STATO-MAFIA, NAPOLITANO PARLA NELLA SALA OSCURA

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1 Davide Serra, il finanziere amico di Renzi che vorrebbe cancellare lo sciopero, vuole speculare con i crediti deteriorati di Mps. La sinistra che avanza y(7hc0d7*kstkkq( +[!#!"!$!{ Martedì 28 ottobre 2014 Anno 6 n 297 e1,40 Arretrati: e2,00 Redazione: via Valadier n Roma Spedizione abb. postale D.L. 353/03 (conv.in L. 27/02/2004 n. 46) tel fax Art. 1 comma 1 Roma Aut. 114/2009 STATO-MAFIA, NAPOLITANO PARLA NELLA SALA OSCURA Oggi al Quirinale il presidente testimonia al processo sulla Trattativa. Domande sugli indicibili accordi che gli svelò il suo consigliere Loris D A m br o s i o. E sul ruolo di presidente della Camera negli anni delle stragi quando fu bloccato il decreto sul 41-bis e quando i Servizi parlarono di t r at t at ive e progetti di ucciderlo. Polemiche sui cronisti tenuti fuori dal Palazzo. Il salone è chiamato così perché non ha finestre sull esterno d Esposito, Lo Bianco, Rizza e Tecce» pag. 2-3»IL GETTONE NELL I-PHONE» Cgil, Cisl e Uil: Con i ministri incontro surreale, non sapevano nulla Renzi sbeffeggia i sindacati: Non tratto, mandate un LA GDF E IL PRESIDENTE DELLA LAZIO Il colonnello arrestato a Lotito: T r a n qu i l l o per quei controlli... Iurillo e Lillo» pag. 9 Vertice sulla manovra, Camusso: Senza risposte sarà sciopero generale. Il premier: Fiducia? Guai a chi sgarra nel Pd IL TESTIMONIAL INDAGATO Dottor Bertelli e Mr. Prada: l eroe della Leopolda e i 430 milioni evasi al fisco di Gianni Barbacetto salito sul palco della Leo- come esempio Èpolda dell Italia virtuosa. Patrizio Bertelli, ad di Prada, è stato presentato così da Matteo Renzi: Per un paio di ore ascolteremo storie di impresa.»pag. 6 FERRERO, PATRON DELLA SAMPDORIA Altro che Tavecchio: Viperetta inguaia le tv col Thohir filippino Cannavò e Marra» pag. 4-5 Pagani» pag. 14 SOSTIENE MATTEO Il posto fisso non c è più? Ditelo all 86% dei nostri lavoratori LA KERMESSE N 5 MINACCIA EBOLA LA CATTIVERIA»pag. 5 Ragù, coniglietti e selfie: il bestiario del nuovo corso Zanca»pag. 6 Base di Vicenza, in quarantena 11 militari Usa Grignani»pag. 13 Renzi ha deciso di fare qualcosa contro l evasione, la corruzione e l illegalità. Per un giorno terrà il broncio a suo padre»w w w. s p i n oza. i t Al cittadino non far sapere di Marco Travaglio altro giorno anche i giornali italiani hanno L celebrato Ben Bradlee, il leggendario direttore del Washington Post scomparso a 93 anni che era entrato nella storia del giornalismo e della politica pubblicando i Pentagon Papers sulla sporca guerra in Vietnam e poi l'inchiesta di Bernstein & Woodward che scoperchiò lo scandalo Watergate e abbatté il presidente Nixon, sempre in barba alla ragion di Stato e in nome della ragion di cronaca. Sono gli stessi giornali che da due anni tacciono su uno scandalo che fa impallidire il Watergate e riguarda non la Casa Bianca, ma il Quirinale a proposito della trattativa fra lo Stato e la mafia. Hanno nascosto il ruolo di Giorgio Napolitano nelle manovre del consigliere D Ambrosio per sottrarre l inchiesta alla Procura di Palermo. Hanno ribaltato la verità, trasformando i pm da vittime in aggressori del Colle. Hanno chiesto a gran voce la distruzione delle telefonate Napolitano-Mancino, onde evitare il rischio di inciampare in una notizia e di doverla pubblicare. Hanno sorvolato sulla vergogna di uno Stato che, tramite i suoi massimi rappresentanti, non ha mai solidarizzato con i pm condannati a morte da Riina, depistati e minacciati con pizzini e strane visite in case e uffici da uomini di servizi e apparati (deviati, si fa per dire). Si sono arrampicati sugli specchi per sostenere l insostenibile esclusione degli imputati dall udienza al Quirinale per la testimonianza di Napolitano dinanzi alla Corte d Assise, ai pm e ai legali degli imputati. E ora non dicono una parola sull ultima vergogna: il divieto di accesso e di ascolto in quell udienza imposto dal Quirinale alla stampa (cioè ai cittadini). Solo il Corriere e solo ieri è intervenuto per chiedere che i giornalisti possano assistere alla scena, mai accaduta prima, di un capo dello Stato italiano sentito come teste in un processo di mafia. Una richiesta di trasparenza condivisibile, ma supportata da motivazioni assurde: conviene alla massima istituzione del Paese per evitare interpretazioni strumentali, illazioni fuorvianti, inquinamenti della realtà, suggeriti da una campagna culminata nella morte per infarto di D Ambrosio e in una sfida tra poteri... in grado di ledere il prestigio e l autorevolezza del supremo organo costituzionale. Cioè: la stampa dev es - sere presente non per informare i cittadini di ciò che dirà o non dirà il Presidente sulla pagina più nera della storia recente, ma per salvargli la faccia dalla spettacolarizzazione del processo (che peraltro, per legge, sarebbe pubblico), da letture manipolate e virali dei professionisti della controinformazione a caccia di scandali, a costo di inventarli. Come se ci fosse bisogno di inventarli, gli scandali. Come se la stampa più serva del mondo (in fondo alle classifiche della libertà d informazione) si divertisse a mettere in cattiva luce il Presidente (ma quando mai). Come se il compito dei giornali fosse di surrogare l ufficio stampa del Colle. Naturalmente il Corriere ce l ha col Fa t to, che ha il brutto vizio di scrivere quello che gli altri occultano e financo accostare la testimonianza del presidente perfino al caso Clinton-Lewinsky. Già: il paragone è azzardato. Infatti Clinton doveva rispondere dei suoi rapporti orali con una stagista, non degli indicibili accordi fra Stato e mafia (orali e scritti in un papello) che il suo consigliere afferma di aver confidato a Napolitano. Il video dell interrogatorio di Clinton dinanzi al procuratore Starr fece il giro del mondo, su tutte le tv e i siti Internet, e qualche miliardo di persone poté farsi un idea della sincerità del presidente Usa da ogni smorfia e piega del suo volto. Invece la deposizione di Napolitano non la vedrà nessuno, perché non sarà neppure filmata. Far notare questo sconcio, per il Corriere, è roba da quarto potere che gioca sul vittimismo e de - raglia dalle regole base della deontologia. Chissà come avrebbe reagito il vecchio Ben Bradlee se i nostri maestrini di deontologia gli avessero spiegato il giornalismo come manutenzione al monumento equestre di un presidente.

2 2 MARTEDÌ 28 OTTOBRE 2014 LA CORTE DAL RE il Fatto Quotidiano Sala del Bronzino, un tempo O s c u ra e Delle battaglie È NEL NUCLEO PIÙ ANTICO del Quirinale la sala del Bronzino che oggi ospiterà la deposizione del presidente della Repubblica al processo per la trattativa Stato-mafia. È l ambiente centrale e di maggiori dimensioni della palazzina di Gregorio XIII Boncompagni ( ). Un tempo era qui e nell attigua Sala degli Arazzi di Lille che il papa svolgeva le principali attività di rappresentanza. Non avendo finestre verso l esterno, ma solo verso la Loggia d Onore, nel Settecento era nota come Sala O s c u ra. Con i Savoia prese il nome di Sala delle Battaglie per la presenza di quadri che raffiguravano vittorie risorgimentali. Fu restaurata nel 38 per la visita di Hitler a Roma. Attualmente l ambien - te è usato come luogo di incontro del presidente della Repubblica con i capi di Stato ospiti. AL QUIRINALE SENZA TESTIMONI OGGI NAPOLITANO DEPONE, ESCLUSI I GIORNALISTI. NESSUN FILMATO, L AUDIO LO REGISTRERÀ IL COLLE P O RT FO L I O di Fabrizio d E s p o s i to Si conosce solo l orario d inizio. Le dieci di stamattina, nella sala del Bronzino nota anche come sala oscura, perché non ha finestre sul mondo esterno. Poi tutto quello che accadrà al piano nobile del Quirinale sarà ignoto, in una sorta di b l a c ko u t di stampo nordcoreano. Persino la disposizione di persone, una quarantina, tavoli e poltrone non è ammesso sapere. Giorgio Napolitano testimonierà al buio sulla trattativa tra Stato e mafia. Fino all ultimo si sono moltiplicati gli appelli per dare trasparenza all esame davanti alla Corte d Appello di Palermo, in trasferta eccezionale a Roma. Il più autorevole ieri sul Corriere della Sera, a firma del quirinalista di via Solferino, Marzio Breda. Sembrava così che in giornata si fosse aperto uno spiraglio, ma alle sei di sera dagli uffici del consigliere per la stampa e per la comunicazione la risposta è stata laconica: Non sono ammessi giornalisti. Stop. Il grande nemico: le telecamere Al di là della rabbia e del fastidio con cui Re Giorgio ha seguito e subìto la drammatica e s ca l a t i o n della sua testimonianza di oggi, a blindare come un aula cieca e sorda la sala oscura del Quirinale è stata la grande paura dello staff di Napolitano. Quella riguardante la tenuta psicofisica del capo dello Stato. Un timore nato esattamente un mese fa, quando al Colle fu recapitata l ordinanza della Corte per l esame. Quello stesso giorno a Palermo fu sentito, sempre nel processo sulla trattativa, Ciriaco De Mita e Napolitano rimase colpito dal modo sprezzante in cui, a suo giudizio, sarebbe stato trattato l ex premier ed ex leader della Dc. Da quel momento in poi, al Quirinale hanno avuto una sola priorità: preservare il Re dalle telecamere per evitare anche eventuali manipolazioni o strumentalizzazioni di singole immagini, che magari possono essere isolate e dare l impressione di un Napolitano in difficoltà. È il rischio che ieri sul Co rs e ra, Breda ha chiamato spettacolarizzazione del processo. Il presidente impegnato a studiare le carte Ma a far pendere per la blindatura dell udienza di oggi nella sala del Bronzino è stata la condizione di stanchezza del capo dello Stato (che nonostante tutto, in ogni caso, non sarebbe più intenzionato a dimettersi a gennaio). Ed è per questo che dallo staff del Quirinale trapela la speranza che l esame di oggi non sia estenuante e possa concludersi nell arco di mezza giornata, a fine mattinata. Al contrario, un allungamento fino al pomeriggio potrebbe far tendere i nervi ancora di più a Napolitano. Il quale oggi si presenterà nel suo consueto stile: gelido e pignolo. Ieri ha trascorso parecchie ore nel suo studio a studiare e rileggere le carte, a partire dalla questione centrale delle telefonate di Nicola Mancino, in cerca di sponde per evitare il processo, e dalla famosa lettera del suo consigliere giuridico poi morto per infarto, Loris D Ambrosio. Il piano del presidente, messo a punto con i suoi consiglieri, è quello di ripetere le risposte già mandate per iscritto e comunque di uscirne bene dopo il calvario di questi mesi. L amico Macaluso: Bisognava evitare In particolare, in questa vigilia descritta come relativamente tranquilla, l attenzione del capo dello Stato si è concentrata soprattutto su un enorme mole di carte che riguarda il biennio e le conseguenti domande dei magistrati sull allarme attentati diramato STANCHEZZA E TENSIONE Lo staff auspica che tutto finisca in mattinata anche per la tenuta psicofisica del capo dello Stato. I timori nati dall audizione di De Mita dai servizi segreti. All epoca, Napolitano era presidente della Camera e in questi giorni ha cercato di fare mente locale su episodi e dettagli di quell anno e che possono essere al centro di questa parte dell esame. Ieri all agenzia La Pre ss e, Emanuele Macaluso, uno degli amici più fidati del capo dello Stato, ha mostrato uno stato d animo decisamente preoccupato: Questa cosa andava evitata. Sarebbe stato meglio che non fosse stato chiamato a testimoniare. Alla fine il grande giorno della testimonianza di Napolitano è arrivato. Nel buio mediatico, in una sala oscura al piano nobile del Quirinale. PADRONE DI CASA Massi - mo Bray, ex ministro, è tornato al suo lavoro alla Treccani e ieri ha ospitato un dibattito con due co - ra z z i e r i politici del Colle: Giuliano Amato e Umberto Ranieri L UDIENZA E LE REGOLE Quaranta persone ammesse Vietati telefonini, tablet e pc COMINCERÀ ALLE 10 nella sala del Bronzino del Quirinale l udienza per l audizione del presidente della Repubblica. Una quarantina le persone ammesse e sono i giudici della Corte d as - sise presieduta da Alfredo Montalto, il procuratore reggente di Palermo Leonardo Agueci con il procuratore aggiunto Vittorio Teresi e i sostituti Roberto Tartaglia, Nino Di Matteo e Francesco Del Bene e gli avvocati che rappresentano i dieci imputati e le parti civili del processo Trattativa. A interrogare Giorgio Napolitano per la Procura sarà Teresi ma non sono esclusi interventi dei sostituti. L ingresso al Quirinale è fissato inderogabilmente tra le 9,30 e le 9,40, i magistrati palermitani e i giudici popolari (sei più due supplenti) sono a Roma da ieri sera. DOVRANNO RIMANERE FUORI i giornalisti ma anche telefoni cellulari, computer, tablet e ogni altro strumento di registrazione: magistrati e avvocati dovranno depositarli all ingresso. Non sono previste riprese filmate dell udienza e la registrazione audio, normalmente affidata a una società privata che poi procede alla trascrizione da depositare agli atti, in questo caso sarà a cura degli uffici del Quirinale che poi la metteranno a disposizione della Corte d assise. Il fronte dei direttori: Meglio la trasparenza GIORNALI E TV SULLA LINEA DEL CORRIERE: RISCHIO DI MOLTIPLICAZIONE DEI RETROSCENA. MENTANA: C È UN PO DI MORBOSITÀ ISTITUZIONALE di Carlo Tecce ingresso del Quirinale, per la testimonianza di Napolitano nel processo per la L presunta trattativa Stato-mafia, sarà aperto alle 9:30. Mezz ora dopo è previsto l inizio. Non ci saranno registrazioni video, audio sì, che poi saranno utilizzate per la trascrizione a opera degli uffici del Colle. I verbali saranno a disposizione della Corte d Assise, e saranno divulgati. Con un editoriale a firma di Marzio Breda, il Corriere della Sera ha suggerito a Napolitano la massima trasparenza per evitare strumentalizzazioni, e dunque una diretta dal Quirinale. La Presidenza della Repubblica, invece, ha deciso di non accreditare i giornalisti e di non fornire informazioni in tempo reale. Scelta corretta o sbagliata? E come dovrà adeguarsi la stampa italiana? L abbiamo chiesto ai direttori dei maggiori quotidiani e telegiornali. Lucia Annunziata (Huffington Post): Io mi aspettavo lo streaming, perché penso che sia un interesse di tutti, soprattutto di Napolitano. Così si rischia un moltiplicarsi di retroscena, potenzialmente manipolati da una parte, ovvero dagli avvocati di Riina e Bagarella. Ferruccio de Bortoli (Corriere della Sera): Cercheremo di dare il maggior numero di notizie possibili. La mia linea è quella descritta chiaramente da Marzio Breda. Mario Giordano (Tg4): Copriremo l evento con i nostri inviati e ci affideremo alle nostre fonti. Sono d accordo con chi sostiene, a questo punto, che sarebbe stata meglio la massima trasparenza. L ingresso del Quirinale Ansa Marcello Masi (Tg2): Avremo un collegamento in diretta con il nostro quirinalista nell edizione delle 13. La decisione di non consentire l accesso alle telecamere è una prerogativa del capo dello Stato e non voglio giudicare. Ma da giornalista avrei preferito guardare, senza poi incorrere in mediazioni degli avvocati, come quello di Riina. Enrico Mentana (TgLa7): Noi ci comporteremo come al solito. Questo è un passaggio di rilievo istituzionale, ma non cambia nulla della storia del processo. Quando sapremo cosa si è detto, potremmo capire meglio se la decisione presa sia stata giusta. È ovvio che sarebbe più spettacolare seguire le parole di Napolitano, però è altrettanto ovvio il comportamento molto cauto del Quirinale. Peraltro, Napolitano è un testimone, chiamato su uno specifico aspetto della questione. I media non seguono con grande attenzione il processo di Palermo, perciò in questo caso mi sembra ci sia un po di morbosità istituzionale. Clemente Mimun (Tg5): Lo streaming o la diretta tv avrebbero spettacolarizzato. Viva sempre la trasparenza, ma comprendo la posizione del Quirinale. Roberto Napoletano (Sole 24 Ore): Da giornalista dico: è bene che ci sia assoluta trasparenza, dobbiamo fare sempre il nostro mestiere e la diretta aiuta. Comprendo, però, le preoccupazioni di chi teme che l istituzione della Presidenza della Repubblica possa diventare oggetto di teatralizzazione mediatica facendo passare, in maniera surrettizia, la testimonianza di Napolitano come la deposizione di un imputato alimentando il rischio di destabilizzazione del Quirinale. Il Sole 24 Ore, l ho sempre detto e lo ripeto ora, darà tutte le informazioni con il consueto rigore. Sarah Varetto (SkyTg24): La vicenda la raccontiamo con estrema attenzione, come sempre. Già ieri abbiamo intervistato l avvocato di Riina. Ci saranno i nostri inviati sul posto. Non credo, però, che sia leso il diritto d informazione, perché poi avremo le trascrizioni di quanto avrà riferito il presidente della Repubblica.

3 LA CORTE DAL RE il Fatto Quotidiano MARTEDÌ 28 OTTOBRE Ge o r go f i l i, possibile rinuncia al Cavalierato SCONFITTA Umberto Ranieri ha scritto un libro sulla sconfitta storica dei miglioristi dopo la fine del Pci: Napolitano, Berlinguer e la luna (Marsilio). Tutti sconfitti tranne uno: Giorgio Napolitano COLPA DI ENRICO Barbano, direttore del M at t i n o, col libro di Ranieri. A eccezione di Bray, che ha difeso Berlinguer, gli altri hanno individuato nel gi u s t i z i a l i - smo la crisi dei postcomunisti DOPO L UDIENZA valuteremo comunque la possibilità di restituire al Presidente Napolitano il Cavalierato del quale ha voluto insignire attraverso il suo legale rappresentante la nostra a ss o c i a z i o n e. Lo fa sapere l A ss o c i a- zione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili (Firenze, 27 maggio 93), guidata da Giovanna Maggiani Chelli. In un comunicato l a s- sociazione ricorda che i suoi esponenti non sono stati ammessi al Quirinale (ci sarà il loro avvocato) e polemizza con le recenti proposte di abolizione dell ergastolo e del 41-bis per i boss mafiosi. di Umberto Pizzi ASPIRANTE Anche Giuliano Amato è di casa alla Treccani, dove ha avuto una comoda poltrona prima di traslocare alla Corte Costituzionale. Un dettaglio di ieri rivela la sua ambizione: Amato non ha voluto parlare di Renzi e del presente perché si sente ancora in corsa per il Quirinale ANTIMAFIA Caso Manca Ingroia resta fuori a Commissione antimafia torna a Messina, dove Lstamattina in Prefettura incontrerà i familiari di Attilio Manca, l urologo trovato morto nella sua abitazione di Viterbo il 12 febbraio del 2004: nudo, il naso fratturato, due fori sul braccio sinistro e una siringa priva d impronte sul pavimento. Per gli investigatori si sarebbe trattato di overdose di eroina, nonostante il medico fosse notoriamente mancino. Secondo la famiglia, invece, il giovane medico fu assassinato, dopo che aveva operato Provenzano in una clinica di Marsiglia nel Un mistero ancora oggi insoluto, ed è per questo che oggi alle 11, la commissione ascolterà Angela e Gianluca Manca, madre e fratello dell urologo. All'audizione non parteciperà però Antonio Ingroia (nella foto), ex pm di Palermo e ora avvocato della famiglia. Normalmente la presenza di avvocati alle audizioni dell Antimafia non è prevista, nel caso di Ingroia, però l esclusione sarebbe dovuta al recente passato politico dell ex pm. Para- frasando Manzoni commenta l ex pm il processo Manca è un processo di mafia che non s ha da fare: nonostante anche il pentito Setola abbia fatto dichiarazioni in questo senso. La settimana scorsa, il tribunale di Viterbo aveva rigettato la costituzione di parte civile presentata dai familiari, dato che il reato di morte in conseguenza di altro reato (il traffico di droga) è prescritto. di Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza Palermo La scena descritta da Martelli all Antima - fia è quella di un fuggifuggi generale quando, all indomani della strage Borsellino, si decide di trasformare in legge il decreto che prevede l istituzione del 41-bis: Ho dovuto firmare personalmente quei decreti ha detto più volte l ex Guardasigilli perché nessuno voleva assumersi questa responsabilità. Nei mesi precedenti, lo stesso Martelli ricorda una processione di deputati siciliani che, in visita nel suo ufficio di via Arenula, gli chiedevano un ripensamento sul carcere duro che tanto preoccupava i detenuti. Il dibattito parlamentare nell estate del 92 Che cosa succedeva a Montecitorio nell estate del 92, pochi giorni dopo la strage Falcone e alla vigilia di quella Borsellino, quando la trattativa era appena stata avviata e il dibattito parlamentare puntava già a neutralizzare la nuova norma per i carcerati mafiosi? E com è possibile che solo due mesi dopo via D Amelio, Tiziana Maiolo (all epoca numero 2 della commissione Giustizia per Rifondazione) già proponesse di chiudere i penitenziari di Pianosa e Asinara, definendoli strutture antieconomiche? È quello che i pm di Palermo chiederanno questa mattina a Giorgio Napolitano, che proprio in quei mesi era il presidente della Camera, e in quelle vesti potrebbe essersi interrogato sulle ragioni di tanta foga ga- rantista a pochi giorni dagli attentati a Palermo. Non solo. Gli chiederanno anche delle paure di Carlo Azeglio Ciampi, premier un anno dopo, che si convinse di essere in pieno golpe quando, la notte del luglio, subito dopo le bombe in via Palestro a Milano e alle basiliche romane di San Giorgio al Velabro e di San Giovanni in Laterano, saltarono i centralini telefonici di Palazzo Chigi. Lo Dal 41-bis alle note Sismi Domande anche sul 1992 ULTIMA RIUNIONE IN PROCURA, POI I PM DI PALERMO SONO PARTITI PER ROMA I QUESITI SUL CARCERE DURO, LE PAURE DI D AMBROSIO E LA LUNGA NOTTE DI CIAMPI di Valeria Pacelli I pm Vittorio Teresi e Nino Di Matteo stesso Ciampi raccontò poi che di quelle giornate non avrebbe mai dimenticato la paura di un colpo di Stato e i sospetti diffusi di collegamenti con la P2. Possibile che non ne abbia parlato con il presidente della Camera Napolitano, che di lì a qualche giorno sarebbe stato additato dai servizi come bersaglio di Cosa Nostra insieme a Spadolini (Giovanni e Giorgio, proprio i nomi delle due basiliche distrutte) nell ambito di un progetto di trattativa? I timori del consigliere e quegli indicibili accordi Mancata cattura di Provenzano, no di Mori alla nuova istruttoria ui si giudica la personalità di Mario QMori, non i fatti reali. È questa in sintesi la linea difensiva del professor Enzo Musco, legale del generale ex capo del Ros e del Sisde assolto in primo grado, insieme al colonnello Mauro Obinu, nel processo sulla mancata cattura del boss Bernardo Provenzano. Il procuratore generale di Palermo Roberto Scarpinato, infatti, aveva chiesto la riapertura dell istruttoria in appello alla luce di nuovi elementi. Come il protocollo farfalla, l accordo con il Dap che avrebbe dato accesso riservato ai boss detenuti per raccogliere informazioni sottratte alla magistratura. Il 26 settembre scorso, Scarpinato aveva parlato della rilevanza probatoria del fatto che il generale Mori, pur essendo venuto a conoscenza da fonti qualificate di taluni aspetti della complessa strategia della tensione, non solo non abbia svolto alcuna attività investigativa, ma neppure si sia attivato per allertare le istituzioni come fecero la Dia e lo Sco, tenuto conto della sua passata esperienza di uomo dei servizi e delle sue amicizie con esponenti della destra eversiva e della massoneria. PER IL LEGALE di Mori la riapertura del processo è infondata e illegittima, come si legge in una memoria di 17 pagine depositata ieri in udienza a Palermo: Non mi pare scrive il professor Musco possa sussistere dubbio che ci troviamo di fronte a un cambio radicale di strategia giudiziaria politica (...) I protagonisti non sono i fatti contestati ma la vita professionale di Mori, i suoi comportamenti da piduista, da membro dei servizi deviati e di appartenente ad associazioni segrete variamente denominate. Poi incalza: Avendo la necessità di provare situazioni e fatti risalenti a 40 anni fa, si stravolge la logica e il limite dell accertamento giudiziario che Costituzione vuole essere Mario Mori, ex Ros Dlm Sono le nuove domande approntate ieri sera nell ultima riunione svolta a porte chiuse dai pm del processo sulla trattativa, poco prima di imbarcarsi per Roma. Oggi, senza pc, nè ipad, nè telefonini, i pm del pool Stato-mafia varcano il portone del Quirinale, muniti solo di carta e penna, per un udienza mai vista nella storia giudiziaria italiana: la testimonianza di Napolitano. Non sarà, almeno nelle previsioni, un udienza breve. L a v- vocato Luca Cianferoni, difensore di Riina, dice che potrebbe durare sei ore. La prima parte dell esame avrà come tema il contenuto della lettera che il consigliere giuridico Loris D'Ambrosio scrisse a Napolitano il 18 giugno 2012, poco prima di morire d infarto, per esprimere il timore di essere stato considerato un utile scriba, usato come scudo di i n- dicibili accordi nel I pm domanderanno al testi- orientata esclusivamente sul fatto, su un comportamento concreto e mai sulla personalità. Ma i rigurgiti di concezioni autoritarie sono sempre lì a ricordarci che solo Dio può essere il giudice della personalità. Secondo la difesa del generale, dopo 5 anni e 4 mesi di processo tutto è stato indagato : Il Tribunale di Palermo scrive Musco ha infatti già allargato il tema consentendo all accusa di sentire tutti i testi possibili compreso il manifesto bugiardo Massimo Ciancimino. Sarebbero quindi inammissibili nuovi atti, come le dichiarazioni del collaboratore Sergio Flamia, che ha detto di aver lavorato per i servizi per 20 anni in cambio di circa 150 mila euro. La parola passa alla Corte, che deciderà il 21 novembre. mone del Colle se si è mai chiesto quali fossero questi i n d i c i- bili accordi e se ha mai collegato i dubbi del suo consigliere alla frenetica attività parlamentare dell'estate 92. E anche se l Avvocato dello Stato, Giuseppe Dell Aira, parte civile per il governo, dovesse tirar fuori (come è già accaduto) le prerogative di assoluta riservatezza che riguardano non solo l'attività pubblica, ma anche quella informale del presidente s t a- bilite dalla sentenza della Consulta del 4 dicembre 2012, Napolitano stavolta non potrà rifugiarsi sotto l ombrello dei privilegi presidenziali: dal 3 giugno del 92 e fino al 14 aprile 94 occupava il vertice di Montecitorio e il suo ruolo istituzionale non era coperto da alcuna prerogativa di riservatezza. Il documento dei Servizi e l allarme attentati del 93 La seconda parte della testimonianza potrebbe riguardare l allarme attentati lanciato dal Sismi nel 93 proprio nei confronti di Napolitano e Spadolini: un argomento entrato nel processo dopo l acquisizione di una informativa riservata dei servizi militari. Un atto che il pm di Firenze, Gabriele Chelazzi, indagando sui mandanti esterni delle stragi del 93, aveva scovato nel 2002, ma che dopo la sua morte nessuno aveva mai trasmesso a Palermo. Nel corso delle indagini, il pm Nino Di Matteo e i suoi colleghi lo hanno scoperto casualmente, da un accenno contenuto in un fascicolo archiviato, e sono andati a prelevarlo a Firenze, alla vigilia del deposito. Non sarà un udienza facile. E se non saranno le sei ore previste da Cianferoni, si prospetta comunque una lunga battaglia procedurale. Il capo dello Stato non può più tirarsi indietro: avendo offerto la sua disponibilità a deporre, unica condizione preventiva posta dal presidente Montalto, l'inquilino del Colle dovrà rispondere a tutte le domande di pm, giudici e avvocati consentite dalla Corte. Il giorno più lungo di Napolitano è appena cominciato.

4 4 MARTEDÌ 28 OTTOBRE 2014 COSÌ PARLÒ il Fatto Quotidiano Soru vince le primarie per la segreteria sarda L EUROPARLAMENTARE ed ex presidente della Regione, Renato Soru, vince le primarie per l elezione del segretario del Pd Sardegna conquistando il 51% dei votanti, quasi 20 mila voti, sbaragliando la concorrenza del senatore Ignazio Angioni (36,8% con voto) e dell ex segretario di Cagliari, Thomas Castangia (12% con poco più di 4500 voti). Su di lui sono stati fatti convergere i voti dei big dei Dem sardi: Paolo Fadda, potentissimo ex assessore regionale e sottosegretario della Sanità, Antonello Cabras, ex presidente della Regione e sottosegretario ora Presidente della Fondazione Banco di Sardegna, il segretario regionale uscente, Silvio Lai, e l ex sindaco di Sassari e presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau. Renzi, sfida continua: niente sgarri sulla fiducia FASSINA: IL JOBS ACT NON LO VOTO. LA MINORANZA LO LOGORA E NON SE NE VA di Wanda Marra Non mi interessa parlare di potere di veto, ma di potere di voto. Matteo Renzi si presenta a Otto e Mezzo, per il rientro di Lilli Gruber, con il tono ecumenico di chi ha passato 24 ore ad avvertire, asfaltare, minacciare, sfidare sindacati e minoranze interne. E pensa di aver già vinto. A proposito della minoranza dem, si produce in una negazione, che in LO SCENEGGIATORE DI GOMORRA Io alla kermesse contro la fiction di B. realtà è un affermazione: Non credo che siano animati dallo spirito di vendetta.. Però, ribadisce: Non credo alla scissione. Anche se, certo, servono regole che agevolino lo sforzo di ascoltarsi. Come dire: se esagerano, la scissione la guida lui. Quali regole? Lunedì scorso alla direzione del Pd, il premier aveva detto: Io immagino libertà di coscienza non solo su materie eticamente sensibili, ma anche sulle riforme costituzionali. Ma dobbiamo darci regole sui voti di ALLA LEOPOLDA c era anche Stefano Bises, sceneggiatore Rai di Serie tv come G o m o r ra. Era la prima volta alla Leopolda? Sì. Come mai ha deciso di andare? Mi hanno chiamato dall organizzazione. Quando hai la possibilità di parlare davanti a mezzo governo di quali sono le cose che vanno cambiate nel mio mondo, ci vai. E quali sono? Dobbiamo recuperare i nostri veri patrimoni narrativi, raccontare con un po di autenticità questo paese. Perché non si fa? Per 20 anni il mandato della tv era che va tutto bene, che i ristoranti sono pieni, che non c'è crisi. Anche Renzi spinge molto su un racconto della realtà che non coincide con la realtà: ha persino invitato i dirigenti dem a studiare sulle fiction americane. Se prendi un paese in grandissima difficoltà, devi tornare a dare coraggio, speranza. Renzi è abilissimo a comunicare, ma la tecnica comunicativa dopo Berlusconi è cambiata in tutto il mondo. wa. m a. fiducia e decidere qual è il punto dove una comunità sta o no sta. Non votare la fiducia è esattamente quello che nella minoranza dem minacciano. Il giorno dopo la Leopolda, il lunedì dopo la piazza, il Pd protesta, attacca, affonda. Ma in realtà sembra confermare quello che dice il premier: la voglia di scissione ci sarà pure, la forza per farla no. Fassina annuncia il no alla fiducia sul jobs act e accusa Renzi di cercare sistematicamente un ROTTAMATI Vi o l a n te? Se troviamo un accordo politico che sblocca la situazione è chiaro che i candidati cambiano incidente per giustificare le elezioni anticipate. Stessa posizione di Pippo Civati. Mentre Cuperlo gli attribuisce la colpa di un eventuale scissione. L aggregazione a sinistra resta un traguardo lontano. La minoranza pensare a strutturare la propria area, un po come fu l Associazione Red D Alema. Il logoramento reciproco durerà ancora un po. Con il premier deciso a RITORNO non concedere Il giorno dopo nulla al- la parte dissidente del suo la Leopolda, il presidente del Consiglio Matteo partito e Renzi è a quella pronta Otto e Mezzo a creargli La Pre ss e problemi su tutto, dalla legge di stabilità al lavoro, passando per la legge elettorale. Il premier comunque chiarisce, a proposito di elezioni: Voglio cambiare il paese, non il Parlamento. Anche se poi la stima che ha di quest istituzione l ha rivelata Maria Elena Boschi l altra sera a Che tempo che fa Tra il dire e il fare c è di mezzo il Parlamento. FA R N E S I N A Domani la decisione: in pole position la tecnica Elisabetta Belloni. Ma si aspettano s o r p re s e A PROPOSITO di rottamazione, il presidente del Consiglio si prepara a mandare ufficialmente in soffitta la candidattura di Luciano Violante. Gli ha detto in diretta tv che è solo un ripiego: Se ci sono le condizioni politiche per un altro nome, per superare il blocco, si superano i candidati. La prossima votazione per la Consulta dovrebbe essere giovedì. Si cercano due nomi di tecnici. Donne. Ieri Renzi si è rivolto esplicitamente alla parte più seria di Grillo, offrendo la trattativa su Consulta e legge elettorale. Passaggio su Grillo: Le sue parole sulla mafia sono "inqualificabili" e "mettere la parola mafia e la parola morale nella stessa frase è da fuori di testa". Se riuscisse a portarli alcuni grillini dalla sua parte, otterrebbe due risultati: la spaccatura del Movimento Cinque Stelle e la maggior libertà nei confronti di Forza Italia. il segretario dem immagina èfa tutto parte di una visione futura, con due grandi partiti, tra i quali gli elettori possono scegliere anche passando dall uno all al - tro. Ieri ancora una volta ha difeso a spada tratta il Patto del Nazareno: Un atto parlamentare sulle riforme costituzionali e sulla legge elettorale. Forzatura evidente. Ma su questo il presidente del Consiglio non dice una parola in più. PER IL RESTO, domani è il giorno della sostituzione di Federica Mogherini agli Esteri. Renzi è abituato a fare tutto da solo e tutto all ultimo minuto. Sembrano in ribasso le quotazioni di Marina Sereni e anche quelle di Lia Quartapelle, giovane deputata che piace molto al premier, ma che non ha l esperienza che stavolta il Colle ritiene requisito essenziale. Come essere una donna. E allora, potrebbe toccare al direttore generale per le risorse umane della Farnesina Elisabetta Belloni. Ancora in corsa il vice Ministro Lapo Pistelli. Che però ha lo svantaggio di essere un uomo. Lotta di classe A l l e rgi e Intellettuali dei suoi stivali: Matteo come Craxi di Antonello Caporale Matteo Renzi non piacciono i pensierosi, i Alumaconi, i logorroici, i patiti dell'inchiostro. È il dubbio il suo vero nemico. Potesse, lo farebbe a fette come usa con la finocchiona. Pane e salame e gnam! Gli intellettuali sono come quei pensionati che stanno lì a osservare il cantiere appena aperto e a mugugnare: non ce la si fa. Intellettuali dei miei stivali! imprecò Bettino Craxi e fu il timbro della sua marcia, il valore della rottura, il segno che i tempi erano definitivamente cambiati. Due giorni fa Matteo ha ritwittato. Tale e quale. Tolto Baricco, che ha ritmo nelle vene, e forse La Pira nel Pantheon restano Eataly e le Officine bresciane. Il fare, fare bene e fare presto. Da Farinetti mangi tutta la pasta che vuoi, come la vuoi, seduto in poltrona o sul trespolo, con la spesa arrotolata tra le mani o in tailleur elegante. Di Brescia anche Fabio Volo, che fa il dj e lo scrittore, intanto due lavori e non uno solo, ed è allegro, divertente, con una prosa fluida, piena di metafore, come piace al tempo che piace a noi tutti. Pif già un po meno, con la mafia è divenuto più crepuscolare. Matteo è ipercinetico, quindi è nella sua natura sviluppare col movimento un pensiero un po random. Potrebbe mai Gustavo Zagrebelsky coordinare un tavolo della Leopolda sulla Costituzione? Sai che noia. I tavoli sono circolari e chiassosi, creativi, pieni di energia. E sono pieni di cose da fare e da dire tutti insieme. La discussione è serrata, i tempi degli interventi definiti, i documenti finali asciutti e colorati. E mentre loro parlano e decidono è tutto un circolare, un flusso enorme che dà vigore alla fatica breve della creazione. Semmai poi si vede com è venuta. Renzi è certo che se avesse dato ascolto ai professoroni la riforma costituzionale sarebbe ancora alla pagina uno. Invece lui disse: per l'8 agosto voglio che il Senato chiuda in prima lettura il testo. L'8 agosto, non il 9 e nemmeno il 10. E così è stato. Proprio così. Leggere adesso cosa c'è scritto è spigolare, cavillare, rincretinirsi sui dettagli e perdere di vista l obiettivo: fare. Fare, con la maiuscola. Esiste la legge del Fare e si chiama lo Sblocca Italia. In quel decreto sono rimosse tutte le attitudini alle lungaggini, i sentieri storti delle ostruzioni, le bagattelle tra paesaggisti, storici dell'arte, archeologi e sovrintendenti. Già la parola Sovrintendente gli dà noia: È una cosa ottocentesca. I sovrintendenti sono anche permalosi. Far guidare a Salvatore Settis il tavolo del Paesaggio sarebbe come darsi una mazzata sui piedi. Qui non è solo e non è tanto questione di gufaggine (e magari il professore porta anche iella di suo) è proprio il modo di vedere il mondo, vederlo crescere anche in senso quantistico. Fare un autostrada per esempio. E farla veloce, approvarla e vederla costruita senza tante storie. Bettino Craxi Ansa CONTRO I GUFI I nuovi nemici pubblici: i logorroici, i pensierosi, i dubbiosi, i patiti dell i n c h i o s t ro, i filologi RENZI è contrario al tempo che scorre. Lui l an - ticipa sempre. Il futuro è solo l'inizio ha fatto scrivere come slogan. Cosa vuol dire? Intanto suona bene, chiama tutti alla corsa, a stare davanti e non indietro, a creare e non a distruggere. I pensierosi distruggono. Alla Leopolda c'era infatti solo chi crea lavoro. Quindi gli imprenditori. Agli operai ha concesso una saletta riservata e mezz'ora di colloquio. Loro perdono il lavoro. Chi crea il lavoro? Chi ha i soldi, elementare Watson. Tra Davide Serra e Giacomo Leopardi predilige di gran lunga il primo, altro che giovane favoloso il poeta di Recanati. Matteo è contro l'immateriale, il metafisico. Odia la paura (e i paurosi) i pessimisti, i cavillosi. Figurarsi i filologi. A me sembra Plafagone, il servo che ottenuto il comando spadroneggia in casa, lo disprezzò un giorno Luciano Canfora, un altro dei professoroni (al proposito la meravigliosa confidenza della ministra Boschi a Zagrebelsky: Abbiamo usato quella parola per ragioni mediatiche ). Renzi è un concretista che deve salvare l'italia, farla rinascere e soprattutto farla contare nel mondo. E questo in breve tempo. Perciò una riforma al mese disse a gennaio, e al massimo nei cento giorni, garantì a giugno. A luglio, passo dopo passo, i giorni si son fatti mille. Alla stazione Leopolda ha aggiustato il tiro: tirerà la carretta solo fino al Al massimo, s'intende. Matteo, come vedete, si mangia il tempo. Lo rincorre, lo azzanna, e infine lo schianta.

5 COSÌ PARLÒ il Fatto Quotidiano MARTEDÌ 28 OTTOBRE Farinetti: Serra? Ha detto una stupidaggine ANCHE LUI, da quando è diventato il re di Eataly, più volte è finito sotto tiro e i suoi dipendenti hanno più volte protestato per orari, turni e stipendi. Così, chi meglio di lui può commentare le parole del finanziere Davide Serra che alla Leopolda si è permesso di criticare il diritto allo sciopero? Ieri quelli di Un giorno da pecora lo hanno chiesto ad Oscar Farinetti. Che non si è fatto cogliere impreparato: Siamo tutti nella merda, anche l imprenditore è un precario in questo momento. Sulla frase di Serra è andato dritto: Una stupidaggine, una cosa inopportuna". Per la precisione, il finanziere amico di Renzi, alla Leopolda aveva sostenuto così la sua tesi di limitazione del diritto allo sciopero: A un certo punto domani può scioperare un pompiere, perché no un carabiniere, alla fine succede che qualcuno mette un diritto di veto. E aggiunto: Se volete scioperare, scioperate tutti in un giorno dico che è un diritto, cerchiamo di capire che è un costo: chi deve venire domani a investire, non ci viene". IL GOVERNO AI SINDACATI: CON VOI NON TRATTIAMO DOPO UN INCONTRO SURREALE D E L L ESECUTIVO CON CGIL, CISL E UIL, IN SERATA IL PREMIER SPIEGA IN TV IL SUO CONCETTO DI DIALOGO: MANDATEMI UNA Il senso di Matteo Renzi per il sindacato è tutto in una battuta: Mandateci una . È il messaggio che il premier manda a Cgil, Cisl e Uil dagli studi di Ottoe - M e zzo, il programma di Lilli Gruber, dopo l incontro pomeridiano tra il governo, senza Renzi, e le sigle sindacali. Le avvisaglie di quanto avrebbe detto il premier, Cgil, Cisl e Uil le hanno avute al ministero del Lavoro, dove si sono trovati di fronte un governo indisposto, perfino, a fissare il prossimo appuntamento. Vi faremo sapere hanno comunicato, imbarazzati, Pier Carlo Padoan, Graziano Delrio, Giuliano Poletti e Marianna Madia. Un atteggiamento che ha provocato la stizza e l accusa di Susanna Camusso, che ha definito quell incontro come surrea - le. Renzi, in serata, è però molto più esplicito: Il governo non tratta con i sindacati. Cgil, Cisl e Uil fanno il loro mestiere trattando con le imprese ma le leggi si fanno in Parlamento non chiedendo il permesso ai sindacati. E poi, trattare su cosa?. Unica apertura, la dissociazione dall attacco al diritto di sciopero fatta alla Leopolda dal finanziera Davide Serra: Non sono d accordo, dice il premier, è un diritto sacrosanto. CHE IL CONFRONTO fosse inesistente lo si era capito nel pomeriggio. Il ministro dell Eco - nomia, Padoan, illustra a grandi linee la manovra finanziaria e descrive le scelte dell esecutivo. Mancavano solo le figurine commenta chi ha ascoltato attentamente. Il governo ha detto meno di quello che sapevamo, sorride Annamaria Furlan, neo-segretario della Cisl. Unica nota interessante, il diverbio tra Padoan e Delrio. Il rientro in manovra sarà dello 0,4% comunicava il responsabile del Tesoro mentre il Sottosegretario lo invitava a maggior cautela. Dopo, la parola è toccata ai sindacati. Furlan, ha puntato l attenzione sul Tfr, sugli statali e i pensionati ma anche sul taglio dei fondi ai patronati. Carmelo Barbagallo, futuro segretario Uil, ha consegnato al governo tre documenti e, pur sottolineando l estrema impreparazione dei ministri - sem - brava non avessero alcun mandato, dice al Fa t to - considera l incontro comunque utile. Molto negativa la reazione di Camusso, scontratasi nel finale con il ministro Poletti: Come andiamo avanti?, chiede la segretaria Cgil. Fateci sapere le vostre indicazioni, vi faremo sapere, la replica imbarazzata del ministro. Un incontro inutile, una presa in giro, dicono sottovoce i sindacalisti mentre si accomodano fuori. Unico momento leggero quello in cui Danilo Barbi, della Cgil, risponde a un Padoan intento a osservare, irritato, sul proprio Ipad la diffusione dell incontro in tempo reale: Non guardi noi, non abbiamo i gettoni per far funzionare gli Ipad. Ironia che, PA R M A Ignorò alluvione Pizzarotti nel mirino ue giorni, questo il lasso di Dtempo tra il dire e il fare; tra la comunicazione ufficiale e la ricezione, sempre ufficiale. In mezzo un alluvione a Parma, cento e passa milioni di euro di danni, una comunità in crisi e un sindaco sotto accusa. La questione è una: Federico Pizzarotti sapeva, o meglio avrebbe potuto sapere, dell allerta meteo che ha poi portato al disastro di parte della città emiliana per l esondazione, il 13 ottobre, del torrente Baganza. È quanto testimonierebbe un fax trasmesso già sabato 11 dalla Protezione Civile alla Prefettura di Parma e da questa al Comune emiliano, in cui si chiedeva l attivazione della fase di attenzione per condizioni meteo avverse fino a martedì. Ma il documento è stato protocollato solo il lunedì, a poche ore dall esondazione Un ritardo che Pizzarotti ha negato: Di fax di questo tipo ne arrivano decine ogni anno. Era la 144/a comunicazione del genere del Non è che sto tutti i giorni a guardare il computer, e cosa dovrei fare, evacuare ogni volta la città?. però, non scalfisce la dura sostanza dei rapporti sindacali. AL TERMINE dell incontro, sia Poletti che Delrio provano a smussare: Siamo pronti a raccogliere suggerimenti concreti spiega il Sottosegretario, di - scuteremo sui singoli punti. Ma Renzi, in tv, ha fatto capire cosa intende per raccogliere suggerimenti. P RO PAG A N DA di Salvatore Cannavò l posto fisso non c è più, Idice Matteo Renzi. I numeri però non gli danno ragione. Il posto fisso è ancora la norma del mercato del lavoro italiano. Lo dicono i dati, oltre che il senso comune. Del resto, il brindisi per la firma di un contratto di lavoro a tempo indeterminato è uno dei riti più importanti che costellano la vita delle aziende e quella delle famiglie italiane. Quando arriva la notizia del contratto a tempo indeterminato, ciascun dipendente sente che la propria vita può imboccare una via nuova. Più tranquilla, più stabile. Anche le imprese, in fondo, preferiscono avere lavoratori stabili. Lo dice l esperienza e, anche in questo caso, lo dicono i dati. In assenza di risposte andremo alla sciopero ha ribadito così Camusso. E ieri sera la Cgil ha riunito i suoi segretari di categoria per un bilancio della manifestazione e discutere delle prossime tappe. L indicazione unanime, in vista della decisione che sarà presa dal direttivo, è stata una sola: sciopero generale. Sal. Can. QUELLI TRATTI dall ultimo rapporto sul mercato del lavoro redatto dal Cnel solo poche settimane fa, sono emblematici. L 86% degli occupati è inquadrato con un contratto permanente mentre quelli a termine sono poco più del 13%. Era così nel 2013, nel 2012 ed era così anche nel 2008, prima cioè che iniziasse la grande crisi. La tabella, di cui pubblichiamo un estratto in pagina, dice molte cose. Innanzitutto offre le proporzioni: su 16 milioni, 878 mila dipendenti complessivi, 14 milioni e 650 mila sono permanenti di cui 12 milioni a tempo pieno e 2,5 milioni a tempo parziale. Sono questi ultimi a essere cresciuti di più negli anni, per effetto di crisi e ristrutturazioni e, come sottolinea il Cnel, per lavori accettati in mancanza di occasioni di impiego a tempo pieno. I contratti a termine, invece, nel 2013, ammontavano a 2,23 milioni di cui 1,6 a tempo pieno e 638 mila a tempo parziale. Qui c è l'evoluzione più indicativa delle dinamiche del mercato del lavoro. Con la crisi, dal 2008 in poi, i contratti a termine sono diminuiti del 4%. Ma la riduzione di quelli a tempo pieno è stata del 10% mentre quelli a tempo parziale sono aumentati del 18%. Il significato è chiaro: la riduzione complessiva dell occupazione che dal 2008 è stata di circa un milione di persone sull intera popolazione lavorativa ha interessato in primo luogo i contratti più deboli. Quelli a termine sono i primi a saltare anche perché è sufficiente non rinnovarli. La tendenza si desume da un altro dato, meno rilevante ma altrettanto significativo: il numero dei AL LAVORO, ALLA LOTTA Susanna Camusso, segretario Cgil, chiude la manifestazione di San Giovanni La Pre ss e Il posto fisso resta la regola, la precarietà non porta lavoro MENO DIRITTI L 86% dei contratti è ancora a tempo indeterminato, in calo i contratti atipici perché è in calo l occupazione collaboratori conteggiati tra i lavoratori indipendenti, 382 mila unità nel 2013, è sceso di quasi il 18% rispetto al Anche in questo caso, la tipologia in cui si annidano le false partite Iva, è quella che ha pagato il prezzo maggiore della crisi. QUESTA FOTOGRAFIA, sottolinea il Cnel, è smentita solo parzialmente dai dati tendenziali desunti dalle attivazioni di nuovi contratti di lavoro. Se si guarda, infatti, l anda - mento delle nuove assunzioni si scopre l aumento progressivo di contratti a termine rispetto a quelli permanenti. Dal 63,7% nel 2012 sono passate al 68% nel Le attivazioni a tempo indeterminato, invece, si sono ridotte dal 17,4 al 16,4% del È sulla base di questa dinamica frasi come quella pronunciata da Matteo Renzi alla Leopolda trovano conferme. Va considerato però e lo studio del Cnel lo fa che le nuove attivazioni non sempre corrispondono ad altrettanti posti di lavoro. Il motivo è semplice: i contratti a termine durano sempre più spesso meno di un anno anzi, oltre il 40% è ormai limitato a un mese soltanto. Il loro numero crescente, quindi, significa semplicemente la ripetizione prolungata dello stesso contratto fatto alla stessa persona. Con la riforma Poletti, poi, che ha esteso i rinnovi contrattuali fino a 5 volte nell'arco di 36 mesi senza dover giustificare la causale, questa pratica è sempre più utilizzata. In ogni caso, i numeri sono impietosi: la quota di lavoratori a tempo determinato, negli ultimi sei anni non ha superato il 13% dei lavoratori dipendenti mentre quelli a tempo indeterminato si mantengono sopra l 86%. A diminuire, in realtà, sono tutti i posti di lavoro, permanenti, a termine, a tempo pieno o parziali. E anche gli in- dipendenti. Il loro numero, lo scorso anno, era di 5,5 milioni. Ma nel 2008 erano 407 mila in più. Il saldo tra en- trate e uscite nel mondo del lavoro si è fatto di nuovo negativo dopo i saldi positivi del biennio La crisi distrugge posti di lavoro. Prima i precari ma dopo, inesorabilmente, anche quelli più stabili. Rendendo tutti precari non si guadagnerebbe un solo posto di lavoro in più.

6 6 MARTEDÌ 28 OTTOBRE 2014 COSÌ PARLÒ il Fatto Quotidiano Boschi: meglio Fanfani di Berlinguer IL MINISTRO Boschi ha scelto Fanfani. Sull ultima domanda di Fabio Fazio a Che tempo che fa, quella finale che va un po più sul personale, Maria Elena Boschi finge di essere in dubbio ma in realtà risponde sicura. Avevo chiesto al Presidente Renzi se preferiva Berlinguer o Craxi e lui aveva risposto Berlinguer ha detto Fazio. E poi: A lei chiedo se preferisce Berlinguer o Fanfani. Qui mi mette in difficoltà. Da aretina non posso che dire Fanfani per una questione di vicinanza quantomeno territoriale, siamo di Arezzo tutti e due risponde la Boschi. Poi Fazio cita una frase di Berlinguer sul nuovo grande compromesso storico tra comunisti, socialisti e cattolici. E il ministro evita ogni commento ribadendo che: Noi abbiamo dato vita a un nuovo grande partito, il Partito democratico. BERTELLI, MATTEO LO CELEBRA E IL FISCO LO INSEGUE fatto a mano IL PATRON DI PRADA CHE PONTIFICAVA A FIRENZE SI È REGOLARIZZATO CON L ERARIO VERSANDO 400 MILIONI ED È INDAGATO A MILANO PER EVASIONE di Gianni Barbacetto Èsalito sul palco della Leopolda come esempio dell Italia virtuosa. Patrizio Bertelli, amministratore delegato di Prada, è stato presentato così da Matteo Renzi: Per un paio di ore ascolteremo storie di impresa: l obiettivo è riuscire a raccontare come anche in tempi di crisi si possa fare impresa. Tra i capitani coraggiosi grandi e piccoli che hanno preso la parola sabato alla Leopolda, c è anche il marito di Miuccia Prada: Io Matteo lo conosco da molti anni, non sono venuto qua all ultima ora. Bertelli è però lo stesso che ha pagato 400 milioni al fisco per regolarizzare la posizione del suo gruppo. È lo stesso che è ancora indagato per evasione fiscale dalla Procura di Milano. Ma questo il pubblico della Leopolda non lo sa. Lui, dal palco, dice: Le difficoltà più grandi che ho incontrato sono quelle nei rapporti con la burocrazia che ha difeso e difende tuttora i propri privilegi. L Italia che vuole cambiare deve rimuovere cavilli e regole troppo rigide e dare un senso di speranza. E poi: Aprii una piccola azienda che si sviluppò con un lavoro faticoso e impegnativo fatto con il massimo entusiasmo. L obiettivo era creare un gruppo che potesse funzionare anche dopo la mia morte. Adesso, il suo gruppo ha 4 mila dipendenti in Italia e altri 8 mila all estero. All estero aveva anche le holding di controllo, riparate in Olanda e Lussemburgo, all ombra di più convenienti sistemi fiscali. COSÌ, QUANDO Prada nell esta - te del 2011 si quotò alla Borsa di Hong Kong, la capogruppo olandese, basata ad Amsterdam, incassò una bella fetta di quanto ricavato dal collocamento pubblico delle azioni: circa 1 miliardo di euro su un totale di 1,5 miliardi. A partire già dal 2008, la Guardia di finanza e l Agenzia delle entrate si erano fatte sotto, per capire se nel gruppo del made in Italy marchi Prada, Miu Miu, Car Shoe, Church s c era esterovestizione, ossia società e attività formalmente estere, ma in realtà governate in Italia. Bertelli decide allora di avviare un percorso per regolarizzare la posizione del suo gruppo. Mi piacerebbe tornare ai 20 anni per fare una nuova start-up, ha sospirato Bertelli alla Leopolda. Sono voluto intervenire qui per dare un senso di speranza e spiegare i motivi che mi hanno portato a creare la mia impresa: dar vita a un gruppo che potesse durare dopo la mia morte. Per migliorare l Italia ci vuole entusiasmo, convinzione e determinazione. È arrivato il momento che tutti si mettano in gioco. REATI FISCALI Il marito di Miuccia, che ha le società nei paradisi di Olanda e Lussemburgo, risulta ancora sotto inchiesta dalla Procura Lui si è messo in gioco un anno fa, nel dicembre 2013, quando Prada ha emesso un comunicato dai toni rassicuranti: Ripor- tiamo in Italia il baricentro delle nostre attività. Ha fatto ordine, dunque, nella struttura societaria. L attività è stata svolta mediante un costante confronto e dialogo con l Agenzia delle entrate, e ha consentito di definire gli obblighi fiscali conseguenti al rimpatrio della struttura estera avendo a riferimento gli ultimi dieci anni. Èla voluntary disclosure, cioè il rientro volontario dei capitali in Italia, quello che è in discussione da mesi, palleggiato tra governo e Parlamento, senza che si riesca a varare un provvedimento che valga per tutti. Siamo molto contenti di aver preso questa decisione strategica, dichiarò allora Bertelli, coerente con la nostra volontà di investire sull Italia. Ciò è stato possibile grazie a un rapporto sereno e costruttivo con l amministrazione finanziaria, improntato alla reciproca fiducia, condizione indispensabile per ristabilire quel rapporto di collaborazione, necessario per la ripresa del Paese attraverso la valorizzazione del patrimonio imprenditoriale, umano e culturale dell Italia. Abbiamo avuto modo di verificare l importanza della cooperazione virtuosa con l Agenzia delle entrate, che cogliamo l oc - casione per ringraziare, insieme alla Guardia di finanza. L ACCO R D O si chiude con il pagamento di circa 400 milioni di euro. Ma un anno dopo, nel settembre 2014, si scopre che la procura di Milano ha ancora aperto un fascicolo per omessa o infedele dichiarazione dei redditi, affidato dal procuratore aggiunto Francesco Greco ai pm Gaetano Ruta e Adriano Scudieri. Indagati: Patrizio Bertelli, Miuccia Prada e Marco Salomoni, loro commercialista di fiducia. Il direttore centrale dell ac - certamento dell Agenzia delle entrate, Salvatore Lampone, è rassicurante: Il gruppo Prada ha pagato tutte le imposte dovute, in base a un atto volontario, e non sono in corso ulteriori verifiche. La normativa prevede però l obbligo di comunicazione all autorità giudiziaria. Questo è atto dovuto, che attiva automaticamente una procedura giudiziaria penale. Ma ora è il momento di Matteo: Farà anche degli errori dice Bertelli alla Leopolda ma potranno essere corretti in corso d opera. Inviterei tutti i presenti a convincersi che è arrivato il momento di cambiare l Italia. di Paola Zanca lla fine hanno deciso: se Avanno, li si nota di più. Ed eccoli qui, i 19 mila della Leopolda. Breve rassegna del pellegrinaggio di fede renziana. AFICIONADOS Tal Gabriele Sandrelli ha fatto all en plein. Cinque leopolde su cinque, come dimostrano i vecchi pass, opportunamente postati su Twitter. L organizzazione avverte: Gli affezionati troveranno un gadget speciale al banco merchandising. B E L L I SS I M O Commozione per il messaggio bellissimo di Maria Elena Boschi: La mia storia è quella di una volontaria diventata ministro. C I CC I O Per i non amici, Francesco, di cognome Nicodemo, comunicatore Pd. Sintesi dello spirito rottamatore: Quelli che Ciccio, stai buono lì e aspetta il tuo turno, prima o poi e che testardamente non abbiamo ascoltato. DOMANDE Marianna Madia inseguita dai cronisti che vogliono parlare di pubblica amministrazione (materia di cui lei è ministro). Scappa, poi si ferma: Sapete perché io non rispondo? Perché secondo me questo non è un giornalismo di rinnovamento. ABC DEL RENZISMO Fotine, ragù e coniglietti Dizionario della Leopolda n 5 M. Madia La Pre ss e E U RO Con le donazioni dal basso ne hanno raccolti solo 12 mila, dai vip invece sono arrivati 2 milioni (e il dissidente Stefano Fassina si era infervorato: Dateli ai circoli Pd che non possono pagare l affitto ). Alla Leopolda l hanno presa bene: Ma la Cgil - se davvero erano un milione - a 30 euro ciascuno, ha piantato 30 milioni di euro nel silenzio?. FOT I N E Ancora Nicodemo, in piena estasi: Una delle cose più divertenti è incontrare persone e salutarle così: oh sei tu la fotina su twitter. G E T TO N E Quello che i reduci, secondo Matteo Renzi, stanno ancora tentando di infilare nell iphone. HD L hard disk dell Italia da resettare. Il rottamatore dà il comando: Chiudere senza salvare. I N T E L L E T T UA L I Ancora lui: Sono come quei pensionati, come succede a Firenze, che si fermano a guardare i lavori e dicono Non ce la fanno, van troppo piano, così non finiscono i lavori. LINO Di là, garage, tavole di legno, sedie vintage. Nel salottino dove i ministri e il premier dovranno parlare ma anche telefonare e collegarsi via internet per seguire le rispettive vicende governative, tende bianche di lino. M I N C H I ATA Così Pif, regista e autore, commenta la legge sull autoriciclaggio. L ho detto anche a Renzi, aggiunge, così come ha condiviso con il premier i brividi che gli vengono ogni volta che lo vede insieme a Denis Verdini. NO, MASCOTTE ANCHE NO Marco Pierini, capogruppo di maggioranza nel consiglio comunale di Montespertoli, 18 anni. Non gradisce che nelle fotogallery scrivano mascotte sotto al suo nome. Lui va già ospite dall An - nunziata. Marco Pierini Ansa ORA LEGALE Giorgio Gori, renziano redivivo: Ma stanotte alle tre, i renziani della seconda ora diventano renziani della prima ora?. PIPPO Quando Civati faceva la Leopolda, non c era il motivatore d applausi: Pippo se ne sarebbe vergognato : così Enrico Veronese, vicino all ex amico di Matteo. Q U I N TA La prima fu nel Nessuno di noi avrebbe immaginato, non di essere al governo, ma di arrivare alla quinta edizione. R AG Ù Gennaro Migliore, fresco di trasloco da Sel al Pd, illustra il suo manifesto politico citando Eduardo de Filippo: O raù che piace a mme, lu faceva sulu mammà: c è qualcuno che pensa che la sinistra sia il ragù della mamma, e basta. Io no. SERENI Anna Ascani, giovane deputata lettiana, replica alle critiche di chi se l è ritrovata a Firenze. Nel 2007 ho iniziato a far politica nel Pd, a sostegno di Enrico Letta. Quella corrente, almeno in quella forma, non esiste più, per ragioni che mi sembra superfluo illustrare. Insomma, diciamo che siamo tutti sereni.... T-S H I RT Alle 17 di sabato l altoparlante della Leopolda annuncia: Le magliette con la scritta Gufi? No grazie sono terminate. Battuto il record del 2011: allora sulla t-shirt c era un dinosauro. Beppe Fioroni La Pre ss e UNITI Novità alla Leopolda: quest anno c è Beppe Fioroni: Un Pd da Landini a Serra non è maggioritario ma totalitario nella confusione. Magari delle estreme potremmo farne a meno, e saremmo più uniti. VO LO Prima di andare in onda alla radio, ieri mattina, Fabio Volo chiarisce sobriamente la sua partecipazione: Io non ho parlato alla Leopolda. Ho fatto un servizio per Rai3. Inviato per Fazio. Avete rotto il cazzo. ZZZ Insonnia per il portavoce di Renzi, Filippo Sensi. Domenica sera twitta: Sbotto adrenalinico, potrei andare avanti tipo coniglietto delle pile.

7 IN MANOVRA il Fatto Quotidiano MARTEDÌ 28 OTTOBRE Scippati 150 milioni ai lavori usuranti: è la spending review A L L ARTICOLO 45, comma 6 della legge di Stabilità presentata da Matteo Renzi alla Camera - laddove si parla di Ulteriori misure di copertura - c è una sorpresa sgradevole e insieme la plastica dimensione di cosa sia la spending review quando la si usi per risparmiare il più possibile anziché per rendere più efficiente la spesa: risulta in quelle poche righe che un Fondo creato dalla Finanziaria di Ro- mano Prodi, cioè la legge 247/2007, viene decurtato della bellezza di 150 milioni di euro su 383 milioni totali. Non un dimezzamento, ma poco ci manca. Se poi si va a guardare, come hanno fatto i deputati del Movimento 5 Stelle, a cosa fa riferimento quel Fondo si scopre che erano i soldi messi da parte per consentire di andare in pensione qualche anno prima - con almeno 35 anni di contributi, comunque - a chi svolge lavori usuranti: l addetto dell a l to fo r n o è il caso di scuola che si cita in questi casi. Come si vede il posto fisso non esiste più, ma bisogna restare al lavoro in fonderia fino a 65 anni e oltre: la modernità, per restare alle similitudini del premier, significa che non si può mettere un gettone nello smar tphone, ma lo scippo dei soldi del welfare fortunatamente per Renzi si porta ancora. La lettera di Padoan, austero a metà: Dai, taglio un altro 0,3% IL MINISTRO RISPONDE ALLA COMMISSIONE: TROPPO RIGORE È CONTROPRODUCENTE, QUINDI TAGLIAMO ANCORA, MA POCO di Marco Palombi Vabbè, so altri quattro miliardi e mezzo. Che faccio, dottò, lascio?. Alla fine Pier Carlo Padoan, per rispondere ai rilievi della Commissione europea sui saldi della manovra, ha scelto la versione salumiere (d altronde anche il collega francese Michel Sapin ha portato al mercato brussellese charcuterie per 3,6 miliardi). Jyrki Katainen - il cerbero norvegese che per qualche giorno ancora si occuperà degli Affari economici (poi diventerà vicepresidente e, sia detto senza ironia, commissario allo Sviluppo) - avevo scritto al governo italiano per chiedergli spiegazioni sul rinvio del pareggio di bilancio al La risposta è stata, appunto, salumieristica. CARO JYRKI, ha scritto il ministro dell Economia, il pareggio di bilancio non lo facciamo, però dopo ulteriori discussioni con la commissione possiamo mettere sulla bilancia altri 4,53 miliardi, cioè una correzione del rapporto deficit-pil dello 0,3%: per la precisione, 3,3 miliardi vengono sottratti al Fondo per la riduzione delle tasse, mezzo miliardo ai fondi di co-finanziamento G i ra vo l te di Sandra Amurri atteo Renzi: Il Pd è un partito a vocazione Mmaggioritaria, inclusivo, aperto a sinistra e a destra. Come resistere a un tale richiamo?, deve aver pensato l'ex capogruppo alla Camera di Sel, Gennaro Migliore. Lasciato il partito di Nichi Vendola a giugno scorso per aderire, assieme ad altri dieci parlamentari a Led, che non sta per lampade a risparmio energetico bensì per Libertà e Diritti, eccolo immortalato con la tessera Pd al Circolo di Trastevere, Roma. Seguito da tutti i fuoriusciti da Sel a eccezione di Claudio Fava, Michele Ragosta, Fabio Lavagno, Alessandro Zan e Nazareno Pilozzi. Ferdinando Aiello, Titti Di Salvo, l'ex tesoriere Sergio Boccadutri che ha lasciato Rifondazione comunista con Vendola per fondare Sel e che di Renzi twittava: è contro la trasparenza... Renzi si scaglia contro le larghe intese, o dice basta governo Letta oppure la smetta di prenderci in giro. GENNARO MIGLIORE è lo stesso che definiva Renzi un liberista fuori tempo. La retorica della rottamazione, parola densa di cupi significati, che allude a ferrivecchi e sfasciacarrozze, a modelli nuovi e venditori brillanti, è valida solo per chiamare con altro nome una squallida lotta per il potere. E ancora Renzi è entrato nel Pd dopo una carriera da seminarista della politica e poi si è presentato ALTRI 4,53 MILIARDI Questa la cifra messa sul piatto per correggere il deficit di un altro 0,3%. Non di più, però: Un altro anno di recessione va evitato in ogni modo Ue (per l ulteriore felicità delle Regioni) e infine 730 milioni da un estensione del regime di inversione contabile Iva (coperta da un aumento delle accise come clausola di salvaguardia, non sia mai). Curioso il seguito della lettera, in cui Padoan espone il petto al fuoco nemico: Jyrki io questi soldi te li do, ma allo stesso tempo devo ricordarti che l economia italiana sta attraversando la più severa e lunga recessione della sua storia, abbiamo perso più del 9% del Pil dal 2008 e ora rischiamo la deflazione o comunque un periodo d'inflazione troppo bassa. Insomma, un quarto anno di recessione deve essere evitato in ogni modo anche perché avrebbe effetti evidenti sulla finanza pubblica. E qui l accusa: Il governo italiano ha proposto un insieme di misure volte a ridurre al minimo i rischi macroeconomici, dal momento che una politica di bilancio rigorosa sarebbe troppo rischiosa e forse controproducente quanto alla dinamica del debito (seguono frasi sulle riforme strutturali, una polemica sul calcolo del deficit, blandizie e arrivederci a presto). A BRUXELLES, tutto sommato, la lettera è piaciuta: La commissione accoglie con favore la collaborazione costruttiva dell Italia, ha fatto sapere il portavoce di Kaitanen (la richiesta della Ue era una correzione di un ulteriore 0,7%, come da accordi presi ai tempi di Enrico Letta). Ad un lettore che non sia avvezzo alle sottigliezze di casa in Belgio, però, rimane un dubbio: ma se l au - sterità è recessiva e danneggia i conti pubblici, come dice Padoan nella sua lettera, perché il governo Renzi la fa, per quanto solo a metà? Per quanto, infatti, il premier e i suoi insistano a parlare di manovra espansiva, il dato certo è che il rapporto tra deficit/pil passerà dal 3% con le corone d'aglio e gli amuleti raccontando che bisognava scacciare dal partito i vecchi cardinali. Uno che chiama in soccorso l'immaginetta di Tony Blair che è stato il simbolo del cinismo al potere, dell'irrilevanza sistematica della buona fede. Chissà se nell'ascoltare il finanziere Davide Serra annunciare alla Leopolda il tesseramento al Pd mentre tuonava contro il diritto di sciopero ha avuto un sussulto di memoria ripensando al Gennaro Migliore prima maniera che definiva la finanza onnivora contro l'economia reale. E spiegava : Non tifo Renzi, anzi, è il candidato Pd più lontano dalla mia cultura politica. Al suo esordio alla Leopolda5 dal palco ha detto: Qui ho trovato la parola benvenuto. Perdendo la parola coerenza. Matteo Renzi e Pier Carlo Padoan ostentano feeling in queste settimane Ansa di quest anno al 2,6% (2,9 meno un ulteriore 0,3) dell anno prossimo anche grazie parecchi miliardi di tagli, la maggior parte lineari, e qualche nuova tassa (comprese quelle che colpiscono il Tfr tanto in busta che in azienda e nei fondi pensione). Come detto, anche il fiero alleato francese nella guerra (a metà) all au - stera Unione europea ha scelto la via della salumeria: dopo aver presentato un budget 2015 che, nonostante 21 miliardi di tagli di spesa, fissava il rapporto deficit/pil al 4,3% (invece che al 3 promesso alla Commissione tempo prima), ieri - in contemporanea con Padoan - il ministro dell Economia Sapin ha annunciato di aver presentato precisazioni e nuove misure che consentiranno di ridurre il deficit pubblico di ulteriori 3,6 miliardi di euro. Di più no, non ce la facciamo. Anche la razionalità, d altronde, si può usare a metà. O anche per niente. Sulla via del Pd La sinis tra Migliore dei convertiti OTTIMO TEMPISMO L ex dirigente di Sel considerava Renzi un liberista fuori dal tempo, ha cambiato idea, come l ex montiano Andrea Romano Gennaro Migliore e Andrea Romano Ansa L'ALTRA NEW ENTRY nel Pd della Leopolda, l'ex capogruppo di Scelta Civica, Andrea Romano, ha citato Penso Positivo di Jovannotti: da Che Guevara a Madre Teresa, beh, lui, (sottinteso Migliore) potrebbe essere Che Guevara e io Madre Teresa. Forte delusione per chi si aspettava di vedere proiettate in contemporanea le immagini del Che e di Madre Teresa che si rivoltavano nella tomba. Sicuramente a qualcuno, a proposito di una sempre più accreditata candidatura di Migliore a sindaco di Napoli, sarà tornata in mente l'opera di Karl Marx Miseria della Filosofia: Venne infine il tempo in cui ciò che gli uomini avevano considerato inalienabile divenne oggetto di scambio di traffico... il tempo in cui quelle stesse cose che sino ad allora erano state cimentate ma mai barattate, donate ma mai vendute, acquisite ma mai acquistate-virtù, amore, opinione, scienza, coscienza ecc.. tutto divenne commercio. È il tempo della venialità universale in cui ogni realtà morale e fisica divenuta valore venale viene portata al mercato per essere apprezzata al suo giusto valore. STA DI FATTO che con l'ingresso di due com- pagni di tale stoffa come Gennaro Migliore ( Mi sono iscritto a un partito della sini-stra moderna. Le opinioni diverse non mi preoccupano, e il gioco del con chi stai è da partiti ideologizzati. Per me il Pd è oggi l unico di una sinistra di governo capace di far vivere le nostre idee ) e Sergio Boccadutri d ora in poi dubitare della matrice di sinistra del Pd renziano, sarà vietato a meno che, davvero non si appartenga a quei rapaci notturni della famiglia degli Strigidi, chiamasi: gufi. M A LU M O R I Tesoro, voci di addio per Franco IL RAGIONIERE GENERALE SAREBBE PRONTO A DIMETTERSI A GIORNI di Stefano Feltri ono giorni di voci e veleni al ministero del STesoro, giorni di legge di Stabilità, in cui la struttura di via XX Settembre è particolarmente sotto stress. Ecco l ultima indiscrezione: il Ragioniere generale dello Stato, Daniele Franco, avrebbe deciso di dimettersi e l addio verrebbe sancito il 6 novembre, una volta chiusa la prima parte del negoziato con la Commissione europea. Nei giorni scorsi si era parlato dell uscita di Lorenzo Codogno, una specie di capo economista, uno di quelli che per conto Ansa del Tesoro dialoga con i mercati, spiegando le scelte del governo a chi deve comprare il debito pubblico italiano. Stando a due fonti diverse e indipendenti, Codogno avrebbe già presentato le dimissioni che diventeranno effettive appena il clima lo consentirà, cioè quando la legge di bilancio sarà avviata in Parlamento per l approvazione. Dal ministero del Tesoro smentiscono tutto: nessun contrasto, nessuna tensione, nessuna faida tra lettiani (il capo segreteria tecnica Fabrizio Pagani, il capo di gabinetto Roberto Garofoli), ex Bankitalia delusi come Franco (che, subito dopo la nomina, ha dovuto convivere per un anno con il commissario Carlo Cottarelli, entrambi incaricati di vigilare sulla spesa pubblica). Per una volta che c è un ministro dell Economia, Pier Carlo Padoan, e un premier, Matteo Renzi, che sono in sintonia, ecco che arrivano le voci di faide nella struttura amministrativa. Tra i retroscena più arditi c è quello che vorrebbe l ex Ragioniere generale Mario Canzio che sarebbe pronto a tornare al Tesoro come nuovo commissario alla revisione della spesa. Chissà, certo è difficile immaginarlo visto che il suo addio fu piuttosto polemico nel 2013 ( l animo è ferito dalla necessità di dover accettare gli esiti di un abbandono indesiderato ). Si capirà nelle prossime settimane quando è compatta la squadra di Padoan.

8 8 MARTEDÌ 28 OTTOBRE 2014 E C ONO M I A il Fatto Quotidiano Nessuna intesa su Meridiana, 1600 posti in bilico MERIDIANA ha confermato l apertura della procedura di mobilità per lavoratori che aveva annunciato, a sorpresa, nella serata di venerdì. Non è servito dunque l incontro di ieri al ministero del Lavoro dove la compagnia aerea ha giudicato non praticabili le integrazioni alla proposta del ministro Giuliano Poletti, che prevedeva mobilità volontaria e ricollocamento esterno, richieste dai sindacati (unicità aziendale, ammortizzatori conservativi e stop alle esternalizzazioni). L unica apertura dell azienda su questi temi è stata quella di ridiscutere le esternalizzazioni. Il pilota Meridiana Andrea Mascia, da giorni sulla torre dell illuminazione a 35 metri di altezza davanti all aeroporto di Olbia, ha iniziato ieri sera uno sciopero della fame. LA BOCCIATURA EUROPEA DI MPS TRASCINA LA BORSA NEL PANICO IL MONTEPASCHI CROLLA DEL 21,5%, L ALTRO ISTITUTO IN CERCA DI CAPITALI, CARIGE, FINISCE A -17,1%. IL CONTAGIO ARRIVA ALLE BANCHE SANE, MILANO A -2,4% di Camilla Conti Milano Alla Borsa di Francoforte ieri erano più tranquilli che a Milano Ansa La maestra Bce ha bocciato solo Mps e Carige, ma ieri a fare le spese del verdetto di Francoforte sugli stress test sono state le banche tricolori. Tutte finite dietro alla lavagna di Piazza Affari trascinando al ribasso l intero indice milanese (-2,4 per cento). Fra crolli e sospensioni, il day afte r degli esami di domenica è un bollettino di guerra: Mps e Carige in apertura non sono riusciti ad accedere agli scambi segnando cali teorici di oltre il 15 per cento. Cali poi ampliati nel corso della seduta con ripetute sospensioni al ribasso e, nel caso di Mps, nonostante il divieto di vendite allo scoperto imposto dalla Consob per la seduta di ieri e oggi. Siena ha infine chiuso con un -21,5 per cento a 0,78 euro tra scambi pari al 6 per cento del capitale, mentre la Cassa ligure ha perso il 17 per cento. Nel primo caso, il mercato teme che i vertici non riescano a trovare in due settimane una soluzione al fabbisogno di 2,1 miliardi imposto dalla Bce senza dover ricorre all en - nesima ricapitalizzazione. L al - ternativa sembra una fusione, soluzione gradita anche a Bankitalia e ministero del Tesoro che non intende rimettere mano al portafoglio pubblico. I problemi del Monte e di Carige sembrano però avere contagiato ieri l intero comparto bancario in Borsa, da Bpm (-4,4 per cento) a Ubi (-5) passando per Mediobanca (-3,3). Anche le promosse a pieni voti come Intesa Sanpaolo e Unicredit, che sfoggiano rispettivamente surplus di 10,897 e 8,747 miliardi di capitale di qualità, sono state colpite dalle vendite: -3 e -2,5 per cento. A CONDIZIONARE negativa - mente la seduta di ieri sono stati anche i dati arrivati dalla Germania sulla fiducia delle imprese che hanno deluso le attese del mercato. Ma Piazza Affari si è comunque aggiudicata la maglia nera delle borse europee. Segno che l Italia è stata messa nel mirino. Con il rischio che a essere messo sotto esame sia ora la capacità del nostro Paese di rimborsare il debito pubblico considerati l esposizione delle nostre banche in titoli di Stato. EFFETTO DOMINO Visto che i grandi gruppi hanno investito molto in debito pubblico, la sfiducia rischia di trasferirsi allo Stato Di certo, stiamo già pagando un prezzo salato in termini di reputazione. Il nostro sistema bancario non sarà un gioiellino ma da domenica viene dipinto come la pecora nera del Vecchio Continente da blasonati commentatori dei quotidiani finanziari internazionali che soffrono però di amnesia quando si tratta di ricordare i copiosi aiuti di Stato ricevuti dalle cugine spagnole o i deficit delle Landesbank tedesche. L alibi del due pesi-due misure funziona come risposta alla stampa straniera ma non regge a casa nostra visto che le regole dei test erano ben noti a tutti già da mesi: a maggio lo staff di Vítor Constáncio, vicepresidente della Bce, aveva infatti convocato a Parigi i project manager off i ce r cioè i responsabili presso le varie banche centrali dei 18 paesi aderenti al check up su crediti e rischi, allo scopo di uniformare l'applicazione delle regole. E per l Italia c era Enzo Serata, responsabile della vigilanza sulle 15 banche sottoposte all eserci - zio. Non solo. Dal 4 novembre la Bce assumerà su di sé la supervisione unica delle banche europee e le regole verranno dettate per tutte le big del credito, comprese le nostre, a Francoforte. LA RIGIDITÀ dei test potrebbe dunque rappresentare un avviso alle banche centrali nazionali che dai prossimi mesi la vigilanza europea sarà serrata. Con qualche imbarazzo per il presidente Bce Mario Draghi che da governatore di Banca d Italia aveva seguito molte delle operazioni oggi sotto la lente degli sceriffi europei. Gli alibi, infine, non rimediano alla catastrofe di ieri in Borsa dove a navigare nella tempesta non sono solo trader esperti e avvezzi al brivido ma anche molti piccoli risparmiatori che in questi giorni stanno perdendo fior di quattrini. DAVIDE SERRA Fare soldi grazie ai buchi rossi l finanziere renziano Davide Serra è uno che Iama parlare chiaro, anche quando twitta: Ai vecchi PD tanto contro la Finanza e Mercato, chiederei come mai la loro Banca MPS la peggiore d Europa con buco da 7bn. Ipocriti. Serra conosce bene il problema e, secondo il Sole 24 Ore, è pronto ad approfittare dei guai combinati dai vecchi Pd : sue giorni fa Carlo Festa ha scritto sul sole24ore.com che il fondo d investimento Algebris guidato da Serra è in concorrenza con gli americani di Fortress e i tedeschi della Deutsche Bank per acquistare proprio da Monte Paschi un pacchetto di Non performing loan da 1,2 miliardi. Si tratta di prestiti che sono a rischio rimborso, la banca è disposta a ottenere subito una somma certa, ma inferiore al dovuto, lasciando ad altri il rischio. Serra sa che, comprati al giusto prezzo, questi crediti deteriorari possono essere un grande affare. Profitti renziani grazie ai danni causati dalle gestioni fallimentari ai tempi dei vecchi Pd. SORPRESE A SIENA Il siluro che l Italia non aveva previsto di Giorgio Meletti igore è quando arbitro fi- La massima im- Rschia. mortale di Boskov si attaglia perfettamente al dramma del Monte dei Paschi. Che adesso si sviluppa secondo le tre classiche tappe della sconfitta bruciante: presa d'atto del risultato, rito consolatorio dell'invettiva contro l'arbitro, propositi di pronta riscossa. A officiare, il presidente Alessandro Profumo e l'amministratore delegato Fabrizio Viola, fino a ieri convinti che il peggio fosse passato, e da oggi costretti a fronteggiare il momento peggiore, dopo tre anni di rianimazione alla banca lasciata boccheggiante dalla gestione di Giuseppe Mussari. IL RISULTATO. Il Co m p re h e n s i ve A ss e ss m e n t condotto dalla Banca centrale europea e dall'eba (European Banking Authority) sullo stato di salute delle 131 maggiori banche dell'area euro ha registrato che Mps è quella messa peggio, e deve alla svelta trovare 2,1 miliardi di capitale da aggiungere ai 5 miliardi raccolti sul mercato finanziario con l'aumento di inizio estate. Sarà durissima, visto che dopo il crollo di ieri la banca senese vale in Borsa solo 4 miliardi, meno di quanto raccolto a giugno. Lo schiaffone non vale solo per Mps e Carige, le due banche messe in castigo, ma per tutto il Paese, che dal tanto atteso semestre di presidenza europea raccoglie il bel risultato di essere catalogata come la vera malata del gruppo, insieme alla Grecia che ha due banche bocciate. Gli altri istituti di credito, stando ai severi giudici di Francoforte, stanno tutti bene a parte la franco-belga Dexia, e poi una banca di Cipro, due slovene, una portoghese, una irlandese e via sottilizzando. Il tutto condito con la scena fantozziana dei dati su Mps, la peggiore della classe, messi sul sito Bce domenica scorsa e subito tolti per correggere in extremis un errore. C'è poi un aspetto particolare del risultato. Ieri Mps ha perso in Borsa il 21,5 per cento, ma venerdì, alla vigilia dell'esito dell'esame europeo, aveva guadagnato il 10 per cento. L'unica spiegazione possibile è che le autorità italiane sono andate incontro alla bastonata con un ingiustificato ottimismo che venerdì scorso ha ovviamente contagiato gli operatori del mercato. Il che significa purtroppo che né la Banca d'italia né il governo hanno capito che FUORI BERSAGLIO Appena prima del responso il titolo Mps saliva del 10%, segno che qualcuno aveva scommesso sulla promozione cosa stava accadendo, e adesso si trovano con Mps, la terza banca italiana, alle corde, pronta a diventare preda di chissà chi. LA PROTESTA. Viola e Profumo si attengono alla regola che l'arbitraggio non si commenta. Ma nel lungo comunicato emesso domenica sera da Rocca Salimbeni si rintracciano sintomi di irritazione, come il puntiglioso elenco di obiezioni ai criteri Bce che risultano maggiormente sintomatici dell ap - proccio adottato. E così i 2,1 miliardi di ricapitalizzazione imposti derivano da regole dello stress test che peraltro si discostano in misura significativa da quelle applicate dalla Commissione Europea nel valutare il Piano di Ristrutturazione approvato dalla medesima, undici mesi fa. E aver trascurato la possibilità di non restituire allo Stato 750 milioni di Monti Bond residui e tenerseli come capitale aggiuntivo è giudicato estremamente penalizzante, che tradotto dalla levigata lingua dei banchieri in un italiano pedestre suona, più o meno, siete dei cornuti. LA VIA D'USCITA. Ce n'è una sola: la ricerca di un partner, già sottintesa nel comunicato in cui il vertice Mps annuncia di aver affidato a Ubs e Citigroup un mandato per valutare tutte le opzioni strategiche, dove tut - te è la parola chiave. I tempi sono stretti. Entro due settimane Profumo e Viola devono dire ai loro censori di Francoforte che idee hanno per sfilarsi il cappio dal collo. Un nuovo aumento di capitale da due miliardi dopo quello da cinque di giugno provocherebbe ilarità a livello globale. Possono però mettere insieme una serie di pezze a colori (vendere qualcosa, rinviare il rimborso allo Stato dei 750 milioni di Monti Bond) per guadagnare tempo. Un'idea su chi potrebbe prendersi il Monte dei Paschi o associarsi alla pari per L ad di Mps Fabrizio Viola Ansa darsi solidità non c'è. Il partito degli ottimisti e spensierati (la Fondazione azionista, la Banca d'italia e il governo) non si era finora posto il problema. Viola e Profumo nemmeno. Adesso c'è la partita di ritorno: vedere se Francoforte consentirà ai vertici di Rocca Salimbeni di cercarsi un matrimonio, se non d'amore almeno d interesse, o se fischierà la fine della storia indicando per le vie brevi il nuovo padrone di Siena. Il quale arriverebbe presumibilmente dall estero per completare il saccheggio del Montepaschi avviato negli scorsi anni dagli alacri politicanti senesi e dai loro danti causa romani. Alla faccia del semestre di presidenza italiana.

9 DIRITTO E ROVESCIO il Fatto Quotidiano MARTEDÌ 28 OTTOBRE Nozze gay, Pisapia non cambia verso: Non le cancello LE NOZZE GAY vanno cancellate. Il Prefetto di Milano, Francesco Paolo Tronca, ieri ha invitato per iscritto il sindaco Giuliano Pisapia a procedere alla cancellazione delle trascrizioni dei matrimoni contratti all estero tra persone dello stesso sesso. Ma il sindaco tiene il punto e spiega al Fa t to : Io non le cancello, sono atti legittimi. Ribadendo così quanto aveva dichiarato all indo - mani della registrazione: È un atto nel pieno rispetto della legge che prevede questo obbligo quando si tratta di matrimoni celebrati legittimamente secondo le norme dei Paesi in cui si sono svo l t i. Era il 9 ottobre quando Pisapia aveva firmato le prime nozze omosessuali celebrate all estero. Il giorno dopo il prefetto aveva chiesto la trasmissione degli atti e Alfano parlato di gesto il - l e ga l e. Ma ormai quello di Milano, come dimostra la kermesse romana organizzata da Ignazio Marino il 18 ottobre, non è l unico sindaco a disobbedire. L ufficiale della Gdf a Lotito: Il controllo? Stai sereno LA TELEFONATA DEL PATRON DELLA LAZIO AL FINANZIERE POI ARRESTATO DUE VOLTE di Vincenzo Iurillo e Marco Lillo Il presidente della Lazio Claudio Lotito è stato intercettato nel novembre del 2011 mentre parla al telefono con il colonnello della Guardia di Finanza Fabio Massimo Mendella (poi arrestato due volte in pochi mesi con l accusa di corruzione per due separate vicende napoletane) di una verifica di tipo fiscale che era in corso in quel momento su una controllata della Società Sportiva Lazio Spa. La telefonata, nella quale è citato dai due interlocutori anche Vito, cioé il generale Bardi, pure lui indagato per rivelazione di segreto di ufficio nella medesima indagine che ha portato all arresto di Mendella, è stata annotata e sintetizzata nel suo contenuto dalla Digos di Napoli in un informativa del 29 luglio del 2014, allegata all ordi - nanza di arresto per Mendella. Su delega del procuratore aggiunto Vincenzo Piscitelli e del sostituto Henry John Woodcock, la Digos nel luglio scorso ha riascoltato tutte le telefonate intercettate nell inchiesta. Tra quelle sintetizzate nell infor - mativa c è anche quella con Lotito. Pur non essendo rilevante dal punto di vista penale, la vicenda merita di essere chiarita, partendo dallo scarno testo del brogliaccio della telefonata n intercettata sull utenza del colonnello Mendella il 21 novembre del 2011: Fabio con il presidente Lotito a proposito di una verifica fiscale inerente l Iva e la Lazio Marketing. Fabio (Mendella, ndr) lo tranquillizza dicendo che è un controllo limitato. Emerge che Lotito conosce il Generale Bardi che chiama confidenzialmente Vito. LA LAZIO marketing è una società con un fatturato di 14 milioni di euro e un utile di sette milioni realizzato grazie agli introiti del merchandising, delle sponsorizzazioni e delle pubblicità della Lazio. Il colonnello Mendella è stato arrestato la prima volta a giugno con l accusa di concussione per le verifiche pilotate a beneficio degli imprenditori Giovanni e Francesco Pizzicato. Poi è stato arrestato di nuovo il 13 ottobre con il collega colonnello Fabrizio Giaccone per i suoi rapporti con l imprenditore del settore farmaceutico Nazario Matachione, accusato tra l altro di un assunzione fittizia (per tre mesi) della moglie di Mendella in una sua farmacia. Nella seconda ordinanza di arresto si fa cenno all interroga - torio dell amministratore delegato della MSC Crociere, Gabriele Cafiero: Le attività di verifica presso MSC Crociere nel 2010 erano ricondotte al colonnello Mendella come responsabile. Mendella mi chiese di poter avere la disponibilità di una crociera di lì a qualche giorno, fine ottobre-novembre 2010 perché doveva andare in vacanza (...) così di fatto Mendella non ha pagato nulla tranne forse le spese a bordo. Accuse tutte da verificare che ovviamente non hanno nulla a che vedere con la telefonata del 2011 con Lotito, finita nel brogliaccio agli atti. La conversazione con Lotito è PROBLEMI CON L I VA È il novembre 2011: l imprenditore vuole notizie su una verifica e parla di Vi to (Bardi ) all epoca numero 2 del Corpo, oggi indagato di difficile interpretazione senza avere a disposizione l audio o il testo integrale. I pm napoletani non hanno disposto nessun accertamento e non resta che rivolgersi ai diretti protagonisti. Il Comando Generale della Guardia di Finanza non ha sentito l esigenza di rispondere in modo preciso alla richiesta di informazione del Fa t to. Dopo aver girato via sms all ufficio stampa la sintesi del brogliaccio ci attendevamo una replica alle di Rita Di Giovacchino entenza ribaltata per Augusto SMinzolini, assolto in primo grado dall accusa di peculato perché il fatto non costituiva reato, ma condannato ieri in Appello a due anni e sei mesi. L ex direttore del Tg1, secondo i giudici della terza Corte d appello, avrebbe abusato della carta di credito aziendale che la Rai gli aveva consegnato nel giugno 2009, alla firma del contratto, sforando in 14 mesi di oltre 65 mila euro il sostanzioso budget delle spese di rappresentanza. Un uso improprio a base di ostriche e champagne, menu alla carta da 500 euro a pasto, weekend in alberghi a cinque stelle. MINZOLINI si era difeso affermando che si trattava di un compenso tacitamente pattuito con la Rai: Sono spese di rappresentanza in funzione del mio lavoro, non ho speso un euro per motivi personali, si era sbracciato a spiegare al pm Dovinola: L accordo aveva come base il contratto che avevo con La Stampa, Un malinconico Claudio Lotito, presidente della Lazio La Pre ss e nostre due domande banali: cosa era e che fine ha fatto il controllo sulla Lazio Marketing? Se il Comandante generale Saverio Capolupo avesse voluto rispondere, non sarebbe stato difficile chiedere una relazione precisa ai suoi sottoposti su quell acces - so del novembre Evidentemente al Comando Generale pensano che non sia un loro dovere tranquillizzare i contribuenti comuni, che non conoscono nessun generale Vi - to, su una vicenda in cui un colonnello della Guardia di Finanza, appena arrestato due volte per corruzione, tranquillizza al telefono il presidente di una società oggetto di un accesso. PER FORTUNA, a differenza della Guardia di Finanza, il presidente Claudio Lotito risponde con grande trasparenza e non ha difficoltà a offrire la sua versione dei fatti. Sono passati tre anni e non è facile ricordare nel dettaglio. Noi abbiamo avuto un accesso della Guardia di Finanza nella società Lazio Marketing, controllata al 100 per cento dalla S.S. Lazio Spa. Attenzione - precisa Lotito - era un accesso e non una verifica. I finanzieri hanno detto: Ci serve la documentazione di Lazio Marketing & Communications Spa e noi l abbiamo consegnata. C è anche un verbale. Ela telefonata a Mendella? Lei deve sapere - spiega Lotito - che quando nel 2005 feci per la S.S. Lazio Spa la transazione con l Agenzia delle Entrate per chiudere il contenzioso della squadra mi sono impegnato a pagare 6 milioni di euro all an - no, che pago persino in anticipo. Nella transazione è prevista una verifica ogni anno, a marzo, da parte dell Agenzia delle Entrate su tutti gli aspetti fiscali. Per questa ragione quell acces - so ci sembrò un fatto un po nella trattativa avevo chiesto a Masi di avere gli stessi strumenti di lavoro, con le stesse esigenze di riservatezza. L ex dg della Rai che considerava Minzolini un idolo aveva genericamente accennato a un benefit compensativo, ma non aveva confermato che la Rai gli avesse concesso mano libera nelle spese, così Minzolini si era dimesso e aveva accettato la proposta di Berlusconi che aveva deciso di candidare il di- rettorissimo alle elezioni. L inchiesta era nata dopo che il Fa t to Quotidiano aveva sollevato il caso. Il 12 febbraio 2011 la Corte dei conti aveva aperto un istruttoria sulle spese pazze di Minzolini e, nel marzo 2011, Italia dei Valori aveva presentato un esposto. Poco dopo anche la procura di Roma aveva aperto un inchiesta affidando le indagini alla Finanza. È stata una via Crucis, ma questa sentenza mi rincuora, ho già scontato una pena mediatica di un anno e mezzo, aveva detto dopo l asso - luzione. E l inchiesta della Procura? Un attacco strumentale a due giorni dalle elezioni, avevo già restituito i soldi spesi, si trattava di un equivoco. Un autodifesa che ha convinto i giudici di primo grado, ma non la terza Corte d appello quando in aula gli avvocati Franco Coppi e Fabrizio Siggia hanno ribadito che la carta di credito aziendale era un mezzo di strano e così telefonai. Questi erano venuti, si erano presi le carte sull Iva corrente, mese per mese, e noi volevamo sapere poi cosa era successo. Ricordo che chiesi al Comando Generale: Chi è il comandante che si occupa di questo accesso?. E mi dissero che era questo Mendella. Per questo l ho chiamato anche se non lo conoscevo. Gli chiesi: Come è andata a finire quella cosa dell Iva sulla Lazio marketing?. Lui mi disse di stare tranquillo. Io risposi grazie e arrivederci. Tutto qua. E QUEL RIFERIMENTO a Vito? Per caso era stato Bardi a consigliare Lotito di chiamare Mendella? Il presidente della Lazio nega anche se non ricorda chi fosse stato al Comando a metterlo in contatto con il colonnello Mendella. Fonti vicine a Bardi fanno sapere: Il generale non si è mai occupato di verifiche alla Lazio. Due anni e mezzo al D i re t t o r i s s i m o AUGUSTO MINZOLINI CONDANNATO IN APPELLO PER L USO IMPROPRIO DELLA CARTA DI CREDITO RAI AI TEMPI DEL TG1 Augusto Minzolini Ansa FUSCO: Minorenni? Sì, ma erano modelle... ono un talent scout, lavoro con professionalità e Snon pensavo che quelle foto costituissero reato. Così Furio Fusco, il fotografo delle modelle arrestato a luglio con l accusa di aver adescato minori, ieri ha risposto alle domande dei pm Maria Monteleone e Cristina Macchiusi. L uomo mentre era in carcere ha ricevuto anche una seconda ordinanza, contenente nuove contestazioni: è indagato pure per violenza sessuale aggravata ai danni di tre ragazze minori, clienti della sua agenzia. Ieri, ai pm, il fotografo ha spiegato che le modelle della sua agenzia erano professioniste: Una ha lavorato con Sorrentino, un altra con Moccia, un altra ancora ha fatto la pubblicità della Coca-Cola. I pm poi gli avrebbero anche chiesto di quelle cene, rivelate da una ragazza di 19 anni, con giornalisti Rai e Mediaset. E Fusco avrebbe spiegato che di certo lui non sapeva cosa accadeva dopo. Lui organizzava solo casting. Allo stesso modo, è capitato che qualche giornalista gli avrebbero presentavano modelle per la sua agenzia. pagamento agevolato senza dover attendere il rimborso delle spese sostenute. UNA CONDANNA pesante, che va oltre la richiesta di due anni avanzata dal pm Dovinola. Per i giudici d appello l uso improprio della carta aziendale costituisce reato di peculato continuato ed è stata anche disposta l interdizione dai pubblici uffici per l intera durata della pena. Quando leggeremo le motivazioni valuteremo se ricorrere in Cassazione, è stato l unico commento dell avvocato Coppi. Minzolini che forse aveva fiutato Saturno contro si era invece allontanato dall aula poco prima che la Corte leggesse il dispositivo. S è sfogato su Twitter, però: Sono allibito, attonito. Assolto dalla Corte dei Conti, in primo grado e dal giudice del lavoro, condannato a 2,6 anni in appello. Dov è la certezza del diritto?. Non è ancora una sentenza definitiva, ma l uso improprio della carta aziendale, dopo essergli costato il posto al Tg1, ora - via legge Severino - mette in bilico anche la sua carriera politica.

10 10 MARTEDÌ 28 OTTOBRE 2014 GIÙ AL SUD il Fatto Quotidiano Mannoia: Vo to M5S ma Beppe deve andarsene LA COSA migliore che Beppe Grillo possa fare in questo momento per il bene del Movimento 5 Stelle è andarsene. Il co n s i g l i o al leader del Movimento Cinque stelle arriva da Fiorella Mannoia. La cantante sostiene: Deve fare come un buon padre: lasciare andare i suoi ragazzi. Io li sostengo e sostengo il loro lavoro in Parlamento, perchè credo che siano dei validi cani da guardia e l unica reale op- posizione in questo momento nel Paese. La cantautrice, da sempre impegnata politicamente, ha sempre dichiarato il suo sostegno al Movimento, ma su Grillo è critica: Purtroppo il grande lavoro di credibilità e contro le etichette che i ragazzi del Movimento stanno facendo viene sistematicamente demolito dalle uscite di Beppe. Loro costruiscono per mesi e lui in dieci minuti distrugge. Sembra uno di quei genitori che vanno a vedere le partite di calcio dei figli e cominciano ad urlare ed inveire a bordo campo. Mi auguro che faccia un passo indietro il prima possibile". Tra la piazza ro ss a e la Leopolda, la Mannoia non ha dubbi: Io sto con chi era in piazza a San Giovanni. E su Renzi: Per me lui e Grillo sono due comici. E la sinistra che faceva riferimento a Berlinguer non esiste più, è morta per sempre. REGGIO, NEL NOME DEL PADRE FALCOMATÀ CANCELLA LA DESTRA NEL CAPOLUOGO CALABRESE STRAVINCE IL PD: ELETTO CON IL 61 PER CENTO IL FIGLIO D E L L EX SINDACO ITALO. DOPPIATO IL CANDIDATO DI FI E NCD. SI CHIUDE L ERA DI GIUSEPPE SCOPELLITI di Lucio Musolino Reggio Calabria zero della politica a Reggio Calabria inizia con un L anno Partito democratico che incassa quasi il 61 per cento dei consensi, lascia a casa i fascisti 2.0 e non risponde più al grido dei boia chi molla. Dopo due anni di commissariamento, il capoluogo calabrese ha un nuovo sindaco: il 31enne Giuseppe Falcomatà che, alla guida della coalizione di centrosinistra, ha rastrellato 58 mila preferenze, più della metà dei votanti. Un terremoto per la città nera, stanca di una politica in perenne crisi e alle prese con scioglimenti per infiltrazioni mafiose, commissari prefettizi che cercano di far quadrare i conti delle casse comunali vuote a causa della finanza creativa. L avevano spacciata per anni come la panacea di tutti i mali e invece ha portato quasi al dissesto di Palazzo San Giorgio. FIGLIO DELL EX SINDACO della Primavera di Reggio Italo, Giuseppe Falcomatà è cresciuto a pane e politica. Ha doppiato, nei consensi, il candidato di centrodestra Lucio Dattola che si è fermato al 27,33 per cento dei voti, appoggiato da Forza Italia, Nuovo Centrodestra e dalla lista Reg - gio Futura. Su di lui aveva puntato l ex sindaco e governatore Giuseppe Scopelliti, ras della città dello Stretto condannato a 6 anni di carcere nel processo Fallara e principale sconfitto di questa tornata elettorale. Non solo ha perso, ma non è riuscito a piazzare nemmeno uno dei suoi fedelissimi tra i consiglieri comunali. Fino a pochi mesi fa, nessuno avrebbe mai potuto immaginare neanche una vittoria del centrosinistra che, invece, ieri ha mandato tutti a casa: gli Scopelliti boys, le liste civiche. E pure il Movimento 5 Stelle, che non ha raggiunto nemmeno il quorum del 3 per cento (il suo candidato si è fermato al 2.49 per cento) dilapidando quel 25 per cento che aveva conquistato alle elezioni politiche. A causa dei dissidi interni tra i vari meet-up cittadini, i pentastellati non hanno eletto neppure OCCHIO AI NUMERI Il 31enne subentra dopo due anni di commissariamento: Il primo atto sarà il rendiconto delle casse Il neo sindaco di Reggio Calabria, Falcomatà. Sotto il predecessore Scopelliti La Pre ss e un consigliere così come le altre liste civiche guidate da Paolo Ferrara col 3,17 per cento (Liberi di ricominciare), Giuseppe Musarella col 1,71 (Ethos), Stefano Morabito con l 1,96 (Per un altra Reggio), Aurelio Chizzoniti con l 1,68 (Reggio nel cuore), Giuseppe Siclari con lo 0,37 (Partito comunista dei lavoratori) e Francesco Anoldo Scafaria con lo 0,24 (Movimento reggini indignati). Nonostante la scarsa affluenza, del 65 per cento contro il 74,5 per cento delle precedenti comunali, è stato un plebiscito per Falcomatà. Vincendo al primo turno con il 61 per cento, si è assicurato una solida maggioranza di 22 consiglieri comunali contro i 9 del centrodestra. Questo gli consentirà di affrontare con serenità i primi mesi di governo in cui dovrà completare il progetto della Primavera di Reggio che era di suo padre Italo: per tutti il pro- fessore, sindaco dal 1993 al 2001 quando morì per un male incurabile dopo lunghi anni in cui ha dovuto fare i conti non solo con l opposizione ma, soprattutto, con i nemici che aveva nella sua stessa maggioranza. COME IL PADRE, anche Giuseppe Falcomatà è stato eletto dopo un lungo periodo di commissariamento: Il confronto con mio padre non sarà un peso afferma E in fondo non esiste perché Italo Falcomatà appartiene alla storia di questa città e fa parte di un metodo amministrativo che ha lasciato segni tangibili. Ci rifaremo a quell'idea di città. Parla già da sindaco il 31enne: Siamo contenti che i reggini abbiano voluto restituire dignità alla città. Aspettarsi un risultato del genere sarebbe presuntuoso dirlo. Vogliamo ricostruire un rapporto sentimentale con i quartieri abbandonati non solo dal punto di vista del decoro urbano, ma soprattutto da scelte politiche e amministrative fallimentari. Il nostro programma è nato proprio da questo confronto. Giuseppe Falcomatà sa di dover fare i conti con i disastri lasciati dalle amministrazioni Scopelliti e Arena: Noi guardiamo avanti. Dopo tanti anni in cui la politica ha offerto il peggio di sé, Reggio ha bisogno di un momento di pacificazione cittadina. La prima cosa da fare è una rendicontazione di quello che troveremo nelle casse del Comune. Una sorta di operazione verità dopo gli inganni di un in - tera classe politica di centrodestra. Il commento Dietro la festa Alla Regione non sarà Pr imav e r a di Enrico Fierro Mario Oliverio Ansa eggio Calabria si libera dall impasto di Rmafia, affari e massoneria che l ha soffocata negli anni di Peppe Scopelliti e del centrodestra trionfante. Da ieri ha un nuovo sindaco, Giuseppe Falcomatà, 31 anni, un cognome pesante e tanti voti, 58171, il 61 per cento. Ha una maggioranza che gli consente di governare la sua città senza inchini a gruppi di potere, lobby e tavolini dove si compensano gli affari di mafia e politica. Il giovane sindaco del Pd può davvero far rinascere quella primavera che fu il sogno di suo padre Italo, sindaco di Reggio per otto anni dal 1993 al La palla è nelle sue mani, ma la partita è difficilissima, con il Comune dissanguato dalla gestione degli Scopelliti boys, e due anni di commissariamento per mafia. Necessari in una città dove la ndrangheta aveva messo le mani su parti importanti della macchina comunale, sulle società municipalizzate e sulla assegnazione degli appalti. Se questa volta il voto a Reggio è stato più libero è proprio grazie ai due anni di commissariamento. Con buona pace di certi garantisti alla nduja che hanno fatto campagne contro lo scioglimento dei comuni infiltrati dalla ndrangheta. Ci sarà una nuova Primavera come ai tempi di Italo Falcomatà? Lo vedremo. Quello che è certo è che alla Regione, centro nevralgico del potere calabrese, l autunno rischia di non passare mai. Si voterà il 23 novembre e il centrosinistra vincerà di sicuro. Mario Oliverio ha sconfitto alle primarie il candidato renziano e corre da governatore. A parte un rinnovamento di facciata, le sue liste sono un misto di trasformisti e transfughi dal centrodestra, vecchi arnesi della politica calabrese e parenti stretti di proconsoli democrat. I vecchi blocchi di potere si sono distratti sul voto di Reggio, ma sulla partita grossa della Regione hanno sfoderato bene gli artigli. Ci sono e conteranno. Come sempre. Fa i d e e veleni, il disastro dei Cinque Stelle IL MOVIMENTO DAL 21 % DELLE EUROPEE ALL 1,86. BASE DIVISA, GUERRA TRA PARLAMENTARI. BUFERA SU GRILLO PER FRASE SULLA MAFIA di Luca De Carolis on è andata male, è andata Npeggio. L 1,86 per cento (1738 voti) a fronte del 21 preso alle Europee, nessun eletto in Consiglio Comunale: è il disastro dei Cinque Stelle a Reggio Calabria. Un tonfo per il Grillo che ieri scorrazzava per gli uffici della Regione Sicilia, inseguito dalle polemiche. Troppo rumorosa, la frase detta domenica sera dal palco di Palermo: La mafia aveva una sua morale ma è stata corrotta dalla finanza. Ma a pesare sono soprattutto le urne, spesso amare a livello locale per il Movimento. Restano nella memoria i numeri delle Regionali (il 13 per cento in Friuli Venezia Giulia) accanto a qualche exploit nei Comuni (Livorno). A Reggio il candidato dell M5S Vincenzo Giordano ha rimediato il 2,49 per cento. Più o meno la stessa percentuale che il candidato grillino prese a Cosenza nel 2011, quando il Movimento era ancora in fieri. Mi ero sbagliato, la città non è pronta al cambio culturale la - menta Giordano sul sito Strill.it. MA LA SCONFITTA nasce altrove. Innanzitutto, dalle lotte intestine al Movimento, a Reggio e non solo. Dopo un anno di liti, espulsioni e insulti reciproci tra i cinque meet up cittadini, in settembre gli iscritti avevano votato sul blog di Grillo i candidati reggini. O meglio la lista bloccata di nomi, perché il caos era tale che il portale ha dovuto presentare tre elenchi con tre diversi candidati sindaco. Dopo la votazione molti attivisti sono usciti sbattendo la porta, confluendo in liste civiche. E in mezzo al fuoco è rimasto Giordano, architetto, a cui il Co r r i e re della Calabria attribuisce lavori ottenuti dal Comune durante la gestione Scopelliti: Secondo quanto scrivono gli attivisti sui social network, avrebbe firmato Il candidato M5S Giordano alcuni dei progetti più contestati della passata amministrazione. A margine, l annosa frattura tra due senatori, Francesco Molinari e Nicola Morra (trapiantati in Calabria): con relativo schierarsi di parlamentari e perfino comizi paralleli. Infine, l arresto di Giovanni Pantano: uno dei fondatori del meet up di San Giovanni Ferdinando (mai iscritto al M5S), consigliere comunale. Finito in carcere per concorso esterno ad associazione mafiosa, due settimane fa. Cosa dire? Molinari: Non siamo stati capaci di ridare delle speranze ai cittadini di Reggio, nelle liste di Falcomatà non c è gente nuova. Ma lo scontro fratricida non ha certo spinto la gente a votarci. E il rapporto con Morra? Interpretiamo diversamente il ruolo di portavoce: io mi sento un portavoce degli attivisti, lui invece nell ultima assemblea regionale ha detto che si basa sulla stima che riceve da Grillo e Casaleggio. PAROLA a Morra: La verità è che dove presentiamo una squadra forte con candidati a modo prendiamo molti voti, dove sbagliamo scelte veniamo puniti. Per dire, in Sicilia siamo andati malissimo a Messina e Catania, e molto bene a Ragusa. Ma del candidato a Reggio cosa pensa? Leggendo i siti locali mi sono un po preoccupato... Ma prima del voto ho fatto un iniziativa pubblica in città con Di Battista e altri deputati. E su Molinari? La sfido a trovare una riga dove lo attacco. Lui in campagna elettorale ha insistito sul bene della Calabria: ma per me il M5S deve sempre ragionare in termini nazionali. Sul web fioccano accuse incrociate. E c è chi invita a prendere nota, come il senatore lucano Petrocelli: Ai cinquestelle materani: guardiamo i risultati di Reggio e regoliamoci. Intanto il 23 novembre in Calabria ci sono le Regionali. Tira aria pesante per il pentastellato Cono Cantelmi, reo secondo alcuni meet up di essersi candidato sia come presidente che come consigliere. In questo scenario, la bufera su Grillo. Chi afferma che la mafia aveva una sua morale non ha mai capito cos è, sono parole prive di fondamento lo censura il procuratore aggiunto di Palermo, Vittorio Teresi. Le frasi di Grillo offendono tutte le vittime di mafia afferma Maria Falcone, sorella di Giovanni.

11 UN GIORNO IN ITALIA il Fatto Quotidiano MARTEDÌ 28 OTTOBRE Milano, Robledo: Bruti e Boccassini mentono al Csm BOTTA E RISPOSTA tra il procuratore di Milano Edmondo Bruti Liberati e il suo aggiunto Alfredo Robledo, che duellano a distanza, in due memorie inviate al Csm e al Consiglio giudiziario. Bruti, in data 23 ottobre 2014, adombra possibili scorrettezze di Robledo, nella gestione dei soldi sequestrati a quattro banche nel corso di un indagine sui derivati e parcheggiati, invece che al Fug (Fondo unico giustizia), in una banca di Carate Brianza, dove Robledo è stato residente fino al giugno 2008, con l attivazione di tre custodi giudiziari pagati oltre 1 milione di euro. Robledo risponde, in data 27 ottobre. Il Fug non ha depositi, per cui non è materialmente possibile versare somme al Fug, con cui devono interloquire invece le banche. Da Carate mi sono trasferito a Milano già nel settembre Quelle del procuratore sono dunque insinuazioni, r i co s t r u z i o - ni inesatte e ambigue. Quanto al doppio pedinamento nell indagine Expo dichiarato da Bruti e da Ilda Boccassini, non c è mai stato, dunque il procuratore e la collega hanno mentito al Csm, inventandosi un episodio mai avvenuto. Orrore nella casa occupata Uccide i figli e si impicca ROMA, UNA DONNA COLTA DA RAPTUS HA FERITO IL MARITO DURANTE UNA LITE POI HA COLPITO CON UNA MANNAIA I BIMBI DI 3 E 9 ANNI E SI È SUICIDATA NEL BAGNO di Valeria Pacelli Un mattatoio, un esplosione di sangue e due piccoli corpi per terra senza vita. Una delle scene più raccapriccianti della mia vita, dice senza fiato un veterano della polizia. Non importa quanti boss si arrestano e quante pallottole si evitano, la scena che si è presentata davanti agli investigatori quando sono entrati in un appartamento di in via Carlo Felice, a Roma, in zona San Giovanni, avrebbe fatto venire i brividi a chiunque. Perché al quarto piano di uno stabile occupato, domenica notte con una mannaia e un coltello una donna, dopo aver colpito il marito, ha ucciso i suoi due figli (la terza è viva) e poi si è legata a un tubo dell acqua di uno scaldabagno per morire impiccata. È QUESTA LA PRIMA ricostru - zione della vicenda fornita dagli investigatori: Per adesso l uni - ca ipotesi è che la donna sarebbe stata vittima di un raptus omicida e non si è placata neanche davanti ai figli. Se si tratta della pista investigativa giusta verrà confermato nei prossimi giorni, quando davanti al sostituto procuratore di Roma Francesco Minisci, titolare dell inchiesta, sfileranno i 50 abitanti del palazzo di via Carlo Felice. Uno stabile di proprietà di Bankitalia, occupato nel 2003 dal movimento Action, dove vivono alcune famiglie di immigrati. Era una coppia normale, come ha potuto fare una cosa del genere?, si chiede una donna che tra una folla di cronisti ieri è scoppiata a piangere quando ha saputo che i bambini di nove e tre anni sono gli stessi con i quali giocava la nipote al parco. La tragedia è iniziata in piena notte, verso le tre e mezza circa. Khadija El Fatkhani, casalinga I SUPERSTITI Aggredita anche la terza bambina di 5 anni, salva per miracolo. Distrutta una famiglia marocchina. Gli investigatori: È un mattatoio di 42 anni marocchina, ha iniziato a discutere con il marito Idris Jeddou, operaio che ogni mattina esce presto di casa per consegnare e montare mobili. La discussione è degenerata e lei ha colpito l uomo all addome con un coltello. La ferita era profonda e Idris è scappato in ospedale al San Giovanni, per essere subito operato. Ai medici per coprire la moglie dirà di essere stato rapinato sotto casa. Adesso piange, disperato: Non immaginavo finisse così. Litigavamo, lei mi ha colpito. Ho detto della storia della rapina per non metterla nei guai. Poco dopo l operazione, Idris ha provato a contattare la moglie, ma nessuno rispondeva. Al quel punto ha chiesto ad un altro occupante di controllare se tutto andasse bene. Ma la porta di casa era socchiusa e dentro c era l inferno. Dopo che il marito è andato in ospedale, Khadija ha preso una mannaia e si sarebbe scagliata contro i tre bambini: la figlia di nove anni e il bimbo di tre sono morti sgozzati e il loro cadaveri sono stati ritrovati in due stanze diverse della casa. Poi si è avventa contro la terza figlia, che di anni ne ha solo cinque e che ieri è stata ricoverata. Sta bene ed è sedata assicura - no gli infermieri. A quel punto la donna ha preso una cintura e l ha legata a un tubo dell acqua di uno scaldabagno. Probabilmente era già morta, quando il filo si è spezzato lasciandole una profonda ferita alla gola che in un primo momento aveva fatto pensare a una coltellata. QUANDO sono arrivati gli uomini della Squadra mobile, guidati da Renato Cortese, hanno trovato lei riversa nella vasca senza vita, mentre il resto della casa era coperto di sangue. Cosa abbia spinto la donna a un gesto del genere, gli inquirenti cercheranno di capirlo nei prossimi giorni. Verrà interrogato il marito e pure gli altri occupanti. Dobbiamo capire se quel contesto di serenità familiare che ci hanno raccontato in un primo momento di - cono gli investigatori sia vero o meno. Come pure che tipo di malessere aveva la donna, che a quanto pare aveva dei disturbi. Tutto da verificare anche perché l autopsia ancora non è stata fatta. Così quel che resta di una giornata come quella di ieri, è l incre - dulità dei vicini e degli occupanti che sembrano non aver sentito nulla durante la notte scorsa. Ora hanno solo paura delle conseguenze con un possibile sgombero. Non strumentalizzate quello che è successo ha affermato una portavoce di Action qui vivono oltre 35 famiglie normali che lavorano. La convivenza è stata pacifica. Fino a due giorni fa. FISCO Msc Crociere: sequestrati 33 milioni ulla carta, le crociere venivano orga- e vendute a Ginevra. In realtà, Snizzate secondo le indagini della Guardia di Finanza, l attività era svolta a Napoli, nella sede di via Agostino Depretis. Un espediente, secondo i pm, per evadere il fisco. Per questo la procura di Napoli ieri ha disposto il sequestro preventivo per 33 milioni nei confronti di Pierfrancesco Vago, amministrare delegato protempore della Msc Crociere sa di Ginevra, e di Francesco Zuccarino, presidente del cda della Msc Crociere spa di Napoli. I due sono indagati, rispettivamente, per omessa dichiarazione dei redditi e dichiarazione infedele. Dal momento che sono i rappresentanti delle due società, il sequestro ha riguardato beni di loro proprietà e non le Il luogo del delitto; accanto la scientifica La Pre ss e /A n s a navi. Il gruppo Msc, dal canto suo, ribadisce la correttezza del proprio operato e conferma di aver avviato con totale trasparenza e collaborazione le opportune interlocuzioni con le autorità fiscali competenti al fine di chiarire la propria posizione. Dalle indagini è emerso che nel 2006, con il mercato era in piena espansione, la Msc Crociere spa di Napoli modificò il proprio oggetto sociale: da tour operator a intermediario dei trasporti. Contemporaneamente, ma solo sulla carta secondo i pm, l attività di organizzazione e vendita di pacchetti di crociere venne trasferita alla società ginevrina Msc Crociere sa. Un espediente, secondo la Procura, per non versare al fisco le somme dovute.

12 12 MARTEDÌ 28 OTTOBRE 2014 ALTRI MONDI il Fatto Quotidiano Pianeta terra COREA ABBANDONÒ NAVE, CHIESTA CONDANNA A MORTE Ha abbandonato la nave senza salvare i passeggeri e per la sua negligenza oltre 300 persone sono morte. Con queste motivazioni l ac - cusa ha chiesto la pena di morte per il capitano del traghetto Sewol, affondato lo scorso 16 aprile con 476 persone a bordo. La Pre ss e REGNO UNITO CAMERON, SCORTA NEI GUAI Un uomo è andato a sbattere contro il primo ministro britannico, David Cameron, per strada a Leeds ed è stato bloccato dal servizio di sicurezza, ma tardi; Scotland Yard ha annunciato una indagine per appurare se la scorta è stata troppo d i s t ra t t a ; il giovane è stato rilasciato. Ansa di Maurizio Chierici Dilma Rousseff mantiene la presidenza dopo aver battuto per un soffio il partito del cachemire : lobby economiche, stampa, tv, grandi industrie, latifondi che non si arrendono. Il Pt guiderà il Brasile per altri 4 anni nel nome della democrazia confermata. Ma quale democrazia? Sia Dilma che Neves, bandiera dei conservatori, vengono da una campagna elettorale fatta di insulti e spine nel nome del cambiamento. E chi ha perso deve decidere se restare in trincea o tornare al dialogo aperto dalla signora. A fine anno Dilma deve scegliere i ministri che la accompagneranno al governo. Decisione complicata con l economia non in affanno, ma sbiadita, anche se gli stipendi un po aumentano. Brasile immobile mentre i mercati si allargano e i ministri travolti da disastri e corruzioni diventano impresentabili ai 53 milioni dei elettori che hanno votato per un partito diverso. La politica si immerge nelle camere oscure dalle quali uscirà chissà con quale governo. La signora presidente non ha più diritto a sbagliare, prime pagine di chi ha fatto fuoco e fiamme per mandarla via. La difficoltà più insidiosa sarà la trasformazione della sostanza politica. Finora Lula e Rousseff hanno fatto i conti con opposizioni assemblate nella logica degli affari e politicamente disposte a compromessi di convenienza. Le elezioni hanno compattato un fronte per la prima volta organico su impegni di impatto popolare e sociale. DILMA VINCE LE ELEZIONI LE BORSE SI VENDICANO E PUNISCONO IL BRASILE IL PARTITO DEL CACHEMIRE DI NEVES ERA SOSTENUTO DA LOBBY ECONOMICHE E LATIFONDISTI. CONTRACCOLPO S U L L ECONOMIA: IL LISTINO PRINCIPALE A SAN PAOLO PERDE IL 6% E DILMA dovrà concordare i programmi non con semplici conservatori, ma con conservatori dogmatici: hanno giurato di non fare un passo indietro. Tanto per capire: il Pt perde a San Paolo, megalopoli dell eco - nomia: dopo la vittoria di Dilma il listino principale crolla e perde il 6%. Banche e favelas; si vedono più Ferrari che a New York. Il deputato dai voti superstar è un presentatore tv che fa il pieno annunciando d es - sere pronto a sacrificare la vita pur di proibire l aborto, costringere al silenzio minoran- ze insopportabili e spegnere qualsiasi proposta che contenga la parola progresso. Le preferenze dell opposizione conservatrice di Rio sono guidate da un ex militare. Ha fatto campagna difendendo la dittatura con pensierini finali del tipo: Preferisco un figlio morto che un figlio omosessuale. Nei mormorii delle alleanze figura fra i probabili compagni di coalizione coi quali Dilma dovrà dialogare, lei vecchia ragazza sopravvissuta alle torture dei golpisti in divisa. Puzzle complicato, ma intanto ce l ha fatta con l affabulazione di Lula. In campagna elettorale si è rivolto a padri e madri pregandoli di ricordare ai ragazzi come viveva fino al 2002 (presa di potere del Pt) il popolo dei senza niente nel Brasile dei privilegi. L aver restituito dignità a 36 milioni di poveri assoluti ha stimolato i consumi interni animando le ambizioni civili di una piccola borghesia sdoganata e finalmente cosciente dei diritti negati. Sbandierati nelle rivolte di piazza e origine delle schede bianche o annullate con gli sberleffi di chi si sente nella PATTI COL NEMICO La presidente sopravvissuta alle torture dovrà dialogare con gli ex militari che in campagna elettorale hanno difeso la dittatura di Caterina Soffici terra di nessuno. No ai liberisti; delusione verso i politici delle elemosine. L impegno di Dilma è riconquistarli con dignità. Sul palco del trionfo fa sapere di sentirsi più forte, più matura, insomma, pronta ad affrontare le sfide. Non solo interne. L AMERICA DI WALL STREET ha covato la speranza di una rivoluzione liberista che la Borsa di San Paolo sintonizzava alle indiscrezioni sui possibili trionfatori. Quando i pronostici di Neves superano la Rousseff, indice su di 4 punti. Dopo la sconfitta, segno ancora positivo per la compattezza dell opposizione: maggioranza alla Camera e nei governi degli Londra a telenovela dell orrore non finisce Lmai. Per completare il quadretto ci mancava solo il libro rivelazione della madre di Reeva, la fidanzata uccisa dall atleta paralimpico Oscar Pistorius. E infatti è arrivato. Si intitola: Reeva. A Mother s Story. Dove si dice, tra le altre cose, che tra la bionda modella e il corridore era solo una relazione platonica. Tre mesi insieme, ma non avevano mai Dilma Rousseff sarà presidente del Brasile per altri quattro anni La Pre ss e Stati. Ma fra due anni Obama se ne va, previsioni malinconiche per i democratici della signora Clinton. Se i falchi repubblicani tornano alla Casa Bianca, non solo Dilma è nei guai, ma rimpiccioliscono le speranze del ritorno alla presidenza di Lula. Intanto, messaggi di felicità: Evo Morales riconfermato quasi a vita in Bolivia, Bachelet dal Cile, Cristina Kirchner da Buenos Aires: Vittoria che consolida la Patria Grande Sudamericana. Anche quelli del Brics respirano: con la Rousseff fuori gioco, Cina, India, Sudafrica e Putin lontani chissà per quanto dalle banche del nuovo mondo. Invece l unione sopravvive. TUNISIA In testa i laici di Nidaa Tounes l Islam militante resta al palo LA TUNISIA è nelle mani di Nidaa Tounes, il principale partito anti islamista, fondato da Béji Caïd Essebsi. La disfatta del partito islamista Ennahda, protagonista della scena politica negli anni successivi alla rivoluzione del 2011, è un chiaro segnale verso una svolta più laica per il Paese. Secondo dati non ufficiali, Nidaa Tounes ha conquistato 83 seggi E s s eb s i Ansa contro i 68 degli islamisti che rimangono comunque la seconda forza politica. Nessun partito da solo riuscirà a formare una maggioranza e in gioco per le alleanze ci sono anche l Ulp di Slim Riahi, ricchissimo uomo d affari, con poco più del 7% e l estrema sinistra con il 5,5%. Ennahda si aspettava un calo dei consensi ma non di questo calibro, il partito ha pagato la sua incapacità di far risollevare la Tunisia uscente dalla dittatura. Quando nel 2011 si erano tenute le prime libere elezioni e il partito islamista aveva guadagnato circa il 37% dei voti, il Paese aveva preferito dare fiducia ai conservatori che sotto Ben Ali erano fuorilegge. La vittoria di Nidaa Tounes sposterà anche gli equilibri con l estero: si allenteranno rapporti con il ricco Qatar e si potrebbero rinsaldare quelli con l Algeria. Anche se le urne sembrano voler dire che la visione islamica sia stata messa alla porta o quanto meno allontanata, dalla Tunisia sono partito migliaia di giovani per arruolarsi tra le file dello Stato Islamico. U R U G UAY Sinistra in festa, Frente Amplio ha maggioranza in Parlamento L U R U G UAY rimane a sinistra. Il Frente Amplio ha ottenuto il 47,6% dei consensi: mantiene la maggioranza al Parlamento e presenterà Tabaré Vazquez, il candidato alle elezioni presidenziali, con un ampio margine. Il suo rivale, nel ballottaggio del 30 novembre, è Luis Lacalle Pou del Partido Nacional, il centrodestra, che ha incassato il Mujica La Pre ss e 30,63% dei voti. Per ora il favorito alla successione di Jose Pepe Mujica è Vazquez, oncologo di 74 anni, sindaco della capitale Montevideo dal 1990 al 1994 e poi presidente dal 2005 al Era stato lui a interrompere la diarchia del Partido Colorado e del Partido Nacional, diventando il primo presidente uruguayano di sinistra. Se sarà lui a raccogliere il testimone di Mujica, il Paese proseguirà sulla strada dei diritti. Il presidente uscente, che viene da una famiglia contadina e si è guadagnato il soprannome di Presidente più povero del mondo, ha fatto approvare la legge sui matrimoni gay e la legalizzazione dell aborto e della legalizzazione della cannabis. Pedro Bordaberry, candidato del Partido Colorado, figlio di un ex dittatore, ha ottenuto il 13% per cento e ha già dichiarato che al ballottaggio appoggerà Luis Lacalle Pou. Gli analisti valutano però che un 15% di voti non si sposterà nelle mani del Partido Nacional. Il Frente Amplio ha tutte le carte per guidare il Paese nei prossimi 5 anni. Reeva e Pistorius, un affare di sesso IN UN LIBRO LA MAMMA DELLA VITTIMA SCRIVE: LUI È PATETICO, LEI VOLEVA LASCIARLO, NON AVEVANO RAPPORTI INTIMI Oscar Pistorius e Reeva Steenkamp La Pre ss e fatto sesso. E se anche fosse, chi se ne frega. Invece no. June Steenkamp, 68 anni, ha aperto il suo cuore ferito al magazine domenicale del Ti m e s. Ed ecco il risultato. Particolari di cui avremmo fatto volentieri a meno. Recriminazioni. Sfoghi. Perché una madre debba scrivere cose del genere, ammesso che siano vere, è tutto da capire. Forse nella testa di June Steenkamp, se i due non facevano sesso, la figlia Reeva è ancora più innocente e Oscar ancora più colpevole? Forse vuole dimostrare che lui aveva dei problemi? Non è chiaro. Lapalissiano invece è che ogni particolare in più su questa vicenda non fa che renderla ancora più squallida. In aula, durante il processo, Pistorius aveva detto che lui e Reeva stavano progettando una vita insieme. Da qui la sua disperazione, da uomo innamorato, per la perdita della sua compagna. A conferma che gli spari partiti nella notte di San Valentino erano stati solo un tragico incidente, uno sbaglio pensando che in bagno ci fosse un ladro. La madre invece non ha dubbi: Reeva lo stava per mollare. Forse addirittura quella notte stessa, perché aveva messo i suoi vestiti in una valigia. Reeva era talmente poco sicura di voler stare con Oscar da essersi astenuta da rapporti intimi. Quindi lui l avrebbe uccisa di proposito, perché lei lo voleva lasciare. PAROLE A RUOTA LIBERA, forse una operazione commerciale per lanciare il libro, dove Pistorius è descritto come una figura patetica. E che volete che dica una madre riguardo all uomo che ha ucciso sua figlia? Che non crede alla sua versione dello sparo. Che Pistorius era un tipo vago, evasivo, sfuggente. Che è stata la sfortuna della figlia averlo incontrato, perché secondo la madre Credo che prima o poi avrebbe ucciso qualcuno. Il mio cuore ha continuato a battere, ma io mi sento morta scrive la donna. Poi rivela anche che il marito ha avuto un infarto, un paio di mesi dopo la morte della figlia. Il dolore è comprensibile, ma come mai dichiarazioni del genere arrivano a processo di primo grado appena concluso, con la condanna a 5 anni per omicidio colposo? La settimana scorsa, dopo la lettura della sentenza, la madre della modella aveva detto: Giu - stizia è stata fatta. Non faremo ricorso. Ora invece pare che giustizia non sia per niente fatta. Allora perché voler attirare di nuovo l attenzione sul caso? Forse perché i giornali hanno scritto che tra 10 mesi Oscar potrebbe essere su cauzione e spedito agli arresti domiciliari. Forse perché l accusa non è contenta della piega presa dal processo e potrebbe fare ricorso. I termini scadono ai primi di mese prossimo, e il libro esce il 6 novembre. Coincidenze che gettano ancora più squallore su tutta la vicenda.

13 ALTRI MONDI il Fatto Quotidiano MARTEDÌ 28 OTTOBRE IRAQ IL CALIFFO CANCELLA LE UNIVERSITÀ A Mosul non si potrà più studiare materie giuridiche o diventare archeologi. I miliziani dello Stato islamico hanno chiuso con una circolare del 18 ottobre intere facoltà e dipartimenti come Scienze Politiche, Giurisprudenza, Archeologia, Educazione fisica e Filosofia. La Pre ss e AFGHANISTAN TRUPPE VIA DA HELMAND Le ultime truppe inglesi e americane hanno lasciato ieri la provincia di Helmand, il fronte cald o della guerra ai Taliban. Ora la sicurezza spetterà all esercito afghano. In tredici anni di guerra solo i marines hanno perso 378 soldati, più di 453 le perdite inglesi.ansa L Isis manda a Kobane il prigioniero-reporter VIDEO DALLA CITTÀ SIRIANA CONTESA AI CURDI CON L OSTAGGIO BRITANNICO CHE RACCONTA COME UN INVIATO AL FRONTE: STIAMO VINCENDO di Valerio Cattano Sentite degli spari? No, perché qui l'isis ha già vinto. John Cantlie è un reporter britannico che era stato rapito nel 2012 in Siria, e poi passato nelle mani dei miliziani islamici; era stato scelto nella serie Le n d me your ears come speaker per spiegare all'occidente le motivazioni dei soldati del Califfo. Stavolta Cantlie riappare in veste di inviato. Nel filmato diffuso ieri, che dura cinque minuti e mezzo, Cantlie non ha più la tuta arancione dei prigionieri, ma veste di nero, proprio come un miliziano. Il video si intitola Dentro Ayn al'islam e serve all'isis per mostrare, ancora una volta, le capacità tecniche dei suoi prodotti: inizia con una ripresa dall'alto della città al confine con la Turchia, probabilmente effettuata con un drone, e poi ecco entrare Cantlie con il suo s ta n d up dinanzi alla telecamera: non è più un ostaggio messo ai ferri con la barba incolta, ma un inviato dello Stato Islamico in collegamento con il mondo, proprio come un reporter della Bbc o della Cnn: Ciao, sono John Cantlie e siamo a Kobane, nel cuore della zona di sicurezza del Pkk, ora controllata interamente dallo Stato islamico. Da un mese, i soldati dell Isis stanno assediando la SBERLEFFO AGLI USA L altra verità: I curdi iracheni rafforzano la città, i mujaheddin ottengono le armi dalle disperate forze aeree americane città curda e, nonostante i raid americani che finora sono costati mezzo miliardo di dollari, i mujaheddin si sono spinti avanti fino a controllare le zone a est e a sud. Non manca l'ironia, mirata a mettere alla Cantlie i nv i at o Isis a Kobane e durante le lezioni all Occidente Ansa berlina le azioni militari americane che nei giorni scorsi hanno sbagliato lanci paracadutando armi che sono finite nelle mani dell'isis: Kobane - afferma Cantlie - sta venendo rinforzata dai curdi iracheni che arrivano attraverso la Turchia, mentre i mujaheddin sono riforniti dalle disperate forze aeree degli Stati Uniti, che hanno paracadutato due casse di armi e munizioni proprio tra le braccia tese dei combattenti. La battaglia per Kobane sta volgendo al termine. I mujaheddin stanno rastrellando strada per strada, edificio per edificio. Si possono occasionalmente sentire degli spari in sottofondo come risultato di queste operazioni. Ma al contrario di quando i media occidentali vogliono farvi credere, non è una battaglia a tutto campo. È quasi finita. Per avvalorare la tesi il cameraman evidenzia le bandiere nere dell'isis che sventolano sui palazzi: il messaggio è chiaro: Non credete all'occidente dice Cantlie credete a me; del resto, non vedo giornalisti qui intorno. Tranne lui, inviato in nome del Califfo. UCRAINA Ammucchiata arcobaleno per l Europa di Roberta Zunini enin ora veste il v i c i va n ka. A Zaporija, città del sud Lest industriale dell'ucraina, nell'attesa del voto di domenica, l'ultima statua di Vladimir Il'ic sopravvissuta alla rivoluzione di Maidan, era stata rivestita dai nazionalisti e dai filoeuropei con la tradizionale camicia ucraina ricamata sul davanti. Nella speranza che il voto confermasse l'avvicinamento del Paese all'occidente. E così è accaduto. Ma ci sono dei ma. Se al netto del risultato hanno vinto i partiti più filoeuropei ed è uscito dall'arco parlamentare il partito comunista con un misero 3,9%, che nelle elezioni del 2012 aveva ottenuto il 15%, è vero anche che il blocco di Opposizione, erede del partito delle Regioni del deposto presidente filorusso Yanukovich, ha ottenuto quasi il 10%. Un successo inaspettato, considerato che non ha votato la zona più nostalgica, quella orientale - a ridosso della Russia - ancora in guerra nonostante la tregua. A Donetsk, una delle città occupate dai filorussi sono ripresi gli scontri e ieri ci sono state nuove vittime, mentre a Mariupol la maggior parte della popolazione ha preferito non andare alle urne, per timore di provocatori dopo che alcuni candidati europeisti son stati picchiati. Nelle zone di Donetsk e Luhansk le amministrazioni ribelli che le governano hanno proclamato le proprie elezioni per il 2 novembre. A Kiev il vero vincitore non è Poroshenko, l'oligarca e tycoon diventato presidente a maggio, bensì il suo secondo, il giovane premier uscente, che sarà di certo confermato, Yatseniuk, leader del Fronte Popolare. La coalizione con il terzo partito vincitore, Somopo- mich (Mutuo soccorso) con l 11%, è dunque obbligatoria per poter governare e dare il via alle riforme e all'attracco in Europa. Yatseniuk addirittura vuol far entrare Kiev nella Nato. Per le riforme cruciali ci sarà però bisogno anche dell'ex pasionaria Tymoshenko e del partito nazionalista di destra Svoboda. ULTRADESTRA A PARIGI Un consigliere sceglie Allah Fronte col nemico in casa di Andrea Valdambrini i può essere qualcosa di più ironico Cdi questo: un militante di un partito islamofobo e anti-immigrati che, diventato musulmano, proclama la coerenza tra l appartenenza all estrema destra e la legge del Corano? È Il paradosso toccato in sorte al Front National (Fn) di Marine Le Pen, formazione politica che della paura verso la mezzaluna ha fatto la sua bandiera. Quando il 22enne Maxence Buttey, consigliere comunale di FN a Noisy-le-Grand, nella regione parigina, ha annunciato di essere passato all Islam, da cattolico che era, è successo il finimondo. Poco male se si fosse trattato solo di una scelta privata, maturata magari in segreto e nella consapevolezza di una contraddizione troppo grande da poter essere rivelata. Ma il giovane politico ha prodotto un video in cui esalta le virtù visionarie del Corano, poi l ha spedito ai compagni di partito, esortando anche loro a seguire la strada per la Mecca. E come se non bastasse, ha teorizzato che tra i valori del partito di Le Pen e la sua nuova religione c è tanto, troppo in comune. Proprio come l Islam, il FN difende i deboli ha dichiarato Buttey alla rivista Le Parisien. Il nostro partito si batte contro i tassi di interesse esorbitanti caricati sul debito francese. Così la mia religione è contro l usura. Senza contare che sia l Islam che Fn vengono demonizzati dai media. Forse un po poco per trovare somiglianze, ma certamente troppo da poter esser ignorato per la formazione politica di cui Buttey fa parte. Rispetto la religione come scelta privata. Tuttavia non deve entrare nella sfera delle nostre attività politiche, interviene il segretario locale di FN Jordan Bardella, che ribadisce: Il video inviato da Maxence (Buttey, ndr) rappresenta un inaccettabile atto di proselitismo. Ragion per cui ho deciso di sollevarlo dagli incarichi dell ufficio del dipartimento (ruolo di partito, ndr), anche se al momento Buttey mantiene la carica di consigliere e non è stato espulso dal Fn. Il caso rappresenta ovviamente un motivo di imbarazzo per Le Pen. La leader dell estrema destra francese ha ripetutamente lanciato strali contro il velo integrale - comunque vietato in Francia nei luoghi pubblici o il cibo halal nelle mense scolastiche. Fino a che il nemico musulmano non se lo è ritrovato proprio dentro RITORNO DALLA LIBERIA Ebola, anche il generale Usa in isolamento a Vicenza di Caterina Grignani on si tratta di quarantena ma di Nun controllo monitorato ; gli 11 militari statunitensi rientrati nella base americana di Vicenza sono in isolamento per precauzione. Tra loro c è anche il generale Darryl Williams. La procedura stabilisce che, essendo tornati dalla Liberia, rimangano isolati per 21 giorni. Ma loro affermano di stare benissimo anche perché quando si trovavano in Africa, in Liberia, Stato duramente colpito in cui si prevedono contagi entro dicembre, non hanno avuto contatti diretti con persone malate. Il Pentagono sta valutando l ipotesi di tenere in provvisorio isolamento tutte le truppe americane di rientro dai Paesi colpiti dall epidemia: in questo momento sono circa novecento i soldati impegnati sul campo, si occupano delle misure di sicurezza per evitare che la febbre emorragica si diffonda in altri paesi. Intanto l infermie - ra americana, Kaci Hickox, che era stata isolata al suo arrivo all aeroporto di Newark dalla Sierra Leone, è risultata negativa al test dell Ebola e sarà dimessa. La donna ha detto di essere stata trattata in modo disumano. Una lamentela che ha portato il governatore di New York, Andrew Cuomo, ad allentare il regime di quarantena. Gli operatori che rientrano nei paesi a rischio, se privi di sintomi, potranno tornare a casa ed essere monitorati direttamente nelle loro abitazioni. E mentre il Belgio ha sospeso i rimpatri di migranti irregolari verso Liberia, Sierra Leone e Guinea, l Australia ha bloccato i flussi migratori dall Africa, compresi i programmi umanitari. I VISTI sono stati congelati e solo in alcuni casi sono vincolati ad almeno tre test medici di controllo. La scelta del Belgio, più che a favore degli africani, è volta a tutelare la salute degli agenti che, per legge, devono accompagnare in patria gli espulsi e consegnarli alle autorità locali. Christos Stylianides, nominato da meno di una settimana coordinatore per l Ebola e prossimo commissario europeo agli Aiuti umanitari, ha ribadito lo sforzo necessario per assistere i paesi colpiti. Stylianides ha quantificato in esperti la mobilitazione necessaria e, di questi, almeno 5000 saranno europei. Ban Ki-moon, segretario generale delle Nazioni Unite, in visita in Etiopia, ha detto che non bisogna accanirsi sugli operatori di ritorno dall Africa perché sono persone eccezionali. Una discriminazione alimentata dall allarmismo che passa dalle scuole newyorkesi dove i ragazzi di colore sono vittime di un nuovo bullismo che tira in ballo il virus, fino ad arrivare alla politica nazionale e alla Lega di Calderoli che mette in guardia dai teorici delle frontiere aperte.

14 14 MARTEDÌ 28 OTTOBRE 2014 il Fatto Quotidiano GATTUSO CI RIPENSA DOPO L APPELLO DEI TIFOSI DEL CRETA: RESTA QUI Lo hanno convinto i tifosi e la squadra. Gattuso fa un passo indietro e resta sulla panchina dell Ofi Creta. Aveva rassegnato le dimissioni dopo la sconfitta contro l Astereas UCCISO IN UNA RAPINA MEYIWA, PORTIERE E CAPITANO DEL SUDAFRICA Senzo Meyiwa, portiere e capitano della Nazionale sudafricana, è stato ucciso durante una rapina. Il 27enne era a casa della sua fidanzata. La polizia ha messo una taglia ANORESSIA NELLA DANZA: TORNA ALLA SCALA BALLERINA LICENZIATA Potrà tornare sul palco della Scala la ballerina licenziata nel febbraio 2012 dopo le sue dichiarazioni sull anoressia. Maria Francesca Garritano ha vinto il ricorso in Appello SECONDO TEMPO S P E T TAC O L I. S P ORT. I DE E Una grana chiamata Viperetta L ULTIMA GAFFE DEL PATRON DELLA SAMP MASSIMO FERRERO SU THOHIR: DISSI A MORATTI DI CACCIARE QUEL FILIPPINO. PER LE TV TIMORATE DELLA FIGC ADESSO IL PRESIDENTE DELLA SAMPDORIA È DIVENTATO UN PROBLEMA di Malcom Pagani P ensavano di dominarlo, contenerlo, avvilupparlo nelle setose trame del dopo gara. Un ospite inatteso che con il corroborante ritorno del folklore anni 70 e la sincerità urticante di chi parlando sa sempre cosa restituire a pane e vino, arieggiasse il chiacchiericcio inutile, la lamentela in doppio petto del presidente x, la stagnante morta gora del pallone domenicale trasmesso alla nazione a reti unificate. Con un occhio cinico agli ascolti e l altro da anni abituato per ragioni di sponsor e di baracca a ratificare senza opposizione il compiaciuto autoscatto del patron di turno, i dirigenti televisivi si illudevano di aver trovato in Massimo Ferrero, neo capo tribù della Sampdoria, un altra perfetta figurina del teatrino. Funzionale allo scopo, meno usurata della passione ormai svanita di Aurelio De Laurentiis o dei funambolismi dialettici di Lotito e più vicina, che è quel che conta, alla necessaria scossa di stampo squisitamente cabarettistico che in altre epoche da Lecce e da Pisa, da Catania a Perugia, Franco Jurlano, Romeo Anconetani, Angelo Massimino o Luciano Gaucci, seppero come dare. A giudicare dalle apparenze, il costante survoltag- gio ha assassinato l operazione simpatia e al morso viperesco di Ferrero, i conduttori recentemente costretti a confrontarsi con lui, non hanno saputo contrapporre antidoti. Televisivamente sono minuti di non sense quasi sempre straordinari. Ferrero è senza filtro. DICE QUEL che gli passa per la testa, esagera, inventa rime, canzoni per la turbatissima Ilaria D Amico, nazionalità. Ieri, accodandosi a una nobile tradizione che spazia dal De Sica ampezzano del primo Vacanze di Natale : Asuncion, dichialale il secondo alle quartine in tema dei fratelli Vanzina: O Gesù fammi bel dono di una serva filippina/ o Gesù tu che sei buono dammi un cottage a Cortina/ sarò brava, onesta e retta/ farò doni al terzo mondo/ ma tu dammi una villetta/ Dio, Gesù, a Porto Rotondo Fer - rero è apparso nel giulivo salotto di Enrico Varriale per impartire una lezione di determinismo geografico. Interrogato sulla sofferta dipartita di Moratti e sui giudizi di Erick Thohir, lievemente confuso sui rapporti di forza in seno all Inter, Massimone ha dato retta al cuore, ascoltato la sua parte sciovinista e si è lasciato andare: Gliel ho detto a Moratti, caccia via quer filippino no, che l ha preso a ffà?. A quel punto Varriale, uno che nella sua vita aveva subito rispondendo a tono i paragoni canini di Cesare Maldini: bassottino, non ti faccio più venire, l elo - quente: Si chieda chi l ha messa lì e perché ce la fanno stare di Walter Zenga e il non mi faccio impartire lezioni da lei di Enri- co Preziosi, ha iniziato a sorridere nervosamente, a sibilare un flebile attenzione presidente, Thohir è indonesiano, e alla fine, non prima di aver ricevuto risposta in tema: Doveva difenderlo Moratti, scusa... che vieni dall Indonesia a insultà un emblema del calcio italiano? Si ero Moratti gli avevo dato due pizzicotti sulle re cc h i e ha battuto in IL PRODUT- TORE Fe r re r o, 63 anni, gestisce anche 30 cinema a Roma La Pre ss e ritirata. Il problema è comune. La risorsa Ferrero (che si è scusato ed è tutto tranne che razzista) cresciuta proporzionalmente al ritmo dei sorprendenti risultati ottenuti da Mihajlovic, è diventata un angustia. Ora che Mr. Jekill e il signor Hyde si scambiano i ruoli con troppa frequenza e Caron dimonio, con grigio golfino sociale sotto la giacca, ha mostrato il suo volto tranciando battute e brutali giudizi a getto continuo, chi dovrebbe offrirgli la platea non sa più come prenderlo né dire con certezza fino a dove si spingerà. Per un mondo che fa del formalismo la sua bandiera, si indigna solo in coincidenza di un dramma, ma tollera ampiamente da decenni le battute di Moggi sul nome di Kakà, le freddure di Lotito sullo strabismo di Marotta o gli ululati da branco selvaggio, il cavalcare anarchico di Ferrero nelle praterie di genere è una nèmesi sacrosanta. Niccolò Carosio, è vero, fu estromesso dai palinsesti per un negraccio mai pronunciato. CIRCO PALLONARO Il suo folklore ingolosiva e come nella tradizione, andando verso il lardo, i custodi dello spettacolo mediatico ci hanno rimesso lo zampino MA I TEMPI sono cambiati, l in - dignazione popolare ha ricalibrato i suoi parametri e nel Paese in cui un assessore all Urbanisti - ca della Regione Lombardia, Viviana Beccalossi, con elegantissimo calembour, consiglia a Rosario Crocetta di rasserenarsi in diretta: Frocetta, prendi il Valium, nessuno può sentirsi veramente offeso, ferito o soprattutto stupito dalla fedele riproduzione in forma pallonara del circo nazionale. Ferrero ingolosiva e come nella tradizione, andando verso il lardo, i custodi dello spettacolo mediatico ci hanno rimesso zampino, presunto decoro e tranquillità. Ferrero gli è scappato. Scomparso dal radar, dai braccialetti elettronici e dalle previsioni ottimistiche, ora viaggia per conto suo. Riprenderlo è una preoccupazione superflua. L anestesia è totale, l assuefazio - ne assoluta, il Quinto potere, legge. Ferrero piace, ma non è Peter Finch. Nessuno cercherà di imitarlo: Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più né di farlo tacere. Tavecchio presiede e molto altro da dire non c è. CONTE Il grande babbeo ha perso contro il Fatto di Paolo Ziliani ntonio Conte ha perso la causa: con- chi scrive e Il Fatto (difesi dall avv. Atro Malavenda). E il Tribunale di Torino giudice Anna Castellino lo ha anche condannato a pagare le spese di lite: 14 mila euro. Avevamo scritto solo cose vere, quindi, ai tempi della bufera-scommesse che lo aveva coinvolto a Bari e a Siena: e anche la patente di Grande Babbeo era giustificata. Un allenatore cui squalificano 20 giocatori (Bari) che per due anni gli vendono partite sotto il naso e che ha un vice, Stellini, che patteggia 5 anni per innumerevoli illeciti organizzati, come minimo babbeo lo è. D altronde, il giudice ricorda che fu proprio Conte a dire alla Procura di Bari: Io oggi me ne esco da qui con questa cosa: che sono un coglione. Ecco: noi non ci eravamo permessi. B OX - O F F I C E Leopardi stupisce ancora: è secondo solo ai Guardiani di Federico Pontiggia l pubblico sovrano ha deci- meglio Il giovane favoloso Iso: che Soap Opera. E chi l avrebbe detto? Forse tutti, a patto di non credere alla favoletta triste che le commedie sono il nostro unico pane quotidiano, che il cinema d autore è allergico al botteghino e, sì, che Leopardi è roba da libri, per giunta di scuola. Produttori, distributori ed esercenti se lo segnino: non è così, il successo del film di Martone sia esempio, e monito, a fare di più e meglio, a non nascondere la mediocrità dell offerta dietro i fantomatici spettatori abituati al peggio. SECONDO weekend in sala e ancora seconda piazza per il gobbetto Elio Germano: euro rastrellati da giovedì a domenica per euro in due settimane. E non finisce qui: se in vetta troviamo all esordio la fantascienza eccitante e citazionista Guardiani della galassia, con euro e la media copia di euro, Il giovane favoloso vanta una media copia di euro, la più alta della classifica Cinetel. Un successo, costruito con adeguata promozione stampa (altro mito da sfatare: non è una prerogativa delle commedie), social network, marketing e il serbatoio teen dei Braccialetti rossi in cui attingere potenziali Leoparders: dopo Montalbano sul piccolo schermo, il produttore di Palomar Carlo Degli Esposti vince anche sul grande, facendo tesoro della non fortunata Elio Germano è Leopardi Ansa esperienza di Noi credevamo dello stesso Martone. E Soap O p e ra di Alessandro Genovesi? Terzo al debutto, con euro. Media copia? Comunque, c è chi sta peggio: Tutto molto bello di e con Paolo Ruffini è dodicesimo, con euro in tre settimane. Meno favolette, più favolosi.

15 SECONDO TEMPO il Fatto Quotidiano MARTEDÌ 28 OTTOBRE OGNI MALEDETTA DOMENICA Diciamo la verità: la Serie A è orrenda L ULTIMO ESEMPIO? MILAN-FIORENTINA, GARA MEDIOCRE. E TUTTI GLI INDICATORI SEGNANO IL RIBASSO, COME PER IL RESTO DEL PAESE. MENTRE L EX CT PRANDELLI RISCHIA DI ESSER CACCIATO ANCHE DAI TURCHI DEL GALATASARAY di Oliviero Beha C è un aspetto tra il comico e il paradossale nella situazione attuale del nostro calcio: tutti gli indicatori segnano il ribasso, come per il resto del Paese, ma nessuno vuole tenere insieme le cose. Dico, per esemplificare, di Zvonimir Boban che ha sentenziato in tv domenica sera, alla faccia di tutti gli imbonitori pallonari che ci perseguitano e con noi schiaffeggiano senza remore la lingua italiana, che Milan-Fiorentina è stata una partita orrenda : forse da eleggere a simbolo della mediocrità del nostro campionato. Ma dico anche di Malagò, presidente del Coni, e di Tavecchio, presidente della Federcalcio, che da ieri sono in fibrillazione per le Giunte Coni e il relativo Consiglio Nazionale, dove si deciderà la spartizione dei soldi pubblici tra le Federazioni. Il calcio rischia seriamente per la prima volta tagli grossi e questo preoccupa assai. È aperto il negoziato, più probabilmente il contenzioso tra la Federazione delle Federazioni, responsabile da un secolo dello sport in Italia, e la Federazione con più tesserati, più movimento alle spalle e ai lati, più denaro, più contenuto politico (per mille motivi) in confronto a tutte le altre discipline. In coda al prospetto della due giorni al Palazzo H, tanto ma tanto mussoliniano per celebrare i fasci muscolari, pare ci sia una buona notizia per la Rotondocrazia: due banche, Bnl e Unipol, si aggiungono agli sponsor della Federcalcio. Così, tanto per gradire e per farci sapere dove finiscono parte dei nostri soldi, quelli famosi del percorso tasse-spending review-bce-banche italiane: lo stress test non è per gli istituti di credito, bensì per noi, anche per noi calciomani. MA PERCHÉ suggerivo il lato comico e paradossale della situazione? Perché sempre e solo di soldi si finisce di parlare, sia per analizzare il paragone tra ciò che si vede in Italia e invece spettacoli come il cla - sico iberico tra Real e Barcellona, o la sfida tra Manchester United e Chelsea, sia per sminuzzare la politica sportiva di cui ci si occupa intermittentemente solo per le poltrone. Oggi infatti, a maggior ragione Cesare Prandelli Ansa in tempi di crisi, chiedersi qual è la politica sportiva del nostro Paese fa il paio con le domande sulla politica industriale, o sul lavoro. È tutto generico, indistinto, misconosciuto. L im - portante è presidiare il territorio, anche se è in piena desertificazione. Ritornando a Boban, vivaddio le spara come le sente, ed è perfino imbarazzante ascoltare nei commenti postumi il sempre più callido e con sempre meno punti Vincenzino Montella affermare con un lieve sorriso che la Fiorentina ha fatto una grossa prestazione. Si capisce che pari i colpi, meno che voglia strafare con le parole dopo una partita strafatta. Ma ovviamente il discorso riguarda un po tutto il sistema-calcio. Si gioca male, e direi soprattutto si gioca a ritmi inqualificabili specie se rapportati con qualunque incontro anche solo medio dei campionati già citati. E per giocare così, con una blandizie quasi commovente perché rende inutile la moviola essendo già tutto in registrata, il campionato italiano fa incetta di giocatori stranieri, riuscendo a impoverire i vivai, a snaturare gli ambienti calciofili, a contribuire pesantemente al disarmo della Nazionale, il cui penultimo Ct, Cesare Prandelli, rischia la cacciata anche in Turchia, dal Galatasaray. TUTTO QUESTO avviene da tempo, ma la novità di queste settimane è forse che siamo al capolinea e si è costretti a rendersene conto. Meno soldi al calcio è addirittura una vox popolare, facile da sostenere, anche per un passato remoto non impareggiabile come Malagò: di fronte a ciò che si vede anche il tifoso più bue si ritrova a pensare che il pallone è sgonfio e il tifo, magari anche solo per disperazione in mancanza d altro, davvero sprecato. Aleggia dunque almeno un quesito (la faccio semplice, Un momento di Milan-Fiorentina La Pre ss e avete già da pensare a Renzi, la Camusso, la Boschi, il Civati): perché vanno tutti così piano, da che cosa dipende? Perché in Spagna, ma soprattutto in Inghilterra e in Germania si corre tanto di più? Si allenano meglio? Hanno un altra mentalità? Non fanno calcoli? È anche questo un risvolto di cultura sportiva applicata che non abbiamo? È forse sbagliato il percorso, il processo che porta a giocare in Serie A, per cui come alla Rai o negli Enti pubblici si sentono tutti tremendamente precari e stimolati finché non hanno il posto fisso, e poi smettono di lavorare avendo già dato? Ovverosia i nostri baldi in calzoncini hanno già dato il meglio al momento di firmare i loro contratti milionari? E compriamo stranieri a gogò perché costano meno, perché intaschiamo più agevolmente il nero op - pure perché fa scena il nome? A PROPOSITO di nomi, uno per delle risposte in positivo, per dare una sterzata alle due facce filigranate e bancarottiere del calcio in campo e in società, a dire il vero ce l avrei: Zeman, che va dritto per la sua strada e non ha mai dirazzato in fatto di etica e di serietà (anche se le sue difese uno contro uno continuano a mettere tatticamente i brividi...). Se è troppo maturo per allenare, perché non si candida a Presidente (del Coni, della Federcalcio, della Lega ecc.)? LA LAVAGNA Il calendario fitto salva il triste Allegri LA ROMA (CON TOTTI GIÙ DI CORDA) È A MENO TRE DA UNA JUVENTUS LENTA NELLA MANOVRA. E DA QUESTA SERA SI RICOMINCIA di Roberto Beccantini Il divano di famiglia non è come il mobilio di Atene. La Juventus made in Italy si sbarazza del Palermo, coglie la 23ª vittoria consecutiva in casa e rimanda la Roma a meno tre. Manovra di una lentezza esasperante, avversari chiusi a chiave: un film già visto. La novità, si fa per dire, è il ritorno di Llorente al gol. Di testa, la sua specialità. A segno PUGNI E CARESSE di Andrea Scanzi S c a r a mu z z i n o ha grossi problemi (di parcheggio) anche Vidal, mentre la latitanza di Pirlo continua. Il calendario fitto copre, paradossalmente, gli imbarazzi di Allegri. NOVITÀ. Dalle sette pere del Bayern all eccesso di zero di Marassi. Per la prima volta a secco, la Roma s interroga. La Sampdoria di Mihajlovic l ha aspettata al varco e lavorata ai fianchi. Totti giù di corda, Ljajic fumoso, turnover inceppato: oltre le bollicine di Ger- vinho, poco. Domani sera, Genoa-Juventus e Roma-Cesena. Sulla carta, un turno pro Garcia. MODESTIA. Il pareggio tra Milan e Fiorentina è un inno alla bruttezza. Ilicic replica a De Jong, un disastro Cuadrado. Le visite di Berlusconi, con tanto di santino celebrativo, non sempre commuovono gli dei. L eclisse di Torres allarma Inzaghi. Senza attaccanti di peso, il giro palla di Montella finisce per addormentare il chirurgo, non solo il paziente. SOS P I RO. Moratti ha lasciato la presidenza onoraria dell Inter, non il 30% delle azioni in suo possesso. Per questo, non ho capito tutti quei titoloni: addio un corno. Thohir governa, Moratti lo marca a zona. Nel frattempo, Mazzarri è uscito dal tunnel: 1-0 al Cesena in dieci, rigore di Icardi. Non vinceva, l Inter, dal 24 REAL MADRID-BARCELLONA al sabato, Manchester United-Chelsea alla domenica: le dirette di FoxSports ( record di share per il Cl a s i co : 769 mila spettatori) hanno ribadito la distanza siderale tra il grande calcio e la Serie A. Per fortuna, a risollevare le sorti da queste parti, ci pensa Nando Sanvito su Mediaset Premium: Nel finale Benitez si stava autoespulsando. Massimo Ferrero, intanto, continua a regnare. Tutti parlano della gaffe sul f i l i p p i n o Thohir, ma il capolavoro è stato un altro. Sempre RaiDue, Stadio Sprint. Varriale: Presidente, le faccio salutare in diretta Llorente. Ferrero: E chi è?. Idolo. Orfana di Ugo Russo, in pensione e già rimpianto anche da chi amava sfottere le sue radiocronache surrealmente anacronistiche, RadioRai si conferma perla inconsapevole. Il capolavoro del weekend, notato anche da Vincenzo Cito sulla Gazzetta dello Sport, va allo sbarazzino Giovanni Scaramuzzino. C è da dare enfasi al pre-partita di Udinese-Atalanta e lui non si tira indietro. Anzi: L argentino Denis che non fa più gol crea la stessa sorpresa mista a imbarazzo che l automobilista prova quando non trova più lo scontrino di ingresso al momento di affrontare le terribili casse automobilistiche adibite al pagamento. Basterebbe già così, ma Scaramuzzino è ugola generosa e dunque prosegue. Regalando sogni: A re e di rigore avversarie più simili ad aree di parcheggio quindi in questo momento per l attaccante dell At a l a n t a. Oltremodo inebriati e certo rapiti da cotanta prosa, che fiammeggia al punto da riecheggiare quella del Fogazzaro, sorge spontanea una domanda: dove diavolo parcheggia di solito Scaramuzzino, a G u a n t a n a m o? settembre: 2-0 all Atalanta. Una stampella preziosa, il blitz in Romagna: come risultato, non certo come gioco. R I ECCO LO. Il suo nome era Klose Miro. Scimmiottando Gaber, la Lazio regola il Toro e infila il quarto successo di fila. La squadra ha una sua logica, e non è Djordjevic dipendente. Il gol del tedesco, primo in campionato, arriva dalla panchina. Klose ha 36 anni: campione del mondo, miglior bomber dei Mondiali (16 reti), Pioli lo centellina alla Altafini. Ottima idea. SU LA TESTA. Dall aggressione di Berna al 6-2 del San Paolo. Il Napoli demolisce il Verona, si sbloccano i tenori: tripletta di Higuain, doppietta di Hamsik. Più il solito Callejon (7 reti, capocannoniere). Il Napoli di Benitez non si smentisce: palla al piede, da scudetto; palla agli altri, da retrocessione. RIMONTA. Da Corini a Maran: non paga, al Chievo, il cambio dell allenatore. Il Genoa lo brucia, in rimonta, sul rogo degli episodi. Risolvono le torri: Matri, Pinilla. Il Genoa di Gasperini: a Marassi, con l Empoli, il tecnico aveva contestato i tifosi che contestavano. Labiali duri. La società prima di tutto. E di tutti. Al diavolo gli spogliarelli sotto la Massimiliano Allegri La Pre ss e curva. PIACERE, TOTÒ. Che gol, ragazzi. A 37 anni, Totò Di Natale non molla. L Atalanta si arrende alla sua mira, al suo talento, al suo repertorio. In classifica, Stramaccioni aggancia Mihajlovic al terzo posto. Che ressa: Udinese e Sampdoria 16; Lazio e Milan 15; Napoli 14; Inter e Genoa 12. DIVERSITÀ. Un altro mondo: Real Madrid-Barcellona 3-1 di sabato, Manchester United-Chelsea 1-1 di domenica. Gioco, giocatori, ritmo, cornice: il massimo. Neppure quando eravamo re, e la Juventus di Platini sfidava il Napoli di Maradona, riuscivamo a esprimere un calcio così vorticoso, così spettacolare. Figuriamoci oggi, con le pezze nel sedere.

16 16 MARTEDÌ 28 OTTOBRE 2014 SECONDO TEMPO il Fatto Quotidiano L IDEA LO CHIEDE L EUROPA Ninux è il paradiso dei ricercatori informatici. Sperimentano su reti reali, invece delle simulazioni in laboratorio. L Ue, col progetto CONFINE, stanzia fondi per incentivare ricerche su reti comunitarie Un nodo per essere liberi NINUX USA FREQUENZE WI-FI E UN ANTENNA DA 70 EURO: FA CONDIVIDERE FILE E CHATTARE SENZA PAGARE I PROVIDER di Paolo Dimalio Hong Kong, per protestare con- il governo, gli studenti si dan- Atro no appuntamento in piazza con lo smartphone. Si connettono l un l al - tro, in una rete senza proprietari, saltando linee telefoniche e di internet. Così il governo non può spiare le loro conversazioni. A Roma, 9 mila km da Hong Kong, un gruppo di persone condivide file e chatta coi Pc senza pagare l obolo ai service provider. Hanno creato Ninux, una rete senza fili e senza padroni. I ribelli di Hong Kong usano FireChat, un app che trasforma lo smartphone in uno walkie talkie. I dati viaggiano nell etere senza l aiuto dei ripetitori. È il vantaggio delle reti Mesh, dispositivi connessi l un l altro sulle frequenze libere wi-fi. Anche Ninux, a Roma, è una rete mesh. FireChat però è un app proprietaria, un sistema chiuso da installare sullo smartphone, precisano i ragazzi di Ninux. Noi montiamo antenne sulle abitazioni e usiamo solo software open source. Per connettersi basta un antenna da 70 euro, reperibile anche su Amazon. Un cavo ethernet porta il segnale dentro casa. I router collegati alle antenne funzionano con Linux. Non è un dettaglio. La filosofia è identica: software e Internet come un bene comune gestito dagli utenti. Su una rete mesh, chiunque può inventare applicazioni e condividerle senza chiedere il permesso. Ninuxoo, per dire, è un programma che scandaglia le cartelle condivise dagli utenti. Cerca i file e li scarica. L ha sviluppato Clauz, Gubi ha disegnato l interfaccia grafica. È un regalo alla comunità. NINUX e software open source, infatti, sono economie del dono. Le persone si danno da fare per gioco e per guadagnarsi la stima della comunità. Niente stipendio o scatti di carriera. Solo il gusto di una sfida epica. Migliaia di programmatori sparsi per il mondo, senza soldi e gerarchie, hanno scritto un sistema operativo, Linux, capace di sfidare Microsoft. Per gli economisti, certi che il denaro sia l unico pungolo al lavoro, Linux è un rebus insolubile. Le reti comunitarie mescolano filosofia open source e networking, per incrinare l egemonia dei service provider. Ninux non ha capi né regole. Nino Ciurleo, ricercatore informatico, installò il primo nodo nel 2008, sul balcone di casa nelle periferia di Roma Est. C era la legge Pisanu, montare un hotspot senza licenza era reato. Ma il primo mattone era stato posato. Oggi Ninux conta 305 nodi attivi e 1753 nodi potenziali (persone disponibili a entrare in rete). Da Roma, i nodi si sono moltiplicati come un virus in tutta Italia: Reggio Calabria, Cosenza, Bologna, Pisa e Firenze, Verona, Trani, Siracusa. Ninux non è un club di programmatori. A Roma c è un meccanico, un macchinista delle Ferrovie dello Stato, un commesso di Leroy Merlin. Le persone chattano, parlano in voce (Voice LA RETE MESH Un cavo ethernet porta il segnale dentro casa. I router funzionano con Linux. Software e Internet come un bene comune gestito dagli utenti ove IP), condividono file. La banda è simmetrica in upload e download, carichi e scarichi contenuti alla stessa velocità. Puoi mandare in streaming un evento senza il pedaggio dei fornitori di banda. In Calabria e a Bologna stanno realizzando nodi Mesh capaci di resistere ai terremoti. Ninux è il paradiso dei ricercatori informatici. Sperimentano su reti reali, invece delle simulazione in laboratorio. L Unione europea, col progetto CONFINE, stanzia fondi per incentivare ricerche su reti comunitarie. Ninux è una rete neutrale, nessuno influenza il traffico perché non c è un centro di controllo. In Egitto, quando il governo ha chiuso Internet, le reti mesh avrebbero continuato a funzionare. Ai ninuxiani, però, di Internet importa poco. Alcuni utenti condividono la connessione, ma non è lo scopo del progetto. Se vuoi scroccare Internet spiegano rivolgiti altrove. Con qualche eccezione. Come il signore sordomuto che chiese di aderire perché l ab - bonamento a Internet poteva farlo solo al telefono. Diritti, al via co n s u l t a z i o n e PARTITA ieri la consultazione pubblica (h t t p : //ca m e ra.c i v i.c i ) sulla bozza della D i c h i a ra z i o n e dei diritti in Internet e l a b o ra t a dalla Commissione di studio istituita presso la Camera. Si tratta di una dichiarazione, non di un testo normativo ed è un contributo al dibattito che intende indicare una direzione per possibili sviluppi a tutti i livelli, da quello nazionale ai trattati internazionali. La consultazione durerà quattro mesi, fino al 27 febbraio Tutti gli interessati informa un comunicato sono invitati a commentare gli articoli e i paragrafi della bozza. È anche possibile inviare contributi liberi. È possibile proporre nuovi articoli, la fusione o la soppressione di articoli esistenti, la suddivisione di un articolo in più articoli. Il futuro del giornalismo? Su Facebook e Youtube di Chiara Daina C ome il giornalismo cambia con un click: notizie à la carte, selezione di titoli misurata su interessi e piaceri individuali, rassegna stampa istantanea e personalissima, diritto instancabile al commento e alla critica. Con l avvento dei social network, i giornali online hanno successo solo se rompono le barriere del sito originale, atterrano sulle piattaforme più frequentate dagli utenti, e si offrono in formato snack, abbandonando il concetto di homepage e di gerarchia dei fatti. Un indagine del Pew research center, un think tank indipendente basato a Washington D.C., dimostra che il 30% degli utenti americani iscritti a Facebook usa il social network per informarsi. Il secondo sito social più utilizzato per le notizie è YouTube (scelto dal 10% degli iscritti). Seguono Twitter (8%), Google plus (4%) e LinkedIn (3%). Anche il fruitore di notizie è cambiato. Lo tro- viamo super attivo e collaborativo. Stando alla ricerca, la metà degli utenti social si limita a condividere articoli, video o fotonotizie e il 46% commenta i fatti di giornata. È un abitudine di pochi, invece, postare scatti riferiti a eventi riportati da tg e giornali (14%), o video sempre in relazione a fatti di cronaca (12%). Secondo il New York Times, Facebook in un futuro molto vicino contribuirà al business delle news come fa Amazon per la vendita dei libri. Greg Marra, 26 anni, è l ingegnere arruolato da Zuckerberg per aumentare gli affari tramite il traffico di notizie sul social network. Scelte non a caso per l utente, ma in base a un algoritmo, una formula matematica che tiene conto dei suoi gusti e sia in grado di predirli. Insieme a un team, Marr una volta alla settimana modifica il codice che stabilisce cosa mostrare all utente non appena si logga. Il codice è basato su migliaia di parametri, inclusi il tipo di device usato, il numero di commenti e l i ke s di una notizia e A sinistra, la pagina Facebook del New York Times, tra i primi a puntare sui social network Ansa quanto tempo i lettori spendono per la lettura di un articolo. Il risultato varia da paese a paese. Per esempio, in India, gli utenti condividono notizie su Bollywood, astrologia, cricket e religione. I DATI elaborati dal think tank americano promettono bene, sebbene la maggior parte di chi si vuole informare lo faccia direttamente aprendo una testata online. Se infatti gli internauti su un sito di informazione spendono in media 4,36 minuti, leggono 24,8 pagine a testa ed effettuano 10,9 visite ciascuno, su Facebook i numeri sono un quarto: un minuto e 41 secondi il tempo dedicato alle notizie, 4,2 pagine lette e 2,9 visite. Stesso trend rilevato per le news raggiunte tramite motore di ricerca. Numerosi giornali, incluso il New York Times, hanno incontrato lo staff di Facebook per capire come potenziare il giro di notizie sul social network. Una maggiore visibilità delle notizie aiuta l editore a procacciarsi nuovi abbonati e ad aumentare gli introiti dalla pubblicità. Rimane un dubbio, se sia giusto o meno che siano gli utenti a stabilire la notiziabilità di un evento e la gerarchia di quello che accade nel mondo. UNGHERIA in piazza contro la tassa sul web di Caterina Grignani ltre diecimila persone sono scese in piazza Oin difesa di Internet. A Budapest i cittadini hanno sfilato contro la prima tassa Internet del mondo, proposta dal governo di Viktor Orban. L imposta ammonterebbe a 150 fiorini per ogni gigabyte, l equivalente di 50 centesimi. Questo significa che scaricare un film costerebbe circa 15 euro e per un intera serie Tv servirebbero oltre 250 euro. La tassa dovrebbe essere pagata dagli internet service provider e, per il governo, è la logica conseguenza di un aumento di tassazione, già avvenuto, su telefonate e sms. Chi protesta invece rivendica il libero accesso alla rete ricordando che solo le dittature cercano di controllare il web finanziariamente o con la forza. TWITTER DIXIT Minzolini co n d a n n a to : il canone Rai ora ha senso L ex direttore del Tg1 è stato condannato in Appello per uso improprio delle carte di credito Rai. M I N ZO L I N I co n d a n n a to in appello. Per dare un senso al canone f ra n d i b e n #MINZOLINI co n d a n- nato in appello a due anni e sei mesi. Ok, 912 dei 1000 giorni di Renzi li M o n ta l e s 1 I LEGALI di #Minzolini "Una sentenza che ci lascia interdetti". Sì, dai pubblici notweet #peculato M a s e l l i _ A n d re a MINZOLINI? Chi era costui? Della serie finalmente qualcuno comincia a m a u r i z i o ra i m o C I Au g u s to M i n zolin, ho visto l ingiustizia. Come può risollevarsi l economia di un paese che colpisce lo shopp i n p p i e rs a n te MINZOLINI co n d a n n a to in appello per l uso improprio di carte di credito. Era più forte di lui: le l e cc H e l i a n d ro s # M I N ZO L I N I co n d a n- nato in appello a 2 anni e 6 mesi. Ma attenzione, è una notizia che potrebbe aver dato M I N ZO L I N I co n d a n n a to in appello a 2 anni e 6 mesi. Li poteva chiedere a L'APPELLO s c u l a cc i a Scodinzolini per 2 anni e sei mesi con interdizione. La squadra dell'ex Cavaliere ha perso l i n- toccabilità. tinbishop_ IL PIZZAIOLO mi ha fatto il 5 con la Nutella!!! #libidine #benessere #behappy #ilikeit #picoft h e d ay Barbara D U rs o LUCARELLI ma parli te?! Stai con uno di 20 anni e sei anche sgraziata e tremendamente perfida!!!! Antonella Mosetti C A F F E SS I G N O del mattigno!! Ma anche due o tre dopo #ILONA84 #THEDIRTYTHIRTY Fiammetta Cicogna N U OVO giorno e... nuovi capelli! Tra poco preparazione per il manifesto del film. Buon #weekend Serena Autieri

17 il Fatto Quotidiano SECONDO TEMPO MARTEDÌ 28 OTTOBRE PICASSO NIGHT Sky Arte ha dedicato al pittore tutta la notte di sabato Ansa SU FOX Il Frankenstein moderno veste i panni dell Fbi IL PEGGIO DELLA DIRETTA L alternativa alla Leopolda? Una n o t te con Picasso di Patrizia Simonetti he il sonno della ragione li ge- o no, i mostri non passano Cneri mai di moda. Frankenstein è uno di questi anche se nel romanzo gotico scritto nel 1816 da Mary Shelley, moglie di Percy, durante una piovosa vacanza a Ginevra dove c era pure Byron, il mostro in realtà è la creatura e non il dottor Victor Frankenstein che le dà vita dopo aver cucito assieme pezzi di cadaveri come in un patchwork, ma è questione di punti di vista. Tra cinema e TV quell omo - ne pieno di cicatrici con un trauma d abbandono che lo rende feroce ha avuto infinite celebrazioni, ma ora anche per lui sembra giunto il momento di cambiare ed esordire sul piccolo schermo in una versione moderna, e oggi cosa c è di più moderno in TV di un agente dell FBI? LA SERIE annunciata come un dra - ma sci-fi è stata voluta dalla Fox che ne ha già ordinato il pilot, sarà prodotta da Howard Gordon (X- Fi l e s, Homeland) e Rand Ravich (Crisis) che la scriverà pure, e vedrà protagonista l investigatore federale corrotto Adam Trouble che dopo una vita politicamente e moralmente scorretta passerà ad una migliore, ma per poco: gli verrà infatti offerta una seconda possibilità e tornerà tra i vivi più giovane e vigoroso di prima, ma dovrà decidere se continuare sulla cattiva e vecchia strada o riscattarsi combattendo il male e aiutando l FBI a vincere dove senza di lui non potrebbe mai. Nel frattempo un Frankenstein più tradizionale è co-protagonista su Showtime, canale via cavo della CBS, di una serie televisiva anglo-americana non ancora giunta in Italia, in ottima compagnia mostruosa con Dracula, l Uo - mo Lupo e c è pure Dorian Gray, tutti insieme appassionatamente nella Londra vittoriana in Penny Dreadful, scritta da John Logan (Il Gladiatore, Hugo Cabret, S ky fa l l, Noah) e ispirata agli omonimi popolari e scadenti romanzetti horror-pulp inglesi del periodo, già confermata una seconda stagione per il L idea sembra aver contagiato Alyssa Phillips, produttrice di Dracula Untold da giovedì nei nostri cinema con Luke Evans diretto da Gary Shore, che ha annunciato una reunion tra mostri del passato in un unica pellicola. L anno prossimo intanto vedrà la luce una nuova versione cinematografica prodotta dalla 20th Century Fox e diretta da Paul McGuigan che racconterà Frankenstein attraverso gli occhi del suo assistente Igor, che non saranno quelli fuori dalle orbite di Marty Feldman nel capolavoro comico di Mel Brooks Frankenstein Junior, ma quelli dell ex Harry Potter Daniel Radcliffe. di Fulvio Abbate icasso è stato Picasso e anche mol- di più, non c era barzelletta Pto sull arte, ordita per crudelmente ironizzare dagli analfabeti sulle espressioni d avanguardia che, un tempo, non citasse i suoi ritratti raccapriccianti, già, roba con tre nasi e due orecchie, mio dio! Picasso, più di Michelangelo e d ogni altro artista di sempre, è diventato tuttavia, insieme alla sua Firma, sinonimo di genio in grado di produrre plusvalore economico da ogni pezzo di carta certificato. Sabato scorso, il 25 ottobre, ricorreva il suo compleanno postumo, Picasso era nato nel 1881, a Malaga, così nel palinsesto di Sky Arte c è stato modo di scorgere una notte intera tutta per lui, la Picasso Night, la Nuit Picasso, un titolo che è quasi un annuncio astrale, mitologico, d apoteosi ulteriore. Ciò ha significato la programmazione in sequenza di alcuni documentari pronti a raccontarne la parabola espressiva, pronta a lambire quasi per intero il secolo breve, il suo secolo, segnato nelle mappe astrali della storia Gli ascolti di domenica politica e dell arte stessa cominciando dalla rivelazione di Guernica (1937), magari non il suo lavoro più straordinario, sicuramente però tra quelli stilisticamente paradigmatici, sempre a proposito dei tre nasi che, sempre un tempo, quando al fixing della Borsa dell arte non aveva ancora pienamente santificato la sua intera produzione, davano l insonnia ai ben pensanti, a coloro cui era stato già probabilmente duro perfino digerire Cézanne con le sue mele concave. La tela di Guernica lì pronta a denunciare il bombardamento aereo sulla cittadina sacra ai Baschi nei giorni della guerra civile spagnola ( ), un lavoro divenuto manifesto sia in senso civile sia in senso proprio di poster. LA NOTTE Picasso ha tuttavia consentito di scoprire il racconto orfico ulteriore dei suoi giorni in Costa Azzurra, tra Golfe Juan e Antibes, dunque già nel tepore, sebbene accidentato, del dopoguerra. Il documentario di Christian Tran, che ha chiuso la serata dell omaggio, Picasso and Sima, Antibes 1946, è stato in questo senso un IL RESTAURATORE 2 Spettatori 5,1 mln Share 21,8% I CESARONI 6 Spettatori 3,5 mln Share 1 3,9 % dono insperato, un modo di staccare l ombra da terra e così fare ritorno all estate felice della sua pittura. Michel Sima, pseudonimo di Micha Smajewski, nato nel 1912 in Polonia, e morto nel 1987, è stato uno scultore, fotografo e ceramista da annoverare tra i protagonisti della Scuola di Parigi, l amicizia tra lui e Picasso ha dato vita a un giacimento umano e creativo di cui adesso resta, appunto, una meravigliosa traccia fotografica, proprio gli scatti realizzati da Sima nello studio di Golfe Juan, e nell atelier del Museo Grimaldi di Antibes, dove Picasso ebbe modo di dipingere un ciclo di opere che comprende La Joie de Vivre eil Trip - tyque. Al di là dello specifico pittorico, in quel documentario c era modo di percepire l aria di un tempo che ha influito nel gusto e nello stile di uno scorcio di quel secolo ormai trascorso, per un attimo, grazie alle foto scattate da Michel Sima all amico Pablo, sembra davvero che la televisione possa essere altro dal talkshow, e Renzi e il suo codazzo solo un dettaglio R E P O RT Spettatori 2 mln Share 8,6 % LA GABBIA Spettatori 492 mila Share 2,6 %

18 18 MARTEDÌ 28 OTTOBRE 2014 SECONDO TEMPO il Fatto Quotidiano SPORT NAZIONALI La Storia val bene una fase (paracula) di Daniela Ranieri Se è vero che il diavolo si nasconde nei dettagli, vale la pena dare un occhiata alla frase con cui Gennaro Migliore, ex Rifondazione e ex Sel, ha motivato la scelta di disertare la manifestazione della Cgil per andare alla Leopolda: Io in quella piazza ci potrei stare, è possibile che ci stia prossimamente. In questa fase così delicata di transizione, di passaggio, era giusto essere qui alla Leopolda. Capito? Lui nemmeno ci voleva andare, fosse stato per lui sarebbe andato in piazza, dove peraltro può benissimo andare un altro giorno, ma questa fase gli ha imposto di andare alla festa di Matteo. Del resto, le transizioni sono spesso delicate e dolorose, come spiegò Daniele Luttazzi illustrando le tre fasi dell ultimo ventennio: pressione; accesso doloroso; sottomissione volontaria, culmine di ogni manovra di sfondamento. E se B. ci ha fatto provare le gioie della rinuncia a ogni resistenza, ora è Renzi, col suo governo 2.0, a introdurci nella quarta fase, e viceversa a introdurre la quarta fase in noi: quella della complicità. Migliore ha solo capito che la fase impone di assecondare l i n t r o- duzione con solerzia, scattando selfie. QUESTI FA S I S T I L ex Sel Migliore: In questa fase delicata, giusto essere alla Leopolda. Difficile ammettere di essere saliti sul carro del vincitore VERSIONE 2.0 dello Ze i tg e i- st, la fase ha la Storia dalla sua parte. Migliore, come Hegel alla finestra, ha visto passare Matteo in Smart e ha rinvenuto in lui lo spirito del mondo. Fa niente se c è stata anche una fase, nel 2012, in cui pensava dunque twittava che su mafia e sud Renzi rimane agli stereotipi protoleghisti,e conciona su futuro e genericità assortite. Quella era una fase necessaria al precisarsi dell obiettivo. Già a giugno, uscendo da Sel, fa - s i zzava : Chi non ha capito che questa è una fase in cui il governo non può essere una sorta di anatema e che bisogna confrontarsi laicamente, commette un gravissimo errore,e la fase di trasformazione va affrontata con la capacità di starci dentro per dare un contributo. L i n q u e s ta fa s i s m o non l ha certo inventato Migliore. La storia della Repubblica parte con Togliatti che arretra sull art. 7 in nome della pace religiosa, e prosegue con Berlinguer che motiva il compromesso storico con la fase determinata dal golpe cileno. Ma dal Migliore a Migliore la parabola è stata ripida, disseminata di un in - fiorata di fa s i s t i, frattaglie parlamentari che mettendosi di traverso o di dritto hanno affossato governi o sostenuto accrocchi, dandoci a intendere che dietro il loro funambolismo ci fosse un disegno, la coscienza di un te - los, di un obiettivo messianico di inesorabile progresso. E se alle fasi di quella masnada del Pdl siamo abituati (d altronde, la loro reputazione consiste nel non averne), il fa s i s m o di centro-sinistra (dove il trattino è a sua volta una fase) è stato qualcosa di più sottile dell oppor - tunismo da due lire, si fa per dire, dei De Gregorio, Scilipoti, Razzi. D Alema ha usato le fasi per sdoganare tatticismi e crostate, insieme alla tagliola logica del benaltrismo che scalza le priorità a favore di una classifica più conveniente. Tre anni fa ancora diceva: La riforma della Giustizia non è fra le priorità del Paese in questa fase, che sono disoccupazione e Mezzogiorno. E al capezzale del governo Prodi, spingendo sulla vo- cazione maggioritaria Vel - troni cercava l intonazione: Penso che, soprattutto in questa fase, l'italia abbia bisogno di un tono di voce volto a costruire e non a distruggere, a dialogare e non a litigare. Il tono di voce era sbagliato: quello giusto lo ha trovato Renzi, portandoci nella fase del Patto del Nazareno. OGGI I FIGLI minori della politica scimmiottano una lungimiranza da statisti per andare alla festa del mejo fico del bigoncio, rifilando l in - q u e s ta fa s i s m o paraculo a chi li vota(va) invece di ammettere di essere volati in soccorso del vincitore. Lo sanno bene Fassino, Moretti, Orlando, Franceschini, Picierno: i primi sono i primi e la Storia dimentica i vinti. La fase risucchia ogni remora e incoraggia un bullismo da scuola media (Ah-ah! Pier Luigi ha preso il 25%! Rosy L ex vendoliano Gennaro Migliore alla Leopolda Ansa non sa usare l iphone!); del resto è iniziata con un doloroso passaggio ai danni di Letta, a opera di uno che ora governa con voti non suoi. Renzi ha sfondato il cavallo di Troia da cui voleva muovere all assalto del partito e del potere (degli altri) e col legno ci ha fatto le assi della Leopolda. A CALCARLE, oltre a Migliore, la meglio gioventù mischiata al capitalismo più smar t e a una neo-classe politica la cui ideologia di riferimento è la filosofia Apple, prototipo della start-up che diventa padrona del lavoro e delle sinapsi del mondo. Gente che ha capito che il posto fisso, il proprio, in questa fase non si tutela andando in piazza a reclamarlo con Landini e Camusso, ma proprio alla Leopolda, da dove Renzi ci sputa sopra in nome del futuro. FUMATE NERE di Paolo Becchi opo tre mesi di fumate nere, Ren- e i partiti della maggioranza sem- Dzi brano aver capito che, per l elezione dei giudici della Consulta, il coinvolgimento del Movimento 5 Stelle è indispensabile. Si propone lo scambio di poltrone : Abbiamo un posto nel Csm che possiamo lasciare a loro. Noi, per la Consulta, dobbiamo indicare due nomi di tecnici puri, nomi di alto profilo, se fossero due donne sarebbe ancora meglio. E la proposta, ai grillini, non sembra dispiacere. Il nome per il Csm è quello di Zaccaria, mentre per la Consulta il M5S aspettano da Renzi nomi validi. Una vittoria del MoVimento, finalmente riconosciuto come interlocutore politico fondamentale dal governo? Forse. Ma a che prezzo? I DEPUTATI M5S oggi plaudono alla fine della politica degli scambi, dopo la rinuncia del Pd a Violante: Grazie al M5S, per la prima volta il metodo dello scambio di poltrone fallisce (Toninelli). Ma che altro è l accordo proposto da Renzi se non un nuovo voto di scambio? Non si tratta proprio della vecchia logica delle poltrone sempre combattuta dai 5Stelle? Il deputato Cecconi ha precisato: A noi non importano i nomi e le poltrone, ma persone valide e indipendenti. Davvero NOI E LORO L epidemia dei d i s p e ra t i Co m è lontana l Af r i c a di Maurizio Chierici nl AFRICA non è mai stata tanto lontana da quando l ebola inquieta le nostre abitudini. Un miliardo di persone che consideriamo nessuno. Le guardiamo con sospetto quando sbarcano a Lampedusa, profughi del sottosviluppo organizzato dal colonialismo delle multinazionali. Non solo ananas e banane, petrolio, bauxite e diamanti. Coltan per le Playstation; tantalio che rimpicciolisce gli ultimi ipad indispensabili alla serenità dei nostri ragazzi. Minerali sepolti nelle foreste dove la fatica di chi scava riporta al medioevo sul quale costruiamo le meraviglie della modernità. Adesso la minaccia che complica l export con la psicosi della contaminazione. Allarme a New York per un dottore che torna dalla Guinea col mal di pancia. E l i n- fermiera spagnola guarita ma arrabbiata denuncia le autorità che hanno eliminato il suo barboncino per eccesso di prudenza. Fuori pericolo la signora di Dallas; Obama l a b b ra cc i a, ben tornata fra noi. In quarantena volontari italiani di ritorno dalla Sierra Leone raccolti alla Malpensa dai palombari bianchi della sanità. Noi dobbiamo pensare a noi, gli altri pazienza. Preparati per l e m e rge n za, tranquillizza la ministra Lorenzin. Per il pere. L Africa scivola da una tragedia all altra e se dovessimo preoccuparci per ogni strage finiremmo in manicomio. Guinea, Liberia, Sierra Leone, capitali di Ebolandia, raccolgono 23 milioni di persone, metà poveri assoluti sotto i 14 anni. nun SOGNO arrivare a 50. In fondo la peste è solo un acceleratore per chi patisce la corruzione dei mandarini neri al servizio dei mandarini bianchi. Dal suo ospedalino in Sierra Leone Gino Strada prova a raccontare lo strazio della gente senza nome: parole al vento, affari suoi. Michele Santoro anticipa il filmato ARRIVA L EBOLA La malattia contribuirà a farci respingere un popolo affamato. E gli spot della paura saranno il carburante degli untori Controlli anti Ebola La Pre ss e Consulta e Csm: nel M5S che fine ha fatto la democrazia diretta? è sufficiente rispondere che il M5S voterà solo nomi degni, indipendenti, tec - nici slegati dalla politica? Da una parte questa posizione non tiene conto che ormai (vedi legge elettorale e fecondazione assistita) la Consulta non soltanto giudica le leggi: fa direttamente le leggi. Dall altra i deputati grillini sembrano aver rinunciato all idea di democrazia diretta che imponeva loro di essere semplici portavoce degli iscritti per portare in Parlamento con vincolo di mandato le decisioni prese direttamente dai cittadini. Che fine han fatto le consultazioni e le votazioni on line? Anziché attendere da Renzi due nomi, il M5S dovrebbe esprimere la propria rosa di candidati attraverso il voto dei suoi iscritti. Non è la rete che decide? Si è detto che non ci sarebbe più tempo. Ma il tempo c è stato: sono tre mesi che vanno avanti le fumate nere, e, sul blog di Grillo, nessuna consultazione è mai stata aperta. L 11 giugno i portavoce M5S in commissione Affari costituzionali avevano pubblicato sul blog una dichiarazione congiunta indicando quattro candidati selezionati dal MoVimento: Antonio D Andrea, Franco Modugno, Silvia Niccolai, Felice Besostri. Quindi: 1. una consultazione on line si sarebbe potuta fare senza alcun problema di tempistica; momento buone notizie mentre i popoli del continente nero svaniscono nell ombra: delle loro vie crucis non ne vogliamo sadel reportage che finalmente farà capire com è profonda la disperazione nei posti disperati. Fantasmi che attraversano un mercato strisciando verso le ambulanze. Sfiorano bancarelle, frutta e salsicce senza protezione. Li caricano come immondizia. L Onu di Ban Ki-moon promette 5 milioni di dollari. Atterrano a singhiozzo le avanguardie dei militari annunciati da Washington per costruire cliniche lontane dalla poltiglia delle bara cc h e. Sbarcano medici cubani, un battaglione dopo l a l t ro, ponte aereo che intenerisce il New York Times. Finora 11 mila vittime, ma le previsioni di novembre annunciano 10 mila la settimana non si sa fino a quando. Prima o poi l epidemia dovrebbe attenuarsi se non diventa endemica come l Aids. Resta il problema dell agricoltura inquinata. Non tranquillizzano le previsioni del Programma Mondiale per gli Alimenti: aggiungono fame alla fame, raccolti abbandonati, banane per carità. I paesi immacolati non le vogliono sulle tovaglie e la disperazione raddoppierà i clandestini in cammino verso l Europa. Quelli di LegaPound sono pronti ad armare le piazze con magliette e cartelli dall ebola gigante. Apoteosi di gloria perché gli spot della paura sono il carburante indispensabile agli untori, dai Lumbard ai Le Pen. Piccoli bianchi rapaci senza pudore. Il voto per la Consulta Ansa 2. non è dato capire chi e con quale legittimazione abbia selezionato i quattro candidati. Probabilmente i deputati e i senatori: ma non erano semplici porta-voce? 3. nessuno di questi nomi, oggi, sarà verosimilmente speso dai parlamentari grillini, che han deciso di attendere le proposte del governo: due tecnici (pos - sibilmente donne). Ma nessuno di questi nomi è mai stato seriamente sostenuto dal MoVimento, il quale fin dalle prime votazioni per la Consulta ha disperso i voti tra i quattro candidati per dimostrare che siamo in grado di far superare il quorum a un candidato condiviso col Pd, se buono (Pa n o ra m a, ). Insomma: l intenzione è sempre stata, fin dall inizio, quella di aspettare un candidato del Pd. Ci chiediamo che fine abbia fatto il M5S, che fine abbia fatto quell idea di democrazia diretta che aveva costituito il suo ideale, quel sogno di una cosa che sembrava finalmente si fosse incarnato nelle speranze, nelle lotte e nella partecipazione di milioni di italiani al MoVimento.

19 SECONDO TEMPO il Fatto Quotidiano MARTEDÌ 28 OTTOBRE Lo show Leopolda e la piazza dei diritti Bravo Renzi! Il posto fisso non esiste più. La chiavetta usb non serve per il giradischi, il gettone telefonico non va messo nel tablet, ha attaccato gli amici di piazza San Giovanni offendendo anche il milione di presenti, mentre al suo quinto show alla Leopolda ha invitato inqualificabili economisti come Serra. Basta sentire il suo intervento e le sue interviste per rendersi conto da che gente è contornato e prende suggerimenti. Il grande economista si è permesso di dire che andrebbero eliminate le manifestazioni per legge. Renzi ha offeso tutta la vecchia classe politica nel dire praticamente che sono da museo delle cere, evidentemente a questi signori brucia il buon risultato di sabato 25. Piuttosto Renzi risponda: come intende risolvere il problema del lavoro, del diritto e della dignità. Tre punti importantissimi che in questi giorni sono sfuggiti sia a lui che a quei signori milionari che erano presenti alla vecchia stazione e che hanno partecipato anche economicamente a mettere su lo show nella speranza di un buon tornaconto. Nell'intervento conclusivo Renzi ha detto che è finito il tempo del rullino fotografico. Io mi chiedo e vi chiedo; il tempo delle chiacchiere quando finirà? Giuliano Colaci Siamo tutti uguali per il canone della Rai Vedo dalla finestra di casa che il mio vicino ha perennemente acceso un mega schermo televisivo più grande della cornice della finestra. La mia non è invidia perché in famiglia da sempre non abbiamo la televisione. Per scelta. Leggo sul vostro giornale che tra i provvedimenti di Renzi vi è una tassa che obbliga il pagamento del canone Rai. Essa verrà legata al pagamento di un utenza, forse luce, gas, telefono o più appropriatamente la tassa rifiuti. Questo per annullare l evasione per chi ha interpretato alla lettera che la Tv è un servizio d evasione. Questa tassa sarà proporzionale alla capacità contributiva, con un minimo comunque di 30 Euro perché la Rai è servizio pubblico, come la spazzatura appunto che in certe regioni ha un evasione del 40 per cento. Nessuno in famiglia ha mai sentito la mancanza del televisore e siamo pieni di libri, giornali, notebook e forse anche di spiccata capacità deduttiva, ma ora sento di iniziare a provare invidia nei confronti del mio vicino. Lui ha cinque figli, lavora in banca, la moglie inse- la vignetta gna, la casa in affitto, insomma un indice contributivo da 30 Euro. Io invece con la casa di proprietà, una pensione e un reddito per un locale locato, rientro nella fascia contributiva più elevata. E non ho in casa il televisore. Grazie Renzi per averci reso tutti uguali. Alessandro Fuffini La terza via non c è: giovani e bandiere rosse In piazza, il 25, c'erano molti under 30. Persone che la vita di partito non l'hanno mai fatta. Forse alcune bandiere erano dei loro padri e madri. La manifestazione del sindacato dalla nostra generazione è sempre stata percepita come un affare "da vecchi". Chi fa politica la trova più aperta e tangibile nei centri sociali (che non sempre sono brutti, sporchi cattivi e violenti). Molti altri giovani venivano dal sud, con il bus pagato dal sindacato, panino compreso. Molti di loro, molti di noi, erano disoccupati, precari, eterni studenti, stagisti a vita. In piazza con un sindacato che sì difende un diritto ma è un diritto dei nostri padri, ragiona con categorie lavorative che oggi sono poco attuali. L'altra piazza, chiusa, quella della Leopolda propone un cambiamento nella direzione di una flessibilità che il mercato impone. Ma non così, non con un precariato che ti mette spalle al muro. La piazza fa sentire meno soli, anche noi che l'abbiamo vista e vissuta poco, ma la soluzione è nel mezzo. Il cambiamento è necessario ma il referente né il vecchio sindacato, né il rampante giovane della politica, che anche se giovane è lontano dalla realtà. Quando nomina Marta, la precaria immaginaria, non sa bene di cosa A DOMANDA RISPONDO Furio Colombo Alla Leopolda disabili zero CARO FURIO COLOMBO, purtroppo (la storia va così) lo hanno notato solo i disabili: la legge di Stabilità (art. 17) toglie al fondo per i disabili 100 (cento) milioni (erano 350, ne restano 250) e c'è il rischio che l'indennità di accompagnamento venga compresa nel reddito al fine delle tasse di una famiglia con disabile a carico. Strano, solo il Papa e i Radicali sanno che esistono i disabili e se ne occupano. E i volontari che non vantano giovinezza e non fingono modernità. Gli altri, partiti e leader, sono sempre occupati a sfidarsi e preoccupati di fare bella figura. Poco, n o? Ca r l o IL FATTO ne ha parlato (con citazione integrale dell'art. 17) il 26 ottobre (Silvia Truzzi). La Radio ( Tutta la Città ne parla Ra - dio3) il 27 ottobre, con la testimonianza bella e accurata ed emozionante del padre di un ragazzo autistico salvato quasi solo dalla famiglia, che a scuola ha penato per avere l'insegnante di sostegno. L Italia è un Paese strano. Apre continuamente tavole rotonde o convegni ma, a parte l'associazione radicale Luca Coscioni, a cui sono contento di essere iscritto, a parte alcuni gruppi volontari, quasi sempre religiosi (la Comunità di Sant Egidio, la Chiesa Valdese) la questione non fa breccia nel mondo politico, partiti e istituzioni, non nel prima e non del dopo dei cambiamenti di verso continuamente annunciati. Naturalmente ricordiamo tutti il secchio di acqua gelata con cui Renzi, come tanti, a Ferragosto, ha mostrato il suo impegno per i malati di Sla. Era di moda, e ciò che è di moda va fatto col massimo della pubblicità e subito. Tutto il resto (la realtà) entra parla. Lui non è Marta e forse neanche la conosce. Ludovica Martini Voti in percentuale e consensi reali La storiella del Pd al 41% alle Europee di maggio viene raccontata ogni mattina che il padreterno manda in terra. Eppure tutti sanno che il Pd ha diminuito i suoi voti (molti sono andati alla Lista Tsipras) e che quella percentuale è sortita perché è calata la percentuale degli elettori sino al 57,8%. Per cui non c'è stato alcun ef- fetto Renzi. Scommettiamo che domattina quelli della Leopolda la racconteranno come un mantra che giustifica tutto e oltre? Non sappiamo se oggi il governo è minoranza (ce lo potrebbe dire un sondaggio serio). Sappiamo però che Renzi non ha denunciato De Bortoli per il termine da lui usato "massoneria". Francesco Greco La pluralità del partito a rischio estinzione lo stare insieme in un partito aperto a tutti, non so- nel complicato groviglio dei tagli che sono sempre possibili, anche quando contraddicono non solo la solidarietà ma la logica, se il gruppo colpito non può scatenare lobby e proteste. Per questo ho trovato strano, per il gruppetto astuto e veloce di Renzi e per gli altri leopoldini che hanno preso parte allo show proprio per dimostrare quanto siano avanti anni luce rispetto alla ruggine del passato, il non fare la furbata di rubare i disabili ai Radicali e fingere un proprio impegno spontaneo e unico per coloro che, nonostante le disabilità, hanno il pieno diritto di vivere insieme e di partecipare insieme alle attività di tutti. Conosco molte storie (che sembrano scritte per una antologia, che si potrebbe intitolare Il potere non è in casa ) in cui gli assessori non si fanno trovare, i sindaci negano, i consigli comunali piuttosto si sciolgono, i ricorsi a Roma cadono nel vuoto, lettere con denunce chiare ed esplicite restano senza risposta su tavoli illustri (o rispettive, caute segreterie) e intanto luce e gas vengono tagliati nelle case di disabili che hanno saltato un pagamento. E adesso giunge l idea che, come dice Renzi, tutti dobbiamo fare la nostra parte per restituire il danaro ai cittadini. Per esempio tassare il contributo di accompagnamento che, come si sa, spetta ai disabili solo in caso di estrema, provata necessità. Ai disabili viene data l'orgogliosa occasione di partecipare, come tutti, ai sacrifici necessari per agganciare la ripresa. Hanno il diritto di domandare, mentre sono fermi per indifferenza e abbandono: La ripresa di chi?. Furio Colombo - Il Fatto Quotidiano Roma, via Valadier n. 42 l e t te i l fa t to q u o t i d i a n o. i t lo ai vicini ma particolarmente ai lontani, deve offrire a tutti, iscritti e non, prove di laboriosità, di dialogo, di collaborazione ma anche efficaci esercizi di pazienza, di tolleranza e di amicizia reciproca. Il partito politico deve essere occasione preziosa per condividere le fatiche e le speranze, i dolori e le inquietudini, i sogni e i bisogni di una organizzazione politica nessuno escluso. Ciascuno può imparare a riconoscere quanto sia importante l accoglienza reciproca, lo stare insieme come amici e compagni, tutti uguali, essere disponibili e sostenersi l un l altro nella faticosa esperienza della vita politica nello stesso partito. Ognuno con il proprio bagaglio di esperienza acquisita nella vita politica che deve trasmettere e proiettare agli altri sia per il bene del partito che della Nazione, anche per aiutare a risolvere le problematiche che esistono nella nostra società. I partiti moderni hanno bisogno di tutti i componenti e le correnti che si identificano nel partito stesso, questo è il compito affidato a tutti gli iscritti, simpatizzanti e non, per essere al passo con i tempi. Antonio Guarnieri La mafia nominata e quella che ho vissuto Sono semplicemente disgustata da questi slogan ignoranti e assurdi. Ignoranti perché ignorano, Grillo di mafia ne parla per spot e non per cognizione di causa. Non si può consentire a questo comico di continuare a dire di tutto senza alcuna logica o conoscenza. Gli farei provare io quello che noi tutti abbiamo dovuto subire. Che venga in trincea a combattere e rischiare invece di urlare. Mi auguro che i ragazzi del movimento si dissocino. Adriana Musella, figlia di vittima di mafia Auguri a Renzi che si elogia da solo Renzi si elogiava nel raccontarci il bisogno di avere persone come lui a palazzo pro tempore fino al 2023, certo lui ha il 41% che se lo leggiamo ai raggi x vale sicuramente molto meno. Auguri caro Renzi, socio del Nazareno e di Serra industriale con, dicono i giornali, molti beni al sole non mediterraneo, ma di soli lontani. Claudio Marchetti Il Fatto Quotidiano Roma, via Valadier n. 42 il Fatto Quotidiano Direttore responsabile Antonio Padellaro Condirettore Marco Travaglio Direttore de ilfattoquotidiano.it Peter Gomez Caporedattore centrale Ettore Boffano Caporedattore Edoardo Novella Caporedattore (Inchieste) Marco Lillo Art director Paolo Residori Redazione Roma, Via Valadier n 42 tel , fax mail: - sito: Editoriale il Fatto S.p.A. sede legale: Roma, Via Valadier n 42 Presidente:Antonio Padellaro Amministratore delegato: Cinzia Monteverdi Consiglio di Amministrazione: Luca D Aprile, Peter Gomez, Marco Tarò, Marco Travaglio, Lorenzo Fazio FORME DI ABBONAMENTO Abbonamento postale annuale (Italia) Prezzo 290,00 e Prezzo 220,00 e Prezzo 200,00 e Abbonamento postale semestrale (Italia) Prezzo 170,00 e Prezzo 135,00 e Prezzo 120,00 e Modalità Coupon annuale * (Italia) Prezzo 370,00 e Prezzo 320,00 e Modalità Coupon semestrale * (Italia) Prezzo 190,00 e Prezzo 180,00 e 6 giorni 5 giorni 4 giorni 6 giorni 5 giorni 4 giorni 7 giorni 6 giorni 7 giorni 6 giorni Centri stampa: Litosud, Roma, via Carlo Pesenti n 130, Milano, Pessano con Bornago, via Aldo Moro n 4; Centro Stampa Unione Sarda S. p. 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Les. 196/2003): Antonio Padellaro Chiusura in redazione: ore Certificato ADS n 7617 del 18/12/2013 Iscr. al Registro degli Operatori di Comunicazione al numero COME ABBONARSI È possibile sottoscrivere l abbonamento su: https://shop.ilfattoquotidiano.it /abbonamenti/ Oppure rivolgendosi all ufficio abbonati tel , fax o all indirizzo mail: Servizio clienti MODALITÀ DI PAGAMENTO Bonifico bancario intestato a: Editoriale Il Fatto S.p.A., BCC Banca di Credito Cooperativo Ag. 105, Roma, Via Sardegna n 129 Iban IT 94J Versamento su c. c. postale: intestato a Editoriale Il Fatto S.p.A Roma, Via Valadier n 42, Dopo aver fatto il versamento inviare un fax al numero , con ricevuta di pagamento, nome, cognome, indirizzo, telefono e tipo di abbonamento scelto Pagamento direttamente online con carta di credito e PayPal.

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