6.3 La decadenza dall impugnazione e procedura di intimazione del licenziamento per giustificato motivo oggettivo

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "6.3 La decadenza dall impugnazione e procedura di intimazione del licenziamento per giustificato motivo oggettivo"

Transcript

1 L impugnazione e la revoca del licenziamento 6.3 La decadenza dall impugnazione e procedura di intimazione del licenziamento per giustificato motivo oggettivo Nel precedente Cap. 4, si è visto che nel caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, il datore di lavoro con più di quindici dipendenti (rectius, con i requisiti dimensionali di cui all art. 18, comma 8, L. 300/1970, su cui v. Cap. 7), è tenuto ad attivare la procedura conciliativa disciplinata dall art. 7 della L. 604/1966, che vede il coinvolgimento di un soggetto terzo, quale è la commissione provinciale di conciliazione (art. 410 c.p.c.) presso la Direzione territoriale del lavoro (DTL). Si ricorda che detta procedura non trova applicazione per i licenziamenti per giustificato motivo oggettivo soggetti al nuovo regime sanzionatorio del D.Lgs. 23/2015. Tale procedura prevede, per quanto qui rileva, «due» comunicazioni di licenziamento. La prima (comma 2) è indirizzata alla DTL e per conoscenza al lavoratore, con cui il datore di lavoro: dichiara l intenzione di procedere al licenziamento per motivo oggettivo; indica i motivi del licenziamento; indica le eventuali misure di assistenza alla ricollocazione del lavoratore interessato. La seconda (comma 6) segue al fallimento del tentativo di conciliazione ovvero al vano decorso del termine di sette giorni entro il quale la DTL deve convocare le parti al fine di raggiungere un accordo. Incertezze e diversità di pronunce, si sono registrate nella pratica giudiziaria, con riferimento a quale delle due comunicazioni il lavoratore deve impugnare al fine di evitare il maturarsi della decadenza. Le «comunicazioni» della procedura ex art. 7 L. 604/1966 Orientamenti della giurisprudenza di merito Secondo una prima impostazione «nel caso in cui la comunicazione ex art. 7 comma 1 della L. 604/1966 contenga un obiettiva volontà risolutoria e sia stata ritualmente impugnata dal lavoratore, a nulla vale la mancata impugnativa nei termini della successiva comunicazione ex art. 7, comma 6, della stessa legge, con la conseguenza che il lavoratore non può considerarsi decaduto dall impugnativa del licenziamento» (ordinanza del Tribunale di Ravenna 6 marzo 2013). Meritano però di essere segnalate anche due sentenze del Tribunale di Padova (22 maggio e 13 giugno del 2014), secondo cui «il lavoratore decade dall impugnazione se si limita a contestare la lettera con cui il datore di lavoro ha espresso la mera intenzione di procedere al futuro licenziamento e non quella di vero e proprio licenziamento inviata a seguito dell esperimento dell incombente conciliativo». A parere dei giudici di merito la lettera che il datore di lavoro indirizza alla Direzione territoriale del lavoro e al lavoratore non costituisce un atto impugna- 195

2 Capitolo 6 bile in quanto non rappresenta il vero e proprio licenziamento, ma la semplice intenzione di procedere allo stesso, sicché esso è un atto privo di effetti estintivi del rapporto di lavoro. Appare pertanto evidente che la procedura introdotta dalla riforma Fornero ha aperto la strada ad un «nuovo» contenzioso, dai risultati completamente incerti e dagli effetti oltremodo dirompenti. 6.4 Le conseguenze derivanti dalla decadenza dell impugnazione Impugnazione, decadenza e Nel diritto del lavoro molteplici sono i diritti sottratti alla disponibilità delle parti. disponibilità dei diritti L art c.c. stabilisce espressamente che: «la decadenza non può essere rilevata d ufficio dal giudice, salvo che, trattandosi di materia sottratta alla disponibilità delle parti, il giudice debba rilevare le cause di improponibilità dell azione». La decadenza prevista dall art. 6 della L. 604/1966 attiene, secondo la giurisprudenza, ad un diritto disponibile del lavoratore, con la conseguenza che essa non possa essere rilevata d ufficio dal giudice. L apporto dato dalla giurisprudenza costituzionale e di legittimità in tema di rispetto del termine di decadenza ex art. 6 L. 604/1966, è nella materia de qua maggiormente sentita, stante le ripercussioni gravi che dalla mancata impugnativa del licenziamento possono derivare al lavoratore. Strumenti risarcitori ordinari In tali circostanze ci si è chiesti se fosse comunque consentito al lavoratore utilizzare gli strumenti risarcitori ordinari, ossia se lo stesso avesse comunque titolo per chiedere ed ottenere il risarcimento del danno secondo il diritto comune. Secondo un risalente indirizzo giurisprudenziale «nell ipotesi di licenziamento illegittimo, qualora si sia verificata la decadenza dall impugnazione è concesso al lavoratore di esperire la normale azione risarcitoria in base ai principi generali che governano questa azione, sempre che ne ricorrano (e siano dal lavoratore allegati) i relativi presupposti» (Cass. 2 marzo 1999, n. 1757). Si è in proposito anche sostenuto che il fatto costitutivo generatore della pretesa fatta valere in giudizio dal lavoratore è l inadempimento del datore di lavoro di guisa che il regime di tutela si risolve, fermo il fatto costitutivo, in una questione di scelta della norma giuridica da applicare (la disciplina speciale sui licenziamenti oppure le norme codicistiche generali) che come tale è passibile di mutamento ad opera delle stesse parti o anche del giudice, senza che ciò determini una modifica della causa pretendi (Cass. 23 dicembre 2000, n ). L orientamento più recente è invece di senso contrario e si fonda essenzialmente sulle seguenti argomentazioni, riportate nella sentenza della Cassazione n del 9 marzo 2007, che fa proprie, specificandole, quelle espresse dalla Suprema Corte con sentenza n /

3 L impugnazione e la revoca del licenziamento Ad avviso della Corte, l ordinamento prevede per la risoluzione del rapporto di lavoro una disciplina speciale, del tutto diversa da quella ordinaria, all interno della quale, e nelle relative aree, il legislatore ha previsto un termine di decadenza per l impugnazione del licenziamento da parte del lavoratore «a garanzia della certezza della situazione di fatto determinata dal recesso datoriale, ritenendo tale certezza valore preminente rispetto a quello della legittimità del licenziamento». Pertanto, se il lavoratore non impugna il licenziamento entro il predetto termine decadenziale perde il diritto di far accertare in sede giudiziale l illegittimità del recesso e di conseguire il risarcimento del danno nella misura prevista dalle leggi speciali, né il giudice può conoscere di tale illegittimità per ricollegare, di per sé, al recesso conseguenze risarcitorie di diritto comune. In sostanza, la decadenza «impedisce al lavoratore di richiedere il risarcimento del danno secondo le norme codicistiche ordinarie, nella misura in cui non consente di far accertare in sede giudiziale la illegittimità del licenziamento». Partendo da tali presupposti, poiché l inadempimento il dedotto recesso illegittimo «costituisce il presupposto del risarcimento dovuto dal contraente inadempiente ai sensi dell art c.c., l impossibilità di tale accertamento esclude anche la possibilità di riconnettere al preteso inadempimento del datore di lavoro l obbligazione risarcitoria in favore del lavoratore». Sul piano della responsabilità extracontrattuale, è stato rilevato che pur ammettendosi che «la mancata impugnazione del licenziamento nel termine di decadenza non comporta la liceità del recesso del datore di lavoro», tale circostanza non può determinare come «unica conseguenza» l esclusione della tutela speciale. Se il legislatore ha attribuito «valore preminente alla certezza della situazione di fatto scaturita dalla decadenza e se il giudice, a seguito di questa, non può conoscere della eventuale illegittimità del licenziamento, appare evidente che neppure può conoscere di tale illegittimità al fine di integrare, di per sé, la illiceità del comportamento del datore di lavoro». In altre parole, il fatto ingiusto posto alla base della pretesa risarcitoria extracontrattuale non può consistere nella semplice illegittimità del licenziamento, non più conoscibile, ma deve integrare un comportamento illecito ulteriore del datore di lavoro ex art c.c., che deve essere allegato e provato dal lavoratore richiedente in base ai principi generali. L art c.c. stabilisce che: «Qualunque fatto doloso o colposo, che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno». La Corte pertanto precisa che «la decadenza dall impugnativa del licenziamento preclude l accertamento giudiziale dell illegittimità del recesso e la tutela risarcitoria di diritto comune, venendo a mancare il necessario presupposto, sia sul piano contrattuale (in quanto l inadempimento del datore di lavoro consista nel recesso illegittimo in base alla disciplina speciale), sia sul piano extracontrattuale (ove il comportamento illecito dello stesso datore consista, in sostanza, proprio e soltanto nella illegittimità del recesso)». 197

4 Capitolo 6 La giurisprudenza ha affermato che: «il termine decadenziale di cui all art. 6, legge n. 604/1966 non è condizione di procedibilità ma, per l appunto, di decadenza dell azione e si riflette, pertanto, sul merito della domanda» (Tribunale di Milano, 1 dicembre 2009); «la decadenza dall impugnativa del licenziamento, individuale o collettivo, preclude l accertamento giudiziale dell illegittimità del recesso e la tutela risarcitoria di diritto comune, venendo a mancare il necessario presupposto, sia sul piano contrattuale, in quanto l inadempimento del datore di lavoro consista nel recesso illegittimo in base alla disciplina speciale, sia sul piano extracontrattuale, ove il comportamento illecito consista proprio, e soltanto, nell illegittimità del recesso» (Cass. 10 giugno 2009, n ). Ma in senso contrario si è affermato che «nell ipotesi di licenziamento illegittimo, qualora si sia verificata la decadenza dall impugnazione è concesso al lavoratore di esperire la normale azione risarcitoria in base ai principi generali della responsabilità contrattuale o extracontrattuale, facendo valere i relativi presupposti, diversi da quelli previsti dalla normativa sui licenziamenti e tali da configurare l atto di recesso come idoneo a determinare un danno risarcibile» (Cass. 10 gennaio 2007, n. 245). Orientamento giurisprudenzialza dall impugnativa del licenziamento non comporta la liceità L orientamento prevalente è dunque nel senso che la decaden- del licenziamento, ma preclude al lavoratore di potersi avvalere della tutela speciale, nonché della tutela risarcitoria di diritto comune. La preclusione riguarda sia l accertamento dell illegittimità del licenziamento sia il risarcimento del danno: tale principio è stato novellamente ribadito dalla Cassazione con sentenza 5 febbraio 2010, n Tale orientamento è stato nuovamente confermato dalla Suprema corte con sentenza 3 marzo 2010, n che ha così statuito: «in caso di mancata impugnazione del licenziamento entro il termine di decadenza previsto dalla legge, il giudice non può conoscere della illegittimità del licenziamento neppure per ricollegare al recesso conseguenze risarcitorie di diritto comune. La decadenza, infatti, impedisce al lavoratore di richiedere il risarcimento del danno secondo le norme codicistiche ordinarie, nella misura in cui non consente di far accertare in sede giudiziale l illegittimità del licenziamento». In tal senso anche la sentenza 19 marzo 2010, n L accettazione del TFR come rinuncia ad impugnare Accade spesso che il lavoratore licenziato sottoscriva un documento con il quale accetta quanto corrispostogli dal datore di lavoro per effetto della cessazione del rapporto di lavoro. Il comportamento evidenziato può essere «usato» dal datore di lavoro nel giudizio di impugnativa del licenziamento al fine di dimostrare che il lavoratore, accettando 198

5 L impugnazione e la revoca del licenziamento le spettanze di fine rapporto, in realtà ha inteso accettare la risoluzione del rapporto di lavoro, rinunziando implicitamente all impugnativa. Innanzitutto, come detto nel precedente paragrafo, si ritiene che il lavoratore possa disporre liberamente del diritto di impugnare il licenziamento potendone fare oggetto di rinunce o transazioni, non trovando applicazione l art c.c. L interesse del lavoratore alla prosecuzione del rapporto di lavoro rientra infatti nell ambito dei diritti disponibili, come è desumibile anche dal fatto che, in mancanza di una tempestiva impugnazione, il licenziamento, ancorché illegittimo consolida i suoi effetti (Cass. 3 ottobre 2000, n ). La giurisprudenza è nel senso che la quietanza a saldo, o liberatoria, che il lavoratore sottoscrive a seguito della risoluzione del rapporto, accettando senza esprimere riserve la liquidazione e le altre spettanze dovutegli, non implicano di per sé l accettazione del recesso datoriale e la rinuncia ad impugnarlo. Del resto, in generale, la cd. quietanza a saldo si risolve, secondo giurisprudenza consolidata, in una dichiarazione di scienza priva di qualsiasi valore negoziale, salvo che un effettiva rinuncia non possa essere desunta dal comportamento complessivo tenuto dal lavoratore. La giurisprudenza ha infatti affermato che «la quietanza a saldo sottoscritta dal lavoratore, che contenga una dichiarazione di rinuncia a maggiori somme riferita, in termini generici, ad una serie di titoli di pretese in astratto ipotizzabili in relazione alla prestazione di lavoro subordinato e alla conclusione del relativo rapporto, può assumere il valore di rinuncia o transazione, che il lavoratore ha l onere di impugnare nel termine di cui all art c.c., alla condizione che risulti accertato, sulla base dell interpretazione del documento o per il concorso di altre specifiche circostanze desumibili «aliunde», che essa sia stata rilasciata con la consapevolezza di diritti determinati od obiettivamente determinabili e con il cosciente intento di abdicarvi o di transigere sui medesimi» (Cass. 18 aprile 2008, n ). Ciò non toglie, tuttavia, che i predetti comportamenti non possano però assumere tale significato negoziale. A tal fine, il giudice deve svolgere un adeguato accertamento Disponibilità del diritto di impugnazione Irrilevanza delle cd. quietanze a saldo Significato negoziale e accertamento anche di altre circostanze che se precise, concordanti e obiettivamente concludenti possono dimostrare l intenzione del lavoratore di accettare l atto risolutivo (Cass. 12 luglio 2002, n ). In ogni caso «la mera accettazione del trattamento di fine rapporto ancorché non accompagnata da alcuna riserva non può essere interpretata, per assoluto difetto di concludenza, come tacita dichiarazione di rinuncia ai diritti derivanti dall illegittimità del licenziamento, non sussistendo alcuna incompatibiltà logica e giuridica tra l accettazione di detto trattamento e la volontà di otte- 199

6 Capitolo 6 nere la dichiarazione di illegittimità del licenziamento, al fine di conseguire l ulteriore diritto alla riassunzione o al risarcimento del danno» (Cass. 21 marzo 2000, n. 3345); «la mera accettazione del trattamento di fine rapporto non integra un comportamento tacito e idoneo a configurare acquiescenza alla cessazione del rapporto, valendo, per contro, l impugnativa del licenziamento illegittimo a configurare ex se la volontà di prosecuzione e ad escludere una risoluzione tacita» (Cass. 15 febbraio 2008, n. 3865). 6.6 La revoca del licenziamento L istituto della revoca del licenziamento è espressamente disciplinato, in modo identico, dall art. 18, comma 10, L. 300/1970 e dall art. 5 D.Lgs. 23/2015. Entro il termine di 15 giorni dalla comunicazione dell impugnazione da parte del lavoratore, il datore di lavoro, infatti, può revocare il recesso. In tal caso il rapporto di lavoro si intende ripristinato senza soluzione di continuità, con diritto del lavoratore alla retribuzione maturata nel periodo precedente alla revoca, e non trovano applicazione i regimi sanzionatori previsti dall art. 18 L. 300/1970 e dal D.Lgs. 23/2015. Appare necessario formulare alcune osservazioni. Il D.Lgs. 23/2015, come si è detto (Cap. 1) e meglio si vedrà al Cap. 7, delinea un nuovo regime sanzionatorio dei licenziamenti illegittimi completo, nel senso che riguarda sia i licenziamenti con un regime unitario a prescindere dai limiti occupazionali del datore di lavoro (es. orali e discriminatori), sia quelli soggetti ad un regime sanzionatorio differenziato in ragione, invece, dei predetti limiti. Pertanto, se l art. 5 dispone espressamente che nel caso di revoca «non trovano applicazione i regimi sanzionatori previsti dal presente decreto», non dovrebbero esservi dubbi che l istituto trovi applicazione sia per le imprese medio/grandi con i requisiti dell art. 18, comma 8, L. 300/1970, che piccole senza i requisiti dell art. 18, comma 8, L. 300/1970. Dubbi invece sorgono in relazione alla disciplina di cui all art. 18 L. 300/1970, giacché il comma 10, in caso di revoca, esclude l applicabilità dei «regimi sanzionatori previsti dal presente articolo». E tale articolo, salve le ipotesi di licenziamenti orali, discriminatori e nulli per i quali esiste un unico regime sanzionatorio indipendentemente dal numero dei dipendenti occupati dal datore di lavoro, detta unicamente i regimi per le imprese medio-grandi (con i requisiti di cui al comma 8). Per le imprese piccole, il regime è invece quello dell art. 8 L. 604/1966, il che dovrebbe far ritenere che in tale ambito non possa trovare applicazione la revoca di cui all art. 18 L. 300/1970. C è chi invece sostiene che, collocandosi la disciplina al comma 10, e pertanto, successivamente a quella relativa al computo delle dimensioni dei datori di lavoro (contenuta nel comma 8 che fa espressamente riferimento ai regimi sanzionatori di cui ai comma da 4 a 7, per i quali rilevano dette dimensioni), la revoca avrebbe applicazione generalizzata. Del resto, è stato osservato che l estensione del campo di applicazione anche alle aziende fino a quindici dipendenti appare la soluzione migliore: «onde evitare discriminazioni tra «piccoli» e «medio-grandi» datori di lavoro, in una prospettiva costituzionalmente orientata (ai sensi dell art. 3 Cost.), si deve ritenere che in tale situazione al soggetto datoriale che ricorra alla revoca non si applichi la sanzione sancita dell art. 8 della legge n. 604/1966» (Rausei P., Tuttobene M., Il nuovo quadro regolaratorio tra incertezze e maggior potere ad libitum dei giudici, Adapt, 2012). 200

7 L impugnazione e la revoca del licenziamento La prima disciplina della revoca, contenuta nella L. 300/1970, consegue alle modifiche operate dalla legge Fornero (L. 92/2012) all art. 18, e la seconda, riportata nell art. 5 D.Lgs. 23/2015, è la riproduzione esatta delle disposizioni del comma 10 dell art. 18. Prima della legge Fornero, l istituto non riceveva alcuna regolamentazione nell ambito del diritto del lavoro, pur essendo attuato nella pratica. È stato attraverso l elaborazione giurisprudenziale che si è pervenuti all individuazione degli aspetti essenziali dell istituto, quali: Regolamentazione dell istituto prima della legge Fornero la revoca del licenziamento poteva aversi sia prima che dopo l eventuale impugnazione da parte del lavoratore; non era necessaria la forma scritta della revoca, in virtù del principio che, salvo diversa previsione della legge (o delle parti), vige la libertà della forma degli atti. In tal senso, la giurisprudenza ha affermato che «la revoca del licenziamento del lavoratore subordinato non richiede la forma scritta, poiché i negozi risolutori degli effetti di atti richiedenti la forma scritta non sono assoggettati ad identici requisiti formali, in ragione del principio secondo cui la forma degli atti è libera se la legge (o la volontà delle parti) non richiede espressamente una forma determinata» (Cass. 1 luglio 2004, n ). Veniva conseguentemente ammessa la revoca tacita. In tal senso, ha ritenuto, ad esempio, che, non costituendo la concessione del periodo di preavviso un effetto direttamente derivante dalla legge, in quanto esso deve essere indicato nell atto di licenziamento, ne deriva che se in tale atto manca la sua espressa previsione ed indicazione, «la prosecuzione di fatto della prestazione lavorativa in data successiva al licenziamento può costituire valido elemento dal quale ricavare la sopravvenuta revoca tacita del recesso» (Cass. 23 giugno 2003, n. 9973); il datore di lavoro doveva, tuttavia, dichiarare di essere disposto a rimuovere tutte le conseguenze pregiudizievoli derivanti dal licenziamento, non essendo sufficiente il mero invito rivolto al lavoratore di riprendere servizio; la comunicazione della revoca, in ogni caso, non era di per sé sufficiente a ripristinare il rapporto di lavoro, essendo necessaria l accettazione da parte del lavoratore, in quanto il licenziamento è un atto unilaterale recettizio che, esplicando i suoi effetti dal momento che giunge a conoscenza del lavoratore, richiede che lo stesso l accetti. Si riteneva, in sostanza, che stante la natura del licenziamento, esso non potesse essere unilateralmente revocato dal datore di lavoro, rendendo perciò necessaria l accettazione del lavoratore per produrre l effetto di ripristinare il rapporto. Ne conseguiva che, in mancanza di accettazione, l atto revocatorio non fosse ritenuto idoneo a rimuovere gli effetti risolutori dell atto di recesso. L accettazione, tuttavia, poteva essere anche tacita: «la revoca del licenziamento è valida soltanto se accettata dal lavoratore, anche per fatti concludenti» (Cass. 22 giugno 2004, n ). 201

8 Capitolo 6 Anche in tale caso, non era necessario che l accettazione avvenisse per iscritto, potendo essere anche tacita: «la revoca del licenziamento è valida soltanto se accettata dal lavoratore, anche per fatti concludenti, non essendo sufficiente la revoca unilaterale che, in quanto tale, non è sufficiente a ripristinare automaticamente il rapporto» (Cass. 22 giugno 2004, n ). In tal senso, in mancanza di una norma che richiedesse un accettazione espressa, la giurisprudenza ha ritenuto idonea a produrre i suoi effetti ripristinatori del rapporto di lavoro anche «la revoca del licenziamento comunicata per telefono al lavoratore interessato, se accettata dal destinatario, anche con comportamenti concludenti» (Cass. 18 novembre 1997, n ). Ebbene, in questo impianto «giurisprudenziale», si è poi inserita la nuova disciplina introdotta dalla L. 92/2012 e contenuta nel comma 10 dell art. 18 L. 300/1970. Questioni risolte con la Viene così chiarito che la revoca del licenziamento deve avvenire legge Fornero dopo la comunicazione al datore di lavoro dell impugnazione del licenziamento senza necessità di accettazione da parte del lavoratore. Si è detto invece che la giurisprudenza ammetteva la revoca anche prima dell impugnazione del licenziamento richiedendo altresì l accettazione del lavoratore, il quale invece secondo la norma è un soggetto che dinanzi all esercizio del potere di revoca sembra non poter far nulla. Non viene invece chiarito l aspetto riguardante la «forma» della revoca, sicché dovrebbero continuare a valere i principi giurisprudenziali sino ad oggi espressi. Né la disposizione contenuta nell art. 5 D.Lgs. 23/2015 apporta ulteriori chiarimenti in merito. Revoca dell atto di recesso è una facoltà del datore di lavoro effetti termine ripristino del rapporto di lavoro diritto del lavoratore alla retribuzione maturata nel periodo precedente alla revoca entro 15 gg. dalla comunicazione dell impugnazione del licenziamento 202

La revoca del licenziamento

La revoca del licenziamento La revoca del licenziamento di Irene Corso L art. 5 del d.lgs. n. 23/2015 disciplina gli effetti della revoca disposta dal datore di lavoro rispetto ad un licenziamento cui, se illegittimo, troverebbero

Dettagli

Licenziamenti e Riforma Fornero

Licenziamenti e Riforma Fornero Licenziamenti e Riforma Fornero La legge n. 92/2012 un anno dopo Messina, 25.10.13 1 Il nuovo art. 18 La tutela del lavoratore in caso di licenziamento illegittimo Reintegra e risarcimento pieno (5 min)

Dettagli

L appuntamento con l Esperto Jobs Act: il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti. Alberto Bosco

L appuntamento con l Esperto Jobs Act: il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti. Alberto Bosco L appuntamento con l Esperto Jobs Act: il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti Alberto Bosco La L. 10 dicembre 2014, n. 183, all art. 1, co. 7, lettera c) dispone che la delega va attuata,

Dettagli

Licenziamento. per giustificato motivo. oggettivo: dalla disciplina vigente al progetto di riforma. FRANCESCO ROTONDI LABLAW Studio Legale

Licenziamento. per giustificato motivo. oggettivo: dalla disciplina vigente al progetto di riforma. FRANCESCO ROTONDI LABLAW Studio Legale FRANCESCO ROTONDI LABLAW Studio Legale Licenziamento per giustificato motivo oggettivo: dalla disciplina vigente al progetto di riforma La nozione del licenziamento per giustificato motivo oggettivo è

Dettagli

JOBS ACT: IL CONTRATTO A TEMPO INDETERMINATO A TUTELE CRESCENTI: CAMPO DI APPLICAZIONE.

JOBS ACT: IL CONTRATTO A TEMPO INDETERMINATO A TUTELE CRESCENTI: CAMPO DI APPLICAZIONE. DIPARTIMENTO DIRITTO DEL LAVORO APRILE 2015 JOBS ACT: IL CONTRATTO A TEMPO INDETERMINATO A TUTELE CRESCENTI: CAMPO DI APPLICAZIONE. Il 20 febbraio u.s. il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva

Dettagli

11. LICENZIAMENTO PER RAGGIUNGIMENTO DEI REQUISITI PENSIONISTICI

11. LICENZIAMENTO PER RAGGIUNGIMENTO DEI REQUISITI PENSIONISTICI DEFINIZIONE DEFINIZIONE 11. LICENZIAMENTO PER RAGGIUNGIMENTO DEI REQUISITI PENSIONISTICI DEFINIZIONE CASISTICA RIFERIMENTI Quando il lavoratore matura i requisiti anagrafici e contributivi per accedere

Dettagli

Premessa. di giusta causa (vale a dire un fatto talmente grave da non consentire la prosecuzione neppure temporanea del rapporto di lavoro;

Premessa. di giusta causa (vale a dire un fatto talmente grave da non consentire la prosecuzione neppure temporanea del rapporto di lavoro; Premessa Non mutano i concetti di giusta causa (vale a dire un fatto talmente grave da non consentire la prosecuzione neppure temporanea del rapporto di lavoro; di giustificato motivo soggettivo (cioè

Dettagli

1. Il licenziamento collettivo prima della modifica dell art.24 della L.223/91: nozione e ambito di applicazione.

1. Il licenziamento collettivo prima della modifica dell art.24 della L.223/91: nozione e ambito di applicazione. DOTT. SABRINA PAGANI - PARTNER AVV. ROBERTO RESPINTI - PARTNER Milano, 4 Dicembre 2014 Licenziamenti collettivi e Dirigenti: novità in vigore dal 25.11.2014. (Legge 30 Ottobre 2014 n. 161 che estende l

Dettagli

TIPOLOGIA DI LICENZIAMENTO COSA PREVEDE il DECRETO DI ATTUAZIONE DEL JOBS ACT

TIPOLOGIA DI LICENZIAMENTO COSA PREVEDE il DECRETO DI ATTUAZIONE DEL JOBS ACT Scheda sul licenziamento nel contratto a tutele crescenti TIPOLOGIA DI LICENZIAMENTO COSA PREVEDE il DECRETO DI LICENZIAMENTO DISCRIMINATORIO, Reintegrazione: Il giudice, con la pronuncia NULLO E INTIMATO

Dettagli

CONTRATTO A TUTELE CRESCENTI. Ivrea, 8 maggio 2015

CONTRATTO A TUTELE CRESCENTI. Ivrea, 8 maggio 2015 CONTRATTO A TUTELE CRESCENTI Ivrea, 8 maggio 2015 Art. 1 Per i lavoratori che rivestono la qualifica di operai, impiegati o quadri, assunti con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato a decorrere

Dettagli

Licenziamento impugnato fuori termine: preclusi reintegro e risarcimento Cassazione civile, sez. lavoro, sentenza 05.02.2010 n 2676 (Gesuele Bellini)

Licenziamento impugnato fuori termine: preclusi reintegro e risarcimento Cassazione civile, sez. lavoro, sentenza 05.02.2010 n 2676 (Gesuele Bellini) Licenziamento impugnato fuori termine: preclusi reintegro e risarcimento Cassazione civile, sez. lavoro, sentenza 05.02.2010 n 2676 (Gesuele Bellini) http://www.altalex.com/index.php?idnot=50040 La mancata

Dettagli

Sezione Lavoro. Sentenza n. 21833 del 12 ottobre 2006. (Presidente S. Mattone Relatore V. Di Nubila)

Sezione Lavoro. Sentenza n. 21833 del 12 ottobre 2006. (Presidente S. Mattone Relatore V. Di Nubila) Studio Legale Celotti www.studiolegalecelotti.it CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE Sezione Lavoro Sentenza n. 21833 del 12 ottobre 2006 (Presidente S. Mattone Relatore V. Di Nubila) SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Dettagli

FONDAZIONE STUDI CONSULENTI DEL LAVORO I PARERI IN MATERIA TRIBUTARIA PARERE N. 12 DEL 27.03.2012. Risarcimento danni per il dipendente IL QUESITO

FONDAZIONE STUDI CONSULENTI DEL LAVORO I PARERI IN MATERIA TRIBUTARIA PARERE N. 12 DEL 27.03.2012. Risarcimento danni per il dipendente IL QUESITO FONDAZIONE STUDI CONSULENTI DEL LAVORO I PARERI IN MATERIA TRIBUTARIA PARERE N. 12 DEL 27.03.2012 Risarcimento danni per il dipendente IL QUESITO Quale è il trattamento fiscale delle somme riconosciute

Dettagli

Oggetto: Informativa n. 2. Novità legislative d immediato interesse ed applicazione.

Oggetto: Informativa n. 2. Novità legislative d immediato interesse ed applicazione. Alle ditte Clienti Loro sedi Collecchio, 18/05/2015 Oggetto: Informativa n. 2. Novità legislative d immediato interesse ed applicazione. La presente per informarvi in merito a: JOBS ACT: come cambierà

Dettagli

La nuova disciplina dei licenziamenti disciplinari

La nuova disciplina dei licenziamenti disciplinari Milano, 30 marzo 2015 La nuova disciplina dei licenziamenti disciplinari Presentazione a «Tutto Lavoro» Avv. Angelo Zambelli Licenziamento disciplinare espressione del potere disciplinare del datore di

Dettagli

Circolare Informativa n 1/2013. L Istituto del Licenziamento e la Riforma del lavoro

Circolare Informativa n 1/2013. L Istituto del Licenziamento e la Riforma del lavoro Circolare Informativa n 1/2013 L Istituto del Licenziamento e la Riforma del lavoro e-mail: info@cafassoefigli.it - www.cafassoefigli.it Pagina 1 di 11 INDICE Premessa pag. 3 1) Destinatari della norma

Dettagli

Studio di Consulenza del Lavoro Pini & Associati

Studio di Consulenza del Lavoro Pini & Associati Oggetto: JOB ACT Contratto a tutele crescenti. Borgo San Lorenzo, lì 03/04/2015 Alla Clientela in indirizzo Il Governo ha approvato definitivamente il D.Lgs. 23/2015 che introduce nel nostro ordinamento

Dettagli

VITALE & ASSOCIATI, Studio legale e di consulenza del lavoro

VITALE & ASSOCIATI, Studio legale e di consulenza del lavoro Art. 1 Campo di applicazione Applicabile anche ai datori di lavoro non imprenditori, che svolgono senza fine di lucro attività di natura politica, sindacale, culturale, di istruzione ovvero di religione

Dettagli

Forme di estinzione individuale del rapporto di lavoro

Forme di estinzione individuale del rapporto di lavoro C 14 a p i t o l o Forme di estinzione individuale del rapporto di lavoro 1 I principi generali dei licenziamenti individuali Il licenziamento è considerato legittimo soltanto quando sussistono alcune

Dettagli

Commento di Confindustria. Legge europea 2013-bis: estensione della disciplina dei licenziamenti collettivi ai dirigenti.

Commento di Confindustria. Legge europea 2013-bis: estensione della disciplina dei licenziamenti collettivi ai dirigenti. Commento di Confindustria Legge europea 2013-bis: estensione della disciplina dei licenziamenti collettivi ai dirigenti. Con sentenza del 13 febbraio 2014, resa nella causa C-596/12, la Corte di Giustizia

Dettagli

Modifiche alle norme sui licenziamenti introdotte dalla legge 92/2012

Modifiche alle norme sui licenziamenti introdotte dalla legge 92/2012 A tutti i clienti luglio 2012 Modifiche alle norme sui licenziamenti introdotte dalla legge 92/2012 Novità in materia di licenziamento per giustificato motivo oggettivo(ragioni inerenti all'attività produttiva,

Dettagli

La fine della tutela reale nei licenziamenti: una storia ancora tutta da scrivere. Dott.ssa Noemi Graceffo noemi.graceffo@ssalex.

La fine della tutela reale nei licenziamenti: una storia ancora tutta da scrivere. Dott.ssa Noemi Graceffo noemi.graceffo@ssalex. La fine della tutela reale nei licenziamenti: una storia ancora tutta da scrivere. Dott.ssa Noemi Graceffo noemi.graceffo@ssalex.com La Corte Costituzionale, nell ormai lontano 1965, fu chiamata a pronunciarsi

Dettagli

SCUOLA FORENSE ORDINE DEGLI AVVOCATI DI TREVISO INCONTRO DEL 30.09.2011

SCUOLA FORENSE ORDINE DEGLI AVVOCATI DI TREVISO INCONTRO DEL 30.09.2011 SCUOLA FORENSE ORDINE DEGLI AVVOCATI DI TREVISO INCONTRO DEL 30.09.2011 Gli indici della natura subordinata del rapporto di lavoro Relazione dell Avv. Paolo Valla * * * Traccia dei casi da trattare Controversia

Dettagli

IL LICENZIAMENTO INDIVIDUALE NELLA LEGGE DI RIFORMA DEL MERCATO DEL LAVORO

IL LICENZIAMENTO INDIVIDUALE NELLA LEGGE DI RIFORMA DEL MERCATO DEL LAVORO IL LICENZIAMENTO INDIVIDUALE NELLA LEGGE DI RIFORMA DEL MERCATO DEL LAVORO (ART. 1 comma 42 ) 1) LICENZIAMENTO DISCRIMINATORIO (nullità) (anche licenziamento intimato in forma orale) applicabile a prescindere

Dettagli

Il licenziamento disciplinare

Il licenziamento disciplinare Capitolo 4 Il licenziamento disciplinare Caso 4.1 Quali sono stati gli effetti della sentenza della Corte Costituzionale n. 204 del 1982? Con più ordinanze del 1976 furono impugnati innanzi alla Corte

Dettagli

Le Circolari della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro. N.9 del 18.04.2012. LICENZIAMENTI INDIVIDUALI (artt. 13 e 14)

Le Circolari della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro. N.9 del 18.04.2012. LICENZIAMENTI INDIVIDUALI (artt. 13 e 14) Le Circolari della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro N.9 del 18.04.2012 LICENZIAMENTI INDIVIDUALI (artt. 13 e 14) ART. 13 Modifiche alla legge 15 luglio 1966, n. 604 Forma e procedure del licenziamento

Dettagli

DECLINATORIA DI GIURISDIZIONE E CONTINUAZIONE DEL PROCESSO DAVANTI AL GIUDICE MUNITO DI GIURISDIZIONE (C.D. TRANSLATIO IUDICII)

DECLINATORIA DI GIURISDIZIONE E CONTINUAZIONE DEL PROCESSO DAVANTI AL GIUDICE MUNITO DI GIURISDIZIONE (C.D. TRANSLATIO IUDICII) DECLINATORIA DI GIURISDIZIONE E CONTINUAZIONE DEL PROCESSO DAVANTI AL GIUDICE MUNITO DI GIURISDIZIONE (C.D. TRANSLATIO IUDICII) CORTE DI CASSAZIONE; sezioni unite civili; sentenza, 22-02-2007, n. 4109

Dettagli

Corte di Cassazione - copia non ufficiale

Corte di Cassazione - copia non ufficiale Civile Sent. Sez. L Num. 19259 Anno 2013 Presidente: VIDIRI GUIDO Relatore: FILABOZZI ANTONIO Data pubblicazione: 20/08/2013 SENTENZA sul ricorso 1859-2011 proposto da: CAZZOLA CARLO CZZCRL46A14D969V,

Dettagli

La conciliazione in materia di lavoro: schede riassuntive

La conciliazione in materia di lavoro: schede riassuntive La conciliazione in materia di lavoro: schede riassuntive di Flavia Pasquini Contratti certificati Licenziamento per giustificato motivo oggettivo Licenziamento di lavoratori di cui all art. 1 dello schema

Dettagli

LE NUOVE PROCEDURE DI LICENZIAMENTO

LE NUOVE PROCEDURE DI LICENZIAMENTO LE NUOVE PROCEDURE DI LICENZIAMENTO LICENZIAMENTO DISCIPLINARE Conseguenze in caso di illegittimità tutela obbligatoria Articolo 8 legge 15 luglio 1966, n. 604 TUTELA OBBLIGATORIA-

Dettagli

Il nuovo rito per i licenziamenti. Il novellato art. 18 S.L Mirco Minardi

Il nuovo rito per i licenziamenti. Il novellato art. 18 S.L Mirco Minardi Il nuovo rito per i licenziamenti. Il novellato art. 18 S.L Mirco Minardi lexform.it II.1 IL VECCHIO E IL NUOVO ARTICOLO 18 S.L.. In quali casi si applica il nuovo procedimento giudiziario specifico? In

Dettagli

Art. 2 Licenziamento discriminatorio, nullo e intimato in forma orale.

Art. 2 Licenziamento discriminatorio, nullo e intimato in forma orale. Schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183. Art. 1 Campo di applicazione.

Dettagli

DLGS 4.3.2015 n. 23 : IL LICENZIAMENTO NEL CONTRATTO «A TUTELE CRESCENTI»

DLGS 4.3.2015 n. 23 : IL LICENZIAMENTO NEL CONTRATTO «A TUTELE CRESCENTI» DLGS 4.3.2015 n. 23 : IL LICENZIAMENTO NEL CONTRATTO «A TUTELE CRESCENTI» A cura dello studio legale Alberto Guariso Livio Neri Aggiornamento al 06.03.2015 A chi si applica il nuovo regime? 1) A tutti

Dettagli

1. Premessa Il tema della omissione contributiva e delle relative sanzioni nella previdenza complementare presenta una serie di aspetti problematici.

1. Premessa Il tema della omissione contributiva e delle relative sanzioni nella previdenza complementare presenta una serie di aspetti problematici. FONDAZIONE STUDI CONSIGLIO NAZIONALE DEI CONSULENTI DEL LAVORO **** Commissione dei principi interpretativi delle leggi in materia di lavoro **** PRINCIPIO N. 10 Omissione contributiva nella previdenza

Dettagli

RISOLUZIONE N. 211/E

RISOLUZIONE N. 211/E RISOLUZIONE N. 211/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma,11 agosto 2009 OGGETTO: Sanzioni amministrative per l utilizzo di lavoratori irregolari Principio del favor rei 1. Premessa Al fine

Dettagli

CAPITOLO PRIMO LICENZIAMENTI INDIVIDUALI: PRINCIPI GENERALI

CAPITOLO PRIMO LICENZIAMENTI INDIVIDUALI: PRINCIPI GENERALI INDICE CAPITOLO PRIMO LICENZIAMENTI INDIVIDUALI: PRINCIPI GENERALI 1. Evoluzione storico-giuridica delle principali fonti normative del licenziamento individuale... pag. 9 2. I requisiti formali del licenziamento:

Dettagli

10. LICENZIAMENTI INDIVIDUALI di Mauro Soldera

10. LICENZIAMENTI INDIVIDUALI di Mauro Soldera 10. di Mauro Soldera La Legge n. 92/2012 (Riforma Fornero) interviene in maniera significativa sulla disciplina dei licenziamenti individuali regolamentati dall art. 18 della Legge n. 300/1970 (Statuto

Dettagli

FONDAZIONE STUDI CONSULENTI DEL LAVORO I PARERI SULLA GIURISPRUDENZA DEL LAVORO

FONDAZIONE STUDI CONSULENTI DEL LAVORO I PARERI SULLA GIURISPRUDENZA DEL LAVORO FONDAZIONE STUDI CONSULENTI DEL LAVORO I PARERI SULLA GIURISPRUDENZA DEL LAVORO PARERE N. 6 EFFICACIA OBBLIGATORIA O REALE DEL PREAVVISO DI RECESSO IL QUESITO Si chiede quale sia la natura del preavviso

Dettagli

RISOLUZIONE N. 195/E

RISOLUZIONE N. 195/E RISOLUZIONE N. 195/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 16 maggio 2008 OGGETTO: Istanza di interpello - ART.11, legge 27 luglio 2000, n. 212. Modalità di esercizio delle variazioni IVA in

Dettagli

Tribunale di Milano Sez. XII, sentenza n. 11798 del 29 ottobre 2012, Giudice ORSENIGO *** ** ***

Tribunale di Milano Sez. XII, sentenza n. 11798 del 29 ottobre 2012, Giudice ORSENIGO *** ** *** FACTORING La legittimità della clausola contrattuale sulla revoca della garanzia del pro soluto nel caso di contestazioni, da parte del debitore ceduto, sulle forniture effettuate dal cedente a cura di

Dettagli

LA DISCIPLINA DEI LICENZIAMENTI INDIVIDUALI DOPO LA RIFORMA DEL MERCATO DEL LAVORO

LA DISCIPLINA DEI LICENZIAMENTI INDIVIDUALI DOPO LA RIFORMA DEL MERCATO DEL LAVORO LA DISCIPLINA DEI LICENZIAMENTI INDIVIDUALI DOPO LA RIFORMA DEL MERCATO DEL LAVORO A cura di Valerio Gastaldello, Coordinatore Uffici Vertenze Cisl del Veneto [3 luglio 2012] Presentazione La riforma del

Dettagli

INTERESSE DEL MINORE ED ATTRIBUZIONE DEL COGNOME PATERNO

INTERESSE DEL MINORE ED ATTRIBUZIONE DEL COGNOME PATERNO INTERESSE DEL MINORE ED ATTRIBUZIONE DEL COGNOME PATERNO Il tribunale per i minorenni, considerato che il minore Tizietto, di sette anni, già riconosciuto dalla madre Caia, era stato successivamente riconosciuto

Dettagli

LeggeMania ~ Quos ego

LeggeMania ~ Quos ego LeggeMania ~ Quos ego L AZIONE RISARCITORIA NEL PROCESSO AMMINISTRATIVO Il codice del processo amministrativo ha inciso in modo consistente sull azione di condanna al risarcimento del danno. Prima dell

Dettagli

LA CONFUSIONE DELLA SUPREMA CORTE IN TEMA DI MEDIAZIONE

LA CONFUSIONE DELLA SUPREMA CORTE IN TEMA DI MEDIAZIONE INFORMA. Circolare informativa - ottobre 2009 Materia Giuridica: Mediazione tipica e mediazione atipica: i nuovi profili di responsabilità delineati dalla pronuncia della Cassazione civile 14.07.2009 n.

Dettagli

Direzione Territoriale del Lavoro di Padova Direttore Dott.ssa Rosanna Giaretta

Direzione Territoriale del Lavoro di Padova Direttore Dott.ssa Rosanna Giaretta 09.09.2015 Direzione Territoriale del Lavoro di Padova Direttore Dott.ssa Rosanna Giaretta U.O. Relazioni Sindacali e Conflitti di Lavoro Dott.ssa Giulia De Paola Il presente lavoro, che non ha alcuna

Dettagli

TICINIA CONSULTING SRL. Ai gentili Clienti Loro sedi. Oggetto: il contratto a tutele crescenti (sintesi) Campo di applicazione

TICINIA CONSULTING SRL. Ai gentili Clienti Loro sedi. Oggetto: il contratto a tutele crescenti (sintesi) Campo di applicazione TICINIA CONSULTING SRL Ai gentili Clienti Loro sedi Oggetto: il contratto a tutele crescenti (sintesi) Campo di applicazione Il regime di tutela nel caso di licenziamento illegittimo è disciplinato dalle

Dettagli

TRASFERIMENTO E MUTAMENTO DI MANSIONI

TRASFERIMENTO E MUTAMENTO DI MANSIONI TRASFERIMENTO E MUTAMENTO DI MANSIONI SCUOLA FORENSE MILANO, 7 MARZO 2014 Avv. Marcello Giustiniani www.beplex.com Il mutamento del luogo di esecuzione della prestazione lavorativa 1. Il trasferimento

Dettagli

RELAZIONE SULL INCONTRO TENUTOSI PRESSO LA DTL DI PORDENONE IN TEMA DI CONTRATTO A TUTELE CRESCENTI

RELAZIONE SULL INCONTRO TENUTOSI PRESSO LA DTL DI PORDENONE IN TEMA DI CONTRATTO A TUTELE CRESCENTI RELAZIONE SULL INCONTRO TENUTOSI PRESSO LA DTL DI PORDENONE IN TEMA DI CONTRATTO A TUTELE CRESCENTI In data 7 marzo 2015 è entrato in vigore il D.Lgs. 4 marzo 2015 n. 23, attuativo della nota legge delega

Dettagli

LICENZIAMENTI INDIVIDUALI

LICENZIAMENTI INDIVIDUALI Forma, motivazione, impugnazione (si applica a tutti i datori di lavoro) FORMA: è necessaria la forma scritta (art. 2, Legge n. 604/1966). Il licenziamento orale è sanzionato con la tutela reintegratoria

Dettagli

Piacenza, 09 marzo 2015 Alle Cooperative in indirizzo

Piacenza, 09 marzo 2015 Alle Cooperative in indirizzo SERVIZIO SINDACALE Piacenza, 09 marzo 2015 Alle Cooperative in indirizzo Prot. n. 33 Oggetto: Modifiche alle norme sui licenziamenti Il primo pacchetto di norme emanate ai sensi della Legge 183/2014, il

Dettagli

STUDIO LEGALE FERRARO GIOVE E ASSOCIATI

STUDIO LEGALE FERRARO GIOVE E ASSOCIATI Riflessioni sulla c.d. tutela reale del rapporto di lavoro. Ovvero, tanto rumore, forse, per nulla. Le polemiche scatenate intorno alla modifica dell art.18 della L.300/70 e della L.604/66 sui licenziamenti

Dettagli

FONDAZIONE STUDI CONSULENTI DEL LAVORO I PARERI SULLA GIURISPRUDENZA DEL LAVORO PARERE N. 7 TERMINE PER IRROGARE LA SANZIONE DISCIPLINARE IL QUESITO

FONDAZIONE STUDI CONSULENTI DEL LAVORO I PARERI SULLA GIURISPRUDENZA DEL LAVORO PARERE N. 7 TERMINE PER IRROGARE LA SANZIONE DISCIPLINARE IL QUESITO FONDAZIONE STUDI CONSULENTI DEL LAVORO I PARERI SULLA GIURISPRUDENZA DEL LAVORO PARERE N. 7 TERMINE PER IRROGARE LA SANZIONE DISCIPLINARE IL QUESITO Si chiede di precisare quali sono gli effetti delle

Dettagli

RISOLUZIONE N. 60/E. Roma, 16 maggio 2005. Direzione Centrale Normativa e Contenzioso

RISOLUZIONE N. 60/E. Roma, 16 maggio 2005. Direzione Centrale Normativa e Contenzioso RR RISOLUZIONE N. 60/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 16 maggio 2005 OGGETTO: Istanza di interpello. X S.r.l. Trasformazione di società di capitali in società di persone e deducibilità

Dettagli

Jobs Act. Contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti. CONTRATTO DI LAVORO A TEMPO INDETERMINATO A TUTELE CRESCENTI

Jobs Act. Contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti. CONTRATTO DI LAVORO A TEMPO INDETERMINATO A TUTELE CRESCENTI Jobs Act. Contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti. CONTRATTO DI LAVORO A TEMPO INDETERMINATO A TUTELE CRESCENTI Nell'ambito del riordino delle forme contrattuali, è stato introdotto

Dettagli

IL PROCEDIMENTO GIUDIZIALE SPECIFICO: IL CD. RITO FORNERO

IL PROCEDIMENTO GIUDIZIALE SPECIFICO: IL CD. RITO FORNERO IL PROCEDIMENTO GIUDIZIALE SPECIFICO: IL CD. RITO FORNERO La Riforma Fornero (L. n. 92/2012) introduce importanti novità in tema di licenziamenti e del processo del lavoro, delineando all art. 1 commi

Dettagli

IL NUOVO CONTRATTO A TEMPO INDETERMINATO A TUTELE CRESCENTI? A CURA DEL DIPARTIMENTO POLITICHE DEL LAVORO CGIL VENETO

IL NUOVO CONTRATTO A TEMPO INDETERMINATO A TUTELE CRESCENTI? A CURA DEL DIPARTIMENTO POLITICHE DEL LAVORO CGIL VENETO JOBS ACT IL NUOVO CONTRATTO A TEMPO INDETERMINATO A TUTELE CRESCENTI? A CURA DEL DIPARTIMENTO POLITICHE DEL LAVORO CGIL VENETO CAMPO DI APPPLICAZIONE NEL CASO DI LICENZIAMENTO ILLEGITTIMO LE NUOVE ASSUNZIONI

Dettagli

Impugnazione del licenziamento dopo il Collegato Lavoro

Impugnazione del licenziamento dopo il Collegato Lavoro Impugnazione del licenziamento dopo il Collegato Lavoro Natura giuridica e forma dell impugnazione Giurisprudenza L impugnazione del licenziamento, disciplinata dall art. 6, legge n. 604/ 1966(anche a

Dettagli

Esame delle proposte di legge C.5 ed abb. (Disposizioni in materia di rappresentanza e rappresentatività sindacale)

Esame delle proposte di legge C.5 ed abb. (Disposizioni in materia di rappresentanza e rappresentatività sindacale) CAMERA DEI DEPUTATI XI Commissione (Lavoro pubblico e privato) (Disposizioni in materia di rappresentanza e rappresentatività sindacale) 27 novembre 2013 AUDIZIONI ABI 2013 AUDIZIONI ABI - 2013 Le proposte

Dettagli

Oggetto: definizione della controversia XXX / OKCOM XXX

Oggetto: definizione della controversia XXX / OKCOM XXX Determinazione dirigenziale n. 7 del 3 ottobre 2014 Oggetto: definizione della controversia XXX / OKCOM XXX IL DIRIGENTE VISTI i principi di cui al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e s.m.i., Norme

Dettagli

INDICE SOMMARIO PARTE PRIMA ANALISI E COMMENTI SEZIONE I PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI E LICENZIAMENTI PER MOTIVI SOGGETTIVI

INDICE SOMMARIO PARTE PRIMA ANALISI E COMMENTI SEZIONE I PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI E LICENZIAMENTI PER MOTIVI SOGGETTIVI Abbreviazioni... Pag. XI Avvertenze e Legenda (per la lettura dei «medaglioni»)...» XV LICENZIAMENTI, SOGGETTIVI E OGGETTIVI, E SANZIONI: UNA INTRODUZIONE CON LE NOVITÀ DEL «COLLEGATO LAVORO» di Marcello

Dettagli

Lavoro & Previdenza La circolare su temi previdenziali e giurislavoristici

Lavoro & Previdenza La circolare su temi previdenziali e giurislavoristici Lavoro & Previdenza La circolare su temi previdenziali e giurislavoristici N. 78 15.04.2014 Licenziamento individuale: il punto dei CdL I CdL riepilogano le norme contenuti nell art. 18 dello Statuto dei

Dettagli

Piccolo imprenditore

Piccolo imprenditore Piccolo imprenditore Art. 2083 c.c.: «Sono piccoli imprenditori i coltivatori diretti del fondo, gli artigiani, i piccoli commercianti e coloro che esercitano un attività professionale organizzata prevalentemente

Dettagli

DECRETO BALDUZZI E RESPONSABILITÀ

DECRETO BALDUZZI E RESPONSABILITÀ DECRETO BALDUZZI E RESPONSABILITÀ Assemblea TSRM Ferrara 28 maggio 2013 Avv. Roberta Li Calzi CONCETTO DI RESPONSABILITÀ Obbligo di rispondere di un'azione antigiuridica (contraria alle norme) cioè di

Dettagli

RISOLUZIONE N. 49/E. Direzione Centrale Affari Legali e Contenzioso. Roma, 11 maggio 2015

RISOLUZIONE N. 49/E. Direzione Centrale Affari Legali e Contenzioso. Roma, 11 maggio 2015 RISOLUZIONE N. 49/E Direzione Centrale Affari Legali e Contenzioso Roma, 11 maggio 2015 OGGETTO: Permanenza dell agevolazione prima casa in caso di vendita infraquinquennale e riacquisto nell anno anche

Dettagli

Il contratto a tutele crescenti - sintesi della disciplina

Il contratto a tutele crescenti - sintesi della disciplina Il contratto a tutele crescenti - sintesi della disciplina (d. lgs. 23/2015) Il governo Renzi, in attuazione di una delle deleghe contenute nella legge n. 183 del 10 dicembre 2014 (c.d. Jobs Act), ha definitivamente

Dettagli

Il licenziamento individuale: intimazione

Il licenziamento individuale: intimazione Il licenziamento individuale: intimazione Novembre 2013 Albini 1 Licenziamento individuale: nozione Atto con il quale il datore di lavoro manifesta unilateralmente la volontà di recedere dal contratto

Dettagli

LICENZIAMENTI INDIVIDUALI Novità sostanziali e processuali

LICENZIAMENTI INDIVIDUALI Novità sostanziali e processuali www.trifiro.it Trifirò & Partners Avvocati LICENZIAMENTI INDIVIDUALI Novità sostanziali e processuali Licenziamenti individuali: novità sostanziali e processuali A cura di Trifirò & Partners Avvocati Novembre

Dettagli

NEwSLETTER. Del 17 marzo 2014

NEwSLETTER. Del 17 marzo 2014 NEwSLETTER Del 17 marzo 2014 La giurisprudenza a seguito delle novità Introdotte con il d.l. 150/2012 (c.d. decreto balduzzi), convertito con modificazioni dalla l. 189/2012 In considerazione delle problematiche

Dettagli

QUIETANZE A SALDO E VOLONTA ABDICATIVA LEGITTIMITA DELLA RICHIESTA DI RISARCIMENTO PER DANNO BIOLOGICO

QUIETANZE A SALDO E VOLONTA ABDICATIVA LEGITTIMITA DELLA RICHIESTA DI RISARCIMENTO PER DANNO BIOLOGICO Anno IV n. 1, gennaio 2010 Diritto dei Lavori QUIETANZE A SALDO E VOLONTA ABDICATIVA LEGITTIMITA DELLA RICHIESTA DI RISARCIMENTO PER DANNO BIOLOGICO di Pierluigi De Lillo Corte di Cassazione Sez. lavoro

Dettagli

JOBS ACT I NUOVI AMMORTIZZATORI SOCIALI E IL CONTRATTO A TUTELE CRESCENTI

JOBS ACT I NUOVI AMMORTIZZATORI SOCIALI E IL CONTRATTO A TUTELE CRESCENTI NEWSLETTER n. 21 16 marzo 2015 JOBS ACT I NUOVI AMMORTIZZATORI SOCIALI E IL CONTRATTO A TUTELE CRESCENTI RIFERIMENTI: Legge 10 dicembre 2014 n.183 Decreto Legislativo 4 marzo 2015 n. 22 Decreto Legislativo

Dettagli

DELIBERA N. 33/12/CRL DEFINIZIONE DELLA CONTROVERSIA. STUDIO MCM XXX / EUTELIA XXX in XXX IL CORECOM LAZIO

DELIBERA N. 33/12/CRL DEFINIZIONE DELLA CONTROVERSIA. STUDIO MCM XXX / EUTELIA XXX in XXX IL CORECOM LAZIO DELIBERA N. 33/12/CRL DEFINIZIONE DELLA CONTROVERSIA STUDIO MCM XXX / EUTELIA XXX in XXX IL CORECOM LAZIO NELLA riunione del Comitato Regionale per le Comunicazioni del Lazio (di seguito, per brevità,

Dettagli

Effetti della revoca del concordato e dichiarazione di fallimento sui rapporti di lavoro

Effetti della revoca del concordato e dichiarazione di fallimento sui rapporti di lavoro Effetti della revoca del concordato e dichiarazione di fallimento sui rapporti di lavoro Relatore Luisella Fontanella Dottore Commercialista Revisore Legale Esperta in Consulenza del Lavoro Milano, 28

Dettagli

SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE LAVORO

SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE LAVORO SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE LAVORO Sentenza 16 luglio 5 novembre 2015, n. 22627 Svolgimento del processo 1. La Corte d Appello di Milano, con la sentenza n. 1018/14, depositata il 6 novembre 2014,

Dettagli

LICENZIAMENTO COLLETTIVO E PROCEDURA DI MOBILITA

LICENZIAMENTO COLLETTIVO E PROCEDURA DI MOBILITA LICENZIAMENTO COLLETTIVO E PROCEDURA DI MOBILITA Uno degli aspetti più problematici connessi alla crisi dell impresa riguarda la gestione dei rapporti di lavoro. L imprenditore in crisi dispone di diversi

Dettagli

QUESITO. Questo Comune ha in essere contratti di affitto agrario con una serie di soggetti, che,

QUESITO. Questo Comune ha in essere contratti di affitto agrario con una serie di soggetti, che, ASSOCIAZIONE NAZIONALE COMUNI ITALIANI Associazione Regionale del Piemonte QUESITO Questo Comune ha in essere contratti di affitto agrario con una serie di soggetti, che, stipulati in forma verbale, non

Dettagli

JOBS ACT il punto sullo stato di attuazione della riforma

JOBS ACT il punto sullo stato di attuazione della riforma JOBS ACT il punto sullo stato di attuazione della riforma Avv. Sergio Passerini Avv. Evangelista Basile Studio legale Ichino - Brugnatelli e Associati Varese, 16 marzo 2015 I testi della riforma Decreto

Dettagli

OGGETTO: 197/CL = CCNL Ortofrutta. Licenziamento individuale per giustificato motivo oggettivo

OGGETTO: 197/CL = CCNL Ortofrutta. Licenziamento individuale per giustificato motivo oggettivo OGGETTO: 197/CL = CCNL Ortofrutta. Licenziamento individuale per giustificato motivo oggettivo 1. LICENZIAMENTO PER GIUSTIFICATO MOTIVO OGGETTIVO Il licenziamento individuale è l atto con il quale il datore

Dettagli

IL SISTEMA DELLE GARANZIE DEI DIRITTI DEL PRESTATORE DI LAVORO: LA COMPRESSIONE DELLA FACOLTÀ DI DISPOSIZIONE DEI DIRITTI DEL PRESTATORE DI LAVORO.

IL SISTEMA DELLE GARANZIE DEI DIRITTI DEL PRESTATORE DI LAVORO: LA COMPRESSIONE DELLA FACOLTÀ DI DISPOSIZIONE DEI DIRITTI DEL PRESTATORE DI LAVORO. IL SISTEMA DELLE GARANZIE DEI DIRITTI DEL LAVORATORE: RINUNCE E TRANSAZIONI PROF. GIAMPIETRO PIROZZI Indice 1 IL SISTEMA DELLE GARANZIE DEI DIRITTI DEL PRESTATORE DI LAVORO: LA COMPRESSIONE DELLA FACOLTÀ

Dettagli

Lezione 11 Abuso di internet e di posta elettronica in azienda I vincoli al controllo

Lezione 11 Abuso di internet e di posta elettronica in azienda I vincoli al controllo Lezione 11 Abuso di internet e di posta elettronica in azienda I vincoli al controllo La problematica. L introduzione dell informatica in azienda, in particolare nei processi produttivi modifica i rapporti

Dettagli

Patente di guida: irregolarità e relative sanzioni

Patente di guida: irregolarità e relative sanzioni Patente di guida: irregolarità e relative sanzioni Errata applicazione dell articolo 126 bis al titolare di patente rilasciata da uno Stato estero All atto di rilascio della patente viene attribuito un

Dettagli

Venezia, 9 gennaio 2015

Venezia, 9 gennaio 2015 Venezia, 9 gennaio 2015 Spett.le Compagnia assicurativa Sua Sede Trasmissione a mezzo e-mail Indennità di cessazione del rapporto dell agente Ho esaminato la previsione contrattuale dell accordo che regola

Dettagli

La tutela del lavoratore nelle norme vigenti

La tutela del lavoratore nelle norme vigenti Istituto Regionale di Studi sociali e politici Alcide De Gasperi - Bologna Disciplina dei licenziamenti La tutela del lavoratore nelle norme vigenti Documentazione Corso di formazione 2011/2012 su Lavoro

Dettagli

RAPPORTO DI LAVORO E TRASFERIMENTO DI AZIENDA

RAPPORTO DI LAVORO E TRASFERIMENTO DI AZIENDA RAPPORTO DI LAVORO E TRASFERIMENTO DI AZIENDA 16 maggio 2014 Avv. Marcello Giustiniani www.beplex.com Il trasferimento d azienda e di ramo d azienda A) La nozione di trasferimento d azienda (art. 2112,

Dettagli

contratto a tutele crescenti e licenziamenti

contratto a tutele crescenti e licenziamenti 16/02/15 contratto a tutele crescenti e licenziamenti 13 febbraio 2015 relatore: sarah barutti s.barutti@spolverato.com www.spolverato.com CONTRATTO A TUTELE CRESCENTI Il 24 dicembre 2014 il Consiglio

Dettagli

Stato di malattia e occupazione presso altro datore di lavoro

Stato di malattia e occupazione presso altro datore di lavoro N. 388 del 05.10.2012 La Memory A cura di Raffaele Covino Avvocato e Funzionario della DTL Modena (1) Stato di malattia e occupazione presso altro datore di lavoro Con sentenza n. 16375 del 26 settembre

Dettagli

MEMORANDUM n. 5/2016 JOBS ACT: COME CAMBIANO I REGIMI DI TUTELA NEI LICENZIAMENTI INDIVIDUALI

MEMORANDUM n. 5/2016 JOBS ACT: COME CAMBIANO I REGIMI DI TUTELA NEI LICENZIAMENTI INDIVIDUALI MEMORANDUM n. 5/2016 JOBS ACT: COME CAMBIANO I REGIMI DI TUTELA NEI LICENZIAMENTI INDIVIDUALI Roma, aprile 2016 A cura del Gruppo di Lavoro: Previdenza Obbligatoria e Complementare - Area Commercialista

Dettagli

Circolare dell'agenzia delle Entrate n. 69 /E del 14 agosto 2002

Circolare dell'agenzia delle Entrate n. 69 /E del 14 agosto 2002 Circolare dell'agenzia delle Entrate n. 69 /E del 14 agosto 2002 OGGETTO: Imposta di registro - agevolazioni fiscali prima casa - Cass. SS.UU. 6-21 ottobre 2000, n. 1196 - termine di decadenza triennale

Dettagli

Corte di Cassazione, Sezioni Unite civili, sentenza n. 12898 del 13 giugno 2011

Corte di Cassazione, Sezioni Unite civili, sentenza n. 12898 del 13 giugno 2011 Corte di Cassazione, Sezioni Unite civili, sentenza n. 12898 del 13 giugno 2011 Presidente: dott. Paolo Vittoria; Relatore Consigliere: dott.ssa Roberta Vivaldi IL TERMINE BREVE PER IMPUGNARE DECORRE SOLO

Dettagli

LE NUOVE QUESTIONI SUL RIPARTO DELL ONERE DELLA PROVA

LE NUOVE QUESTIONI SUL RIPARTO DELL ONERE DELLA PROVA LE NUOVE QUESTIONI SUL RIPARTO DELL ONERE DELLA PROVA Bergamo, 13 Novembre 2015 Gian Paolo Valcavi 2 I punti centrali delle novità introdotte Art. 3, 2 comma sul punto dal D.lgs. 23/2015 «Esclusivamente

Dettagli

FONDAZIONE STUDI CONSULENTI DEL LAVORO PARERE N. 4 DEL 29.01. 2010. Vertenza giudiziale disciplina fiscale rivalutazione monetaria e interessi

FONDAZIONE STUDI CONSULENTI DEL LAVORO PARERE N. 4 DEL 29.01. 2010. Vertenza giudiziale disciplina fiscale rivalutazione monetaria e interessi FONDAZIONE STUDI CONSULENTI DEL LAVORO PARERE N. 4 DEL 29.01. 2010 Vertenza giudiziale disciplina fiscale rivalutazione monetaria e interessi IL QUESITO Il giudice, a conclusione di una causa tra me ed

Dettagli

Cassazione Sezioni unite civili sentenza, n. 8433 del 12 febbraio-4 maggio 2004. Svolgimento del processo

Cassazione Sezioni unite civili sentenza, n. 8433 del 12 febbraio-4 maggio 2004. Svolgimento del processo Cassazione Sezioni unite civili sentenza, n. 8433 del 12 febbraio-4 maggio 2004 Svolgimento del processo Su domanda proposta da M. P., titolare di pensione di invalidità dal 1977, il Tribunale di Alessandria

Dettagli

Pag. (Articoli estratti)... 175

Pag. (Articoli estratti)... 175 Normativa 1. Costituzione della Repubblica Italiana, approvata dall Assemblea Costituente il 22-12-1947, promulgata dal Capo provvisorio dello Stato il 27-12-1947 ed entrata in vigore l 1-1-1948 (Articoli

Dettagli

Modifica delle condizioni stabilite nella sentenza di divorzio La modifica decorre dal momento della proposizione della domanda

Modifica delle condizioni stabilite nella sentenza di divorzio La modifica decorre dal momento della proposizione della domanda Modifica delle condizioni stabilite nella sentenza di divorzio La modifica decorre dal momento della proposizione della domanda Cassazione Sentenza n. 3922/2012 commento e testo Studio legale law In materia

Dettagli

RISOLUZIONE N. 32/E QUESITO

RISOLUZIONE N. 32/E QUESITO RISOLUZIONE N. 32/E Roma, 11 marzo 2011 Direzione Centrale Normativa OGGETTO: Chiarimenti in ordine al trattamento fiscale delle operazioni di factoring e di recupero crediti QUESITO È pervenuta a questa

Dettagli

Redazione a cura della Commissione Comunicazione del CPO di Napoli

Redazione a cura della Commissione Comunicazione del CPO di Napoli Redazione a cura della Commissione Comunicazione del CPO di Napoli 36/2015 Marzo/9/2015 (*) Napoli 17 Marzo 2015 Tanto tuonò che piovve!!!! Arrivano le tutele crescenti. I nuovi assunti dal 7 marzo scorso

Dettagli

La connessione obiettiva di un illecito amministrativo ambientale con un reato

La connessione obiettiva di un illecito amministrativo ambientale con un reato La connessione obiettiva di un illecito amministrativo ambientale con un reato A cura della Dott.ssa Stefania Pallotta L art. 24 della legge 24 novembre 1981, n. 689 disciplina la connessione obiettiva

Dettagli

CAPITOLO II IL CONTRATTO A TEMPO INDETERMINATO A TUTELE CRESCENTI

CAPITOLO II IL CONTRATTO A TEMPO INDETERMINATO A TUTELE CRESCENTI IL CONTRATTO A TEMPO INDETERMINATO A TUTELE CRESCENTI CAPITOLO II IL CONTRATTO A TEMPO INDETERMINATO A TUTELE CRESCENTI SOMMARIO 1.- Le ragioni di una scelta. 2.- I principi ispiratori e le modalità attuative.

Dettagli

comportamento delle parti, escludendo che la stessa possa desumersi semplicemente, per esempio, dalla sottoscrizione di quietanze liberatorie o a

comportamento delle parti, escludendo che la stessa possa desumersi semplicemente, per esempio, dalla sottoscrizione di quietanze liberatorie o a II Tribunale di Catania composto dai magistrati: 1 dott. A. Maiorana Presidente dott.ssa D. Bonifacio Giudice dott.ssa G. Parisi Giudice relatore esaminati gli atti, sciogliendo la riserva di cui all'udienza

Dettagli

Nel caso in cui all erede sia destinato un legato si parla di legato in sostituzione di legittima: questi potrà valutare l opportunità di man-

Nel caso in cui all erede sia destinato un legato si parla di legato in sostituzione di legittima: questi potrà valutare l opportunità di man- SUCCESSIONI E DONAZIONI: LE QUESTIONI PIÙ DIBATTUTE 123 prio (Cfr. Ferrero-Podetti, La rinuncia all eredità, in Successioni e donazioni, vol. I, a cura di Rescigno, Padova, 1994, p.385). Nella ipotesi

Dettagli

IL LICENZIAMENTO INDIVIDUALE

IL LICENZIAMENTO INDIVIDUALE S.A.F. SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE IL LICENZIAMENTO INDIVIDUALE Vittorio De Luca avvocato e dottore commercialista Studio De Luca Avvocati Giuslavoristi Galleria Passarella, 2 Milano Milano - 17 Settembre

Dettagli