NEL SETTORE SANITARIO
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- Clemente Di Matteo
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1 Informazione dei lavoratori ai sensi degli artt. 36 e 37 del D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 A B C delle PROCEDURE di SICUREZZA NEL SETTORE SANITARIO A. MESSINEO F. NORI 1
2 A B C DELLE PROCEDURE DI SICUREZZA NEL SETTORE SANITARIO Introduzione... 5 Criteri per limitare i principali rischi... 6 Corretta movimentazione manuale dei carichi Infezioni ospedaliere e prevenzione La vaccinazione del personale Procedura per la pulizia dei locali Procedura per la pulizia ed igiene della persona Prevenzione della patologia allergica e/o irritativa Prevenzione dai rischi nei reparti di: chirurgia medicina pediatria malattie infettive emodialisi Prevenzione dei rischi nei reparti di: diagnostica per immagini medicina nucleare - radioterapia Prevenzione dai rischi nell emergenza e nelle attività di pronto soccorso Prevenzione nei reparti di: ortopedia e fisiokinesiterapia.. 44 Prevenzione dei rischi nel reparto di: oncologia Prevenzione dei rischi nei laboratori di: analisi e di ricerca Uso di attrezzature di laboratorio INDICE 3
3 L informazione di base per i lavoratori Uso delle cappe di sicurezza Manipolazione di materiali biologici Procedure di pronto intervento in caso di esposizione a patogeni Manipolazione di sostanze chimiche pericolose Procedura di pronto intervento in caso di sversamenti di sostanze chimiche pericolose Manipolazione di liquidi criogeni e gas compressi Prevenzione dai rischi negli stabulari Disinfezione e sterilizzazione dei materiali Procedure per evitare il rischio di legionellosi Prevenzione dai rischi nelle cucine Prevenzione dai rischi in officina Cautele e procedure per lo smaltimento dei rifiuti ospedalieri Procedure da seguire in caso di infortunio di rilevanza biologica I dispositivi di protezione individuale Rischi derivanti da elementi strutturali Segnaletica di sicurezza
4 A B C DELLE PROCEDURE DI SICUREZZA NEL SETTORE SANITARIO INTRODUZIONE L ambiente ospedaliero è un complesso sistema operativo, generalmente ad elevata specializzazione, in cui un alto numero di operatori è impegnato in attività sanitarie. In ospedale possono operare laureati (medici, biologici, chimici, ingegneri, psicologi, informatici), tecnici e diplomati, addetti ai servizi, funzionari amministrativi e assistenti religiosi. I rischi professionali in ambiente sanitario comprendono tutti i rischi convenzionali legati all ambiente in cui si lavora (rischi derivanti dagli impianti e dalla struttura), aggravati dai rischi specifici derivanti dall attività sanitaria (rischi chimici, fisici, biologici, cancerogeni, movimentazione manuale dei pazienti). Il rischio chimico deriva dall esposizione alle molte sostanze chimiche che sono utilizzate in ambiente ospedaliero. Tuttavia, particolare attenzione deve essere attribuita all esposizione ad anestetici gassosi e disinfettanti soprattutto a base di glutaraldeide, nonché ai sanificanti a base di ammonio quaternario. La manipolazione di farmaci antiblastici e di altri chemioterapici espone gli operatori sanitari a rischi cancerogeni. Il rischio biologico deriva prevalentemente da esposizioni di tipo accidentale, in quanto gli operatori sanitari possono venire a contatto con fluidi biologici e/o con aerosol contaminati. Nei laboratori di ricerca e negli stabulari, il rischio biologico è legato alla diffusione di microrganismi oggetto di studio e/o di ricerca. Il rischio fisico è prevalentemente legato all uso dell energia nucleare a fini diagnostici e terapeutici (radiazioni ionizzanti) ed all utilizzazione di macchine e strumenti generatori di radiazioni non ionizzanti (apparecchi fisioterapici, laser ecc.). In taluni casi non è da sottovalutare la situazione microclimatica spesso inadeguata e il problema dell illuminazione. Per quanto riguarda gli infortuni, 5
5 L informazione di base per i lavoratori vi è da dire che essi sono segnalati spesso per inadeguata attuazioni di misure di cautela (es: punture di aghi), per inadeguato uso delle protezioni, per cadute e scivolamenti e per errate manovre di movimentazione; infine, l ospedale è considerato un ambiente ad elevato rischio di incendio per la presenza di una vasta gamma di impianti tecnologici a rischio specifico. CRITERI PER LIMITARE I PRINCIPALI RISCHI Corretta movimentazione manuale dei pazienti Uno dei più rilevanti rischi occupazionali in ambiente ospedaliero è rappresentato dalla sollecitazione del rachide a causa delle movimentazioni che devono essere effettuate. Frequenti sono le lesioni che ne derivano, sia ad insorgenza acuta (rachialgie) che cronica (degenerazione della colonna vertebrale). Struttura del rachide Il rachide è composto da unità funzionali elastiche sovrapposte, che garantiscono sia la stazione eretta sia l equilibrio di forze necessario per Sezione e alcune componenti del rachide Due metameri tipici visti dal lato Apofisi articolare superiore Le prime vertebre atipiche cervicali viste dall alto Atlante Disco vertebrale Disco intervertebrale Apofisi articolare superiore Epistrofeo 6
6 A B C DELLE PROCEDURE DI SICUREZZA NEL SETTORE SANITARIO qualsiasi attività motoria. Ogni unità funzionale è costituita da due vertebre ossee tra le quali è interposto un disco intervertebrale di natura elastica. Vertebre e disco sono tenute unite da legamenti. Le principali attività che comportano il rischio di lesioni dorso-lombari in ospedale sono l assistenza a pazienti non collaboranti ed il sollevamento incongruo dei pesi (es: in emergenza). Nonostante siano oggi disponibili sistemi alternativi alla movimentazione manuale (sollevatori), la maggior parte delle attività viene ancora svolta senza l ausilio dei mezzi meccanici. Una corretta movimentazione dei carichi è la prevenzione migliore per ridurre il rischio di lesioni dorso-lombari. A - Come posizionare un paziente non collaborante sul letto L operazione deve essere effettuata in due; Prima di muovere il paziente flettergli le ginocchia; Ciascun operatore deve posizionare un braccio sotto le spalle e l altro sotto i glutei del paziente; Il braccio di un operatore deve essere allacciato a quello dell altro; Per muovere il paziente, spostare il peso del proprio corpo sulla gamba posteriore. A 7
7 L informazione di base per i lavoratori B - Come ruotare un paziente non collaborante sul tetto B L operatore deve posizionarsi; con un piede avanti e l altro indietro; Il paziente va posizionato con le gambe incrociate e le mani sull addome; Afferrare il paziente a livello del bacino e della scapola; Ruotare il paziente su un fianco flettendo le ginocchia; Posizionare una mano sulla spalla e una sul gluteo del paziente. C - Come trasferire il paziente dal letto alla sedia a rotelle e viceversa (Fig. C1, C2, C3) L operazione; deve essere effettuata in due; Mettere il paziente seduto sul letto; Dopo aver accostato la carrozzella al letto ed estratto il bracciolo dal lato del letto, se possibile; C/2 posizionarsi dietro il paziente; Effettuare una presa crociata. C/1 8
8 A B C DELLE PROCEDURE DI SICUREZZA NEL SETTORE SANITARIO Un altro operatore flettendo i propri arti inferiori, sostiene gli arti del paziente afferrandoli sotto le ginocchia. Il sollevamento del paziente deve avvenire in sinergia. C/3 D B A D - Come sollevare il paziente caduto dal letto L operazione deve essere effettuata in due; L operatore A in posizione accovacciata, solleva il tronco del paziente e si pone dietro le sue spalle per effettuare la presa crociata degli arti superiori. L operatore B afferra in posizione accovacciata, gli arti inferiori del paziente dietro le ginocchia; Entrambi gli operatori, divaricando i piedi sollevano il paziente utilizzando la forza dei propri arti inferiori Entrambi gli operatori dirigono il paziente direttamente sul letto; nella fase di posizionamento flettono eventualmente le ginocchia. 9
9 L informazione di base per i lavoratori E E - Come trasferire un paziente dal letto alla barella Due operatori si dispongano ai due lati del letto, appoggiando un ginocchio sul letto; Afferrare il paziente a livello del bacino e dietro la spalla; Effettuata la presa, spostare il paziente a bordo del letto; Il trasferimento vero e proprio deve essere effettuato con l ausilio di un terzo operatore; Un operatore afferra il paziente attorno alle spalle; Un altro operatore afferra il paziente a livello del bacino; Il terzo operatore afferra il paziente dietro le ginocchia; Durante il sollevamento, gli operatori devono flettere le ginocchia. CORRETTA MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI Prima di movimentare qualsiasi oggetto pesante ricordarsi di: Valutare approssimativamente il carico. Nel caso in cui esso sia troppo pesante, chiedere aiuto ad un collega Afferrare bene il carico prima di sollevarlo Effettuare spostamenti graduali partendo dalla posizione a ginocchia flesse Operare spostando i carichi in modo simmetrico se si devono trasportare due pesi contemporaneamente Tenere le gambe in modo che l apertura crei una base di appoggio più ampia Sollevare il carico flettendo le ginocchia e mantenendo la schiena in posizione retta Mantenere il carico in posizione prossima al corpo 10
10 A B C DELLE PROCEDURE DI SICUREZZA NEL SETTORE SANITARIO NELLE FIGURE CHE SEGUONO VENGONO INDICATE ALCUNE SOLUZIONI DA ADOTTARE PER EVITARE DI ASSUMERE POSIZIONI RISCHIOSE PER LA COLONNE LOMBOSACRALE DURANTE IL LAVORO Se ci si deve abbassare piegare le gambe Piegare le ginocchia per sollevare un peso, evitando di chinarsi ad arco e a gambe tese e tenere il peso vicino al corpo. Nel portare pesi trasportarli simmetricamente Non esitare a chiedere aiuto o ad usare mezzi meccanici, un peso sollevato da più persone è più facile da trasportare Usare quanto più possibile ogni mezzo utile per la movimentazione dei pesi (come ad esempio i carrelli) 11
11 L informazione di base per i lavoratori Assumere una posizione eretta, senza piegarsi di lato e mantenendo il più possibile la spina dorsale dritta. Non spostarsi con strattoni, prendere tempo e valutare il peso che si deve sollevare, valutare i propri limiti ed effettuare manovre graduali di sollevamento partendo dalla posizione a ginocchia flesse. 2 ruote Kg. max USARE IDONEI CARRELLI 4 ruote fino a 250 Kg. ca Non caricare nulla sulla spalla Nel movimentare il carico da un punto ad un altro non torcere il busto ma spostare le gambe Appoggiare la schiena al mobile e far forza sulle gambe se si devono spostare armadi Utilizzare quanto più possibile ogni mezzo meccanico utile e rispettare la portata massima degli stessi per movimentare i pesi Mantenere nel trasporto dei pesi la colonna dritta ed evitare di ruotare il corpo Conservare i pesi più pesanti sui ripiani a portata di mano al fine di evitare sforzi. Infine, nel caso in cui si debba imboccare un paziente, ricordarsi di collocare una sedia al fianco di quella del paziente e rimanere seduti con la schiena eretta. 12
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