CICLO ANNUALE DELLA VITE
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- Bruno Casagrande
- 9 anni fa
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1 CICLO ANNUALE DELLA VITE GEN FEB MAR APR MAG GIU LUG AGO SET OTT NOV DIC RIPOSO CRESCITA MATURITA RIPO SO MAR APR GIU AGO OTT DIC GERMOGLIAMENTO FIORITURA INVAIATURA MATURITA CADUTA FOGLIE
2 CICLO ANNUALE DELLA VITE CICLO VEGETATIVO RIPRODUTTIVO 1)PIANTO (Marzo-Aprile) Dalle incisioni della potatura Sgorga un liquido trasparente Zuccherino, segno della ripresa dell attività radicale 3) FIORITURA (inizio caldo estivo) Le energie della pianta vengono equamente divise fra fioritura e accrescimento 2)GERMOGLIATURA (15 gg dopo il pianto) Compaiono i primi germogli; La crescita continua fino a luglio -agosto seguendo un andamento esponenziale 4) ALLEGAGIONE (subito dopo fioritura) Il fiore cade, l ovario si gonfia trasformandosi In bacca; Colatura:una parte dei fiori abortisca e cada senza fruttificare 6) RIPOSO INVERNALE Novembre Le foglie cadono e la vite si prepara al riposo invernale 5) INVAIATURA gg Maturazione degli acini d uva: -Accumulo di zuccheri - degradazione degli acidi malico e tartarico - sintesi della buccia - formazione della pruina
3 QUALITA FATTORI NATURALI FATTORI UMANI FATTORI BIOLOGICI -CLIMA -SUOLO -SISTEMA DI ALLEVAMENTO -GESTIONE DEL SUOLO E DELLA VITE -PORTINNESTO -VITIGNO
4 CLIMA Ogni vitigno ha il suo clima ideale e tale esigenza va rispettata per ricavare il miglior prodotto possibile. MACROCLIMA: dato da parametri generali come latitudine e ambiente su larga scala MESOCLIMA: caratteristiche locali come altitudine ed esposizione MICROCLIMA: atmosfera a contatto con le viti e i grappoli d uva
5 LATITUDINE La viticoltura si estende fra il 50 parallelo nord e il 40 sud, oltre i quali le temperature si fanno troppo rigide per la maturazione dell uva; Nella zona tropicale il caldo eccessivo però impedisce il riposo vegetativo della vite(3 cicli vegetativi all anno!!!!), la quale viene sovente attaccata da parassiti e muore iper-sfruttata dopo soli 15 anni.
6 LATITUDINE
7 ALTITUDINE In alcune aree dell Asia e dell America del sud la vite cresce fino a 3500 mt. In Italia, in Valle d Aosta e Sicilia, fino a 1200 mt. Più aumenta la latitudine più il limite si abbassa. La temperatura cala di 1 C ogni 170 mt; il grado zuccherino dell uva diminuisce più o meno allo stesso ritmo.
8 ESPOSIZIONE La migliore è quella La peggiore è SUD OVEST NORD EST anche se nelle zone più calde viene utilizzata proprio per mitigare l arsura giornaliera
9 PRECIPITAZIONI Il livello ottimale sta fra i ml di pioggia l anno In INVERNO e PRIMAVERA NO durante l estate, prima della vendemmia perché l acqua «diluisce» la concentrazione di zuccheri e degli aromi, oltre a provocare marcescenza degli acini. NO a grandine: rovina i grappoli e danneggia la pianta rendendola vulnerabile ai parassiti.
10 ANDAMENTO CLIMATICO OTTIMALE Autunno mite per favorire l accumulo delle riserve Precipitazioni abbondanti in inverno Primavera soleggiata intervallata da poche precipitazioni Vendemmia asciutta Clima asciutto e soleggiato durante la fioritura e l allegagione Estate calda e luminosa interrotta da qualche temporale
11 IL SUOLO La vite possiede una grande elasticità di adattamento che le consente di crescere su quasi tutti i tipi di terreno. La vite dà migliori esiti su terreni contenenti molta sabbia, che risultano cioè friabili e poco compatti.
12 Le radici della vite, per poter respirare meglio e rifornire i frutti di zuccheri e aromi, prediligono Terreni «poveri» e asciutti Di conseguenza l acqua deve poter drenare verso il basso Quindi I terreni collinari rendono di più in senso qualitativo di quelli in piano.
13 Misurazione del PH No - Eccessiva acidità - Calcare - Sale - Fosforo - Azoto - Potassio Sì - Ferro - Manganese - boro
14 ZONAZIONE DEI TERROIRS Ecosistemi viticoli basati sull interazione del vitigno con l ambiente. Ovvero L abbinamento fra varietà di vitigno e luogo di coltivazione.
15 CORRISPONDENZE TRA NATURA DEL TERRENO E CARATTERISTICHE DEL VINO TERRENI DELLA FINEZZA - CIOTTOLOSI E IMPERMEABILI: vini di elevata qualità, ad alta gradazione alcoolica, fini ed intensamente profumati. - SABBIOSI: vini fini, delicati e profumati. TERRENI DELLA STRUTTURA - TENDENZIALMENTE ARGILLOSI: vini morbidi, di buona acidità e di lunga conservazione. - CALCAREI: vini molto alcolici, di bassa acidità e molto profumati. - MARNOSI*: ricchi di sali minerali. *MARNOSI = di MARNA (roccia) terreno composto da sedimenti fossiliferi. TERRENI DELLA PESANTEZZA - MOLTO ARGILLOSI: vini aromatici, intensamente colorati ma spesso disarmonici e grossolani. - UMIDI: vini di bassa gradazione, molto acidi, ricchi di sostanze proteiche. - RICCHI DI HUMUS: vini grossolani, instabili, poveri, senza pregi particolari.
16 IL VITIGNO La scelta del vitigno andrebbe fatta in base alle caratteristiche pedoclimatici di un territorio. MA In realtà è condizionata da elementi di carattere economico, sia in termini di investimenti nel vigneto che di prospettive di guadagno.
17 LA SCELTA DEL VITIGNO PUO DIPENDERE DA DIVERSI FATTORI Tipo di vino Colore Consumo Aromatico spumante Classificaz. Bacca rossa Bacca bianca Giovane invecchiato Vitigno aromatico Ricco in acidità D.O.C D.O.C.G Attitudine Invecch. Disciplinare Il viticoltore è aiutato in questa scelta dall esperienza, dalle tradizioni ma anche dagli studi e dalle sperimentazioni.
18 MATURAZIONE DEL VITIGNO PRECOCE MEDIA TARDIVA CLIMA FRESCO CLIMA TEMPERATO CALDO CLIMI CALDI NORD CENTRO-SUD (a quote elevate) NORD-EST MA CI SONO MOLTE ECCEZIONI PERCHE ALCUNI VITIGNI ESPRIMONO IL MEGLIO DELLE LORO CARATTERISTICHE IN CONDIZIONI ESTREME DI ADATTAMENTO QUOTE ALTE BUONA ESPOSIZIONE TEMPERATURE MITI MIGLIORI ESPOSIZIONI A SUD
19 IL CLONE - Ogni vitigno costituisce una famiglia composta da individui simili ma non identici; tutti con la medesima discendenza ma con caratteristiche peculiari; - Di alcuni vitigni che sono stati selezionati dai viticultori nei secoli, le peculiarità sono così numerose che non si parla di «famiglia» ma di «popolazione»: un tipico esempio in Italia è costituito dal Sangiovese.
20 Ogni individuo è dotato di un patrimonio genetico che mette più o meno in evidenza alcuni caratteri del vitigno quali: - Produttività - Gradazione zuccherina - Acidità - Intensità del colore - Aromi
21 Il viticoltore ha sempre cercato di selezionare e riprodurre le viti utilizzando il talee della pianta stessa, che più corrispondevano alle sue esigenze. Questa selezione si chiama MASSALE Ma - Risultati poco stabili con forti implicazioni patologiche (diffusione incontrollata di malattie di origine virale).
22 LA SELEZIONE CLONALE Ha il compito di riprodurre unicamente il singolo individuo attraverso le gemme ricavate dal legno di potatura, previa selezione di individui esenti da virosi. - Il materiale viene moltiplicato per alcuni anni sotto stretto controllo botanico al fine di certificare la sanità e l idoneità dei risultati; - Al termine del ciclo di studi e di controlli abbiamo ottenuto IL CLONE
23 Il clone viene moltiplicato dai vivaisti e poi messo a disposizione dei viticoltori; -il viticoltore con cloni diversi comporrà un VIGNETO POLICLONALE Che servirà per ottenere dalle sue uve un vino in grado di garantire costanza qualitativa.
24 IL PORTINNESTO Rappresenta la frazione inferiore della pianta, costituita da una parte di tronco ligneo e dall apparato radicale. Il più conosciuto è quello resosi indispensabile in seguito all invasione della fillossera: parassita che attacca la radice della vite europea, ma non quella americana.
25 I portinnesti si dividono in: - resistenti ai parassiti del terreno (fillossera) - Resistenti alle avversità climatiche (siccità, umidità) - Resistenti alle avversità del suolo (compattezza del terreno, salsedine, acidità) - Resistenti alle carenze minerali (carenza di potassio, magnesio, zinco) IL PORTINNESTO CALIBRA LA VIGORIA DEL VITIGNO QUINDI E IMPORTANTE PER L ASPETTO QUALITATIVO DELLA PRODUZIONE
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