E I P Early Intervention Program Metodologia ABA/VB Applied Behavior Analysis/ Verbal Behavior

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1 E I P Early Intervention Program Metodologia ABA/VB Applied Behavior Analysis/ Verbal Behavior 12 novembre 2014 Dott.ssa Sara Bassani Psicologa BCBA Supervisor EIP Associazione Pianeta Autismo onlus

2 Usare premi che siano di particolare gradimento del bambino Partire da ciò che il bambino già sa fare Utilizzare giochi o strumenti di suo gradimento Cogliere le occasioni in cui è interessato a qualcosa (motivazione ed attenzione alta) Gestire la complessità degli esercizi in modo che il bambino possa comunque raggiungere un successo, per quanto piccolo possa essere

3 Uso estensivo di premi in occasione di comportamenti appropriati Suddivisione dei compiti da eseguire in piccole parti da insegnare e gestire separatamente Utilizzo di stimoli affinché il bambino metta in atto il comportamento corretto

4 Sequenza comportamentale speciale utilizzata per massimizzare l apprendimento 1. Stimolo (Sd) 2. Risposta (R) 3. Conseguenza (Sr)

5 ANTECEDENT BEHAVIOR CONSEQUENCE A B C PROMPT P

6 CLASSIFICAZIONE COMPORTAMENTALE DEL LINGUAGGIO Operanti verbali primari Mand/Richiesta Tact/Denominazio ne Ecoico/Vocale- Imitazione segni Intraverbale/ Rispondere a domande Comportamento non verbale Comportamento dell'ascoltatore (Ricettivo) LISTENER BEHAVIOR

7 INSEGNARE TUTTI I SIGNIFICATI La parola ha dunque 5 elementi che vanno insegnati: Pennarello: Mand Tact Ecoico/Mimetico (LIS) Intraverbale Ascoltatore

8 INSEGNAMENTO IN AMBIENTE NATURALE L'insegnamento più efficace comprende l'insegnamento in tutti gli ambienti nel corso di tutta la giornata con diverse persone e circostanze

9 INSEGNAMENTO IN AMBIENTE NATURALE Insegnare a chiedere vari giocattoli durante la sessione di gioco libero Insegnare al bambino a chiedere vari alimenti e identificare in ricettivo le posate durante la merenda Insegnare al bambino a rispondere a domande mentre gioca a Indovina chi Insegnare al bambino a completare canzoncine Insegnare al bambino a contare mentre si fa la spesa

10 NET: Sessioni poco strutturate, la velocità è determinata dallo studente Condizione di operante libero Assenza di un ordine predeterminato per la presentazione delle istruzioni (ci si basa sulla motivazione dello studente) Gli stimoli presentati variano spesso I rinforzi sono funzionali alle risposte dello studente Il modellamento è meno rigido : vengono rinforzate anche le vocalizzazioni Minore necessità di utilizzare procedure specifiche per la generalizzazione: gli stimoli presentati i rinforzi e i prompt sono già naturalmente presenti nell'ambiente di insegnamento NET E DTT DTT: Sessioni altamente strutturate il cui ritmo è stabilito dall'insegnante Apprendimento per prove distinte La presentazione delle istruzioni è determinata da una sequenza specifica (non correlata alla motivazione dello studente) Gli stimoli vengono ripetuti fino al raggiungimento del criterio Non c'è correlazione funzionale tra risposte e rinforzi Risposte corrette e approssimazioni sono rinforzate spesso Necessario utilizzo di procedure specifiche di generalizzazione perché gli stimoli, i rinforzi e i prompt non sono presenti nell'ambiente naturale

11 GENERALIZZAZIONE DAL DTT AL NET Identificare un'attività NET che offra molte possibilità di dare risposte funzionali tramite operanti verbali e non-verbali Selezionare una gamma di obiettivi verbali e non, purché collegabili all'attività da insegnare Insegnare tali obiettivi durante il DTT Dopo l'acquisizione in DTT passare all'attività in NET e testare tali obiettivi nel contesto naturale.

12 GENERALIZZAZIONE DAL DTT AL NET Se il bambino risponde correttamente, rinforzare e proseguire con l'attività Se invece lo studente sbaglia, fare la correzione nel contesto dell'attività per insegnare la risposta. Rinforzarla per tutto il prosieguo dell'attività

13 INSEGNAMENTO INCIDENTALE Il bambino mostra interesse nei confronti di un oggetto o di una attività L'adulto attende una richiesta verbale (non si inizi il programma finché il bambino non mostri l iniziativa) Il bambino risponde oppure l'adulto lo aiuta a rispondere L'adulto dà al bambino quello che aveva chiesto

14

15 OBIETTIVI PER LE COMPETENZE SOCIALI E DI GIOCO Segue e mostra interesse per il movimento delle persone Guarda spontaneamente gli altri bambini Gioca spontaneamente in parallelo accanto ad altri bambini Segue o imita spontaneamente gli altri bambini Fa richieste spontanee ad altri bambini Esplora e manipola oggetti Si tiene occupato indipendentemente in giochi di movimento Si tiene occupato indipendentemente in giochi di causa-effetto Cerca il pezzo mancante o il gioco che fa parte di un set Gioca con gli oggetti secondo la loro funzione Gioca con oggetti di uso comune in modo creativo Risponde spontaneamente ad altri bambini Invita spontaneamente altri bambini a giocare Risponde a domande e a commenti dei coetanei Presenta gioco di finzione e di ruolo Compone giochi che hanno più parti Gioco immaginario o di finzione spontaneo Si tiene occupato spontaneamente in lavoretti artistici Gioca ai travestimenti Scrive o disegna da solo

16 Assenza marcata di gioco in comune Mancanza di empatia Stereotipie Isolamento

17 Nella fase iniziale si lavora in un aula separata dalla classe Piccolo gruppo: in aula a parte/in classe Gruppo classe

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