INTRODUZIONE LO STUDIO DELLA MATERIA
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- Nicoletta Farina
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2 INTRODUZIONE LO STUDIO DELLA MATERIA Il progetto realizzato sullo studio della materia è frutto di un lavoro di equipe. La partecipazione a tale lavoro ha coinvolto 4 alunni della scuola secondaria di primo grado Di Biasio di Cassino sezione prima D. Prima di entrare nell argomento specifico bisogna definire cosa sia la scienza: è lo studio di tutto ciò che è intorno a noi.
3 Il metodo scientifico Gli scienziati indagano la natura secondo un particolare metodo introdotto nel diciassettesimo secolo da Galileo Galilei Esso è formato da 4 fasi Osservare Sperimentare Elaborare una legge Ricavare una teoria Lo scienziato osserva il fenomeno che vuole studiare Lo scienziato sperimenta il fenomeno attraverso delle simulazioni Lo scienziato dai dati ricavati dalle precedenti fasi formula una legge Lo scienziato dopo aver ricavato una legge attraverso le sue ipotesi elabora una teoria sul fenomeno
4 Come lavora lo scienziato Fase induttiva Fase deduttiva Esplora indagando ciò che vuole conoscere, interpreta ciò che osserva, confronta i dati e sperimenta la validità della teoria Finalizzata alla formulazione di una regola universale attraverso l osservazione e la misurazione dei dati, poi formulazione dell ipotesi Verificare l ipotesi e formulare una teoria Attraverso piccoli modellini che possono essere formulati anche al computer
5 LA MATERLIA E LE SUE TRASORMAZIONI E il raggruppamento di tutto ciò che ci circonda La materia è tutto ciò che percepiamo con i sensi,è ciò che tocchiamo,annusiamo,vediamo,gustiamo,ascoltiamo. I TRE STATI DELLA MATERIA SOLIDO LIQUIDO GASSOSO
6 Le sue particelle sono aggregate tra loro di difficile compressione Le sue particelle non sono tutte aggregate e sono difficili da comprimere Le sue particelle sono aggregate e facili da comprimere I CRISTALLI LIQUIDI QUARTO STATO DELLA MATERIA
7 Massa e Volume Liquidi e gas non hanno forma propria, assumono quella dell oggetto dove si trovano. Avendo massa e volume possiamo calcolare la densità (kg/m alla terza ), cioè rapporto tra massa e volume Altre sono le proprietà che si possono utilizzare per caratterizzare una sostanza o un corpo Rigidità,vischiosità,calore specifico e conducibilità elettrica
8 LO STATO SOLIDO Un solido appare rigido, indeformabile, robusto. I solidi non cambiano forma ne volume,grazie all elevata forza di coesione cioè all attrazione tra le particelle che compongo il solido. Ci sono anche soldi non compatti. I solidi plastici come la farina I solidi elastici come alcune gomme I solidi se sollecitati da forze non troppo forti si deformano temporaneamente;la misura di quanto un materiale si deforma in funzione della forza applicata è detta ELASTICITA DEL SOLIDO Pressione rapporto tra una forza e superficie sulla quale tale forza è esercitata
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10 Lo stato liquido I liquidi non hanno una propria forma, assumono quella del contenitore che li ospita. Grazie alle forze di coesione le particelle scorrono le une sulle altre. Il volume rimane lo stesso perché le particelle nè si avvicinano né si allontanano in questo movimento. INCOMPRIMIBILI FORZE DI COESIONE FORZE DI ADESIONE CAPILLARITA, TENSIONE SUPERFICIALE, principio di Pascal, vasi comunicanti CAPACITA DEL RECIPIENTE ALLEGATI ESPERIMENTI
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12 Lo stato gassoso I gas non hanno né una forma propria né un proprio volume. Le particelle che compongono il gas sono distanti le une dalle altre.quando passano dallo stato gassoso allo stato liquido vengono stato liquido vengono Chiamati gas perfetti L aria ha un suo peso, che è l origine della pressione atmosferica. Agisce dall esterno mentre dall interno agisce diversamente
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14 L acqua L acqua si trova intorno a noi in varie forme La differenza tra gli strati di aggregazione della materia consiste nella diversa disposizione delle particelle Una stessa quantità di materia occupa molto più spazio se è allo stato gassoso Una sostanza allo stato solido ha un volume minore rispetto a quando si trova allo stato liquido
15 Le immagini qui di seguito riprodotte riguardano gli esperimenti che spiegano il principio di Pascal e la tensione superficiale. Il primo esperimento,infatti, ricorda la forza applicata sull acqua,in fondo alla bottiglia. Si può notare che lo zampillo si allontana molto dalla bottiglia, infatti, la pressione di un fluido si trasmette alterata in esso e in tutte le direzioni. Il secondo esperimento, invece, ci mostra come la superfice dell acqua diventa simile ad una membrana elastica, in quanto posti i granelli di pepe sull acqua. dopo aver messo il sapone, essi galleggiano grazie alla tensione superficiale per la forza di coesione tra le particelle dell acqua.
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27 MISCUGLI E SOLUZIONI Sostanze pure soluzioni miscugli PATICELLE IDNTICHE TRA LORO FORMATI DA MISCUGLI OMOGENEI FORMATI DA PERTICELLE DIVERSE omogenei eterogenei FORMATI DA AGGIUNTA DI SOLVENTE CHIAMATE SOLUTI imperfetti perfetti Percentuale massa Percentuale di volume Massa su volume TECNICHE DI SEPARAZIONE FILTRAZIONE, DISTILLAZIONE, CENTRIFUGAZIONE
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