infortunistica stradale e norme uni
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- Filiberto Riva
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1 Riccione 12 dicembre 2013 infortunistica stradale e norme uni Ugo Sergio Auteri Ugo Sergio Auteri Infortunistica e norme uni 1 Modalità di rilievo Nell ordinamento italiano le modalità di rilevo di un sinistro stradale sono libere senza alcuna precisa indicazione delle tecniche da adottare. Gli interventi degli organi di polizia stradale sono determinati quindi sulla base di esperienze maturate ed evolute nel tempo Ugo Sergio Auteri Infortunistica e norme uni 2
2 Esigenze di uniformità Necessità di uniformare a livello nazionale le modalità di rilievo di un incidente stradale La commissione tecnica Costruzioni stradali ed opere civili delle infrastrutture ha elaborato un documento contenente indicazioni sulla corretta raccolta dei dati e le tecniche di rilievo Ugo Sergio Auteri Infortunistica e norme uni 3 Norma UNI Nel febbraio 2013 è stato pubblicato a cura dell ente nazionale italiano di unificazione, la norma UNI "Rilievo degli incidenti stradali Modalità di esecuzione" con lo scopo di creare le condizioni affinché il tecnico incaricato della ricostruzione dell incidente stradale possa operare utilizzando dati il più possibile completi e correttamente rilevati. Ugo Sergio Auteri Infortunistica e norme uni 4
3 Contenuto delle norme UNI E un documento che illustra le fasi e le operazioni necessarie per l esecuzione del rilievo attraverso metodi che garantiscano l acquisizione di tutti gli elementi da utilizzare nella successiva ricostruzione di incidenti stradali, fornendo: la sequenza temporale con cui devono essere eseguiti i rilievi, gli elementi da rilevare, le diverse tecniche di rilievo (descrittivo, metrico, planimetrico) e le modalità per effettuare il rilievo fotografico. Ugo Sergio Auteri Infortunistica e norme uni 5 Valenza norme UNI Qual è l incidenza delle norme Uni sugli organi di polizia stradale? Qual è l impatto sull operatività degli organi di polizia stradale Ugo Sergio Auteri Infortunistica e norme uni 6
4 Le norme UNI Le norme UNI offrono indicazioni, elaborate dal punto di vista di chi analizza l incidente, con il tentativo di standardizzare modalità e tecniche di rilevo per la successiva ricostruzione dell evento per fini giudiziari da parte dei tecnici professionisti. Ugo Sergio Auteri Infortunistica e norme uni 7 L U.N.I. L'Ente Nazionale Italiano di Unificazione (acronimo UNI) èun'associazione privata senza scopo di lucro che svolge attività normativa in tutti i settori industriali, commerciali e del terziario per esigenze di standardizzazione, Ha il compito di elaborare nuove norme in collaborazione con tutte le parti interessate e pubblicare e diffondere le norme tecniche ed i prodotti editoriali ad esse correlati. Ugo Sergio Auteri Infortunistica e norme uni 8
5 Le norme Secondo la Direttiva Europea 98/34/CE del 22 giugno 1998, "norma" èla specifica tecnica approvata da un organismo riconosciuto a svolgere attività normativa per applicazione ripetuta o continua, la cui osservanza non sia obbligatoria e che appartenga ad una delle seguenti categorie: norma internazionale (ISO) norma europea (EN) norma nazionale (UNI) Ugo Sergio Auteri Infortunistica e norme uni 9 Le norme Le norme, quindi, sono documenti che definiscono le caratteristiche (dimensionali, prestazionali, ambientali, di sicurezza, di organizzazione ecc.) di un prodotto, processo o servizio, secondo lo stato dell'arte e sono il risultato del lavoro di diversi esperti. Ugo Sergio Auteri Infortunistica e norme uni 10
6 Le norme Sono pertanto documenti tecnici che, pur essendo di applicazione volontaria, forniscano riferimenti certi agli operatori. Più si diffonde l uso delle norme come strumenti, maggiore diventa il riconoscimento della loro indispensabilità e la loro osservanza diventa quasi "imposta" Ugo Sergio Auteri Infortunistica e norme uni 11 Le norme uni non sono quindi vincolanti per gli operatori di polizia stradale, ciò nonostante il loro impiego operativo può contribuire ad armonizzare tutti i processi che interessano il verificarsi di un sinistro garantendo l ottimizzazione delle fasi successive di analisi da cui spesso dipendono gli esiti dei procedimenti giudiziari, con conseguenze a livello penale, civile ed economico Ugo Sergio Auteri Infortunistica e norme uni 12
7 Non considerato dalle norme UNI la procedura per la messa in sicurezza del luogo dell incidente; la procedura per il ripristino della viabilità; la raccolta delle sommarie informazioni e dichiarazioni dei testi e dei coinvolti. Ugo Sergio Auteri Infortunistica e norme uni 13 Sequenza temporale dei rilievi Compatibilmente con le altre operazioni da svolgere: 1. Individuazione e marcatura di tutte le tracce verosimilmente riconducibili all incidente; 2. Rilievo fotografico; 3. Rilievo della posizione di quiete dei veicoli e delle persone rimaste coinvolte nell incidente; 4. Rilievo delle tracce a terra; 5. Rilievo delle infrastrutture; 6. Raccolta dei dati relativi alle persone coinvolte; 7. Raccolta dei dati dei veicoli coinvolti e descrizione dei danni subiti; 8. Rilievo delle condizioni ambientali; 9. Rilievo descrittivo. Ugo Sergio Auteri Infortunistica e norme uni 14
8 Ugo 12.52Sergio Auteri Infortunistica Ugo Sergio e Auteri norme uni 15 La fase operativa: 1 La tutela dell incolumità pubblica: Protezione individuale degli operatori Sicurezza dell area Tutela delle persone e cose Ugo 19 e Sergio 20 ottobre Auteri 2011 Ugo Infortunistica Auteri e norme uni 16
9 La fase operativa: 2 Operazioni di soccorso: Concorso alle operazioni di soccorso sanitario Concorso alle operazioni di soccorso tecnico Concorso alle operazioni di soccorso stradale Ugo 19 e Sergio 20 ottobre Auteri 2011 Ugo Infortunistica Auteri e norme uni 17 La fase operativa: 3 Aspetto investigativo: i rilievi descrittivi, fotografici, planimetrici; il controllo dei veicoli; il controllo dei documenti inerenti la guida; le informazioni testimoniali; Ugo 19 e Sergio 20 ottobre Auteri 2011 Ugo Infortunistica Auteri e norme uni 18
10 La fase operativa: 4 Viabilità: Regolamentazione del traffico Ugo 19 e Sergio 20 ottobre Auteri 2011 Ugo Infortunistica Auteri e norme uni 19 La fase operativa: 5 Tutela della strada: Controllo dei danni causati alla strada Ugo 19 e Sergio 20 ottobre Auteri 2011 Ugo Infortunistica Auteri e norme uni 20
11 La fase operativa: 6 Aspetto sanzionatorio: Accertamento di violazioni Applicazione delle sanzioni accessorie Le comunicazioni alle autorità amministrative e giudiziarie Ugo 19 e Sergio 20 ottobre Auteri 2011 Ugo Infortunistica Auteri e norme uni 21 Aspetti operativi Tutela dell incolumità pubblica Protezione individuale degli operatori Sicurezza dell area Tutela delle persone e cose Concorso alle operazioni di soccorso sanitario Operazioni di soccorso Concorso alle operazioni di soccorso tecnico Concorso alle operazioni di soccorso stradale Investigazioni Viabilità Tutela della strada Aspetto sanzionatorio Rilievi tecnici Controllo veicoli Controllo documentale Informazioni testimoniali Regolamentazione del traffico Controllo dei danni causati alla strada Accertamento di violazioni Sanzioni accessorie Ugo 19 e Sergio 20 ottobre Auteri 2011 Ugo Infortunistica Auteri e norme uni 22
12 Fase operativa dei rilievi Le Tracce Ugo Sergio Auteri Infortunistica e norme uni 23 Tracce di frenata - Lunghezza della traccia percettibile. - Localizzazioni dell inizio e della fine della traccia. - Posizione di un eventuale punto di discontinuità della traccia. - Larghezza della traccia - Dettaglio della forma della scolpitura lasciata sulla pavimentazione. - Quadro di insieme della traccia. - Eventuale interasse tra 2 tracce parallele, misurato facendo riferimento ai limiti esterni delle tracce L = lunghezza della traccia percettibile T = Larghezza della traccia Ugo Sergio Auteri Infortunistica e norme uni 24
13 Tracce di frenata Ugo 12.52Sergio Auteri Infortunistica Ugo Sergio e Auteri norme uni 25 Tracce di frenata Deviazione della direzione della traccia di frenata Ugo Sergio Auteri Infortunistica e norme uni 26
14 Il rilievo delle tracce Ugo 19 e Sergio 20 ottobre Auteri 2011 Ugo Infortunistica Auteri e norme uni 27 Le abrasioni gommose C = Corda della traccia F = Freccia della traccia Localizzazione dell inizio e della fine della traccia Dettaglio della forma della scolpitura Quadro di insieme della traccia Ugo Sergio Auteri Infortunistica e norme uni 28
15 Tracce di incisioni Lunghezza della traccia (se la traccia è discontinua e/o multipla, rilevare la lunghezza massima in linea retta tra il primo segno e l ultimo). Localizzazione dell inizio e della fine della traccia. Quadro di insieme della traccia. Ugo Sergio Auteri Infortunistica e norme uni 29 Le scalfiture L= lunghezza della traccia (se la traccia è discontinua e/o multipla, rilevare la lunghezza massima in linea retta tra il primo segno e l ultimo Ugo Sergio Auteri Infortunistica e norme uni 30
16 Distribuzione di liquidi Ugo Sergio Auteri Infortunistica e norme uni 31 Pozze Ugo Sergio Auteri Infortunistica e norme uni 32
17 Gocciolamenti Ugo Sergio Auteri Infortunistica e norme uni 33 Distribuzione di detriti Ugo Sergio Auteri Infortunistica e norme uni 34
18 I veicoli L indagine sui veicoli si articola su tre livelli: Posizione di quiete Esame del modello Esame dei danni Ugo Sergio Auteri Infortunistica e norme uni 35 Posizione di quiete Proiezione a terra del mozzo delle ruote (1 e 2 in figura). E sufficiente il rilievo della posizione di due ruote dello stesso lato del veicolo, specificando il lato considerato o documentando il lato mediante RF. Nei veicoli a più assi, è sufficiente rilevare gli assi più esterni. Se possibile, è opportuno rilevare la posizione degli assi dal lato non deformato del veicolo. Orientamento e direzione Ugo Sergio Auteri Infortunistica e norme uni 36
19 Dati da rilevare attinenti i veicoli coinvolti Ugo Sergio Auteri Infortunistica e norme uni 37 Esame danni al veicolo: abrasioni Ugo Sergio Auteri Infortunistica e norme uni 38
20 Esame danni al veicolo: incisione Ugo Sergio Auteri Infortunistica e norme uni 39 Esame danni al veicolo: strappo Ugo Sergio Auteri Infortunistica e norme uni 40
21 Esame danni al veicolo: piegamento Ugo Sergio Auteri Infortunistica e norme uni 41 Esame danni al veicolo: rottura Ugo Sergio Auteri Infortunistica e norme uni 42
22 Esame danni al veicolo: schiacciamento Ugo Sergio Auteri Infortunistica e norme uni 43 Esame danni al veicolo: spolveratura Spolveratura: traccia lasciata da un lieve contatto tipicamente non abrasivo Ugo Sergio Auteri Infortunistica e norme uni 44
23 Esame danni al veicolo: estroflessione Estroflessione: deformazione permanente che genera un ripiegamento verso l esterno di una lamiera relativamente alla sagoma originale del veicolo Ugo Sergio Auteri Infortunistica e norme uni 45 Esame danni al veicolo: svergolamento Svergolamento: perdita della forma originale della struttura del veicolo Ugo Sergio Auteri Infortunistica e norme uni 46
24 Esame danni al veicolo: passo Esempio di passo e particolarità da rilevare Ugo Sergio Auteri Infortunistica e norme uni 47 Esame delle infrastrutture Si intendono tutti quegli elementi che si trovano all interno della carreggiata, o in posizione limitrofa, e che, in qualche modo, sono rimasti coinvolti o possono avere influito nell incidente: Segnaletica orizzontale e verticale Sistemi di ritenuta stradali (a 2 o 3 onde, new jersey di acciaio, new jersey di calcestruzzo) Alberi, siepi, edifici Impianto semaforico Ugo Sergio Auteri Infortunistica e norme uni 48
25 Conducenti, trasportati e pedoni Ugo Sergio Auteri Infortunistica e norme uni 49 Condizioni ambientali Ugo Sergio Auteri Infortunistica e norme uni 50
26 Condizioni ambientali Ugo Sergio Auteri Infortunistica e norme uni 51 Condizioni ambientali Ugo Sergio Auteri Infortunistica e norme uni 52
27 Condizioni ambientali Ugo Sergio Auteri Infortunistica e norme uni 53 Condizioni ambientali Ugo Sergio Auteri Infortunistica e norme uni 54
28 Tipologie di rilievo Rilievo descrittivo Rilievo metrico Rilievo planimetrico Rilievo fotografico Ugo Sergio Auteri Infortunistica e norme uni 55 Rilievo descrittivo Consiste in una descrizione dettagliata del luogo e del teatro dell incidente così come si presentano subito dopo l evento. I rilievi descrittivi consentono di acquisire informazioni non sempre desumibili dalla rappresentazione planimetrica in scala o dalla documentazione fotografica del teatro dell incidente. Il rilevo descrittivo deve riportare il luogo e l orario dell incidente, le peculiarità di tutti gli elementi e le tracce rilevate con le altre tecniche e tutto quanto sia utile alla ricostruzione dell evento. Ugo Sergio Auteri Infortunistica e norme uni 56
29 Rilievo descrittivo Ugo Sergio Auteri Infortunistica e norme uni 57 Rilievo metrico Il rilievo metrico fornisce, attraverso la misura diretta con rotella metrica, metro o altro idoneo strumento, le grandezze significative delle tracce, deformazioni, ecc. Questo rilievo non contestualizza nello spazio l elemento rilevato ma lo quantifica dimensionalmente. Questo tipo di misure assolvono spesso la funzione di dati di riscontro e verifica dei rilievi planimetrici. Ugo Sergio Auteri Infortunistica e norme uni 58
30 Rilievo planimetrico Il rilievo planimetrico, attraverso il posizionamento topografico degli elementi rilevati rispetto ad elementi presi come riferimento (capisaldi), permette di effettuare un disegno in scala del luogo dell incidente, con la posizione di tutti gli elementi e le tracce ad esso riferiti. Le tecniche principali per il rilievo topografico sono la trilaterazione e le misure ortogonali Ugo Sergio Auteri Infortunistica e norme uni 59 I rilievi planimetrici Ugo 12.52Sergio Auteri Infortunistica Ugo Sergio e Auteri norme uni 60
31 I rilievi planimetrici Il rilievo planimetrico permette di effettuare una esatta ricostruzione grafica del campo del sinistro. La planimetria èquella parte della topografia che si occupa di rilevare le proiezioni di un terreno su un piano di riferimento orizzontale mediante una raffigurazione grafica in scala. Una fedele riproduzione in scala dell area interessata dal sinistro permette una analisi più dettagliata della posizione degli elementi coinvolti e della dinamica degli eventi, fornendo l opportunità di verificare gli spazi, i movimenti e qualsiasi distanza tra i vari elementi. Ugo 19 e Sergio 20 ottobre Auteri 2011 Ugo Infortunistica Auteri e norme uni 61 Tecniche di rilievo planimetrico Le misure vengono prese direttamente sugli oggetti da rilevare Il rilievo non viene fatto direttamente sull'oggetto ma si utilizzano le prospettive fotografiche o video Ugo 19 e Sergio 20 ottobre Auteri 2011 Ugo Infortunistica Auteri e norme uni 62
32 Tecniche di rilievo planimetrico Tra le varie tecniche di rilievo si ricordano quelle principali basate sul: metodo degli angoli retti, detto anche metodo delle coordinate cartesiane ortogonali, metodo delle perpendicolari o, metodo delle proiezioni ortogonali; metodo della triangolazione; metodo della trilaterazione. Ugo 19 e Sergio 20 ottobre Auteri 2011 Ugo Infortunistica Auteri e norme uni 63 Metodo degli angoli retti Consiste nell individuare i punti misurandone la distanza dalla loro proiezione ortogonale su una retta nota, e rilevando le distanze tra i vari punti di proiezione Ugo 19 e Sergio 20 ottobre Auteri 2011 Ugo Infortunistica Auteri e norme uni 64
33 Ugo 19 e Sergio 20 ottobre Auteri 2011 Ugo Infortunistica Auteri e norme uni 65 Ugo 19 e Sergio 20 ottobre Auteri 2011 Ugo Infortunistica Auteri e norme uni 66
34 Ugo 19 e Sergio 20 ottobre Auteri 2011 Ugo Infortunistica Auteri e norme uni 67 Ugo 19 e Sergio 20 ottobre Auteri 2011 Ugo Infortunistica Auteri e norme uni 68
35 Rilevamento di perpendicolare Ugo 19 e Sergio 20 ottobre Auteri 2011 Ugo Infortunistica Auteri e norme uni 69 Perpendicolare: verifica Ugo 19 e Sergio 20 ottobre Auteri 2011 Ugo Infortunistica Auteri e norme uni 70
36 Ugo 19 e Sergio 20 ottobre Auteri 2011 Ugo Infortunistica Auteri e norme uni 71 Ugo 19 e Sergio 20 ottobre Auteri 2011 Ugo Infortunistica Auteri e norme uni 72
37 Ugo 19 e Sergio 20 ottobre Auteri 2011 Ugo Infortunistica Auteri e norme uni 73 Ugo 19 e Sergio 20 ottobre Auteri 2011 Ugo Infortunistica Auteri e norme uni 74
38 Ugo 19 e Sergio 20 ottobre Auteri 2011 Ugo Infortunistica Auteri e norme uni 75 Ugo 19 e Sergio 20 ottobre Auteri 2011 Ugo Infortunistica Auteri e norme uni 76
39 Metodo della triangolazione Adatto per il rilievo planimetrico di vaste aree ed è normalmente utilizzato per costruire mappe di porzioni di superficie terrestre. L elemento geometrico alla base di tale sistema èil triangolo e le sue proprietà trigonometriche. Consiste nel collegare i punti scelti sul terreno fino a formare un insieme di triangoli aventi a due a due un lato in comune. Ugo 19 e Sergio 20 ottobre Auteri 2011 Ugo Infortunistica Auteri e norme uni 77 Metodo della triangolazione Esso permette di calcolare la distanza fra due punti non direttamente accessibili attraverso la costruzione di un triangolo del quale risultino noti un lato (base) e i due rispettivi angoli. Base nota Ugo 19 e Sergio 20 ottobre Auteri 2011 Ugo Infortunistica Auteri e norme uni 78
40 Metodo della trilaterazione Basato sulla misura dei lati del triangolo. Ogni punto da rilevare corrisponde al vertice di un triangolo virtuale la cui base ègiànota. Ugo 19 e Sergio 20 ottobre Auteri 2011 Ugo Infortunistica Auteri e norme uni 79 Ricostruzione in scala La realizzazione manuale comporta l uso del compasso attraverso il quale si individuano i punti rilevati mediante l intersezione di semicerchi aventi come raggio la distanza (in scala) del punto stesso dai vertici della rispettiva base Ugo 19 e Sergio 20 ottobre Auteri 2011 Ugo Infortunistica Auteri e norme uni 80
41 Ugo 19 e Sergio 20 ottobre Auteri 2011 Ugo Infortunistica Auteri e norme uni 81 Ugo 19 e Sergio 20 ottobre Auteri 2011 Ugo Infortunistica Auteri e norme uni 82
42 Ugo 19 e Sergio 20 ottobre Auteri 2011 Ugo Infortunistica Auteri e norme uni 83 Ugo 19 e Sergio 20 ottobre Auteri 2011 Ugo Infortunistica Auteri e norme uni 84
43 Ugo 19 e Sergio 20 ottobre Auteri 2011 Ugo Infortunistica Auteri e norme uni 85 Ugo 19 e Sergio 20 ottobre Auteri 2011 Ugo Infortunistica Auteri e norme uni 86
44 Ugo 19 e Sergio 20 ottobre Auteri 2011 Ugo Infortunistica Auteri e norme uni 87 Ugo 19 e Sergio 20 ottobre Auteri 2011 Ugo Infortunistica Auteri e norme uni 88
45 Ugo 19 e Sergio 20 ottobre Auteri 2011 Ugo Infortunistica Auteri e norme uni 89 Ugo 19 e Sergio 20 ottobre Auteri 2011 Ugo Infortunistica Auteri e norme uni 90
46 Rilievo fotogrammetrico Fare uso di una fotocamera digitale di buona qualità. Associare ad ogni ripresa un poligono di riferimento del quale sono note le proprie dimensioni. Le riprese fotografiche, convertite in immagini digitali, verranno acquisite direttamente da un software per essere successivamente elaborate. Ugo 19 e Sergio 20 ottobre Auteri 2011 Ugo Infortunistica Auteri e norme uni 91 Ugo 19 e Sergio 20 ottobre Auteri 2011 Ugo Infortunistica Auteri e norme uni 92
47 Ugo 19 e Sergio 20 ottobre Auteri 2011 Ugo Infortunistica Auteri e norme uni 93 Ugo 19 e Sergio 20 ottobre Auteri 2011 Ugo Infortunistica Auteri e norme uni 94
48 Ugo 19 e Sergio 20 ottobre Auteri 2011 Ugo Infortunistica Auteri e norme uni 95 I rilievi planimetrici Ugo 19 e Sergio 20 ottobre Auteri 2011 Ugo Infortunistica Auteri e norme uni 96
49 Il piano stradale Ugo 19 e Sergio 20 ottobre Auteri 2011 Ugo Infortunistica Auteri e norme uni 97 Il piano stradale Ugo 19 e Sergio 20 ottobre Auteri 2011 Ugo Infortunistica Auteri e norme uni 98
50 Il rilievo delle rotonde Ugo 19 e Sergio 20 ottobre Auteri 2011 Ugo Infortunistica Auteri e norme uni 99 Metodo dei tre punti Ugo 19 e Sergio 20 ottobre Auteri 2011 Ugo Infortunistica Auteri e norme uni 100
51 Metodo dei tre punti Ugo 19 e Sergio 20 ottobre Auteri 2011 Ugo Infortunistica Auteri e norme uni 101 Metodo dei tre punti: ricostruzione Ugo 19 e Sergio 20 ottobre Auteri 2011 Ugo Infortunistica Auteri e norme uni 102
52 Metodo dei tre punti: ricostruzione Ugo 19 e Sergio 20 ottobre Auteri 2011 Ugo Infortunistica Auteri e norme uni 103 Metodo dei tre punti: ricostruzione Ugo 19 e Sergio 20 ottobre Auteri 2011 Ugo Infortunistica Auteri e norme uni 104
53 Il rilievo dei veicoli Ugo 19 e Sergio 20 ottobre Auteri 2011 Ugo Infortunistica Auteri e norme uni 105 Il rilievo dei veicoli Ugo 19 e Sergio 20 ottobre Auteri 2011 Ugo Infortunistica Auteri e norme uni 106
54 Il rilievo dei veicoli Ugo 19 e Sergio 20 ottobre Auteri 2011 Ugo Infortunistica Auteri e norme uni 107 Il rilievo dei veicoli Ugo 19 e Sergio 20 ottobre Auteri 2011 Ugo Infortunistica Auteri e norme uni 108
55 Il rilievo dei veicoli Ugo 19 e Sergio 20 ottobre Auteri 2011 Ugo Infortunistica Auteri e norme uni 109 Il rilievo dei veicoli Ugo 19 e Sergio 20 ottobre Auteri 2011 Ugo Infortunistica Auteri e norme uni 110
56 Il rilievo delle tracce Ugo 19 e Sergio 20 ottobre Auteri 2011 Ugo Infortunistica Auteri e norme uni 111 Il rilievo delle tracce Ugo 19 e Sergio 20 ottobre Auteri 2011 Ugo Infortunistica Auteri e norme uni 112
57 Il rilievo delle tracce Ugo 19 e Sergio 20 ottobre Auteri 2011 Ugo Infortunistica Auteri e norme uni 113 Il rilievo delle tracce Ugo 19 e Sergio 20 ottobre Auteri 2011 Ugo Infortunistica Auteri e norme uni 114
58 Il rilievo dei corpi Ugo 19 e Sergio 20 ottobre Auteri 2011 Ugo Infortunistica Auteri e norme uni 115 Il rilievo dei corpi Ugo 19 e Sergio 20 ottobre Auteri 2011 Ugo Infortunistica Auteri e norme uni 116
59 Il rilievo di tratti curvilinei Ugo 19 e Sergio 20 ottobre Auteri 2011 Ugo Infortunistica Auteri e norme uni 117 Il rilievo di tratti curvilinei Ugo 19 e Sergio 20 ottobre Auteri 2011 Ugo Infortunistica Auteri e norme uni 118
60 La frenata Per comprendere il comportamento di una ruota sottoposta ad azione frenante è necessario assimilare il concetto di Ugo 12.52Sergio Auteri Infortunistica Ugo Sergio e Auteri norme uni 119 L attrito L'attrito è una forza che tende a ostacolare il moto di scorrimento relativo tra superfici a contatto, quindi, a eccezione di casi particolari, si oppone al moto di un oggetto. Bisogna distinguere l'attrito radente e l'attrito volvente, ciascuno dei quali può essere statico o dinamico. Ugo 12.52Sergio Auteri Infortunistica Ugo Sergio e Auteri norme uni 120
61 L attrito L'attrito radente e' quello che si oppone al moto in assenza di rotolamento. L'attrito volvente, invece, e' quello che si ha nella direzione del moto quando la ruota rotola. L'attrito statico e' quello di "primo distacco", che avviene cioè nel momento di passaggio tra quiete e moto. L'attrito dinamico, invece e' quello che interviene durante il moto. Ugo 12.52Sergio Auteri Infortunistica Ugo Sergio e Auteri norme uni 121 Attrito radente L'attrito radente, che si manifesta quando un corpo striscia su una superficie scabra asciutta, è pressoché indipendente dalla velocità e dalle dimensioni della superficie di contatto. Le sporgenze microscopiche della superficie del corpo si incastrano con quelle della superficie di appoggio, dando luogo a una forza che ostacola il moto. Ugo 12.52Sergio Auteri Infortunistica Ugo Sergio e Auteri norme uni 122
62 Attrito radente In altre parole, la ragione per cui un veicolo parcheggiato con il freno a mano tirato su strada in pendenza non si muove, èdovuta alla forza orizzontale esercitata dalla superficie della strada chiamata forza di attrito radente statico (o attrito di primo distacco o aderenza), che si oppone al movimento e che equilibra la forza esercitata sul veicolo. Ugo 12.52Sergio Auteri Infortunistica Ugo Sergio e Auteri norme uni 123 Attrito radente Tale forza d attrito è quella più efficace e dipende dai legami tra le molecole del pneumatico e quelle del manto stradale nell area in cui le due superfici sono a stretto contatto. Se si applica sul veicolo una forza tale da superare l attrito di distacco, il veicolo striscerà sulla strada a ruote bloccate. Mentre i pneumatici strisciano i legami molecolari si rompono e si creano continuamente dando luogo alla rottura di piccoli frammenti delle due superfici. In questo caso la forza che si oppone al movimento è l attrito radente dinamico. Ugo 12.52Sergio Auteri Infortunistica Ugo Sergio e Auteri norme uni 124
63 Attrito volvente L attrito volvente è invece la forza che si sviluppa fra due solidi a contatto, in moto rotatorio relativo, senza strisciamento, come avviene ad esempio nel rotolamento della ruota sulla strada. Il movimento produce quindi una resistenza che si oppone al rotolamento. Ugo 12.52Sergio Auteri Infortunistica Ugo Sergio e Auteri norme uni 125 L attrito L'attrito volvente (statico o dinamico) e' quella forza che bisogna vincere per muovere "normalmente" l'auto (cioè con le ruote che rotolano) L attrito radente statico è quella forza che impedisce ad una vettura (parcheggiata con i freni azionati) di "scivolare" giù per una discesa sotto il proprio peso L'attrito radente dinamico è quella forza che agisce quando la vettura èin moto con le ruote bloccate (per esempio in una frenata brusca) Ugo 12.52Sergio Auteri Infortunistica Ugo Sergio e Auteri norme uni 126
64 Attrito radente statico Per esempio in una curva percorsa senza frenare è fondamentale la presenza di un alto attrito radente statico nella direzione perpendicolare a quella del veicolo, affinché lo stesso possa percorrere la traiettoria impostata senza partire per la tangente. Un veicolo sbanda in curva per superamento del limite di attrito statico (Perdita di aderenza) Ugo 12.52Sergio Auteri Infortunistica Ugo Sergio e Auteri norme uni 127 Frenata in rettilineo Ma vediamo invece cosa succede in una frenata in rettilineo. In questo caso possono sostanzialmente verificarsi due distinte condizioni in relazione al bloccaggio o meno delle ruote del veicolo. Ugo 12.52Sergio Auteri Infortunistica Ugo Sergio e Auteri norme uni 128
65 Frenata senza bloccaggio delle ruote Nel caso in cui non avvenga il bloccaggio, il veicolo decelera in modo costante fino a fermarsi. La forza che in questa ipotesi si oppone al movimento èl attrito radente statico. E il cosiddetto attrito di distacco, che interviene in corrispondenza del punto di contatto con il suolo nel momento in cui le superfici si staccano durante il rotolamento. Ugo 12.52Sergio Auteri Infortunistica Ugo Sergio e Auteri norme uni 129 Frenata con bloccaggio ruote Qualora invece avvenga il bloccaggio delle ruote, l intensità delle decelerazione diminuisce, aumentando di conseguenza lo spazio di frenata. Questa èuna condizione che si verifica allorché la forza che provoca il movimento delle ruote supera il valore della forza di attrito radente statico e quindi il valore massimo di aderenza delle superfici a contatto. In questo caso la decelerazione èdovuta alla forza di attrito radente dinamico, che risulta meno efficace di quello statico ed èdipendente dal peso del veicolo e dalle caratteristiche delle superfici a contatto. Ugo 12.52Sergio Auteri Infortunistica Ugo Sergio e Auteri norme uni 130
66 Frenata con aderenza non omogenea Frenata in condizioni di aderenza non omogenea Ugo 12.52Sergio Auteri Infortunistica Ugo Sergio e Auteri norme uni 131 Frenata con aderenza non omogenea Caso pratico: autoveicolo che frena in corrispondenza dell estremo margine destro della carreggiata caratterizzato da una maggiore presenza di ghiaia, polvere e detriti, da un maggior accumulo di acqua in caso di pioggia a causa della caratteristica conformazione a schiena d asino della sezione stradale e da un minore interessamento dei margini al traffico veicolare Ugo 12.52Sergio Auteri Infortunistica Ugo Sergio e Auteri norme uni 132
67 In frenata Le diverse caratteristiche del manto stradale nei punti di contatto delle ruote e quanto si interpone tra alcuni pneumatici e la strada determinano una diversa intensità di aderenza tra le varie ruote di un veicolo. In particolare le ruote di destra, con meno aderenza, tenderanno ad essere più veloci di quelle di sinistra. Di conseguenza la parte posteriore ruoterà verso destra e l autoveicolo sbanderà verso il centro della carreggiata Ugo 12.52Sergio Auteri Infortunistica Ugo Sergio e Auteri norme uni 133 Ugo 12.52Sergio Auteri Infortunistica Ugo Sergio e Auteri norme uni 134
68 Effetto zig zag Se l autoveicolo non fuoriesce dalla parte opposta della carreggiata ovvero non collide con veicoli provenienti dalla direzione contraria, è possibile assistere all effetto zigzag con continue e successive sbandate alternate a sinistra e a destra nel continuo tentativo di correggere la traiettoria del veicolo. Ugo 12.52Sergio Auteri Infortunistica Ugo Sergio e Auteri norme uni 135 Ugo 12.52Sergio Auteri Infortunistica Ugo Sergio e Auteri norme uni 136
69 In accelerazione Si assisterà al fenomeno inverso se il veicolo, invece di frenare, si trova nella condizione di marcia. In questo caso le ruote di sinistra, in presenza di maggiore aderenza, procederanno più velocemente di quelle poste a sinistra, le quali avranno minor presa sul terreno. L effetto conseguente sarà uno sbandamento del veicolo verso l esterno destro della carreggiata. Ugo 12.52Sergio Auteri Infortunistica Ugo Sergio e Auteri norme uni 137 Ugo 12.52Sergio Auteri Infortunistica Ugo Sergio e Auteri norme uni 138
70 Effetto acquaplaning Eccessive quantità d acqua che si interpongono tra il pneumatico e il piano stradale possono essere causa del verificarsi del c.d. fenomeno dell aquaplaning In presenza di fondo bagnato gli intagli del battistrada dei pneumatici assolvono anche il compito di raccogliere l acqua che si interpone tra la superficie delle ruote ed il manto stradale. Ugo 12.52Sergio Auteri Infortunistica Ugo Sergio e Auteri norme uni 139 Effetto acquaplaning L azione meccanica del battistrada frammenta il velo d acqua e quest ultima viene espulsa sia lateralmente che posteriormente al pneumatico grazie all effetto rotatorio del movimento della ruota. Quando l azione drenante non èpiù sufficiente ad espellere tutta l acqua presente tra le due superfici creando una sorta di cuscinetto, si verifica l aquaplaning con totale perdita di aderenza. Ugo 12.52Sergio Auteri Infortunistica Ugo Sergio e Auteri norme uni 140
71 Effetto acquaplaning La perdita di aderenza provoca un accelerazione della velocità di rotazione delle ruote motrici con conseguente sbandata del mezzo non appena ristabilita l aderenza del pneumatico con l asfalto. Ugo 12.52Sergio Auteri Infortunistica Ugo Sergio e Auteri norme uni 141 Ugo 12.52Sergio Auteri Infortunistica Ugo Sergio e Auteri norme uni 142
72 Ugo 12.52Sergio Auteri Infortunistica Ugo Sergio e Auteri norme uni 143 Effetto acquaplaning I fattori che influenzano tale fenomeno sono determinati dai seguenti elementi: dallo spessore del velo d acqua presente sul manto stradale dalla scolpitura del battistrada dall usura del pneumatico dalla velocità del veicolo dal peso del veicolo dalla larghezza del pneumatico dall assetto del veicolo. Ugo 12.52Sergio Auteri Infortunistica Ugo Sergio e Auteri norme uni 144
73 Effetto acquaplaning Un ulteriore fattore che interessa questo fenomeno èla traiettoria impostata dal veicolo prima dell impatto con l acqua, come ad esempio in caso di percorrenza di un tratto di strada non rettilineo. In tal caso la posizione angolata delle ruote direzionali, a causa della perdita di aderenza anche laterale dei pneumatici anteriori, non permette di mantenere la direzione voluta, e il veicolo tenderà a dirigersi in direzione della tangente. Ugo 12.52Sergio Auteri Infortunistica Ugo Sergio e Auteri norme uni 145 Ugo 12.52Sergio Auteri Infortunistica Ugo Sergio e Auteri norme uni 146
74 Il rilievo di ampi spazi esterni Ugo 12.52Sergio Auteri Infortunistica Ugo Sergio e Auteri norme uni 147 Ugo 12.52Sergio Auteri Infortunistica Ugo Sergio e Auteri norme uni 148
75 Ugo 12.52Sergio Auteri Infortunistica Ugo Sergio e Auteri norme uni 149 Ugo 12.52Sergio Auteri Infortunistica Ugo Sergio e Auteri norme uni 150
76 Ugo 12.52Sergio Auteri Infortunistica Ugo Sergio e Auteri norme uni 151 Ugo 12.52Sergio Auteri Infortunistica Ugo Sergio e Auteri norme uni 152
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