Conversazioni sull educazione interculturale
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- Virginia Magni
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1 Alessandro Bosi Dipartimento di Studi Politici e Sociali Università di Parma Conversazioni sull educazione interculturale
2 Argomenti questioni di multiculturalismo questioni di civiltà questioni di educazione interculturale
3 Questioni di civiltà seconda parte cultura e civiltà
4 Questioni di civiltà seconda parte persistenza cambiamento cultura civiltà
5 Questioni di civiltà seconda parte cultura: nomi e definizioni persistenza
6 Questioni di civiltà seconda parte civiltà: descrizione cambiamento
7 INTEGRAZIONE Contrattazione individuale Accoglienza Assistenza Casa Lavoro Salute Istruzione Ordine pubblico SISTEMA ISTITUZIONALE POTERI INTERAZIONE Contrattazione collettiva Scambio Luogo Socialità Linguaggio Cibo Socializzazione Ospitalità
8 L ospitalità deterritorializzazione istantaneità
9 Tre laboratori: identità e appartenenza luoghi narrativi autoctono e alloctono
10 Identità e appartenenza
11 Luoghi narrativi
12 atti che occupano un tempo di vita prima-dopo atti che sono un tempo di vita sentimento del tempo atti che occupano un luogo di vita dentro-fuori atti che sono un luogo di vita sentimento del luogo
13 Reciproco adattamento specifico Il sito: relazione privata e collettiva individuale continuativa stabile
14 Luogo espressivo Atti che mi esprimono Atti contenitivi Atti espressivi
15 Luogo del ricordo Luogo da ricordare: fermo immagine Luogo del ricordo:nostalgia del futuro
16 Luogo narrativo È un luogo che racconto raccontandomi come paesaggio del luogo
17 Autoctono Cosmopolita Alloctono Ipotesi per la realizzazione di tre ritratti
18 Autoctono, cosmopolita e alloctono come figure residuali del pensiero
19 L autoctono, il cosmopolita e l alloctono sono tipi di gruppi sociali significativi che convivono soltanto nelle società democratiche del mondo ricco
20 La convivenza tende a risolvere le diversità che tuttavia persistono per effetto di pratiche da etichettamento sociale. La persistenza delle diversità è rappresentata come un dato di realtà cui uniformarsi mentre costituisce l interpretazione distorta di un processo.
21 La risoluzione delle diversità è un processo fisiologico che può essere descritto attraverso i seguenti postulati: ognuno di noi è titolare di una propria esclusiva impronta biologica con la quale, che lo voglia o no, segna il mondo della sua presenza. Il suo marchio individuale non rimane inalterato in ambienti diversi e non s imprime ovunque nel mondo allo stesso modo
22 quanto affermato in i può dirsi, in modo accentuato, anche per una famiglia o una collettività. Nessun gruppo sociale rimane insomma uguale a sé stesso in un ambiente diverso da quello originario e ovunque lascia una diversa traccia di sé
23 d altro canto, neppure l identità ospitante rimane uguale a sé stessa per effetto di quell impronta che ne ha modificato l ambiente nonché il sistema di lettura e rappresentazione del mondo
24 il processo di risoluzione delle diversità ha inizio con la loro convivenza in un medesimo ambiente, non dipende da determinate pratiche politiche e filosofie sociali, che comunque ne influenzano il corso, né mette capo a una società unificata e pacificata, ma a nuove diversità che fioriscono sulla base di appartenenze e assunti identitari modificati
25 perché le nuove diversità si affermino, non è necessario alcun atto che ne dichiari la nascita. Esse compaiono nel farsi del processo di risoluzione delle precedenti diversità.
26 linguaggio, cibo e luogo elementi della cultura materiale per procedere ai ritratti dell autoctono, del cosmopolita e dell alloctono.
27 Il linguaggio rimanda al gergo, ai nomi, ma anche ai comportamenti, agli stili di vita, agli abiti. Il cibo compendia la salute, le feste e le cerimonie, la convivialità. Il luogo richiama il paesaggio, la città, la casa.
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