Dr.ssa M. Cecilia Gioia
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- Tito Leonardo Rinaldi
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1 CORSO BIENNALE IN MEDIAZIONE FAMILIARE STILI DI COMUNICAZIONE Dr.ssa M. Cecilia Gioia
2 1. STILI DI COMUNICAZIONE Esistono vari stili di comunicazione: 1. COMUNICAZIONE AGGRESSIVA 2. COMUNICAZIONE PASSIVA 3. COMUNICAZIONE ASSERTIVA 1.1 COMUNICAZIONE AGGRESSIVA Esempio 1: Piantala di seccarmi! Sono veramente stufo di te! Esempio 2: Sei pazzo! Io non presto a nessuno la mia auto! a. DA COSA È CARATTERIZZATA LA COMUNICAZIONE AGGRESSIVA? Dalla tendenza a dominare e svalutare gli altri. b. DAL PUNTO DI VISTA DELL EMITTENTE 1. Aumento dell autostima a spese degli altri 2. Esprime le proprie emozioni in modo incontrollato 3. Disprezzo per gli altri 4. Raggiunge la meta desiderata a spese degli altri c. DAL PUNTO DI VISTA DEL RICEVENTE 1. Respinto, ferito, umiliato 2. Diffidente 3. Non raggiunge la meta desiderata 4. Si sente frustrato d. ALCUNI MOTIVI (VIRUS COGNITIVI) CHE SOSTENGONO IL COMPORTAMENTO AGGRESSIVO 1. Sensazioni di impotenza o di minaccia Credere di essere vulnerabile all attacco di un altra persona; sentirsi colpiti personalmente da ciò che gli altri dicono o fanno. 2. Confusione tra aggressività e chiarezza. (essere chiaro= essere aggressivo) Ritenere che per essere chiari, onesti e sinceri, bisogna dire le cose senza tenere conto della sensibilità e della dignità dell altro. 3. Confusione tra espressività e passività (essere espressivo/assertivo= essere passivo) Ritenere che essere espressivo e quindi assertivo nella comunicazione equivale ad essere considerato indeciso, mieloso o poco virile (convinzione disfunzionale presente maggiormente nell uomo). 4. Convinzione che l aggressività sia l unico stile efficace per raggiungere gli obiettivi, o il mezzo migliore, o la cosa giusta da fare. 5. Effetto di rimbalzo dopo un lungo periodo di passività (rabbia imbottigliata).
3 6. Somiglianza dello stile dell interlocutore con quello di persone note ovvero fonti di precedenti frustrazioni per l individuo (genitori, familiari, figure rilevanti specie in posizione di potere). 7. Precedenti esperienze aggressive positive Raggiungimento dei propri obiettivi senza dare nulla in cambio. 8. Visione infantile ed egocentrica dei rapporti interpersonali Voglio solo ricevere e non dare. 9. Carenza di competenza interpersonale Carenze nell apprendimento di stili alternativi. 1.2 COMUNICAZIONE PASSIVA Esempio 1: Non mi sento di uscire stasera. Sono troppo stanca, ma verrò con te, altrimenti poi ti dispiace! Esempio 2: Beh, si penso di essere d accordo, anche se in realtà non era ciò che volevo ottenere..! a. DA COSA È CARATTERIZZATA LA COMUNICAZIONE PASSIVA? Dalla tendenza ad evitare le responsabilità ed i conflitti b. DAL PUNTO DI VISTA DELL EMITTENTE 1. Auto-rifiuto 2. Inibito, ferito, ansioso 3. Permette agli altri di scegliere al proprio posto 4. Non raggiunge la meta desiderata c. DAL PUNTO DI VISTA DEL RICEVENTE 1. In colpa o adirato 2. Scarsa stima dell emittente 3. Raggiunge la meta desiderata a spese dell emittente d. ALCUNI MOTIVI (VIRUS COGNITIVI) CHE SOSTENGONO IL COMPORTAMENTO PASSIVO 1. Confusione tra espressività e aggressività (espressività/assertività= aggressività) Dato che ogni comportamento aggressivo va rigidamente controllato, anche quelli espressivi subiscono la stessa sorte (convinzione disfunzionale presente maggiormente nella donna). 2. Confusione tra passività e buona educazione o cortesia (cortesia= passività) Esempio: Non bisogna dimostrare disaccordo con chi è più vecchio o superiore, non bisogna rifiutare il cibo a casa di altri, etc 3. Ansia per le conseguenze negative per se stessi. Ovvero evitamento dei conflitti ad ogni costo (se faccio così potrei perdere la stima, l affetto, l approvazione degli altri, potrei fare brutta figura) 4. Ansia per le conseguenze negative per gli altri Se faccio o dico così, l altro potrebbe star male, soffrire 5. Confusione tra passività e altruismo
4 (passività= altruismo oppure espressività/assertività= egoismo) In realtà l altruista è in grado di valutare anche le proprie necessità e sa distinguere tra ciò che è meglio a breve e a lungo termine. 6. Carenza di competenza interpersonale Modelli carenti o inesistenti. 7. Cattiva immagine di sé Io non sono capace etc 8. Mancanza di consapevolezza su cosa sia lecito fare. 1.3 COMUNICAZIONE ASSERTIVA Esempio 1: Purtroppo oggi ho fretta e posso portarti fino alla stazione degli autobus, ma mi è impossibile portarti a casa Esempio 2: Capisco che non vogliate fare la fila, ma c ero prima io e francamente desidero uscire di qui quanto prima possibile a. COS È L ASSERTIVITA? E un abilità sociale, uno stile comunicativo che caratterizza un individuo socievole, sicuro di sé e aperto al confronto. Fig. 1 Diversi autori descrivono tale abilità sociale all interno di una specie di continuum comportamentale che va da un polo di passività a un polo opposto di aggressività, considerati entrambi negativi e disfunzionali. Nell area intermedia di tale continuum si situerebbe il comportamento socialmente abile e funzionale, chiamato assertività (fig.1) (Anchisi e Gambotto Dessy, 1992; Lange e Jakubowski, 1976). b. DA COSA È CARATTERIZZATA LA COMUNICAZIONE ASSERTIVA? La condotta assertiva rimuove gli ostacoli che impediscono il contatto con gli altri e minimizza i rischi di incomprensione; La persona assertiva, infatti, sa innanzitutto comprendere gli altri e rispettarli; allo stesso modo, però, è in grado di salvaguardare i propri diritti. c. LA COMUNICAZIONE ASSERTIVA CI PERMETTE DI:
5 Esprimere totalmente il nostro diritto Contenere in nostro interlocutore Esprimere le nostre emozioni d. DAL PUNTO DI VISTA DELL EMITTENTE 1. Aumento della propria autostima 2. Esprime quello che sente in modo socialmente adeguato 3. E soddisfatto di se stesso 4. Sceglie per se stesso 5. Può raggiungere la meta desiderata e. DAL PUNTO DI VISTA DEL RICEVENTE 1. Sereno 2. Ha la possibilità di esprimere ciò che sente 3. Può raggiungere la meta desiderata f. VANTAGGI RISPETTO ALLA COMUNICAZIONE AGGRESSIVA 1. Evitamento dei processi di boicottaggio da parte dell interlocutore aggredito. 2. Aumento della capacità di autocontrollo delle proprie azioni (sensazione di non essere schiavi dei propri sbalzi d umore). 3. Senso di maggiore autostima e di minore vulnerabilità. 4. Possibilità di stringere rapporti interpersonali più stretti. 5. Massimizzazione della probabilità di fare accettare i propri bisogni a lungo termine. 6. Eliminazione dei sensi di colpa che spesso seguono un azione aggressiva. g. VANTAGGI RISPETTO ALLA COMUNICAZIONE PASSIVA 1. Ci si sottrae al senso di pietà da parte degli altri ed aumenta la loro stima per noi. 2. Sviluppo di un maggiore rispetto di sé ed aumento della propria autostima. 3. Diminuzione del senso di bisogno di approvazione da parte degli altri ed aumento della sicurezza in se stessi. 4. Maggiore probabilità di ottenere rispetto dei propri bisogni e dei propri punti di vista. 5. Gli altri si sentono più capiti e rispettati: miglioramento nei rapporti interpersonali. 6. Maggiore benessere psico-fisico legato all espressione delle proprie emozioni. BIBLIOGRAFIA 1. Lange A., Jakubowski P. (1976). Responsible assertive behavior: Cognitive/behavioral procedures for trainers. Champaign IL: Research Press. 2. Anchisi R. e Gambotto Dessy M., Non solo comunicare. Teoria e pratica del comportamento assertivo, Edizioni Libreria Cortina, Torino, W.A. Arrindell, L. Nota, E. Sanavio, C. Sica e S. Soresi, Test SIB. Valutazione del comportamento interpersonale e assertivo Edizioni Erickson, Trento, 2004.
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