZIONI DEFINITIVE

CONDIZIONI DEFINITIVE CONDIZIONI DEFINITIVE RELATIVO AL PROGRAMMA DI OFFERTA DI OBBLIGAZIONI DENOMINATE: CASSA DI RISPARMIO DI FERRARA S.P.A. STEP UP PRESTITO OBBLIGAZIONARIO CASSA DI RISPARMIO DI FERRARA S.P.A. STEP UP Cassa

Dettagli

Università Commerciale Luigi Bocconi Econpubblica Centre for Research on the Public Sector SHORT NOTES SERIES

Università Commerciale Luigi Bocconi Econpubblica Centre for Research on the Public Sector SHORT NOTES SERIES Università Commerciale Luigi Bocconi Econpubblica Centre for Research on the Public Sector SHORT NOTES SERIES L ltalia è un Paese con alto costo del lavoro? Giampaolo Arachi Massimo D Antoni Short note

Dettagli

- CASSA DI RISPARMIO DI LORETO S.P.A. OBBLIGAZIONI ZERO COUPON

- CASSA DI RISPARMIO DI LORETO S.P.A. OBBLIGAZIONI ZERO COUPON CONDIZIONI DEFINITIVE ZERO COUPON CONDIZIONI DEFINITIVE della NOTA INFORMATIVA relativa al programma di prestiti obbligazionari denominato CARILO - CASSA DI RISPARMIO DI LORETO S.P.A. OBBLIGAZIONI ZERO

Dettagli

Gazzetta ufficiale delle Comunità europee. (Atti per i quali la pubblicazione è una condizione di applicabilità)

Gazzetta ufficiale delle Comunità europee. (Atti per i quali la pubblicazione è una condizione di applicabilità) L 83/1 I (Atti per i quali la pubblicazione è una condizione di applicabilità) REGOLAMENTO (CE) N. 659/1999 DEL CONSIGLIO del 22 marzo 1999 recante modalità di applicazione dell articolo 93 del trattato

Dettagli

BANCA POPOLARE DI VICENZA 537.A EMISSIONE

BANCA POPOLARE DI VICENZA 537.A EMISSIONE Società cooperativa per azioni Sede sociale: Vicenza, Via Btg. Framarin n. 18 Iscritta al n. 1515 dell Albo delle Banche e dei Gruppi Bancari, codice ABI 5728.1 Capogruppo del Gruppo Banca Popolare di

Dettagli

Allegato 1 Confronto precedente e nuova disciplina dettata dalla Banca d'italia

Allegato 1 Confronto precedente e nuova disciplina dettata dalla Banca d'italia Allegato 1 Confronto precedente e nuova disciplina dettata dalla Banca d'talia struzioni di vigilanza per gli intermediari finanziari iscritti nell elenco speciale (Circ. Banca d talia 216 del 5 agosto

Dettagli

Osservazioni relative alle proposte di modifica del TUF

Osservazioni relative alle proposte di modifica del TUF Risposta ABI alla consultazione del Dipartimento del Tesoro sullo schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2009/65/CE, concernente il coordinamento delle disposizioni legislative,

Dettagli

CONDIZIONI DEFINITIVE ALLA NOTA INFORMATIVA SUI PRESTITI OBBLIGAZIONARI RICONDUCIBILI ALLA TIPOLOGIA A TASSO VARIABILE con FLOOR

CONDIZIONI DEFINITIVE ALLA NOTA INFORMATIVA SUI PRESTITI OBBLIGAZIONARI RICONDUCIBILI ALLA TIPOLOGIA A TASSO VARIABILE con FLOOR CONDIZIONI DEFINITIVE ALLA NOTA INFORMATIVA SUI PRESTITI OBBLIGAZIONARI RICONDUCIBILI ALLA TIPOLOGIA A TASSO VARIABILE con FLOOR Bancasciano Credito Cooperativo - Società Cooperativa in qualità di Emittente

Dettagli

CASSA DI RISPARMIO DI BOLZANO S.p.A. SÜDTIROLER SPARKASSE AG

CASSA DI RISPARMIO DI BOLZANO S.p.A. SÜDTIROLER SPARKASSE AG CASSA DI RISPARMIO DI BOLZANO S.p.A. SÜDTIROLER SPARKASSE AG Società iscritta all Albo delle Banche Capogruppo del Gruppo Bancario Cassa di Risparmio di Bolzano iscritto all Albo dei Gruppi Bancari Sede

Dettagli

CONDIZIONI DEFINITIVE ALLA NOTA INFORMATIVA SUL PROGRAMMA DI EMISSIONE

CONDIZIONI DEFINITIVE ALLA NOTA INFORMATIVA SUL PROGRAMMA DI EMISSIONE Sede sociale: Piazza Dalle Fratte, 1 - Lozzo Atestino 35034 - PADOVA Iscritta all Albo delle Banche al n. 905.0.0 Iscritta all'albo Società Cooperative n. A161280 Capitale sociale Euro 94.799,52 al 31.12.2010

Dettagli

CASSA DI RISPARMIO DI BOLZANO S.p.A. SÜDTIROLER SPARKASSE AG

CASSA DI RISPARMIO DI BOLZANO S.p.A. SÜDTIROLER SPARKASSE AG CASSA DI RISPARMIO DI BOLZANO S.p.A. SÜDTIROLER SPARKASSE AG Società iscritta all Albo delle Banche Capogruppo del Gruppo Bancario Cassa di Risparmio di Bolzano iscritto all Albo dei Gruppi Bancari Sede

Dettagli

Traduzione 1 Convenzione istitutiva dell Organizzazione di cooperazione e di sviluppo economici

Traduzione 1 Convenzione istitutiva dell Organizzazione di cooperazione e di sviluppo economici Traduzione 1 Convenzione istitutiva dell Organizzazione di cooperazione e di sviluppo economici 0.970.4 Conchiusa a Parigi il 14 dicembre 1960 Approvata dall Assemblea federale il 14 giugno 1961 2 Ratificata

Dettagli

CONDIZIONI DEFINITIVE

CONDIZIONI DEFINITIVE Credito Cooperativo ravennate e imolese Soc. Coop. Sede e Direzione Generale: Piazza della Libertà,14 48018 Faenza (RA) Iscritta all Albo delle Banche al n. 5387 Codice ABI: 8542-3 Capitale sociale Euro

Dettagli

CONDIZIONI DEFINITIVE alla NOTA INFORMATIVA SUL PROGRAMMA

CONDIZIONI DEFINITIVE alla NOTA INFORMATIVA SUL PROGRAMMA SEZIONE 4 Società per Azioni CONDIZIONI DEFINITIVE alla NOTA INFORMATIVA SUL PROGRAMMA "BANCA CRV CASSA DI RISPARMIO DI VIGNOLA S.p.A. OBBLIGAZIONI A TASSO FISSO BANCA CRV CASSA DI RISPARMIO DI VIGNOLA

Dettagli

CONDIZIONI DEFINITIVE

CONDIZIONI DEFINITIVE CONDIZIONI DEFINITIVE RELATIVO AL PROGRAMMA DI OFFERTA DI OBBLIGAZIONI DENOMINATE: CASSA DI RISPARMIO DI FERRARA S.P.A. STEP UP PRESTITO OBBLIGAZIONARIO CASSA DI RISPARMIO DI FERRARA S.P.A. STEP UP Cassa

Dettagli

Comunicazione n. DEM/11012984 del 24-2-2011

Comunicazione n. DEM/11012984 del 24-2-2011 1 Comunicazione n. DEM/11012984 del 24-2-2011 OGGETTO: Richieste di informazioni ai sensi dell articolo 114, comma 5, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, in materia di indennità per scioglimento

Dettagli

La moneta. La definizione di moneta esula dalla forma fisica assunta dalla stessa.

La moneta. La definizione di moneta esula dalla forma fisica assunta dalla stessa. La moneta La definizione di moneta esula dalla forma fisica assunta dalla stessa. ECONOMIA MONETARIA E FINANZIARIA La moneta e le istituzioni monetarie Le forme fisiche assunte dalla moneta sono diverse,

Dettagli

CONDIZIONI DEFINITIVE ALLA NOTA INFORMATIVA SUL PROGRAMMA DI EMISSIONE

CONDIZIONI DEFINITIVE ALLA NOTA INFORMATIVA SUL PROGRAMMA DI EMISSIONE Sede sociale: Piazza Dalle Fratte, 1 Lozzo Atestino 35034 PADOVA Iscritta all Albo delle Banche al n. 905.0.0 Iscritta all Albo Società Cooperative n. A161280 Capitale sociale Euro 91.022,40 al 31.12.2009

Dettagli

CONDIZIONI DEFINITIVE Per il programma di emissione denominato

CONDIZIONI DEFINITIVE Per il programma di emissione denominato 10 - Allegato 1A Modello delle condizioni definitive Emil Banca Obbligazioni Tasso Fisso Emil Banca - Credito Cooperativo s.c. Credito Cooperativo in qualità di Emittente e Responsabile del Collocamento

Dettagli

BancAssurance Popolari S.p.A.

BancAssurance Popolari S.p.A. BancAssurance Popolari S.p.A. Sede Legale: Via Calamandrei, 255-52100 AREZZO Sede Amministrativa: Via F. De Sanctis, 11 00195 ROMA Impresa autorizzata all esercizio delle assicurazioni con provvedimento

Dettagli

CONDIZIONI DEFINITIVE

CONDIZIONI DEFINITIVE Società cooperativa per azioni Sede sociale e Direzione Generale in Corso Cavour 19, 70122 Bari Partita IVA, Cod. Fiscale e iscrizione al Registro imprese di Bari n. 00254030729 Albo aziende creditizie

Dettagli

CONDIZIONI DEFINITIVE

CONDIZIONI DEFINITIVE Cassa Rurale della Valle dei Laghi - Banca di Credito Cooperativo - Società Cooperativa Sede legale e amministrativa in Padergnone 38070 Via Nazionale 7 Iscritta all albo delle banche tenuto dalla Banca

Dettagli

CONDIZIONI DEFINITIVE alla NOTA INFORMATIVA RELATIVA ALL EMISSIONE "BANCA CASSA DI RISPARMIO DI SAVIGLIANO S.P.A. OBBLIGAZIONI A TASSO FISSO"

CONDIZIONI DEFINITIVE alla NOTA INFORMATIVA RELATIVA ALL EMISSIONE BANCA CASSA DI RISPARMIO DI SAVIGLIANO S.P.A. OBBLIGAZIONI A TASSO FISSO CONDIZIONI DEFINITIVE alla NOTA INFORMATIVA RELATIVA ALL EMISSIONE "BANCA CASSA DI RISPARMIO DI SAVIGLIANO S.P.A. OBBLIGAZIONI A TASSO FISSO" BANCA C.R.S. T.F. 2,85% 2012/2014 146em., ISIN IT0004813561

Dettagli

MODELLO DELLE CONDIZIONI DEFINITIVE DEL PROGRAMMA DI EMISSIONE DI OBBLIGAZIONI BANCA DI IMOLA A TASSO FISSO

MODELLO DELLE CONDIZIONI DEFINITIVE DEL PROGRAMMA DI EMISSIONE DI OBBLIGAZIONI BANCA DI IMOLA A TASSO FISSO MODELLO DELLE CONDIZIONI DEFINITIVE DEL PROGRAMMA DI EMISSIONE DI OBBLIGAZIONI BANCA DI IMOLA A TASSO FISSO Sede sociale e Direzione Generale: Imola, Via Emilia n. 196 Capitale Sociale 7.668.082,80 Euro

Dettagli

Condizioni Definitive alla Nota Informativa per l offerta di Banco di Sardegna S.p.A. Obbligazioni a Tasso Fisso

Condizioni Definitive alla Nota Informativa per l offerta di Banco di Sardegna S.p.A. Obbligazioni a Tasso Fisso BANCO DI SARDEGNA S.P.A. Sede legale: Cagliari - Viale Bonaria 33 Sede amministrativa e Direzione generale: Sassari - Viale Umberto 36 Capitale sociale euro 155.247.762,00 i.v. Cod. fisc. e num. iscriz.

Dettagli

La Banca Centrale e la politica monetaria. Economia degli Intermediari Finanziari 6 maggio 2009 A.A. 2008-2009

La Banca Centrale e la politica monetaria. Economia degli Intermediari Finanziari 6 maggio 2009 A.A. 2008-2009 La Banca Centrale e la politica monetaria Economia degli Intermediari Finanziari 6 maggio 2009 A.A. 2008-2009 La politica monetaria (1) La politica monetaria, insieme alla politica dei redditi e di bilancio,

Dettagli

Carilo - Cassa di Risparmio di Loreto SpA Tasso Fisso 2,00% 2010/2013

Carilo - Cassa di Risparmio di Loreto SpA Tasso Fisso 2,00% 2010/2013 CONDIZIONI DEFINITIVE della NOTA INFORMATIVA relativa al programma di prestiti obbligazionari denominato CARILO - CASSA DI RISPARMIO DI LORETO S.P.A. OBBLIGAZIONI A TASSO FISSO CON EVENTUALE FACOLTA DI

Dettagli

Copia della presente Policy è a disposizione della clientela presso tutte le Filiali e nel sito della Banca www.bancadiimola.it

Copia della presente Policy è a disposizione della clientela presso tutte le Filiali e nel sito della Banca www.bancadiimola.it INFORMATIVA SULLA TRATTAZIONE DELLE AZIONI EMESSE DALLA BANCA DI IMOLA S.P.A (Titolo illiquido ai sensi della Comunicazione Consob n. 9019104 del 2 marzo 2009) Copia della presente Policy è a disposizione

Dettagli

POLICY DI CLASSIFICAZIONE DELLA CLIENTELA. Versione 9.0 del 09/03/2015. Aggiornata dal CDA nella seduta del 30/03/2015

POLICY DI CLASSIFICAZIONE DELLA CLIENTELA. Versione 9.0 del 09/03/2015. Aggiornata dal CDA nella seduta del 30/03/2015 POLICY DI CLASSIFICAZIONE DELLA CLIENTELA Versione 9.0 del 09/03/2015 Aggiornata dal CDA nella seduta del 30/03/2015 1 INDICE PREMESSA, FONTI NORMATIVE ED OBIETTIVO DEL DOCUMENTO... 3 1. CATEGORIE DI CLIENTELA...

Dettagli

CONDIZIONI DEFINITIVE DEL PRESTITO OBBLIGAZIONARIO CASSA PADANA TASSO VARIABILE

CONDIZIONI DEFINITIVE DEL PRESTITO OBBLIGAZIONARIO CASSA PADANA TASSO VARIABILE A.9 MODELLO DELLE CONDIZIONI DEFINITIVE CASSA PADANA Banca di Credito Cooperativo, Società Cooperativa in qualità di Emittente CONDIZIONI DEFINITIVE DEL PRESTITO OBBLIGAZIONARIO CASSA PADANA TASSO VARIABILE

Dettagli

B.S.G.Q.V.A. TASSO FISSO 158^ EMISSIONE/2012 15/03/2014

B.S.G.Q.V.A. TASSO FISSO 158^ EMISSIONE/2012 15/03/2014 ALLEGATO 2C - MODELLO DELLE CONDIZIONI DEFINITIVE OBBLIGAZIONI A TASSO FISSO Banca San Giorgio Quinto Valle Agno - Società Cooperativa Sede sociale in Via Perlena, 78-36030 Fara Vicentino (VI) Iscritta

Dettagli

VISTO il Regolamento del Consiglio delle Comunità Europee n. 4064/89 del 21 dicembre 1989;

VISTO il Regolamento del Consiglio delle Comunità Europee n. 4064/89 del 21 dicembre 1989; Provvedimento n. 1 del 5aprile 1993 BANCO DI SARDEGNA Spa / BANCA POPOLARE DI SASSARI Scrl / CASSA COMUNALE DI CREDITO AGRARIO DI SAMATZAI / CASSA COMUNALE DI CREDITO AGRARIO DI PIMENTEL VISTA la legge

Dettagli

CONDIZIONI DEFINITIVE alla NOTA INFORMATIVA RELATIVA ALL EMISSIONE "BANCA CASSA DI RISPARMIO DI SAVIGLIANO S.P.A. OBBLIGAZIONI A TASSO FISSO"

CONDIZIONI DEFINITIVE alla NOTA INFORMATIVA RELATIVA ALL EMISSIONE BANCA CASSA DI RISPARMIO DI SAVIGLIANO S.P.A. OBBLIGAZIONI A TASSO FISSO CONDIZIONI DEFINITIVE alla NOTA INFORMATIVA RELATIVA ALL EMISSIONE "BANCA CASSA DI RISPARMIO DI SAVIGLIANO S.P.A. OBBLIGAZIONI A TASSO FISSO" BANCA C.R.S. T.F. 3% 2012/2015 149em., ISIN IT0004845647 NELL

Dettagli

Foglio Informativo AnSe

Foglio Informativo AnSe Foglio Informativo AnSe Anno 2015 - Numero 12 14 settembre 2015 Anno13 - Numero 2013 ANSE Associazione Nazionale Seniores Enel Viale Regina Margherita, 125-00198 ROMA Tel. 0683057390-0683057422 Fax 0683057440

Dettagli

CONDIZIONI DEFINITIVE

CONDIZIONI DEFINITIVE Sede sociale e Direzione Generale: Imola, Via Emilia n. 196 Capitale Sociale 21.908.808,00 Euro interamente versato Banca iscritta all Albo delle Banche al n. 1332.6.0 Iscrizione al Registro delle Imprese

Dettagli

Le presenti condizioni definitive sono state trasmesse in Consob in data 7 giugno 2010.

Le presenti condizioni definitive sono state trasmesse in Consob in data 7 giugno 2010. MODELLO DELLE CONDIZIONI DEFINITIVE BANCA VERSILIA LUNIGIANA E GARFAGNANA CREDITO COOPERATIVO - SOCIETÀ COOPERATIVA in qualità di Emittente e di Responsabile del Collocamento Società Cooperativa con sede

Dettagli

CONDIZIONI DEFINITIVE aggiornate il 20/01/2009

CONDIZIONI DEFINITIVE aggiornate il 20/01/2009 Credito Cooperativo ravennate e imolese Soc. Coop. Sede e Direzione Generale: Piazza della Libertà,14 48018 Faenza (RA) Iscritta all Albo delle Banche al n. 5387 Codice ABI: 8542-3 Capitale sociale Euro

Dettagli

AZIMUT SGR SpA PARTE I DEL PROSPETTO INFORMATIVO CARATTERISTICHE DEI FONDI E MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE

AZIMUT SGR SpA PARTE I DEL PROSPETTO INFORMATIVO CARATTERISTICHE DEI FONDI E MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE AZIMUT SGR SpA AZIMUT GARANZIA AZIMUT REDDITO EURO AZIMUT REDDITO USA AZIMUT TREND TASSI AZIMUT SOLIDITY AZIMUT SCUDO AZIMUT BILANCIATO AZIMUT STRATEGIC TREND AZIMUT TREND AMERICA AZIMUT TREND EUROPA AZIMUT

Dettagli

Consultazione pubblica

Consultazione pubblica Consultazione pubblica sull approccio da adottare per il riconoscimento dei sistemi di tutela istituzionale a fini prudenziali Guida 1 Introduzione 1. Il documento di consultazione espone l approccio che

Dettagli

CONDIZIONI DEFINITIVE

CONDIZIONI DEFINITIVE f Credito Cooperativo ravennate e imolese Soc. Coop. Sede e Direzione Generale: Piazza della Libertà,14 48018 Faenza (RA) Iscritta all Albo delle Banche al n. 5387 Codice ABI: 8542-3 Capitale sociale Euro

Dettagli

Caratteristiche e rischi tipici

Caratteristiche e rischi tipici Foglio N. 6.06.0.MC informativo Redatto in ottemperanza alla deliberazione CICR del 4 marzo 2003, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n 72 del 27 marzo del 2003 e delle Istruzioni di Vigilanza emanate

Dettagli

NATURA E CARATTERISTICHE DEGLI STRUMENTI FINANZIARI

NATURA E CARATTERISTICHE DEGLI STRUMENTI FINANZIARI CHE COS È IL SISTEMA FINANZIARIO? È l insieme organizzato di mercati, intermediari e strumenti finanziari Il suo funzionamento avviene in un contesto di regole e controlli: la quarta componente strutturale

Dettagli

BANCA DI CESENA CREDITO COOPERATIVO DI CESENA E RONTA SOCIETA COOPERATIVA

BANCA DI CESENA CREDITO COOPERATIVO DI CESENA E RONTA SOCIETA COOPERATIVA BANCA DI CESENA CREDITO COOPERATIVO DI CESENA E RONTA SOCIETA COOPERATIVA CONDIZIONI DEFINITIVE della NOTA INFORMATIVA BANCA DI CESENA OBBLIGAZIONI A TASSO FISSO Banca di Cesena 24/01/2011 24/01/2014 TF

Dettagli

CONDIZIONI DEFINITIVE Per il programma di emissione denominato

CONDIZIONI DEFINITIVE Per il programma di emissione denominato 10 - Allegato 1A Modello delle condizioni definitive Emil Banca Obbligazioni Tasso Fisso Emil Banca - Credito Cooperativo s.c. in qualità di Emittente e Responsabile del Collocamento Denominazione: EMIL

Dettagli

CONDIZIONI DEFINITIVE ALLA NOTA INFORMATIVA SUL PROGRAMMA Banca di Anghiari e Stia - Tasso Fisso

CONDIZIONI DEFINITIVE ALLA NOTA INFORMATIVA SUL PROGRAMMA Banca di Anghiari e Stia - Tasso Fisso Banca di Anghiari e Stia Credito Cooperativo Società Cooperativa in qualità di Emittente CONDIZIONI DEFINITIVE ALLA NOTA INFORMATIVA SUL PROGRAMMA Banca di Anghiari e Stia - Tasso Fisso Banca di Anghiari

Dettagli

CONDIZIONI DEFINITIVE

CONDIZIONI DEFINITIVE CONDIZIONI DEFINITIVE RELATIVO AL PROGRAMMA DI OFFERTA DI OBBLIGAZIONI DENOMINATE: CASSA DI RISPARMIO DI FERRARA S.P.A. A TASSO FISSO PRESTITO OBBLIGAZIONARIO CASSA DI RISPARMIO DI FERRARA S.P.A. A TASSO

Dettagli

CONDIZIONI DEFINITIVE ALLA NOTA INFORMATIVA SUL PROGRAMMA Banca di Anghiari e Stia Zero Coupon

CONDIZIONI DEFINITIVE ALLA NOTA INFORMATIVA SUL PROGRAMMA Banca di Anghiari e Stia Zero Coupon Banca di Anghiari e Stia Credito Cooperativo Società Cooperativa in qualità di Emittente CONDIZIONI DEFINITIVE ALLA NOTA INFORMATIVA SUL PROGRAMMA Banca di Anghiari e Stia Zero Coupon Banca di Anghiari

Dettagli

COVIP Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione

COVIP Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione COVIP Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione AUDIZIONE COVIP (Presidente facente funzione dott. Bruno Mangiatordi) TESTO DELL'INTERVENTO Indagine conoscitiva sulla crisi finanziaria internazionale

Dettagli

REGOLAMENTO DEL FONDO INTERNO MULTISTRATEGY 2007

REGOLAMENTO DEL FONDO INTERNO MULTISTRATEGY 2007 REGOLAMENTO DEL FONDO INTERNO MULTISTRATEGY 2007 Art.1 - Aspetti generali Al fine di adempiere agli obblighi assunti nei confronti del Contraente in base alle Condizioni di Polizza, l Impresa ha costituito

Dettagli