APPUNTI DI MATEMATICA GLI INSIEMI NUMERICI
|
|
|
- Domenico Sartori
- 10 anni fa
- Просмотров:
Транскрипт
1 APPUNTI DI MATEMATICA GLI INSIEMI NUMERICI I numeri naturali I numeri interi I numeri razionali Teoria degli insiemi (cenni) ALESSANDRO BOCCONI
2 Indice 1 L insieme N dei numeri naturali Introduzione Caratteristiche dell insieme N L addizione nei numeri naturali La moltiplicazione nei numeri naturali La sottrazione nei numeri naturali La divisione nei numeri naturali Confronti e considerazioni sulle quattro operazioni La priorità delle operazioni e le parentesi L uso delle lettere, e la proprietà distributiva della moltiplicazione rispetto alla somma Le potenze Divisori, multipli, e numeri primi Criteri di divisibilità Il Massimo comun Divisore e il minimo comune multiplo Il sistema di numerazione posizionale in base dieci Domande Esercizi Problemi L insieme Z dei numeri interi La nascita dei numeri interi Caratteristiche dell insieme Z Le operazioni coi numeri interi L addizione nei numeri interi La sottrazione nei numeri interi La moltiplicazione nei numeri interi La divisione nei numeri interi Le potenze nei numeri interi
3 2.9 La priorità delle operazioni, le parentesi e le espressioni Identificazione fra i numeri interi non negativi e i numeri naturali Domande Esercizi L insieme Q dei numeri razionali L insieme delle frazioni di numeri Naturali Significato descrittivo delle frazioni Frazioni equivalenti Frazioni ridotte ai minimi termini Addizioni e sottrazioni fra frazioni Frazione di numeri interi La moltiplicazione fra frazioni La divisione fra frazioni La potenza di frazioni Espressioni con le frazioni Semplificazioni fra potenze Potenze con esponente negativo La notatazione scientifica Le frazioni e i numeri razionali Le proporzioni Le percentuali Le frazioni e i numeri decimali I numeri reali Errore assoluto, errore relativo e errore percentuale Esercizi Problemi Gli insiemi (cenni) Notazioni Rappresentazione degli insiemi Cardinalità di un insieme, l insieme vuoto e l insieme Universo I sottoinsiemi Operazioni fra insiemi Rappresentazione delle operazioni fra insiemi tramite i diagrammi di Eulero-Venn Alcuni risultati importanti
4 4.8 Il prodotto cartesiano fra insiemi Domande Esercizi
5 Capitolo 1 L insieme N dei numeri naturali 1.1 Introduzione L esigenza di contare e quantificare è presente nella vita quotidiana sin dalle origini dell umanità: il concetto di numero ha sempre accompagnato l uomo durante la sua evoluzione. Le proprietà, le notazioni e i risultati che incontreremo sono frutto del lavoro di studiosi nel corso dei secoli. Quanto ci apprestiamo ad affrontare è una sintesi di una parte di questo lungo e paziente lavoro ed ha lo scopo di porre le basi di una scienza in continua evoluzione: la matematica. 1.2 Caratteristiche dell insieme N L insieme dei numeri naturali è costituito da: N = {0; 1; 2; 3; 4;...} Evidenziamo alcune caratteristiche dell insieme N: 1. L insieme N ammette naturalmente una relazione d ordine, cioé un criterio che ci permette di stabilire, presa una qualunque coppia di elementi di N, quale elemento viene prima. La relazione d ordine in questo caso è: essere minore di... Ad esempio, scelti gli elementi 3 e 27, l elemento 3 viene prima dell elemento 27 in quanto 3 è minore di 27; 2. L insieme N è costituito da infiniti elementi. 3. L insieme N è illimitato, cioé non esiste un elemento di N che non è minore di nessun altro elemento di N. Osservazione. In base alle caratteristiche di N possiamo affermare che esiste il primo elemento dell insieme (cioé lo zero che è minore di tutti gli altri) ma non esiste l ultimo. Osservazione. La migliore rappresentazione grafica dell insieme N è, in base alle sue caratteristiche, una semiretta orientata (cioè che ha un ordine in cui cresce indicato dalla freccia) come quella rappresentata in figura 1.1.
6 Alessandro Bocconi Figura 1.1: La semiretta dei numeri Naturali 1.3 L addizione nei numeri naturali Il concetto di addizione di due numeri naturali è così intuitivo che, darne qui una definizione, risulterebbe soltanto un inutile appesantimento. Quindi non spiegheremo ad esempio cosa vuol dire e perché il suo risultato sia 8, lasciando a queste domande l intuitiva risposta che il lettore può darsi. Ci soffermeremo però sulla terminologia: il risultato di un addizione si dice somma, e i due numeri che compongono l addizione si dicono addendi. Prendendo ad esempio l addizione 3 + 5; 3 e 5 sono addendi, e 8 è la somma. Anche se l addizione è un operazione fra due numeri, si utilizza spesso l espressione somma di più numeri. Con tale espressione si intende il risultato che si ottiene sommando i primi due addendi, al risultato si somma il terzo e così via. Proprietà dell addizione: 1. Proprietà commutativa: scambiando fra di loro i due addendi la somma non cambia (o la somma di 3+5 è uguale alla somma di 5+3) 2. Proprietà associativa: La somma di più numeri non cambia, cambiando l ordine in cui le addizioni vengono eseguite. o: Eseguiamo prima l addizione fra 3 e 7 che ha risultato 10: = = 15 Adesso eseguiamo prima la seconda addizione (fra 7 e 5) che ha come risultato 12: = = 15 Si osserva che il risultato finale non cambia e conferma la proprietà associativa dell addizione. Osservazione. La proprietà associativa può risultare estremamente utile per facilitare il calcolo di una somma. Si consideri ad esempio:
7 Alessandro Bocconi 6 Effettuare, come viene naturale, prima la somma fra 49 e 97 non è molto semplice soprattutto se dobbiamo eseguirla a mente. Molto più semplice è determinare = 100 e poi effettuare la somma con 49: = 149. Osservazione. Se in un addizione uno dei due addendi è zero la somma è l altro addendo. : = 5; = La moltiplicazione nei numeri naturali Chiariamo con un esempio l espressione sommare un numero più volte che ci servirà per la definizione di moltiplicazione: sommare 4 volte il numero 3 significa: } {{ } 4 volte La definizione di moltiplicazione deriva dall addizione: Definizione di moltiplicazione: moltiplicare fra loro due numeri vuol dire sommare il primo numero tante volte quanto è il secondo numero. : 5 3 = } {{ } 3 volte = = } {{ } = 42 6 volte I due numeri che compongono una moltiplicazione si chiamano fattori, mentre il risultato di una moltiplicazione si dice prodotto. Nel primo esempio 5 e 3 sono i fattori mentre 15 è il prodotto. Problema Mettendo delle palline una sopra l altra abbiamo formato delle colonne costituite da queste palline (supponiamo che le palline stiano in equilibrio una sull altra). Ciascuna colonna è formata da 3 palline, e le colonne sono 5 (figura 1.2). Quante palline ci sono in tutto? La risposta è molto semplice: 3 palline nella prima colonna, più 3 palline nella seconda e così via fino ad arrivare alla quinta. Quindi: numero di palline = } {{ } = 15 5 colonne Ma sommare 5 volte il numero 3 è, per definizione, il prodotto 3 5. Quindi il problema è risolto moltiplicando il numero delle palline in ciascuna colonna (primo fattore) col numero delle colonne (secondo fattore).
8 Alessandro Bocconi 7.. Figura 1.2: 3 palline per ciascuna delle 5 colonne Osservazione importante. La definizione di moltiplicazione perde chiarezza nei casi in cui il secondo fattore è 1, oppure 0. L esempio delle palline messe in colonna ci aiuta ad analizzare questi due casi: Secondo fattore uguale a 1. Il prodotto è equivalente al seguente problema: abbiamo un certo numero di palline (primo fattore) messe in un unica colonna (secondo fattore). Quante palline abbiamo in tutto? Ovviamente la risposta è che abbiamo tante palline quante ci sono nell unica colonna. Quindi il prodotto di due fattori di cui il secondo è 1 è uguale al primo fattore. o: 8 1 = 8 Secondo fattore uguale a 0. Considerando come prima le palline e le colonne, in questo caso, dato che il secondo fattore è 0, non abbiamo nessuna colonna. Se non ci sono colonne non ci sono neppure palline (cioè 0 palline), e quindi il prodotto è uguale a 0. o: 8 0 = 0 Come per la somma, definiamo il prodotto di più fattori, come il risultato che si ottiene moltiplicando i primi due fattori fra loro, al risultato si moltiplica il terzo e così via. Proprietà della moltiplicazione: 1. Proprietà commutativa: scambiando fra di loro i due fattori il prodotto non cambia. Verifichiamolo ancora con l aiuto delle palline: in figura 1.2 abbiamo messo 3 palline in ciascuna delle 5 colonne, e abbiamo visto che il numero totale di palline è data dal prodotto 3 5. Supponiamo adesso di ruotare il rettangolo dove sono contenute le palline, in modo da appoggiarlo sul lato più corto (figura 1.3). Adesso abbiamo 5 palline per ciascuna colonna, e le colonne sono 3. Quante sono le palline? La risposta è data dal prodotto 5 3. Ma ovviamente il numero delle palline è rimasto lo stesso nelle due figure, e quindi i due prodotti devono dare lo stesso risultato, quindi: 3 5 = 5 3 Considerando che tale procedimento è indipendente dalla scelta del numero delle palline e delle colonne, abbiamo verificato la proprietà commutativa della moltiplicazione.
9 .. Alessandro Bocconi 8 Figura 1.3: 5 palline per ciascuna delle 3 colonne 2. Proprietà associativa: il prodotto di più fattori non cambia, cambiando l ordine con cui le moltiplicazioni vengono eseguite. Verifichiamolo con un esempio: ad un istruttore viene commissionato un corso che gli verrà retribuito 20 euro all ora, e dovrà lavorare per 5 ore al giorno, per 3 giorni. Quanto guadagnerà l istruttore? Riscriviamo l accordo con l istruttore: 20 euro all ora per 5 ore al giorno per 3 giorni. Il problema si traduce quindi in In realtà a noi non interessa quanto guadagna, ma che allo stesso risultato possiamo arrivarci in (almeno) 2 modi diversi. (a) Calcoliamo quanto guadagna al giorno e poi si moltiplica per il numero dei giorni: visto che guadagna 20 euro all ora e lavora 5 ore in un giorno, al giorno guadagna 20 5 = 100 euro. I giorni di lavoro sono 3 quindi il guadagno totale è = 300. (b) Calcoliamo quante ore di lavoro effettua nei 3 giorni, e poi moltiplichiamo per il compenso orario: visto che lavora 5 ore al giorno per 3 giorni, il numero di ore lavorative è 5 3 = 15 ore. Dal momento che riceve 20 euro all ora, il guadagno totale è = 300. Nel primo caso abbiamo effettuato prima la prima moltiplicazione (20 5) e poi abbiamo moltiplicato il risultato per 3. Nel secondo caso abbiamo effettuato prima la seconda moltiplicazione (5 3) e poi abbiamo moltiplicato il risultato per 20. Dal momento che il risultato è lo stesso nei 2 casi (e non potrebbe essere altrimenti visto che il compenso finale deve essere lo stesso comunque lo si calcoli), abbiamo dimostrato che il risultato non cambia, cambiando l ordine in cui vengono effettuate le moltiplicazioni. Osservazione. Come già visto per l addizione, la proprietà associativa può risultare estremamente utile anche per calcolare un prodotto. Si consideri ad esempio:
10 Alessandro Bocconi 9 Effettuare, come viene naturale, prima il prodotto fra 79 e 5 non è molto semplice soprattutto se dobbiamo eseguirlo a mente. Molto più semplice è determinare 5 2 = 10 e poi effettuare il prodotto con 79: = 790. Tenuto conto dell osservazione importante e della proprietà commutativa della moltiplicazione possiamo affermare che: 1. Se uno dei due fattori di una moltiplicazione è 1, il prodotto è uguale all altro fattore. 2. Se uno dei due fattori di una moltiplicazione è 0, il prodotto è La sottrazione nei numeri naturali Anche la definizione di sottrazione deriva dall addizione: Definizione di sottrazione: eseguire una sottrazione fra due numeri vuol dire determinare quel numero che sommato al secondo dei due, ha come risultato il primo. o: eseguire la sottrazione 10-6 vuol dire determinare quel numero la cui somma con 6 è uguale a 10. È corretto quindi affermare che il motivo per cui 10 6 = 4 è dato dal fatto che = 10. Il primo numero di una sottrazione si chiama minuendo, il secondo sottraendo e il risultato differenza. Nell esempio precedente 10 è il minuendo, 6 il sottraendo e 4 la differenza. 7 2 = 5 infatti = 7; 6 6 = 0 infatti = 6; 9 0 = 9 infatti = 9; 5 8 non si può fare perché non esiste nessun numero naturale che sommato a 8 ha come risultato 5. Dall ultimo esempio si ricava la seguente importante: Osservazione. Si può eseguire una sottrazione nei numeri naturali solo se il minuendo non è minore del sottraendo. Per la sottrazione non valgono né la proprietà commutativa, né quella associativa. Verifichiamolo con degli esempi: 7 5 = 2, se valesse la proprietà commutativa dovrebbe risultare che, invertendo il minuendo col sottraendo, la differenza rimane la stessa, mentre invece 5 7 non ha nessun risultato.
11 Alessandro Bocconi 10 Per vedere che non vale la proprietà associativa consideriamo se eseguiamo prima la prima sottrazione (11 5 = 6) otteniamo: = 6 2 = 4 Se valesse la proprietà associativa il risultato finale non dovrebbe cambiare invertendo l ordine delle sottrazioni, mentre invece eseguendo prima la seconda sottrazione (5 2 = 3) si ottiene = 11 3 = 8 che è un risultato finale diverso dal precedente. 1.6 La divisione nei numeri naturali La definizione di divisione deriva dalla moltiplicazione (che, come ricorderemo, a sua volta derivava dall addizione): Definizione di divisione: Eseguire una divisione fra due numeri vuol dire determinare quel numero che moltiplicato al secondo dei due, ha come risultato il primo. o: eseguire la divisione 10 : 5 vuol dire determinare quel numero che moltiplicato per 5 ha come risultato 10. È corretto quindi affermare che il motivo per cui 10 : 5 = 2 è dato dal fatto che 2 5 = 10. Il primo numero di una divisione si chiama dividendo, il secondo divisore e il risultato quoziente. Nell esempio precedente 10 è il dividendo, 5 il divisore e 2 il quoziente. Osservazione: È importante notare che, come per la sottrazione, non sempre è possibile effettuare la divisione fra due numeri: ad esempio 8 : 3 non ha alcun risultato nei numeri naturali, in quanto non esiste un numero naturale che moltiplicato per 3 ha come risultato : 3 = 5, infatti 3 5 = : 9 = 1, infatti 9 1 = : 1 = 8, infatti 1 8 = : 5 = 0, infatti 5 0 = : 5 non ha risultato perché non esiste un numero che moltiplicato per 5 ha come risultato 16
12 Alessandro Bocconi 11 Osservazioni. Dalla definizione di divisione possiamo concludere che: La divisione di un numero (diverso da 0) per se stesso ha sempre quoziente 1 (secondo esempio). La divisione di un numero per 1 ha sempre come quoziente il numero stesso (terzo esempio). 0 diviso qualunque numero (diverso da 0) ha sempre come quoziente 0 (quarto esempio). La divisione per zero. Consideriamo adesso una divisione in cui il dividendo sia diverso da zero e il divisore uguale a zero, ad esempio 5 : 0. Il quoziente di questa divisione, se esistesse, dovrebbe essere un numero che moltiplicato per 0 ha come risultato 5, mentre sappiamo che qualunque numero naturale moltiplicato per 0 ha come risultato 0 (vedi paragrafo 1.4). Studiamo ora il caso in cui anche il dividendo è 0, cioé la divisione 0 : 0. In questo caso siamo di fronte a una forma indeterminata: infatti potremmo affermare che 0 : 0 = 1 infatti 0 1 = 0, ma potremmo anche dire che 0 : 0 = 2 infatti 0 2 = 0, oppure 0 : 0 = 18 infatti 0 18 = 0, oppure 0 : 0 = 0 infatti 0 0 = 0 e così via per tutti i numeri naturali. In altre parole la divisione 0 : 0 non ha un unico risultato ma ne ha infiniti. Per questo viene chiamata forma indeterminata: perché non è possibile determinare un unica soluzione dato che qualunque numero è soluzione di quella divisione. In ogni caso quindi non è mai possibile eseguire una divisione in cui il divisore sia 0. Per la divisione, come per la sottrazione, non valgono né la proprietà commutativa, né quella associativa. Verifichiamolo con degli esempi: 16 : 2 = 8, se valesse la proprietà commutativa dovrebbe risultare che, invertendo il dividendo col divisore, il quoziente rimane lo stesso, mentre invece 2 : 16 non ha nessun risultato. Per vedere che non vale la proprietà associativa consideriamo 24 : 6 : 2 se eseguiamo prima la prima divisione (24 : 6 = 4) otteniamo 24 : 6 : 2 = 4 : 2 = 2 Se valesse la proprietà associativa il risultato finale non dovrebbe cambiare invertendo l ordine delle divisioni, mentre invece eseguendo prima 6 : 2 = 3 si ottiene: cioé un risultato finale diverso dal precedente. 24 : 6 : 2 = 24 : 3 = 8
13 Alessandro Bocconi Confronti e considerazioni sulle quattro operazioni. È utile effettuare un confronto fra le varie caratteristiche e proprietà che hanno le quattro operazioni. Innanzitutto presa una qualunque coppia di numeri naturali é sempre possibile effettuare la loro addizione e la loro moltiplicazione. Lo stesso non si può dire per la sottrazione e le divisione in quanto esistono coppie di numeri per le quali non esiste né la differenza né il quoziente. Inoltre la moltiplicazione e l addizione godono sia della proprietà commutativa che quella associativa, a differenza della divisione e della sottrazione che non godono di nessuna delle due. Si osservi a tal proposito che per l addizione e la moltiplicazione i due numeri si chiamano allo stesso modo (addendi per l addizione e fattori per la moltiplicazione), mentre per la sottrazione e la divisione il primo numero ha un nome diverso dal secondo (minuendo e sottraendo per la sottrazione e dividendo e divisore per la divisione). Ciò è dovuto al fatto che, godendo della proprietà commutativa, i termini della moltiplicazione e dell addizione possono essere scambiati, mentre quelli della divisione e sottrazione no. Se ad un numero addizioniamo o sottraiamo 0 il numero rimane invariato. Per questo si dice che 0 è l elemento neutro per l addizione e la sottrazione. Se moltiplichiamo o dividiamo un numero per 1 il numero rimane invariato. Per questo si dice che 1 è l elemento neutro per la moltiplicazione e la divisione. 1.8 La priorità delle operazioni e le parentesi. Chiameremo espressione numerica, una serie di numeri legati fra di loro da delle operazioni. Affrontiamo ora il caso di dover risolvere un espressione, partendo da un esempio: È facile osservare che il risultato di tale espressione cambia a seconda dell ordine in cui effettuiamo le singole operazioni; se ad esempio scegliamo di partre da sinistra a destra si ottiene: = = 32 1 = 31 Se invece scegliamo l ordine inverso otteniamo: = = = 14 E avremmo ottenuto ancora un risultato diverso se avessimo scelto un ordine differente rispetto ai due precedenti (ad esempio prima la moltiplicazione poi la sottrazione e infine l addizione). Dal momento che in matematica le espressioni devono avere un unico risultato (altrimenti perderebbero senso), si è reso necessario fissare una priorità delle operazioni, cioé una classifica dell ordine in cui le operazioni devono venire effettuate. E questa è la classifica: Primo posto: moltiplicazione e divisione a pari merito.
14 Alessandro Bocconi 13 Secondo posto: addizione e sottrazione a pari merito. Con la regola che, se due operatori hanno la stessa priorità (cioé lo stesso posto in classifica) si effettua prima quello più a sinistra. Quindi per risolvere un espressione si risolvono prima tutte le moltiplicazioni e le divisioni presenti, una per ogni passaggio, partendo da sinistra a destra. Quando non ci sono più né moltiplicazioni né divisioni si passa alle addizioni e sottrazioni, sempre una per volta, e sempre da sinistra a destra. Risolvere la seguente espressione: = c é un unica moltiplicazione che ha priorità maggiore degli altri operatori e quindi si svolge per prima: = ci sono due operatori di uguale priorità, si effettua quindi per primo quello più a sinistra: 17 1 = 16 Quindi il risultato finale è 16. Risolvere la seguente espressione: 18 8 : 2 4 = Le moltiplicazioni e le divisioni hanno priorità maggiore, si effettua in questo caso prima la divisione perché è più a sinistra: = Adesso la moltiplicazione: = 2 Quindi il risultato finale è 2. Risolvere le seguenti espressioni: : 4 : = = = : 4 : 2 = : 2 = = 12 Per cambiare l ordine delle operazioni, l unico strumento che esiste è l uso delle parentesi. Infatti se un espressione contiene delle parentesi, prima si risolvono le parti di espressione dentro le parentesi fino a che non rimane solo un numero. A quel punto si tolgono le parentesi e si procede come prima. o Risolvere la seguente espressione: 6 + (7 2 3) 4 =
15 Alessandro Bocconi 14 prima si risolve la parte di espressione dentro le parentesi, ricordando che, all interno di una parentesi valgono le priorità descritte in precedenza, quindi: 6 + (7 6) 4 = 6 + (1) 4 dentro le parentesi è rimasto solo un numero e quindi possono essere tolte: Quindi il risultato finale è = = 10 Può essere necessario, all interno di una parentesi aprirne e chiuderne altre. In questo caso, per evitare confusione, si usano parentesi diverse da quelle tonde, e precisamente le parentesi quadre e, se necessario, le parentesi graffe. Per convenzione le parentesi tonde stanno dentro le quadre che a loro volta stanno dentro le graffe. In un espressione con parentesi graffe, quadre e tonde, prima si risolvono tutte le tonde, poi tutte le quadre, e in ultimo tutte le graffe. o Risolvere la seguente espressione: 12 + {20 : [(7 5) 8 6] + 4 3} : 7 = 12 + {20 : [(2) 8 6] + 4 3} : 7 = 12 + {20 : [2 8 6] + 4 3} : 7 = 12 + {20 : [16 6] + 4 3} : 7 = 12 + {20 : [10] + 4 3} : 7 = 12 + {20 : } : 7 = 12 + { } : 7 = 12 + {2 + 12} : 7 = 12 + {14} : 7 = : 7 = = L uso delle lettere, e la proprietà distributiva della moltiplicazione rispetto alla somma. In matematica si usano molto frequentemente le lettere al posto dei numeri. Il motivo risiede nel fatto che con le lettere possiamo effettuare delle affermazioni che hanno carattere generale, cosa non possibile usando invece i numeri. Chiariamo quanto detto con un esempio: presi i numeri 3 e 5 vale che: 3 5 = 5 3 Quanto appena scritto afferma che la moltiplicazione gode della proprietà commutativa? La risposta è no, perché si potrebbe obiettare che ciò che vale per i numeri 3 e 5, non necessariamente deve valere per tutti i numeri.
16 Alessandro Bocconi 15 Se invece scriviamo: siano a e b due numeri naturali qualunque. Vale che: a b = b a In questo modo abbiamo enunciato la proprietà commutativa della moltiplicazione, in quanto a e b sono due qualunque numeri naturali, e quindi l uguaglianza vale per tutti i numeri naturali. Tale esempio dimostra quanto può essere conveniente usare le lettere al posto dei numeri. Possiamo adesso enunciare una proprietà estremamente importante che lega la moltiplicazione con l addizione: La proprietà distributiva della moltiplicazione rispetto all addizione: il prodotto di una somma per un fattore è equivalente alla somma dei prodotti fra ciascun addendo e il fattore stesso. In formule: (a + b + c +...) k = a k + b k + c k... dove i puntini stanno a significare che la somma può essere composta da un qualsiasi numero di addendi. Chiariamo, e verifichiamo, questa proprietà tramite un esempio. o ( ) 4 (si noti che tale espressione deriva dalla formula letterale scritta sopra, scegliendo al posto di a il numero 5, al posto di b il numero 2, al posto di c il numero 8 e al posto di k il numero 4). Per la proprietà distributiva deve valere che il risultato della precedente espressione è uguale a quello della seguente espressione: (cioè, riprendendo sempre la formula letterale, a k + b k + c k). Verifichiamolo: e quindi la proprietà è verificata. ( ) 4 = 15 4 = = = Le potenze. Consideriamo la seguente espressione: } {{ } 5 volte Osserviamo che si tratta di un prodotto in cui i fattori sono tutti 2. È possibile, e preferibile, scrivere tale espressione in forma più compatta che prende il nome di potenza, cioé 2 5. Si dice che 2 5 è una potenza di base 2 ed esponente 5. Il concetto di potenza è fondamentale nella matematica, ed è così definito:
17 Alessandro Bocconi 16 Definizione di potenza nei numeri naturali: sia a un numero naturale e n un numero naturale maggiore di zero. Con l espressione a n (che si legge a elevato ad enne, o più semplicemente a alla enne) si intende una potenza di base a ed esponente n, che equivale a: a n = a a a a... } {{ } n volte : è una potenza di base 3 ed esponente 4, si legge tre alla quarta ed equivale a: 3 4 = } 3 3 {{ 3 3} = 81 4 volte è una potenza di base 7 ed esponente 2, si legge sette alla seconda ed equivale a: 7 2 = }{{} volte = è una potenza di base 1 ed esponente 4, si legge uno alla quarta ed equivale a: 1 4 = } 1 1 {{ 1 1} = 1 4 volte è una potenza di base 0 ed esponente 5, si legge zero alla quinta ed equivale a: 0 5 = } 0 0 {{ 0 0 0} = 0 5 volte è una potenza di base 8 ed esponente 1, si legge otto alla prima ed equivale a: 8 1 = }{{} 8 1 volta = 8 Osservazioni: Dalla definizione di potenza e dagli esempi possiamo facilmente osservare che: Qualsiasi numero naturale elevato alla prima equivale al numero stesso (vedi esempio 5). Quindi qualsiasi numero naturale può essere visto come una potenza avente come base il numero stesso e come esponente uno (ad esempio 7 è equivalente alla potenza 7 1 ). Zero elevato a qualunque numero maggiore di zero è uguale a zero (vedi quarto esempio). Uno elevato a qualunque numero maggiore di zero è uguale a uno (terzo esempio). Si noti inoltre che tramite le potenze possiamo esprimere con numeri relativamente piccoli, anche numeri molto elevati, ad esempio: 6 7 = A tal proposito si legga con attenzione il seguente racconto. La nascita degli scacchi e i chicchi di riso. Narra la leggenda che gli scacchi furono inventati in India da un bramino (un sacerdote) di nome Sissa. Egli era così orgoglioso della sua invenzione che la portò in dono al suo sovrano. Anche il sovrano rimase entusiasta del nuovo gioco e, per ricompensare il bramino, disse che avrebbe potuto chiedergli in dono qualunque cosa: denaro, stoffe preziose, terre, gemme ecc. Il bramino fece una richiesta piuttosto insolita: mio sovrano per determinare la mia ricompensa dovrà essere messo un chicco di riso nella prima casella della scacchiera, 2 nella seconda, 4 nella
18 Alessandro Bocconi 17 terza, 8 nella quarta e così via fino all ultima casella. Quello che ti chiedo è di darmi il contenuto dell ultima casella Il re rise a quell insolita richiesta pensando di essersela cavata con pochi chicchi di riso. Quando però i suoi consiglieri determinarono la quantità di riso che spettava al bramino non ebbe più alcuna voglia di sorridere: per esaudire la richiesta non sarebbero state sufficienti le scorte di riso di tutto il regno. Vediamo perché: innanzitutto sappiamo che le caselle di una scacchiera sono 64. La richiesta del bramino era di un chicco sulla prima casella, 2 sulla seconda, 4 sulla terza e così via. Mettiamo questi dati in tabella: casella numero di chicchi Si osserva che nell colonna a destra sono tutte potenze del 2 (a cominciare da 1 che è 2 0 come vedremo nel prossimo paragrafo) quindi possiamo riscrivere la tabella come: casella numero di chicchi quindi la 64-esima casella corrisponde a 2 63 chicchi di riso cioè chicchi. Per rendersi conto dell enormità di tale numero si pensi che un chicco di riso pesa circa un quarantacinquesimo di grammo, quindi il peso di tutti quei chicchi è superiore a 200 miliardi di tonnellate. Considerando che nel 2006 la produzione annuale di riso del pianeta è stata di 636 milioni di tonnellate ci sarebbero voluti più di 300 anni per produrre una tale quantità di riso!! Capiamo bene quindi che se dovessimo effettuare il prodotto calcolando prima 6 7 poi 6 10, e poi moltiplicando fra loro i numeri ottenuti, avremmo come minimo bisogno di una calcolatrice (e anche piuttosto potente). Per questo ci vengono in aiuto le fondamentali proprietà delle potenze. Le proprietà delle potenze. 1. Il prodotto fra due potenze aventi la stessa base è una potenza che ha per base la stessa base e per esponente la somma degli esponenti. Verifichiamo tale proprietà con un esempio:
19 Alessandro Bocconi = } 3 3 {{ 3 3 3} 5 volte 3 3 }{{} 2 volte = } {{ } = volte Quindi il risultato ha la stessa base dei fattori (cioé 3) e come esponente la somma degli esponenti (cioé = 7). 2. Il quoziente fra due potenze aventi la stessa base, in cui la prima (dividendo) deve avere l esponente maggiore della seconda (divisore), è una potenza che ha per base la stessa base e per esponente la differenza degli esponenti. Verifichiamo con un esempio: 5 7 : 5 4 Dal momento che il quoziente è quel numero che moltiplicato per il divisore ha come risultato il dividendo, dobbiamo trovare un numero che moltiplicato per 5 4 ha come risultato 5 7. Grazie alla prima proprietà possiamo affermare che = 5 7, e quindi 5 3 è il risultato cercato. Quindi il risultato ha la stessa base del dividendo e del divisore (cioé 5) e come esponente la differenza degli esponenti (cioé 7 4 = 3). 3. La potenza di una potenza è una potenza che ha per base la stessa base e per esponente il prodotto degli esponenti. Verifichiamo tale proprietà con un esempio: (3 5 ) 2 = } 3 5 {{ 3} 5 = per la prima proprietà = = volte dove la parentesi iniziale sta a indicare che prima si determina 3 5 e poi si eleva alla seconda. Quindi il risultato ha la stessa base iniziale (cioé 3) e come esponente il prodotto degli esponenti (cioé 5 2 = 10). 4. Il prodotto fra due potenze aventi lo stesso esponente è una potenza che ha per esponente lo stesso esponente e per base il prodotto delle basi. Verifichiamo tale proprietà con un esempio: = } 2 2 {{ 2 2} 3 } 3 {{ 3 3} = per la proprietà commutativa della moltiplicazione 4 volte 4 volte = (2 3) (2 3) (2 3) (2 3) } {{ } 4 volte = } 6 6 {{ 6 6} = volte Quindi il risultato ha la stesso esponente dei fattori (cioé 4) e come base il prodotto delle basi (cioé 2 3 = 6). 5. Il quoziente fra due potenze aventi lo stesso esponente è una potenza che ha per esponente lo stesso esponente e per base il quoziente delle basi. Verifichiamo con un esempio: 8 7 : 2 7 Dal momento che il quoziente è quel numero che moltiplicato per il divisore ha come risultato il dividendo, dobbiamo trovare un numero che moltiplicato per 2 7 ha come risultato 8 7. Grazie alla quarta proprietà possiamo affermare che = 8 7, e quindi 4 7 è il risultato cercato. Quindi il risultato ha lo stesso esponente del dividendo e del divisore (cioé 7) e come base il quoziente delle basi (cioé 8 : 2 = 4). Potenza con esponente zero. Dalla definizione che abbiamo dato di potenza risulta che non ha senso una potenza con esponente zero: infatti, nella stessa definizione, abbiamo specificato che l esponente fosse un numero naturale maggiore di zero. Risulta però estremamente utile dare un significato, e quindi un valore, ad una potenza, di base maggiore di zero, il cui esponente è zero.
20 Alessandro Bocconi 19 Si è deciso di adottare la seguente convenzione: Convenzione. La potenza avente come esponente 0 e come base un qualunque numero naturale maggiore di 0 vale = 1; 3 0 = 1; 1 0 = 1 Osservazione. La scelta di attribuire il valore 1, ad una potenza di esponente 0 è, come già detto, una convenzione. Risulta però estremamente utile osservare che, fra tutti i valori che avremmo potuto attribuire, 1 risulta la scelta migliore per conservare alcune proprietà delle potenze estendendole all esponente 0. Chiariamo quanto detto con due esempi. Ammettiamo l esistenza di una potenza ad esponente 0, ad esempio 3 0, e consideriamo il seguente prodotto: applicando la prima proprietà delle potenze risulta: = = 3 5 quindi 3 5 (ma avrebbe funzionato con qualunque potenza del 3) moltiplicata per 3 0 resta 3 5, quindi 3 0 funziona come elemento neutro della moltiplicazione. Allora, essendo 1 l unico elemento neutro della moltiplicazione, deve risultare che 3 0 = 1. Come secondo esempio consideriamo la divisione 2 5 : 2 5. La divisione fra due numeri uguali (siano essi potenze o meno), ha come risultato 1 (vedi paragrafo 1.6). Quindi deve risultare: 2 5 : 2 5 = 1 Ma se vogliamo estendere la seconda proprietà delle potenze al fatto che dividendo e divisore possano avere lo stesso esponente deve risultare che: 2 5 : 2 5 = = 2 0 Quindi la divisione 2 5 : 2 5 ha come risultato sia 1, sia 2 0. Dal momento che il risultato deve essere unico, l unica possibilità per non entrare in contraddizione è che 2 0 = 1, in accordo con la nostra convenzione. 0 elevato a 0. Attribuire un valore a 0 0, qualunque esso sia, porterebbe a delle contraddizioni con altri risultati della matematica (purtroppo non abbiamo strumenti sufficienti per dimostrare questa affermazione e dobbiamo prenderla per buona). Per questo si è stabilito che: 0 0 non ha significato (cioé non vale nessun numero).
21 Alessandro Bocconi 20 Osservazioni sulle proprietà delle potenze. Analizziamo adesso alcuni casi. Di fronte alla addizione: , possiamo usare la prima proprietà delle potenze e affermare che il risultato è 3 9? La risposta è ovviamente no, perché tutte le proprietà delle potenze riguardano la moltiplicazione o la divisione o l elevamento a potenza e non sono quindi applicabili per l addizione e la sottrazione. Di fronte alla precedente addizione ci sono quindi due sole possibilità: o si calcolano le due potenze (in questo caso, dato che 3 5 = 243 e 3 4 = 81, si ottiene = = 324), oppure si lascia così com é (quest ultima ipotesi è senz altro da preferire se siamo di fronte a potenze grandi). Consideriamo la moltiplicazione: , possiamo applicare qualche proprietà delle potenze? La risposta è ancora no, perché in una moltiplicazione si può applicare la prima proprietà se le basi sono uguali, e la quarta proprietà se sono uguali gli esponenti, ma in questo caso non si verifica nessuna delle due condizioni. Quindi o si calcolano le potenze e poi si esegue il prodotto, oppure si lascia così com é. Lo stesso discorso appena fatto per la moltiplicazione si può applicare alla divisione Osservazione. Consideriamo la divisione: 8 5 : 3 5. Avendo uguali gli esponenti si potrebbe applicare la quinta proprietà. Ma in questo caso si osserva che 8 : 3 è una divisione che non ha quoziente nei numeri naturali, e quindi non si può applicare la proprietà citata, e scriveremo che tale divisione non ha risultato nei numeri naturali. Le potenze all interno delle espressioni. Nel paragrafo precedente abbiamo stabilito un ordine di priorità per le quattro operazioni all interno di un espressione. La domanda che ci poniamo è come si colloca l elevamento a potenza nella classifica delle priorità. La risposta è che l elevamento a potenza ha priorità maggiore di tutte le altre operazioni. o : = Prima di tutto l elevamento a potenza, quindi: : = : 4 5 = Poi si prosegue come già visto nel paragrafo precedente: = = = 18 Anche in caso di espressioni con le potenze, le parentesi possono cambiare l ordine delle operazioni: o (1 + 2) 4 = La parentesi ci impone di effettuare prima la somma, e poi l elevamento a potenza: (1 + 2) 4 = 3 4 = 81 Si osservi che senza le parentesi l espressione precedente diventa:
22 Alessandro Bocconi ed in questo caso dovremmo effettuare prima l elevamento a potenza e poi la somma ottenendo un risultato diverso. Osservazione importante. Quando è possibile bisogna sempre applicare la proprietà delle potenze invece di calcolarsi la potenza: questo semplifica e velocizza notevolmente lo svolgimento di un espressione. o Risolvere la seguente espressione: : 5 5. È da considerare sbagliato (anche se formalmente non lo è) calcolarsi 5 7 e 5 5 e poi effettuare la divisione, in quanto è possibile applicare la seconda proprietà delle potenze che ci permette di calcolare con estrema semplicità, il quoziente di quella divisione che è 5 2. Quindi : 5 5 = = = Divisori, multipli, e numeri primi. Torniamo all operazone della divisione vista al paragrafo 1.6. Abbiamo osservato che non tutte le divisioni hanno un risultato; ad esempio non esiste il quoziente di 9 : 5, mentre la divisione 15 : 3 ha come quoziente 5. Possiamo adesso definire: Definizione di multiplo e di divisore. Un numero a è multiplo di un numero b (e allo stesso tempo b è divisore di a), se la divisione a : b ha un quoziente. È facile osservare che fra i divisori di un numero ci sono sempre uno e il numero stesso. Possiamo adesso dare una fondamentale definizione: Definizione di numero primo. soltanto 1 e se stesso. Un numero maggiore di 1 si dice primo se ha come divisori Si osservi che il numero uno ha come divisore soltanto uno, e quindi avrebbe diritto ad essere considerato un numero primo. Per convenienza è stato scelto di escluderlo dai numeri primi, inserendo nella definizione che il numero deve essere maggiore di uno. Scopriamo i primi numeri primi: Divisori di 2: 1; 2 quindi 2 è un numero primo Divisori di 3: 1; 3 quindi 3 è un numero primo Divisori di 4: 1; 2; 4 quindi 4 non è un numero primo perché fra i divisori c è anche 2 che non è né 1 né il numero stesso Divisori di 5: 1; 5 quindi 5 è un numero primo
23 Alessandro Bocconi 22 Divisori di 6: 1; 2; 3; 6 quindi 6 non è un numero primo perché fra i divisori ci sono anche 2 e 3 che non sono né 1 né il numero stesso I primi numeri primi (che conviene imparare a memoria) sono: 2; 3; 5; 7; 11; 13; 17; 23; Due caratteristiche dei numeri primi: 1. I numeri primi sono infiniti. 2. I numeri primi diventano sempre più rari al crescere dei numeri stessi (si osservi ad esempio che nei primi 10 numeri naturali ci sono ben 4 numeri primi, mentre fra 110 e 120 ce n è soltanto uno). Significato di scomposizione in fattori primi: Scomporre un numero in fattori primi vuol dire scriverlo come un prodotto di fattori che sono numeri primi, o potenze di numeri primi, e tale scomposizione è unica. Chiariamo quanto detto con un esempio: il numero 18 può essere scomposto come 18 = Il fatto che tale scomposizione è unica significa che il numero 18 non può essere scomposto in fattori primi diversi da quelli trovati. Come si scompone un numero in fattori primi. Si traccia una linea verticale e in alto a sinistra della linea scriviamo il numero da scomporre. Accanto a tale numero, dalla parte destra della linea, cerchiamo un numero primo che sia divisore del numero da scomporre. Conviene partire dal primo numero primo, cioè 2. Se il numero da scomporre è divisibile per 2, scriviamo 2, e sotto il numero da scomporre scriviamo il quoziente fra il numero da scomporre e 2. Se non è divisibile per 2, proviamo con 3 e così via finché non troviamo un numero primo divisore del numero da scomporre. Si ripete quindi il procedimento considerando questa volta il quoziente appena trovato, e cercando un numero primo che gli sia divisore; in questa ricerca si parte dall ultimo numero primo utilizzato nella precedente divisione. Il procedimento termina quando il quoziente è 1. La scomposizione del numero è data dal prodotto di tutti i fattori primi a destra della linea. Chiariamo con alcuni esempi. Scomporre il numero 18: è divisibile per 2 che è il primo dei numeri primi. Scriviamo quindi 2 nella colonna a destra accanto a 18; e sotto 18 il numero 9 che è il risultato della divisione 18: Si considera adesso il numero 9. 9 non è divisibile per 2, si prova quindi col numero primo successivo cioè 3; 9 è divisibile per 3, e si scrive 3 nella colonna a destra accanto al 9, e sotto 9 il numero 3 che è il risultato della divisione 9:3.
24 Alessandro Bocconi Il numero 3 è divisibile per 3. Quindi scriviamo 3 nella colonna a destra, accanto al numero 3, e sotto il 3 il numero 1 che è il risultato della divisione 3: quando nella colonna a sinistra compare 1 il procedimento termina. Nella colonna a destra compare il 2 una volta e il 3 due volte. La scomposizione risulta essere quindi 18 = Scomporre il numero 175: non è divisibile né per 2 né per 3. È divisibile per 5; scriviamo quindi 5 nella colonna a destra, accanto a 175. Sotto 175 scriviamo 35 che è il risultato della divisione 175: è ancora divisibile per 5; scriviamo quindi 5 nella colonna a destra, accanto a 35. Sotto 35 scriviamo 7 che è il risultato della divisione 35: non è divisibile per 5, ma per 7 che è il numero primo successivo; scriviamo quindi 7 nella colonna a destra, accanto a 7. Sotto 7 scriviamo 1 che è il risultato della divisione 7: quando nella colonna a sinistra compare 1 il procedimento termina. Nella colonna a destra compare il 5 due volte e il 7 una volta. La scomposizione risulta essere quindi 175 = Scomporre il numero 176: 176
25 Alessandro Bocconi è divisibile per 2 ; scriviamo quindi 2 nella colonna a destra, accanto a 176. Sotto 176 scriviamo 88 che è il risultato della divisione 176: è ancora divisibile per 2 ; scriviamo quindi 2 nella colonna a destra, accanto a 88. Sotto 88 scriviamo 44 che è il risultato della divisione 88: è ancora divisibile per 2 ; scriviamo quindi 2 nella colonna a destra, accanto a 44. Sotto 44 scriviamo 22 che è il risultato della divisione 44: è ancora divisibile per 2 ; scriviamo quindi 2 nella colonna a destra, accanto a 22. Sotto 22 scriviamo 11 che è il risultato della divisione 22: non è divisibile né per 2 né per 3 né per 5 né per 7; è divisibile per 11. Scriviamo quindi 11 nella colonna a destra, accanto a 11. Sotto 11 scriviamo 1 che è il risultato della divisione 11: Quando nella colonna a sinistra compare 1 il procedimento termina. Nella colonna a destra compare il 2 quattro volte e 11 una volta. La scomposizione risulta essere quindi 176 = Scomporre il numero 13: 13 è un numero primo quindi è già scomposto
26 Alessandro Bocconi 25 Osservazione. Nella colonna a destra devono comparire soltanto numeri primi Criteri di divisibilità. Come abbiamo visto, può essere molto utile sapere se un numero è divisibile o meno per un altro. Scopo di questo paragrafo è quello di fornire dei criteri per stabilire se un numero è divisibile per qualche numero primo. Innanzitutto effettuiamo alcune precisazioni: se consideriamo il numero 735, 735 è appunto il numero, mentre 7, 3 e 5 sono le cifre che compongono il numero. Per convenzione il numero, come le parole, si legge da sinistra a destra, quindi, in questo caso, 7 è la prima cifra, 3 è la seconda e 5 è la terza e ultima (allo stesso modo nella parola cane, c è la prima lettera, a la seconda e così via). Quando si dice di sommare le cifre di un numero fino a ottenere un numero di una sola cifra si intende il seguente procedimento: prendiamo sempre ad esempio il numero 735: sommare le sue cifre vuol dire ottenere: = ha due cifre quindi ripetiamo il procedimento: = 6. 6 ha una sola cifra e quindi ci fermiamo. Fatte queste precisazione introduciamo i seguenti criteri di divisibilità: Un numero è divisibile per 2 se la sua ultima cifra è 0 o 2 o 4 o 6 o è divisibile per 2 perché la sua ultima cifra è non è divisibile per 2 perché la sua ultima cifra è 9 (e quindi non è né 0, né 2, né 4, né 6, né 8). Definizione di numero pari e di numero dispari. Un numero si dice pari se è divisibile per 2. Si dice dispari se non è pari. Un numero è divisibile per 3 se sommando le cifre del numero fino a ottenere un numero di una sola cifra, tale numero è 3 o 6 o è divisibile per 3 perché se sommiamo le sue cifre fino ad ottenere un numero di una sola cifra otteniamo: = 18; = 9; 791 non è divisibile per 3 perché se sommiamo le sue cifre fino ad ottenere un numero di una sola cifra otteniamo: = 17; = 8. Un numero è divisibile per 5 se la sua ultima cifra è 0 o è divisibile per 5 perché la sua ultima cifra è 5.
27 Alessandro Bocconi non è divisibile per 5 perché la sua ultima cifra è 9 (e quindi non è né 0, né 5). Prima del successivo criterio di divisibilità chiariamo che una cifra all interno di un numero è di posto dispari se è la prima o la terza o la quinta o la settima (e così via) cifra del numero. Si dice che è di posto pari se è la seconda, o la quarta, o la sesta (e così via) cifra del numero. Per verificare se un numero è divisibile per 11 si procede nel seguente modo: si sommano fra loro le cifre di posto pari, e fra loro le cifre di posto dispari. Si calcola la differenza fra la somma maggiore e quella minore. Se tale differenza è un numero con più di una cifra si ripete il procedimento. Al termine se la differenza è 0, il numero è divisibile per è divisibile per 11: infatti sommando le cifre di posto dispari otteniamo: = 25; sommando le cifre di posto pari otteniamo: 2+1 = 3. Si effettua la differenza fra la somma maggiore (25) e quella minore (3) e otteniamo: 25 3 = ha due cifre e si ripete il procedimento: abbiamo una sola cifra di posto dispari che è 2 (e quindi la somma delle cifre di posto dispari è ovviamente 2) e abbiamo una sola cifra di posto pari che è 2 (e quindi la somma delle cifre di posto pari è ovviamente 2). Calcoliamo la differenza 2 2 che è 0 e quindi il numero iniziale è divisibile per non è divisibile per 11: infatti sommando le cifre di posto dispari otteniamo: = 12; sommando le cifre di posto pari otteniamo: = 15. Si effettua la differenza fra la somma maggiore (15) e quella minore (12) e otteniamo: = 3. Il numero quindi non è divisibile per 11, perché la differenza non è Il Massimo comun Divisore e il minimo comune multiplo. Supponiamo di dover risolvere il seguente problema: abbiamo 36 cioccolatini al latte e 60 cioccolatini fondente. Con questi cioccolatini vogliamo riempire dei sacchetti con queste condizioni: 1. I sacchetti devono contenere cioccolatini di un solo tipo (o fondente o al latte) 2. Tutti i sacchetti contengono lo stesso numero di cioccolatini 3. Non deve avanzare nessun cioccolatino 4. Vogliamo mettere più cioccolatini possibile in ciascun sacchetto La domanda è: quanti cioccolatini dobbiamo mettere in ciascun sacchetto? Ovviamente il numero che cerchiamo dovrá essere un divisore sia dei cioccolatini al latte (quindi di 36) sia di quelli fondente (quindi di 60), perché se così non fosse non potremmo mettere lo stesso numero di cioccolatini in ciascun sacchetto senza farne avanzare nessuno. In pratica il numero che cerchiamo deve essere un divisore comune a entrambi i numeri. Abbiamo quindi ristretto il campo. Proviamo allora a elencare tutti i divisori di 36 e di 60: Divisori di 36 : 1, 2, 3, 4, 6, 9, 12, 18, 36; Divisori di 60 : 1, 2, 3, 4, 5, 6, 12, 15, 20, 30, 60;
28 Alessandro Bocconi 27 Per soddisfare anche la quarta richiesta dobbiamo individuare il divisore comune più grande (perché in ciascun sacchetto vogliamo mettere il maggior numero di cioccolatini) che in questo caso è 12. Il problema è quindi risolto mettendo in ciascun sacchetto 12 cioccolatini. Possiamo ora dare la seguente definizione: Definizione di Massimo Comun Divisore MCD. Il massimo comun divisore fra due o più numeri è il più grande fra i divisori comuni a tali numeri. Il problema precedente è quindi risolto determinando il MCD fra 36 e 60. Il problema è che non è molto agevole trovare tutti i divisori di un numero, confrontarli e poi individuare quello più grande. Molto più efficace è il seguente: Metodo per la determinazione del Massimo Comun Divisore. Per determinare il MCD fra due o più numeri, si scompongono tali numeri in fattori primi. Il MCD si ottiene dal prodotto dei fattori primi comuni a tutte le scomposizioni, presi con l esponente minore. Osservazione importante. Dal momento che tutti i numeri sono divisibili per 1, e quindi hanno 1 come divisore, il massimo comun divisore esiste sempre (al minimo è 1). È quindi sbagliato dire che non esiste il massimo comun divisore fra due o più numeri.. Determinare il MCD fra 36 e 60 (si indica con MCD(36;60). La scomposizione di 36 (effettuata col metodo descritto nel precedente paragrafo) è: 36 = , mentre quella di 60: 60 = Seguendo il metodo indicato si prendono i fattori primi presenti in entrambe le scomposizioni (e quindi 2 e 3, visto che 5 è presente solo nella seconda scomposizione), con l esponente minore: il 2 è alla seconda in entrambe le scomposizioni, mentre il 3 è alla seconda nella prima scomposizione e alla prima nella seconda scomposizione. Dovendo prendere l esponente minore prendiamo 3 1 cioé 3. Quindi MCD(36; 60) = = 12. Determinare MCD(1200; 1760). Scomponendo in fattori primi otteniamo: 1200 = ; 1760 = quindi MCD(1200; 1760) = = 80 Determinare MCD(50;63). Scomponendo in fattori primi otteniamo: 50 = ; 63 = Non c è nessun fattore comune nelle scomposizioni e quindi MCD(50; 63) = 1. Determinare MCD(36; 54; 40). Scomponendo in fattori primi otteniamo: 36 = ; 54 = ; 40 = 2 3 5; quindi MCD(36; 54; 40) = 2
29 Alessandro Bocconi 28 Supponiamo di dover risolvere adesso il seguente problema: due amici fiorentini lavorano fuori da Firenze. Uno ritorna a casa ogni 20 giorni, e l altro ogni 25 giorni. Dal momento che si sono incontrati oggi, fra quanti giorni si riincontreranno nuovamente a Firenze la prossima volta? Il primo amico ritorna dopo 20 giorni, poi dopo 40, dopo 60 eccetera. Il secondo amico ritorna dopo 25 giorni, poi dopo 50, dopo 75 eccetera. In pratica il primo amico ritorna ogni multiplo di 20 giorni e il secondo ogni multiplo di 25 giorni. Per scoprire quando si riincontrano bisogna trovare un multiplo comune di questi 2 numeri e, dal momento che a noi interessa la prossima volta che si incontrano (e non tra 10 anni), ci interessa il più piccolo fra i multipli comuni. Scriviamo adesso alcuni dei multipli dei due numeri: Multipli di 20 : 20; 40; 60; 80; 100; 120;... Multipli di 25 : 25; 50; 75; 100; 125; 150;... I puntini in fondo significano che i multipli di un numero sono infiniti (a differenza dei divisori che sono sempre un numero finito). Il multiplo comune più piccolo è 100, e i due amici si riincontreranno fra 100 giorni. Possiamo ora dare la seguente definizione: Definizione di minimo comune multiplo (mcm). Il minimo comune multiplo fra due o più numeri è il più piccolo fra i multipli comuni a tali numeri. Il problema precedente è quindi risolto determinando il mcm fra 20 e 25. Il problema è che non è molto agevole trovare un certo numero di multipli sufficientemente grande da trovarne uno in comune e poi individuare quello più piccolo. Molto più efficace è il seguente: Metodo per la determinazione del minimo comune multiplo. Per determinare il mcm fra due o più numeri, si scompongono tali numeri in fattori primi. Il mcm si ottiene dal prodotto dei fattori primi presenti in almeno una delle scomposizioni, presi con l esponente maggiore. Osservazione importante. Dal momento che il prodotto di due o più numeri è un multiplo comune dei numeri che abbiamo moltiplicato, il minimo comune multiplo esiste sempre (al massimo è proprio il prodotto fra tali numeri). Determinare il minimo comune multiplo fra 36 e 60 (si indica con mcm(36; 60). La scomposizione di 36 è: 36 = , mentre quella di 60: 60 = Seguendo il metodo indicato si prendono i fattori primi presenti in almeno una delle due scomposizioni (e quindi 2, 3 e 5), con l esponente maggiore: il 2 è alla seconda in entrambe le scomposizioni, mentre il 3 è alla seconda nella prima scomposizione e alla prima nella seconda scomposizione. Dovendo prendere l esponente maggiore prendiamo è presente solo nella seconda scomposizione con esponente 1 e quindi prendiamo 5 1 cioé 5. Quindi mcm(36; 60) = = 180.
30 Alessandro Bocconi 29 Determinare mcm(56; 98). Scomponendo in fattori primi otteniamo: 56 = 2 3 7; 147 = quindi mcm(56, 98) = (quando i numeri sono molto alti possiamo lasciare il mcm scomposto in fattori primi). Determinare mcm(50; 63). Scomponendo in fattori primi otteniamo: 50 = ; 63 = quindi mcm(50, 63) = Osservazione. Non bisogna stupirsi del fatto che per il Massimo Comun Divisore prendiamo gli esponenti minori, mentre per il minimo comune multiplo gli esponenti maggiori. Possiamo darci una spiegazione osservando che un multiplo comune di 2 numeri (diversi fra loro) è sempre maggiore di un divisore comune degli stessi 2 numeri. Quindi per determinare il mcm consideriamo gli esponenti maggiori che individueranno quindi un numero maggiore, mentre per il MCD consideriamo gli esponenti minori che quindi individueranno un numero minore Il sistema di numerazione posizionale in base dieci Siamo così abituati ad usare il nostro sistema di numerazione che spesso ci è difficile immaginare che ne esistono altri. In questo paragrafo analizzeremo alcune caratteristiche del nostro sistema confrontandole con quelle di altri sistemi di numerazione diversi. Un sistema numerico posizionale. Il sistema di numerazione che adottiamo è un sistema di numerazione posizionale in base dieci. L aggettivo posizionale indica che le cifre all interno di un numero hanno un significato diverso a seconda della loro posizione, e quindi due numeri composti dalle stesse cifre ma messe in posizioni diverse, sono diversi. Prendiamo ad esempio 835 e 358: entrambi i numeri sono composti dalle stesse cifre (3; 5 e 8) ma in posizione diversa, e i due numeri sono ovviamente diversi. Tale considerazione può apparire ovvia ma non lo è se teniamo conto del fatto che esistono sistemi di numerazione non posizionali: prendiamo ad esempio un pastore che rappresenta con una una pecora e con cinque pecore. Se ha 13 pecore potrebbe rappresentarle con: infatti = 13. Ma il risultato non cambierebbe se si cambiassero le posizioni dei simboli. Ad esempio: Rappresenta sempre 13 pecore. Il sistema numerico del pastore non è quindi posizionale. (È facile osservare che il nostro sistema di numerazione è più evoluto di quello del pastore: si immagini ad esempio le difficoltà a definire ed eseguire le varie operazioni col sistema del pastore, rispetto ad eseguirle col nostro).
31 Alessandro Bocconi 30 Il cubettino Il lungo Il piatto Figura 1.4: Gli oggetti per imparare a contare Un sistema numerico in base dieci. Un tempo, per imparare a contare, si usavano degli oggetti di legno: un cubettino che rappresentava un unità, un lungo, che era una barretta costituita da 10 cubettini, un piatto che era un quadrato costituito da 10 lunghi, e un blocco che era un cubo costituito da 10 piatti (figura 1.4). Per rappresentare il numero cinque, si prendono 5 cubettini; per rappresentare il numero sei si prendono 6 cubettini e così via fino al numero nove. Arrivati a rappresentare il numero dieci non si prendono 10 cubettini, ma un lungo e nessun cubettino. Il vantaggio è evidente: per rappresentare dieci in questo modo è sufficiente un solo oggetto e non dieci. A questo punto se aggiungiamo al lungo un cubettino otteniamo il numero undici, se ne aggiungiamo un altro otteniamo dodici e così via fino al numero diciannove. Per ottenere il numero venti si tolgono tutti i cubettini e si prende un altro lungo. Si deduce allora che al decimo cubettino si tolgono tutti i cubettini (quindi ne rimangono zero) e si aggiunge un lungo. Lo stesso vale per i lunghi rispetto ai piatti: arrivati al decimo lungo si tolgono tutti i lunghi e si aggiunge un piatto. E così per i piatti rispetto ai blocchi. Quindi nella rappresentazione di un numero non ci sono mai dieci oggetti uguali, perché arrivati al decimo si tolgono tutti e al loro posto si mette l oggetto superiore (il lungo al posto di dieci cubettini, il piatto al posto di dieci lunghi e così via). Ciò avviene sempre ogni dieci oggetti uguali e per questo il sistema di numerazione è in base dieci. Un sistema numerico posizionale in base dieci L uso dei cubettini, lunghi, piatti e blocchi è senz altro istruttivo per imparare il procedimento sopra descritto. Non è tuttavia molto pratico, e per numeri grandi diventa ingestibile: si pensi che dopo il blocco non c è un oggetto che rappresenti dieci blocchi e quindi ci sarebbe impossibile rappresentare, con le regole viste, ad esempio il numero ventottomilasettecentocinquantatre. Molto più agevole è ovviamente usare i numeri come facciamo abitualmente. Osserviamo che essendo un sistema in base dieci sono necessari, e sufficienti, dieci simboli per rappresentare qualunque numero: i dieci simboli sono, come ben noto, 0, 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9. Si osservi che, ad esempio 10
32 Alessandro Bocconi 31 non è un nuovo simbolo ma la combinazione del simbolo 1 col simbolo 0. Il cubettino di legno viene sostituito dalle unità, il lungo dalle decine (perchè un lungo contiene 10 cubettini), il piatto dalle centinaia (perchè un piatto contiene 100 cubettini) e il blocco dalle migliaia (perchè un blocco contiene 1000 cubettini). Il numero 3864 è quindi costituito da 3 migliaia, 8 centinaia, 6 decine e 4 unità. Ma dato che 3 migliaia vuol dire 3 volte mille, cioé 3 moltiplicato mille, il numero 3864 è uguale a: il numero è uguale a: 3864 = = La notazione polinomiale L uso delle potenze ci permette di evidenziare ulteriormente che questo sistema di numerazione è in base 10. Infatti osservando che: = 10 4 ; 1000 = 10 3 ; 100 = 10 2, ed inoltre, riguardando il paragrafo sulle potenze, 10 = 10 1 ; 1 = 10 0 possiamo riscrivere il numero precedente in quella che viene definita notazione polinomiale, cioé: = Sistemi di numerazione con basi diverse da 10. La notazione appena vista ci permette di dare qualche accenno a sistemi di numerazione con basi diverse: abbiamo visto che nel sistema di numerazione in base dieci, sono utilizzati dieci simboli, e nella notazione polinomiale compaiono le potenze del dieci. Se prendiamo ad esempio un sistema in base cinque (qualunque numero naturale maggiore di uno può essere base di un sistema di numerazione), ci aspettiamo di trovare cinque simboli, e nella notazione polinomiale le potenze del cinque. Tale aspettativa è giusta. Quindi nel sistema di numerazione in base cinque abbiamo i simboli: 0, 1, 2, 3, 4. Consideriamo adesso un qualunque numero in base cinque, quindi composto unicamente da 0, 1, 2, 3, 4, ad esempio 241 (che non va letto duecentoquarantuno, perché tale lettura presume che la base sia dieci; va letto: due quattro uno). Il numero 241 in base cinque (scritto più sinteticamente (241) 5 ), non rappresenta, ovviamente, lo stesso numero in base dieci. Chiariamolo scrivendo (241) 5 in notazione polinomiale: 241 = Se calcoliamo l espressione a destra dell uguale con i metodi che conosciamo (e quindi in base dieci), otteniamo l equivalente in base dieci di (241) 5. Dato che: = = 71 possiamo affermare che: (241) 5 = 71(in base 10). Determiniamo l equivalente in base 10 di (3572) 8 (cioé 3572 in base 8). Scriviamo (3572) 8 in notazione polinomiale: 3572 = = = 1914 quindi l equivalente in base 10 di (3572) 8 è Determiniamo l equivalente in base 10 di ( ) 2. Scriviamo ( ) 2 in notazione polinomiale: = = = 150 quindi l equivalente in base 10 di ( ) 2 è 150. Il sistema in base due è detto binario, ed è il sistema con cui lavorano tutti gli elaboratori elettronici.
33 Alessandro Bocconi 32 Osservazione. È giusto chiedersi come mai, fra tutte le basi possibili, è stato scelto, a livello internazionale, di adottare la base 10. La risposta ci viene contando le dita delle nostre mani: con esse impariamo a contare e ad eseguire le prime operazioni, e tale modo di procedere è corretto proprio perché il sistema che adottiamo ha la base uguale al numero delle dita delle nostre mani. Concludiamo questo paragrafo con una considerazione: ad un certo punto della trattazione abbiamo abbandonato gli oggetti di legno per passare ai simboli numerici, quasi fosse una libera scelta fra due possibilità sempre esistite. Come abbiamo detto nell introduzione, l esigenza di contare è sempre esistita nella storia dell uomo, e i metodi con cui farlo sono invenzioni e conquiste dell evoluzione umana. I primi metodi erano estremamente rudimentali (anche se spesso sufficienti per gli scopi a cui dovevano servire): si veda ad esempio il sistema del pastore. La scoperta dei moderni sistemi di numerazione così come li conosciamo ai giorni nostri è dovuta agli arabi ed è arrivata a noi dopo il mille dopo Cristo: centinaia di anni dopo le prime civiltá evolute della storia. Tale scoperta viene considerata come una di quelle che maggiormente ha influito nella storia dell uomo Domande Paragrafo Esiste una relazione d ordine nei numeri naturali? Quale? 2. Perché l insieme dei naturali è illimitato? 3. Qual è il primo elemento di N? Paragrafo Come si chiamano i numeri che compongono l addizione? 5. Come si chiama il risultato di un addizione? 6. Di quali proprietà gode l addizione? 7. Enuncia la proprietà commutativa dell addizione. 8. Enuncia la proprietà associativa dell addizione. 9. Quanto è la somma di due addendi di cui uno è 0? Paragrafo Cosa vuol dire moltiplicare fra loro due numeri? 11. Come si chiamano i numeri che compongono la moltiplicazione? 12. Come si chiama il risultato di una moltiplicazione? 13. Quanto è il prodotto di due fattori di cui uno è 0? 14. Quanto è il prodotto di due fattori di cui uno è 1? 15. Di quali proprietà gode la moltiplicazione?
34 Alessandro Bocconi Enuncia la proprietà commutativa della moltiplicazione. 17. Enuncia la proprietà associativa della moltiplicazione. Paragrafo Cosa vuol dire eseguire una sottrazione fra due numeri? 19. Quando non è possibile eseguire una sottrazione? 20. Mostra con un esempio che per la sottrazione non vale la proprietà commutativa. 21. Mostra con un esempio che per la sottrazione non vale la proprietà associativa. Paragrafo Cosa vuol dire eseguire una divisione fra due numeri? 23. Mostra con un esempio che non sempre è possibile eseguire una divisione. 24. Come si chiamano i numeri che compongono la divisione? 25. Come si chiama il risultato di una divisione? 26. Quanto è il quoziente di un numero diviso per se stesso? 27. Quanto è il quoziente di un numero diviso per 1? 28. Quanto è il quoziente di 0 diviso un numero (diverso da 0)? 29. Perchè non è possibile eseguire una divisione in cui il dividendo è diverso da 0 e il divisore uguale a 0? 30. Perchè non è possibile eseguire una divisione in cui sia il dividendo che il divisore sono uguali a 0? 31. Mostra con un esempio che per la divisione non vale la proprietà commutativa. 32. Mostra con un esempio che per la divisione non vale la proprietà associativa. Paragrafo Quali operazioni nei numeri naturali possono sempre essere eseguite? 34. Perché lo 0 è l elemento neutro della addizione e della sottrazione? 35. Perché 1 è l elemento neutro della moltiplicazione e della divisione? Paragrafo Quale è la priorità delle operazioni? 37. Quale è l unico strumento per cambiare la priorità delle operazioni? Paragrafo Perché in matematica talvolta si usano le lettere al posto dei numeri?
35 Alessandro Bocconi Enuncia la proprietà distributiva della moltiplicazione rispetto all addizione. Paragrafo Come è definita la potenza dei numeri naturali? 41. A cosa equivale un numero elevato alla prima? 42. A cosa equivale un numero maggiore di zero elevato alla zero? 43. A cosa equivale uno elevato a qualunque numero? 44. Enuncia le cinque proprietá delle potenze. 45. Perché si è scelto che un numero elevato a zero sia uno? 46. Quanto fa zero elevato a zero? 47. È possibile usare le proprietà delle potenze in un addizione fra potenze? 48. Come si colloca la potenza nelle priorità delle operazioni? Paragrafo 1.11 Qual è la definizione di multiplo e di divisore? 49. Quando un numero si dice primo? 50. Scrivi i primi dieci numeri primi. 51. Cosa vuol dire scomporre un numero in fattori primi? Paragrafo Enuncia il criterio di divisibilità per Enuncia il criterio di divisibilità per Enuncia il criterio di divisibilità per Enuncia il criterio di divisibilità per 11. Paragrafo Definisci il Massimo Comun Divisore. 57. Come si determina il Massimo Comun Divisore. 58. Perchè esiste sempre il Massimo Comun Divisore fra due numeri? 59. Definisci il minimo comune multiplo. 60. Come si determina il minimo comune multiplo. 61. Perchè esiste sempre il minimo comune multiplo fra due numeri? 62. Presi 2 numeri qualunque, è possibile che il loro MCD sia maggiore del loro mcm? Paragrafo Perchè il nostro è un sistema numerico posizionale? 64. Perchè il nostro è un sistema numerico in base 10?
36 Alessandro Bocconi Esercizi Paragrafo Determinare un numero naturale che precede Determinare un numero naturale successivo a Determinare cinque numeri naturali che precedono Determinare una coppia di naturali di cui uno precede e l altro è successivo al numero 3. Paragrafo 1.3 Verificare la proprietà associativa per le somme: ; Eseguire le seguenti addizioni: ; 0 + 0; 7 + 0; 1 + 1; Paragrafo 1.4 Verificare la proprietà associativa per i prodotti: ; Eseguire le seguenti moltiplicazioni: ; 0 0; 7 0; ; 15 10; 10 15; Paragrafo 1.5 Svolgere le seguenti sottrazioni: ; 1 0; 4 6; ; 8 5 3; Paragrafo 1.6 Svolgere le seguenti divisioni: : 2; 0 : 5; 6 : 6; 20 : 1; 14 : : 0; 0 : 0; 8 : 4 : 2; 36 : 3 : 3 64 : 8 : 4 : 2 Paragrafo 1.8 Svolgi le seguenti espressioni: : [72] : : [38] : [0] : [22] : 4 8 : 10 : 2 5 : 1 [10]
37 Alessandro Bocconi : [16] : [6] 20. ( ) : (0 + 7) + ( ) [9] 21. (10 2 3) (13 5 2) : ( ) [2] ( ) + 5 (7 1 4) ( ) 4 [5] : 6 : (1 + 5) (8 7) ( ) [0] 24. ( ) : : (5 + 5) + 2 (7 3 2) [6] 25. [( ) 3 ( ) 10] : [3 16 ( ) + (2 + 1) 3] [1] {8 + [20 (4 + 3) ( : 17)] : 3} [3] Paragrafo 1.9 Svolgi le seguenti espressioni sia utilizzando la proprietà distributiva sia non utilizzandola e verifica che il risultato non cambia. 27. ( ) (6 + 2) 29. ( ) ( ) Paragrafo 1.10 Calcola le seguenti potenze: ; 3 1 ; 1 4 ; 5 4 ; 0 2 ; 7 0 Risolvi le seguenti brevi espressioni ; 2 5 0; ; : 2 4 : 4 4 ; : 2 2 : 2 6 ; [(3 2 ) 3 ] 4 ; 10 4 : 3 4 Esegui le seguenti operazioni usando quando possibile le proprietà delle potenze: ; 5 7 : 5 6 ; (3 1 ) 3 ; 27 2 : 9 2 ; ; Risolvi le seguenti espressioni usando quando possibile le proprietà delle potenze: : : 2 4 (4 3 5) [0] 36. {(4 + 1) [ (3 5 : 3 5 ) 5 ( )] 10 80} : 50 [1] 37. [2 + (2 2 2 ) 2 : (2 3 ) 2 ] 3 : [(3) 4 : 3 3 ] 2 [3] 38. { [ : 3 3 : 3 2 (3 4 : 3 3 ) 2 ] : [(3 2 ) 2 : 3 3 ]} [2] 39. ( ) : ( ) 2 5 [(3 2 ) 2 ] 2 : 3 6 [1] (2 6 : 2 4 ) : ( ) (5 3 : 5 2 ) [9] 41. [( ) 4 3 : ] : [ ] [2] [(12 2 : 3 2 ) : 2 2 ] [(2) 2 ] (20 6 : 4 6 ) : 7 3 [37]
38 Alessandro Bocconi [(6 2 ) 3 : 3 6 : 2 4 ] + {( ) 3 : [(3 2 ) 3 ] 2 } : [1] 44. {[( ) 6 ] 2 : } : {[( ) 3 : (5 2) 7 : 10]} [7] 45. {[( ) : ] 2 1} 3 {(12 2 : 6 2 1) [(3 4 ) 3 : (3 6 ) 2 ] 5 } 2 [18] {[(3 4 ) 2 : (3 2 ) : ] : ( )} [11 ( ) : 11 6 : 11] [5] 47. (2 1) 7 + [(3 2) 5 : ] 4 : (2 3 5) [0] Paragrafo 1.11 Determina tutti i divisori, e almeno 4 multipli dei seguenti numeri: ; 16; 23; 4; 9; 1 Scomporre in fattori primi i seguenti numeri: ; 54; 17; ; 66; 14; ; 68; 1000; 121 Paragrafo 1.13 Determina il Massimo Comun Divisore e il minimo comune multiplo dei seguenti gruppi di numeri: 52. 8, 12; 4, 6, 12; 22, 44; 15, 9, , 16; 5, 10, 20; 81, 18; 100, 90, , 25; 10, 5, 2; 8, 15; 16, 32, 24 Paragrafo 1.14 Scrivere in notazione polinomiale in base 10 i seguenti numeri: ; 12444; 35; 9876; 4; 1000 Trasformare in base 10 i seguenti numeri (la cui base è indicata dal numero in basso fuori dalla parentesi) 56. (142) 5 ; (13212) 4 ; ( ) 2 ; (6543) 7 ; (1202) Problemi Dei seguenti problemi, imposta l espressione corrispondente e risolvila. 1. Uno scalatore parte da un altezza di 200 metri. Sale di 15 metri, poi si ferma, sale di altri 3 metri poi si ferma e infine sale di altri 25 metri. A che altezza si trova lo scalatore? 2. Uno scalatore parte da un altezza di 200 metri. Sale di 15 metri, poi scende di 40 metri, poi sale di 1 metro poi sale ancora di 11 metri infine scende di 24 metri. A che altezza si trova lo scalatore? 3. Mario esce di casa con 30 euro, fa un bancomat dove prende 100 euro, compra due magliette dal valore ciascuna di 22 euro, presta 16 euro ad un amico e compra 3 ricariche telefoniche ciascuna da 5 euro. Con quanti soldi torna a casa Mario?
39 Alessandro Bocconi Ad un muratore viene commissionato un lavoro retribuito 22 euro all ora, e dovrà lavorare per 8 ore al giorno per 7 giorni. Quanto riceve il muratore per questo lavoro? 5. 8 amici vanno a cena fuori e spendono in tutto 126 euro. Uno di loro si è dimenticato a casa il portafoglio e quindi gli altri devono coprire anche la sua quota. Quanto spende ciascuno di loro? 6. In una casa ci sono 7 stanze. In ciascuna stanza ci sono 7 scatole e in ciascuna scatola ci sono 7 palline. Tutte le palline vanno distribuite in ugual misura fra 7 bambini. Quante palline toccano a ciascun bambino? 7. Un imbianchino deve imbiancare 5 case. Tre di queste case hanno 5 stanze e le altre 2 ne hanno 4. Per ogni stanza imbiancata viene pagato 450 euro. Quanto guadagna l imbianchino? 8. Un coniglio femmina fa 3 cucciolate l anno ciascuna composta da 8 coniglietti. Quanti coniglietti partorisce in 5 anni? 9. Tre amici vanno a cena fuori. Dal momento che il proprietario del ristorante li conosce decide di regalargli la cena. Quanto spende ciascuno dei 3? 10. Sette amici vanno a cena fuori. Il conto è di 91 euro, ma al momento di pagare scappano tutti. Come si risolve il problema? 11. Ci sono 72 tifosi juventini e 96 tifosi della Fiorentina. Bisogna dividerli tutti in gruppi uguali fra loro (ovviamente nello stesso gruppo non possono stare tifosi di squadre diverse), in modo che ciascun gruppo abbia il maggior numero possibile di persone. Quanti tifosi ci sono in ciascun gruppo? 12. In un anno un signore ha comprato un gratta e vinci da 3 euro, 5 volte alla settimana per 50 settimane all anno. In tutto l anno ha vinto una volta 45 euro e una volta 70 euro. Alla fine dell anno quanti soldi in più avrebbe se non avesse comprato nessun gratta e vinci? 13. Una ragazza fuma 10 sigarette al giorno tranne nei 10 giorni in cui è in vacanza dove fuma 20 sigarette al giorno e nel giorno di Natale che non fuma. Considerando che in un anno ci sono 365 giorni e che un pacchetto di sigarette costa 4 euro e contiene 20 sigarette, quanti soldi brucia in sigarette all anno? 14. Due grattacieli verranno costruiti uno accanto all altro. Un grattacielo avrà ciascun piano alto 10 metri, mentre l altro avrà ciascun piano alto 12 metri. A che altezza minima dal suolo il soffito del primo grattacielo sarà allineato col soffitto del secondo? 15. Da quante caselle è composta una scacchiera? 16. Un cinema ha 18 file composte da 20 poltrone ciascuna, e 10 file composte da 12 poltrone ciascuna. Quanti posti a sedere ha questo cinema? 17. Un motorino percorre 16 km con un litro di benzina. Il suo serbatoio contiene 5 litri. Quanti chilometri fa con un pieno?
40 Capitolo 2 L insieme Z dei numeri interi 2.1 La nascita dei numeri interi. Nel precedente capitolo abbiamo visto che non tutte le sottrazioni, nei numeri naturali, possono essere effettuate. Questa limitazione risulta essere molto pesante e quindi, nel corso degli anni, si è cercato di dare una soluzione ad una sottrazione che avesse il sottraendo (secondo termine) maggiore del minuendo (primo termine). Si consideri ad esempio la sottrazione 2 5, che, per quanto ne sappiamo adesso, non ha alcun risultato. Cambiamo adesso prospettiva e supponiamo invece che 2 5 abbia un risultato anche se per ora non sappiamo qual è né tantomeno come scriverlo. Per darci una risposta consideriamo il seguente: o Un commerciante possiede 2 monete, e, per un accordo precedente, deve dare 5 monete ad un banchiere. Il problema così come è posto non ammette soluzione, e in effetti non ne ha se il banchiere vuole essere pagato immediatamente. Ma se consideriamo la possibilità che il banchiere conceda qualche giorno al commerciante si possono trovare delle soluzioni: innanzitutto il commerciante segna sul libro contabile (dove annota il suo patrimonio) quanto deve al banchiere: 2 monete le ha restituite, per saldare il debito ne mancano 3, e quindi segna 3. Il giorno dopo il commerciante conclude un affare che gli frutta 6 monete: può così saldare il debito e gli rimangono 3 monete. Sul suo libro contabile segna nuovamente 3. Appare evidente che il 3 del giorno prima non ha lo stesso significato del 3 che segna il giorno dopo: nel primo caso gli mancavano 3 monete mentre nel secondo possiede 3 monete. Per poter effettuare tale distinzione, nascono i numeri col segno: il commerciante il primo giorno segnerà ad esempio 3 per distinguerlo dal secondo giorno quando segnerà +3. Coi numeri col segno possiamo quindi effettuare qualunque sottrazione, anche quelle in cui il minuendo è minore del sottraendo. La precedente affermazione si basa sul fatto che abbiamo creato un nuovo insieme numerico in cui ogni numero (eccetto lo 0 ma lo vedremo dopo) ha un segno: tale insieme è chiamato l insieme degli interi Z; ed è così costituito: Z = {...; 3; 2; 1; 0; +1; +2; +3;...} Definizione di numeri negativi e numeri positivi. I numeri preceduti dal segno meno si
41 Alessandro Bocconi 40 dicono negativi, quelli preceduti dal segno più si dicono positivi. Osservazione. Il numero 5 non appartiene ai numeri interi in quanto sprovvisto di segno. Ai numeri interi appartengono i numeri 5 e +5. L unico elemento di Z sprovvisto del segno è 0. Definizione di valore assoluto. Il valore assoluto di un numero intero è il numero privato del segno. : il valore assoluto di +7 è 7, di 3 è 3, di 0 è 0. Definizione di numeri concordi e discordi. Due numeri con lo stesso segno si dicono concordi fra loro, due numeri con segno diverso si dicono discordi. : 2 e 11 sono concordi, +7 e 10 sono discordi. 2.2 Caratteristiche dell insieme Z. Enunciamo le principali caratteristiche dell insieme Z:. Anche l insieme Z ammette una relazione d ordine, cioé un criterio che ci permette di stabilire, presa una qualunque coppia di elementi, quale elemento viene prima. La relazione d ordine è: essere minore di... Si deve tenere conto del fatto che: 1. Ogni numero negativo è minore di qualunque numero positivo. 2. Ogni numero negativo è minore di 0, che a sua volta è minore di ogni numero positivo. 3. presi due numeri negativi è minore quello che ha il valore assoluto maggiore (ad esempio 7 è minore di 3). 4. presi due numeri positivi è minore quello che ha il valore assoluto minore. Z ha infiniti elementi. Z è illimitato. Osservazione. In base alle caratteristiche di Z possiamo affermare che non esiste né il primo elemento dell insieme (mentre nei numeri naturali era lo 0), né l ultimo. Osservazione 2: la migliore rappresentazione grafica dell insieme Z è, in base alle sue caratteristiche, una retta orientata come quella rappresentata in figura 2.1.
42 Alessandro Bocconi Figura 2.1: La retta dei numeri interi 2.3 Le operazioni coi numeri interi. In modo simile a come abbiamo fatto per i numeri naturali, definiamo nell insieme dei numeri interi le varie operazioni. Osservazione importantissima. Nel definire le operazioni è fondamentale tenere conto di un aspetto: abbiamo creato i numeri interi per poter effettuare qualunque tipo di sottrazione. Non vogliamo però, a fronte di questo indiscutibile vantaggio, perdere le proprietà che erano valide per i numeri naturali (la proprietà commutativa e la proprietà associativa per l addizione e la moltiplicazione, e la proprietà distributiva della moltiplicazione rispetto all addizione). Se così non fosse avremmo ottenuto un miglioramento da una parte (il poter effettuare qualunque sottrazione) ma un peggioramento da un altra (la perdita delle proprietà citate sopra). Nei prossimi paragrafi vedremo che tale pericolo è scongiurato. 2.4 L addizione nei numeri interi Regola per l addizione di due numeri concordi. La somma di due numeri concordi è un numero intero che ha lo stesso segno degli addendi e come valore assoluto la somma dei valori assoluti. (+4) + (+8) sono entrambi positivi, quindi la somma ha segno positivo e valore assoluto 12 in quanto sommando il valore assoluto del primo addendo (4) col valore assoluto del secondo addendo (8), si ottiene 12. Quindi: (+4) + (+8) = +12 ( 3) + ( 6) sono entrambi negativi, quindi la somma ha segno negativo e valore assoluto 9 in quanto sommando il valore assoluto del primo addendo (3) col valore assoluto del secondo addendo (6), si ottiene 9.
43 Alessandro Bocconi 42 Quindi: ( 3) + ( 6) = 9 Regola per l addizione di due numeri discordi. La somma di due numeri discordi è un numero intero che ha il segno dell addendo in valore assoluto maggiore, e come valore assoluto la differenza fra il valore assoluto maggiore il valore assoluto minore. (+4) + ( 7) l addendo che ha il valore assoluto maggiore è 7, quindi la somma ha segno negativo e valore assoluto 3 in quanto la differenza fra il valore assoluto maggiore (7) e il valore assoluto minore (4), è 3. Quindi: (+4) + ( 7) = 3 ( 5) + (+11) l addendo che ha il valore assoluto maggiore è +11, quindi la somma ha segno positivo e valore assoluto 6 in quanto la differenza fra il valore assoluto maggiore (11) e il valore assoluto minore (5), è 6. Quindi: ( 5) + (+11) = +6 ( 3) + (+3) In questo caso i due addendi hanno uguale valore assoluto e segno diverso. Tali numeri si dicono opposti e la loro somma è 0. Quindi: Dagli esempi ci accorgiamo che: ( 3) + (+3) = 0 La notazione è più pesante di quella in uso per i numeri naturali, e ciò è ovviamente dovuto al fatto che i numeri interi sono numeri con il segno. Si confronti un addizione nei numeri naturali, ad esempio 3 + 5, con una nei numeri interi (+3) + ( 8) e si osservi quanti simboli in più si sono resi necessari per la seconda somma. È necessaria una distinzione: nella somma sopra considerata compare due volte il simbolo +, ma con significati diversi: il + dentro la parentesi rappresenta il segno del numero intero +3, mentre l altro è il consueto operatore dell addizione, che indica che il contenuto della prima parentesi va sommato col contenuto della seconda. Le parentesi sono obbligatorie: in particolare non deve mai accadere che due simboli di operazioni (+; ; ; :) si trovino accanto: devono essere separati da una parentesi.
44 Alessandro Bocconi 43 Un buon metodo per comprendere (e ricordare) la somma di due numeri interi è quello di utilizzare la rappresentazione di Z di figura 2.1. Si osservi che i numeri positivi sono a destra dello 0, mentre i negativi sono a sinistra dello 0. Per determinare la somma di due numeri interi associamo uno spostamento a destra se l addendo è positivo, e uno spostamento a sinistra se l addendo è negativo. Il punto di partenza è lo 0, il punto di arrivo è il risultato. Chiariamo quanto detto con degli esempi: (+2) + (+5) Il primo addendo è positivo, ci spostiamo quindi a destra di 2, arrivando a +2. Da qui, visto che anche il secondo addendo è positivo, continuiamo a spostarci a destra di 5, arrivando a +7 che è il risultato dell addizione. ( 3) + ( 7) Il primo addendo è negativo, ci spostiamo quindi a sinistra di 3, arrivando a 3. Da qui, visto che anche il secondo addendo è negativo, continuiamo a spostarci a sinistra di 7, arrivando a 10 che è il risultato dell addizione. (+4) + ( 6) Il primo addendo è positivo, ci spostiamo quindi a destra di 4, arrivando a +4. Da qui, visto che il secondo addendo è negativo, ci spostiamo a sinistra di 6, arrivando a 2 che è il risultato dell addizione. Osservazione. Il metodo appena descritto diventa meno praticabile se i numeri sono elevati: ad esempio (+89) + ( 147). In questo caso diventa estremamente laborioso disegnare una retta che arrivi almeno fino a +89 e poi contare gli spostamenti. Per come è stata definita l addizione nei numeri interi, risultano ancora valide le seguenti: Proprietà dell addizione nei numeri interi. Proprietà commutativa. Cambiando l ordine degli addendi la somma non cambia. Verifichiamolo con degli esempi: (+3) + (+4) = +7; (+4) + (+3) = +7 ( 5) + ( 4) = 9; ( 4) + ( 5) = 9 ( 5) + (+8) = +3; (+8) + ( 5) = +3 (si verifichi con le regole imparate in questo paragrafo che tali addizioni sono corrette)
45 Alessandro Bocconi 44 Proprietà associativa. La somma di più numeri non cambia, cambiando l ordine in cui le addizioni vengono eseguite. Verifichiamolo con degli esempi: (+5) + ( 3) + ( 7) Effettuiamo prima la prima addizione e poi la seconda: (+5) + ( 3) + ( 7) = (+2) + ( 7) = 5 Adesso effettuiamo prima la seconda addizione e poi la prima: Quindi si ottiene lo stesso risultato ( 5). (+5) + ( 3) + ( 7) = (+5) + ( 10) = 5 ( 4) + ( 6) + ( 5) Effettuiamo prima la prima addizione e poi la seconda: ( 4) + ( 6) + ( 5) = ( 10) + ( 5) = 15 Adesso effettuiamo prima la seconda addizione e poi la prima: Quindi si ottiene lo stesso risultato ( 15). ( 4) + ( 6) + ( 5) = ( 4) + ( 11) = La sottrazione nei numeri interi Nei numeri interi, la sottrazione assomiglia all addizione. Tale somiglianza emerge dalla seguente: Regola per la sottrazione. La differenza fra due numeri interi è equivalente alla somma del minuendo (il primo termine) con il sottraendo (secondo termine) cambiato di segno. Quindi per effettuare una sottrazione la trasformiamo in una addizione cambiando il segno del sottraendo, e poi seguiamo le regole studiate nel precedente paragrafo. ( 4) (+3) Trasformiamo la precedente sottrazione in un addizione, cambiando il segno al sottraendo: ( 4) + ( 3) a questo punto siamo nel caso della somma di due numeri concordi: seguendo le regole già viste si ottiene 7. Quindi: ( 4) (+3) = ( 4) + ( 3) = 7 ( 4) ( 8) Trasformiamo la precedente sottrazione in un addizione, cambiando il segno al sottraendo: ( 4) + (+8) a questo punto siamo nel caso della somma di due numeri discordi: seguendo le regole già viste si
46 Alessandro Bocconi 45 ottiene +4. Quindi: ( 4) ( 8) = ( 4) + (+8) = La moltiplicazione nei numeri interi Regola per la moltiplicazione di numeri interi. Il prodotto di due numeri interi è un numero intero che ha segno positivo se i due fattori sono concordi, e segno negativo se i due fattori sono discordi. Come valore assoluto ha il prodotto dei valori assoluti. Se uno dei due fattori è 0 il prodotto è 0. Riassiumiamo questa regola tramite la seguente tabella: 1 o fattore 2 o fattore prodotto (+7) (+4) i due fattori sono concordi (sono entrambi positivi) quindi il prodotto ha segno positivo e come valore assoluto il prodotto dei valori assoluti. Quindi, dato che 7 4 = 28, risulta: (+7) (+4) = +28 ( 6) ( 3) i due fattori sono concordi (sono entrambi negativi) quindi il prodotto ha segno positivo e come valore assoluto il prodotto dei valori assoluti. Quindi, dato che 6 3 = 18, risulta: ( 6) ( 3) = +18 (+4) ( 5) i due fattori sono discordi (il primo è positivo e il secondo è negativo) quindi il prodotto ha segno negativo e come valore assoluto il prodotto dei valori assoluti. Quindi, dato che 4 5 = 20, risulta: (+4) ( 5) = 20 (0) ( 5) uno dei due fattori è 0, quindi è 0 anche il prodotto: (0) ( 5) = 0
47 Alessandro Bocconi 46 Osservazione. Ci si potrebbe chiedere (e sarebbe estremamente utile farlo) il motivo per cui vale la regola che il prodotto di due numeri concordi è positivo, mentre di due numeri discordi è negativo. In altre parole ci poniamo le seguenti domande: 1. Perché il prodotto di due numeri positivi è positivo? 2. Perché il prodotto di un numero positivo con uno negativo (o viceversa) è negativo? 3. Perché il prodotto di due numeri negativi è positivo? Per rispondere a queste domande bisogna ricordarsi la proprietà distributiva della moltiplicazione rispetto all addizione, introdotta nel paragrafo 1.9 per i numeri naturali, e l osservazione importantissima del paragrafo 2.3 per cui noi pretendiamo che le proprietà introdotte nei numeri naturali, siano ancora valide nei numeri interi. Rimandiamo per adesso la risposta della domanda 1, e prendiamo per buono che il prodotto di due numeri positivi è positivo. Con questa premessa le domande 2 e 3 hanno la stessa risposta: perché continui a valere nei numeri interi la proprietà distributiva della moltiplicazione rispetto all addizione. La dimostrazione di quanto detto si trova nel prossimo (facoltativo) capoverso sulla regola dei segni. La risposta a perché il prodotto di due numeri positivi è positivo (la domanda 1) si trova nel successivo paragrafo Regola dei segni del prodotto (facoltativa). Il prodotto di due numeri discordi è negativo (risposta alla domanda 2). Sappiamo che il prodotto fra 0 e qualunque numero intero è 0. Quindi, ad esempio: 0 (+5) = 0 Ma sappiamo anche che la somma di due numeri opposti è 0, e quindi deve essere 0 il risultato della seguente espressione: [(+3) + ( 3)] (+5) (infatti [(+3) + ( 3)] = 0, quindi [(+3) + ( 3)] (+5) = 0). Affinché valga la proprietà distributiva, deve risultare che: [(+3) + ( 3)] (+5) = (+3) (+5) + ( 3) (+5) quindi anche (+3) (+5) + ( 3) (+5) deve essere uguale a 0. Ma (+3) (+5) = +15 quindi il prodotto ( 3) (+5) deve essere tale che, sommato a +15 ha come risultato 0. Ma l unico numero che sommato a +15 ha risultato 0 è 15. Quindi ( 3) (+5) = 15. Tale dimostrazione può essere ripetuta per qualunque numero intero e quindi possiamo affermare che il prodotto di due numeri discordi è negativo.
48 Alessandro Bocconi 47 Il prodotto di due numeri negativi è positivo (risposta alla domanda 3). Consideriamo ora l espressione [(+3) + ( 3)] ( 5) che sappiamo deve avere come risultato 0. Affinché valga la proprietà distributiva, deve risultare che: [(+3) + ( 3)] ( 5) = (+3) ( 5) + ( 3) ( 5) quindi anche (+3) ( 5) + ( 3) ( 5) deve essere uguale a 0. Ma abbiamo visto prima che (+3) ( 5) = 15 quindi il prodotto ( 3) ( 5) deve essere tale che, sommato a 15 ha come risultato 0. Ma l unico numero che sommato a 15 ha risultato 0 è +15. Quindi ( 3) ( 5) = +15. Tale dimostrazione può essere ripetuta per qualunque numero intero e quindi possiamo affermare che il prodotto di due numeri negativi è positivo. Si osservi che la dimostrazione di entrambe le affermazioni si basa sul fatto che abbiamo scelto che il prodotto di due numeri positivi è positivo. Come già detto tale scelta sarà giustificata nel paragrafo Concludiamo il paragrafo, evidenziando che, per come è stata definita la moltiplicazione nei numeri interi, risultano ancora valide le seguenti: Proprietà della moltiplicazione nei numeri interi. Proprietà commutativa. Cambiando l ordine dei fattori il prodotto non cambia. Verifichiamolo con degli esempi: (+3) (+4) = +12; (+4) (+3) = +12 ( 5) ( 4) = +20; ( 4) ( 5) = +20 ( 5) (+8) = 40; (+8) ( 5) = 40 Proprietà associativa. Il prodotto di più fattori non cambia, cambiando l ordine in cui le moltiplicazioni vengono eseguite. Verifichiamolo con degli esempi: (+5) ( 3) ( 4) Effettuiamo prima la prima moltiplicazione e poi la seconda: (+5) ( 3) ( 4) = ( 15) ( 4) = +60 Adesso effettuiamo prima la seconda moltiplicazione e poi la prima: Quindi si ottiene lo stesso risultato (+60). (+5) ( 3) ( 4) = (+5) (+12) = +60 ( 2) ( 4) ( 5)
49 Alessandro Bocconi 48 Effettuiamo prima la prima moltiplicazione e poi la seconda: ( 2) ( 4) ( 5) = (+8) ( 5) = 40 Adesso effettuiamo prima la seconda moltiplicazione e poi la prima: ( 2) ( 4) ( 5) = ( 2) (+20) = 40 Quindi si ottiene lo stesso risultato ( 40). 2.7 La divisione nei numeri interi Significato della divisione nei numeri interi. Una divisione fra due numeri interi ha lo stesso significato che ha nei numeri naturali: infatti anche in questo caso eseguire una divisione vuol dire determinare quel numero intero che moltiplicato al secondo (il divisore), ha come risultato il primo (dividendo). Vale quindi la seguente regola: Regola della divisione nei numeri interi. Il quoziente della divisione fra due numeri interi è un numero intero che ha segno positivo se i due numeri hanno segno concorde e negativo se i due numeri hanno segno discorde, e come valore assoluto il quoziente fra i due valori assoluti. Osservazione. Si osservi che la regola dei segni valida per la moltiplicazione è identica per la divisione. Ciò è una conseguenza del significato della divisione fra numeri interi. Verifichiamolo tramite esempi: (+8) : (+2) dobbiamo trovare quel numero che moltiplicato a +2 ha come risultato +8. Affinché il prodotto con +2 sia positivo, il numero che cerchiamo deve essere positivo (altrimenti, se fosse negativo, moltiplicandolo per +2 darebbe risultato negativo e non potrebbe quindi essere +8). Quindi, dato che il quoziente fra i valori assoluti è 4 (8 : 2 = 4), il risultato è: (+8) : (+2) = +4 (+8) : ( 2) dobbiamo trovare quel numero che moltiplicato a 2 ha come risultato +8. Affinché il prodotto con 2 sia positivo, il numero che cerchiamo deve essere negativo (altrimenti, se fosse positivo, moltiplicandolo per 2 darebbe risultato negativo e non potrebbe quindi essere +8). Quindi, dato che il quoziente fra i valori assoluti è 4 (8 : 2 = 4), il risultato è: (+8) : ( 2) = 4 ( 8) : (+2)
50 Alessandro Bocconi 49 dobbiamo trovare quel numero che moltiplicato a +2 ha come risultato 8. Affinché il prodotto con +2 sia negativo, il numero che cerchiamo deve essere negativo (altrimenti, se fosse positivo, moltiplicandolo per +2 darebbe risultato positivo e non potrebbe quindi essere 8). Quindi, dato che il quoziente fra i valori assoluti è 4 (8 : 2 = 4), il risultato è: ( 8) : (+2) = 4 ( 8) : ( 2) dobbiamo trovare quel numero che moltiplicato a 2 ha come risultato 8. Affinché il prodotto con 2 sia negativo, il numero che cerchiamo deve essere positivo (altrimenti, se fosse negativo, moltiplicandolo per 2 darebbe risultato positivo e non potrebbe quindi essere 8). Quindi, dato che il quoziente fra i valori assoluti è 4 (8 : 2 = 4), il risultato è: ( 8) : ( 2) = +4 Osservazione. Come nei numeri naturali, non tutte le divisioni nei numeri interi hanno un risultato. Si prenda ad esempio ( 8) : (+3), non esiste nessun numero intero (positivo o negativo) che moltiplicato per +3 abbia come risultato Le potenze nei numeri interi Una potenza nei numeri interi ha come base un numero intero e come esponente un numero naturale. La sua definizione è uguale a quella nei numeri naturali. Anche tutte le proprietà delle potenze definite nel paragrafo 1.10, restano valide per le potenze dei numeri interi. Analizziamo alcuni esempi per capire il comportamento delle potenze dei numeri interi. 1. Calcolare (+2) 4 È una potenza di base +2 ed esponente 4, quindi: (+2) 4 = (+2) (+2) (+2) (+2) } {{ } 4 volte Effettuiamo una alla volta tutte le moltiplicazioni presenti in questo prodotto, tenendo conto della regola dei segni: (+2) 4 = (+2) (+2) (+2) (+2) = (+4) (+2) (+2) = (+8) (+2) = +16 Quindi: (+2) 4 = Calcolare (+3) 3 È una potenza di base +3 ed esponente 3, quindi: (+3) 3 = (+3) (+3) (+3) } {{ } 3 volte
51 Alessandro Bocconi 50 Effettuiamo una alla volta tutte le moltiplicazioni presenti in questo prodotto, tenendo conto della regola dei segni: (+3) 3 = (+3) (+3) (+3) = (+9) (+3) = +27 Quindi: (+3) 3 = Calcolare ( 2) 4 È una potenza di base 2 ed esponente 4, quindi: ( 2) 4 = ( 2) ( 2) ( 2) ( 2) } {{ } 4 volte Effettuiamo una alla volta tutte le moltiplicazioni presenti in questo prodotto, tenendo conto della regola dei segni: ( 2) 4 = ( 2) ( 2) ( 2) ( 2) = (+4) ( 2) ( 2) = ( 8) ( 2) = +16 Quindi: ( 2) 4 = Calcolare ( 5) 3 È una potenza di base 5 ed esponente 3, quindi: ( 5) 3 = ( 5) ( 5) ( 5) } {{ } 3 volte Effettuiamo una alla volta tutte le moltiplicazioni presenti in questo prodotto, tenendo conto della regola dei segni: ( 5) 3 = ( 5) ( 5) ( 5) = (+25) ( 5) = 125 Quindi: ( 5) 3 = Calcolare 0 4 È una potenza di base 0 ed esponente 4, quindi: 6. Calcolare (+7) 0 ; ( 5) = } 0 0 {{ 0 0} = 0 4 volte Adottiamo la stessa convenzione usata nei numeri naturali, per le potenze ad esponente 0. Quindi: (+7) 0 = +1 ( 5) 0 = non ha significato. Dai precedenti esempi deduciamo la seguente: Regola delle potenze dei numeri interi. La potenza di un numero intero avente base positiva ha sempre segno positivo (esempi 1 e 2)
52 Alessandro Bocconi 51 La potenza di un numero intero avente base negativa ha: segno positivo se l esponente è pari (esempio 3) segno negativo se l esponente è dispari (esempio 4) La potenza che ha per base 0 e per esponente un numero diverso da 0 è sempre 0 (esempio 5) La potenza che ha per base qualunque numero intero diverso da 0 e come esponente 0 è sempre (+1) (esempio 6) 0 0 non ha significato (esempio 7) Osservazione. Nelle regole appena viste abbiamo affermato che qualunque numero intero diverso da zero, elevato a 0, è uguale a +1. Che il valore assoluto sia 1 viene dalle osservazioni fatte per le potenze nei numeri naturali. Ci si potrebbe allora chiedere perché non 1. Una delle possibili risposte consiste nel fatto che una potenza con esponente pari, qualunque base abbia purché diversa da 0, ha segno positivo. Essendo 0 un numero pari, una potenza con esponente 0 deve avere segno positivo. Le proprietà delle potenze dei numeri interi. Le proprietà delle potenze dei numeri naturali (vedi paragrafo 1.10) rimangano invariate nei numeri interi, con la differenza che, in quest ultimo caso, le basi delle potenze sono numeri interi. Effettuiamo alcuni esempi: (+2) 4 (+2) 3 Si tratta di una moltiplicazione fra due potenze aventi la stessa base. La prima proprietà delle potenze ci dice che il prodotto fra due potenze aventi la stessa base è una potenza che ha per base la stessa base e come esponente la somma degli esponenti; quindi, dato che = 7 si ha: (+2) 4 (+2) 3 = (+2) 7 = +128 (se la potenza rappresenta un numero elevato si può lasciare sotto forma di potenza e non è necessario calcolarla. In questo caso quindi possiamo lasciare come risultato (+2) 7 ) ( 1) 2 ( 1) 3 Come nell esempio precedente, si tratta di una moltiplicazione fra due potenze aventi la stessa base. Il prodotto è una potenza che ha per base la stessa base e come esponente la somma degli esponenti; quindi, dato che = 5, si ha: ( 1) 2 ( 1) 3 = ( 1) 5 = 1 (Osservazione. Si noti che l ultimo esempio non è in contraddizione con la regola dei segni: infatti all obiezione che (-1) moltiplicato (-1) ha come risultato (+1), si risponde col fatto che non va effettuato il prodotto delle basi, ma applicata la prima proprietà delle potenze. Quindi, dato che la base delle due potenze è 1, anche il risultato deve avere la stessa base cioè 1). ( 5) 7 : ( 5) 5 Si tratta di una divisione fra due potenze aventi la stessa base. La seconda proprietà delle potenze ci dice che il quoziente fra due potenze aventi la stessa base è una potenza che ha per base la stessa base e come esponente la differenza degli esponenti; quindi, dato che 7 5 = 2 si ha: ( 5) 7 : ( 5) 5 = ( 5) 2 = +25
53 Alessandro Bocconi 52 [( 2) 3 ] 2 Applicando la terza proprietà delle potenze che dice che una potenza di potenza equivale a una potenza con la stessa base e come esponente il prodotto degli esponenti, si ottiene: [( 2) 3 ] 2 = ( 2) 6 = +64 (+2) 3 ( 3) 3 Si tratta di una moltiplicazione fra due potenze aventi lo stesso esponente. La quarta proprietà delle potenze ci dice che il prodotto fra due potenze aventi lo stesso esponente è una potenza che ha per esponente lo stesso esponente e per base il prodotto delle basi; quindi, dato che (+2) ( 3) = 6 si ha: (+2) 3 ( 3) 3 = ( 6) 3 = 196 (come già detto, se la potenza rappresenta un numero elevato si può lasciare sotto forma di potenza) ( 12) 4 : (+4) 4 Si tratta di una divisione fra due potenze aventi lo stesso esponente. La quinta proprietà delle potenze ci dice che il quoziente fra due potenze aventi lo stesso esponente è una potenza che ha per esponente lo stesso esponente e per base il quoziente delle basi; quindi, dato che ( 12) : (+4) = 3 si ha: ( 12) 4 : (+4) 4 = ( 3) 4 = +81 Osservazione. Da quanto visto è facile osservare che due potenze che hanno lo stesso esponente pari, e basi opposte sono uguali, come emerge dai seguenti esempi: infatti entrambe le potenze sono uguali a +16. (+2) 4 = ( 2) 4 ( 5) 2 = (+5) 2 infatti entrambe le potenze sono uguali a +25 e così via. Chiarito questo, consideriamo adesso il seguente prodotto: (+2) 7 ( 2) 4 possiamo applicare le proprietà delle potenze? La risposta è negativa in quanto le due potenze hanno diversi sia la base che l esponente. Si osserva però che le basi sono opposte e che una delle due ha esponente pari. Il precedente prodotto è quindi equivalente a: (+2) 7 ( 2) 4 = (+2) 7 (+2) 4 adesso possiamo applicare la prima proprietà delle potenze ottenendo: (+2) 7 ( 2) 4 = (+2) 7 (+2) 4 = (+2) 11
54 Alessandro Bocconi 53 Possiamo quindi affermare la seguente regola: Regola del prodotto fra due potenze di basi opposte. Il prodotto fra due potenze aventi basi opposte, di cui almeno una con esponente pari, si effettua cambiando il segno alla base della potenza con esponente pari, e applicando la prima proprietà delle potenze. Se entrambe le potenze hanno esponente pari, il segno va cambiato ad una sola delle basi (in genere quella di segno negativo). (+5) 6 ( 5) 3 = ( 5) 6 ( 5) 3 = ( 5) 9 ( 3) 2 (+3) 4 = (+3) 2 (+3) 4 = (+3) 6 Osservazione. La regola del prodotto fra due potenze aventi basi opposte si applica allo stesso modo per il quoziente. o ( 4) 7 : (+4) 6 = ( 4) 7 : ( 4) 6 = ( 4) 1 = La priorità delle operazioni, le parentesi e le espressioni Come abbiamo fatto nei numeri naturali, per poter risolvere delle espressioni è necessario definire una priorità delle operazioni. Come prevedibile, la priorità delle operazioni è la stessa di quella definita nei numeri naturali. Quindi: 1. Elevamento a potenza. 2. Moltiplicazione e divisione. 3. Addizione e sottrazione Fra due operazioni di uguale priorità si effettua prima quella più a sinistra. Come per i numeri naturali, l unico modo di cambiare l ordine delle operazioni è tramite l uso delle parentesi. {[(+36) + ( 3) ( 4) + (+5) (+2) ( 5) 2 ] 8 : (+3) 6 } (+2) ( 1) Concentriamoci sulla parte di espressione all interno delle parentesi quadre: in essa c è un elevamento a potenza che va svolto per primo: = {[(+36) + ( 3) ( 4) + (+5) (+2) (+25)] 8 : (+3) 6 } (+2) ( 1) = Sempre dentro le parentesi quadre ci sono due moltiplicazioni, possiamo svolgerle nello stesso passaggio:
55 Alessandro Bocconi 54 {[(+36) + (+12) + (+5) (+50)] 8 : (+3) 6 } (+2) ( 1) = Adesso nelle parentesi quadre ci sono solo operazioni che hanno la medesima priorità. Svolgiamole una per ogni passaggio nell ordine che va da sinistra a destra: {[(+48) + (+5) (+50)] 8 : (+3) 6 } (+2) ( 1) = {[(+53) (+50)] 8 : (+3) 6 } (+2) ( 1) = {[(+3)] 8 : (+3) 6 } (+2) ( 1) = Le parentesi quadre contengono un solo numero intero, e quindi sono diventate inutili e possiamo toglierle: {(+3) 8 : (+3) 6 } (+2) ( 1) = Invece di elevare a potenza, applichiamo la seconda proprietà delle potenze: {(+3) 2 } (+2) ( 1) = {(+9)} (+2) ( 1) = Le parentesi graffe contengono un solo numero intero, e quindi sono diventate inutili e possiamo toglierle: (+9) (+2) ( 1) = Adesso si effettua il prodotto e infine la sottrazione: (+9) ( 2) = +11 {[( 5) 2 ( 5) 3 : ( 5) 4 ] 2 } 3 : [( 5) 2 ]3 = {[( 5) 5 : ( 5) 4 ] 2 } 3 : [( 5) 2 ]3 = {[( 5) 1 ] 2 } 3 : [( 5) 2 ]3 = {( 5) 2 } 3 : ( 5) 6 = ( 5) 6 : ( 5) 6 = ( 5) 0 = +1
56 Alessandro Bocconi Identificazione fra i numeri interi non negativi e i numeri naturali (Nel titolo del paragrafo abbiamo usato il termine non negativo invece che positivo per poter comprendere anche lo 0). Come possiamo osservare le espressioni con i numeri interi hanno una notazione piuttosto pesante, con un massiccio uso di parentesi. Per poter alleggerire questa notazione è stata stabilita la seguente corrispondenza fra i numeri naturali e i numeri interi non negativi: Corrispondenza fra i numeri naturali e i numeri interi non negativi. Ad ogni numero intero positivo corrisponde il numero naturale uguale al suo valore assoluto (o: al numero intero +3, corrisponde il numero naturale 3). Ad ogni numero naturale corrisponde il numero intero positivo che ha come valore assoluto quel numero naturale (o: al numero naturale 7, corrisponde il numero intero +7). Allo 0 dei numeri interi corrisponde lo 0 dei numeri naturali, e viceversa. Si osservi che si tratta di una corrispondenza biunivoca, cioè ad ogni numero intero non negativo corrisponde uno e un solo numero naturale e viceversa. Tramite questa corrispondenza abbiamo identificato l insieme dei numeri naturali con l insieme dei numeri interi non negativi. Prima di procedere, possiamo finalmente spiegare il motivo per cui il prodotto di due numeri interi positivi è positivo. Il prodotto di due numeri interi positivi è positivo. Supponiamo di dover effettuare il prodotto (+3) (+5). Tramite la corrispondenza appena vista possiamo affermare che tale prodotto è equivalente nei numeri naturali a 3 5 che ha come risultato 15. Ma il numero naturale 15 corrisponde nei numeri interi a +15. Quindi deve risultare che: (+3) (+5) = +15 che spiega perché è stato scelto che il prodotto di due numeri positivi sia positivo. Alla luce di quanto visto, vediamo come si trasformano le espressioni: Se all intero di una parentesi abbiamo un unico numero intero e la parentesi è preceduta dal segno + oppure, si levano le parentesi e come unico segno si segue la regola dei segni del prodotto fra il segno che precede la parentesi e quello all interno della parentesi. Al posto di un numero intero positivo scriviamo il numero naturale formato dal suo valore assoluto. Nel caso di un numero intero negativo all inizio di un espressione, si può scrivere tale numero senza le parentesi. (+3) + (+7) = +10 diventa = 10 (+3) + ( 7) = 4 diventa 3 7 = 4 (perché +( 7) diventa 7 in quanto, per la regola dei segni del prodotto, più per meno uguale meno ).
57 Alessandro Bocconi 56 ( 3) ( 6) = +3 diventa = 3 (perché ( 6) diventa +6 in quanto, per la regola dei segni del prodotto, meno per meno uguale più ). Vediamo adesso come si trasforma l espressione trattata nel paragrafo precedente {[(+36) + ( 3) ( 4) + (+5) (+2) ( 5) 2 ] 8 : (+3) 6 } (+2) ( 1) con le convenzioni sopra descritte: {[36 3 ( 4) ( 5) 2 )] 8 : 3 6 } 2 ( 1) Osservazione. Notiamo che la rappresentazione della seconda espressione è certamente meno pesante della prima. Questo purtroppo non vuol dire che sia più facile risolvere la seconda piuttosto che la prima: anzi è necessario prestare maggiore attenzione sia alla regola dei segni, sia alle priorità delle operazioni. Osservazione. Si osservi che nell espressione abbiamo lasciato la parentesi nel ( 5) 2. Questa scelta è obbligatoria, infatti è diverso scrivere ( 5) 2 da scrivere 5 2. Chiariamo perché: ( 5) 2 é una potenza di base 5 ed esponente 2. Le parentesi indicano che anche il meno fa parte della base e quindi valgono le regole per le potenze dei numeri interi con esponente pari. Quindi risulta che: ( 5) 2 = 25 Invece in 5 2, non essendoci parentesi, per la priorità delle operazioni va effettuata prima la potenza e poi considerato il segno negativo. Quindi: 5 2 = 25 Osservazione. Si osservi che nella parte di espressione 3 ( 4) abbiamo lasciato le parentesi al numero intero 4. Anche in questo caso non possiamo fare altrimenti perché è sempre sbagliato scrivere due segni di operazione accanto se non separati da parentesi (non possiamo quindi scrivere 3 4). Dopo queste osservazioni, risolviamo l espressione: {[36 3 ( 4) ( 5) 2 )] 8 : 3 6 } 2 ( 1) = {[36 3 ( 4) ] 8 : 3 6 } 2 ( 1) = {[ ] 8 : 3 6 } 2 ( 1) = {[ ] 8 : 3 6 } 2 ( 1) = {[53 50] 8 : 3 6 } 2 ( 1) = {[3] 8 : 3 6 } 2 ( 1) = {3 8 : 3 6 } 2 ( 1) =
58 Alessandro Bocconi 57 {3 2 } 2 ( 1) = ( 1) = 9 2 ( 1) = = Domande Paragrafo Cos è il valore assoluto di un numero intero? 2. Quando 2 numeri interi sono fra loro concordi? Quando discordi? Paragrafo Qual è la relazione d ordine in Z? 4. Presi 2 numeri negativi come si stabilisce chi è il minore? 5. Z ha un elemento minore di tutti gli altri? 6. Quale numero intero è minore di tutti i numeri positivi e maggiore di tutti i numeri negativi? Paragrafo Perché sono stati creati i numeri interi? 8. Quali propirietà che sono valide in N vogliamo che restino valide in Z? Paragrafo In un espressione con i numeri interi il simbolo + può avere 2 significati. Quali? 10. Come si effettua la somma di 2 numeri concordi? 11. Come si effettua la somma di 2 numeri discordi? 12. Quando 2 numeri si dicono opposti? 13. Di quali proprietà gode l addizione fra numeri interi? Paragrafo A cosa è equivalente la sottrazione di 2 numeri interi? Paragrafo Come si determina il segno del prodotto di 2 numeri interi? 16. Come si determina il valore assoluto del prodotto di 2 numeri interi?
59 Alessandro Bocconi Supponendo vero che il prodotto di 2 numeri positivi è positivo, si risponda alla domanda: perchè il prodotto di un numero positivo con uno negativo è negativo? 18. Di quali proprietà gode la moltiplicazione fra numeri interi? Paragrafo Perchè la regola dei segni della divisione è uguale a quella della moltiplicazione? Paragrafo Quale è il segno di una potenza avente base positiva? 21. Perchè una potenza di base negativa ed esponente pari è positiva? 22. Perchè una potenza di base negativa ed esponente dispari è negativa? 23. Perchè una potenza di base diversa da 0 ed esponente 0 è +1 (e non 1 ad esempio)? 24. Le proprietà delle potenze valide in N valgono anche in Z? 25. In quali casi è possibile applicare le proprietà delle potenze ad un prodotto fra potenze di basi opposte? Paragrafo La priorità delle operazioni in Z è la stessa di N? Paragrafo Che corrispondenza è stata stabilita fra N e Z? 28. Che tipo di corrispondenza è? 29. A che scopo è stata creata questa corrispondenza? 30. Perché il prodotto di 2 numeri positivi è positivo? 31. Perché è obbligatoria la parentesi nella potenza ( 4) 2? 2.12 Esercizi Paragrafo Scrivi nell ordine giusto i seguenti numeri interi: +2; 6; 2; 0; Scrivi nell ordine giusto i seguenti numeri interi: 25; 26; 24; 110; 0 Paragrafo 2.4 Esegui le seguenti addizioni: 3. (+7) + (+7); ( 3) + ( 4); ( 3) + (0); (+5) + ( 10) 4. ( 2) + (+8); ( 4) + (+4); (+7) + ( 6); (0) + ( 5) 5. (+6) + ( 3) + ( 4); ( 2) + (+1); ( 13) + ( 4) + (+13); ( 3) + (0) + (+4)
60 Alessandro Bocconi Determina gli opposti dei seguenti numeri: 100; +14; 0; Mostra con un esempio che per l addizione fra interi vale la proprietà commutativa. 8. Mostra con un esempio che per l addizione fra interi vale la proprietà associativa. Paragrafo 2.5 Esegui le seguenti sottrazioni: 9. (+7) (+7); ( 3) ( 5); ( 3) (0); (+2) ( 10) 10. ( 4) (+8); ( 4) (+4); (+9) ( 6); (0) ( 5) 11. (+6) ( 3) ( 4); ( 2) (+1); ( 13) ( 4) (+13); ( 3) (0) (+4) 12. Mostra con un esempio che per la sottrazione fra interi non vale la proprietà commutativa. 13. Mostra con un esempio che per la sottrazione fra interi non vale la proprietà associativa. Paragrafo 2.6 Esegui le seguenti moltiplicazioni: 14. (+3) (+1); ( 11) ( 2); ( 8) (0); ( 1) ( 1) 15. (+3) (0) (+1); ( 11) (+2) ( 2); (+32) ( 8) (0); ( 1) ( 1) ( 1) 16. ( 13) ( 1); (0) (0); ( 4) (+1) (+1); ( 1) ( 11) Risolvi le seguenti espressioni sia utilizzando la proprietà distributiva sia non utilizzandola e verifica che il risultato è uguale: 17. [(+6) + ( 3) + ( 4)] (+2); ( 4) [( 2) + (+1)] 18. [( 6) + ( 2) ( 4)] ( 2); ( 3) [( 3) + (+3)] 19. [( 13) + ( 4) + (+13)] ( 6); ( 3) [( 3) + (0) + (+4)] 20. [( 12) ( 14) + ( 2)] ( 5); (0) [( 3) + (+1) + (+4)] 21. Mostra con un esempio che per la moltiplicazione fra interi vale la proprietà commutativa. 22. Mostra con un esempio che per la moltiplicazione fra interi vale la proprietà associativa. Paragrafo 2.7 Esegui le seguenti divisioni: 23. (+3) : (+1); ( 12) : ( 2); ( 8) : (0); ( 1) : ( 1) 24. (+21) : ( 7) : ( 3); ( 24) : ( 2) : ( 2); (+32) : ( 8) : (0); (0) : ( 5) : ( 10) 25. (+13) : (+4); (0) : (0); ( 4) : (+1) : (+1); (0) : ( 11) 26. Mostra con un esempio che per la divisione fra interi non vale la proprietà commutativa. 27. Mostra con un esempio che per la divisione fra interi non vale la proprietà associativa. Paragrafo Calcolare: ( 2) 3 ; ( 4) 2 ; (+2) 3 ; (0) 5 ; ( 9) 0 ; (+7) 0 Effettuare le seguenti operazioni:
61 Alessandro Bocconi : (+3) 5 ; ( 1) 7 ( 1) 4 ; ( 6) 5 : ( 2) 5 ; (+2) 3 +(+2) 2 ; (+7) 2 : (0) 2 ; (+4) 2 (0) 3 Effettuare le seguenti operazioni: 30. [(+4) 5 ] 1 ; [( 2) 3 ] 2 ; [(+14) 0 ] (+4) 5 ( 2) 5 ; (+8) 2 (+4) 2 ; (+11) 1 (+11) 0 Effettuare le seguenti operazioni: 32. (+12) 6 ( 12) 3 ; ( 2) 10 (+2) 7 ; ( 5) 4 (+5) ( 7) 5 : (+7) 2 ; (+8) 2 : ( 8) 2 ; ( 2311) 0 (+2311) 5 Paragrafo 2.9 Risolvi le seguenti espressioni 34. [( 6) + (+2) (+5)] 2 : (+2) 2 ( 8) + ( 13) [ 1] 35. [( 5) (+3) + (+15)] (+127) : (+7) [(+4) ( 2) (+1)] : ( 1) [+6] 36. ( 4) + (+3) (+5) : {(+7) [(+4) ( 2) (+1)]} {(+15) + ( 8) + (+7) [(+8) : ( 4)] (+4)} [+22] 37. {( 4) + ( 3) [(+9) (+1)]} + {[( 2) ( 3)] + [(+1) ( 2)]} {0 [(+6) ( 3)]} [ 3] 38. {[( 3) 4 ( 3) 3 ( 3) 2 ] : [( 3) 0 ( 3) 4 ]} : [( 3) 2 ( 3) 1 ] [+9] 39. {[(+17) (+19)] ( 2) 2 } 3 : [( 2) 3 ] 2 [(+3) ( 4)] 2 : [(+15) ( 3) ( 1)] [ 20] 40. {(+2) 3 [(+1) (+11)] 2 : ( 10) 2 } 3 : [( 2) 3 + (+1)] 2 [(+7) 0 ( 2) + ( 2)] [0] Paragrafo 2.10 Adottando le convenzioni del paragrafo 2.10 trasforma le seguenti espressioni e poi risolvile 41. {[(+17) (+19)] ( 2) 2 } [( 6) + (+2) (+5)] 2 : (+2) 2 ( 8) + ( 13) 43. (+3) ( 4) : [(+15) ( 3) (+16)] Risolvi le seguenti espressioni [ 9] 45. [( ) : ( 2) 14 ] 3 [2 6 ] 46. {( 3) ( 7 + 8) ( 5) + [ 2 ( 3) + 4 8] ( 1)} + ( 5) : 5 [ 14] 47. ( 2) 6 : [3 ( 1) 2 + ( 4) ( 1) 3 2 ] 5 [ 2] 48. ( ) ( 2) [ 4 ( )] [16] 49. {3 5 [5 ( 2) ( 3) 2 ( 2)] (8 3 2 ) 7 } 3 : ( 3) 7 [9] 50. [ ( 2) 2 : 2] : [( 7) 2 : 7] [ 4] 51. [( 4) : ( 36) 3 ( )] 6 : ( 4) 6 : 4 5 [4] : ( 3) 2 + ( 2) 3 : 2 2 [( 3) ( 4)] : ( 6) 2 ( 5) [18]
62 Capitolo 3 L insieme Q dei numeri razionali 3.1 L insieme delle frazioni di numeri Naturali Nel primo capitolo abbiamo osservato che: 1. non si poteva sempre eseguire la sottrazione fra due numeri naturali (ad esempio 2 7) 2. non si poteva sempre eseguire la divisione fra due numeri naturali (ad esempio 8 : 3) Nel secondo capitolo, tramite l insieme dei numeri interi, abbiamo risolto il primo punto: infatti, nei numeri interi, possiamo eseguire qualunque sottrazione. È lecito aspettarsi che in questo capitolo si crei un nuovo insieme numerico, quello dei razionali appunto, in cui si risolva anche il secondo punto e cioè che presi 2 numeri, esista sempre il loro quoziente. Tale aspettativa è giusta (o quasi). Supponiamo di prendere i numeri 8 e 3, e ci chiediamo quanto è il quoziente 8 : 3. La risposta a questa domanda ce la siamo già data nel primo capitolo, ed è che tale quoziente non esiste perché non esiste un numero naturale (e neppure intero) che moltiplicato per 3 dia come risultato 8. Dal momento che non esiste lo creiamo noi: il quoziente 8 : 3 è 8 3 (si legge otto terzi). Quindi 8 3 è quel numero che moltiplicato per 3 ha risultato 8 (cioè = 8); così come, ad esempio, 9 4 è quel numero che moltiplicato per 4 ha risultato 9 (cioè = 9), oppure 2 7 è quel numero che moltiplicato per 7 ha risultato 2 (cioè = 2). Abbiamo così inventato un infinità di nuovi numeri che racchiudiamo in un insieme chiamato insieme delle frazioni di numeri Naturali: F = { a, con a, b N, b 0} b Questo modo di scrivere, che comprenderemo meglio nel prossimo capitolo, significa che l insieme delle frazioni di numeri Naturali è costituito da oggetti del tipo a b dove a e b sono due numeri naturali con b diverso da 0. Nella frazione a b, che si legge a fratto b, a è il numeratore, b il denominatore e la linea orizzontale che separa a da b è detta linea di frazione. Osservazione. Il lettore attento si chiederà perché b deve essere diverso da 0. In effetti dal momento che abbiamo creato ad esempio 8 3 che è quel numero che moltiplicato per 3 ha come risultato 8, perché non possiamo creare, sempre ad esempio, il numero 8 0 cioè quel numero che
63 Alessandro Bocconi 62 moltiplicato per 0 ha come risultato 8. La domanda è perfettamente lecita e la risposta è che la nascita del numero 8 0 (o qualunque altra frazione con denominatore 0) invaliderebbe la proprietà distributiva; dal momento che non vogliamo rinunciare a tale proprietà è stato scelto che una frazione non può avere denominatore 0. La dimostrazione di questa affermazione è spiegata nel prossimo facoltativo paragrafo. Perché una frazione non può avere denominatore 0 (facoltativo). Supponiamo che esista la frazione 8 0 cioè quel numero che moltiplicato per 0 ha come risultato 8. Allora varrebbe che: = 8 e ovviamente, dato che = 0 possiamo scrivere che: 8 (0 + 0) = 8 0 Applichiamo adesso la proprietà distributiva all espressione 8 0 (0 + 0). Si ottiene: 8 0 (0 + 0) = = = 16 Cioè un risultato diverso e quindi la proprietà distributiva non risulta valida. Per scongiurare questo problema, come già detto nell osservazione, è stato scelto che una frazione non può avere denominatore 0. Osservazione. A differenza che al denominatore, una frazione può avere 0 al numeratore. Dal momento che 0 diviso qualunque numero ha come risultato 0; una frazione con 0 al numeratore è = 0; 0 1 = 0; = 0; Osservazione. Possiamo stabilire una corrispondenza fra l insieme dei numeri naturali e quello delle frazioni. Infatti se consideriamo la divisione 8 : 1 il risultato è 8. Se ragioniamo però dal punto di vista delle frazioni si ottiene che 8 : 1 = 8 1. Quindi risulta che 8 1 = 8. Possiamo quindi associare ad ogni numero naturale, la frazione che ha al numeratore il numero naturale stesso e al denominatore 1. Al numero naturale 5 corrisponde la frazione 5 1. Viceversa alla frazione 5 1 corrisponde il numero naturale 5. Al numero naturale 12 corrisponde la frazione Viceversa alla frazione 12 1 numero naturale 12. corrisponde il
64 Alessandro Bocconi 63 Figura 3.1: I 2 5 di una torta 3.2 Significato descrittivo delle frazioni Nelle scuole medie per introdurre il significato delle frazioni spesso vengono fatti degli esempi figurativi. Consideriamo ad esempio una torta e ci chiediamo cosa rappresenta la frazione 2 5 di una torta: la risposta è che si taglia la torta in 5 fette uguali (perché il denominatore é 5) e se ne prendono 2 (perché il numeratore é 2) (figura 3.1). Se il numeratore è maggiore del denominatore l esempio entra un po in crisi perché, se consideriamo ad esempio la frazione 7 6 diventa difficile tagliare una torta in 6 fette e prenderne 7! Si aggira questo inconveniente prendendo più torte, tagliandole tutte in 6 parti uguali e prendendo alla fine 7 fette. La domanda che dobbiamo porci adesso è se queste rappresentazioni sono in accordo col significato che abbiamo dato alla frazione nel precedente paragrafo. La risposta è affermativa e per verificarlo torniamo alla frazione 2 5 : nell esempio della torta la frazione rappresenta 2 fette di una torta tagliata in 5 parti uguali. Nel precedente paragrafo 2 5 rappresenta il risultato della divisione 2 : 5 ossia quel numero che moltiplicato per 5 ha come risultato 2. Vediamo allora se 2 : 5 rappresenta anche le 2 fette di una torta tagliata in 5 parti uguali. Per verificarlo prendiamo 2 torte da dividere in 5 parti uguali. La grandezza di ciascuna parte equivale ovviamente al quoziente 2:5. Si tagliano quindi entrambe le torte in 5 fette ciascuna ottenendo in totale 10 fette. Per avere 5 parti uguali dividiamo il numero di fette (10) per il numero delle parti(5). La risposta è quindi 2 fette. Quindi le 2 fette della torta tagliata in 5 parti rappresentano anche il risultato della divisione 2 : 5, che è quello che volevamo verificare. Poniamoci adesso il seguente problema: 20 persone sono arrivate all appuntamento. Dopo 5 minuti i 3 4 se ne vanno. Quante persone sono andate via? La risposta sta nel calcolare i 3 4 di 20, e per farlo ci comportiamo come nell esempio della torta: dividiamo le 20 persone in 4 parti uguali (gruppi), e di questi 4 gruppi ne prendiamo 3. Quindi: 20 : 4 gruppi = 5 persone per gruppo. Prendiamo 3 gruppi, quindi: 5 3 = 15. Quindi i 3 4 di 20 persone sono 15 persone. Determinare i 4 9 di 27. quindi 4 9 di 27 è uguale a : 9 = = 12
65 Alessandro Bocconi 64 I tre quarti di una torta (indicata dai pallini) I sei ottavi di una torta (indicata dai pallini) Figura 3.2: Le 2 frazioni rappresentano la stessa quantità di torta Determinare i 7 2 di : 2 = = 35 quindi 7 2 di 10 è uguale a 35. Determinare i 5 8 di : 8 = = 20 quindi 5 8 di 32 è uguale a Frazioni equivalenti Consideriamo adesso le seguenti due divisioni: 14 : 7 e 10 : 5. Entrambe hanno lo stesso risultato cioè 2. Dal punto di vista delle frazioni le due divisioni si rappresentano rispettivamente come 14 7 e Dal momento che queste due frazioni rappresentano lo stesso numero ci chiediamo se esiste un legame fra di loro. La risposta è che queste due frazioni sono equivalenti come appare chiaro dalla seguente definizione. Definizione di frazioni equivalenti. Due frazioni a b e c d si dicono equivalenti se a d = c b. Significato di frazioni equivalenti. Due frazioni sono equivalenti se rappresentano la stessa quantità. Nella figura 3.2 si osserva che, anche se la prima torta è divisa in 4 parti e la seconda in 8, la quantità di torta rappresentata dalle 2 frazioni è uguale.
66 Alessandro Bocconi 65 Verificare se sono equivalenti le seguenti frazioni: 14 7 e Si applica la formula della definizione con a = 14, b = 7, c = 10 e d = 5: 14 5 = 70; 10 7 = 70 quindi 14 5 = 10 7 e le frazioni sono equivalenti. Verificare se sono equivalenti le seguenti frazioni: 8 6 e Si applica la formula della definizione con a = 8, b = 6, c = 12 e d = 9: 8 9 = 72; 12 6 = 72 quindi 8 9 = 12 6 e le frazioni sono equivalenti. Verificare se sono equivalenti le seguenti frazioni: 15 9 e 5 3. quindi 15 3 = 5 9 e le frazioni sono equivalenti = 45; 5 9 = 45 Verificare se sono equivalenti le seguenti frazioni: 14 8 e = 28; 5 8 = 40 quindi e le frazioni non sono equivalenti. Osservazione. Data una frazione se ne possono trovare infinite ad essa equivalenti: infatti basta moltiplicare numeratore e denominatore per uno stesso numero e si ottiene una frazione equivalente a quella assegnata. Consideriamo la frazione 10 6, e moltiplichiamo numeratore e denominatore per uno stesso numero, ad esempio 2: 10 2 = 20, 6 2 = 12. Otteniamo così la frazione Verifichiamo che è equivalente a 10 6 : = 120; 20 6 = 120 quindi le frazioni sono equivalenti. Consideriamo sempre la frazione 10 6, e stavolta moltiplichiamo numeratore e denominatore per 3: 10 3 = 30, 6 3 = 18. Otteniamo così la frazione Verifichiamo che è equivalente a 10 6 : quindi le frazioni sono equivalenti = 180; 30 6 = 180 Consideriamo sempre la frazione 10 6, e stavolta moltiplichiamo numeratore e denominatore per 6: 10 6 = 60, 6 6 = 36. Otteniamo così la frazione Verifichiamo che è equivalente a 10 6 : quindi le frazioni sono equivalenti = 360; 60 6 = 360
67 Alessandro Bocconi 66 Data una frazione, risulta molto utile determinare una frazione ad essa equivalente avente denominatore assegnato. Per ottenerla si usa il seguente: Metodo per determinare una frazione equivalente con denominatore assegnato. Spieghiamo tale metodo con un esempio: data la frazione 3 5 equivalente avente denominatore 20. determinare una frazione ad essa 1. Si esegue il quoziente fra il denominatore assegnato (20) e il denominatore originale (5). Si ottiene il numero Si moltiplica il numero trovato (4) per il numeratore (3). E si ottiene 12 che è il numeratore della frazione equivalente. La frazione cercata risulta quindi: Verifichiamo che 3 5 è equivalente a : e quindi le 2 frazioni sono equivalenti = = 60 Osservazione. Una frazione equivalente di denominatore assegnato esiste soltanto se il denominatore assegnato è un multiplo del denominatore originale. Data la frazione 9 2 determinare una frazione ad essa equivalente avente denominatore Si esegue il quoziente fra il denominatore assegnato (10) e il denominatore originale (2). Si ottiene il numero Si moltiplica il numero trovato (5) per il numeratore (9). E si ottiene 45 che è il numeratore della frazione equivalente. La frazione cercata risulta quindi: Data la frazione 4 7 determinare una frazione ad essa equivalente avente denominatore Si esegue il quoziente fra il denominatore assegnato (21) e il denominatore originale (7). Si ottiene il numero Si moltiplica il numero trovato (3) per il numeratore (4). E si ottiene 12 che è il numeratore della frazione equivalente. La frazione cercata risulta quindi: Data la frazione 9 2 determinare una frazione ad essa equivalente avente denominatore 5. Dal momento che 5 non è multiplo di 2, non esiste una frazione equivalente a 9 2 avente denominatore 5.
68 Alessandro Bocconi Frazioni ridotte ai minimi termini Definizione di frazione ridotta ai minimi termini. Una frazione si dice ridotta ai minimi termini se il numeratore e il denominatore hanno come unico divisore comune è una frazione ridotta ai minimi termini perché 10 e 3 hanno come unico divisore 1. non è una frazione ridotta ai minimi termini perché 15 e 6 sono entrambi divisibili per 3. non è una frazione ridotta ai minimi termini perché 20 e 5 sono entrambi divisibili per 5. Riduzione di una frazione ai minimi termini. Ridurre una frazione ai minimi termini vuol dire determinare una frazione ridotta ai minimi termini equivalente a quella assegnata. Per ridurre una frazione ai minimi termini si determina il Massimo Comun Divisore fra il numeratore e il denominatore, e si considera la frazione che si ottiene dividendo numeratore e denominatore per il Massimo comun Divisore trovato. Tale procedimento si chiama semplificazione. Ridurre ai minimi termini (semplificare) la frazione Il MCD fra 16 e 24 è 8. Dividiamo quindi per 8: 16 : 8 = 2; 24 : 8 = 3 La frazione ridotta ai minimi termini è 2 3. Per esercizio verifichiamo che queste due frazioni sono davvero equivalenti come vuole la definizione. Quindi le due frazioni sono equivalenti = 48; 2 24 = 48 Ridurre ai minimi termini (semplificare) la frazione Il MCD fra 45 e 27 è 9. Dividiamo quindi per 9: La frazione ridotta ai minimi termini è : 9 = 5; 27 : 9 = 3 Ridurre ai minimi termini (semplificare) la frazione Il MCD fra 12 e 7 è 1. Quindi 12 7 è già ridotta ai minimi termini. Un altro metodo per ridurre ai minimi termini una frazione. Nonostante il precedente metodo sia perfettamente valido, in genere per semplificare una frazione si usa il seguente procedimento che spieghiamo tramite un esempio: Semplificare la frazione Si osserva che 36 e 60 sono entrambi divisibili per 2. Effettuiamo quindi la divisione del numeratore e del denominatore per 2: 36 : 2 = 18; 60 : 2 = 30
69 Alessandro Bocconi 68 Otteniamo così la frazione È ridotta ai minimi termini? No perchè numeratore e denominatore sono ancora divisibili per 2: 18 : 2 = 9; 30 : 2 = 15 Otteniamo così la frazione È ridotta ai minimi termini? No perchè numeratore e denominatore sono entrambi divisibili per 3: 9 : 3 = 3; 15 : 3 = 5 Otteniamo così la frazione 3 5 che è la frazione di partenza ridotta ai minimi termini. Spesso, quando si effettua una semplificazione si adotta il seguente modo di scrivere: 6 9 = = 2 3 Osservazione. Questo metodo è composto da più passaggi rispetto al precedente. In compenso però consente di non dover calcolare il Massimo Comun Divisore. 3.5 Addizioni e sottrazioni fra frazioni Poniamoci ora il problema di effettuare delle operazioni fra le frazioni, cominciando dall addizione e la sottrazione. Innanzitutto cerchiamo di capire cosa vuol dire sommare due frazioni tramite un esempio. o Effettuare l addizione Dal punto di vista della torta la frazione 2 5 significa tagliare la torta in 5 parti e prenderne 2, mentre la frazione 1 5 significa tagliare la torta in 5 parti e prenderne 1. Se sommiamo le fette otteniamo 3 fette di una torta divisa in 5 parti, cioè la frazione 3 5. Quindi: = 3 5 Possiamo quindi dedurre che la somma di 2 frazioni aventi ugual denominatore è una frazione che ha lo stesso denominatore e come numeratore la somma dei numeratori. o Effettuare la sottrazione Dal punto di vista della torta la frazione 5 7 significa tagliare la torta in 7 parti e prenderne 5, mentre la frazione 3 7 significa tagliare la torta in 7 parti e prenderne 3. Se dalle 5 fette ne sottraiamo 3 otteniamo 2 fette di una torta divisa in 7 parti, cioè la frazione 2 7. Quindi: = 2 7
70 Alessandro Bocconi 69 Possiamo quindi dedurre che la differenza di 2 frazioni aventi ugual denominatore è una frazione che ha lo stesso denominatore e come numeratore la differenza dei numeratori. Il problema si pone quando sommiamo o sottraiamo frazioni con denominatore differente. Prendiamo ad esempio la somma Tagliando la torta in 10 parti otteniamo delle fette che sono diverse da quelle ottenute tagliando la torta in 6 parti, e quindi non possiamo sommare fra loro fette diverse. Per effettuare la somma dobbiamo trasformare le due frazioni in frazioni equivalenti alle originali ma con lo stesso denominatore, per poi poter effettuare la somma come nei due esempi precedenti. Scriviamo quindi alcune frazioni equivalenti a 3 10 : 6 20 ; 9 30 ; ; ;... e facciamo lo stesso per 5 6 : ; ; ; ; ;... Ci accorgiamo che fra le frazioni equivalenti a 3 10 e quelle equivalenti a 5 6 c è una coppia che ha 9 uguale denominatore: 30 e La somma precedente, , è quindi equivalente alla somma: che sappiamo calcolare in quanto le 2 frazioni hanno uguale denominatore. Quindi: = = Il lettore si sarà accorto che 30 è il minimo comune multiplo fra i denominatori 10 e 6. Questa non è una coincidenza e ci fornisce il seguente: Metodo per l addizione fra frazioni. Illustriamo il procedimento per passi 1. Se le frazioni non sono ridotte ai minimi termini vanno semplificate 2. Si determina il minimo comune multiplo fra i denominatori 3. Si trasformano tutte le frazioni della somma in frazioni ad esse equivalenti avente come denominatore il minimo comune multiplo appena trovato (vedi il metodo per determinare una frazione equivalente con denominatore assegnato alla fine del paragrafo 3.3). 4. La somma originale è stata trasformata in una somma fra frazioni aventi lo stesso denominatore: vanno quindi sommati fra loro i numeratori lasciando al denominatore il minimo comune multiplo. Applichiamo adesso questo metodo nei seguenti esempi:
71 Alessandro Bocconi Le frazioni sono già ridotte ai minimi termini. 2. Il minimo comune multiplo fra i due denominatori è Si trasforma la prima frazione in una ad essa equivalente avente come denominatore il minimo comune multiplo appena trovato: si ottiene Si ripete il procedimento per la seconda frazione ottenendo: La somma originale è stata trasformata in una somma fra frazioni aventi lo stesso denominatore: = = = La prima frazione non è ridotta ai minimi termini, e va quindi semplificata. Si ottiene 3 4 e la precedente somma diventa: Il minimo comune multiplo fra i due denominatori è Si trasforma la prima frazione in una ad essa equivalente avente come denominatore il minimo comune multiplo appena trovato: si ottiene Si ripete il procedimento per la seconda frazione ottenendo La somma originale è stata trasformata in una somma fra frazioni aventi lo stesso denominatore: = = = = Sappiamo che 4 è equivalente a 4 1, quindi l addizione diventa: Le frazioni sono già ridotte ai minimi termini. 2. Il minimo comune multiplo fra i due denominatori è Si divide il minimo comune multiplo (2) per il primo denominatore (2) ottenendo 1. Si moltiplica 1 per il primo numeratore (5) ottenendo 5. La frazione equivalente cercata è in questo caso uguale all originale cioè Si ripete il procedimento per la seconda frazione: 2 : 1 = 2; 2 4 = 8. La frazione equivalente cercata è La somma originale è stata trasformata in una somma fra frazioni aventi lo stesso denominatore: = = =
72 Alessandro Bocconi = = = = = Il metodo per la sottrazione è equivalente a quello dell addizione, soltanto che all ultimo punto invece di effettuare la somma fra i numeri trovati, si effettua la differenza. o = = Frazione di numeri interi Supponiamo adesso che il numeratore ed il denominatore siano numeri interi, cioè numeri dotati di segno ; 2 5 ; +9 2 Per convenzione si preferisce scrivere queste frazioni come frazioni di numeri naturali precedute da un segno, usando la regola dei segni vista per il prodotto e il quoziente di numeri interi. Spieghiamoci meglio con degli esempi (negli esempi viene usato spesso il termine rapporto che ha lo stesso significato di quoziente). La frazione 3 +7 è il rapporto fra il numero negativo 3 e il numero positivo +7. Dal momento che meno diviso più ha come risultato meno, la frazione 3 +7 si scrive in modo equivalente come 3 7.
73 Alessandro Bocconi 72 La frazione 2 5 è il rapporto fra il numero negativo 2 e il numero negativo 5. Dal momento che meno diviso meno ha come risultato più, la frazione 2 5 si scrive in modo equivalente come (o più semplicemente 2 5 ). La frazione +9 2 è il rapporto fra il numero positivo +9 e il numero negativo 2. Dal momento che più diviso meno ha come risultato meno, la frazione +9 2 si scrive in modo equivalente come 9 2. La frazione 9 2 è il rapporto fra il numero positivo 9 (perché sappiamo che un numero sprovvisto di segno va considerato positivo) e il numero negativo 2. Dal momento che più diviso meno ha come risultato meno, la frazione 9 2 ha segno negativo. In questo caso però la frazione è preceduta dal segno meno. Si applica nuovamente la regola dei segni (il meno che precede la frazione moltiplicato meno perché la frazione è negativa ha come risultato più). Quindi 9 2 si scrive in modo equivalente come (o più semplicemente 9 2 ). La frazione 5 2 è il rapporto fra il numero negativo 5 e il numero negativo 2. Dal momento che meno diviso meno ha come risultato più, la frazione 5 2 ha segno positivo. In questo caso però la frazione è preceduta dal segno meno. Si applica nuovamente la regola dei segni (il meno che precede la frazione moltiplicato più perché la frazione è positiva ha come risultato meno). Quindi 5 2 si scrive in modo equivalente come 5 2. Con questa convenzione possiamo applicare in maniera identica alle frazioni di numeri interi, i concetti di equivalenza, riduzione ai minimi termini, addizione e sottrazione visti per le frazioni di numeri naturali. Per quanto riguarda le frazioni equivalenti dobbiamo tener conto della seguente: Osservazione. Due frazioni per essere equivalenti devono avere lo stesso segno (che ovviamente non vuol dire che due frazioni che hanno lo stesso segno sono per forza equivalenti!!). Chiariamo quanto appena detto con degli esempi: Le frazioni 6 15 e sono equivalenti, infatti: e le due frazioni hanno lo stesso segno = = 150 Le frazioni 6 4 e 3 2 non sono equivalenti, infatti, nonostante che: 6 2 = = 12 le due frazioni non hanno lo stesso segno e non possono quindi essere equivalenti. 6 Le frazioni risulta: 4 e 3 5 non sono ovviamente equivalenti anche se hanno lo stesso segno perché 6 5 = = La moltiplicazione fra frazioni Chiediamoci adesso cosa significa moltiplicare fra loro due frazioni, partendo dal seguente esempio: o
74 Alessandro Bocconi 73 Ipotizziamo che il risultato di questa moltiplicazione sia una frazione il cui numeratore è il prodotto dei numeratori e il denominatore è il prodotto dei denominatori. Cioè: = = Quindi, se la nostra ipotesi è giusta, il prodotto delle due frazioni è 16 15, cioè quel numero che, moltiplicato per 15 ha come risultato 16. Verifichiamo che è davvero così: come ben sappiamo 8 3 è quel numero che moltiplicato per 3 ha come risultato 8 cioè = 8 e 2 5 è quel numero che moltiplicato per 5 ha come risultato 2 cioè = 2. Per verificare che = bisogna moltiplicare il prodotto per 15; se il risultato è 16 la nostra ipotesi è verificata e abbiamo quindi trovato cosa significa e come effettuare il prodotto fra frazioni Moltiplichiamo per 15: Ma 15 = 3 5 quindi: = Per la proprietà commutativa della moltiplicazione: = Ma ha come risultato 8 mentre ha come risultato 2. Quindi: che verifica la nostra ipotesi. Possiamo quindi enunciare la seguente: = 8 2 = 16 Regola per la moltiplicazione fra frazioni. Il prodotto fra 2 o più frazioni è una frazione il cui numeratore è il prodotto dei numeratori, ed il denominatore è il prodotto dei denominatori. Se le frazioni sono dotate del segno, il segno del prodotto segue la stessa regola del prodotto fra numeri interi. Eseguire il prodotto: (+ 8 5 ) ( 4 3 ) La prima frazione è positiva e la seconda è negativa: per la regola dei segni il prodotto ha segno negativo, quindi: (+ 8 5 ) ( 4 3 ) = = Eseguire il prodotto: ( 8 3 ) ( 5 3 ) La prima frazione è negativa e la seconda è negativa: per la regola dei segni il prodotto ha segno positivo, quindi: ( 8 3 ) ( 5 3 ) = = = 40 9
75 Alessandro Bocconi 74 Eseguire il prodotto: 8 3 ( 2 5 ) La prima frazione è positiva (non avendo il segno è sottinteso che sia positiva) e la seconda è negativa: per la regola dei segni il prodotto ha segno negativo, quindi: Eseguire il prodotto: ( 2 5 ) = = La due frazioni sono entrambe positive (non avendo il segno) quindi anche il prodotto è positivo e si può lasciare il segno sottinteso: = = = = = = 3 4 Nell ultimo esempio si osserva che il risultato trovato ( ) non è ridotto ai minimi termini e quindi l abbiamo dovuto semplificare fino ad arrivare a 3 4. Questa osservazione ci suggerisce un metodo più veloce per effettuare le moltiplicazioni fra frazioni: Metodo per la moltiplicazione di frazioni. 1. Si riducono ai minimi termini le frazioni che costituiscono il prodotto (se ovviamente non sono già ridotte ai minimi termini) 2. Si effettuano, se possibile, le semplificazioni fra numeratori e denominatori di frazioni diverse (le cosiddette semplificazioni incrociate) 3. Il prodotto è dato dal prodotto dei numeratori semplificati fratto il prodotto dei denominatori semplificati Eseguire il prodotto: non è ridotta ai minimi termini e quindi la semplifichiamo: = = = 5 4 è già ridotta ai minimi termini e quindi si lascia come è. Il prodotto è diventato: Si effettuano le semplificazioni incrociate: il primo numeratore (5) può essere semplificato col secondo denominatore (10), ottenendo: = = Il prodotto è dato dal prodotto dei numeratori semplificati fratto il prodotto dei denominatori semplificati = = 3 8
76 Alessandro Bocconi 75 (Osservazione. Se possibile è sempre conveniente effettuare le semplificazioni prima di effettuare il prodotto). ( 15 7 ) 14 5 Le frazioni sono già ridotte ai minimi termini. Passiamo alle semplificazioni incrociate: ( 15 7 ) = ( ) = ( 3 1 ) 2 1 Effettuiamo adesso il prodotto dei numeratori e dei denominatori, e teniamo conto del segno delle frazioni: ( 3 1 ) 2 1 = = 6 1 = 6 ( 8 6 ) ( 7 2 ) La prima frazione non è ridotta ai minimi termini e quindi la semplifichiamo: 8 6 = = 4 3 quindi la moltiplicazione diventa: ( 4 3 ) ( 7 2 ) Passiamo alle semplificazioni incrociate: ( 4 3 ) ( 7 2 ) = ( ) ( ) = ( 2 3 ) ( 7 1 ) Effettuiamo adesso il prodotto dei numeratori e dei denominatori, e teniamo conto del segno delle frazioni: ( 2 3 ) ( 7 1 ) = = = La divisione fra frazioni Premettiamo la seguente definizione. Definizione di reciproco. Il reciproco di un numero, è quel numero che moltiplicato con il primo ha come risultato 1. Metodo per la determinazione del reciproco di una frazione. Determinare il reciproco di una frazione è molto semplice: è infatti sufficiente scambiare fra loro numeratore e denominatore della frazione, lasciando inalterato il segno. Il reciproco di 4 3 è 3 4. Infatti, dalla definizione di reciproco, il prodotto dei due numeri deve essere 1. Verifichiamolo: = = = = 1 1 = 1
77 Alessandro Bocconi 76 Il reciproco di 11 2 è 2 11 (verificarlo). Il reciproco di 7 è 1 7 (infatti sappiamo che 7 = 7 1 e quindi il suo reciproco è 1 7 ) (verificarlo). Il reciproco di 1 10 è 10 1 cioè 10 (verificarlo). Consideriamo adesso la divisione 8 : 5 che come sappiamo ha risultato 8 5. Se scriviamo la precedente divisione sostituendo ai numeri 8 e 5 le rispettive frazioni equivalenti 8 1 e 5 1 si ottiene: 8 1 : 5 1 = 8 5 ma avremmo trovato lo stesso risultato se avessimo effettuato la moltiplicazione: = 8 5 Questo ci suggerisce la seguente regola per la divisione fra frazioni: Regola per la divisione fra frazioni. La divisione fra due frazioni è equivalente al prodotto fra la prima frazione (il dividendo) e il reciproco della seconda frazione (il divisore). Se le frazioni sono dotate del segno, il segno del quoziente segue la stessa regola del quoziente fra numeri interi. Effettuare la divisione 4 3 : 2 5 Il divisore è 2 5 e il suo reciproco è 5 2. La precedente divisione è quindi equivalente alla moltiplicazione: Quindi = = = = : 2 5 = 10 3 Per verificare che tale risultato è giusto si moltiplica il quoziente ottenuto ( 10 3 ) per il divisore ( 2 5 ): se otteniamo 4 3, la divisione che abbiamo effettuato è esatta: = = = 4 3 Effettuare la divisione Procedendo come in precedenza 9 10 : : 12 5 = = = = La potenza di frazioni Consideriamo adesso una potenza la cui base sia una frazione. Vale la seguente: Regola per determinare le potenze con base frazionaria. Per determinare una potenza la cui base è una frazione si eleva il numeratore e il denominatore all esponente della potenza. Se la
78 Alessandro Bocconi 77 frazione è dotata di segno, il segno della potenza segue la stessa regola delle potenze dei numeri interi. Osservazione. È immediato intuire che tale regola deriva dalla regola della moltiplicazione. Si veda il seguente esempio: ( 2 3 )4 = } {{ 3} 4 volte = = Determinare ( 3 5 )2 ( 3 5 )2 = = 9 25 Determinare ( 2 3 )4 Si tratta di una potenza di base negativa e esponente pari. Il risultato è quindi positivo. ( 2 3 )4 = = = Determinare ( 2 3 )3 Si tratta di una potenza di base negativa e esponente dispari. Il risultato è quindi negativo. ( 2 3 )3 = = 8 27 Determinare ( 5 9 )0 Si tratta di una potenza di base negativa e esponente pari (0 è un numero pari). Il risultato è quindi positivo. ( 5 9 )0 = = +1 1 = 1 Osservazione. Dall ultimo esempio si deduce che le potenze con base frazionaria e esponente 0 sono sempre uguali a 1. Per le potenze di frazioni valgono le proprietà delle potenze viste nei precedenti capitoli.
79 Alessandro Bocconi Espressioni con le frazioni Un espressione contenente le frazioni va risolta rispettando la stessa priorità delle operazioni già vista per i numeri naturali e numeri interi, come possiamo osservare dai seguenti esempi: Svolgere la seguente espressione: [3 4 + ( )] 1 = Prima di tutto semplifichiamo eventuali frazioni non ridotte ai minimi termini, subito dopo svolgiamo le parentesi tonde: [3 4 + ( )] 1 = [3 4 + (1 3 5 )] 1 = [3 4 + ( 2 5 )] 1 = [ ] 1 = [ ] 1 = [ 7 20 ] 1 = = = = = = Svolgere la seguente espressione: ( ) 2 : (3 4 5 ) ( ) = Conviene portare gli interi a frazioni con denominatore 1. ( 2 3 4)2 : ( ) ( ) =
80 Alessandro Bocconi 79 ( )2 : ( ) ( ) = ( 2 12 ) 2 : ( ) ( ) = ( 10 3 )2 : = : = = = 6 1 = 6 Svolgere la seguente espressione: [( 3 4 )3 ] 2 ( 5 4 2)5 : [( 3 4 )5 ] 2 ( 1 2 )3 = [ 3 4 ]6 ( )5 : [( 3 4 )]10 ( 1 8 ) = [ 3 4 ]6 ( 3 4 )5 : ( 3 4 ) = ( 3 4 )6 ( 3 4 )5 : ( 3 4 ) = ( 3 4 )11 : ( 3 4 ) = ( 3 4 ) = = = 5 8 = Semplificazioni fra potenze Supponiamo di trovarci di fronte ad un espressione che porti al seguente risultato: L espressione è da considerarsi terminata oppure possiamo effettuare qualche semplificazione? Per rispondere proviamo a riscrivere la precedente frazione in forma estesa: =
81 Alessandro Bocconi 80 In questa frazione possiamo prendere un 3 del numeratore e un 3 del denominatore e semplificarli fra loro: = Al numeratore sono rimasti 6 fattori uguali a 3 e al denominatore è rimasto 1. Quindi: Possiamo quindi dare la seguente regola: = 36 1 = 36 Regola per la semplificazione di frazioni di potenze. In una frazione avente al numeratore e al denominatore potenze con la stessa base è possibile adottare la seguente semplificazione: al posto della potenza con esponente minore si scrive 1, al posto della potenza con esponente maggiore si riscrive la stessa base e come esponente la differenza fra i 2 esponenti. Se i 2 esponenti sono uguali la frazione è 1. Semplificare la frazione: La potenza con esponente minore è 8 4 : al suo posto scriviamo quindi 1. La potenza con esponente maggiore è 8 7 : al suo posto scriviamo una potenza con la stessa base (8) e come esponente la differenza degli esponenti (7 4 = 3). Quindi: = Come notazione, per evidenziare il ragionamento, si scrive: = = Semplificare la frazione: = = Semplificare la frazione: = = 25 1 = 25 Semplificare la frazione: = = 1 Semplificare la frazione: = = = = Semplificare la frazione:
82 Alessandro Bocconi 81 Le 2 frazioni hanno basi diverse e non si possono semplificare. Semplificare la frazione: Anche in questo caso le 2 frazioni hanno basi diverse: a differenza di prima però ci accorgiamo che la base del numeratore (4) è uguale alla base del denominatore (2) elevata alla seconda. Riscriviamo allora la frazione precedente mettendo al numeratore 2 2 al posto di 4: = (22 ) = = 27 1 = Potenze con esponente negativo Abbiamo introdotto le potenze nel capitolo dei numeri naturali, dando la definizione di potenza con esponente positivo. Successivamente abbiamo esteso il concetto anche a potenze con esponente 0. Proviamo in questo paragrafo ad estendere il concetto anche a potenze con esponente negativo. La seconda proprietà delle potenze viste nel primo capitolo afferma che il quoziente fra 2 potenze aventi la stessa base è una potenza che ha per base la stessa base e per esponente la differenza degli esponenti. Per essere valida tale proprietà deve risultare che l esponente del dividendo non deve essere minore dell esponente del divisore. Proviamo a togliere questa limitazione e consideriamo il seguente esempio: Applicando la seconda proprietà: 5 6 : : 5 9 = = 5 3 Che significato diamo a 5 3? Continuiamo a considerare il solito esempio e scriviamo la stessa divisione sotto forma di frazione: 5 6 : 5 9 = = Ciascun 5 che compare al numeratore può essere semplificato con un 5 del denominatore: Quindi 5 6 : 5 9 = = = = (1 5 )3 5 3 = ( 1 5 )3 Sappiamo quindi come definire le potenze ad esponente negativo in modo che continuino a valere le proprietà delle potenze: Definizione di potenza con esponente negativo. Una potenza con esponente negativo è equivalente a una potenza che ha per base il reciproco della base e esponente uguale in valore assoluto all esponente, ma col segno positivo. Determinare ( 2 3 ) 2
83 Alessandro Bocconi 82 Il reciproco di 2 3 è 3 2 quindi, dalla definizione di potenza con esponente negativo, otteniamo che: ( 2 3 ) 2 = ( 3 2 )2 = 9 4 Determinare = ( 1 4 )3 = 1 64 Determinare ( 2 5 ) 2 ( 2 5 ) 2 = ( 5 2 )2 = = 25 4 Determinare ( 1 3 ) 3 ( 1 3 ) 3 = ( 3 1 )3 = 27 1 = 27 Risolvere la seguente espressione: [( 3 4 ) 3 ] 2 ( 5 4 2) 5 : ( 4 3 )9 Il primo esponente negativo può essere subito trasformato: [( 4 3 )3 ] 2 ( ) 5 : ( 4 3 )9 ( 4 3 )6 ( 3 4 ) 5 : ( 4 3 )9 Adesso anche il secondo: ( 4 3 )6 ( 4 3 )5 : ( 4 3 )9 Per poter applicare le proprietà delle potenze le basi devono essere uguali. Cambiamo quindi il segno alla prima potenza (lo possiamo fare perché ha esponente pari) ( 4 3 )6 ( 4 3 )5 : ( 4 3 )9 = ( 4 3 )11 : ( 4 3 )9 = ( 4 3 )2 = ( 4 3 )2 = La notatazione scientifica Quando si hanno numeri estremamente grandi o estremamente piccoli, risulta molto efficace la notazione scientifica. Tale notazione consiste nel rappresentare un numero come la moltiplicazione di un numero compreso fra 1 e 10 e una potenza (positiva o negativa) del 10. Ricordiamo che: 10 1 = 0, 1; 10 2 = 0, 01; 10 3 = 0, 001; 10 4 = 0, 0001; 10 5 = 0, 00001;... quindi il numero 0, (1 al nono posto dopo la virgola) si scrive in notazione scientifica: Scrivere in notazione scientifica il numero (6 con 7 zeri dopo). Risulta che:
84 Alessandro Bocconi = = Quindi scritto in notazione scientifica è Scrivere in notazione scientifica il numero Abbiamo detto che il numero che moltiplica la potenza del 10 deve essere compreso fra 1 e 10, quindi: = 3, = 3, (perché 8 sono le cifre che seguono il 3). Quindi scritto in notazione scientifica è 3, Scrivere in notazione scientifica il numero 0, (3 è al settimo posto dopo la virgola). Risulta che: 0, = 3 0, = Quindi 0, scritto in notazione scientifica è Scrivere in notazione scientifica il numero 0, (il primo numero diverso da zero dopo la virgola è al quinto posto dopo la virgola). Risulta che: 0, = 2, 58 0, = 2, Quindi 0, scritto in notazione scientifica è 2, Le frazioni e i numeri razionali Abbiamo intitolato il capitolo L insieme dei numeri razionali, ma finora non abbiamo ancora usato il termine razionale, usando invece l insieme delle frazioni. È il momento di chiarire il legame fra frazioni e numeri razionali. Per ora sappiamo che per ogni frazione, esistono infinite frazioni ad essa equivalenti. Di queste infinite frazioni equivalenti fra loro, una sola è ridotta ai minimi termini. Tramite quest unica frazione ridotta ai minimi termini possiamo definire l insieme dei numeri razionali: Definizione di insieme Q dei numeri razionali. L insieme dei numeri razionali è l insieme delle frazioni fra numeri interi ridotte ai minimi termini. Ciascuna di queste frazioni ridotte ai minimi termini è la rappresentante delle infinite frazioni ad essa equivalenti. Quindi non dobbiamo pensare che una frazione non ridotta ai minimi termini non faccia parte dell insieme dei razionali: quella frazione è rappresentata nell insieme dei razionali dalla frazione ad essa equivalente ma ridotta ai minimi termini. Vale quindi la seguente corrispondenza: Corrispondenza fra frazioni e numeri razionali. Ad ogni numero razionale (cioè ad ogni frazione ridotta ai minimi termini) corrispondono le infinite frazioni equivalenti a quel numero razionale. Viceversa ad ogni frazione è associato un numero razionale che si ottiene riducendo ai minimi termini la frazione stessa (figura 3.3). Consideriamo il numero razionale (o più semplicemente 3 4 ). Quali sono le frazioni ad esso associate?
85 Alessandro Bocconi Insieme dei razionali Insieme delle frazioni Figura 3.3: La corrispondenza fra numeri razionali e frazioni La risposta è: tutte le infinite frazioni equivalenti a 3 4, cioè: 6 8 ; 9 12 ; ; ; etc. etc. Consideriamo la frazione A quale numero razionale corrisponde? La risposta si ottiene semplificando la frazione: 10 6 = = 5 3 quindi il numero razionale corrispondente è Le proporzioni Definizione di vettore. Un vettore è un insieme ordinato di numeri. L andamento del prezzo del pane negli ultimi 2 anni è un vettore, infatti supponiamo che nel 2008 il prezzo fosse 4 euro al chilo, nel 2009, 6 euro e nel 2010, 7 euro. Il vettore andamento del prezzo del pane negli ultimi 2 anni ordinato in senso cronologico è costituito dai 3 numeri: 4; 6; 7. Mario ha 2 bambini di 8 e 11 anni. Il vettore età dei figli di Mario ordinato per età crescente è costituito da 2 numeri: 8; 11. Nel mese di Gennaio a Firenze è piovuto per 11 giorni, a Febbraio per 15 giorni, a Marzo per 14 giorni e a Aprile per 7 giorni. Il vettore giorni di pioggia nei primi 4 mesi dell anno ordinato in senso cronologico è costituito dai 4 numeri:11; 15; 14; 7.
86 Alessandro Bocconi 85 Definizione di vettori direttamente proporzionali. Due vettori costituiti dallo stesso numero di valori sono direttamente proporzionali se il rapporto fra i loro valori ordinati è costante. Si consideri il vettore A costituito dai numeri 15; 18; 48 e il vettore B costituito dai numeri 5; 6; 16. Questi 2 vettori sono direttamente proporzionali? Usiamo la seguente tabella: A B Dalla definizione bisogna determinare il rapporto fra gli elementi ordinati di A e B e vedere se è costante. Il rapporto fra gli elementi ordinati vuol dire semplicemente dividere il primo elemento di A con il primo di B, il secondo elemento di A con il secondo di B e il terzo di A con il terzo di B. Se tali divisioni danno lo stesso risultato i due vettori sono direttamente proporzionali. Dal momento che: 15 : 5 = 3; 18 : 6 = 3; 48 : 16 = 3 A e B sono direttamente proporzionali. Verificare se i vettori A = 12; 9 e B = 6; 3 sono direttamente proporzionali: A B : 6 = 2; 9 : 3 = 3 quindi A e B non sono direttamente proporzionali. (Osservazione. Come ben sappiamo non sempre il rapporto fra numeri interi è un numero intero ma una frazione. In questo caso, per verificare se due vettori sono direttamente proporzionali, basta verificare se le frazioni sono equivalenti). Verificare se i vettori A = 8; 18 e B = 12; 27 sono direttamente proporzionali: A B : 12 = ; 18 : 27 = 27 Verifichiamo se 8 12 e sono equivalenti: 8 27 = = 216 quindi le due frazioni sono equivalenti e A e B sono direttamente proporzionali. Possiamo adesso dare la seguente: Definizione di proporzione. Si dice proporzione l uguaglianza fra 2 frazioni equivalenti. o
87 Alessandro Bocconi 86 Abbiamo appena verificato che 8 l uguaglianza: è una proporzione. 12 e sono equivalenti. Quindi, in base alla definizione, 8 12 = Se adesso riscriviamo la precedente uguaglianza sostituendo alla linea di frazione la sua operazione equivalente cioè il diviso, otteniamo: 8 : 12 = 18 : 27 che è la forma in cui si scrive una proporzione. L espressione precedente si legge: 8 sta a 12 come 18 sta a 27. Proprietà fondamentale delle proporzioni. 4 numeri: a; b; c; d, formano una proporzione se e soltanto se vale la seguente uguaglianza: a d = b c in tal caso si scrive: a : b = c : d Prima di passare agli esempi, diamo la seguente terminologia. Nella proporzione a : b = c : d si dice che: a e d sono gli estremi (infatti stanno alle estremità ). b e c sono i medi (infatti stanno nel mezzo accanto all uguale) a e b sono i primi termini (stanno prima dell uguale) c e d sono i secondi termini (stanno dopo l uguale) In base a questa terminologia risulta che: a è il primo estremo b è il primo medio c è il secondo medio d è il secondo estremo Verificare se i numeri: 14; 21; 6; 9, formano una proporzione e, in caso affermativo individuare il secondo medio e il primo estremo. Usiamo la proprietà fondamentale delle proporzioni: 14 9 = 126; 21 6 = 126 quindi i 4 numeri formano una proporzione e si scrive: Il secondo medio è 6 e il primo estremo è : 21 = 6 : 9
88 Alessandro Bocconi 87 Osservazione. L ordine in cui vengono dati i 4 numeri è fondamentale. Questo significa che mentre 14; 21; 6; 9 dati in questo ordine formano una proporzione, non è detto che cambiando l ordine questi numeri formino ancora una proporzione: ad esempio 6; 21; 14; 9, non formano una proporzione (verificarlo per esercizio). Nonostante quanto appena affermato alcuni scambi fra termini di una proporzione sono leciti. In altre parole se 4 numeri formano una proporzione, si ottiene ancora una proporzione: Scambiando fra loro i medi. Scambiando fra loro gli estremi Scambiando fra loro sia i primi termini, sia i secondi termini. o Consideriamo la seguente proporzione: 3 : 5 = 6 : 10 Si ottiene ancora una proporzione scambiando fra loro i medi: 3 : 6 = 5 : 10 (verificarlo) Si ottiene ancora una proporzione scambiando fra loro gli estremi: 10 : 5 = 6 : 3 (verificarlo)
89 Alessandro Bocconi 88 Si ottiene ancora una proporzione scambiando fra loro sia i primi termini sia i secondi termini: (verificarlo) 5 : 3 = 10 : 6 Proporzioni con l incognita. Le proporzioni sono principalmente usate nel seguente problema che ha moltissime applicazioni pratiche: dati 3 numeri, determinare il quarto proporzionale. Affrontiamolo con vari esempi. Determinare x affinché valga la seguente proporzione: 8 : x = 12 : 9 Per soddisfare la proprietà fondamentale delle proporzioni, x deve essere un numero che, moltiplicato per 12, ha come risultato il prodotto fra 8 e 9 cioè 72. Ma quel numero che moltiplicato per 12 ha come risultato 72 si ottiene effettuando 72 : 12 = 6. Quindi 6 è il numero cercato. Questo esempio ci suggerisce la seguente: Regola per la determinazione del quarto proporzionale. Per determinare il valore incognito in una proporzione si procede: Se il valore incognito è un medio, per determinarlo si effettua il prodotto fra gli estremi e si divide per l altro medio. Se il valore incognito è un estremo, per determinarlo si effettua il prodotto fra i medi e si divide per l altro estremo. Determinare il valore di x nelle seguenti proporzioni: : x = 15 : : 5 = 18 : x 3. x : 3 = 9 : 6 1. in questa proporzione x è il primo medio: per determinare il suo valore dobbiamo effettuare il prodotto degli estremi fratto l altro medio. In frazioni: quindi x = 4. x = = = = = = 4 2. in questa proporzione x è il secondo estremo: per determinare il suo valore dobbiamo effettuare il prodotto dei medi fratto l altro estremo. In frazioni: quindi x = 15. x = = = = 15
90 Alessandro Bocconi in questa proporzione x è il primo estremo: per determinare il suo valore dobbiamo effettuare il prodotto dei medi fratto l altro estremo. In frazioni: quindi x = 9 2. x = = = = 9 2 Problemi risolvibili con le proporzioni. Le proporzioni rivestono grande utilità nella risoluzione di vari quesiti. Si considerino i seguenti esempi: Una ricetta di una torta per 10 persone prevede l utilizzo di 6 uova. Se volessimo preparare la torta per 15 persone, quante uova dobbiamo utilizzare? L incognita del problema è il numero di uova per 15 persone. Chiamiamo x tale numero. È utile costruire la seguente tabella: uova persone 6 10 x 15 Si osservi che 6 e 10 sono sulla stessa riga perchè 6 uova sono per 10 persone, e anche x e 15 sono sulla stessa riga perchè x uova sono per 15 persone. Dal momento che il vettore uova e il vettore persone devono essere direttamente proporzionali deve valere che: 6 : 10 = x : 15 che è una proporzione che sappiamo risolvere: x = = = = = 9 quindi il numero di uova nella ricetta per 15 persone è 9. In 2 litri d acqua sono presenti 46 milligrammi di calcio. Quanti mg di calcio ci sono in 5 litri di acqua? L incognita del problema sono i mg di calcio in 5 litri di acqua. Quindi: acqua (l) calcio (mg) x Dal momento che il rapporto acqua/calcio è costante, risulta: 2 : 46 = 5 : x Da cui ricaviamo: x = quindi in 5 litri d acqua ci sono 115 mg di calcio. = = 23 5 = 115 1
91 Alessandro Bocconi Le percentuali Si consideri il seguente esempio: un prodotto A viene scontato di 20 euro, e un prodotto B viene scontato di 30 euro. Quale dei due prodotti è maggiormente scontato? Rispondere B perché 30 euro sono più di 20 non è una risposta utile né sotto molti aspetti corretta. Supponiamo infatti che il prodotto A sia un golf del valore di 80 euro e B un motorino del valore commerciale di 3000 euro. Ottenere uno sconto di 20 euro su un articolo del valore di 80 euro è un ottimo affare, mentre non è certo un granché ottenere uno sconto di 30 euro su un valore commerciale di La domanda era quindi mal posta perché non ci diceva il prezzo degli articoli ma solo il loro sconto. Tramite le percentuali troviamo uno strumento per valutare i 2 sconti: infatti le percentuali servono proprio per avere dei dati confrontabili. Definizione di percentuale. Data una frazione (cioè un rapporto fra 2 numeri) la percentuale è la frazione ad essa equivalente avente 100 al denominatore (cioè un rapporto fra 2 numeri in cui il secondo è 100). La definizione ci dà lo strumento per determinare le percentuali. Si consideri, dall esempio precedente, lo sconto di 20 euro sul golf di 80. Consideriamo allora la frazione : la percentuale è una frazione equivalente a questa col denominatore 100. Dobbiamo determinare il numeratore che indichiamo con la x. Deve allora valere: che con il linguaggio delle proporzioni diventa: da cui x = = x : 80 = x : 100 = = = 25 Quindi lo sconto in percentuale è di 25 su 100 che si indica con 25%. Consideriamo adesso l altro sconto, quello di 30 euro sul motorino che vale 3000 euro, e calcoliamo lo sconto in percentuale. Deve valere che: che nel linguaggio delle proporzioni diventa: da cui: e quindi lo sconto è solo dell 1% = x : 3000 = x : x = 3000 = = = 1 Il partito Viva la Costituzione ha ottenuto 810 voti in un paese di 4500 persone. Che percentuale di voti ha avuto? Dobbiamo trovare una frazione equivalente a = x 100 avente denominatore 100. Quindi:
92 Alessandro Bocconi 91 in proporzione: 810 : 4500 = x : 100 da cui: x = = = = = = 18 quindi la percentuale di voti ottenuta dal partito è il 18%. Un giubbotto ha il prezzo di 84 euro ma durante i saldi viene scontato del 25%. Quanto costa il giubbotto? Conosciamo lo sconto in percentuale, e dobbiamo trovare a quanti euro corrisponde. l incognita x questa volta è lo sconto in euro. Quindi: in proporzione: da cui: x 84 = x : 84 = 25 : x = = = 21 Quindi Quindi lo sconto è di 21 euro. Per sapere quanto costa il giubbotto basta fare la differenza fra il prezzo non scontato e lo sconto. Quindi: Prezzo del giubbotto = = 63 euro. Un televisore nel 2009 costa 280 e nel 2010 costa 294 euro. Che aumento percentuale ha avuto il televisore rispetto al prezzo del 2009? Bisogna innanzitutto vedere l aumento che ha avuto in euro: aumento in euro = prezzo del 2010 prezzo del 2009= = 14 Quindi l aumento in euro è pari a 14. L incognita x è l aumento in percentuale, deve allora valere: in proporzione: Da cui = x : 280 = x : 100 x = = = = Quindi l aumento in percentuale è del 5% = 5 Un tavolo del valore di 96 euro viene venduto scontato a 84 euro. Che sconto percentuale è stato applicato al tavolo? Bisogna innanzitutto vedere lo sconto in euro: sconto in euro = = 12 Quindi lo sconto in euro è pari a 12. L incognita x è lo sconto in percentuale, deve allora valere: in proporzione: = x : 96 = x : 100
93 Alessandro Bocconi 92 Da cui x = = = 25 2 Quindi lo sconto in percentuale è del 25 2 % (nel linguaggio quotidiano si preferisce usare la forma decimale, cioè 12, 5%) Le frazioni e i numeri decimali Quando eseguiamo una divisione con la calcolatrice può capitare che il risultato sia un numero intero, oppure che sia un numero decimale con alcune cifre dopo la virgola, oppure che le cifre decimali riempiano tuto il display della calcolatrice: bisogna sapere che, anche se il display fosse molto più grande e contenesse un numero elevatissimo di cifre, le cifre decimali riempirebbero tutto lo spazio anche del display più grande. Il motivo è che ci sono numeri decimali che hanno infinite cifre dopo la virgola. Risulta pertanto utile la seguente classificazione: Classificazione dei numeri decimali. Possiamo dividere i numeri decimali in 2 categorie: 1. I numeri decimali limitati (quelli che hanno un numero finito di cifre dopo la virgola) 2. I numeri decimali illimitati (quelli che hanno infinite cifre dopo la virgola) Osservazione sulla rappresentazione dei numeri decimali illimitati. Ovviamente è impossibile rappresentare le infinite cifre decimali dopo la virgola di un numero decimale illimitato. In questo caso, dopo alcune cifre, metteremo dei puntini di sospensione che stanno a significare che, dopo le cifre indicate, ce ne sono infinite altre. A loro volta i numeri decimali illimitati si dividono in 3 categorie a seconda che: Dalla prima cifra decimale, un gruppo di cifre si ripete infinitamente. In questo caso si dice che il numero è un numero decimale illimitato periodico puro. Dopo un certo numero di cifre decimali, un gruppo di cifre si ripete infinitamente. In questo caso si dice che il numero è un numero decimale illimitato periodico misto. Non accade mai che un gruppo di cifre si ripete infinitamente. In questo caso si dice che il numero è un numero decimale illimitato non periodico. Il numero 14, 3754 è un numero decimale limitato (perchè ha un numero finito di cifre dopo la virgola). Il numero 8, è un numero decimale illimitato (i puntini stanno a significare che ci sono altre infinite cifre), periodico puro perchè le due cifre 3 e 7 si ripetono infinitamente dalla prima cifra decimale. Il numero 0, è un numero decimale illimitato (i puntini stanno a significare che ci sono altre infinite cifre), periodico misto perchè il gruppo di cifre che si ripete infinitamente (in questo caso solo il 5) è preceduto dalle cifre decimali 2, 3 e 9.
94 Alessandro Bocconi 93 Il numero 2, è un numero decimale illimitato non periodico perché nessun gruppo di cifre si ripete infinitamente. Definizione di periodo. In un numero decimale illimitato periodico (puro o misto) si definisce periodo il gruppo di cifre che si ripete infinitamente. In un numero illimitato periodico il periodo è evidenziato da una linea orizzontale sopra di esso. Il numero 8, si scrive 8, 37. Il numero 0, si scrive 0, Definizione di antiperiodo. Le cifre decimali che precedono il periodo costituiscono l antiperiodo. Affrontiamo adesso le regole per trasformare i numeri decimali in frazioni. Come vedremo le regole sono differenti a seconda del tipo di numero decimale. La dimostrazione di tali regole verrà data alla fine del paragrafo. Trasformazione di un numero decimale limitato in una frazione ad esso equivalente. Un numero decimale limitato è equivalente ad una frazione il cui numeratore è il numero senza la virgola, e il denominatore è un numero costituito da 1, seguito da tanti 0 quante sono le cifre dopo la virgola. Determinare la frazione equivalente a 7, , 583 è un numero decimale limitato con 3 cifre decimali. Per la regola ora vista è equivalente ad una frazione il cui numeratore è il numero senza la virgola, e quindi 7583 e al denominatore un 1 seguito da tanti 0 quante sono le cifre dopo la virgola in questo caso 3, e quindi Quindi: 7, 853 = (si verifichi con la calcolatrice la correttezza di tale uguaglianza). Determinare la frazione equivalente a 0, 16. 0, 16 è un numero decimale limitato con 2 cifre decimali. Per la regola ora vista è equivalente ad una frazione il cui numeratore è il numero senza la virgola, e quindi 16 (ovviamente 016 non si scrive), e al denominatore un 1 seguito da tanti 0 quante sono le cifre dopo la virgola in questo caso 2, e quindi 100. Quindi: 0, 16 = = 4 25 (si verifichi con la calcolatrice la correttezza di tale uguaglianza). Trasformazione di un numero decimale illimitato periodico puro in una frazione ad esso equivalente. Un numero decimale illimitato periodico puro è equivalente ad una frazione
95 Alessandro Bocconi 94 il cui numeratore è la differenza fra il numero senza la virgola e la parte intera del numero, e il denominatore un numero costituito da tanti 9 quante sono le cifre del periodo. Determinare la frazione equivalente a 1, , è un numero decimale illimitato periodico puro che si scrive 1, 58. Il numero scritto senza virgola risulta essere 158 e la sua parte intera (cioè il numero costituito dalle cifre prima della virgola) è 1. Per la regola ora vista questo numero decimale è equivalente ad una frazione il cui numeratore è la differenza fra il numero senza la virgola (in questo caso 158) e la parte intera del numero (in questo caso 1); e al denominatore un numero costituito da tanti 9 quante sono le cifre del periodo (in questo caso 2 cifre e quindi 99). Quindi: 1, = 1, 58 = (si verifichi con la calcolatrice la correttezza di tale uguaglianza). Determinare la frazione equivalente a 372, = , è un numero decimale illimitato periodico puro che si scrive 372, 4. Il numero scritto senza virgola risulta essere 3724 e la sua parte intera è 372. Per la regola ora vista questo numero decimale è equivalente ad una frazione il cui numeratore è la differenza fra il numero senza la virgola (in questo caso 3724) e la parte intera del numero (in questo caso 372); e al denominatore un numero costituito da tanti 9 quante sono le cifre del periodo (in questo caso 1 cifra e quindi 9). Quindi: 372, = 372, 4 = (si verifichi con la calcolatrice la correttezza di tale uguaglianza). = Trasformazione di un numero decimale illimitato periodico misto in una frazione ad esso equivalente. Un numero decimale illimitato periodico misto è equivalente ad una frazione il cui numeratore è la differenza fra il numero senza la virgola e il numero costituito dalle cifre che precedono il periodo, e il denominatore un numero costituito da tanti 9 quante sono le cifre del periodo, seguite da tanti 0 quante sono le cifre dell antiperiodo. Determinare la frazione equivalente a 4, , è un numero decimale illimitato periodico misto che si scrive 4, 358. Il numero scritto senza virgola risulta essere 4358 e il numero costituito dalle cifre che precedono il periodo è 43. Per la regola ora vista questo numero decimale è equivalente ad una frazione il cui numeratore è la differenza fra il numero senza la virgola (in questo caso 4358) e il numero costituito dalle cifre che precedono il periodo (in questo caso 43); e al denominatore un numero costituito da tanti 9 quante sono le cifre del periodo (in questo caso 2) seguite da tanti 0 quante sono le cifre dell antiperiodo (in questo caso 1), e quindi 990. Quindi: 4, = 4, 358 = = = (si verifichi con la calcolatrice la correttezza di tale uguaglianza).
96 Alessandro Bocconi 95 Determinare la frazione equivalente a 0, , è un numero decimale illimitato periodico misto che si scrive 0, 027. Il numero scritto senza virgola risulta essere 27 e il numero costituito dalle cifre che precedono il periodo è 2. Per la regola ora vista questo numero decimale è equivalente ad una frazione il cui numeratore è la differenza fra il numero senza la virgola (in questo caso 27) e il numero costituito dalle cifre che precedono il periodo (in questo caso 2); e al denominatore un numero costituito da tanti 9 quante sono le cifre del periodo (in questo caso 1) seguite da tanti 0 quante sono le cifre dell antiperiodo (in questo caso 2), e quindi 900. Quindi: 0, = 0, 027 = = = 1 36 (si verifichi con la calcolatrice la correttezza di tale uguaglianza). Dimostrazione della regola della frazione equivalente ad un numero decimale limitato. Prendiamo ad esempio il numero decimale limitato 2, 153. Per la regola già vista risulta che: 2, 153 = Mostriamo come tale frazione deriva dal seguente ragionamento. Sappiamo che moltiplicare un numero decimale per 10, equivale a spostare la virgola di un posto a destra; moltiplicare per 100 equivale a spostare la virgola di due posti a destra, moltiplicare per 1000 di 3 posti a destra e così via. Dal momento che nel nostro esempio abbiamo un numero con 3 cifre decimali, risulta che: 2, = 2153 e osserviamo che il risultato non è un numero decimale ma intero. Torniamo adesso al problema di determinare una frazione equivalente a 2, 153. Innanzitutto vale la seguente uguaglianza: 2, 153 = 2, (perché un numero è ovviamente uguale al numero stesso diviso per 1). Il termine a destra non è una vera frazione perchè sappiamo che sia il numeratore che il denominatore devono essere interi. Nel paragrafo 3.3 abbiamo visto che per trovare una frazione equivalente ad una assegnata basta moltiplicare numeratore e denominatore per uno stesso numero. Ma abbiamo appena visto che per trasformare 2, 153 in un intero bisogna moltiplicarlo per 1000, quindi se moltiplichiamo numeratore e denominatore per 1000 otteniamo una frazione fra numeri interi equivalente a quella ora vista. Cioè: 2, che prova la regola enunciata in precedenza. = 2, = Dimostrazione della regola della frazione equivalente ad un numero decimale illimitato periodico puro(facoltativa). Consideriamo il numero 1, Possiamo scriverlo come 1, 4 e la frazione ad esso equivalente (trovata tramite la regola vista in precedenza) è: 13 9.
97 Alessandro Bocconi 96 Mostriamo adesso che a tale frazione si può arrivare tramite il seguente ragionamento: supponiamo che il biglietto di un cinema costi 1, euro. Se dobbiamo comprare 10 biglietti ci vogliono 10 1, euro, cioè 14, euro. Se adesso effettuiamo la differenza fra il costo di 10 biglietti e il costo di un biglietto otteniamo il costo di 9 biglietti. Quindi il costo di 9 biglietti è dato da: costo di 9 biglietti = costo di 10 biglietti costo di un biglietto = 14, , = 13. Quindi il costo di 9 biglietti è 13 euro. Per arrivare al costo di ciascun biglietto dobbiamo allora dividere per 9, ottenendo: costo di un biglietto = Ma il costo di un biglietto è 1, 4 euro per cui deve risultare che: in accordo con la regola vista. 1, 4 = 13 9 Trasformare i numeri decimali in frazioni può risultare estremamente utile come vedremo nei seguenti esempi: Svolgere il seguente prodotto: scriviamolo con la notazione periodica: 0, , , 027 3, 27 Visto così il prodotto non si presenta affatto semplice. Trasformiamo i 2 fattori in frazioni: quindi il precedente prodotto diventa: 0, 027 = ; 3, 27 = = = 1 11 Svolgere la seguente somma: scriviamola con la notazione periodica: Trasformiamo i 2 addendi in frazioni: quindi la precedente somma diventa: 0, , , 36 = = 4 11 ; 0, , 63 1, 63 = = = = = 2
98 Alessandro Bocconi I numeri reali Osserviamo che nel precedente paragrafo non è stata data una regola per determinare una frazione equivalente ad un numero decimale illimitato non periodico. La ragione è molto semplice: non esiste una frazione equivalente ad un numero decimale illimitato non periodico. Nel paragrafo 3.14 abbiamo definito l insieme dei numeri razionali come l insieme delle frazioni ridotte ai minimi termini. Ne deduciamo quindi che: Un numero decimale limitato, essendo equivalente ad una frazione ridotta ai minimi termini (vedi precedente paragrafo) è un numero razionale. Un numero decimale illimitato periodico, sia puro che misto, essendo equivalente ad una frazione ridotta ai minimi termini (vedi precedente paragrafo) è un numero razionale. Un numero decimale illimitato non periodico, non essendo equivalente a nessuna frazione, non è un numero razionale. Possiamo quindi dare la seguente definizione: Definizione di insieme dei numeri irrazionali. L insieme dei numeri decimali illimitati non periodici costituisce l insieme dei numeri irrazionali. Possiamo adesso definire: Definizione di insieme dei numeri reali. L insieme dei razionali, unito all insieme degli irrazionali, costituisce l insieme dei numeri reali (che si indica con R). (nel prossimo capitolo capiremo meglio il significato della parola unito ). Per i numeri reali vale la seguente importantissima proprietà: Proprietà di continuità dei numeri reali. Se disegnamo una retta, è possibile stabilire la seguente corrispondenza fra tale retta e i numeri reali: ad ogni punto della retta corrisponde un numero reale; ad ogni numero reale corrisponde un punto della retta ; per questo motivo, essendo la retta continua (cioè priva di buchi ), questa proprietà si dice di continuità dei numeri reali. Osservazione. La proprietà appena vista per i numeri reali non vale ad esempio per i numeri naturali: si pensi infatti alla rappresentazione di figura 1.1: ad ogni numero naturale corrisponde un punto su una retta, ma non è vero che ad ogni punto sulla retta corrisponde un numero naturale (si prenda ad esempio un punto fra 1 e 2 a cui non corrisponde nessun numero naturale).
99 Alessandro Bocconi Errore assoluto, errore relativo e errore percentuale Nell effettuare delle misurazioni inevitabilmente si commettono degli errori. Risulta estremamente utile darsi dei parametri per capire l entità dell errore commesso. Questi parametri sono l errore assoluto, l errore relativo e l errore percentuale. Definizione di errore assoluto. L errore assoluto è la differenza fra la misura esatta e la misura realizzata (o osservata). Tale differenza va presa sempre col segno positivo. o Un ingegnere deve realizzare una strada di 200 km. Alla fine la strada risulta lunga 202 km. Che errore assoluto ha commesso l ingegnere? misura esatta = 200 km; misura realizzata = 202 km. differenza = misura esatta misura realizzata = = 2 km errore assoluto = differenza presa col segno positivo = 2 km L errore assoluto risulta spesso un indicatore poco utile. seguente: o Per rendersene conto si consideri il Ad un artigiano viene commissionato un tavolo di 3 metri di lunghezza. Al termine del lavoro il tavolo è lungo 2 metri. Che errore assoluto ha commesso l artigiano? misura esatta = 3 m; misura realizzata = 2 m. differenza = misura esatta misura realizzata = 3 2 = 1 m errore assoluto = differenza presa col segno positivo = 1 m Confrontando i 2 esempi sembra che l ingegnere abbia commesso un errore molto più grande in quanto ha sbagliato di 2 km mentre l artigiano di un solo metro. L errore relativo evidenzierà che questo non è vero. Definizione di errore relativo. L errore relativo è il rapporto fra l errore assoluto e la misura esatta. L errore relativo non dipende dall unità di misura Calcoliamoci allora l errore relativo dell ingegnere e quello dell artigiano: errore relativo ingegnere = errore assoluto misura esatta = 21 = errore relativo artigiano = errore assoluto misura esatta = 1 2 Grazie all errore relativo vediamo che l artigiano ha commesso un errore notevolmente maggiore dell ingegnere.
100 Alessandro Bocconi 99 Simile all errore relativo è l errore percentuale: Definizione di errore percentuale. L errore percentuale è uguale all errore relativo moltiplicato per 100. Anche L errore percentuale non dipende dall unità di misura. Continuiamo con l esempio precedente e calcoliamoci gli errori percentuali dell artigiano e dell ingegnere: errore percentuale ingegnere = errore relativo 100 = = 1% errore percentuale artigiano = errore relativo 100 = = 50% Che conferma che l artigiano ha commesso un errore notevolmente maggiore dell ingegnere. Un microprocessore misura 21, 37 millimetri di lunghezza. Se approssimiamo con 21 millimetri, che errore assoluto, relativo e percentuale commettiamo? misura esatta = 21, 37 mm; misura approssimata = 21 mm. differenza = misura esatta misura approssimata = 21, = 0, 37 mm errore assoluto = differenza presa col segno positivo = 0, 37 mm errore relativo = errore assoluto misura esatta = 0,37 21,37 = 0, errore percentuale = errore relativo 100 = 0, = 1, 73% Sono stati assegnati 12 esercizi di matematica e Mario ne ha fatti solo 10. Che errore assoluto, relativo e percentuale ha commesso? misura esatta = 12 esercizi; misura realizzata = 10 esercizi. differenza = misura esatta misura realizzata = = 2 esercizi errore assoluto = differenza presa col segno positivo = 2 esercizi errore relativo = errore assoluto misura esatta = 2 12 = 1 6 = 0, 16 errore percentuale = errore relativo 100 = 0, = 16, 6% Leggermente diverso il caso in cui bisogna misurare un oggetto o un altro fenomeno (e quindi non abbiamo una misura esatta con la quale confrontarsi). In questi casi, soprattutto se vogliamo misurare con una certa precisione conviene effettuare più misurazioni. L errore assoluto è qui definito come: errore assoluto = misura maggiore ottenuta misura minore ottenuta. mentre per l errore relativo si calcola la media aritmetica delle misure effettuate (somma di tutte le misure fratto il numero delle misure effettuate) e si calcola: errore relativo = errore assoluto media delle misure L errore percentuale si ottiene, come in precedenza, moltiplicando per 100 l errore relativo. Chiariamo con il seguente
101 Alessandro Bocconi 100 o Per misurare la larghezza di un televisore sono state effettuate 3 misurazioni: la prima ha dato come risultato 53,1 cm, la seconda 50 cm la terza 50,4 cm. Determinare errore assoluto, relativo e percentuale. errore assoluto = misura maggiore ottenuta misura minore ottenuta = 53, 1 50 = 3, 1 cm la media aritmetica delle misure si ottiene sommando fra loro tutte le misure diviso il numero delle misure effettuate (in questo caso 3). Quindi: media aritmetica= 53, ,4 3 = 153,5 3 = 51, 16 errore relativo = errore assoluto media delle misure = 3,1 = 0, 06 51,16 errore percentuale = errore relativo 100 = 0, = 6% Esercizi Paragrafo Esegui le seguenti moltiplicazioni: 9 5 5; 1 7 7; ; 0 3 3; Paragrafo Determina i Determina i Determina i 3 3 dei seguenti numeri: 20; 5; 35; 40 e 50. dei seguenti numeri: 20; 8; 36; 40 e 4. dei seguenti numeri: 21; 3; 33; 42 e 51. Paragrafo 3.3 Determinare se sono fra loro equivalenti le seguenti frazioni: e 8 6 ; 1 9 e 3 27 ; 10 6 e e 5; 4 5 e ; 0 3 e Determina 5 frazioni equivalenti a Determina 5 frazioni equivalenti a 0 3. Delle seguenti frazioni, determina, quando possibile, una frazione equivalente avente il denominatore indicato nella parentesi (30); 8 6 (24); 7 5 (10) (5); 6 7 (7); 3 4 (40) (6); 3 2 (2); 3 8 (12) (30); 6 8 (12); 3 5 (45). Paragrafo 3.4 Riduci ai minimi termini le seguenti frazioni:
102 Alessandro Bocconi ; 5 20 ; 16 8 ; ; 12 4 ; ; ; 2 4 ; 9 15 ; Paragrafo 3.5 Esegui le seguenti somme e differenze di frazioni: ; ; ; ; ; 3 2 4; ; ; Paragrafo 3.6 Trasformare le seguenti frazioni fra numeri interi in frazioni equivalenti fra numeri naturali, precedeute dal segno ; ; 5 11 ; ; ; ; ; Paragrafo ; ; Esegui le seguenti moltiplicazioni di frazioni: ; 3 5 ( ); ( 7 10 ); 8 2 ( ); ; 3 2 ( 6 33 ); ( 8 7 ); ; Paragrafo 3.8 Determina il reciproco delle seguenti frazioni: ; 7 5 ; 3 8 ; 7 8 ; ; ; 17 1 ; 1 8 ; 3 8 ; 20; 4 4 Esegui le seguenti divisioni di frazioni: : 7 5 ; 3 5 : ( ); 10 : : ( 21 ); 8 2 : ( ); 3 : : 10; 6 : ( 8); 10 : : ( 7 8 ); 15 2 : 10; 7 2 : 3 10
103 Alessandro Bocconi 102 Paragrafo 3.9 Calcola le seguenti potenze: 33. ( 2 3 )2 ; ( 1 4 )3 ; ( 3 5 )2 ; ( 1 2 )5 ; ( 1 5 )3 Esegui le seguenti operazioni fra potenze di frazioni 34. ( 2 3 )3 ( 2 3 )5 ; ( 1 4 )6 : ( 1 4 )5 ; [( 2 3 )3 ] 4 ; ( 4 3 )3 ( 3 8 )3 ; ( 2 7 )4 : ( 3 14 )4 35. ( 2 3 )5 ( 2 3 )5 ; ( 1 4 )6 : ( 1 4 )5 ; [( 2 3 )3 ] 4 ; ( 4 3 )3 ( 3 8 )3 ; ( 2 7 )4 : ( 3 14 )4 Paragrafo 3.10 Risolvi le seguenti espressioni [( ) ( )] ( ) [1] ( ) [ ( ) 1 6 ] [ 2 9 ] 38. [ ( ) 3 2 ] + ( ) [ 2] 39. ( ) ( 5 7 5) [ 1] 40. {[( ) : ( ) ] : 2} [ 4 3 ] [ ( ) 12 5 ] ( 1 9 : 3 4 ) [ 10 9 ] {[( ) ( ) 15 6 ] : } 3 5 [ 1 5 ] 43. [( ) : ( )] ( 5 4 ) [( 2 3 )3 : ( 2 3 )] 5 9 [1] ( 3 2 ) [( 2 3 : 4 15 )3 : ( 5 2 )2 ] : 3 7 [3] ( 7 4 )3 : [( ) 15 8 ] 1 16 [4] Paragrafo 3.11 Semplifica le seguenti frazioni di potenze ; ; ; ( 3) 4 5 ; ; ; ; ; Paragrafo 3.12 Calcola le seguenti potenze 48. ( 2 3 ) 2 ; ( 1 4 ) 3 ; ( 3 5 ) 2 ; ( 1 2 ) 5 ; 5 3 Risolvi le seguenti espressioni 49. {[( 3 4 )2 ] 1 ( 2 9 ) 2 } : ( 1 6 ) 3 [4] 50. {[( 3 2 )2 : ( 3 2 )3 ] 2 ( 4 9 )2 } : ( 2 3 ) 1 [ 8 27 ] 51. {[( 1 4 )3 ( 2 3 )3 ] 1 ( 1 6 )4 } 1 : [( 5 4 )3 ( 2 5 )3 ] 1 [ 3 4 ] Paragrafo 3.13 Scrivere in notazione scientifica i seguenti numeri: ; 0, 00008; 9000
104 Alessandro Bocconi ; 0, 0027; 0, ; 0, ; ; 0, ; 0, 0334 Paragrafo Elenca 5 frazioni associate al numero razionale Quale numero razionale corrisponde alla frazione 20 15? Paragrafo Determina se i seguenti vettori sono direttamente proporzionali fra loro A = 5; 15; 20 e B = 3; 9; 12. A = 12; 9 e B = 4; 3. A = 15; 12 e B = 4; 5. A = 5; 15; 20; 30 e B = 10; 30; 40; 60. Determina se le seguenti quaterne di numeri formano una proporzione: 59. (2; 8; 6; 24); (14; 4; 21; 6); (4; 8; 4; 2); (4; 2; 8; 4) 60. Data la quaterna (2; 8; 6; 24), scamba in tutti i modi possibili i termini fra loro in modo che le nuove quaterne formino ancora una proporzione. Determina l incognita x nelle seguenti proporzioni: : x = 6 : : 4 = 21 : x 4 : 2 = x : 4 x : 16 = 8 : : x = 1 : 4 12 : 2 = 24 : x 3 : 2 = x : 3 x : 3 2 = 8 : 4 Paragrafo 3.16 Determina la percentuale delle seguenti frazioni: ; 4 5 ; ; 1 4 ; 3 20 ; 8 30 Paragrafo 3.17 Determinare le frazioni equivalenti ai seguenti numeri decimali: 64. 1, 35; 5, ; 0, 021; 12, ; 2, , ; 0, ; 0, ; 2, ; 1, Risolvi le seguenti espressioni dopo aver trasformato i numeri decimali in frazioni: 66. (0, 83 0, 16) 1, 2 [ 4 5 ] 67. (0, , 72) : 1, 3 [ 3 2 ] 68. 2, 6 1, 2 2, 2 [1] 69. (0, , , 083) : 0, 16 [3]
105 Alessandro Bocconi Problemi 1. Una comitiva di 30 persone arriva ad un bivio. I 2 5 sinistra? vanno a destra. Quante persone vanno a 2. Dei 1350 euro di premio, Sara ha deciso di devolvere i 2 9 beneficienza? in beneficienza. Quanti euro dà in 3. Luigi ha dimenticato 40 soldatini su una panchina. Passa Leo e ne porta via i 3 4. Dopo passa Nicco e, dei rimanenti, ne porta via 3 5. Quando il povero Luigi ripassa dalla panchina quanti soldatini trova? 4. In un rettangolo ABCD, AB misura 10 cm e BC i 4 5 del rettangolo. Problemi con le proporzioni di AB. Determinare perimetro e area 5. Una lumaca impiega 2 ore a percorrere 120 metri. Quante ore impiega a percorrere 300 metri? 6. Una lega Nichel-Zinco è composta da 6 grammi di nichel ogni 14 grammi di zinco. Se abbiamo 35 grammi di zinco, quanti risultano essere i grammi di nichel? 7. Nel paese di Collecchio nascono 6 femmine ogni 10 nascite. Nel 2009 si sono avute 135 nascite. Quante femmine sono nate? 8. Un macchinario fabbrica 10 chiodi alla volta, ma di questi 3 sono sempre difettosi. Dopo un certo numero di volte la macchina si ferma: in quell istante si contano 63 chiodi ben fatti. Quanti chiodi difettosi ci sono? 9. Un gelataio ogni 5 gusti ne mette sempre 2 alla frutta. Un giorno gli viene commissionato un gelato di ben 25 gusti. Quanti gusti alla frutta metterà? 10. Un orologio a pendolo batte 10 rintocchi ogni 3 ore. Quanti rintocchi batte in una giornata? 11. Il deserto avanza di 2 metri ogni 8 mesi. Dopo un anno di quanti metri è avanzato? Problemi con le percentuali 12. Un paio di scarpe da 60 euro viene scontato del 20%. A quanto viene messo in vendita? 13. Un venditore durante una promozione vende un divano del costo di 800 euro, a 560 euro. Che sconto percentuale ha applicato? 14. Nell anno 2000, il costo di un biglietto dell autobus passò da 1500 a 2000 lire. Che aumento percentuale ebbe? 15. Il 90% del peso di un uomo è dovuto all acqua. Quanti chili di acqua ci sono in un uomo di 90 chili? 16. In una scuola di 160 allievi, 120 non sono stati mai bocciati. Che percentuale c è di ripetenti? 17. Ad un esame di scuola guida 9 ragazzi vengono bocciati e 21 promossi. Che percentuale di bocciati c è stata? Problemi di approssimazione 18. Un insegnante, a occhio, stima che gli allievi in palestra siano 54. In realtà sono 50. Che errore assoluto, relativo e percentuale ha commesso? 19. Se un prezzo di 14,65 euro viene arrotondato a 15, che errore assoluto, relativo e percentuale viene commesso (consigliato l uso della calcolatrice).
106 Alessandro Bocconi Ad un artigiano viene commissionata una porta alta 225 centimetri. Ala fine del suo lavoro fa una misurazione e scopre di aver costruito una porta alta 234 centimetri. Che errore assoluto, relativo e percentuale ha commesso? 21. Il numero 3,142 viene approssimato a 3. Che errore assoluto, relativo e percentuale viene commesso (consigliato l uso della calcolatrice). 22. Per misurare il tempo di caduta di una sfera di ferro vengono fatte 5 misurazioni che danno i seguenti esiti: 8, 3 secondi; 8, 9 secondi; 7, 9 secondi; 8, 0 secondi; 8, 5 secondi. Che errore assoluto, relativo e percentuale viene commesso (consigliato l uso della calcolatrice). 23. Per misurare l altezza di Maria vengono fatte 4 misurazioni che danno i seguenti esiti: 168 cm; 170, 5 cm; 167 cm; 168, 5 cm. Che errore assoluto, relativo e percentuale viene commesso (consigliato l uso della calcolatrice).
107 Capitolo 4 Gli insiemi (cenni) 4.1 Notazioni Dopo aver affrontato 4 insiemi numerici (Naturali, Interi, Razionali, Reali) diamo qualche accenno sul concetto di insieme e di teoria degli insiemi. Innanzitutto premettiamo il significato di concetto (o ente) primitivo. Significato di concetto primitivo. Un concetto primitivo è un concetto che non si può ulteriormente spiegare e definire, ma viene lasciato come intuitivo. Osservazione. Si noti che nel primo capitolo abbiamo lasciato come intuitivo il concetto di somma, e successivamente tramite la somma abbiamo definito le altre operazioni. Nella nostra trattazione quindi la somma è un concetto primitivo mentre, ad esempio, la moltiplicazione no. L insieme, e gli elementi che appartengono ad un insieme sono concetti primitivi. Notazione. Gli insiemi si rappresentano con la lettera maiuscola, gli elementi di un insieme con la lettera minuscola. Quando si dice: dato un insieme A si intende che viene dato un criterio col quale si può univocamente stabilire se un elemento vi appartiene o meno. Le persone nate nel 1995 costituiscono un insieme, in quanto il criterio dato (essere nati nel 1995) permette di stabilire univocamente se un elemento ci appartiene o no. I ragazzi simpatici dell istituto Gramsci non costituiscono un insieme in quanto l essere simpatico non è un criterio univoco. I numeri naturali pari costituiscono un insieme.
108 Alessandro Bocconi Rappresentazione degli insiemi Nel paragrafo 1.2, abbiamo definito l insieme dei numeri naturali, mentre nel paragrafo 3.1, abbiamo definito l insieme delle frazioni di numeri naturali. Si osservi la differenza delle due notazioni: in quella dei numeri Naturali, abbiamo indicato alcuni elementi dell insieme (essendo infinito era impossibile indicarli tutti), mentre nell insieme delle frazioni abbiamo indicato la caratteristica che deve avere un elemento per appartenere a quell insieme. Il primo modo si dice rappresentazione tabulare, il secondo rappresentazione caratteristica. Riassumendo: si ha una rappresentazione tabulare quando si elencano (fra parentesi graffe) tutti o alcuni elementi dell insieme. si ha una rappresentazione caratteristica quando, fra parentesi graffe, si descrive la caratteristica che deve avere un elemento per appartenere all insieme. Supponiamo che nella classe II C di un certo istituto ci siano 3 ragazzi con altezza maggiore di 180 cm, che si chiamano Alberto, Francesca e Roberto. Se vogliamo indicare l insieme di questi ragazzi possiamo usare: la rappresentazione tabulare: {Alberto; Francesca; Roberto} la rappresentazione caratteristica: {I ragazzi della II C più alti di 180 cm} L insieme dei numeri Naturali pari: la rappresentazione tabulare: {0; 2; 4; 6; 8...} la rappresentazione caratteristica: {I numeri Naturali pari} Osservazione importante. L ordine in cui vengono elencati gli elementi di un insieme è indifferente. Ad esempio {a; b; r; s}, e {r; b; s; a} rappresentano lo stesso insieme in quanto costituiti dagli stessi elementi anche se in ordine diverso. Una terza rappresentazione degli insiemi è quella di Eulero-Venn, che consiste nel disegnare una linea chiusa con all interno tutti gli elementi (o alcuni) dell insieme. Due simboli ricorrenti. Nel linguaggio degli insiemi si usano spesso dei simboli che hanno lo scopo di rendere chiaro e sintetico il concetto che si vuole esprimere. Tali simboli sono: che significa appartenente, e la sua negazione che significa non appartenente che significa tale che Nell esempio dei ragazzi della II C la rappresentazione caratteristica diventa: {x IIC x > 180cm di altezza} Se vogliamo rappresentare l insieme dei numeri naturali minori di 8 possiamo usare:
109 Alessandro Bocconi Figura 4.1: La rappresentazione di Eulero-Venn la rappresentazione tabulare: {0; 1; 2; 3; 4; 5; 6; 7} la rappresentazione caratteristica: {x N x < 8} la rappresentazione di Eulero-Venn (figura 4.1). 4.3 Cardinalità di un insieme, l insieme vuoto e l insieme Universo Definizione di cardinalità di un insieme. Si definisce cardinalità di un insieme, il numero di elementi che lo costituiscono. Se A è un insieme, la cardinalità di A si indica con A. A = {pippo; pluto; paperino}; A = 3 A = {x N x < 10}; A = 10 A = {x N x > 10}; A = Negli esempi appena visti il simbolo significa infinito. Definizione di insieme vuoto. Un insieme privo di elementi si dice insieme vuoto e si indica col simbolo. L insieme degli esseri umani più alti di 3 metri è l insieme vuoto. L insieme dei maschi in una classe tutta femminile è l insieme vuoto. Osservazione. L insieme vuoto ha cardinalità 0.
110 Alessandro Bocconi 109 Definizione di insieme Universo. L insieme Universo è l insieme formato da tutti gli elementi che stiamo considerando. Generalmente si indica con la lettera U. L insieme dei numeri Naturali minori di 7. In questo caso l insieme universo è costituito da tutti i numeri naturali. L insieme dei ragazzi della II C più alti di 180 cm. In questo caso l insieme universo è costituito da tutti i ragazzi della II C. I cittadini di Firenze nati nel In questo caso l insieme universo è costituito da tutti i cittadini di Firenze. 4.4 I sottoinsiemi Definizione di sottoinsieme. Un insieme B è sottoinsieme di un insieme A se qualunque elemento di B è anche elemento di A. In simboli: B A. Sia A l insieme dei numeri Naturali e B l insieme dei numeri naturali pari. A = {0; 1; 2; 3; 4; 5; 6; 7...} B = {0; 2; 4; 6; 8; 10;...}. Risulta che B A in quanto ogni elemento di B è anche elemento di A. Siano A = {a; b; d; e; f; h; z} e B = {a; b; c}. Risulta che B non è sottoinsieme di A, in quanto esiste un elemento di B (in questo caso c) che non appartiene ad A. Osservazione. Dall ultimo esempio si deduce facilmente che l insieme vuoto è sottoinsieme di qualunque insieme. Infatti, nell ultimo esempio, B non è sottoinsieme di A perché esiste un elemento di B che non appartiene ad A, ma questo non può accadere all insieme vuoto in quanto non ha elementi. Quindi è sottoinsieme di qualunque insieme. Osservazione. Dalla definizione segue che ogni insieme è sottoinsieme di se stesso. Dalle osservazioni fatte, segue che qualunque insieme A ha sempre almeno 2 sottoinsiemi: l insieme vuoto e se stesso. Questi 2 sottoinsiemi generalmente non sono considerati interessanti; per evitarli si è data la definizione di sottoinsieme proprio. Definizione di sottoinsieme proprio. Un sottoinsieme B di A è un sottoinsieme proprio se: B non è vuoto. Esiste almeno un elemento appartenente ad A che non appartiene a B.
111 Alessandro Bocconi 110 In simboli, se B è sottoinsieme proprio di A, si scrive: B A. Quindi A è sottoinsieme di se stesso, ma non è sottoinsieme proprio di se stesso. L insieme vuoto è sottoinsieme di qualunque insieme, ma non è sottoinsieme proprio di nessuno. 4.5 Operazioni fra insiemi Risulta estremamente utile definire alcune operazioni fra insiemi. Definizione di intersezione fra insiemi. Siano A e B due insiemi, l intersezione fra A e B, che si indica con A B, è l insieme costituito dagli elementi che appartengono sia ad A che a B. Si considerino gli insiemi: A = {3; 7; 5; 11; 15; 228} e B = {1; 4; 5; 9; 11; 12} La loro intersezione è data da: A B = {5; 11} Si considerino gli insiemi: A = {vocali dell alfabeto italiano} e B = {d; z; i; b; r} La loro intersezione è data da: A B = {i} Si considerino gli insiemi: A = {x N x < 22} e B = {x N x > 25} La loro intersezione è data da: A B = (infatti A e B non hanno nessun elemento in comune). Due insiemi che non hanno elementi in comune (come quelli visti nell ultimo esempio) si dicono disgiunti. Definizione di unione fra insiemi. Siano A e B due insiemi, l unione fra A e B, che si indica con A B, è l insieme costituito dagli elementi che appartengono ad almeno uno fra A e B. Si considerino gli insiemi: A = {3; 7; 5; 11} e B = {1; 4; 5; 11; 12}
112 Alessandro Bocconi 111 La loro unione è data da: A B = {3; 7; 5; 11; 1; 4; 12} Si considerino gli insiemi: A = {vocali dell alfabeto italiano} e B = {e; i; b; r} La loro unione è data da: A B = {a; e; i; o; u; b; r} Si considerino gli insiemi: A = {roma; torino} e B = {firenze; roma} La loro unione è data da: A B = {roma; torino; firenze}. Definizione di complementare di un insieme. Sia A un insieme; il complementare di A, che si indica con A, è l insieme costituito da tutti gli elementi dell Universo che non appartengono ad A. Nell universo dei numeri Naturali si consideri l insieme A dei numeri pari. Risulta che il complementare di A è l insieme dei numeri dispari. Nell universo dei numeri Naturali si consideri l insieme A dei numeri maggiori di 5 cioè: A = {x N x > 5}. Risulta che: A = {x N x 5} (il simbolo si legge minore o uguale a e in questo caso significa che nell insieme ci sono numeri minori di 5 e anche il 5 stesso. Si osservi che se ci fosse stato solo il minore, 5 non sarebbe appartenuto all insieme). Definizione di differenza di 2 insiemi. Siano A e B due insiemi, la differenza fra A e B, che si indica con A B, è l insieme costituito dagli elementi che appartengono ad A ma non appartengono a B. Si considerino gli insiemi: A = {3; 7; 5; 11} e B = {1; 4; 5; 11; 12} La loro differenza è: A B = {3; 7}
113 Alessandro Bocconi 112 Si considerino gli insiemi: A = {a; b; e; r} e B = {a; b; s; r; t} La loro differenza è: A B = {e} Si considerino gli insiemi: A = {16; 22; 23; 1} e B = {2; 3; 4; 5; 6} La loro differenza è: A B = {16; 22; 23; 1} Si considerino gli insiemi: A = {Italia; Francia; Canada} e B = {stati dell unione europea} La loro differenza è: A B = {Canada} Si considerino gli insiemi: A = {cane; gatto} e B = {stati dell unione europea} La loro differenza è: A B = {cane; gatto} Si considerino gli insiemi: A = {5; 7; 13} e B = {insieme dei numeri primi} La loro differenza è: A B = {cane; gatto} 4.6 Rappresentazione delle operazioni fra insiemi tramite i diagrammi di Eulero-Venn In figura 4.2, possiamo osservare le operazioni fra insiemi tramite i diagrammi di Eulero-Venn:
114 Alessandro Bocconi 113 A B A B. A B. A B U A _ A Figura 4.2: Le operazioni fra insiemi tramite Eulero-Venn 4.7 Alcuni risultati importanti 1. Se B A allora risulta che A B = B. Dimostrazione (figura 4.3). o: Sia A l insieme degli allievi dell istituto Gramsci, e sia B l insieme degli allievi della II C dell istituto Gramsci. Ovviamente B è sottoinsieme di A cioè B A. L intersezione A B è formata dagli allievi che stanno in entrambi gli insiemi, e quindi dagli allievi della II C, che è l insieme B. 2. Se B A allora risulta che A B = A. Dimostrazione (figura 4.4). A B A B.. Figura 4.3: Se B sottoinsieme di A allora A B = B
115 Alessandro Bocconi 114 A B A B.. Figura 4.4: Se B sottoinsieme di A allora A B = A o: Come nell esempio precedente sia A l insieme degli allievi dell istituto Gramsci, e B l insieme degli allievi della II C dell istituto Gramsci. Ovviamente B è sottoinsieme di A cioè B A. L unione A B è formata dagli allievi che stanno in almeno uno dei 2 insiemi, e quindi dagli allievi dell istituto Gramsci, che è l insieme A. 3. Il complementare dell insieme vuoto è l insieme universo. In simboli: = U. Dimostrazione: il complementare di un insieme A è composto da tutti gli elementi dell Universo escluso quelli che stanno in A. Ma se A è l insieme vuoto, non contiene nessun elemento, e quindi il suo complementare è l insieme Universo. 4. Il complementare dell insieme Universo è l insieme vuoto. In simboli: U =. Dimostrazione: il complementare dell insieme Universo è composto da tutti gli elementi dell Universo escluso quelli che stanno nell insieme Universo. Quindi da nessun elemento. Quindi il complementare dell insieme Universo è l insieme vuoto. 4.8 Il prodotto cartesiano fra insiemi Estremamente utile risulta essere il concetto di prodotto cartesiano fra insiemi. Definizione di prodotto cartesiano fra insiemi. Dati 2 insiemi A e B, si definisce prodotto cartesiano fra A e B, l insieme AXB i cui elementi sono tutte le possibili coppie ordinate in cui il primo elemento appartiene a A e il secondo a B. Si considerino gli insiemi: A = {a; b; c} e B = {2; 3} risulta che AXB = {(a; 2); (a; 3); (b; 2); (b; 3); (c; 2); (c; 3)} Si considerino gli insiemi: A = {3; 5; 9} e B = {3} risulta che AXB = {(3; 3); (5; 3); (9; 3)} Osservazione. Abbiamo detto che l ordine degli elementi è ininfluente. Nell esempio precedente non sarebbe cambiato niente se avessimo scritto (9; 3) prima dell elemento (5; 3). Quello che è
116 Alessandro Bocconi (2;4) (4;4) (5;4) (7;4) (2;3) (4;3) (5;3) (7;3) Figura 4.5: Il prodotto cartesiano fra 2 insiemi importante è l ordine all interno della coppia: il primo elemento deve appartenere ad A e il secondo a B e quindi sarebbe sbagliato scrivere, ad esempio, (3; 5) al posto di (5; 3). Osservazione. Dal momento che nel prodotto cartesiano AXB ogni elemento di A forma una coppia con tutti gli elementi di B, risulta che la cardinalità di AXB equivale al prodotto della cardinalità di A con la cardinalità di B. Se A e B sono 2 insiemi tali che A = 3 e B = 2, risulta che AXB = 6. Se A e B sono 2 insiemi tali che A = 1 e B = 5, risulta che AXB = 5. Se A e B sono 2 insiemi e B =, allora anche AXB =. Ciò è in accordo con l osservazione sulle cardinalità, infatti: AXB = A B = A 0 = 0 quindi AXB avendo 0 elementi è l insieme vuoto. Rappresentazione grafica del prodotto cartesiano di due insiemi. Supponiamo che A e B siano 2 insiemi numerici. Costruiamo un piano cartesiano, cioè 2 rette orientate fra loro perpendicolari (chiamate assi) che si incontrano in un punto detto origine. Riportiamo ciascun elemento di A sull asse orizzontale rispettando l orientamento della retta e riportiamo ciascun elemento di B sull asse verticale rispettando l orientamento della retta. Da ogni elemento di A si tracci una retta parallela all asse verticale, e da ogni elemento di B si tracci una retta parallela all asse orizzontale. Le intersezioni di tali rette rappresentano graficamente gli elementi del prodotto cartesiano fra A e B. o Siano A = {2; 4; 5; 7} e B = {3; 4}. Rappresentiamo graficamente il prodotto cartesiano fra i 2 insiemi (figura 4.5). Dalla rappresentazione grafica si deducono gli elementi che compongono AXB: AXB = {(2; 3); (2; 4); (4; 3); (4; 4); (5; 3); (5; 4); (7; 3); (7; 4)}
117 Alessandro Bocconi Domande Paragrafo Cos è un concetto primitivo? 2. Gli insiemi e gli elementi di un insieme sono concetti primitivi? 3. Cosa si intende con l affermazione Dato un insieme A? Paragrafo Illustra i 3 modi di rappresentare un insieme. 5. Quando abbiamo una rappresentazione tabulare? 6. Quando abbiamo una rappresentazione caratteristica? 7. L ordine in cui vengono scritti gli elementi di un insieme è importante? Paragrafo Cos è la cardinalità di un insieme? 9. Quando un insieme è vuoto? 10. Cos è l insieme Universo? Paragrafo Definisci il sottoinsieme. 12. Un insieme ha sempre almeno 2 sottoinsiemi. Quali? 13. Definisci il sottoinsieme proprio. Paragrafo Definisci l intersezione fra insiemi. 15. Quando 2 insiemi si dicono disgiunti? 16. Definisci l unione fra insiemi. 17. Definisci il complementare di un insieme. 18. Definisci la diferenza fra insiemi. Paragrafo Definisci il prodotto cartesiano fra insiemi.
118 Alessandro Bocconi Esercizi Paragrafo Rappresenta tramite rappresentazione caratteristica i seguenti insiemi: {2; 4; 6; 8; 0} { 1; 2; 3; 4; 5;...} {a; e; i; u; o} {Lunedì; Martedì; Mercoledì; Giovedì; Venerdì; Sabato; Domenica} {Lunedì; Martedì; Mercoledì; Giovedì; Venerdì} Paragrafo Scrivi tutti i sottinsiemi dell insieme {0; 1} 3. Scrivi tutti i sottinsiemi propri dell insieme {0; 1} 4. Scrivi tutti i sottinsiemi dell insieme {a; b; c} 5. Scrivi tutti i sottinsiemi propri dell insieme {a; b; c} Paragrafo 4.5 Determina l unione e l intersezione dei seguenti insiemi: 6. A = {2; 3; 6; 1; 8; 9}; B = {6; 4; 8} 7. A = {20; 31; 16}; B = {16} 8. A = {2; 3; 6; 1; 8; 9}; B = 9. A = {2; 3; 6; 9}; B = {2; 6; 9; 7; 3} 10. A = { lettere della parola scale }; B = {lettere della parola case } 11. A = { segno zodiacale }; B = {pesci; ariete; vergine; gatto; topo} 12. A = { capoluoghi di provincia della Toscana }; B = {Milano; Firenze; Livorno; Pistoia} Determina i complementari dei seguenti insiemi, dopo aver evidenziato qual è l insieme universo: 13. A = { pesci; ariete; vergine} 14. A = { Lunedì; Martedì; Mercoledì; Domenica} 15. A = { Numeri naturali dispari} 16. A = { cittadini di Firenze nati prima del 1969} 17. A = { cittadini di Firenze nati nel 1969} Determina la differenza A B fra i seguenti insiemi: 18. A = {2; 3; 6; 1; 8; 9}; B = {6; 4; 8} 19. A = {20; 31; 16}; B = {16}
119 Alessandro Bocconi A = {2; 3; 6; 1; 8; 9}; B = 21. A = {2; 3; 6; 9}; B = {1; 5; 7} 22. A = { lettere della parola suola }; B = {lettere della parola scuola } 23. A = { segno zodiacale }; B = {pesci; ariete; vergine} Paragrafo 4.6 Tramite i diagrammi di Eulero-Venn rappresenta le seguenti operazioni fra insiemi: 24. A B con A = {2; 3; 6; 1; 8; 9}; B = {6; 4; 8} 25. A B con A = {20; 31; 16}; B = {16} 26. A B con A = { lettere della parola scale }; B = {lettere della parola case } 27. A B con A = {2; 3; 6; 1; 8; 9}; B = 28. A = {2; 3; 6; 9}; B = {2; 6; 9; 7; 3} 29. A B con A = { segno zodiacale }; B = {pesci; ariete; vergine; gatto; topo} 30. A con A = { pesci; ariete; vergine} 31. A con A = { Lunedì; Martedì; Mercoledì; Domenica} 32. A B con A = {2; 3; 6; 1; 8; 9}; B = {6; 4; 8} 33. A B con A = {20; 31; 16}; B = {16} 34. A B con A = {2; 3; 6; 9}; B = {1; 5; 7} 35. A B con A = { lettere della parola suola }; B = {lettere della parola scuola } 36. A B con A = { segno zodiacale }; B = {pesci; ariete; vergine} Paragrafo 4.8 Determinare il prodotto cartesiano dei seguenti insiemi (dopo aver evidenziato che A B = AXB ) 37. A = {2; 3; 6}; B = {6; 4; 8} 38. A = {20; 31; 16}; B = {12} 39. A = {2; 3; 6; 1; 8; 9}; B = 40. A = {2; 3; 6; 9}; B = {2; 6} 41. A = {s; c; i}; B = {d; o}
120 Sillogismi Il sillogismo è un tipo di ragionamento deduttivo tale che, date due affermazioni (le premesse), ne segue una terza (la conclusione). o Premesse: 1. Tutte le nazioni hanno dei confini. 2. L Italia è una nazione Conclusione: L italia ha dei confini. Dei seguenti sillogismi vengono date le premesse e il lettore dovrà fornire la conclusione. 1. (a) Solo il ladro è entrato nella stanza. (b) Mario è entrato nella stanza 2. (a) Sono state selezionate le ragazze più alte di un metro e sessanta (b) Francesca è stata selezionata. 3. (a) Chi pesa di più di 80 chili sfonda la bilancia (b) Stefania, pesandosi, non ha sfondato la bilancia. 4. (a) Per leggere quel cartello alla distanza di 20 metri ci vuole una vista perfetta. (b) Roberto vede quel cartello alla distanza di 20 metri. 5. (a) Francesco è alto come Roberta. (b) Roberta è alta come Simona. Sillogismi matematici 6. (a) un numero diverso da 1 moltiplicato per 5 2 non può avere come risultato 5 2 (b) 5 0 moltiplicato per 5 2 ha come risultato (a) Se un insieme numerico non ha un elemento maggiore di tutti gli altri significa che ha infiniti elementi (b) N non ha un elemento maggiore di tutti gli altri. 8. (a) Un sistema numerico è posizionale se un numero cambia cambiando l ordine dei simboli che lo compongono.
121 Alessandro Bocconi 120 (b) Nel sistema numerico del pastore un numero non cambia cambiando l ordine dei simboli. 9. (a) Un numero è primo se è divisibile solo per 1 e per se stesso. (b) è divisibile per (a) Due frazioni per essere equivalenti devono avere lo stesso segno. (b) F e G sono 2 frazioni aventi segno diverso 11. (a) Due frazioni rappresentano lo stesso numero razionale solo se sono equivalenti (b) F e G sono 2 frazioni che rappresentano lo stesso numero razionale 12. (a) F e G sono due frazioni fra loro equivalenti (b) G e H sono due frazioni fra loro equivalenti
APPUNTI DI MATEMATICA LE FRAZIONI ALGEBRICHE ALESSANDRO BOCCONI
APPUNTI DI MATEMATICA LE FRAZIONI ALGEBRICHE ALESSANDRO BOCCONI Indice 1 Le frazioni algebriche 1.1 Il minimo comune multiplo e il Massimo Comun Divisore fra polinomi........ 1. Le frazioni algebriche....................................
Numeri naturali numeri naturali minore maggiore Operazioni con numeri naturali
1 Numeri naturali La successione di tutti i numeri del tipo: 0,1, 2, 3, 4,..., n,... forma l'insieme dei numeri naturali, che si indica con il simbolo N. Tale insieme si può disporre in maniera ordinata
4 3 4 = 4 x 10 2 + 3 x 10 1 + 4 x 10 0 aaa 10 2 10 1 10 0
Rappresentazione dei numeri I numeri che siamo abituati ad utilizzare sono espressi utilizzando il sistema di numerazione decimale, che si chiama così perché utilizza 0 cifre (0,,2,3,4,5,6,7,8,9). Si dice
Lezioni di Matematica 1 - I modulo
Lezioni di Matematica 1 - I modulo Luciano Battaia 16 ottobre 2008 Luciano Battaia - http://www.batmath.it Matematica 1 - I modulo. Lezione del 16/10/2008 1 / 13 L introduzione dei numeri reali si può
24 : 3 = 8 con resto 0 26 : 4 = 6 con resto 2
Dati due numeri naturali a e b, diremo che a è divisibile per b se la divisione a : b è esatta, cioè con resto 0. In questo caso diremo anche che b è un divisore di a. 24 : 3 = 8 con resto 0 26 : 4 = 6
Aritmetica: operazioni ed espressioni
/ A SCUOLA DI MATEMATICA Lezioni di matematica a cura di Eugenio Amitrano Argomento n. : operazioni ed espressioni Ricostruzione di un abaco dell epoca romana - Museo RGZ di Magonza (Germania) Libero da
PROPRIETA' ASSOCIATIVA La somma di tre o più addendi non cambia se al posto di alcuni di essi si sostituisce la loro somma.
Addizione: PROPRIETA' COMMUTATIVA Cambiando l'ordine degli addendi la somma non cambia. 1) a + b = b + a PROPRIETA' ASSOCIATIVA La somma di tre o più addendi non cambia se al posto di alcuni di essi si
SOMMARIO. 13.1 I radicali pag. 3. 13.2 I radicali aritmetici pag. 5. 13.3 Moltiplicazione e divisione fra radicali aritmetici pag.
SOMMARIO CAPITOLO : I RADICALI. I radicali pag.. I radicali aritmetici pag.. Moltiplicazione e divisione fra radicali aritmetici pag.. Potenza di un radicale aritmetico pag.. Trasporto di un fattore esterno
SISTEMI DI NUMERAZIONE E CODICI
SISTEMI DI NUMERAZIONE E CODICI Il Sistema di Numerazione Decimale Il sistema decimale o sistema di numerazione a base dieci usa dieci cifre, dette cifre decimali, da O a 9. Il sistema decimale è un sistema
ESERCIZI DI PREPARAZIONE E
ESERCIZI DI PREPARAZIONE E CONSOLIDAMENTO PER I FUTURI STUDENTI DEL PRIMO LEVI si campa anche senza sapere che cos è un equazione, senza sapere suonare uno strumento musicale, senza conoscere il nome del
ESEMPIO 1: eseguire il complemento a 10 di 765
COMPLEMENTO A 10 DI UN NUMERO DECIMALE Sia dato un numero N 10 in base 10 di n cifre. Il complemento a 10 di tale numero (N ) si ottiene sottraendo il numero stesso a 10 n. ESEMPIO 1: eseguire il complemento
Sistema di numerazione binario, operazioni relative e trasformazione da base due a base dieci e viceversa di Luciano Porta
Sistema di numerazione binario, operazioni relative e trasformazione da base due a base dieci e viceversa di Luciano Porta Anche se spesso si afferma che il sistema binario, o in base 2, fu inventato in
Siamo così arrivati all aritmetica modulare, ma anche a individuare alcuni aspetti di come funziona l aritmetica del calcolatore come vedremo.
DALLE PESATE ALL ARITMETICA FINITA IN BASE 2 Si è trovato, partendo da un problema concreto, che con la base 2, utilizzando alcune potenze della base, operando con solo addizioni, posso ottenere tutti
Dispense di Informatica per l ITG Valadier
La notazione binaria Dispense di Informatica per l ITG Valadier Le informazioni dentro il computer All interno di un calcolatore tutte le informazioni sono memorizzate sottoforma di lunghe sequenze di
I SISTEMI DI NUMERAZIONE
ISTITUTO DI ISTRUZIONE SUPERIORE G. M. ANGIOY CARBONIA I SISTEMI DI NUMERAZIONE Prof. G. Ciaschetti Fin dall antichità, l uomo ha avuto il bisogno di rappresentare le quantità in modo simbolico. Sono nati
Le equazioni. Diapositive riassemblate e rielaborate da prof. Antonio Manca da materiali offerti dalla rete.
Le equazioni Diapositive riassemblate e rielaborate da prof. Antonio Manca da materiali offerti dalla rete. Definizione e caratteristiche Chiamiamo equazione l uguaglianza tra due espressioni algebriche,
Logica Numerica Approfondimento 1. Minimo Comune Multiplo e Massimo Comun Divisore. Il concetto di multiplo e di divisore. Il Minimo Comune Multiplo
Logica Numerica Approfondimento E. Barbuto Minimo Comune Multiplo e Massimo Comun Divisore Il concetto di multiplo e di divisore Considerato un numero intero n, se esso viene moltiplicato per un numero
Schemi delle Lezioni di Matematica Generale. Pierpaolo Montana
Schemi delle Lezioni di Matematica Generale Pierpaolo Montana Al-giabr wa al-mukabalah di Al Khuwarizmi scritto approssimativamente nel 820 D.C. Manuale arabo da cui deriviamo due nomi: Algebra Algoritmo
Il principio di induzione e i numeri naturali.
Il principio di induzione e i numeri naturali. Il principio di induzione è un potente strumento di dimostrazione, al quale si ricorre ogni volta che si debba dimostrare una proprietà in un numero infinito
Capitolo 2. Operazione di limite
Capitolo 2 Operazione di ite In questo capitolo vogliamo occuparci dell operazione di ite, strumento indispensabile per scoprire molte proprietà delle funzioni. D ora in avanti riguarderemo i domini A
Dimensione di uno Spazio vettoriale
Capitolo 4 Dimensione di uno Spazio vettoriale 4.1 Introduzione Dedichiamo questo capitolo ad un concetto fondamentale in algebra lineare: la dimensione di uno spazio vettoriale. Daremo una definizione
razionali Figura 1. Rappresentazione degli insiemi numerici Numeri reali algebrici trascendenti frazionari decimali finiti
4. Insiemi numerici 4.1 Insiemi numerici Insieme dei numeri naturali = {0,1,,3,,} Insieme dei numeri interi relativi = {..., 3,, 1,0, + 1, +, + 3, } Insieme dei numeri razionali n 1 1 1 1 = : n, m \{0}
Il simbolo. è è = = = In simboli: Sia un numero naturale diverso da zero, il radicale. Il radicale. esiste. esiste 0 Il radicale
Radicali 1. Radice n-esima Terminologia Il simbolo è detto radicale. Il numero è detto radicando. Il numero è detto indice del radicale. Il numero è detto coefficiente del radicale. Definizione Sia un
Alessandro Pellegrini
Esercitazione sulle Rappresentazioni Numeriche Esistono 1 tipi di persone al mondo: quelli che conoscono il codice binario e quelli che non lo conoscono Alessandro Pellegrini Cosa studiare prima Conversione
SCHEDA DI RECUPERO SUI NUMERI RELATIVI
SCHEDA DI RECUPERO SUI NUMERI RELATIVI I numeri relativi sono l insieme dei numeri negativi (preceduti dal segno -) numeri positivi (il segno + è spesso omesso) lo zero. Valore assoluto di un numero relativo
4. Operazioni aritmetiche con i numeri binari
I Numeri Binari 4. Operazioni aritmetiche con i numeri binari Contare con i numeri binari Prima di vedere quali operazioni possiamo effettuare con i numeri binari, iniziamo ad imparare a contare in binario:
1. PRIME PROPRIETÀ 2
RELAZIONI 1. Prime proprietà Il significato comune del concetto di relazione è facilmente intuibile: due elementi sono in relazione se c è un legame tra loro descritto da una certa proprietà; ad esempio,
4 Dispense di Matematica per il biennio dell Istituto I.S.I.S. Gaetano Filangieri di Frattamaggiore EQUAZIONI FRATTE E SISTEMI DI EQUAZIONI
119 4 Dispense di Matematica per il biennio dell Istituto I.S.I.S. Gaetano Filangieri di Frattamaggiore EQUAZIONI FRATTE E SISTEMI DI EQUAZIONI Indice degli Argomenti: TEMA N. 1 : INSIEMI NUMERICI E CALCOLO
risulta (x) = 1 se x < 0.
Questo file si pone come obiettivo quello di mostrarvi come lo studio di una funzione reale di una variabile reale, nella cui espressione compare un qualche valore assoluto, possa essere svolto senza necessariamente
ESTRAZIONE DI RADICE
ESTRAZIONE DI RADICE La radice è l operazione inversa dell elevamento a potenza. L esponente della potenza è l indice della radice che può essere: quadrata (); cubica (); quarta (4); ecc. La base della
Informatica. Rappresentazione dei numeri Numerazione binaria
Informatica Rappresentazione dei numeri Numerazione binaria Sistemi di numerazione Non posizionali: numerazione romana Posizionali: viene associato un peso a ciascuna posizione all interno della rappresentazione
SISTEMI DI NUMERAZIONE IL SISTEMA DECIMALE
SISTEMI DI NUMERAZIONE IL SISTEMA DECIMALE La base del sistema decimale è 10 I simboli del sistema decimale sono: 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Il sistema di numerazione decimale è un sistema posizionale. L aggettivo
Percorsi di matematica per il ripasso e il recupero
Giacomo Pagina Giovanna Patri Percorsi di matematica per il ripasso e il recupero 2 per la Scuola secondaria di secondo grado UNITÀ CAMPIONE Edizioni del Quadrifoglio à t i n U 1 Sistemi di primo grado
II.f. Altre attività sull euro
Altre attività sull euro II.f È consigliabile costruire modelli in carta o cartoncino di monete e banconote, e farli usare ai bambini in varie attività di classe fin dal primo o al più dal secondo anno.
I SISTEMI DI NUMERAZIONE
Istituto di Istruzione Superiore G. Curcio Ispica I SISTEMI DI NUMERAZIONE Prof. Angelo Carpenzano Dispensa di Informatica per il Liceo Scientifico opzione Scienze Applicate Sommario Sommario... I numeri...
I sistemi di numerazione
I sistemi di numerazione 01-INFORMAZIONE E SUA RAPPRESENTAZIONE Sia dato un insieme finito di caratteri distinti, che chiameremo alfabeto. Utilizzando anche ripetutamente caratteri di un alfabeto, si possono
Esercizio 1 Dato il gioco ({1, 2, 3}, v) con v funzione caratteristica tale che:
Teoria dei Giochi, Trento, 2004/05 c Fioravante Patrone 1 Teoria dei Giochi Corso di laurea specialistica: Decisioni economiche, impresa e responsabilità sociale, A.A. 2004/05 Soluzioni degli esercizi
LE SUCCESSIONI 1. COS E UNA SUCCESSIONE
LE SUCCESSIONI 1. COS E UNA SUCCESSIONE La sequenza costituisce un esempio di SUCCESSIONE. Ecco un altro esempio di successione: Una successione è dunque una sequenza infinita di numeri reali (ma potrebbe
Iniziamo con un esercizio sul massimo comun divisore: Esercizio 1. Sia d = G.C.D.(a, b), allora:
Iniziamo con un esercizio sul massimo comun divisore: Esercizio 1. Sia d = G.C.D.(a, b), allora: G.C.D.( a d, b d ) = 1 Sono state introdotte a lezione due definizioni importanti che ricordiamo: Definizione
( x) ( x) 0. Equazioni irrazionali
Equazioni irrazionali Definizione: si definisce equazione irrazionale un equazione in cui compaiono uno o più radicali contenenti l incognita. Esempio 7 Ricordiamo quanto visto sulle condizioni di esistenza
LA TRASMISSIONE DELLE INFORMAZIONI QUARTA PARTE 1
LA TRASMISSIONE DELLE INFORMAZIONI QUARTA PARTE 1 I CODICI 1 IL CODICE BCD 1 Somma in BCD 2 Sottrazione BCD 5 IL CODICE ECCESSO 3 20 La trasmissione delle informazioni Quarta Parte I codici Il codice BCD
Convertitori numerici in Excel
ISTITUTO DI ISTRUZIONE SUPERIORE G. M. ANGIOY CARBONIA Convertitori numerici in Excel Prof. G. Ciaschetti Come attività di laboratorio, vogliamo realizzare dei convertitori numerici con Microsoft Excel
SISTEMI DI NUMERAZIONE DECIMALE E BINARIO
SISTEMI DI NUMERAZIONE DECIMALE E BINARIO Il sistema di numerazione decimale (o base dieci) possiede dieci possibili valori (0, 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8 o 9) utili a rappresentare i numeri. Le cifre possiedono
Corrispondenze e funzioni
Corrispondenze e funzioni L attività fondamentale della mente umana consiste nello stabilire corrispondenze e relazioni tra oggetti; è anche per questo motivo che il concetto di corrispondenza è uno dei
f(x) = 1 x. Il dominio di questa funzione è il sottoinsieme proprio di R dato da
Data una funzione reale f di variabile reale x, definita su un sottoinsieme proprio D f di R (con questo voglio dire che il dominio di f è un sottoinsieme di R che non coincide con tutto R), ci si chiede
Sistemi di Numerazione
Fondamenti di Informatica per Meccanici Energetici - Biomedici 1 Sistemi di Numerazione Sistemi di Numerazione I sistemi di numerazione sono abitualmente posizionali. Gli elementi costitutivi di un sistema
LE FUNZIONI A DUE VARIABILI
Capitolo I LE FUNZIONI A DUE VARIABILI In questo primo capitolo introduciamo alcune definizioni di base delle funzioni reali a due variabili reali. Nel seguito R denoterà l insieme dei numeri reali mentre
Probabilità discreta
Probabilità discreta Daniele A. Gewurz 1 Che probabilità c è che succeda...? Una delle applicazioni della combinatoria è nel calcolo di probabilità discrete. Quando abbiamo a che fare con un fenomeno che
Guardiamo ora però la cosa da un altro punto di vista analizzando il seguente grafico a forma di torta. La torta in 5 parti
L EQUIVALENZA FRA I NUMERI RAZIONALI (cioè le frazioni), I NUMERI DECIMALI (quelli spesso con la virgola) ED I NUMERI PERCENTUALI (quelli col simbolo %). Ora vedremo che ogni frazione (sia propria, che
INTRODUZIONE AGLI ALGORITMI INTRODUZIONE AGLI ALGORITMI INTRODUZIONE AGLI ALGORITMI INTRODUZIONE AGLI ALGORITMI
INTRODUZIONE AGLI ALGORITMI Prima di riuscire a scrivere un programma, abbiamo bisogno di conoscere un metodo risolutivo, cioè un metodo che a partire dai dati di ingresso fornisce i risultati attesi.
ESERCIZI DI ALGEBRA LINEARE E GEOMETRIA
ESERCIZI DI ALGEBRA LINEARE E GEOMETRIA Francesco Bottacin Padova, 24 febbraio 2012 Capitolo 1 Algebra Lineare 1.1 Spazi e sottospazi vettoriali Esercizio 1.1. Sia U il sottospazio di R 4 generato dai
11) convenzioni sulla rappresentazione grafica delle soluzioni
2 PARAGRAFI TRATTATI 1)La funzione esponenziale 2) grafici della funzione esponenziale 3) proprietá delle potenze 4) i logaritmi 5) grafici della funzione logaritmica 6) principali proprietá dei logaritmi
4. Operazioni elementari per righe e colonne
4. Operazioni elementari per righe e colonne Sia K un campo, e sia A una matrice m n a elementi in K. Una operazione elementare per righe sulla matrice A è una operazione di uno dei seguenti tre tipi:
11010010 = 1*2^7 + 1*2^6 + 0*2^5 + 1*2^4 + 0*2^3 + 0*2^2 + 1*2^1 + 0*2^0 = 210
Il sistema BINARIO e quello ESADECIMALE. Il sistema di numerazione binario è particolarmente legato ai calcolatori in quanto essi possono riconoscere solo segnali aventi due valori: uno alto e uno basso;
Esercizi su lineare indipendenza e generatori
Esercizi su lineare indipendenza e generatori Per tutto il seguito, se non specificato esplicitamente K indicherà un campo e V uno spazio vettoriale su K Cose da ricordare Definizione Dei vettori v,,v
1 Serie di Taylor di una funzione
Analisi Matematica 2 CORSO DI STUDI IN SMID CORSO DI ANALISI MATEMATICA 2 CAPITOLO 7 SERIE E POLINOMI DI TAYLOR Serie di Taylor di una funzione. Definizione di serie di Taylor Sia f(x) una funzione definita
Matematica e giochi di gruppo
Matematica e giochi di gruppo Possiamo riempire di contenuti matematici situazioni di piccola sfida personale, situazioni di giochi di società. Di seguito proponiamo attività che affrontano i seguenti
UNA LEZIONE SUI NUMERI PRIMI: NASCE LA RITABELLA
UNA LEZIONE SUI NUMERI PRIMI: NASCE LA RITABELLA Tutti gli anni, affrontando l argomento della divisibilità, trovavo utile far lavorare gli alunni sul Crivello di Eratostene. Presentavo ai ragazzi una
COMPETENZA NUMERICA I SISTEMI DI NUMERAZIONE
COMPETENZA NUMERICA I SISTEMI DI NUMERAZIONE Macroindicatori di conoscenze/abilità Comprensione: -del significato dei numeri -dei modi per rappresentarli -della notazione posizionale dei traguardi per
LA MOLTIPLICAZIONE IN CLASSE SECONDA
LA MOLTIPLICAZIONE IN CLASSE SECONDA Rossana Nencini, 2013 Le fasi del lavoro: 1. Proponiamo ai bambini una situazione reale di moltiplicazione: portiamo a scuola una scatola di biscotti (. ) e diamo la
Interesse, sconto, ratei e risconti
TXT HTM PDF pdf P1 P2 P3 P4 293 Interesse, sconto, ratei e risconti Capitolo 129 129.1 Interesse semplice....................................................... 293 129.1.1 Esercizio per il calcolo dell
Analisi e diagramma di Pareto
Analisi e diagramma di Pareto L'analisi di Pareto è una metodologia statistica utilizzata per individuare i problemi più rilevanti nella situazione in esame e quindi le priorità di intervento. L'obiettivo
Matematica in laboratorio
Unità 1 Attività guidate Attività 1 Foglio elettronico Divisibilità tra numeri naturali Costruisci un foglio di lavoro per determinare se a è divisibile per b, essendo a e b due numeri naturali, con a
CALCOLO COMBINATORIO
CALCOLO COMBINATORIO 1 Modi di formare gruppi di k oggetti presi da n dati 11 disposizioni semplici, permutazioni Dati n oggetti distinti a 1,, a n si chiamano disposizioni semplici di questi oggetti,
Complemento al corso di Fondamenti di Informatica I corsi di laurea in ingegneria, settore dell informazione Università la Sapienza Consorzio Nettuno
Rappresentazione di numeri Complemento al corso di Fondamenti di Informatica I corsi di laurea in ingegneria, settore dell informazione Università la Sapienza Consorzio Nettuno Un numero e un entità teorica,
Codici Numerici. Modifica dell'informazione. Rappresentazione dei numeri.
Codici Numerici. Modifica dell'informazione. Rappresentazione dei numeri. A partire da questa lezione, ci occuperemo di come si riescono a codificare con sequenze binarie, quindi con sequenze di 0 e 1,
Proof. Dimostrazione per assurdo. Consideriamo l insieme complementare di P nell insieme
G Pareschi Principio di induzione Il Principio di Induzione (che dovreste anche avere incontrato nel Corso di Analisi I) consente di dimostrare Proposizioni il cui enunciato è in funzione di un numero
Per lo svolgimento del corso risulta particolarmente utile considerare l insieme
1. L insieme R. Per lo svolgimento del corso risulta particolarmente utile considerare l insieme R = R {, + }, detto anche retta reale estesa, che si ottiene aggiungendo all insieme dei numeri reali R
Tavola riepilogativa degli insiemi numerici
N : insieme dei numeri naturali Z : insieme dei numeri interi Q : insieme dei numeri razionali I : insieme dei numeri irrazionali R : insieme dei numeri reali Tavola riepilogativa degli insiemi numerici
Il concetto di valore medio in generale
Il concetto di valore medio in generale Nella statistica descrittiva si distinguono solitamente due tipi di medie: - le medie analitiche, che soddisfano ad una condizione di invarianza e si calcolano tenendo
BIT? Cosa c è dietro a questo nome? Che cos è il bit? Perché si usa? Come si converte un numero binario?
BIT? Cosa c è dietro a questo nome? Che cos è il bit? Perché si usa? Come si converte un numero binario? Cosa c è dietro a questo nome? BIT è un acronimo e deriva da BInary digit, cioè cifra binaria Che
Prodotto libero di gruppi
Prodotto libero di gruppi 24 aprile 2014 Siano (A 1, +) e (A 2, +) gruppi abeliani. Sul prodotto cartesiano A 1 A 2 definiamo l operazione (x 1, y 1 ) + (x 2, y 2 ) := (x 1 + x 2, y 1 + y 2 ). Provvisto
1 Sistema additivo e sistema posizionale
Ci sono solamente 10 tipi di persone nel mondo: chi comprende il sistema binario e chi no. Anonimo I sistemi di numerazione e la numerazione binaria 1 Sistema additivo e sistema posizionale Contare per
Esempi di algoritmi. Lezione III
Esempi di algoritmi Lezione III Scopo della lezione Implementare da zero algoritmi di media complessità. Verificare la correttezza di un algoritmo eseguendolo a mano. Imparare a valutare le prestazioni
Analisi dei Dati 12/13 Esercizi proposti 3 soluzioni
Analisi dei Dati 1/13 Esercizi proposti 3 soluzioni 0.1 Un urna contiene 6 palline rosse e 8 palline nere. Si estraggono simultaneamente due palline. Qual è la probabilità di estrarle entrambe rosse? (6
Politecnico di Milano. Facoltà di Ingegneria Industriale. Corso di Analisi e Geometria 2. Sezione D-G. (Docente: Federico Lastaria).
Politecnico di Milano. Facoltà di Ingegneria Industriale. Corso di Analisi e Geometria 2. Sezione D-G. (Docente: Federico Lastaria). Aprile 20 Indice Serie numeriche. Serie convergenti, divergenti, indeterminate.....................
STRUTTURE ALGEBRICHE
STRUTTURE ALGEBRICHE Operazioni in un insieme Sia A un insieme non vuoto; una funzione f : A A A si dice operazione binaria (o semplicemente operazione), oppure legge di composizione interna. Per definizione
u 1 u k che rappresenta formalmente la somma degli infiniti numeri (14.1), ordinati al crescere del loro indice. I numeri u k
Capitolo 4 Serie numeriche 4. Serie convergenti, divergenti, indeterminate Data una successione di numeri reali si chiama serie ad essa relativa il simbolo u +... + u +... u, u 2,..., u,..., (4.) oppure
Capitolo 13: L offerta dell impresa e il surplus del produttore
Capitolo 13: L offerta dell impresa e il surplus del produttore 13.1: Introduzione L analisi dei due capitoli precedenti ha fornito tutti i concetti necessari per affrontare l argomento di questo capitolo:
RAPPRESENTAZIONE BINARIA DEI NUMERI. Andrea Bobbio Anno Accademico 1996-1997
1 RAPPRESENTAZIONE BINARIA DEI NUMERI Andrea Bobbio Anno Accademico 1996-1997 Numeri Binari 2 Sistemi di Numerazione Il valore di un numero può essere espresso con diverse rappresentazioni. non posizionali:
Corso di Informatica Generale (C. L. Economia e Commercio) Ing. Valerio Lacagnina Rappresentazione in virgola mobile
Problemi connessi all utilizzo di un numero di bit limitato Abbiamo visto quali sono i vantaggi dell utilizzo della rappresentazione in complemento alla base: corrispondenza biunivoca fra rappresentazione
da 2 a 5 giocatori, dai 10 anni in su, durata 30 minuti
da 2 a 5 giocatori, dai 10 anni in su, durata 30 minuti OBIETTIVO Il vincitore è colui che, dopo due round di gioco, delle sue 11 ordinazioni, ne ha consegnate il maggior numero. CONTENUTO DELLA SCATOLA
set 19 9.19 numeri la cui somma delle cifre dà un multiplo di tre sono divisibili per tre.
MULTIPLO: IL NUMERO CHE CONTIENE UN ALTRO NUMERO UN CERTO NUMERO DI VOLTE ESATTAMENTE. LI ( I MULTIPLI) OTTENGO MOLTIPLICANDO UN NUMERO PER QUALSIASI ALTRO NUMERO: IL PRODOTTO é IL MULTIPLO. IL MULTIPLO
USO DI EXCEL CLASSE PRIMAI
USO DI EXCEL CLASSE PRIMAI In queste lezioni impareremo ad usare i fogli di calcolo EXCEL per l elaborazione statistica dei dati, per esempio, di un esperienza di laboratorio. Verrà nel seguito spiegato:
I SISTEMI DI NUMERAZIONE E LA NUMERAZIONE BINARIA
I SISTEMI DI NUMERAZIONE E LA NUMERAZIONE BINARIA Indice Introduzione Il sistema decimale Il sistema binario Conversione di un numero da base 10 a base 2 e viceversa Conversione in altri sistemi di numerazione
Lezione 10: Il problema del consumatore: Preferenze e scelta ottimale
Corso di Scienza Economica (Economia Politica) prof. G. Di Bartolomeo Lezione 10: Il problema del consumatore: Preferenze e scelta ottimale Facoltà di Scienze della Comunicazione Università di Teramo Scelta
Teoria delle code. Sistemi stazionari: M/M/1 M/M/1/K M/M/S
Teoria delle code Sistemi stazionari: M/M/1 M/M/1/K M/M/S Fabio Giammarinaro 04/03/2008 Sommario INTRODUZIONE... 3 Formule generali di e... 3 Leggi di Little... 3 Cosa cerchiamo... 3 Legame tra N e le
Funzioni inverse Simmetrie rispetto alla bisettrice dei quadranti dispari. Consideriamo la trasformazione descritta dalle equazioni : = y
Funzioni inverse Simmetrie rispetto alla bisettrice dei quadranti dispari. Consideriamo la trasformazione descritta dalle equazioni : ' = y y' = Consideriamo il punto P(,5) se eseguiamo tra trasformazione
Modulo didattico sulla misura di grandezze fisiche: la lunghezza
Modulo didattico sulla misura di grandezze fisiche: la lunghezza Lezione 1: Cosa significa confrontare due lunghezze? Attività n 1 DOMANDA N 1 : Nel vostro gruppo qual è la matita più lunga? DOMANDA N
Unità 1. I Numeri Relativi
Unità 1 I Numeri Relativi Allinizio della prima abbiamo introdotto i 0numeri 1 naturali: 2 3 4 5 6... E quattro operazioni basilari per operare con essi + : - : Ci siamo però accorti che la somma e la
Rappresentazione dei numeri in un calcolatore
Corso di Calcolatori Elettronici I A.A. 2010-2011 Rappresentazione dei numeri in un calcolatore Lezione 2 Università degli Studi di Napoli Federico II Facoltà di Ingegneria Rappresentazione dei numeri
Elementi di informatica
Elementi di informatica Sistemi di numerazione posizionali Rappresentazione dei numeri Rappresentazione dei numeri nei calcolatori rappresentazioni finalizzate ad algoritmi efficienti per le operazioni
APPUNTI SU PROBLEMI CON CALCOLO PERCENTUALE
APPUNTI SU PROBLEMI CON CALCOLO PERCENTUALE 1. Proporzionalità diretta e proporzionalità inversa Analizziamo le seguenti formule Peso Lordo = Peso Netto + Tara Ricavo = Utile + Costo Rata = Importo + Interesse
Forze come grandezze vettoriali
Forze come grandezze vettoriali L. Paolucci 23 novembre 2010 Sommario Esercizi e problemi risolti. Per la classe prima. Anno Scolastico 2010/11 Parte 1 / versione 2 Si ricordi che la risultante di due
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TERAMO
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TERAMO CORSO DI LAUREA IN ECONOMIA BANCARIA FINANZIARIA ED ASSICURATIVA (Classe 7) Corso di Matematica per l Economia (Prof. F. Eugeni) TEST DI INGRESSO Teramo, ottobre 00 SEZIONE
GIOCHI A SQUADRE. 30 marzo 2012
Centro Pristem Università Bocconi GIOCHI A SQUADRE 30 marzo 2012 1. La campestre Carla, Milena, Anna, Fausta e Debora hanno partecipato alla corsa campestre della loro classe. Carla e Anna non hanno vinto.
al via 1 Percorsi guidati per le vacanze di matematica e scienze UNITÀ CAMPIONE Edizioni del Quadrifoglio Evelina De Gregori Alessandra Rotondi
Evelina De Gregori Alessandra Rotondi al via 1 Percorsi guidati per le vacanze di matematica e scienze per la Scuola secondaria di primo grado UNITÀ CAMPIONE Edizioni del Quadrifoglio Test d'ingresso NUMERI
Sistemi di Numerazione Binaria NB.1
Sistemi di Numerazione Binaria NB.1 Numeri e numerali Numero: entità astratta Numerale : stringa di caratteri che rappresenta un numero in un dato sistema di numerazione Lo stesso numero è rappresentato
Osservazioni sulla continuità per le funzioni reali di variabile reale
Corso di Matematica, I modulo, Università di Udine, Osservazioni sulla continuità Osservazioni sulla continuità per le funzioni reali di variabile reale Come è noto una funzione è continua in un punto
Come visto precedentemente l equazione integro differenziale rappresentativa dell equilibrio elettrico di un circuito RLC è la seguente: 1 = (1)
Transitori Analisi nel dominio del tempo Ricordiamo che si definisce transitorio il periodo di tempo che intercorre nel passaggio, di un sistema, da uno stato energetico ad un altro, non è comunque sempre
