Lo scenario internazionale

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Lo scenario internazionale"

Transcript

1 Lo scenario internazionale Le soluzioni/temi guida del cambiamento: 1) Sistema, 2) Finanza, 3) Persone, 4) Processi, 5) Tecnologia. 1) Sistema: Le Organizzazioni devono concentrarsi nel migliorare la loro posizione economica per affrontare le sfide globali. Le azioni messe in atto dovranno prendere in considerazione sia i profitti che le spese, così come dovranno portare a conoscere quando e come fare investimenti. 4) Processi: In un ambito sanitario sempre più mutevole, la capacità di riprogettare i processi al fine di aumentarne l efficacia e l efficenza, sarà una competenza richiesta. Affinchè le Organizzazioni siano efficienti ed agili sarà richiesto un cambiamento del processo facendo leva sulle nuove tecnologie, gli sviluppi clinici e la globalizzazione. 1

2 Lo scenario nazionale Il piano sanitario Nazionale ( ) 1.3 Governance del SSN. Il sistema di Governace è rivolto a tutti i soggetti e a tutte le strutture che svolgono attività di promozione del benessere e della salute dei cittadini e delle comunità. Le prerogative dei soggetti deputati a svolgere la funzione di Governance sono: 1. Fissare obiettivi e strategie; 2. Progettare le strutture di governo e di controllo; 3. Sorvegliare e valutare il funzionamento; 4. Misurare e valutare il grado di raggiungimento degli obiettivi anche adottando adeguati sistemi premianti; 5.Prevedere sistemi gestionali volti al miglioramento continuo e capaci d intervenire in corso d opera per migliorare determinate performance. 2

3 Innovazione e sostenibilità: alcune definizioni Innovazione L'innovazione può essere considerata come la dimensione applicativa di una invenzione o di una scoperta. Essa è correlata alla implementazione di un prodotto nuovo o significativamente migliorato (sia esso un bene o un servizio), o di un processo, un nuovo metodo organizzativo in ambito di una attività economica, che garantisce risultati o benefici maggiori apportando quindi un progresso sociale. Sostenibilità La sostenibilità, tra le diverse definizioni può essere descritta come la caratteristica di un processo o di uno stato che può essere mantenuto ad un certo livello indefinitamente. 3

4 Innovazione e sostenibilità nei processi Schema dei processi di diagnosi e cura: la visione d insieme Oncologia Medica!! Inquadra mento Anatomia Patologica Fase Pre Analitica Fase Analitica Fase Post Analitica Oncologia Medica!! Piano di terapia Accettazione Somministrazione Dimissione Farmacia (UFA) / Reparto Preparazione 4

5 Scopo del progetto, ambito di sviluppo e tempi Scopo del progetto Caccia agli sprechi Lo scopo del progetto è stato quello di : Ø Valutare l impatto dei benefici tecnico-organizzativi che le nuove formulazioni sottocutanee di Trastuzumab possono generare nel percorso del paziente con Carcinoma Mammario. Il progetto è stato sviluppato da settembre 2013 a dicembre

6 Sistema di processi: performance e rischi I processi come elementi di generazione delle performance Oncologia Medica! Accettazione Somministrazione Dimissione Farmacia (UFA) / Reparto Preparazione I processi come elementi di generazione dei rischi 6

7 I Centri interessati Il progetto ha visto la raccolta ed analisi dei dati forniti da 16 Oncologie a livello nazionale in base al n. pazienti in cura* per la patologia di interesse. N. Centri di Oncologia Medica Sulla base del n. pazienti annui Carcinoma mammario Centro Grande (oltre 100 pazienti annui) 5 (29%) Centro Medio (tra 99 e 50 pazienti annui) 4 (24%) Centro Piccolo (meno di 50 pazienti) 7 (41%) * Dichiarati dalle aziende in fase di raccolta dati Totale 16 (100%) 7

8 Approccio metodologico per la valutazione dell impatto L approccio metodologico ha previsto l individuazione, alla luce delle attuali modalità di gestione di Rituximab e Trastuzumab, delle possibili aree di impatto della nuova formulazione sottocutanea (aspetti innovativi). In base alle possibili aree di impatto è stata effettuata la raccolta dei dati sul campo presso le Unità Operative di Ematologia ed Oncologia. Il confronto tra i dati raccolti sul campo e le caratteristiche della nuova formulazione dei due farmaci ha consentito di quantificare gli impatti in termini tecnico organizzativi. L approccio metodologico Analisi delle attuali modalità di gestione dei farmaci Identificazione dei possibili impatti della nuova formulazione (sottocute) Raccolta dati e informazioni sul campo sulle attuali modalità di gestione dei farmaci (formulazione endovenosa) Quantificazione degli impatti della nuova formulazione dei farmaci (formulazione sottocutanea) Fonte dati: incontri Roche e documenti Roche Fonte dati: Unità Operative coinvolte 8

9 Gli aspetti dei prodotti considerati per l analisi d impatto T R A S T U Z U M A B : Caratteristiche Forma farmaceutica Modalità di somministrazione Calcolo della dose Tempo di somministrazione Formulazione Endovenosa Polvere per concentrato per soluzione per infusione Endovena 8 mg/kg dose di carico + 6 mg/kg trattamenti successivi oppure I somministrazione 90 minuti e successive somministrazioni di 30 minuti Formulazione Sottocutanea Soluzione per iniezione Sottocutanea Dose fissa di 600 mg (Non prevista la dose di carico per la prima somministrazione) 2-5 minuti 9

10 Aree di impatto e misure di impatto Identificazione dei possibili impatti della nuova formulazione (sottocute) Aree d impatto Impegno temporale e assorbimento risorse Misure d impatto Impegno complessivo del paziente (minuti/ciclo terapeutico) Impegno risorse umane per gestione dei pazienti (miniti per il calcolo del FTE - Full time equivalent per la gestione della programmazione giornaliera) Impegno risorse umane per l allestimento del farmaco (minuti per l allestimento delle somministrazioni della programmazione giornaliera) Costi (possibile valorizzazione del costo FTE - Full time equivalent per la gestione della programmazione giornaliera) Scarti Costi (costo dello scarto annuo) Sicurezza paziente Errori nelle fasi di prescrizione, allestimento e somministrazione (*) Riduzioni di potenziali rischi che potrebbero generare contenzioni (a beneficio dei programmi aziendali/regionali di gestione in autoassicurazione delle coperture assicurative) (*) Indice di rischio tramite applicazione della FMEA Failure mode and Effects Analysis, strumento proattivo per la gestione del rischio 10

11 L impatto delle formulazioni sottocutanee è stato considerato nel processo di gestione delle terapie!! Accettazione e visita medica Attività visibili al paziente Premedicazione Somministrazione Osservazione Preparazione Linea di visibilità Dimissione Allestimento (Farmacia/Reparto) Attività non visibili al paziente 11

12 Analisi dell impatto Per quantificare l impatto della nuova formulazione sono state individuate le «misure di impatto» che consentono di confrontare l ex-ante e l ex-post. Ogni area di impatto può prevedere 1 o più misure di impatto Aree di impatto Misure di impatto Impegno temporale e assorbimento risorse Impegno complessivo del paziente Impegno risorse umane Costi Errori nelle fasi di prescrizione, allestimento e somministrazione Scarti Impegno complessivo del paziente Impegno risorse umane Costi Errori nelle fasi di prescrizione, allestimento e somministrazione Sicurezza paziente Impegno complessivo del paziente Impegno risorse umane Costi Errori nelle fasi di prescrizione, allestimento e somministrazione 12

13 Analisi dell impatto Al fine di meglio contestualizzare l analisi sono state definite le assunzioni di base, ovvero le informazioni e ipotesi di base definite in via preliminare per il calcolo dell impatto: Aree di impatto Impegno temporale e assorbimento risorse Assunzioni di base 1. Si considera uno schema terapeutico di riferimento di 18 somministrazioni 2. Calcolo impegno personale infermieristico rilevato dai tempi di impegno effettivamente dedicato al paziente, considerati costanti per prima e successive somministrazioni 3. L allestimento della nuova formulazione avviene in reparto; il tempo di allestimento è costante ed è stato ricavato da quanto raccolto sul campo nel progetto ( ) 4. Si considera, per la formulazione sottocute, il tempo di osservazione post somministrazione pari la tempo oggi dichiarato per le somministrazioni II+ 5. Si considera invariato, per la formulazione sottocute, il tempo di osservazione post somministrazione Scarti 1. Si considerano gli scarti in mg di trastuzumab originati dalla Farmacia/UMaCA/UFA, quindi complessivi per tutti gli allestimenti richiesti, indipendentemente dalla patologia. 2. Si assume, sulla base dei dati raccolti sul campo, che in termini di volumi le prime somministrazioni rappresentano il 20% del totale delle somministrazioni effettuate. 3. Si considerano invariati i prezzi ospedalieri nel passaggio alla nuova formulazione. Sicurezza paziente 1. Si applica la FMEA alle fasi del processo di gestione della terapia farmacologica su cui la nuova formulazione può avere impatto 13

14 Analisi dell impatto Misure di impatto Ø Impegno complessivo del paziente! Arrivo in reparto Visita medica Preparazione e premedicazione Somministrazione Osservazione post somministrazione Impatto sull'impegno complessivo del paziente per ciclo terapeutico: somministrazioni 38,77 21,58 Impegno di - 44% tempo del (- 17,19 h) paziente Impegno paziente ciclo terapeutico tradizionale Impegno paziente ciclo terapeutico nuova formulazione Tempi medi rilevati sul campo Prima Dopo Impegno del paziente I somministrazione (giornaliero) Impegno del paziente successive somministrazioni (giornaliero) Impegno complessivo del paziente per un ciclo terapeutico di 18 somministrazioni 4,50 h - 73% (-3,3 h) 1,20 h 2,02 h - 41% (-0,8 h) 38,77 h 21,58 h - 44% (-17,19 h) 14

15 Analisi dell impatto Misure di impatto Ø Impegno risorse umane: gestione pazienti Impegno temporale nella gestione dei pazienti Trastuzumab 1,64-77% (-1,26 h) Impegno di tempo del personale infermieristico 0,38 Ore dedicate ai pazienti - ciclo terapeutico tradizionale Ore dedicate ai pazienti - ciclo terapeutico nuova formulazione Programmazione giornaliera * Prima Dopo Delta Tempo dell organizzazione per la gestione dei pazienti/gg (solo Trastuzumab) 1,64 h 0,38 h - 77% (-1,26 h) * Dalla programmazione settimanale rilevata sul campo si rileva una programmazione giornaliera che prevede in media: 0,52 pz in I somm. 2,74 pz in II+ somm. IV TOT 3,26 pz 15

16 Analisi dell impatto Misure di impatto Ø Impegno risorse umane: allestimento Tempo allestimento farmaco per pazienti/gg -71% (-0,06 FTE) 0,56 Impegno giornaliero per allestimento del farmaco Tempo allestimento farmaco per paziente 2,84-68% (-0,27 FTE) Impegno per allestimento del farmaco (1 ciclo terapeutico) 0,90 0,16 Tempo allestimento per paziente (18 somministrazioni) - ciclo Tempo allestimento Tempo allestimento per pazienti per di pazienti una giornata di una - giornata ciclo terapeutico - ciclo terapeutico tradizionale nuova formulazione terapeutico tradizionale Tempo allestimento per paziente (18 somministrazioni) - ciclo terapeutico nuova formulazione Allestimento Trastuzumab Prima Dopo Delta Tempo medio allestimento Trastuzumab (per ogni paziente con ciclo terapeutico di 18 somministrazioni) 2,84 h Tra Farmacia e Reparto 0,90 h 3 (Reparto) per somministrazione -68% (-0,27 FTE) Tempo medio allestimento Trastuzumab (per n. medio pz/gg) 0,56 h Tra Farmacia e Reparto 0,16 h 3 (Reparto) per somministrazione -71% (-0,06 FTE) * Dalla programmazione settimanale rilevata sul campo si rileva una programmazione giornaliera che prevede in media: 0,52 pz in I somm. 2,74 pz in II+ somm. IV TOT 3,26 pz 16

17 Analisi dell impatto Misure di impatto Ø Costi Risparmio - 100% medio annuale ( ,80) in termini di scarti Scarti Rituximab Prima Dopo Delta Scarto medio mensile (mg) complessivo (I e successive somministrazioni) 614 mg 0 mg % (- 614 mg) Scarto medio annuale (mg) complessivo (I e successive somministrazioni) mg 0 mg % ( mg) Prezzo al pubblico (Prezzo ospedaliero)/ mg* 3,85/mg 3,85/mg - Impatto economico annuale ,80 0,00-100% ( ,80/anno) * Prezzi di riferimento considerato fonte 3,85 a mg Azienda Farmaceutica - 17

18 Analisi dell impatto Misure di impatto Ø Applicazione della FMEA (*): le fasi di sviluppo Ø Errori nelle fasi di prescrizione, allestimento e somministrazione (*) La FMEA è una tecnica previsionale, in sanità sempre più utilizzata per valutare l affidabilità dei processi. È riconosciuta dai modelli di accreditamento internazionali (es. Joint Commission ed Accreditation Canada) e richiesta/prevista dal PSSN da diversi piani sanitari regionali 18

19 Analisi dell impatto Misure di impatto Ø Errori nelle fasi di prescrizione, allestimento e somministrazione Applicazione della FMEA Esempio di fasi del processo di gestione della terapia farmacologica in Oncologia ed Ematologia su cui la nuova formulazione può avere impatto sono: FASE Prescrizione terapia Preparazione del farmaco ATTIVITA Calcolo dosaggio Invio a Farmacia per preparazione farmaco Prelievo del farmaco Allestimento farmaco Etichettatura sacche Identificazione paziente A B Individuazione di: possibili accadimenti possibili conseguenze Individuazione dei livelli di: Somministrazione del farmaco Ricevimento farmaco da Farmacia Verifica corrispondenza paziente/sacca Reperimento accesso venoso Gravità Probabilità Rilevabilità Allestimento via di infusione Predisposizione pompa infusione Infusione secondo schema di somministrazione Controllo velocità di infusione Controllo pervietà e regolarità accesso venoso Intervento su allarme pompa Intervento su chiamata del paziente C C Definizione dell Indice di rischio (IR) Confronto esiti exante ed ex-post nuova formulazione Fine trattamento Medicazione/trattamento via di infusione utilizzata 19

20 Riepilogo delle attività e sintesi dei rischi impattati dalla formulazione sottocute (esempio di descrizione di fasi/attività) FASE ATTIVITA' POSSIBILI ACCADIMENTI (Cosa può accadere?) POSSIBILI EFFETTI (Cosa si può generare?) Prescrizione terapia Calcolo dosaggio Errato calcolo del dosaggio Trattamento errato/infefficacie Preparazione del farmaco Verifica della prescrizione Errata/mancata verifica Trattamento errato/infefficacie Allestimento farmaco Allestimento errato Trattamento errato/infefficacie Ricevimento farmaco dal settore di allestimento Arrivo farmaci errati (allestimento errato) Errato trattamento Somministrazione del farmaco Fine trattamento Reperimento accesso venoso Mancato reperimento vena Mancato trattamento Allestimento via di infusione Predisposizione pompa infusione Infusione secondo schema di somministrazione 20 Mancato/errato allestimento via infusione Mancata/errata predisposizione pompa Errata lettura Mancato/Ritardato trattamento Ritardato trattamento /errato tratamento (velocità errata) Errato trattamento Controllo velocità di infusione Mancato/errato controlllo velocità Errato trattamento Controllo pervietà e regolarità accesso venoso Intervento sulla pompa per allarme o chiamata paziente Medicazione/trattamento via di infusione utilizzata Mancato/errato controlllo velocità Mancato/ritardato intervento Errata somministrazione (pervietà e stravaso) Errato trattamento Infezione Mancata medicazione/trattamento Occlusione accesso venoso Errata medicazione Infezione Occlusione accesso venoso Per ogni accadimento è stato calcolato: Gravità delle conseguenze e probabilità dell accadimento stesso

21 Impatto sulla sicurezza paziente La riduzione del rischio clinico confrontando le due vie di somministrazione endovenosa (exante) e sottocutanea (ex-post) Matrice delle priorità ex-ante Matrice delle priorità ex-post , , Gravità , 3 6, 3 9, 3 6, 2 9, Gravità 2 3, 3 3, 2 6, 3 6, Probabilità , Probabilità 34 R Rischio ex - ante R Rischio ex - ante R Rischio eliminato Nota: il confronto non è tra i due prodotti ma è generalizzabile a tutte le due diverse vie di somministrazione. 21

22 Sicurezza paziente Rischi prioritari: esempio R Gravità , 3 6, 3 9, 3 6, 2 Matrice delle priorità ex-ante 9, 4 9, Probabilità Rischio ex-ante R Rischio eliminato R Rischio ridotto L indice di rischio delle attività di un processo (Gravità delle conseguenze sul paziente, Probabilità di accadimento e rilevabilità degli accadimenti stessi prima che avvengano) può essere influenzato dalle casistiche dei pazienti trattati e dall organizzazione stessa del lavoro delle diverse Unità Operative; l introduzione di una formulazione sottocute dimostra, in ogni caso, di ridurne l indice di rischio e rendere l Azienda Sanitaria più sicura sia per i pazienti che per gli operatori stessi. Nota: Il caso di esempio evidenza che i rischi prioritari (area arancio) sono eliminati e/o ridotti con la formulazione sottocutanea. 22

23 Sicurezza paziente Formulazione sottocutanea: impatto in termini di rischio clinico La nuova formulazione sottocute del farmaco porterebbe, per le fasi e attività analizzate, la seguente variazione dell indice di rischio complessivo. Misure di impatto Ø Sicurezza paziente Impatto in termini di rischio % (-531 IR) Diminuzione dell Indice di rischio complessivo -63% Dei rischi potenziali che possono generare una richiesta di risarcimento 225 Ex-ante Ex-post La riduzione dell indice di rischio clinico è riscontrabile dalla prima somministrazione. biologici nell ottimizzazione dei processi di cura Frammenti Educational 2015 Gli ambiti d impatto della formulazione sottocutanea sono in linea con gli item della Raccomandazione n. 14 (Gestione del rischio nella gestione dei farmaci oncologici) 23

24 Considerazioni conclusive Riepilogo dei risultati dell analisi d impatto Impegno tempo del paziente - 44% (- 17,19 h per 18 somministrazioni) Scarti farmaco - 100% ( ,80 annui) Impegno tempo del personale infermieristico: gestione pz - 77% (Giornaliero in Reparto) Sicurezza paziente: IR da FMEA - 70 % (23 attività a rischio eliminate) Impegno tempo per allestimento farmaco - 71% (Giornaliero tra Farmacia e Reparto) Sicurezza paziente: risarcimento danni - 63% (pari a -3 rischi gravità 4 con potenziale richiesta risarcimento) 24

25 Considerazioni conclusive I risultati emersi evidenziano le seguenti possibili aree di impatto: v Minore impegno da parte del paziente dovuto a tempi di somministrazione ridotti, v Maggiore rotazione delle poltrone per chemioterapia, minore occupazione posti letto, v Sgravio del carico di lavoro della Farmacia dovuto al possibile unico dosaggio, v Minor rischio di reazione allergiche e problematiche nella gestione del catetere venoso centrale (non più necessario), v Diminuzione degli scarti del farmaco, v Riduzione del rischio clinico con l eliminazione e/o riduzione di potenziali accadimenti di rischio e relativi potenziali risarcimenti. I risultati testimoniano la formulazione presenta molti aspetti innovativi con potenziali impatti positivi a vantaggio del paziente e delle organizzazioni che lo hanno in carico. Per godere dei benefici di tale miglioramento è necessario però agire preventivamente sulle modalità di programmazione delle sedute, sull'organizzazione dei piani di lavoro, al fine di agevolare l introduzione di prodotti innovativi e, nel contempo, coglierne appieno i vantaggi. 25

26 Considerazioni conclusive: aree d impatto e ruoli professionali Le aree d impatto non sono correlate in modo omogeneo con i diversi ruoli professionali i quali hanno o possono avere un diverso valore percepito. Aree d'impatto Ruoli professionali Impegno del paziente Impegno del personale (gestione paziente) Impegno del personale (allestimento) Scarti Rischio clinico Direttore di Unità Operativa - Referente di patolgia - Capo Sala DH - - Infermiere DH - - Servizio Farmaceutico - - Altre funzioni aziendali

27 Così come l approccio multiprofessionale e multidisciplinare è la premessa allo sviluppo e alla applicazione dei «percorsi diagnostico terapeutico assistenziali», la visone d insieme degli impatti organizzativi dell innovazione può consentire la traduzione dei benefici attesi nella pratica clinica ed assistenziale. 27

A cura di Giorgio Mezzasalma

A cura di Giorgio Mezzasalma GUIDA METODOLOGICA PER IL MONITORAGGIO E VALUTAZIONE DEL PIANO DI COMUNICAZIONE E INFORMAZIONE FSE P.O.R. 2007-2013 E DEI RELATIVI PIANI OPERATIVI DI COMUNICAZIONE ANNUALI A cura di Giorgio Mezzasalma

Dettagli

MODELLO ORGANIZZATIVO REGIONALE PER LA GESTIONE DEL RISCHIO CLINICO.

MODELLO ORGANIZZATIVO REGIONALE PER LA GESTIONE DEL RISCHIO CLINICO. ALLEGATO A MODELLO ORGANIZZATIVO REGIONALE PER LA GESTIONE DEL RISCHIO CLINICO. il sistema organizzativo che governa le modalità di erogazione delle cure non è ancora rivolto al controllo in modo sistemico

Dettagli

L infermiere al Controllo di Gestione

L infermiere al Controllo di Gestione L infermiere al Controllo di Gestione Una definizione da manuale del Controllo di gestione, lo delinea come l insieme delle attività attraverso le quali i manager guidano il processo di allocazione e di

Dettagli

Indicazioni operative per la predisposizione della proposta di budget per l anno 2010.

Indicazioni operative per la predisposizione della proposta di budget per l anno 2010. 1 OGGETTO PREDISPOSIZIONE DEL BUDGET QUESITO (posto in data 3 marzo 2010) Indicazioni operative per la predisposizione della proposta di budget per l anno 2010. RISPOSTA (inviata in data 5 marzo 2010)

Dettagli

STATUTO DELL AZIENDA OSPEDALIERO-UNIVERSITARIA MEYER INDICE SEZIONE

STATUTO DELL AZIENDA OSPEDALIERO-UNIVERSITARIA MEYER INDICE SEZIONE STATUTO DELL AZIENDA OSPEDALIERO-UNIVERSITARIA MEYER INDICE SEZIONE Titolo 3 - PROGRAMMAZIONE E SVILUPPO DELLA RETE PEDIATRICA REGIONALE Art. 20 - Art. 21 - Art. 22 - Art. 23 - Art. 24 - Art. 25 - Verso

Dettagli

La gestione del Rischio Clinico in Valle d Aosta: consolidamento del metodo FMEA

La gestione del Rischio Clinico in Valle d Aosta: consolidamento del metodo FMEA La gestione del Rischio Clinico in Valle d Aosta: consolidamento del metodo FMEA Vuillermin Giuliana Berti Pierluigi Ippolito Rita Azienda USL Regione Valle d Aosta Analisi del contesto L Azienda USL della

Dettagli

OSPEDALI RIUNITI DI BERGAMO AZIENDA OSPEDALIERA di rilievo nazionale e di alta specializzazione. FarmaSafe@

OSPEDALI RIUNITI DI BERGAMO AZIENDA OSPEDALIERA di rilievo nazionale e di alta specializzazione. FarmaSafe@ OSPEDALI RIUNITI DI BERGAMO AZIENDA OSPEDALIERA di rilievo nazionale e di alta specializzazione FarmaSafe@ Esperienza degli Ospedali Riuniti di Bergamo sulla farmacoterapia informatizzata Forum PA Roma,

Dettagli

Piano delle Performance

Piano delle Performance Comune di Pavullo nel Frignano Provincia di Modena Bilancio di Previsione 2011 Bilancio Pluriennale 2011 / 2013 Piano delle Performance *** Documento sulla compatibilità del sistema di programmazione,

Dettagli

SISTEMI DI MISURAZIONE DELLA PERFORMANCE

SISTEMI DI MISURAZIONE DELLA PERFORMANCE SISTEMI DI MISURAZIONE DELLA PERFORMANCE Dicembre, 2014 Il Sistema di misurazione e valutazione della performance... 3 Il Ciclo di gestione della performance... 5 Il Sistema di misurazione e valutazione

Dettagli

DELIBERAZIONE DEL DIRETTORE GENERALE. n 332 del 14/09/2012

DELIBERAZIONE DEL DIRETTORE GENERALE. n 332 del 14/09/2012 Proposta del Servizio Professioni Sanitarie N 249 del 13/06/2012 DELIBERAZIONE DEL DIRETTORE GENERALE n 332 del 14/09/2012 OGGETTO: Acquisizione di applicativo informatico per pianificazione e miglioramento

Dettagli

Il progetto regionale di ricerca MACONDO

Il progetto regionale di ricerca MACONDO Il progetto regionale di ricerca MACONDO Reggio Emilia, 12-12 12-20082008 Relatrice: Cristina Pedroni Cos è MACONDO? Un progetto multicentrico di Ricerca Oncologica(di durata triennale) che coinvolge la

Dettagli

AUDIT. 2. Processo di valutazione

AUDIT. 2. Processo di valutazione AUDIT 2. Processo di valutazione FASE ATTIVITA DESCRIZIONE Inizio dell'audit Inizio dell attività Costituzione del gruppo di valutazione sulla base delle competenze generali e specifiche e dei differenti

Dettagli

Il sistema di gestione del rischio clinico

Il sistema di gestione del rischio clinico Il sistema di gestione del rischio clinico Prevenzione dei rischi Riprogettazione organizzativa Valutazione e feedback Analisi dei rischi Audit M&M review RCA Identificazione dei rischi Incident reporting

Dettagli

RISCHIO INQUINAMENTO & SOLUZIONI ASSICURATIVE

RISCHIO INQUINAMENTO & SOLUZIONI ASSICURATIVE RISCHIO INQUINAMENTO & SOLUZIONI ASSICURATIVE Sala delle Colonne BPM Milano 29 aprile 2010 Francesco G. Paparella Presidente AIBA PERCHE IL BROKER Nel 2009 i broker: hanno intermediato il 46,1% dei rami

Dettagli

Progetto benessere organizzativo MODALITA DI COINVOLGIMENTO DEI DIPENDENTI

Progetto benessere organizzativo MODALITA DI COINVOLGIMENTO DEI DIPENDENTI Progetto benessere organizzativo MODALITA DI COINVOLGIMENTO DEI DIPENDENTI Documento approvato dai dirigenti e dagli incaricati di posizione organizzativa nell incontro del 13.1.2006 PREMESSA Si è conclusa

Dettagli

PROGRAMMAZIONE E GESTIONE DI UN PROGETTO DI SERVIZIO SOCIALE

PROGRAMMAZIONE E GESTIONE DI UN PROGETTO DI SERVIZIO SOCIALE PROGRAMMAZIONE E GESTIONE DI UN PROGETTO DI SERVIZIO SOCIALE A.S. Dott.ssa Carmen Prizzon Il progetto Operazione complessa unica e di durata limitata rivolta a produrre un risultato specifico attraverso

Dettagli

ENERGY EFFICIENCY PERFORMANCE IL MIGLIORAMENTO DELL EFFICIENZA EFFICIENZA ENERGETICA NELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DAVIDE VITALI ALESSANDRO LAZZARI

ENERGY EFFICIENCY PERFORMANCE IL MIGLIORAMENTO DELL EFFICIENZA EFFICIENZA ENERGETICA NELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DAVIDE VITALI ALESSANDRO LAZZARI ENERGY EFFICIENCY PERFORMANCE IL MIGLIORAMENTO DELL EFFICIENZA EFFICIENZA ENERGETICA NELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DAVIDE VITALI ALESSANDRO LAZZARI CHI E ASSOEGE? (..E CHI SONO GLI EGE) Associazione degli

Dettagli

I costi e benefici dell innovazione nella logistica del farmaco: i risultati di uno studio. Isabella Giusepi

I costi e benefici dell innovazione nella logistica del farmaco: i risultati di uno studio. Isabella Giusepi I costi e benefici dell innovazione nella logistica del farmaco: i risultati di uno studio Isabella Giusepi Obiettivo Comprendere l impatto di un innovazione del sistema logistico sull organizzazione Indagare

Dettagli

Padova, 13 gennaio 2011. Il cruccio del Provider: ci sono o ci faccio? Marisa Sartori e Mauro Zaniboni

Padova, 13 gennaio 2011. Il cruccio del Provider: ci sono o ci faccio? Marisa Sartori e Mauro Zaniboni Il cruccio del Provider: ci sono o ci faccio? Fase sperimentale ECM 2002 Fase a regime ECM Accordo Stato-Regioni Novembre 2009 LA NOVITA PIU RILEVANTE: Non si accreditano più gli EVENTI MA si accreditano

Dettagli

Metodologie per l identificazione e la qualificazione del rischio nell attività del Collegio Sindacale

Metodologie per l identificazione e la qualificazione del rischio nell attività del Collegio Sindacale Metodologie per l identificazione e la qualificazione del rischio nell attività del Collegio Sindacale Prof. Valter Cantino Università degli Studi di Torino 1 IL RIFERIMENTO ALLA GESTIONE DEL RISCHIO NELLE

Dettagli

QUALITÀ E SICUREZZA PER I NOSTRI PAZIENTI

QUALITÀ E SICUREZZA PER I NOSTRI PAZIENTI QUALITÀ E SICUREZZA PER I NOSTRI PAZIENTI L ACCREDITAMENTO INTERNAZIONALE ALL ECCELLENZA Fondazione Poliambulanza ha ricevuto nel dicembre 2013 l accreditamento internazionale all eccellenza da parte di

Dettagli

IL CONTRIBUTO DEGLI INFERMIERI ALLA IDEAZIONE DEL PSS REGIONALE

IL CONTRIBUTO DEGLI INFERMIERI ALLA IDEAZIONE DEL PSS REGIONALE IL CONTRIBUTO DEGLI INFERMIERI ALLA IDEAZIONE DEL PSS REGIONALE Il presente documento, presentato in V commissione in occasione dell audizione del 23 settembre, si compone di due parti: Introduzione e

Dettagli

MANUALE DELLA QUALITA Revisione: Sezione 4 SISTEMA DI GESTIONE PER LA QUALITA

MANUALE DELLA QUALITA Revisione: Sezione 4 SISTEMA DI GESTIONE PER LA QUALITA Pagina: 1 di 5 SISTEMA DI GESTIONE PER LA QUALITA 4.0 SCOPO DELLA SEZIONE Illustrare la struttura del Sistema di Gestione Qualità SGQ dell Istituto. Per gli aspetti di dettaglio, la Procedura di riferimento

Dettagli

MANUALE DELLA QUALITÀ Pag. 1 di 6

MANUALE DELLA QUALITÀ Pag. 1 di 6 MANUALE DELLA QUALITÀ Pag. 1 di 6 INDICE GESTIONE DELLE RISORSE Messa a disposizione delle risorse Competenza, consapevolezza, addestramento Infrastrutture Ambiente di lavoro MANUALE DELLA QUALITÀ Pag.

Dettagli

Miglioramento continuo dell assistenza infermieristica in ambito chirurgico attraverso la discussione dei casi

Miglioramento continuo dell assistenza infermieristica in ambito chirurgico attraverso la discussione dei casi MODULO DI PRESENTAZIONE per la valutazione e l accreditamento di progetti di AUDIT CLINICO GENERALITÀ Titolo del Miglioramento continuo dell assistenza infermieristica in ambito chirurgico attraverso la

Dettagli

Catania 14 Febbraio 2014 Franco Astorina. Mail: [email protected] [email protected]

Catania 14 Febbraio 2014 Franco Astorina. Mail: astorinaf@gmail.com Franco.astorina@aspct.it Catania 14 Febbraio 2014 Franco Astorina Mail: [email protected] [email protected] Assicurare l attività clinica garantendo Farmaci devices e tecnologie con caratteristiche più complete ed innovative

Dettagli

CONTRATTO DI TIROCINIO Studenti II Anno A.A. 2013 2014 Elaborato da: Coordinatori e Tutori del Corso di Laurea in Infermieristica

CONTRATTO DI TIROCINIO Studenti II Anno A.A. 2013 2014 Elaborato da: Coordinatori e Tutori del Corso di Laurea in Infermieristica Università Politecnica delle Marche Corso di Laurea in Infermieristica Ancona CONTRATTO DI TIROCINIO Studenti II Anno A.A. 2013 2014 Elaborato da: Coordinatori e Tutori del Corso di Laurea in Infermieristica

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA MISURAZIONE E LA VALUTAZIONE DEL PERSONALE DEI LIVELLI

REGOLAMENTO PER LA MISURAZIONE E LA VALUTAZIONE DEL PERSONALE DEI LIVELLI REGOLAMENTO PER LA MISURAZIONE E LA VALUTAZIONE DEL PERSONALE DEI LIVELLI Art. 1 campo di applicazione. 1. Il presente regolamento definisce i criteri per la valutazione e la premialità del personale dei

Dettagli

SISTEMA DI GESTIONE AMBIENTALE

SISTEMA DI GESTIONE AMBIENTALE SISTEMA DI GESTIONE AMBIENTALE Q.TEAM SRL Società di Gruppo Medilabor HSE Via Curioni, 14 21013 Gallarate (VA) Telefono 0331.781670 Fax 0331.708614 www.gruppomedilabor.com Azienda con Sistema Qualità,

Dettagli

Come scrivere una proposta progettuale

Come scrivere una proposta progettuale PROGETTO OPERATIVO DI ASSISTENZA TECNICA ALLE REGIONI DELL OBIETTIVO CONVERGENZA Come scrivere una proposta progettuale Comune di CATANIA 17/03/2016 SIGNIFICATO E DEFINIZIONE DEI LIVELLI DELLA LOGICA

Dettagli

NUOVI APPROCCI PER UN MANAGER ALLENATORE : IL PROCESSO DI COACHING

NUOVI APPROCCI PER UN MANAGER ALLENATORE : IL PROCESSO DI COACHING gno Inserto di Missione Impresa dedicato allo sviluppo pratico di progetti finalizzati ad aumentare la competitività delle imprese. NUOVI APPROCCI PER UN MANAGER ALLENATORE : IL PROCESSO DI COACHING COSA

Dettagli

Proposta di implementaziome del sistema qualità in cardiologia. Dott. A. Gandolfo

Proposta di implementaziome del sistema qualità in cardiologia. Dott. A. Gandolfo Proposta di implementaziome del sistema qualità in cardiologia Dott. A. Gandolfo Sistema Qualità Il Sistema Qualità è un sistema di gestione che ha lo scopo di tenere sotto controllo i processi di una

Dettagli

Il Direttore della Direzione Regionale Programmazione Sanitaria -Risorse Umane e Sanitarie

Il Direttore della Direzione Regionale Programmazione Sanitaria -Risorse Umane e Sanitarie Oggetto: Aggiornamento della determinazione 1875 del Modalità di erogazione dei farmaci classificati in regime di rimborsabilità in fascia H e in regime di fornitura OSP2, così come modificata dalla determinazione

Dettagli

Elaborazione ed Analisi. del Sistema di Rilevazione dei. Carichi di Lavoro per il. Servizio Infermieristico Territoriale

Elaborazione ed Analisi. del Sistema di Rilevazione dei. Carichi di Lavoro per il. Servizio Infermieristico Territoriale Elaborazione ed Analisi del Sistema di Rilevazione dei Carichi di Lavoro per il Servizio Infermieristico Territoriale 1 Sommario: 1. Premessa; 2. Riferimenti normativi; 3. Le Linee di attività; 4. Gli

Dettagli

Il sistema di Incident reporting

Il sistema di Incident reporting Il sistema di Incident reporting L esperienza della Regione Emilia-Romagna Elementi di scenario Forte interesse della letteratura agli errori in Medicina Attenzione dei mass media agli episodi di malasanità

Dettagli

L attività di coordinamento delle strutture di Arpa Piemonte per l attuazione dell IPPC e dei controlli integrati

L attività di coordinamento delle strutture di Arpa Piemonte per l attuazione dell IPPC e dei controlli integrati Cagliari, 25-26 marzo 2010 Caesar s Hotel Sala Conferenze L attività di coordinamento delle strutture di Arpa Piemonte per l attuazione dell IPPC e dei controlli integrati a cura di Massimo Boasso - Area

Dettagli

PROTOCOLLI, PROCEDURE E PIANI ASSISTENZIALI

PROTOCOLLI, PROCEDURE E PIANI ASSISTENZIALI PROTOCOLLI, PROCEDURE E PIANI ASSISTENZIALI I PDTA e i protocolli nel Dipartimento di area Medica Specialistica Infermiera pediatrica coordinatrice Sabrina Contini PROTOCOLLI, PROCEDURE E PIANI ASSISTENZIALI

Dettagli

SISTEMA di GESTIONE QUALITÀ Non Conformità ed Efficacia delle Azioni Correttive Preventive

SISTEMA di GESTIONE QUALITÀ Non Conformità ed Efficacia delle Azioni Correttive Preventive SISTEMA di GESTIONE QUALITÀ Non Conformità ed Efficacia delle Azioni Correttive Preventive Il sistema di gestione della qualità a cui mi riferisco è quello relativo alla norma ISO-9001:2000. Prima di entrare

Dettagli

COMUNE DI RAVENNA GUIDA ALLA VALUTAZIONE DELLE POSIZIONI (FAMIGLIE, FATTORI, LIVELLI)

COMUNE DI RAVENNA GUIDA ALLA VALUTAZIONE DELLE POSIZIONI (FAMIGLIE, FATTORI, LIVELLI) COMUNE DI RAVENNA Il sistema di valutazione delle posizioni del personale dirigente GUIDA ALLA VALUTAZIONE DELLE POSIZIONI (FAMIGLIE, FATTORI, LIVELLI) Ravenna, Settembre 2004 SCHEMA DI SINTESI PER LA

Dettagli

REGOLAMENTO INTERNO DEL CONTROLLO DI GESTIONE

REGOLAMENTO INTERNO DEL CONTROLLO DI GESTIONE COMUNE DI CORMANO PROVINCIA DI MILANO REGOLAMENTO INTERNO DEL CONTROLLO DI GESTIONE (approvato con deliberazione C.C. n. 58 del 01/12/2003) 1 INDICE ART. 1 ART. 2 ART. 3 ART. 4 ART. 5 ART. 6 AMBITO DI

Dettagli

L ESPERIENZA DELLE REGIONE LAZIO NELLA GESTIONE DELLE INFEZIONI CORRELATE ALL ASSISTENZA

L ESPERIENZA DELLE REGIONE LAZIO NELLA GESTIONE DELLE INFEZIONI CORRELATE ALL ASSISTENZA L ESPERIENZA DELLE REGIONE LAZIO NELLA GESTIONE DELLE INFEZIONI CORRELATE ALL ASSISTENZA Dott.ssa Cristina Matranga Coordinamento Regionale Rischio Clinico INCIDENZA DI PAZIENTI INFETTI 5,2% IN ITALIA

Dettagli

Attivitàda realizzare per l applicazione della raccomandazione regionale e monitoraggio

Attivitàda realizzare per l applicazione della raccomandazione regionale e monitoraggio Giunta Regionale Direzione Generale Sanità e Politiche Sociali Servizio Politica del Farmaco Raccomandazione Regionale per la sicurezza nella terapia farmacologica n. 3 Gestione sicura dei farmaci antineoplastici

Dettagli

Obiettivo formativo: Principi, procedure e strumenti per il governo clinico delle attività sanitarie

Obiettivo formativo: Principi, procedure e strumenti per il governo clinico delle attività sanitarie Mostra Dettagli Obiettivo formativo: Principi, procedure e strumenti per il governo clinico delle attività sanitarie Il sistema sanitario è un sistema complesso in cui interagiscono molteplici fattori

Dettagli

IL PROCESSO DI BUDGETING. Dott. Claudio Orsini Studio Cauli, Marmocchi, Orsini & Associati Bologna

IL PROCESSO DI BUDGETING. Dott. Claudio Orsini Studio Cauli, Marmocchi, Orsini & Associati Bologna IL PROCESSO DI BUDGETING Dott. Claudio Orsini Studio Cauli, Marmocchi, Orsini & Associati Bologna Il processo di budgeting Il sistema di budget rappresenta l espressione formalizzata di un complesso processo

Dettagli

LA FORMAZIONE COME STRUMENTO ELETTIVO PER LA DIFFUSIONE DELLA CULTURA DELLA SICUREZZA, DELLA DIFFUSIONE DELLE CONOSCENZE

LA FORMAZIONE COME STRUMENTO ELETTIVO PER LA DIFFUSIONE DELLA CULTURA DELLA SICUREZZA, DELLA DIFFUSIONE DELLE CONOSCENZE LA FORMAZIONE COME STRUMENTO ELETTIVO PER LA DIFFUSIONE DELLA CULTURA DELLA SICUREZZA, DELLA DIFFUSIONE DELLE CONOSCENZE LA FORMAZIONE COME STRUMENTO DEL MIGLIORAMENTO DEI PROCESSI PRODUTTIVI E LA VALORIZZAZIONE

Dettagli

Governo del Farmaco. Azienda Ospedaliera di Verona

Governo del Farmaco. Azienda Ospedaliera di Verona Governo del Farmaco Elementi organizzativi e tecnologie: Esperienze a confronto Venezia 23 Febbraio 2009 Giovanna Scroccaro Azienda Ospedaliera di Verona Governo del Farmaco Elementi organizzativi e tecnologie:

Dettagli

PROGETTO REGIONALE MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLE BIBLIOTECHE VENETE

PROGETTO REGIONALE MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLE BIBLIOTECHE VENETE PROGETTO REGIONALE MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLE BIBLIOTECHE VENETE Analisi dinamica dei dati dei questionari per le biblioteche di pubblica lettura. GLI INDICATORI Gli indicatori sono particolari rapporti

Dettagli

STUDI SU MATERIALE GENETICO

STUDI SU MATERIALE GENETICO Istituto Oncologico Veneto Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico Ospedale Busonera I.O.V. ISTITUTO ONCOLOGICO VENETO I.R.C.C.S. STUDI SU MATERIALE GENETICO Comitato Etico Istituto Oncologico

Dettagli

CAPITOLO 20 AGGIORNAMENTO DEL CODICE DI STOCCAGGIO

CAPITOLO 20 AGGIORNAMENTO DEL CODICE DI STOCCAGGIO CAPITOLO 20 AGGIORNAMENTO DEL CODICE DI STOCCAGGIO 20.1 PREMESSA... 255 20.2 COMITATO DI CONSULTAZIONE... 255 20.3 SOGGETTI TITOLATI A PRESENTARE RICHIESTE DI MODIFICA... 255 20.4 REQUISITI DI RICEVIBILITA

Dettagli

Appendice III. Competenza e definizione della competenza

Appendice III. Competenza e definizione della competenza Appendice III. Competenza e definizione della competenza Competenze degli psicologi Lo scopo complessivo dell esercizio della professione di psicologo è di sviluppare e applicare i principi, le conoscenze,

Dettagli

Ministero della Salute

Ministero della Salute Ministero della Salute DIPARTIMENTO DELLA QUALITA DIREZIONE GENERALE DELLA PROGRAMMAZIONE SANITARIA, DEI LIVELLI DI ASSISTENZA E DEI PRINCIPI ETICI DI SISTEMA Aggiornamento delle Linee guida per la metodologia

Dettagli

Questionario per indagine nazionale conoscitiva data di avvio: marzo 2015

Questionario per indagine nazionale conoscitiva data di avvio: marzo 2015 IL DOVERE E IL DIRITTO DI DARE VOCE E CURA AL DOLORE DELLA PERSONA NON IN GRADO DI RIFERIRLO Questionario per indagine nazionale conoscitiva data di avvio: marzo 2015 Il dolore è il più soggettivo tra

Dettagli

Corso RSPP Modulo C. Ing. Vincenzo Staltieri

Corso RSPP Modulo C. Ing. Vincenzo Staltieri TEST VERIFICA INTERMEDIO 1. Il Datore di Lavoro è: a. La persona che in azienda paga gli stipendi b. La persona che dispone di pieni poteri decisionali e di spesa c. Il capoufficio, il capofficinao colui

Dettagli

REGOLAMENTO PER L ISTITUZIONE E L APPLICAZIONE DEL SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE

REGOLAMENTO PER L ISTITUZIONE E L APPLICAZIONE DEL SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE REGOLAMENTO PER L ISTITUZIONE E L APPLICAZIONE DEL SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE Approvato con delibera di Giunta Comunale n. 22 del 20.04.2011 in vigore dal 26.05.2011 TITOLO

Dettagli

L integrazione dell Operatore Socio Sanitario nel processo assistenziale Ruolo dell O.S.S nell ambito del piano assistenziale

L integrazione dell Operatore Socio Sanitario nel processo assistenziale Ruolo dell O.S.S nell ambito del piano assistenziale L integrazione dell Operatore Socio Sanitario nel processo assistenziale Ruolo dell O.S.S nell ambito del piano assistenziale Vito Petrara Principi di riferimento per l assistenza I principi di riferimento

Dettagli

PROTOCOLLO PER L ACCOGLIENZA ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI

PROTOCOLLO PER L ACCOGLIENZA ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI Ministero dell Istruzione dell Università e della Ricerca Istituto Comprensivo NORD 2 - Brescia Via Costalunga, 15-25123 BRESCIA Cod. Min. BSIC88400D - Cod.Fisc. 80049710173 Tel.030307858-0308379448-9

Dettagli

Le fattispecie di riuso

Le fattispecie di riuso Le fattispecie di riuso Indice 1. PREMESSA...3 2. RIUSO IN CESSIONE SEMPLICE...4 3. RIUSO CON GESTIONE A CARICO DEL CEDENTE...5 4. RIUSO IN FACILITY MANAGEMENT...6 5. RIUSO IN ASP...7 1. Premessa Poiché

Dettagli

Parte I (punti 3-9): Misure sanitarie obbligatorie per il controllo della Paratubercolosi bovina

Parte I (punti 3-9): Misure sanitarie obbligatorie per il controllo della Paratubercolosi bovina LINEE GUIDA PER L ADOZIONE DI PIANI DI CONTROLLO E PER L ASSEGNAZIONE DELLA QUALIFICA SANITARIA DEGLI ALLEVAMENTI NEI CONFRONTI DELLA PARATUBERCOLOSI BOVINA 1. Definizioni Ai sensi delle presenti linee

Dettagli

IL SISTEMA DI GESTIONE AMBIENTALE PER UN COMUNE

IL SISTEMA DI GESTIONE AMBIENTALE PER UN COMUNE IL SISTEMA DI GESTIONE AMBIENTALE PER UN COMUNE Relatore: LIFE 04 ENV/IT/494 AGEMAS Obiettivi del sistema di gestione ambientale Prevenzione, riduzione dell inquinamento Eco-efficienza nella gestione delle

Dettagli

IL TAVOLO ARESS per i PDTA nella PSICOLOGIA OSPEDALIERA. Marina Bertolotti Ivrea, 16 novembre 2012

IL TAVOLO ARESS per i PDTA nella PSICOLOGIA OSPEDALIERA. Marina Bertolotti Ivrea, 16 novembre 2012 IL TAVOLO ARESS per i PDTA nella PSICOLOGIA OSPEDALIERA Marina Bertolotti Ivrea, 16 novembre 2012 Aress Agenzia Regionale per i Servizi Sanitari Percorsi assistenziali, standard di attività e modelli organizzativi

Dettagli

FORUM P.A. SANITA' 2001

FORUM P.A. SANITA' 2001 FORUM P.A. SANITA' 2001 Azienda Sanitaria Locale della provincia di Como Direzione Sanitaria, Dipartimento Attività Socio Sanitarie Integrate (A.S.S.I.) Dipartimento Servizi Sanitari di Base, Staff Educazione

Dettagli

La continuità assistenziale: il modello PAI. Divisione Oncologia Medica

La continuità assistenziale: il modello PAI. Divisione Oncologia Medica La continuità assistenziale: il modello PAI LIVIA DE SIO Divisione Oncologia Medica ACO A.C.O. SanFilippoNeriRoma RETE SANITARIA IN ONCOLOGIA: obiettivi Presa in carico del paziente in modo globale Riconoscimentoi

Dettagli

PARTE III LA VALUTAZIONE DELLA CAPACITà DI PERSEGUIMENTO

PARTE III LA VALUTAZIONE DELLA CAPACITà DI PERSEGUIMENTO PARTE III LA VALUTAZIONE DELLA CAPACITà DI PERSEGUIMENTO Delle strategie REGIONALI (B) a cura di Sara Barsanti Introduzione L area di valutazione del conseguimento delle strategie regionali (area B) ha

Dettagli

DELIBERAZIONE N. 33/32. Istituzione della rete di cure palliative della d

DELIBERAZIONE N. 33/32. Istituzione della rete di cure palliative della d 32 Oggetto: Istituzione della rete di cure palliative della d Regione Sardegna. L Assessore dell'igiene e Sanità e dell'assistenza Sociale ricorda che la legge 15 marzo 2010, n. 38, tutela il diritto del

Dettagli

COMUNE DI VENTOTENE PROVINCIA DI LATINA REGOLAMENTO SUL SISTEMA DEI CONTROLLI INTERNI

COMUNE DI VENTOTENE PROVINCIA DI LATINA REGOLAMENTO SUL SISTEMA DEI CONTROLLI INTERNI COMUNE DI VENTOTENE PROVINCIA DI LATINA REGOLAMENTO SUL SISTEMA DEI CONTROLLI INTERNI Approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 3 del 26.04.2013 1 CAPO I Art.1 Art.2 Art.3 Art.4 PRINCIPI GENERALI

Dettagli

Incentivi e Premi. Incentivo è considerato tutto ciò che serve a motivare il lavoratore e quindi a renderlo più

Incentivi e Premi. Incentivo è considerato tutto ciò che serve a motivare il lavoratore e quindi a renderlo più Incentivi e Premi Incentivo è considerato tutto ciò che serve a motivare il lavoratore e quindi a renderlo più efficiente. Premio è tutto ciò che ne deriva da un obiettivo ben formato raggiunto ed assimilato

Dettagli

PROGRAMMA PROVINCIALE SPERIMENTALE SULLA DISABILITA (L.R. 41/96 ARTT. 5 21) TRIENNIO 2011 2013 PIANO DI ATTUAZIONE

PROGRAMMA PROVINCIALE SPERIMENTALE SULLA DISABILITA (L.R. 41/96 ARTT. 5 21) TRIENNIO 2011 2013 PIANO DI ATTUAZIONE PROGRAMMA PROVINCIALE SPERIMENTALE SULLA DISABILITA (L.R. 41/96 ARTT. 5 21) TRIENNIO 2011 2013 PIANO DI ATTUAZIONE Definizione obiettivi: descrizione degli obiettivi di piano riferiti agli obiettivi generali

Dettagli

La progettazione centrata sull utente nei bandi di gara

La progettazione centrata sull utente nei bandi di gara Progetto PerformancePA Ambito A - Linea 1 - Una rete per la riforma della PA La progettazione centrata sull utente nei bandi di gara Autore: Maurizio Boscarol Creatore: Formez PA, Progetto Performance

Dettagli

Le Raccomandazioni ministeriali per la prevenzione dei rischi in chirurgia: linee di indirizzo regionali di implementazione a livello aziendale

Le Raccomandazioni ministeriali per la prevenzione dei rischi in chirurgia: linee di indirizzo regionali di implementazione a livello aziendale Le Raccomandazioni ministeriali per la prevenzione dei rischi in chirurgia: linee di indirizzo regionali di implementazione a livello aziendale PREMESSA Il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche

Dettagli

COMUNE DI SOLBIATE ARNO

COMUNE DI SOLBIATE ARNO SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DEL PERSONALE DIPENDENTE Approvato con deliberazione della Giunta Comunale n. 98 del 14.11.2013 1 GLI ELEMENTI DEL SISTEMA DI VALUTAZIONE Oggetto della valutazione:obiettivi

Dettagli

Accesso ai farmaci innovativi e controllo della spesa a livello regionale

Accesso ai farmaci innovativi e controllo della spesa a livello regionale FARMACI INNOVATIVI Qualità efficacia appropriatezza 9 ottobre 2009 Camera dei Deputati Palazzo Marini (Roma) Accesso ai farmaci innovativi e controllo della spesa a livello regionale Stefania Melena Direzione

Dettagli

Corso di Laurea Magistrale in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche E25

Corso di Laurea Magistrale in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche E25 Sezione di Tecnologia e Legislazione Farmaceutiche Maria Edvige Sangalli Corso di Laurea Magistrale in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche E25 Fabbricazione Industriale dei Medicinali 4 CFU Prof. Andrea

Dettagli

Role plaing esperienziale: ATTUAZIONE DI UN PROGETTO DI NURSING

Role plaing esperienziale: ATTUAZIONE DI UN PROGETTO DI NURSING Implementazione ed Attuazione di Progetti per il Miglioramento del Servizi Sanitari ANCONA 19 E 20 OTTOBRE 2012 Role plaing esperienziale: ATTUAZIONE DI UN PROGETTO DI NURSING Consiste nel destrutturare

Dettagli

Documento in attesa di approvazione definitiva Nota per la Commissione Consultiva Permanente

Documento in attesa di approvazione definitiva Nota per la Commissione Consultiva Permanente Commissione Consultiva Permanente Comitato n. 4 Modelli di Organizzazione e di Gestione (MOG) Documento in attesa di approvazione definitiva Nota per la Commissione Consultiva Permanente Prima di procedere

Dettagli

1 La politica aziendale

1 La politica aziendale 1 La Direzione Aziendale dell Impresa Pizzarotti & C. S.p.A. al livello più elevato promuove la cultura della Qualità, poiché crede che la qualità delle realizzazioni dell Impresa sia raggiungibile solo

Dettagli

REGOLAMENTO. Attività Funzione Responsabile Firma. Amministratore Unico: Antonio MALLAMO. Modifiche. ASTRAL SpA Azienda Strade Lazio

REGOLAMENTO. Attività Funzione Responsabile Firma. Amministratore Unico: Antonio MALLAMO. Modifiche. ASTRAL SpA Azienda Strade Lazio Attività Funzione Responsabile Firma Redazione Verifica Approvazione Area Personale e Organizzazione Direttore Generale: Daniele LUCCI Amministratore Unico: Antonio MALLAMO Daniele Lucci Daniele Lucci

Dettagli

TRASFERIMENTI INTEROSPEDALIERI

TRASFERIMENTI INTEROSPEDALIERI TRASFERIMENTI INTEROSPEDALIERI L attuale organizzazione del Sistema 1-1-8 della Regione Toscana ha evidenziato, fra l altro, una rilevante criticità in merito alla problematica riguardante i Trasporti

Dettagli

Progetto Gestione Rischio Clinico ASL 3 Bassano del Grappa

Progetto Gestione Rischio Clinico ASL 3 Bassano del Grappa Progetto Gestione Rischio Clinico ASL 3 Bassano del Grappa L ULSS 3 ha sviluppato, a partire dal 2009, un modello organizzativo finalizzato a migliorare la sicurezza del paziente; il punto di partenza

Dettagli

Sistemi di misurazione e valutazione delle performance

Sistemi di misurazione e valutazione delle performance Sistemi di misurazione e valutazione delle performance 1 SVILUPPO DELL'INTERVENTO Cos è la misurazione e valutazione delle performance e a cosa serve? Efficienza Efficacia Outcome Requisiti minimi Indicatori

Dettagli

16 Rapporto Nazionale sulla Formazione Indagine su Comuni e Province. Nicoletta Bevilacqua Responsabile Ufficio Monitoraggio e ricerca FormezPA

16 Rapporto Nazionale sulla Formazione Indagine su Comuni e Province. Nicoletta Bevilacqua Responsabile Ufficio Monitoraggio e ricerca FormezPA 16 Rapporto Nazionale sulla Formazione Indagine su Comuni e Province Nicoletta Bevilacqua Responsabile Ufficio Monitoraggio e ricerca FormezPA Obiettivi della presentazione Illustrare i principali risultati

Dettagli

Comitato Etico ASL Napoli 2 Nord (istituito con delibera n. 161 del 22/02/2010) STATUTO COMITATO ETICO ASL NAPOLI 2 NORD

Comitato Etico ASL Napoli 2 Nord (istituito con delibera n. 161 del 22/02/2010) STATUTO COMITATO ETICO ASL NAPOLI 2 NORD STATUTO COMITATO ETICO ASL NAPOLI 2 NORD ART.1 Finalità del Comitato Etico ART.2 Funzioni ART.3 Composizione e durata ART.4 Regolamento ART.5 Presidente ART 6 Segretario ART.7 Segreteria ART.8 Disposizioni

Dettagli

Ministero della salute

Ministero della salute Ministero della salute Disegno di legge Disposizioni in materia di sicurezza delle strutture sanitarie e gestione del rischio clinico nonché di attività libero professionale intramuraria e di esclusività

Dettagli

1- Corso di IT Strategy

1- Corso di IT Strategy Descrizione dei Corsi del Master Universitario di 1 livello in IT Governance & Compliance INPDAP Certificated III Edizione A. A. 2011/12 1- Corso di IT Strategy Gli analisti di settore riportano spesso

Dettagli

Otto Principi sulla Gestione per la Qualità previsti dalla ISO 9000:2005

Otto Principi sulla Gestione per la Qualità previsti dalla ISO 9000:2005 Questionario di Autovalutazione di un Sistema di Gestione per la Qualità verso: Otto Principi sulla Gestione per la Qualità previsti dalla ISO 9000:2005 newsletter TECSE N. 02- Febbraio 2012 (Allegato

Dettagli

La Health Related Quality of Life (HRQoL): analisi dell evoluzione di un concetto

La Health Related Quality of Life (HRQoL): analisi dell evoluzione di un concetto La Health Related Quality of Life (HRQoL): analisi dell evoluzione di un concetto F. Ierardi*, L. Gnaulati*, F. Maggino^, S. Rodella*, E. Ruviglioni^ *Agenzia Regionale di Sanità della Toscana Osservatorio

Dettagli

SCHEDA DI VALUTAZIONE DEL TIROCINIO 2 ANNO

SCHEDA DI VALUTAZIONE DEL TIROCINIO 2 ANNO UNIVERSITA POLITECNICA DELLE MARCHE FACOLTA DI MEDICINA E CHIRURGIA Sede di Ascoli Piceno SCHEDA DI VALUTAZIONE DEL TIROCINIO 2 ANNO a.a. 2011 2012 COORDINATORE AFPTC Dott.Silvano Troiani 1 SCHEDA DI VALUTAZIONE

Dettagli

Sistema di gestione della Sicurezza

Sistema di gestione della Sicurezza Sistema di gestione della Sicurezza Dott. Ing. Giuseppe Giannelli Moasca, 18/06/2009 Aspetti generali Inquadramento nel D.Lgs. 81/08 L adozione di un sistema di gestione della sicurezza sul lavoro (SGSL),

Dettagli

ISTRUZIONI SULLA TRATTAZIONE DEI RECLAMI. Relazione

ISTRUZIONI SULLA TRATTAZIONE DEI RECLAMI. Relazione ISTRUZIONI SULLA TRATTAZIONE DEI RECLAMI Relazione Con le Istruzioni sulla trattazione dei reclami (di seguito, Istruzioni ) la COVIP intende procedere nella realizzazione di interventi volti ad accrescere

Dettagli

LA CARTELLA FISIOTERAPICA/LOGOPEDICA COME STRUMENTO PER LA GUIDA ALLA VALUTAZIONE

LA CARTELLA FISIOTERAPICA/LOGOPEDICA COME STRUMENTO PER LA GUIDA ALLA VALUTAZIONE Direzione Infermieristica e Tecnica LA CARTELLA FISIOTERAPICA/LOGOPEDICA COME STRUMENTO PER LA GUIDA ALLA VALUTAZIONE Amici A., Piraccini F., Carnaroli S., Ercoles S., Vernocchi C., Dall Ara S., Farneti

Dettagli

Autorità Nazionale Anticorruzione e per la valutazione e la trasparenza delle amministrazioni pubbliche

Autorità Nazionale Anticorruzione e per la valutazione e la trasparenza delle amministrazioni pubbliche Autorità Nazionale Anticorruzione e per la valutazione e la trasparenza delle amministrazioni pubbliche Metodologia dell attività di vigilanza e controllo dell Autorità in relazione agli obblighi di pubblicazione

Dettagli

Processi di continuità e contiguità nella presa in carico globale e multifattoriale della persona con autismo

Processi di continuità e contiguità nella presa in carico globale e multifattoriale della persona con autismo Processi di continuità e contiguità nella presa in carico globale e multifattoriale della persona con autismo Prof. Lucio Moderato Psicologo Psicoterapeuta - Direttore Servizi Diurni e Territoriali Fondazione

Dettagli

La multidisciplinarietà delle cure a casa: quali competenze. F. Saverio Proia Ministero della Salute

La multidisciplinarietà delle cure a casa: quali competenze. F. Saverio Proia Ministero della Salute III GIORNATA NAZIONALE DELLE CURE A CASA Qualità, tecnologie e sostenibilità nelle cure domiciliari Ospedale S. Giovanni Calibita Fatebenefratelli, Sala Assunta Isola Tiberina, Roma 12 settembre 2011 -

Dettagli

PROCEDURA STE STE 00. DATA REDAZIONE FIRMA Nome e Cognome. DATA VERIFICA FIRMA Nome e Cognome. DATA APPROVAZIONE FIRMA Nome e Cognome

PROCEDURA STE STE 00. DATA REDAZIONE FIRMA Nome e Cognome. DATA VERIFICA FIRMA Nome e Cognome. DATA APPROVAZIONE FIRMA Nome e Cognome Pagina 1 di 15 Documento Codice documento STE 00 DATA REDAZIONE FIRMA Nome e Cognome DATA VERIFICA FIRMA Nome e Cognome DATA APPROVAZIONE FIRMA Nome e Cognome Pagina 2 di 15 1. Generalità... 3 1.1 Scopo

Dettagli

THE SEE AND TREAT OF MANCHESTER TRIAGE SYSTEM 7-19 ottobre 2013

THE SEE AND TREAT OF MANCHESTER TRIAGE SYSTEM 7-19 ottobre 2013 I CONGRESSO SIMEU REGIONE BASILICATA THE SEE AND TREAT OF MANCHESTER TRIAGE SYSTEM 7-19 ottobre 2013 RELATRICE INF. ROSA MATARO CROWDING ED OVERCROWDING NEI PRONTO SOCCORSO... UN FENOMENO CHE AVANZA EFFETTI

Dettagli

Organizzazione, marketing interno e cultura del servizio

Organizzazione, marketing interno e cultura del servizio Organizzazione, marketing interno e cultura del servizio Principi organizzativi La piramide rovesciata Il marketing interno La cultura del servizio Roberta Bocconcelli a.a. 2011/2012 DESP Dipartimento

Dettagli