PROTEZIONE DA AGENTI BIOLOGICI
|
|
|
- Stefania Meloni
- 10 anni fa
- Просмотров:
Транскрипт
1 REGIONE LAZIO AZIENDA SANITARIA LOCALE VITERBO SERVIZIO PREVENZIONE E PROTEZIONE GRUPPO DI LAVORO PROTEZIONE DA AGENTI BIOLOGICI LINEE GUIDA PROTOCOLLO DI SORVEGLIANZA DEGLI OPERATORI SANITARI A SEGUITO DI INFORTUNI O INCIDENTI CON RISCHIO DI CONTAMINAZIONE REVISIONE DATA COORDINATORE Gruppo di Lavoro 0 17/6/ /8/98 2 RESPONSABILE S.P.P. COORDINATORE Medici Competenti
2 Ai lavori di definizione della proposta di Linee Guida Protocollo di sorveglianza degli operatori sanitari a seguito di infortuni o incidenti con rischio di contaminazione, formalizzata con apposito verbale di riunione in data 17/6/98, hanno partecipato i componenti del GRUPPO DI LAVORO PER LA PROTEZIONE DA AGENTI BIOLOGICI e quelli del GRUPPO DI LAVORO OPERATIVO PER INCIDENTI CON RISCHIO DI CONTAMINAZIONE. GRUPPO DI LAVORO PER LA PROTEZIONE DA AGENTI BIOLOGICI Dott. P. Grasso Dott. A.G. Tognarini Ass. Amm. I. Melaragni Dott. M. De Luca Dott. A. Borzone Dott.ssa A. Kuzminski Dott. F. Bizzarri Ing. A Selbmann Dott. G. D Angelo Dott.ssa A. Pelliccia Dott. A. Caterini Dott. A. Quercia Dott. D. Spera Prof. A. Vellucci Dott. F. Sileoni Sig. S. Salvatori Direttore Sanitario ASL VT Direttore Amm.vo ASL VT Segretario G. di Lavoro Responsabile ASEO Responsabile ASOP Rep. Malattie Inf. - Viterbo Coord. Medici Competenti Responsabile SPP Serv. Anatomia Patol. - VT Ass. Tecnico SPP Resp. Centro Rif. AIDS Responsabile SPISLL Responsabile SIPA Primario Rep. Mal. Inf. - VT Dir. San. P.O. Viterbo CSSA P.O. Viterbo GRUPPO DI LAVORO OPERATIVO PER INCIDENTI CON RISCHIO DI CONTAMINAZIONE. Dott.ssa A. Kuzminski Rep. Malattie Inf. - Viterbo Dott. A. Caterini Resp. Centro Rif. AIDS Dott. S. Aviani Centro Rif. AIDS Dott.ssa E. Proli Serv. Farmaceutico VT Dott.ssa A. Proietti Dir. San. P.O. Ronciglione Dott. F. Rubino Rep. CH. P.O. Viterbo Sig.ra P. Raimondi CAD Sez. 1 Sig. L. Marziali C.S. Med. P.O. Montefiascone Sig. M. Mancini C.S. CH. P.O. Civita Castellana Sig.ra S. Bibbiani Rep. Ostetricia P.O. Viterbo Dott. C. Barbetta Biologo SIPA Sez. 3 Dott.ssa A. Pelliccia Ass. Tecnico SPP Dott. G. Ruffino Medico Comp. Sez. 3
3 PROTOCOLLO DI SORVEGLIANZA DEGLI OPERATORI SANITARI A SEGUITO DI INFORTUNI O INCIDENTI CON RISCHIO DI CONTAMINAZIONE ASPETTI GENERALI OBIETTIVI 1) Realizzare interventi adeguati di profilassi, atti a ridurre il rischio di contagio per HIV e virus epatitici trasmissibili per via parenterale, in conseguenza di una esposizione professionale. 2) Effettuare indagini conoscitive sulle modalità degli incidenti stessi, nonché sulle procedure più a rischio, al fine di fornire indicazioni utili per la prevenzione delle esposizioni professionali. 3) Quantificare l incidenza delle sieroconversioni di infezioni trasmissibili (HIV,HBV, HCV) eventualmente verificatesi a seguito di esposizioni professionali CARATTERISTICHE DEL PROTOCOLLO Il protocollo di sorveglianza prevede l attuazione di una successione di controlli clinicolaboratoristici periodici (comprensivi di counselling, visita medica e prelievo ematico) fino a 6 mesi, per tutti gli operatori sanitari incorsi in un incidente occupazionale potenzialmente a rischio di infezione parenterale (esposizione professionale). Le indagini sono volte a monitorizzare lo stato sierologico dell operatore nei confronti delle principali infezioni trasmissibili a seguito di un incidente che comporti un contatto significativo con sangue o altro liquido o materiale biologico, quali quelle sostenute dai virus HIV, HBV, HCV. E quindi importante: definire al tempo 0 (entro 0-4 giorni dall incidente) lo stato immunitario dell operatore esposto nei confronti degli agenti infettivi sopracitati, con particolare riguardo alla sua condizione di suscettibilità o meno al contagio HBV; riconoscere precocemente un eventuale sieroconversione, che dovesse manifestarsi nel periodo di tempo successivo all incidente segnalato dall operatore stesso (nel corso dei controlli successivi previsti) I controlli attualmente previsti sono i seguenti: 1) tempo 0 2) 1,5 mesi 3) 3 mesi 4) 6 mesi
4 Il controllo ad un anno è da ritenersi discrezionale ed è da riservarsi eventualmente a quei casi per i quali risultino circostanze di maggior rischio per una eventuale condizione di sieropositività per HIV, accertata o fortemente sospetta, del paziente fonte. I dati relativi all incidente ed ai previsti controlli clinico-laboratoristici sono trascritti su di un apposito modulo, predisposto dal Centro di Riferimento AIDS del Presidio Ospedaliero di Viterbo, denominato MODULO PER LA SORVEGLIANZA DELLE ESPOSIZIONI PROFESSIONALI. I referti originali degli esami di laboratorio vengono consegnati direttamente agli interessati. Al termine del previsto periodo di sorveglianza di circa 6 mesi, sarà cura del Centro di Riferimento AIDS compilare e spedire, per ciascun operatore esposto, anche l apposita scheda denominata SISTEMA DI SORVEGLIANZA DEGLI OPERATORI SANITARI, predisposta dal Servizio di Epidemiologia delle Malattie Infettive L. Spallanzani di Roma (a cui è stata trasferita la gestione del sistema di sorveglianza regionale delle esposizioni professionali, precedentemente demandata all OER-LAZIO). Infine, sarà cura del suddetto Centro predisporre e far pervenire ai Medici Competenti (UOMC), presso le Direzioni Sanitarie dei vari PP.OO., l apposita SCHEDA PER LA TRASMISSIONE DEI DATI RELATIVI AI CONTROLLI EFFETTUATI SUGLI OPERATORI SANITARI INCORSI IN UN INCIDENTE PROFESSIONALE. Tale scheda raccoglie i seguenti dati: - dati anagrafici dell operatore esposto - descrizione delle modalità e delle caratteristiche dell incidente - esito dei controlli effettuati al tempo 0 ed al termine della sorveglianza - valutazione conclusiva al termine del Follow Up CRITERI DI ARRUOLAMENTO NEL PROTOCOLLO DI SORVEGLIANZA Un incidente occupazionale deve essere considerato a tutti gli effetti esposizione professionale (con la conseguente necessità, pertanto, di inserire l operatore nel previsto protocollo di sorveglianza), laddove sussistano condizioni definite di rischio di contagio, relative alle modalità dell incidente ed alla natura dei materiali biologici interessati, indipendentemente pertanto dalle informazioni disponibili o meno (stato sierologico e dati anamnestici) riguardo al paziente-fonte. A) Sono ritenute MODALITA DI INCIDENTE A RISCHIO: - puntura o ferita con ago o altro tagliente - contaminazione di mucose o di cute lesa - contaminazione della cute, anche integra, se a carattere massivo e/o per tempi prolungati - contaminazione della cute, anche integra, con materiale ad alta concentrazione virale (ad es. sospensioni concentrate di virus
5 B) Sono ritenuti MATERIALI BIOLOGICI A RISCHIO: - sangue - liquido pleurico, cerebrospinale, amniotico, sinoviale pericardico e peritoneale - liquido spermatico e secrezioni vaginali - tessuti - materiale di laboratorio contenente virus - ogni altro liquido biologico se visibilmente contaminato da sangue Il protocollo di sorveglianza sanitaria va esteso anche ai dipendenti dell ASL VT aventi qualifiche diverse da quella sanitaria, nonché ai dipendenti di ditte esterne che operano nelle strutture dell Azienda stessa.
6 ASPETTI OPERATIVI PROCEDURE DA ATTUARE AL MOMENTO DELL INCIDENTE Si procede innanzitutto alla pulizia ed alla disinfezione (in caso di lesione). L operatore esposto si reca rapidamente presso il Pronto Soccorso, dove vengono svolti gli interventi di seguito riportati. 1) Compilazione dei referti (relativi al solo personale dipendente) Il referto compilato dal Pronto Soccorso viene fatto pervenire, secondo le procedure aziendali, al personale competente per la tenuta dei registri infortuni, che gestisce i rapporti con l INAIL. 2) Valutazione preliminare delle caratteristiche dell incidente, al fine di definire l opportunità o meno della profilassi post-esposizione antiretrovirale (PEP) e/o antiepatite (IG specifiche e/o Vaccino). Tale valutazione può essere demandata direttamente al Centro di Riferimento AIDS (presso il P.O. di Viterbo), nel caso in cui tale struttura risulti rapidamente accessibile da parte dell interessato. In caso contrario, ci si avvale della consulenza telefonica diretta con un medico di tale Servizio o con il medico reperibile della Divisione di Malattie Infettive del P.O. di Viterbo. Soltanto il parere espresso dal medico infettivologo abilita all utilizzo dei farmaci antiretrovirali, i quali dovranno essere disponibili anche presso i Pronto Soccorsi dei principali PP.OO. dell Azienda (soprattutto quelli periferici). In caso di parere positivo il medico del P.S. consegna all operatore esposto il quantitativo di farmaci necessario per l inizio del trattamento, che dovrà essere proseguito a cura del Centro di Riferimento AIDS di Viterbo. Per una corretta impostazione della profilassi, è talora importante che il Medico del Pronto Soccorso possa accedere rapidamente a dati anamnestici e/o sierologici relativi al paziente fonte.tali dati saranno disponibili nella cartella clinica del paziente (inserimento in cartella di un foglio integrativo per note anamnestiche relative ai fattori di rischio specifici per infezioni da Virus a trasmissione parenterale) previa richiesta al medico reperibile del reparto di competenza. A tale riguardo è importante sottolineare quanto segue: seppure un incidente occupazionale viene considerato esposizione professionale indipendentemente dalle informazioni anamnestiche e dallo stato sierologico del paziente fonte, la PEP non viene presa in considerazione se non nei casi di sieropositività per HIV accertata o fortemente sospetta del paziente fonte. Nel caso si sia valutata l opportunità del ricorso alla PEP, si somministrano rapidamente le prime compresse dei farmaci antiretrovirali (sufficienti almeno per il primo giorno di terapia), previo consenso informato (inizialmente soltanto orale) da parte dell interessato. Lo stesso sarà invitato a recarsi successivamente presso il Centro di Riferimento AIDS, per l inserimento nel programma di sorveglianza e per la continuazione della profilassi (28 giorni).
7 La profilassi antiretrovirale, per avere maggiore efficacia, deve essere iniziata nel più breve tempo possibile dal momento dell esposizione a rischio (preferibilmente entro 1 4 ore). Per questo motivo si ritiene necessario che una valutazione preliminare del caso sia offerta all interessato già presso il P.S. (specie se periferico). Occorre, quindi, che presso tale struttura sia disponibile perlomeno il quantitativo minimo di farmaci antiretrovirali che consenta la rapida assunzione delle prime compresse entro poche ore dall infortunio o incidente. La profilassi per il Virus HBV (con Immunoglobuline e/o con Vaccino), laddove opportuna, può essere effettuata al Pronto Soccorso o demandata al Centro di Riferimento AIDS, o al medico reperibile della Divisione di Malattie Infettive, entro e non oltre ore dal momento dell infortunio o incidente. E compito dell operatore esposto interessato di dare notizia, riguardo al proprio incidente, al Responsabile dell U.O. di appartenenza non appena possibile (anche telefonicamente). PROCEDURE DA ATTUARSI AL TEMPO 0 (da 0 a 4 giorni dal momento dell incidente). L operatore post-esposto viene inviato presso il Centro di Riferimento AIDS per l inizio della sorveglianza sanitaria. Il primo accesso a tale Centro deve avvenire nel minor tempo possibile (0-4 giorni dall infortunio o incidente). quindi si procede agli adempimenti di seguito riportati. 1) Apertura del MODULO PER LA SORVEGLIANZA DELLE ESPOSIZIONI PROFESSIONALI In tale modulo vengono riportati (e successivamente aggiornati) i dati anagrafici dell operatore interessato, le modalità dell incidente, i dati anamnestici e/o di laboratorio relativi al paziente fonte, l esito dei controlli clinico-laboratoristici effettuati per l espletamento del Follow Up. Tale modulo è il documento per uso interno del Centro di Riferimento AIDS, finalizzato al monitoraggio delle condizioni cliniche e dello stato sierologico dell operatore in sorveglianza. 2) prima visita, con prelievo ematico al tempo 0 (entro 0 4 giorni dall infortunio o incidente) e counselling. 3) Elaborazione del piano di sorveglianza clinico-laboratoristica (con indicazione dei controlli successivi) SOLO IN CASO DI RICORSO ALLA PROFILASSI ANTIRETROVIRALE: 4) apertura della SCHEDA DI SEGNALAZIONE DI CASO PEP. Tale documento è finalizzato al monitoraggio degli effetti collaterali ai farmaci antiretrovirali negli operatori post-esposti ed alla trasmissione dei dati per il Registro Italiano delle Profilassi Post- Esposizione ad HIV con Antiretrovirali. 5) Firma da parte dell operatore post-esposto dell apposito MODULO PER IL CONSENSO INFORMATO, all assunzione della terapia antiretrovirale. Il modulo deve essere firmato anche in caso di rifiuto di profilassi offerta.
8 PROCEDURE DA ATTUARSI IN OCCASIONE DEI CONTROLLI SUCCESSIVI ED AL TERMINE DEL FOLLOW UP Successivamente l operatore accede presso il Centro di Riferimento AIDS, secondo un programma definito con il medico referente di tale Servizio al momento dell apertura del protocollo di sorveglianza sanitaria (vedi paragrafo precedente). In tali occasioni si procede agli adempimenti di seguito riportati. 1) Controlli clinico-laboratoristici successivi. 2) Compilazione ed invio della scheda SISTEMA DI SORVEGLIANZA DEGLI OPERATORI SANITARI Tale scheda è finalizzata alla trasmissione all OER/Spallanzani di Roma dei dati relativi all infortunio o incidente. Su di essa sono riportati gli esiti dei controlli effettuati dall operatore al tempo 0 ed al momento della conclusione del Follow Up (circa 6 mesi). 3) Compilazione ed invio, al termine del Follow Up. della SCHEDA PER LA TRASMISSIONE DEI DATI RELATIVI AI CONTROLLI EFFETTUATI SUGLI OPERATORI SANITARI ai Medici Competenti (UOMC), presso le Direzioni Sanitarie dei vari PP.OO.. Le caratteristiche essenziali di tale scheda sono state già precedentemente descritte, poiché essa riporta l esito dei controlli effettuati nei riguardi dell operatore post-esposto al tempo 0 ed alla conclusione del Follow Up, è da ritenersi conclusiva della sorveglianza effettuata. N.B. Il presente Protocollo di sorveglianza degli operatori sanitari a seguito di infortuni o incidenti con rischio di contaminazione può essere applicato, qualora ne ricorrano gli estremi, anche nei confronti di ogni utente che ricorra al Pronto Soccorso a seguito di esposizioni assimilabili a quelle sopracitate, relative agli operatori sanitari (vedi Criteri di arruolamento nel protocollo di sorveglianza, punti A e B). Ovviamente, però, in tal caso non dovranno essere interessati né il Servizio Prevenzione e Protezione, né i Medici Competenti, né i Medici di Reparto.
9 All. 1 LUOGO DELL INCIDENTE RESPONSABILE U.O. Immediato SERVIZIO PREVENZIONE E PROTEZIONE PRONTO SOCCORSO Compilazione referto Valutazione preliminare per ricorso alla PEP Informazioni relative MEDICO DEL REPARTO al paziente fonte Inserire un modulo cartaceo in cartella per note anamnestiche relative a fattori di rischio specifici per infezioni Entro Consulenza telefonica 0-4 per valutare l opportunità giorni della PEP CENTRO DI RIFERIMENTO Dati conclusivi, relativi alla sorveglianza attuata sull operatore MEDICI COMPETENTI Percorso dell operatore Comunicazione per lettera / fax Comunicazione telefonica o informazione diretta
10 All. 2 INDAGINE EPIDEMIOLOGICA SUL PAZIENTE FONTE A SEGUITO DI INCIDENTE OCCUPAZIONALE Questa scheda rappresenta una breve guida per il medico di servizio al fine di effettuare, in caso di incidente a rischio, un indagine epidemiologica confidenziale nei confronti del paziente fonte. Tale indagine è finalizzata alla rapida acquisizione di elementi di conoscenza utili ad orientare un eventuale scelta relativa alla profilassi con farmaci antiretrovirali dell operatore esposto (da iniziarsi entro poche ore dall incidente). Eventuali dati significativi che dovessero emergere dall indagine devono essere resi accessibili al medico di pronto soccorso ed al medico infettivologo, laddove ne sia stata richiesta la consulenza telefonica. 1) Il paziente si è mai sottoposto, in passato, a test Anti-HIV o ad accertamenti per la diagnosi delle epatiti infettive? 2) In caso affermativo, qual è stato l esito riferito di tali accertamenti? 3) Il paziente accetterebbe di sottoporsi a prelievo ematico per la ricerca degli anticorpi Anti-HIV? 4) Il paziente riferisce l uso di sostanze stupefacenti per endovena? 5) Il paziente riferisce rapporti sessuali con partner con infezione accertata da HIV o con partner ad alto rischio (tossicodipendenza, prostituzione, provenienza da paese con alta prevalenza dell infezione, promiscuità sessuale...) il cui stato sierologico non risulti noto? 6) Risulta politrasfuso prima del 1986? 7) Vi sono altri elementi clinici o anamnestici tali da motivare un sospetto clinico di infezione da HIV o da virus epatitici a trasmissione parenterale?
11 All. 3 ESPOSIZIONI PROFESSIONALI Un incidente occupazionale è da ritenersi esposizione professionale qualora sussistano entrambe le seguenti circostanze: 1) modalità di incidente a rischio - puntura o ferita con ago tagliente - contaminazione di mucosa o cute lesa - contaminazione di cute integra in forma massiva Solo in questo caso e/o per tempi prolungati e/o con sospensioni virali concentrate inserire l operatore nel PROTOCOLLO DI SORVEGLIANZA 2) materiali biologici a rischio (con invio presso il Centro di Riferimento - sangue e/o tessuti AIDS) - liquidi pleurico, cerebrospinale, amniotico, sinoviale, pericardico, peritoneale - secrezioni spermatica e vaginale - materiale di laboratorio contenente virus - ogni altro liquido biologico, se visibilmente contaminato da sangue N.B. L inserimento nel protocollo di sorveglianza e l invio al Centro di Riferimento AIDS prescinde dalle informazioni relative allo stato sierologico del paziente fonte. PROFILASSI ANTIRETROVIRALE Si valuta il ricorso alla profilassi antiretrovirale (PEP) unicamente per quegli operatori che siano incorsi in un incidente che abbia le caratteristiche sopra ricordate e laddove il materiale biologico provenga da pazienti con infezione da HIV accertata o fortemente sospetta. La profilassi deve essere offerta nel caso di infezione accertata da HIV del paziente fonte La profilassi può essere offerta anche nel caso di infezione fortemente sospetta da HIV del paziente fonte Consulenza telefonica infettivologica per inizio della PEP (valutare caso per caso) N.B. L offerta della PEP all operatore post-esposto presuppone una condizione accertata o fortemente sospetta di infezione da HIV del paziente fonte, o di contaminazione del liquido biologico in causa nell incidente. L accesso alla PEP (mai automatico) è subordinato ad una consulenza telefonica infettivologica, poiché è necessario effettuare una valutazione caso per caso finalizzata ad una adeguata stima dei potenziali rischi e benefici.
12 ALL. 4 PROCEDURE RACCOMANDATE DI PULIZIA E DISINFEZIONE A SEGUITO DI INCIDENTE OCCUPAZIONALE a) CONTAMINAZIONE DI UNA MUCOSA Lavare immediatamente con acqua corrente la mucosa interessata in caso di contaminazione attraverso schizzi di secrezioni o materiali potenzialmente patogeni. b) LESIONE CON AGO O ALTRO TAGLIENTE Lasciar sanguinare per breve periodo, quando possibile, la parte interessata; quindi lavare con acqua e sapone ed applicare un antisettico efficace. c) CONTAMINAZIONE DELLA CUTE SANA Prima di lavare detergere la zona di contatto con ipoclorito di sodio all 1% (concentrazioni superiori all 1% devono essere riservate alla disinfezione di oggetti o superfici di lavoro). N.B. ANTISETTICI INDICATI PER LA DISINFEZIONE DELLA CUTE LESA E DELLE MUCOSE: Acqua ossigenata 3% Clorossidante elettrolitico 5% Cloramina t PVP-I soluzione colloidale
PROTOCOLLO COMPORTAMENTALE a SEGUITO di ESPOSIZIONE OCCUPAZIONALE a RISCHIO BIOLOGICO
ASS 4 MEDIO FRIULI PROTOCOLLO COMPORTAMENTALE a SEGUITO di ESPOSIZIONE OCCUPAZIONALE a RISCHIO BIOLOGICO Dr.ssa Mauro Katia Dipartimento di Prevenzione DEFINIZIONI Incidente a Rischio Biologico: si definisce
LA PREVENZIONE DEL RISCHIO BIOLOGICO Campo di applicazione Tutte le attività lavorative in cui vi è rischio di esposizione ad agenti biologici Definizioni Agente Biologico (a.b.) Qualsiasi microorganismo
REGIONE LAZIO AZIENDA SANITARIA LOCALE VITERBO
REGIONE LAZIO AZIENDA SANITARIA LOCALE VITERBO SERVIZIO PREVENZIONE E PROTEZIONE DOCUMENTO GENERALE DI SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO Estratto ad uso del personale neoassunto presso la ASL di Viterbo DATA
LA PREVENZIONE DEL RISCHIO BIOLOGICO
LA PREVENZIONE DEL RISCHIO BIOLOGICO Campo di applicazione Tutte le attività lavorative in cui vi è rischio di esposizione ad agenti biologici Definizioni Agente Biologico (a.b.) Qualsiasi microorganismo
R I S C H I O B I O L O G I C O
************************ U.O. MEDICO COMPETENTE SORVEGLIANZA SANITARIA dei LAVORATORI DELL ASP CZ R I S C H I O B I O L O G I C O PROCEDURE DA ADOTTARE IN CASO DI INFORTUNIO A RISCHIO BIOLOGICO Aprile
PROCEDURA PER LA SORVEGLIANZA DELLE INFEZIONI OSPEDALIERE OCCUPAZIONALI
ISTRUZIONE OPERATIVA N 1/2005 PROCEDURA PER LA SORVEGLIANZA DELLE INFEZIONI OSPEDALIERE OCCUPAZIONALI RATIFICATO DALLA COMMISSIONE AZIENDALE PER LA SORVEGLIANZA E IL CONTROLLO DELLE INFEZIONI OSPEDALIERE
PROTOCOLLO DI COMPORTAMENTO IN CASO DI INFORTUNIO CON ESPOSIZIONE A SANGUE O ALTRI MATERIALI BIOLOGICI
PROTOCOLLO DI COMPORTAMENTO IN CASO DI INFORTUNIO CON ESPOSIZIONE A SANGUE O ALTRI MATERIALI BIOLOGICI Direttori UU.OO.CC. Direttore UOC Risorse Umane Medico Competente Responsabile UOS Pronto Soccorso
HIV: PROFILASSI LAVORATORI ESPOSTI Gruppo di lavoro: GOCIO
Rev 1 del 05/04/2014 Pag. 1 di 5 Cod. H95 Rif. Proc. CIO PROTOCOLLO OPERATIVO HIV: PROFILASSI LAVORATORI ESPOSTI Gruppo di lavoro: GOCIO Approvazione Data Funzione visto 27/02/2012 Il Direttore Sanitario
Azienda Unità Locale Socio Sanitaria
Regione del Veneto Azienda Unità Locale Socio Sanitaria OVEST VICENTINO DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE Servizio Prevenzione Igiene e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro S.P.I.S.A.L. Indicazioni Operative per
Indice. 1. Generalità relative agli infortuni biologici a rischio HIV e virus epatitici
Azienda Ulss n 8 Asolo Gestione infortuni biologici a rischio HIV e virus epatitici IO 02 Rev. 01 del 18/01/2010 Pag. 1/2 Indice 1. Generalità relative agli infortuni biologici a rischio HIV e virus epatitici...1
Proposta di riorganizzazione della rete sanitaria per il controllo e la. Obiettivi e Strumenti
Proposta di riorganizzazione della rete sanitaria per il controllo e la cura delle infezioni da HIV nel Lazio Obiettivi e Strumenti Enrico Girardi per il gruppo tecnico HIV LaziozioSanità -ASP UOC Epidemiologia
Disciplinare sulla gestione dei reclami, suggerimenti e segnalazioni dei cittadini nei confronti dell Amministrazione Comunale di Ancona
Disciplinare sulla gestione dei reclami, suggerimenti e segnalazioni dei cittadini nei confronti dell Amministrazione Comunale di Ancona Approvato con Delibera di Giunta n 372 del 9 ottobre 2012 Art. 1
Domanda di riduzione del tasso medio di tariffa ai sensi dell art. 20 MAT e domanda di riduzione del premio ai sensi della Legge 147/2013.
Nota 9 maggio 2014, n. 3266 Domanda di riduzione del tasso medio di tariffa ai sensi dell art. 20 MAT e domanda di riduzione del premio ai sensi della Legge 147/2013. Modulo di domanda Come noto (NOTA
Direttore Dr.ssa Tiziana Riscaldati. SIMT-POS 033 Look Back. Data: 20-01-2014
1 Prima Stesura Redattori: Cosenza Data: 20-01-2014 1 2 1 SCOPO Lo scopo della presente procedura è specificare i criteri da adottare per l effettuazione di indagini e valutazioni retrospettive relative
Università Politecnica delle Marche Facoltà di Medicina e Chirurgia Polo Didattico di Ascoli Piceno
Università Politecnica delle Marche Facoltà di Medicina e Chirurgia Polo Didattico di Ascoli Piceno Procedura di gestione degli Infortuni sul lavoro Studenti Corso di Laurea in Infermieristica Elenco emissioni/approvazioni/revisioni
Pagina 1 di 18. Procedura. Revisioni
Pagina 1 di 18 Revisioni Revisione Data Oggetto della revisione Prima emissione 07/07/2014 Questa Procedura aggiorna, amplia ed integra i precedenti documenti (Protocolli - Istruzioni Operative) del 2009,
La gestionedella cartella sanitaria e di rischio ai sensi del dlgs 81/08. HSR Resnati spa
La gestionedella cartella sanitaria e di rischio ai sensi del dlgs 81/08 HSR Resnati spa dott. Rino Donghi 29 novembre 2008 Premessa Il dlgs 81/08 del 29 aprile 08, in particolare agli artt. 25, 38 e 41,
LAVORARE IN SICUREZZA..
LAVORARE IN SICUREZZA.. Non è un concetto assoluto. è la modalità per gestire il rischio: > conoscendolo > prevenendolo > intervenendo prontamente, quando capita l incidente E NECESSARIO AVERE UN METODO,
Esposizione accidentale a materiali biologici potenzialmente contaminati con agenti patogeni trasmissibili per via ematica
S.S. Medico pagina 1 di 12 1. Titolo e descrizione sintetica... 1 2. Titolo... 1 3. Descrizione sintetica... 1 4. Responsabile della procedura... 1 5. Obiettivi... 2 6. Ambito di Applicazione... 2 7. Documenti
l ordine del Farmacisti della Provincia di
Università degli Studi G. D Annunzio - Chieti Facoltà di Farmacia Ordine dei Farmacisti della Provincia di CONVENZIONE PER L ESPLETAMENTO DEL TIROCINIO PROFESSIONALE IN FARMACIA L Università degli Studi
SCHEMI LETTERE DI NOTIFICA SCHEMA DI AUTOCERTIFICAZIONE SCHEMI LETTERE DI DESIGNAZIONE SCHEMA LETTERA DI INFORMAZIONE AI LAVORATORI
SCHEMI LETTERE DI NOTIFICA SCHEMA DI AUTOCERTIFICAZIONE SCHEMI LETTERE DI DESIGNAZIONE SCHEMA LETTERA DI INFORMAZIONE AI LAVORATORI SCHEMA DEL VERBALE DI RIUNIONE PERIODICA Modello A) BOZZA DI LETTERA
PROCEDURA PER LA GESTIONE DELLE ESPOSIZIONI OCCUPAZIONALI AD HIV E VIRUS EPATITI B, C
UOC DIREZIONE MEDICA OSPEDALIERA RIETI-AMATRICE DIRETTORE: Dr Pietro Manzi Tel. 0746/278221 FAX 0746/278440 email: [email protected] Dirigente medico responsabile del procedimento: Dssa Antonella Stefania
MANUALE ESSE3. Iscrizione alle prove d esame e visione esiti STUDENTI
MANUALE ESSE3 Iscrizione alle prove d esame e visione esiti STUDENTI 1 INDICE 1. TIPOLOGIE DI PROVE D ESAME IN ESSE3 E OPERAZIONI DEGLI STUDENTI... 3 1.1. Prove d esame in Esse3... 3 1.2. Operazioni richieste
ALLEGATO 3A CARTELLA SANITARIA E DI RISCHIO
ALLEGATO 3A CARTELLA SANITARIA E DI RISCHIO LAVORATORE.sesso M F LUOGO E DATA DI NASCITA... Codice fiscale Domicilio (Comune e Prov.). Via Tel.. Medico curante Dott... Via Tel. Datore di lavoro Attività
PRG 7.4 A GESTIONE DEL PROCESSO DI APPROVVIGIONAMENTO
Gestione del processo di approvvigionamento Pag. 1 di 7 PRG 7.4 A GESTIONE DEL PROCESSO DI APPROVVIGIONAMENTO n ediz. Data Descrizione Firma preparazione Firma approvazione DIR Firma verifica RGQ 00 01/09/02
GUIDA ALLA COMPILAZIONE DEL MOD. OT/20
GUIDA ALLA COMPILAZIONE DEL MOD. OT/20 Domanda di riduzione del tasso medio di tariffa ai sensi dell art. 20 delle Modalità di Applicazione delle Tariffe dei Premi (D.M. 12.12.2000) nei primi due anni
MANUALE DELLA QUALITA Revisione: Sezione 4 SISTEMA DI GESTIONE PER LA QUALITA
Pagina: 1 di 5 SISTEMA DI GESTIONE PER LA QUALITA 4.0 SCOPO DELLA SEZIONE Illustrare la struttura del Sistema di Gestione Qualità SGQ dell Istituto. Per gli aspetti di dettaglio, la Procedura di riferimento
Guida Compilazione Piani di Studio on-line
Guida Compilazione Piani di Studio on-line SIA (Sistemi Informativi d Ateneo) Visualizzazione e presentazione piani di studio ordinamento 509 e 270 Università della Calabria (Unità organizzativa complessa-
SORVEGLIANZA SANITARIA
SORVEGLIANZA SANITARIA SORVEGLIANZA SANITARIA Definizione e obiettivi Negli anni '80, nel corso di una riunione della Comunità Economica Europea, la sorveglianza sanitaria è stata definita come "la valutazione
A TUTTI I DIPENDENTI
Scuola Paritaria D.D. 29.12.2000 legge 62/2000 Circolare n. 79 del 05 aprile 2011 A TUTTI I DIPENDENTI Oggetto: Attestazioni di malattia: indicazioni sulle nuove modalità di trasmissione. Si allega il
CONVENZIONE SUI SERVIZI SANITARI SUL LAVORO 1
Convenzione 161 CONVENZIONE SUI SERVIZI SANITARI SUL LAVORO 1 La Conferenza generale dell Organizzazione Internazionale del Lavoro, Convocata a Ginevra dal Consiglio di Amministrazione dell Ufficio Internazionale
VIGILANZA SU FARMACI E FITOTERAPICI
VIGILANZA SU FARMACI E FITOTERAPICI VIGILANZA SUI FARMACI Gli operatori sanitari (medici, farmacisti, infermieri ecc.) devono: compilare l apposita scheda di segnalazione delle reazioni avverse (vedi allegato1);
1. DISTRIBUZIONE Direzione, RSPP, RLS, preposti 2. SCOPO
Acquedotto Langhe e Alpi Cuneesi SpA Sede legale in Cuneo, Corso Nizza 9 [email protected] www.acquambiente.it SGSL Procedura Monitoraggio salute e del 16/09/09 1. DISTRIBUZIONE, RSPP,
DECRETO LEGISLATIVO 81/2008 NOZIONI DI BASE
DECRETO LEGISLATIVO 81/2008 NOZIONI DI BASE D.Lgs.81 - Introduzione D.Lgs.81 - Introduzione TITOLO I: PRINCIPI COMUNI CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI Art. 1: Finalità; Art. 2: Definizioni; Art. 3: Campo di
GUIDA OPERATIVA PER L ACCESSO AI SERVIZI
PREMESSA GUIDA OPERATIVA PER L ACCESSO AI SERVIZI La seguente Guida Operativa contiene le principali indicazioni necessarie per attivare le prestazioni ed i servizi previsti in Polizza a favore degli Assicurati.
In riferimento alla nomina del Medico competente, di seguito sono disponibili
In riferimento alla nomina del Medico competente, di seguito sono disponibili a) Fac - simile di lettera d invito per eventuale nomina b) Fac simile di lettera di conferimento incarico per Medico Competente
B2-2. Gestione delle sostanze pericolose a scuola. CORSO DI FORMAZIONE RESPONSABILI E ADDETTI SPP EX D.Lgs. 195/03. MODULO B Unità didattica
SiRVeSS Sistema di Riferimento Veneto per la Sicurezza nelle Scuole Gestione delle sostanze pericolose a scuola MODULO B Unità didattica B2-2 CORSO DI FORMAZIONE RESPONSABILI E ADDETTI SPP EX D.Lgs. 195/03
Riferimenti normativi
CRITERI E MODALITÀ PER IL RIMBORSO DELLE SPESE DIRETTAMENTE SOSTENUTE DALLE ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO PER LA REALIZZAZIONE DI PROGETTI REGOLAMENTATI DA CONVENZIONE I Progetti possono essere integrativi
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE 2 aprile 2014, n. 565
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE 2 aprile 2014, n. 565 Decreto del Ministro della Sanità 15 dicembre 1990 Sistema informativo Malattie infettive, Piano regionale di sorveglianza Speciale Malattie Infettive
Documento in attesa di approvazione definitiva Nota per la Commissione Consultiva Permanente
Commissione Consultiva Permanente Comitato n. 4 Modelli di Organizzazione e di Gestione (MOG) Documento in attesa di approvazione definitiva Nota per la Commissione Consultiva Permanente Prima di procedere
PROCEDURA AZIENDALE REV. 0 Pag. 1 / 8. Rev. Data Causale Approvazione 0 Agosto 2011 Prima emissione Comitato per il Rischio
PROCEDURA AZIENDALE REV. 0 Pag. 1 / 8 Stato delle Modifiche Rev. Data Causale Approvazione 0 Agosto 2011 Prima emissione Comitato per il Rischio 1 SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE Lo scopo della presente
Procedura generale sanitaria Segnalazione degli eventi sentinella
Pagina di 1/5 ORIGINALE N CONSEGNATO A 1. Scopo...2 2. Campo di applicazione...2 3. Diagramma di flusso...2 4. Responsabilità...2 5. Descrizione delle attività...2 5.1. Definizione di Evento Sentinella...2
UNITA OPERATIVA DI PRONTO SOCCORSO PROCEDURA N. 27 FONTE: DOTT. CASAGRANDE TRASPORTO SANITARIO SECONDARIO TRASPORTI SANITARI
UNITA OPERATIVA DI PRONTO SOCCORSO PROCEDURA N. 27 FONTE: DOTT. CASAGRANDE TRASPORTO SANITARIO SECONDARIO TRASPORTI SANITARI TRASPORTO SANITARIO Trasporto primario: trasferimento di un paziente dal luogo
1 SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE...2 2 RIFERIMENTI... 2 3 SIGLE E DEFINIZIONI... 2 4 RESPONSABILITA...3 5 PROCEDURA...3
del 13 11 2012 Pagina 1 di 6 INDICE 1 SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE...2 2 RIFERIMENTI... 2 3 SIGLE E DEFINIZIONI... 2 4 RESPONSABILITA...3 5 PROCEDURA...3 5.1 Programmazione delle attività...3 5.2 Documentazione...
Procedura aziendale per la gestione degli infortuni a rischio biologico per i virus HBV, HCV e HIV.
Pagina 1 di 10 Procedura aziendale per la gestione degli infortuni a rischio Copia in distribuzione controllata Copia in distribuzione non controllata Codice Documento Rev. N Data emissione Motivo revisione
Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico Via Portuense, 292-00149 Roma
Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico Via Portuense, 292-00149 Roma PROCEDURA PER LA SORVEGLIANZA SANITARIA DEGLI OPERATORI
CARTA DEI SERVIZI. Premessa:
CARTA DEI SERVIZI Premessa: La Carta dei Servizi è uno strumento utile al cittadino per essere informato sulle caratteristiche del servizio offerto, sulla organizzazione degli uffici comunali, sugli standards
A.S.L. TO2 Azienda Sanitaria Locale Torino Nord
Pagina 2 di 19 INDICE 1. INTRODUZIONE pag. 3 2. SCOPO pag. 4 3. CAMPO DI APPLICAZIONE pag. 4 4. DEFINIZIONI pag. 4 5. RESPONSABILITA pag. 5 6. DESCRIZIONE DELLE ATTIVITA pag. 6 6.1 Cosa fare in caso di
SISTEMA REGIONALE di EMOVIGILANZA
Allegato A SISTEMA REGIONALE di EMOVIGILANZA Il contesto Per emovigilanza si intende il sistema delle procedure volte alla rilevazione e monitoraggio delle reazioni indesiderate gravi o inaspettate dei
PROTOCOLLO DI INTESA RELATIVO AI RAPPORTI DI COLLABORAZIONE TRA L AUTORITÀ PER L ENERGIA ELETTRICA E IL GAS E LA GUARDIA DI FINANZA
Allegato A Autorità per l energia elettrica e il gas Guardia di Finanza PROTOCOLLO DI INTESA RELATIVO AI RAPPORTI DI COLLABORAZIONE TRA L AUTORITÀ PER L ENERGIA ELETTRICA E IL GAS E LA GUARDIA DI FINANZA
LA REALTA PIEMONTESE
LA REALTA PIEMONTESE Annalisa Lantermo S.Pre.S.A.L. TO1 Convegno Nazionale DIAGNOSI DELLA INFEZIONE TUBERCOLARE LATENTE: LUCI E OMBRE Torino, 20-21 settembre 2012 CAMPO DI APPLICAZIONE D.Lgs. 81/08 (art.
A cura di Giorgio Mezzasalma
GUIDA METODOLOGICA PER IL MONITORAGGIO E VALUTAZIONE DEL PIANO DI COMUNICAZIONE E INFORMAZIONE FSE P.O.R. 2007-2013 E DEI RELATIVI PIANI OPERATIVI DI COMUNICAZIONE ANNUALI A cura di Giorgio Mezzasalma
AZIENDA USL ROMA H Borgo Garibaldi,12 00041 Albano Laziale (Roma) Tel. 06 93.27.1 Fax 06 93.27.38.66
AZIENDA USL ROMA H Borgo Garibaldi,12 00041 Albano Laziale (Roma) Tel. 06 93.27.1 Fax 06 93.27.38.66 UO RISK MANAGEMENT PROCEDURA PER LA CORRETTA IDENTIFICAZIONE DEL PAZIENTE NEI PRESIDI OSPEDALIERI DELLA
Gli strumenti e le fasi dello studio
Studio prospettico tra i donatori di sangue in Italia: comportamenti a rischio di infezione da HIV e qualità delle informazioni fornite dal donatore durante la fase di selezione Gli strumenti e le fasi
Regolamento per la certificazione di Sistemi di Gestione Ambientale
Regolamento per la certificazione di Sistemi di Gestione Ambientale In vigore dal 01/04/2012 Agroqualità Società per azioni Viale Cesare Pavese, 305-00144 Roma - Italia Tel. +39 0654228675 - Fax: +39 0654228692
Regolamento per la collaborazione tra il Comune di Crespellano e i singoli volontari per lo svolgimento di attivita solidaristiche promosse dal Comune
Allegato n.1 alla delibera di Consiglio Comunale n.78 del 27/07/2000 Regolamento per la collaborazione tra il Comune di Crespellano e i singoli volontari per lo svolgimento di attivita solidaristiche promosse
RISOLUZIONE N.126/E QUESITO
RISOLUZIONE N.126/E Roma, 16 dicembre 2011 Direzione Centrale Normativa OGGETTO: Consulenza giuridica - Adempimenti contabili degli enti non commerciali ed obbligo di rendicontazione di cui all'art. 20
MODALITÀ ORGANIZZATIVE E PIANIFICAZIONE DELLE VERIFICHE SUGLI IMPIANTI
Pagina:1 di 6 MODALITÀ ORGANIZZATIVE E PIANIFICAZIONE DELLE VERIFICHE SUGLI IMPIANTI INDICE 1. INTRODUZIONE...1 2. ATTIVITÀ PRELIMINARI ALL INIZIO DELLE VERIFICHE...2 3. PIANO OPERATIVO DELLE ATTIVITÀ...2
INFEZIONE DA HIV e AIDS
Dipartimento di Prevenzione Medica Notifica, sorveglianza e controllo delle malattie infettive INFEZIONE DA HIV e AIDS (elaborazione dati dal programma informatizzato Regione Lombardia Mainf e portale
Gestione del danno dentario
Pag. 2 di 7 MODIFICHE Rev. Approvazione Data Visto Pagine Modificate Tipo natura della modifica SCOPO Fornire indicazioni sulle modalità di gestione dei casi di lesioni dentarie o di protesi fisse/mobili
l Allegato II Sala Cesari Casa del Donatore Bologna, sabato 16 gennaio 2016
Decreto Ministero della Salute 2.11.2015 pubblicato su GURI SG n.300 del 28.12.2015 "Disposizioni relative ai requisiti di qualità e sicurezza del sangue e degli emocomponenti" Coordinatore del Comitato
REGOLAMENTO PER GLI STAGE
REGOLAMENTO PER GLI STAGE emanato con D.R. n. 5146 del 2000, successivamente modificato con D.R. n. 9 del 16 gennaio 2007 e D.R. n. 198 del 29 novembre 2011 1/5 ART. 1 Ambito di applicazione 1.1 Il presente
REGOLAMENTO DEL COMITATO PER IL CONTROLLO INTERNO
REGOLAMENTO DEL COMITATO PER IL CONTROLLO INTERNO Articolo 1 Premessa Il presente Regolamento disciplina la costituzione, il funzionamento ed i compiti del comitato per il Controllo Interno (il Comitato
CERTIFICATI DI MALATTIA ON-LINE: LE AFFISSIONI IN BACHECA
dott. rag. Marco Ansaldi e rag. Antonella Bolla CONSULENZA FISCALE E DEL LAVORO 08.06.2010 CERTIFICATI DI MALATTIA ON-LINE: LE AFFISSIONI IN BACHECA Una nuova rivoluzione digitale è in vista per imprese
STUDIO BD e ASSOCIATI Associazione Professionale Cod. Fisc. e Partita Iva 01727930354 web: www.bdassociati.it e-mail: info@bdassociati.
Circolare n. 5/2013 Pagina 1 di 6 A tutti i Clienti Loro sedi Circolare n. 5/2013 del 7 marzo 2013 SICUREZZA SUL LAVORO OBBLIGHI IN VIGORE E DI PROSSIMA SCADENZA PER I DATORI DI LAVORO Come noto, il D.Lgs
Corso RSPP Modulo C. Ing. Vincenzo Staltieri
TEST VERIFICA INTERMEDIO 1. Il Datore di Lavoro è: a. La persona che in azienda paga gli stipendi b. La persona che dispone di pieni poteri decisionali e di spesa c. Il capoufficio, il capofficinao colui
Linee guida per la gestione delle liste di attesa e la assegnazione dei trapianto di rene da donatore cadavere
Linee guida per la gestione delle liste di attesa e la assegnazione dei trapianto di rene da donatore cadavere Capitoli 1. responsabilità del reperimento di organi 2. criteri di offerta e scambio degli
La valutazione del rischio chimico
La valutazione del rischio chimico Introduzione Per sua stessa definizione, l agente chimico è una sostanza o un preparato di natura chimica. L agente chimico può presentarsi sotto forma di gas, vapore,
Giornata informativa per acconciatori, estetisti, tatuatori Sanremo 30 Novembre 2015. Introduzione. Dr. Marco Mela
Giornata informativa per acconciatori, estetisti, tatuatori Sanremo 30 Novembre 2015 Introduzione Dr. Marco Mela Obiettivo Sanità Pubblica Prevenzione primaria: Ridurre la frequenza di nuovi casi di malattia
REGOLAMENTO COMUNALE PER IL SERVIZIO DI TRASPORTO SOCIALE
REGOLAMENTO COMUNALE PER IL SERVIZIO DI TRASPORTO SOCIALE Art. 1 (Istituzione del servizio) Il Comune di Fossalto promuove il benessere dei propri cittadini, con il fine di inserire ed integrare socialmente
REGIONE DEL VENETO AZIENDA UNITA LOCALE SOCIO-SANITARIA N. 6 VICENZA DELIBERAZIONE. n. 749 del 26-10-2015 O G G E T T O
REGIONE DEL VENETO AZIENDA UNITA LOCALE SOCIO-SANITARIA N. 6 VICENZA DELIBERAZIONE n. 749 del 26-10-2015 O G G E T T O Istituzione Commissione per la valutazione della richiesta di farmaci non erogabili
AZIENDA SANITARIA LOCALE N. 8 Cagliari CONVENZIONE
AZIENDA SANITARIA LOCALE N. 8 Cagliari CONVENZIONE Convenzione tra l Azienda Sanitaria Locale n. 8 di Cagliari e il Comune di Monastir per la sicurezza dei lavoratori sul luogo di lavoro D. Lgs. n. 81/08.
Gestione servizio di segreteria (Processo di Supporto)
Istituto Comprensivo E. Curti di Gemonio Gestione servizio di segreteria (Processo di Supporto) Codice PQ 043 Modalità di distribuzione Copia non controllata Copia controllata numero 1 consegnata a: Dirigente
L ESSENZIALE IN BREVE
Dipartimento federale dell'interno DFI Ufficio federale della sanità pubblica UFSP Unità di direzione sanità pubblica Direttive e raccomandazioni: Prevenzione di trasmissione ai pazienti delle malattie
Comunicazione ai lavoratori in merito alla possibilità di eleggere il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) Informa i Lavoratori che:
OGGETTO: Comunicazione ai lavoratori in merito alla possibilità di eleggere il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) Con la presente la sottoscritta impresa con sede in Via...::::: Informa
MIUR Concorso Personale Docente 2016
Livello di classificazione: CONFIDENZIALE Destinatari del documento: CINECA Concorso Personale Docente 2016 Istruzioni per le prove scritte Data Versione Approvazione 24/02/2016 01 Rosa De Pasquale Francesca
Regolamento reclami presso il C.S.A.
Pagina di 1/6 ORIGINALE N CONSEGNATO A 1. Scopo... 2 2. Campo di applicazione... 2 4. Diagrammi di flusso... 2 4.1. Diagramma di flusso Reclamo semplice... 2 4.2. Diagramma di flusso Reclamo complesso...
Gli utenti nominali abilitati sono circa 15.000. In media gli utenti concorrenti sono circa 2.500. DOMANDA 3
Pag. 1 di 5 DOMANDA 1 Con riferimento a quanto in oggetto, si chiede a codesta Stazione Appaltante di chiarire se potranno essere ammessi alla successiva eventuale fase di Gara anche Operatori Economici
rendiconto circa la destinazione delle quote del 5 per mille
rendiconto circa la destinazione delle quote del 5 per mille Come è noto, l articolo 63-bis del decreto legge indicato in oggetto ha riconosciuto al contribuente, per l anno finanziario 2009 la facoltà
A.O.R.N Antonio Cardarelli di Napoli. Servizio Prevenzione e Protezione
SISTEMA DI CONTROLLO MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE Proc. 01/2012/2013 Revisione 2 Pag. 1 di 10 /2014 STATO DATA FIRMA APPROVATO 28.03.2014 ARCH. ROSARIO DI MUZIO Sommario Introduzione... 3 Contenuti
ALLEGATO A. Dipartimento I Politiche delle Risorse Umane e Decentramento ALBO DOCENTI ESTERNI
ALLEGATO A Dipartimento I Politiche delle Risorse Umane e Decentramento ALBO DOCENTI ESTERNI ALBO DOCENTI ESTERNI Art. 1. Istituzione e finalità Il Comune di Roma istituisce un Albo di tipo aperto per
PSR CAMPANIA 2007/2013 FONDO FEASR MANUALE OPERATIVO DELLE ATTIVITA DI CONTROLLO DELL AUDIT
PSR CAMPANIA 2007/2013 FONDO FEASR MANUALE OPERATIVO DELLE ATTIVITA DI CONTROLLO DELL AUDIT INDICE - Premessa Pag 1 1 Tipologia dei controlli 1 1a Controlli di gestione 1 1b Controlli di ammissibilità
La Prevenzione dei Tumori Occupazionali. il Registro di Esposizione ad Agenti Cancerogeni e Mutageni
La Prevenzione dei Tumori Occupazionali il Registro di Esposizione ad Agenti Cancerogeni e Mutageni La prevenzione dei tumori occupazionali Premessa L Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC)
Roma, ENTE APPALTANTE Sogesid S.p.A. via Calabria 35 00187 (Roma) tel. 06 420821 sito istituzionale www.sogesid.it.
Roma, Oggetto: Avviso informativo finalizzato a un indagine di mercato per selezionare soggetti interessati a partecipare alla procedura per l affidamento del servizio di formazione periodica del personale
VERBALE n. SCRUTINIO FINALE
VERBALE n. SCRUTINIO FINALE (CLASSI PRIME E SECONDE del triennio ) Il giorno del mese di dell anno alle ore, nei locali del, si riunisce il Consiglio della Classe, con la sola presenza dei docenti, per
Gestione ricorsi e reclami
Procedura CERTIFICAZIONI PC086rev04 - Pagina 1 (6) Gestione ricorsi e reclami Elenco delle principali modifiche rispetto alla precedente revisione Rev. Data Descrizione 04 05/06/2014 Rivista tutta la procedura
Il Direttore DISCIPLINARE DEL PROCESSO DI BUDGET 2015
Il Direttore DISCIPLINARE DEL PROCESSO DI BUDGET 2015 DEFINIZIONE DI BUDGET Il Budget è lo strumento per attuare la pianificazione operativa che l Istituto intende intraprendere nell anno di esercizio
PROCEDURA DI COORDINAMENTO TRA GESTORI DI RETE AI SENSI DEGLI ARTICOLI 34 E 35 DELL ALLEGATO A ALLA DELIBERA ARG/ELT 99/08 (TICA)
PROCEDURA DI COORDINAMENTO TRA GESTORI DI RETE AI SENSI DEGLI ARTICOLI 34 E 35 DELL ALLEGATO A ALLA DELIBERA ARG/ELT 99/08 (TICA) Il presente documento descrive le modalità di coordinamento tra gestori
PROGETTO SEGNALAZIONE E GESTIONE RECLAMI/DISSERVIZI
PROGETTO SEGNALAZIONE E GESTIONE RECLAMI/DISSERVIZI Sintesi del progetto : La nuova procedura di gestione dei reclami è seguita dall URP dall inizio alla fine, secondo il seguente iter: il cittadino segnala
AVVISO PUBBLICO PER LA STIPULA DI CONVENZIONI CON LE ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO
CITTA DI TERMINI IMERESE Provincia di Palermo 2 Settore - Servizio Ambiente - Ville e Giardini AVVISO PUBBLICO PER LA STIPULA DI CONVENZIONI CON LE ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO PREMESSA In esecuzione dell'atto
PROCEDURA DEL SISTEMA QUALITÀ Riesame da parte della direzione
PDQ Sez. 4.5.3.m Rev. 0 31.01.2013 Pag. 1 di 5 RECLAMI 1 SCOPO 2 APPLICABILITÀ 3 RESPONSABILITÀ 4 DOCUMENTI DI RIFERIMENTO 5 MODALITÀ OPERATIVE 0 Riedizione del sistema 31/01/13 Rev. Descrizione Redatto
BANDO. Progetti di formazione per il volontariato
BANDO Progetti di formazione per il volontariato Anno 2016 1. Chi può presentare I progetti possono essere presentati da tutte le associazioni di volontariato con sede legale nel territorio della regione
Organizzazioni di volontariato: quadro sintetico degli adempimenti in materia di salute e sicurezza dei lavoratori.
Sede operativa via Ricasoli, 9-50122 Firenze Sede Legale via de' Martelli 8-50129 Firenze Tel. 055 271731 - Fax 055 214720 http://www.cesvot.it Organizzazioni di volontariato: quadro sintetico degli adempimenti
SISTEMA DI GESTIONE INTEGRATO. Audit
Rev. 00 del 11.11.08 1. DISTRIBUZIONE A tutti i membri dell organizzazione ING. TOMMASO 2. SCOPO Gestione degli audit interni ambientali e di salute e sicurezza sul lavoro 3. APPLICABILITÀ La presente
